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	<title>Shanghai Archives - InsideOver</title>
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	<title>Shanghai Archives - InsideOver</title>
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		<title>Samarcanda e l&#8217;Asia sono tornati al centro del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/samarcanda-e-lasia-centrale-sono-tornati-al-centro-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 10:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco)]]></category>
		<category><![CDATA[Shanghai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-2048x1316.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Samarcanda esce dal mito e torna nella storia grazie al ventiduesimo summit dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco). La città dell&#8217;Uzbekistan, antico cuore del mondo euroasiatico assieme alla sua regione nei tempi compresi tra l&#8217;impresa orientale di Alessandro Magno, nel IV secolo avanti Cristo, e l&#8217;epopea imperiale di Timur Beg (Tamerlano), che tra Trecento e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/samarcanda-e-lasia-centrale-sono-tornati-al-centro-del-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-2048x1316.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Samarcanda </strong>esce dal mito e torna nella storia grazie al ventiduesimo summit dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shangai.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco)</strong></a>. La città dell&#8217;Uzbekistan, antico cuore del mondo euroasiatico assieme alla sua regione nei tempi compresi tra l&#8217;impresa orientale di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/alessandro-magno-oggi-luzbekistan-crocevia-storia-2023581.html" target="_blank" rel="noopener">Alessandro Magno, nel IV secolo avanti Cristo</a></strong>, e l&#8217;epopea imperiale di Timur Beg (Tamerlano), che tra Trecento e Quattrocento ne fece la capitale dei suoi domini, antico polmone commerciale della storica <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/vie-seta-e-baricentro-storia-mondiale-1938123.html" target="_blank" rel="noopener">Via della Seta</a></strong>, è stata teatro della due giorni in cui il principale gruppo di potenze in dialogo dell&#8217;Asia ha potuto confrontarsi attivamente per la prima volta<a href="https://it.insideover.com/guerra/una-ferita-aperta-nel-cuore-delleuropa-limpatto-di-sei-mesi-di-guerra-in-ucraina.html"> dall&#8217;inizio della <strong>guerra in Ucraina in avanti</strong>.</a></p>
<p>A Samarcanda padrone di casa è l&#8217;<strong>Uzbekistan</strong>, rampante potenza centroasiatica che tra nuovi scenari energetici, attrazione di investimenti, bilanciamenti tra Mosca e Pechino e sguardo privilegiato sul turbolento Afghanistan tornato in mano ai talebani si è costruito un osservatorio privilegiato; ma etnicamente e culturalmente su di essa può rivendicare un&#8217;affiliazione culturale anche il vicino <strong>Tagikistan, che nella capitale Dusanbe </strong>aveva ospitato il summit del 2021. La Cina è attratta dal fascino di Samarcanda per il richiamo alla Via della Seta e non a caso <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-senso-del-viaggio-in-asia-centrale-di-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener">Xi Jinping</a>, </strong>prima di giungere al summit, ha visitato il <strong>Kazakistan, altro Paese membro della Sco </strong>e in cui nel 2013 fu annunciata, per la prima volta, quella che adesso è la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Belt and Road Initiative</strong>.</a> India e Pakistan, partecipi del penultimo allargamento della Sco compiuto tra il 2015 e il 2017, un tempo mete agognate di Alessandro e Tamerlano, si proiettano oggi nel cuore geostrategico dell&#8217;Eurasia; l&#8217;<strong>Iran</strong>, che alla Sco sta entrando a far parte, nella città che fu Babele dei commerci e delle relazioni umane firmando il memorandum di adesione a Samarcanda rompe di fronte al mondo il percepito <strong>isolamento internazionale</strong>. E lo fa in una città legata, in passato, anche alla <strong>Persia sasanide di cui fu una delle perle più fiorenti.</strong> E oltre<a href="https://it.insideover.com/politica/il-gelo-dietro-alle-strette-di-mano-cosa-succede-tra-xi-e-putin.html" target="_blank" rel="noopener"> all&#8217;incontro tra Vladimir Putin e Xi Jinping</a> il summit di Samarcanda passerà alla storia per più di un motivo.</p>
<p>La Sco si scopre sempre meno &#8220;<strong>euroasiatica</strong>&#8221; e sempre più prettamente asiatica. L&#8217;accelerazione della procedura di ingresso di Paesi come la Bielorussia non inganni: la guerra nell&#8217;Est dell&#8217;Europa scatenata da Mosca e le nuove dinamiche geostrategiche e economiche, trainate da settori come l&#8217;energia e le infrastrutture, spostano a Est un baricentro che già diversi indicatori, dalla demografia al Pil, allontanavano dal tradizionale perno tra i due continenti, la Russia.</p>
<p>A Est guarda, per completare il suo irradiamento geostrategico, anche la <strong>Turchia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Recep Tayyip Erdogan</a>, </strong>presente a Samarcanda per accelerare il processo di ingresso come membro osservatore nella Sco. La profondità strategica della Turchia si abbevera di richiami alla storia e all&#8217;antichità delle stirpi turche: e il <i>Büyük Timur İmparatorluğu, </i>l&#8217;Impero timuride fondato da Tamerlano e esistito tra il 1368 e il 1501 avente Samarcanda come capitale, è nella retorica nazionalista ritenuto uno dei sedici &#8220;<strong>Grandi Imperi&#8221; </strong>turchi avvicendatisi nella storia, in un&#8217;epopea nata col Grande Impero Unno nel 220 a.C. e conclusosi con la fine dell&#8217;Impero ottomano nel 1922. Samarcanda fu dominata dall&#8217;Impero degli Unni Bianchi (390-577) e poi da una serie di dinastie turche: il Kaghanato Kazaro (651-983), il Khanato Karakanide (840-1212), l&#8217;Impero selgiuchide (1040-1157) e quello corasimo (1097-1231), il Khanato dell&#8217;Orda d&#8217;Oro (1236-1502) e, da ultimo, quello timuride. <strong>Sette imperi su sedici hanno avuto in Samarcanda la loro &#8220;perla&#8221;</strong> e questo è tanto da rendere la Turchia attenta al richiamo della città dalle cupole turchesi per la legittimazione della sua proiezione in Asia Centrale, in quello che per secoli è stato sintomaticamente definito proprio come &#8220;Turkestan&#8221;.</p>
<p>Il portato storico della simbologia si fonde dunque a ben più cogenti interessi pragmatici nel giustificare la missione della Sco: creare ponti, prospettive securitarie, cooperazione strategica e comunione di intenti nelle regioni dell&#8217;Asia centrale e profonda di comune pertinenza. “Samarcan è una nobile cittade, e sonvi cristiani e saracini”, scriveva <strong>Marco Polo ne <em>Il Milione, </em></strong>ricordando come già nel Duecento il centro dell&#8217;Asia profonda fosse un crocevia di popoli e storie. “Potenza di una città sognata: ci arrivi e ti stupisci che esista davvero”<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/fascino-eterno-samarcanda-1932108.html" target="_blank" rel="noopener">, scrive <strong>Franco Cardini </strong>in <em>Samarcanda – Un sogno color turchese </em>(Il Mulino, 2016),</a> in cui l’arte e i monumenti, ricorda Cardini, mostrano le cure e le attenzioni dedicate da Timur alla sua capitale che avrebbero dovuto nella sua ottica farne “la sua Baghdad, la sua Pechino, la sua Costantinopoli”. Samarcanda non è più solo il grande oltre, ma un <strong>pivot strategico, </strong>cuore pulsante di un Paese che si trova a essere, una volta di più crocevia. E epicentro geografico di una comunità che prova a immaginare un&#8217;altra via alla sicurezza e alla cooperazione nel caos del mondo globalizzato. In cui il <strong>fascino eterno di Samarcanda </strong>continua a attrarre leader e osservatori con il suo portato di storie e incontri umani.</p>
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		<title>Ecco la nuova Cina di Xi Jinping tra ricchezza e riscoperta del passato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-cina-di-xi-jinping-tra-ricchezza-a-pioggia-e-riscoperta-del-passato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 10:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pechino]]></category>
		<category><![CDATA[Shanghai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Pechino) Lungo il secondo anello di Pechino il traffico procede a singhiozzo. Tra le auto di grossa cilindrata sfrecciano viaggiatori in scooter. È difficile assistere a incidenti e collisioni, anche se la Cina detiene il triste primato di morti su strada, con 104 morti ogni 100mila veicoli. Siamo nel cuore pulsante della nuova potenza globale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-cina-di-xi-jinping-tra-ricchezza-a-pioggia-e-riscoperta-del-passato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-cina-di-xi-jinping-tra-ricchezza-a-pioggia-e-riscoperta-del-passato.html">Ecco la nuova Cina di Xi Jinping tra ricchezza e riscoperta del passato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8968420-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Pechino)</strong> Lungo il secondo anello di Pechino il traffico procede a singhiozzo. Tra le auto di grossa cilindrata sfrecciano viaggiatori in scooter. È difficile assistere a incidenti e collisioni, anche se la Cina detiene il triste primato di morti su strada, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-cina-la-lotta-allinquinamento-luci-ombre-della-strategia-pechino/">con 104 morti ogni 100mila veicoli</a>. Siamo nel cuore pulsante della nuova potenza globale che <a href="http://www.occhidellaguerra.it/pechino-crea-un-modello-globale-alternativo-quello-americano/">mira a superare gli Stati Uniti e tornare al centro del mondo</a>. Che sia giorno o notte non importa, che sia mattina presto o l&#8217;ora di punta cambia poco. I quasi 22 milioni di pechinesi non conoscono tregua. Per le strade c&#8217;è un via vai continuo, un dinamismo che rispecchia a pieno la storia economica del Paese.</p>
<p>Da comunismo a consumismo</p>
<p>Gli iPhone imperversano, gli abiti alla moda non mancano. In generale è il valore della vita a essere aumentato, insieme alla qualità. Più si superano gli anelli che circondano la capitale in direzione centro e più si tocca con mano la nuova classe media cinese. L&#8217;apice è Sanlitun, un&#8217;area del distretto di Chaoyang. Qui, tra ristoranti di lusso e boutique d&#8217;alta moda, si muovono le nuove generazioni. Fuori ci sono invece i vecchi, ancora ancorati al mito del comunismo. Sembrano due mondi distanti ma a Pechino riescono a convivere, forti di un patto sociale che garantisce a tutti stabilità e benessere a pioggia.</p>
<p>Limiti da non superare</p>
<p>Se qualcuno dei &#8220;nuovi&#8221; intende superare i limiti consentiti, scattano tre barriere invalicabili. Primo: il controllo dello Stato, tra telecamere e guardie appostate in ogni dove. Secondo: la mentalità sociale, che chiama al rispetto verso i padri in nome della pietà filiale. Terzo: il confucianesimo, ripescato e riabilitato dalle autorità per guidare il comportamento delle persone. Come un corpo unico, la società cinese marcia verso la direzione indicata dal Partito. L&#8217;individualità e l&#8217;individualismo hanno vita breve e, quando consentiti, non devono oltrepassare certi perimetri.</p>
<p>Il passato che ritorna</p>
<p>Pechino è la testa dell&#8217;impero, mente e cervello dello spauracchio giallo. La vetrina storica attraverso cui riscoprire le radici millenarie della civiltà cinese. Con l&#8217;avvento del presidente <strong>Xi Jinping</strong>, il passato ha assunto un ruolo fondamentale nella narrazione del governo. Riscoprire le proprie radici è la <em>conditio sine qua non</em> per guardare al futuro con orgoglio. Ma, come spesso accade, i cinesi non conoscono mezze misure e tutta questa voglia di passato rischia di trasformare Pechino in una cartolina. Tanti <em>hutong</em> sono stati distrutti, altri ricostruiti a imitazione degli originali. Come se non bastasse i mastodontici palazzoni di vetro e acciaio hanno preso il posto delle costruzioni di pietra e legno. Il resto è un mix tra palazzoni squadrati in stile sovietico e alveari, che male si integrano con le tante costruzioni futuristiche a firma di qualche architetto di fama mondiale.</p>
<p>L&#8217;altra Cina</p>
<p><strong>Shanghai</strong> dista circa un&#8217;ora e mezza di volo da Pechino. Le due megalopoli sono quanto mai agli antipodi. La capitale è il centro del potere, a tratti opprimente e in parte conservatrice. Shanghai è invece una vetrina, un laboratorio dove le influenze occidentali entrano in contatto con la Cina. I controlli e le telecamere sono più rari, le persone più internazionalizzate. Il benessere a Shanghai è ancora più evidente rispetto alla capitale. Il governo sta tentando di creare una <strong>classe media controllata</strong>. In cambio di ricchezze ci deve essere fedeltà al Partito. La società è iperconnessa. Acquistare un gelato, pagare la corsa su un autobus o un biglietto per la metro: basta utilizzare il portafoglio virtuale dell&#8217;applicazione <em>WeChat</em>.</p>
<p>La nuova ideologia cinese</p>
<p>Il comunismo da queste parti non ha più ragion d&#8217;essere. Il partito &#8211; che si chiama ancora comunista ma che potrebbe tranquillamente cambiare nome &#8211; utilizza una nuova narrazione. Il socialismo con caratteristiche cinesi è una geniale perifrasi per indicare un&#8217;ideologia che poco ha a che fare con Marx. All&#8217;apparenza ci sono riferimenti all&#8217;epopea maoista ma sotto le ceneri c&#8217;è un fuoco ben diverso. Xi Jinping sta cercando di riportare la Cina al centro del mondo, un Make China Great Again.</p>
<p>Tornare al centro del mondo</p>
<p>Per farlo, Xi intende affidarsi alla cultura autoctona e non a ideologie occidentali. Il comunismo, d&#8217;altronde, nasce in Occidente e non può essere utilizzato come arma per superare la stessa civiltà occidentale. Il piano, neanche più tanto velato di Xi, è quello di proseguire riabilitando la dimensione imperiale della Cina. Il gioco richiede prudenza e gradualità, perché basta poco per provocare risentimenti o sollevazioni. I contadini venerano ancora Mao e l&#8217;etica comunista; i giovani che hanno studiato all&#8217;estero vorrebbero andare oltre. In mezzo c&#8217;è un Presidente che coniuga i due opposti nel nuovo Impero di Mezzo.</p>
<p>Contraddizioni e problemi</p>
<p>Il Dragone è considerato il rivale numero uno degli Stati Uniti. Lo è da un punto di vista macro, ma a livello micro i cinesi hanno ancora molta strada da fare. Tante sono le contraddizioni che la Cina deve neutralizzare per poter fare la voce grossa, a cominciare dal <em>gap</em> sempre più profondo tra la nuova classe media e i contadini delle campagne. Non solo nel reddito pro capite, ma anche e soprattutto nel modo di vivere e pensare. Se la Cina intende davvero diventare un punto di riferimento globale deve fare in modo che la propria cultura possa essere accettata anche all&#8217;estero. Per noi tutto questo appare una contraddizione, ma per i cinesi si tratta soltanto di un aspetto fisiologico di un processo in divenire. “Una volta tutti avevamo due – spiega un tassista di Shanghai &#8211; Oggi c&#8217;è chi ha 10 e chi 4. Ma in fin dei conti tutti, in qualche modo siamo progrediti”.</p>

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