<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scudo antimissile Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/scudo-antimissile/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/scudo-antimissile</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 May 2023 17:39:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Scudo antimissile Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/scudo-antimissile</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Missili terra-aria all&#8217;Ucraina: cosa sono i sistemi Nasams inviati dagli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/missili-terra-aria-ucraina-cosa-sono-sistemi-nasams-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
		<category><![CDATA[Missili antiaerei]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=397286</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di nuovi sistemi anti-missilistici Nasams all'Ucraina per circa 285 milioni. Ecco come funzionano </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-terra-aria-ucraina-cosa-sono-sistemi-nasams-ucraina.html">Missili terra-aria all&#8217;Ucraina: cosa sono i sistemi Nasams inviati dagli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Occidente continua ad armare Kiev. Nella giornata di ieri, mercoledì 24 maggio, il dipartimento di Stato statunitense ha approvato la <strong>vendita</strong> di nuovi sistemi anti-missilistici <strong>Nasams</strong> all’Ucraina, per un valore di 285 milioni di dollari. La Defense Security Cooperation Agency&nbsp;(Dsca), agenzia del Pentagono incaricata a fornire assistenza al trasferimento di equipaggiamento e servizi militari agli alleati degli Stati Uniti, ha pubblicato una dichiarazione nella quale ha manifestato il suo sostegno alla manovra. Nello specifico la Dsca ha rimarcato come l’Ucraina necessiti di migliorare le proprie <strong>capacità</strong> <strong>difensive</strong> nei confronti di <a href="https://it.insideover.com/guerra/colpire-le-armi-occidentali-di-kiev-ecco-la-nuova-strategia-di-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attacchi missilistici russi</a>, pertanto questo trasferimento aiuterà Kiev a difendere le proprie infrastrutture e soprattutto la propria popolazione civile. La vendita non determinerà l’alterazione della bilancia militare nella regione, né tantomeno una riduzione della prontezza combattiva degli Stati Uniti. Essa risulterà invece funzionale al perseguimento degli <strong>obiettivi</strong> di politica estera e di sicurezza nazionale statunitense, migliorando le capacità difensive di un partner essenziale per la sicurezza e il progresso economico europeo.</p>



<p>La procedura di invio di equipaggiamento militare americano ai partner degli Stati Uniti è in gran parte delegata al ramo esecutivo, in particolar modo al Bureau of Political-Military Affairs del dipartimento di Stato. Ai sensi dall’Arms Control Export Act l’esecutivo è quindi tenuto a notificare al Congresso la vendita, le due camere hanno la possibilità di approvare una risoluzione per respingere o modificare i termini della vendita stessa. Il Presidente ha tuttavia l’autorità di porre il <strong>veto</strong>, o in alternativa notificare la presenza di uno stato di emergenza per superare l’opposizione del Congresso. Considerando l’attuale stato di guerra che affligge l’Ucraina, risulta largamente improbabile che le camere rigettino la proposta.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-5.jpg" alt="" class="wp-image-397196" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-5.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-5-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-5-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-5-768x142.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i Nasams</h2>



<p>Una batteria Nasams (<em>National Advanced Surface-to-Air Missile System</em>) è composta da quattro unità di lancio ciascuna dotata di tre <strong>lanciatori</strong> in grado di trasportare sei <strong>missili Aim-120 Amraan</strong>, un radar An/Mpq-64F1 Improved Sentinel, un centro di controllo e un veicolo Msp500 <em>electro optical</em> camera. I missili Amraan dispongono di un range di 30 km e il radar può individuare bersagli fino a 120 km. Il primo vantaggio dei Nasams consiste nell’enorme <strong>flessibilità</strong>: i lanciatori e i radar del Nasams possono infatti essere dislocati ad una distanza di 20 km dalla stazione di controllo del fuoco, garantendo quindi una copertura su un’area molto elevata. </p>



<p>Il secondo grande vantaggio di tali sistemi consiste nell’<strong>elevatissima disponibilità</strong> dei missili Amraan da esso impiegati. Tali sistemi sono montati su gran numero di aeromobili occidentali come missili aria-aria e i Nasams non richiedono una differente variante, potendo impiegare la versione base del missile stesso. Ciò significa che le nazioni occidentali dispongono di un inventario pressoché illimitato di esso, riducendo al minimo le probabilità che l’Ucraina rimanga senza una difesa anti-aerea. In secondo luogo gli Amraan presentano un <strong>costo</strong> estremamente ridotto (circa un milione ad unità), pertanto il loro impiego presenta un rapporto costi benefici estremamente favorevole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/nasams-ucraina-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-397294"/><figcaption class="wp-element-caption">Una batteria Nasams in funzione nei Paesi Bassi. Foto: Epa/Robin van Lonkhuijsen.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli effetti sulla guerra</h2>



<p>La vendita dei sistemi Nasams all’Ucraina rappresenta un ulteriore passo verso la transizione dell’esercito di Kiev da una una forza dotata prettamente di equipaggiamento sovietico in un esercito avente un inventario costituito da <strong>armamento</strong> <strong>occidentale</strong>, dotato di ampia <strong>interoperabilità</strong> con le forze Nato. Ciò indica come gli Stati Uniti si stiano preparando non solo ad un <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-come-israele-verso-una-nuova-fortezza-militare-in-europa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conflitto potenzialmente lungo</a>, ma anche alla fase successiva alla sua conclusione, durante la quale sarà necessario riarmare l’esercito ucraino con funzioni di deterrenza verso una nuova possibile aggressione. </p>



<p>Contestualmente l’afflusso di ulteriori sistemi consentirà di aumentare notevolmente la copertura anti aerea sul territorio nazionale ucraino, riducendo ulteriormente le capacità offensive russe. A partire dagli ultimi mesi del 2022 la Federazione russa ha infatti avviato una massiccia campagna di attacchi missilistici diretti verso le città ucraine e verso il sistema energetico del paese. I raid hanno provocato numerose <strong>vittime</strong> <strong>civili</strong>, pur rivelandosi in ultima analisi <strong>fallimentari</strong>, in virtù della minore ampiezza della curva dei danni russi rispetto alla curva delle riparazioni ucraine, nonché all’intersezione tra il processo di decrescita delle capacità di produzione missilistiche russe, gravemente danneggiate dalle <a href="https://it.insideover.com/economia/sanzioni-russia-funzionano-come-sta-andando-economia-russa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sanzioni</a> e la costante crescita delle capacità anti missilistiche ucraine derivanti dalle consegne dei partner occidentali. Ciò non ha tuttavia distolto la Russia dal proseguire tali attacchi, con grave danno per la popolazione civile.</p>



<p>Allo stato attuale risultano impiegate <strong>poche batterie</strong> di Nasams, il cui utilizzo ha avuto sinora un enorme successo. Le forze ucraine hanno dichiarato come tali sistemi abbiano abbattuto 100 missili e droni russi in pochi mesi, mostrando un impressionante <strong>tasso di accuratezza</strong>. L’arrivo di altri sistemi contribuirà non solo a ridurre le capacità russe di danneggiare gli impianti produttivi e il sistema energetico ucraino, ma anche di ridurre le perdite tra i civili, spesso obbiettivo deliberato delle armi di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-terra-aria-ucraina-cosa-sono-sistemi-nasams-ucraina.html">Missili terra-aria all&#8217;Ucraina: cosa sono i sistemi Nasams inviati dagli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La fragilità dell&#8217;Europa di fronte all&#8217;incubo nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-fragilita-delleuropa-di-fronte-allincubo-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 10:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=369083</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spettro nucleare a Mosca agita l'Europa: per ora solo l'ombrello Nato la protegge da possibili attacchi. Ma questo ha un prezzo politico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fragilita-delleuropa-di-fronte-allincubo-nucleare.html">La fragilità dell&#8217;Europa di fronte all&#8217;incubo nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/Agenzia_Fotogramma_IPA9629003-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Manfred Weber</strong>, capo del Partito popolare europeo, <a href="https://www.welt.de/debatte/kommentare/plus237349903/Manfred-Weber-zur-Ukraine-Europa-braucht-einen-eigenen-Nuklearschirm.html">in una lettera al quotidiano tedesco <em>Die Welt</em></a> di marzo, scrisse del tema della deterrenza nucleare europea che &#8220;senza un ombrello nucleare, non c&#8217;è libertà&#8221;. Per Weber, la sovranità dell&#8217;Unione europea si basa anche sulla capacità di difendersi. E questa capacità comporta anche quella di proteggersi da un attacco nucleare sul suolo europeo: motivo per il quale, diceva Weber, Francia e Germania per prime avrebbero dovuto iniziare a dialogare sul tema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le necessità dell&#8217;Europa</h2>



<p>Le parole di Weber tornano attuali anche oggi, con lo spettro del conflitto atomico che riaffiora nei momenti di maggiore difficoltà della Russia in Ucraina. Il presidente russo <strong>Vladimir Putin,</strong> parlando alla nazione lo scorso 21 settembre, ha evocato lo scenario dell&#8217;utilizzo dell&#8217;arsenale nucleare ribadendo che quando parla di questo tipo di ordigni &#8220;non è un bluff&#8221;. Ma la questione riecheggia con insistenza da prima dell&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa: quando l&#8217;escalation alle porte dell&#8217;Ucraina faceva già paventare l&#8217;ipotesi che in caso di stallo delle operazioni il capo del Cremlino avrebbe potuto usare, come <em>extrema ratio</em>, un&#8217;arma nucleare cosiddetta &#8220;tattica&#8221;, cioè sganciata sul campo di battaglia o sostanzialmente sulla linea del fronte e non per colpire in profondità il nemico.</p>



<p>L&#8217;<strong>Europa</strong>, che da questa guerra è certamente incisa ed è la prima vittima politica, si trova ora a dover gestire una <strong>duplice crisi</strong>: bellica ma anche energetica. Tuttavia, il nodo principale di questo conflitto &#8211; almeno da un punto di vista politico &#8211; resta quello delle capacità del Vecchio Continente di potersi considerare un&#8217;entità effettivamente sovrana e dunque in grado di proteggersi (rielaborando le parole di Weber). Questione che al momento appare ben distante dalla realtà, dal momento che allo stato dell&#8217;arte è possibile dire che l&#8217;intera possibilità di proteggersi in caso di lancio di missili nucleare sul suolo Ue, per Bruxelles è rappresentata dallo <strong>scudo dell&#8217;Alleanza Atlantica</strong>. Uno scudo che se certamente è un poderoso sistema di difesa in grado di tutelare la vita di milioni di cittadini europei, dall&#8217;altro rappresenta anche una forma di dipendenza strategica nei confronti di Washington. Sono gli Stati Uniti, infatti, attraverso la Nato, a proteggere di fatto il territorio europeo da un eventuale attacco lanciato dall&#8217;esterno. E se questa è un&#8217;assicurazione strategica di non poco conto, specularmente rappresenta anche un modo per ribadire la necessità dell&#8217;Ue di iniziare nuovamente a riflettere su quel concetto di &#8220;<strong>autonomia strategica</strong>&#8221; rilanciato più di recente dal presidente francese Emmanuel Macron e sepolto almeno da febbraio. Cioè da quando l&#8217;invasione russa in Ucraina e il compattamento della Nato introno a Kiev hanno ribadito anche la capacità angloamericana di guidare il blocco occidentale sia dal punto di vista militare, che da quello di intelligence e diplomatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema della deterrenza nucleare</h2>



<p>Per l&#8217;Europa si tratta di una sfida fondamentale che non può essere sottovalutata. La deterrenza nucleare &#8211; lo conferma del resto proprio lo sviluppo della guerra in Ucraina e il confronto tra Occidente e Russia &#8211; non è solo un dato storico come eredità della <strong>Guerra Fredda</strong>. In un&#8217;epoca di forte conflittualità ma soprattutto caratterizzata da una complessa e articolata competizione mondiale tra superpotenze, e tra potenza più o meno grandi, il fattore atomico è un elemento decisivo sia da un punto di vista militare che da un punto di vista politico. Ci sono progetti in corso, <a href="https://europa.today.it/fake-fact/missili-russia-scudo-nucleare.html">come spiega <em>Europatoday</em></a><em> </em>si pensi in particolare al sistema <strong>Twister </strong>(Timely warning and Interception with space-based theater surveillance), che rappresentano dei passaggi necessari e fondamentali per il futuro della Difesa europea. Ma è chiaro che la volontà industriale e la capacità tecnologica, che certo non mancano a tutti i partner europei insieme, devono fare affidamento su una visione strategica di più ampio respiro che è un problema eminentemente politico.</p>



<p>Sul punto, inutile negarlo, permangono molti dubbi e di diversa natura. Appare difficile, soprattutto dopo che gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno certificato la loro capacità di prevedere il conflitto ucraino e gestire la difesa di Kiev, che l&#8217;Europa infranga la totale adesione al progetto Nato puntando su un uno scudo esclusivamente continentale. Scudo che non indicherebbe necessariamente uno sganciamento dall&#8217;Alleanza Atlantica, ma che di certo rappresenterebbe un primo segnale di differenziazione strategica tra due blocchi che si sovrappongono. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi nel rapporto con la Nato</h2>



<p>Ci sono poi perplessità sulle capacità dei singoli Stati membri di superare le ritrosie nazionali per investire tutto su un ombrello di natura europea. Macron nel 2020 aveva fatto capire che la Francia era disposta a far partire una riflessione sulla condivisone del proprio arsenale nucleare in un contesto di deterrenza europea, ma le critiche in genere non mancano né sul fronte interno dei singoli Paesi né tra i vari Stati gelosi l&#8217;uno dell&#8217;altro (e non a caso nella famosa lettera Weber si riferiva proprio a Berlino e Parigi). C&#8217;è poi da considerare l&#8217;ineluttabile capacità Usa di dissuadere alcuni governi, specialmente quelli meno europeisti ma certamente filoatlantici, sulla scelta di lanciarsi in progetti targati Ue quando finora la difesa dalla Russia è stata garantita dalla Nato: basti pensare a molti Paesi dell&#8217;Europa orientale. Infine in questa fase sembra complicato anche escludere il <strong>Regno Unito</strong> da questa architettura nucleare europea: la Brexit ha privato l&#8217;Ue dell&#8217;arsenale britannico, ma Londra ha dimostrato di volere essere coinvolta nel settore della Difesa.</p>



<p>A fronte di queste difficoltà, si deve prendere atto che inoltre mancano al momento presupposti per tornare a discutere di <strong>autonomia strategica europea</strong> declinata non solo in chiave industriale e politica ma anche di deterrenza e capacità di difesa. Se già questo concetto è apparso sempre molto vago, come confermato anche dai più recenti documenti Ue, ora, con l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, tutto appare ancora più fumoso e velleitario rispetto a una competizione mondiale che non lascia tempo all&#8217;Europa di calibrare le proprie scelte strategiche e indirizzarle in modo ponderato e con una prospettiva a lungo termine. Ed ecco che davanti a queste sfide, non sorprende che la minaccia nucleare venga gestita sostanzialmente fuori dal territorio Ue, a Washington o a Mosca o nelle stanze di Bruxelles (sponda Nato). L&#8217;Europa, in questo momento, o è coperta dall&#8217;ombrello atlantico oppure deve accettare un rischio fino a soluzione di matrice Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fragilita-delleuropa-di-fronte-allincubo-nucleare.html">La fragilità dell&#8217;Europa di fronte all&#8217;incubo nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco come il Pentagono vuole estendere la copertura antimissile degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 16:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Defense Agency]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Aegis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=328320</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Missile Defense Agency (Mda) sta esaminando la possibilità di costruire un&#8217;architettura di difesa antimissili balistici “stratificata” per gli Stati Uniti continentali che andrebbe a unirsi e rafforzare il sistema Gmd (Groud-based Midcourse Defense) presente in Alaska e in California, mentre parallelamente vengono sviluppate capacità di nuova generazione. L&#8217;Mda ha presentato il piano nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">Ecco come il Pentagono vuole estendere la copertura antimissile degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/test-missile-usa-la-presse-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>U.S. Missile Defense Agency (Mda)</strong> sta esaminando la possibilità di costruire un&#8217;architettura di difesa antimissili balistici “stratificata” per gli <strong>Stati Uniti</strong> continentali che andrebbe a unirsi e rafforzare il sistema <strong>Gmd</strong> (Groud-based Midcourse Defense) presente in Alaska e in California, mentre parallelamente vengono sviluppate capacità di nuova generazione.</p>
<p>L&#8217;Mda <a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/smd/2021/08/09/how-will-the-pentagon-close-the-homeland-missile-defense-gap/" target="_blank" rel="noopener">ha presentato</a> il piano nella sua richiesta di budget per l&#8217;anno fiscale 2021, ma non c&#8217;è molta chiarezza per quanto riguarda la strategia per gli anni successivi, così i legislatori vogliono risposte prima di aprire il rubinetto dei finanziamenti.</p>
<p>Lo sviluppo di una tale architettura, anche se utilizzerebbe per lo più sistemi già in uso, presenta molti ostacoli. Il piano prevedrebbe l&#8217;integrazione del <strong>sistema Aegis</strong>, utilizzante i missili <strong>Sm-3 Block IIA</strong>, nell&#8217;ombrello difensivo antimissile “metropolitano” e la possibile installazione di un Aegis Ashore alle Hawaii. Si pensa anche di includere il <strong>sistema Thaad</strong> in modo da costruire un&#8217;architettura multistrato per l&#8217;intercettazione dei veicoli di rientro.</p>
<p>Questo approccio farebbe guadagnare tempo mentre il Pentagono si affretta a schierare un nuovo intercettore per sostituire i vecchi <strong>Gbi</strong> (Ground-based Interceptor) schierati a <strong>Fort Greely</strong>, in Alaska dove sono presenti 60 silos di lancio, e a <strong>Vandenberg</strong>, in California, che ne ha solo quattro.</p>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">successo del test del missile Sm-3 Block IIA dello scorso novembre</a>, in cui è avvenuta per la prima volta l&#8217;intercettazione di un Icbm nel suo volo esoatmosferico dopo diversi test falliti, fa ben sperare la Mda di poter avere una soluzione ad interim prima che sia sviluppato un nuovo Gbi.</p>
<p>L&#8217;agenzia, però, vuole prima condurre un altro test, ancora da programmare, contro un Icbm che utilizza falsi bersagli e contromisure (<strong>Penaid – Penetration Aid</strong>).</p>
<p>Apprendiamo che la convalida di una possibile integrazione dell&#8217;Sm-3 non si fermerebbe ad alcuni test, ma che saranno necessari aggiornamenti in base alle nuove minacce e dovrà esserne certificato il sistema di combattimento. Occorrerà una stretta collaborazione con la <strong>U.S. Navy</strong> per determinare dove dovrebbero essere schierate le navi Aegis, inoltre la Mda dovrà anche determinare il rateo di produzione futuro dei missili. Se quanto previsto per l&#8217;Aegis avrà successo, l&#8217;agenzia potrebbe fare altrettanto col Thaad, quindi poi lavorare sul coordinamento dei sistemi per avere un&#8217;architettura multilivello efficace.</p>
<p>A fine maggio, quando la richiesta di finanziamenti per il 2022 è stata pubblicata, è stato indicato che sarebbero stati impiegati per il sistema di comando e controllo, gestione del combattimento e comunicazioni in modo da integrare le capacità di Aegis e Thaad per la difesa del continente americano, ma ad oggi non è stata presa ancora nessuna decisione in merito. La questione, però, <strong>resta prioritaria</strong> per il Pentagono. Infatti la preoccupazione principale, quando è stata discussa per la prima volta la difesa antimissile multilivello per la <em>homeland</em>, era che la dotazione missilistica esistente avrebbe iniziato a perdere la sua affidabilità mentre il nuovo sistema Gbi prevedeva una scadenza temporale per la sua immissione in servizio che faceva nascere un “vuoto tecnologico” nella rete di difesa antimissile. I progetti per un sistema intercettore basato a terra di nuova generazione proseguono vedendo la competizione tra Lockheed Martin e Northrop Grumman.</p>
<p>Intanto che la politica si interroga e chiede conto dei finanziamenti dei vari programmi, il Pentagono dovrebbe presentare un rapporto, entro la fine del 2021, sui piani di sviluppo e dispiegamento di una rete antimissile utilizzante il sistema Aegis con gli intercettori Sm-3 Block IIA che dovrebbe indicare in <strong>Fort Drum</strong>, New York, una delle località della costa orientale per gli intercettori basati a terra. I militari ritengono anche che sia necessaria un&#8217;analisi di come l&#8217;impiego “casalingo” dei cacciatorpediniere lanciamissili della classe <strong>Arleigh Burke</strong> influenzerebbe le capacità di prontezza e proiezione di forza globale della U.S. Navy: un certo numero di unità dovrebbe, forzatamente, restare “inchiodata” nelle acque continentali statunitensi.</p>
<p>Il progetto, però, con la nuova amministrazione è a <strong>rischio tagli di bilancio</strong>: già ne sono stati fatti per 203,7 milioni di dollari, di cui 98,96 che hanno praticamente azzerato lo sviluppo del sistema di difesa missilistica nazionale Aegis Bmd, e altri 64,56 per uno studio simile riguardante il Thaad.</p>
<p>La commissione per gli stanziamenti della Difesa della Camera ha fatto notare che il taglio dei fondi è dovuto alla mancanza della convalida dei requisiti e di una strategia di acquisizione, ma la questione reale è da ricercarsi nella politica: una parte influente del <strong>Partito Democratico</strong> statunitense vorrebbe tagliare sia l&#8217;acquisizione di nuovi missili intercontinentali, sia gli ulteriori sviluppi della rete di difesa antimissile.</p>
<p>Aegis e Thaad, per poter essere integrati nel sistema Abm “metropolitano”, dovranno subire <strong>miglioramenti software e hardware</strong> che saranno importanti indipendentemente dal fatto che finiscano o meno schierati per supportare la difesa degli Stati Uniti continentali.</p>
<p>Questi sistemi, infatti, sono nati come strumenti di difesa regionale e la loro continua evoluzione andrà a beneficio delle basi oltremare, come Guam, oppure dei Paesi alleati degli Usa che li ospitano (Corea del Sud e Giappone).</p>
<p>Analizzando la questione da un punto di vista strategico, e non tecnico, il Pentagono si è reso conto che Fort Greely e Vandenberg non sono più sufficienti a garantire una difesa antimissile adeguata al continente americano: i due siti erano (e sono) efficaci per le minacce provenienti da occidente (<strong>Corea del Nord</strong> e parzialmente anche la <strong>Cina</strong>) ma hanno ben poche capacità di intercettare gli Icbm in arrivo con traiettoria polare dalla <strong>Russia</strong>. Il fatto che si sia deciso di aprire un nuovo sito sulla costa orientale (Fort Drum) e di installare ovunque un&#8217;architettura multilivello, è sintomatico sia del deterioramento dei rapporti con Mosca sia, soprattutto, del timore verso i suoi nuovi sistemi <strong>Hgv</strong> (Hypersonic Glide Vehicle) tipo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-schierera-il-secondo-reggimento-di-avangard-entro-il-2023.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Avangard</strong></a>, in grado, per le loro caratteristiche, di poter eludere il Gmd. Il Pentagono, infatti, pone molta fiducia nella U.S. Navy e nella possibilità che usando l&#8217;Aegis <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-gli-stati-uniti-pensano-di-abbattere-i-missili-ipersonici.html" target="_blank" rel="noopener">dotato di missili Sm-6, Sm-3 e Gpi (Glide Phase Interceptor)</a> – un’arma ancora in fase di sviluppo che andrà a colpire le testate Hgv durante la fase di planata della loro traiettoria – si possa neutralizzare questa minaccia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-il-pentagono-vuole-estendere-la-copertura-antimissile-degli-stati-uniti.html">Ecco come il Pentagono vuole estendere la copertura antimissile degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un missile Standard intercetta un Icbm nello spazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Aegis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=297365</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Test missile in America (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la prima volta un missile Rim-161 “Standard” Sm-3 Block 2A lanciato da una nave ha colpito un veicolo di rientro di un missile balistico intercontinentale (Icbm) nello spazio. La U.S. Missile Defense Agency (Mda) comunica che un cacciatorpediniere equipaggiato con il sistema Bmd (Ballistic Missile Defenser) Aegis ha intercettato e distrutto un bersaglio che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html">Un missile Standard intercetta un Icbm nello spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Test missile in America (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Test-missile-in-America-La-Presse-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per la prima volta un missile <strong>Rim-161 “Standard” Sm-3 Block 2A</strong> lanciato da una nave ha colpito un veicolo di rientro di un missile balistico intercontinentale (<strong>Icbm</strong>) nello spazio.</p>
<p>La U.S. Missile Defense Agency (Mda) comunica che un cacciatorpediniere equipaggiato con il sistema Bmd (Ballistic Missile Defenser) <strong>Aegis</strong> ha intercettato e distrutto un bersaglio che rappresentava un Icbm durante un test tenutosi nell&#8217;ampia area di Oceano Pacifico a nord-est delle Hawaii il 16 novembre.</p>
<p>Come riporta <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2020/11/sm-3-block-iia-missile-excels-in-first-ever-icbm-intercept-test/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Naval News</em></a>, verso le 00:50 del 17 novembre (tempo della costa occidentale degli Stati Uniti) il vettore rappresentativo del missile balistico intercontinentale è stato lanciato dal sito di test per la Bmd “Ronald Reagan” situato sull&#8217;atollo di <strong>Kwajalein</strong> nelle Isole Marshall diretto verso il tratto di oceano a nord-est delle Hawaii. In questo test, il cacciatorpediniere ha utilizzato capacità di ingaggio in remoto tramite la rete del Command and <a href="https://missilethreat.csis.org/defsys/c2bmc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Control Battle Management Communications (C2bmc)</a> utilizzandone i dati di tracciamento per poter effettuare il lancio del missile intercettore tipo “Standard” Sm-3 che ha distrutto l&#8217;obiettivo nello spazio.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="SM-3 Block IIA Missile Excels in First Ever ICBM Intercept Test" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/gYb-sm24JUk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_gYb-sm24JUk");</script></p>
<p>Sulla base dei dati preliminari, il test ha raggiunto il suo obiettivo principale ovvero dimostrare la capacità di un missile “Standard” di intercettare un Icbm, ma le valutazioni finali verranno fatte solo nei prossimi giorni dopo che i dati telemetrici saranno analizzati in modo approfondito.</p>
<p>Questo test è stato il sesto test di volo effettuato da una nave equipaggiata col sistema Aegis ed era originariamente previsto per lo scorso maggio 2020, ma ha dovuto essere rimandato a causa delle restrizioni nel movimento del personale e delle attrezzature per via della pandemia da Covid19.</p>
<p>In particolare questa serie, di cui l&#8217;ultimo è il primo in assoluto che dimostra la capacità del missile Sm-3 di colpire il suo bersaglio nello spazio, soddisfa un mandato del Congresso per valutare la capacità o meno dello “Standard” di neutralizzare la minaccia data da un missile balistico intercontinentale prima della fine del 2020, in quanto il Rim-161 è stato originariamente progettato per <strong>colpire gli Irbm</strong>, ovvero i missili balistici a raggio intermedio.</p>
<p>Il sistema Aegis è la componente navale della <strong>rete di difesa antimissile</strong> degli Stati Uniti. In particolare la Mda e la U.S. Navy gestiscono in cooperazione l&#8217;Aegis e l&#8217;Aegis Ashore ricevendo i dati di tracciamento dal C2bmc, vengono così create soluzioni di controllo del fuoco, quindi i missili vengono lanciati e guidati per distruggere i veicoli di rientro degli Icbm in arrivo. La finalità della Mda è sviluppare e schierare un sistema di <strong>difesa missilistica “a strati”</strong> per difendere gli Stati Uniti, e i suoi alleati dagli attacchi missilistici di ogni tipo e in tutte le fasi del volo.</p>
<p>La rete antimissile statunitense, infatti, può contare su diversi assetti sparsi ovunque nel mondo che lavorano in modo integrato. Esistono infatti <strong>radar di scoperta e tracciamento</strong> posizionati in diversi settori: alle Hawaii, in Alaska (Clear Afb), in California ( Beale Afb), a Capo Cod, a Thule (Groenlandia), a Rota (Spagna) dove sono presenti in modo continuo i cacciatorpediniere Arleigh Burke col sistema Aegis, a Kurecik (Turchia), in Israele, in Qatar, a Shariki e Kyogamisaki (Giappone) e nell&#8217;isola Shemya (Aleutine) dove c&#8217;è un radar tipo Cobra Dane.</p>
<p>Tutta questa fitta rete radar fa capo a due basi per il controllo del fuoco, a Fort Greely (Alaska) e Schriever (Colorado), mentre i nodi di comunicazione sono situati a Vandenberg (California), ancora a Fort Geely, a Fort Drum (New York) e nelle Aleutine. Fanno parte della rete missilistica vera e propria i <a href="https://www.defensenews.com/land/2019/03/25/homeland-missile-defense-system-takes-out-icbm-threat-in-historic-salvo-test/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>due siti per i Gmd</strong></a> (Ground-based Midcourse Defense) di <a href="https://missiledefenseadvocacy.org/alert/we-will-not-wait-the-risk-is-too-great/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vandenberg (4 silos di lancio) e Fort Greely (60 silos)</a>. Questi ultimi vengono affiancati, oltre che dai missili del sistema Aegis, da <strong>sette batterie di Thaad</strong> (Terminal High Altitude Area Defense) efficaci contro missili a corto e medio raggio, e da <strong>15 battaglioni di missili Patriot Pac-3</strong> efficaci solo contro quelli a corto raggio. Col test di oggi, il missile Sm-3 dell&#8217;Aegis diventa capace non solo di colpire gli Irbm ma anche gli Icbm, affiancando così i vettori del Gmd.</p>
<p>Tutto questo complesso <strong>meccanismo multistrato</strong> funziona utilizzando non solamente i sistemi di scoperta radar, ma anche quelli satellitari: esistono <strong>satelliti</strong> con sensori all&#8217;infrarosso che individuano i lanci di missili balistici ed altri in grado di tracciarne il volo esoatmosferico, oltre ovviamente a quelli che gestiscono i dati raccolti e li trasmettono alle installazioni di terra.</p>
<p>Si tratta, ovviamente, di un sistema con <strong>capacità di ridondanza</strong> per metterlo al sicuro dalla possibile minaccia antisatellite nemica, che recentemente, come abbiamo avuto modo di dire più volte, è tornata a essere presente e viva nello scenario della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lo-space-warfare-perche-cosi-importante.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>space warfare</em></a>. Russia e Cina stanno sviluppando diversi <strong>sistemi Asat</strong> (Anti-Satellite) che sfruttano mezzi cinetici basati a terra e <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nello spazio</a> (banalmente missili lanciati da terra e veicoli killer rilasciati da satelliti) oltre a mezzi ad energia diretta (laser) che possono “accecare” i satelliti avversari.</p>
<p>Attualmente il sistema antimissile americano, frutto di un lavoro ormai quasi ventennale a seguito dell&#8217;uscita di Washington dal trattato Abm (2002), è l&#8217;unico ad avere capacità globali di intercettazione in quasi tutte le fasi del volo di un missile balistico (fatta eccezione per la fase di spinta iniziale): i sistemi similari russi (<a href="https://defence-blog.com/news/army/russia-unveils-new-abakan-anti-ballistic-missile-defense-system.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abakan</a>, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">S-400</a>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-antimissile-s-500-prossimo-alla-consegna.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">S-500</a> e soprattutto Nudol e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fr5TBhkXLAs&amp;feature=emb_title" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A-135</a>) sono in grado di colpire i vettori solo nella fase di rientro e soprattutto non possono fare affidamento su una rete radar di scoperta globale come quella statunitense.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-missile-standard-intercetta-un-icbm-nello-spazio.html">Un missile Standard intercetta un Icbm nello spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché tutti vogliono gli S-400</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-ragioni-della-corsa-al-sistema-s-400.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 07:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni americane all'India]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema S-400]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=258943</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210-1024x561.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi la corsa al sistema di difesa aerea S-400 di fabbricazione russa preoccupa le burocrazie occidentali. Paesi come India e Cina hanno ricevuto o stanno per ricevere l’importante fornitura alla quale risultano interessate anche Iraq e Arabia Saudita: fra i neo acquirenti dell’S-400 anche la Turchia, Paese Nato, che con questo passo ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-ragioni-della-corsa-al-sistema-s-400.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-ragioni-della-corsa-al-sistema-s-400.html">Perché tutti vogliono gli S-400</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/S-400-russi-La-Presse-e1566286657210-1024x561.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Negli ultimi mesi la corsa al <strong>sistema di difesa aerea S-400</strong> di fabbricazione russa preoccupa le burocrazie occidentali. Paesi come India e Cina hanno ricevuto o stanno per ricevere l’importante fornitura alla quale risultano interessate anche Iraq e Arabia Saudita: fra i neo acquirenti dell’S-400 anche la Turchia, Paese Nato, che con questo passo ha scatenato non pochi malumori in quel di Washington; Ankara, infatti, ha ricevuto le consegne russe nel 2019 ed è pronta a schierare il suo nuovo sistema di difesa entro il 2020. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-armera-lindia-new-delhi-a-rischio-sanzioni-usa.html">L’India, invece, riceverà la sua fornitura entro il 2021</a> mentre Pechino è prossima a ricevere le spedizioni per rafforzare il pattugliamento del <strong>Mar cinese meridionale</strong>.</p>
<h2>Che cos&#8217;è S-400</h2>
<p>L&#8217;S-400 è un sistema di nuova generazione di difesa aerea a medio e lungo raggio, in grado di distruggere tutte le moderne armi aeree, compresi aerei tattici e strategici, missili balistici e bersagli ipersonici. L&#8217;S-400, prodotto da Almaz-Antey, è stato sviluppato in risposta alla Strategic Defense Initiative (Sdi) del presidente <strong>Ronald Reagan</strong>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/star-wars-e-space-diplomacy-ora-e-sfida-per-lo-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">nota ai più come <em>Star Wars</em></a>. Il programma S-400 è evidentemente in fase di sviluppo dagli anni Ottanta, e apparentemente ha subito una notevole evoluzione nel tempo, interrompendo il tradizionale pareggio tra i sistemi di difesa russi e occidentali. Fino a poco tempo fa, ogni sistema russo aveva una controparte occidentale diretta e unica, e viceversa: ebbene, l&#8217;S-400 comprende tre missili completamente indipendenti, solo due dei quali sono veramente nuovi, e il più ampiamente pubblicizzato dei nuovi missili potrebbe non vedere mai schieramenti operativi. L&#8217;S-400 è stato sviluppato come aggiornamento della serie S-300 dei sistemi missilistici terra-aria. Il sistema è entrato in servizio nell&#8217;aprile 2007 e il primo S-400 è stato schierato in combattimento nell&#8217;agosto 2007. La Russia ha istituito quattro reggimenti S-400 a difesa dello spazio aereo nazionale nella regione di Mosca, in quel di Kaliningrad e nel distretto militare orientale.</p>
<h2>Perché S-400 è superiore ai sistemi Nato</h2>
<p>Per comprendere le ragioni della corsa all&#8217;acquisto del sistema S-400 bisogna analizzare <em>in primis</em> il sistema equivalente (non del tutto) da parte Usa, ovvero la combo tra sistema Patriot e Thaad. L&#8217;S-400 si presenta come il più avanzato sistema missilistico di difesa aerea prodotto in serie al mondo. L&#8217;S-400 può abbattere bersagli che si muovono ad una velocità quasi doppia rispetto ai sistemi americani. Può impegnarsi con il doppio degli obiettivi: individua un bersaglio a una distanza di 600 chilometri e può distruggere a una distanza di 400 chilometri.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="New anti-aircraft S-400 systems tested in Russia" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/0rUEALTJvy8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_0rUEALTJvy8");</script></p>
<p>Può localizzare un aereo a 180 chilometri e un missile nemico a 100 chilometri. S-400 è in grado di abbattere bersagli che volano a partire da 10 metri e fino a 30 chilometri mentre Patriot PAC-3 distrugge il bersaglio più basso a un&#8217;altezza di 50 metri. Restando sugli elementi tecnici, il <strong>tempo di dispiegamento</strong> è quello che fa davvero la differenza: per S-400 e Patriot PAC-3 è rispettivamente di cinque minuti e 25 minuti. Un gap abissale in caso di attacco a sorpresa. Al di là delle motivazioni tecniche la ragione del successo del sistema di difesa russo risiede nel suo prezzo relativamente basso: si stimano circa 500 milioni di dollari a fronte di un range di 1/3 milioni di dollari per l’equivalente <em>made in Usa</em>. La ragione di prezzi più alti risiede nelle spese collaterali di manutenzione sulle quali Washington è molto fiscale: quest’ultimo aspetto è indirettamente causa anche di tempi di contrattazione e consegna molto più lunghi oltre ad una serie di lungaggini normative e burocratiche che rendono la tecnologia russa decisamente più abbordabile.</p>
<blockquote><p>Ma è sul campo che i due sistemi hanno mostrato il proprio valore e le proprie falle</p></blockquote>
<p>L&#8217;uso del sistema Patriot durante le attuali situazioni di schieramento ha lasciato spazio a dubbi sulle sue prestazioni. Ad esempio, dopo la Guerra del Golfo del 1991, è stato rivelato che solo una percentuale dei missili Scud iracheni è stata effettivamente abbattuta dalle batterie Patriot. Nell&#8217;attacco missilistico iracheno contro la caserma militare americana a Dhahran (Arabia Saudita) nel febbraio 1991, il fallimento dell&#8217;intercettazione da parte del sistema Patriot lasciò sul campo 27 soldati morti e 100 feriti. E ancora, nel 2003, ci furono casi di intercettazioni fallite dei missili balistici obsoleti lanciati dall&#8217;esercito di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noopener">Saddam Hussein</a> nei primi giorni dell&#8217;invasione. Sabbia, instabilità nell&#8217;alimentazione elettrica e, cosa molto grave, lanci accidentali, sembrano essere i principali problemi del sistema americano che portano, oggi, numerosi Paesi ad optare per la tecnologia russa al netto delle proprie pregresse relazioni militari, esponendosi alla minaccia delle sanzioni Usa.</p>
<h2>L’S-400 e le nuove tensioni geopolitiche</h2>
<p>L&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iraq sono gli ultimi Paesi che hanno preso vivo interesse per il sistema di difesa russo. A Riad è stato offerto l&#8217;S-400 dopo l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/rischio-boom-del-petrolio-dopo-lattacco-in-arabia-saudita.html">attacco di droni del settembre 2019</a> ai giacimenti petroliferi del regno &#8211; apparentemente condotto dagli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html" target="_blank" rel="noopener">Houthi</a> dallo <strong>Yemen</strong>, sebbene i sauditi abbiano incolpato l&#8217;Iran. Gli attacchi hanno rivelato i limiti degli apparentemente sofisticati sistemi di difesa aerea dell&#8217;Arabia Saudita, basati sui missili terra-aria Patriot fabbricati negli Stati Uniti e sui radar associati. Chiaramente, i Patriot non hanno fermato l&#8217;attacco dei droni. Né è stata la prima volta che hanno fallito. Nel marzo 2018, sono stati almeno cinque i casi di errore e malfunzionamento quando le forze saudite tentarono di intercettare una raffica di missili contro Riad. Secondo indiscrezioni, l&#8217;Iraq starebbe anche prendendo in considerazione l&#8217;acquisto di S-400, pur non avendo ancora avviato formalmente consultazioni con Mosca. La Turchia, sebbene un alleato della Nato, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-testa-gli-s-400-russi-ira-degli-stati-uniti.html">ha ricevuto i suoi primi S-400 la scorsa estate</a> e si prevede schiererà il sistema quest&#8217;anno. La <strong>Cina</strong> sta per ricevere la sua spedizione finale degli S-400. Evidentemente, la crescente attività degli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale &#8211; che coinvolge velivoli avanzati come l&#8217;F-35 e l&#8217;F-22 &#8211; potrebbe aver costretto Pechino ad acquistare l&#8217;S-400, riconoscendo la propria incapacità per contrastare la moderna potenza aerea americana. Ultima nell&#8217;elenco dei Paesi <em>border line</em> stretti tra Mosca e Washington è l’India di <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html" target="_blank" rel="noopener">Narendra Modi</a>: alcuni giorni fa il vice direttore del Servizio federale russo per la cooperazione tecnico-militare, Vladimir Drozhzhov, ripreso dall&#8217;agenzia <em>Interfax</em>, ha dichiarato che la Russia comincerà a fornire all&#8217;India i sistemi missilistici di difesa aerea S-400 entro la fine del 2021 a seguito di un contratto tra Russia e India da circa 5 miliardi di dollari concordato nel 2018.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-ragioni-della-corsa-al-sistema-s-400.html">Perché tutti vogliono gli S-400</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Usa continuano a vendere Patriot, ma il sistema fallisce ovunque</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-patriot.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 09:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[patriot]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/usa-patriot-165507.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Da una parte, la Polonia annuncia di aver firmato un accordo da 3,8 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi antimissile statunitensi Patriot. Dall&#8217;altra parte, il sistema Patriot venduto ai sauditi non riesce a intercettare i missili lanciati dallo Yemen . Uno di essi, cadendo, ha ucciso un civile. Gli altri pare non abbiano intercettato alcun &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-patriot.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-patriot.html">Gli Usa continuano a vendere Patriot, ma il sistema fallisce ovunque</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170829102346_24126193-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Da una parte, la <strong>Polonia</strong> annuncia di aver firmato un accordo da 3,8 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi antimissile statunitensi <strong>Patriot</strong>. Dall&#8217;altra parte, il sistema Patriot venduto ai sauditi non riesce a intercettare i missili lanciati dallo <strong>Yemen</strong> . Uno di essi, cadendo, ha ucciso un civile. Gli altri pare non abbiano intercettato alcun missile. Qualcosa non torna nel sistema venduto dagli Stati Uniti. Ma si può dire che i Patriot siano così inaffidabili? <a style="color: #0000ff;" href="http://foreignpolicy.com/2018/03/28/patriot-missiles-are-made-in-america-and-fail-everywhere/">Secondo una ricerca di<em> Foreign Policy</em></a>, decisamente sì.</p>
<p>Lo studio della rivista americana</p>
<p><em>Foreign Policy</em>, <a style="color: #0000ff;" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-missili-houti-arabia-saudita/">partendo dall&#8217;ultimo episodio in Arabia Saudita</a>, muove una critica pesantissima al sistema americano. Il titolo è eloquente: &#8220;I missili Patriot sono fatti in America e <strong>falliscono ovunque</strong>&#8220;. Secondo Jeffrey Lewis, direttore del Programma di non proliferazione in Asia orientale per il Centro James Martin presso il Middlebury Institute of International Studies di Monterey, &#8220;il sistema schierato in Arabia Saudita &#8211; Patriot Advanced Capability-2 &#8211; non è progettato per intercettare i missili Burkan-2 che gli Houthi sparano contro Riyadh.</p>
<p>Ma il direttore aggiunge anche un altro dubbio. &#8220;Sono profondamente scettico sul fatto che il Patriot abbia mai intercettato un missile balistico a lungo raggio in combattimento&#8221;, spiega il direttore. Per poi continuare: &#8220;Devo ancora vedere prove convincenti non classificate di un&#8217;intercettazione avvenuta con successo&#8221;.</p>
<p>Un esempio citato dagli esperti riguarda la <strong>Guerra del Golfo </strong>del 1991. L&#8217;opinione pubblica fu portata a credere che il Patriot avesse prestazioni quasi perfette, intercettando 45 dei 47 missili Scud lanciati dall&#8217;artiglieria di Saddam Hussein. Poi, con il tempo, non solo l&#8217;esercito degli Stati Uniti ha rivisto la stima riducendola fino al 50%, ma il Servizio di ricerca del Congresso avrebbe addirittura osservato che se le forze armate americane avessero applicato correttamente la propria metodologia di valutazione, il numero sarebbe molto più basso, addirittura soltanto uno. Secondo <strong>un&#8217;indagine dell&#8217;House Comittee</strong>, &#8220;ci sono poche prove per dimostrare che il Patriot abbia colpito più di pochi missili Scud lanciati dall&#8217;Iraq durante la Guerra del Golfo&#8221;. Un rapporto che non è mai stato reso eccessivamente pubblico per via dell&#8217;attività di <strong>lobbying di esercito e Raytheon Company</strong>.</p>
<p>Perché gli Usa continuano a vedere i Patriot</p>
<p>Al perché gli Stati Uniti continuino a vendere questo sistema e sul perché trovi acquirenti disposti a pagare miliardi di dollari, le risposte sono molte. Sicuramente <strong>c&#8217;è un profilo legato all&#8217;immagine</strong> che vogliono dare sia i venditori che gli acquirenti. Gli Stati Uniti non possono mostrare al mondo di avere un sistema potenzialmente fallimentare. L&#8217;amministrazione di Donald Trump, inoltre, sta puntando molto sulle commesse militari. E non va dimenticato che Trump ha anche il dovere di rassicurare cittadini e alleati.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, gli acquirenti sono disposti a spendere miliardi per almeno due motivi. Il primo è per <b>mantenere rapporti positivi</b> con gli Stati Uniti. Non a caso Arabia Saudita e Paesi dell&#8217;Europa orientale sono fra i primi acquirenti. Entrambi vogliono avere Washington vicina ed entrambi hanno<strong> un nemico che li unisce all&#8217;America</strong>: la Russia o l&#8217;Iran. Il secondo motivo è mostrare all&#8217;avversario di essere protetto e far capire ai propri cittadini che il governo pensa alla loro sicurezza.</p>
<p>Resta però problema legato alla loro efficacia. Scommettere sui Patriot significa infatti farlo su un cavallo non formidabile, dando così<strong> un&#8217;immagine di debolezza</strong> a tutti i potenziale avversari degli Stati Uniti. <a href="https://www.washingtonpost.com/news/fact-checker/wp/2017/10/13/trumps-claim-that-u-s-interceptors-can-knock-out-icmbs-97-percent-of-the-time/">Trump aveva detto</a> che l&#8217;esercito americano aveva sistemi &#8220;che possono abbattere un missile nell&#8217;aria il 97% delle volte&#8221;. Finora questo dato non sembra confermato. E gli altri, quelli nella penisola coreana, sono stati provati solo nei test.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-patriot.html">Gli Usa continuano a vendere Patriot, ma il sistema fallisce ovunque</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo missile ipersonico  che spaventa gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/df-17-il-nuovo-missile-ipersonico-cinese-che-spaventa-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2018 11:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[hgv]]></category>
		<category><![CDATA[Scudo antimissile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/df-17-il-nuovo-missile-ipersonico-cinese-che-spaventa-gli-stati-uniti-163809.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Anti-ship_missile_launchers_on_CNS_Haikou_DDG-171.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Anti-ship_missile_launchers_on_CNS_Haikou_DDG-171.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Anti-ship_missile_launchers_on_CNS_Haikou_DDG-171-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Hgv, Hypersonic Glide Vehicle. È il nome dell’ultimo ritrovato tecnologico in fatto di testate di missili balistici e si tratta di un sistema rivoluzionario nato per penetrare le difese antimissile. Non solo la Russia e gli Stati Uniti sono all’avanguardia in questo campo, da qualche anno anche la Cina ha fatto passi da gigante: Pechino &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/df-17-il-nuovo-missile-ipersonico-cinese-che-spaventa-gli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/df-17-il-nuovo-missile-ipersonico-cinese-che-spaventa-gli-stati-uniti.html">Il nuovo missile ipersonico  che spaventa gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Anti-ship_missile_launchers_on_CNS_Haikou_DDG-171.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Anti-ship_missile_launchers_on_CNS_Haikou_DDG-171.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/Anti-ship_missile_launchers_on_CNS_Haikou_DDG-171-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p><p>Hgv, <strong>Hypersonic Glide Vehicle</strong>. È il nome dell’ultimo ritrovato tecnologico in fatto di testate di missili balistici e si tratta di un sistema rivoluzionario nato per penetrare le difese antimissile. Non solo la <strong>Russia</strong> e gli <strong>Stati Uniti</strong> sono all’avanguardia in questo campo, da qualche anno anche<strong> la Cina ha fatto passi da gigante</strong>: Pechino sta cercando di dotarsi di una gamma di armamenti avanzati caratterizzati da un potenziale militare dirompente. Il programma di armamento cinese sta infatti sviluppando alcuni settori prioritari per la Difesa come i veicoli di rientro manovrabili (MARV) da installare sui missili balistici, le armi ipersoniche, quelle ad energia diretta, i cannoni elettromagnetici, i sistemi per la distruzione di assetti spaziali e mezzi non pilotati.</p>
<p>In particolare nel campo degli HGV è noto da qualche anno il sistema denominato <strong>DF-ZF</strong> (già Wu-14) che ha compiuto con successo tutta una serie di test (in totale 7 sino al 2016), ma lo scorso novembre Pechino ha mostrato al mondo quello che risulta essere il primo vero HGV che avrà capacità pienamente operativa: il<strong> DF-17</strong>. Il primo novembre, infatti, dal poligono di Jiuquan sito nella regione della Mongolia Interna, il DF-17 ha volato lungo una traiettoria di circa 1400 km con un apogeo massimo di 60 coronando la fase di rientro con un totale successo. Due settimane dopo è stato effettuato un secondo test, anch’esso con esito positivo. </p>
<p></p>
<p>Secondo fonti dell’intelligence americana riportate dal <em>The Diplomat</em>, il missile, oltre ad essere <strong>il primo effettivamente dotato di capacità operativa</strong> montante questo nuovo tipo di tecnologia, è un sistema a medio raggio con una gittata massima compresa tra i 1800 ed i 2500 km &#8211; ma secondo altre fonti sarebbe in grado di raggiungere Guam – capace di portare una testata nucleare o convenzionale. Il carico bellico del HGV testato a novembre, sempre secondo l’intelligence statunitense, è stato appositamente designato per il DF-17 che, quanto sembra, è un vettore che deve molto al missile balistico a corto raggio DF-16B. Secondo fonti cinesi – poi confermate &#8211; la testata HGV è arrivata a pochi metri dal bersaglio, dimostrando quindi l’affidabilità e precisione del sistema di guida. Secondo Washington <strong>la consegna ai reparti del nuovo sistema missilistico dotato di HGV dovrebbe avvenire a partire dal 2020</strong>; massimo riserbo in merito da parte cinese: interrogato in merito ai due test di novembre, il portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, non ha rilasciato alcuna dichiarazione di tipo tecnico rimandando ogni domanda al Ministero della Difesa, il quale non ha rilasciato alcun commento sino ad oggi. </p>
<p> Ad oggi le uniche immagini note di un HGV sono proprio quelle di un sistema cinese. Lo scorso ottobre, infatti, la televisione di Stato di Pechino ha mostrato un test in galleria del vento di un simulacro di HGV, anche se non si conosce esattamente quale modello sia e soprattutto se sia la versione montata sul DF-17 testato a novembre. </p>
<p> La tecnologia HGV nasce in risposta alla<strong> necessità di superare lo sbarramento antimissile</strong>. Un sistema ABM complesso come quello americano – dotato di diversi livelli eso ed endoatmosferici – è in grado, infatti, di neutralizzare una manciata di vettori di rientro classici tipo RV o MIRV – i MARV in percentuale notevolmente più bassa – ma comunque resta inefficace contro un attacco di saturazione. La tecnologia HGV, per le sue stesse caratteristiche, rende invece un attacco “mirato” o “puntiforme” molto più efficace avendo maggiori possibilità di superare le difese ABM nemiche. Un veicolo planante ipersonico grazie alla sua velocità molto elevata, alla bassa quota di traiettoria e soprattutto grazie alla possibilità di manovrare quasi come se fosse un aviogetto – effettuando picchiate e cabrate ad hoc – è <strong>in grado di eludere i missili dei sistemi ABM</strong>, ma non di superare tutte le difese come nel caso di laser ad alta energia, in fase di sviluppo avanzato, che, però, per dimensioni, energia richiesta e peso del sistema di raffreddamento sono poco trasportabili se non a bordo di grosse unità navali e quindi relegati, per il momento, ad essere dispiegati solo a terra.</p>
<p>La tecnologia HGV rappresenta quindi un <strong>sistema ottimale per un attacco preventivo di sorpresa</strong> anche se, per essere pienamente efficace, abbisogna di una fitta rete ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) che indichi le eventuali variazioni di posizione dei bersagli – come sistemi mobili di lancio o portaerei – in quella manciata di minuti che vanno dal lancio alla fase terminale della traiettoria balistica, pur restando efficace contro obiettivi fissi come silos, porti, aeroporti o altre installazioni militari (per comunicazioni o radar ad esempio). </p>
<p></p>
<p>La potenzialità del sistema HGV cinese resta quindi molto elevata, anche in relazione all’implementazione della capacità di sorveglianza nelle isole del Mar Cinese Meridionale che stanno diventando delle vere e proprie bolle <strong>A2/AD</strong> – Anti Access/Area Denial.</p>
<p>Anche per questo una potenza regionale come l’<strong>India</strong> lancia l’allarme e si dice molto preoccupata da quest’ultimo sviluppo di Pechino, rivolgendosi a quelle nazioni che, ormai da qualche anno, intrattengono rapporti diplomatici e militari con Nuova Delhi proprio in chiave anticinese: il Giappone e soprattutto gli Stati Uniti.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/df-17-il-nuovo-missile-ipersonico-cinese-che-spaventa-gli-stati-uniti.html">Il nuovo missile ipersonico  che spaventa gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/317 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 14:19:25 by W3 Total Cache
-->