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	<title>Snam Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 21 Nov 2025 14:40:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Snam Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Snam-Oge come Unicredit-Commerzbank: alla Germania non piace l&#8217;Italia che compra sul suo territorio</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/snam-oge-come-unicredit-commerzbank-alla-germania-non-piace-litalia-che-compra-sul-suo-territorio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 14:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stop di Snam all&#8217;acquisto del 24,99% di Open Grids Europe, operatore tedesco delle reti energetiche, dopo settimane in cui i presunti legami cinesi del colosso italiano delle infrastrutture per gas e petrolio avevano fatto discutere in Germania è il secondo indizio della tensione esistente a Berlino nei casi in cui player industriali e finanziari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/snam-oge-come-unicredit-commerzbank-alla-germania-non-piace-litalia-che-compra-sul-suo-territorio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/snam-oge-come-unicredit-commerzbank-alla-germania-non-piace-litalia-che-compra-sul-suo-territorio.html">Snam-Oge come Unicredit-Commerzbank: alla Germania non piace l&#8217;Italia che compra sul suo territorio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Snam-Oge-come-Unicredit-Commerzbank-alla-Germania-non-piace-lItalia-che-compra-sul-suo-territorio-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stop di <strong>Snam all&#8217;acquisto del 24,99% di </strong><a href="https://www.milanofinanza.it/news/snam-rinuncia-al-blitz-in-germania-salta-l-acquisizione-della-quota-adia-in-open-grid-europe-202511150923197512"><strong>Open Grids Europe,</strong> operatore tedesco delle reti energetiche, </a>dopo settimane in cui i presunti legami cinesi del colosso italiano delle infrastrutture per gas e petrolio avevano fatto discutere in Germania è il secondo indizio della <strong>tensione esistente a Berlino</strong> nei casi in cui player industriali e finanziari della Penisola compiono scalate nella &#8220;Locomotiva d&#8217;Europa&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Snam-Oge come UniCommerz?</h2>



<p>Difficile non guardare a questo caso in parallelo alle tensioni suscitate in due governi tedeschi &#8211; quello di Olaf Scholz e quello di Friedrich Merz &#8211; dall&#8217;ingresso in forze di <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-la-partita-europea-delle-banche-italiane.html"><strong>Unicredit nel capitale di Commerzbank</strong>.</a> Andiamo con ordine. Snam era in trattativa da mesi per rilevare un quarto del capitale di Oge con l&#8217;attuale azionista, <a href="https://it.investing.com/news/stock-market-news/snam-adia-hanno-deciso-di-annullare-acquisto-quota-in-oge--min-economia-tedesco-3108833">l&#8217;emiratina Adia</a>, dunque un attore non di nazionalità tedesca. Nelle scorse settimane, nel pieno di un <strong>rafforzamento delle tensioni tra Germania e Cina</strong> e della definizione di Pechino come rivale strategico della Germania, molte fonti tedesche hanno alzato dubbi <strong>sulle presunte ombre cinesi dietro Snam</strong>. </p>



<p><a href="https://formiche.net/2025/11/snam-e-davvero-troppo-cinese-per-la-germania-lanalisi-di-picotti/#content">L&#8217;avvocato <strong>Luca Picotti</strong> su <em>Formiche</em> ha definito</a> &#8220;indiretto e per certi versi forzato&#8221; il nesso tra la Cina e l&#8217;azienda di San Donato Milanese, ricordando che &#8220;Snam ha come socio di maggioranza relativa CdP Reti al 31%&#8221;. CDP Reti è &#8220;controllata al 59% da Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata all’87% dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze; il nesso con la Cina? Il secondo socio in Cdp Reti, con il 35%, è State Grid Europe Limited, società del gruppo State Grid Corporation of China&#8221;. </p>



<p>Insomma, per quanto problematica nel piano politico complessivo visti gli attuali contesti critici in campo geoeconomico, la partecipazione di <strong>State Grid in Snam</strong> è, come nota Picotti, indiretta e comunque residuale in termini di impatto sul capitale. Il vero dato è sul piano operativo: a Berlino <strong>l&#8217;idea di una conquista straniera, a maggior ragione italiana,</strong> di un suo attore economico scontenta. Contraddice la narrazione di un&#8217;Europa a trazione tedesca in cui Roma è satellite e secondaria. Snam avrebbe investito <strong>920 milioni di euro, ma la Germania ha bloccato l&#8217;autorizzazione di sicurezza nazionale</strong>, portando l&#8217;affare a tramontare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Snam bloccata nel suo progetto europeo</h2>



<p>Del resto, in questo campo l&#8217;affare in questione avrebbe mostrato che il vero colosso tra i due attori è Snam, protagonista delle infrastrutture energetiche tra Mediterraneo ed Europa meridionale, che ha <strong>avuto nel 2024 un fatturato superiore ai 3,5 miliardi di euro,<a href="https://www.zoominfo.com/c/open-grid-europe-gmbh/346014789"> più che doppio rispetto agli 1,5 di Oge</a></strong>, con cui un&#8217;integrazione contribuirebbe ad <strong>ampliare le </strong><a href="https://www.europeanlawblog.eu/pub/e4u5jncm/release/1"><strong>prospettive d&#8217;investimento e rafforzare le necessarie economie di scala</strong>.</a> La mossa di Snam, che ha iconicamente sede in Via Maastricht, avrebbe <strong>contribuito a consolidare questa integrazione tra attori comunitari,</strong> presentata come doverosa anche dai rapporti di Mario Draghi e Enrico Letta sulla competitività e il mercato interno pubblicati nel 2024.</p>



<p>Per Berlino, che rivendica una volontà di leadership europea, fermare un&#8217;integrazione del genere col pretesto securitario è potenzialmente controproducente. <strong>Il solipsismo nazionale ferma una mossa di taglia comunitaria </strong>come l&#8217;ingresso di Snam nel capitale di Oge. E le &#8220;buone pratiche&#8221; europee diventano controproducenti quando impattano sullo status quo germanico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Germania, locomotiva economica e freno politico</h2>



<p>Non si può non tracciare un parallelo con l&#8217;affare <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-il-metodo-draghi-alla-prova-della-germania.html">Unicredit-Commerzbank, fortemente avversato dai due esecutivi tedeschi alternatisi nel 2025</a>, e che per Berlino non è la premessa alla <strong>creazione di un potenziale polo finanziario di rango europeo ma bensì la possibile base di una conquista</strong> straniera alla seconda banca tedesca, peraltro ben più modesta di dimensioni rispetto al gruppo di Piazza Gae Aulenti. La Germania è allergia alle intrusioni straniere nella sua economia. </p>



<p>Per l&#8217;Italia, prima di Snam e Unicredit, ci fu il caso Pirelli, che nel 1990 fu fermata da Helmuth Kohl nel tentativo di scalare il <a href="https://www.dstyres.it/pirelli-e-continental-la-storica-fusione-mancata/#google_vignette"><strong>produttore tedesco di pneumatici Continental, </strong></a>mentre nel 2012 fu Angela Merkel a sabotare la convergenza tra Airbus e la britannica Bae nel settore della difesa e dell&#8217;aerospazio. Insomma, Berlino chiude la porta ai capitali stranieri quando sa di non essere parte vincente di un accordo. E questo segnala lo iato tra volontà europeiste e realtà dei fatti da parte di un Paese troppo spesso freno politico prima ancora che locomotiva economica del Vecchio Continente. <strong>Un atteggiamento che genera conseguenze strategiche palesi per l&#8217;intera competitività europea</strong>.</p>



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		<title>Saipem-Subsea7, il nuovo gigante europeo dei servizi all&#8217;energia ha il cuore italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/saipem-subsea7-il-nuovo-gigante-europeo-dei-servizi-allenergia-ha-il-cuore-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 08:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[saipem]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-600x318.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-300x159.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Tra Italia e Norvegia esce un nuovo gigante europeo dei servizi all'energia con sede a Milano. Ecco cosa può succedere ora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/saipem-subsea7-il-nuovo-gigante-europeo-dei-servizi-allenergia-ha-il-cuore-italiano.html">Saipem-Subsea7, il nuovo gigante europeo dei servizi all&#8217;energia ha il cuore italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-600x318.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-300x159.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Un <strong>gigante europeo</strong> in arrivo dopo un&#8217;operazione all&#8217;americana. La fusione tra <strong>l&#8217;italiana Saipem</strong> e la norvegese <strong>Subsea7</strong> è una delle più importanti manovre volte ad accrescere e potenziare il settore energetico del Vecchio Continente creando un <strong>polo dei servizi</strong> integrati per la logistica, dalle piattaforme di estrazione petrolifere ai parchi eolici offshore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Saipem-Subsea7, un&#8217;operazione di sistema</h2>



<p>L&#8217;operazione porterà all&#8217;emersione di un attore da <strong>almeno 20 miliardi di euro di fatturato</strong>, dal nome di <strong>Saipem7, con 43 miliardi di euro di ordini</strong> in pancia e capace di fare economie di scala, innovazione grazie a 9mila ingegneri su 45mila dipendenti, e concorrenza vera ai campioni di oltre Atlantico, in un&#8217;epoca in cui fonti di energia rinnovabili come l&#8217;eolico e <strong>apparati come le infrastrutture per il gas naturale liquefatto</strong> genereranno un mercato diversificato.</p>



<p>La sede sarà tutta italiana: Saipem7 prenderà casa a Milano. E nel nuovo gruppo, dove i due conglomerati entreranno in forma paritetica, ci sarà un marchio del capitale pubblico italiano: <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong>, controllata dal ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, ha il 12,82% di Saipem mentre <strong>Eni</strong>, a sua volta avente Via XX Settembre come azionista di riferimento, detiene il 21,9%. Si tratta della seconda operazione in poche settimane riguardante le attività strategiche del Paese a portare il marchio del capitale pubblico dove la scalata ai<a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"> cavi sottomarini di Sparkle compiuta assieme all&#8217;operatore di rete italiano Retelit</a>. Non secondario anche il fatto che <strong>l&#8217;advisor dell&#8217;operazione sia stato </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/meloni-leconomia-sorride-a-meta-frena-il-pil-ma-arriva-lendorsement-di-intesa.html"><strong>Intesa San Paolo,</strong> che si consolida nel ruolo di banca partner delle grandi aggregazioni di sistema.</a> Anche Mediobanca ha benedetto finanziariamente l&#8217;operazione, annunciando in un report il fatto che la saldatura tra due nicchie di mercato diverse può generare valore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un colosso solido con sede a Milano</h2>



<p>Qual è la situazione dei conti delle due aziende? <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/24/lazienda-delle-infrastrutture-energetiche-saipem-si-fonde-con-la-norvegese-subsea7-in-un-gruppo-da-20-miliardi-di-ricavi/7889782/"><strong><em>Il Fatto Quotidiano</em> li ha ricostruiti</strong>,</a> sottolineando che &#8220;<strong>Saipem ha chiuso l’esercizio 2023&#8243;,</strong> ultimo di cui c&#8217;è un dettaglio completo, &#8220;con il ritorno all’utile (179 milioni) dopo una crisi scoppiata tre anni prima. Il risultato, insieme a ricavi in crescita del 19% a 11,87 miliardi e nuovi ordini per 18 miliardi, ha indotto il gruppo ad annunciare il ritorno della cedola nel 2025&#8221;, mentre Subsea7, &#8220;si prepara ad annunciare i risultati del 2024 il 27 febbraio, ha chiuso il 2023 con ricavi per 6 miliardi di dollari (5,73 miliardi di euro), nuovi ordini per 7,4 miliardi di dollari (7,07 miliardi di euro) e un utile netto di 10 milioni di dollari (9,56 milioni di euro)&#8221;.</p>



<p>Nel settore dei servizi per l&#8217;energia si va dunque nella direzione di un <strong>maggiore consolidamento operativo,</strong> secondo un quadro chiaro che vede le aggregazioni prendere piede in vari campi della competizione economica in settori strategici. <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-italiane-gli-utili-record-del-2024-alimentano-il-risiko-del-sistema-finanziario.html">Vale per la finanza,</a> dove è l&#8217;Italia il Paese-laboratorio; vale per il mondo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-e-la-cooperazione-europea-nei-programmi-della-difesa.html">della Difesa</a> con i progetti comuni; sta valendo, con alterne fortune, per le <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">telecomunicazioni</a>. Ora l&#8217;affare<strong> Saipem-Subsea7</strong> apre prospettive interessanti sull&#8217;energia. E l&#8217;Italia, con Milano, si troverà di fronte alla possibilità di avere ora tre colossi stanziati nell&#8217;area del capoluogo lombardo con respiro internazionale. A Eni e alla multinazionale &#8220;regina&#8221; dei gasdotti, Snam, si aggiungerà ora Saipem7. <strong>A testimonianza della capacità del sistema-Paese garantito dal capitale pubblico</strong> di saper fare industria anche nell&#8217;era contemporanea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/saipem-subsea7-il-nuovo-gigante-europeo-dei-servizi-allenergia-ha-il-cuore-italiano.html">Saipem-Subsea7, il nuovo gigante europeo dei servizi all&#8217;energia ha il cuore italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dorsale Adriatica e raddoppio del Tap: si rafforza la strategia italiana sul gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dorsale-adriatica-e-raddoppio-del-tap-si-rafforza-la-strategia-italiana-sul-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2023 12:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
		<category><![CDATA[Tap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ue vidima la strategia italiana sul gas. Via libera al raddoppio del Tap in futuro e all'idea italiana di Dorsale adriatica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dorsale-adriatica-e-raddoppio-del-tap-si-rafforza-la-strategia-italiana-sul-gas.html">Dorsale Adriatica e raddoppio del Tap: si rafforza la strategia italiana sul gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230505145536114_21fed0e987597ffcc9c2041ce3fe0149-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sul <strong>gas naturale</strong> l&#8217;Italia può giocare un ruolo chiave e le ultime mosse dell&#8217;Unione europea e dell&#8217;Azerbaigian sul <strong>gasdotto Tap</strong>, di cui si inizia a parlare riguardo al potenziale raddoppio, lo confermano. I più recenti colloqui energetici tra Baku e Bruxelles da un lato e le mosse dell&#8217;Azerbaigian annunciate al recente summit <strong>Shaping the Geopolitics of Greater Eurasia</strong> organizzato dalla Ada University a Shusha parlano di una crescente integrazione che passa anche per il nostro Paese.</p>



<p>L&#8217;Unione europea, <a href="https://formiche.net/2023/05/dorsale-adriatica-gas-tap/">riporta <em>Formiche</em>,</a> ha infatti vidimato e nelle prossime settimane ufficializzerà il via libera al piano sostenuto dal<strong> governo Meloni</strong> per costruire un interconnettore energetico capace di rompere i colli di bottiglia del Paese sull&#8217;asse Est-Ovest e completare la cosiddetta &#8220;<strong>Dorsale adriatica&#8221;.</strong></p>



<p>L&#8217;opera decisiva, in tal senso, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/europa/fronte-delladriatico-dei-gasdotti-governo-punta-sulla-linea-2120497.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sarà il gasdotto che da Foligno, in Umbria, porterà a Sulmona, in Abruzzo, progettato da Snam</a> e decisivo nel grande gioco dell&#8217;<strong>oro blu</strong> per rendere la Penisola un hub strategico nel campo del <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/marina-militare-obiettivo-2030-una-flotta-per-il-mediterraneo-allargato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mediterraneo allargato</a></strong>. </p>



<p>Con il completamento dell&#8217;opera, il gas del Tap entrante a Melendungno, in Puglia, potrà arrivare via tubo in tutta Italia, fino al Nord e anche in prospettiva verso il cuore d&#8217;Europa. Saldando dunque il fianco sud di una &#8220;tenaglia&#8221; di forniture alternative alla Russia che vede da Nord avanzare il gas norvegese spinto dal <strong>Baltic Pipe</strong>. E a cui si può aggiungere quello pescato nella sponda meridionale del Mediterraneo, <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in Libia e soprattutto Algeria, che ha in Italia la porta primaria d&#8217;accesso.</a></p>



<p>Raddoppiare il Tap potrà, in quest&#8217;ottica, portare da 10 a 20 miliardi di metri cubi l&#8217;anno la quantità di oro blu pescato nel Mar Caspio azero destinato ad arrivare nel Belpaese. Nel frattempo nel 2023, nel primo trimestre, le importazioni europee di gas da Baku <a href="https://en.trend.az/business/energy/3743858.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono aumentate del 15% e sono previste in crescita lungo tutto l&#8217;anno.</a> L&#8217;obiettivo di arrivare col Tap attuale a 20 miliardi di metri cubi in tutta l&#8217;Ue entro il 2027 apre alle prospettive del raddoppio della conduttura che potrà contribuire all&#8217;<strong>indipendenza energetica </strong>dalla Russia.</p>



<p>Il 29 aprile a Bruxelles la Commissaria europea per l&#8217;Energia, Kadri Simson, ha ospitato funzionari azerbagiani a Bruxelles per il dialogo energetico Ue-Azerbaigian volto ad approfondire quanto emerso nella <a href="https://energy.ec.europa.eu/news/commissioner-simson-azerbaijan-co-chair-9th-southern-gas-corridor-advisory-council-2023-02-03_en">Nona riunione ministeriale del Consiglio consultivo meridionale del gas</a>. Da qui è uscita la volontà delle parti di approfondire la strategia di raddoppio della Tap, l&#8217;approvazione comunitaria al progetto italiano di rottura del collo di bottiglia e la volontà di Baku di ampliare le <strong>connessioni complementari</strong>. </p>



<p>A Shusha, al forum euroasiatico <strong>Ilham Aliyev</strong>, presidente dell&#8217;Azerbaigian, ha annunciato corposi investimenti in Albania<a href="https://www.euractiv.com/section/politics/news/azerbaijan-wants-to-expand-gas-infrastructure-in-albania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> e, nota <em>Euractiv</em>, il varo</a> di un piano paneuropeo &#8220;per un corridoio di trasporto del gas &#8211; un&#8217;iniziativa congiunta tra Bulgartransgaz (Bulgaria), Transgaz (Romania), FGSZ (Ungheria), SOCAR (Azerbaigian) ed Eustream (Slovacchia) &#8211; che mira a offrire capacità di trasporto di gas naturale aggiuntive fino a 9,5 miliardi di metri cubi di gas all&#8217;anno&#8221;. Fondamentali anche le nuove interconnessioni che stanno prendendo piede in Bulgaria: nella città meridionale di Stara Zagora è stato completato e inaugurato a fine aprile<a href="https://www.rferl.org/a/bulgaria-pipeline-opening-azerbaijan-gas/32060771.html"> l&#8217;interconnettore</a> che parte da Komotini, in Grecia, e connette Sofia alla rete del Tap e del Gasdotto trans-anatolico Tanap, parte del Corridoio Meridionale del Gas che sfocia nel Mar Caspio azerbagiano.</p>



<p>Il gas azerbagiano decolla in Europa e colpisce anche la strategia italiana, vidimata dall&#8217;agenda europea. In cui diversificazione da Mosca e opere strategiche funzionali alla costruzione dell&#8217;hub del gas e al lancio del <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano Mattei vanno di pari passo.</a> Aprendo a opportunità che possono rendere l&#8217;Italia centrale in Europa e non solo, capace di giocare da protagonista. In un contesto in cui tutta l&#8217;Unione rema in maniera coesa.</p>
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		<title>La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 04:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-2048x1171.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, mentre i missili devastavano Kiev e i combattimenti sanguinosi infuriavano in Ucraina, su Inside Over chi scrive propose, assieme a Emanuel Pietrobon, un focus politico ed economico su un tema fondamentale per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa: l&#8217;energia. Si scrisse che per l&#8217;Europa era giunto il momento di pensare in grande e a maggior &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1097" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1024x585.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225142635671_826ca03f10f9f2d1967b1be9ab21e456-2048x1171.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, mentre i missili devastavano Kiev e i combattimenti sanguinosi infuriavano in Ucraina, su <em>Inside Over</em> <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chi scrive propose, assieme a <strong>Emanuel Pietrobon</strong>,</a> un focus politico ed economico su un tema fondamentale per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa: l&#8217;energia. Si scrisse che per l&#8217;Europa era giunto il <strong>momento di pensare in grande</strong> e a maggior ragione per Roma fosse arrivata un momento decisivo. Finito il (comprensibile) momento della priorità data all&#8217;economicismo, arrivava quella della geopolitica. Lontana anni luce l&#8217;idea di diventare hub energetico del gas russo dopo la fine di South Stream, restava viva la forza della <strong>diversificazione energetica</strong> e la prospettiva della creazione di una &#8220;porta&#8221; mediterranea all&#8217;oro blu per sostituire le forniture di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa e l&#8217;Italia oltre il gas russo</h2>



<p>L&#8217;Europa, ha scritto l&#8217;Ispi, &#8220;nella sua&nbsp;<strong>disperata ricerca di un sostituto del gas russo</strong>&nbsp;ha guardato al pragmatismo più che alla coerenza. Mosca ha gradualmente chiuso i rubinetti delle sue esportazioni di gas verso l’Europa, che nel corso di quest’anno si sono ridotte dell’80%.&nbsp;<strong>Il peso del gas russo tra i fornitori dell’Ue è così sceso sotto il 10%</strong>&#8220;. Anche grazie all&#8217;impegno italiano.</p>



<p>Nei mesi è nata la più ambiziosa strategia energetica mai sviluppata dal sistema-Paese italia dai tempi di Enrico Mattei: una corsa alle fonti ottimali di gas naturale per sostituire la dominanza russa, vicina al 40% delle forniture nel 2021, avviata da <strong>Mario Draghi e proseguita da Giorgia Meloni</strong>, che proprio al visionario manager democristiano di origini marchigiane ha intitolato il piano per la &#8220;caccia&#8221; al gas africano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano di Draghi e Meloni</h2>



<p>L&#8217;Italia deve pensare in grande e Draghi e Meloni, in continuità, sembrano averlo compreso. Draghi ha avviato, e gli va riconosciuto il merito, una strategia di diversificazione a tutto campo. Ha fino all&#8217;ultimo giorno del suo mandato dato la caccia fino all&#8217;ultimo metro cubo di gas tra <strong>Algeria, Azerbaijan, Congo </strong>e altri Paesi. Ha spinto sul <strong>price cap al gas russo</strong> prima che il boom di agosto rendesse inattuabile la sua proposta di 80 euro al MWh, oggi riposizionata a 180 euro. </p>



<p>Ha costruito un asse con la <strong>Norvegia</strong> che oggi fornisce mediamente un quarto del gas naturale che arriva all&#8217;Italia, divenendo suo primo fornitore. In sinergia con <strong>Claudio Descalzi,</strong> Ceo dell&#8217;Eni e ministro degli Esteri-ombra del suo governo, Draghi ha costruito un sistema vincente di relazioni energetiche che Meloni ha approfondito. Mirando a rompere la maggiore diffidenza possibile che si poteva incontrare sul percorso: il timore dei Paesi &#8220;sostituti&#8221; della Russia che la corsa alle forniture avrebbe avuto carattere provvisorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-386160" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230225141101204_4279aa2c581c90525ec316701d8ca6e7-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il premier Mario Draghi con il presidente dell&#8217;Algeria Abdelmadjid Tebboune, ad Algeri durante la missione del governo italiano il 18 luglio 2022.  (Foto: ANSA/Filippo Attili)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide di sistema</h2>



<p>Il governo Meloni sta in quest&#8217;ottica accelerando su un grande progetto di sistema che proprio dall&#8217;energia prende il là: quello dell&#8217;<strong>alleanza dei gasdotti nel Mediterraneo</strong>. Capace di dare struttura al &#8220;piano Mattei&#8221;, di vivificarlo, di renderlo competitivo. In primo luogo il governo Meloni punta fortemente <a href="https://it.insideover.com/energia/il-2023-sara-anno-del-via-libera-al-gasdotto-eastmed.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>EastMed</strong>,</a> gasdotto che può unire tra di loro Grecia, Cipro, Egitto; in secondo luogo sta costruendo un asse sistemico con Israele per promuovere la triangolazione tra <a href="https://it.insideover.com/energia/eastmed-e-gasdotto-della-pace-cosi-puo-nascere-lasse-roma-tel-aviv.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;apertura di Tel Aviv a East Med e lo smussamento delle pressioni turche sul progetto. </a>Infine, dopo la distruzione di Nord Stream nel controverso incidente vuole riprendere in mano l&#8217;idea di fare dell&#8217;Italia l&#8217;<strong>hub del gas nel Mediterraneo</strong> con vista Europa. </p>



<p>Il grande progetto, in quest&#8217;ottica, è fondato sulla sinergia tra tre assi. In primo luogo, la garanzia delle forniture algerine e libiche. In cui Roma deve essere garante e protagonista, tenendo conto che il gas di Algeri contribuisce a finanziare indirettamente la Russia tramite armi e accordi e che la Libia va tutelata securitariamente. In secondo luogo, il <a href="https://it.insideover.com/energia/lombra-dei-falchi-ue-sullitalia-alla-prova-della-tempesta-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grande gioco dei gasdotti </a>nei Balcani per la distribuzione dell&#8217;oro blu, che vede protagoniste aziende quali Eni e Snam. In terzo luogo, l&#8217;apertura a una strategia pragmatica in Europa sulla gestione dei mercati energetici. </p>



<p>In quest&#8217;ottica il passaggio è, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cittadini/armonizzare-crescita-e-dimensione-umana-lobiettivo-dello-2107019.html">per citare le riflessioni di <strong>Stefano Zamagni</strong></a>, da un&#8217;etica dell&#8217;utilità a una delle virtù. Nell&#8217;utilitarismo energetico a fare la differenza è stato unicamente il fattore-prezzo. E questo ha alimentato il crescente legame con la Russia e la conseguente dipendenza. Nell&#8217;epoca del &#8220;virtuosismo&#8221; energetico a farla da padrone sono la geopolitica e l&#8217;interesse nazionale. L&#8217;Italia si è trovata a cambiare domanda prospettica nella sua politica energetica. Da &#8220;dove trovare gas a buon mercato?&#8221; si è passati a riflette sul tema di &#8220;dove trovare approvvigionamenti sicuri da partner affidabili?&#8221;. Un <em>friendshoring </em>energetico guidato direttamente da <strong>Palazzo Chigi oltre le competenze di ogni ministero</strong>, data la dipendenza sistemica della sicurezza economica nazionale da questa partita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="795" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png" alt="mappa eastmed israele" class="wp-image-317728" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-300x233.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-768x596.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1536x1193.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-2048x1590.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi e opportunità</h2>



<p>Tale approccio impone ovviamente rischi e opportunità. L&#8217;Italia spinge per il decoupling energetico dalla Russia e un domani potrà far pesare nei suoi confronti una maggiore resilienza, ma nel breve periodo questa strategia impone dei costi. L&#8217;esempio dello sviluppo dei terminal di gas naturale liquefatto da parte di Snam lo testimonia: serviranno centinaia di milioni di euro di spesa per aumentare la capacità di rigassificazione.</p>



<p>La seconda problematica è quella del fatto che l&#8217;Italia mira a essere un hub del gas in una fase in cui la domanda di oro blu dell&#8217;Europa è data in declino del 25-30% in un decennio. Ma lo sviluppo infrastrutturale consente di pensare alla sinergia tra opportunità di rafforzamento del Paese sul gas e infrastrutture dual use con ricadute sulla transizione energetica: si pensi al caso dell&#8217;idrogeno.</p>



<p>Infine, la diversificazione delle forniture impone di diversificare a sua volta l&#8217;attenzione nei confronti dei Paesi di riferimento per la crescita delle forniture di oro blu. Casi come le tensioni tra Algeria e Marocco o Azerbaijan e Armenia riguarderanno da vicino anche il sistema-Paese. Ma uno <strong>Stato maturo</strong> deve tenere in conto anche la prospettiva di sfide mulltidimensionali.</p>



<p>Infine, l&#8217;Italia delega una fetta importante della sua sicurezza energetica alle sue <strong>partecipate pubbliche come Eni e Snam</strong>. La sicurezza diventa funzione della corretta governance di queste aziende e ciò pone un problema di corretta gestione dei processi di rinnovo dei Cda, che per il Cane a sei zampe si avvieranno a breve.. Ma si pone anche un&#8217;attenzione sull&#8217;<strong>italianità assoluta</strong> del processo di diversificazione. Pensato a Palazzo Chigi, non imposto da terzi e attuato dalle energie dell&#8217;impresa e del mercato. Per permettere all&#8217;Italia di navigare nell&#8217;attuale caos energetico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-partita-energetica-a-un-anno-dallo-scoppio-della-guerra-in-ucraina.html">La partita energetica a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il piano B dell&#8217;Italia contro la crisi energetica</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-piano-b-dellitalia-contro-la-crisi-energetica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 14:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia sta lavorando a un &#8220;piano B&#8221; per resistere a un&#8217;eventuale fermata totale delle forniture energetiche dalla Russia in una fase in cui è sempre più difficile capire in che misura effettivamente la guerra del gas tra Mosca e l&#8217;Europa si espanderà. &#8220;La crisi energetica è gravissima, i rischi sono altissimi per l&#8217;inverno, se il gas russo dovesse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-piano-b-dellitalia-contro-la-crisi-energetica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/Agenzia_Fotogramma_IPA510703-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Italia sta lavorando </strong>a un &#8220;piano B&#8221; per resistere a un&#8217;eventuale fermata totale delle forniture energetiche dalla Russia in una fase in cui è sempre più difficile capire in che misura effettivamente la <strong>guerra del gas </strong>tra Mosca e l&#8217;Europa si espanderà.</p>
<p>&#8220;La crisi energetica è gravissima, i rischi sono altissimi per l&#8217;inverno, se il gas russo dovesse fermarsi&#8221;, ha dichiarato di recente il <span id="U102891936153EJ">sottosegretario alla Presidenza del Consiglio<a href="https://it.insideover.com/politica/partiti-apparati-societa-partecipate-il-potere-in-italia-nellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener"> Roberto Garofoli, fedelissimo di <strong>Mario Draghi</strong></a></span>. Garofoli ha detto che quella sul gas &#8220;è una corsa contro il tempo&#8221;. Il rischio &#8220;è che il gas russo non arrivi o che arrivi in quantità minori. Siamo impegnati nel riempimento degli stoccaggi, dobbiamo arrivare al 90% prima che inizi l&#8217;autunno&#8221;.</p>
<p>Le parole di un esponente defilato rispetto al grande pubblico ma di peso nell&#8217;esecutivo avvertono in forma più sobria il grande pubblico rispetto <a href="https://it.insideover.com/energia/disoccupazione-di-massa-e-poverta-senza-il-gas-russo-lallarme-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener">a quanto fatto da <strong>Robert Habeck, Ministro dell&#8217;Economia tedesco, </strong>che ha citato &#8220;disoccupazione di massa e povertà&#8221;</a> come possibili conseguenze di uno stop del gas russo.<a href="https://it.insideover.com/energia/perche-sul-gas-litalia-rischia-meno-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener"> E come spiegavamo l&#8217;Italia sul gas è, ad oggi, messa meglio di Berlino</a>. Ma non abbastanza da poter passare indenne a un blocco improvviso delle forniture.</p>
<p>Nella giornata del 12 luglio <strong>Luigi Di Maio, </strong>il ministro degli Esteri, ha parlato di un riempimento degli stoccaggi per l&#8217;Italia al 67%, tre punti in più di quanto aveva detto il giorno prima l&#8217;amministratore delegato di Snam, Stefano <span class="hilg1">Venier</span>, nel corso di un convegno online organizzato da Enea. Supponendo una media tra le due stime (dati puntuali sono difficili da dichiarare nell&#8217;immediato) del 65,5% e considerando il primo giorno di ottobre come inizio dell&#8217;autunno termico, in due mesi e mezzo Roma deve provvedere al 23-26% (media 24,5%) dei riempimenti. A metà maggio il riempimento era di circa il 45%, quindi con un trend di crescita <a href="https://www.adnkronos.com/gas-stoccaggi-italiani-al-45-sopra-media-ue_6pYQUNzqXfJMVNz4pyIGPZ" target="_blank" rel="noopener">si può arrivare attorno all&#8217;85% per la metà di settembre</a>.</p>
<p>Tutto questo tiene però conto della presenza di flussi ridotti<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/gas-commissione-denuncia-ricatto-russo-dodici-paesi-gi-2050210.html" target="_blank" rel="noopener"> ma garantiti di <strong>gas russo, </strong>dato tutto fuorché certo.</a> Dal 40% l&#8217;Italia ha ridotto la dipendenza da Mosca al 25%: un dato minore ma non tale da farci sentire al sicuro. Dunque se Mosca dovesse usare l&#8217;arma energetica per cercare di tenere al freddo l&#8217;Europa, Roma dovrebbe essere costretta a misure di risparmio per salvare capra (la fornitura regolare al mercato) e cavoli (il riempimento degli stoccaggi) ed essere attrezzata per il lungo inverno che la aspetta.</p>
<p>Le misure proposte sul tavolo dal governo Draghi, ad oggi, non stanno brillando per originalità rispetto a quanto fatto in altri Paesi dove la situazione è più critica, come la Germania. Si parla di <strong>tagli lineari ai consumi</strong> e di misure di austerity energetica esplicita: &#8220;le iniziative&#8221;, <a href="https://www.firstonline.info/tagli-razionamento-e-risparmi-il-piano-di-emergenza-del-governo-per-linverno-dopo-lo-stop-al-gas-russo/" target="_blank" rel="noopener">nota <em>First Online,</em> </a>&#8220;spaziano da razionamenti su riscaldamento, aria condizionata e illuminazione al coprifuoco nei negozi, dai tagli nelle abitazioni e negli uffici pubblici ed eventualmente per le industrie più energivore”. E ciò &#8220;andrebbe di pari passo con quello dell’Unione Europea (Bruxelles presenterà tra poco più di una settimana un <a href="https://www.firstonline.info/gas-piano-di-emergenza-ue-il-20-luglio-sulle-forniture-sui-prezzi-si-guarda-al-modello-spagnolo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano di strategia unitaria</a>), mentre sono in arrivo altri <strong>aiuti sulle bollette&#8221;</strong>.</p>
<p>Al contempo, qualora il gas venisse a mancare in forma sostanziale Roma è pronta a far andare a tutta velocità le sei residue centrali a <strong>carbone </strong>gestite da Enel e destinate in teoria a andare in pensione entro il 2025. La Commissione europea ha di recente promosso il piano <strong>RepowerEu</strong> con cui ha concesso ai  Paesi membri una deroga temporanea agli obiettivi climatici e un ritorno emergenziale all&#8217;utilizzo del più inquinante dei combustibili fossili. L&#8217;Italia oggi produce a carbone, nel pieno della crisi energetica, 3 Gigawatt su 33 mediamente consumati dal sistema-Paese, circa l&#8217;8%. Parliamo di una quota doppia rispetto alla media degli ultimi anni che può essere portata, con ulteriori crescite dimensionali, al 10%. Due delle sei centrali si trovano in <strong>Sardegna</strong> e servono al consumo dell&#8217;isola, che Roma vuole integrare al mercato elettrico nazionale, mentre le altre sono situate a <strong>Venezia, Monfalcone, Civitavecchia e Brindisi.</strong></p>
<p>Quello che manca nel piano italiano, e si spera possa arrivare a breve, sono vere misure contro la povertà e gli choc energetici: misure di discontinuità politica, sociale, economica paragonabili alla ragionevole proposta condotta in Europa sul <strong>tetto al gas</strong>. La Francia, ad esempio, ha deciso che <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/07/06/la-francia-sale-al-100-del-colosso-energetico-edf-il-governo-dobbiamo-controllare-il-nostro-futuro-energetico/6652012/" target="_blank" rel="noopener">nazionalizzerà </a><strong>Electricite de France (Edf)</strong> e la coinvolgerà assieme a Engie e Total in un maxi-piano di <strong>risparmio e efficienza energetica </strong>volto a unire le decisioni dei produttori e quelle dei consumatori, mossa strategica che unita al tetto al rincaro delle bollette (massimo +4% a nucleo famigliare nel 2022) mira a redistribuire gli extra-profitti sulla collettività. La Germania, in difficoltà sul gas, sta provando a promuovere mobilità alternativa e sostegno alla domanda interna garantendo ai cittadini la possibilità di viaggiare nel Paese in treno per tutta l&#8217;estate con una tessera da 9 euro. Ancora più oltre è andata la <strong>Spagna di Pedro Sanchez</strong>. Nel Paese iberico, per risparmiare energia, da settembre a dicembre i trasporti ferroviari saranno completamente gratuiti. Roma potrebbe pensare a misure simili e, soprattutto, a garantire che la sostituzione delle forniture russe di gas diventi strutturale stringendo alleanze di lungo periodo con i nuovi partner degli ultimi mesi. Solo la visione di prospettiva può dare al &#8220;piano B&#8221; attuazione reale.</p>
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		<title>Gazprom-Eni, continua la sfida: taglio del 50% alle forniture</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gazprom-eni-continua-la-sfida-taglio-del-50-alle-forniture.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 08:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gazprom Russia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La &#8220;battaglia del gas&#8221; della Russia continua. Nella giornata odierna, a  fronte di una richiesta di forniture gasiere al mercato italiano rivolte da parte di Eni a Gazprom per 63 milioni di metri cubi, il colosso russo che fornirà solo il 50% di quanto richiesto, come sottolinea il Cane a sei zampe in un comunicato. Dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/gazprom-eni-continua-la-sfida-taglio-del-50-alle-forniture.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gazprom Russia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Gazprom-Russia-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-del-gas-di-putin-colpisce-al-cuore-leuro.html" target="_blank" rel="noopener">battaglia del gas</a>&#8221; </strong>della Russia continua. Nella giornata odierna, a  fronte di una richiesta di forniture gasiere al mercato italiano rivolte da parte di Eni a Gazprom per 63 milioni di metri cubi, il colosso russo che fornirà solo il 50% di quanto richiesto, come sottolinea il Cane a sei zampe in un comunicato. Dopo aver tagliato unilateralmente le forniture del <strong>15% </strong>nella<a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/schiaffo-gazprom-eni-15-forniture-2042811.html" target="_blank" rel="noopener"> giornata del <strong>14 giugno </strong>Gazprom</a> ieri aveva comunicato di accogliere solo il 65% della domanda di forniture di Eni, pari a circa 48,5 milioni di metri cubi. Oggi a fronte di una richiesta aumentata il livello di gas consegnato non sarà modificato e resterà pari a 31,5 milioni di metri cubi.</p>
<p>La mossa si inserisce in una <strong>guerra di nervi </strong>che, <a href="https://it.insideover.com/energia/mosca-riprende-il-ricatto-energetico-cosa-ce-dietro.html" target="_blank" rel="noopener">come raccontavamo su <em>Inside Over</em>, la</a> Russia sta portando avanti parallelamente alla pragmatica constatazione che il suo controllo sulle forniture di gas all&#8217;Europa le permette di giocare al rialzo sulle forniture per alimentare tensioni sul prezzo.</p>
<p>Il giorno dopo il viaggio di <strong>Mario Draghi e Olaf Scholz </strong>a Kiev per incontrare, assieme a Emmanuel Macron, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da Gazprom, &#8220;cassaforte&#8221; del Cremlino, arriva un nuovo schiaffo all&#8217;Italia mentre anche la Germania, Paese più dipendente assieme a Roma dall&#8217;oro blu russo, subisce la minaccia dell&#8217;interruzione alle forniture da Nord Stream 1. Eni nelle ore scorse ha chiesto a <span class="hilg1">Gazprom</span> di compensare il taglio del 15% delle forniture di gas del 14 giugno ma il colosso russo ha nicchiato, soddisfando prima i due terzi e poi solo la metà delle richieste del Cane a sei zampe.</p>
<p>La mossa ha promosso una dura risposta da parte della politica italiana. &#8220;Abbiamo tutte le contromisure pronte &#8211; ha dichiarato il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani -. Ma la prima cosa da capire è se questa diminuzione si stabilizza o se è solo un episodio. Vediamo cosa succede nei prossimi tre giorni, e poi la settimana prossima decideremo&#8221;. Mentre <strong>Mario Draghi da Kiev </strong>ha dichiarato che &#8220;c&#8217;è un uso politico del gas, così come del grano&#8221; da parte della Russia. I dati sui prezzi sembrano confermarlo: ieri il prezzo del gas era a 135,16 euro al MWh al terminal di Amsterdam, +10,7% in 24 ore di contrattazioni, un rally che nelle prime sedute odierne si è ridotto solo in termini minimali.</p>
<p>L&#8217;Eni viene colpita in quest&#8217;ottica non solo perché espressione di un Paese che sta giocando a tutto campo la partita del sostegno all&#8217;Ucraina ma anche perché, nonostante non abbia mai avuto un attegiamento pregiudiziale verso la Russia, da tempo è capofila della <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/a-che-punto-e-lindipendenza-energetica-italiana-dalla-russia.html" target="_blank" rel="noopener">strategia di diversificazione</a> </strong>dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa dal gas russo. In primo luogo giocando apertamente la partita della diversificazione, che sta accelerando rispetto alle aspettative: nella giornata di ieri l&#8217;Enea ha comunicato che tra gennaio e maggio Roma ha importato da Mosca solo il 24% delle sue forniture gasiere, contro il 40% dell&#8217;anno scorso. Eni, in quest&#8217;ottica, si sta muovendo da punta di lancia del mercato italiano tra <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/accordo-tra-italia-e-algeria-per-le-nuove-forniture-di-gas.html" target="_blank" rel="noopener">Algeria</a>, </strong>Paesi dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/energia/eni-lafricana-la-sponda-sud-per-superare-il-gas-russo.html" target="_blank" rel="noopener">Africa</a> Subsahariana, <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noopener">Azerbaijan, Turkmenistan </a></strong>e addirittura <strong>Venezuela </strong>per diversificare le forniture di gas (e petrolio) rispetto alle dichiarazioni di Mosca. In secondo luogo, il gruppo guidato da Claudio Descalzi lavora per un tetto europeo al gas che rappresenterebbe un duro colpo alle prospettive di finanziamento da parte dell&#8217;Europa della Russia e della sua macchina da guerra in Ucraina.</p>
<p>La Russia agisce ora perché vuole rendere più costosa la corsa dell&#8217;Italia, via Eni, per arrivare alla quota-cardine di 10 miliardi di metri cubi di <span class="hilg2">gas stoccati ritenuti il massimo della capacità nazionale. Cingolani ha comunicato che l&#8217;obiettivo è arrivare al 90% entro fine anno per passare un inverno sereno e lontano dalla volatilità dei prezzi, e che oggi Roma è al 52%, con <a href="https://it.insideover.com/energia/eastmed-e-gasdotto-della-pace-cosi-puo-nascere-lasse-roma-tel-aviv.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Snam </strong>che sostiene le iniziative di Eni</a> con mosse sui gasdotti e i rigassificatori galleggianti. Fumo negli occhi per Mosca che, conscia del fatto che un embargo ad oggi è ancora impossibile, compie azioni di disturbo. Falli di reazione che dimostrano, al tempo stesso, nervosismo politico per il timore di perdere le fonti di finanziamento proprio dai Paesi ritenuti maggiormente affidabili come partner energetici.</span></p>
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		<title>Il ruolo cruciale delle partecipate per il sistema-Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-cruciale-delle-partecipate-per-il-sistema-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 11:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="leonardo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’economia italiana si regge sulla forza produttiva, il capitale di competenze e la visione strategica dell’apparato a partecipazione pubblica. La rilevanza politica e istituzionale che, anno dopo anno, ha la stagione delle nomine per le società partecipate dal ministero del Tesoro o dagli apparati ad esso legati come Cassa Depositi e Prestiti, i cui vertici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-cruciale-delle-partecipate-per-il-sistema-paese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="leonardo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/leonardo-velivoli-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’economia italiana si regge sulla forza produttiva, il capitale di competenze e la visione strategica dell’apparato a <a href="https://it.insideover.com/politica/il-borsino-delle-nomine-chi-scegliera-draghi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>partecipazione pubblica</strong>.</a> La rilevanza politica e istituzionale che, anno dopo anno, ha la stagione delle nomine per le società partecipate dal ministero del Tesoro o dagli apparati ad esso legati come Cassa Depositi e Prestiti, i cui vertici sono in scadenza in questa fase, lo testimonia.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anche in vista del <strong>Recovery Fund </strong>la galassia</a> delle partecipate è chiamata a giocare un ruolo di punta nella ricostruzione del sistema produttivo nazionale. Paragonabile a quello giocato dal suo erede, il sistema di economia mista imperniato<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/iri-leterno-ritorno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sull’<strong>Istituto per la Ricostruzione Industriale </strong>(Iri</a>) che guidò la ricostruzione del secondo dopoguerra, negli Anni Cinquanta e Sessanta.</p>
<p>Le nomine rappresentano un passaggio fondamentale per ogni esecutivo da quando, a partire dai primi Anni Novanta, gradualmente le società controllate dal m<strong>inistero delle Partecipazioni Statali </strong>furono trasformate in enti privati e grosse quote del loro azionariato trasferito a attori privati o in borsa.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-dottrina-draghi-contro-la-crisi-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’attuale premier </a><strong>Mario Draghi, </strong>allora direttore generale del Tesoro, i presidenti del Consiglio <strong>Carlo Azeglio Ciampi e Giuliano Amato </strong>e l’ex governatore della Banca d’Italia e ministro dell’Economia <strong>Guido Carli </strong>avevano un’idea chiara di quali dovessero essere gli obiettivi del processo di privatizzazione delle imprese pubbliche:</p>
<ul>
<li>Rompere un processo di consustanzialità tra politica e mondo dell’impresa strategica che era ritenuto dannoso per la redditività dei gruppi.</li>
<li>Fornire ai gruppi trasformati in società private le competenze e le capacità per conquistare nuovi mercati su scala globale.</li>
<li>Aumentare l’esposizione sul mercato dei capitali dei “campioni nazionali”.</li>
<li>Ridurre il peso dei partiti nella scelta degli amministratori.</li>
</ul>
<p>Il primo obiettivo è stato raggiunto solo in parte, specie perché con gli Anni Novanta è ben presto terminata la fase di euforia da globalizzazione che ha a lungo messo in secondo piano le dinamiche legate all’interesse nazionale; il secondo in larga parte raggiunto per diversi gruppi (<strong>Eni ed Enel </strong>ad esempio, <strong>Finmeccanica </strong>dopo la costruzione del modello <em>one company </em>unendo<a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-ia-supercomputer-leonardo-guida-litalia-nellinnovazione-di-frontiera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> gli attori nazionali della Difesa sotto Leonardo</a>), meno per le società che subirono le più<a href="https://it.insideover.com/economia/il-dietrofront-di-prodi-sulle-partecipazioni-statali.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> frettolose privatizzazioni durante i governi di centro-sinistra in carica dal 1996 al 2001</a>, che trasformarono l’obiettivo di politica economica in una svendita confusa dettata dall’ansia di rientrare nei parametri di bilancio e debito europei. Fortemente disattesi, invece, il terzo e il quarto punto.</p>
<p><strong>Draghi, </strong>da premier, sta dimostrando di aver bene appreso la lezione della scommessa persa negli Anni Novanta: è forse stato un bene il fatto che lo Stato sia rimasto azionista-chiave dei gruppi a <strong>partecipazione pubblica </strong>e non abbia mancato di farne un asset per lo sviluppo nazionale. Mentre sul fatto delle nomine, con le privatizzazioni come ha lucidamente notato<a href="https://www.pandorarivista.it/articoli/perche-le-nomine-pubbliche-sono-importanti/"><strong>Alessandro Aresu su <em>Pandora </em></strong></a>“l’importanza delle nomine delle società pubbliche e para-pubbliche nella vita del Paese non è diminuita. È aumentata. Anche perché le società controllate dal ministero dell’Economia e dalla Cassa Depositi e Prestiti dominano Piazza Affari, una borsa rimasta piccola rispetto alle omologhe europee per via dello scarso numero di grandi e medie imprese quotate. Ecco dunque il paradosso delle privatizzazioni: il sistema dei partiti non esiste più ma le nomine continuano ad esistere. Non solo: sono diventate molto più importanti”. E questo permette di apprezzare in forma ancora maggiore il peso della rivoluzione operata da Draghi, che ai partiti ha preferito mettere al centro lo <strong>Stato </strong>nelle sue ramificazioni. Chiudendo il cerchio aperto negli Anni Novanta e rilanciando il peso delle partecipate nel sistema Paese.</p>
<p>Le società a partecipazione pubblica assumono, in questo periodo di acutissima incertezza legata alla pandemia, il ruolo di solida barriera per il sistema-Paese: sono una fondamentale garanzia di occupazione, versano con regolarità <strong>dividendi per il ministero del Tesoro </strong>e rappresentano le maggiori punte di lancia dell’espansione degli interessi dell’Italia.</p>
<p>Negli ultimi anni, ad esempio, <strong>Eni </strong>è stata in grado di anticipare o sostenere la diplomazia italiana in teatri come Libia, Egitto, Medio Oriente; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Snam è protagonista nella partita euromediterranea</a> dei gasdotti; Enel si è internazionalizzata in settori strategici riguardanti la transizione energetica; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-atlantica-di-leonardo-la-difesa-italiana-sempre-piu-vicina-a-usa-e-regno-unito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Leonardo,</strong> assieme a Fincantieri<strong>, </strong>è invece ponte per l’industria della Difesa italiana tra le cordate di matrice “atlantica” (<strong>Usa e Regno Unito</strong>)</a>, di cui è partner e importante membro della filiera e quelle afferenti al mondo della <strong>Difesa europea</strong>.</p>
<p>“Il settore pubblico (Stato, Regioni, Enti locali, ecc.) ha ancora una presenza rilevante nell’economia, con 6.130 imprese attive”, <a href="https://www.startmag.it/economia/ilva-invimit-rai-ferrovie-sace-e-non-solo-ecco-le-nomine-che-sono-o-non-sono-in-ballo/">sottolinea <em>StartMag</em>.</a> “Tuttavia, sono le 40 Società controllate dallo Stato ad occupare la gran parte di questo perimetro. Il centro studi CoMar ha sottolineato in un rapporto che “considerando le sole 32 Società industriali e di servizi (escluse, quindi, banche e assicurazioni), il fatturato totale supera i 241,4 miliardi di euro, gli utili sono oltre i 26,8 miliardi di euro, con 471.284 dipendenti; di queste, 12 sono quotate in Borsa (Enav, Enel, Eni, Fincantieri, Leonardo, Italgas, Poste Italiane, Rai Way, Saipem, Snam, STMicroelectronics, Terna), per una capitalizzazione che a fine febbraio 2021 era di 167,3 miliardi di euro, il 26,3% del valore complessivo” di Piazza Affari.</p>
<p>Strettamente collegata alla questione nomine è<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/dai-campioni-nazionali-al-golden-power-le-prospettive-della-tutela-del-sistema-paese/"> la discussione sulla <strong>tutela degli asset strategici </strong>dell’Italia</a>: la decretazione sul <strong>“<a href="https://www.insideover.com/indepths/economy/what-is-the-golden-power-and-how-does-it-work.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">golden power</a>” </strong>nacque nello scorso decennio proprio a partire dall’esigenza di fornire ai campioni nazionali dei settori strategici lo scudo necessario a ovviare ai rischi di ingerenze finanziarie straniere e a minacce all’attività operatività.</p>
<p>Proiettata verso le sfide del futuro, l’impresa a partecipazione pubblica uscirà dalla fase delle nomine ulteriormente rinforzata e centrale negli assi produttivi dell’Italia che, con il Recovery e le prossime mosse economiche, cercherà di orientarsi sulla sfida dello sviluppo. Coordinando l’attività della politica economica con il ruolo di apripista strategico dei campioni nazionali.</p>
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		<title>Perché le nomine sono il banco di prova del Recovery Fund</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 08:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1536x1011.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-2048x1349.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La stagione delle nomine, in questo complesso 2021 segnato dall&#8217;ascesa del governo Draghi, è stata governata in maniera fortemente attenta al rispetto delle prassi istituzionali da parte del premier e ha visto, come abbiamo avuto modo di sottolineare, un ridotto coinvolgimento dei partiti. La discesa in campo a fianco di Draghi del maxi-apparato del ministero dell&#8217;Economia e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-le-nomine-sono-il-banco-di-prova-del-recovery-fund.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-300x198.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1024x674.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-768x506.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-1536x1011.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mario-draghi-nomine-La-presse-1-2048x1349.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-borsino-delle-nomine-chi-scegliera-draghi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stagione delle nomine</a>, </strong>in questo complesso 2021 segnato dall&#8217;ascesa del governo Draghi, è stata governata in maniera fortemente attenta al rispetto delle prassi istituzionali da parte del premier e ha visto, come abbiamo avuto modo di sottolineare, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sulle-nomine-i-partiti-non-hanno-toccato-palla.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un ridotto coinvolgimento dei partiti.</a> La discesa in campo a fianco di Draghi del maxi-apparato del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, principale azionista delle società partecipate e vero e proprio <strong>Stato nello Stato </strong>avente al suo apice <a href="https://it.insideover.com/politica/nomine-lo-stato-torna-al-centro-vertice-decisivo-tra-draghi-e-il-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il direttore generale Alessandro Rivera e il ministro dell&#8217;Economia Daniele Franco</a> non è solo legata alla volontà del presidente del Consiglio di rimettere ordine e evitare l&#8217;assalto alla diligenza da <a href="https://it.insideover.com/economia/draghi-sulle-nomine-consulta-i-fedelissimi-i-nomi-per-le-partecipate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parte dei partiti in una fase di crisi.</a> Coerentemente con l&#8217;accelerazione sul processo di scrutinio dei candidati il Mef e Draghi intendono chiudere al più presto la partita per fare della partita delle nomine il banco di prova decisivo per la strategia di ripresa del Paese che dovrà dispiegarsi nei prossimi mesi.</p>
<p>Il Mef sarà il coordinatore della cabina di regia che dovrà portare avanti l&#8217;attuazione del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piano nazionale di ripresa e resilienza</a> </strong>nel quadro del Recovery Fund italiano e, assieme al ministero dello Sviluppo Economico di <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, fungere da &#8220;polmone&#8221; per permettere la corretta circolazione delle risorse e l&#8217;ottimale governance dei progetti. L&#8217;obiettivo è dare corpo a un progetto su cui <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Draghi ha puntato in forma sistemica</a>, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere una quota di risorse superiore a quella garantita dai fondi comunitari, che chiederanno come contropartita un&#8217;ampia gamma di condizionalità sotto forma di riforme, per valorizzare la necessità di <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-rilancio-dellitalia-passa-dalluso-strategico-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">utilizzare strategicamente la leva del <strong>deficit nazionale </strong>e della programmazione economica di lungo termine.</a></p>
<p>Dunque, le nomine in istituzioni come la <strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong>e <strong>Ferrovie dello Stato </strong>non possono essere tenute disgiunte dall&#8217;imminente afflusso di risorse che lo Stato mobiliterà per applicare i progetti di rilancio infrastrutturale, digitalizzazione, transizione ecologica. E il <em>modus operandi </em>di Draghi appare chiaro: responsabilizzazione dei referenti istituzionali chiamati in causa nel processo selettivo dei vertici delle partecipate, costruzione di un rapporto di stima e collaborazione tra azionista e società gestite, sviluppo di sinergie trasversali che sappiano concretizzarsi quando le partecipate saranno chiamate in campo ad applicare gli investimenti miliardari previsti dal Pnrr, decisione definitiva dopo un consulto finale con gli attori chiave.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-strategico-di-ferrovie-dello-stato-per-il-recovery-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ferrovie dello Stato</strong></a> sarà indirettamente o direttamente coinvolta in progetti che per ammontare complessivo di risorse riguardano circa un settimo del Pnrr, oltre 30 miliardi di euro, quasi tre volte il suo fatturato nel 2020, mentre Cdp sarà il braccio operativo, il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-partita-di-cassa-depositi-e-prestiti-quale-futuro-nellera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;fondo sovrano&#8221;</a> e la centrale di elaborazione strategica dello Stato per rilanciare Pmi, investimenti in settori chiave, progetti di internazionalizzazione dei nostri campioni nazionali, finanziamenti ai territori <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-di-draghi-ecco-il-fedelissimo-alla-guida-di-cassa-depositi-e-prestiti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">valorizzando e tutelando il <strong>risparmio postale</strong></a>. Entrambe si uniranno a gruppi come Eni, Terna, Enel, Snam, Leonardo, WeBuild nel costituire la cinghia di trasmissione della ripartenza del sistema-Paese. Ora più che mai incardinata sulle grandi partecipate pubbliche: non a caso Draghi ha scelto l&#8217;ex direttore della ricerca di una di queste, <a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberto Cingolani</a> (proveniente da <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-ia-supercomputer-leonardo-guida-litalia-nellinnovazione-di-frontiera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonardo</a>) per guidare il ministero della Transizione Ecologica, e nelle settimane in cui si iniziava a programmare il tema delle nomine ha ricevuto a Palazzo Chigi gli Amministratori delegati di Eni (Claudio Descalzi) Enel (Francesco Starace), Snam (Marco Alverà) e Terna (Stefano Donnarumma). Mirando a creare un rapporto di fiducia trasversale che la scelta dei vertici in Fs e Cdp, la cui ultima parola spetterà al premier, dovrà completare.</p>
<p>Al Mef, istituzione &#8220;draghiana&#8221; per eccellenza, sarà poi destinato il compito di fare sintesi tra la governance dei programmi legati al Pnrr, la supervisione delle attività delle partecipate e il coordinamento col Mise. Che prima ancora che i ministri Franco e Giorgetti vedrà in prima linea i loro consiglieri strategici. Da un lato il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, dall&#8217;altro il superconsigliere di<a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Giorgetti</a> sulla politica industriale, il professor <strong>Giovanni Tria</strong>. Non a caso uomo che la carica di ministro dell&#8217;Economia l&#8217;ha ricoperta in passato (ai tempi del governo Conte I), conosce le procedure di Via XX Settembre e il peso dei grand commis e vanta un rapporto di fiducia reciproca con Rivera, difeso dagli assalti dei Cinque Stelle ai tempi dell&#8217;esecutivo gialloverde. Le nomine giuste al momento giusto possono contribuire a rafforzare una comunione d&#8217;intenti che serve al Paese per far salpare senza intoppi la barca del Recovery. Al cui timone Draghi metterà il Mef. Rodato e efficace Stato nello Stato chiamato alla prova cruciale: farsi stratega della rinascita del Paese dopo la pandemia.</p>
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