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	<title>sicurezza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 12 Mar 2024 16:13:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>sicurezza Archives - InsideOver</title>
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		<title>Mistero Boeing: trovato morto l&#8217;ex dipendente preoccupato dagli standard di sicurezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/mistero-boeing-trovato-morto-lex-dipendente-preoccupato-dagli-standard-di-sicurezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 16:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing 737]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aerei a terra (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-1024x522.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>John Barnett, considerato un potenziale whistelblower della Boeing, è stato trovato morto negli Stati Uniti per una ferita &#8220;autoinflitta&#8221;. Aveva 62 anni. Trentadue dei quali trascorsi a lavorare per il colosso dell&#8217;industria aerospaziale statunitense noto in tutto il mondo per i suoi aerei di linea, ma anche recentemente, per alcuni problemi relativi alla sicurezza dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/mistero-boeing-trovato-morto-lex-dipendente-preoccupato-dagli-standard-di-sicurezza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="979" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aerei a terra (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Aerei-a-terra-a-Francoforte-La-Presse-e1587456772397-1024x522.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>John Barnett</strong>, considerato un potenziale <em>whistelblower</em> della Boeing, è stato trovato morto negli Stati Uniti per una ferita &#8220;autoinflitta&#8221;. Aveva 62 anni. Trentadue dei quali trascorsi a lavorare per il colosso dell&#8217;industria aerospaziale statunitense noto in tutto il mondo per i suoi aerei di linea, ma anche recentemente, per alcuni problemi relativi alla <strong>sicurezza </strong>dei suoi velivoli. Tutti riscontrati nei modelli più avanzati della flotta su cui operano le principali compagnie aeree del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una brutta coincidenza </h2>



<p>Barnett, ex dipendente della Boeing responsabile della qualità, pensionato dal 2017, era noto alle cronache per aver &#8220;sollevato preoccupazioni&#8221; riguardo gli standard di sicurezza relativi alla produzione dell&#8217;azienda. E proprio in giorni che hanno preceduto la sua morte, aveva <strong>testimoniato</strong> nell&#8217;ambito di una causa aperta contro<strong> Boeing</strong>. La società si è dichiarata profondamente rattristate per la notizia, appresa solo in seguito dalla stampa, e ha espresso cordoglio per l&#8217;ex dipendente. </p>



<p>L&#8217;incidente è avvenuto il 9 di marzo nella contea di Charleston, ma la natura della ferita mortale, associata all&#8217;uso di arma da fuoco, ha provocato una scia di insinuazioni e teorie del complotto collegate alla <a href="https://www.washingtonpost.com/transportation/2024/03/12/boeing-whistleblower-dead-john-barnett/">storia</a> della recente vittima, responsabile dal 2010 della controllo sulla qualità del velivolo <strong>787 Dreamliner</strong>, aereo di linea d&#8217;avanguardia destinato alle rotte a lungo raggio prodotto presso lo stabilimento Boeing di North Charleston, Carolina del Sud.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;gola profonda&#8221; del Sud Carolina</h2>



<p>Secondo un <a href="https://www.nytimes.com/2019/04/20/business/boeing-dreamliner-production-problems.html">articolo</a> del <em>New York Times</em> risalente al 2019, Barnett era stato uno dei numerosi &#8220;<strong>informatori</strong>&#8221; che hanno &#8220;sollevato problemi di qualità nello stabilimento Boeing della Carolina del Sud&#8221;, proprio quello destinato alla produzione dei 787 Dreamliner, dichiarando di aver scoperto &#8220;trucioli metallici lasciati vicino ai sistemi elettrici per i controlli di volo&#8221;: qualcosa che secondo lui avrebbe potuto provocare avere &#8220;risultati catastrofici&#8221; se fossero &#8220;penetrati nel cablaggio&#8221;. </p>



<p>Il <strong>problema</strong>, secondo le testimonianze di Barnett, venne sollevato ripetutamente ai suoi supervisori, che, sempre stando alle dichiarazioni di Barnett, lo avrebbero &#8220;<strong>ignorato e trasferito</strong>&#8221; in un&#8217;altra sezione dello stabilimento Boeing. Sempre nel 2019, Barnett aveva dichiarato alla <em>Bbc</em> come i lavoratori della Boeing posti &#8220;<em>sotto pressione</em>&#8221; per la mole di lavoro avrebbero montato parti &#8220;inferiori agli standard sugli aerei sulla linea di produzione&#8221;; rilevando &#8220;seri problemi  ai sistemi di ossigeno&#8221; utilizzati durante le emergenze ad alta quota. Secondo Barnett i problemi da lui riscontrati potevano &#8220;significare che una maschera respiratoria su quattro non funzionerebbe in caso di emergenza&#8221;. In conclusione, secondo l&#8217;informatore, il processo di assemblaggio affrettato avrebbero <strong>condizionato gravemente</strong> gli standard di <strong>sicurezza</strong>, compromettendola. Una constatazione fermamente negata dalla compagnia.</p>



<p>Per tali ragioni Barnett presentò una denuncia come informatore alla FAA, la <strong>Federal Aviation Administration</strong>, agenzia del Dipartimento dei Trasporti statunitense responsabile per regolare e sovrintendere ad ogni aspetto riguardante l&#8217;aviazione civile nel Paese. Nel 2017, la stessa FAA aveva emesso una direttiva che richiedeva alla Boeing che gli 787 fossero ripuliti dai trucioli prima della consegna. </p>



<p>Nel passato un <strong>portavoce della Boeing</strong> dichiarò al <em>New York Times</em> come le questioni relative alla sicurezza e al controllo qualità di norma venissero “immediatamente <strong>esaminate</strong> e vengono apportate modifiche ogniqualvolta sia necessario”.</p>



<p>L&#8217;avvocato di Barret, intervisto dalla <em><a href="https://www.bbc.com/news/business-68534703">Bbc</a></em>, ha descritto la sua morte come “tragica”. Pervenuta proprio in un momento in cui gli standard di produzione della Boeing e quelli del suo fornitore principale, Spirit Aerosystems, vengono posti sotto attento esame. </p>



<p>Ciò avviene anche in seguito a un incidente cha riguardava una porta pressurizzata. Avvenuto su altro dei velivoli prodotti da Boeing ritenuti &#8220;problematici: uno dei nuovissimi <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/le-vicissitudini-boeing-737-max-l-aereo-maledetto-AFZTEfJC">Boeing 737 Max</a>. In seguito all&#8217;incidente, riscontrato poco dopo il decollo dalla pista dell&#8217;aeroporto internazionale di Porlan, un rapporto preliminare del National Transportation Safety Board degli Stati Uniti suggerì che le quattro chiusure &#8220;progettati per tenere saldamente in posizione la porta, non erano stati montati&#8221;. Proprio la scorsa settimana la FAA aveva reso nota la rilevazione &#8220;diversi casi in cui la società presumibilmente non aveva rispettato i requisiti di controllo della qualità della produzione&#8221;.</p>



<p>Il Boeing 737 Max è divenuto noto alle cronache per essere stato coinvolto negli incidenti della Alaska Airlines che hanno provocato<strong> 346 morti</strong> nel <strong>2018</strong> e <strong>2019</strong>. Ragione per cui la flotta era stata <strong>messa a terra</strong> in tutto il mondo per più di 20 mesi a causa di preoccupazioni e potenziali problemi di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incidente dell&#8217;787 a Aukland e i collegamenti &#8220;forzati&#8221;</h2>



<p>Nella giornata di ieri proprio un <strong>Boeing 787-9</strong> della compagnia cilena Latam impegnato sulla rotta che lo avrebbe condotto da Sydney a Santiago, è stato vittima di un <a href="https://abc7chicago.com/boeing-787-9-dreamliner-latam-airlines-chilean-plane-australia-to-new-zealand/14513460/">incidente</a> mentre era in fase di scalo ad Auckland, Nuova Zelanda. </p>



<p>Quello che è stato riportato come un &#8220;problema tecnico&#8221; provocato da una<strong> turbolenza</strong> ha causato un &#8220;forte movimento&#8221; del velivolo cha ha sbalzato decine di passeggeri all&#8217;interno della carlinga. Portando al ferimento di almeno 50 persone, alcune delle quali hanno riportato fratture. </p>



<p>La Federal Aviation Administration ha segnalato proprio la scorsa settimane un altro problema ai sistemi di sbrinamento dei Boeing 787 Dreamliner secondo quanto riportato dalla <em><a href="https://edition.cnn.com/2024/03/01/business/faa-boeing-737-max-787-dreamliner-safety-issues/index.html">Cnn</a></em>. Problema da collegare, secondo i primi report, ad una <strong>guarnizione difettosa</strong>.</p>



<p>Barnett aveva rilasciato proprio la scorsa settimana una <strong>deposizione formale</strong> mentre veniva interrogato dagli avvocati della Boeing. Nella giornata di sabato sarebbe stato sottoposto ad ulteriore interrogatorio se si fosse presentato. Invece è stato trovato trovato morto nel parcheggio dell&#8217;hotel dove alloggiava.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa si nasconde dietro al boom globale delle società di sicurezza private cinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-nasconde-dietro-al-boom-globale-delle-societa-di-sicurezza-private-cinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[belt and road initiative]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per tutelare le proprie attività nelle aree più instabili del mondo la Cina si affida a società private di sicurezza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_2023073018281251_2c937250262a0f9d1307e08017b39d21-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteggere le <strong>aziende </strong>dislocate oltre i confini nazionali, difendere da ogni tipo di minaccia i <strong>progetti infrastrutturali strategici</strong> costruiti (o in costruzione) con altri partner e, infine, tutelare i milioni di cittadini che vivono all&#8217;estero, soprattutto nelle aree più instabili del pianeta. La continua crescita economica della <strong>Cina </strong>è presto coincisa, negli ultimi due decenni, con un&#8217;enorme espansione dell&#8217;impegno globale di Pechino, e dunque con la sua necessità di salvaguardare i propri <strong>business transfrontalieri</strong>. </p>



<p>Da che cosa? Da eventuali sconvolgimenti geopolitici, come rivoluzioni, ribellioni o guerre. Ma anche dalla piaga del terrorismo e, più in generale, da qualsiasi variabile in grado di compromettere piani prestabiliti. Il Dragone ha iniziato così ad aver fame di <strong>protezione quotidiana</strong>. Una fame amplificata dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html">Belt and Road Initiative (Bri) </a>e dalla presenza, ormai costante, di nutrite comunità di lavoratori cinesi in regioni tumultuose, dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina passando attraverso l&#8217;Asia centrale. </p>



<p>Non avendo tuttavia basi militari all&#8217;estero, ad eccezione dell&#8217;hub di Gibuti, le forze armate cinesi hanno un raggio d&#8217;azione molto limitato, con interventi eccezionali plausibili soltanto di fronte a gravissime crisi, come accaduto in Libia nel 2011 o in Yemen nel 2015. Dunque, se la risposta al mantenimento della sicurezza ordinaria richiesta dagli affari cinesi all&#8217;estero non può arrivare direttamente dall&#8217;<strong>esercito</strong>, ecco che la soluzione abbracciata dalle aziende è coincisa con una combinazione di collaborazione con le autorità dei vari Paesi stranieri e contratti con <strong>società di sicurezza private</strong> (Psc, <em>Private Security Company</em>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le società di sicurezza private del Dragone</h2>



<p>Come ha sottolineato <em>The Diplomat</em>, in Cina si sono così recentemente formate numerose società di sicurezza private per supportare le operazioni cinesi, tanto in patria quanto all&#8217;estero. Il boom del fenomeno è stato evidente, visto che nel 2022 si potevano contare circa <strong>7mila</strong> Psc, e dai 20 ai 40 soggetti di questo tipo attivi all&#8217;estero in <strong>40 Paesi diversi</strong>. Il <em>Center for Strategic &amp; International Studies (Csis) </em>ha persino parlato di <em>Stealth Industry</em>, industria invisibile, per indicare un&#8217;industria consolidata che comprende aziende che offrono <strong>sistemi di sorveglianza</strong> <strong>elettronica</strong>, semplice <strong>consulenza </strong>o anche <strong>personale armato</strong> per difendere fisicamente persone e beni cinesi. </p>



<p>Il think tank <em>Merics</em> ha scritto che la Bri ha ricoperto il ruolo di <strong>catalizzatore </strong>per l&#8217;ulteriore internazionalizzazione delle Psc cinesi. Il ragionamento è semplice: poiché la <strong>Belt and Road</strong> ha spinto le aziende di Stato e altre società di Pechino ad espandersi a livello internazionale, spesso in ambienti rischiosi, le stesse Psc cinesi si sono rivelate utili per risolvere il nodo securitario. Fornendo servizi <em>ad hoc</em> laddove richiesto. </p>



<p>Attenzione però, perché tali attività sono in gran parte <strong>non regolamentate</strong>, né dalle leggi internazionali né da quelle nazionali della Cina, dal momento che i provvedimenti cinesi che regolano il settore della sicurezza si limitano a coprire solo le attività sul suolo domestico, mentre il diritto internazionale rimane vago sulle suddette Psc (anche se &#8220;copre&#8221; le loro azioni in tempi di conflitto). Pertanto, vincolate solo dalle leggi del Paese in cui operano, le società private di sicurezza di Pechino si trovano ad avere un notevole <strong>margine di manovra</strong> per poter pensare di operare con conseguenze legali minime se non nulle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le aree d&#8217;intervento e gli attori coinvolti</h2>



<p>Per quanto riguarda la collocazione geografica, le Psc di Pechino figurano in <strong>Asia</strong>, <strong>Africa </strong>e <strong>America Latina</strong>, nei pressi dei nodi scanditi dalla Bri, e dove i governi locali sono relativamente malleabili. Tre interessanti casi di studio chiamano in causa Pakistan, Sudan e Sud Sudan. </p>



<p>Per quanto riguarda il <strong>Pakistan</strong>, qui è ancora tecnicamente in corso la realizzazione del <strong>Corridoio economico Cina-Pakistan (Cpec)</strong>, il progetto faro della Belt and Road Initiative – valore stimato: oltre 60 miliardi di dollari, <a href="https://it.insideover.com/economia/a-rischio-la-realizzazione-del-corridoio-economico-cina-pakistan.html">con costi in continua crescita </a>&#8211; che dovrebbe collegare la Via della seta marittima della Bri alla sua rotta terrestre, attraverso una rete di 3mila chilometri di strade, ferrovie e oleodotti, per trasportare petrolio e gas dalla città pakistana di Gwadar, sul Mar Arabico, alla cinese Kashgar nello Xinjiang nordoccidentale. </p>



<p>Ebbene, il Cpec attraversa parti insicure del Pakistan, e diverse Psc cinesi affermano di operare in loco, come <strong>HuaXin ZhongAn</strong>, il <strong>Frontier Services Group (Fsg) </strong>e il <strong>China Overseas Security Group (Cosg)</strong>, presumibilmente in sponda con partner locali. Nello specifico, Fsg sostiene che la sua divisione regionale nordoccidentale comprenda servizi in Pakistan, <strong>Afghanistan</strong>, <strong>Kazakistan </strong>e <strong>Uzbekistan</strong>, anche se questo è impossibile da verificare. </p>



<p>La Cina è inoltre il principale partner commerciale sia del <strong>Sudan </strong>che del <strong>Sud Sudan</strong>, al punto che Pechino controllerebbe circa il 75% dell&#8217;industria petrolifera sudanese. Tra gli attori della sicurezza più importanti attivi nella regione troviamo il <strong>Beijing DeWe Security Services (DeWe)</strong>, che sostiene addirittura di aver istituito un ufficio regionale in Sud Sudan e di avere l&#8217;intenzione di costruire un &#8220;<strong>campo di sicurezza</strong>&#8221; permanente nel Paese, in quella che sembra essere la prima struttura privata del genere all&#8217;estero mai stabilita da una Psc cinese. Riflettori puntati anche sul <strong>Vss Security Group</strong> e sul <strong>China Security and Protection Group</strong>. </p>



<p>Nei Paesi dei Caraibi e dell&#8217;America Latina la presenza delle società private di sicurezza cinesi è spesso limitata, oltre che per la mancanza di esperienza in contesti simili, a causa della concorrenza di altre compagnie. Ciò nonostante, la loro azione è dovuta per forza crescere, considerando i circa <strong>200 miliardi di dollari </strong>investiti nella regione, dal 2000 ad oggi, da parte della Cina. E tenendo presente che le strutture di Pechino che operano nei settori minerario, petrolifero o edile del centro e sud America sono continuamente afflitte da problemi di sicurezza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Annullare i rischi</h2>



<p>Gli esempi che illustrano questi <strong>rischi </strong>sono pressoché infiniti, e vanno dai manifestanti che hanno preso il controllo di un giacimento petrolifero controllato dalla Cina a Tarapoa, in Ecuador, nel 2007, agli attacchi contro quello di Emerald Energy in Colombia, nel 2011, con tanto di ostaggi cinesi. Non sono poi mancati scioperi in Bolivia contro alcuni progetti infrastrutturali avallati dal governo cinese in Bolivia, contro la costruzione della diga Patuca III in Honduras o violenze nelle miniere cinesi Shougang Hierro, Las Bambas e Rio Blanco in Perù. Ancor più recenti sono le tensioni che hanno costretto le cinesi Zijin ed Emerald Energy, ancora lei, a sospendere le loro operazioni minerarie e petrolifere in Colombia. </p>



<p>Tra le Psc attive nell&#8217;area latinoamericana citiamo il <strong>China Security Technology Group</strong> in Perù, la <strong>Beijing Dujie Security Technology Company</strong>, con un ufficio in Argentina, mentre il Cosg &#8211; lo stesso trovato in Pakistan &#8211; si sarebbe fin qui limitato a ricercare opportunità nella regione. In Uruguay e Venezuela sono invece presenti Psc cinesi collegate al conglomerato <strong>Tie Shen Bao Biao</strong>. </p>



<p>Più a nord, in America Centrale, la <strong>Zhong Bao Hua An Security Company</strong> spiega di avere una attività di cooperazione strategica a Panama, El Salvador e Costa Rica. La rete di sicurezza allestita dalla Cina comprenderebbe anche fantomatici &#8220;<strong>centri di aiuto cinesi</strong>&#8221; che offrirebbero i loro servigi per effettuare salvataggi urgenti, formazione per l&#8217;integrazione e assistente di vario tipo, oltre a opportunità di lavoro, sempre legate al settore della sicurezza, per progetti in Paraguay, Brasile, Cile, Guyana, Suriname, Ecuador, Colombia, Venezuela, Argentina e Uruguay.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Interessi locali, interessi globali</h2>



<p>Le Psc cinesi non hanno niente a che vedere con il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html">gruppo Wagner</a>. Sono tuttavia considerate dal <em>Csis </em>uno <strong>strumento </strong>che consentirebbe al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/partito-comunista-cinese-storia-fondazione-membri.html">Partito Comunista Cinese (Pcc) </a>di proiettare il suo potere e la sua influenza all&#8217;estero. </p>



<p>&#8220;Questo tipo di proiezione asimmetrica del potere illustra le carenze nel pensiero statunitense convenzionale sulla <strong>proiezione della forza</strong>, e sottolinea come gli avversari degli <strong>Stati Uniti</strong> continuino a utilizzare mezzi irregolari e sottili per danneggiare l&#8217;influenza Usa in tutto il mondo&#8221;, si legge in un paper dello stesso think tank. </p>



<p>Che si tratti o meno di un disegno di Pechino per compromettere l&#8217;azione di Washington, la diffusione delle Psc cinesi rispecchia la forma globale assunta dalla Cina, con interessi rilevanti in ogni regione. In tutto questo è impossibile non concludere parlando della <strong>Global Security Initiative (Gsi)</strong>, i<a href="https://it.insideover.com/difesa/che-cose-la-global-security-initiative-la-nuova-proposta-sulla-sicurezza-globale-della-cina.html">niziativa lanciata dal Dragone</a> per proporre un’<strong>architettura di sicurezza</strong>, prima regionale e poi globale, alternativa all’esistente, considerata da Pechino eccessivamente &#8220;americanocentrica&#8221;. Il boom delle Psc cinesi va anche &#8211; ma non solo &#8211; in questa direzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-nasconde-dietro-al-boom-globale-delle-societa-di-sicurezza-private-cinesi.html">Cosa si nasconde dietro al boom globale delle società di sicurezza private cinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I tre occhi, il nuovo sistema Usa per controllare la Corea del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-tre-occhi-il-nuovo-sistema-usa-per-controllare-la-corea-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 08:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giappone, Corea del Nord e Stati Uniti lavorano per condividere sempre più informazioni per imbrigliare la Corea del Nord: come funziona il nuovo sistema</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-tre-occhi-il-nuovo-sistema-usa-per-controllare-la-corea-del-nord.html">I tre occhi, il nuovo sistema Usa per controllare la Corea del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230626101122764_9fdc50dd18978a72e66e49e7aea12833-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il contrasto allo sviluppo del <strong>programma missilistico nordcoreano</strong> rappresenta attualmente un obbiettivo condiviso da Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, interessate alla preservazione della stabilità dell’area. Sinora l’ostilità reciproca tra Tokyo e Soul ha frustrato gli sforzi statunitensi volti a costruire un meccanismo trilaterale per contenere Pyongyang. Tuttavia le parti sono recentemente riuscite a trovare un accordo in tal senso, segnando un punto importante per la politica statunitense nella regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La minaccia nordcoreana</strong></h2>



<p>Conscia della sua profonda inferiorità convenzionale rispetto alla Corea del Sud, Pyongyang ha condotto negli ultimi anni un massiccio piano di modernizzazione volto a potenziare il proprio comparto missilistico. L’impiego di un massiccio arsenale di <strong>missili balistici</strong> consentirebbe infatti alla Corea del Nord di porre in essere una potente risposta asimmetrica atta a far fronte alla forte superiorità delle forze di Seoul. Il programma si è concretizzato tramite l’istituzione di un ufficio preposto allo sviluppo dei vettori missilistici denominato <em>Missile General Bureu, </em>un drammatico incremento del numero di test missilistici e l’introduzione di nuove tipologie di missili balistici, tra i quali i primi ICBM prodotti nel paese.</p>



<p>La Corea del Nord è pertanto considerata una delle principali minacce alla stabilità della regione, in virtù della propria postura internazionale e dei suoi programmi militari caratterizzati da scarsa trasparenza e dichiaratamente mirati a massimizzare le capacità di Pyongyang di colpire le nazioni vicine con <strong>armi nucleari</strong>. Il contrasto alla minaccia nordcoreana rappresenta un dossier caratterizzato da una profonda convergenza tra Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone, tuttavia Tokyo e Seoul presentano relazioni diplomatiche piuttosto turbolente, dovute alle ostilità risalenti al periodo coloniale nipponico. L’ascesa del nazionalista <strong>Yoon Suk-yeol</strong> ha determinato un significativo miglioramento delle relazioni tra le due nazioni, recentemente espresso nelle rispettive strategie di sicurezza nazionale. </p>



<p>I leader delle tre nazioni hanno tenuto un primo meeting durante il Summit NATO tenutosi nel giugno 2022, durante il quale hanno posto come obbiettivo il rafforzamento dei meccanismi di sicurezza volti a contrastare la minaccia missilistica nordcoreana. Tale obbiettivo è stato poi recepito durante il successivo summit di Phnom Penh, tenutosi nel novembre 2022. Al termine di tale meeting le tre nazioni si sono accordate circa la formazione di un sistema di condivisione delle informazioni in tempo reale tra le tre nazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I “tre occhi”</h2>



<p>Nel maggio 2023 le tre nazioni hanno annunciato il raggiungimento di un accordo finalizzato alla condivisione di informazioni in tempo reale volto a tracciare i lanci missilistici nordcoreani. L’accordo prevede l’impiego del <strong>Comando Indo Pacifico statunitense</strong> situato nelle Hawaii come tramite per collegare i sistemi di monitoraggio bilaterale tra Usa e Corea del Sud e tra Usa e Giappone in un unico sistema. La creazione di un sistema trilaterale di condivisione delle informazioni in tempo reale incrementerà notevolmente le capacità di Corea del Sud e Giappone di intercettare i lanci missilistici nordcoreani. Allo stato attuale le capacità radar giapponesi e sudcoreane si reggono in larga parte su sistemi radar <em>land based </em>e <em>sea based, </em>non adeguati a far fronte ai costanti lanci missilistici di Pyongyang. Un tale sistema migliorerà quindi significativamente le capacità di deterrenza di Seoul nei confronti della Corea del Nord, consentendo di contrastare in maniera maggiormente efficace eventuali attacchi missilistici provenienti da Nord in caso di conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le prospettive future</strong></h2>



<p>Negli ultimi anni il rafforzamento militare della Corea del Nord ha determinato una crescente convergenza relativa agli obbiettivi di politica estera di Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti. La cooperazione trilaterale tra le suddette nazioni è recentemente diventata nettamente più profonda grazie al miglioramento delle relazioni tra Tokyo e Seoul e nel lungo termine si espanderà assumendo nuove funzioni. Il ministro della Difesa giapponese Hamada ha infatti asserito che le tre nazioni si siano accordate sulla condotta di <strong>esercitazioni congiunte</strong> volte ad eseguire manovre anti missile ed anti sommergibile. La creazione di un meccanismo di condivisione in tempo reale delle informazioni circa i lanci missilistici nordcoreani può pertanto rappresentare potenzialmente il primo passo verso la formazione di un vero e proprio meccanismo di contenimento trilaterale a danno della Corea del Nord.</p>
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		<title>Le sviste sui documenti segreti: così la talpa ha bucato il Pentagono</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;immagine monumentale dissacrata dall&#8217;ordinaria pericolosa leggerezza: è quello che sta accadendo in queste ore al Pentagono, sancta sanctorum della Difesa di Washington. Sulla fuga di documenti riservati era stata fatta ogni tipo di ipotesi sui nemici interni ed esterni, passando perfino per l&#8217;idea di uno Edward Snowden bis. Quello che invece emerge pian piano è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;immagine monumentale dissacrata dall&#8217;ordinaria pericolosa leggerezza: è quello che sta accadendo in queste ore al<strong> Pentagono</strong>, <em>sancta sanctorum</em> della Difesa di Washington. Sulla fuga di documenti riservati era stata fatta ogni tipo di ipotesi sui nemici interni ed esterni, passando perfino per l&#8217;idea di uno <strong>Edward Snowden</strong> bis. Quello che invece emerge pian piano è una catena di banali errori di comune cialtroneria che, contravvenendo alla prudenza che certi ambienti dovrebbero praticare, si abbatte su uno dei luoghi che nell&#8217;immaginario collettivo è fra i più impenetrabili. A mandare in tilt l&#8217;intera catena di sicurezza americana il 21enne <strong>Jack Teixeira</strong>, per gli amici smanettoni &#8220;Og&#8221;, tecnico informatico in quel di Cape Cod.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pentagono corre ai ripari</h2>



<p>Appena due giorni fa era emerso dal <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/04/13/suspect-pentagon-documents-leak/"><em>Washington Post</em> </a>che la persona responsabile della fuga di notizie e documenti lavorava in una base militare e avrebbe condiviso i file su una chat con una trentina di persona legate a <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-russia-documenti-usa-razzi-al-sisi-putin.html"><strong>Discord</strong></a>, l&#8217;applicazione popolare tra i <em>gamer</em>. Quasi ridicolo, se non si trattasse di sicurezza nazionale. Considerando il cordone sanitario che alberga attorno all&#8217;edificio stesso del Pentagono (turisti e curiosi vengono braccati anche solo per aver scattato una foto ricordo e obbligati a svuotare le memorie delle loro fotocamere se colti in flagrante), ci si chiede come sia possibile che un addetto ai lavori, dall&#8217;interno, possa minare il sistema passando per il mondo dei videogiochi. </p>



<p>Il momento storico all&#8217;interno del quale tutto questo accade, aggiunge gravità all&#8217;intera vicenda, costringendo la Difesa a chiudersi a testuggine come scrive la <em>Cnn</em>. Come? Limitando l&#8217;accesso ai <em>brief </em>quotidiani disponibili ai funzionari del <strong>Joint Staff</strong>, che riunisce i più alti in grado del dipartimento della Difesa. Molti dei file trafugati, infatti, recavano l&#8217;etichetta del <a href="https://www.jcs.mil/Directorates/J2-Joint-Staff-Intelligence/"><strong>J2</strong></a>, il <em>Joint Staff Intelligence</em>, braccio che si occupa di supportare le operazioni militari. Ridotte mailing list, revisionati gli elenchi di accesso ai file riservati, comunicazioni interne sospese, restrizioni temporanee: è così che si lavora in queste ore a <em>Pentagon City</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La debolezza n.1 del sistema: i file cartacei</h2>



<p>Il caso Snowden del 2013 aveva fatto scuola, sebbene si trattasse di un progetto con una &#8220;levatura&#8221; differente. Dieci anni fa l&#8217;intero mondo del dipartimento della Difesa era stato sottoposto a una <strong>profonda revisione informatica </strong>che potesse proteggere da ulteriori emorragie di informazioni. I documenti che invece sono circolati in questi giorni, non sarebbero delle vere fughe informatiche, tantomeno a firma di <em>hacker</em> esperti. Appartengono in gran parte ai <em>briefing book</em> di cui vengono riforniti i funzionari di alto livello. File dunque copiati, stampati e fotografati che hanno subito un percorso analogico prima di finire su Discord. E considerando le decine e decine di persone che potevano avervi accesso o che li hanno maneggiati, le possibilità di fuga risultano davvero infinite. </p>



<p>Mentre la prima guerra <em>social</em> continua a mietere vittime sul fronte ucraino, il problema rischia di ingigantirsi. Perché coinvolge non solo il <em>modus operandi </em>del Pentagono ma anche la lealtà dei suoi funzionari a vario livello. Ma sono le procedure quotidiane a rendere la vicenda paradossale. Ogni giorno, agli alti ufficiali in grado vengono forniti di<strong> tablet </strong>con le informazioni più recenti. Tuttavia, la Difesa americana, vuoi per praticità che per l&#8217;età media dei suoi dipendenti, sembra preferire il <strong>file cartacei</strong> che, a differenza di Hollywood, non si autodistruggono. Le copie cartacee sono più pratiche: consentono di prendere appunti scritti, sono meglio leggibili per chi deve inforcare gli occhiali e sono impermeabili alle bizze della tecnologia. Enormi raccoglitori di informazioni fanno la spola tra i funzionari di Washington e i loro staff nel bel mezzo di una gran quantità di copie stampate, fotocopie, file copiati e fotografie. Sebbene possa apparire kafkiano che uno dei più grandi Paesi al Mondo venga messo alla berlina per via delle necessità diottriche dei suoi dipendenti, è proprio così che è andata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Web forum e social network sottovalutati</h2>



<p>Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco, il fatto di non essersi accorti della falla nel sistema. <strong>I file circolavano, infatti, da mesi </strong>e questo ha reso ancora più complesso capire come l&#8217;amministrazione li avesse persi. Alcuni alti funzionari erano stati avvisati il 6 aprile scorso, nello stesso giorno in cui il <em><a href="https://www.nytimes.com/2023/04/06/us/politics/ukraine-war-plan-russia.html">New York Times</a></em> diffondeva la notizia. L&#8217;amministrazione Biden ha iniziato, invece, ad occuparsi della vicenda solo dalla scorsa settimana. Nello stesso Paese in cui la <em>National Archives and Records Administration</em> chiede la restituzione di ogni singolo foglio perfino al Presidente, alla fine del suo mandato. </p>



<p>Di fronte a questo caos crossmediale, le fughe non devono sorprendere: questo tipo di file spesso finisce anche in possesso di piattaforme sedicenti OSINT, che non spiegano da dove è stato preso un documento, da chi e perché. E nel tempo, i casi potranno solo che moltiplicarsi, al di là del gradiente di sicurezza utilizzato e della dose di tecnologia utilizzata. Di fronte alla richiesta sul perché nessuno se ne fosse accorto il Pentagono fa spallucce dichiarando &#8220;Non possiamo ancora rispondere&#8221;, che più che un &#8220;<em>no comment</em>&#8221; costituisce una resa parziale all&#8217;evidenza e all&#8217;imbarazzo. </p>



<p>L&#8217;altra colpa grave del sistema è quella di <strong>sottovalutare la rete</strong>. Forse perché controllare il web e le sue articolazioni <em>deep</em> e <em>dark</em>, è davvero impossibile. John Cohen, ex sottosegretario <em>ad interim</em> per l&#8217;intelligence e l&#8217;analisi presso il dipartimento della Difesa, ha infatti più volte dichiarato come Washington non sarebbe in grado di rilevare se una persona o un&#8217;entità dovesse pubblicare informazioni riservate o file classificati su forum o social media. Gravissimo nel Paese dei <a href="https://it.insideover.com/politica/il-times-contro-von-der-leyen-i-pentagon-papers-e-gli-altri-quando-i-giornali-fanno-causa.html"><em>Pentagon Papers</em></a>. </p>



<p>Funzionari di oggi e veterani del settore ripetono costantemente che, mentre ogni agenzia è responsabile delle indagini sulle violazioni dell&#8217;<em>intelligence</em> all&#8217;interno dei propri dipartimenti, non esiste nulla di simile per scandagliare il web e i <em>social network</em>. Cia e Pentagono hanno risposto spesso agli attacchi su questo punto, appellandosi alla volontà di non cedere a sistemi orwelliani sui profili personali dei cittadini americani. Una misura per la pace sociale dopo gli anni bui del <em><strong>Patriot Act</strong></em>? Forse. È dunque possibile-e semmai, credibile- che una delle più grandi <em>intelligence</em> del mondo si immoli per il <strong>Primo Emendamento</strong> al punto da rischiare scivoloni simili? Tutto è possibile. Così, nel bel mezzo della prima vera guerra ibrida della storia, gli Stati Uniti d&#8217;America devono correre ai ripari interrogando le sospettate n.1 di questa storia: <strong>le fotocopiatrici</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html">Le sviste sui documenti segreti: così la talpa ha bucato il Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è la Global Security Initiative, la nuova proposta sulla sicurezza globale della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/che-cose-la-global-security-initiative-la-nuova-proposta-sulla-sicurezza-globale-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 06:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220705194733293_e8af1f056785a7ffb8f7cc60e385105a-2048x1356.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Xi Jinping ha parlato per la prima volta della Global Security Initiative al Boao Forum di Shanghai lo scorso aprile. Il presidente cinese spiegava che la GSI, traducibile come Iniziativa per la Sicurezza Globale, avrebbe fornito un quadro di principi per affrontare al meglio la diplomazia e gli affari globali, così da rendere il mondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/che-cose-la-global-security-initiative-la-nuova-proposta-sulla-sicurezza-globale-della-cina.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Xi Jinping</strong> ha parlato per la prima volta della <strong>Global Security Initiative</strong> al Boao Forum di Shanghai lo scorso aprile. Il presidente cinese spiegava che la GSI, traducibile come Iniziativa per la Sicurezza Globale, avrebbe fornito un quadro di principi per affrontare al meglio la diplomazia e gli affari globali, così da rendere il mondo &#8220;un luogo più sicuro&#8221;. I media cinesi descrivevano l&#8217;iniziativa come &#8220;un altro bene pubblico globale offerto dalla <strong>Cina</strong>&#8221; per contribuire, con &#8220;soluzioni e saggezza cinesi&#8221;, a &#8220;risolvere le sfide alla sicurezza che l’umanità deve affrontare&#8221;. </p>



<p>In quei giorni, pochi oltre la Muraglia si sono interrogati su cosa fosse quel concetto, l&#8217;ennesimo elaborato dal sistema politico cinese. Un concetto che, di lì a poco, sarebbe diventato un perno fondamentale del nuovo disegno ideologico-diplomatico proposto da Pechino. Già, perché la GSI ha trovato spazio nel rapporto di lavoro steso in occasione del <strong>XX Congresso del Partito Comunista Cinese (PCC)</strong>, andato in scena a ottobre. </p>



<p>&#8220;Un antico filosofo cinese ha osservato che tutti gli esseri viventi possono crescere fianco a fianco senza danneggiarsi a vicenda, e che strade diverse possono correre in parallelo senza interferire l’una con l’altra. Solo quando tutti i Paesi perseguiranno la causa del bene comune, vivranno in armonia e si impegneranno nella cooperazione per il reciproco vantaggio, ci sarà prosperità sostenuta e sicurezza garantita&#8221;, dichiarava Xi, fresco di un inedito terzo mandato nel ruolo di segretario del Partito, spiegando che la Cina aveva lanciato la GSI seguendo questo spirito. </p>



<p>Il 21 febbraio è arrivata la consacrazione definitiva dell&#8217;iniziativa, quando Pechino ne ha diffuso il <a href="https://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/wjbxw/202302/t20230221_11028348.html">concept paper</a> in concomitanza &#8211; per altro e non a caso &#8211; con l&#8217;elaborazione di <a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Chinas-Position-on-the-Political-Settlement-of-the-Ukraine-Crisis.pdf">un documento</a> contenente 12 punti suggeriti per la risoluzione della <strong>crisi ucraina</strong>. Se confrontiamo<em> China’s Position on the Political Settlement of the Ukraine Crisis</em> con <em>The Global Security Initiative Concept Paper</em>, notiamo che le somiglianze sono numerose e anche piuttosto evidenti. </p>



<p>Detto altrimenti, il documento relativo al conseguimento della pace in Ucraina altro non è che l&#8217;applicazione della GSI in un caso concreto e specifico, la guerra in Ucraina appunto. Ma, se è davvero così importante per la Cina, che cos&#8217;è e cosa comprende l&#8217;Iniziativa per la Sicurezza Globale avanzata da Xi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza “con caratteristiche cinesi”</h2>



<p>La GSI fa parte della <strong>diplomazia cinese</strong> elaborata, o meglio aggiornata, in concomitanza con l&#8217;ascesa di Xi Jinping. L&#8217;attuale presidente ha più volte posto l&#8217;attenzione sulla necessità di costruire una &#8220;<strong>Comunità umana dal futuro condiviso</strong>&#8220;, concetto in verità menzionato per la prima volta durante il rapporto dell’allora presidente <strong>Hu Jintao</strong> al Congresso del Partito del 2012. </p>



<p>Può sembrare una perifrasi d&#8217;altri tempi collegata ad un lessico marxista estraneo all&#8217;Occidente. In realtà, questo concetto indica la volontà cinese di costruire una <strong>coesistenza pacifica</strong>, intesa come <strong>nuova struttura globale</strong> rispondente a regole e principi in rottura con quelli incarnati dagli attuali equilibri internazionali, considerati dalla leadership di Pechino eccessivamente &#8220;americanocentrici&#8221;. La Comunità umana dal futuro condiviso, poi, si declina in più ambiti, dall&#8217;economia alla salute fino alla sicurezza. </p>



<p>&#8220;Come i passeggeri a bordo della stessa nave, i Paesi devono lavorare in solidarietà per promuovere una Comunità di sicurezza condivisa per l&#8217;umanità e costruire un mondo libero dalla paura e che goda di sicurezza universale&#8221;, si legge nel <strong>concept paper</strong> in fase di presentazione della GSI. Detto altrimenti, poiché oggi i problemi e le crisi internazionali riguardano ogni governo, per superare questi ostacoli la Cina ritiene che sia necessario affidarsi ad una cooperazione tra Stati che trascenda vantaggi di parte e differenze culturali-ideologiche. Anche per quanto riguarda la <strong>sicurezza</strong>, un termine che non deve essere inteso soltanto in relazione alla Difesa e all’ambito militare, visto che nell&#8217;accezione dell&#8217;iniziativa cinese comprende anche alte issue come cibo, clima, energia, catene di approvvigionamento e commercio. </p>



<p>La GSI può quindi essere descritta come un&#8217;iniziativa attraverso la quale la Cina proverà a proporre un&#8217;architettura di sicurezza, prima regionale e poi globale, alternativa all&#8217;esistente. E che, con il passare del tempo, potrà smarcarsi dal sistema di alleanze e partnership create dagli Stati Uniti al termine della Seconda Guerra Mondiale. </p>



<p>Per quanto riguarda i <strong>contenuti</strong>, riassunti nel concept paper, la Global Security Initiative appare alquanto sfumata, e questo perché la Cina intende modellare le proprie iniziative – come del resto è accaduto e sta accadendo alla <strong>Belt and Road Initiative</strong> &#8211; al susseguirsi degli eventi, così da poter adattare i piani all’evolversi della situazione globale. </p>



<p>Nella GSI sono elencati &#8220;<strong>sei impegni</strong>&#8221; da perseguire in politica estera: mantenere l’impegno per una sicurezza globale, cooperativa e sostenibile; rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi; rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite; prendere sul serio le legittime preoccupazioni in materia di sicurezza di tutti i Paesi; risolvere pacificamente le controversie attraverso il dialogo; e mantenere la sicurezza in entrambi i domini tradizionali e non tradizionali. Ricorda qualcosa? Esatto:<a href="https://it.insideover.com/guerra/piano-di-pace-della-cina-guerra-ucraina-ecco-i-12-punti-di-pechino.html"> i punti proposti da Pechino </a>per la risoluzione della crisi ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni degli Stati Uniti</h2>



<p>Se per la Cina la GSI è un&#8217;iniziativa volta a migliorare il mondo, gli <strong>Stati Uniti</strong> la considerano una possibile minaccia. Già, perché, tra le linee, la nuova sfida lanciata da Pechino a Washington non riguarda tanto lo scontro ideologico tra i due Paesi, quanto il modo di concepire l’ordine globale. In altre parole, Xi intende fare leva sui concetti contenuti nella GSI – cooperazione, relazioni tra pari e via dicendo – per scardinare le certezze statunitensi in regioni geopoliticamente rilevanti quali l&#8217;<strong>Asia-Pacifico</strong>, l&#8217;<strong>Africa </strong>e l&#8217;<strong>America Latina</strong>, e cioè nel sud del mondo, dove la maggior parte dei governi fa parte dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo. </p>



<p>Per ogni regione, sottolinea <em>Asia Times</em>, il documento concettuale promuove ruoli di primo piano per le organizzazioni internazionali che sono guidate dalla Cina o escludono l&#8217;influenza degli Stati Uniti, come l&#8217;Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, la Conferenza Cina-Corno d&#8217;Africa per la pace, la governance e lo sviluppo e la Comunità dell&#8217;America Latina e Stati dei Caraibi. </p>



<p>Più in generale, la pubblicazione del concept paper sulla GSI rientra nella campagna di Pechino volta a placare i timori internazionali sul fatto che la Cina voglia diventare una grande potenza a discapito di altri Paesi. Serve, inoltre, anche per finalità interne: per dimostrare al popolo cinese che, sotto il governo del Partito guidato da Xi, l&#8217;importanza e il prestigio internazionale del Paese stanno aumentando di anno in anno, mentre sempre più governi stranieri riconoscono la superiorità della civiltà cinese. </p>



<p>Scendendo nei dettagli, c&#8217;è un estratto del paper sulla GSI che ha fatto scattare diversi campanelli d&#8217;allarme in Occidente. Tra le piattaforme e i meccanismi di cooperazione proposti per raggiungere la sicurezza globale si legge che &#8220;la Cina è disposta a fornire ad altri Paesi in via di sviluppo 5mila opportunità di formazione nei prossimi cinque anni per formare professionisti che affrontino problemi di sicurezza globale&#8221;. </p>



<p>C&#8217;è chi ha tradotto tutto questo nella volontà di Pechino di <strong>addestrare 5mila unità</strong> nei Paesi in via di sviluppo per aumentare la propria influenza sulla sicurezza globale. Nel documento si fa presente che Pechino incoraggerà maggiori scambi e cooperazioni tra le accademie militari e di polizia a livello universitario, rafforzando i <strong>legami di Difesa</strong> con l’Asia, l’Africa e, in generale, con i Paesi in via di sviluppo, fornendo <strong>addestramento militare</strong> e condividendo informazioni di intelligence, anche legate all’antiterrorismo. </p>



<p>Per la Cina, al contrario, non c&#8217;è niente di cui preoccuparsi. La GSI mirerebbe semplicemente ad &#8220;eliminare le cause profonde dei conflitti internazionali&#8221; e a portare &#8220;pace e sviluppo durevoli nel mondo&#8221;. La visione ufficiale del Dragone per le future relazioni estere, in più, include un forte sostegno alle <strong>Nazioni Unite</strong>, definite il &#8220;nucleo&#8221; del &#8220;sistema internazionale&#8221;. </p>



<p>La GSI, accanto alla diffidenza mostrata da gran parte del blocco occidentale, deve però fare i conti con un problema non da poco: la vasta rete di legami militari precedentemente instaurata dagli Stati Uniti con vari Paesi del mondo.</p>
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		<title>Il software russo infiltrato nel cuore dell’Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-software-russo-infiltrato-nel-cuore-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 15:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[National Rifle Association (Nra)]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi federali per la sicurezza (Fsb)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220224111612448_850b5186296a6ad2c69b9e213aac2809-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Neanche l’ermeneutica più audace riuscirebbe a prevedere le strabilianti versatilità dell’intelligence russa, che è capace di rimanere nascosta proprio davanti agli occhi di tutti. Di recente, infatti, un’indagine britannica ha portato alla luce un’inquietante scoperta, dai risvolti raccapriccianti, che potrebbe rivelare pesanti conseguenze per tutto l’Occidente. La Reuters lancia l’allarme a livello globale La notizia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-software-russo-infiltrato-nel-cuore-delloccidente.html">[...]</a></p>
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<p>Neanche l’ermeneutica più audace riuscirebbe a prevedere le strabilianti versatilità dell’<strong>intelligence russa</strong>, che è capace di rimanere nascosta proprio davanti agli occhi di tutti. Di recente, infatti, un’indagine britannica ha portato alla luce un’inquietante scoperta, dai risvolti raccapriccianti, che potrebbe rivelare pesanti conseguenze per tutto l’Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Reuters lancia l’allarme a livello globale</strong></h2>



<p>La notizia rimbalza da Londra a Washington ed è proprio la <a href="https://www.reuters.com/technology/exclusive-russian-software-disguised-american-finds-its-way-into-us-army-cdc-2022-11-14/">Reuters</a> a comunicare al mondo intero che un numero considerevole di applicazioni per cellulari e computers erano state sviluppate da una società ufficialmente considerata americana, ma che in realtà si è rivelata russa.<br>Il polo tecnologico in questione sarebbe Pushwoosh, che ha sede in Siberia e più precisamente nella città di Novosibirsk. L’agenzia britannica rende noto che questa azienda di software si occupava di elaborazione dei dati e, secondo quanto appreso dalle <a href="https://m.jpost.com/business-and-innovation/all-news/article-722578/amp">indagini</a>, avrebbe impiegato all’incirca 40 persone per un giro di affari di circa 2,4 milioni di dollari.</p>



<p>Quest’ultima risulterebbe registrata in Russia e paga tasse al governo di Mosca, sebbene la notizia inquietante è che sui social la stessa si presentava, invece, come statunitense con varie sedi dislocate in California, Maryland e Washington DC. Proprio grazie a questo espediente, infatti, tale società sarebbe riuscita magistralmente ad <strong>infiltrarsi</strong> nell’olimpo del settore industriale e della sanità pubblica statunitense, riuscendo ad eludere l’attenzione dei prestigiosi partners che invece credevano che Pushwoosh fosse totalmente americana. I bersagli sono stati addirittura Apple attraverso la AAPLO e Google con GOOGLO, ma la lista è davvero pesante ed il bollettino includerebbe anche il Center for Disease Control (CDC), l’Esercito degli Stati Uniti, Agenzie governative, la UEFA, il Partito Laburista britannico fino alla National Rifle Association.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ecco perché ora trema l’Occidente</h2>



<p>Le risorse aperte <a href="https://cio.economictimes.indiatimes.com/amp/news/digital-security/russian-software-disguised-as-american-finds-its-way-into-us-army-cdc-apps/95519744">riportano</a> che la CDC ha fatto sapere che il software di Pushwoosh utilizzava la parte del server che aveva accesso solo alle informazioni sulle malattie  e non a quella dedicata alla condivisione dei dati degli utenti. L’Esercito statunitense, invece, da parte sua, avrebbe riferito alla stessa <em>Reuters</em> di aver rimosso, già lo scorso Marzo, un’app contenente Pushwoosh per questioni di sicurezza. Le riflessioni, però, si sono soffermate sul fatto che questo software fosse stato utilizzato presso il National Training Center in California, il che significherebbe che l’eventuale perdita di dati potrebbe rivelare tutti i movimenti delle truppe statunitensi all’estero. Ma sulla questione, successivamente, è intervenuto il portavoce dell’Us Army B. Dubee, il quale ha dichiarato che le forze di terra non hanno subito <strong>“perdite operative di dat</strong>i”, in quanto l’app non ha avuto modo di connettersi alla rete dell’esercito.</p>



<p>Altri attori coinvolti nella vicenda come la UEFA hanno <a href="https://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-11425519/amp/Russian-software-disguised-American-finds-way-U-S-Army-CDC-apps.html">ribadito</a> lo stupore dei colleghi mal capitati, in quanto non credevano vi fossero legami con società russe alla stipula del contratto, perché tutto sembrava essere ufficialmente made in Usa. Sulla stessa stringa ha commentato l’NRA, mentre il Partito Laburista britannico si sarebbe astenuto da rilasciare anche una sola parola sulla questione. Il fondatore di Pushwoosh si è difeso dichiarando che la società non ha avuto intenzione di mascherare le sue origini russe, in quanto essa non ha alcun tipo di legame con il governo di Mosca e memorizza i suoi dati negli Stati Uniti e in Germania. </p>



<p>Ma proprio su questo punto la Reuters riporta anche un’importante indicazione rilasciata da Zach Edwards, un ricercatore di cyber-sicurezza, che fu il primo ad accorgersi della costante presenza del codice dell’applicazione Pushwoosh durante il periodo in cui lavorava per la società Internet Safety Labs. Quest’ultimo ha infatti riferito che i dati raccolti sono simili a quelli incamerati da Facebook, Google e Amazon, ma la differenza è che quelli di Pushwoosh negli Stati Uniti vengono però inviati a server controllati da una società in Russia. Ma, la cosa sconcertante e che può realmente far tremare le poltrone importanti dell’Occidente è che sebbene questa società sul proprio sito <a href="https://m.youtube.com/watch?v=GPBN7FuL3rE">dichiari</a> di non raccogliere informazioni sensibili, Reuters rende noto, invece, che le autorità russe, anche per una questione di sicurezza interna, comunque pretendono che “le aziende locali” consegnino i dati degli utenti alle agenzie di sicurezza nazionali, ed è quindi proprio questo motivo  che ora lascia presagire uno scenario non semplice per la sicurezza di tutto l’Occidente.</p>
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		<item>
		<title>Dai droni alle società di sicurezza: ecco la &#8220;mano invisibile&#8221; della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dai-droni-alle-societa-di-sicurezza-ecco-la-mano-invisibile-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 13:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[belt and road initiative]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Difendere gli investimenti economici all&#8217;estero, soprattutto nelle aree politicamente più instabili, affermare la qualità delle proprie aziende tecnologiche, distribuendone i prodotti a chiunque ne faccia richiesta, e, al tempo stesso, rafforzare i legami con Paesi terzi nell&#8217;ottica di stabilire un nuovo concetto comune di sicurezza. La Cina sta modellando un nuovo ordine globale, da dietro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/dai-droni-alle-societa-di-sicurezza-ecco-la-mano-invisibile-della-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221111142437485_c8139ab1c368d11a98d1bc1d9e41a8d7-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Difendere gli <strong>investimenti economici</strong> all&#8217;estero, soprattutto nelle aree politicamente più instabili, affermare la qualità delle proprie <strong>aziende tecnologiche</strong>, distribuendone i prodotti a chiunque ne faccia richiesta, e, al tempo stesso, rafforzare i legami con Paesi terzi nell&#8217;ottica di stabilire un nuovo concetto comune di <strong>sicurezza</strong>. La <strong>Cina </strong>sta modellando un nuovo ordine globale, da dietro le quinte, facendo leva su un tema caldissimo, quello securitario appunto, assegnandogli un significato che trascende il mero ambito militare. </p>



<p>Le questioni di &#8220;sicurezza con caratteristiche cinesi&#8221; riguardano la Difesa, certo, ma comprendono anche ambiti quali il clima, il cibo, le catene di approvvigionamento, Internet, il commercio e l&#8217;energia. Di pari passo con la sua ascesa politica ed economica, Pechino si sta dunque specializzando nell&#8217;offrire al mondo intero un nuovo paradigma legato alla sicurezza. Il campionario è vasto e la Cina ha messo sul tavolo molteplici pedine. </p>



<p>Si va dalle <strong>società di sicurezza privata</strong> (PSC, <em>Private Security Company</em>) cinesi, pronte a garantire gli interessi globali in espansione del Paese, agendo anche come uno strumento strategico per assicurare una presenza armata in aree chiave in mezzo alle crescenti tensioni con gli Stati Uniti, alle centinaia di milioni di <strong>telecamere a circuito chiuso</strong> distribuite da società cinesi in decine di migliaia di città sparse in tutto il mondo. Per non parlare, poi, della fiorente industria dei <strong>droni </strong>cinesi, che ha ormai surclassato i rivali occidentali e messo stabili radici in Medio Oriente (e non solo), e della volontà del Dragone di offrire <strong>addestramento </strong>ad <strong>agenti di polizia</strong> di Paesi esteri desiderosi di accrescere le loro competenze. </p>



<p>Per la Cina, tutto questo, è un tassello in più che si aggiunge al processo di <strong>maturazione </strong>della nazione. Un segnale, nonché un marchio distintivo che, nel lungo periodo, dovrebbe certificare l&#8217;ingresso, o meglio il ritorno, di Pechino nel novero delle grandi potenze capaci di influenzare la comunità internazionale. Per il blocco occidentale, Stati Uniti in primis, il dinamismo cinese è invece sinonimo di <strong>pericolo</strong>. Washington considera infatti la sicurezza uno dei tanti cavalli di Troia che la Repubblica Popolare Cinese utilizzerebbe per controllare Paesi terzi. La &#8220;mano invisibile&#8221; della Cina diventa così una minaccia mortale, addirittura una sfida sistemica. Al di là delle rivalità geopolitiche tra l&#8217;Aquila e il Dragone è interessante soffermarci sul <em>modus operandi</em> cinese in materia di <strong>sicurezza globale</strong>.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-cina-rafforza-la-global-security-initiative-il-nuovo-piano-di-xi-per-sfidare-gli-usa.html">Che cos&#8217;è la Global Security Initiative della Cina</a></strong></li><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/il-futuro-di-xi-jinping-e-della-cina-cose-e-cosa-prevede-il-xx-congresso-del-partito-comunista-cinese.html">Cos’è e cosa prevede il XX Congresso del Partito Comunista Cinese</a></strong></li><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/i-droni-prodotti-dalla-cina-conquistano-medio-oriente-e-africa.html">I droni cinesi alla conquista di Africa e Medio Oriente</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Le società di sicurezza private e la BRI</h2>



<p>In occasione del XX Congresso del Partito Comunista Cinese, i suggerimenti di <strong>Xi Jinping</strong> sono chiari: la Cina dovrebbe rafforzare la capacità di garantire la &#8220;sicurezza all&#8217;estero, proteggere i diritti e gli interessi dei cittadini cinesi e delle persone giuridiche&#8221; che si trovino oltre confine, lasciando supporre un ruolo più ampio delle società di sicurezza privata nella protezione dei progetti della <strong>Belt and Road Initiative (BRI)</strong>. </p>



<p>Come ha sottolineato <a href="https://asiatimes.com/2022/11/china-private-security-companies-making-a-bri-killing/"><em>Asia Times</em></a>, bisogna distinguere il ruolo delle richiamate società di sicurezza privata, che solitamente proteggono un punto strategico in terra straniera, sia esso un&#8217;ambasciata, un porto o una base militare, da un appaltatore militare privato, il quale si impegna in una più vasta varietà di operazioni militari. </p>



<p>Nel 2018 il think tank MERICS ha realizzato un <a href="https://www.merics.org/en/report/guardians-belt-and-road">report</a> intitolato <em>Guardians of the Belt and Road. The internationalization of China&#8217;s private security companies</em>. Nella ricerca si legge che su 5.000 società di sicurezza privata cinesi registrate 20 forniscono servizi internazionali, con 3.200 dipendenti operanti in Paesi che vanno dal <strong>Sudan </strong>al <strong>Pakistan </strong>passando per l&#8217;<strong>Iraq</strong>. Il loro numero effettivo, a distanza di due anni e in vista dei prossimi, potrebbe aumentare considerevolmente. Un recente <a href="https://jamestown.org/program/the-contemporary-global-security-for-hire-industry-an-overview/">report</a> della Jamestown Foundation intitolato <em>The Contemporary Global ‘Security for Hire’ Industry: An Overview</em> accende i riflettori sul peso che queste società di sicurezza cinesi hanno nell&#8217;industria globale del settore. Mentre l&#8217;industria globale varrebbe tra i 100 e i 224 miliardi di dollari l&#8217;anno, quella cinese all&#8217;estero si aggirerebbe intorno ai <strong>10 miliardi</strong>. Una goccia nell&#8217;oceano, al momento, a maggior ragione se dovessimo fare un confronto con il peso delle società di sicurezza degli Stati Uniti, con Washington che al momento è il maggior consumatore al mondo di servizi militari e di sicurezza privati. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/guerra-via-della-seta-1024x894.png" alt="" class="wp-image-275141" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/guerra-via-della-seta-1024x894.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/guerra-via-della-seta-300x262.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/guerra-via-della-seta-768x671.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/guerra-via-della-seta.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Tornando alla Cina, la maggior parte dei progetti BRI si concentra in ambienti instabili, poveri e attraversati da conflitti, come Pakistan, Nigeria, Myanmar e Sri Lanka. Da questo punto di vista la BRI ha creato e sostenuto la domanda all&#8217;estero dei servizi di sicurezza privati cinesi. Il motivo è presto detto: a causa dei contesti a dir poco turbolenti nei quali sono incastonati gli investimenti cinesi, le risorse e il personale stesso della BRI rischiano di trasformarsi in obiettivi di malcontento da parte di gruppi terroristi, emarginati o estremisti. </p>



<p>Ma per quale ragione la Cina non schiera il suo <strong>esercito </strong>e preferisce affidarsi a queste società private? Affidarsi all&#8217;Esercito Popolare di Liberazione per proteggere i progetti della BRI all&#8217;estero potrebbe innescare nei Paesi in via di sviluppo la percezione del militarismo, dell&#8217;espansionismo e del neocolonialismo cinesi. E cioè le stesse pratiche a cui il presidente Xi allude spesso ritrarre negativamente gli Stati Uniti e l&#8217;Occidente.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/i-10-anni-di-xi-jinping-alla-guida-della-cina.html">I 10 anni di Xi Jinping alla guida della Cina</a></strong></li><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Chi è Xi Jinping</a></strong></li><li><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/gli-indizi-sulla-nuova-strategia-militare-della-cina.html">Gli indizi della nuova strategia militare della Cina</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza con caratteristiche cinesi</h2>



<p>In merito a quanto ricostruito ci sono due interpretazioni. C&#8217;è chi sostiene che la Cina possa utilizzare le società di sicurezza private come semplice elemento di difesa a sostegno dei propri interessi all&#8217;estero, e chi ipotizza un loro utilizzo per scopi geopolitici più ampi. Operando in un&#8217;area grigia legale, sostengono i fautori di quest&#8217;ultima interpretazione, le Psc possono finire sotto il controllo diretto del governo e diventare un <strong>mezzo asimmettrico</strong> che consentirebbe a Pechino di proiettare la propria forza oltre la Muraglia. </p>



<p><em>Nikkei Asian Review</em> ha toccato un altro aspetto cruciale: la Cina sta esportando all&#8217;estero le apparecchiature tecnologiche che utilizza in patria a scopi securitari. Nello specifico, più di 3 milioni di telecamere a circuito chiuso fornite dalla cinese <strong>Hikvision </strong>sono collegate a Internet 24 ore al giorno in ben <strong>33.000 città</strong> in tutto il mondo. Aziende come <strong>Huawei</strong>, inserita nella black list Usa, hanno invece fornito pacchetti &#8220;città intelligenti&#8221; in oltre 160 Paesi e regioni. </p>



<p>Come se non bastasse, vale la pena evidenziare la diffusione delle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong> e delle pratiche di sicurezza in stile cinese. Lo scorso ottobre, ad esempio, un gruppo di 32 agenti di polizia delle Isole Salomone è volato in Cina per studiare le tecniche di polizia locali. Pechino ha poi annunciato di voler costruire un complesso di <strong>addestramento </strong>delle forze dell&#8217;ordine in Tagikistan, dopo che Xi si è offerto di addestrare migliaia di ufficiali e di istituire una struttura di istruzione antiterrorismo per gli Stati membri dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Agli occhi di Pechino queste pratiche rientrano nella <strong>Global Security Initiative</strong>, &#8220;un nuovo concetto di sicurezza che può sostituire il confronto e la mentalità a somma zero con dialogo, partnership e risultati vantaggiosi per tutti&#8221;, hanno spiegato le autorità cinesi. </p>



<p>Per quanto riguarda i droni, la Cina è diventata leader mondiale nella produzione di questi apparecchi. Due tipi: la tipologia <strong>Wing Loong </strong>realizzata dal Chengdu Aircraft Industry Group (Caig) e la <strong>Cai Hong “Rainbow”</strong> che fa capo alla Chinese Aerospace Science &amp; Technology Corporation (Casc). Entrambi sono in grado di attaccare bersagli da distanze di sicurezza usando bombe guidate dal Gps e missili controllati. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno usato Wing Loong per mettere lo Yemen a ferro e fuoco; l’Egitto, invece, li ha utilizzati per togliere di mezzo gli insorti nel Sinai. La Cina fa affari d’oro, come ha confermato il <em>South China Morning Post</em>, secondo il quale, all’inizio del 2018, Pechino avrebbe esportato 30 droni CH-4B per un totale di 700 milioni di dollari.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 06:18:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-300x257.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1024x877.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-768x658.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1536x1316.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-2048x1754.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni grande potenza che possieda delle aspirazioni egemoniche su ciò che viene ritenuto spazio vitale, o estero vicino o sfera di prosperità, ha l&#8217;imperativo di trasformare i subordinati in satelliti, possibilmente attraverso la realizzazione di agende di assimilazione culturale – che facilita l&#8217;assoggettamento politico – e la costituzione di alleanze multisettoriali, meglio se riguardanti la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">Che cos&#8217;è l&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-300x257.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1024x877.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-768x658.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1536x1316.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-2048x1754.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ogni grande potenza che possieda delle aspirazioni egemoniche su ciò che viene ritenuto spazio vitale, o estero vicino o sfera di prosperità, ha l&#8217;imperativo di trasformare i subordinati in satelliti, possibilmente attraverso la realizzazione di agende di assimilazione culturale – che facilita l&#8217;assoggettamento politico – e la costituzione di alleanze multisettoriali, meglio se riguardanti la sicurezza della comunità.</p>
<p>La<em> dura lex</em> delle potenze che sognano l&#8217;impero non ammette deroghe, pena la costruzione di ordini intrinsecamente fragili, e spiega perché, ad esempio, gli <strong>Stati Uniti</strong> abbiano istituito l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html">Alleanza Atlantica</a> (e <strong>non</strong> vogliano un esercito autonomo europeo) e perché l&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> abbia avuto il Patto di Varsavia. E spiega anche perché la <strong>Federazione russa</strong>, nell&#8217;immediato post-<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html?fbclid=IwAR2VfgrR25XhBtZ9LsUjKP6E9aju_5d7zqnY0n-YeBrD55HNjSJX-kuNe3c">guerra fredda</a>, abbia dato vita all&#8217;<span style="font-size: 1rem;"><strong>Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</strong>, della cui esistenza il pubblico laico, non specializzato, è venuto a conoscenza nel gennaio 2022, in occasione dello scoppio della<a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-in-kazakistan-spiegata.html?fbclid=IwAR2nKj3KjHFOkk5mE-lOaSaJjITeSGtLTav-A80brSg3olnIhDEQI6Exjhk"> crisi kazaka</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">Che cos&#8217;è l&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>È tempo di una nuova alleanza per il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-tempo-di-una-nuova-alleanza-per-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 12:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missile-Patriot-La-Presse-e1569085852231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missile Patriot" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missile-Patriot-La-Presse-e1569085852231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missile-Patriot-La-Presse-e1569085852231-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missile-Patriot-La-Presse-e1569085852231-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Missile-Patriot-La-Presse-e1569085852231-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno di recente annunciato la rimozione di una parte del sistema missilistico Patriot dall’Arabia Saudita e la riduzione del numero di soldati impiegati nella missione di peacekeeping nel Sinai egiziano. Si tratta di decisioni che avranno delle conseguenze importanti sulla sicurezza di Arabia Saudita, Egitto e Israele e che danno ancora una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/e-tempo-di-una-nuova-alleanza-per-il-medio-oriente.html">[...]</a></p>
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<p>A modificare ulteriormente l’approccio degli Usa verso il Medio Oriente ha contribuito anche l’attuale pandemia causata dalla diffusione su scala planetaria del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">coronavirus</a>. I danni economici causati dal Covid-19 porteranno inevitabilmente a una riduzione ed a una redistribuzione degli investimenti americani su tutti i settori, incluso quello della sicurezza.</p>
<p>Alla luce di ciò, diventa sempre più impellente per gli Stati mediorientali così come per gli Stati Uniti stessi domandarsi quali possano essere le alternative al modello attuale, basato principalmente sulla presenza e sugli investimenti americani e privo di un coordinamento tra i Governi (e le monarchie) della regione.</p>
<h2>Le alleanze regionali esistenti</h2>
<p>Molto spesso gli analisti si sono domandati perché in Medio Oriente non sia mai nata un’organizzazione internazionale sul modello della NATO con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la stabilità regionale. La risposta abbastanza unanime a tale quesito è che in questa particolare area del mondo non si siano verificate le condizioni che in Occidente hanno portato alla nascita dell’Alleanza atlantica e che proprio la mancanza di una minaccia comune non abbia permesso agli Stati mediorientali di unirsi mettendo da parte differenze e reciproca diffidenza.</p>
<p>Ad oggi, gli unici due organismi ancora in piedi che hanno aperto la strada verso la cooperazione e la collaborazione regionale restano la Lega Araba e il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), pur con i loro ben noti punti deboli. La prima è l’organizzazione multilaterale araba più longeva nata sulla scia del movimento pan-arabo degli anni ’90, ma ha dimostrato una scarsa capacità di intervento coordinato in caso di conflitto o di minaccia alla stabilità regionale e non è stata in grado di promuovere la cooperazione tra i suoi 22 membri. Il CCG ha invece cercato negli anni di migliorare la cooperazione tra i suoi aderenti da un punto di vista militare &#8211; puntando per esempio all’integrazione degli apparati bellici &#8211; ma i risultati sono stati abbastanza deludenti. A ciò si aggiunge inoltre la spaccatura interna al Consiglio: dal 2017, il Qatar è stato isolato e sottoposto a embargo dagli altri membri e la frattura non è ancora stata sanata.</p>
<p>Altri tentativi degli Stati mediorientali di unirsi per fronteggiare una minaccia comune alla stabilità regionale sono da rintracciare per esempio nelle alleanze create dal 1948 in poi contro Israele e i cui scarsi risultati in termini militari sono ben noti. Guardando invece al presente, l’ultimo esempio di coalizione creata per garantire la sicurezza regionale è quella guidata dall’Arabia Saudita e appoggiata principalmente dagli Emirati Arabi Uniti contro i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html" target="_blank" rel="noopener">ribelli houthi</a> in Yemen. Anche in questo caso i risultati non sono stati dei migliori se si considera lo stato attuale del conflitto a cinque anni dal suo inizio.</p>
<p>Anche le operazioni contro lo Stato islamico, come ricorda l’Ufficiale americano Christian Heller, hanno messo in luce la scarsa capacità degli Stati mediorientali di reagire in autonomia alle minacce alla propria stabilità. La lotta all’Isis ha certamente coinvolto le nazioni della regione, ma a sostenerne realmente il peso sono stati gli Stati Uniti e l’Ue.</p>
<h2>Ipotesi per il futuro</h2>
<p>Una delle ipotesi attualmente al vaglio dell’Amministrazione Usa è la creazione dell’<strong>Alleanza strategica per il Medio Oriente</strong> (Middle East Strategic Alliance o MESA), formata dagli Stati del CCG – ossia Qatar, Bahrein, Arabia Saudita, UAE, Oman e Kuwait – e da Egitto e Giordania. A lanciare l’idea nel 2017 era stato il presidente Donald Trump durante un viaggio a Riad: il MESA dovrebbe contenere l’espansione iraniana e promuovere la sicurezza regionale, permettendo una graduale riduzione dell’impegno militare ed economico Usa nell’area. Ma i problemi da superare perché una simile alleanza possa nascere, <a href="https://www.arabnews.com/node/1672206" target="_blank" rel="noopener">come ricorda Luke Coffey</a> dell’<em>Allison Center for Foreign Policy</em>, sono principalmente tre. Il primo è la sopracitata frattura all’interno del CCG; il secondo è la mancanza di un consenso sul focus primario del MESA, che alcuni vedono come un’alleanza di tipo economico o energetica piuttosto che militare; il terzo è l’assenza di un nemico comune. Quest’ultimo secondo gli Usa dovrebbe essere rappresentato dall’Iran, ma non tutti i membri dell’ipotetico MESA vedono in Teheran la principale minaccia alla loro sicurezza.</p>
<p>Ad oggi, quindi, non sembra possibile avviare la creazione di una simile alleanza ma ci sono strade intermedie che possono essere percorse per dare vita a un nuovo sistema di sicurezza regionale. Come spiega sempre Coffey, gli Usa dovrebbero procedere per gradi lavorando prima con numero ancora più ridotto di Stati fino a gettare le fondamenta per la creazione effettiva del MESA. Perché ciò avvenga, è necessario puntare non tanto sull’identificazione di un nemico comune quanto sull’importanza di eliminare i divari a livello militare e di sicurezza esistenti tra i diversi Paesi. Inoltre, Washington dovrebbe lavorare anche a livello <strong>economico ed energetico</strong> per incentivare la cooperazione tra le diverse nazioni su più fronti e rendere così più stabili i rapporti tra di esse. Ovviamente la piena realizzazione di questo piano richiederà tempi abbastanza lunghi, trattative costanti e la mediazione degli Usa. In ogni caso, che si stabiliscano alleanze regionali in vista del MESA o che si implementi direttamente tale Alleanza, gli Stati Uniti difficilmente potrebbero ridurre a zero la propria presenza e i propri investimenti in Medio Oriente. Ma è giunto il momento di trovare un&#8217;alternativa alla dipendenza dagli Usa.</p>
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		<title>Guerriglia urbana a Bruxelles (nonostante la quarantena)</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/guerriglia-urbana-a-bruxelles-nonostante-la-quarantena.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gombacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 15:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vigilia di Pasqua violenta quella passata a Bruxelles. Nonostante la quarantena, nella notte tra sabato e domenica, violenti scontri si sono registrati nel quartiere di Anderlecht portando all’arresto di 57 persone colpevoli di avere assaltato e distrutti mezzi della polizia belga, come riporta la televisione di stato Rtbf. Tutto era incominciato venerdì 10 aprile &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/guerriglia-urbana-a-bruxelles-nonostante-la-quarantena.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Beglio-Bruxelles-Molenbeck-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una vigilia di Pasqua violenta quella passata a <strong>Bruxelles</strong>. Nonostante la quarantena, nella notte tra sabato e domenica, violenti scontri si sono registrati nel quartiere di Anderlecht portando all’arresto di 57 persone colpevoli di avere assaltato e distrutti mezzi della polizia belga, come riporta la televisione di stato <em><a href="https://www.rtbf.be/info/societe/detail_anderlecht-tension-autour-de-la-station-clemenceau-suite-au-deces-d-un-jeune-homme-lors-d-une-course-poursuite?id=10480525">Rtbf</a></em>.</p>
<p>Tutto era incominciato venerdì 10 aprile quando una pattuglia della polizia in perlustrazione stava controllando che tutti gli abitanti stessero rispettando la quarantena imposta dalle autorità belghe in seguito all’emergenza coronavirus. Nell’adempiere il loro compito, i poliziotti hanno fermato un giovane che stava girando per le strade in scooter. Quest’ultimo, anziché fermarsi come intimato, è fuggito. Durante l’inseguimento e percorrendo una strada contromano, ha incrociato un’altra vettura della polizia contro la quale si è scontrando morendo fatalmente.</p>
<p>Alcune gang locali, che da sempre mal sopportano i controlli delle forze dell’ordine in alcune zone della città, hanno chiamato a raccolta i loro fiancheggiatori inscenando delle sommosse per protestare contro la morte del giovane ragazzo e, più in generale, per dare un messaggio intimidatorio alle autorità del posto, scoraggiandole a non ispezionare più le “loro” aree di competenza.</p>
<h2>Guerriglia urbana</h2>
<p>Abitanti della zona, asserragliati dentro le loro case in ossequio — loro si — alla quarantena, hanno filmato gli scontri e immediatamente questi video hanno fatto il giro dei social media. Si vedono chiaramente decine di persona sfidare e minacciare a volto coperto la polizia violando in un solo colpo sia le leggi sull’ordine pubblico che le restrizioni dell’isolamento obbligatorio.  In seguito all’escalation di violenze, alcuni vandali hanno preso di mira una camionetta della polizia distruggendone i vetri, prendendola a calci e bucando le gomme. Per fortuna, i poliziotti all’interno erano riusciti a fuggire prima. Scene di una vera e propria guerriglia urbana tanto che la polizia per ristabilire l’ordine ha dovuto fare uso di idranti e caricare a più riprese i manifestanti per disperderli.</p>
<p>Il borgomastro di <strong>Anderlecht</strong> Fabrice Cumps ha chiarito al <em><a href="https://www.lesoir.be/293982/article/2020-04-11/le-bourgmestre-danderlecht-condamne-ceux-qui-ont-attaque-les-policiers-ils-sont">Le Soir</a></em> che la famiglia del giovane morto nell’incidente ha immediatamente fatto un appello alla calma chiedendo di non strumentalizzare quanto accaduto. Ma i manifestanti, non ascoltando la volontà dei famigliari del deceduto e mossi da altri interessi, non hanno voluto fermarsi. Nonostante gli interventi di rinforzi, gli scontri si sono prolungati nella notte tanto che i cittadini potevano sentire degli elicotteri volare nei cieli di Bruxelles per sorvegliare e monitorare eventuali nuovi assembramenti di teppisti.</p>
<h2>Il problema della sicurezza a Bruxelles</h2>
<p>Le forze politiche hanno condannato all’unanimità le violenze dichiarando la loro solidarietà alla polizia. Ma il dibattito sulla sicurezza nella capitale belga (e dell’Europa) si è riaperto. Da ormai più di dieci anni, alcuni quartieri della città non sono più sotto pieno controllo delle forze dell’ordine. Il caso più eclatante finito sui giornali di tutto il mondo è quello di <strong>Molenbeek</strong>, quartiere a nord della città, tristemente famoso per essere la fucina di terroristi islamici dall’attacco alla stazione spagnola di Atocha del 2004 fino ad arrivare agli attacchi terroristici di Bruxelles nel 2016, passando per il Bataclan a Parigi nel 2015.</p>
<p>Altri quartieri, meno noti, sono ormai delle enclave della malavita e la polizia ha difficoltà a mantenerne l’ordine. A pochi passi dalla Grand Place, l’ormai storica scuola ebraica del centro di Bruxelles ha dovuto chiudere i battenti in seguito a numerosi minacce antisemite. I genitori non si fidavano più a mandare in quella zona i loro figli. Troppo pericoloso. Sui murales delle case o delle parrocchie, il viso della Vergine Maria è stato pitturato di nero e una vignetta esce dalla sua bocca con una scritta in arabo “Maria vi vuole bene” per evitare i continui atti vandalici contro le <strong>icone sacre cristiane</strong>.  Le amministrazioni dei vari comuni della città stanno cercando di riqualificare le zone considerate più a rischio. Ma un duro lavoro li aspetta. La radicalizzazione islamica dei quartieri fuori controllo è penetrata in profondità, ad imam salafiti è stato permesso di predicare al di fuori delle regole attirando nuovi adepti specie tra i giovani. Un permissivismo e lassismo ha creato dei veri propri ghetti dove cova un rancore difficile da estirpare. Se questa è la capitale d’Europa…</p>
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