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	<title>saipem Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 26 Feb 2025 10:07:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>saipem Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Saipem-Subsea7, il nuovo gigante europeo dei servizi all&#8217;energia ha il cuore italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/saipem-subsea7-il-nuovo-gigante-europeo-dei-servizi-allenergia-ha-il-cuore-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 08:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[saipem]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-600x318.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-300x159.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Tra Italia e Norvegia esce un nuovo gigante europeo dei servizi all'energia con sede a Milano. Ecco cosa può succedere ora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/saipem-subsea7-il-nuovo-gigante-europeo-dei-servizi-allenergia-ha-il-cuore-italiano.html">Saipem-Subsea7, il nuovo gigante europeo dei servizi all&#8217;energia ha il cuore italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-600x318.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Saipem-accordo-300x159.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Un <strong>gigante europeo</strong> in arrivo dopo un&#8217;operazione all&#8217;americana. La fusione tra <strong>l&#8217;italiana Saipem</strong> e la norvegese <strong>Subsea7</strong> è una delle più importanti manovre volte ad accrescere e potenziare il settore energetico del Vecchio Continente creando un <strong>polo dei servizi</strong> integrati per la logistica, dalle piattaforme di estrazione petrolifere ai parchi eolici offshore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Saipem-Subsea7, un&#8217;operazione di sistema</h2>



<p>L&#8217;operazione porterà all&#8217;emersione di un attore da <strong>almeno 20 miliardi di euro di fatturato</strong>, dal nome di <strong>Saipem7, con 43 miliardi di euro di ordini</strong> in pancia e capace di fare economie di scala, innovazione grazie a 9mila ingegneri su 45mila dipendenti, e concorrenza vera ai campioni di oltre Atlantico, in un&#8217;epoca in cui fonti di energia rinnovabili come l&#8217;eolico e <strong>apparati come le infrastrutture per il gas naturale liquefatto</strong> genereranno un mercato diversificato.</p>



<p>La sede sarà tutta italiana: Saipem7 prenderà casa a Milano. E nel nuovo gruppo, dove i due conglomerati entreranno in forma paritetica, ci sarà un marchio del capitale pubblico italiano: <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong>, controllata dal ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, ha il 12,82% di Saipem mentre <strong>Eni</strong>, a sua volta avente Via XX Settembre come azionista di riferimento, detiene il 21,9%. Si tratta della seconda operazione in poche settimane riguardante le attività strategiche del Paese a portare il marchio del capitale pubblico dove la scalata ai<a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"> cavi sottomarini di Sparkle compiuta assieme all&#8217;operatore di rete italiano Retelit</a>. Non secondario anche il fatto che <strong>l&#8217;advisor dell&#8217;operazione sia stato </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/meloni-leconomia-sorride-a-meta-frena-il-pil-ma-arriva-lendorsement-di-intesa.html"><strong>Intesa San Paolo,</strong> che si consolida nel ruolo di banca partner delle grandi aggregazioni di sistema.</a> Anche Mediobanca ha benedetto finanziariamente l&#8217;operazione, annunciando in un report il fatto che la saldatura tra due nicchie di mercato diverse può generare valore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un colosso solido con sede a Milano</h2>



<p>Qual è la situazione dei conti delle due aziende? <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/24/lazienda-delle-infrastrutture-energetiche-saipem-si-fonde-con-la-norvegese-subsea7-in-un-gruppo-da-20-miliardi-di-ricavi/7889782/"><strong><em>Il Fatto Quotidiano</em> li ha ricostruiti</strong>,</a> sottolineando che &#8220;<strong>Saipem ha chiuso l’esercizio 2023&#8243;,</strong> ultimo di cui c&#8217;è un dettaglio completo, &#8220;con il ritorno all’utile (179 milioni) dopo una crisi scoppiata tre anni prima. Il risultato, insieme a ricavi in crescita del 19% a 11,87 miliardi e nuovi ordini per 18 miliardi, ha indotto il gruppo ad annunciare il ritorno della cedola nel 2025&#8221;, mentre Subsea7, &#8220;si prepara ad annunciare i risultati del 2024 il 27 febbraio, ha chiuso il 2023 con ricavi per 6 miliardi di dollari (5,73 miliardi di euro), nuovi ordini per 7,4 miliardi di dollari (7,07 miliardi di euro) e un utile netto di 10 milioni di dollari (9,56 milioni di euro)&#8221;.</p>



<p>Nel settore dei servizi per l&#8217;energia si va dunque nella direzione di un <strong>maggiore consolidamento operativo,</strong> secondo un quadro chiaro che vede le aggregazioni prendere piede in vari campi della competizione economica in settori strategici. <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-italiane-gli-utili-record-del-2024-alimentano-il-risiko-del-sistema-finanziario.html">Vale per la finanza,</a> dove è l&#8217;Italia il Paese-laboratorio; vale per il mondo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-e-la-cooperazione-europea-nei-programmi-della-difesa.html">della Difesa</a> con i progetti comuni; sta valendo, con alterne fortune, per le <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">telecomunicazioni</a>. Ora l&#8217;affare<strong> Saipem-Subsea7</strong> apre prospettive interessanti sull&#8217;energia. E l&#8217;Italia, con Milano, si troverà di fronte alla possibilità di avere ora tre colossi stanziati nell&#8217;area del capoluogo lombardo con respiro internazionale. A Eni e alla multinazionale &#8220;regina&#8221; dei gasdotti, Snam, si aggiungerà ora Saipem7. <strong>A testimonianza della capacità del sistema-Paese garantito dal capitale pubblico</strong> di saper fare industria anche nell&#8217;era contemporanea.</p>
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		<title>Erdogan, una mina vagante  che adesso rischia di implodere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/erdogan-mina-vagante-rischia-di-implodere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2018 16:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Afrin]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[saipem]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2499" height="1555" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg.jpg 2499w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg-1024x637.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2499px) 100vw, 2499px" /></p>
<p>Recep Tayyip Erdogan si sta dimostrando una vera e propria mina vagante dello scacchiere mediorientale. Scostante, incoerente, volitivo e  desideroso di espandere la sua leadership, il presidente turco vive con la ferma convinzione di poter coltivare il sogno neo-ottomano. Un sogno che però rischia di trasformarsi in un&#8217;utopia. Perché se c&#8217;è una cosa che ha confermato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-mina-vagante-rischia-di-implodere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-mina-vagante-rischia-di-implodere.html">Erdogan, una mina vagante  che adesso rischia di implodere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2499" height="1555" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg.jpg 2499w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/erdogan-turkey-reuters-012914.jpg-1024x637.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2499px) 100vw, 2499px" /></p><p><strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> si sta dimostrando una vera e propria mina vagante dello scacchiere mediorientale. Scostante, incoerente, volitivo e  desideroso di espandere la sua leadership, il presidente turco vive con la ferma convinzione di poter coltivare il <strong>sogno neo-ottomano</strong>. Un sogno che però rischia di trasformarsi in un&#8217;utopia. Perché se c&#8217;è una cosa che ha confermato questa guerra di Siria, è che se il presidente turco si è rivelato un eccellente tattico, quanto un <strong>pessimo stratega</strong> che si ritrova ora a dover confrontarsi con una situazione di accerchiamento che lui stesso ha cercato ma che non pensava si realizzasse.</p>
<p>Basta ricordare la <strong>cronologia della guerra siriana</strong> per comprendere questo declino dei piani turchi. Erdogan, un tempo amico di Assad, decide di punto in bianco di sostenere le <strong>prime rivolte</strong> in Siria e accusa il presidente siriano di opprimere le legittime aspirazioni del popolo. Le rivolte crescono ed Erdogan soffia su quel fuoco che nel frattempo si sta elevando in Siria con l&#8217;aiuto delle potenze interessate alla caduta del sistema di Damasco. Nella prima fase, Erdogan <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/.premium.MAGAZINE-the-free-syrian-army-follows-orders-from-turkey-1.5466362">sostiene le milizie ribelli </a>e islamiste in molte aree del nord della Siria, in particolare a Idlib, e lascia che lo <strong>Stato islamico</strong> utilizzi le cosiddette <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2015/01/09/esteri/quel-traffico-andata-e-ritorno-sullautostrada-turca-della-jihad-jyUBj5PMDYgR5h96LR2VHO/pagina.html">&#8220;autostrade del jihad&#8221;</a> per rifornirsi di reclute e contrabbandare petrolio e altri beni dalla Siria. Con il sostegno agli islamisti e il semaforo verde all&#8217;Isis, Erdogan spera di liberarsi di due nemici: Siria e curdi. I <strong>calcoli sono stati completamente sbagliati</strong>. E Afrin potrebbe essere la prova del nove.</p>
<p></p>
<p>Le cose iniziano a cambiare quando la Russia interviene in Siria e, insieme all&#8217;Iran, fa comprendere alla Turchia che non può più permettersi di agire indisturbata. <strong>L&#8217;abbattimento del Su-24</strong> sui cieli siriani ad opera di due F-16 turchi, insieme al <strong>fallito golpe dell&#8217;estate del 2016</strong>, sono gli eventi spartiacque della politica turca sulla Siria. Erdogan cambia atteggiamento, sposa la linea proposta da Rohani e Putin e inizia ad abbandonare gli Stati Uniti, colpevoli, a suo dire, di aver sostenuto i curdi di Siria e dell&#8217;Iraq. Inizia l&#8217;era di <strong>Erdogan nel blocco di Astana</strong> e il suo graduale scivolamento a Oriente rappresentato dall&#8217;acquisto dei sistemi anti-aerei russi (nonostante l&#8217;appartenenza alla Nato) e dagli accordi economici con l&#8217;Iran per il petrolio del Kurdistan.</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo la Siria a muovere le mire del sultano. Negli anni, si fa sempre più accesa la volontà turca di primeggiare in tutto il Medio Oriente e in ogni settore che possa interessare a estendere l&#8217;influenza di Ankara. <strong>Sostiene il Qatar</strong> nel blocco imposto dall&#8217;Arabia Saudita e<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/i-militari-turchi-inviati-doha-erdogan-si-schiera-qatar-1406776.html"> manda i militari a difendere Doha</a>, ma anche qui mantiene il Qatar indipendente ma non smuove affatto la posizione saudita. Poi è stata la volta della <strong>questione palestinese</strong>, dove Erdogan si è rivolto all&#8217;intero mondo musulmano in qualità di leader religioso più che politico<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/12/13/news/turchia_al_via_summit_con_paesi_islamici_erdogan_israele_uccide_i_bambini_-183978115/"> invocando l&#8217;unità degli Stati a maggioranza musulmana</a> contro Israele e la scelta di Trump di spostare l&#8217;ambasciata a Gerusalemme. Ma anche in questo caso, le parole di fuoco di Erdogan si sono poi intiepidite quando da Tel Aviv e Washington sono arrivate le minacce di un&#8217;interruzione delle relazioni economiche.</p>
<p></p>
<p>Adesso vediamo cosa succede nel <strong>Mediterraneo orientale</strong>. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/nave-della-eni-bloccata-dalla-marina-militare-turca/">Con l&#8217;affaire-Saipem 12000</a>, il presidente turco ha dimostrato a tutti di voler competere nel grande gioco del<strong> gas</strong> del Levante. La questione di Cipro nord è solo un pretesto: Erdogan non punta al principio, ma alla sostanza. Molto più concretamente ai fondali marini ciprioti, che si stanno rivelando ricchi di gas. <strong>Il blocco della nave affittata dall&#8217;Eni</strong> indica che Ankara vuole entrare in partita per lo sfruttamento dei giacimenti off-shore. Un gioco pericoloso, dove si sta scontrando con potenze che sono tutte interessate allo sfruttamento di quelle aree. E dove Erdogan è isolato da tutti, perché nessuno vuole né può avallare l&#8217;unilateralismo del sultano.</p>
<p><strong>L&#8217;isolamento</strong>: è proprio questo ora il problema di Erdogan. Il leader turco ha voluto in questi anni crearsi una sua peculiare libertà di manovra, svincolata dalle alleanze (come la Nato), dai rapporti amichevoli con l&#8217;Unione europea, con cui litiga e fa affari contemporaneamente. E svincolata anche dall&#8217;alleanza con gli altri leader mediorientali, con cui vuole rapportarsi come capo più che come omologo. <strong>Ma cosa ha ottenuto finora Erdogan? Pochissimo</strong>. La Siria,<a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2018/02/21/attento-erdogan-la-siria-puo-diventare-il-tuo-vietnam/37200/"> come scritto da Alberto Negri</a>, rischia di trasformarsi nel suo Vietnam. Su Cipro, ha trovato tutte le potenze del gas unite contro le sue scelte, dalla Russia agli Stati Uniti passando per i giganti privati degli idrocarburi. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, che per anni lo hanno tollerato, adesso sentono di dover impartirgli una lezione e potrebbero scaricarlo concedendo i curdi ad Assad. In tutto questo, <strong>Putin</strong> guarda a Erdogan come un partner utile ma di cui ricorda bene sia il suo recente passato da nemico sia le sue ambizioni egemoniche.</p>
<p></p>
<p>Del resto, in questo continuo roteare, è facile capire il motivo del suo isolamento: la sua<strong> totale inaffidabilità</strong>. Erdogan è stato (e continua a essere) un partner utilissimo, ma non indispensabile. E se prima poteva anche esserlo, ora non lo è per nessuno, grazie all&#8217;incapacità di mantenere una coerenza interna alla sua strategia. Che forse non c&#8217;è mai stata, se non nelle vesti di un&#8217;ambizione neo-ottomana che però, senza una vera potenza alle spalle, diventa soltanto un sogno irrealizzabile. E il sogno può finire in due modi per Erdogan: o si sveglia, o si trasforma in un incubo. Di certo, non lo realizzerà.</p>
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		<title>Ankara blocca ancora la nave Eni:  &#8220;Resterà ferma altri dieci giorni&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/turchia-estende-esercitazioni-marina-militare-saipem-eni-cipro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 15:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[saipem]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il governo della Turchia ha comunicato di aver esteso il tempo delle manovre militari nelle acque al largo di Cipro fino al 10 marzo. Una notizia che può avere pesanti ricadute sulla questione tra l&#8217;Eni e la marina militare turca. Sfruttando la giustificazione di queste esercitazioni, la marina di Ankara aveva bloccato il 10 febbraio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-estende-esercitazioni-marina-militare-saipem-eni-cipro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-estende-esercitazioni-marina-militare-saipem-eni-cipro.html">Ankara blocca ancora la nave Eni:  &#8220;Resterà ferma altri dieci giorni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/28000016_1983942128532149_291137576_o-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Il governo della Turchia ha comunicato di aver esteso il tempo delle manovre militari nelle acque al largo di Cipro fino al<strong> 10 marzo</strong>. Una notizia che può avere pesanti ricadute sulla questione tra l&#8217;Eni e la marina militare turca. Sfruttando la giustificazione di queste esercitazioni, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nave-della-eni-bloccata-dalla-marina-militare-turca/">la marina di Ankara aveva bloccato il 10 febbraio </a>scorso la nave <strong>Saipem 12000</strong>, affittata dall&#8217;italiana Eni, mentre era diretta in un&#8217;area di esplorazione nella zona economica esclusiva (Zee) cipriota. Il presidente <strong>Anastasiades</strong> ha convocato per stasera alle 19,:5 ora locale una <strong>riunione di emergenza del governo</strong> per discutere sulle &#8220;prossime mosse&#8221; da intraprendere. Lo ha scritto l&#8217;agenzia di stampa cipriota Cna, che ha anche riferito che Anastasiades ha discusso della questione con il premier greco Alexis Tsipras durante un colloquio telefonico.</p>
<p></p>
<p>I media ciprioti hanno riferito la notizia sottolineando che il prolungamento delle esercitazioni che dovevano avere termine il 22 febbraio, possa implicare un&#8217;automatica estensione del blocco della Saipem 12000. Evidentemente, in questo caso, la scelta del prolungamento delle esercitazioni diventa una scusa per mostrare di non avere ancora raggiunto un accordo soddisfacente per la parte turca nella querelle internazionale con Eni e Cipro. Il governo cipriota, alcuni giorni fa, aveva definito (non a torto) un<strong> &#8220;pretesto&#8221;</strong> il blocco della nave per via delle esercitazioni, e aveva denunciato la violazione del diritto internazionale da parte della Turchia, che avrebbe infranto, a detta di Nicosia, i diritti sovrani di Cipro nelle sua Zona economica esclusiva. La Zee cipriota, va ricordato, non è proprio riconosciuta dalla Turchia.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;annuncio turco, dicevamo, è un chiaro segnale che <strong>le trattativa intraprese fra Turchia, Italia, Eni e Unione europea sono ancora lontane da una conclusione</strong>. E Ankara fa la voce grossa. La scorsa settimana, il governo italiano, attraverso le parole del ministro della Difesa, <strong>Roberta</strong> <strong>Pinotti</strong>, aveva comunicato che l&#8217;Italia &#8220;ha aperto tutti i canali diplomatici con la Turchia&#8221; sperando di raggiungere &#8220;una soluzione condivisa&#8221;. Ma l&#8217;Italia non è la sola ad agire. La Rappresentante speciale del Segretario generale dell&#8217;Onu per Cipro, <strong>Elizabeth Spehar</strong>, ha incontrato a Nicosia Anastasiades. &#8220;Sono state intraprese azioni molto mirate, che non possono essere rese pubbliche per non minare tali sforzi&#8221;, ha detto il portavoce del governo di Cipro, Nikos Christodoulides. &#8220;Le iniziative sono portate avanti a vari livelli, non solo a livello diplomatico&#8221;, ha aggiunto, &#8220;credo che le prossime 24 ore saranno decisive&#8221;. Una preoccupazione confermata anche da <strong>Jean-Claude Juncker</strong>.</p>
<p></p>
<p>Anche la <strong>Russia</strong>, gigante energetico interessato all&#8217;esplorazione dei giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale segue con <strong>&#8220;estrema preoccupazione&#8221;</strong> il blocco della nave Saipem 12000 nelle acque della Zee di Cirpo. Il governo di Nicosia ha ottimi rapporti con quello di Mosca e spera nell&#8217;intercessione del Cremlino per far desistere Erdogan dal proseguire in una provocazione che rischia di minare il già fragile equilibrio del Levante. Per la Russia è fondamentale avere l&#8217;area in una situazione stabile, dal momento che gli interessi sono enormi e i giacimenti di gas di tutto il bacino hanno un valore economico, politico e strategico che incide sensibilmente sugli <strong>equilibri geopolitici</strong> del Mediterraneo.</p>
<p>Nelle ore successive al blocco, il ministero degli Esteri di Ankara aveva dichiarato che i ciprioti stessero ignorando &#8220;i diritti inalienabili sulle risorse naturali&#8221; dei turco-ciprioti, agendo come se la repubblica di Cipro fosse &#8220;l’unico proprietario dell’isola&#8221;. Frasi molto importanti che devono essere messi in correlazione con i recenti incidenti avvenuti nel Mar Egeo fra la marina turca e quella greca, data la <strong>storica alleanza e sinergia totale fra Nicosia e Atene</strong>. Una motovedetta turca ha <strong>speronato il 13 febbraio un&#8217;imbarcazione della guardia costiera greca</strong> vicino all&#8217;isolotto disputato di Imia (Kardak in turco), e due navi da guerra turche e greche il 17 gennaio scorso si erano scontrate sempre vicino all&#8217;isola contesa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-estende-esercitazioni-marina-militare-saipem-eni-cipro.html">Ankara blocca ancora la nave Eni:  &#8220;Resterà ferma altri dieci giorni&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La geopolitica italiana del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-italiana-del-gas.html</link>
		
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 09:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[north-stream-2]]></category>
		<category><![CDATA[saipem]]></category>
		<category><![CDATA[Turkish stream]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Dopo le crisi del 2015, il linguaggio degli idrocarburi riprende a dettare la propria linea di relazioni tra stati, andando a riesumare discorsi apparentemente decaduti. È così che Saipem, l’azienda italiana specializzata nella realizzazione di infrastrutture legate all’esplorazione di giacimenti, estrazione e trasporto di idrocarburi, cavalca un’onda importante sulla basa della nuova stagione geopolitica della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-italiana-del-gas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-italiana-del-gas.html">La geopolitica italiana del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/1459371653-tap-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p><p>Dopo le crisi del 2015, il linguaggio degli idrocarburi riprende a dettare la propria linea di relazioni tra stati, andando a riesumare discorsi apparentemente decaduti. È così che <strong>Saipem</strong>, l’azienda italiana specializzata nella realizzazione di infrastrutture legate all’esplorazione di giacimenti, estrazione e trasporto di idrocarburi, cavalca un’onda importante sulla basa della nuova stagione geopolitica della fascia eurasiatica.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-guerra-dei-gasdotti-e-i-due-pesi-dellue/" target="_blank">LEGGI ANCHE: La guerra dei gasdotti e i due pesi dell&#8217;Ue</a></strong>Dopo la perdita di una commessa da <strong>2,4 miliardi</strong> relativa alla costruzione del famoso gasdotto South Stream, abbandonato in seguito all’acuirsi della crisi tra Russia ed Unione Europea sull’Ucraina – nonché per una questione indicata come relativa al monopolio della fornitura con Gazprom unico committente, in base alle disposizioni del <strong>terzo pacchetto energetico dell’UE</strong> -, la società italiana aveva aperto <strong>un contenzioso da 760 milioni di euro</strong> per l’annullamento di tale progetto. La soluzione l’hanno servita sul piatto Putin ed Erdogan che, il 10 ottobre scorso, in seguito all’incontro bilaterale che ha sancito la ripresa dei rapporti tra Mosca ed Ankara dopo l’abbattimento del caccia russo sul confine turco-siriano. I due presidenti hanno sottoscritto un accordo intergovernativo per l’inaugurazione del progetto del <strong>Turkish Stream</strong>.Così da <strong>Anapa</strong>, hub del gas russo, fino a <strong>Kiyikoy</strong>, approdo delle tubature del Mar Nero adibite al trasporto di circa 15,75 miliardi di metri cubi di gas all’anno, potrebbe essere un progetto tutto italiano. I pilastri della collaborazione sono stati posizionati durante il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.gazeta.ru/business/news/2016/10/05/n_9186437.shtml">Consiglio Italo-russo per la cooperazione economico-finanziaria</a> tenutosi a Roma il 3-4 ottobre scorsi, durante il quale il Vice Primo Ministro <strong>Arkady Dvorkovich</strong> ha dato eco alle parole di <a href="https://ria.ru/economy/20161024/1479878132.html">Alexey Miller</a>, presidente del colosso del gas russo <strong>Gazprom</strong>, confermando che le operazioni per la posa delle condotte sottomarine del nuovo gasdotto avverrà già a partire dal prossimo anno, così da poter inaugurare il progetto completo già a partire dal 2019 – in realtà molto tempo dopo rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere i tempi di attivazione del South Stream.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/cambia-leconomia-russa/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Come cambia l&#8217;economia russa</a></strong>Saipem dunque dovrebbe rifarsi con quelli che sono i termini di questa intesa preliminare con Gazprom, ricevendo l’affidamento di una commissione che ammonterebbe a circa 2 miliardi di euro che, al netto dei costi di operazione (la nave utilizzata per la posa dei tubi sott’acqua ha un costo di circa un milione di euro al giorno) il guadagno ante imposte del gruppo italiano ammonterebbe a circa <strong>300 milioni di euro</strong>in tre anni, dunque il 15% di margine.La visita di Dvorkovich a Roma, inoltre, ha portato ulteriori novità al Saipem, il cui titolo è in grande spolvero e continua a macinare guadagni in borsa. Secondo quanto dichiarato in Italia dal Vice—Premier, anche il <strong>North Stream-2</strong>, il raddoppio del gasdotto che da Vyborg, in prossimità delle coste di San Pietroburgo giunge nell’hub tedesco di <strong>Greifswald</strong>, dove si connette al progetto onshore OPAL di Wingas e E-on <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://russian.rt.com/article/324512-italyanskie-komapnii-interesuyutsya-proektami-severnyi-potok-">sarebbe sotto la lente di ingrandimento di Saipem</a>. Il North Stream è un progetto altrettanto faraonico, della portata di 27,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno, il cui raddoppio porterebbe ad approvvigionare circa il 20% del fabbisogno di gas europeo. In tal modo, la dipendenza di Bruxelles dal gas russo arriverebbe a <strong>oltre un terzo del totale</strong>.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/lesplosione-della-basf-in-germania/" target="_blank">LEGGI ANCHE: L&#8217;esplosione della Basf in Germania</a></strong>C’è comunque un costo rilevante nella vicenda, che è quello a carico di ENI, in precedenza azionista paritario nella joint venture South Stream insieme a Gazprom, in seguito, ritiratosi, ha ceduto la totalità delle proprie quote al partner russo. Scenario russo agrodolce per l’Italia che, comunque, resta partner privilegiato dell’Italia.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17415" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/banner_cristiani.jpg" alt="banner_cristiani" /></a>Anche altri scenari interessano Saipem, in particolare dopo la riabilitazione dell’Iran: l’italiana potrebbe essere infatti coinvolta nelle commesse relative allo sviluppo del <strong>South Pars/North Dome</strong>, il più grande giacimento di gas attualmente in fase di sfruttamento, sito nel Golfo Persico e gestito dall’Iran e dal Qatar, con la realizzazione di un’altra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.energyglobal.com/pipelines/contracts-and-tenders/26012016/saipem-signs-mou-for-iran-projects/">piattaforma offshore estrattiva</a>. Infine, anche la società statale del governo di Riyadh, <strong>Aramco</strong>, ha in progetto di affidare a Saipem un progetto da mezzo miliardo di dollari per la realizzazione di ponti di collegamento tra i campi Marjan e Yuluf.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-italiana-del-gas.html">La geopolitica italiana del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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