<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Silicon Valley Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/silicon-valley/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/silicon-valley</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Mar 2023 14:26:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Silicon Valley Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/silicon-valley</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Non solo Svb: tutti i flop del modello California</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/non-solo-svb-tutti-i-flop-del-modello-california.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=390193</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-1024x596.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-1536x894.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-2048x1191.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La California è per molti osservatori degli Stati Uniti il &#8220;paradiso&#8221; liberal, terra di diritti, sviluppo, innovazione, creazione del futuro. Il Golden State, primo per popolazione negli Stati Uniti, a novembre complice la crisi energetica della Germania e i venti recessivi su Berlino ha superato quest&#8217;ultima come Pil e, presa singolarmente, sarebbe la quarta economia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/non-solo-svb-tutti-i-flop-del-modello-california.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/non-solo-svb-tutti-i-flop-del-modello-california.html">Non solo Svb: tutti i flop del modello California</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-1024x596.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-1536x894.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331160727231_e397821e7986106b8ba1332eeb6ae199-2048x1191.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>California</strong> è per molti osservatori degli Stati Uniti il &#8220;paradiso&#8221; liberal, terra di diritti, sviluppo, innovazione, creazione del futuro. Il Golden State, primo per popolazione negli Stati Uniti, a novembre complice la <a href="https://it.insideover.com/energia/la-germania-al-centro-della-crisi-energetica-minaccia-la-stabilita-europea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi energetica della Germania</a> e i venti recessivi su Berlino ha superato quest&#8217;ultima come Pil e, presa singolarmente, <a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2022-10-24/california-poised-to-overtake-germany-as-world-s-no-4-economy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sarebbe la <strong>quarta economia della Terra</strong> dopo il resto degli Usa, la Cina e il Giappone.</a> Ma il modello costruito dal sistema guidato con forza dal <strong>Partito Democratico</strong>, che a Sacramento ha costruito una delle sue roccaforti, ha diversi punti oscuri e problematici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine dell&#8217;El Dorado tecnologico</h2>



<p>Politiche malcongegnate, fallimenti operativi, disuguaglianze: dietro la Silicon Valley, dietro i colossi dell&#8217;industria tecnologica e le altre punte d&#8217;eccellenza della California, come l&#8217;industria della Difesa, dietro Hollywood e Beverly Hills c&#8217;è uno Stato che soffre per diverse tensioni interne e le conseguenze di politiche che hanno spesso preferito il <strong>centro</strong> rispetto alla periferia.</p>



<p>Il fallimento di <strong>Silicon Valley Bank</strong> ha recentemente mostrato il vero volto di tante situazioni che si celano dietro l&#8217;El Dorado tech della California. Un mondo in cui lo sviluppo tecnologico, avviato nel passato con il sostegno di iniziative pubbliche quali i fondi della Darpa del Pentagono, è oggi trainato dai fondi di <strong>venture capital</strong> che subordinano la promozione dell&#8217;innovazione a una spietata lotta per la visibilità e la raccolta fondi tra gli start-upper, gli innovatori e i creativi. Arrivata a valle di una fase di normalizzazione del Big Tech californiano, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-crisi-di-big-tech-e-una-slavina-ma-non-la-fine-di-una-bolla.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segnata da utili in calo e ondate di licenziamenti, la crisi di Svb</a> ha segnato la fine della lunga euforia industriale e finanziaria che la Silicon Valley ha cavalcato nell&#8217;era del quantitative easing globale.</p>



<p>Da Berkeley, California, viene anche la società che ha contribuito al più grande crollo finanziario prima dell&#8217;attuale fase di crisi, Ftx, il colosso dell&#8217;autoproclamato <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/dai-miliardi-carcere-parabola-spericolata-re-delle-2095497.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;re delle criptovalute&#8221; <strong>Sam Bankman-Fried</strong> </a>fallito con un buco miliardario a fine 2022 e affondato in parallelo all&#8217;arresto del suo ex uomo di riferimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;Valle Oscura&#8221; tra bolla immobiliare e disuguaglianze</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, la corsa del Pil e delle quotazioni finanziarie che ha portato <strong>Apple, Microsoft, Alphabet e Meta</strong> a sfiorare il valore delle economie di interi Stati in borsa prima della flessione di fine 2022 ha creato a cascata enormi distorsioni su due fronti: il mercato immobiliare e le disuguaglianze.</p>



<p>La California rischia di essere l&#8217;epicentro della <strong>bolla immobiliare</strong> prossima ventura, che sulla scia del riazlo dei tassi e della fuga di capitali erratici in cerca di valore può colpire la tenuta di città come Los Angeles e, soprattutto, San Francisco. 3,8 milioni di abitazioni è il &#8220;deficit&#8221; che i residenti in California hanno rispetto alle reali necessità: in pratica, servirebbero 3,8 milioni di case per permettere a tutti i cittadini che vivono nel Golden State di sfuggire al precariato abitativo, alla vita stipati in alloggi di fortuna, all&#8217;assenza di <a href="https://www.ocregister.com/2022/11/22/housing-shortage-worst-in-california-is-moving-to-americas-heartland">prospettive per l&#8217;acquisto di una residenza.</a> &#8220;La carenza di alloggi&#8221;, <a href="https://calmatters.org/commentary/2023/01/california-housing-shortage-triggers-cycle-of-despair/">nota <em>CalMatters,</em> </a>&#8220;si traduce in alti prezzi delle case e affitti. Poiché questi costi, in particolare gli affitti, gravano particolarmente sui cittadini che si trovano nei gradini più bassi della scala economica, si arriva una situazione che vede la California&#8221;, locomotiva economica d&#8217;America, avere &#8220;il&nbsp;<a href="https://www.census.gov/content/dam/Census/library/publications/2022/demo/p60-277.pdf">più alto tasso di povertà di qualsiasi stato</a>, il 13,2%&#8221;, rapportando i dati degli Usa alla parità di potere d&#8217;acquisto.</p>



<p><a href="https://www.micronesiazine.com/anna-wiener-la-valle-oscura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La politologa <strong>Anna Wiener</strong> ha scritto nel suo libro <em>La Valle Oscura</em></a> di come l&#8217;intreccio tra Big Tech, finanza dei venture capital e dei fondi di real estate e grande attrattività del mercato californiano abbia stravolto le città nel Golden State. La Wiener parla della trappola di un sistema che presenta &#8220;spazi di lavoro disegnati come appartamenti e appartamenti disegnati come spazi di lavoro”, in cui i giovani e rampanti imprenditori digitali e i manager delle Big Tech spiazzano i cittadini storici nelle città come San Francisco e in cui la gentrificazione degli spazi storici delle metropoli si accompagna a un aumento del divario tra i sommersi e i salvati di questo modello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il flop della California &#8220;green&#8221;</h2>



<p><em>Last but not least</em>, c&#8217;è il problema energetico. La California è da decenni all&#8217;avanguardia economica, finanziaria, tecnologica e industriale negli States per progettazione e sviluppo della transizione energetica e della spinta verso la sostenibilità. Ma il combinato disposto tra le fragilità della rete, l&#8217;eccessiva accelerazione politica sulla svolta &#8220;verde&#8221; e la persistente <strong>siccità nello Stato</strong> sta colpendo duramente l&#8217;ambientalismo ideologico della Sinistra californiana. </p>



<p>Tra il 2021 e il 2022 ondate di cali di tensione, blackout e crisi nelle reti hanno accompagnato le estati torride della California, Stato che con le ultime amministrazioni democratiche ha anticipato al 2045, rispetto al 2050, i target di neutralità climatica. Ma, <a href="https://www.politico.com/news/2022/09/23/californias-lofty-climate-goals-clash-with-reality-00058466" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricorda <em>Politico</em>,</a> &#8220;le recenti decisioni della California di&nbsp;<a href="https://www.politico.com/news/2022/09/01/california-lawmakers-vote-to-extend-life-of-states-last-nuclear-plant-00054452" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posticipare la chiusura della sua ultima centrale nucleare</a>&nbsp;e di&nbsp;<a href="https://www.politico.com/news/2022/08/04/california-fossil-fuel-power-grid-00047829" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prolungare la vita di alcuni impianti alimentati a gas naturale evidenziano</a>&nbsp;ciò che funzionari ed esperti dicono da tempo&#8221;. </p>



<p>E cioè rendono palese &#8220;il fatto che lo stato con gli obiettivi energetici più ambiziosi è lontano dal raggiungerli&#8221;, perché &#8220;le energie rinnovabili hanno fornito il 36% della fornitura di energia dello Stato&#8221; nel 2022, una quota ben lontana da rendere possibile, in una generazione, toccare il 100% nonostante risulti una punta di assoluta eccellenza. In nome della quale, però, il governatore Gavin Newsom non può permettersi di sacrificare l&#8217;economia e lo sviluppo di uno Stato intero. Già poco attento, in passato, a proteggere gli scartati di un modello di sviluppo tanto importante per l&#8217;economia globale quanto, spesso, lontano dai modelli di inclusione di cui si fa spesso vanto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/non-solo-svb-tutti-i-flop-del-modello-california.html">Non solo Svb: tutti i flop del modello California</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bernie Sanders e Mike Pence: la strana coppia che si smarca da Biden sulle banche</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/pence-sanders-la-strana-coppia-che-si-smarca-da-biden-sulle-banche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=388545</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="US Vice President Mike Pence in Brussels" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mike Pence e Bernie Sanders: due politici allo spettro opposto della politica americana. Ma anche due vecchie volpi dei palazzi del potere di Washington, che nel contesto turbolento aperto dalla crisi bancaria dovuta al fallimento di Silicon Valley Bank hanno martellato su Joe Biden con visioni convergenti. A sottolineare il curioso dato di fatto è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/pence-sanders-la-strana-coppia-che-si-smarca-da-biden-sulle-banche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pence-sanders-la-strana-coppia-che-si-smarca-da-biden-sulle-banche.html">Bernie Sanders e Mike Pence: la strana coppia che si smarca da Biden sulle banche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="US Vice President Mike Pence in Brussels" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230316162813656_71cd4f15b6da31049bee12dceb31b714-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mike Pence e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bernie Sanders</a>: due politici allo spettro opposto della politica americana. Ma anche due vecchie volpi dei palazzi del potere di Washington, che nel contesto turbolento aperto dalla crisi bancaria dovuta al fallimento di <strong>Silicon Valley Bank</strong> hanno martellato su <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> con visioni convergenti. A sottolineare il curioso dato di fatto è stata l&#8217;Associated Press, che ha riportato i toni infuocati utilizzati dall&#8217;ex vicepresidente di Donald Trump e dal navigato senatore di sinistra del Vermont.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le due Americhe d&#8217;accordo sulle banche&#8230;</h2>



<p>Per <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mike-pence-la-forza-tranquilla-su-cui-trump-punta-per-novembre.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pence</a> &#8220;viviamo in un mondo in cui alcune imprese politicamente favorite sono sostenute, sostenute e salvate dal governo&#8221;, in riferimento al fatto che Svb, crollata e sostenuta da Fed e Tesoro, avesse sede in California, Stato progressista e roccaforte del Partito Democratico. Mentre Sanders mette la battaglia sul tema della lotta tra sommersi e salvati del capitalismo Usa, ma arriva a conclusioni simili: &#8220;Non possiamo continuare lungo la strada di più socialismo per i ricchi e l&#8217;individualismo aspro per tutti gli altri&#8221;. Un vecchio <strong>cavallo di battaglia</strong> della sinistra ripreso dall&#8217;anziano politico del Vermont, indipendente che fa caucus con i Dem, che lascia presagire una fronda contro i &#8220;progressisti di Wall Street&#8221;.</p>



<p>Pence incarna l&#8217;animo industrioso e conservatore della <strong>natia Indiana</strong>. Sanders quello critico e contestatario del New England progressista. Due Americhe, quelle dell&#8217;ex vicepresidente e dell&#8217;ex candidato alla nomination democratica, che hanno da tempo cavalcato la critica verso le élite finanziarie e Wall Street.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8230; E sulle critiche a Biden</h2>



<p>L&#8217;amministrazione Biden ha spinto per il salvataggio dei clienti di Svb in tempi brevi al fine di evitare un effetto-contagio. I repubblicani al Congresso, che contestano il fatto che Biden abbia fatto questo dopo aver promosso un budget da 8 mila miliardi di dollari ritenuto eccessivamente gravoso sul deficit, contestano la mossa. E a sinistra si contesta il fatto che Svb potrebbe definire un precedente in casi di interventi più importanti che si rendessero necessari. Convergenze parallele tra conservatori e Sinistra radicale: per l&#8217;<em>Associated Press</em>, un <strong>revival populista</strong> che vede nella finanza il suo bersaglio.</p>



<p>&#8220;Se le autorità di regolamentazione saranno in grado di domare rapidamente l&#8217;attuale <strong>tumulto bancario</strong>, le implicazioni politiche a lungo termine potrebbero essere limitate&#8221;, scrive nel suo articolo Will Weissert. &#8220;Ma la forza della politica populista durerà, soprattutto perché il Congresso deve decidere entro la fine dell&#8217;anno se aumentare <a href="https://apnews.com/article/biden-us-department-of-the-treasury-united-states-government-janet-yellen-business-6fe9b54dcdfea58bead0f4c5f9f89a64" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il limite del debito</a>, un rituale una volta di routine che ora minaccia di diventare una situazione di stallo&#8221; capace di portare all&#8217;ennesimo shutdown degli ultimi anni che a detta del cronista &#8220;causerebbe <a href="https://apnews.com/article/debt-limit-financial-market-crash-biden-mccarthy-d3457c2b464e826bb7672f7f8a2707fd" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un default potenzialmente devastante</a>&#8220;.</p>



<p>Quindici anni dopo Lehman Brothers e lo tsunami della Grande Recessione, oggi anche il tema dei salvataggi bancari negli Usa rischia di diventare pericolosamente divisivo. Nel 2008 il salvataggio di Fannie Mae, Freddie Mac e Bear Stearns dopo il crac Lehman fu ritenuto eccessivamente oneroso, col senno di poi, perché incapace di garantire la fine della recessione. Anzi, sia i repubblicani più conservatori e attenti alla linea cautelativa sul bilancio sia i progressisti di Sinistra più vicini alle istanze di equità e giustizia sociale convergono nel contestare alla finanza Usa l&#8217;<strong>azzardo morale</strong> come linea di condotta spregiudicata. </p>



<p>In sostanza, si teme che le banche assumano <strong>comportamenti</strong> <strong>pericolosi</strong> sapendo che alla fine, in caso di crisi, pagherà Pantalone, ovvero i contribuenti. Svb non è fallita per azzardi morali, speculazioni fallimentari o alchimie finanziarie, ma perché travolta dalle perdite sulle obbligazioni a lungo termine favorite dall&#8217;aumento dei tassi. Il clima però è caldo e nella retorica politica &#8220;crisi bancaria&#8221; vuol dire automaticamente un richiamo al 2008 e al <em>redde rationem</em> degli <strong>speculatori</strong>. Il clima sarà rovente e il tema della battaglia bancaria destinato ad amplificarsi da qui al novembre 2024, mese delle prossime presidenziali. E il tema, lo dimostrano le uscite di Pence e Sanders, sarà dominante in entrambi i maggiori partiti Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/pence-sanders-la-strana-coppia-che-si-smarca-da-biden-sulle-banche.html">Bernie Sanders e Mike Pence: la strana coppia che si smarca da Biden sulle banche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo schianto di Svb: come è esplosa la &#8220;banca del tech&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/lo-schianto-di-svb-come-e-esplosa-la-banca-del-tech.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 13:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=388181</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quello di Silicon Valley Bank (Svb) è stato il crac di un istituto finanziario di maggior portata dai tempi di Lehmann Brothers nel 2008, tanto da portare molti analisti a preoccuparsi temendo che gli spettri della Grande Recessione siano prossimi a tornare sull&#8217;economia Usa e globale. Nulla di tutto questo ad oggi sembra all&#8217;orizzonte ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lo-schianto-di-svb-come-e-esplosa-la-banca-del-tech.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lo-schianto-di-svb-come-e-esplosa-la-banca-del-tech.html">Lo schianto di Svb: come è esplosa la &#8220;banca del tech&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230312144522265_6c23f593398584c9853796bfbb6de8f3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quello di <strong>Silicon Valley Bank (Svb)</strong> è stato il crac di un istituto finanziario di maggior portata dai tempi di Lehmann Brothers nel 2008, tanto da portare molti analisti a preoccuparsi temendo che gli spettri della Grande Recessione siano prossimi a tornare sull&#8217;economia Usa e globale. Nulla di tutto questo ad oggi sembra all&#8217;orizzonte ma l&#8217;esplosione di Svb, pochi giorni dopo il default di un bond Blackstone garantito dall&#8217;immobiliare in Finlandia, torna a far spirare venti recessivi e di crisi sul sistema finanziario globale. E ci permette di capire come una larga parte della finanza debba, per evitare di saltare in aria, smettere di pensare di vivere ancora nella fase del <strong>denaro facile</strong> aperto dal lungo decennio di quantitative easing.</p>



<p>Svb, quarant&#8217;anni dopo la sua nascita, è collassata perché è venuto meno il terreno sotto i piedi all&#8217;istituto che viveva della corsa alla crescita infinita dei fondi di <strong>venture capital</strong> che alimentava la nascita di start-up tecnologiche nella Silicon Valley. E non a caso a travolgere l&#8217;istituto è stata una <strong>crisi di fiducia</strong> consumatasi tra fine febbraio e inizio marzo. Svb ha visto polverizzato il valore delle sue azioni dal fatto che i limiti ai prelievi di denaro hanno messo in difficoltà a lungo le imprese correntiste o partecipate dalla banca; il valore delle azioni è sceso da 44 a 7 miliardi di dollari complessivi prima del redde rationem del 9-10 marzo scorso. &#8220;I clienti hanno avviato richieste di prelievi per 42 miliardi di dollari in un solo giorno – un quarto dei depositi totali della banca – e Svb non era in grado di soddisfare le richieste&#8221;, ha <a href="https://www.ft.com/content/b556badb-8e98-42fa-b88e-6e7e0ca758b8">scritto il <em>Financial Times</em></a> sulla giornata del 9 marzo. Il giorno successivo &#8220;la Federal Deposit Insurance Corporation – il regolatore bancario statunitense che garantisce depositi fino a 250.000 dollari – ha visitato la sede della banca a Santa Clara, in California, dichiarandola insolvente e prendendo il controllo. La corsa è stata così rapida che le sue casse sono state prosciugate per intero&#8221;.</p>



<p>La sedicesima banca per capitalizzazione degli Stati Uniti viveva sull&#8217;assunzione che i suoi investimenti e i suoi depositi si sarebbero autoalimentati in un continuo <strong>sviluppo dimensionale</strong>. Con una clientela principalmente corporate, fondata da start-up innovative che andavano dalla blockchain all&#8217;intelligenza artificiale desiderose di attrarre investitori, la soglia di 250.000 dollari di deposito garantito minimo è risultata inefficiente per imprese che consumavano milioni di dollari di risorse ogni mese. Svb è diventata negli anni dei bassi tassi un ibrido tra una banca di raccolta e un fondo di venture capital. Attraeva i depositi delle start-up che aveva finanziato all&#8217;inizio, investiva in titoli di Stato e in fondi di venture capital, sperava nei tassi nulli e nel denaro facile per alimentare il suo business. Ha scommesso sull&#8217;euforia della fase dei soldi sulle montagne russe che in California è durata fino alla pandemia. Ma col rialzo dei tassi deciso dalla Fed ha subito danni su tre fronti: meno investimenti per start-up, più rischio dai titoli di Stato detenuti, meno spazio per il venture capital nei nuovi attori emergenti.</p>



<p><a href="https://twitter.com/SVB_Financial/status/1631332572025303042">Greg Becker, Ceo di Svb, una settimana prima del crack</a>, all&#8217;Upfront Summit di Los Angeles, indicava nel suo istituto &#8220;il miglior partner finanziario nei momenti più difficili&#8221; per le start-up innovative. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/SVB_Financial/status/1631332572025303042
</div></figure>



<p>La rapidità del crollo della settimana dopo mostra quanto un modello di business superato dai tempi possa trasformarsi in un edificio marcio pronto a cadere al primo vento contrario. Non c&#8217;è stata una causa scatenante del tracollo di Svb, solo una serie di vendite allo scoperto di azioni e di richieste di rimborso dopo che a Wall Street era trapelata la notizia che la banca californiana stava perdendo molto sulle attività a lungo termine e necessitava di un&#8217;iniezione di capitale da oltre 2 miliardi di dollari. La banca del big tech, la finanziatrice di avventure imprenditoriali, la &#8220;madre&#8221; delle start-up messa in ginocchio dai venti avversi dei tassi alti e del riflusso del quantitative easing: ciò che si aspettavano in molti si è materializzato ed è crollata l&#8217;ipocrisia che vedeva lo status quo fatto di denaro facile e investimenti a cascata proseguire.</p>



<p>Il risultato è stato uno schianto senza precedenti nei modi ma ancora troppo limitato per dar vita a un <strong>effetto contagio</strong>. Il grande insegnamento del caso Svb è la conferma di quanto si era già compreso con il crollo delle azioni e <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-crisi-di-big-tech-e-una-slavina-ma-non-la-fine-di-una-bolla.html">i licenziamenti a catena delle big tech californiane</a>: la Silicon Valley ha perso la sua &#8220;verginità&#8221; ed è esposta a tensioni e scossoni economici. Tremori e sommovimenti intestini che alimentano i timori di crisi recessive e segnalano che l&#8217;epoca della crescita infinita e (quasi) sempre garantita del business e delle imprese tecnologiche finanziate  con il capitale di rischio si è chiusa. Forse per sempre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lo-schianto-di-svb-come-e-esplosa-la-banca-del-tech.html">Lo schianto di Svb: come è esplosa la &#8220;banca del tech&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La corsa dei tassi e la fine del denaro facile &#8220;prosciugano&#8221; la Silicon Valley?</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-corsa-dei-tassi-e-la-fine-del-denaro-facile-prosciugano-la-silicon-valley.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 15:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=378262</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi della finanza globale seguita al boom dell&#8217;inflazione, alla crisi energetica e alla fine dei quantitative easing sta avendo tra i soggetti più danneggiati le start-up tech della Silicon Valley, e non solo, che si sono fondate negli anni scorsi sul costo nullo del denaro e, dunque, degli investimenti a rischio. Un anno fa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-corsa-dei-tassi-e-la-fine-del-denaro-facile-prosciugano-la-silicon-valley.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-corsa-dei-tassi-e-la-fine-del-denaro-facile-prosciugano-la-silicon-valley.html">La corsa dei tassi e la fine del denaro facile &#8220;prosciugano&#8221; la Silicon Valley?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221220160440639_ec922f5fc5e392e5247d897a1f670f76-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi della <strong>finanza globale</strong> seguita al boom dell&#8217;inflazione, alla crisi energetica e alla fine dei quantitative easing sta avendo tra i soggetti più danneggiati le start-up tech della Silicon Valley, e non solo, che si sono fondate negli anni scorsi sul <strong>costo nullo del denaro</strong> e, dunque, degli investimenti a rischio.</p>



<p>Un anno fa il colosso della consulenza britannico <strong>Ey </strong>parlava di un&#8217;<strong>età dell&#8217;oro</strong> di questo tipo di investimenti, il cosiddetto <strong>venture capital</strong> che, promosso soprattutto dallo Stato con i suoi veicoli, è stato alla base del decollo di Internet. </p>



<p>La digitalizzazione massiccia indotta dalla pandemia ha portato a 160 miliardi nel 2020 e a 275 miliardi di dollari nel 2021 gli investimenti di <strong>fondi, veicoli e imprese in capitalismo di ventura</strong> su start-up innovative che andavano dai servizi di comunicazione da remoto all&#8217;intelligenza artificiale, dalle <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/silicon-valley-e-seattle-le-due-capitali-tecnologiche-del-xxi-secolo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">batterie per le auto elettriche </a>al <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tecnologia-dati-sviluppo-cosa-ce-in-gioco-nella-corsa-allo-spazio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">deep tech.</a> </p>



<p>Lette oggi, le cause del boom <a href="https://www.ey.com/en_us/growth/a-golden-age-of-venture-capital" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevate da Ey nel suo report</a> mostrano apertamente le motivazioni del suo declino: l&#8217;aumento di finanziamenti nelle start-up è stato innanzitutto &#8220;guidato da tassi di interesse prolungati da zero a bassi, che hanno alimentato un&#8217;enorme impennata delle allocazioni all&#8217;asset class alternativa, di cui il venture è una fetta&#8221;.&nbsp;In secondo luogo, la diversità di cui la <strong>tecnologia si è ammantata</strong> negli anni rispetto agli altri settori ha abbassato le barriere all&#8217;entrata e ridotto ciò di cui gli imprenditori avevano bisogno a &#8220;una solida proposta commerciale e buone introduzioni&#8221; con cui potevano &#8220;raccogliere il capitale minimo richiesto per far ripartire le loro aziende&#8221;. In terzo luogo, la <strong>rivoluzione industriali</strong> garantita dalle tecnologie abilitanti ha cambiato molti comparti.</p>



<p>Ora, invece, la corsa dell&#8217;inflazione ha posto fine al &#8220;denaro facile&#8221; e dunque anche all&#8217;euforia degli investitori, trincerati sempre di più su beni-rifugio e meno avvezzi al rischio anche di fronte a prospettive di guadagni esponenziali. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-crisi-di-big-tech-e-una-slavina-ma-non-la-fine-di-una-bolla.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il settore tecnologico non è più</a> intoccabile nemmeno ai vertici: da Amazon a Facebook, da Twitter a Google, l&#8217;aumento dei <strong>licenziamenti per contenere i costi</strong> ha mostrato che il Re è nudo. E la crisi energetica ha frenato la spinta all&#8217;innovazione di molti settori.</p>



<p>A monte di tutto, il rialzo dei tassi, ovviamente: la <strong>Federal Reserve</strong> ha prosciugato i filoni d&#8217;oro del Klondike finanziario a cui gli avventurieri del tech hanno attinto a piene mani. La lunga fase di normalità &#8220;emergenziale&#8221; del quantitative easing permanente si è conclusa. </p>



<p>Di fronte a ritorni più incerti, il <strong>fondo perduto</strong> del venture capital con ripresa garantita dell&#8217;investimento in tempi ristretti impone molto più rischio. E le start-up che avevano fatto i conti con un proseguimento di questa fase stanno utilizzando la <strong>finanza creativa</strong> per cambiare rotta: alcuni imprenditori garantiscono ritorni privilegiati ai nuovi investitori per difendere i flussi di capitali; il <em>Wall Street Journal</em> ricorda che Tonal Systems, che sviluppa dispositivi per il fitness intelligenti,&nbsp;ha siglato con i suoi investitori privilegiati accordi che li pongono in testa alla lista dei creditori da soddisfare in caso di fallimento e che riducono gli spazi per remunerare i dipendenti e i manager con le stock option, da tempo componente fondamentale della retribuzione dei quadri delle società in espansione.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/d12a4baa-53c6-4256-b125-d25622f9555f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il <em>Financial Times</em> riporta</a> invece che molte aziende stanno tagliando la valutazione delle proprie capitalizzazioni, un&#8217;operazione che &#8220;avvantaggia il personale riducendo il costo delle loro azioni aziendali. Ciò offre ai dipendenti la possibilità di ulteriori guadagni in caso di accordi futuri, come un&#8217;offerta pubblica iniziale&#8221; per lo sbarco in borsa. Aggiungendo che &#8220;l&#8217;app di consegna <strong>Instacart</strong> ha tagliato la sua valutazione interna per la terza volta a 13 miliardi di dollari&#8221; di recente, riducendo il valore al 25% del totale di inizio anno. </p>



<p>I flussi di venture capital netti tra entrate e usciti sono <a href="https://www.ey.com/en_in/news/2022/12/despite-a-sequential-m-o-m-increase-total-investment-flow-stands-42-percent-lower-than-november-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>calati del 42% sul periodo da gennaio a novembre</strong> su base annua secondo i dati Ey</a>. L&#8217;America viene colpita duramente, ma anche il resto del mondo segue a ruota. In America Latina per <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-12-19/funding-for-latin-america-s-unicorns-vanishes-as-venture-capital-pulls-back" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Bloomberg</em> la riduzione è arrivata al 92%</a>, in Europa il calo è <a href="https://sifted.eu/articles/european-unicorns-2022-wrapped/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del 23% su livelli più bassi</a> e solo <strong>47 imprese hanno superato il miliardo di euro di valutazione</strong> partendo dal livello start-up contro i 69 &#8220;unicorni&#8221; del 2021. Tra queste, un messaggio positivo per l&#8217;Italia è dato dall&#8217;ascesa di <a href="https://www.fdiintelligence.com/content/feature/italian-unicorn-satispay-eyes-european-fintech-crown-81766" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Satispay oltre il miliardo di euro di capitalizzazione </strong>al vertice del fintech comunitario.</a> Un messaggio in controtedenza ma che non cambia, però, il trend complessivo: la stretta Fed ha concluso anzitempo la favola beata del denaro facile al venture capital e del paradiso tech alimentato dai tassi a zero. Colpendo la Silicon Valley più duramente proprio perché epicentro del legame tra finanza innovativa e start-up che ha gettato le basi del modello americano per il XXI secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-corsa-dei-tassi-e-la-fine-del-denaro-facile-prosciugano-la-silicon-valley.html">La corsa dei tassi e la fine del denaro facile &#8220;prosciugano&#8221; la Silicon Valley?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ritorno di Peter Thiel, il conservatore della Silicon Valley</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-di-peter-thiel-il-conservatore-della-silicon-valley.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 07:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=343475</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1024x715.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-768x536.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1536x1072.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-2048x1429.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Peter Thiel è tornato a fianco di Donald Trump. Il tycoon di origini tedesche, 54 anni, co-fondatore di Paypal e volto conservatore della Silicon Valley, è pronto a lasciare il cda di Meta a maggio per concentrarsi sulle prossime elezioni di metà mandato e sostenere i candidati del Gop più vicini all&#8217;ex presidente Donald Trump, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-di-peter-thiel-il-conservatore-della-silicon-valley.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-di-peter-thiel-il-conservatore-della-silicon-valley.html">Il ritorno di Peter Thiel, il conservatore della Silicon Valley</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1024x715.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-768x536.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1536x1072.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-2048x1429.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Peter Thiel</strong> è tornato a fianco di Donald Trump. Il tycoon di origini tedesche, 54 anni, co-fondatore di Paypal e volto conservatore della Silicon Valley, è<a href="https://investor.fb.com/investor-news/press-release-details/2022/Peter-Thiel-to-Retire-from-Meta-Board-of-Directors-at-2022-Annual-Shareholder-Meeting/default.aspx"> pronto a lasciare il cda di Meta</a> a maggio per concentrarsi sulle prossime elezioni di metà mandato e sostenere i candidati del Gop più vicini all&#8217;ex presidente Donald Trump, secondo <a href="https://www.wsj.com/articles/peter-thiel-to-step-down-from-facebook-parent-metas-board-11644268545?AID=11557093&amp;PID=6415797&amp;SID=bi%7C62018c676e71920a1c087d95%7C1645023109724sclmoq40&amp;subid=Business+Insider&amp;cjevent=0c214ea08f3811ec83f128bd0a18050f&amp;tier_1=affiliate&amp;tier_2=moa&amp;tier_3=Business+Insider&amp;tier_4=3861930&amp;tier_5=https%3A%2F%2Fwww.wsj.com%2Farticles%2Fpeter-thiel-to-step-down-from-facebook-parent-metas-board-11644268545">numerose indiscrezioni</a> emerse negli ultimi giorni. Come ricorda <em>Business Insider</em>, Thiel  ha creduto nella piattaforma Facebook sin dall&#8217;inizio, essendo entrato a far parte dell&#8217;azienda nell&#8217;aprile 2005 dopo aver stanziato circa 500.000 dollari per poco più del 10% delle azioni.</p>
<p>È diventato un mentore e confidente del fondatore <strong>Mark Zuckerberg</strong>, che ha attribuito a Thiel il merito di avergli insegnato come guidare la sua azienda. &#8220;Sono profondamente grato per tutto ciò che ha fatto per la nostra azienda, dal credere in noi quando pochi altri lo avrebbero fatto, all&#8217;insegnarmi così tante lezioni sugli affari, l&#8217;economia e il mondo&#8221;, ha dichiarato Zuckerberg in una nota. Il fondatore di Facebook ha poi aggiunto, a proposito del magnate conservatore: &#8220;Abbiamo sempre saputo che a un certo punto avrebbe dedicato il suo tempo ad altri interessi&#8221;. <a class="css-1g7m0tk" title="" href="https://investor.fb.com/investor-news/press-release-details/2022/Peter-Thiel-to-Retire-from-Meta-Board-of-Directors-at-2022-Annual-Shareholder-Meeting/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In una dichiarazione resa nota lunedì, </a>il diretto interessato ha sottolineato: &#8220;È stato un privilegio lavorare con uno dei grandi imprenditori del nostro tempo. L&#8217;intelligenza, l&#8217;energia e la coscienziosità di Mark Zuckerberg sono straordinarie. I suoi talenti serviranno bene a Meta mentre guida l&#8217;azienda in una nuova era&#8221;. <span style="font-size: 1rem;">Secondo il<a href="https://www.nytimes.com/2022/02/07/technology/peter-thiel-facebook.html"><em> New York Times</em></a>, </span><span style="font-size: 1rem;">Thiel vede le prossime elezioni di medio-termine come cruciali per cambiare la direzione del Paese, e per questo motivo sosterrà i candidati che porteranno avanti l&#8217;agenda politica dell&#8217;ex presidente Donald J. Trump. </span></p>
<h2>Uno dei maggiori donatori del partito repubblicano</h2>
<p>Sempre secondo quanto riporta il <em>Nyt</em>, l&#8217;imprenditore e co-fondatore di Paypal nell&#8217;ultimo anno è diventato uno dei maggiori donatori del partito repubblicano. Di recente ha versato 10 milioni di dollari alle campagne di Blake Masters, che si candida per un seggio al Senato in Arizona, e JD Vance, che invece si candida, sempre al Senato, ma in Ohio. Ma secondo il <em>Corriere della Sera</em>, Thiel scommette anche su <strong>Ted Cruz</strong>, senatore ultra-conservatore del Texas, sul leader dei repubblicani alla Camera Kevin McCarthy e sui candidati che cercano di defenestrare i deputati del Grand Old Party che hanno votato a favore dell&#8217;impeachment di Donald Trump, a partire da Liz Cheney, figlia dell&#8217;ex vicepresidente Dick Cheney e acerrima nemica di The Donald.</p>
<p>Ma chi è Peter Thiel e perché vuole aiutare Trump nella sua vendetta? L&#8217;imprenditore è <span style="font-size: 1rem;">stato uno dei pochi magnati della Silicon Valley liberal a sostenere pubblicamente la campagna presidenziale di Trump nel 2016. È stato uno dei pochissimi volti della Valley &#8211; se non l&#8217;unico &#8211;  a esprimere pubblicamente il suo disaccordo nei confronti delle piattaforme hi-tech che intendono &#8220;limitare&#8221; e &#8220;moderare&#8221; il discorso pubblico su spinta dei democratici, manifestando il suo pieno sostegno nei confronti del <em>free speech </em>e della piena libertà d&#8217;espressione, senza limitazioni o censure. Dopotutto, come ha dichiarato lui stesso a un evento pubblico nei mesi scorsi, &#8220;meglio le teorie cospirative dei QAnon e del Pizzagate che un ministero della Verità&#8221;. </span></p>
<h2>La Silicon Valley? &#8220;Un stato a partito unico&#8221;</h2>
<p><em>Forbes</em> inserisce l&#8217;imprenditore repubblicano alla posizione 273 degli uomini più ricchi del pianeta con un patrimonio di 2,7 miliardi di dollari. Oltre a essere co-fondatore di <strong>Paypal</strong>, è amministratore delegato della società di venture capital, Founders Fund. Ha investito in Airbnb e in Affirm, così come in Stripe e SpaceX. Ha co-fondato <strong>Palantir Technologies</strong>, società di software specializzata nell&#8217;analisi dei big data, ed è stato uno dei primi grandi investitori di Facebook, a dimostrazione del suo invidiabile fiuto per gli affari che lo ha reso uno degli uomini più ricchi del mondo. Come tutti i magnati che si rispettino negli Stati Uniti, ha una sua fondazione filantropica, la Thiel Foundation, che offre 100 mila dollari ogni due anni a un piccolo numero di imprenditori per perseguire i propri sogni di gloria. A differenza di altri tycoon della Silicon Valley non abita nella progressista San Francisco ma dal 2018 si è trasferito a Los Angeles dopo aver definito la Silicon Valley &#8220;uno stato a partito unico&#8221;.</p>
<p><a href="https://t.me/inside_over"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-343413 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola.png" alt="" width="905" height="215" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola.png 905w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola-300x71.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/strip_telegram_piccola-768x182.png 768w" sizes="auto, (max-width: 905px) 100vw, 905px" /></a></p>
<h2>La visione di Thiel</h2>
<p>È ancora una volta il <em>New York Times</em> a descrivere la visione del mondo del noto imprenditore hi-tech. Secondo Peter Thiel, infatti, sostenere Donald Trump è il modo migliore per affrontare un establishment e una globalizzazione che hanno fallito e per contrastare una <strong>politica migratoria</strong> che danneggia la classe media americana. Di recente ha preso parte ad almeno sei raduni conservatori e libertari nei quali ha criticato apertamente il Partito Comunista Cinese, individuando in Pechino il pericolo numero uno per la sicurezza nazionale del Paese e per la sua economia. Anche se non ha pubblicamente sostenuto Donald Trump nel 2020 come aveva fatto nel 2016, continua ad avere un ottimo rapporto di amicizia con The Donald. I due si sono incontrati di recente a New York e presso la villa di Mar-a-Lago di Trump a Palm Beach, Florida. Thiel avrebbe inoltre finanziato una società di app gestita da <a class="css-1g7m0tk" title="" href="https://www.nytimes.com/2020/02/22/us/politics/trump-disloyalty-turnover.html">John McEntee</a>, uno dei più stretti collaboratori di Donald Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-di-peter-thiel-il-conservatore-della-silicon-valley.html">Il ritorno di Peter Thiel, il conservatore della Silicon Valley</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impero sotto assedio: tutte le grane di Facebook e Mark Zuckerberg</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/limpero-sotto-assedio-tutte-le-grane-di-facebook-e-mark-zuckerberg.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 12:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cambridge Analytica]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=332897</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495-1024x703.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il &#8220;blackout&#8221; del 4 ottobre scorso è stato il più complesso della storia di Facebook e del suo gruppo, che si sono lasciati alle spalle la giornata con una perdita sostanziosa in borsa, la crescita dei mugugni dei clienti e degli utenti del social di Menlo Park e delle controllate WhatsApp e Instagram per i disservizi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/limpero-sotto-assedio-tutte-le-grane-di-facebook-e-mark-zuckerberg.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/limpero-sotto-assedio-tutte-le-grane-di-facebook-e-mark-zuckerberg.html">L&#8217;impero sotto assedio: tutte le grane di Facebook e Mark Zuckerberg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9353495-1024x703.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il &#8220;<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/le-lezioni-securitarie-del-blackout-di-facebook-e-whatsapp.html">blackout</a>&#8221; del 4 ottobre scorso è stato il più complesso della storia di <strong>Facebook </strong>e del suo gruppo, che si sono lasciati alle spalle la giornata con una perdita sostanziosa in borsa, la crescita dei mugugni dei clienti e degli utenti del social di Menlo Park e delle controllate WhatsApp e Instagram per i disservizi e un nuovo danno d&#8217;immagine. L&#8217;ennesimo, negli ultimi anni, per una società capace di rivoluzionare nel corso del passato decennio le interazioni nel contesto occidentale, divenuta uno dei più strutturati e<a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-del-nasdaq-verso-il-livello-record.html" target="_blank" rel="noopener"> importanti gruppi del <strong>Nasdaq </strong>e spesso al centro di critiche e polemiche.</a></p>
<p>Stando alle prime rilevazioni non ci sarebbe alcun attacco hacker o minaccia cyber alla base delle sette, lunghe ore di buio a cui il gruppo è stato costretto. Ma questo forse non fa altro che aggiungere dubbi sulla capacità di Facebook di mantenere un apparato all&#8217;altezza del suo considerevole business da 2,8 miliardi di utenti. Il fatto che un apparentemente banale errore Dns, ovvero una caduta dei <strong>server </strong>su cui si appoggiano le applicazioni di Facebook, abbia causato uno choc tale, <a href="https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/10/04/news/ogni-ora-di-facebook-down-costa-a-zuckerberg-13-milioni-di-dollari-1.40774744?ref=ST-TNFM-TF-1" target="_blank" rel="noopener">una perdita di 13 milioni di dollari nei ricavi di Facebook per ogni ora di blackout</a> e un calo di 6,1 miliardi di dollari per il patrimonio di Mark Zuckerberg segnala che attorno alle attività di Menlo Park c&#8217;è, in questa fase, agitazione.</p>
<p>Il down delle aziende di Zuckerberg avveniva nelle stesse ore in cui Facebook subiva il durissimo attacco dell&#8217;ex manager <strong>Frances Haugen, </strong>che ha contribuito con il trasferimento di documenti riservati ad alimentare un&#8217;inchiesta del <em>Wall Street Journal </em>sulle presunte responsabilità di Facebook nella creazione di algoritmi potenzialmente in grado di alimentare la <strong>rabbia sociale </strong>e di aver avuto un ruolo nel favorire l&#8217;organizzazione via social dell&#8217;assalto al <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pericolosi-dolori-di-una-fragile-superpotenza.html" target="_blank" rel="noopener">Campidoglio dei sostenitori di Donald Trump del 6 gennaio scorso</a>. Sul primo fronte, la Haugen ha denunciato il ruolo delle modifiche operate all&#8217;algoritmo del <strong>News Feed nel 2018</strong>, quando il social media ha scelt<strong>o</strong> di dare crescente enfasi alle ‘Meaningful Social Interactions’, che danno agli utenti la priorità ai post di amici e parenti, favorendo in questo modo l&#8217;interazione e la polarizzazione dei discorsi e delle opinioni. Sul secondo, invece, Facebook sarebbe stata troppo lasca nel rimuovere i controlli sulla diffusione di complotti e disinformazione dopo il voto del 3 novembre 2020, intervenendo solo a cose fatte <a href="https://it.insideover.com/politica/qanon-complottismo-dissidenza-o-terrorismo.html" target="_blank" rel="noopener">contro i seguaci di movimenti come QAnon.</a></p>
<p>La Haugen, ingegnere informatico con alle spalle una carriera in Google e altre aziende del big tech, in un&#8217;intervista a <em>60 Minutes </em>ha dichiarato che dentro Facebook ha visto una smodata attenzione al profitto e una svalutazione economicamente motivata dei principi securitari. Inoltre, l&#8217;ingegnere ha riservato critiche anche al modello di business di un&#8217;altra fetta importante dell&#8217;impero social di Zuckerberg, <strong>Instagram,</strong> sostenuto che questo social <a href="https://www.today.it/video/instagram-causa-problemi-ragazze.html">impatta in modo drammatico sulla vita delle adolescenti</a>: &#8220;Una ricerca realizzata da Facebook &#8211; ha raccontato &#8211; dice che le giovani donne che seguono contenuti legati al disordine alimentare, più seguono questi temi e più entrano in depressione. E questo porta a usare Instagram di più&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">“Facebook, over and over again, has shown it chooses profit over safety,” says Facebook whistleblower Frances Haugen. She believes the federal government should impose regulations and plans to testify before Congress this week. <a href="https://t.co/YoKIyorZzu">https://t.co/YoKIyorZzu</a> <a href="https://t.co/RWlk9QOwZu">pic.twitter.com/RWlk9QOwZu</a></p>
<p>&mdash; 60 Minutes (@60Minutes) <a href="https://twitter.com/60Minutes/status/1444812652698652675?ref_src=twsrc%5Etfw">October 3, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>La tempesta generata dalla Haugen non è l&#8217;ultima per quello che è da tempo un impero sotto assedio.<a href="https://it.insideover.com/politica/cambridge-analytica-non-niente-ora-facebook-prevede-futuro.html" target="_blank" rel="noopener"> In precedenza, Zuckerberg era finito nella bufera per il caso <strong>Cambridge Analytica</strong></a>, la piattaforma di profilazione per la politicizzazione dell&#8217;elettorato che adattava il messaggio in base alla preferenza politica dell’utente nel presente espressa tramite il social network. Nonostante la messa al bando della piattaforma nel 2015, Facebook non ha sospeso Cambridge Analytica dalla sua piattaforma fino al marzo 2018 e <strong>non ha agito per informare gli utenti</strong> che i loro dati erano stati “erroneamente” consultati fino alla settimana precedente l&#8217;audizione-fiume di Zuckerberg al Congresso del 10-11 aprile 2018.</p>
<p>Nel gennaio scorso, invece, WhatsApp è finita sotto accusa per l&#8217;aggiornamento delle normative sulla privacy che inizialmente prevedeva la possibilità per le aziende del gruppo di scambiarsi al loro interno i messaggi scambiati attraverso la piattaforma, con la sola grande <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-nodo-della-sovranita-sui-dati-nei-piani-tecnologici-italiani.html" target="_blank" rel="noopener">eccezione dell&#8217;<strong>Unione Europea </strong>ove vige il Gdpr</a>. L’eccezione europea ha portato buona parte del mondo ad accorgersi dell’avanzamento delle pratiche regolatorie del mercato unico. Criticabile su molti aspetti, la politica comunitaria ha avuto negli ultimi anni il pregio di trovare un set di regole ben definite per tutelare le <strong>identità digitali </strong>degli utenti, i loro dati personali e le informazioni socio-economiche ad esso annesse dallo strapotere del big tech, Facebook in testa: e per questo si è aperta una vera e propria ondata di insorgenza politico-sociale contro Facebook (<em>techlash</em>) che<a href="https://it.insideover.com/economia/lautogol-di-whatsapp-e-facebook-sulla-privacy.html" target="_blank" rel="noopener"> ha riguardato soprattutto l&#8217;<strong>India</strong></a><strong> </strong>ma è giunta fino negli <strong>Stati Uniti, </strong>ove frange del <a href="https://it.insideover.com/economia/larma-degli-usa-contro-big-tech-e-multinazionali.html" target="_blank" rel="noopener">Partito Democratico e del Partito Repubblicano</a> sono coese nel chiedere leggi antitrust capaci di porre un freno allo strapotere del big tech <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/che-cosa-teme-il-big-tech-dallantitrust-usa.html" target="_blank" rel="noopener">sui dati dei cittadini americani, con un occhio di riguardo per l&#8217;impero di Zuckerberg.</a></p>
<p>E del resto la richiesta ha ricevuto nelle ore del blackout l&#8217;appoggio di un noto attivista digitale del calibro di <strong>Edward Snowden, </strong>che via Twitter <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/snowden-libro-sorveglianza/">ha denunciato</a> la natura concentrata del business di Facebook e invitato a riflettere sulle conseguenze della concentrazione di WhatsApp e Instagram nelle stesse mani del social, chiedendo la fine di questo oligopolio.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Facebook, WhatsApp, and Instagram all going down at the same time sure seems like an easily-understandable  and publicly-popular example of why breaking up a certain monopoly into at least three pieces might not be a bad idea.</p>
<p>Somebody should tell Elizabeth Warren.</p>
<p>&mdash; Edward Snowden (@Snowden) <a href="https://twitter.com/Snowden/status/1445112777832423424?ref_src=twsrc%5Etfw">October 4, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Per Zuckerberg e il suo impero si preannunciano dunque settimane complesse. Il blackout di lunedì 4 ottobre è stato in un certo senso simbolicamente importante per un colosso che spesso appare avere i piedi d&#8217;argilla di fronte all&#8217;intervento di whistleblower, regolatori, crisi improvvise. E che nei mesi a venire dovrà garantire ai suoi utenti sicurezza e stabilità cercando di dimostrare, inoltre, la natura etica delle sue azioni. Un programma vasto e complesso, che appare l&#8217;unica strada con cui Facebook e Zuckerberg possono difendere la loro immagine dalla marea montante delle critiche in corso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/limpero-sotto-assedio-tutte-le-grane-di-facebook-e-mark-zuckerberg.html">L&#8217;impero sotto assedio: tutte le grane di Facebook e Mark Zuckerberg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Candido&#8221; nel XXI secolo: gli invisibili vittima del dominio della tecnologia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/candido-nel-xxi-secolo-gli-invisibili-vittima-del-dominio-della-tecnologia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 05:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=313002</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1330" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-1536x1064.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-2048x1418.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Oh, migliore dei mondi possibili, dove sei adesso?”. Si applica pienamente ai giorni nostri la frase simbolo del Candido, l’opera in cui nel 1759 il filosofo francese Voltaire descrisse in forma satirica e critica le pretese teoriche del filosofo tedesco Leibnitz dell’inevitabilità per la nostra specie di vivere nel migliore dei mondi possibili. Dopo che, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/candido-nel-xxi-secolo-gli-invisibili-vittima-del-dominio-della-tecnologia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/candido-nel-xxi-secolo-gli-invisibili-vittima-del-dominio-della-tecnologia.html">&#8220;Candido&#8221; nel XXI secolo: gli invisibili vittima del dominio della tecnologia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1330" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-1536x1064.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Rider-2048x1418.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Oh, migliore dei mondi possibili, dove sei adesso?”. Si applica pienamente ai giorni nostri la frase simbolo del <em>Candido</em>, l’opera in cui nel 1759 il filosofo francese Voltaire descrisse in forma satirica e critica le pretese teoriche del filosofo tedesco Leibnitz dell’inevitabilità per la nostra specie di vivere nel migliore dei mondi possibili. Dopo che, anno dopo anno, sono venute meno tutte le illusioni reali e narrative che la globalizzazione e l’annessa ideologia economica avevano portato nelle popolazioni occidentali e dopo l<a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-miti-economici-sfatati-dal-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">’impatto del “cigno nero” della pandemia</a> su un sistema già provato e in sofferenza la pretesa di un progresso inevitabile in termini economici, politici e sociali portato avanti dai cantori della globalizzazione neoliberista è definitivamente tramontata.</p>
<p>Resta il mondo, con le sue problematiche, la sua complessità e antichi conflitti interni alle società. Su cui oggi impatta a crescente velocità una <a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rivoluzione tecnologica </a>che sta plasmando nuovi processi economici, nuovi rapporti di forza, nuovi equilibri globali. La pandemia, “Giano bifronte”, ha ristretto lo spazio di applicazione della globalizzazione in termini commerciali e materiali, ma la ha accelerata sul versante tecnologico, plasmando un nuovo rapporto tra il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-caso-amazon-le-conseguenze-del-dominio-dellalgoritmo-sulluomo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capitalismo delle piattaforme </a>e l’uomo. Molto spesso trattato come mezzo, e non come fine, nel processo economico regolato dai potentati digitali.</p>
<p>Così come la rivoluzione industriale del XVII secolo ha prodotto le sacche di miseria delle città inglesi, anche la rivoluzione tecnologica ha i suoi sconfitti, le sue vittime, gli invisibili portatori del peso più gravoso del progresso tecnico. I cui simboli sono i lavoratori della gig economy regolata dagli algoritmi, dalle applicazioni, dall’immateriale che si staglia con crescente forza sull’umano. “Candido” nel XXI secolo è il rider che pedala in una città anonima, iper-tecnologica e la cui vita è dettata dal ritmo delle applicazioni e della digitalizzazione protagonista dell’omonimo romanzo di Guido Maria Brera, finanziere e scrittore, e del collettivo &#8220;I Diavoli&#8221; che da anni svolgono un approfondito lavoro di studio e analisi sulle problematiche economiche del presente.</p>
<p><a href="https://www.idiavoli.com/it/article/candido-pedala" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Candido pedala in un romanzo ambientato in un futuro prossimo</a>, in un mondo regolato da un algoritmo e con una versione moderna di Pangloss, il precettore dell’opera di Voltaire, che appare come un ologramma in ogni angolo della città per ribadire l’ipnotico mantra: &#8220;Tutto va bene&#8221;. Candido pedala, per guadagnarsi i crediti sociali necessari a pagare ogni servizio nella società digitalizzata in cui opera e a potersi collegare con Cunegonda, l’ologramma su cui proietta i sentimenti. “L’immagine perfetta”, si legge nel romanzo, “che Candido ama ogni sera in videochat, quando, terminate le consegne in giro per la città con la sua bicicletta, può finalmente tornare a casa, chiudersi nella sua stanza, collegarsi al social network Voltaire e desiderare la ragazza più bella di tutte”.</p>
<p><em>Candido </em>non è un romanzo luddista o contro la tecnologia, ma una critica ben consapevole di un mondo iper-tecnologico sempre più complesso, in cui lo spazio per l’umano rischia di essere pericolosamente messo a repentaglio e compresso e in cui l’uomo, atomizzato e isolato, appare sempre più come un ingranaggio nei processi della società digitale. Ma da dove nascono le riflessioni che hanno portato al romanzo? Qual è la rotta che ci dobbiamo aspettare per il futuro del rapporto tra uomo e tecnologia? Quello del “Candido” del XXI secolo è un futuro remoto, un ammonimento o uno scenario potenzialmente in grado di realizzarsi? Abbiamo voluto parlarne con gli autori del collettivo &#8220;I Diavoli&#8221;.</p>
<p><strong>“Candido”, in un contesto lontano dal migliore dei mondi possibili dell’opera di Voltaire, è il simbolo del dimenticato, del “forgotten man”. Come si inserisce nel filone di riflessioni del collettivo?</strong></p>
<p>Il lavoro su Candido è il simbolo del nostro lavoro collettivo di riflessione, che spazia dai grandi classici della letteratura e del cinema alla filosofia contemporanea per capire dove il mondo si sta dirigendo. Sulla scia di lavori di precursori come il Collettivo Ippolita, che tempo fa scrisse il testo fondamentale <em><a href="http://storieinmovimento.org/wp-content/uploads/2019/04/Zap45_18-Recensioni.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tecnologie del dominio</a>, </em>abbiamo voluto utilizzare una metodologia multidisciplinare per capire le nuove rotte legate all’impatto tra tecnologia e società. In questo caso abbiamo voluto dare visibilità alla figura dell’invisibile, che riteniamo il silenzioso protagonista degli ultimi trent’anni di politica economica.</p>
<p><strong>Trent’anni in cui le aspettative inizialmente proposte per il nostro futuro sono state largamente disattese…</strong></p>
<p>“Partiamo dagli Anni Novanta: <em>Wired </em>parlava di “nuovo illuminismo”, prospettava un trentennio di boom economico senza fine. Saremmo stati più ricchi, più sicuri, più prosperi: qualsiasi lavoratore, di ogni classe sociale, è cascato nella trappola di questa illusione, in molti hanno estratto valore dalla rivoluzione tecnologica, ma la maggior parte non è entrato nel migliore dei mondi possibili che era stato prospettato”.</p>
<p><strong>Per molti possiamo parlare di un vero e proprio salto nel passato?</strong></p>
<p>“Esattamente. Non solo i diritti acquisiti tra gli Anni Sessanta e Ottanta si sono via via dissolti, ma anche le condizioni di vita e lavoro sono gradualmente peggiorati. Lo smantellamento delle leggi sul lavoro e l’atomizzazione hanno prodotto una riduzione del potere contrattuale degli invisibili di fronte al sistema delle aziende tecnologiche. La riscrittura del Candido nasce dalla volontà del collettivo di rileggere l’esperienza di ognuno di noi in rapporto alla tecnologia, scoprendo una molteplicità di approcci. Uno di questi, forse il più forti, è quello della gig economy di cui è simbolo la figura del rider, che non è altro che una rivisitazione sotto nuove forme del principio di sfruttamento del lavoro.”</p>
<p><strong>Questo con buona pace dei fautori della “piena automazione” come panacea di ogni problema sociale…</strong></p>
<p>“La tecnologia, per una generazione nata a cavallo di Internet, è stata vista come una forma dirompente di emancipazione, democratizzazione e circolazione libera di saperi. L’ottimismo e l’euforia non sono stati solo legati alla prospettiva finanziaria del settore tecnologico, ma anche alle possibilità offerte dalla tecnologia, poi gradualmente ribaltatasi nel peggior incubo con l’ascesa del capitalismo delle piattaforme e dell’orientamento esclusivo al profitto delle loro innovazioni tecnologiche. Questo ha fatto emergere la figura dell’invisibile, dei dimenticati che magari un tempo lavoravano nei call center e ora hanno come veri e propri “datori di lavoro” degli algoritmi. Anche per questo abbiamo, nel nostro lavoro, fatto riferimento al &#8220;frammento sulle macchine&#8221; contenuto nei <em>Grundisse </em>di Marx (i “Lineamenti fondamentali della critica dell&#8217;economia politica” scritti dal filosofo tedesco tra il 1857 e il 1858, ndr) per affermare come l’automazione non abbia garantito all’uomo un futuro e un presente liberi dal fardello dei lavori più usuranti, liberando energie e creatività. Ci siamo trovati, come affermato, nel capitalismo della sorveglianza”.</p>
<p><strong>Questione centrale trattata nell’omonimo saggio di Shoshana Zuboff. Il capitalismo della sorveglianza è l’ultima “mega-macchina” à la Mumford, l’ultima espressione del finanzcapitalismo di cui parlava Luciano Gallino, la rivoluzione tecnologica riporta alla sua iniziale (satirica) definizione il concetto di meritocrazia: l’uomo è isolato di fronte alla prospettiva che sia estratto sistematicamente valore dal suo lavoro. “Candido”, insomma, racconta le conseguenze della distopia digitale?</strong></p>
<p>Il tema della distopia è centrale. Molti racconti della letteratura, del cinema, della televisione contemporanei sono distopie, come se non si riuscisse più a narrare il futuro tramite utopia. Riteniamo questo un fattore importante della nostra epoca: “Candido” omaggia autori del passato raccontando una distopia che, a differenza di quelle di venti-trent’anni fa, è diventata quasi reale. In un episodio di <em>Black Mirror</em> c’è come protagonista una ragazza americana che vive in un mondo legato al sistema di <em>scoring </em>sociale, che condiziona l’accesso a ogni evento e occasione sociale. Nemmeno <em>Black Mirror, </em>la serie tv che meglio ha narrato il rapporto tra uomo e tecnologia, riesce a vedere un futuro migliore. Nessuno riesce a raccontarlo se non come una nota drammatica: pensiamo all’ultimo romanzo di Dan DeLillo, <em>Il silenzio</em>, in cui si immagina per il 2022 un blackout globale. “Candido” immagina una distopia vicina nel tempo, praticamente un’utopia negativa. Nel nostro mondo liquido in cui la pandemia ha accelerato processi in atto da tempo, facendo emergere dei temi già presenti come quello dello strapotere del big tech, dell’esclusione degli invisibili e della questione femminile, l’ottimismo voltairiano del “Candido” è stato da noi ribaltato sulla società contemporanea, in cui l’immaginazione appare incapace di pensare una narrazione che abbia una sorta di <em>happy ending</em>. Proliferano le dimensioni distopiche in una forma di “<em>What if?</em>” continuo, che rende sempre più realistiche le forme di presente futuribile che sono state ipotizzate.</p>
<p><strong>In questo senso, notiamo che nel vostro lavoro anche la narrazione della città in cui “Candido” si muove è funzionale a questa visione distopica…</strong></p>
<p>Pensiamo anche solo al fatto che la città in cui “Candido” pedala è una anonima città globale, che potrebbe essere Milano come Londra o New York. La <em>gentrification </em>dei quartieri urbani di diverse metropoli del mondo, fenomeno che spinge ai margini i deboli e gli scartati, anticipa la divisione tra quartieri inclusivi e quartieri esclusivi che si vede nel romanzo. E c’è un legame diretto tra sconvolgimento del tessuto urbano e <a href="https://www.idiavoli.com/it/article/lo-specchio-della-valle-oscura" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ascesa della tecnologia. <em>La valle</em><em> oscura</em> di Anna Wiener racconta</a> come una delle capitali della rivoluzione tecnologica mondiale, San Francisco, sia stata condizionata nell’assetto urbano dall’immissione di grandi quote di capitali nella proprietà degli immobili e di interi quartieri da parte di società tecnologiche e fondi ad esse legati, che hanno sconvolto il tessuto cittadino e espulso letteralmente migliaia di persone dalle loro aree tradizionali di residenza. Come ha scritto David Harvey, il capitalismo finanziario plasma territori ed ecosistemi, li riconfigura sulla scia dell’avanzamento dei capitali, riconfigura l’antropologia degli esseri umani sulla scia di un’idea individualista. E la tecnologia porta al parossismo questi principi che destrutturano ogni concetto di collettività e comunità, ogni idea di inclusione nelle città che diventano centri di omologazione e piattaforme per il profitto. La tecnologia plasma gli ambienti, plasma gli individui, uniforma i costumi: pensiamo alla facilità con cui dalla musica alla moda tramite le piattaforme tecnologiche si crei omologazione e alla natura omogenea con cui le persone tendono, in ogni Paese, a utilizzare i social network…e a essere sfruttate da questi! Anche la “ribellione” vera o presunta al sistema è incanalata dalle piattaforme digitali sui loro dispositivi e canali, come il caso GameStop e l’ascesa del cosiddetto “populismo digitale” di cui ha scritto il <a href="https://www.internazionale.it/opinione/evgeny-morozov/2021/02/14/populismo-silicon-valley" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sociologo Evgeny Morozov hanno recentemente dimostrato.</a></p>
<p><strong>Curioso è il fatto che negli anni in cui mostrava i suoi lati più problematici nei confronti della tecnologia sembra essersi sviluppato un positivismo di ritorno, una cieca fede nella tecnologia in quanto tale slegata da ogni riflessione etica sul tema. <a href="https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/scienza-e-tecnologiaabbiano-un-anima" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Già nel 2013 Benedetto XVI aveva avvertito contro l’esclusione dell’etica</a> dalle riflessioni sulla tecnologia, mettendo in guardia contro il “prometeismo tecnologico” funzionale all’ideologia consumista. Che, nella somma tra ethos libertario e individualismo, ha nell’ideologia del big tech un punto apicale.</strong></p>
<p>Milioni di persone sono fedeli a questa visione, ma parliamo di un positivismo funzionale al profitto, al business, alle piattaforme tecnologico-finanziarie che l’arte e la letteratura non riescono a incorporare, senza nemmeno riuscire a presentare un’alternativa critica. La Zuboff, nel suo saggio sul <em>Capitalismo della sorveglianza, </em>scrive riflessioni che in un certo senso sono state già superate, in peggio, dai fatti. C’è stata, in nome della vulgata del progresso tecnologico, una convergenza tra i metodi del capitalismo autoritario cinese e quelli del capitalismo delle piattaforme occidentali. Arrivati entrambi a sfruttare direttamente l’essere umano: al contrario della liberazione, che il richiamo a Prometeo evoca, c’è un rafforzamento dello sfruttamento. Questo si ricollega, nel “Candido”, alla figura di Cunegonda: anche la componente privatistica dell’essere umano viene sfruttata dalle piattaforme digitali. Cunegonda è la “digitalizzazione” del sogno del protagonista in cui l’ologramma e le immagini proiettano sentimenti veri. Un esempio del rapporto che l’uomo ha con i social network, fondata sulla fruizione diretta e, in un certo senso, indotta.</p>
<p><strong>Dunque su una fruizione che privilegia l’istantaneo, il transitorio a ciò che si può radicare e consolidare?</strong></p>
<p>Si, l’utilizzo dei social stimola in noi la cosiddetta memoria protesica. Quello di memoria protesica un concetto già di Freud ripreso da Lacan e da tutta la critical theory, in cui si dice che ieri ma anche e soprattutto oggi nella società delle immagini (la riproducibilità tecnica di Benjamin) che parte dalle opere di arte, poi la fotografia, poi esplode con il cinema e con la televisione, gli uomini non hanno più memoria interna, ma sempre più esterna: come se fosse una protesi appunto. Una memoria fuori da sé, che nel caso di oggi diventa facilissimo immaginare come un hard disk esterno, un luogo dove depositi i tuoi ricordi. Nel romanzo la mettiamo quando Candido ha come memoria di Cunegonda solo immagini e, mano a mano che non la vede più, perché è stato punito, nella sua mente l’immagine di Cunegonda fatta di pixel si frantuma, si dissolve fino a scomparire, perché era appunto una memoria falsa, virtuale, fatta solo di immagini, non penetrata nella sua mente ma appoggiata in un hard disk esterno.</p>
<p><strong>Riassumendo, tra individualismo, atomizzazione sociale, “flessibilità”, isolamento di fronte alla tecnologia Candido appare l’uomo tipico schiacciato dal sistema neoliberista. Un sistema che la pandemia ha sotto certi punti di vista sconfessato, ma le cui componenti, specie sulla scia dell’ascesa dei colossi del digitale, restano ancora forti…</strong></p>
<p>Dalla Grande Crisi alla pandemia, l’ideologia neoliberista ha prodotto disastri e problematiche. Nell’ultimo quarantennio e nell’era globalizzata in particolare è mancato il coraggio di pensare l’economia e il ruolo dell’uomo al suo interno con grandi idee e nuovi paradigmi. Si è sempre agito, pensiamo al Quantitative Easing o al Recovery Fund, nell’ottica della reazione a smottamenti sistemici, senza pensare a nuovi sistemi come il compromesso socialdemocratico del post-Seconda guerra mondiale. In questo contesto, un raro passo in avanti è garantito nel settore problematico della gig economy dal fenomeno del mutualismo. Negli Usa è uscito un saggio scritto da Sara Horowitz dedicato a questo tema, <em>Mutualism, </em>che mostra le forme di organizzazioni nascenti contro i meccanismi della gig economy: cooperative di rider che si appropriano degli algoritmi, si mettono in proprio, plasmano i loro diritti. Rari esempi partiti nel Nord Europa del 2016 si sono fatti strada ma senza poter competere veramente con i grandi potentati, capaci di lavorare in perdita sul core business e di guadagnare con gli afflussi di capitale garantiti dal contesto finanziario. Questo causa la distruzione dei mercati di prossimità e di interi sistemi merceologici in nome della conservazione di ristretti oligopoli. Lo squilibro tra capitale e lavoro è una costante della nostra epoca e mette a repentaglio la possibilità di realizzare forme mutualistiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/candido-nel-xxi-secolo-gli-invisibili-vittima-del-dominio-della-tecnologia.html">&#8220;Candido&#8221; nel XXI secolo: gli invisibili vittima del dominio della tecnologia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coronavirus, il pericolo per Usa e Nigeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/coronavirus-il-pericolo-per-usa-e-nigeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Feb 2020 14:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=261484</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lagos e la Silicon Valley. Una brulicante metropoli nigeriana, che secondo proiezioni diverrà entro la metà del secolo la città più popolosa al mondo, da un lato; il cuore pulsante del big tech californiano e dell&#8217;economia globale dei dati dall&#8217;altro. Sono questi due centri distanti tra loro che, secondo la virologa Ilaria Capua, rappresentano i nuovi e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/coronavirus-il-pericolo-per-usa-e-nigeria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/coronavirus-il-pericolo-per-usa-e-nigeria.html">Coronavirus, il pericolo per Usa e Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Coronavirus-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Lagos </strong>e la <strong>Silicon Valley</strong>. Una <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/aumento-demografico-e-caos-allorigine-delle-migrazioni-intra-africane.html">brulicante metropoli nigeriana,</a> che secondo proiezioni diverrà entro la metà del secolo la città più popolosa al mondo, da un lato; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html">il cuore pulsante del big tech</a> californiano e dell&#8217;economia globale dei dati dall&#8217;altro. Sono questi due centri distanti tra loro che, secondo la virologa <strong>Ilaria Capua</strong>, rappresentano i nuovi e più delicati focolai di espansione del <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html"><strong>Coronavirus </strong></a>che sarà importante tenere d&#8217;occhio.</p>
<p>A preoccupare la ricercatrice, che attualmente dirige un dipartimento dell&#8217;Emerging Pathogens Institute dell&#8217;Università della Florida, non è tanto la letalità del Covid-19 che,<a href="https://www.fanpage.it/attualita/coronavirus-perche-i-casi-in-usa-e-nigeria-sono-piu-pericolosi-dellepidemia-in-italia/"> scrive su <em>Fanpage.it,</em></a>è abbastanza ridotta quanto il suo &#8220;potenziale distruttivo degli assetti economici, politici e sociali&#8221;. Ne <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-il-coronavirus-sta-affossando-leconomia-globale.html">abbiamo avuto dimostrazione</a> con il <strong>crollo dei mercati</strong> e con le tensioni economiche mondiali, con <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/reportage-coronavirus-lodi.html">la corsa isterica ai supermercati e il diffondersi di voci incontrollate nel nostro Paese.</a></p>
<p>L&#8217;Africa e gli Stati Uniti, in questo contesto, rappresentano chiavi di volta per un possibile ulteriore ampliamento della portata globale del timore per la pandemia. &#8220;Cosa può accadere se il virus si diffonde nei data center o nei campus di Google, Apple o Facebook? E cosa può accadere se uno dei cuori pulsanti dell’Africa, una città che cresce al ritmo di migliaia di abitanti al giorno diventa il focolaio africano del virus? Non lo sappiamo&#8221;.</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti </strong>le debolezze e le inefficienze di un sistema sanitario tanto complesso quanto instabile, privo del necessario potere pubblico di coordinamento e controllo impediscono di poter garantire una pronta ed efficace diagnosi del contagio e rischiano di rendere asimmetrico l&#8217;accesso alle cure. Un&#8217;espansione del coronavirus negli States amplifica le problematiche riscontrate dai critici del modello sanitario eccessivamente centrato sul mercato delle assicurazioni e sul modello privato: come testimonia il caso di un <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/26/coronavirus-torna-dalla-cina-a-miami-e-va-a-fare-un-controllo-in-ospedale-lassicurazione-sanitaria-gli-chiede-oltre-3mila-dollari/5717820/">cittadino di Miami </a>costretto a pagare un conto di 3.270 dollari a un ospedale cui si era rivolto al ritorno da un viaggio in Cina sospettando di essere infetto dal Covid-19, l&#8217;accesso ad una pronta diagnosi potrebbe essere condizionato da muri di natura economico-finanziaria. Fornendo, elettoralmente, un assist a quei candidati alla presidenza, come <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, </strong>che chiedono una sanità pubblica universale e criticano le politiche in materia dell&#8217;amministrazione Trump. Il caso italiano dovrebbe fare scuola, come sottolinea la Capua: &#8220;L’Italia è il primo paese Occidentale che ha sperimentato casi su larga scala il contagio da coronavirus. Proprio per questo, è importante essere d’esempio&#8221;.</p>
<p>In Nigeria, invece, dove il primo contagiato è stato un cittadino italiano, il governo teme ora un&#8217;epidemia. Paesi africani come la Nigeria potrebbero offrire spazio a una crescita del contagio per l&#8217;elevata base demografica e sociale. La Nigeria era pronta a mediare con uno scenario di contagio proveniente dall&#8217;Asia, non dall&#8217;Europa. A livello generale, anche per il professor Aldo Giannuliil rischio mediatico, politico ed economico più grande a livello globale è legato a un diffondersi dell&#8217;epidemia in Africa, fatto che non solo creerebbe disagi sociali notevoli ma contribuirebbe anche ad aumentare il senso generale d&#8217;incertezza. &#8220;Il timore serio è che il contagio possa insediarsi in Africa dove le condizioni igienico-sanitarie sono decisamente disastrose e dove l’epidemia potrebbe espandersi rapidamente, anche se le popolazioni africane, mediamente, si spostano molto meno dei cinesi&#8221;, <a href="https://formiche.net/2020/02/lepidemia-durasse-piu-rischio-contagio-sanitario-ad-economico-secondo-giannuli/" target="_blank" rel="noopener">ha sottolineato Giannuli su <em>Formiche</em></a>.</p>
<p>In Italia le autorità sono riuscite, in fin dei conti, a tirare le fila del contagio, ad affrontarlo, a non farsi sormontare. Il tessuto sanitario ha retto e il panico delle prime ore è rientrate. Il focolaio economico che potrebbe esplodere in California e quello sociale della Nigeria preoccupano maggiormente su scala globale. E vi è la certezza che Paesi come Usa e Nigeria guarderanno all&#8217;Italia per capire come gestire il Coronavirus. Tenere duro e lavorare sodo è più importante ora dopo ora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/coronavirus-il-pericolo-per-usa-e-nigeria.html">Coronavirus, il pericolo per Usa e Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La via &#8220;sovranista&#8221; della Merkel contro i giganti del web</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-via-sovranista-della-merkel-contro-i-giganti-del-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 14:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=256570</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1402" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania Merkel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681.jpg 1402w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681-1024x608.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1402px) 100vw, 1402px" /></p>
<p>La Germania di Angela Merkel non si fa intimorire dalla scelta dell’amministrazione Trump di difendere a spada tratta i giganti tecnologici statunitensi e manovra in modo tale da ottenere un margine di gestione politico delle loro attività in terra tedesca. I governanti tedeschi hanno presentato un disegno di legge finalizzato a rafforzare le competenze dell’ufficio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-sovranista-della-merkel-contro-i-giganti-del-web.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-sovranista-della-merkel-contro-i-giganti-del-web.html">La via &#8220;sovranista&#8221; della Merkel contro i giganti del web</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1402" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania Merkel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681.jpg 1402w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-riceve-Kurz-La-Presse-e1580827410681-1024x608.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1402px) 100vw, 1402px" /></p><p>La <strong>Germania </strong>di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a> non si fa intimorire dalla scelta dell’amministrazione Trump di difendere a spada tratta i <strong>giganti tecnologici </strong>statunitensi e manovra in modo tale da ottenere un margine di gestione politico delle loro attività in terra tedesca.</p>
<p>I governanti tedeschi hanno presentato un disegno di legge finalizzato a rafforzare le competenze dell’ufficio federale antitrust sulle multinazionali del big tech, principalmente <strong>Amazon e Google, </strong>per evitare casi di concentrazione industriale che possano ostacolare il mercato interno e creare posizioni dominanti al suo interno.</p>
<p>Il ministro dell’Economia <strong>Peter Altmeier </strong>ha definito lo strumento come funzionale a ottenere un “controllo più stretto su eventuali pratiche abusivi dei colossi digitali” in campi come lo sfruttamento a fini di mercato dei dati della clientela, la vendita degli stessi anche tra piattaforme con comune proprietario (<strong>Instagram e Facebook, </strong>ad esempio) e la mancata comunicazione delle informazioni raccolte a chi ne faccia richiesta.</p>
<p>Si tratta della prima proposta di legge che formalizza, nero su bianco, controlli più stringenti ai colossi del web. E Berlino la plasma pensando al suo interesse nazionale e alla volontà di prevenire gli abusi di mercato, nonché alla tutela dei <strong>campioni nazionali </strong>nei settori ad alto tasso d’innovazione, come <strong>Bosch </strong>e, soprattutto, <strong>Sap, </strong>l’impresa che fornisce l’omonima piattaforma gestionale multifunzione che sta sviluppando capacità computazionali di prima grandezza.</p>
<p>Il <em>Financial Times</em> ha definito <em>techlash</em> l’ondata di appelli alla regolamentazione dei giganti del web che sta montando nel contesto europeo e il discredito crescente che le società del Vecchio Continente hanno sviluppato nei confronti della<strong> Silicon Valley, </strong>fonte di pressione sui governi per azioni incisive. La legge tedesca, in particolar modo, darà alle autorità più spazio per “stabilire in che caso una compagnia può essere definita dominante in un particolare mercato. L’agenzia antitrust, in questo caso, potrà proibire materialmente alle piattaforme in questione di garantire un <strong>trattamento preferenziale </strong>ai propri prodotti a scapito di quelli prodotti dai rivali”.</p>
<p>La Germania non è sola nell’operare contro l’ipertrofia dei colossi del web, per quanto questa sia la prima legge che imponga un limite <strong>operativo prima ancora che fiscale</strong>. Francia e Italia hanno posto in essere la <a href="https://www.theitaliantimes.it/economia/web-tax-italia-cos-e-come-funziona-imposta-sulle-transazioni-digitali_270120/">tassa sui servizi digitali</a>; Parigi e Berlino <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-volta-le-spalle-a-google-e-passa-a-qwant-per-tutelare-la-sicurezza-digitale.html">hanno sviluppato il motore di ricerca “autarchico” <strong>Qwant</strong></a>; il Regno Unito ha recentemente sbattuto la porta in faccia alla Silicon Valley <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-schiaffo-di-boris-johnson-a-trump-sul-5g.html">non chiudendo al 5G</a> costruito dalla cinese Huawei. E a parlare di riconquista della “sovranità” dalla dominazione tecnologica statunitense, che si sostanzia nel controllo dei dati prodotti dai cittadini, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lonu-approva-il-sovranismo-informatico-di-cina-e-russia.html">non sono solo attori come Russia e Cina.</a></p>
<p>Al recente forum di Davos, la presidente tedesca della Commissione Ue, Ursula von der Leyen<strong>, </strong>ha dichiarato che “la priorità dell’Europa è l’autonomia strategica e la sovranità digitale”. E nel sovranismo informatico la Germania ha fatto passi da gigante, come <a href="https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/smart-city-sicurezza-dati-5g-italia-rischi-furti-cyberattacchi/366c6500-8ec4-11e9-aefd-b9bfecbb01f9-va_preview.shtml?fbclid=IwAR0XcC8RFSNSa-VXV7YA5XfiAzchVyqtDQiLzyFtZT3PsnTmqgfLfuOSnxo&amp;reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=-obP3yLp&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fdataroom-milena-gabanelli%2Fsmart-city-sicurezza-dati-5g-italia-rischi-furti-cyberattacchi%2F366c6500-8ec4-11e9-aefd-b9bfecbb01f9-va.shtml%3Ffbclid%3DIwAR0XcC8RFSNSa-VXV7YA5XfiAzchVyqtDQiLzyFtZT3PsnTmqgfLfuOSnxo">ricorda <strong>Milena Gabanelli </strong>nella sua rubrica sul <em>Corriere della Sera</em>:</a> “Oggi i nostri dati, seppur parcheggiati,  su server europei sono accessibili ai colossi tech Usa, che li usano a loro piacimento per trarne profitto”, fa notare l’ex conduttrice di “Report”, aggiungendo poi che “il governo tedesco ha realizzato in Germania una serie di cloud (<a href="http://www.startmag.it/innovazione/gaia-x/">Gaia)</a> che permette di affrancarci dai colossi americani, poiché si tratta di un “hangar” fisicamente posizionato in Europa”. Gli Stati europei si vanno via via rendendo conto dell’importanza della sovranità sui dati. Destinati ad essere il “petrolio del XXI secolo” e assurgere al ruolo di <strong>asset strategico </strong>di fondamentale importanza. Berlino fa da capofila: bisogna ora capire come si adatteranno gli altri Paesi europei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-sovranista-della-merkel-contro-i-giganti-del-web.html">La via &#8220;sovranista&#8221; della Merkel contro i giganti del web</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I favori fiscali ai giganti del web</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 07:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=255433</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Google finanza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse-1024x699.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I nuovi oligarchi dell&#8217;economia mondiale, i giganti del web, sono gravati da carichi d&#8217;imposta risibili rispetto alle loro potenzialità contributive, alla loro capitalizzazione e alla dimensione dei loro utili. Nel solo decennio 2010-2019, secondo quanto stimato dall&#8217;ong britannica Fair Tax Mark, sarebbe stato pari a circa 100 miliardi di dollari il volume di imposte eluso o evitato ai sei più grandi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html">I favori fiscali ai giganti del web</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Google finanza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/google-La-Presse-1024x699.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I nuovi oligarchi dell&#8217;economia mondiale, i <strong>giganti del web, </strong>sono gravati da carichi d&#8217;imposta risibili rispetto alle loro potenzialità contributive, alla loro capitalizzazione e alla dimensione dei loro utili. Nel solo decennio 2010-2019, secondo quanto stimato dall&#8217;ong britannica Fair Tax Mark, sarebbe stato pari a circa 100 miliardi di dollari il volume di imposte eluso o evitato ai sei più grandi colossi tecnologici statunitensi a livello globale.</p>
<p>Amazon, Facebook, Google, Netflix, Apple e Microsoft hanno beneficiato dei colossali sconti fiscali impostati dall&#8217;amministrazione Trump, che ha fatto decollare dividendi e utili dei grandi della finanza Usa (da Wall Street alla Silicon Valley), dei regimi favorevoli di imposizione di Paesi europei come l&#8217;Irlandae, nella loro madrepatria, di politiche locali smaccatamente costruite per favorirne il radicamento, in una corsa alla competizione tra i principali centri urbani. Poche settimane fa, infatti, l&#8217;amministrazione democratica di <a href="https://www.businessinsider.com/amazon-headquarters-hq2-city-incentives-taxes-2017-11?IR=T&amp;fbclid=IwAR3g6kDOTPq_R76tL6pqX0eg_-9uFszF8AifBTep4hGySN_HHBcBbU1wsw8"><strong>Chicago</strong> ha destato scalpore con l&#8217;offerta fatta a Amazon</a> di incamerare nei suoi conti 1,32 miliardi di tasse sul reddito dovute alla municipalità per convincere il colosso della logistica a costruire in Illinois la sua seconda casa madre.</p>
<p>Un vero e proprio <strong>appannaggio, </strong>che estende al big tech la diffusa pratica delle città statunitensi di sussidiare con gli sconti fiscali le grandi imprese, eventualità che succede già con colossi come Walmart, Google, Target, Sears, Boeing. Per la cronaca, Chicago non è riuscita a convincere l&#8217;azienda. Amazon ha selezionato Arlington (Virginia), a due passi Pentagono, tra i principali committenti e controllore strategico dei giganti del web, completamente inseriti nella grande strategia degli Usa. Che non lesinano aiuti economici ai loro campioni nazionali per mantenere saldamente le tinte a <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/limpero-informatico-americano-mezzo-secolo-dopo/">stelle e strisce della rete globale</a>.</p>
<p>Mentre le grandi imprese della Silicon Valley, tutte assieme, toccano l&#8217;irreale quotazione borsistica di 5.384 miliardi di dollari (pari a 4.879 miliardi di euro), cioè 2,5 volte il prodotto interno lordo italiano, i loro amministratori delegati, ammantati di progressismo e apertura globale nella retorica che li contraddistingue,<a href="https://it.insideover.com/economia/decollo-di-wall-street-e-disuguaglianze-i-due-volti-della-trumpnomics.html"> brindano a Donald Trump e alla sua riforma fiscale</a>. Più potenti di interi Stati, le grandi compagnie tecnologiche puntano all&#8217;ipertrofia: immaginano l<a href="https://it.insideover.com/economia/il-big-tech-lancia-lassalto-alla-finanza.html">&#8216;espansione del business</a> all&#8217;attività bancaria, sognano addirittura progetti spaziali, sfidano a muso duro i Paesi europei che mirano all&#8217;introduzione della cosiddetta &#8220;web tax&#8221; comunitaria. La quale rappresenterebbe una sfida diretta ai paradisi fiscali occulti nell&#8217;Unione (Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Malta e <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-paradiso-fiscale-ue-cui-nessuno-osa-parlare.html">Paesi Bassi</a>) e uno schiaffo sonoro al governo statunitense. Non a caso salito in cattedra in difesa dei suoi colossi tecnologici.</p>
<p>Siamo di fronte a una distorsione dei mercati senza precedenti nella storia recente dell&#8217;economia mondiale. I grandi attori del digitale esercitano un potere di condizionamento di ampissima portata e un&#8217;influenza politica proporzionale alle loro quotazioni: oltre 60 i milioni di dollari spesi annualmente al Congresso e oltre 20 a Bruxelles per attività di lobbying su larga scala. Che contribuiscono a regimi fiscali favorevoli, favoriti dall&#8217;inserimento di Washington nella <em>race to the bottom </em>della competizione fiscale. Capace di produrre il più <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/i-brindisi-dellelite-di-wall-street-nellera-trump/">grande trasferimento di ricchezza verso l&#8217;1% più ricco della popolazione statunitense che la storia ricordi. </a></p>
<p>Per Washington favorire in maniera sfacciata un settore tanto strategico è una certezza ulteriore dell&#8217;allineamento fedele dei suoi membri nel conflitto tecnologico e geopolitico con la Cina. Ma per l&#8217;Europa uno stato di inerzia nei confronti dei colossi del web è tollerabile? Possono le economie piegate da anni di disinvestimento e dall&#8217;austerità sopportare una discrepanza di trattamento tanto palese? La difficoltà nel rispondere a queste domande ci fa capire quanto sia difficile esercitare vera sovranità di fronte ai grandi potentati economici del mondo odierno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html">I favori fiscali ai giganti del web</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/532 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 14:05:42 by W3 Total Cache
-->