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	<title>simulatore Archives - InsideOver</title>
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		<title>Presto un&#8217;unica rete per i simulatori degli F-35?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/presto-ununica-rete-per-i-simulatori-degli-f-35.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 08:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-35 caccia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal prossimo anno aumenteranno le tecnologie a disposizione dei piloti dei Lockheed Martin F-35, specialmente quelle relative alle esercitazioni al simulatore. L’azienda statunitense, infatti, si è posta l’obiettivo entro la fine del 2020 di far sì che sia possibile connettere in rete tra di loro tutti i simulatori di volo presenti negli Stati Uniti, così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/presto-ununica-rete-per-i-simulatori-degli-f-35.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="F-35 caccia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/F-35-Lightning-La-Presse-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dal prossimo anno aumenteranno le tecnologie a disposizione dei piloti dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/programma-f-35.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lockheed Martin F-35</strong></a>, specialmente quelle relative alle <strong>esercitazioni al simulatore</strong>. L’azienda statunitense, infatti, si è posta l’obiettivo entro la fine del 2020 di far sì che sia possibile <strong>connettere in rete </strong>tra di loro tutti i <strong>simulatori di volo</strong> presenti negli Stati Uniti, così da assicurare lo svolgimento in contemporanea delle esercitazioni. Ma se in un primo momento l&#8217;<strong>Aeronautica statunitense</strong> (Usaf, Us Air Force) è l&#8217;obiettivo diretto di Lockheed Martin nel futuro anche il Regno Unito avrà questa capacità, fungendo da trampolino per una sua potenziale estensione anche agli altri Paesi (tra cui l&#8217;<strong>Italia</strong>) che utilizzano il caccia multiruolo di quinta generazione. Lo scopo non è solo quello di aumentare l&#8217;interoperabilità tra le diverse aeronautiche, ma anche quello di ridurre i costi e permettere un addestramento dei piloti in scenari maggiormenti complessi in totale sicurezza.</p>
<h2>La prima fase di sperimentazione</h2>
<p>I primi test si svolgeranno nella <strong>base aerea di Nellis</strong>, Nevada, dove, da gennaio, i piloti dell’Usaf inizieranno l’ultima fase di sperimentazione del <strong>Distributed Mission Training</strong> (Dmt). Se tutto dovesse procedere per il meglio, allora i tecnici di Lockheed Martin inizieranno l&#8217;implementazione dell’hardware di tutti i simulatori dell’F-35 presenti negli Stati Uniti, che saranno collegati in un’unica rete capace di gestire –potenzialmente– un <strong>numero illimitato di connessioni</strong>, provenienti anche da migliaia di chilometri di distanza. A spiegare i prossimi passi è stato <strong>Chauncey McIntosh</strong>, vicepresidente di Lockheed per la formazione e la logistica del programma F-35, che ha spiegato, nel <a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/itsec/2019/12/04/coming-in-2020-a-new-technology-that-will-link-f-35-simulators-across-the-globe/">corso di un evento ad Arlington</a>, come le prove di connessione portate a termine abbiano dato ottimi risultati. Il passo avanti è importantissimo, specialmente perché in questo modo sarà possibile ovviare al limite fisico che per utilizzare in tempo reali più simulatori obbliga a portarli nello stesso luogo.</p>
<p>La capacità di connettere in tempo reale simulatori posti a distanza tra di loro e di assicurare la piena ed effettiva funzionalità, però, non sarà l’unica novità nel prossimo futuro. Gli ingegneri e i tecnici di Lockheed Martin stanno, infatti, lavorando allo sviluppo di un sistema che possa connettere anche i simulatori di altri aerei, collegando tra di loro gli F-35 con i caccia Lockheed Martin <strong>F-22 Raptor</strong> e<strong> F-16 Fighting Falcon</strong>, così come l’aereo da sorveglianza e preallarme <strong>Boeing E-3 Sentry</strong>. L’obiettivo è quello di assicurare lo svolgimento di esercitazioni al simulatore nel corso del quale vengono utilizzati i principali velivoli in uso all’Usaf, così da preparare al meglio i piloti alla vita operativa.</p>
<h2>I piani per il futuro</h2>
<p>In prima linea nello sviluppo di simulatori sempre più avanzati e capaci di interpretare e rappresentare i dati raccolti nelle diverse operazioni, ovviamente, ci sono gli Stati Uniti, guidati dal centro di ricerca dell’<strong>Aeronautica</strong> che ha chiesto un aumento dei fondi destinati allo sviluppo di software per collegare i diversi simulatori in uso alle varie forze armate. Al momento al Distributed Mission Training di Lockheed Martin l’Usaf ha affiancato il programma <a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/itsec/2016/11/30/air-force-to-invest-in-common-architecture-for-simulators/">Simulator Common Architecture Requirements and Standards</a> (<strong>Scars</strong>), con l&#8217;obiettivo di rendere le simulazioni di volo sempre più interconnesse e con un software capace di analizzare e rappresentare un’elevatissima quantità di dati inseriti. Il primo contratto per continuare lo sviluppo del programma dovrebbero arrivare nel 2020, seguendo alla <a href="https://www.bgov.com/spend/opportunities/detail#!/2555602/documents">richiesta</a> del 2018 inviata al <strong>Pentagono</strong> da <a href="https://news.bloomberglaw.com/federal-contracting/air-force-wants-a-contractor-to-link-its-training-simulators">900 milioni di dollari</a> per i prossimi 10 anni.</p>
<p>L’interesse delle industrie sembra elevato e la dimostrazione di ciò è la volontà di <strong>Lockheed Martin</strong> di connettere in un’unica e sicura rete i simulatori degli F-35. Il naturale proseguo dello sviluppo sarà la connessione con i software addestrativi degli altri aerei in uso all’Usaf, per poi continuare nell’integrazione con i simulatori in uso alle altre forze armate statunitensi. I pro superano di molto i contro, specialmente perché effettuare esercitazioni basati su scenari complessi potrebbe in futuro diventare meno dispendioso in termini economici e maggiormente sicuro, arrivando a simulare senza difficoltà anche conflitti su scala globale.</p>
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