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	<title>sinistra Archives - InsideOver</title>
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	<title>sinistra Archives - InsideOver</title>
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		<title>Guerra culturale: vittoria o disfatta? L&#8217;analisi di Alain De Benoist</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guerra-culturale-vittoria-o-disfatta-lanalisi-di-alain-de-benoist.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La “guerra culturale” non è stata vinta dalla destra: è il vecchio sistema progressista ad essere entrato in crisi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080214482997_cb8355c5ff2e88f75f02783f43b341e5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi si parla di una &#8220;<strong>destrizzazione del mondo</strong>&#8220;, o di una &#8220;ondata mondiale neo-reazionaria&#8221;, o ancora di &#8220;ritorno degli anni neri&#8221;. Sono solo <strong>semplificazioni </strong>polemiche. Molte persone di destra ne traggono tuttavia la conclusione di star vincendo la &#8220;<strong>guerra culturale</strong>&#8220;. Che idea bizzarra! Di che guerra parliamo? Quale battaglia si è vinta quando ciò che fa autorità nel sistema mediatico-politico continua a riferirsi solo ad &#8220;autorità indiscutibili&#8221; che pensano il contrario di ciò che pensa la maggioranza della gente?</p>



<p>La verità è che la guerra culturale tutt’al più è stata vinta per difetto. La <strong>sinistra progressista</strong> ha perso, la <strong>destra conservatrice</strong> non ha vinto. L’avversario non è stato battuto, è crollato da solo. Ma non per questo ha perso il potere. Gli intellettuali della classe dominante non hanno più niente da dire, si accontentano di ripetere gli stessi mantra, ma sono sempre loro a dare il tono. Il progressismo è morto, la teoria del genere e il wokismo ne sono solo le auto di scorta, ma sono sempre al centro dell’attenzione. </p>



<p>Al tempo dei ciechi volontari e dei sordi di principio, del circo mediatico e dei suoi bollettini parrocchiali, in cui le comunità sono ridotte per mancanza di un grande progetto collettivo a pulsioni identitari o a racconti vittimistici, i rari focolai intellettuali non hanno più alcuna prea sugli eventi. I grandi autori, i &#8220;<em>maîtres à penser</em> della gioventù&#8221; che un tempo facevano autorità sono morti senza essere sostituiti. Restano qua e là un certo numero di talenti, che però continuano ad essere ostracizzati, confinati ai margini. Per il resto, si è passati dall’<strong>era degli uomini di Stato</strong> a quella degli <strong>esperti in expertise</strong> – da Jaurès a Olivier Faure, da Edith Piaf a Aya Nakamura. Non proprio un progresso. </p>



<p>Tutte le forze politiche classiche sono allo stadio della decomposizione. La sinistra socialista è stata rimpiazzata da un prodotto di sintesi “societario” indigesto da quando ha rinunciato alla <strong>difesa dei lavoratori</strong> e alla critica dei rapporti di produzione per limitarsi ad elargire i <strong>diritti soggettivi</strong> nel contesto del regime di alienazione dominante. La destra resta occupata a mantenere i suoi <strong>profitti</strong>, anche a costo di far calare il livello di vita generale – il tutto sullo sfondo dello scandaloso fallimento dello Stato borghese e della crescita del debito pubblico al solo scopo di sostenere artificialmente il consumo. </p>



<p>Disfatta del sistema, disfatta degli intellettuali progressisti, disfatta di una destra che non si è riformata e crede di aver ottenuto la vittoria mentre non produce niente di storicamente adatto ad alimentare un progetto di civiltà coerente. Paesaggio di rovine. Chi contesta seriamente il controllo dell’ideologia dominante sul mondo della cultura? Come lanciarsi in una battaglia culturale senza nemmeno sapere di cosa il significante culturale è il nome? In nome di quale modello antropologico? Di quale immaginario simbolico? Come difendere la singolarità (dei popoli e delle culture) senza un’idea del singolare? Troppo spesso a prevalere sono la pigrizia intellettuale e la riluttanza ad andare a vedere al di là delle comode etichette. </p>



<p>L’<strong>ondata populista</strong> ha partorito principalmente partiti o regimi <strong>conservatori liberali</strong>, le cui idee spesso sono solo la resurrezione di idee invecchiate o di banalità scontate che non annunciano affatto un cammino di pensiero all’altezza delle sfide del momento. In economia o in politica estera, ad esempio, essi si limitano a ripetere la vulgata. Questi movimenti e regimi che pretendono di difendere il popolo non hanno ancora capito che il <strong>liberalismo </strong>è un’ideologia che conosce soltanto individui e non accorda alcuno status particolare alle entità collettive, a partire dai popoli e dalle culture, che vede nell’immigrazione il semplice spostamento di un numero x di individui da un paese all’altro e, per di più, milita da sempre per la libera circolazione degli uomini, dei capitali e delle merci. </p>



<p>Il populismo liberale è una contraddizione in termini. C’è una grande differenza tra accedere al potere perché si sono vinte le elezioni e porre fine all’egemonia dominante. Sostituire un uomo di sinistra del sistema con un uomo di destra del sistema non fa uscire dal sistema. La recente polemica tra l’attuale ministro italiano della Cultura <strong>Alessandro Giuli </strong>e il saggista <strong>Marcello Veneziani,</strong> che rimproverava alla destra di <strong>Giorgia Meloni</strong> di non avere in fondo cambiato niente nella società italiana (solo fuffa, &#8220;solo polvere negli occhi&#8221;) è stata in questo senso rivelatrice.</p>



<p>Si può uscire dal sistema solo adottando una <strong>posizione di rottura</strong>. Per disporre di una strategia di rottura che punta a pesare sul momento storico occorrono menti strutturate da una stessa concezione del mondo, dell’uomo e della società. È ciò che più manca. I leaders populisti dovrebbero riflettere sul fatto che sono le classi popolari ad avere più interesse a una trasformazione radicale della società (e le classi borghesi più interesse al suo mantenimento). Si sarebbe addirittura tentati di dire che, dinanzi alle tre grandi ideologie del mondo moderno, il conservatorismo, il liberalismo e il socialismo, il populismo potrà davvero servire il popolo soltanto opponendosi risolutamente al secondo e cercando di operare una sintesi originale degli altri due. </p>



<p>Ciò significa che i populismi hanno bisogno di un programma al contempo conservatore e rivoluzionario che consenta loro di fondare un nuovo soggetto storico nella lotta per l’egemonia. L’idea di un’altra società è difficile da pensare oggigiorno: &#8220;Eccoci condannati a vivere nel mondo in cui viviamo&#8221;, diceva <strong>Francois Furet</strong>. Tuttavia, la storia è aperta. Basta allargare la visuale per accorgersene. Si vedrà allora, immediatamente, che oggi c’è qualcosa che finisce e qualcosa che (ri)comincia. E che tutto rimane da fare.</p>



<p>Articolo tratto dal numero 392 (luglio-agosto) di Diorama.&nbsp;<em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em><br><br><strong> </strong></p>
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		<title>Marco Tarchi: la guerra in Iran e il conformismo della destra e della sinistra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-la-guerra-in-iran-e-il-conformismo-della-destra-e-della-sinistra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 10:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La "destra" e la "sinistra" alla prova della guerra in Iran. Ecco che cosa sta succedendo nell'analisi del politologo Marco Tarchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-la-guerra-in-iran-e-il-conformismo-della-destra-e-della-sinistra.html">Marco Tarchi: la guerra in Iran e il conformismo della destra e della sinistra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fra le molte conseguenze che l’<strong>aggressione israelo-statunitense</strong> all’<strong>Iran</strong> sta provocando, ce n’è una – forse l’unica – che i commentatori stanno trascurando. Un dato che non ha alcun peso sul piano militare, ma ne assume molto su quello politico, ed ancor più sul terreno metapolitico dello scontro tra idee e visioni del mondo che, al di là delle apparenze, è l’ambito principale in cui si giocherà il futuro delle diverse civiltà che oggi popolano il pianeta. Parliamo della vigorosa ed evidente ripresa della spaccatura che separa, più ancora che due impostazioni ideologiche, due mentalità (e quasi ci verrebbe da dire due universi antropologici): la <strong>destra </strong>e la <strong>sinistra</strong>.</p>



<p>Chi ci sta leggendo rimarrà probabilmente stupito da questa affermazione e supporrà che siamo sul punto di ribaltare un assunto – quello dell’incapacità di questa coppia concettuale di interpretare le linee di convergenza e di conflitto fondamentali della nostra epoca – del quale siamo affezionati e convinti sostenitori da almeno quarantacinque anni a questa parte. Non è così, come constaterà chi vorrà seguire fino in fondo il filo del nostro ragionamento. Ma torniamo al punto di partenza.</p>



<p>Fin dai capitoli iniziali delle avventure belliche che stanno connotando il secondo mandato dell’attuale inquilino della Casa Bianca – i bombardamenti sui siti di elaborazione e sviluppo del programma nucleare iraniano, in appoggio alla “guerra dei dodici giorni” del governo di Tel Aviv contro quello di Teheran – e, con intensità crescente col progredire degli attacchi sfociati nella guerra aperta e geograficamente allargata tuttora in corso nel momento in cui scriviamo (12 marzo) – si sono andate delineando <strong>due posizioni opposte </strong>nello scacchiere dei Paesi terzi, e segnatamente in quello “occidentale”. Sebbene quasi nessuna formazione politica abbia espresso dubbi significativi sulla necessità od opportunità di mantenere in vita il legame transatlantico che vincola all’Europa ad una strutturale subordinazione ai voleri dell’alleato nordamericano – di cui <strong>l’umiliante trattamento subito in occasione dell’offensiva doganale trumpiana è stato soltanto la manifestazione più chiara e recente </strong>–, le ripetute iniziative muscolari dell’<strong>amministrazione Usa</strong>, incluso il raid venezuelano per il rapimento del presidente Maduro, hanno avuto un’accoglienza contrastante nelle diverse famiglie partitiche presenti sulla scena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-1024x683.jpg" alt="Iran. Trump si sgancia da Netanyahu e neocon e accetta la tregua" class="wp-image-512539" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dei conservatori</h2>



<p>Come già era accaduto di fronte alla strategia dello sterminio di massa che lo Stato israeliano ha posto in atto all’indomani del sanguinoso attacco del 7 ottobre 2023, moltiplicando per 60 il numero delle vittime causate rispetto a quelle subite – quando <strong>Hamas </strong>era stata immediatamente liquidata come un gruppo terrorista e ogni accenno al suo ruolo nella resistenza palestinese alle sopraffazioni e violenze israeliane era stato condannato e cancellato –, tutte le <strong>forze politiche di segno conservatore</strong>, <strong>populista</strong>, <strong>nazionalista</strong> e <strong>sovranista </strong>hanno giustificato, quando non esaltato, le imprese dei loro campioni Trump e Netanyahu, più o meno negli stessi termini. Non solo è stata per l’ennesima volta la retorica del “mondo libero” in lotta contro i fanatismi e le autocrazie, che era già servita (fin dal 2014, all’epoca dell’annessione della Crimea e dello scoppio del conflitto nel Donbass) a condannare e sanzionare la Russia nel suo scontro con l’Ucraina e, sottotraccia, viene alimentata quotidianamente contro la Cina. Si è andati molto oltre, prendendo di mira altri bersagli.</p>



<p>Particolarmente inebriante è stata la pubblica constatazione che &#8220;nessuna forza è superiore alla forza&#8221;, per citare Nietzsche, ovvero che nessun vincolo cartaceo, a partire da quello giuridico, può arrestare la volontà di chi intende esercitare il proprio potere ricorrendo alle armi. In un ambiente intellettualmente da sempre drogato dalla passione per la geopolitica e più in generale per le guerre e che limita l’ammirazione per l’opera di Carl Schmitt ad un elementare culto dell’inimicizia, <strong>le esibizioni di forza militare degli aerei con la stella di Davide e con l’aquila dell’Air Force sono state interpretate come una salutare reazione allo spirito imbelle e decadente dell’epoca contemporanea</strong> e, insieme, come un sonoro schiaffo alle pretese di governi e popolazioni infidi e inferiori (<em>scimmie</em> o <em>esseri sub-umani</em>, quali i ministri di ultradestra del governo di Tel Aviv considerano apertamente i palestinesi e gli arabi tutti) di contrastare le missioni di due popoli eletti e dal destino manifesto e confermato dalla Bibbia. Ma non solo.</p>



<p>I <strong>bombardamenti </strong>e le <strong>distruzioni sistematiche</strong> di città e villaggi che hanno reso Gaza una <em>no man’s land</em> hanno consentito anche di sbeffeggiare la mai amata Organizzazione delle Nazioni Unite e, al di là di essa, tutte le strutture sovranazionali, ribadendo quella vocazione al particolarismo statuale che delle destre è sempre stata uno dei segni caratteristici. Anche quando, come oggi, <strong>gettando il “bambino” Europa insieme all’“acqua sporca” Unione Europea</strong>, vanifica gli sforzi – e il sogno – di costruzione di quel «grande spazio», questo sì schmittiano, in cui è riposta l’unica speranza di sopravvivenza della civiltà europea di fronte agli esiti nefasti della globalizzazione.</p>



<p>Avallando l’annientamento della popolazione di Gaza, rinunciando ad ogni forma concreta di reazione di fronte alla sistematica violenza dei “coloni” ebrei e alla spoliazione delle terre di coloro che le abitano da secoli in Cisgiordania – e così cancellando ogni possibilità di creazione di quello Stato palestinese che alcuni di essi a parole auspicano –, i partiti di destra europei e non solo (si pensi all’Argentina di Milei) hanno mostrato quale mentalità si cela dietro il loro rituale richiamo alla “<strong>difesa dell’Occidente</strong>”. Il plauso al <em>blitz</em> di Caracas e la scelta di conio meloniano di «non condividere ma non condannare» l’attacco preordinato e ipocrita – a trattative in corso – all’Iran, deplorando contemporaneamente la reazione dell’aggredito contro le basi militari del nemico nei Paesi vicini, non fanno altro che confermare questo dato. Che, naturalmente, comporta non pochi vantaggi tattico-strategici: gridare all’antisemitismo all’indirizzo di chi sostiene il diritto del popolo palestinese ad abitare e governare la propria terra e innalzare il vessillo della difesa della libertà e della democrazia contro i regimi repressivi e oscurantisti è un metodo efficace per <strong>ripulire immagini e reputazioni non proprio cristalline di alcuni esponenti dal passato non impeccabile in materia.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-511878" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta delle sinistre</h2>



<p>Sul versante opposto, la <strong>scelta delle sinistre politiche ed intellettuali</strong> si è concentrata su due soli argomenti di formidabile debolezza: la denuncia della liquidazione delle prescrizioni del diritto internazionale e la condanna morale della guerra in nome di un pacifismo integrale ed incondizionato.</p>



<p>Sul primo di questi temi, questa parte politica dimostra una <strong>miopia </strong>pari a quella che affligge il fronte sovranista quando, entusiasmandosi del fatto che Trump, con la sua indifferenza ad ogni norma, straccia il velo di ipocrisia steso finora attorno ai reali scopi delle azioni statunitensi, avalla preventivamente ogni futura azione ai danni dei propri popoli e Paesi – come, di nuovo, il caso-dazi dimostra. Le sfugge che ad infrangere da parte nordamericana il principio che è alla base del diritto internazionale, ovvero la non-ingerenza nelle vicende di altri Stati, legata al rispetto della loro sovranità, è stata per prima la presidenza di un acclamato progressista qual era allora considerato <strong>Bill Clinton, che per bocca dell’allora segretario di Stato Madeleine Albright lanciò lo slogan della “crociata per la democrazia” </strong>nel cui nome sono state successivamente teorizzate e condotte le varie “guerre umanitarie” (prima fra tutte quella contro la Jugoslavia del 1999 con i bombardamenti su Belgrado, per finire con l’attacco Nato alla Libia del 2011 voluto da Obama) e le operazioni di <em>regime change</em> che tanti disastri hanno provocato alla stabilità dell’ordine internazionale. Da allora in poi, con l’imporsi dell’ideologia dei diritti dell’uomo e le sue applicazioni strumentali che hanno imposto ai conflitti bellici la maschera del duello tra incarnazioni del Bene e del Male, la normativa intesa a regolare le relazioni internazionali è diventata carta straccia e i richiami ad essa pura retorica.</p>



<p>Quanto al secondo argomento, appare ormai tramontata, e da un pezzo, l’epoca in cui risuonava a sinistra l’affermazione stentorea secondo cui &#8220;non c’è pace senza giustizia&#8221;. Lo stesso <strong>moralismo </strong>che avalla, quando serve, le “operazioni di polizia internazionale” serve ad alimentare richieste di cessate il fuoco, tregue, armistizi che non solo non rimuovono le cause degli scontri armati ma, nella maggior parte dei casi, le incancreniscono. Come il <strong>bellicismo esasperato</strong> delle destre, il <strong>pacifismo a senso unico</strong> delle sinistre è una <strong>caricatura della politica</strong>, e dunque una sua negazione. Come il primo fa da schermo ad una sua subordinazione agli attori e ai poteri economici, così il secondo ne annega la sostanza in un moralismo ideologicamente orientato che consegna ai giudici e ai proprietari delle catene informative (entrambi tutt’altro che neutrali) il ruolo di vere guide e controllori dell’opinione pubblica.</p>



<p>Questa situazione conferma la convinzione che ci anima da decenni e a cui abbiamo accennato in apertura di queste righe: ancora una volta, di fronte a questioni cruciali per la nostra epoca, gli atteggiamenti assunti, e le soluzioni proposte, da destra e da sinistra sfociano in <strong>vicoli ciechi</strong>. Al cospetto del <strong>gioco al massacro</strong> scatenato da chi coltiva l’ambizione di espandere il proprio potere su una Grande Israele seguendo il dettato biblico (&#8220;Dal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini&#8221;, Giosuè, 1:4) e da chi, in sintonia, vuole imporre il proprio dominio all’intero pianeta partendo dall’egemonia assoluta sull’emisfero occidentale e neutralizzando con le incursioni militari al di fuori di quell’area i possibili concorrenti, la scelta dell’abbandono delle scorie della logica dei blocchi, accompagnata da un rigoroso neutralismo e da una simmetrica contrapposizione ad entrambe le forme – conservatrice e progressista – dell’ideologia materialista, si impone agli spiriti liberi di qualunque formazione e provenienza.</p>



<p>Va da sé che, nei confronti di questioni che coinvolgono attori, come quelli statali e internazionali, provvisti di risorse straordinarie di ordine militare, politico e comunicativo, l’azione meta politica, specialmente se condotta in condizioni di nettissima inferiorità di mezzi, rischia di apparire di infima importanze, e per giunta velleitaria. Ma anche solo cercare di fare chiarezza sulle poste in gioco, <strong>ripulire le menti di chi appartiene agli ambienti autenticamente non conformisti</strong> – quali che siano le loro (limitate) dimensioni – dalle incrostazioni di pregiudizi ereditati da epoche ed esperienze passate, può far compiere un piccolo passo avanti a quell’opera di penetrazione nella mentalità collettiva di idee opposte a quelle oggi dominanti.</p>



<p>Tratto dalla rivista <strong><em>Diorama Letterario</em></strong>. <em>Per abbonarsi&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-la-guerra-in-iran-e-il-conformismo-della-destra-e-della-sinistra.html">Marco Tarchi: la guerra in Iran e il conformismo della destra e della sinistra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>J.K. Rowling e Trump: la creatrice di Harry Potter sferza gli intellettuali che hanno perso il senso della realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/j-k-rowling-e-trump-la-creatrice-di-harry-potter-sferza-gli-intellettuali-che-hanno-perso-il-senso-della-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 08:57:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Ignoranti delle conseguenze sul mondo reale": J.K. Rowling sferza gli intellettuali progressisti dopo il Trump 2.0.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/j-k-rowling-e-trump-la-creatrice-di-harry-potter-sferza-gli-intellettuali-che-hanno-perso-il-senso-della-realta.html">J.K. Rowling e Trump: la creatrice di Harry Potter sferza gli intellettuali che hanno perso il senso della realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>mondo progressista</strong> internazionale si interroga, dal 6 novembre scorso, sulle motivazioni della sconfitta di <strong>Kamala Harris</strong> alle presidenziali Usa e, <strong>per chi non avesse letto le già <a href="https://it.insideover.com/politica/bernie-sanders-cara-kamala-ti-spiego-io-perche-hai-perso.html">eloquenti spiegazioni di Bernie Sanders</a></strong> sui limiti della campagna democratica, a spiazzare chiunque volesse abbandonarsi a spiegazioni semplicistiche ha pensato nientemeno che <strong>J. K. Rowling</strong>.</p>



<p>La scrittrice britannica, &#8220;madrina&#8221; di Harry Potter e pungente polemista, <strong>convinta progressista</strong> che in passato ha polemizzato con gli intellettuali della sua area su tematiche come l&#8217;enfatizzazione della tematica gender, in questi giorni sul suo profilo X  ha messo in luce tutte le problematiche con cui si confronta un&#8217;intellighenzia liberal, non solo statunitense, alla prova del Trump 2.0.</p>



<p>Rowling ha preso le mosse da un commento della nota scrittrice americana <strong>Joyce Carol Oates</strong>, che ha spiegato la vittoria di Donald Trump con la propaganda che ha portato alla crescita dell&#8217;odio delle minoranze. Per Oates, in particolare, &#8220;la questione &#8220;transgender&#8221; ha significato molto per alcuni elettori&#8221;, ha scritto sottolineando come <strong>il Partito Repubblicano abbia avuto tra i suoi cavalli di battaglia</strong> l&#8217;idea di limitare le politiche di transizione di genere. L&#8217;86enne autrice nota: &#8220;Non riesco a immaginare perché qualcuno si senta minacciato da un numero così esiguo di individui che altrimenti potrebbero essere considerati con simpatia; e posso solo concludere che molti elettori sono stati spinti a odiarli e temerli dai media di destra che li hanno caricaturati e demonizzati&#8221;.</p>



<p>Spiegazioni semplicistiche per la Rowling, che nel 2008 ha <strong>donato un milione di sterline al Partito Laburista britannico</strong> per sostenere il primo ministro Gordon Brown e ha dichiarato di apprezzare figure come <strong>Barack Obama e Hillary Clinton</strong>. La scrittrice ha risposto alla Oates facendo notare che &#8220;un sacco di intellettuali di sinistra benestanti&#8221; cadono di fronte alla necessità di spiegare il mondo in forma complessa. Nota Rowling: questi pensatori &#8220;isolati e spesso ignoranti delle conseguenze nel mondo reale della posizione che hanno assunto, concludono che le masse sono state manipolate da influenze di cui sono troppo intelligenti e nel giusto per cadere preda&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is where a ton of well-off leftist intellectuals are stuck. Insulated from and often ignorant of the real world consequences of the position they&#39;ve taken, they  conclude the masses have been manipulated by influences to which they are too clever and righteous to fall prey. <a href="https://t.co/8ljBXrRPCn">https://t.co/8ljBXrRPCn</a></p>&mdash; J.K. Rowling (@jk_rowling) <a href="https://twitter.com/jk_rowling/status/1854451845789261849?ref_src=twsrc%5Etfw">November 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non è l&#8217;unica critica mossa a questo mondo culturale da Rowling davanti ai suoi oltre 14 milioni di follower. <strong>Ha risposto a Katharine Viner</strong>, direttrice del <em>Guardian</em> britannico, che ha vergato un editoriale impegnando la sua testata a &#8220;ergersi&#8221; contro un altro quadriennio trumpiano, definito &#8220;una minaccia per la libertà di stampa&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ooh, let me guess. Emotive longform pieces from Owen Jones complaining that American taxi drivers aren&#39;t reading enough Judith Butler? <a href="https://t.co/F8zzzNlLGQ">pic.twitter.com/F8zzzNlLGQ</a></p>&mdash; J.K. Rowling (@jk_rowling) <a href="https://twitter.com/jk_rowling/status/1854315757913657592?ref_src=twsrc%5Etfw">November 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A suo modo, con fare polemico verso una parte del mondo culturale che spesso ha messo Rowling sotto attacco per posizioni anticonformiste, la scrittrice britannica ribadisce, sul piano <strong>culturale e identitario</strong>, quanto politici come Sanders dicono sul fronte operativo e decisionale. Ovvero lamentare che le formazioni progressiste siano state chiamate lontano dalla loro vocazione tradizionale di rappresentanza del mondo del lavoro, della produzione, della concretezza, per <strong>il peso determinante delle sirene di un&#8217;ideologia più astratta</strong>. Tagliente un altro tweet di Rowling: &#8220;Una parte rumorosa ed elitaria della sinistra demonizza tutti coloro che hanno domande sulla transizione dei figli, bullizza le donne perché si battono per i loro diritti e si abbassa a persone le cui preoccupazioni immediate non includono pronomi. Potreste pensare che sia così che si conquistano cuori e menti. Io non la penso così&#8221;.</p>



<p>Certo, la scrittrice <strong>semplifica eccessivamente, ad esempio, il peso eccessivo dato alla questione gender</strong> e dimentica, nel suo ragionamento, il corollario dei discorsi sociali. Ma nella sua impalcatura essenziale il discorso tiene: Harris, è questo che vuol dire Rowling, perde assieme ai suoi sostenitori culturali perché è venuta meno al dovere della concretezza. I temi reali, quelli che cambiano la realtà fattuale delle persone sul lungo periodo, erano nell&#8217;agenda di Joe Biden, non nella sua. I voti sono di conseguenza virati a destra.</p>



<p>L&#8217;ha ben spiegato, sempre su X, <a href="https://x.com/paolomossetti/status/1854158416299672011">il nostro collega <strong>Paolo Mossetti</strong></a>, sottolineando che in casa democratica il &#8220;basarsi sui laureati liberali del terziario&#8221; ha di fatto protato a &#8220;sopravvalutare la razza come elemento centrale per le persone di colore, il genere per le donne, la sessualità per i gay. Per parafrasare Simone Weil, il sacrosanto desiderio di autonomia ha trascurato esigenze dell’anima umana come ordine, ubbidienza, responsabilità, gerarchia e radicamento&#8221;. Si è prodotta &#8220;una rivolta del mondo concreto contro l’antropologia semplificata del globalismo e dei suoi osservatori del mondo pensato&#8221;. <strong>Due figure assai diverse come Sanders e Rowling</strong> hanno confermato questa lucida lettura, che interroga in prospettiva tutti i progressisti del pianeta. Che non possono limitarsi a dare la colpa agli elettori quando il mondo va in maniera diversa alle loro aspettative.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/j-k-rowling-e-trump-la-creatrice-di-harry-potter-sferza-gli-intellettuali-che-hanno-perso-il-senso-della-realta.html">J.K. Rowling e Trump: la creatrice di Harry Potter sferza gli intellettuali che hanno perso il senso della realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Sahra Wagenknecht, la rivoluzionaria conservatrice che sconvolge la politica tedesca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-sahra-wahgenknecht-la-rivoluzionaria-conservatrice-che-sconvolge-la-politica-tedesca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 06:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=435332</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Germania è il momento di Sahra Wagenknecht e con un suo partito propone un programma a sinistra in economia e a destra sui valori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-sahra-wahgenknecht-la-rivoluzionaria-conservatrice-che-sconvolge-la-politica-tedesca.html">Chi è Sahra Wagenknecht, la rivoluzionaria conservatrice che sconvolge la politica tedesca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/Sahra-Wagenknecht-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Qualcuno può farci una foto?”. “Fantastico, grazie Sahra, sei la migliore”. Sono queste le parole che si sentono da un uomo nella piazza centrale di <a href="https://www.derstandard.at/story/3000000234648/sahra-wagenknecht-der-popstar-des-ostens">Dresda</a>, mentre tante altre voci si uniscono in un coro di suppliche e desiderata che scandiscono “Sahra, aspetta. Per favore aspetta!”. Non si tratta di fan in visibilio per l’arrivo di una star dello spettacolo, ma di militanti politici o più semplicemente cittadini interessati alla vita pubblica che smaniano dal desiderio di stringere la mano o di fare un selfie&nbsp; con una protagonista della politica tedesca: <a href="https://it.insideover.com/difesa/effetto-turingia-sulle-aziende-della-difesa-lo-scivolone-in-borsa-e-le-sue-conseguenze.html"><strong>Sahra Wagenknecht</strong>.</a></p>



<p>La Wagenknecht si trovava nella capitale della <strong>Sassonia</strong>, in occasione delle elezioni regionali che si sono tenute domenica 1 settembre anche nel Land della <strong>Turingia</strong>, per presentare il suo programma e progetto politico, <strong>Bündnis Sahra Wagenknecht </strong>(Alleanza Sahra Wagenknecht), che in entrambe le regioni ha riscontrato un ottimo successo, posizionandosi terzo con l’11,8% in Sassonia e il 15,8%  in Turingia. Il giorno dopo le elezioni, Wagenknecht ha così commentato i risultati: “Per il nostro partito ieri è stata una giornata grandiosa. Siamo diventati un fattore di potere  in Germania”. Certamente, per la sua creatura politica si tratta di un traguardo importante considerando che non ha neanche un anno di vita, ma dato ancora più consistente è il fascino dell’elettorato per una formazione del tutto inedita e dirompente nel panorama politico teutonico; un partito che si pone oltre gli steccati ideologici di destra e sinistra, proponendo ricette economiche della <strong>tradizione socialista</strong> e valori culturali peculiari della <strong>tradizione conservatrice</strong> per dare voce ai “disperati” posti ai margini dalla globalizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi è Sahra Wagenknecht&nbsp;</strong></h2>



<p>Per i detrattori è la regina di ghiaccio a causa del suo aplomb austero e dei suoi modi scostanti, per gli estimatori è una diva del cinema anni Settanta per via dell&#8217;impeccabile eleganza che la accompagna nelle aule parlamentari e nei duelli televisivi, mentre per gli abitanti dei quartieri popolari è “Sahra, die Kommunistin”, ovvero “Sahra, la comunista”. Wagenknecht è nata nel 1969 a Jena &#8211; all’epoca città della <strong>Repubblica Democratica Tedesca</strong> (RDT),&nbsp; &#8211; e&nbsp; a 11 anni si trasferisce a Berlino Est dove negli anni della giovinezza ha modo di avvicinarsi e di approfondire le tesi marxiste e di apprezzare la figura&nbsp; di <strong>Walter Ulbricht</strong>, presidente del Consiglio di Stato della RDT dal 1960 al 1973. Diventa attivista politica partecipando alle iniziative della Libera Gioventù Tedesca, la giovanile del <strong>Partito Socialista Unificato di Germania </strong>(SED in tedesco).&nbsp;</p>



<p>Dopo la riunificazione delle due Germanie, il SED cambiò denominazione in Partito del Socialismo Democratico e Wagenknecht aderì alla componente comunista con lunghe radici piantate nel terreno del marxismo-leninismo ortodosso. Negli anni post-Guerra Fredda, la politica tedesca guardò sempre con sguardo nostalgico all’esperienza della RDT che definì “la comunità più pacifica e umana che i tedeschi abbiano mai creato nel corso della loro storia”. In un’intervista rilasciata recentemente al <a href="https://www.corriere.it/esteri/24_marzo_28/sahra-wagenknecht-intervista-be86d60a-ec61-11ee-add4-970da8b7bf13.shtml?refresh_ce"><em>Corriere della Sera</em></a>, ha cambiato il tenore delle dichiarazioni sull’argomento affermando: “Per me la caduta del Muro è stata una liberazione. Avevo difficoltà nella Germania dell’Est, volevo le riforme, avevo criticato i vertici, la pianificazione centralizzata”.  </p>



<p>Nel 2009, dopo una parentesi all’Europarlamento, venne eletta al Bundestag  tra le file della <strong>Die Linke</strong>, formazione di sinistra nata dalla fusione tra il Partito del Socialismo Democratico e della formazione Lavoro e Giustizia Sociale. Nel 2010 diviene vicepresidente del partito,  anche se le frizioni con i dirigenti  nel corso degli ultimi anni si sono acuite a causa delle diverse vedute sulla società globalizzata. In politica estera, nel 2017, Wagenknecht aveva auspicato lo <strong>scioglimento della Nato</strong> e la nascita di un nuovo patto di sicurezza tra Germania e Russia. Non a caso, nei suoi discorsi al Bundestag si è sempre scagliata contro l’imposizione delle <strong>sanzioni economiche</strong> (mentre il suo partito ha votato a favore) e l’<strong>invio di armi in Ucraina</strong> accusando il governo federale di &#8220;lanciare una guerra economica senza precedenti contro il nostro più importante fornitore di energia&#8221;. </p>



<p>Altro tema scottante, che ha allargato le distanze tra lei e la dirigenza di Die Linke, è il tema dell<strong>’immigrazione</strong>. Wagenknecht ha più volte puntato il dito contro l’eccessivo numero di stranieri nel Paese e contro le politiche di accoglienza propugnate dall’allora cancelliera<strong> Angela Merkel </strong>per le ragioni addotte nella già citata intervista al<em> Corriere</em>: “I problemi nascono quando sono in troppi ad arrivare e mancano le infrastrutture. L’altro punto critico è quando l’identità di alcune comunità di migranti si fonda sul rifiuto della cultura del Paese ospitante”.  Per tale presa di posizione, l’esponente della die Linke ricevette una torta in faccia da attivisti antifascisti nel 2016. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Alleanza Sahra Wagenknecht&nbsp;</strong></h2>



<p>Nel gennaio di quest’anno, appurate le fratture insanabili con i suoi colleghi di partito, Sahra Wagenknecht ha annunciato la fondazione di un nuovo soggetto politico, <em>Bündnis Sahra Wagenknecht</em>, con il contributo di 44 persone, quasi tutte provenienti dalla Die Linke. Durante la presentazione della piattaforma programmatica, la Wagenknecht ha detto di volersi rivolgere alle persone a basso reddito che non possono permettersi la casa <em>green</em> e  l’auto elettrica e che rifuggono dal politicamente corretto e dalla cultura <em>woke</em> per l’attuazione di un <strong>conservatorismo di sinistra</strong>.</p>



<p>Con queste parole Wagenknecht ha presentato la natura della sua creatura politica: “Credo che rappresentiamo e incarniamo semplicemente ciò che molti partiti non rappresentano più: conservatorismo illuminato nel senso di preservare le tradizioni, la sicurezza nelle strade e nei luoghi pubblici, ma anche posti di lavoro, assistenza sanitaria e pensioni. Il bisogno di sicurezza, pace e giustizia ha trovato una nuova casa politica con noi”.</p>



<p>Già nel 2021, Wagenknecht aveva pubblicato un libro dal titolo “Gli ipocriti”, un <strong>manifesto politico contro la sinistra neoliberale </strong>a cui rivolge l’accusa di aver abbandonate le istanze dei reietti e di aver abbracciato le cause delle élite occidentali. Secondo diversi osservatori, il saggio fu anche prodromico del connubio tra istanze sinistrorse e destrorse lanciato otto mesi fa e che scompagina le categorie classiche della scienza politica, almeno in Germania (in Europa c’erano già esperimenti simili come il M5S in Italia). </p>



<p>Secondo stimati politologi, la BSW ha riempito un vuoto che mancava e può avere una duplice funzione: entrare in competizione con l&#8217;estrema destra di <strong>Alternative für Deutschland, </strong>dato che si contendono lo stesso elettorato, oppure cooperare con altre forze politiche considerate del “sistema” &#8211; come parte dei vertici della CDU ha già ipotizzato dopo le elezioni regionali &#8211; dato che né Wagenknecht né i suoi colleghi hanno legami con un sottobosco di personaggi sotto sorveglianza dei servizi segreti come invece nel caso di Afd. Certamente, Sahra Wagenknecht farà parlare molto di sé in vista delle elezioni politiche previste per l’autunno 2025.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-sahra-wahgenknecht-la-rivoluzionaria-conservatrice-che-sconvolge-la-politica-tedesca.html">Chi è Sahra Wagenknecht, la rivoluzionaria conservatrice che sconvolge la politica tedesca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un flop dopo l&#8217;altro: la Sinistra liberal perde in tutta Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due immagini distinte mostrano lo stato di salute della Sinistra in Europa: da un lato quella del 30 gennaio scorso riferibili alle elezioni in Portogallo, in cui Antonio Costa e il suo Partito Socialista hanno vinto con la maggioranza assoluta dei seggi e il 41,38% dei voti; dall&#8217;altro, quella del 25 settembre scorso in cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html">Un flop dopo l&#8217;altro: la Sinistra liberal perde in tutta Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_FGR3624138-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due immagini distinte mostrano lo stato di salute della Sinistra in Europa: da un lato quella del 30 gennaio scorso riferibili alle <strong>elezioni in Portogallo</strong>, in cui <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-antonio-costa-il-nemico-numero-uno-dellausterita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Costa</a></strong> e il suo Partito Socialista hanno vinto con la maggioranza assoluta dei seggi e il 41,38% dei voti; dall&#8217;altro, quella del 25 settembre scorso in cui il <strong>Partito Democratico</strong> italiano è sceso al minimo storico di consensi (5,3 milioni di voti) e ottenuto solo il 19,07% dei suffragi.</p>



<p>Da un lato, una Sinistra che pur molto meno ideologica del passato ha pochi fari certi: <strong>lavoro, ambiente, sicurezza sociale</strong> e, nel caso di Costa, anche la forte retorica anti-austeritaria; dall&#8217;altro una Sinistra di potere, liberal e salvo poche eccezioni dedita preferibilmente al tentativo di demonizzazione dell&#8217;avversario piuttosto che a compiute riflessioni politiche. <strong>Enrico Letta</strong> ha contraddistinto la campagna elettorale sulla totale continuità e sulla rivendicazione di una superiorità morale rispetto agli avversari, da conseguire nei confronti del centrodestra e di <a href="https://it.insideover.com/politica/militanza-impresa-e-amministrazione-la-rete-della-classe-dirigente-di-fdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giorgia Meloni</a> per la dicotomia tra post-fascisti e sinceri democratici e verso <strong>Giuseppe Conte e il Movimento Cinque Stelle</strong> per la scelta di difendere fino all&#8217;ultimo Mario Draghi. Il risultato? Un disastro, con il Pd che è stato staccato di quasi 2 milioni di voti e sette punti percentuali da <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> ed è riuscito a rivitalizzare il Movimento Cinque Stelle consegnandogli la tutela degli emarginati, del lavoro, della sicurezza sociale.</p>



<p>La debacle del Pd segue di pochi mesi l&#8217;ennesimo flop del <strong>Partito Socialista francese</strong> che alle presidenziali ha candidato il sindaco di Parigi Anne Hidalgo legittimando una retorica che lo vuole lontano dall&#8217;animo popolare e che si è trovato egemonizzato da <strong>Jean-Luc Mélenchon e dalla sua Nuova Unione Popolare (Nupes) </strong>fortemente radicale nel successivo voto parlamentare.</p>



<p>Per la Sinistra liberal che &#8220;mima&#8221; le dinamiche culturali del Partito Democratico americano e si fa portavoce delle istanze delle élite urbane, dei professionisti e di quelle che in Italia vengono  chiamate le &#8220;Zone a traffico limitato&#8221; la fase attuale è di forte regresso politico, ideologico, financo culturale. Di fronte all&#8217;ascesa di sacche di elettorato di protesta prima, sovranista poi e infine conservatore in diversi Paesi la scelta di molte formazioni  è stata quella del trinceramento nei ridotti urbani, mentre fuori da questo trend le forze della Sinistra che hanno vinto si sono dimostrate capaci di maggior <strong>vocazione interclassista</strong>, come hanno dimostrato Costa e Mélenchon, cercando di conquistare sacche elettorali nelle classi popolari.</p>



<p>Poco prima della sconfitta del Pd in <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-svezia-la-destra-in-rimonta-sogna-il-governo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Svezia a perdere nonostante il primo posto</a></strong> è stato il <strong>Partito Socialdemocratico,</strong> che ha visto la sua coalizione minoritaria rispetto a quella ungherese guidata nei sondaggi dai Democratici Svedesi, alleati di Fratelli d&#8217;Italia; a fine 2021 <strong>Klara Dobrev</strong>, candidata di Coalizione Democratica che in Europa è col Pd nel gruppo dei Socialisti e Democratici, non è riuscita a sconfiggere in Ungheria il centrista cattolico <strong>Peter Marki-Zay</strong> nelle primarie per la scelta dell&#8217;avversario di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban</a></strong> da parte dell&#8217;opposizione unita, poi travolta da Fidesz nel voto di aprile. In precedenza, dall&#8217;Andalusia erano arrivate pessime notizie anche per il ben più spigliato <strong>Partito Socialista Spagnolo, </strong>battuto alle elezioni regionali in una roccaforte rossa di Spagna dal Partito Popolare. E anche in Slovenia il partito <strong>Socialdemocratici &#8211; Sinistra Unita</strong> non ha toccato palla al voto d&#8217;aprile.</p>



<p>Per il Partito Socialista Europeo il 2022 è stato segnato dunque da grandi sconfitte nella sua componente tradizionalmente maggioritaria, in una fase che vede in vari contesti i partiti del campo liberal assediati da più fronti: da un lato, dalle sirene centriste neo-macroniane; dall&#8217;altro, dal radicalismo delle proposte di sindacati, organizzazioni collettive, partiti minori che vogliono rendere strutturale una svolta già verificatasi in <strong>Grecia, ove la radicale Syriza</strong> è diventata punto di riferimento del campo laburista e progressista. L&#8217;antica <strong>Sinistra di popolo, </strong>ovunque, non ha saputo mediare le prospettive socialdemocratiche con la gestione del vincolo esterno europeo e atlantico, la necessità di gestire il potere nell&#8217;era della globalizzazione e il rapporto con le sfere d&#8217;influenza internazionali. Il risultato è stato una serie di partiti-fotocopia in larga parte appiattiti sulla difesa a-critica della globalizzazione, sulla cosmesi dei diritti civili in luogo di quelli sociali e sulla difficoltà <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel leggere i segni dei tempi  per costruire una socialdemocrazia moderna.</a></p>



<p>Nella loro maggior tenacia ideologica, leader più nettamente popolari come Costa e Mélenchon interpretano di fatto l&#8217;era iper-politica, non nella mobilitazione ma nella retorica e nelle mosse richieste ai decisori, in cui viviamo ora e spostano la discussione sul terreno valoriale più di quanto la rivendicazione di autenticità dei partiti tradizionali possa fare. In Italia, fenomeni come <a href="https://www.true-news.it/politics/ambiente-pacifismo-welfare-segreto-rimonta-conte-paolo-mossetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il nuovo <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> tutto ambiente, welfare e pacifismo </a>uniscono tradizione progressista e nuovo populismo, creando un mix a cui il Pd non reagisce se non con malcelata alterigia. Tutti segni di un cambio di paradigmi e coordinate che la Sinistra liberal non ha saputo intercettare in un mondo in cui la domanda di sicurezza (economica, energetica, ambientale, sociale e via dicendo) è aumentata esponenzialmente e su cui in tutta Europa, Italia compresa, le formazioni a lungo rappresentanti delle classi popolari non hanno saputo riflettere attivamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-dopo-laltro-la-sinistra-liberal-perde-in-tutta-europa.html">Un flop dopo l&#8217;altro: la Sinistra liberal perde in tutta Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La svolta della Colombia: una spina nel fianco per gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 18:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra latinoamericana]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-2048x1394.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vittoria di Gustavo Petro in Colombia è una spina nel fianco per gli Stati Uniti. Non tanto o non solo per la portata simbolica del trionfo dell&#8217;ex guerrigliero di sinistra in un Paese dilaniato da un lungo conflitto civile e dalla grande frammentazione interna, quanto se non soprattutto per le sue concrete implicazioni strategiche. Il campesino Petro è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html">La svolta della Colombia: una spina nel fianco per gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYF-7nfoTC8GJqeSuDjE_ANSA-2048x1394.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La vittoria di <strong>Gustavo Petro </strong>in Colombia è una spina nel fianco per gli Stati Uniti. Non tanto o non solo per la portata simbolica del trionfo dell&#8217;ex guerrigliero di sinistra in un Paese dilaniato da un lungo conflitto civile e dalla grande frammentazione interna, quanto se non soprattutto per le sue concrete implicazioni strategiche.</p>
<p>Il <em>campesino </em>Petro è il vero e proprio intruso nel cortile di casa della superpotenza. Di cui per la prima volta viene violata da una forza politica non allineata a Washington il giardino meglio curato, la Colombia qualificata come alleato primario nella regione. Bastione militare degli States, incardinato tra gli alleati maggiori fuori dalla Nato per la superpotenza, ma in particolare <strong>esempio da seguire </strong>additato come modello al resto del continente.</p>
<p>Nella narrazione degli Usa, nell&#8217;ultimo trentennio la Colombia è sempre stata definita, assieme al Cile, l&#8217;alunno disciplinato da indicare al resto della classe come modello da seguire: ha eletto guide politiche moderate, si è accodata al trend della globalizzazione, ha sempre negoziato relazioni proficue con il sistema economico e politico a guida statunitense. In entrambi i casi mitigando le notevoli disparità interne con un livello di stabilità democratica e di sviluppo economico maggiore del resto dell&#8217;America Latina. Negli anni più duri del contrasto con il caudillismo del &#8220;Socialismo del XXI secolo&#8221; teorizzato da leader come <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-hugo-chavez.html" target="_blank" rel="noopener">Hugo Chavez</a> </strong>ed Evo Morales mai Colombia e Cile sono state ritenute in grado di cedere all&#8217;onda rossa del sovranismo di sinistra. Ebbene, oggigiorno sono proprio questi due Paesi a esprimere la discontinuità: come la vittoria di <strong>Gabriel Boric</strong> in Cile quella di Petro in Colombia, in un certo senso, è ancora più pericolosa per Washington perchè avviene in un sistema ritenuto blindato per la liberaldemocrazia.</p>
<p>Astuto economista, ex sindaco di Bogota (2012-2015) e in passato membro del gruppo di guerriglia urbana M-19 Petro ha dribblato nell&#8217;ultimo decennio le accuse di identificazione tra la sua visione di sinistra, aperta all&#8217;emancipazione sociale, ambientalista e anti-liberista con quella del vicino Venezuela, da lui attaccato come &#8220;Repubblica delle banane&#8221;. La sua non è una <strong>Sinistra neo-castrista o terzomondista, </strong>ma una genuina espressione della società nazionale, come quella di Boric in Cile che ha chiuso la lunga eredità del regime di Augusto Pinochet. <a href="https://www.radiopopolare.it/blog/la-storica-vittoria-delle-sinistre-colombiane/" target="_blank" rel="noopener">Una visione politica, nota </a><em>Radio Popolare, </em>&#8220;con solide radici nelle lotte per la difesa della terra e dei popoli indigeni e contro la corruzione e il narcotraffico&#8221;. In sostanza, dunque, &#8220;la sinistra dei movimenti di base e contadini che in Colombia è stata sempre schiacciata dalla guerra civile tra l’esercito e le varie guerriglie pagando un prezzo altissimo in vite umane&#8221;.</p>
<p>Il “Pacto Historico” di Petro, che ha vinto al ballottaggio per meno di un punto percentuale, è rappresentato anche dalla sua compagna di ticket, la prossima vicepresidente <strong>Francia Màrquez</strong>. Petro e Marquez sono figli della Colombia delle due coste, pacifica e caraibica, in cui si chiede discontinuità e una fine delle tensioni che da tempo separano istituzioni e campesinos, ricchi e meno abbienti, città e campagna. Gli Usa si accorgono, inaspettatamente, di non aver capito la mutazione di un Paese ritenuto fratello in cui per lungo tempo il potere politico è stato concentrato tra Bogotà e Medellìn, nella parte interna del Paese, in mano ai discendenti dei colonizzatori spagnoli. Un Paese ritenuto oasi di stabilità, presidio sull&#8217;area circostante il Canale di Panama di primario interesse Usa e laboratorio per operazioni strutturate come quelle contro il narcotraffico e la messa in pratica dei principi della liberalizzazione dei mercati nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>La maggioranza della popolazione in un Paese spaccato vuole discontinuità. In forma credibile e pragmatica, ma la chiede. Petro, scrive <em>Domani, </em>vuole &#8220;porre fine alla guerra fredda con il vicino Venezuela (i due paesi sono praticamente senza relazioni diplomatiche), anche perché la Colombia è stata invasa da due milioni di profughi dal regime di Maduro; e soprattutto vuole rivedere alcuni capisaldi del rapporto con gli Stati Uniti, soprattutto in materia di lotta al narcotraffico&#8221;, due capisaldi che sono <strong>realistici </strong>e ancor più dell&#8217;esperienza del &#8220;Socialismo del XXI secolo&#8221; aprono a uno scenario inedito. Ovvero quello di un&#8217;America Latina che guida il distacco dai desiderata di Washington a partire dai Paesi ritenuti tradizionalmente più stabili, per di più quando negli Usa il potere è detenuto dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-democratico-americano.html">Partito Democratico</a>, ritenuto meno ostile di quello <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html">Repubblicano</a> verso le sinistre sovraniste dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Segno che una fase dei rapporti tra gli Usa e i suoi alleati più vicini geograficamente e politicamente si è forse guastato per sempre. Per disinteresse prima ancora che per strappi conclamati. Petro, come Boric, incardina un&#8217;alternativa alla posizione allo stretto allineamento agli Usa più credibile di quella intrisa di revanscismo dei tribuni populisti di inizio secolo. E proprio per questo motivo disegna uno scenario ancora più complesso e imprevedibile per Washington. In attesa della madre di tutte le battaglie: la sfida in Brasile tra il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jair-bolsonaro-brasile.html">Jair Bolsonaro</a> e un redivivo e combattivo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-luiz-inacio-lula-da-silva.html">Lula.</a> Pronto a chiudere il cerchio del ritorno della sinistra al potere nell&#8217;America del Sud.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-della-colombia-una-spina-nel-fianco-per-gli-usa.html">La svolta della Colombia: una spina nel fianco per gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ora Mélenchon dà vita ai &#8220;grillini&#8221; di Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/ora-melenchon-da-vita-ai-grillini-di-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 05:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra radicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jean Luc Mélenchon è reduce da un risultato che ha fatto parlare di sé (il terzo posto con cui ha sfiorato il ballottaggio nel doppio turno) ed ora vuole aggregare l&#8217;intera gauche per dare vita ad un cartello elettorale unitario per le prossime elezioni legislative. Per convincere i Verdi ma anche quel che è rimasto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/ora-melenchon-da-vita-ai-grillini-di-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/ora-melenchon-da-vita-ai-grillini-di-francia.html">Ora Mélenchon dà vita ai &#8220;grillini&#8221; di Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30540948-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Jean Luc Mélenchon</strong> è reduce da un risultato che ha fatto parlare di sé (il terzo posto con cui ha sfiorato il ballottaggio nel doppio turno) ed ora vuole aggregare l&#8217;intera <em>gauche</em> per dare vita ad un cartello elettorale unitario per le prossime elezioni legislative.</p>
<p>Per convincere i <strong>Verdi</strong> ma anche quel che è rimasto del Partito socialista, l&#8217;ex candidato all&#8217;Eliseo sta spingendo sui temi forti che gli hanno garantito il consenso elettorale dei giovani, oltre a quello di parte del ceto medio transalpino: ecologia assoluta, certo, ma anche aumento del salario minimo ed abbassamento dell&#8217;età pensionabile.</p>
<p>Già nel programma elettorale dello scorso turno, Mélenchon aveva insistito sull&#8217;<strong>assistenzialismo</strong>, proponendo l&#8217;istituzione di una sorta di reddito di cittadinanza per gli universitari senza lavoro ma in possesso di titoli riconosciuti pari a circa 1100 euro, cioè una quota oltre la soglia di povertà. Il leader della <em>France Insoumise</em>, con ogni probabilità, riuscirà nel suo intento ed allargherà le maglie della sua formazione, compattando quel che per ora è rimasto fuori da <em>LFI</em>.</p>
<p>Il <strong>populista di sinistra</strong> parte del resto da una posizione di vantaggio che deriva dal fatto di essere <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-melenchon-punta-allopa-sulla-sinistra-francese-e-non-solo.html">l&#8217;unico fenomeno politico a sinistra rimasto in piedi:</a> il partito ambientalista francese, a parte qualche eccezione amministrativa come nel caso di Lione, dove amministra l&#8217;ambientalista Gregory Doucet, non ha sfondato, mentre il Ps, dopo il tonfo del sindaco di Parigi Anne Hidalgo che è seguito alla disfatta di Benoit Hamon di cinque anni fa, sembra ormai disposto ad abbracciare la causa della &#8220;gauche quinoa&#8221; (come vengono chiamati i melenchoniani) pur di non scomparire del tutto.</p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/04/27/news/francia_le_pen_punta_alla_maggioranza_in_parlamento_con_le_elezioni_legislative_sinistra_divisa-347064200/">Come fatto presente</a> su <em>Repubblica</em>, Mélenchon ha stilato un elenco che è composto da dodici priorità. Sulla base di quel documento, tutta la <strong>sinistra</strong> è chiamata ad accettare o meno la proposta che potrebbe comportare una reunion indirizzata alla seconda settimana di giugno, quando i francesi voteranno i loro rappresentanti presso l&#8217;Assemblea legislativa. Con molta difficoltà Emmanuel Macron sceglierà un premier di sinistra in un ottica di coabitazione ma è certo come la <em>France Insoumise</em> abbia costretto il presidente uscente a basare i suoi ultimi quindici giorni di campagna elettorale per le presidenziali sull&#8217;agenda che Mélenchon ha imposto. Le legislative sono elezioni differenti ma la sinistra francese, almeno quella anti-sistema vuole continuare a svolgere la funzione di &#8220;perno&#8221;. E quella sistemica, cioè Ps e Verdi, sembra aver capito come quello de LFI sia l&#8217;unico treno disponibile.</p>
<p>Risulta difficile non notare le somiglianze del progetto transalpino con il <strong>MoVimento 5 Stelle</strong> italiano: pur provenendo da storie molto diverse, il <em>left wing populism</em>, ossia il populismo di sinistra, sta centrando la sua azione su cavalli di battaglia molto simili, a prescindere dal contesto nazionale di riferimento. Prova ne sia, oltre alla redditualità universale, la presa di posizione di Mélenchon sulla guerra scatenata da Vladimir Putin in Ucraina: anche Giuseppe Conte, da capo grillino, ha preso le distanze della narrativa filo-atlantica dei Dem, iniziando a sgomitare per l&#8217;invio delle cosiddette armi pesanti e connotandosi, seppur in maniera meno marcata rispetto a LFI, come un critico delle scelte intraprese dal blocco occidentale.</p>
<p>Non a caso lo scrittore <strong>Michel Houellebec</strong>, che continua a connotare Emmanuel Macron come un presidente della Repubblica di sinistra, ha parlato di due sinistre incompatibili in una recente disamina apparsa su <em>Der Spiegel</em>. Una differenziazione che dipenderebbe pure dalla base sociale, con i ricchi impegnati a votare per En Marche! ed il ceto medio concentratosi invece sulla &#8220;Francia indomita&#8221;. Un fenomeno già noto negli Stati Uniti, dove tuttavia Bernie Sanders e Joe Biden continuano, per via della tradizione bipartitica, a militare nel medesimo schieramento. La sensazione è che la &#8220;nuova sinistra&#8221; stia definitivamente mettendo le sue radici in Europa.</p>
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		<title>Ora Mélenchon punta all&#8217;opa sulla sinistra francese (e non solo)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ora-melenchon-punta-allopa-sulla-sinistra-francese-e-non-solo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 06:12:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jean Luc Mélenchon è reduce da un risultato che può rappresentare la base di una prospettiva. La France Insoumise ed il suo leader sono andati ad un passo dal secondo turno del double ballot, dimostrando come la sinistra massimalista possa puntare ad essere maggioritaria. Normale, dunque, che adesso Mélenchon si prepari ad una vera e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-melenchon-punta-allopa-sulla-sinistra-francese-e-non-solo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-melenchon-punta-allopa-sulla-sinistra-francese-e-non-solo.html">Ora Mélenchon punta all&#8217;opa sulla sinistra francese (e non solo)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429080609102_7d7a74294c1638e028c804b0fb8a930f-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Jean Luc Mélenchon</strong> è reduce da un risultato che può rappresentare la base di una prospettiva. La <em>France Insoumise</em> ed il suo leader sono andati ad un passo dal secondo turno del <em>double ballot,</em> dimostrando come la sinistra massimalista possa puntare ad essere maggioritaria.</p>
<p>Normale, dunque, che adesso Mélenchon si prepari ad una vera e propria <strong>opa</strong> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/sinistra-radicale-gioisce-m-lenchon-italia-esperimento-2025925.html">su tutto quel che rimane della sinistra francese</a>, considerando lo spostamento a destra di Emmanuel Macron che non è più il leader post-socialista di cinque anni fa, bensì un presidente della Repubblica centrista, post-ideologico ed in grado di attrarre tanto i consensi dei cittadini di centrosinistra quanto quelli dei cittadini di centrodestra, e la scomparsa del Partito socialista.</p>
<p>La &#8220;gauche quinoa&#8221; &#8211; com&#8217;è stata ribattezzata la base elettorale di Mélenchon &#8211; può contare soprattutto sui giovani universitari e post-universitari. La stratigrafia elettorale immortala un dato che rischia di sfuggire ma che è essenziale per comprendere da che parte potranno andare i francesi nei prossimi anni: le giovani generazioni, una volta entrate nel mondo del lavoro, tendono a votare per i partiti populisti (Marine Le Pen ha battuto Macron in questa specifica fascia nel secondo turno, seppur di poco) ed anti-sistema. Quelli in grado di promettere uno stravolgimento delle logiche esistenti. Il che si riflette pure in chiave geopolitica: la posizione dei lepenisti e della <strong>sinistra massimalista</strong> sulla guerra in Ucraina non è così difforme.</p>
<p>La sensazione è che le motivazioni dei giovani (quelli che tra i 18 ed i 24 anni hanno preferito l&#8217;inqulino dell&#8217;Eliseo) cambino con la scoperta di non vedere riconosciuti titoli ed esperienze a livello professionale. E Mélenchon, nel suo programma elettorale, aveva previsto anche una sorta di <strong>reddito di cittadinanza</strong> dedicato alla gioventù transalpina rimasta fuori dal mercato del lavoro: circa 1063 euro mensili. Una forma di assistenzialismo che servirebbe anche a placare la rabbia sociale giovanile.</p>
<p>Mélenchon ha basato la sua performance elettorale anche sui voti delle periferie e sulle preferenze delle persone di fede musulmana, compresi gli <strong>imam radicali</strong> che hanno voluto pronunciarsi in pubblico sulle loro scelte elettorali. Se i cattolici, in specie quelli tradizionalisti, vedono la <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-o-le-pen-dove-andranno-i-voti-di-melenchon.html"><em>France Insoumise</em></a> come un passo nel baratro per l&#8217;identità francese, buona parte dei migranti di seconda e terza generazione, che non hanno alcun tipo di problema a sostenere la necessità di una società sempre più multiculturale, pensano che Mélenchon possa essere la soluzione alla rabbia sociale che attraversa la Francia profonda e non solo. E questi sono soltanto alcuni motivi del perché Mélenchon possa essere considerato un leader prospettico.</p>
<p>Nel mese di giugno, in Francia, si terranno le elezioni per eleggere l&#8217;assemblea legislativa. Un appuntamento fondamentale soprattutto per Macron: se En Marche! non dovesse conquistare la maggior parte dei seggi, il prossimo governò sarà costretto quantomeno ad una coabitazione. E Mélenchon, dopo il risultato del primo turno delle presidenziali, vuole estendere il suo bacino elettorale &#8211; così come ripercorso dall&#8217;<em>Agi</em> &#8211; dando vita ad un <strong>cartello elettorale</strong> che racchiuda tutte le sinistre d&#8217;Oltralpe, siano esse operaiste, ecologiste, socialiste e così via.</p>
<p>Mélenchon non deve per forza di cose arrivare primo alle legislative: gli basta svolgere la stessa funzione di &#8220;ago della bilancia&#8221; &#8211; come lo ha definito <em>Le Figaro</em> &#8211; che ha già ricoperto alle presidenziali, obbligando Macron ad affrontarlo sul suo stesso terreno. Il presidente della Repubblica francese, per l&#8217;intera durata della campagna elettorale del secondo turno, non ha fatto altro che parlare di <strong>ecologia</strong>, arrivando pure a promettere l&#8217;istituzione di un ministero apposito.</p>
<p>Sarà interessante comprendere se e come in Europa la sinistra populista, perché di questo parliamo quando parliamo della <em>France Insoumise</em>, vorrà provare ad imitare Mélenchon. Per ora questo fenomeno politico resta circoscritto sul piano nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ora-melenchon-punta-allopa-sulla-sinistra-francese-e-non-solo.html">Ora Mélenchon punta all&#8217;opa sulla sinistra francese (e non solo)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macron o Le Pen: dove andranno i voti di Mélenchon?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-o-le-pen-dove-andranno-i-voti-di-melenchon.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 10:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra radicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jean-Luc Mélenchon si è confermato e migliorato a cinque anni di distanza dalle presidenziali del 2017, in cui il suo risultato lo aveva portato ad essere il quarto candidato più votato di Francia: nel voto di domenica il tribuno della Sinistra radicale si è classificato terzo alle elezioni presidenziali dopo Emmanuel Macron e Marine Le Pen, sfiorando l&#8217;accesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-o-le-pen-dove-andranno-i-voti-di-melenchon.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220411120443711_e836aa591445e91779ceabb0ab706cbe-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Jean-Luc Mélenchon </strong>si è confermato e migliorato a cinque anni di distanza dalle presidenziali del 2017, in cui il suo risultato lo aveva portato ad essere il quarto candidato più votato di Francia: nel voto di domenica il tribuno della Sinistra radicale si è classificato terzo<a href="https://it.insideover.com/politica/le-pen-pecresse-zemmour-lultimo-atto-della-guerra-tra-le-destre-francesi.html"> alle <strong>elezioni presidenziali </strong>dopo Emmanuel Macron e Marine Le Pen,</a> sfiorando l&#8217;accesso al ballottaggio al termine di una rimonta considerevole che lo ha portato a ricompattare la <strong>Gauche </strong>alle sue spalle. <strong>7,6 milioni di voti </strong>e il 21,95% dei consensi, una crescita di 600mila preferenze e una rimonta nell&#8217;ultimo mese non sono stati sufficienti a portarlo al ballottaggio, ma hanno indubbiamente un peso differente rispetto al risultato del 2017.</p>
<p>Allora Mélenechon appariva il portavoce di una sinistra più tradizionale, un catalizzatore dei voti di un Partito Socialista in caduta libera forte del suo ascendente personale ma privo di una vera struttura partitica alle sue spalle. <strong>La France Insoumise, </strong>la sua creatura di sinistra, raccolse infatti consensi residuali all&#8217;Assemblea Nazionale e buona parte dei consensi rientrarono sull&#8217;alveo tradizionale del centro-sinistra o addirittura finirono al partito di Macron, <strong>La Republique En Marche, </strong>nel ballottaggio e nel voto parlamentare. Oggi la situazione è differente: tramontata la Gauche tradizionale, Mélenchon si è rafforzato con la traversata del deserto dell&#8217;<strong>era dei Gillet Gialli, </strong>ha superato una sconfitta alle elezioni europee del 2019, ha voluto catalizzare un elettorato più liquido ma, paradossalmente, più facilmente mobilitabile. Nella sua visione del mondo, infatti, oggi predominano sostanzialmente tre retoriche: un appello a <strong>giovani, studenti </strong>e progressisti vecchio stampo, attratti dal trittico formato da ambientalismo, diritti civili e prospettive economiche di rilancio; elettori non ideologizzati ma preoccupati da carovita, inflazione e scollamento tra centro e periferie; elettori delle periferie urbane ed esistenziali del Paese, come testimoniato dalla supremazia di Mélenchon in contesti come la Guyana e le residue componenti dell&#8217;impero coloniale francese trasformate in dipartimenti d&#8217;oltremare.</p>
<p>Ora la grande partita è capire come si indirizzerà l&#8217;elettorato di Mélenchon al secondo turno. Il candidato-guida della sinistra non ha dato un&#8217;esplicita indicazione di voto al presidente uscente, sottolineando però che <strong>&#8220;nessun voto deve andare all&#8217;estrema destra&#8221;</strong>. &#8220;Il duello Macron-Le Pen si annuncia serrato&#8221;, scrive <em>Le Figaro,</em> all&#8217;indomani del primo turno delle elezioni presidenziali, evidenziando come il popolo di Mélenchon sarà l&#8217;arbitro del ballottaggio che si terrà domenica 24 aprile. Il giornale evidenzia che i primi sondaggi realizzati dopo i risultati del primo turno danno Macron vincitore, ma di poco, ovvero con una forchetta compresa fra il 51 e il 54%. Stessa visione per <em>Le Monde, </em>sottolineando che dietro di fronte <a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/le-pen-macron-eliseo-nato/" target="_blank" rel="noopener">a un <strong>Macron </strong>che non è riuscito ancora a completare il <strong>fronte repubblicano </strong>contro una Le Pen sfidante più ostica rispetto al 2017</a> &#8220;si trova il caos politico&#8221;. Dovuto proprio al fatto che molti voti per Mélenchon saranno in libera uscita. Molti dei partiti a cui il tribuno della sinistra radicale ha strappato voti, dal verde Jaddot alla socialista Hidalgo, hanno dato un endorsement esplicito, Mélenchon non ancora complice il fatto che per il ballottaggio la sua base elettorale è divisa.</p>
<p><iframe class="flourish-embed-iframe" style="width: 100%; height: 600px;" title="Interactive or visual content" src="https://flo.uri.sh/visualisation/9358872/embed" frameborder="0" scrolling="no" sandbox="allow-same-origin allow-forms allow-scripts allow-downloads allow-popups allow-popups-to-escape-sandbox allow-top-navigation-by-user-activation"></iframe></p>
<p><a href="https://www.affaritaliani.it/esteri/elezioni-presidenziali-francia-ballottaggio-macron-le-pen-analisi-790418_pg_2.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Mélenchon&#8221;, nota <em>Affari Italiani</em></a><em>,</em> parla &#8220;a un elettorato per certi versi simile a quello di Le Pen&#8221; che agli elettori tradizionalmente di sinistra e ai giovani universitari somma &#8220;persone arrabbiate per la presidenza Macron e con attenzione al tema del potere d&#8217;acquisto. Elettori che potrebbero intravedere continuità proprio con Le Pen, più che con Macron, in vista del secondo turno&#8221;, tanto che <strong>un terzo dei voti di Mélenchon </strong>potrebbero indirizzarsi proprio sulla leader sovranista. Cosa non<a href="https://it.insideover.com/politica/le-pen-caccia-dei-voti-melenchon.html"> accaduta nel 2017</a>. Non a caso &#8220;nei suoi comizi, Melenchon si è sovente rivolto in modo dialogante agli elettori di estrema destra, definiti arrabbiati ma non fascisti&#8221;. A queste parole Le Pen ha strizzato l&#8217;occhio parlando al suo elettorato e sperando di unire le forze con una quota dei votanti del rivale di sinistra, sottolineando che il ballottaggio del 24 &#8220;sarà una scelta di società e anche di civiltà, una scelta tra due visione opposte del paese: o la divisione e il disordine, o il raduno intorno alla giustizia sociale&#8221;.</p>
<p>La sfida per il trono repubblicano di Francia è aperto. E a deciderla sarà più la somma di decisioni individuali di votanti di Mélenchon che la somma di elettori di altri schieramenti, già ben incanalati: appare difficile immaginare voti travasati da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-eric-zemmour-ideologo-del-sovranismo-francese.html" target="_blank" rel="noopener">Eric Zemmour</a> </strong>a Macron o voti di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valerie-pecresse.html" target="_blank" rel="noopener">Valerie Pécresse</a> </strong>e Anne Hidalgo che passino su Macron. La grande incognita si chiama Mélenchon. Il quale si chiama fuori, critica Le Pen ma senza dare assist a Macron, mantenendo un obiettivo chiaro: costringere gli altri partiti di sinistra a sostenerlo alle elezioni parlamentari di maggio, imporre a un Macron che ritiene vincitore designaot quantomeno un pareggio e portarlo alla <strong>coabitazione di governo. </strong>Una sfida per la quale è disposto a vedere anche emergere una presidenza Le Pen non dando assist espliciti all&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo. E che rispetto al 2017 guarda più in prospettiva, alla creazione di un&#8217;alternativa politica di sistema.</p>
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		<title>La sinistra francese è senza pace e rischia l&#8217;irrilevanza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-francese-e-senza-pace-e-rischia-lirrilevanza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 06:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Sinistra francese ha visto rapidamente spegnersi il fuoco di paglia acceso nelle ultime due elezioni amministrative, nel 2020 e nel 2021, dalla buona prestazione del Partito Socialista e di altre formazioni della Gauche d&#8217;Oltralpe e in vista delle elezioni presidenziali è sempre più probabile una sua sostanziale irrilevanza. Anne Hidalgo, sindaca socialista di Parigi e candidata presidenziale del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-francese-e-senza-pace-e-rischia-lirrilevanza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-francese-e-senza-pace-e-rischia-lirrilevanza.html">La sinistra francese è senza pace e rischia l&#8217;irrilevanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220110073417217_331982fa5929a89e3ffa8532c7d60a3c-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Sinistra francese </strong>ha visto rapidamente spegnersi il fuoco di paglia acceso nelle ultime due elezioni amministrative, nel 2020 e nel 2021, dalla buona prestazione del Partito Socialista e di altre formazioni della <strong>Gauche d&#8217;Oltralpe </strong>e in vista delle elezioni presidenziali è sempre più probabile una sua sostanziale irrilevanza.</p>
<p>Anne Hidalgo, sindaca socialista di Parigi e candidata presidenziale del partito che fu di <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/italia-francia-brigate-rosse-anni-piombo-terrorismo.html" target="_blank" rel="noopener">François Mitterrand</a>, ha recentemente provato a giocare la carta della <strong>candidatura unica </strong>tra la sua formazione, i<a href="https://it.insideover.com/ambiente/viaggio-tra-i-partiti-verdi-che-dilagano-in-tutta-europa-tranne-che-in-italia.html"> Verdi (più spostati a sinistra in Francia rispetto che in Germania),</a> la coalizione <strong>La France Insoumise </strong>del vecchio leone Jean-Luc Mélenchon e il Partito Comunista per provare a invertire un trend complesso. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-di-zemmour-per-legemonia-nella-destra-francese.html">La Francia si <strong>sposta a destra, </strong>Emmanuel Macron</a> con destrezza prova a occupare lo spazio dialettico aperto dall&#8217;ascesa di candidati come  <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-eric-zemmour-ideologo-del-sovranismo-francese.html">Eric Zemmour</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valerie-pecresse.html">Valerie Pecresse</a> e dalla presenza di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html">Marine Le Pen</a> come eterna sfidante e a sinistra gli spazi narrativi e politici si chiudono. La proposta della Hidalgo, in questo contesto, ha subito una sonora bocciatura dagli altri partiti di sinistra, ancora memori di quanto la formazione storica della Gauche francese sia stata la loro principale avversaria ai tempi della presidenza di François Hollande e della <strong>Grande Recessione</strong>.</p>
<p>La sinistra istituzionale francese non è sopravvissuta a livello nazionale al terremoto dell&#8217;ascesa di Macron e al vero e proprio disastro con cui, tra scandali, emergenza terrorismo subordinazione in Europa alla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html"><strong>Germania di Angela Merkel</strong> </a>e proteste interne la presidenza Hollande si avvitò tra il 2016 e il 2017. Mélenchon ha tenuto alti gli onori della Sinistra radicale alle presidenziali del 2017, quarto con poco meno del 20% dei voti a poca distanza dalla Le Pen seconda, ma la sua è stata piuttosto una corsa solitaria. A cento giorni dalle elezioni, Mélenchon è dato attorno al 10% e complessivamente la sua coalizione, i Verdi e i Socialisti si posizionerebbero poco sopra il risultato raggiunto da Mélenchon nel 2017 oggigiorno, col 21% dei voti complessivi.</p>
<p>Un voto di minoranza che, sommato a quello di alcune liste minori, potrebbe però teoricamente portare la sinistra a costruire il <strong>primo o secondo cartello elettorale </strong>e a sorpassare una destra maggioranza nel Paese ma divisa oggigiorno <a href="https://it.insideover.com/politica/spacca-il-fronte-sovranista-zemmour-puo-fare-il-gioco-dei-gollisti-in-francia.html">tra tre candidati tra il 16 e il 17% delle intenzioni di voto</a> per accedere al ballottaggio contro Macron. Ipotesi più facile a dirsi che a farsi, dato che la Gauche appare subire, oggigiorno, una <strong>subalternità politico-culturale </strong>nei temi tanto alla destra quanto alla figura di Macron. Sul primo fronte, la Sinistra pare aver dimenticato, eccezion fatta per un Mélenchon sempre timoroso però nelle sue uscite di prestare il fianco alla destra radicale, il conflitto tra Francia periferica e metropoli, le disuguaglianze, le problematiche sociali. Ha in larga parte rubricato a jacquerie il fenomeno dei Gillet Gialli, ha dato sponda al mito del <strong>politicamente corretto, </strong>ha cavalcato la cancel culture e scordato ogni premessa politica di valore strategico. Campionessa di questi errori è stata, da sindaco di Parigi, proprio la Hidalgo, che oggi col 4% potrebbe peggiorare il disastroso 6% del 2017 di Benoit Hamon che costò ai socialisti il risultato più deludente della loro storia alle presidenziali.</p>
<p>Sul secondo fronte, la Sinistra non sa come approcciarsi a Macron. Di fronte a un Presidente che si sposta, consapevolmente, sempre più nel campo della destra non riesce a dimenticare il <strong>peccato originale </strong>di averlo votato e, in fin dei conti, ritenuto un suo organico esponente. Al tempo stesso, lo considera il male minore di fronte all&#8217;avanzata della destra e, per questo, non incide nella critica. Anche in questo caso, specie nel periodo pandemico  Mélenchon fa storia a sé in larga misura, ma la sua natura di tribuno radicale e figura divisiva rende complesso estendere un discorso di questo tipo all&#8217;intero campo. <strong>Yannick Jadot, candidato Verde, </strong>ha ad esempio molto più di che spartire con la Hidalgo, ma al tempo stesso teme le <a href="https://www.france24.com/en/europe/20211208-french-socialist-hidalgo-calls-for-left-wing-primary-to-designate-one-presidency-candidate">primarie uniche per non doversi spingere troppo a favore della causa di eventuali vincitori radicali.</a></p>
<p>La Hidalgo parla dalla posizione più scomoda e attaccabile, ovvero da candidata di un partito sempre più in disarmo dopo i fasti del passato. Tuttavia la sua proposta è sicuramente l&#8217;unica, per quanto complessa, strada che la Gauche ha per continuare a esistere. Difficile pensare a una quota di voti pari alla sommatoria aritmetica dei consensi dei candidati, dato il rischio di perdere sostegno per strada in una fusione a freddo, ma qualora l&#8217;operazione riuscisse la sinistra francese dovrebbe trovare un nome capace di andare oltre gli steccati.</p>
<p>Intanto A metà dicembre, in vista di tale possibilità, <strong>Christiane Taubira</strong>, 69 anni, esponente storica del Partito Radicale della Sinistra originaria della Guyana Francese ha annunciato che potrebbe essere candidata alla presidenza della Repubblica alle elezioni di aprile e di voler sciogliere la riserva entro gennaio. Sondaggi preliminari la porrebbero, oggigiorno, all&#8217;8% dei consensi, e a favore della sua popolarità nel campo di riferimento giocano la sua assenza di compromessi in passato, che favoriscono oggigiorno la presa di consensi in un elettorato sempre più polarizzato. Tauriba è associata alle  posizioni esplicite prese  dando il nome alle leggi che consentirono il riconoscimento della tratta degli schiavi come crimine contro l’umanità (2001, governo Jospin) e il matrimonio per tutti (2013, presidenza Hollande). <a href="https://formiche.net/2021/12/destra-sinistra-francese-taubira-malgieri/">Nel 2016, ricorda <em>Formiche</em><em>,</em> &#8220;si allontanò dall’impegno politico</a> in dissenso anche con una parte della sinistra in ragione della forte opposizione alla riforma antiterrorismo sostenuta dal governo francese, che prevede la revoca della cittadinanza  per i condannati per terrorismo&#8221;.</p>
<p>Un nome forte, dunque, sicuramente definibile organica alla Gauche senza ambiguità. Ma anche per questa ipotesi unitaria la strada sembra stretta, complice la rivalità tra Tauriba, i Verdi e Mélenchon che rischia di causare un blocco generalizzato del dialogo. I più maliziosi ricordano che nel 2002 Taubira è stata associata a una divisione della sinistra francese: candidandosi alle presidenziali, <a href="https://ilmanifesto.it/a-sinistra-ce-una-candidata-in-piu-per-leliseo-scende-in-pista-toubira/">colse un 2,3% di voti essenziali</a> a escludere dal ballottaggio Lionel Jospin a favore di Jean-Marie Le Pen, e ora questo le viene rinfacciato. A testimonianza del fatto che nella sinistra francese c&#8217;è aria di <em><strong>redde rationem</strong></em>. La politica è anche fattore di tempi e modi da calcolare opportunamente, non mera sommatoria di consensi e intenzioni di voto. E per la sinistra transalpina i tempi sono stati calcolati male, innanzitutto, cercando di cavalcare l&#8217;era macroniana dopo il disastro di Hollande. Tanto che a metà 2021 <em>Liberation, </em>testata storica dell&#8217;area politica, arrivò a chiedersi malinconicamente a cosa fosse servito sostenere convintamente il presidente al ballottaggio contro la Le Ppen nel 2017. A furia di senni di poi, si avvicina un&#8217;altra elezione che rischia di radere al suolo la sinistra. Senza che realistiche possibilità di invertire il trend declinista appaiono all&#8217;orizzonte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-francese-e-senza-pace-e-rischia-lirrilevanza.html">La sinistra francese è senza pace e rischia l&#8217;irrilevanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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