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	<title>Scozia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 May 2022 16:55:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Scozia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché è importante il voto delle amministrative scozzesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-e-importante-il-voto-delle-amministrative-scozzesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 16:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1477" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1024x788.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-768x591.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1536x1182.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-2048x1575.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;eco mediatico della guerra in Ucraina per un giorno passa in secondo piano. In Scozia nelle ultime ore la stampa locale è stata concentrata quasi interamente sulle elezioni amministrative che interessano tutti e 32 i consigli che compongono la suddivisione amministrativa del Paese. I consigli equivalgono pressappoco alle nostre province, con alcune eccezioni. A Edimburgo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-e-importante-il-voto-delle-amministrative-scozzesi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1477" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-300x231.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1024x788.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-768x591.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-1536x1182.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505185054212_b76577198f399d568b5f4b1bdc726b4c-2048x1575.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;eco mediatico della guerra in Ucraina per un giorno passa in secondo piano. In <strong>Scozia</strong> nelle ultime ore la stampa locale è stata concentrata quasi interamente<a href="https://www.bbc.com/news/uk-scotland-scotland-politics-61307815"> sulle elezioni amministrative</a> che interessano tutti e 32 i <strong>consigli</strong> che compongono la suddivisione amministrativa del Paese. I consigli equivalgono pressappoco alle nostre province, con alcune eccezioni. A <strong>Edimburgo</strong>, <strong>Glasgow</strong>, <strong>Aberdeen</strong> e <strong>Dundee</strong> i confini dei consigli si sovrappongono con quelli dei territori urbani e dunque a risultare eletti saranno di fatto anche i nuovi amministratori comunali delle quattro città più grandi della Scozia. Quello odierno è un test importante, sia a livello locale che nazionale. In ballo potrebbe esserci non solo la nuova composizione politica scozzese, ma anche un possibile nuovo <strong>referendum</strong> sull&#8217;indipendenza.</p>
<h2>Favorito di nuovo l&#8217;Snp</h2>
<p>Alla vigilia del voto, la domanda più ricorrente tra i quotidiani locali riguarda non se l&#8217;<strong>Snp</strong> vincerà, bensì come il partito vincerà. L&#8217;Snp (<em>Scottish National Party</em>) è la formazione che ha già trionfato nelle ultime amministrative del 2017 e che ha aumentato il suo bacino di voti nelle <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risultato-delle-elezioni-scozzesi-apre-la-strada-ad-un-nuovo-referendum.html">elezioni per il parlamento scozzese nel 2021</a>. In quest&#8217;ultima tornata il successo è andato oltre le aspettative, con il partito che è riuscito a ottenere il 47.7% dei voti, piazzando a Edimburgo 64 dei 129 deputati complessivi. Gli ultimi sondaggi danno l&#8217;Snp, guidato dalla premier scozzese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicola-sturgeon.html">Nicola Sturgeon</a>, in vantaggio con un complessivo 42% dei consensi.</p>
<p>Il partito è maggiormente radicato nella provincia, ma nel 2017 per la prima volta ha potuto far eleggere tra le proprie fila i sindaci di Glasgow ed Edimburgo, rispettivamente capitale economica e politica della Scozia. La presa all&#8217;interno dell&#8217;elettorato cittadino e metropolitano è sempre più forte, motivo in più per ritenere l&#8217;Snp nettamente favorito. Ma non mancano le <strong>incognite</strong>. A partire dalla percentuale che la formazione riuscirà oggi a ottenere. In particolare, occorrerà valutare se i nazionalisti saranno o meno in grado di sfondare il tetto del 45% a livello nazionale. Circostanza quest&#8217;ultima importante per giudicare la tenuta del governo di Sturgeon. L&#8217;altra incognita invece ha a che fare proprio con la futura composizione dei consigli delle grandi città. Se cioè a Glasgow e ad Edimburgo la formazione della premier potrà governare da sola oppure andare in coalizione come accaduto nel 2017, quando l&#8217;Snp si è dovuto &#8220;accontentare&#8221; del 32%.</p>
<p>Molto indietro comunque tutti gli altri partiti. Al secondo posto complessivo dovrebbero piazzarsi i <strong>Laburisti</strong>, accreditati del 24%. In discesa i <strong>Conservatori</strong> di Boris Johnson, non molto amato da queste parti. Per i &#8220;<em>Tories</em>&#8221; il risultato complessivo dovrebbe aggirarsi intorno al 21%. Infine non dovrebbero sforare il tetto del 5-7% i <strong>Liberaldemocratici</strong>.</p>
<h2>Nuovo referendum all&#8217;orizzonte?</h2>
<p>Nel 2017, in occasione delle ultime amministrative scozzesi, si era reduci dai referendum sull&#8217;indipendenza e sulla <strong>Brexit</strong>. Nel primo, come si sa, ha prevalso il mantenimento dell&#8217;unione con il Regno Unito. Mentre nel secondo l&#8217;elettorato britannico si è espresso a favore dell&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea. Ma in Scozia a prevalere era stato il &#8220;Remain&#8221;. Dunque da quel momento in poi l&#8217;Snp ha incrementato ulteriormente la sua popolarità, sfiorando la maggioranza assoluta in parlamento del 2021. Questo perché il partito della premier è favorevole all&#8217;<strong>indipendenza</strong>, ma nell&#8217;ottica poi di un ingresso di Edimburgo nell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>.</p>
<p>Subito dopo la Brexit, i vertici dell&#8217;Snp hanno promesso un nuovo referendum sull&#8217;indipendenza. Una promessa ribadita anche nell&#8217;ultima campagna elettorale amministrativa. Il voto in Scozia quindi potrebbe avere importanti riflessi sotto questa prospettiva. In caso di successo a tutto tondo dei nazionalisti di Nicola Sturgeon, potrebbero avviarsi nuovamente le pratiche per fissare una nuova consultazione referendaria. Dove questa volta il Sì al distacco da Londra potrebbe essere di gran lunga favorito.</p>
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		<title>Johnson ha un problema a nord: la Scozia indipendentista</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sturgeon-scozia-indipendentista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2019 15:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nicola Sturgeon" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736-1024x481.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il trionfo elettorale alle politiche del 12 dicembre, puntuali giungono i primi problemi di politica interna per Boris Johnson. Dalla Scozia, naturalmente. Il voto elettorale del Regno Unito, infatti, oltre a sancire la schiacciante vittoria dei conservatori, ha anche segnato il successo del partito nazionalista scozzese (Scottish National Party), europeista ed indipendentista, che ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sturgeon-scozia-indipendentista.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nicola Sturgeon" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Nicola-Sturgeon-Scozia-La-Presse-e1577546956736-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo il trionfo elettorale alle politiche del 12 dicembre, puntuali giungono i primi problemi di politica interna per Boris Johnson. Dalla Scozia, naturalmente.</p>
<p>Il voto elettorale del Regno Unito, infatti, oltre a sancire la schiacciante vittoria dei conservatori, ha anche segnato il successo del partito nazionalista scozzese (Scottish National Party), europeista ed indipendentista, che ha ottenuto 48 dei 59 seggi di Westminster assegnati alla Scozia.</p>
<p>Un altro risultato del voto è il rafforzamento della posizione di Nicola Sturgeon, leader dello SNP e prima ministra scozzese. All&#8217;indomani del voto, interrogata sulla sua linea da perseguire riguardo al delicato nodo dell’indipendenza, la Sturgeon ha commentato: “Il punto non è chiedere a Boris Johnson oppure a qualche altro politico a Westminster il permesso per il referendum. Il punto è piuttosto rivendicare il diritto democratico della Scozia a determinare il proprio futuro. Londra ci ha ignorati per più di tre anni. Il voto di ieri sera ha chiarito una volta e per tutte che gli scozzesi ne hanno abbastanza: è giunto il momento che Boris Johnson inizi ad ascoltarci”. E non sono mancati i riferimenti alla Brexit: “Il primo ministro potrà anche avere il mandato per la Brexit in Inghilterra, ma non ne ha alcuno per l’uscita della Scozia dall’Unione Europea”. Un affondo che fa riferimento al referendum del 2016, con gli scozzesi per il 62% favorevoli alla permanenza nell’Unione.  La Sturgeon ha ribadito la sua linea politica il 14 dicembre a Dundee, nel corso dell’incontro con i neoeletti al Parlamento di Londra: “La Scozia non vuole né un governo Tory, né abbandonare l’Unione Europea, ma vuole invece determinare il proprio futuro, qualunque esso sia”.</p>
<p>L’atto successivo è stato il 19 dicembre, quando la premier ha annunciato formalmente di aver scritto al primo ministro britannico per chiedere un secondo referendum. Pur sostenendo di non considerare scontato il risultato di una nuova chiamata alle urne (nel 2014 il fronte del “Sì” all’indipendenza si fermò al 44,7%), Sturgeon ritiene che le circostanze che condizionarono il voto di cinque anni fa siano “sostanzialmente mutate”. Nel dossier di 39 pagine, denominato “Scotland’s Right to Choose” (“Il diritto di scelta della Scozia”), la premier ha chiesto di trasferire il potere di indire un nuovo referendum da Westminster a Holyrood. Tale concessione implicherebbe un ampliamento dei poteri del Parlamento scozzese che – istituito con lo Scotland Act del 1998 – non ha attualmente facoltà di autorizzare un referendum sull’indipendenza.</p>
<p>Le repliche alle istanze scozzesi non si sono fatte attendere. La prima tramite il “Queen’s Speech” del 20 dicembre, il discorso con i punti programmatici del governo di Johnson, letto dalla Regina durante lo State Opening of Parliament, la cerimonia di insediamento della nuova legislatura. In esso la sovrana ha rimarcato con fermezza che “ l’integrità del Regno Unito riveste la massima importanza per l’attuale Governo”.<br />
Il premier inglese, dal canto suo, ha liquidato infastidito le richieste indipendentiste, sostenendo che un nuovo referendum sarebbe non soltanto inconcepibile, ma addirittura “una dannosa distrazione”. Nella Camera dei Comuni inoltre, ad un ennesimo botta e risposta con i membri dello Snp, Bojo ha ironicamente replicato: “Mi sembra che Nicola Sturgeon abbia convenuto, a suo tempo, che il referendum del 2014 sarebbe dovuto essere un evento che capita un’unica volta in una generazione”.</p>
<p>“Mi aspetto un secco rifiuto da Westminster, ma questa non sarà la fine della questione e Boris Johnson non dovrebbe farsi illusioni in merito” aveva previsto la Sturgeon, prima di conoscere la risposta di Londra.<br />
Se lo Scottish National Party non crede davvero nella possibilità di un voto per l’indipendenza a breve termine, non manca tuttavia un cauto ottimismo per il futuro. Kenny MacAskill, ex-Segretario di Gabinetto del Parlamento scozzese, membro neo-eletto a Westminter, ha dichiarato il 23 dicembre di non aspettarsi per il momento aperture dalla maggioranza parlamentare, ma ha ribadito la determinazione del suo partito di perseguire con ogni mezzo democratico la strada dell’autonomia, precisando: “ Non vogliamo diventare il cinquantunesimo stato degli Usa e non assisteremo impotenti allo smantellamento del nostro welfare state”. Ne consegue che nel panorama politico britannico, così favorevole alla Brexit ed a un governo forte che la realizzi, la Scozia costituisce oggi un’eccezione: da tempo ormai, il diffuso malcontento popolare nei confronti di Londra e della sua politica Tory, si sovrappone ad una convergenza di interessi e di vedute con l’Unione europea. E se gli sviluppi della contrapposizione Edimburgo-Londra non saranno immediati, riserveranno di sicuro molte sorprese.</p>
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		<title>La Brexit provocherà la secessione della Scozia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-brexit-provochera-la-secessione-della-scozia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2019 08:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei tanti effetti collaterali della Brexit, quando e se si verificherà, potrebbe essere quello di provocare la fine del Regno Unito facilitando la secessione della Scozia. Questa regione, infatti, ha votato, nel referendum del 2016 sull&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea, al 62 per cento per rimanere all&#8217;interno dell&#8217;Unione andando, in questo modo, in netta controtendenza rispetto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-brexit-provochera-la-secessione-della-scozia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno dei tanti effetti collaterali della Brexit, quando e se si verificherà, potrebbe essere quello di provocare la fine del Regno Unito facilitando la <strong>secessione della Scozia</strong>. Questa regione, infatti, ha votato, nel referendum del 2016 sull&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea, al 62 per cento per rimanere all&#8217;interno dell&#8217;Unione andando, in questo modo, in netta controtendenza rispetto al voto espresso dall&#8217;Inghilterra. Anche l&#8217;Irlanda del Nord e la città di Londra, in realtà, avevano votato a favore del Remain ma, per motivazioni diverse, è improbabile che ciò possa portare ad una loro secessione. Nel caso di Belfast, infatti, qualunque mossa in tal senso sarebbe destinata a riaccendere la miccia della guerra civile tra cattolici e protestanti, portando alla fine degli Accordi del Venerdì Santo. Per quanto riguarda Londra, invece, motivi molto più pratici ed uno scarso sostegno popolare rendono quasi impraticabile la via dell&#8217;indipendenza sebbene, in realtà, la composizione sociale e la visione politica della capitale tenda a divergere sempre di più da quella del resto del Paese e di fatto Londra costituisce già un qualcosa di diverso rispetto al Regno Unito.</p>
<h2>Il caso scozzese</h2>
<p>La Scozia ha già tentato la via della secessione nel<strong> 2014</strong>, quando la consultazione referendaria promossa dai nazionalisti dello Scottish National Party, che godevano della maggioranza assoluta dei seggi nel Parlamento regionale, venne bocciata dal 55 per cento degli elettori. La Brexit, però, ha di certo contribuito a rimescolare le carte ed a creare un nuovo scombussolamento dalle parti di Edimburgo: la regione continua ad essere sotto lo stretto controllo dello <strong>Scottish National Party</strong>, ideologicamente di centro-sinistra e favorevoli alla secessione e si è inoltre espressa a larga maggioranza per continuare a far parte della famiglia europea. La prospettiva di una <strong>Brexit dura</strong>, che tagli molti legami con Bruxelles e che si è fatta più concreta con la premiership di Boris Johnson potrebbe rappresentare quella spinta decisiva per riportare gli scozzesi alle urne e chiedergli, ancora una volta, che direzione vogliono prendere. C&#8217;è, però, un ostacolo non insignificante che frena questo sviluppo: le consultazioni del 2014 vennero organizzate con il consenso di Londra, criterio indispensabile per validarne l&#8217;esito, mentre il <a href="https://www.theguardian.com/politics/2019/nov/07/pm-gives-cast-iron-pledge-to-refuse-second-scottish-independence-vote">premier</a> Boris Johnson ha già reso noto che, qualora venisse confermato alle elezioni legislative del 12 dicembre (come sembra altamente probabile visti tutti i sondaggi), si opporrà ad un secondo referendum in Scozia. Il primo ministro ha ricordato la promessa fatta agli elettori nel 2014, ovvero che la consultazione referendaria non sarebbe stata ripetuta per molto tempo a venire e ciò sembra chiudere le porte a futuri sviluppi concordati.</p>
<h2>Lo scenario catalano</h2>
<p>Il <strong>diniego di Johnson</strong>, che dovrà comunque essere rieletto, rischia di scontrarsi con quanto detto da <strong>Nicola Sturgeon</strong>, leader dell&#8217;SNP, che ha sostenuto come la vittoria del suo partito alle consultazioni regionali del 2021 renderà necessario lo svolgimento di un secondo referendum. Una lotta al vertice potrebbe portare, anche se si tratta solo di un&#8217;ipotesi, ad uno scenario di tipo  catalano: l&#8217;organizzazione di una consultazione non riconosciuta da Londra ed uno scontro frontale, con esiti incerti, tra i due poteri statali. Secondo alcuni sondaggi elettorali, inoltre, l&#8217;elettorato scozzese è diviso quasi equamente tra i favorevoli al mantenimento dell&#8217;Unione con Londra e la secessione con una leggera prevalenza (nell&#8217;ordine dell&#8217;1-2 per cento)n della prima opzione. Secondo altri, invece, il sostegno all&#8217;Unione è più netto. Le complesse dinamiche politiche del Regno Unito, in ogni caso, possono facilmente stravolgere qualunque scenario: la probabile vittoria dei Conservatori porterà probabilmente ad una crisi con Hollyrood mentre qualora a spuntarla fossero i <strong>Laburisti di Jeremy Corbyn</strong> le prospettive potrebbero essere ben diverse e ci potrebbe essere, forse, lo spazio per un dialogo maggiore. <a href="https://www.itv.com/news/2019-11-14/jeremy-corbyn-rules-out-second-scottish-independence-referendum-until-at-least-2021/">Corbyn</a> ha dapprima escluso, in caso di vittoria, che un referendum sull&#8217;indipendenza scozzese possa aver luogo nel corso dei cinque anni del suo mandato per poi escludere questa evenienza nei primi due anni del suo incarico. La Brexit continua dunque ad agitare la politica del Regno Unito e potrebbe provocare, nel lungo termine, conseguenze particolarmente dannose per la sopravvivenza stessa di questa nazione.</p>
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		<title>La Scozia va contro la Brexit: ecco perché Edimburgo vuole l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scozia-brexit-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2019 06:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il referendum del 2014, sembrava che il pericolo di una secessione della Scozia dal Regno Unito si fosse allontanato definitivamente. Le spinte centrifughe di Edimburgo e la martellante campagna indipendentista dei partiti e dei movimenti locali non hanno ottenuto un risultato risibile; ad avere però la meglio è stato il fronte unionista con una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scozia-brexit-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9650553-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con il <strong>referendum</strong> del 2014, sembrava che il pericolo di una secessione della Scozia dal Regno Unito si fosse allontanato definitivamente. Le spinte centrifughe di Edimburgo e la martellante campagna indipendentista dei partiti e dei movimenti locali non hanno ottenuto un risultato risibile; ad avere però la meglio è stato il fronte unionista con una differenza minima di voti, all&#8217;incirca 380 mila, il 10%. Quali sono state le tematiche che hanno convinto gli scozzesi a rimanere fedeli a Londra? Passi il patriottismo, il vero punto forte della campagna si è rivelato invece essere l’europeismo: se la Scozia avesse sciolto il proprio legame con l’Inghilterra avrebbe fatto un vero e proprio salto nel vuoto. Si sarebbe trovata isolata con il rischio di non ottenere il riconoscimento dagli altri stati europei e non europei; inoltre, non avrebbe fatto parte, almeno non da subito ma solo dopo lunghe ed estenuanti trattative, dell’Ue.</p>
<p>La vittoria della Brexit nel 2016 ha però riaperto la questione scozzese: se nel resto del Regno Unito, fatta eccezione per Londra, il leave ha prevalso, la Scozia si è invece contraddistinta per la difesa a spada tratta del matrimonio con l’Europa. Per questo gli scozzesi hanno riaperto le danze, sperando di rientrare a Bruxelles come nuovo stato dell’Unione Europea: con la differenza che i leader indipendentisti stavolta potrebbero trovare il favore anche di chi cinque anni fa non era convinto del divorzio tra Londra ed Edimburgo.</p>
<p>La vocazione europeista in Scozia accomuna quasi più dell’identità nazionale, i partiti locali ne sono un chiaro esempio: pur oscillando tra i socialdemocratici e i socialisti, passando per gli ambientalisti e i liberali, le battaglie per i diritti civili e l’Europa li accomunano sotto un unico fronte; non è escluso che possano fare leva proprio su questo per convogliare i voti degli indecisi per un possibile secondo referendum su cui la premier scozzese<strong> Nicola Sturgeon</strong> sta pressando Londra già dal giorno dopo il voto sulla Brexit perché avvenga il più presto possibile. Ora c’è il problema del nuovo esecutivo conservatore a guida Boris Johnson, che punta ad arrivare all’uscita definitiva del Regno Unito dall’Europa entro il 31 ottobre di quest’anno: l’incognita sta proprio nel vedere se Johnson, unionista e sprezzante verso la causa scozzese, acconsenta o meno ad una nuova consultazione.</p>
<p>Di questo se ne parlerà però solo da novembre (se dovesse realizzarsi concretamente la Brexit), mese in cui gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla Sturgeon: si dice pronta a dichiarare unilateralmente l’indipendenza in caso di No Deal con Bruxelles. Diversamente, potrebbe proporre al governo centrale di scendere a patti per la data di un nuovo referendum, che si terrà soltanto dopo il 2021. Nel frattempo, il fronte secessionista potrebbe uscirsene rafforzato se la strategia dovesse puntare sul sentimento europeista come sembra stia facendo. È quello l’elemento che accomuna la maggior parte degli scozzesi più dell’identità nazionale, errore che si fece all&#8217;epoca del referendum di cinque anni fa. Il punto è proprio questo. L’uscita dall&#8217;<strong>Europa</strong> non è stata digerita dai politici e dagli elettori scozzesi: per loro si tratta di una vera e propria imposizione antidemocratica e vedrebbero nell&#8217;indipendenza della Scozia la possibilità di ritornare ad essere cittadini europei. Non stupirebbe quindi un ampio appoggio all&#8217;azione politica della Sturgeon per un nuovo voto sul destino di Edimburgo, né un risultato diverso.</p>
<p>Bisogna valutare però l’assenso di Londra, che non sembra ben disposta in tal senso. Non è un caso che per le strade di Glasgow subito dopo l’elezione di Johnson come leader dei conservatori siano infatti scesi in strada diversi indipendentisti per chiedere un secondo referendum. I manifestanti protestano contro il nuovo premier britannico, avendo capito da che parte soffia il vento: cioè verso un periodo che, secondo loro, significherà di isolamento sia dal Vecchio Continente sia dal resto del mondo. È un’ipotesi che gli scozzesi vogliono a tutti i costi scongiurare, per questo la loro vocazione europeista e l’avversione ad ogni tipo di sovranismo. Né stupisce la presenza di diversi punti in comune con l’indipendentismo catalano: a favore di una apertura radicale al mondo, di un’Europa federalista, della lotta per i diritti civili e del progressismo di stampo socialdemocratico.</p>
<p>Comunque vada, le prossime settimane e i prossimi mesi si riveleranno caldi e non mancherà la tensione tra i due fronti. Questo regolamento di conti all’interno del Regno Unito non passerà inosservato: l’intero universo indipendentista europeo e italiano seguirà con attenzione i suoi sviluppi, in particolare l’<strong>Irlanda del Nord</strong> che potrebbe cogliere l’occasione e provare a divorziare anche lei da Londra. Il rischio, in questo caso, è il fronte delle milizie paramilitari che si ispirano all’Ira: si dicono pronte a violare gli accordi di Venerdì Santo per proseguire nella lotta armata contro l’occupazione britannica. E per procedere con la forza e con il sangue all’unificazione dell’Irlanda.</p>
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		<title>Street blues, la droga che sta uccidendo la Scozia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/street-blues-la-droga-che-sta-uccidendo-la-scozia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 07:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>(Glasgow) Il Southside di Glasgow è famoso per la vita notturna, gli edifici graffitati e una certa propensione a un&#8217;esistenza all&#8217;insegna della semplicità. Le birrerie vanno per la maggiore, insieme agli edifici semideserti, i barbieri hipster e i negozi etnici principalmente asiatici. A poche centinaia di metri, poi, c&#8217;è il Celtic Park, uno dei due &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/street-blues-la-droga-che-sta-uccidendo-la-scozia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="666" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_5501685-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p><strong>(Glasgow) </strong>Il Southside di Glasgow è famoso per la <strong>vita notturna</strong>, gli edifici graffitati e una certa propensione a un&#8217;esistenza all&#8217;insegna della semplicità. Le birrerie vanno per la maggiore, insieme agli edifici semideserti, i barbieri hipster e i negozi etnici principalmente asiatici. A poche centinaia di metri, poi, c&#8217;è il Celtic Park, uno dei due tempi del calcio scozzese insieme all&#8217;Ibrox Stadium dei rivali del Rangers.</p>
<p>Quando cala la notte, il Southside diventa un quartiere di dannazione. Qui risiedono molte di quelle centinaia di persone che ogni anno rimangono incastrate nel tunnel della droga. E per le quali a un certo punto non diventa più mattina.</p>
<p>In Scozia l&#8217;impressionante aumento di consumo di droghe prodotte e vendute illegalmente come il Valium è stato collegato ad un numero senza precedenti di overdose fatali proprio a Glasgow, ma in generale in tutto il Paese, secondo i servizi sanitari della città. Nel 2018 si è registrato <strong>un aumento del 43% dei decessi</strong> rispetto al 2017. E allo stesso modo un numero altrettanto crescente di persone è stato costretto a ricevere cure urgenti per overdose non mortali nei servizi ospedalieri.</p>
<p>A finire sotto la lente d&#8217;ingrandimento degli investigatori è una sostanza particolare, una sorta di <em>street Valium</em> che negli anfratti della città è conosciuto come <em>street blues</em>. Ma anche l&#8217;uso del Naloxone, un farmaco che può invertire gli effetti di un&#8217;overdose da oppiacei, è aumentato a dismisura.</p>
<p>Saket Priyadarshi, direttore medico associato del <em>NHS Greater Glasgow &amp; Clyde addiction services</em>, è stato molto chiaro a riguardo: &#8220;Quando la gente compra <em>street blues</em>, non sa cosa c&#8217;è nelle pillole. La qualità e il dosaggio possono essere molto variabili. La gente potrebbe pensare che stiano prendendo Diazepam ma in realtà i principi attivi potrebbero essere altre benzodiazepine molto più potenti come l&#8217;Etizolam. L&#8217;uso di questo farmaco, in particolare, è connesso a gravi danni provocati da dosi eccessive non fatali, arrivi in sequenza nei reparti di pronto soccorso o, non certo in ultimo, morte&#8221;.</p>
<p>Le gang di <strong>spacciatori</strong> riescono a vendere le pastiglie per pochi centesimi a persone vulnerabili, specie quelle che vivono in alloggi per senzatetto, dove il personale è stato testimone di un&#8217;ondata di decessi legati all&#8217;assunzione del farmaco. Tra i locali della Scozia si sente più di qualcuno dire apertamente che le pillole di <em>street blues</em> sono diventate ormai più economiche di un pacchetto di patatine. Del resto per gli spacciatori si tratta dell&#8217;unico modo per coprire una fetta di mercato, quella dei reietti appunto, che non avrebbe accesso al consumo di stupefacenti se non fossero acquistabili quasi gratis.</p>
<p>In Scozia il tenore di vita è piuttosto alto (il reddito pro capite è di 32mila euro circa), i grandi settori occupazionali del Paese consentono di tenere il livello di disoccupazione al di sotto del 5% (la produzione di whisky dà lavoro a 35mila persone senza considerare l&#8217;indotto, l&#8217;estrazione di petrolio nel Mare del Nord vale 12 miliardi l&#8217;anno e ad, Aberdeen, &#8220;la città di granito&#8221;, il reddito pro capite è secondo solo a quello di Londra), quindi anche il mercato degli stupefacenti non avrebbe in linea di massima necessità di richiedere prodotti low-cost. Allo stesso modo, però, il deficit del paese è il doppio più alto di quello del resto della Gran Bretagna e viene impiegato in sanità, istruzione e assistenza appunto agli indigenti. Quelli che con le poche risorse a disposizione si avvicinano alle droghe di strada, prodotte a costo quasi zero e con marginalità basse, ma che proprio per via della facilità con cui possono essere messe in circolo fanno gola alle gang di quartiere.Di recente è stata sgominata una banda che produceva 1,6 milioni di sterline di Valium in un garage a Paisley, nel Renfrewshire, dove la polizia ha sequestrato una pressa per pillole in grado di produrre 250.000 compresse all&#8217;ora.</p>
<p>Lo street Valium, poi, è particolarmente pericoloso poiché viene spesso assunto in combinazione con altre droghe come l&#8217;eroina e persino con farmaci come il metadone regolarmente prescritto, proprio perché i consumatori abituali sono anche quelli che più necessitano di cure mediche e assistenza sanitaria. Il mix perfetto che i pusher non vedono l&#8217;ora di sfruttare.<br />
Nel corso del 2018 i decessi per droga in tutta la Scozia hanno superato le mille unità. Si tratta del tasso di mortalità connesso agli stupefacenti più alto in Europa, più che raddoppiato rispetto a dieci anni fa. Un lasso di tempo per nulla casuale, poiché nel 2008 il governo scozzese aveva inaugurato un piano strategico chiamato <em>The Road To Recovery</em>, finanziato con 689 milioni di sterline dal momento della sua inaugurazione fino ad oggi. Il consumo di droghe di strada, tuttavia, è peggiorato di continuo, al punto tale che gli esperti stanno cercando di convincere le forze governative a considerare questa crisi come una &#8220;emergenza sanitaria pubblica&#8221;.</p>
<p>Kirsten Horsburgh, coordinatrice della strategia Sd per la prevenzione delle morti per droga, <a href="https://www.theguardian.com/uk-news/2019/jan/30/spike-glasgow-homeless-drug-deaths-linked-street-valium-tranquillisers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha detto al <em>Guardian</em></a>: &#8220;Se parlassimo di quasi mille persone che muoiono ogni anno per altre cause, ci sarebbero proteste in tutti il paese e verrebbe studiato un approccio sistemico completo per affrontare la questione. Ma siccome si parla di tossicodipendenti allora l&#8217;attenzione cala&#8221;.</p>
<p>Il riferimento è all&#8217;impiego di risorse pubbliche che, come detto, vengono già utilizzate per l&#8217;assistenza sanitaria, ma in soluzioni poco efficaci. Un&#8217;idea potrebbe essere quella di studiare degli <strong>hub per l&#8217;accoglienza di malati o tossicodipendenti</strong> in cui si possano ricevere delle terapie di sostituzione degli oppiacei. Un lavoro certosino volto al supporto psicofisico dei più deboli. Una questione, se vogliamo, a tutti gli effetti morale, ma pure logica, visto che la tutela delle fasce deboli della popolazione non può essere considerata secondaria rispetto al rilancio delle città.<br />
L&#8217;esempio concreto lo fornisce ancora Glasgow, celebre nel corso dei decenni per la sua atmosfera trasandata e maledetta da porto di mare. Per cambiarle volto, le opere di riqualificazione si sono susseguite di continuo, e sono state imponenti. Oggi è la città più popolosa della Scozia e una delle capitali culturali, artistiche e del design del Regno Unito. Ebbene, se gli spazi razionalizzati l&#8217;hanno resa un gioiello, molte persone, specie quelle che risiedono nel Southside, sono rimaste indietro.</p>
<p>I piani di assistenza non riescono a tenerle lontane dallo stigma sociale che è di fatto la prima causa dello scarso accesso agli aiuti (di qualsiasi genere) e che apre a sua volta la strada a tutta una serie di spirali che hanno talvolta come triste epilogo quello del rifugio in una pillola di ansiolitico blu. Per gli assistenti sociali la diffusione di street Valium è talmente epidemica che è venuto naturale ribattezzarla &#8220;peste blu&#8221;. I consumatori sono così disperati che pendendola tra le mani accettano di sottoporsi a un gioco al massacro. Come per tutte le droghe, peraltro, ma aggravato dal fatto che il contenuto della singola pillola resta praticamente sconosciuto. Quando si ingerisce una compressa, è un po&#8217; come sedersi di fronte a una pistola carica, in una insensata roulette russa della droga.</p>
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		<title>Brexit, Irlanda e Scozia premono Londra addestra migliaia di poliziotti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-scozia-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 09:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="977" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Camera dei Comuni ha bocciato l&#8217;accordo fra Regno Unito e Unione europea sulla Brexit. E adesso, per Londra e Theresa May le cose non si mettono affatto bene. Il rifiuto dell&#8217;intesa da parte del Parlamento britannico getta ombre molto fosche sul futuro dell&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue. E l&#8217;ipotesi del &#8220;no-deal&#8221;, e cioè dell&#8217;uscita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-irlanda-scozia-voto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="977" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTOGRAMMA_20190112192220_28163315-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La Camera dei Comuni <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/brexit-lora-verit-parlamento-vota-sullaccordo-lue-1629434.html">ha bocciato l&#8217;accordo</a> fra Regno Unito e Unione europea sulla <strong>Brexit</strong>. E adesso, per Londra e <strong>Theresa May</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/brexit-parlamento-boccia-accordo/">le cose non si mettono affatto bene</a>. Il rifiuto dell&#8217;intesa da parte del Parlamento britannico getta ombre molto fosche sul futuro dell&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue. E l&#8217;ipotesi del &#8220;no-deal&#8221;, e cioè dell&#8217;uscita senza accordo, diventa sempre più concreta.<strong> Jean-Claude Juncker</strong> e <strong>Michel Barnier</strong> hanno confermato, tra ieri sera e oggi, che lo spettro dell&#8217;uscita disordinata del Regno Unito è un&#8217;eventualità sempre più prossima. E anche nel governo May lo spettro del no-deal è agitato non più come uno spauracchio, ma come una possibilità con il popolo britannico potrebbe far presto i conti.</p>
<p>Il Regno Unito non è solo preoccupato per i risvolti economici e politici della vicenda, quanto per la situazione interna che rischia di far deflagrare <strong>conflitti</strong> sopiti da tempo. La Brexit sta segnando il presente britannico ma può soprattutto incidere in maniera sensibile sul futuro del Regno e sulla convivenza delle diverse nazioni che lo compongono, in particolare Irlanda del Nord e Scozia.</p>
<p>Il pericolo Irlanda</p>
<p>Il rischio, ribadito anche dalla May ieri nel suo accorato appello per il voto, è che l&#8217;uscita senza accordo possa pesare come un macigno sull&#8217;unità del Paese. E la questione non è da sottovalutare: e Londra lo sa benissimo. È stato proprio il regime di <strong>backstop</strong> per il confine fra Irlanda del Nord e Repubblica d&#8217;Irlanda a scatenare la rivolta dei conservatori e del partito unionista del Dup. E molti temono che in caso di<strong><em> no-deal</em> </strong>il confine irlandese possa di nuovo trasformarsi nella spina nel fianco del governo britannico.</p>
<p>Un&#8217;ipotesi valutata molto attentamente dai servizi di sicurezza britannici, a tal punto che l&#8217;esecutivo ha già dato ordine di addestrare<strong> un migliaio di poliziotti</strong> inglesi e scozzesi per un possibile dispiegamento in Irlanda del Nord in caso di Brexit senza accordo. Come riportato dal <em>Guardian</em>, la <strong>polizia nordirlandese</strong> (Psni) avrebbe già chiesto rinforzi per il timore di rivolte al confine, soprattutto se saranno ripristinati controlli doganali. Il <strong>National Police Chiefs&#8217; Council</strong> (Npcc), l&#8217;organo che coordina le varie forze di polizia britanniche, ha negato qualsiasi richiesta di rinforzo formale da parte dell&#8217;Irlanda del Nord. Ma l&#8217;Npcc ha anche ribadito che &#8220;le forze di polizia continuano a prepararsi per le possibili eventualità mentre si avvicina l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea&#8221;.</p>

<p>Il rischio è che l&#8217;Irlanda del Nord possa effettivamente trasformarsi in un grave problema di ordine pubblico. I nazionalisti irlandesi sono terrorizzati dall&#8217;idea che possa tornare il <strong>confine fisico</strong> fra Eire e Ulster, ne va dei loro legami politici e culturali con Dublino, ma anche dei loro interessi economici. Il ritorno della frontiera segnerebbe anche la fine degli accordi economici fra le due parti dell&#8217;Irlanda. E a quel punto Belfast e Dublino sarebbero due città di Paesi <strong>senza alcun accordo commerciale</strong> vigente. </p>
<p>Dall&#8217;altra parte, gli unionisti hanno sempre temuto che il cosiddetto regime di backstop, cioè la clausola di salvaguardia per il confine, fosse in realtà l&#8217;anticamera di una differenziazione con la madrepatria britannica e un avvicinamento dell&#8217;Irlanda del Nord alla Repubblica d&#8217;Irlanda. Ed è per questo che il <strong>Dup</strong> ha votato contro l&#8217;accordo fra Unione europea e Regno Unito sulla Brexit. Differenti visioni del mondo e dell&#8217;Irlanda che adesso rischiano di scontrarsi di nuovo. E il pericolo di violenze c&#8217;è, nonostante la lontananza temporale dell&#8217;Ira e dei fenomeni terroristici.</p>
<p>La Scozia può tornare a fare pressioni</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo l&#8217;Irlanda del Nord. Se infatti i nordirlandesi, specie gli unionisti, avevano votato in massa per la Brexit, la Scozia è sempre stata particolarmente avversa all&#8217;ipotesi uscire dall&#8217;Unione europea. Edimburgo teme che l&#8217;uscita del Regno dall&#8217;Ue possa interrompere definitivamente i legami fra Scozia ed Europa e togliere ogni possibilità di dialogo con Bruxelles per ottenere maggiore autonomia rispetto a Londra.</p>
<p>A conferma di questa visione nettamente contraria alla Brexit e all&#8217;accordo presentato da Theresa May, sono arrivati <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bbc.com/news/uk-scotland-scotland-politics-46863016">i voti dei parlamentari scozzesi</a>. Lo <strong>Scottish National Party</strong> ha votato in blocco contro l&#8217;intesa, idem i deputati laburisti scozzesi e i liberali. E anche fra i conservatori c&#8217;è stata qualche defezione. </p>

<p>Subito dopo la bocciatura da parte della Camera dei Comuni, <strong>Nicola Sturgeon</strong>, primo ministro scozzese, <a href="https://www.bbc.com/news/uk-scotland-scotland-politics-46869773">ha detto</a> che &#8220;l&#8217;unica opzione credibile&#8221; sia un altro referendum sulla Brexit. &#8220;Ciò che deve accadere ora è chiaro: in primo luogo, e con la massima urgenza, deve essere fermato l&#8217;orologio del processo dell&#8217;articolo 50. Questo è l&#8217;unico modo per evitare qualsiasi possibilità che il Regno Unito esca dall&#8217;Ue il 29 marzo senza un accordo&#8221;, ha detto Sturgeon. Che poi ha continuato: &#8220;Il governo ha avuto più di due anni e mezzo per realizzare un piano di Brexit realizzabile e ha completamente fallito nel farlo: l&#8217;idea che possa farlo ora in poche settimane è farsesca&#8221;.</p>
<p>Ma la premier scozzese ha espresso anche un altro concetto, in un altro tweet. Ed è questo ci che temono da Londra. La Sturgeon ha infatti scritto: &#8220;Sta diventando sempre più chiaro che gli interessi più ampi della Scozia saranno protetti solo con l&#8217;<strong>indipendenza</strong>&#8220;. Un messaggio chiaro sul fatto che i nazionalisti scozzese potrebbero iniziare di nuovo a premere.</p>
<p dir="ltr" lang="en">Off to London to meet with <a href="https://twitter.com/IanBlackfordMP?ref_src=twsrc%5Etfw">@IanBlackfordMP</a> and <a href="https://twitter.com/theSNP?ref_src=twsrc%5Etfw">@theSNP</a> MPs ahead of no confidence vote in Commons later. We want UK to stay in EU which is why we back a <a href="https://twitter.com/hashtag/PeoplesVote?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#PeoplesVote</a>. But it is becoming increasingly clear that Scotland’s wider interests will only be protected with independence.</p>
<p>— Nicola Sturgeon (@NicolaSturgeon) <a href="https://twitter.com/NicolaSturgeon/status/1085409331628175361?ref_src=twsrc%5Etfw">16 gennaio 2019</a></p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>La Nato si esercita in Scozia  e arrivano anche i militari russi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nato-scozia-esercitazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Nato si esercita sulle coste della Scozia in una delle più importanti esercitazioni congiunte dell&#8217;Alleanza atlantica, la Joint Warrior. L&#8217;esercitazione vede coinvolti più di 11.600 militari provenienti da 17 Stati membri, oltre alle forze di alcuni Stati partner della Nato come Australia, Finlandia e Svezia. Un&#8217;esercitazione in grande stile che arriva in un momento particolarmente delicato dei rapporti fra la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nato-scozia-esercitazioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180427094609_26264341-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>Nato</strong> si esercita sulle coste della Scozia in una delle più importanti esercitazioni congiunte dell&#8217;Alleanza atlantica, la <strong>Joint Warrior</strong>. L&#8217;esercitazione vede coinvolti più di <strong>11.600 militari</strong> provenienti da 17 Stati membri, oltre alle forze di alcuni Stati partner della Nato come Australia, Finlandia e Svezia. Un&#8217;esercitazione in grande stile che arriva in un momento particolarmente delicato dei rapporti fra la Nato e le superpotenze avversarie: in particolare Cina e Russia. E dove il Regno Unito ha intrapreso una strada decisamente orientata verso il contrasto alla politica della Russia.</p>
<p>Come riporta il sito <em><a style="color: #0000ff" href="https://www.forces.net/news/everything-you-need-know-about-europes-biggest-military-exercise">Forces</a></em>, il centro operativo delle esercitazioni è nella base di <strong>Clyde</strong>, in territorio scozzese. Gli scenari di addestramento prevedono la guerra fra più Paesi che si disputano determinate risorse e territori, nonché attività antiterrorismo e anti-contrabbando, guerra di informazione, operazioni di evacuazione e guerra cibernetica. Insomma, tutti gli scenari in cui possono essere coinvolte, in questi anni, le forze armate dei Paesi occidentali e orientali.</p>
<p>Il 3 maggio, l&#8217;esercitazione culminerà nella<strong> Salisbury Plain Training Area</strong>. Le forze Nato, in particolare quelle del Joint expeditionary force (Jef) condurranno operazioni di combattimento urbano con supporto aereo fornito da Apache, Chinook, Wildcat e Tornado. Questa esercitazione includerà anche le truppe del reggimento paracadutisti del Regno Unito, il reggimento danese &#8220;Dragone dello Jutland&#8221;, la Brigata lituana &#8220;Lupo di Ferro&#8221; e la Brigata di fanteria meccanizzata lettone.</p>

<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;927&#8243; gal_title=&#8221;Esercitazioni Nato Scozia&#8221;]</p>
<p>L&#8217;arrivo della delegazione russa</p>
<p>Ad assistere alle complesse esercitazioni militari della Nato sulle coste scozzesi, anche una delegazione delle forze armate russe. La visita è in linea con gli obblighi del Regno Unito nei confronti del <strong>Documento di Vienna</strong>, che mira a promuovere la fiducia reciproca e la trasparenza tra gli Stati firmatari nella politica strategica di tutta l&#8217;Europa, Russia compresa. Ma la questione della presenza russa alle Joint Warrior è particolarmente rilevante.</p>

<p>La Russia è stata sempre particolarmente interessata ad assistere alle esercitazioni in questione. Tanto che nel 2015, quando il Documento di Vienna sembrava ormai lettera morta, <a style="color: #0000ff" href="https://www.telegraph.co.uk/news/uknews/defence/11533792/Russian-inspectors-arrive-at-British-war-games-off-Scotland.html">Mosca fece di tutto per costringere la Nato</a> ad accettare che i delegati russi partecipassero a queste manovre. L&#8217;Alleanza atlantica fu obbligata ad accogliere la richiesta del ministero della Difesa russo, poiché rientrava proprio nei doveri di trasparenza previsti dall&#8217;accordo. Una vittoria diplomatica non secondaria per la Difesa russa.</p>
<p><a href="http://www.bbc.com/news/uk-scotland-highlands-islands-43911195">In una dichiarazione rilanciata dalla <em>Bbc</em></a>, il comandante <strong>Danny Endruweit</strong>, ha detto: &#8220;Anche nei momenti di maggiore tensione politica, ci atteniamo ai nostri valori e onoriamo i nostri accordi&#8221;. Ma l&#8217;imbarazzo, a Stirling, dove è avvenuto l&#8217;incontro, era evidente.</p>
<p>Negli ultimi mesi, se non anni, i rapporti fra Mosca e Londra sono ai minimi termini. L&#8217;ultimo caso, quello dell&#8217;ex agente russo <strong>Sergei Skripal</strong> avvelenato insieme alla figlia, è stato solo l&#8217;esempio più eclatante di quanto sia evidente lo scontro fra Regno Unito e Federazione russa.</p>

<p>E anche dal punto di vista prettamente militare, non sono mancati episodi che hanno dimostrato le difficili relazioni che intercorrono fra i due Stati. Molto spesso le forze armate britanniche fanno riferimento a quelle russe come motivo per l&#8217;innalzamento dei fondi della Difesa e sono sempre più frequenti i progetti militari che hanno come obiettivo quello di difendersi da eventuali attacchi di Mosca.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, aerei e navi russi spesso si trovano al confine delle acque territoriali britanniche o sorvolano i cieli di competenza della <strong>Royal air forc</strong>e, scatenando la reazione della marina e dell&#8217;aeronautica britannica, costrette a monitorare le rotte russe intorno alla Gran Bretagna.</p>
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		<title>I separatismi in Europa: piccole patrie pronte a ribellarsi</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/separatismi-europa-piccole-patrie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 17:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baschi]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
		<category><![CDATA[secessione-catalogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="721" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Catalogna, Paesi Baschi, Scozia, ma anche Fiandre, Vallonia, Corsica e Bretagna. I movimenti secessionisti, in Europa, continuano a vivere e a rappresentare una sfida per quasi tutti gli Stati. Non c&#8217;è un Paese, nel nostro continente, che non sia teatro dell&#8217;ascesa dei localismi. La questione catalana ha dato un segnale chiaro sulla direzione intrapresa dai governi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/separatismi-europa-piccole-patrie.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="721" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/370l1208-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><strong>Catalogna</strong>, Paesi Baschi, <strong>Scozia</strong>, ma anche <strong>Fiandre</strong>, Vallonia, <strong>Corsica</strong> e Bretagna. I movimenti secessionisti, in Europa, continuano a vivere e a rappresentare una sfida per quasi tutti gli Stati. Non c&#8217;è un Paese, nel nostro continente, che non sia teatro dell&#8217;ascesa dei <strong>localismi</strong>. La questione catalana ha dato un segnale chiaro sulla direzione intrapresa dai governi nazionali.<a href="https://www.politico.eu/article/catalan-chill-for-european-separatist-movements-aland-islands-south-tyrol/" target="_blank" rel="noopener"> Ma anche sul sentimento che sta affiorando in tutto il continente. </a></p>
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		<title>&#8220;Un nuovo radar nelle Shetland  per proteggerci dalla minaccia russa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-radar-nelle-shetland-proteggersi-dalla-minaccia-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 07:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Regno Unito è pronto a installare un nuovo radar nella base di Saxa Vord, nelle Shetland, per controllare il traffico aereo dopo le ultime tensioni con la Russia e la crescita dei movimenti dell’aeronautica militare di Mosca nei cieli vicini allo spazio aereo britannico. “Il sistema radar di Saxa Vord è una parte importante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-radar-nelle-shetland-proteggersi-dalla-minaccia-russa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-radar-nelle-shetland-proteggersi-dalla-minaccia-russa.html">&#8220;Un nuovo radar nelle Shetland  per proteggerci dalla minaccia russa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/OLYCOM_20161115154302_21321150-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Regno Unito</strong> è pronto a installare un <strong>nuovo radar</strong> nella base di <strong>Saxa Vord</strong>, nelle <strong>Shetland</strong>, per controllare il traffico aereo dopo le ultime tensioni con la Russia e la crescita dei movimenti dell’aeronautica militare di Mosca nei cieli vicini allo spazio aereo britannico. “Il sistema radar di Saxa Vord è una parte importante per garantire che la Raf possa <strong>proteggere pienamente sia lo spazio aereo del Regno Unito che quello dei nostri alleati della Nato di fronte alle crescenti pressioni della Russia</strong>”, queste le parole di Stephen Hillier, Chief of the Air Staff del Regno Unito, durante la sua visita alla base militare dell’arcipelago a nord della Gran Bretagna, tra mare del Nord e mare di Norvegia. Una dichiarazione d’intenti abbastanza netta, non troppo distanti dalle dichiarazioni del segretario alla Difesa di Sua Maestà, sir Gavin Williamson:   “<strong>Proteggeremo sempre i nostri cieli dall&#8217;aggressione russa</strong>. Questo radar è una parte vitale delle difese del Regno Unito mentre reagiamo all&#8217;intensificarsi delle minacce globali e rafforziamo la nostra capacità di affrontarle. Le azioni della Russia non sono limitate ai confini orientali dell&#8217;Europa: la minaccia ai mezzi di sussistenza britannici è grave e reale”. La nuova postazione radar di Saxa Vord ha dunque un intento chiaramente legato all’attività dei velivoli russi nell’area. Secondo i dati, il nuovo radar fornirà informazioni chiave sui movimenti degli aeromobili nel nord del Regno Unito, andando in particolare a <strong>incrementare sensibilmente la Qra (Quick Reaction Alert) del Paese</strong>, ossia la gestione della sorveglianza dello spazio aereo internazionale e britannico attraverso le basi della Raf di Lossiemouth in Moray e di Coningsby nel Lincolnshire. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://raf-beta-public.org/news/new-shetland-radar-to-better-protect-uk-northern-airspace/">Come riporta il sito della Royal Air Force</a>, “durante gli ultimi cinque anni, la Raf ha effettuato 69 lanci Qra. Proprio la scorsa settimana (15 gennaio), due aerei Typhoon della base Raf di Lossiemouth sono stati fati decollare per intercettare due velivoli militari russi in avvicinamento che non hanno risposto alle autorità di controllo del traffico aereo”.</p>

<p>L’episodio dei giorni scorsi che ha coinvolto l’aeronautica miliare del Regno Unito arriva, come già scritto in questa testata, dopo una serie di<strong> “incidenti” tra Mosca e Londra</strong> non soltanto nello spazio aereo ma anche in quello marittimo. La Gran Bretagna, anche per la sua posizione geografica, si ritrova a doversi spesso confrontare con il passaggio obbligato della flotta e dell’aviazione russa all’uscita dal Baltico e dal mare del Nord e questo comporta spesso frizioni fra le forze armate delle due potenze.<strong> La Russia spesso studia la capacità di reazione dei sistemi di Difesa degli altri Paesi attraverso manovre “rischiose”</strong>. Un tipo di operazioni che nella Nato conoscono bene, ma che rischia di ritorcersi contro il Cremlino, che si trova spesso a doversi giustificare di fronte a una comunità europea già notevolmente influenzata da sentimenti anti-russi della classe dirigente. E questo avviene soprattutto in Gran Bretagna, uno dei Paesi dove è più serrata la sfida con la Federazione russa e dove non esiste movimento o area politica che non nutra un senso di ostilità nei confronti russi dai tempi della Guerra Fredda. E la visita di Stephen Hillier nella nuova struttura Radar Head nelle Shetland, per ispezionare i progressi nella costruzione, sembra effettivamente riportare le lancette dell’orologio indietro nel tempo, quando su quei cieli e in quei mari correva uno dei fronti più caldi della sfida fra blocco occidentale e sovietico. <strong>Il nuovo sistema, costato 10 milioni di sterline, vedrà l&#8217;isola tornare al ruolo che svolgeva negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso</strong>, quando il sito veniva utilizzato come radar di preallarme sul fianco settentrionale della Nato. Sembrava che quei tempi fossero terminati con la caduta del muro di Berlino, ma sembra che nessuno sia disposto ancora a rinunciare a trovare un nemico. Anche per motivi economici. Non va dimenticato che la Difesa britannica rappresenta uno dei principali volani dell’economia scozzese e uno dei capisaldi della politica di Londra nella regione settentrionale del Regno. La Scozia ospita oltre 10mila soldati di Sua Maestà e 4mila membri del personale delle forze armate di riserva, mentre l&#8217;industria scozzese beneficia ogni anno di <strong>1,5 miliardi di sterline di spesa pubblica</strong> da parte dello Stato centrale. Questo investimento alimenta un indotto di 9.750 lavori del settore privato e soprattutto di personale altamente qualificato. E in una regione separatista e con continui venti di secessioni, questi numeri aiutano a capire l’interesse di Londra per la spesa nel settore strategico.</p>
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		<title>L&#8217;orda dei turisti spaventa la Scozia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 11:14:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1240" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>Da Skye. Nell&#8217;infinita giostra delle lamentazioni, dove ogni popolo si sente sempre il più sfortunato del globo e capita di incappare in canadesi devastati dal caldo o in monegaschi che piangono miseria, può succedere anche di dover affrontare il dramma degli scozzesi nel panico per l&#8217;invasione di turisti. E di trattenere a stento una risata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lorda-dei-turisti-spaventa-la-scozia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1240" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/scozia-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p><p><strong>Da Skye</strong>. Nell&#8217;infinita giostra delle lamentazioni, dove ogni popolo si sente sempre il più sfortunato del globo e capita di incappare in canadesi devastati dal caldo o in monegaschi che piangono miseria, può succedere anche di dover affrontare il dramma degli scozzesi nel panico per l&#8217;invasione di turisti. E di trattenere a stento una risata sprezzante se <em>Bbc</em> radio parla di emergenza mentre la vostra macchina trotterella solitaria tra le pecore per infinite e deserte miglia da John O&#8217;Groats a Cape Wrath, in quello che per chi ha attraversato l&#8217;inferno sudato del centro storico di Firenze o delle Ramblas di Barcellona &#8211; sembra invece un paradiso spopolato con vista mare.</p>
<p>Eppure che ci sia poco da ridere lo capisci poco dopo, grazie a un idraulico. Mister Mackay ha fretta e dalla fiancata del suo furgoncino guizzante, accanto alla scritta «Plumbing and heating», sporge un caustico dito medio contro l&#8217;ennesimo impedito dalla guida tremebonda che si frappone fra lui e i tubi che lo aspettano al di là del Kyle of Tongue. Eppure non c&#8217;è traffico e non sembra un hooligan. Ma è l&#8217;indizio che sotto il kilt di pace e torba delle Highlands qualche nervosismo cova.</p>
<p>Il turismo in Scozia vale qualcosa come 11 miliardi di sterline l&#8217;anno, attira ormai più di 15 milioni di visitatori (sempre più stranieri) e dà lavoro a 220mila persone. Un successo planetario in cui la sterlina debole ha la meglio su piogge, indigeribilità dell&#8217;haggis e accento criptico da comprendere. Chi è impiegato nel settore si concentra sull&#8217;indotto e ringrazia gli dei del turismo, ma qualcun altro si domanda se non si sia superato il limite e se la deriva non sia pericolosa.</p>

<p>La questione la cogli soltanto seguendo la North Coast 500 e mettendo insieme i pezzi del puzzle. Alle isole Orcadi, ad esempio, è partita una petizione contro l&#8217;approdo delle navi da crociera che sbarcano 120mila turisti l&#8217;anno, sei volte la popolazione dell&#8217;arcipelago. Kirkwall, il capoluogo, non arriva a 8mila abitanti e il Guardian racconta l&#8217;indignazione della famiglia Findlay, sotto choc per i selfie di alcuni tedeschi a un funerale privato. Certo, chi è abituato alle resse delle città d&#8217;arte fatica a cogliere come si possa protestare se la massima coda ad un sito archeologico è di 5-6 persone, ma &#8211; per un pugno di isole «placide come balene addormentate nell&#8217;oceano del tempo» che non vedevano un&#8217;invasione del genere dai vichinghi del IX secolo bastano tre pullman di veneti in visita all&#8217;Italian Chapel e il dilagare di Airbnb per destabilizzare una comunità.</p>
<p>Perché di fatto la chiave di tutto è la relatività. Durness, estremo nordovest, è una località balneare famosa, ci veniva perfino John Lennon. Ma fa 200 abitanti e la famosa «ricettività» è risibile quanto la strada per arrivarci: un avvizzito serpentello di asfalto a una corsia con anguste passing places dove accostare per far passare chi viene dall&#8217;altra direzione. Una specie di via Crucis, ma talmente panoramica che si chiude un occhio. Aviemore invece è ai piedi del parco nazionale dei monti Cairngorms. Qui ad agosto occorre prenotare le visite alle distillerie di whisky dello Speyside con mesi di anticipo e per comprare un paio di pantaloni gli abitanti sono costretti a fare 50 km fino ad Inverness, perché i turisti razziano ogni negozio. Logico che la gente chieda allo Stato una mano e qualcuno ventili l&#8217;idea di una tassa di soggiorno con cui finanziare nuove infrastrutture.</p>
<p>Lo Stac Pollaidh, nel Wester Ross, è un monticello pittoresco e scenografico, con un comodo parcheggio sempre pieno da cui partire per le escursioni. È così battuto da chi vuole arrampicarsi sulle fragili guglie della cima che secondo gli esperti fra pochi anni la vetta si sbriciolerà. Senza parlare del traffico da Grande Raccordo Anulare sulle sponde del Loch Lomond, meta delle gite da Glasgow, della sublime valle di Glencoe brulicante come un alveare o delle processioni di turisti sul Loch Ness. Anche se qui chi è causa del suo mal pianga se stesso, dato che il mostro fu casualmente avvistato per la prima volta proprio da un albergatore del luogo, laurea honoris causa in marketing&#8230;</p>

<p>Però è a Skye che la situazione si fa esplosiva. Che l&#8217;isola ad agosto sia meta richiesta lo suggerivano anche i siti Internet dove trovare una camera da prenotare era stata un&#8217;impresa. Ma è Ina a darti la dimensione del problema. Gestisce un bed &amp; breakfast ad Achmore, a 20 km dall&#8217;isola, e racconta che la polizia in questi giorni staziona sul ponte, chiedendo ai turisti senza una stanza già prenotata di cambiare destinazione perché l&#8217;intera Skye è fully booked. Al completo, no vacancies. E più di una volta a Ina è toccato accogliere turisti disperati che alle dieci di sera imploravano almeno un sacco a pelo nella stanza dei figli giocatori di shinty (una sorta di hockey su prato gaelico) perché sull&#8217;isola non avevano trovato uno straccio di tetto.</p>
<p>Il fatto è che è davvero così. A Portree, decine di asiatici aspettano che i ristoranti aprano alle 17 per trovare un posto per una cena/merenda; a Uig due cicloturiste hanno perfino piantato una tenda in un&#8217;isola spartitraffico (come se mancasse lo spazio verde&#8230;); i parcheggi delle attrazioni naturalistiche sono pieni, immensi caravan plurifamiliari stazionano e si impantanano ai lati delle strade, obbligando i locali a spostamenti infiniti e bloccando il passaggio ai soccorsi montani e alle cisterne del carburante. I turisti si concentrano tutti in alcuni punti, congestionandoli. Il monolite di Storr, l&#8217;altopiano di Quiraing, Neist Point sono posti incredibili, rimasti puri perché inaccessibili. Ora il rischio è semplicemente quello di intaccarne l&#8217;eccezionale stato di conservazione e bellezza.</p>
<p>Così, mentre il viaggio si snoda verso Edimburgo, ombelico del caos turistico scozzese che ad agosto esplode per i suoi  festival, ti chiedi il perché di questo exploit. E impari che secondo un sondaggio il 40% dei turisti inglesi qui la maggioranza &#8211; si lascia influenzare dai film. In Scozia hanno girato di tutto, da 007 Skyfall ad Harry Potter, da Prometheus al Grande Gigante Gentile di Spielberg, fino a Braveheart e King Arthur, e frotte di fotocamera muniti arrivano per un selfie sul luogo del set. Li chiamano tour «stop, click and go», in cui i visitatori spendono poco, disturbano molto e creano caos. Lasciando le comunità locali a sfogliare il cardo per decidere se questo turismo che sta facendo così bene alle casse del Paese in realtà non stia anche trasformando la loro gloriosa terra, che seppe resistere anche agli inglesi, in un enorme parco a tema.</p>

<p><strong>Marco Zucchetti</strong></p>
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