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	<title>Sanzioni alla Russia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Sanzioni alla Russia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Serbia: tregua sul gas russo ma lo scontro con Mosca sul petrolio (sanzionato) resta aperto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 05:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1259" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-1536x1007.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Serbia ha firmato un accordo per le forniture di gas da Mosca ma la raffineria NIS rimarrà sanzionata se i russi non cedono la loro quota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-tregua-sul-gas-russo-ma-lo-scontro-con-mosca-sul-petrolio-sanzionato-resta-aperto.html">Serbia: tregua sul gas russo ma lo scontro con Mosca sul petrolio (sanzionato) resta aperto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1259" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061709031277_41d7d3cdd8bb38177eba23d881e95756-1536x1007.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente della Serbia, <strong>Alexander Vučić</strong>, può cantare vittoria, ma potrebbe trattarsi di una vittoria di Pirro. Nella sofistica partita energetica che si sta giocando a ogni latitudine, Belgrado è riuscita a incassare <strong>un accordo trimestrale per le forniture di gas dalla Russia </strong>che permetterà ai serbi di affrontare l’inverno rigido dei Balcani. Gli impegni presi prevedono l’<strong>erogazione di oro blu a basso costo</strong> fino al 31 marzo 2026, ma nei prossimi mesi lo scenario potrebbe presto cambiare. Con l’arrivo della prossima primavera, Belgrado potrebbe trovarsi nel pieno di una tempesta geopolitica alimentata dalla <strong>dipendenza energetica da Mosca, dalle sanzioni inflitte da Washington a danno di una sua raffineria parzialmente di proprietà russa e dall’eventuale adesione all’Unione europea</strong>. Una partita da disputare in nome dell’interesse nazionale con grande equilibrio, ma che potrebbe scontentare una o l’altra delle parti con cui la Serbia ha a che fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Europa o Russia: la scelta per il gas</h2>



<p>Bruxelles o Mosca? Questo è il dilemma che attanaglia il Governo di Belgrado. La Serbia ha fatto domanda di adesione all’Unione a 27 nel lontano <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/serbia/">2009 e i negoziati hanno avuto inizio nel 2014</a>.&nbsp; Il percorso di avvicinamento è risultato piuttosto tortuoso, constatate le forti radici culturali che si estendono dai Balcani agli Urali, quanto mai difficili da sradicare. Non è un caso, dunque, se Bruxelles ha proposto alle autorità di Belgrado di aderire alla <strong>piattaforma comunitaria per l&#8217;acquisto di combustibili fossili</strong>, lanciata nel 2023 per sopperire al <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-da-gas-e-petrolio-entrate-in-calo-aumenta-liva-ora-per-la-guerra-pagano-davvero-i-cittadini.html">decremento di gas naturale</a> dalla Russia a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina. Se la Serbia, seguendo la logica della Commissione europea, vuole divenire il 28esimo membro del blocco, è bene che tagli i ponti energetici con Mosca quanto prima, in linea con l&#8217;obiettivo degli europei di <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/gas-lintesa-russia-turchia-ungheria-spiazza-lunione-europea.html">rinunciare del tutto al gas russo entro il 2028</a></strong>.&nbsp;</p>



<p>Vučić, però, sa che un approccio del genere comporterebbe un prezzo troppo salato per il suo popolo. All’attuale stato dell’arte,  <strong>circa l’80% dalle importazioni di oro blu provengono dal Cremlino, con forniture giornaliere che contano circa 6 milioni di metri cubi di gas naturale</strong> a un prezzo decisamente inferiore alla media di mercato (290 euro rispetto a 360 euro per mille metri cubi). L’estate scorsa è scaduto il contratto triennale che ha permesso ai serbi di riscaldare le case, e a lungo il presidente Vučić si è dato da fare per una proroga da pattuire entro la fine del 2025, dopo essersi reso conto che <strong>la produzione domestica e le importazioni dall’Azerbaijan non bastano ad affrontare il freddo nei Balcani</strong>. </p>



<p>Ad aprile 2026, Belgrado dovrà aprire nuovamente il tavolo dei negoziati, ma questa volta ci sarà un ostacolo in più lungo il cammino. Dal 1° gennaio scatterà i<strong>l divieto di transito per il gas da Mosca sul territorio comunitario</strong> e la Serbia rischierebbe di vedersi chiusi i rubinetti dal momento che si approvvigiona tramite il <em>Balkan Stream</em>, il quale attraversa al Bulgaria. Il ministro delle Miniere e dell’Energia, Dedović Handanović, ha già <a href="https://balkangreenenergynews.com/serbia-warns-of-gas-crisis-as-eu-transit-ban-threatens-balkan-stream-supply/">fatto sapere </a>che Sofia intende rispettare il divieto imposto da Bruxelles e che la soluzione è in là da venire. </p>



<p>Una matassa davvero difficile da dipanare, soprattutto se si versa la goccia che potrebbe far traboccare il vaso: la raffineria <em>Naftna Industrija Srbije</em> (NIS).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro sul petrolio&nbsp;</h2>



<p><a href="https://europeanwesternbalkans.com/2025/11/27/could-the-serbian-government-break-with-moscow-over-nis/">Secondo retroscena tratteggiati di recente</a>,  Vučić teme che il rinnovo dell’accordo sulle forniture di gas abbia durata solamente trimestrale in quanto i russi vorrebbero guadagnare tempo per sciogliere il nodo della NIS, colpita dalle <strong>sanzioni statunitensi</strong>. Il 9 ottobre è stato applicato un nuovo pacchetto volto a prendere di mira gli <a href="https://it.insideover.com/energia/utile-di-rosneft-a-picco-e-prezzi-del-petrolio-giu-lenergia-e-i-mal-di-testa-della-russia.html">asset energetici</a> dell’Orso russo. La Naftna Industrija Srbije &#8211; colosso serbo dell’oro nero &#8211; è controllata per il 56% da <strong>Gazprom Neft</strong>, mutinazionale della Federazione Russa attiva nel settore delle risorse minerarie. A partire da novembre scorso, ogni attività di lavorazione del greggio presso gli impianti di Pančevo si è fermata, così come le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (benzina, diesel)  causando una carenza di introiti nelle casse di Belgrado. Da Washington è stata concessa una finestra da tenere aperta fino a marzo per consentire ai serbi di vendere la quota detenuta dai russi, consentendo così la ripresa dei lavori. </p>



<p>Secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.reuters.com/business/energy/serbias-nis-gets-us-approval-negotiate-sale-russian-stake-2025-12-24/">Reuters</a></em>, Gazprom starebbe negoziando con la compagnia ungherese MOL, ma tali indiscrezioni evidentemente non sono abbastanza rassicuranti per l’ex cuore pulsante della Jugoslavia. Vučić ha lanciato un <em>ultimatum</em>: <strong>entro metà gennaio deve farsi avanti un acquirente della quota russa o, altrimenti, il Governo procederà con la nazionalizzazione della NIS</strong>. Questa mossa, per l’appunto, induce i retroscenisti più acuti a credere che Mosca voglia costringere Belgrado a procrastinare la decisione sulla raffineria tramite dei contratti a breve termine sul gas. Una leva negoziale che potrebbe impedire la perdita di controllo immediata della Naftna Industrija Srbije o l’individuazione di un acquirente gradito al Cremlino.</p>



<p>Un quadro simile è piuttosto emblematico della fragilità della Serbia, nazione di confine tra Occidente e Oriente, impegnata a fare l’equilibrista tra due mondi pronti a tenderle la mano, ma altrettanto a ritrarla se si sbilancia a favore della parte avversaria. In quel di Belgrado il panettone l’hanno mangiato al caldo, ma in primavera la colomba potrebbe essere servita con il conto geopolitico la cui cifra è al momento sconosciuta.&nbsp;</p>



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		<title>Il gas russo che compriamo mostra il flop delle sanzioni dell&#8217;Unione Europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-gas-russo-che-compriamo-mostra-il-flop-delle-sanzioni-dellunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 14:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gas" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131013940332_6c2c5548106ec05c624379ad3e652149-1536x989.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2024 le importazioni europee di GNL russo sono cresciute del 20% sul 2023. M la Ue, almeno a parole, fa la faccia feroce. </p>
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<p>Se c’è una cosa che il conflitto in Ucraina ha reso chiara è che l’Unione Europea è bravissima a scrivere proclami e risoluzioni altisonanti, salvo poi dimenticarsene quando si tratta di affrontare la realtà economica. L’ultimo caso? Il <strong>sedicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia</strong> che – con una manovra degna dei migliori illusionisti – <a href="https://it.insideover.com/energia/lastuta-strategia-della-germania-comprare-gas-russo-via-francia-pagandolo-di-piu.html"><strong>non prevede un divieto totale sull’importazione di gas naturale liquefatto (GNL) da Mosca</strong>.</a> Aspettate: <strong>non era la stessa UE che, tra dichiarazioni di fuoco e promesse di fermezza, aveva annunciato di voler strangolare economicamente il Cremlino?</strong> Non erano i Governi europei a garantire che ogni euro inviato a Putin per il gas sarebbe stato trasformato in proiettili contro Kiev?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La sanzione che smentisce le sanzioni</strong></h3>



<p>Eppure, ecco il paradosso: mentre si vietano le importazioni di carbone e petrolio russi, il gas continua a fluire. Certo, formalmente si pongono restrizioni su terminali di ricezione &#8220;non connessi alla rete UE&#8221;, ma la sostanza non cambia: <strong>la maggior parte del GNL russo continuerà ad arrivare nei porti europei</strong>. A rendere il tutto ancora più grottesco, c’è il fatto che <strong>dieci Paesi UE (Finlandia, Polonia e i Baltici in prima linea) avevano chiesto un embargo totale</strong>, ma Bruxelles ha fatto orecchie da mercante. Perché? Semplice: perché il gas russo è ancora troppo conveniente e<a href="https://it.insideover.com/energia/tra-usa-e-russia-la-guerra-del-gas-ha-un-solo-sconfitto-leuropa.html"> <strong>l’alternativa statunitense non è pronta</strong>.</a></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trump e il gas a stelle e strisce</strong></h3>



<p>A Washington, Donald Trump – tornato più bellicoso che mai – <strong>spinge affinché l’Europa compri più GNL americano</strong>, tanto da aver annullato la moratoria sui nuovi progetti imposto da Biden. Peccato che le nuove infrastrutture non saranno pronte prima del 2030. <strong>Quindi l’UE ha due scelte: comprare gas russo o ritrovarsi con bollette ancora più alte. </strong>E infatti, i numeri parlano chiaro: nel 2024 le esportazioni di GNL russo verso l’Europa sono aumentate del <strong>20% rispetto al 2023</strong>, con Germania, Francia, Spagna e Belgio tra i principali destinatari. <strong>Nel frattempo, i Governi continuano a proclamare la necessità di sganciarsi dalla dipendenza energetica russa.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le contraddizioni europee</strong></h3>



<p>Ma il vero capolavoro dell’ipocrisia sta nel tempismo. L’UE, in preda a un rigurgito di fermezza, ha deciso di sanzionare 74 navi della cosiddetta &#8220;<strong>flotta ombra</strong>&#8221; russa che trasporta petrolio. E ha perfino colpito <strong>le Xbox di Microsoft</strong>, che secondo Bruxelles Mosca starebbe usando per pilotare droni militari. Peccato che, mentre si vietano console per videogiochi, <strong>si continui a finanziare la Russia con miliardi di euro in gas</strong>. Intanto, il Cremlino ringrazia. Il portavoce <strong>Dmitry Peskov</strong> ha fatto sapere che la Russia è &#8220;pronta a riprendere il transito del gas attraverso l’Ucraina&#8221; se ci saranno acquirenti. E indovinate un po’? <strong>L’UE sembra interessata.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La morale (amara) della storia</strong></h3>



<p>A questo punto, <a href="https://it.insideover.com/economia/espropri-e-guerra-economica-la-strategia-di-putin-contro-occidente.html">resta solo una domanda:&nbsp;<strong>l’Unione Europea sta davvero combattendo una guerra economica contro la Russia</strong></a><strong> o si sta prendendo in giro da sola?</strong>&nbsp;La risposta sembra essere la seconda. Perché se c’è una cosa che questa vicenda dimostra, è che in politica le sanzioni valgono solo finché non toccano il portafoglio. E quando arriva il conto da pagare, anche il più granitico fronte anti-russo inizia a vacillare.</p>
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