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	<title>Soft power Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 06 Jul 2025 16:46:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Soft power Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Obiettivo 2030: la sfida globale dell&#8217;India sul mercato farmaceutico</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/obiettivo-2030-la-sfida-dell-india-sul-mercato-farmaceutico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 16:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-1536x1062.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>New Delhi punta a diventare il massimo produttore mondiale di farmaci entro il 2030: pronti nuovi investimenti a favore dei big del settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/obiettivo-2030-la-sfida-dell-india-sul-mercato-farmaceutico.html">Obiettivo 2030: la sfida globale dell&#8217;India sul mercato farmaceutico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250403185509805_6088f7b8d9c03fff33d266ea95987072-1536x1062.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2021 lo sguardo del mondo era tutto proiettato sull&#8217;India: nell&#8217;anno in cui in tanti speravano di poter avere al più presto accesso ai vaccini anti Covid, <strong>è proprio all&#8217;industria farmaceutica indiana che ci si è rivolti per avere quante più dosi possibili</strong>. Il motivo è presto detto: l&#8217;India<a href="https://it.insideover.com/economia/effetto-india-sul-mercato-dei-farmaci-nuova-delhi-spinge-il-boom-dei-generici.html"> già da anni viene considerata la &#8220;fabbrica di medicinali del mondo&#8221;</a>. Da qui escono una moltitudine di prodotti farmaceutici che raggiungono poi gli scaffali e gli ospedali di diverse aree del globo, Europa (e Italia) inclusa.<strong> Oggi New Delhi vuole ulteriormente legittimare questa posizione </strong>pensando di scalfire anche il primato degli Stati Uniti. Non nell&#8217;immediato ma, almeno, nel medio periodo: <strong>la sfida è arrivare a un mercato dal valore di 130 miliardi di dollari entro il 2030.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l&#8217;India è una potenza in campo farmaceutico </h2>



<p>Quando, in preda alla pandemia legata al Covid-19, si è parlato da più parti dell&#8217;importanza del ruolo dell&#8217;India nella produzione dei vaccini, la notizia è risultata ai più sorprendente. Tuttavia, <strong>la tradizione indiana in questo settore è molto ampia e risale agli anni Sessanta del secolo scorso</strong>. Quando cioè ci si rese conto che i medicinali costavano troppo e importarli avrebbe significato offrirli alla popolazione a costi esorbitanti. I governi di New Delhi hanno quindi intuito che la produzione in loco avrebbe avuto impatti positivi. A dare impulso alla produzione dei medicinali è stato poi il <strong>Patient Act del 1970</strong>. Si tratta della legge che ha di fatto impedito di brevettare i prodotti medici nel territorio indiano.</p>



<p>Da allora, aziende locali e multinazionali hanno iniziato a impiantare stabilimenti in varie città, allestendo poi veri e propri distretti industriali dedicati al settore farmaceutico. Si trattava di prodotti non di marca, ma che hanno iniziato a soddisfare il mercato interno e a rifornire gli scaffali di un Paese che spesso ha rischiato di rimanere a corto di medicinali.<strong> Gli investimenti hanno creato un vero e proprio know how</strong> capace, nel giro di pochi anni, di rendere la filiera farmaceutica locale molto competitiva. Tanto che, <strong>quando nel 2005 il Patient Act è stato rivisto</strong> e il governo ha deciso di siglare un accordo con l&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) per fermare la produzione di medicinali contraffatti, il settore non solo ha saputo attutire il colpo ma ha iniziato addirittura a vivere la sua epoca d&#8217;oro. L&#8217;accordo ha infatti aperto le porte al mercato internazionale e le competenze acquisite dagli indiani hanno permesso, già negli anni pre Covid, di fare del Paese un riferimento nel mondo farmaceutico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le &#8220;bocche da fuoco&#8221; dell&#8217;industria farmaceutica indiana</h2>



<p>Il principale mercato presidiato dall&#8217;India è quello dei<strong> farmaci generici</strong>. In tutto il Paese esistono centinaia di stabilimenti, da cui escono decine di migliaia di confezioni distribuite in tutti i continenti. Si calcola, secondo i dati di <em>Statista</em>, che <strong>almeno il 20% dei farmaci generici presenti nel mercato internazionale esca da una delle tante fabbriche indiane.</strong> Una percentuale che diventa ancora più ampia se si parla di vaccini, con il 60% delle dosi prodotte nel Paese asiatico. Un trend aumentato ovviamente anche negli anni del Covid. E non solo per le ordinazioni di vaccini effettuate durante la pandemia, ma anche per <strong>l&#8217;effetto positivo sul Soft Power indiano </strong>sviluppatosi durante l&#8217;emergenza.</p>



<p>Un luogo simbolo della scalata indiana nel settore farmaceutico è l&#8217;immensa area industriale di <strong>Hyderabad</strong>. La città, una megalopoli da dieci milioni di abitanti, capitale dello Stato di Telangana, ha iniziato a ospitare i primi capannoni già dagli anni Sessanta. Successivamente, nella sua periferia sono stati impiantati i più grandi distretti industriali farmaceutici. Una vera e propria &#8220;bocca da fuoco&#8221; costituita da almeno 170 siti di produzione e da 400 aziende impegnate nell&#8217;indotto. E non è l&#8217;unico grande distretto del Paese. Di dimensioni di poco più modeste è l&#8217;area di <strong>Visakhapatnam</strong>, nell&#8217;Andhra Pradesh, così come anche quella di <strong>Bangalore</strong>. Molte aziende hanno poi sede nella più grande città indiana, nonché capitale economica del Paese, ossia <strong>Mumbai</strong>.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Hyderabad?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Hyderabad</a>, World&#39;s 3rd Fastest Growing City, with its  GDP projected at $201.4 Billion by 2035.<br><br>More than a tech capital—it&#39;s a global <a href="https://twitter.com/hashtag/investment?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#investment</a> hub with futuristic infrastructure, world-class HQs, pharma, &amp; defence industries. Vision meets value here.<a href="https://twitter.com/DigitalCyril?ref_src=twsrc%5Etfw">@DigitalCyril</a> <a href="https://t.co/69A63PV5Pj">pic.twitter.com/69A63PV5Pj</a></p>&mdash; Happening Hyderabad (@Hyderabad1st) <a href="https://twitter.com/Hyderabad1st/status/1918611600166072355?ref_src=twsrc%5Etfw">May 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il piano per il 2030</h2>



<p>C&#8217;è un motivo per cui l&#8217;industria farmaceutica indiana ha continuato a crescere: da un lato<strong>, gli investimenti del governo e il know how acquisito nel corso degli anni</strong>, dall&#8217;altro anche il discorso collegato alla<strong> lingua inglese.</strong> Investire in un Paese in cui tutti i massimi dirigenti parlano correntemente l&#8217;inglese, eredità dell&#8217;era coloniale, fa gola a molte aziende straniere. New Delhi vuole ulteriormente sfruttare queste convergenze. Le dichiarazioni emerse a livello governativo negli ultimi mesi non lasciano spazio a dubbi:<strong> l&#8217;India punta a scalzare gli Usa dalla leadership della produzione di medicinali.</strong> Come accennato in precedenza, dal Paese esce già il 20% dei farmaci generici e il 60% dei vaccini, circostanza che rende complessivamente l&#8217;India come terzo produttore mondiale, dietro Usa ed Europa</p>



<p><a href="https://makingpharmaindustry.it/business/mercato/la-svolta-della-farmaceutica-made-in-india/">MakingPharmaIndustry</a> ha stimato che, entro il 2030, il settore nel Paese potrebbe raggiungere la fatidica soglia dei 130 miliardi di dollari di valore. Cifra che garantirebbe all&#8217;India il <strong>primato</strong> e, di conseguenza, un peso specifico ancora maggiore nel mercato e non solo a livello economico. Il 2030, agli occhi di New Delhi, dovrà rappresentare un altro importante tassello del processo di crescita del settore: dopo il Patient Act del 1970, l&#8217;accordo con il Wto del 2005 e la crisi pandemica degli anni 2020 e 2021, il 2030 dovrà essere l&#8217;anno dello storico sorpasso a danni di tutti gli altri competitor.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/obiettivo-2030-la-sfida-dell-india-sul-mercato-farmaceutico.html">Obiettivo 2030: la sfida globale dell&#8217;India sul mercato farmaceutico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vaccini senza iniezione: come migliorare la sicurezza globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/vaccini-senza-iniezione-come-migliorare-la-sicurezza-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 10:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-1536x1014.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La capacità di sviluppare, produrre e distribuire vaccini e strumenti di prevenzione non è più solo una priorità medica ma anche di sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/vaccini-senza-iniezione-come-migliorare-la-sicurezza-globale.html">Vaccini senza iniezione: come migliorare la sicurezza globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-1536x1014.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia da Covid-19 ha segnato un punto di non ritorno nella concezione della salute pubblica come questione di sicurezza nazionale. Gli Stati, soprattutto le grandi potenze, si sono ritrovati vulnerabili di fronte a un nemico invisibile, capace di fermare economie, eserciti e interi sistemi produttivi. La consapevolezza che la<strong> prossima crisi globale </strong>potrebbe non essere militare ma sanitaria ha spinto governi e istituzioni internazionali a riconsiderare l’intero apparato della preparazione pandemica.</p>



<p>La capacità di sviluppare, produrre e distribuire rapidamente vaccini e strumenti di prevenzione non rappresenta più solo una priorità medica, ma una <strong>leva di potere</strong>, un elemento di influenza nei rapporti internazionali.</p>



<p>Le malattie infettive rappresentano oggi una <strong>minaccia crescente</strong> in termini sia di salute pubblica che di stabilità economica. L’influenza aviaria (H5N1), in rapida diffusione negli Stati Uniti, desta preoccupazioni sempre più ampie, così come altri agenti patogeni ad alto impatto come <strong>Sars</strong>, <strong>Ebola</strong> e lo stesso virus dell’influenza stagionale, troppo spesso sottovalutato. Oggi sappiamo bene che la loro potenziale rapida diffusione può destabilizzare interi Paesi e influenzare gli equilibri internazionali.</p>



<p>Escludendo le patologie più gravi, anche l’influenza comune provoca ogni anno milioni di infezioni e <strong>migliaia di decessi</strong>, oltre a costi sanitari ed economici significativi. Negli Stati Uniti, si stima che le perdite annuali legate all’influenza superino gli <strong>11,2 miliardi di dollari</strong>. In un contesto di interconnessione globale, ogni virus ha il potenziale per <strong>propagarsi oltre i confini</strong>, rendendo evidente la necessità di soluzioni vaccinali rapide, flessibili e scalabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricerca e innovazione: esempi di vaccini senza ago</h2>



<p>Da tempo, la ricerca scientifica lavora a metodi alternativi alla classica siringa. Lo scopo è trovare metodi più efficaci e meno rischiosi per garantire un facile accesso a vaccini e quindi immunizzazione, soprattutto nei Paesi più poveri. </p>



<p>Evitare l&#8217;uso di siringhe diminuirebbe infatti il contagio di altre malattie durante la somministrazione, soprattutto in Paesi con ridotte garanzie di igiene. L&#8217;<strong>Oms</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che ogni anno tra i due e i tre milioni e mezzo di persone riportino ferite da aghi, esponendosi a contagi anche gravi come HIV ed epatite B e C. Le nuove tecnologie, oltre a rappresentare una svolta per la<strong> salute pubblica</strong>, assumono un valore strategico per gli Stati: disporre di soluzioni vaccinali flessibili, facili da distribuire e applicabili anche in contesti logistici critici significa poter rispondere con prontezza a crisi sanitarie future, mantenendo autonomia e controllo nelle fasi più delicate delle emergenze.</p>



<p>Uno dei più promettenti è rappresentato dai <strong>vaccini epicutanei</strong>, somministrati tramite cerotti applicabili sulla pelle. Tuttavia, il principale ostacolo alla loro diffusione è ancora legato ai costi di produzione. Nonostante ciò, i progressi sono significativi. </p>



<p>Gli applicatori sviluppati dalla startup australiana <a href="https://www.vaxxas.com/technology-platform/">Vaxxas</a>, che consentono di veicolare i vaccini in modo preciso, sterile e poco invasivo, direttamente sotto la superficie cutanea grazie alle delle <strong>microproiezioni </strong>in condizioni sterili. Uno degli obiettivi è quello di migliorare la salute globale aumentando i tassi di vaccinazione. Oltre al vantaggio logistico, questa tecnologia consente <strong>un uso più efficiente delle dosi</strong>, rendendo possibile vaccinare un numero maggiore di persone con scorte più limitate.</p>



<p>Un’altra innovazione viene da un progetto congiunto di <strong>Emory University</strong> e <strong>Georgia Institute of Technology</strong>, che ha portato alla creazione di un <strong>cerotto con microaghi solubili</strong>, pensato per la somministrazione “fai-da-te” del vaccino antinfluenzale. L’uso è semplice e indolore, con applicazione diretta da parte del paziente stesso.</p>



<p>Uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022202X1932682X">studio </a>dell’<strong>Università di Rochester</strong> ha testato l’efficacia di questo sistema, dimostrando la sua validità e sicurezza. Il responsabile della ricerca, <strong>Benjamin Miller</strong>, ha evidenziato l’importanza di soluzioni del genere soprattutto nei contesti a bassa disponibilità sanitaria. &#8220;Per vaccinare la popolazione di un villaggio africano un cerotto è certo meglio di una siringa. Inoltre, questi dispositivi sono più facili da conservare e trasportare, e possono essere usati da chiunque&#8221; ha affermato.</p>



<p>Parallelamente, l’azienda americana <strong><a href="https://pharmajet.com/">PharmaJet</a></strong>, in collaborazione con l’organizzazione no profit <strong>Path</strong>, ha sviluppato un dispositivo a <strong>getto monouso ad alta pressione (DSJI)</strong>, che consente l’iniezione del vaccino sotto la cute senza ago. Una tecnologia pensata per <strong>ridurre i rifiuti sanitari</strong>, minimizzare il rischio di contaminazione e facilitare la somministrazione in situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere l&#8217;Herpes Simplex con una chewing gum</h2>



<p>Un’altra innovazione, forse meno convenzionale ma altamente promettente, è il progetto di <strong>chewing gum antivirale</strong>.</p>



<p>L&#8217;<strong>Herpes Simplex </strong>(HSV-1 e HSV-2), diffuso principalmente attraverso il contatto orale, infetta oltre due terzi della popolazione mondiale ed è la principale causa di cecità infettiva nei paesi occidentali. L’assenza di un vaccino efficace contro l’HSV evidenzia l’urgenza di strategie alternative, focalizzate sulla riduzione della carica virale nei principali siti di trasmissione. Nel caso di virus come l’Herpes Simplex, che si diffondono più facilmente attraverso la bocca che per via nasale, ciò implica un’attenzione particolare alla cavità orale come target d’intervento.</p>



<p>Uno <a href="https://www.cell.com/molecular-therapy-family/molecular-therapy/fulltext/S1525-0016(24)00808-6?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS1525001624008086%3Fshowall%3Dtrue">studio</a> innovativo condotto dalla <strong>School of Dental Medicine</strong> dell&#8217;Università della Pennsylvania, in collaborazione con ricercatori finlandesi, ha esplorato l&#8217;uso di un chewing gum contenente la <strong>proteina antivirale Fril </strong>(Lectina Ricca di Fruttosio) per neutralizzare i virus dell&#8217;Herpes Simplex e dell&#8217;influenza. La Fril, estratta naturalmente dai <strong>semi di lablab</strong> (Lablab purpureus), agisce intrappolando i virus attraverso un meccanismo di autoaggregazione, riducendo così la carica virale nella cavità orale, principale via di trasmissione di questi patogeni.</p>



<p>I ricercatori hanno formulato un <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39663701/">chewing gum di grado clinico</a>, conforme alle specifiche della FDA, contenente FRIL. Test in vitro hanno dimostrato che una compressa da 2 grammi del chewing gum, contenente 40 milligrammi di FRIL, è sufficiente per ridurre la carica virale di HSV-1 e HSV-2 di oltre il 95%. La proteina FRIL si è dimostrata stabile per oltre due anni sia nella polvere di lablab che nel chewing gum, mantenendo la sua efficacia antivirale anche a temperatura ambiente.</p>



<p>Questa strategia rappresenta un approccio innovativo nella prevenzione delle infezioni virali, offrendo una modalità di somministrazione non invasiva e potenzialmente efficace per ridurre la trasmissione di virus comuni come l&#8217;Herpes Simplex. Sono ancora necessari ulteriori studi clinici per confermare l&#8217;efficacia e la sicurezza di questo metodo negli esseri umani. </p>



<p>Il vaccino è infatti ancora in fase di sperimentazione, ma &nbsp;in conformità con le specifiche della <a href="https://www.fda.gov/">Fda </a>per i prodotti farmaceutici, e ne hanno riscontrato la sicurezza.<strong> Henry Daniell</strong>, responsabile della ricerca, ha affermato che &#8220;queste osservazioni sono di buon auspicio per la valutazione della gomma di fagioli negli studi clinici sull&#8217;uomo, al fine di ridurre al minimo l&#8217;infezione/trasmissione virale&#8221;.</p>



<p>Lo stesso gruppo di ricerca aveva già esplorato questa via con un altro <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34774754/">studio</a> durante la pandemia, sviluppando un chewing gum contenente la proteina ACE2 per intrappolare <strong>il SARS-CoV-2 </strong>nella saliva e ridurre la trasmissione del virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vaccino come strumento di influenza globale</h2>



<p>Oltre all’efficacia medica, ciò che emerge è una <strong>nuova logica strategica</strong>. Chi controlla la produzione e la distribuzione dei vaccini controlla l’accesso alla <strong>protezione sanitaria</strong> e quindi esercita <strong>influenza geopolitica</strong>, come già visto con la cosiddetta <em>vaccine diplomacy</em> durante la pandemia.</p>



<p>La flessibilità di queste nuove tecnologie, cerotti (chewing gum, microaghi) permette una distribuzione più rapida anche in contesti difficili, dai campi profughi alle aree rurali, aumentando la capacità degli Stati di rispondere in modo autonomo o di offrire aiuto sanitario come forma di <strong>soft power</strong>.</p>



<p>Il vaccino, da semplice strumento medico, si trasforma in <strong>arma strategica</strong>, elemento di deterrenza e protezione degli interessi nazionali. La nuova corsa ai vaccini non si gioca più solo nei laboratori o nei consigli di amministrazione delle big pharma, ma nei bilanci statali, nelle alleanze internazionali, nelle strategie militari non convenzionali.</p>



<p>In un mondo in cui la prossima minaccia potrebbe arrivare da un virus, <strong>la sanità pubblica diventa parte integrante della sicurezza globale</strong>. E le tecnologie che rendono la prevenzione più semplice, più veloce e più diffusa potrebbero rivelarsi decisive nella ridefinizione degli equilibri internazionali del XXI secolo.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/vaccini-senza-iniezione-come-migliorare-la-sicurezza-globale.html">Vaccini senza iniezione: come migliorare la sicurezza globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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