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	<title>Sottomarini Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 23:15:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sottomarini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>AUKUS: il prossimo anno inizia la costruzione del primo SSN</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-il-prossimo-anno-inizia-la-costruzione-del-primo-ssn.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 23:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="USS Connecticut (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il 2027 segnerà l'inizio della costruzione di una vasta flotta composta da fino a 12 SSN di nuova generazione.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-il-prossimo-anno-inizia-la-costruzione-del-primo-ssn.html">AUKUS: il prossimo anno inizia la costruzione del primo SSN</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="USS Connecticut (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/USS-Connecticut-La-Presse-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il <strong>Ministero della Difesa britannico</strong> ha confermato che il taglio della lamiera per il <strong>primo sottomarino da attacco a propulsione nucleare (SSN)</strong> definito dagli accordi <strong>AUKUS </strong>avverrà il prossimo anno, segnando l&#8217;inizio della costruzione di una flotta composta da fino a 12 SSN di nuova generazione che sostituiranno la classe Astute in servizio nella Royal Navy.</p>



<p>La tempistica è stata confermata dal ministro della Difesa <strong>Luke Pollard</strong>, il quale <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/steel-to-be-cut-on-new-british-attack-submarine-next-year/">ha dichiarato</a> che “come stabilito nel Piano di Investimenti per la Difesa, acquisiremo fino a 12 sottomarini d&#8217;attacco di nuova generazione SSN-AUKUS a propulsione nucleare e armamento convenzionale. Secondo i piani attuali, il taglio della lamiera per il primo sottomarino SSN-AUKUS avverrà il prossimo anno, con l&#8217;obiettivo di consegnare il primo sottomarino britannico in servizio negli anni 2030”, aggiungendo che le date di entrata in servizio previste per i sottomarini della Royal Navy non vengono divulgate in quanto la loro comunicazione “potrebbe compromettere la capacità, l&#8217;efficacia o la sicurezza delle Forze Armate”.</p>



<p>L&#8217;SSN-AUKUS è il futuro sottomarino d&#8217;attacco sviluppato congiuntamente da <strong>Australia </strong>e <strong>Stati Uniti</strong> nell&#8217;ambito della partnership AUKUS. Progettati nel Regno Unito con l&#8217;impiego di tecnologia americana, i sottomarini saranno costruiti presso il cantiere BAE Systems di Barrow-in-Furness (Cumbria, UK) per la Royal Navy e ad Adelaide (Australia) per la Royal Australian Navy. Non si sa molto sui nuovi SSN se non che sarà un sottomarino di ultima generazione che integrerà tecnologie all&#8217;avanguardia provenienti da tutte e tre le nazioni che partecipano all&#8217;AUKUS. L&#8217;integrazione dei sistemi di propulsione, sensori e armamenti, così come un nuovo sistema di lancio verticale comune, si baserà sulle tecnologie degli SSN di classe Virginia della marina statunitense. Il sottomarino classe AUKUS sarà equipaggiato per missioni avanzate di intelligence, sorveglianza, guerra sottomarina e di superficie, attacco terrestre e per la <strong>Seabed Warfare</strong>, ovvero la guerra sui fondali. </p>



<p>I preparativi per la costruzione <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">sono in corso da anni</a>, con miliardi di sterline investiti nella fase di progettazione e nell&#8217;ampliamento del cantiere navale di Barrow, dove si stanno ancora completando le ultime unità della classe Astute. Il Piano di Investimenti per la Difesa britannico ha inserito il programma, del valore di 15,1 miliardi di sterline, all&#8217;interno della trasformazione di Faslane, base navale della Royal Navy. Secondo Londra, <strong>ci si aspetta di vedere in servizio il primo SSN-AUKUS alla fine del prossimo decennio</strong> mentre l&#8217;Australia ha fissato la data per il medesimo traguardo <a href="https://www.asa.gov.au/aukus/australias-nuclear-powered-submarines">ai primi anni del 2040</a>. Questa differenza nella tempistica – solo prevista ma di difficile rispetto – è dovuta alla necessità australiana di avviare un&#8217;industria navale capace di costruire sottomarini a propulsione nucleare, e proprio in questo senso <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/02/australia-announces-acquisition-of-long-lead-items-for-aukus-nuclear-propulsion-systems/">a febbraio di quest&#8217;anno</a> il governo di Canberra ha stanziato ulteriori 310 milioni di dollari per sostenere direttamente la produzione di componenti critici per gli SSN, compresi i sistemi di propulsione nucleare dei primi due sottomarini. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La formazione del personale australiano</h2>



<p>Nell&#8217;ambito del programma AUKUS, infatti, il Regno Unito fornirà sistemi di propulsione nucleare completi e già montati per i sottomarini AUKUS di costruzione australiana, con lavori già in corso presso lo stabilimento Rolls-Royce Submarine di Derby. I primi progressi nella produzione dei reattori sono essenziali per mantenere lo slancio del programma, preservare le competenze specialistiche e allineare i programmi industriali nell&#8217;ambito del partenariato. Quest&#8217;ultimo investimento australiano si aggiunge al contributo di <strong>2,4 miliardi di sterline in 10 anni</strong> per espandere la capacità produttiva di Rolls-Royce nel campo dei sottomarini e allo stanziamento di <strong>3,9 miliardi di dollari australiani</strong> come acconto per la realizzazione del cantiere navale di Osborne dove verranno impostati gli SSN-AUKUS per l&#8217;Australia.</p>



<p>Nel frattempo, il personale marittimo australiano sta familiarizzando con gli SSN come da accordi: sempre a febbraio un battello britannico di classe Astute, l&#8217;HMS “Anson”, aveva fatto scalo presso la base navale di Stirling per manutenzione, segnando la prima volta che un sottomarino nucleare britannico viene sottoposto a lavori di questo tipo in Australia. </p>



<p>La Royal Australian Navy dovrà <strong>attendere l&#8217;arrivo di tre SSN di classe Virginia</strong> della U.S. Navy, sebbene <a href="https://news.usni.org/2026/06/01/u-s-will-sell-3-in-service-virginia-subs-to-australia-instead-of-1-new-2-in-service">con dei distinguo</a> rispetto ai piani originali come da patto AUKUS: invece di 2 in servizio e uno nuovo, la marina australiana vedrà arrivare tre battelli che sono già stati in servizio nella marina USA. Comunque un ottimo risultato considerando <a href="https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html">le riserve</a> – improvvise – espresse dall&#8217;esecutivo statunitense in merito alla possibile cessione di questi SSN all&#8217;Australia. </p>



<p>In ogni caso, date le tempistiche, il governo di Canberra ha pianificato di <a href="https://news.usni.org/2026/06/01/u-s-will-sell-3-in-service-virginia-subs-to-australia-instead-of-1-new-2-in-service">estendere la vita operativa dei suoi sottomarini di classe Collins</a>, attualmente in servizio, per farli operare insieme ai due sottomarini di classe Virginia ex U.S. Navy, in attesa dell&#8217;arrivo dei primi SSN-AUKUS, il cui numero totale dovrebbe ammontare a cinque battelli.</p>



<p>Il problema della cessione dei Virginia all&#8217;Australia è sempre lo stesso: funzionari della marina USA hanno ripetutamente affermato che i cantieri navali statunitensi devono costruire 2,33 sottomarini d&#8217;attacco all&#8217;anno, oltre a un sottomarino nucleare lanciamissili balistici di classe Columbia, per poter vendere i sottomarini di classe Virginia all&#8217;Australia, ma attualmente ne costruiscono circa 1,3 sottomarini d&#8217;attacco all&#8217;anno. Se davvero Washington si affiderà ai cantieri navali degli alleati – Giappone, Corea del Sud ma ora si parla anche di Turchia – per costruire le sue unità da guerra, è probabile che questa media possa alzarsi, ma non nel breve periodo. Il nostro <strong>dubbio</strong> pertanto permane: gli Stati Uniti venderanno veramente 3 SSN classe Virginia all&#8217;Australia secondo le tempistiche dell&#8217;AUKUS oppure l&#8217;approvazione congressuale si arenerà davanti alla dura realtà della cantieristica nazionale e delle necessità dell&#8217;U.S. Navy?</p>
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		<item>
		<title>Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco navale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua “minaccia sottomarina” alle rotte petrolifere del Golfo, annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili Ghadir nello Stretto di Hormuz. Possono condurre una feroce guerra asimmetrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1616" height="952" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03.jpeg 1616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-300x177.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1024x603.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-768x452.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-1536x905.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-12-alle-16.07.03-600x353.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1616px) 100vw, 1616px" /></p>
<p>L’Iran lancia la sua &#8220;<strong>minaccia sottomarina</strong>” alle rotte petrolifere del Golfo annunciando lo schieramento dei sottomarini tascabili classe Ghadir nello Stretto di Hormuz, facendo leva sui timori di una guerra navale asimmetrica che infliggerebbe un altro duro colpo alla crisi energetica, aggravata dal blocco delle rotte commerciali che collegano le potenze del Golfo al resto del mondo.</p>



<p>Protagonisti di questa strategia sono i <strong>sottomarini tascabili classe Ghadir</strong>, i &#8220;superstiti&#8221; della flotta sommergibile iraniana che potrebbero <strong>andare a caccia di mercantili nel Golfo</strong> e nelle acque a ridosso dello strategico Stretto di Hormuz, innescando una campagna antisommergibile che coinvolgerebbe i pattugliatori aerei, gli elicotteri imbarcati per la lotta antisom e i cacciatorpedinieri dell’US Navy schierati nell’area di responsabilità del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti che controlla le operazioni in Medio Oriente. <br><br>Paragonabili per dimensioni agli <em>X-Craft </em>della Royal Navy e ai <em>Seehund </em>della Kriegsmarine entrati in azione nella Seconda guerra mondiale, le unità superstiti della flotta, composta originariamente da circa 20 esemplari della classe Ghadir entrati in servizio nel 2005 con la Marina militare della Repubblica Islamica dell’Iran, rappresentano la nuova arma di deterrenza che Teheran potrebbe impiegare contro le navi, militari o civili, che intendono violare il <strong>blocco dello Stretto di Hormuz</strong>.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">I Delfini del Golfo e la strategia di Teheran</h2>



<p>Soprannominati &#8220;<strong>Delfini del Golfo Persico</strong>&#8220;, i Ghadir sarebbero &#8220;a<em>ttualmente schierati in posizioni operative calibrate&#8221;</em> per rafforzare quella che viene considerata una &#8220;<em>più ampia strategia di guerra asimmetrica di Teheran nel Golfo Persico</em>&#8220;. L&#8217;annuncio ha implicazioni strategiche globali, poiché circa il 20-21% delle spedizioni mondiali di petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Ciò significa che anche operazioni di disturbo limitate potrebbero innescare un&#8217;immediata volatilità del mercato energetico, un&#8217;escalation dei premi assicurativi e la mobilitazione navale multinazionale in tutta la regione del Golfo.</p>



<p>Il comandante della Marina iraniana ha dichiarato che sottomarini leggeri di produzione nazionale stanno conducendo operazioni di sorveglianza e monitoraggio nello Stretto di Hormuz e nelle vicine acque del Golfo Persico. Secondo l’agenzia di stampa <em>Fars</em>, il <strong>contrammiraglio Shahram Irani </strong>ha affermato che i sottomarini operano in linea con quelle che ha definito &#8220;<em>minacce in evoluzione</em>&#8220;, esigenze operative e capacità nazionali. Ha aggiunto che le unità sono in grado di rimanere sul fondale marino per lunghi periodi, dove vengono utilizzate per la sorveglianza, il tracciamento e quello che ha descritto come il potenziale ingaggio di navi ostili in questa strategica via d’acqua. Il comandante della Marina ha inoltre dichiarato che i sommergibili sono emersi nello Stretto di Hormuz durante un’operazione intitolata ai martiri del cacciatorpediniere Dena, prima di effettuare manovre in formazione e tornare in acque più profonde per continuare le missioni assegnate.  </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Ghadir Class Submarine&#8230;<a href="https://twitter.com/hashtag/thetruthseeker?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#thetruthseeker</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trending?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trending</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/viralreels?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#viralreels</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trend?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trend</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Submarine?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Submarine</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingnow?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingnow</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/trendingreelsvideo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#trendingreelsvideo</a> <a href="https://t.co/XcL4fg5Lga">pic.twitter.com/XcL4fg5Lga</a></p>&mdash; The Truth Seeker (@TruthSeekerHAZ) <a href="https://twitter.com/TruthSeekerHAZ/status/2054089244444926028?ref_src=twsrc%5Etfw">May 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I media iraniani hanno inoltre interpretato il dispiegamento sia come una <strong>rappresaglia simbolica</strong>, sia come una forma di deterrenza operativa. Gli organi d’informazione legati allo Stato hanno descritto i sommergibili come &#8220;<em>pronti all&#8217;azione</em>&#8220;, sottolineando al contempo la loro capacità di condurre prolungate operazioni di sorveglianza in posizione di riposo sul fondale marino, consentendo ai battelli di restare nascosti sul fondale del Golfo mentre monitorano o ingaggiano navi di superficie ostili che transitano attraverso i corridoi di navigazione strategici. Il dispiegamento rafforza inoltre la consolidata <strong>dottrina militare di Teheran</strong> secondo cui i <strong>piccoli sottomarini costieri</strong> a basso dislocamento possono<strong> imporre costi operativi sproporzionati alle forze navali tecnologicamente superiori</strong>, in particolare in acque poco profonde e acusticamente congestionate, inadatte alle operazioni convenzionali dei sottomarini d&#8217;alto mare come quelli che possono essere schierati dagli Stati Uniti nel Mar Arabico o nel Golfo dell&#8217;Oman.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Hormuz e una deterrenza sommersa</h2>



<p>La comunicazione navale iraniana relativa alla flotta Ghadir sembra attentamente studiata per segnalare una presenza costante nello Stretto, dove sono state posate le pluricitate <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/incubo-mine-intorno-hormuz-usa-inviano-i-dragamine-cosa-pu-2651656.html">mine navali</a> e incombono le <strong>piccole imbarcazioni armate</strong> e <strong>dronizzate</strong>, da impiegare come “battelli esplosivi” della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html"><strong>Mosquito Fleet</strong></a>, mantenendo un’ambiguità strategica e al contempo complicando la pianificazione operativa delle formazioni antisommergibile della Marina statunitense e delle forze alleate che operano vicino al Golfo e devono prepararsi a un contesto strategico in cui Teheran fa sempre più affidamento su piattaforme navali asimmetriche e difficili da neutralizzare, piuttosto che sul confronto navale convenzionale che è stato in larga parte affondato nelle prime settimane di quella che è stata considerata la <strong>Terza Guerra del Golfo</strong>.<br><br>Emblematico il caso del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/l-mk-48-e-l-attacco-ecco-sottomarino-nucleare-uss-charlotte-2635092.html">siluramento da parte del sottomarino d’attacco USS Charlotte</a> della <strong>fregata iraniana Iris Dena</strong>, centrata da un siluro Mk-48 il 3 marzo dopo essere stata intercettata al largo dello Sri Lanka. Lo schieramento dei sottomarini Ghadir, considerato “inteso a dimostrare la capacità di sopravvivenza e la continuità operativa delle forze navali” dell’Iran nonostante le perdite subite, è stato legato anche ai “<em>martiri del Dena</em>”. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Lunghi 29 metri, con un dislocamento fino a 150 tonnellate i sottomarini tascabili <a href="https://twitter.com/hashtag/Ghadir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ghadir</a> rappresentano una minaccia rilevante nei fondali bassi dello stretto di <a href="https://twitter.com/hashtag/Hormuz?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hormuz</a>, dove l&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a> può condurre una guerra asimmetrica contro gli Usa, colpendo navi sorprese a violare il blocco. <a href="https://t.co/hsNCh8QLIX">pic.twitter.com/hsNCh8QLIX</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2054579430941487168?ref_src=twsrc%5Etfw">May 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come sottolinea il sito <em>Defese Security Asia</em>, i media iraniani hanno ripetutamente sottolineato la capacità di questi sottomarini che possono condurre <strong>operazioni di lunga durata</strong> rimanendo a ridosso di un fondale <a href="https://defencesecurityasia.com/en/iran-ghadir-submarines-strait-of-hormuz-underwater-threat-global-oil-routes/">estremamente difficile da scandagliare</a>, date le irregolarità geologiche, rimanendo fermi per lunghi periodi ed evitando l&#8217;esposizione ai sonar, riducendo di conseguenza le probabilità di rilevamento nelle trafficate rotte marittime del Golfo, e protraendo le loro missioni di pattugliamento fino a &#8220;50 giorni&#8221;. Gli analisti militari hanno a lungo valutato che la dottrina navale iraniana privilegia la disgregazione per logoramento piuttosto che gli scontri tra flotte, <strong>rendendo piattaforme come il Ghadir strategicamente preziose </strong>nonostante il loro dislocamento e la capacità di carico relativamente limitati.</p>



<p>Lunghi circa 29 metri e con un dislocamento non superiore alle 150 tonnellate a seconda della configurazione operativa, i sottomarini di classe Ghadir trasportano un equipaggio di sette uomini tra marinai e ufficiali, e sono stati costruiti &#8220;specificamente&#8221; per combattere nel Golfo Persico, dove le acque sono relativamente basse e la profondità media è di circa 36 metri. Ideali per compiere missioni di interdizione e imboscate lungo la costa, possono essere armati con <strong>diversi tipi di siluri</strong>, come il <em>Valfajr</em>, che vengono lanciati dai due tubi da 533 mm posti a prua, o attraverso <strong>missili da crociera antinave</strong> come il <em>Jask-2</em>, che l&#8217;Iran ha già testato con successo da un sottomarino Ghadir durante le dimostrazioni volte a mostrare la &#8220;capacità di attacco sottomarino&#8221; della Repubblica islamica. </p>



<p>Le fonti differiscono nel determinare il numero preciso di sottomarini classe Ghadir costruiti e messi in servizio, con stime che vanno dalle <strong>10 alle 23 unità totali</strong>, senza considerare il numero di battelli che potrebbero essere rimasti <strong>distrutti durante i raid israeliani</strong> e <strong>statunitensi</strong>, o potrebbero non essere operativi per guasti o altre ragioni.</p>



<p>In ogni caso, il dispiegamento dei sottomarini Ghadir nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico è un chiaro segnale di deterrenza strategica che Teheran intende promuovere sia per rafforzare la percezione che la potenza mediorientale mantiene ancora oggi una &#8220;credibile capacità di rappresaglia&#8221; nonostante gli attacchi stranieri, sia per raggiungere obiettivi di politica interna, presentando la Marina iraniana come resiliente, operativamente preparata e tecnologicamente autosufficiente dopo la distruzione del cacciatorpediniere Dena e delle principali unità di superficie della flotta. Da una pura prospettiva di comunicazione strategica, l&#8217;annuncio funziona come <strong>segnale di deterrenza</strong> in vista della nuova escalation che viene minacciata dagli <strong>Stati Uniti </strong>dopo il <strong>fallimento dei negoziati</strong>.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarini-iraniani-nel-golfo-teheran-minaccia-di-silurare-le-navi-in-transito-a-hormuz.html">Sottomarini iraniani nel Golfo: Teheran minaccia di silurare le navi in transito a Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Navi, sommergibili, droni subacquei: tutte le armi del GUGI, lo spionaggio sottomarino di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/navi-sommergibili-droni-subacquei-tutte-le-armi-del-gugi-lo-spionaggio-sottomarino-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Navi spia]]></category>
		<category><![CDATA[Osint]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1198" height="624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg 1198w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-1024x533.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-768x400.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1198px) 100vw, 1198px" /></p>
<p>Il GUGI, acronimo russo della Direzione principale per la Ricerca in profondità, è poco noto rispetto a sigle come FSB o GRU, eppure rappresenta uno degli asset più strategici di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/navi-sommergibili-droni-subacquei-tutte-le-armi-del-gugi-lo-spionaggio-sottomarino-di-putin.html">Navi, sommergibili, droni subacquei: tutte le armi del GUGI, lo spionaggio sottomarino di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1198" height="624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421.jpg 1198w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-1024x533.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/Yantar_research_vessel_01-e1777465976421-768x400.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1198px) 100vw, 1198px" /></p>
<p>Il <strong>GUGI</strong>, acronimo russo della <strong>Direzione principale per la Ricerca in profondità</strong>, è ancora poco noto al grande pubblico rispetto a sigle come FSB o GRU. Eppure, secondo numerosi analisti di intelligence, rappresenta uno degli asset più sensibili e strategici della Federazione Russa. Formalmente inserito nella Marina militare, gode di uno status particolare: il livello di segretezza delle sue attività è tale da farlo rispondere direttamente al ministro della Difesa e al presidente della Federazione. Il <a href="https://lynceans.org/all-posts/you-need-to-know-about-russias-main-directorate-of-deep-sea-research-gugi/">quartier generale</a> si trova a San Pietroburgo, sul Baltico, ma il GUGI dispone anche di una base artica nella <strong>baia di Olenya Guba</strong>, la Baia dei Cervi, nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-la-fortezza-nucleare-della-russia-che-affaccia-sullartico.html">penisola di Kola</a>, dove è concentrata la flotta russa di sottomarini nucleari strategici. La sua specializzazione riguarda sorveglianza, sabotaggio, ricognizione e operazioni tecniche subacquee ad altissima profondità. In questo settore, soltanto gli Stati Uniti possono vantare capacità comparabili. Alcuni osservatori identificano il GUGI anche con l’<strong>Unità Militare 40056</strong>, una struttura interna al ministero della Difesa distinta dalla Marina Militare. Dal 15 marzo 2021 il comando è affidato al viceammiraglio <a href="https://www.intelligenceonline.com/europe-russia/2023/09/29/vladimir-grishechkin-russian-submarine-intelligence-s-master-spy-in-the-ocean-depths,110059778-art">Vladimir Vladimirovich Grishechkin</a>.</p>



<p>Le missioni attribuite al GUGI sono molteplici. In tempo di pace comprendono indagini sottomarine, mappature dei fondali, campionamenti geologici e raccolta dati utili anche a sostenere le rivendicazioni russe sulla piattaforma continentale estesa nell’Artico. Rientrano inoltre tra i compiti la localizzazione di infrastrutture sensibili, il posizionamento o recupero di oggetti sul fondo del mare, la manutenzione di sistemi subacquei militari e la sorveglianza clandestina. In caso di conflitto, queste capacità potrebbero tradursi in attacchi contro <strong>infrastrutture critiche</strong> occidentali: cavi internet, linee elettriche, oleodotti e gasdotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La flotta segreta di Mosca</h2>



<p>Negli anni il GUGI è stato associato a una discreta flotta di unità di superficie e a una crescente componente subacquea che molti analisti definiscono la “<a href="https://news.usni.org/2021/11/30/russia-growing-secret-submarine-fleet-key-to-moscows-undersea-future">flotta segreta</a>” di Mosca. Si tratta di mezzi destinati alla guerra sottomarina, allo spionaggio e alle missioni speciali. Oltre ai sottomarini, il GUGI gestisce navi di superficie ufficialmente classificate come oceanografiche o da ricerca, ma considerate in Occidente piattaforme <em>dual use</em>. Tra queste figurano la <strong>Yantar</strong> e la <strong>Ladoga</strong>, spesso descritte come “navi spia”. Sono dotate di hangar per minisommergibili con equipaggio, veicoli telecomandati (ROV) e sistemi sonar avanzati.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Operated by the Russian Directorate of Deep Sea Research (GUGI), she is officially classed as an oceanographic research vessel. <a href="https://t.co/QF1o2X9sP8">https://t.co/QF1o2X9sP8</a></p>&mdash; U.S. Naval Institute (@NavalInstitute) <a href="https://twitter.com/NavalInstitute/status/2047088118382076137?ref_src=twsrc%5Etfw">April 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La&nbsp;<strong>Yantar</strong>&nbsp;è probabilmente l’<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/mare-dirlanda-gasdotti-cavi-dati-interconnettori-elettrici-e-una-nave-spia-russa.html">unità più nota</a>. Negli ultimi anni è stata osservata in prossimità di cavi sottomarini e infrastrutture sensibili al largo di Irlanda e Regno Unito, ma anche nell’Atlantico, nel Mediterraneo e nel Golfo Persico. In almeno due occasioni ha operato sopra i relitti di velivoli della Marina russa precipitati nel Mediterraneo durante operazioni aeronavali. Per gli Stati Uniti, mezzi di questo tipo sarebbero in grado di impiegare droni e minisommergibili capaci di intervenire sui cavi a grandi profondità. Tra i sistemi associati figurano i minisommergibili classe&nbsp;<strong>Rus</strong>&nbsp;(Progetto 16810) e classe&nbsp;<strong>Konsul</strong>&nbsp;(Progetto 16811), entrambi progettati per immersioni estreme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sottomarini speciali e “navi madri”</h2>



<p>Tra i battelli collegati al GUGI vi sono il <strong>Nelma</strong> (AS-23), considerato il primo sottomarino nucleare russo per operazioni speciali, due unità classe <strong>Paltus</strong> (AS-21 e AS-35), diversi classe <strong>Kashalot</strong> (AS-13, AS-15 e AS-33) e soprattutto il celebre <strong>Losharik</strong> (AS-31), mezzo con scafo in titanio capace, secondo varie fonti, di operare fino a 6.000 metri di profondità. Il battello rimase gravemente danneggiato in un <a href="https://www.dagospia.com/cronache/incendio-in-sottomarino-russo-muoiono-14-sommergibilisti-e-nucleare-207533">incidente nel 2019</a>. Accanto a queste piattaforme più piccole esistono grandi sottomarini convertiti in “navi madri”, le cosiddette &#8220;<a href="https://www.hisutton.com/Unbuilt_Russian_Spy_Subs.html">Stazioni sottomarine multifunzionali</a>&#8221; o sottomarini spia russi considerati delle vere e proprie &#8220;stazioni in profondità&#8221; che verrebbero gestiti interamente dall&#8217;Unità 40056, dopo essere stati convertiti da sottomarini lanciamissili in degli asset che una volta rimossi i tubi di lancio e ai depositi dei missili, possono integrare le stive da 1.000 metri cubi che consentono di trasportare, posizionare o recuperare oggetti di grandi dimensioni sul fondale marino. </p>



<p>Tra le unità di maggiori dimensione compaiono il <strong>BS-136</strong> e il <strong>BS-64</strong>, originariamente unità lanciamissili balistici Delta III e Delta IV. I tubi missilistici sono stati rimossi e gli scafi modificati con una sezione centrale dedicata a missioni speciali e con punti d’attracco per minisommergibili da profondità. Anche il <strong>K-329 Belgorod</strong>, derivato dalla classe Oscar II, rientra in questa categoria. Si tratta di una delle piattaforme più complesse della Marina russa, adattata per missioni speciali, trasporto di mezzi subacquei e impiego di sistemi autonomi.<br><br>Si ritiene inoltre che diverse unità, come il Belgorod, la maggiore delle unità sottomarine destinata a impiegare il <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-del-poseidon-larma-da-fine-di-mondo-di-putin.html">siluro nucleare Poseidon</a>, siano state operate dalla Direzione principale per la Ricerca in profondità prima di essere assegnate a alla Marina russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Droni subacquei e mezzi autonomi</h2>



<p>Il GUGI disporrebbe inoltre di una gamma di veicoli subacquei senza equipaggio (UUV), lanciabili sia da navi di superficie sia da sottomarini madre. Tra questi viene spesso citato l’<strong>Harpsichord</strong>, piattaforma multi-missione capace di operare fino a circa 2.000 metri di profondità. Questi sistemi sono particolarmente rilevanti perché possono essere impiegati con discrezione, anche di notte, per ispezionare cavi, installare sensori, intercettare traffico dati o danneggiare infrastrutture senza un’immediata attribuzione politica o militare. È la dimensione classica della <strong>guerra ibrida</strong>: azioni ostili sotto la soglia del conflitto aperto che Mosca ha sempre negato di condurre o aver l&#8217;intenzione di condurre, ma delle quali viene continuamente accusata.<br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Mosca vanta una flotta segreta che può svolgere missioni nelle profondità marine che custodiscono infrastrutture critiche come cavi e oleodotti che forniscono la NATO. Secondo l&#39;intelligence britannico potrebbero anche compiere azioni di sabotaggio: il <a href="https://twitter.com/hashtag/GUGI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#GUGI</a> è più di quel sembra <a href="https://t.co/Jmc8XCkVRL">pic.twitter.com/Jmc8XCkVRL</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2049499651196285396?ref_src=twsrc%5Etfw">April 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le navi di superficie del GUGI</h2>



<p>Il comparto di superficie comprende anche unità come la&nbsp;<strong>Evgeny Gorigledzhan</strong>&nbsp;(Progetto 02670), ex rimorchiatore di soccorso riadattato tra il 2016 e il 2022 presso il cantiere Yantar di Kaliningrad. Secondo diversi analisti, dovrebbe affiancare la Yantar in missioni di sorveglianza e intelligence marittima. Vi sono poi la&nbsp;<strong>Akademik Alexandrov</strong>&nbsp;(Progetto 20183), rompighiaccio multiuso destinato a operazioni artiche, la&nbsp;<strong>Vice Ammiraglio Burilychev</strong>&nbsp;(Progetto 22011), varata nel 2025 e ritenuta orientata alla sorveglianza delle infrastrutture sottomarine, e la&nbsp;<strong>Akademik Ageyev</strong>&nbsp;(Progetto 16450). Tra le piattaforme ausiliarie figurano inoltre la&nbsp;<strong>Zvezdochka</strong>&nbsp;e il bacino galleggiante&nbsp;<strong>Sviyaga</strong>, utilizzato per il trasporto e il supporto di minisommergibili e veicoli autonomi.<br></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: The Ministry of Defence has released satellite images of the GUGI base the UK believes Russia deployed a series of submarines to covertly spy on Britain’s undersea cable network. It has also released an image of the alleged spy ship the Yantar, alongside at one of those… <a href="https://t.co/LiwSVzWnYc">pic.twitter.com/LiwSVzWnYc</a></p>&mdash; Tom Cotterill (@TomCotterillX) <a href="https://twitter.com/TomCotterillX/status/2042191986262790177?ref_src=twsrc%5Etfw">April 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La minaccia alle infrastrutture sottomarine occidentali</h2>



<p>Dal 2015 circa la NATO segnala un aumento dell’attività navale russa in prossimità di <strong>cavi sottomarini per telecomunicazioni </strong>ed energia, oltre che di oleodotti e gasdotti, nell’Atlantico settentrionale, nel Mare del Nord, nel Baltico e nel Mediterraneo. Le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/royal-navy-caccia-sottomarini-russi-i-cavi-sottomarini-nel-2648985.html">preoccupazioni manifestate a più risiere da Londra </a>, da Washington e dell’<strong>Alleanza atlantica</strong> in generale, è che questa &#8220;sistematica attività di ricognizione&#8221; serva in realtà a costruire una mappa dettagliata delle vulnerabilità occidentali. In caso di crisi o guerra, Mosca potrebbe tentare di interrompere flussi di dati, energia e comunicazioni, attivando anche <strong>dispositivi </strong>eventualmente <strong>preposizionati sui fondali</strong>. Colpire le infrastrutture sottomarine significherebbe mettere sotto pressione economie nazionali, sistemi finanziari, reti energetiche e capacità militari. Ed è proprio in questo scenario che il GUGI rappresenta uno degli strumenti più sofisticati e meno visibili dell&#8217;apparato russo. Ovviamente, il Cremlino smentisce queste intenzioni e la conduzione di missioni che possono essere associati alle operazioni di guerra ibrida che interessano la famosa &#8220;zona grigia&#8221; che viene regolarmente citata dai governi occidentali. Ciò nonostante, da un quarto di secolo a questa parte, la <strong>Direzione principale per la Ricerca in profondità</strong> opera regolarmente negli abissi, sotto gli occhi di &#8220;quasi&#8221; tutti.</p>
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		<title>Guerra navale ad alta intensità: un sottomarino USA affonda una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1888" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1888w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1888px) 100vw, 1888px" /></p>
<p>Un sottomarino della US Navy ha affondato con un siluro una nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, mentre si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka. Si tratta del primo affondamento confermato da un sottomarino americano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;informazione è stata confermata dal segretario del Dipartimento della Guerra degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1888" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1888w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1888px) 100vw, 1888px" /></p>
<p>Un <strong>sottomarino</strong> della <strong>US Navy</strong> ha affondato con un siluro una nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, mentre si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka. Si tratta del primo affondamento confermato da un sottomarino americano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;informazione è stata confermata dal segretario del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti.</p>



<p>Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha ufficialmente dichiarato che nella giornata di ieri, 3 marzo 2026, un sottomarino della Marina statunitense non meglio identificato, nella classe e nel nominativo, ha <strong>affondato la fregata iraniana IRIS Dena</strong> nell’Oceano Indiano. “<em>Ieri, nell&#8217;Oceano Indiano, un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che si credeva al sicuro in acque internazionali. Invece è stata affondata da un siluro. Una morte silenziosa. Il primo affondamento di una nave nemica per mezzo di un siluro dalla Seconda Guerra Mondiale</em>”, ha dichiarato Hegseth, mentre veniva diffuso il video della fregata iraniana che dopo essere stata messa nel collimatore del periscopio, salta in aria dopo essere stata centrata dal siluro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/PiqQpVIrMu">https://t.co/PiqQpVIrMu</a> <a href="https://t.co/Wc1e0B0um7">pic.twitter.com/Wc1e0B0um7</a></p>&mdash; Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) <a href="https://twitter.com/DeptofWar/status/2029193757162139762?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Le immagini riprese dal periscopio del sottomarino appartenente alla <a href="https://news.usni.org/2026/03/04/video-u-s-attack-boat-torpedoes-iranian-frigate-off-sri-lanka#:~:text=Mallory%20Shelbourne,exercises%2C%20Reuters%20reported%20early%20Wednesday.">Settima Flotta dell&#8217;US Navy</a>, probabilmente un SSN &#8220;fast-attack submarine&#8221;, dove la sigla sta per <strong>sottomarino nucleare d&#8217;attacco</strong>, unità progettate per la caccia e l&#8217;attacco a unità di superficie e sottomarine, sono state diffuse dal Dipartimento della Guerra, e mostrano il momento preciso in cui il<strong> siluro Mk 48</strong> colpisce la poppa dell&#8217;IRIS Dena, che viene sollevata parzialmente dall&#8217;acqua a causa della forte esplosione, prima di affondare con la prua sospesa. Almeno 80 marinai iraniani sarebbero morti nell’attacco.</p>



<p>La IRIS Dena era una <strong>fregata di classe Moudge.</strong> Considerata tra le unità &#8220;<em>più moderne</em>&#8221; dell&#8217;Islamic Republic of Iran Navy, era impiegata principalmente per missioni di proiezione di potenza iraniana. Lunga 95 metri, con una stazza di 1,500 tonnellate, era armata con missili antinave Qader, sistemi di difesa aerea Sayyad, un cannone principale da 76 mm, ulteriori pezzi da 40 e 20 mm, mitragliatrici da 12,7 mm, oltre a siluri leggeri e a un radar tridimensionale phased array. </p>



<p>Intercettata a sud di Galle, al di fuori delle acque territoriali dello Sri Lanka, è stata <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/03/iranian-warship-sunk-in-indian-ocean-by-us-navy-submarine-over-80-dead/">affondata</a> a circa 20 miglia nautiche dalla costa. Unità di soccorso srilankesi hanno recuperato almeno <strong>32 membri dell’equipaggio</strong>, su un totale di circa 180. Anche una nave della Marina cingalese ha preso parte alle operazioni di salvataggio. <br><br>L’episodio si inserisce nel quadro dell’<strong>Operazione Epic Fury</strong>, nell’ambito della quale le forze statunitensi hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-flotta-iraniana-minaccia-rappresaglie-nello-stretto-di-hormuz-ma-ha-subito-perdite-pesanti.html">colpito in modo significativo la componente navale iraniana</a>. Secondo Hegseth, la Marina di Teheran sarebbe ormai “<em>inefficace in combattimento, decimata, distrutta, sconfitta</em>”. Tra le unità già neutralizzate figurano la corvetta lanciamissili classe Soleimani IRIS Shahid Sayyad Shirazi, la portaelicotteri e portadroni Shahid Bagheri e la nave base avanzata IRIS Makran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Iranian navy almost been entirely eliminated.<br><br>The frigate 🇮🇷IRIS Dena (Commissioned 2021) reportedly sunk off 🇱🇰Sri Lanka with 180 onboard &#8211; possibly torpedoed by US submarine.<br><br>32 of 180 crew rescued by Sri Lankan navy.<br><br>(Library photo) <a href="https://t.co/aFwoeUOIz5">pic.twitter.com/aFwoeUOIz5</a></p>&mdash; Navy Lookout (@NavyLookout) <a href="https://twitter.com/NavyLookout/status/2029138385193816147?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Quello della IRIS Dena è il &#8220;primo affondamento&#8221; di una nave da guerra nemica da parte degli Stati Uniti mediante siluro dalla Seconda Guerra Mondiale, nonché il primo attribuito a un sottomarino nucleare d’attacco. Il precedente storico più vicino, noto alla cronaca, fu l’affondamento della nave da guerra argentina <strong>ARA General Belgrano</strong> per parte del sottomarino d&#8217;attacco britannico HMS Conqueror nel 1982, durante la <strong>guerra delle Falkland</strong>.</p>



<p>L&#8217;ultima nave nemica affondata da un sottomarino statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale fu invece la&nbsp; <strong>Kaibokan No. 13</strong>, una fregata della Marina Imperiale giapponese, colpita dal sottomarino <strong>USS Torsk </strong>il&nbsp;14 agosto 1945 mentre si trovava nelle acque del Mar del Giappone. </p>



<p>Per il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine: &#8220;<em>Questa è un&#8217;incredibile dimostrazione della portata globale dell&#8217;America. Cacciare, trovare e distruggere un&#8217;unità dispiegata fuori area è qualcosa che solo gli Stati Uniti possono fare su questa scala</em>&#8220;.</p>



<p>L’affondamento della IRIS Dena nelle acque dell&#8217;<strong>Oceano Indiano </strong>segna un ritorno alla guerra navale ad alta intensità che mette da parte i droni navali e le nuove tecnologie autonome e conducibili da remoto, e rimette al centro dello scontro il <strong>siluro come arma decisiva</strong> nella guerra che abbandona il <strong>Golfo Persico</strong> come unico scenario dello scontro attuale, e ci riporta alle vecchie tattiche e ai vecchi pericoli, quando le navi di superficie non dovevano temere i missili ipersonici o i droni, ma i silenziosi padroni degli abissi: i sottomarini che sfuggendo a ogni sonar, spiano i loro avversari dal pelo delle onde prima di allagare i tubi e lanciare i loro temibili siluri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html">Guerra navale ad alta intensità: un sottomarino USA affonda una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Type 095, il primo sottomarino nucleare di Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/type-095-il-primo-sottomarino-nucleare-di-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 00:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Pla Navy]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica Popolare Cinese sta colmando rapidamente il divario tecnologico nel campo dei vettori sottomarini. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/type-095-il-primo-sottomarino-nucleare-di-pechino.html">Type 095, il primo sottomarino nucleare di Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La<strong> Repubblica Popolare Cinese</strong> sta colmando rapidamente il <strong>divario tecnologico </strong>nel campo dei vettori sottomarini, svelando, o comunque non nascondendo agli occhi dei satelliti spia, il suo primo <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/02/chinese-type-09v-next-generation-ssn-appears-at-bohai/">sottomarino Type 095</a>: un vascello sommergibile che appartiene a una nuova generazione di sottomarini d&#8217;attacco per la Marina di Liberazione dell&#8217;Esercito Popolare, e che si ritiene avere una propulsione nucleare.</p>



<p>Questo progresso nel dominio navale, dove Pechino ha dimostrato di poter affrontare ogni sforzo per ridurre uno dei divari tecnologici storicamente più evidenti rispetto alle principali potenze militari navali, conferma le analisi degli ultimi anni, e rende il varo del primo<strong> sottomarino d’attacco di nuova generazione Type 095</strong> &#8211; avvenuto nei cantieri di&nbsp;Huludao, sul&nbsp;Mare di Bohai, -un passaggio simbolico e operativo nel processo di modernizzazione della flotta subacquea della <strong>PLA Navy</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China&#39;s new-generation Type 095 SSN. <br><br>Estimated Specifications: <br>115 m long, 12.4 m wide, X-tail, 4 x 2 tripack VLS containers, speed 33 kt, displacement 11,000 t, shaftless pump-jet propulsion system, electromagnetic LS/VLS (EMLS/EMVLS) for torpedo/missile. <a href="https://t.co/lR5GlwuXzJ">pic.twitter.com/lR5GlwuXzJ</a></p>&mdash; Fay (@FaySue6) <a href="https://twitter.com/FaySue6/status/2024763002688336180?ref_src=twsrc%5Etfw">February 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Per anni gli analisti occidentali hanno ritenuto i <strong>sottomarini cinesi inferiori</strong> di una o due generazioni rispetto a quelli di Stati Uniti, Regno Unito e Russia, soprattutto in termini di silenziosità, sensori e sistemi di combattimento. Questa valutazione, pur non essendo del tutto superata, <strong>risulta oggi meno netta</strong>: Pechino ha investito massicciamente in ricerca, cantieristica e tecnologie di <strong>propulsione nucleare</strong>, riuscendo a ridurre progressivamente il <em>gap</em> qualitativo.</p>



<p>Secondo <a href="https://www.hisutton.com/China-Type-095-Submarine-Launched.html">H.I Sutton</a> il nuovo battello, indicato anche come Type 09V, mostra caratteristiche progettuali che suggeriscono un <strong>&#8220;salto evolutivo&#8221; </strong>rispetto alla generazione precedente. Tra gli elementi visibili spiccano i timoni di poppa a configurazione “<em>X</em>”, soluzione sempre più diffusa perché migliora manovrabilità e controllo a basse velocità. <strong>I piani di immersione non sono chiaramente distinguibili</strong>, indizio che potrebbero essere retrattili e collocati vicino alla prua, scelta utile a ridurre la segnatura acustica. Lavorando sulla <strong>furtività </strong>che servirebbe a ingannare gli avversari, una preoccupazione che la Cina ha già espresso nel piano di &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-e-la-guerra-sottomarina-una-questione-di-sensori.html">mappatura</a>&#8221; dei suoi mari.</p>



<p>Le dimensioni forniscono ulteriori indizi sulle scelte ingegneristiche: con una <strong>lunghezza</strong> stimata tra <strong>105 e 110 metri</strong>, il nuovo sottomarino risulta più largo ma non più lungo del modello precedente. Ciò suggerisce che i progettisti abbiano privilegiato volume interno e capacità di carico rispetto all’allungamento dello scafo, probabilmente per ospitare sistemi d’arma più voluminosi. Le stime parlano di <strong>12-16 celle di lancio verticali</strong>, un numero inferiore rispetto ai grandi sottomarini d’attacco occidentali, ma potenzialmente compensato dall’impiego di <strong>missili antinave</strong> di grandi dimensioni e lunga gittata. </p>



<p>Oltre ai lanciatori verticali, il battello dovrebbe disporre di una camera siluri particolarmente ampia, forse in grado di stivare fino a quaranta armi tra <strong>siluri pesanti</strong>, <strong>missili </strong>lanciabili dai tubi e contromisure. Come sempre nel caso dei programmi subacquei, molti dettagli resteranno incerti finché non emergeranno immagini più nitide o dati ufficiali: la progettazione dei sottomarini è infatti uno dei settori più opachi e segreti dell’industria militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Type-055 destroyer, Type-095 nuclear attack submarine and J-50 carrier-based 6th gen fighter.<br><br>China is ready for some fleet on fleet action in the Pacific. <a href="https://t.co/6U6PIp5Mkb">pic.twitter.com/6U6PIp5Mkb</a></p>&mdash; Zhao DaShuai 东北进修🇨🇳 (@zhao_dashuai) <a href="https://twitter.com/zhao_dashuai/status/2025359884888195395?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Ciò che appare chiaro, ormai, è la <strong>direzione strategica</strong> del Dragone, che vuole accorciare le distanze con gli avversi teorici, e difendere la sua area di competenza strategica e potenziale influenza. I sottomarini come il Type 095, e tutte le altre unità sviluppate e in via di sviluppo, dalle nuove portaerei ai droni navali, di superficie o sottomarini, sono un indicatore della traiettoria intrapresa da Pechino: <strong>costruire una forza navale all&#8217;avanguardia</strong>, capace di operare su vasta scala, nell&#8217;intero Mar Cinese, superando i confini naturali delle due &#8220;catene di isole&#8221; o <strong>Primo</strong> e <strong>Secondo arcipelago</strong> &#8211; rispettivamente, le isole maggiori e più vicine alla costa cinese, come le isole Ryukyu , Taiwan, le Filippine e le isole dell&#8217;Indonesi, il secondo che si estende a est, dal Giappone e le isole Izu, fino alle isole Marianne e isole Caroline &#8211; fino all&#8217;Oceano indiano, per competere, se necessario, con le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html"><strong>principali flotte da guerra</strong> </a>del mondo.</p>



<p>Da oltre un decennio i vertici politici e militari cinesi hanno indirizzato l&#8217;investimento di ingenti risorse nella <strong>modernizzazione</strong> della<strong> flotta</strong>, proprio con l’obiettivo di rafforzare deterrenza e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">proiezione di potenza</a>, al fine di mantenere il controllo delle rotte marittime e espandere il proprio dominio nel Mar Cinese Meridionale, dove la flotta è già stata dotata di<em> hub</em> o avamposti avanzati, i famosi <strong>&#8220;atolli militarizzati&#8221;</strong>. In un contesto di rivalità sempre più marcate nell’<strong>Indo-Pacifico</strong>, ogni nuova unità varata non è rappresenta solo un progresso tecnologico, ma il tassello di una strategia più ampia e complessa, con cui la Cina punta a consolidare e difendere il proprio peso di potenza a livello geopolitico e geostrategico.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Incursione &#8220;sospetta&#8221; sulla base navale di Brest: droni bersagliati dall&#8217;artiglieria francese</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/incursione-sospetta-sulla-base-navale-di-brest-droni-bersagliati-dallartiglieria-francese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 18:38:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-2048x1409.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri sera cinque droni non identificati hanno sorvolato la base navale francese dell&#8217;Île Longue, installazione militare che affaccia sulla rada di Brest, dove sono dislocati i sottomarini nucleari lanciamissili della Marine Nationale classe Le Triomphant. Considerata la rilevanza del sito militare, il battaglione di artiglieria marittima posto a difesa della base ha aperto il fuoco, bersagliando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/incursione-sospetta-sulla-base-navale-di-brest-droni-bersagliati-dallartiglieria-francese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/incursione-sospetta-sulla-base-navale-di-brest-droni-bersagliati-dallartiglieria-francese.html">Incursione &#8220;sospetta&#8221; sulla base navale di Brest: droni bersagliati dall&#8217;artiglieria francese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Sottomarino-francese-2048x1409.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri sera cinque droni non identificati hanno sorvolato la base navale francese dell&#8217;<strong>Île Longue</strong>, installazione militare che affaccia sulla rada di Brest, dove sono dislocati i sottomarini nucleari lanciamissili della Marine Nationale classe <em>Le Triomphant</em>.</p>



<p>Considerata la rilevanza del sito militare, il battaglione di artiglieria marittima posto a difesa della base ha aperto il fuoco, bersagliando a più riprese gli <strong>UAV di provenienza sconosciuta</strong>, attraverso quelli che sono stati riportati come &#8220;diversi tiri antidrone&#8221;. Le fonti francesi della Prefettura Marittima Atlantica hanno <a href="https://www.france24.com/en/live-news/20251205-france-takes-anti-drone-measures-after-flight-over-nuclear-sub-base">dichiarato</a> che &#8220;<em>Non sono state minacciate infrastrutture sensibili</em>&#8220;, annunciando che la procura militare di Rennes aprirà comunque un&#8217;indagine giudiziaria sull&#8217;incidente. Ciò nonostante, gli osservatori internazionali e gli analisti &#8211; che non possono non interrogarsi sulla natura di questa &#8220;incursione sospetta&#8221; &#8211; stanno tracciando le <strong>prime ipotesi</strong> che, dopo mesi di eventi inconsueti, in un clima estremamente teso, non possono non <em>tirare in ballo</em> operazioni di guerra ibrida, azioni di disturbo analoghe a quelle che hanno interessato nei mesi scorsi molti <strong>spazi aerei della Nato</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Île-Longue survolée par des drones : la menace se précise<br>➡️ <a href="https://t.co/fjxzNrdjdR">https://t.co/fjxzNrdjdR</a> <a href="https://t.co/CSnMcL4nfj">pic.twitter.com/CSnMcL4nfj</a></p>&mdash; Le Télégramme Brest (@TLGBrest) <a href="https://twitter.com/TLGBrest/status/1996942807844466907?ref_src=twsrc%5Etfw">December 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;artiglieria marittima di Brest apre il &#8220;fuoco&#8221;</h2>



<p>Stando a quanto riportato, i &#8220;cinque droni&#8221; sono stati rilevati intorno alle 19:30 della sera del 4 dicembre mentre erano in volo sopra la base di Île Longue, che confina con il porto di Brest, e dove è dislocato un battaglione di fucilieri di marina, posto a protezione del sito considerato <strong>fulcro della deterrenza nucleare francese</strong>, dato che la base gestisce i quattro sottomarini nucleari francesi classe <em>Le Triomphant</em>, parte della triade nucleare francese o, più precisamente, della Forza Strategica Oceanica (FOST) che è parte essenziale della forza di dissuasione nucleare, nota anche come <em><strong>force de frappe</strong></em>.</p>



<p>I fanti di marina, supportati da una guarnigione di 120 gendarmi, hanno sparato diversi colpi per neutralizzare i droni che potevano rappresentare una minaccia attiva per la base. Secondo la stampa francese, l&#8217;evento fa eco alla presenza di altri droni sospetti registrata sulla penisola di Crozon tra il 17 e il 18 novembre.</p>



<p>È &#8220;<em>troppo presto per determinare</em>&#8221; l&#8217;origine dei droni, hanno dichiarato i francesi. Anche se le prime ipotesi determinano che la presenza di droni sconosciuti in prossimità di un sito militare così rilevante siano &#8220;<em>volti a destare preoccupazione tra la popolazione</em>&#8220;. Come sappiamo, i misteriosi voli di droni su aeroporti e siti militari e industriali sensibili stanno mantenendo alto lo stato di allerta e la conseguente tensione in molti Paesi dell&#8217;Europa, associando la comparizione di UAV capaci di rimanere in volo controllato anche in aree schermate o sorvegliate, alle <strong>tattiche di guerra ibrida</strong> che potrebbero essere attribuite alla Federazione Russa, sebbene tali sospetti siano estremamente difficili da dimostrare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una base militare importante per la Francia</h2>



<p>La base di Ile Longue, installazione militare che affaccia sulla rada di Brest, ospita quattro sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare, classificati come SSBN, della <a href="https://www.defense.gouv.fr/marine/marins/marins-nucleaires-lanceurs-dengins-snle">classe Le Triomphant</a>, tutti inquadrati nella Forza oceanica strategica.</p>



<p>Gli SSBN di stanza a Île Longue costituiscono la componente oceanica del deterrente nucleare francese e sono rispettivamente il capo classe, <em>Le Triomphant</em>, <em>Le Téméraire</em>, <em>Le Vigilant</em> e <em>Le Terrible</em>. Lunghi 138 metri, con un dislocamento di oltre 14.200 tonnellate, i sottomarini Le Triomphant vengono propulsi da un reattore nucleare e trasportano un equipaggio di 110 marinai e l&#8217;armamento consistente in 16 missili strategici con testate multiple indipendenti MIRV del tipo M51, siluri e missili antinave di media portata.</p>



<p>Almeno uno di loro è sempre in missione permanentemente in mare per garantire la deterrenza della Francia, che è attualmente la seconda potenza nucleare del Continente europeo, dopo il Regno Unito, e l&#8217;unica potenza nucleare con armi &#8220;proprie&#8221; parte dell&#8217;Unione Europea.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">A noter qu’aujourd’hui en 2024, nos SNLE classe « Le Triomphant » emportent à peu près la même puissance de feu. <br>Les missiles ont juste une plus grande portée, les têtes sont plus furtives, les SNLE plus silencieux. <br>Il y’en a toujours au moins un en mer. <a href="https://t.co/HDdORvGjYT">pic.twitter.com/HDdORvGjYT</a></p>&mdash; 800 Tonnes (@800Tonnes) <a href="https://twitter.com/800Tonnes/status/1828533263465353667?ref_src=twsrc%5Etfw">August 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>In attesa di maggiori informazioni sugli eventi, e di conoscere la <em>vera </em>origine della formazione di cinque <strong>Unmanned Aerial Vehicle</strong> con un segnale di collegamento Gps tanto sofisticato da violare tranquillamente un sito controllato, la notizia che l&#8217;artiglieria della base navale di Brest abbia &#8220;aperto il fuoco&#8221; su una formazione di droni sconosciuti &#8211; probabilmente inviati a <strong>disturbare</strong>, certo <strong>non spiare</strong>, i sottomarini nucleari francesi che l&#8217;installazione ospita &#8211; rappresenta un &#8220;<em>classico esempio</em>&#8221; del clima disteso in questi tempi di &#8220;<em>guerra ibrida</em>&#8221; di cui molti opinionisti negano l&#8217;esistenza.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>I sottomarini Classe Collins dell&#8217;Australia: strano esempio di efficenza pre-AUKUS </title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-collins-dellaustralia-strano-esempio-di-efficenza-pre-aukus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 05:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a quando arriveranno i sottomarini a propulsione nucleare dell'accordo AUKUS, i Collins restano un asset prezioso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-sottomarini-classe-collins-dellaustralia-strano-esempio-di-efficenza-pre-aukus.html">I sottomarini Classe Collins dell&#8217;Australia: strano esempio di efficenza pre-AUKUS </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Aukus-getty-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sottomarini convenzionali della classe <strong>Collins</strong>, giganti silenziosi della Royal Australian Navy, sono considerati un esempio di singolare efficienza destinato a rimanere, almeno fino al completo adempimento dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">accordo AUKUS</a> e allo schieramento dei <strong>nuovi</strong> <strong>sottomarini </strong>da attacco a propulsione nucleare <strong>SSN-Aukus </strong>che l&#8217;<strong>Australia </strong>otterrà dalla <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">collaborazione strategica</a> con Regno Unito e Stati Uniti, entrambi membri dei Five Eyes, la comunità d&#8217;intelligence dell&#8217;Anglosfera, ed entrambe potenze focalizzate sui particolari equilibri che interesseranno la regione dell&#8217;Indo-Pacifico, dove si fa sempre più presente l&#8217;influenza e l&#8217;espansione degli interessi della Repubblica Popolare Cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sottomarini Collins</h2>



<p>I sottomarini convenzionali classe Collins restano un &#8220;t<em>assello strategico nel Pacifico</em>&#8221; e sono ancora oggi uno degli <strong>asset più rilevanti </strong>della difesa australiana, e della presenza del blocco occidentale nelle profondità marine dell&#8217;Oceano Pacifico, dove gli analisti prevedono una<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html"> tensione crescente</a> nei prossimi decenni a causa della progressiva affermazione di una nuova potenza navale: quella di Pechino che ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">potenziato</a> enormemente la flotta della sua <strong>Pla Navy</strong>. </p>



<p>Secondo H.I. Sutton, questi giganti dei mari, più grandi dei tradizionali battelli diesel-elettrici e implementati rispetto alla loro <em>classe</em>, <strong>dotati di armi e sistemi di combattimento di derivazione americana</strong> ma modificati, continuano a rappresentare il nerbo della forza subacquea di Canberra, in attesa che il programma AUKUS porti all’arrivo dei nuovi sottomarini nucleari e dei droni subacquei a lungo raggio &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/drone-subacqueo-ghost-shark-pronto-operazione-dintelligence-2565544.html">Ghost Shark</a>&#8221; su cui l&#8217;Australia ripone grandi aspettative.</p>



<p>Progettati dalla svedese Kockums e costruiti in Australia tra il 1990 e il 2003, i Collins – 3.407 tonnellate in immersione – sono tuttora tra i <strong>sottomarini non nucleari più grandi al mondo</strong>. La loro storia non è stata priva di difficoltà: i problemi iniziali del sistema di combattimento hanno pesato a lungo sul programma, mettendone in discussione l’efficacia. Ma con gli anni la classe è maturata, trasformandosi in una <a href="http://www.hisutton.com/Collins-Class-Submarine.html">piattaforma affidabile e rispettata</a>, capace di missioni a lungo raggio su un teatro marittimo vasto quanto il Pacifico australe.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="726" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-1024x726.jpg" alt="" class="wp-image-495154" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-1536x1089.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/HMAS_Waller_2008-1.jpg 1545w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un sottomarino convenzionale classe Collins della flotta della Royal Australian Navy</em></figcaption></figure>



<p>La filosofia alla base del progetto punta tutto sull’autonomia. I Collins sono probabilmente la massima espressione dei sottomarini diesel-elettrici “puri”: a differenza di altri battelli contemporanei non adottano la propulsione Aip, ritenuta troppo limitante per i lunghi trasferimenti ad alta velocità richiesti dalle operazioni australiane. La scelta si è rivelata coerente con la geografia: con i loro oltre&nbsp;<strong>11.000 chilometri nautici di autonomia</strong>&nbsp;in navigazione diesel e&nbsp;<strong>480 miglia in immersione</strong>&nbsp;solo a batterie, i Collins superavano nettamente molti modelli europei dell’epoca.</p>



<p>Scendendo nei numeri, ogni sottomarino misura&nbsp;<strong>77,4 metri di lunghezza</strong>&nbsp;e può restare in missione fino a&nbsp;<strong>70 giorni</strong>, con un equipaggio di 58 persone e una velocità massima di 20 nodi in immersione. L’armamento è importante:&nbsp;<strong>22 siluri Mk.48</strong>, missili antinave Sub-Harpoon, oppure oltre&nbsp;<strong>40 mine</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SSN-Aukus i sottomarini del futuro </h2>



<p>Con l’avvicinarsi dell’era Aukus e della conseguente acquisizione dei nuovi sottomarini d&#8217;attacco a propulsione nucleare, il ruolo dei Collins diminuirà progressivamente, fino alla completa sostituzione di tutti e sei i battelli, che riceveranno comunque un&#8217;importante estensione per quanto riguarda la loro vita operativa, in modo da colmare il divario con i futuri sottomarini nucleari di nuova generazione.</p>



<p>Secondo quanto viene riportato, infatti, gli <strong>aggiornamenti della flotta</strong>, che attualmente conta il capoclasse, HMAS <em>Collins</em>, entrato in servizio nel 1996, e gli HMAS <em>Farncomb</em>, <em>Waller</em>, <em>Dechanieux</em>, <em>Sheean</em> e <em>Rankin</em>, l&#8217;ultimo dei quali è stato schierato nel 2003, saranno &#8220;<strong>consistenti</strong>&#8220;, anche se non includeranno più la capacità di essere armati e lanciare i missili da crociera Tomahawk come si era inizialmente ipotizzato. Una capacità strategica che spetterà ai nuovi SSN-Aukus.</p>



<p>Per ora i Collins restano un ottimo esempio di piattaforma sottomarina longeva ed efficiente. Uno strumento importante per l’Australia, che si rende indispensabile nel momento in cui gli equilibri strategici nel Pacifico si fanno sempre più delicati e in cui ogni asset subacqueo, anche di un&#8217;altra generazione, può fare la differenza.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Oceano Trasparente&#8221;: la strategia di Pechino per non lasciare scampo ai sottomarini avversari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/oceano-trasparente-la-strategia-di-pechino-per-non-lasciare-scampo-ai-sottomarini-avversari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 05:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/oceano-trasparente-la-strategia-di-pechino-per-non-lasciare-scampo-ai-sottomarini-avversari.html">&#8220;Oceano Trasparente&#8221;: la strategia di Pechino per non lasciare scampo ai sottomarini avversari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le forze armate cinesi vogliono stabilire una rete invisibile capace di coprire l’intero <strong>oceano Pacifico occidentale</strong>, al fine di tracciare i sottomarini avversari e controllare il traffico sottomarino — una capacità che potrebbe rappresentare una minaccia per gli interessi degli <strong>Stati Uniti </strong>e dei suoi alleati e offrire vantaggi strategici a Pechino (e, potenzialmente, anche a Mosca). Si tratta di un’architettura incentrata su una rete di sensori a cinque strati — che dovrebbero andare dal fondale marino fino allo spazio — già nota come strategia “<strong>Transparent Ocean</strong>”. Una condizione che potrebbe mettere a dura prova le capacità di manovra e occultamento dei sottomarini statunitensi e di quelli degli alleati, in particolare dei Paesi del <strong><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cgr589k5yleo">Patto Aukus</a></strong>, cioè <strong>Regno Unito, Usa</strong> e <strong>Australia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China’s PLA is rolling out its “Transparent Ocean” strategy, a five-layer underwater surveillance network in the western Pacific stretching from the seabed to space.<br><br>Revealed during the China-Russia Naval Exercise 2025, this system links real-time data and synchronized sensors… <a href="https://t.co/8LioDVS4tO">pic.twitter.com/8LioDVS4tO</a></p>&mdash; Defense Intelligence (@DI313_) <a href="https://twitter.com/DI313_/status/1980723202113581171?ref_src=twsrc%5Etfw">October 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo quanto riporta il sito&nbsp;<em>Defense One</em>, questa <a href="https://www.defenseone.com/threats/2025/10/chinas-burgeoning-undersea-sensor-net-aims-turn-ocean-transparent/408815/">nuova &#8220;​​minaccia&#8221;</a> si è palesata questa estate durante un’esercitazione congiunta a cui hanno partecipato la <strong>Marina</strong> dell’<strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong> (PLA Navy) e la <strong>Marina militare russa </strong>(VMF). Nel corso delle esercitazioni di guerra antisommergibile, le due marine avrebbero &#8220;<em>collegato le loro comunicazioni e condiviso tracciati idrometeorologici e aeronavali in tempo reale</em>&#8220;. L’obiettivo, secondo i media statali cinesi, era “<em>non lasciare alcun nascondiglio ai sottomarini che navigano in profondità</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete a cinque livelli</h2>



<p>Quello che viene definito come un “<em>tracciamento persistente e in tempo reale</em>” sarà composto da cinque livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ocean Star Cluster (spazio):</strong>&nbsp;una costellazione di satelliti, incentrata sul sistema di altimetria radar interferometrica Guanlan e su sistemi lidar per la profilazione oceanica. Questo livello fornisce sorveglianza a vasta area e segnala posizioni specifiche, stimolando i livelli inferiori ad attivarsi e concentrarsi.</li>



<li><strong>Air–Sea Interface (superficie/prossimità):</strong>&nbsp;boe intelligenti, alianti d’onda e imbarcazioni di superficie senza equipaggio mantengono posizione lungo stretti e piattaforme vitali. Campionano l’oceano superficiale e agiscono come router cruciali, traducendo i lenti pacchetti di dati acustici sottomarini in burst satellitari o cellulari ad alta larghezza di banda per la trasmissione a terra.</li>



<li><strong>Starry Deep Sea (mare):</strong>&nbsp;galleggianti di profondità, alianti a lungo raggio e veicoli sottomarini autonomi pattugliano sotto lo strato misto per settimane, profilando l’ambiente oceanico e trainando carichi acustici. Colmano le lacune identificate dal livello orbitale.</li>



<li><strong>Undersea Perspective (fondale marino):</strong>&nbsp;la spina dorsale dell’intera griglia. Collegati da cavi sottomarini, osservatori e hub ospitano array passivi, orologi di precisione e fari di navigazione. Forniscono servizi essenziali di attracco, scarico dati e ricarica per i veicoli in arrivo, consentendo ai sottomarini senza pilota di sostare silenziosamente e di riposizionarsi senza riemergere, estendendo drasticamente l’autonomia e riducendo l’esposizione.</li>



<li><strong>Deep Blue Brain (fusione dati):</strong>&nbsp;il livello di comando centrale che fonde l’intero quadro e orchestra i rilevamenti. È l’hub che supporta le attività e le decisioni, unendo i dati provenienti da spazio, aria, superficie e fondale marino e preparando i contatti bersaglio per le reti di combattimento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Algoritmi e Ia per tracciare le minacce sottomarine</h2>



<p>Un sistema&nbsp;<em>Transparent Ocean</em>&nbsp;maturo è <strong>progettato per automatizzare</strong> questo flusso su <strong>larga scala</strong>. Ad esempio, uno studio dell’Accademia Navale di Dalian ha dimostrato un modello di attacco marittimo guidato dallo spazio in grado di calcolare con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale ben <strong>45 percorsi alternativi</strong> di una &#8220;<em>traccia</em>&#8221; persa, e classificarli in base alla potenza d’attacco e al tempo. </p>



<p>Un team dell’Esercito Popolare di Liberazione ha sviluppato un algoritmo che ricompone le catene interrotte, abbinando i nodi sopravvissuti al percorso migliore successivo. Questa capacità di reindirizzare istantaneamente i percorsi di attacco interrotti — una metrica misurabile per il PLA — è fondamentale per mantenere la rete in funzione anche sotto il fuoco nemico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni di USA e alleati</h2>



<p>Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero prestare attenzione al lavoro su <em>Transparent Ocean</em>, soprattutto in punti critici come il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, le acque intorno a Taiwan, lo <strong>Stretto di Luzon</strong>, lo <strong>Stretto di Malacca</strong> e gli accessi a <strong>Guam</strong>. Una rete di sensori cinese più ampia, densa ed efficace lascerebbe ai sottomarini alleati meno luoghi in cui nascondersi, mentre cicli di segnale e di fuoco più rapidi ridurrebbero la finestra temporale entro la quale possono essere presi di mira. Ciò complicherà significativamente le operazioni non solo in uno scenario di guerra futura, ma <strong>anche nelle attività segrete di intelligence</strong>, sorveglianza e ricognizione in tempo di pace.</p>



<p>Per far fronte a un contesto marittimo in <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-cambiamento-climatico-come-avversario-dei-cacciatori-di-sottomarini-della-nato.html">continua evoluzione</a>, Stati Uniti e alleati dovranno adottare un approccio multilivello. Da un lato occorrerà sviluppare contromisure attive —<strong> inganni</strong>, <strong>jamming</strong> e <strong>sensori ingannevoli</strong> — e migliorare le comunicazioni per renderle più resilienti e interoperabili; dall’altro sarà necessario potenziare le capacità offensive e difensive contro i <strong>veicoli sottomarini autonomi </strong>(<a href="https://it.insideover.com/guerra/scende-in-acqua-la-manta-il-nuovo-drone-della-marina-usa.html">UUV</a>): questi ultimi possono essere a loro volta cacciati, interrotti o neutralizzati con mezzi cinetici ed elettromagnetici.</p>



<p>Entrambe le linee d’azione richiederanno alle marine alleate di sperimentare nuove tattiche, dottrine e interoperabilità tecnica per non perdere il <strong>vantaggio strategico </strong>in un teatro che rischia di diventare sempre più<em> trasparente</em>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Giappone: ipotesi sottomarini a propulsione nucleare per difendere l&#8217;arcipelago</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/giappone-ipotesi-sottomarini-a-propulsione-nucleare-per-difendere-larcipelago.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 00:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina giapponese, navi Izumo e JS Murasame (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-1536x772.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Marina-giapponese-navi-Izumo-e-JS-Murasame-La-Presse-scaled-e1602697115886-2048x1029.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Giappone intende dotare la propria marina militare di sottomarini a propulsione nucleare per aumentare le capacità di deterrenza</p>
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<p>Il 19 settembre, un gruppo di esperti convocato dal <strong>ministero della Difesa giapponese</strong> ha pubblicato delle raccomandazioni su come il Paese dovrebbe rafforzare radicalmente le proprie capacità difensive in risposta alla crescente presenza militare della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel Pacifico, all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina e alla cooperazione di entrambi i Paesi con la Corea del Nord.</p>



<p>Istituito nel febbraio 2024 presso il quartier generale per la Realizzazione del Rafforzamento Fondamentale delle Capacità di Difesa, presieduto dal ministro della Difesa, il gruppo di esperti ha emesso un totale di <strong>sei raccomandazioni</strong>. Tra queste rientrano il potenziamento delle capacità di <strong>deterrenza e risposta</strong>, l&#8217;acquisizione di tecnologie avanzate (ad esempio, sistemi senza pilota e intelligenza artificiale), il rafforzamento <strong>dell&#8217;alleanza tra Stati Uniti e Giappone</strong> e dei legami con partner affini (tra cui gli alleati in Europa e l&#8217;Australia),<strong> la sicurezza delle catene di approvvigionamento</strong> attraverso politiche orientate all&#8217;export, il posizionamento della Difesa come motore economico e un parametro di riferimento del 2% del PIL insieme a una maggiore flessibilità nel ciclo di revisione del piano di potenziamento della Difesa del 2022.</p>



<p>Un elemento specifico del rapporto che ha generato dibattito in Giappone è un suggerimento apparentemente implicito, che il Paese prenda in considerazione l&#8217;acquisizione di <strong>sottomarini a propulsione nucleare</strong>. Al primo punto della <a href="https://www.mod.go.jp/j/policy/agenda/meeting/drastic-reinforcement/pdf/siryo06_01_en.pdf">versione abbreviata in inglese</a> del documento, riguardante il rafforzamento delle capacità di deterrenza e risposta si legge, infatti, che “per quanto riguarda i sottomarini dotati di VLS (<em>Vertical Launch System</em> – Sistema di lancio verticale per missili), è necessario condurre le necessarie ricerche e sviluppi tecnologici, compresa la valutazione dell&#8217;utilizzo di sistemi di propulsione di nuova generazione”. </p>



<p>Nella <a href="https://www.mod.go.jp/j/policy/agenda/meeting/drastic-reinforcement/pdf/siryo06_02.pdf">versione giapponese</a>, a pagina 14 si può leggere in modo esteso che “i sottomarini sono asset strategici che possono essere schierati in modo occulto. Dotarli di capacità di difesa a distanza rafforzerà significativamente la deterrenza, quindi il loro sviluppo dovrebbe essere prioritario. <strong>È auspicabile dotarli di missili a lungo raggio</strong> e consentire viaggi a lunga distanza e a lungo termine e la navigazione subacquea. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo promuovere la ricerca e lo sviluppo tecnologico necessari, anche considerando l&#8217;uso di fonti di energia di nuova generazione, senza essere vincolati dal buon senso”. Risulta quindi chiaro che quando si parla di viaggi a lunga distanza e a lungo termine, <strong>il riferimento sia con ogni probabilità alla propulsione nucleare</strong>, fermo restando che oggi le più avanzate tecniche AIP (<em>Air Independent Propulsion</em>) permettono a un sottomarino di restare immerso per alcune settimane (2/3).</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine del disarmo nucleare nipponico?</h2>



<p>Il gruppo di esperti governativi motiva questa necessità considerando le <strong>esigenze operative future</strong> del Giappone, sottolineando come una maggiore autonomia subacquea sia essenziale ai fini della deterrenza e del monitoraggio continuo dei mari circostanti, in quanto l’ambiente marittimo attorno all&#8217;arcipelago nipponico è sempre più conteso, <strong>pertanto la marina giapponese deve evolversi per consentire operazioni persistenti nel Pacifico occidentale e nel Mar Cinese Orientale</strong>. A tal proposito, nel documento si afferma che “il Giappone mantiene una posizione di risposta relativamente solida nel Mar Cinese Orientale e nel Mar del Giappone, ma dovremmo anche concentrarci sulla risposta alle minacce provenienti dal Pacifico. Da maggio a giugno 2025, due portaerei della marina cinese hanno operato simultaneamente nell&#8217;Oceano Pacifico, effettuando 1.000 decolli e atterraggi di aerei da combattimento durante quel periodo, un primato assoluto. Navi e aerei cinesi sono sempre più attivi nell&#8217;Oceano Pacifico, inclusa la zona economica esclusiva (ZEE) del Giappone intorno a Okinotorishima e Minamitorishima. Per questo motivo, dobbiamo prendere rapidamente una decisione sullo stato della difesa nell&#8217;Oceano Pacifico, estendendola alla cosiddetta seconda catena di isole, comprese le isole Ogasawara. Dobbiamo quindi <strong>istituire un sistema di sorveglianza e monitoraggio</strong>, inclusa l&#8217;istituzione di una zona di identificazione della difesa aerea sulle isole Ogasawara, e sviluppare strutture di lancio e atterraggio per aerei”.</p>



<p>Una marina giapponese dotata di sottomarini a propulsione nucleare rappresenta un importante <strong>cambio di paradigma</strong> per Tokyo, andando a mettere in discussione l&#8217;impianto culturale e legislativo nipponico improntato sul <a href="https://www.mofa.go.jp/policy/un/disarmament/arms/overview.html">disarmo nucleare</a> e sull&#8217;utilizzo esclusivamente pacifico dell&#8217;energia atomica. Come da <a href="https://www.japaneselawtranslation.go.jp/en/laws/view/4802/en">Atomic Energy Basic Act</a> del 1955, infatti, il Giappone si impegna a usare l&#8217;energia nucleare esclusivamente per scopi pacifici, e un sistema di propulsione nucleare per navi da guerra andrebbe formalmente contro questa visione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Deterrenza e risposta</h2>



<p>Le condizioni di instabilità che circondano il Giappone (RPC, Corea del Nord, Russia) hanno però aperto un dibattito interno che dura da qualche anno che ha già cambiato la postura riguardante l&#8217;armamento a lungo raggio – leggasi<strong> missili da crociera</strong> – che il Giappone ora sta per introdurre sui propri cacciatorpediniere dotati di VLS tipo Mk41. Sebbene la costituzione nipponica formalmente vieti il possesso di sistemi di attacco a lungo raggio (tra di essi anche le portaerei), Tokyo si impegna strettamente nel possesso a <strong>fini di deterrenza e di risposta</strong>, non di attacco preventivo. Lo stesso principio, come visto, è valido anche per i possibili futuri SSN (o SSGN) nipponici.</p>



<p>Esiste però un intoppo più concreto verso la finalizzazione di un programma simile, ed è dato dalla <strong>tecnologia dei reattori</strong> per la propulsione navale. Lo sviluppo esclusivamente casalingo probabilmente richiederebbe molto tempo, che il Giappone non ha stante le condizioni di (in)sicurezza che circondano l&#8217;arcipelago nipponico, e molto probabilmente gli Stati Uniti non sarebbero disposti a cedere tecnologia direttamente. L&#8217;appiglio per Tokyo potrebbe essere fornito dall&#8217;<strong>AUKUS</strong>, il patto trinazionale (Australia, Regno Unito, USA) per la fornitura di SSN alla Royal Australian Navy che però, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">come abbiamo visto</a>, recentemente sta traballando su uno dei tre pilastri fondamentali: la cessione di SSN ex U.S. Navy a Canberra. </p>



<p>Washington, infatti, teme che la sua componente subacquea possa indebolirsi in un momento di espansione della PLAN e di difficoltà della cantieristica statunitense. Sostanzialmente, gli SSN servono, e servono tutti sotto diretto comando USA. <strong>Entrare a qualche titolo nell&#8217;AUKUS potrebbe quindi essere una soluzione per Tokyo</strong> di accelerare le tempistiche per la costruzione di sottomarini a propulsione nucleare, fermo restando l&#8217;assunzione del rischio politico intrinseco di permettere alla propaganda di Pechino di parlare della nascita di una fantomatica “NATO del Pacifico”, <em>refrain </em>che abbiamo già sentito negli ultimi anni e che attecchisce purtroppo molto bene nell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/giappone-ipotesi-sottomarini-a-propulsione-nucleare-per-difendere-larcipelago.html">Giappone: ipotesi sottomarini a propulsione nucleare per difendere l&#8217;arcipelago</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina e la guerra sottomarina: una questione di sensori</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-e-la-guerra-sottomarina-una-questione-di-sensori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 06:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Sosus]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1389" height="728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino cinese (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg 1389w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-1024x537.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1389px) 100vw, 1389px" /></p>
<p>La Cina teme la rete statunitense di sensori per scoperta dei sottomarini, ma ritiene che sia relativamente fragile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1389" height="728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino cinese (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504.jpg 1389w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-1024x537.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Sottomarino-cinese-la-Presse-e1627935916504-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1389px) 100vw, 1389px" /></p>
<p><br><br><br>La marina militare della <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong>, ovvero la <strong>PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>)</strong>, possiede una serie di sottomarini per compiti diversi e tra di essi alcuni battelli per l&#8217;attacco nucleare strategico che assolvono al ruolo di deterrente atomico insieme ai missili balistici intercontinentali e ai bombardieri con capacità nucleare. Garantire la sopravvivenza dei sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN o <em>boomer</em> in gergo militare) è fondamentale per mantenere capacità di rappresaglia in caso di escalation atomica e quindi per mantenere un arsenale atomico che possa avere una capacità di <strong>deterrenza credibile</strong>.</p>



<p>Gli Stati Uniti, che sono stati i primi, insieme all&#8217;Unione Sovietica, a mettere in servizio questo tipo di unità navali, <strong>hanno sviluppato una rete di sensori – fissi e mobili – diffusa in alcune aree chiave dei mari del mondo</strong> per poter individuare i sottomarini avversari. Questa rete, che in caso di sensori fissi sui fondali prende il nome di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-sosus.html">SOSUS</a></strong>, rientra negli strumenti della dottrina ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) statunitense e alleata, ed è un punto fondamentale di essa.</p>



<p>Gli analisti militari cinesi considerano la rete statunitense di sensori per la scoperta di sottomarini una minaccia alla propria flotta di <em>boomer</em> (e di sottomarini nucleari da attacco &#8211; SSN), pertanto alcuni ufficiali della PLAN stanno proponendo <strong>un piano volto al tentativo di distruggerla/disarticolarla in caso di conflitto aperto.</strong> Esso includerebbe l&#8217;eliminazione, il sabotaggio o la manipolazione degli idrofoni utilizzando una varietà di contromisure: dai droni sottomarini all&#8217;enorme flotta cinese di pescherecci commerciali.</p>



<p><em><a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2025/08/13/chinas-military-wants-to-target-us-undersea-sensor-network-analysis/">Defense News</a></em> riporta che gli esperti cinesi ritengono che il sistema di sorveglianza sottomarina statunitense soffra di una serie di vulnerabilità, amplificate dall&#8217;enorme portata dello spazio di battaglia del Pacifico occidentale, come ha scritto <strong>Ryan Martinson</strong>, professore presso il China Maritime Studies Institute presso l&#8217;U.S. Naval War College, in un saggio per il <em>Center for International Maritime Security</em>. Pertanto se un numero sufficiente di nodi viene degradato, il sistema nel suo complesso potrebbe perdere la sua funzionalità.</p>



<p>Per capire la criticità di questa affermazione è bene analizzare meglio l&#8217;architettura della rete di sorveglianza sottomarina USA. Il SOSUS è l’acronimo di <em>Sound Surveillance System</em>, un sistema di sorveglianza idroacustica fisso subacqueo nato per rilevare la presenza di sottomarini avversari e localizzarli. Esso, insieme al suo equivalente imbarcato <strong>SURTASS</strong> (<em>Surveillance Towed Array Sensor System</em>), prende il nome di <strong>IUSS</strong> (<em>Integrated Undersea Surveillance System</em>). Attualmente, la catena di sensori SOSUS copre le due coste del continente nordamericano, il GIUK Gap (acronimo di Greenland, Iceland, UK), il tratto di mare tra le Svalbard e la Norvegia, i passaggi tra l’Alaska e il Giappone, parte del Mar Cinese Orientale e delle Filippine, il Mediterraneo Centrale, più qualche punto di ascolto dislocato tra le Hawaii, la porzione centrale dell’Atlantico Settentrionale e Meridionale e dell’Oceano Indiano. </p>



<p>Tutte le navi SURTASS con l’emergere della minaccia cinese nel Pacifico erano state trasferite alla flotta statunitense di quell&#8217;enorme scacchiere nel 2003, ma è ragionevole supporre che negli ultimi anni qualcuna di esse <strong>sia tornata sotto il comando atlantico</strong>, per via della maggiore attività dei sottomarini russi. Il sistema IUSS non ha eguali al mondo, e viene continuamente implementato con l&#8217;ingresso in servizio di nuove tipologie di sonar passivi sulle navi SURTASS.</p>



<p>La PLAN ritiene necessario quindi <strong>colpire i sensori SOSUS e le navi SURTASS</strong> per eliminare la possibilità di tracciamento dei propri sottomarini da parte statunitense, ed è altresì convinta che basti mettere fuori uso una manciata di sensori sottomarini, o affondare qualche nave, per degradare fortemente la capacità di rilevamento dello IUSS. Pechino teme anche che le capacità ASW generali statunitensi e alleate siano tali da mettere a rischio di sopravvivenza la sua flotta di sottomarini, e proprio per questo da qualche anno sta dando notevole impulso alla cantieristica. <strong>Il Pentagono prevede che la PLAN raggiungerà i 65 battelli in servizio entro quest&#8217;anno</strong> e gli 80 entro il 2035. La RPC può già schierare sei SSBN e sei SSN, oltre a un gran numero di sottomarini convenzionali armati di missili antinave, tra cui 21 battelli <em>hunter/killer</em> (SSK) diesel-elettrici di tipo moderno della classe Yuan.</p>



<p>La RPC sta investendo molto nella cantieristica sottomarina, in quanto, come detto, gli SSBN/SSN sono strumenti preziosi e di alto valore tattico/strategico, ma nel campo dei sottomarini il loro valore si misura non solamente nelle dotazioni di bordo (armamenti e sensori) ma soprattutto nelle caratteristiche intrinseche dei battelli che li rendono non rilevabili (o rilevabili con molta difficoltà). In una parola, un sottomarino è un assetto pregiato ed efficace se è in grado di colpire efficacemente <strong>ma per farlo deve essere “silenzioso”</strong>. Non essere scoperti è quindi fondamentale, e Pechino teme che la catena IUSS possa inficiare questa possibilità, anche in considerazione del livello di rumorosità dei suoi battelli che per il momento è superiore rispetto a quelli statunitensi e occidentali, ma paragonabile a quelli russi (ad esclusione dei Kilo migliorati).</p>



<p>Un articolo del novembre 2023 scritto da tre ufficiali della marina cinese su <strong><em>Military Art</em></strong>, una rivista militare interna cinese, riporta con incredibile franchezza il timore che i sottomarini della PLAN possano essere surclassati da quello che gli autori descrivono come un “sistema di sorveglianza tridimensionale integrato”, ovvero lo IUSS. Nell&#8217;articolo viene riferito anche, senza mezzi termini, che “la probabilità che <strong>i sottomarini della Repubblica Popolare Cinese vengano scoperti</strong> mentre salpano da un porto è estremamente alta” e che “c&#8217;è una probabilità piuttosto alta che i sottomarini della RPC vengano individuati e intercettati mentre operano nei mari vicini”. </p>



<p>Probabilmente gli autori hanno deliberatamente esagerato le loro conclusioni per ottenere più fondi (del resto tutto il mondo è Paese), ma è bene precisare che, in ogni caso, la RPC si è mossa in tal senso dedicando grande attenzione ad analizzare il sistema IUSS così <strong>come hanno fatto per tutti i gangli nervosi dell&#8217;apparato militare statunitense</strong>. Da qui l&#8217;aumento della capacità ASW cinesi osservabile in ogni forza armata (recentemente sono apparsi nuovi droni per la lotta ASW/ASuW) e l&#8217;approfondito studio dello IUSS che ha portato alla conclusione che i cavi e le reti sottomarine sono abbastanza fragili e facilmente colpibili, mentre i sistemi di comando e controllo – che gli ufficiali cinesi definiscono il “tallone d&#8217;Achille” della rete IUSS – possono essere distrutti o interrotti tramite attacchi cinetici o <em>cyber</em>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-e-la-guerra-sottomarina-una-questione-di-sensori.html">La Cina e la guerra sottomarina: una questione di sensori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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