<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Secondo Emendamento Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/secondo-emendamento/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/secondo-emendamento</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jan 2026 13:40:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Secondo Emendamento Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/secondo-emendamento</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Quando lo Stato spara, la lobby delle armi si ribella: la frattura americana sul Secondo Emendamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quando-lo-stato-spara-la-lobby-delle-armi-si-ribella-la-frattura-americana-sul-secondo-emendamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 13:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[lobby delle armi]]></category>
		<category><![CDATA[National Rifle Association (Nra)]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Emendamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=503309</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla sparatoria di Minneapolis alla presa di distanza della NRA: il fronte pro-armi, pilastro del potere conservatore, ora entra in rivolta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-lo-stato-spara-la-lobby-delle-armi-si-ribella-la-frattura-americana-sul-secondo-emendamento.html">Quando lo Stato spara, la lobby delle armi si ribella: la frattura americana sul Secondo Emendamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260127184622578_be7bd1cb358e418363e7cb34be4c4d69-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ice-contro-guardia-nazionale-la-crisi-di-competenze-che-mette-alla-prova-lunita-degli-stati-uniti.html">La sparatoria di Minneapolis</a></strong> non è soltanto l’ennesimo episodio che riaccende il dibattito sull’uso della forza da parte delle agenzie federali. È qualcosa di più profondo: <strong>un test di stress ideologico</strong> che sta mettendo in discussione l’alleanza storica tra il movimento pro-armi e lo Stato federale quando quest’ultimo agisce in nome dell’ordine e della sicurezza. Il segnale più eloquente arriva da una presa di posizione <strong>insolitamente critica</strong> della <strong>National Rifle Association</strong> (NRA), che ha chiesto di non “<em>demonizzare i cittadini rispettosi della legge</em>” prima della conclusione delle indagini.</p>



<p>Per decenni, il fronte del <strong>Secondo Emendamento</strong> ha tenuto insieme tre pilastri: diritto individuale alle armi, deferenza verso le forze dell’ordine, fiducia in un governo “limitato”. L’episodio di Minneapolis incrina questa architettura perché <strong>mette in collisione due dogmi</strong>: il diritto a portare armi e la presunzione di legittimità dell’azione statale armata. Quando l’azione è compiuta da agenti federali — in questo caso dell’<strong>ICE</strong> — la contraddizione esplode.</p>



<p>La dichiarazione attribuita al sostituto procuratore <strong>Bill Essayli</strong>, secondo cui l’avvicinarsi armati alle forze dell’ordine renderebbe “probabile” l’uso letale da parte degli agenti, ha agito da detonatore. Non tanto per il merito giuridico — su cui peseranno le indagini — quanto per l’<strong>implicazione politica</strong>: se l’interpretazione diventasse prassi, il porto legale d’armi rischierebbe di trasformarsi in <strong>fattore di rischio</strong> per il cittadino, non in garanzia di libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;elettorato pro-armi e anti-federale</h2>



<p>Che la NRA prenda le distanze da un’impostazione percepita come giustificazionista dell’uso della forza federale è, di per sé, un fatto politico. Ancora più significativo è che la critica non sia rimasta isolata. Anche <strong>Gun Owners of America</strong> ha espresso perplessità, rafforzando l’idea che non si tratti di una manovra tattica ma di <strong>un malessere strutturale</strong>.</p>



<p>Qui si innesta un elemento spesso sottovalutato: <strong>la base</strong>. Negli ultimi anni, una parte dell’elettorato pro-armi — in particolare quello più radicalizzato e diffidente verso Washington — ha maturato una visione “anti-federale” che non distingue più nettamente tra burocrazia, magistratura e forze armate. Minneapolis ha fornito <strong>un caso simbolico</strong> in cui la sfiducia si è saldata al tema identitario delle armi.</p>



<p>Non è la prima volta che il movimento pro-armi entra in rotta di collisione con il governo federale. Il precedente più evocato è l’assedio di <strong>Ruby Ridge</strong> del 1992, quando l’intervento delle autorità contro una famiglia armata divenne un mito fondativo dell’antagonismo anti-statale. Allora come oggi, l’argomento non era solo la legittimità dell’uso della forza, ma <strong>chi</strong> avesse il monopolio della violenza e <strong>a quali condizioni</strong>.</p>



<p>La differenza, oggi, è che la frattura si manifesta <strong>dentro</strong> le organizzazioni mainstream, non solo nelle milizie ai margini. Questo sposta il baricentro del conflitto: <strong>dalla periferia ideologica al cuore del sistema di lobby</strong> che per anni ha garantito disciplina e allineamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione di Trump e dell&#8217;area Maga</h2>



<p>La crisi arriva in un momento delicato per <strong>Donald Trump</strong> e per l’area MAGA. Il presidente ha costruito una parte decisiva del suo consenso sull’asse “legge e ordine + diritti sulle armi”. Minneapolis costringe a scegliere: <strong>difendere senza riserve le agenzie federali</strong> o <strong>difendere senza ambiguità il portatore legale d’armi</strong>. Ogni opzione ha un costo. La prima aliena una parte della base più ideologica; la seconda indebolisce la narrativa di controllo e sicurezza. È in questo spazio che la NRA sembra muoversi con cautela calcolata: non un attacco frontale al governo, ma una <strong>linea rossa</strong> tracciata sul principio. Un messaggio che suona così: il Secondo Emendamento non può essere subordinato a interpretazioni operative che lo rendano impraticabile.</p>



<p>La posta in gioco va oltre il singolo caso. Se la presenza di un’arma legale diventa, nel discorso pubblico, un elemento che “giustifica” l’uso preventivo della forza statale, l’intero impianto culturale del movimento pro-armi entra in crisi. È questo che spiega la <strong>rivolta, per ora contenuta ma reale</strong>, della lobby delle armi: non una conversione garantista, ma una difesa identitaria.</p>



<p>Il risultato è un fronte del Secondo Emendamento <strong>meno compatto, più conflittuale</strong>, attraversato da una domanda che finora era rimasta sullo sfondo: <em>chi protegge il cittadino armato quando lo Stato è l’attore che spara?</em> La risposta a questa domanda — politica prima ancora che giudiziaria — determinerà se Minneapolis resterà un episodio isolato o l’inizio di una nuova fase nello scontro tra libertà individuali e potere federale negli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli effetti sul voto di metà mandato</h2>



<p>Sul piano elettorale, la crisi generata dal caso di Minneapolis potrebbe <strong>i</strong>nfluenzare le dinamiche di voto alle <strong>elezioni di metà mandato del 2026</strong>, in particolare nei gruppi di elettori indifferenti o moderati rispetto alla politica sulle armi. Storicamente, il tema del Secondo Emendamento è stato un asse mobilitante per l’elettorato repubblicano, con molti elettori che ritengono fondamentale la protezione del diritto di portare armi; <a href="https://saf.org/saf-mclaughlin-2a-poll-public-says-trump-gop-best-protect-gun-rights">un sondaggio commissionato dalla <em>Second Amendment Foundation</em> </a>indica che circa il 76% degli elettori considera importante nominare giudici federali che “diano priorità” alla difesa del Secondo Emendamento e circa il 63% pensa che l’attuale amministrazione repubblicana proteggerà questi diritti meglio dei democratici.</p>



<p>Tuttavia, l’impatto politico dei fatti di Minneapolis — e la reazione critica della <strong>NRA</strong> e di altri gruppi pro-armi alla narrativa iniziale dell’amministrazione — potrebbe erodere parte di questo consenso, <strong>soprattutto fra gli elettori per cui la libertà di portare armi è un valore identitario</strong>. </p>



<p>Parallelamente, rilevazioni di opinione indipendenti mostrano che la popolazione americana è <strong>divisa sulle priorità tra diritti alle armi e controllo delle armi</strong>: in <a href="https://pro.morningconsult.com/instant-intel/gun-control-polling-february-2024">un <em>tracking</em> di Morning Consult</a>, il 47% degli elettori ha dichiarato che è più importante <strong>proteggere il diritto di possedere armi</strong>, mentre il 44% ha dato priorità a <strong>limitarne la diffusione</strong>. Questo dato suggerisce che il tema può essere un fattore di mobilitazione trasversale, toccando non solo gli elettori repubblicani ma anche <strong>quelli indipendenti</strong> che spesso decidono le elezioni nei distretti in bilico.</p>



<p>Un allentamento nel sostegno di un blocco tradizionalmente affidabile — soprattutto in Stati di confine o rurali — potrebbe tradursi in <em>voti sottratti</em> o in un maggiore appeal per candidati alternativi, con effetti reali sulla capacità del Partito Repubblicano di mantenere il controllo dei seggi chiave alle prossime elezioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-lo-stato-spara-la-lobby-delle-armi-si-ribella-la-frattura-americana-sul-secondo-emendamento.html">Quando lo Stato spara, la lobby delle armi si ribella: la frattura americana sul Secondo Emendamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usa, il diritto di portare armi torna a essere una causa antirazzista</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/usa-il-diritto-di-portare-armi-torna-a-essere-una-causa-antirazzista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 07:36:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[National Rifle Association (Nra)]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo Emendamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=340460</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova narrazione si sta imponendo nei media americani: limitare il diritto di comprare e portare armi è razzista. Articoli anche su media mainstream, non solo su riviste di area libertaria, stanno iniziando a ricordare le origini razziste del “gun control”, cioè della legislazione volta a limitare il possesso di armi. Perché? La società sta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-il-diritto-di-portare-armi-torna-a-essere-una-causa-antirazzista.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-il-diritto-di-portare-armi-torna-a-essere-una-causa-antirazzista.html">Usa, il diritto di portare armi torna a essere una causa antirazzista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117083255418_d53b5746c0a290ce5a3f7f171d94c1d6-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una nuova narrazione si sta imponendo nei media americani: limitare il diritto di comprare e portare armi è razzista. Articoli anche <a href="https://www.bostonglobe.com/2021/07/31/opinion/very-racist-history-gun-control/">su media mainstream</a>, non solo su riviste di area libertaria, stanno iniziando a ricordare le origini razziste del “gun control”, cioè della legislazione volta a limitare il possesso di armi. Perché?</p>
<p>La società sta cambiando in fretta, in tempi di turbolenza politica e di emergenza sanitaria. E a comprare armi, dal 2020, sono soprattutto donne e neri. Secondo le statistiche della <a href="https://www.nssf.org/articles/first-time-gun-buyers-grow-to-nearly-5-million-in-2020/">National Shooting Sports Foundation</a> nel 2020 il 40% delle pistole e dei fucili è stato venduto a persone che li acquistavano per la prima volta. Si tratta di circa 5 milioni di persone in più. È quasi il doppio rispetto alla media annuale che comprendeva, negli ultimi decenni, un 24% di neofiti delle armi da fuoco. Fra questi, l’aumento di vendite a cittadini afroamericani (uomini e donne) è aumentato del 58%, mentre le donne (di tutte le etnie) costituiscono il 40% dei nuovi acquirenti. Questi dati riguardano il periodo da marzo a settembre 2020, i mesi dei lockdown e delle maggiori restrizioni di movimento. La corsa ad acquistare armi è leggermente calata nel 2021: l’anno scorso sono state comprate 18 milioni di pistole e fucili, contro i 21 milioni del 2020. Ma si tratta del secondo anno per numero di vendite, da quando le statistiche vengono aggiornate. <a href="https://www.wsj.com/articles/women-are-nearly-half-of-new-gun-buyers-study-finds-11631792761">Anche nel 2021</a>, le donne costituiscono circa la metà dei nuovi compratori di armi. Gli afro-americani sono il 21% degli acquirenti, secondi dopo i bianchi.</p>
<p>Se cresce il numero delle armi fra le <strong>minoranze</strong> (le donne sono minoranza, fra i cittadini armati, circa un quarto del totale), al tempo stesso aumenta anche l’associazionismo. Quando pensiamo al Secondo Emendamento (introdotto nella costituzione nei primissimi anni degli Usa proprio per proteggere il diritto di portare armi), normalmente pensiamo al divo hollywoodiano <a href="https://www.washingtonpost.com/wp-srv/politics/daily/june98/nra8.htm">Charlton Heston presidente della National Rifle Association (Nra)</a> e divenuto l’incarnazione dell’America maschile, virile, conservatrice, cristiana e bianca. Anche se fu un antirazzista convinto, considerando che il grande attore due volte premio Oscar, fu uno dei protagonisti della causa per i diritti civili. Al fianco della Nra, che non fa distinzione di etnia e genere, stanno però sorgendo, negli ultimi sei anni, associazioni che rappresentano esclusivamente le minoranze.</p>
<p>Per i cittadini afroamericani c’è la <a href="https://naaga.co/about-us/">National African American Gun Association</a>, sorta nel 2015, che si propone di: “Educare e addestrare la nostra comunità alla ricca tradizione di proprietà delle armi dei cittadini di colore, offrendo educazione, addestramento, sostegno, standard di sicurezza e ispirazione culturale”. Douglas Jefferson, il suo presidente, dichiara che, su 35mila iscritti, ben 5mila si sono uniti all’associazione dopo lo scoppio della pandemia. Attivisti gay e altri membri della comunità Lgbt hanno fondato, sempre nel 2015, l’associazione <a href="https://www.pinkpistols.org/about-the-pink-pistols/">Pink Pistols</a> che dichiara così le sue finalità: “Siamo dediti all’uso legale, sicuro delle armi da fuoco per l’autodifesa della comunità delle minoranze sessuali. Non crediamo più che sia diritto di coloro che odiano i gay, le lesbiche, i bi e transessuali, o i poliamorosi, di prenderci a bersaglio del loro furore. L’<strong>autodifesa</strong> è un nostro diritto”.</p>
<p>Oltre alle minoranze etniche e sessuali, ad armarsi sono anche i movimenti politici di nicchia. Fanno notizia soprattutto quelli di destra. Ma esistono anche associazioni di armi per l’estrema sinistra. Notevole, per esempio, la nascita nel 2016 dell’associazione “antifa” (antifascista) <a href="https://www.redneckrevolt.org/">Redneck Revolt</a>. Redneck è il nomignolo americano di “bifolco”, uomo dalla nuca scottata dal sole mentre lavora i campi. Normalmente viene rivolto alla destra conservatrice rurale. Redneck Revolt gli dà un altro significato: “Nel 1921, il termine è diventato sinonimo dell’insurrezione armata contro lo Stato, quando i minatori del sindacato United Workers of America si sono legati fazzoletti rossi al collo durante gli scontri di Black Mountain, una rivolta multietnica dei lavoratori nelle miniere della West Viriginia”.</p>
<p>Nel 2017 è nata anche la risposta antifa alla National Rifle Association: la <a href="https://socialistra.org/">Socialist Rifle Association</a>. Con un sito dalla grafica inequivocabilmente sovietica (basti vedere il simbolo con la consueta corona di grano e la stella rossa), la SocialistRA dichiara di aver unite “Varie comunità, online e offline, che per anni si sono raggruppate attorno all’idea del possesso e uso di armi orientato a sinistra, inclusivo e di attività di mutuo soccorso”. Non è la prima volta che minoranze ed estrema sinistra si ritrovano a difendere la libertà di portare armi per l’autodifesa. La “sorveglianza” armata dell’attività della polizia era tipica delle frange più estreme del movimento per i diritti civili, negli anni Sessanta e delle Pantere Nere.</p>
<p>Ma in generale, la battaglia per la difesa del <strong>Secondo Emendamento</strong>, è antirazzista nelle sue origini. Dopo la Guerra Civile (1861-65), i governi degli Stati del Sud tendevano a disarmare i neri per tenerli in uno stato di sottomissione. Furono soprattutto i Repubblicani al Congresso a premere perché i diritti di portare armi venissero rispettati anche per gli schiavi appena liberati. Nel primo periodo dell’occupazione e della ricostruzione del Sud, il generale Rufus Saxon <a href="https://reason.com/2005/02/15/the-klans-favorite-law/">testimoniava</a> di fronte al Congresso che i bianchi stessero: «Requisendo le armi trovate nelle mani degli schiavi liberati. Questa condotta è una chiara violazione dei loro diritti individuali garantiti dalla Costituzione degli Usa, che sancisce che il diritto delle persone a detenere e portare armi non possa essere infranto». Gli Stati ex schiavisti sconfitti provarono ad implementare i “Codici neri” che includevano anche il divieto ai neri liberati di comprare e portare armi “di nessun tipo”. Anche nel Novecento, con l’inizio della nuova segregazione, fra il 1906 e il 1923 gli Stati sudisti, uno dopo l’altro, emisero leggi che istituivano più strette forme di “gun control”, per evitare che i neri si armassero. Si trattava di leggi implicitamente razziste, come si può leggere nell’interpretazione che ne diede un giudice della Florida «(Le leggi, ndr) sono state approvate per disarmare unicamente i lavoratori neri, non riguardano assolutamente la popolazione bianca».</p>
<p>Solo in tempi molto recenti, nella narrazione mediatica, la difesa del Secondo Emendamento è diventata una battaglia “da razzisti bianchi”. In un recente tweet dell’Associazione per i diritti civili (Aclu) <a href="https://twitter.com/ACLU/status/1419294620417155074">si legge</a>, ad esempio, questo curioso ribaltamento della storia: “Il razzismo è alla base del Secondo Emendamento e nella sua inclusione nella Carta dei Diritti”. Ed è soprattutto il Partito Democratico, lo stesso che dominava gli Stati del Sud fino agli anni Sessanta del Novecento, che preme per approvare nuove leggi sul gun control. Ed è diventata quella la causa progressista, finché non verrà scavalcata da una realtà completamente diversa&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-il-diritto-di-portare-armi-torna-a-essere-una-causa-antirazzista.html">Usa, il diritto di portare armi torna a essere una causa antirazzista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 55/183 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-23 18:50:08 by W3 Total Cache
-->