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	<title>Servizi segreti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Servizi segreti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[gru]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1024x632.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-768x474.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1536x948.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-2048x1264.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Gli analisti avrebbero tracciato una delle unità più segrete dell'intelligence russa con la faleristica, lo studio di medaglie e decorazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html">Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1024x632.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-768x474.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1536x948.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-2048x1264.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Svelare unità e operativi del <strong>GRU</strong>, l&#8217;intelligence militare russa, con Osint è possibile? Degli analisti avrebbero &#8220;t<em>racciato l&#8217;infrastruttura di una delle unità più segrete dell&#8217;intelligence russa</em>&#8221; utilizzando la faleristica, ovvero lo studio accademico di medaglie e decorazioni militari, e attraverso altre tecniche Osint, attività di <strong>Open Source Intelligence</strong>. Cosa ne è venuto fuori?</p>



<p>L’analisi delle operazioni informative russe ha spesso sofferto di un limite strutturale: la difficoltà di collegare attività digitali, apparentemente frammentate, a unità militari concrete. Un recente studio basato su tecniche OSINT propone però un approccio diverso, capace di ricostruire – almeno in parte – l’<strong>architettura delle cosiddette </strong><em><strong>Information Operations Troops</strong> </em>del GRU. Il punto di partenza è tanto semplice quanto inusuale: medaglie, distintivi e simboli militari. Attraverso la raccolta e l’<strong>analisi sistematica di immagini pubbliche</strong>, i ricercatori hanno <a href="https://checkfirst.network/wp-content/uploads/2026/02/OSINT_Phaleristics_Unveiling_GRUs_Information_Operations_Troops.pdf">applicato principi di Phaleristics</a> (lo studio delle decorazioni militari, <em>ndr</em>) per individuare ricorrenze, connessioni e riferimenti incrociati tra personale, unità e funzioni operative.</p>



<p>Il risultato della <strong>mappatura preliminare pubblicata da CheckFirst 2026</strong> mostra un ecosistema che, fino a oggi, era noto soprattutto per singoli episodi – attacchi cyber, campagne di disinformazione, operazioni di influenza – ma raramente osservato come struttura organizzata. Citiamo testualmente: &#8220;<em>Sulla base degli indicatori visibili sulle decorazioni che abbiamo analizzato, e corroborati attraverso ricerche open-source, le Truppe per le Operazioni Informatiche (VIO) del GRU sembrano comprendere oggi almeno quindici unità, che abbracciano tre specializzazioni storicamente radicate: crittografia e crittoanalisi, operazioni di rete informatica e operazioni psicologiche. La maggior parte di queste unità precedono la creazione delle VIO e hanno avuto origine all&#8217;interno di diverse branche del GRU. Tuttavia, sono state successivamente riunite sotto una struttura di comando unificata che è stata molto probabilmente istituita nel 2014 e, secondo quanto riferito, supervisionata dall&#8217;Unità Militare 55111 del GRU. Alcune delle unità VIO sono note al pubblico da tempo, in particolare le Unità 26165 e 74455, poiché le rivelazioni pubbliche hanno rispettivamente attribuito loro le operazioni dei gruppi di hacker APT28 e Sandworm. Altre, invece, sono state scarsamente documentate, o non documentate affatto, né precedentemente collegate al VIO, come le unità 20766, 48707 o 20978.</em>&#8220;</p>



<p>Tuttavia, il contributo più rilevante dello studio è l’emersione di strutture meno visibili, che suggeriscono un livello di complessità e coordinamento superiore rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. L’elemento distintivo dell’indagine è il metodo: invece di partire dagli attacchi per risalire agli attori, il processo si sviluppa “<em>dal basso</em>”, aggregando indizi apparentemente marginali. Un <strong>distintivo fotografato durante una cerimonia</strong>, una medaglia conferita a personale tecnico, un simbolo ricorrente su uniformi non ufficiali: ciascun dettaglio diventa un nodo informativo che, se correlato ad altri, contribuisce a delineare una rete. Chi è amante delle trame di spionaggio, ricorderà l&#8217;analisi che si faceva un tempo degli scatti fotografici rubati durante gli eventi pubblici che potevano attirare funzionari e ufficiali di alto livello, come le parate militari nella Piazza Rossa, per studiare i profili, confrontare posizioni, uniformi, gradi, e volti di uomini e donne che potevano essere inviati oltre cortina, sotto copertura, magari proprio in <strong>missione diplomatica</strong> presso le ambasciate.</p>



<p>Dalle evidenze raccolte emerge un quadro che, pur restando incompleto, appare coerente e soprattutto temporalmente radicato: le cosiddette <em>Information Operations Troops </em>del GRU risultano operative almeno dal 2014, in coincidenza con una fase di profonda trasformazione della postura strategica russa nel dominio informativo. Non si tratterebbe, quindi, di strutture nate in modo estemporaneo o reattivo, ma di un dispositivo progressivamente consolidato, verosimilmente articolato in circa quindici unità distinte, ciascuna con funzioni specifiche ma inserita in un disegno complessivo. L’analisi suggerisce infatti una ripartizione lungo tre direttrici principali. Da un lato, una componente tecnico-analitica legata alla <strong>crittografia</strong> e all’<strong>intelligence dei segnali</strong>, fondamentale per l’intercettazione, la protezione e l’elaborazione delle informazioni; dall’altro, un asse più propriamente offensivo, riconducibile alle operazioni cyber, in cui rientrano <strong>attività di intrusione, sabotaggio e accesso illecito ai sistemi</strong>; infine, una dimensione più sfumata ma altrettanto centrale, quella delle operazioni psicologiche e della <strong>disinformazione</strong>, <strong>orientate a influenzare percezioni, narrazioni e comportamenti</strong>. In breve, le azioni più attuali, frequenti e in un certo senso importanti che l&#8217;intelligence moderna può svolgere, dato che nell&#8217;era dell&#8217;informazione telematica la percezione dell&#8217;opinione pubblica, e l&#8217;influenza che si riesce imporre su di essa, può creare una &#8220;vittoria&#8221; prima ancora che essa venga raggiunta, o tramutare una sconfitta sul campo in una vittoria percepita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nella guerra dell’informazione chi è più convincente, vince.</h2>



<p>All’interno di questo perimetro, alcune unità risultano già note alla comunità di analisti, come la 26165, comunemente associata al <strong>gruppo APT28</strong>, <strong>Fancy Bear</strong>, o la<strong>74455</strong>, collegata a operazioni attribuite a Sandworm: sigle che negli anni sono diventate quasi sinonimo delle capacità offensive russe nel cyberspazio. Tuttavia, ciò che conferisce maggiore rilevanza allo studio è l’emersione di ulteriori entità che, fino a oggi, erano rimaste ai margini dell’attenzione o del tutto sconosciute. La loro individuazione, seppur ancora parziale, suggerisce che <strong>l’ecosistema delle operazioni informative del GRU sia più ampio e stratificato di quanto precedentemente ipotizzato</strong>, con livelli di specializzazione e compartimentazione che riflettono una vera e propria istituzionalizzazione della guerra informativa.</p>



<p>Questo approccio evidenzia uno degli aspetti più rilevanti dell’Osint contemporaneo: la capacità di <strong>trasformare dati pubblici e non classificati in intelligence operativa</strong>. In un contesto in cui le organizzazioni militari adottano misure sempre più sofisticate per occultare le proprie attività, l’esposizione involontaria attraverso canali aperti rimane un punto di vulnerabilità. Va tuttavia sottolineato che le conclusioni dello studio restano, per natura, parziali. L’assenza di fonti interne e la dipendenza da materiali <em>open source</em> impediscono di definire con precisione la dimensione delle unità, le catene di comando complete e, soprattutto, il dettaglio delle operazioni condotte.</p>



<p>Nonostante questi limiti, il quadro che emerge è significativo: le operazioni informative non rappresentano più un’estensione accessoria delle attività militari, ma una componente strutturata e istituzionalizzata. L’integrazione tra <strong>cyber warfare </strong>e <strong>guerra psicologica</strong> appare sempre più sistematica, con unità dedicate, simboli identificativi e – verosimilmente – percorsi di carriera specifici. In questa prospettiva, lo studio non si limita a descrivere un insieme di unità, ma contribuisce a ridefinire il modo in cui osserviamo il conflitto contemporaneo. La dimensione informativa non è più un dominio parallelo: è parte integrante del campo di battaglia. E, come dimostra questo caso, può essere analizzata – e in parte svelata – anche partendo da <strong>dettagli</strong> che, a prima vista e per dei &#8220;<strong>non addetti ai lavori</strong>&#8220;, potrebbero sembrare del tutto <em>irrilevanti</em>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html">Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La gonna che lampeggia, il sidro sbagliato, la forca o il doppio gioco: il disastro delle spie naziste in Inghilterra</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/la-gonna-che-lampeggia-il-sidro-sbagliato-la-forca-o-il-doppio-gioco-il-disastro-delle-spie-naziste-in-inghilterra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 15:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T.jpeg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T-300x127.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T-768x326.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T-600x255.jpeg 600w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Tra giugno e settembre del 1940, molte spie tedesche furono spedite nel Regno Unito ma la loro attività si concluse con un disastro. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-gonna-che-lampeggia-il-sidro-sbagliato-la-forca-o-il-doppio-gioco-il-disastro-delle-spie-naziste-in-inghilterra.html">La gonna che lampeggia, il sidro sbagliato, la forca o il doppio gioco: il disastro delle spie naziste in Inghilterra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T.jpeg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T-300x127.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T-768x326.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GQiWW9xakAwIe7T-600x255.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Tra giugno e settembre del 1940, molte <strong>spie tedesche</strong> furono spedite nel Regno Unito, l&#8217;unica potenza europea a non essere caduta sotto il giogo del Terzo Reich, reduce dalla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/dunkerque-guerra-hitler-2053641.html">disfatta di Dunkerque</a> e prossimo obiettivo del Führer.</p>



<p>L&#8217;alto comando di Berlino aveva iniziato a pianificare una possibile <strong>invasione dell&#8217;Inghilterra</strong> &#8211; con il nome in codice di Operazione Leone Marino &#8211; e le spie dell&#8217;Abwehr, il servizio d&#8217;intelligence tedesco, avevano ricevuto l&#8217;ordine di raccogliere quante più informazioni possibile sullo stato delle forze inglesi, oltre a compiere, ovunque potessero, azioni di sabotaggio ai danni di installazioni militari, difese costiere, linee di collegamento e altri obiettivi chiave. L&#8217;Operazione, nome in codice Lena, verrà ricordata come una delle missioni di intelligence più disastrose della storia.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Operazione Lena: in missione per il Führer</h2>



<p>A dispetto delle trame avvincenti di film e romanzi come <em>The Eye of the Needle</em> e <em>The Eagles has Landed</em> (dove ricordiamo un grande <strong>Donald Sutherland</strong>), i servizi segreti nazisti fallirono miseramente nella loro missione, diventando, al contrario, una spina nel fianco per l&#8217;intera strategia di Berlino, che si ritrovò a fare affidamento su informazioni d&#8217;intelligence false, compromesse o &#8220;dopate&#8221; per tutta la durata della guerra, dato che le &#8220;<strong>spie inglesi</strong>&#8221; furono quasi tutte catturate e costrette al doppio gioco per salvarsi dal plotone d&#8217;esecuzione.</p>



<p>Gli agenti tedeschi che raggiunsero le coste dell&#8217;Inghilterra e della Scozia via mare, sbarcando da <strong>piccoli battelli </strong>rilasciati dagli U-boot, pescherecci che dovevano fungere da copertura, o dall&#8217;aria, lanciandosi con il <strong>paracadute </strong>nel cuore del territorio nemico come avrebbero fatto in Europa, e con ben più successo, gli omologhi del SOE, venivano smascherati anche nelle prime 24 ore e consegnati all&#8217;MI5, il controspionaggio inglese, che si trovò di fronte a profili completamente impreparati a operare senza una rete adeguata in territorio ostile. <strong>Talvolta, alcune spie si consegnarono direttamente alla polizia.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="902" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-26-alle-19.13.32.jpg" alt="" class="wp-image-503180" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-26-alle-19.13.32.jpg 902w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-26-alle-19.13.32-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-26-alle-19.13.32-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-26-alle-19.13.32-600x357.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 902px) 100vw, 902px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete di spie impreparata </h2>



<p>Tra gli anni Trenta e la vigilia della guerra, l’Abwehr dell&#8217;Ammiraglio Canaris aveva inviato oltremanica <strong>non meno di 250 agenti </strong>con il compito di mappare aeroporti, fabbriche, depositi di munizioni e infrastrutture energetiche britanniche. Tale rete, venne ritirata gradualmente, richiedendo l&#8217;invio di nuovi agenti che non erano preparati alle operazioni di spionaggio in tempo di guerra. Alcuni di loro non parlavano inglese, altri ignoravano del tutto gli usi e i costumi dell&#8217;<strong>Isola di Albione</strong>.</p>



<p>Nel caso dei quattro agenti che raggiunsero le coste del Kent sbarcando da un peschereccio che era partito da Boulogne nel cuore della notte, la combinazione di una trasmissione via radio facilmente intercettabile, e la richiesta di un <strong>bicchiere di sidro</strong> alle nove del mattino furono sufficiente a smantellare l&#8217;intera squadra. Lo stesso valse per i due agenti che raggiunsero la costa scozzese con un idrovolante e si presentarono con gli<strong> indumenti completamente zuppi </strong>di acqua di mare in una stazione ferroviari. Notati dal bigliettaio, vennero fermati dalla polizia che verificò immediatamente i loro documenti falsi. </p>



<p>Stando ai rapporti del tempo, altri agenti tedeschi si tradirono in modo grottesco: un agente chiese informazioni parlando lo stesso impeccabile tedesco che avrebbe usato Goethe, <strong>un altro tirò fuori dalla tasca dei Reichsmark per pagare il conto un pub,</strong> un altro ancora mise in allerta le autorità dopo aver provato ad acquistare una rivelante dose di agenti chimici che potevano essere impiegati per ottenere materiale esplosivo in una farmacia. In diversi casi, l’inadeguatezza fu tale da spingere gli stessi agenti a consegnarsi spontaneamente alla polizia; uno di loro, appena atterrato, <strong>confessò di essere una spia tedesca a un poliziotto britannico, che inizialmente credette a uno scherzo.</strong></p>



<p>Emblematico il caso del gruppo composto dalla russa <strong>Vera Erikson</strong>, dal tedesco <strong>Karl Theodor Drücke</strong> e dallo svizzero <strong>Werner Waelti</strong>. Sbarcati in Scozia e diretti a Londra, destarono subito sospetti: documenti incompleti, incapacità di comunicare in inglese e un bagaglio contenente armi, materiali tedeschi e ingenti somme di denaro. Arrestati e interrogati, Karl e Werner furono condannati all’impiccagione, mentre la donna evitò la stessa sorte collaborando con le autorità britanniche e diventando un’<strong>agente dell’MI5</strong>.</p>



<p>Il controspionaggio britannico, colse rapidamente tutte le occasioni che la fallimentare operazione Lena gli aveva concesso, trasformando le spie catturate in agenti doppi da inserire nella rete del <strong>Comitato XX</strong> o<a href="https://www.spyculture.com/review-double-cross-system/"> Double-Cross</a>, un sistema ideato <strong>Thomas Robertson</strong>, ufficiale dell’MI5 che aveva proposto di graziare gli agente nazisti scoperti e &#8220;condannati per perfidia&#8221; se avessero accettato di fornire informazioni false ai loro superiori.</p>



<p>Fu il caso di agenti come il danese <strong>Wolf Schmidt</strong> e il finlandese Goesta Caroli, che vennero paracadutati nella zona del Cambridgeshire e riuscirono a prendere contatto con una spia che sembrava essere scampata alle retate di Scotland Yard per stabilirsi a Londra, <strong>Arthur George Owens</strong>. Owens in realtà era stato catturato dal controspionaggio. Operava con il nome di codice di &#8220;<em>Jhonny</em>&#8221; e convinse Schmidt, che assunse il nome in codice &#8220;Tate&#8221;, a inviare &#8220;oltre mille messaggi radio&#8221; con informazioni false all&#8217;Abwehr. Lo stesso accade a due norvegesi, <strong>John Moe</strong> e<strong> Tor Glad</strong>, inviati sulla costa scozzese nel 1941 e immediatamente reclutati e per essere usati dal sistema del Double Cross.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La gonna che lampeggia e le partite di scacchi</h2>



<p>Non tutte le spie tedesche vennero catturate, smascherate e usate dagli inglesi. È il caso degli agente dell&#8217;Abwehr che misero a punto un singolare escamotage per comunicare informazioni attraverso la vetrina di un negozio di Londra.</p>



<p>“<em>Pesanti rinforzi del nemico sono attesi di ora in ora</em>”. “<em>Quattordici fortezze volanti arrivate ieri a Londra, ci si aspetta che i piloti bombardino Kiel</em>”. Questi messaggi estremamente precisi, fatti di punti e linee dell’alfabeto Morse, comparivano &#8220;<em>tratteggiati lungo i contorni luminosi di modellini di abiti femminili</em>&#8221; e in particolare di una <strong>gonna</strong>. Il controspionaggio inglese scoprì il sistema soltanto nel 1942, dopo l’arresto di due spie tedesche. Altri documenti desecretati dimostrarono che Abwher ricorrevano ai più fantasiosi stratagemmi &#8211; o &#8220;tricks&#8221;- per comunicare con Berlino: l’<strong>inchiostro simpatico</strong> o invisibile; gli <strong>spartiti musicali</strong>; le descrizioni di<strong> partite a scacchi</strong>; particolari cartoline per innamorati, che nascondevano minuscoli rotoli di carta che contenevano dei messaggi cifrati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inettitudine o sabotaggio?</h2>



<p>Il fallimento quasi grottesco dell’Operazione Lena ha spinto alcuni storici a ipotizzare che non si sia trattato soltanto di inettitudine di elementi inadeguati, mal selezionati dai reclutatori e addestrati ancora peggio, ma di una silenziosa operazione nell&#8217;operazione, un <strong><a href="https://www.theguardian.com/world/2014/aug/22/botched-nazi-spy-mission-sabotage-germany">sabotaggio deliberato</a></strong> che era innescato all’interno dell’apparato d’intelligence tedesco. Com&#8217;era possibile che all&#8217;interno dell’Abwehr coesistessero sezioni che riuscivano a condurre operazioni relativamente sofisticate con spie e commando perfetti, e altre che aveva scelto di schierare gli uomini peggiori per ottenere informazioni sull&#8217;avversario principale?</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="759" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KV-2-103-4-p-34-Wichmann-photo-1-759x1024.jpg" alt="" class="wp-image-503453" style="width:583px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KV-2-103-4-p-34-Wichmann-photo-1-759x1024.jpg 759w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KV-2-103-4-p-34-Wichmann-photo-1-222x300.jpg 222w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KV-2-103-4-p-34-Wichmann-photo-1-768x1036.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KV-2-103-4-p-34-Wichmann-photo-1-600x809.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/KV-2-103-4-p-34-Wichmann-photo-1.jpg 846w" sizes="auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;ufficiale dell&#8217;Abwehr Herbert Wichmann</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Secondo una delle ipotesi più accreditate, <strong>Herbert Wichmann</strong> – ufficiale responsabile di una delle principali basi dell’Abwehr ad Amburgo – avrebbe scelto intenzionalmente agenti inadatti, privandoli persino delle informazioni più elementari per operare con successo in un territorio ostile, come ad esempio la conoscenza della valuta locale, e delle abitudini sociali, lasciandogli impiegare equipaggiamento e materiali di fabbricazione tedesca: un indizio estremamente compromettenti in caso di cattura. Una delle principali accortezze dello spionaggio, infatti, è sempre quella di indossare abiti, e utilizzare oggetti che non possano attirare sospetti. Pensiamo alle &#8220;<em>scarpe troppo inglesi</em>&#8221; degli agenti segreti inglesi.</p>



<p>Secondo gli storici, il legame tra Wichmann e l&#8217;<strong>ammiraglio Wilhelm Canaris</strong>, capo dell’Abwehr e in seguito giustiziato per alto tradimento a causa della sua opposizione al regime nazista, rafforzerebbe la tesi del &#8220;<strong>sabotaggio silenzioso&#8221; contro il Fürher</strong> e la sua intenzione di invadere l&#8217;Inghilterra dopo aver acquisito la supremazia aerea e navale nella Manica. Una supremazia che la Luftwaffe, come sappiamo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ottanta-anni-fa-la-battaglia-dinghilterra.html">non ottenne mai.</a> Altri storici hanno avanzato un’ipotesi diversa: molti agenti non tedeschi si sarebbero semplicemente &#8220;<strong>offerti volontari</strong>&#8221; con l’intenzione di disertare immediatamente, per fuggire dall’Europa occupata e dal Nazismo che evidentemente non avevano ben accolto. </p>



<p>Emerse comunque, e con una certa evidenza, il divario tra l’addestramento impartito agli agenti che l&#8217;Abwehr inviò nel Regno Unito, e quello impartito agli agenti che le <strong>Special Operations Executive</strong> alleato inviò nell&#8217;Europa occupata: dotati di coperture credibili, documenti falsi accurati e abbigliamento adeguato, ottime capacità nella attività di spionaggio, nella crittografia e nell&#8217;uso di apparati radio clandestini.</p>



<p>In assenza di prove definitive riguardo la tesi di un tentativo di sabotaggio interno all&#8217;intelligence tedesca, non si possono ancora oggi stabilire le ragioni alla base del fallimento dell&#8217;Operazione Lena. Certo è, che quella serie di errori ingenui, a tratti tragicomici, ne hanno fatto uno dei tentativi di spionaggio più disastrosi della storia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-gonna-che-lampeggia-il-sidro-sbagliato-la-forca-o-il-doppio-gioco-il-disastro-delle-spie-naziste-in-inghilterra.html">La gonna che lampeggia, il sidro sbagliato, la forca o il doppio gioco: il disastro delle spie naziste in Inghilterra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideWar &#8211; La guerra alla flotta ombra oltre ogni limite</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/la-guerra-alla-flotta-ombra-oltre-ogni-limite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 12:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1046" height="585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1.webp 1046w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-1024x573.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-768x430.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-600x336.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1046px) 100vw, 1046px" /></p>
<p>Dopo le operazioni corsare sferrate dai droni navali ucraini al largo delle coste turche, i servizi segreti ucraini hanno colpito una petroliera battente bandiera dell&#8217;Oman nelle acque neutrali del Mar Mediterraneo che separano l&#8217;isola di Creta dalla Sicilia. Si tratta di un’operazione “senza precedenti”, dato che gli agenti dell&#8217;SBU, il Servizio di sicurezza dell&#8217;Ucraina, hanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-guerra-alla-flotta-ombra-oltre-ogni-limite.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1046" height="585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1.webp 1046w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-1024x573.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-768x430.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/1x-1-600x336.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1046px) 100vw, 1046px" /></p>
<p>Dopo le operazioni <em>corsare</em> sferrate dai droni navali ucraini al largo delle coste turche, i servizi segreti ucraini hanno colpito una petroliera battente bandiera dell&#8217;Oman nelle acque neutrali del <strong>Mar Mediterraneo</strong> che separano l&#8217;isola di Creta dalla Sicilia. Si tratta di un’operazione “<em>senza precedenti</em>”, dato che gli agenti dell&#8217;<strong>SBU</strong>, il Servizio di sicurezza dell&#8217;Ucraina, hanno colpito a oltre 2.000 chilometri dai propri confini impiegando unmanned aerial vehicles che suggeriscono l&#8217;esistenza di un avamposto sulle coste del Mediterraneo.</p>



<p>A finire nel mirino degli 007 di Kiev, che stanno portando avanti una guerra silenziosa per eliminare profili di alto valore, hub logistici, installazioni militari e petroliere appartenenti alla Flotta Fantasma russa, ormai il vero bersaglio privilegiato della &#8220;<strong>guerra sporca</strong>&#8221; dell&#8217;SBU, questa volta è stata la<strong> petroliera Qendil</strong>. Ma ciò che interessa maggiormente è il collegamento di questo raid &#8220;oltre ogni limite&#8221; con l&#8217;eliminazione di un alto ufficiale del GRU, l&#8217;intelligence militare di Mosca, responsabile di diverse operazioni oscure in Europa. Questo è ciò che trovate in questo numero di InsideWar.</p>



<p><em>Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi, <strong>InsideWar,</strong> la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonatevi a InsideOver</strong> </a>e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.</em></p>
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		<title>Denaro, ideologia, coercizione ed ego: così si recluta una spia. Anche oggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/denaro-ideologia-coercizione-ed-ego-cosi-si-recluta-una-spia-anche-oggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 16:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="605" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1-768x454.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Negli anni della Guerra Fredda vennero codificati gli elementi-chiave per reclutare una spia. E nell'era della tecnologia servono ancora.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="605" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/LA-SPIA-CHE-VENNE-DAL-FREDDO-ant-1024x605-1-768x454.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un acronimo semplice, che fa pensare a piccoli roditori che possono rosicchiare le fondamenta di una convinzione e che è stato coniato, negli anni della <strong>Guerra Fredda</strong>, dalla scuola di spionaggio sovietica per riassumere i &#8220;<a href="https://spyauthor.medium.com/mice-the-4-pillars-of-cia-spy-recruitment-61d3f5cf9d3c">quattro principali</a>&#8221; fattori per il reclutamento e la manipolazione di agenti umani, sembra essere ancora un valido ausilio per gli addetti al controspionaggio. Il <strong>MICE</strong>, che sta per &#8220;<em>money, ideology, cohercion, ego</em>&#8221; secondo alcuni studi ha rappresentato e rappresenta ancora la chiave per &#8220;corrompere&#8221; e reclutare spie pronte a passare dalla parte del nemico.</p>



<p>Non vorremmo averne coscienza, eppure, dopo qualche decennio di apparente distensione, stiamo tornando a vivere un&#8217;<strong>era di grande tensione</strong> tra blocchi contrapposti con interessi apparentemente inconciliabili che, in vista di un ipotetico e insperato scontro aperto, continuano ad cercare e acquisire informazioni sensibili sugli avversari teorici per mantenere o ottenere vantaggi a livello militare, geostrategico e geopolitico. In questa delicata condizione, che appartiene al silenzioso campo di battaglia dello spionaggio, il reclutamento clandestino di agenti avversari e la coltivazione di risorse Humint &#8211; acronimo di <strong>Human Intelligence</strong>, ovvero un&#8217;attività di intelligence che si basa sul raccogliere informazioni da fonti umane &#8211; anche nell&#8217;era dello spionaggio cibernetico, dei satelliti e dell&#8217;intelligence artificiale, sembra essere ancora importante come al tempo in cui John Le Carré scriveva, basandosi in parte sulla sua reale esperienza da agente segreto, <em>La spia che venne dal freddo</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una lunga storia che inizia nella Guerra fredda</h2>



<p>Quelle che sono comunemente note come <em>spie</em>, infatti, sono da sempre oggetto di corteggiamento da parte delle agenzie di spionaggio avversarie che lavorano instancabilmente nel profilare possibili fonti per raccogliere o passare false informazioni al nemico, quando non possono semplicemente ricattarle. L&#8217;attività deprecabile di svolgere &#8220;<strong>intelligenza con il nemico</strong>&#8220;, come l&#8217;avremmo chiamata un tempo, spesso scaturisce dalla necessità di affermazione negata nel proprio apparato, dalla necessità o avidità di possedere denaro per pagare i propri vizi, o per questioni ideologiche incompatibili con la causa per la quale la spia traditrice, o doppiogiochista, è entrata in servizio.</p>



<p>La storia di ci ha concesso una lunga lista di esempi: dai celebri doppiogiochisti come <strong>Kim Philby </strong>e <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/storie-george-blake-la-spia-che-non-apparteneva-a-nessuno.html">George Blake</a></strong>, agenti segreti che tradirono l&#8217;MI6 britannico per pura ideologia, ad <strong>Aldrich Ames</strong>, la spia americana che <a href="https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-la-lettura/20180211/281578061123041?srsltid=AfmBOorBrzRyPCR0VNKgTWv40EJno81V0gEWJBP3lS1Y1D4pKVf7IPsP">tradì Washington</a> per i lauti compensi offerti dal Kgb, fino al caso di<strong> <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/hanssen-spia-porta-accanto-trovata-morto-sua-cella-2162684.html">Robert Hanssen</a></strong>, la gola profonda dell&#8217;Fbi che conduceva una doppia vita e vendeva segreti all&#8217;Svr.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Denaro, ideologia, coercizione, ego</h2>



<p>Tra le prime agenzie a impiegare grandi somme di denaro per <strong>corrompere</strong> agenti o figure straniere da impiegare come risorse d&#8217;intelligence, viene annoverata proprio la <strong>Cia</strong>, l&#8217;agenzia di spionaggio statunitense corruttrice provetta che ha sempre visto nel <em>vil denaro</em> la via più semplice per avere un &#8220;<em>accesso privilegiato a informazioni segrete</em>&#8220;. Un&#8217;approccio in linea con il capitalismo, oseremmo dire. Mentre i servizi segreti sovietici, in particolare modo il vecchio<strong> Kgb</strong>, hanno sempre fatto leva sui <strong>sentimenti ideologici</strong> nutriti dai comunisti occidentali pronti a disertare, prima di dover ricorrere a trappole al miele, ricatti e in fine riconoscere che il denaro, recentemente impiegato da Fsb e Svr insieme all&#8217;immutato servizio d&#8217;intelligence militare, il Gru, è una contropartita sempre apprezzata. Si veda il caso di <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/03/09/spionaggio-walter-biot-condannato-a-30-anni-dai-giudici-militari-_31f21efc-8473-4c7e-9cb2-768896f3865f.html">Walter Biot</a>, l&#8217;ufficiale della Marina Militare italiana condannato a trenta anni di reclusione per aver ceduto documenti classificati a un funzionario dell&#8217;ambasciata russa.</p>



<p>Nel caso della <strong>coercizione</strong>, uno dei fattori considerati più instabili, una spia viene minacciata, costretta o ricattata a consegnare informazioni segrete per essere protetta da uno scandalo o da una semplice eliminazione, ma potrebbe non mostrarsi pienamente leale o collaborativa, sostengono gli studiose di diversi casi. A tal proposito uno scritto importante che elenca molti esempio è il bel libro di Guido Olimpio<em> La danze delle ombre</em>, può servire a capire alcune dinamiche molto diverse che hanno spostato, degli ultimi trent&#8217;anni, informazioni da Washington a Pechino a Mosca, e viceversa.</p>



<p>Ultimo, e decisamente importante fattore del MICE è l&#8217;<strong>ego</strong>. Specialmente nei servizi segreti americani si ritiene che sia la componente egoica a spingere agenti e analisti a tradire la causa per via di un mancato riconoscimento del proprio operato, per la mancanza di una posizione assegnata ad un altro agente, o per semplice mitomania. C&#8217;è chi sostiene che <strong>Edward Snowden,</strong> la più famosa &#8220;<em>gola profonda</em>&#8221; del secolo, non fosse solo un <a href="https://it.insideover.com/politica/leaks-sicurezza-mondiale.html">idealista </a>che ha rivelato a Julian Assange al suo WikiLeaks informazioni che potevano compromettere la <em>privacy </em>di mezzo pianeta, ma che fosse anche profondamente arrabbiato perché non era mai stato assegnato una determinata posizione nell&#8217;<strong>Nsa</strong>, il servizio d&#8217;intelligence statunitense per le questioni &#8220;interne&#8221; che non lo voleva nel Senior Executive Service. O almeno è quanto sostiene lo scrittore Robert Morton.</p>



<p>Negli anni Novanta molti agenti segreti occidentali hanno deciso di lasciare gli apparati per i quali lavoravano, ritenendo che non avessero riconosciuto le loro capacità, al punto da non concedergli la posizione che ritenevano giusta per loro. È allora che i<strong> reclutatori di spie</strong> possono applicare le loro tattiche e scegliere da quale fattore partire, applicando un singolo fattore o una combinazione di fattori. Talvolta l&#8217;acquisizione di informazioni potrebbe non comportare la raccolta di dati classificati o informazioni considerate <em>top secret</em>, ma la cessione di dati secondari che possono comunque avere un valore e un peso per una potenza straniera che gestirà una rete di fonti e spie con diversi livelli che faranno sempre capo a un agente di controllo. Si pensi alla rete di <em><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/ritorno-delle-spie-bulgare-bozza-1935583.html">spie bulgare</a></em> e ai loro coordinatori recentemente <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/intrigo-spie-nel-regno-unito-agente-russo-aveva-stabilito-2449403.html">scoperti</a> in Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/denaro-ideologia-coercizione-ed-ego-cosi-si-recluta-una-spia-anche-oggi.html">Denaro, ideologia, coercizione ed ego: così si recluta una spia. Anche oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il manuale di sabotaggio &#8220;fai da te&#8221; dell&#8217;OSS che è tornato di moda</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-manuale-di-sabotaggio-fai-da-te-delloss-che-e-tornato-di-moda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 16:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra asimmetrica]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1154" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OSS-Training.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OSS-Training.jpg.webp 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OSS-Training.jpg-600x462.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OSS-Training.jpg-300x231.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OSS-Training.jpg-1024x788.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OSS-Training.jpg-768x591.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un manuale per eseguire sabotaggi con strumenti &#8220;low-cost&#8221; redatto dall&#8217;OSS, il servizio segreto &#8220;armato&#8221; americano precursore della CIA, sembra essere tornato di moda dopo la sua pubblicazione sul sito dell&#8217;agenzia d&#8217;intelligence statunitense che ha implementato il suo approccio social e spesso condivide materiale declassificato &#8220;interessante&#8221;. Anche per i sabotatori fai da te, evidentemente. Sabotare tutto, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-manuale-di-sabotaggio-fai-da-te-delloss-che-e-tornato-di-moda.html">[...]</a></p>
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<p>Un manuale per eseguire sabotaggi con strumenti &#8220;<em>low-cost</em>&#8221; redatto dall&#8217;<strong>OSS</strong>, il servizio segreto &#8220;armato&#8221; americano precursore della CIA, sembra essere tornato di moda dopo la sua pubblicazione sul sito dell&#8217;agenzia d&#8217;intelligence statunitense che ha implementato il suo approccio social e spesso condivide materiale declassificato &#8220;interessante&#8221;. Anche per i <strong>sabotatori fai da te</strong>, evidentemente.</p>



<p>Sabotare tutto, ovunque e con ogni <em>arma</em>: compresa la manifesta &#8220;stupidità&#8221;. Sembrerà banale, ma la tonteria, la pigrizia o la negligenza che possono causare il rallentamento o l&#8217;inefficienza di un sistema sono tattiche prese in esame dall&#8217;intelligence fin dal <strong>1944</strong>. Da quando compaiono nel <a href="https://www.cia.gov/static/5c875f3ec660e092cf893f60b4a288df/SimpleSabotage.pdf">manuale di sabotaggio</a> &#8220;amatoriale&#8221; redatto e firmato da &#8220;Wild Bill&#8221; Donovan, il capo dell&#8217;<strong>Office of Strategic Services</strong>, agenzia di intelligence e operazioni congiunte fondata dagli americani durante la seconda guerra mondiale che è stato precursore della <strong>CIA</strong>, la quale, guarda caso, inserirà capitoli simili anche in altri &#8220;opuscoli&#8221; destinati ai sovversivi nel pieno della Guerra Fredda. Basta sfogliare &#8220;<em>Operazione Psicologiche nella Guerra di Guerriglia</em>”, il <a href="https://mowmag.com/attualita/sapete-come-si-controlla-la-mente-delle-persone-abbiamo-letto-un-manuale-della-cia-e-ve-lo-spieghiamo-spoiler-e-piu-facile-di-quanto-non-si-possa-pensare">saggio</a> firmato dal misterioso J. Kirkpatrick che è stato distribuito segretamente ai controrivoluzionari nicaraguensi nel <strong>1984</strong>.</p>



<p>Le azioni di sabotaggio in un contesto di guerra rappresentano uno strumento prezioso per fiaccare il nemico, che può e deve essere rallentato in ogni modo. Anche senza l&#8217;ausilio di particolari strumenti, armi o sofisticati esplosivi al plastico con i tipici inneschi &#8220;a matita&#8221; che vediamo nei film di spionaggio. Certo, anche quelle erano cose consegnate via aria proprio dall&#8217;OSS o dal SOE, lo <strong>Special Operation Service</strong> britannico doveva sostenere ogni tipo di agente agitatore possibile per &#8220;distrarre&#8221; i tedeschi, fiaccarne il morale, e intaccare il sistema dall&#8217;interno; ma a volte bastava una candela, un pezzo di spago imbevuto nel grasso o nella benzina, e un cumulo di carta nascosti nel sottoscala di edificio, di una fabbrica o di un deposito, per portare a termine con successo un sabotaggio senza essere presenti a momento dell&#8217;incendio. Era l&#8217;A, B, C.</p>



<p>Nell&#8217;introduzione si sottolinea come il sabotaggio vari da <em>coup de main</em> altamente tecnici, che richiedono una pianificazione dettagliata e l&#8217;impiego di agenti appositamente addestrati, a innumerevoli semplici atti che il &#8220;<strong>comune cittadino-sabotatore</strong>&#8221; può compiere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trenta pagine di consigli per sabotare il nemico</h2>



<p>Nelle trenta pagininette del manuale titolato &#8220;<strong><em>Simple sabotage field manual</em></strong>&#8220;, il lettore viene iniziato al sabotaggio &#8220;diffuso&#8221; o sabotaggio &#8220;amatoriale&#8221;, in breve: sabotaggio alla portata di tutti, non solo degli agenti formati dai servizi segreti. Dagli <strong>incendi dolosi</strong> e alla mancanza di collaborazione per dissimulata, dalla negligenza nell&#8217;informare la sussistenza dell&#8217;imminente fine di un elemento essenziale alla manomissione di ingranaggi nella catena di montaggio di una fabbrica, fino, anzi, sopratutto alla manifestazione di stupidità o al sabotaggio &#8220;morale&#8221; di un apparato dove vengono premiati gli inetti al fine di generare frustrazione nei più capaci collaborazionisti. Tutte informazioni apparentemente preziose che, come ha fatto notare<em> Wired</em>, sono tornate molto di moda nelle prime settimane di febbraio 2025, quando <em>Simple sabotage field manual</em> è diventato &#8220;<strong>improvvisamente virale sul web</strong>, registrando <strong>migliaia di visite </strong>sulla biblioteca libera <strong>Project Gutenberg</strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="777" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-12.46.04-dimensioni-grandi-777x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-460639" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-12.46.04-dimensioni-grandi-777x1024.jpeg 777w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-12.46.04-dimensioni-grandi-600x791.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-12.46.04-dimensioni-grandi-228x300.jpeg 228w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-12.46.04-dimensioni-grandi-768x1012.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-12.46.04-dimensioni-grandi.jpeg 886w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Prima pagine del</em> &#8220;<em>Simple sabotage field manual</em>&#8221; <em>dell&#8217;OSS</em></figcaption></figure>



<p>Il manuale puntava a essere, per stessa ammissione di Donovan, la &#8220;<em>dottrina di base per la formazione dei servizi strategici per questo argomento</em>&#8220;. Fornendo ai sabotatori neofiti le basi per diffondere atti di <strong>resistenza </strong>diffusa nella vita quotidiana. Anche come banco di prova per future azioni di sabotaggio più complesse, come &#8220;<em>legare un pezzo di spago molto pesante più volte avanti e indietro tra due linee di trasmissione telefonica parallele, avvolgendolo più volte attorno al filo ogni volta</em>&#8220;, se &#8220;<em>in precedenza lo spago dovrebbe essere pesantemente saturato di sale e poi asciugato, quando sarebbe piovuto lo spago sarebbe diventato un conduttore verificando un cortocircuito</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sporcizia, negligenza e stupidità al servizio dell&#8217;OSS</h2>



<p>Anche la <strong>sporcizia</strong> e la trascuratezza potevano essere un&#8217;arma dal momento che: “<em>una fabbrica pulita difficilmente prenderà fuoco, ma una sporca potrebbe farlo. I lavoratori dovrebbero</em> <em>trascurare la gestione dei rifiuti e i custodi dovrebbero il meno efficienti possibile nelle pulizie</em>”. Mentre delle &#8220;azioni di disturbo&#8221; a “bassa intensità” potrebbe essere incentrare su ordini errati di materiale che potrebbero rallentare la logistica di un apparato. Fino al sabotaggio di semplici parti di<strong> ingranaggi delle macchine di una fabbrica</strong>, intaccandone una parte singola per provocare un guasto singolo o un&#8217;usura generalizzata che costringa al cambio di parti, magari non immediatamente reperibili.</p>



<p>Per alcuni il sabotaggio consiste solo nel <strong>minare un ponte </strong>o una ferrovia con della dinamite, come in &#8220;<em>Giù la testa</em>&#8221; di Sergio Leone, per menti eccellenti come Donovan, capaci di osservare il sistema nel suo insieme, anche sbagliare numero una volta al giorno in un grande hotel dove è acquartierato il l&#8217;altro comando nemico, tenendo la linea inutilmente occupata e stressando il centralinista, è un&#8217;ipotesi al pari di otturare un wc con una brillante tattica non riconducibile ad alcun sabotaggio &#8211; la chiave di tutto. </p>



<p>“<em>Inserire carta arrotolata strettamente, capelli e altre ostruzioni nel wc</em>” o “<em>saturare una spugna con una soluzione densa di amido o zucchero</em> s<em>trizzandola saldamente fino a formare una palla&#8221;. </em>La spugna &#8220;manterrà la forma di una palla dura e compatta&#8221; e sarà perfetta da gettare nel wc, e una volta introdotta nel sistema fognario &#8220;<em>si espanderà gradualmente tornando alle sue dimensioni normali e ostruendolo</em>”. In breve, <strong>scherzi telefonici</strong> e <strong>bravate da bulli </strong>di scuola erano &#8220;consigliate&#8221; come primi passi verso il sabotaggio che avrebbe causato delle grane ai tedeschi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="739" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-19.01.42-dimensioni-grandi-1024x739.jpeg" alt="" class="wp-image-460675" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-19.01.42-dimensioni-grandi-1024x739.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-19.01.42-dimensioni-grandi-600x433.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-19.01.42-dimensioni-grandi-300x217.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-19.01.42-dimensioni-grandi-768x554.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Screenshot-2025-03-12-alle-19.01.42-dimensioni-grandi.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Un comportamento “<em>non collaborativo</em>” ben congegnato sarebbe passato per semplice &#8220;<em>stupidità</em>&#8220;, senza il rischio di finire di fronte a un plotone d&#8217;esecuzione. Lo stesso vale per l&#8217;inserimento di lettere nei sacchi della posta sbagliati, la sistemazione di documenti in posti sbagliati, e sì, anche urinare o versare acqua nelle taniche di benzina per rallentare lo spostamento di un mezzo designato, fosse una jeep o un camion, al pari di dare indicazioni sbagliate o cambiare le direzioni delle indicazioni stradali. Tutto questo era e potrebbe ancora oggi rivelarsi un piccolo atto di sabotaggio. Certo, la domanda che dovremmo porci è &#8220;<em><strong>chi</strong></em>&#8221; al giorno d&#8217;oggi potrebbe applicare queste semplici lezioni di sabotaggio <em>fai da te</em>? Ma la risposta potrebbe essere semplice quanto vaga: potenzialmente chiunque. Tutto dipende dalla <strong>battaglia ideale</strong> che sta combattendo.</p>
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		<title>Prima di James Bond: tutti i trucchi dell&#8217;MI9 per aiutare i piloti inglesi a sfuggire ai nazisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/prima-di-james-bond-tutti-i-trucchi-dellmi9-per-aiutare-i-piloti-inglesi-a-sfuggire-ai-nazisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 08:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=456125</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="750" height="370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-300x148.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Con trucchi di ogni di ogni genere e invenzioni, l'MI9 forniva a piloti e commando gli strumenti per evitare la cattura o realizzare la fuga. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-300x148.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Durante la seconda guerra mondiale una particolare divisione dei <strong>servizi segreti </strong>inglesi, nota come <strong>MI9</strong>, fu attivata per studiare e sviluppare quanti più sistemi possibili per consentire ai piloti della Royal Air Force che venivano abbattuti dietro le linee nemiche di non essere identificati e catturati. Consentendo loro di camuffarsi tra la popolazione civile mentre cercavano di entrare in contatto con la resistenza, o si muovevano in territorio nemico grazie a strumenti essenziali, da nascondere nelle uniformi. Questi strumenti includevano piccole bussole occultabili, ridotte a 25 mm o 6 mm di diametro e nascoste nei bottoni, o addirittura ricavate dagli stessi bottoni della giacca, magnetizzate. Mappe nascoste nelle cuciture o stampate su un verso della seta delle sciarpe, e altre brillanti trovate per raggiungere le linee, tornare in patria o &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/i-fuggitivi-colditz-prigione-fortezza-dei-nazisti-2103154.html">evadere</a>&#8221; dai famosi <em>Stalag</em> e dalle prigioni della <strong>Gestapo</strong>, la spietata polizia di segreta di Hitler.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come lavorava l&#8217;MI9</h2>



<p>Il <strong>Military Intelligence Section 9</strong>, o <a href="https://www.iwm.org.uk/history/mi9-the-ingenious-secret-service-of-the-second-world-war">MI9</a> , è stato un ingegnoso ramo dell&#8217;<strong>intelligence militare</strong> inglese attivo durante la Seconda Guerra Mondiale, incaricato di &#8220;assistere&#8221; i fuggitivi. Fondato nel dicembre del 1939, con sede a Wilton Park, nel Buckinghamshire, agiva sotto il comando del <strong>maggiore Norman Crockatt</strong>.</p>



<p>L&#8217;intento principale di questa particolare sezione era quello di assistere gli equipaggi degli aerei abbattuti per volere del ministero dell&#8217;Aeronautica che, a differenza del War Office e dell&#8217;Ammiragliato, temeva per la cattura degli aviatori dei quali si sarebbe percepita l&#8217;importanza e la carenza fin dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/ottanta-anni-fa-la-battaglia-dinghilterra.html">Battaglia d&#8217;Inghilterra</a> del 1940. Del resto, un singolo aviatore impiegava &#8220;<em>tre mesi per essere addestrato</em>&#8221; a fronte di un notevole dispendio di denaro che il War Office doveva affrontare. Nel corso del tempo, tuttavia, finì per servire anche altre branche della Difesa, come il servizio segreto, i commandos, o gli operatori con &#8220;compiti speciali&#8221; come gli uomini e le donne del SOE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mentalità della fuga</h2>



<p>La &#8220;<em>mentalità della fuga</em>&#8221; divenne così la filosofia alla base dell&#8217;MI9, che iniziò a studiare con la massima attenzione tutti i manuali del passato, testi e testimonianze utili per dare istruzioni essenziali per <strong>affrontare gli interrogatori</strong> ed <strong>escogitare un&#8217;evasione</strong>, per stabilire delle linee di fuga che si avvalessero delle reti della Resistenza, e per avere le risorse adeguate a raggiungere dal cuore dell&#8217;Europa occupata Paesi neutrali come la Svizzera, il Portogallo e la Spagna. L&#8217;<strong><a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-5468265/Book-amazing-007-style-gadgets-help-prisoners-war.html">opuscolo top secret </a></strong>chiamato <em>Per Ardua Libertas</em> era alla base del concetto.</p>



<p>Ma l&#8217;MI9 sviluppò ben più di una filosofia. Creò e sostenne una &#8220;<em>rete di linee di fuga ed evasione in tutta l&#8217;Europa&#8221; </em>per garantire il ritorno in sicurezza nel territorio alleato e sviluppò, attraverso figure chiave come il comandante Crockatt e <strong>Christopher Hutton</strong>, un vero e proprio &#8220;Q&#8221; da film di James Bond, un serie di strumenti segreti per consentire ai <em>fuggitivi</em> di poter contare sempre sui &#8220;<em>tre elementi essenziali</em>&#8221; alla base della filosofia della fuga: <strong>mappe</strong>,<strong> bussole</strong> e <strong>cibo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="727" height="398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14.jpg" alt="" class="wp-image-456276" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14.jpg 727w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14-300x164.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 727px) 100vw, 727px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le mappe stampate su seta inventate dall&#8217;MI9 che doveva fare molta attenzione a selezionare aziende alle quali affidare commesse per produrre attrezzature top secret</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ingegnosi equipaggiamenti dell&#8217;MI9</h2>



<p>Per Hutton, soprannominato Clutty, &#8220;<em>l&#8217;accessorio più importante per chi scappa</em>&#8221; era la mappa, e lui inventò infatti la mappa di seta. Ma per usarla correttamente, era necessaria una bussola, e prima ancora, nel caso di essere stati catturati, era necessario, strano ma vero, avere alcuni strumenti che sarebbero stati utili a un tentativo d&#8217;evasione.</p>



<p>L&#8217;MI9 si concentrò inizialmente sui dei <strong>primi kit</strong> che contenessero cibo concentrato, mappe che non si rovinassero al contatto con l&#8217;acqua in caso di ammaraggio, una piccola sega, una bussola, compresse per purificare l&#8217;acqua e compresse di <strong>anfetamina</strong> per rimanere svegli. Il problema era che questo oggetti sarebbero stati subito sequestrati in caso di cattura. Per questo alla Sezione 9 iniziarono a studiare dei sistemi degni di James Bond: lacci d&#8217;acciaio che una volta tolti dagli stivali da volo potevano essere utili a tagliare una rete o delle sbarre, le &#8220;<em>seghe Gigli</em>&#8220;; una pipa che nascondeva una piccola daga all&#8217;interno, o bottoni dell&#8217;uniforme magnetizzati e segnati in modo da essere sovrapposti e indicare il nord. E poi, uniformi per <strong>confondersi tra i civili</strong>.</p>



<p>Ad esempio un modello di uniforme basato su una giacca che portata a rovescio si tramutava in un elegante e meno sospettabile doppiopetto. Gli<strong> stivali da volo</strong> modello &#8220;<em>Escape</em>&#8221; che, oltre a nascondere un piccolo coltello pieghevole, potevano essere recisi su una sottile linea di stoffa che avrebbe diviso un gambale, da ricomporre in un gilet di pelle da indossare come protezione dal freddo, lasciando quella che poteva essere scambiata per una comune scarpa da uomo in pelle nera. Geniali le <strong>lamette da barba</strong> di sicurezza magnetizzate, che puntavano a Nord quando erano sospese su un piccolo filo o quando galleggiavano in un piccolo recipiente d&#8217;acqua. Per distinguere il Nord dal Sud, la prima lettera del nome del produttore della lama indicava l&#8217;estremità Nord della lama.</p>



<p>E poi torce in miniatura e una certa quantità di <strong>denaro in valuta estera</strong>, franchi, marchi o sterline per poter affrontare piccole spese. Compreso pagare l&#8217;ospitalità dei civili conniventi che avrebbero accolto i &#8220;clandestini&#8221;, o corrompere chiunque riuscissero a corrompere.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="584" height="808" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/escape-line-map-from-june-2007-afees-newsletter2.jpg.webp" alt="" class="wp-image-457092" style="width:496px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/escape-line-map-from-june-2007-afees-newsletter2.jpg.webp 584w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/escape-line-map-from-june-2007-afees-newsletter2.jpg-217x300.webp 217w" sizes="auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una mappa delle principali rotte di fuga attraverso l&#8217;Europa Occupata</em></figcaption></figure>
</div>


<p>La filosofia della &#8220;fuga&#8221;, proiettata dagli sforzi dell&#8217;MI9, sarà alla base di un capitolo molto affascinante e intenso del secondo conflitto mondiale: le &#8220;evasioni&#8221;, più o meno rocambolesche, che avvennero nel famoso <strong>Stalag Luft III</strong>, il campo di prigionia creato dai tedeschi in Polonia per <em>accogliere </em>il personale dell&#8217;aviazione avversaria, dove nel 1943 ebbe luogo la &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/grande-fuga-ottanta-anni-fa-2301173.html">grande fuga</a>&#8220;. A cui è ispirato il celebre film <em>The Great Escape</em>. O i numerosi tentativi di evasione avvenuti nel <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/i-fuggitivi-colditz-prigione-fortezza-dei-nazisti-2103154.html">Castello di Colditz</a></strong>, la fortezza prigione della Bassa Sassonia dove erano stati inviati i fuggitivi più pericolosi e impenitenti della forze Alleate. Secondo le stime, almeno la metà dei 35.000 soldati britannici e alleati che provarono a fuggire durante la guerra utilizzò almeno una delle invenzioni dell&#8217;MI9.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/prima-di-james-bond-tutti-i-trucchi-dellmi9-per-aiutare-i-piloti-inglesi-a-sfuggire-ai-nazisti.html">Prima di James Bond: tutti i trucchi dell&#8217;MI9 per aiutare i piloti inglesi a sfuggire ai nazisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sul caso Sala l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;affaire Renzi-Belloni</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 12:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451910</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-600x269.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1024x459.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1536x688.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia della liberazione della giornalista Cecilia Sala dal carcere di Ervin, in Iran, l&#8217;ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato a L&#8217;Aria che Tira l&#8217;addio di Elisabetta Belloni dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza di Palazzo Chigi, l&#8217;organo di coordinamento dei servizi italiani di intelligence, definendolo &#8220;una pessima notizia per il Paese&#8221;. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">Sul caso Sala l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;affaire Renzi-Belloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-600x269.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1024x459.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010911564114_cebb2210c7edbcb67d4bab34c6795a47-e1736420259167-1536x688.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia della liberazione della giornalista <strong>Cecilia Sala</strong> dal carcere di Ervin, in Iran, l&#8217;ex presidente del Consiglio <strong>Matteo Renzi</strong> ha commentato a <em>L&#8217;Aria che Tira</em> l&#8217;addio di <strong>Elisabetta Belloni</strong> dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza di <strong>Palazzo Chigi</strong>, l&#8217;organo di coordinamento dei servizi italiani di intelligence, definendolo &#8220;una pessima notizia per il Paese&#8221;. Il 7 gennaio Renzi ha commentato l&#8217;addio di Belloni sottolineando che &#8220;sarebbe stata preziosa in questa vicenda&#8221;. </p>



<p>Il 9 gennaio Sala è stata liberata, tre giorni dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;addio di Belloni al Dis (l&#8217;ha sostituita il <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/vittorio-rizzi-guidera-il-dis-chi-e-il-successore-di-elisabetta-belloni.html">prefetto Vittorio Rizzi</a>) e l&#8217;audizione del sottosegretario <strong>Alfredo Mantovano al Copasir,</strong> l&#8217;organo parlamentare di supervisione sui servizi segreti. Un dato che, unitamente al ruolo primario svolto dall&#8217;Aise di Giovanni Caravelli nella vicenda-Sala, permette di ricostruire una lettura diversa da quella proposta dal senatore fiorentino.</p>



<p>Probabilmente, l&#8217;accordo per liberare Sala è stato confezionato prima dell&#8217;Epifania, <strong>con coordinamento tra diplomazia e intelligence</strong>, e dopo che <strong>Giorgia Meloni</strong> è volata a Mar-a-Lago per ottenere l&#8217;assenso del presidente eletto Usa Donald Trump a una trattativa con Teheran potenzialmente implicante il caso di Mohammed Abedini, l&#8217;ingegnere svizzero-iraniano arrestato quasi un mese fa a Malpensa, <strong>si sono annunciate le dimissioni di Belloni</strong>, è avvenuta l&#8217;audizione di Mantovano e si è svolto il viaggio del Falcon 900 dei servizi segreti con Caravelli a bordo che ha riportato a casa la giornalista de <em>Il Foglio</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Il volo che sta riportando in <a href="https://twitter.com/hashtag/Italia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Italia</a> la giornalista <a href="https://twitter.com/hashtag/CeciliaSala?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#CeciliaSala</a> è operato da AM/CAI e secondo quanto diffuso ha a bordo Giovanni Caravelli, il vertice dell&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/AISE?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AISE</a>, Agenzia d&#39;informazione per la sicurezza esterna. Il velivolo è un Falcon 900 come quelli del 31º Stormo &quot;C.Raiti&quot; <a href="https://t.co/3T52SA38G9">pic.twitter.com/3T52SA38G9</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/1876975716190810209?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligence e politica, il legame cavalcato da Renzi</h2>



<p>Le parole di Renzi mostrano un tentativo di aprire un cuneo tra <strong>politica e intelligence</strong> che, una volta di più, passa per un commento riguardante&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/servizi-segreti-e-caso-sala-aise-protagonista-mentre-si-prepara-il-dopo-belloni.html">Elisabetta Belloni</a></strong>. L&#8217;ambasciatrice nominata nel 2021 da Mario Draghi direttrice del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, già capa dell&#8217;Unità di Crisi e Segretario Generale della Farnesina, nonostante le parole al miele usate dall&#8217;ex premier il 7 gennaio (l&#8217;ha definita &#8220;una signora professionista&#8221;) è stata in passato chiamata in causa in maniera scomposta da Renzi due volte.</p>



<p>Nel primo caso, gennaio 2022, quando <strong>Lega e Movimento Cinque Stelle</strong> proposero Belloni come candidata a succedere a Sergio Mattarella al Quirinale. Nel secondo, ad aprile scorso, quando la diplomatica romana è stata nominata sherpa del G7 da parte del&nbsp;<strong>governo Meloni</strong>. In entrambe le occasioni, Renzi mostrò apertamente la <strong>smodata attenzione per il mondo dei servizi segreti</strong> che l&#8217;ha accompagnato da quando è uscito da Palazzo Chigi nel dicembre 2016.</p>



<p>Nel 2022 Renzi si schierò contro l&#8217;opzione di eleggere al Colle la Belloni, in quanto sarebbe risultato inopportuno scegliere come presidente della Repubblica il “<strong>capo dei servizi segreti”.</strong> Parliamo di un&#8217;<strong>affermazione decisamente distante dalla realtà,</strong>&nbsp;dato che il Dis diretto da Belloni dal maggio 2021 non è la cuspide dei servizi segreti ma un dipartimento di Palazzo Chigi chiamato a un&#8217;opera di coordinamento che risponde direttamente al Presidente del Consiglio come la&nbsp;<strong>Legge 124/2007</strong>&nbsp;che norma i servizi segreti ben chiarifica. Le due agenzie, Aisi e Aise, coordinano con Dis e la leadership politica la propria linea operativa, ma con margini di manovra nell&#8217;applicazione concreta della stessa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">[THREAD] <a href="https://twitter.com/hashtag/RENZI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RENZI</a> E I SERVIZI, LA PASSIONE SMODATA<a href="https://twitter.com/hashtag/Renzi?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Renzi</a> a testa bassa contro l&#39;ipotesi <a href="https://twitter.com/hashtag/Belloni?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Belloni</a> dal <a href="https://twitter.com/hashtag/Dis?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Dis</a> al <a href="https://twitter.com/hashtag/Quirinale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Quirinale</a>. I servizi sono sempre stati una passione dell&#39;ex premier. Che dovrebbe sapere come funziona l&#39;ordinamento: Belloni, lo ripetiamo NON è capo dei servizi [1/n]</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/1487368124030664706?ref_src=twsrc%5Etfw">January 29, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Aprile 2024, il G7 di Belloni e le critiche (fuori fuoco) di Renzi</h2>



<p>Ma non solo nel 2022 si è espressa la vivacità dell&#8217;ex presidente del Consiglio su Belloni e l&#8217;intelligence. Anche ad aprile, quando Meloni ha scelto Belloni per il G7, Renzi si è occupato dell&#8217;ambasciatrice. &#8220;Mi chiedo perché si debba mettere Belloni a capo degli sherpa del G7. Non c&#8217;è mai stato un capo della Cia a capo degli sherpa del G7. C&#8217;è qualcosa che non va&#8221;, disse Renzi in Senato in quell&#8217;occasione. Compiendo un <strong>errore di valutazione</strong> <strong>che non dovrebbe manifestarsi </strong>quando a parlare è un ex capo di governo. </p>



<p>Per i motivi detti in precedenza, infatti, il Dis non è paragonabile alla Cia, ma è piuttosto l&#8217;equivalente dell&#8217;Office of Director of National Intelligence (Odni) degli Stati Uniti d&#8217;America. <strong>Ma così facendo Renzi</strong> ha paventato un qualche tipo di legame, sottobanco, tra politica e intelligence, sottolineando un ruolo ambiguo della direttrice del Dis con cui è furente da quando, nel 2021, <strong>mise il faro sui suoi rapporti con l&#8217;ex alto funzionario dell&#8217;intelligence Marco Mancini,</strong> che fu da lei pensionato.</p>



<p>Renzi ai tempi era reduce da un lungo anno di querelle con l&#8217;ex presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong>, con cui si scontrò ai tempi della coalizione M5S-Partito Democratico-Italia Viva-Liberi e Uguali (il &#8220;governo giallorosso&#8221; Conte II) per il <strong>rifiuto dell&#8217;avvocato pugliese</strong> divenuto premier di nominare un&#8217;<strong>autorità delegata alla sicurezza della Repubblica</strong> e accusando <strong>il capo del governo</strong> di gestire in sintonia col predecessore di Belloni al Dis, Gennaro Vecchione, gli apparati d&#8217;intelligence. </p>



<p>Segno che Renzi conosce bene le linee di comando dei servizi, che del resto nella sua era a Palazzo Chigi hanno visto sotto la regia dell&#8217;autorità delegata <strong>Marco Minniti</strong> una fase di indubbio dinamismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I servizi prima e dopo Renzi</h2>



<p>Già titolare dall&#8217;incarico nel precedente governo Letta Minniti, profondo conoscitore dell’intelligence e già figura di riferimento nel settore, garantì un periodo di stabilità e discrezione alle agenzie di sicurezza italiane. In sinergia con <strong>Giampiero Massolo</strong>, all’epoca direttore del Dis, e <strong>Alberto Manenti</strong>, capo dell&#8217;Aise, Minniti consolidò una leadership operativa che si distinse per un approccio pragmatista e a basso profilo. Questo biennio fu caratterizzato da una concentrazione delle attività sui temi centrali per la sicurezza nazionale: <strong>il contrasto al terrorismo</strong>, <strong>la vigilanza sul teatro libico</strong>, il supporto alla <strong>politica estera nel Mediterraneo</strong>, e la <strong>lotta alla criminalità organizzata</strong>.</p>



<p>A perturbare la discrezione dei servizi fu il tentativo di Renzi di affidare a un&#8217;agenzia neo-costituita guidata dall&#8217;imprenditore <strong>Marco Carrai</strong>, a lui molto legato, la cybersicurezza nazionale. Ipotesi contrastata da buona parte delle forze politiche e anche dal presidente Mattarella che segnò l&#8217;inizio del distacco tra Renzi e l&#8217;intelligence, a cui dopo l&#8217;uscita da Palazzo Chigi il senatore fiorentino ha fatto seguire una serie di mosse che più volte hanno portato i servizi sotto riflettori mediatici e politici indesiderati. </p>



<p>Nel 2022 e nel 2024 i due &#8220;casi Belloni&#8221; hanno mostrato una rivalità personale che Renzi ha <strong>promosso con frecciate e manovre</strong> che hanno fatto trasparire l&#8217;impressione di un&#8217;immagine ambigua, quasi sulfurea, del mondo dei servizi e del rapporto col potere di un&#8217;istituzione che necessita, invece, di operare con discrezione e nel silenzio. A suo modo, concedendo l&#8217;onore delle armi a Belloni in occasione del suo addio e paventando un &#8220;pessimo segnale per il Paese&#8221; dalle sue dimissioni, Renzi ha, in maniera analoga, lanciato un sasso nello stagno. Ipotizzando una rottura interna all&#8217;apparato che, però, è stata smentita dai fatti: Cecilia Sala è a casa e lo è grazie a un lavoro combinato di <strong>diplomazia e intelligence</strong> a cui il basso profilo ha dato concretezza. Altro che &#8220;pessimi segnali&#8221;. Ora Renzi e Belloni sono entrambi due &#8220;ex&#8221;. Un ex premier e un&#8217;ex direttrice del Dis. Su chi abbia dimostrato più senso delle istituzioni e riservatezza riguardo l&#8217;intelligence è difficile dubitare&#8230;</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/sul-caso-sala-lultimo-capitolo-dellaffaire-renzi-belloni.html">Sul caso Sala l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;affaire Renzi-Belloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Alberto Pagani: &#8220;I nostri servizi segreti dagli Anni di Piombo al conflitto globale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/alberto-pagani-i-nostri-servizi-segreti-dagli-anni-di-piombo-al-conflitto-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 09:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=439206</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Servizi segreti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I servizi segreti italiani sono chiamati, in questa fase storica a rispondere a un'ampia e variegata serie di minacce strategiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/alberto-pagani-i-nostri-servizi-segreti-dagli-anni-di-piombo-al-conflitto-globale.html">Alberto Pagani: &#8220;I nostri servizi segreti dagli Anni di Piombo al conflitto globale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Servizi segreti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005224243940_0ccda4cbf439e55ec74e086daba60797-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I<strong> <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lallarme-dei-servizi-segreti-italiani-i-balcani-in-balia-del-jihadismo.html">servizi segreti italiani</a></strong> sono chiamati, in questa fase storica, a rispondere a un&#8217;ampia e variegata serie di minacce strategiche che invitano i decisori a calibrarne il ruolo nella proiezione nazionale del Paese. Che rotte seguirà, nel prossimo futuro, l&#8217;<strong>intelligence italiana? <em>InsideOver</em> </strong>ne discute con un esperto in materia, il <strong>professor</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/tra-gaza-e-ucraina-leuropa-alla-prova-del-mondo-in-guerra.html"><strong> Alberto Pagani</strong>.</a></p>



<p>Pagani, studioso di intelligence e questioni securitarie, è titolare di un corso sul Terrorismo internazionale presso la sede ravennate dell’Università di Bologna ed è stato deputato dal 2013 al 2022 e capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Difesa alla Camera nella XVIII Legislatura. Ha alle spalle una lunga carriera di studi e pubblicazioni in materia securitaria e di intelligence. Mondo sul quale, racconta, ha appreso molto in virtù della sua <strong>formazione sociologica</strong>.</p>



<p>&#8220;Ho capito lavorando sul campo che è una disciplina rigorosa, che richiede correttezza e precisione metodologica, ed ho imparato l’importanza dell’analisi, cioè del lavoro che viene fatto dagli analisti, sulla base delle informazioni che hai trovato e raccolto&#8221;, racconta Pagani. Il quale aggiunge: &#8220;Quelle notizie non valgono nulla quando sono grezze, perchè devono essere verificate, validate e correlate ad altre, e solo allora<strong> acquistano un senso, e un’utilità concreta</strong>. Quindi ho continuato a studiare ancora, per imparare l’analisi. Non puoi analizzare nulla se non lo conosci&#8221;. Pagani, che ha studiato anche all&#8217;Istituto Alti Studi della Difesa e all’European Security e Defence College, inizia da qui il confronto sulle sfide dell&#8217;intelligence italiana, che questi principi li deve mettere a terra.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali contributi&nbsp; ha dato l&#8217;intelligence italiana nel contrasto al terrorismo internazionale oltre che a quello nostrano?&nbsp;</strong></h4>



<p>&#8220;Le specificità dell’intelligence italiana sono derivate principalmente dall’esperienza concreta dalle forze di polizia, che hanno imparato metodi e tecniche investigative nella lotta al terrorismo politico negli Anni di piombo ed alla criminalità organizzata di tipo mafioso. Ovviamente il terrorismo confessionale è una cosa molto diversa, perché ci sono differenze culturali, religiose, ed anche operative e militari. Tuttavia i metodi di indagine appresi sono stati utilmente trasferiti e adattati anche alla lotta al terrorismo internazionale. C’è però una differenza di fondo tra l’attività di polizia giudiziaria e quella di intelligence. L’intelligence non persegue crimini, non cerca le prove per incastrare, portare in giudizio e condannare i delinquenti. Cerca le informazioni che servono per prevenire i guai, e quindi deve lavorare in modo diverso: non deve aver fretta e non deve fare clamore, per legge non può nemmeno arrestare i delinquenti, deve seguire silenziosamente una pista per estrarre tutte le informazioni che questa può dare. Qualche volta questo lavoro può concludersi con la collaborazione con le forze di polizia, per fermare una minaccia che incombe sulla sicurezza nazionale, e si giunge così ad arrestare o espellere una persona potenzialmente pericolosa, ma le operazioni più utili sono quelle che non si vedono e che, reclutando un potenziale avversario, ne fanno una fonte informativa preziosa, perché interna al campo nemico, e quindi in grado di spiarlo. In questo modo gli ufficiali di intelligence ottengono il massimo risultato, perché reclutano delle spie. In fondo l’intelligence è spionaggio&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali definizioni daresti di intelligence e, in questo contesto, di guerra psicologica?</strong></h4>



<p>&#8220;Spionaggio, come ho appena detto, perché essenzialmente è ricerca di informazioni segrete a supporto della decisione politica. Tuttavia le agenzie di intelligence possono svolgere anche operazioni di carattere più attivo, per tutelare l’interesse nazionale, e i conflitti cognitivi ne sono un esempio. <strong>I russi, ad esempio, sono stati sempre degli innovatori e degli sperimentatori in questo campo.</strong> Il KGB non era un semplice servizio segreto di informazioni, era piuttosto vocato all’eversione ed alla destabilizzazione dei altri Paesi. La Guerra Fredda si combatteva in tutto il mondo, in Asia, in America Latina, in Africa, e le operazioni psicologiche sono uno strumento fondamentale per orientare l’opinione pubblica e creare il contesto più favorevole all’influenza, o anche rovesciamento ed alla sostituzione di un regime politico con un altro&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>In quale modo Russia e Cina portano avanti una capillare disinformazione? Attraverso quali canali?</strong></h4>



<p>&#8220;È un tema che mi sta molto a cuore, perché la considero la vera emergenza democratica del nostro tempo, e su questo ho pubblicato un libro intervista, insieme al professor Caligiuri, dell’Università della Calabria. Lo abbiamo intitolato “Disinformare, ecco l’arma” perché consideriamo la disinformazione come una vera e propria arma, che uno Stato aggressivo impiega contro un altro, per destabilizzarlo, indebolirlo, condizionarne la vita politica e democratica. <strong>La Cina lo fa con forme di influenza più sottili</strong>, preferisce la penetrazione economica e la cooptazione di personalità influenti, anche la corruzione quando serve, ma non disdegna la disinformazione di Stato, con l’attenzione di nascondere sempre la mano dopo aver tirato il sasso. <strong>La Russia lo ha fatto e lo fa in modo più evidente</strong> e brutale, soprattutto sui social network, costruendo narrazioni basate su menzogne o distorcendo notizie vere, per alimentano la rabbia, il rancore sociale, le proteste, la sfiducia nelle istituzioni democratiche, e quindi la disgregazione e l’atomizzazione sociale, che sono sempre state il terreno più fertile per le derive antidemocratiche ed i totalitarismi, come insegnava Hanna Arendt&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali misure credi che i servizi di sicurezza italiani debbano prendere -o abbiano già preso- per contrastare la guerra psicologica sino-russa?&nbsp;</strong></h4>



<p>&#8220;Purtroppo siamo ancora fermi a una fase di studio del fenomeno, di analisi, di ricostruzione delle strategie di influenza. Alle contromisure efficaci non siamo ancora arrivati davvero, non abbiamo idee realmente capaci di neutralizzare le operazioni psicologiche ostili. <strong>Le Big Tech, come Google e Meta, sono collaborative </strong>ed adottano strumenti basati sull’intelligenza artificiale per il contrasto agli attacchi coordinati che vengono direttamente da altri Paesi. Quando invece si tratta di disinformazione prodotta da cittadini italiani, che in buona fede hanno abboccato e creduto alle fake news ed alla narrazione costruita da potenze straniere ostili, e la replicano di propria iniziativa, la cosa si fa più complessa e difficile, perché non si può usare la censura, che è uno strumento delle dittature, per difendersi dalla loro influenza. La democrazia si basa sulla libertà di opinione e di espressione, ed esiste perché garantisce anche al più idiota di poter dire liberamente la sua scemenza, se questa non offende direttamente e non produce danni a qualcuno. Nel periodo del Covid 19 la guerra cognitiva era molto pericolosa, perché era in gioco la salute e la vita delle persone, minacciata della disinformazione sui vaccini, veicolata sui canali Telegram e sui social. Dietro c’era anche l’influenza di russi e cinesi, ma i no vax erano prevalentemente nostrani.  Anche in questi casi, nei Paesi liberi non è stata adotta alcuna forma di censura, perché rinunciare al valore della libertà per salvare la democrazia dagli attacchi cognitivi dei Paesi dittatoriali significa perdere la sfida in partenza. Bisogna studiare il modo di neutralizzare la guerra psicologica senza limitare la libertà delle persone che vogliono di dire quel che credono&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Non credi che i nostri servizi di sicurezza siano stati oggetto di una sistematica quanto profonda campagna di disinformazione molto spesso volta a delegittimarli?</strong></h4>



<p>&#8220;Probabilmente lo sono anche stati, ma ci hanno messo del loro per subirla passivamente, perché non hanno mai costruito una vera ed efficace campagna comunicativa che li potesse valorizzare ed accreditare presso l’opinione pubblica. È anche un problema di risorse, naturalmente, ma se guardiamo le piattaforme televisive internazionali possiamo trovare serie TV che producono fiction sulla CIA e l’FBI, sul Mossad, persino sui servizi Francesi c’è una bella produzione, per non parlare dell’MI6, reso celebre dal personaggi di James Bond, che tutti conoscono. In Italia le serie TV come il maresciallo Rocca, o il commissario Montalbano, sono state molto popolari, ma hanno valorizzano solamente le forze di polizia. Nulla di rilievo sull’intelligence&#8221;.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quali scenari politici vedi a breve a medio termine a livello internazionale? Mi spiego meglio: non credi che l&#8217;egemonia unipolare americana sia stata e sarà profondamente ridimensionata dalla Cina, dalla Russia e in generale dai Brics?</strong></h4>



<p>&#8220;Credo, come diceva il vecchio Kissinger, che il vecchio Ordine Mondiale sia ormai tramontato, ma che ancora non riesca a nascere quello nuovo. Per questo stiamo vivendo un’epoca così turbolenta, piena di incertezza, disordine e violenza. Succede perché la mancanza di ordine genera mostri, come il sonno della ragione, avrebbe detto l’artista spagnolo Francisco Goya. Prima o poi un nuovo ordine dovrà venire alla luce, ma come e quando nascerà non possiamo prevederlo. Speriamo nel frattempo di non cadere nella trappola di Tucidide, la situazione politica che prende il nome dallo storico militare ateniese che ha raccontato la guerra del Peloponneso, spiegando come questa fu causata dal timore spartano per la crescente egemonia territoriale ateniese. Quando c’è una potenza emergente che insidia il ruolo ed il potere di quella dominante, il rischio che un nuovo ordine esca da una guerra è sempre molto alto, ma noi dobbiamo fare tutto il possibile per evitarlo. Anche a questo servono l’intelligence e la diplomazia&#8221;.</p>
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		<title>Giallo a Hammamet, due spie italiane avvelenate dalla mafia. Ma forse era solo un liquore fatto in casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/giallo-a-hammamet-due-spie-italiane-avvelenate-dalla-mafia-ma-forse-era-solo-un-liquore-fatto-in-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 13:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[AISE]]></category>
		<category><![CDATA[complotto]]></category>
		<category><![CDATA[Copasir]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="621" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Hammamet_-_001.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Hammamet_-_001.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Hammamet_-_001-600x311.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Hammamet_-_001-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Hammamet_-_001-1024x530.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Hammamet_-_001-768x397.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un ex agente italiano è morto, un altro lotta per la vita. La vendetta per un'importante operazione anti mafia o solo un caso?</p>
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<p>Quando ci sono di mezzo i<strong> servizi segreti</strong>, anzi, degli ex agenti appartenuti ai servizi segreti che si ritrovano in un luogo esotico davanti a una bottiglia di liquore fatto in casa, e uno di loro muore per avvelenamento mentre un altro lotta tra la vita e la morte, il pensiero di essere di fronte a un complotto con una trama degna di un romanzo di Le Carré, dove viene descritto l&#8217;odore dolciastro del cianuro, si fa spazio nell&#8217;immaginario collettivo. Eppure non sempre le cose sono come sembrano. Ce lo insegnano proprio le grandi spie del passato che si sono date alla letteratura.</p>



<p>Arriviamo ai fatti. La scorsa settimana ad <strong>Hammamet</strong>, incantevole <em>esilio</em> <em>volontario</em> sulle coste assolate della Tunisia, un ex-spia dei servizi d&#8217;informazione e sicurezza interna italiani, l&#8217;<strong>AISI</strong>, ha preso parte una cena tra ex-colleghi, compresi ex agenti dell&#8217;<strong>AISE</strong>, Agenzia informazioni e sicurezza esterna. Ora lotta tra la vita e la morte dopo essere stato&#8221;<strong>avvelenato</strong>&#8221; da una sostanza che gli inquirenti tunisini hanno definito conforme agli effetti del “cianuro”, se messa in contatto con gli enzimi contenuti nello stomaco. A scatenare la reazione, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un liquore, uno di quei <strong>distillati</strong> fatti in casa con bacche e simili. In questo caso, <strong>noccioli di pesco</strong>. Per alcuni, il dono letale di un avversario del passato che voleva regolare i conti. Una figura di spicco nella <strong>mafia agrigentina</strong>. Nella realtà, almeno secondo chi <strong>conosce le vittime</strong> una trama completamente diversa. Molto più semplice. Molto meno scenografica. Egualmente letale.</p>



<p>Secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.agenzianova.com/news/tunisia-giallo-hammamet-uno-degli-agenti-lotta-tra-la-vita-e-la-morte/">Agenzia Nova</a></em>, che ha preso contatto con fonti qualificate in loco, il primo ad ingerire la stessa bevanda, un ex agente dell&#8217;Aise identificato come <strong>Giuseppe Maio</strong>, è deceduto immediatamente. Mentre il secondo ex-agente, in questo caso dell&#8217;Aisi, necessita di un trasferimento urgente dopo essere entrato in <strong>coma farmacologico.</strong> Le sue condizioni &#8220;sarebbero peggiorate, in quanto la sostanza tossica avrebbe compromesso organi interni&#8221;. Sempre secondo le fonti di Agenzia Nova, un <strong>uomo e una donna</strong> che hanno partecipato alla cena e che non risiedono ad Hammamet, sarebbero &#8220;<em>rientrati in Italia da diversi giorni</em>&#8220;. Alla cena erano presenti<strong> circa 10 persone</strong> ma a bere il liquore incriminato sarebbero stati<strong> solo in quattro</strong>. Due, che lo avrebbe &#8220;assaggiato appena&#8221; secondo una fonte contattata direttamente da chi vi scrivi, avrebbero evitato le conseguenze letali per fatalità. O semplice gusto personale. </p>



<p>Le autorità tunisine hanno aperto immediatamente un’inchiesta sull’accaduto e sebbene i<strong> risultati dell’autopsia</strong> dovrebbero essere coperti da segreto istruttorio, fonti giudiziarie hanno confermato che la causa del decesso della prima spia è &#8220;avvelenamento da cianuro”. Anche altre due persone sarebbero ricoverate presso il Policlinico di Hammamet, ma con sintomi minori.</p>



<p>La tesi del semplice quanto <strong>tragico incidente </strong>viene avvalorata da quanti ricordano come &#8220;<em>il nocciolo del pesco contiene una sostanza chiamata amigdalina, di per sé innocua, ma che può liberare acido cianidrico, il cianuro appunto</em>&#8220;. Gli agenti della <em>Brigade Criminelle</em> della Polizia tunisina hanno dichiarato che non è stato possibile analizzare la sostanza presente nella bottiglia dal momento che il liquido è stato <strong>riversato nel lavandino</strong> dal proprietario della casa dove si è svolta la rimpatriata tra ex-membri dell&#8217;<em>intelligence</em>. Ma è qui che la <strong>fonte contatta direttamente</strong> spiega un piccolo ma significativo particolare: &#8220;In Tunisia le bevande ad alta graduazione alcolica sono proibite&#8221;. Chi si è voluto disfare del liquore probabilmente voleva semplicemente disfarsi di qualcosa da dove giustificare come &#8220;contrabbando&#8221; essendo la bottiglia con &#8220;buone probabilità&#8221; importata dall&#8217;Italia da una persona in stretti rapporti con una delle vittime.</p>



<p>Attualmente il Comitato parlamentare che vigila sull’operato dei servizi segreti e sulla sicurezza nazionale, Copasir, ha chiesto al governo di <strong>fornire dei chiarimenti</strong>. Della vicenda si occuperanno il sottosegretario alla presidenza del Consiglio <strong>Alfredo Mantovano</strong>, che ha la delega sull’intelligence, e la direttrice del Dipartimento che coordina le attività dei delle due divisioni dei servizi segreti, DIS, <strong>Elisabetta Belloni</strong>. I primi accertamenti hanno propeso per la tesi del tragico incidente.</p>



<p>Ciò che ha avvalorato in questi giorni la tesi di un <strong>complotto mirato </strong>all&#8217;eliminazione delle ex-spie, è il loro passato coinvolgimento nelle operazioni condotte da una squadra anti-mafia, che portarono all’arresto di Angelo <strong>Salvatore Stracuzzi</strong>, noto come “re del calcestruzzo”. L&#8217;arresto avvenne proprio in Tunisia lo scorso agosto. Secondo gli agrigentini, la cosca mafiosa in questione sarebbe quella degli affiliati di Licata. Per alcuni priva della<em> capacità</em> di &#8220;<em>avvelenare un ex-agente segreto in Tunisia</em>&#8220;. Sarebbe spiacevole scoprire il contrario e dover dare credito a nuovi metodi letali di <strong>Cosa Nostra</strong>. L&#8217;ulteriore conferma da fonti interpellate direttamente, benché non cambi il tragico esito dell&#8217;incidente insperato, può rassicurarci almeno su questo timore.</p>



<p>(<em>Aggiornato 4 ottobre 2024, ore 17.00</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/giallo-a-hammamet-due-spie-italiane-avvelenate-dalla-mafia-ma-forse-era-solo-un-liquore-fatto-in-casa.html">Giallo a Hammamet, due spie italiane avvelenate dalla mafia. Ma forse era solo un liquore fatto in casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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