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	<title>Russiagate Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Jul 2024 10:06:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Russiagate Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Parla un hacker russo: &#8220;20 mila dollari al mese ma se sgarri sei morto&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/parla-un-hacker-russo-20-mila-dollari-al-mese-ma-se-sgarri-sei-morto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 10:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber attack]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber war]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-1024x645.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Abbiamo intervistato un hacker russo nel Deepweb: i soldi, i rischi, la concorrenza con gli hacker di altri Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/parla-un-hacker-russo-20-mila-dollari-al-mese-ma-se-sgarri-sei-morto.html">Parla un hacker russo: &#8220;20 mila dollari al mese ma se sgarri sei morto&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-1024x645.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Navigando sotto la superficie del web visibile &#8211; il <strong>Deepweb</strong>, ovvero la parte non indicizzata dai motori di ricerca &#8211; si fanno incontri interessanti. Era già da un po&#8217; di tempo che, con l&#8217;aiuto degli esperti della<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nis2-la-cybersecurity-obbligatoria-contro-il-far-west-digitale.html"> <strong>Clio Security</strong></a>, cercavamo di avvicinare in questa zona franca qualche hacker disposto a raccontarci in cosa consiste il suo lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intervista all&#8217;hacker ninja</h2>



<p>Superando ogni più rosea aspettativa,<strong> abbiamo trovato il nostro hacker. E non un hacker qualsiasi, ma un hacker russo</strong>. Non è stato facile vincere la naturale diffidenza di una persona abituata a muoversi con circospezione nel regno anarchico del web, dove imperversano sì gli hacker, ma anche gli agenti sotto copertura di mezzo mondo. Alla fine ci siamo riusciti, abbiamo ottenuto la nostra intervista, con la promessa di mantenere l&#8217;anonimato della nostra fonte russa. Per prima cosa gli abbiamo chiesto come definirebbe il suo &#8220;stile&#8221; di hacking: &#8220;<strong>Rompere e devastare, come diciamo in Russia!&nbsp;</strong>Per lo meno così poi va a finire. Ma,&nbsp;per quanto riguarda il processo, descriverei il mio stile di lavoro come <em><strong>ninja-hacking</strong></em>, dove gli obiettivi vengono raggiunti in modo assolutamente impercettibile ma con una velocità estremamente elevata&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tocca la Russia e sei morto</h2>



<p>Rotto il ghiaccio da ambo le parti, gli abbiamo chiesto se fosse consapevole che lui e i suoi colleghi in Occidente hanno una pessima reputazione.<strong> Di solito, &#8220;hacker russo&#8221; è sinonimo di criminale</strong>. &#8220;Ne sono consapevole&#8221;, ci ha risposto, &#8220;infatti <strong>lavoro esclusivamente contro l&#8217;Occidente</strong>&#8220;. E poi la confidenza che ci ha lasciati alquanto perplessi: &#8220;Di solito per tutti, non solo per i russi,<strong> lavorare contro la Russia equivale alla morte</strong>&#8220;. Che dire, decisamente <em>tranchant</em>. Speriamo di non doverlo scoprire mai. La nostra fonte è poi tornata sulla definizione di hacker: &#8220;In generale, il termine hacker è sinonimo di &#8220;criminale&#8221;. Posso dire, come patriota, che gli hacker russi sono i migliori al mondo, anche se ci sono concorrenti diretti che non solo rispetto ma ammiro molto per il loro lavoro e i loro progetti&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;leggenda&#8221; degli hacker russi</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/criminalita/hacker-russi-tra-mito-e-realta.html">Più volte ci è capitato di parlare degli hacker russi</a>, interrogandoci sull&#8217;origine della leggenda in cui sembrano pienamente inseriti. Abbiamo approfittato per chiedere a lui i motivi di questa fama. Davvero gli hacker russi sono un passo avanti agli altri?</p>



<p>&#8220;Personalmente, ho iniziato a vedere la popolarità dell&#8217;espressione &#8220;hacker russo&#8221; dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni negli Stati Uniti, e penso che molti altri abbiano fatto lo stesso. Ma, senza dubbio, gli hacker russi sono i migliori al mondo, secondo la mia opinione, poiché, come ho già detto, sono un patriota. In secondo luogo, <strong>le condizioni di vita in Russia sono tali che molti cercano di sopravvivere, non di vivere</strong>. Pertanto, cercano strade alternative, pensano alle loro azioni in anticipo e, senza dubbio, <strong>la conoscenza della parte tecnica è stata sempre la base dell&#8217;hacking</strong>. Non posso rispondere a questa domanda senza citare una persona della nostra comunità: &#8220;Un hacker cerca, un <strong>pentester </strong>segue&#8221;.</p>



<p>Ci sono almeno tre spunti interessanti in questa risposta: il primo è che gli stessi russi hanno iniziato a percepire in modo diverso la loro fama a seguito del cosiddetto &#8220;<em><strong>Russiagate</strong></em>&#8220;, <strong>la spy-story internazionale in cui l&#8217;aspetto cyber ha avuto un ruolo non secondario</strong>. Il secondo è che a spingere molti russi a diventare hacker sono le condizioni di vita. Quel &#8220;sopravvivere&#8221; vale più di mille parole. Il terzo spunto rientra nell&#8217;ambito della cybersecurity ed è una sorta di rivendicazione dove non manca una buona dose di sana presunzione: i &#8220;pentester&#8221; sono gli esperti di sicurezza informatica che effettuano i &#8220;<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cyber-intelligence-ecco-cosa-cercano-i-servizi-segreti.html">penetration test</a>&#8220;, una delle tecniche utilizzate per testare la tenuta dei sistemi informatici di un&#8217;azienda o di chiunque richieda il servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Occhio ai cinesi</h2>



<p>Tuttavia non esistono solo i russi. Sappiamo che altre nazioni si collocano su un piano assolutamente competitivo quando si tratta di hacking. Abbiamo dunque chiesto al nostro di che nazionalità siano gli hacker in grado di competere con i russi. Ne abbiamo tratto una conferma e una sorpresa: &#8220;Penso <strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-cina-e-fin-troppo-vicina-un-esercito-di-hacker-mercenari-per-spiare-i-dissidenti.html">solo i cinesi </a></strong>e alcuni indiani (solo alcuni)&#8221;. Abbiamo insistito: quali sono i cybercriminali più pericolosi?</p>



<p>&#8220;Non è una domanda del tutto corretta. Se parliamo di nazionalità, direi i russi. <strong>Non esiste un ostacolo insormontabile per noi</strong>, per raggiungere un obiettivo o ottenere dati &#8220;speciali&#8221; di interesse faremmo tutto il possibile e anche di più. Se parliamo di tipi di attività, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/quando-usa-e-israele-sferrarono-un-devastante-cyberattacco-contro-liran.html">gli hacker che attaccano le reti sono i più pericolosi</a></strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Cremlino dietro le cyber gang</h2>



<p>Quando in Europa, ma potremmo tranquillamente dire nel mondo, avviene un cyber attacco, si attribuisce quasi sempre la colpa agli hacker russi, dando per buono che agiscano su mandato del governo. Anche questa è una leggenda metropolitana o c&#8217;è un fondo di verità? &#8220;<strong>Nessun hacker russo può definirsi tale senza aver lavorato per il governo</strong>. Spero che questa intervista sia completamente anonima, ma diciamo che, anche se lavori come hacker e pensi che tutti i tuoi amici siano come fratelli, uno di loro sarà sempre una persona del governo o di altri organi&#8221;. Ovviamente non possiamo pretendere che questa risposta confermi che tutti gli hacker russi lavorino su mandato del Cremlino, tuttavia è evidente che la presenza tra le loro fila di uomini d&#8217;apparato &#8211; molti dei quali provenienti da apparati spionistici &#8211; è importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cyberwarfare</h2>



<p>Parlando di Stati, a inizio intervista il nostro ci ha confermato che effettivamente lui lavora solo verso obiettivi occidentali. Questo significa che ha attaccato qualche Stato? &#8220;Sì, e consapevolmente. <strong>Non sostengo assolutamente l&#8217;operazione militare speciale [la guerra in Ucraina] e tutto il sangue versato</strong>. Personalmente vorrei che tutto questo finisse il più presto possibile e che tutti vivessero in pace. Ma sì,<strong> ho lavorato per aiutare i nostri soldati nell&#8217;operazione militare speciale, ad esempio per alcune centrali nucleari, fornendo informazioni sulle posizioni dei nemici</strong>&#8220;. Una conferma di come anche in campo bellico la componente cyber sia diventata importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Italia: obiettivo sensibile?</h2>



<p>E per quanto riguarda l&#8217;Italia? Il nostro hacker ha avuto esperienze di lavoro con il nostro Paese? E qual è il livello di sicurezza informatica delle nostre infrastrutture, secondo il suo parere? &#8220;Certamente, ma per caso. Personalmente, <strong>l&#8217;Italia non mi interessa dal punto di vista dell&#8217;hacking</strong>. Il livello di sicurezza delle infrastrutture? È simile a quello della maggior parte dei paesi dell&#8217;UE. <strong>Avete standard unificati che, secondo i nostri criteri, sono piuttosto comuni e vengono superati senza grossi problemi a causa della loro stabilità</strong> (dite sempre che amate la stabilità)&#8221;. Quindi l&#8217;Italia non è un obiettivo sensibile nei piani russi? &#8220;No, principalmente perché è un Paese lontano dal centro delle decisioni e non molto ricco. Gli Stati Uniti e il Canada sono obiettivi molto più efficaci da hackerare&#8221;.</p>



<p>Gli abbiamo poi chiesto se, nello specifico, sapesse dirci qualcosa sul livello tecnico degli hacker nostrani: &#8220;Non lo so, non ho mai lavorato in un team o personalmente con hacker italiani, ma penso che sarebbe interessante, almeno per condividere esperienze e conoscenze&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo stipendio di un cyber criminale</h2>



<p>Veniamo ai soldi: quanto guadagna un hacker come lui? E da chi viene pagato? &#8220;Chi paga non lo dirò, ma, diciamo, dividiamo i guadagni tra il team. <strong>Il guadagno medio è di circa 20.000 dollari al mese</strong>, ma dipende da cosa si hackera e come si lavora. Personalmente, non mi allontano mai dal computer ma penso che in futuro i miei guadagni aumenteranno significativamente&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La classifica dell&#8217;hacker</h2>



<p>Qual è stata, a suo giudizio, l&#8217;operazione di hacking più significativa degli ultimi anni? &#8220;La più significativa? Non ce ne sono di particolari, tutte sono assolutamente significative, indipendentemente dalle dimensioni e contro chi siano stati effettuati gli attacchi. Tra quelle che mi hanno interessato e piaciuto di più, posso citare l&#8217;<strong>hack di Tencent</strong>, tutto il lavoro di <strong>Ryuk</strong>, ALPHV, Donut e <strong>Ragnar</strong>&#8220;.</p>



<p>Tencent è una società d&#8217;investimenti cinese. Sinceramente si tratta della prima volta che sentiamo parlare di questo operazione di hacking. Di certo, se effettivamente un attacco c&#8217;è stato, i media cinesi si saranno ben guardati dal diffonderne la notizia.<strong> Ryuk è un ramsonware che anche in Italia ha creato non pochi problemi e la cui paternità russa ci viene confermata</strong>; ALPHV è un altro nome per riferirsi alla cyber gang russa più nota con il nome di <strong>BlackCat</strong>; Donut leaks è stato un sito, <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-grande-mercato-dei-dati-personali-sul-darkweb.html">una sorta di black market</a></strong>, in cui venivano pubblicati dati esfiltrati dai ramsonware; Ragnar Locker, infine, è tanto il nome di un ramsonware quanto di una cyber gang sgominata da un&#8217;operazione internazionale di polizia nel 2023.</p>



<p>Abbiamo ringraziato la nostra fonte per le preziose informazioni che ha scelto di condividere con noi e l&#8217;abbiamo lasciato immergersi nuovamente nei bassifondi della rete. Sperando di non incrociare la sua strada, se non per una seconda intervista. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/parla-un-hacker-russo-20-mila-dollari-al-mese-ma-se-sgarri-sei-morto.html">Parla un hacker russo: &#8220;20 mila dollari al mese ma se sgarri sei morto&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Russiagate, si riapre il caso:  Mifsud e gli altri fantasmi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-mifsud-e-gli-altri-fantasmi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 14:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Quella di Joseph Mifsud non è solo una spy-story, ma una storia di "fantasmi" rimossa dalla coscienza di chi ha avuto un qualche ruolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-mifsud-e-gli-altri-fantasmi.html">Russiagate, si riapre il caso:  Mifsud e gli altri fantasmi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Raccontare lo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallassalto-a-capitol-hill-alla-scomparsa-di-mifsud-la-strana-storia-che-passa-dallitalia.html">spin-off italiano del <em>Russiagate </em></a>(anche se sarebbe più corretto parlare del filone principale, dal momento che è qui ad essere nata la vicenda) significa raccontare una (spy) storia di fantasmi. Tale è infatti dal 2017 il professore maltese <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/ma-chi-e-joseph-mifsud.html">Joseph Mifsud</a>, ma tali sono &#8211; per ragioni e in modalità diverse &#8211; altri attori secondari che in questa storia hanno avuto un ruolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una spy-story rimossa</h2>



<p>Stiamo parlando di una vicenda che ha tenuto banco sui media di tutto il mondo non più di sette anni fa, con strascichi anche più recenti. Eppure sembra di affrontare <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-la-scomparsa-di-joseph-mifsud-luomo-chiave.html">un argomento perso nelle nebbie del tempo</a>, <strong>una storia rimossa a forza dalla memoria e dalle coscienze</strong> di quanti &#8211; loro malgrado &#8211; ci si sono trovati più o meno coinvolti.</p>



<p>Nel frattempo, alla <strong>Link Campus</strong>, l&#8217;università fondata dall&#8217;ex ministro<strong> Vincenzo Scotti</strong>, dove Mifsud ha ricoperto alcuni incarichi, sono cambiate diverse cose. I professori di oggi &#8211; che abbiamo tentato di approcciare &#8211; o non ricordano o non vogliono parlare. &#8220;È una storia ancora troppo fresca&#8221;, ci fa sapere un intermediario &#8220;non è vero che non si ricordano, temono ripercussioni in ambito professionale&#8221;. Una conferma di quanto il filone italiano del <em><strong>Russiagate </strong></em>sia ancora materia radioattiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri &#8220;fantasmi&#8221;</h2>



<p>Parlando di fantasmi, a parte Joseph Mifsud che tanto dalla procura di Agrigento, quanto da <strong>fonti di intelligence danno come morto in altissima percentuale</strong> (ma speriamo ovviamente si sbaglino), quali sono le altre persone che hanno fatto perdere &#8211; almeno per ora &#8211; le loro tracce?</p>



<p>Il primo è <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/mifsud-impossibile-che-una-persona-possa-sparire-cosi.html">l&#8217;avvocato svizzero Stephan Roh</a></strong>. Abbiamo tentato senza successo di contattarlo, ma non ha risposto né alle mail, né alle telefonate. Sarebbe interessante, a distanza di tempo, sentire cosa pensa riguardo l&#8217;assenza del suo assistito e a questo &#8220;ritorno di fiamma&#8221; negli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-la-scomparsa-di-joseph-mifsud-luomo-chiave.html">dove alcuni deputati repubblicani vicini all’ex presidente Donald Trump hanno deciso di “riaprire” il caso </a>e porre delle domande su chi fosse effettivamente il professore e dove sia finito. </p>



<p>Il secondo è <strong>Nagi Idris</strong>. E qui le cose si fanno più interessanti. <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-ha-fatto-incontrare-mifsud-e-papadopoulos-alla-link.html/amp">Come già raccontato su <em>insideOver</em> da Roberto Vivaldelli nel 2019</a>, Nagi Idris è la persona ad aver messo in contatto Joseph Mifsud con <strong>George Papadopoulos</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il faccendiere evaporato</h2>



<p>È il marzo 2016, siamo a Roma, tra le stanze e i corridoio dell&#8217;università Link Campus avviene il primo incontro tra Mifsud e Papadopoulos. Un incontro assolutamente non casuale, almeno stando al racconto fatto da Papadopoulos, all&#8217;epoca consigliere della campagna di Donald Trump nella sua corsa alla Casa Bianca, in un libro intitolato <em>Deep State Target</em>.</p>



<p>A quell&#8217;epoca, Papadopoulos aveva da poco terminato una collaborazione con la London Centre of International Law Practice (Lcilp), un po&#8217; studio legale, un po&#8217; Think-Tank (<a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-ha-fatto-incontrare-mifsud-e-papadopoulos-alla-link.html/amp">per saperne di più, consigliamo la lettura di questo articolo di Roberto Vivaldelli</a>). Ci collaborava anche Joseph Mifsud, ma i due a Londra non si erano mai incontrati. L&#8217;occasione viene però creata a Roma dal co-direttore della Lcilp, Nagi Idris, appunto. </p>



<p>Personaggio interessante, Idris. In Italia lo definiremmo un faccendiere &#8211; o <em>businessman </em>&#8211; ma il sospetto di chi l&#8217;ha conosciuto è che fosse anche qualcos&#8217;altro. Attorno a lui, inseriti nella Lcilp, una serie di personaggi a loro agio nel mondo dell&#8217;intelligence e degli affari ad altissimo livello. Fu lui &#8211; insieme ad altre persone &#8211; a insistere con Papadopoulos perché si recasse a Roma a conoscere il professor Mifsud. Secondo loro era l&#8217;uomo giusto per aprire diverse porte in giro per il mondo. </p>



<p>Un incontro importante, perché è da qui che nasce la spy-story conosciuta come Russiagate. Un mese dopo, ad aprile 2016, Mifsud confiderà a Papadopoulos di aver appreso che il governo russo possedeva “materiale compromettente” (<em>dirt</em>) su&nbsp;<strong>Hillary Clinton</strong>&nbsp;“in forma di e-mail”. A quel punto l’ex consulente del presidente avrebbe ripetuto tali informazioni all’alto Commissario australiano a Londra,&nbsp;<strong>Alexander Downer</strong> (a sua volta inserito nella London Centre of International Law Practice), che a sua volte riferì tutto alle autorità americane. Da qui, il 31 luglio 2016, partirono le indagini dell’Fbi sui presunti collegamenti fra&nbsp;<strong>Donald Trump</strong>&nbsp;e la Russia, accuse che in seguito si sono dimostrate inconsistenti.</p>



<p>Ebbene, ad oggi anche di Nagi Idris sembrano essersi perse le tracce. Il suo ultimo Tweet risale al 2017: </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Starting shortly: The Middle East Law conference -under the patronage of his Majesty the King of Morocco <a href="https://t.co/hNjM6gm67e">pic.twitter.com/hNjM6gm67e</a></p>&mdash; Nagi Idris (@nkidris) <a href="https://twitter.com/nkidris/status/945984716494311425?ref_src=twsrc%5Etfw">December 27, 2017</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Anche il suo profilo Linkedin è fermo a quell&#8217;anno. Cosa ancora più curiosa, ad essere evaporata sembra anche la London Centre of International Law Practice. Se infatti si va sul <a href="http://lcilp.org/">sito internet</a>, si approda su una pagina che con lo studio legale non ha nulla a che fare. Abbiamo cercato di scoprire qualcosa di più, ma non c&#8217;è stato verso. Una nostra fonte dell&#8217;intelligence ci ha detto la sua: &#8220;sembra una classica operazione da servizi segreti: lancio il sasso (in questo caso scatenando Russiagate) e poi nascondo la mano (facendo sparire le tracce)&#8221;. La fonte magari si sbaglia. O magari no. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Spionaggio informatico Made in Italy (e forse non solo)</h2>



<p>L&#8217;ultimo &#8220;fantasma&#8221; di questa storia è tutto italiano. E risponde al nome di Giulio Occhionero. Divenuto suo malgrado protagonista, insieme alla sorella, di <strong>una spy-story in salsa cyber </strong>esplosa nel gennaio 2017, quando venne arrestato a seguito di un&#8217;indagine della Procura di Roma.</p>



<p>Secondo il magistrato <strong>Eugenio Albamonte</strong> e secondo il Cnaipic [la sezione della Polizia Postale che si occupa di tutelare le infrastrutture critiche] era stato lui a creare e diffondere il malware <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/all80-mifsud-e-morto.html">EyePyramid</a></strong>, che nell&#8217;arco di un decennio aveva infettato i computer di privati, enti governativi, aziende e asset strategici per lo Stato [tutto era partito con una mail sospetta arrivata ad Eni].</p>



<p>Scarcerato dopo circa un anno di detenzione, Occhionero &#8211; che nel frattempo ha denunciato alla Procura di Perugia tutti: magistrato, vertici del Cnaipic e pure <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/cyber-spionaggio-vai-in-trincea-a-difendere-litalia-e-ti-colpisce-il-fuoco-amico.html">un consulente esterno della Procura</a> &#8211; si è trasferito negli Emirati Arabi. In una memoria scritta, ma anche sui social network come <em>X</em>, ha sempre rivendicato la sua innocenza. Secondo la sua versione, si sarebbe trattato di un complotto ai suoi danni in quanto molto vicino &#8211; anche per storia famigliare &#8211; al Partito Repubblicano americano. La sua, insomma, è una storia da inserire a pieno titolo nel <em>Russiagate</em>. </p>



<p>Nell&#8217;ambito del processo di Perugia, la cui prossima udienza è fissata per il 9 luglio, dove ci saranno le discussioni finali di accusa, difesa e parte civile, Giulio Occhionero &#8211; dalla cui denuncia cui tutto ha avuto origine &#8211; è stato un &#8220;fantasma&#8221;. Non si è mai presentato. E da Abu Dhabi, dove vive e lavora, ha fatto sapere di aver perso interesse verso un procedimento che non ha tenuto conto delle sue indicazioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un finale ancora aperto</h2>



<p>Inutile dire che con questi presupposti, la parola &#8220;fine&#8221; a questa storia è ancora molto di là dall&#8217;essere messa. Prima o poi contiamo che qualche notizia sulla sorte di Joseph Mifsud arrivi alle nostre orecchie. Così come contiamo di poter scrivere ancora di Nagi Idris e della sua London Centre of International Law Practice. Insomma, di capitoli aperti ce ne sono ancora tanti. E le sorprese, ne siamo sicuri, non mancheranno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-mifsud-e-gli-altri-fantasmi.html">Russiagate, si riapre il caso:  Mifsud e gli altri fantasmi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Russiagate, si riapre il caso: i misteri italiani di Joseph Mifsud</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/ma-chi-e-joseph-mifsud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 15:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dalla Sicilia alla Link University, ecco la vita di Mifsud prima dello scoppio del Russiagate e della sua misteriosa scomparsa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Essere irreperibile da quasi sette anni ha portato un piccolo ipotetico vantaggio a <strong>Joseph Mifsud</strong>: la sua assenza davanti ai magistrati,<a href="https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/intrigo-russiagate-spese-pazze-universita-non-luogo-procedere-mifsud.html"> ha comportato il &#8220;non luogo a procedere&#8221; nei suoi confronti da parte del Gup di Agrigento</a>. Ma qual è il nesso<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-si-riapre-il-caso-la-scomparsa-di-joseph-mifsud-luomo-chiave.html"> tra il nome più importante del cosiddetto <strong>Russiagate</strong></a> e la cittadina siciliana?</p>



<p>Mifsud in Italia ha ricoperto diversi incarichi. Tra cui anche quello di<strong> presidente del Consorzio Universitario di Agrigento</strong> e, in questa veste, secondo i magistrati della città dei templi il professore maltese avrebbe messo mano al portafoglio dell&#8217;ente per spese in realtà personali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il doppio volto di Mifsud</h2>



<p>Ad ogni modo, e al netto delle indagini al momento arenate per via della sua irreperibilità, per capire meglio chi è Joseph Mifsud occorre andare proprio ad Agrigento. Qui lo ricordano in tanti, sia al polo universitario che all&#8217;ex provincia. All&#8217;epoca infatti, era il 2009, a premere per la sua nomina era stato <strong>Eugenio D&#8217;Orsi</strong>, presidente della provincia di Agrigento. Nel 2019, quando il Russiagate era già diventato di dominio pubblico, l&#8217;ex amministratore agrigentino su <em>Byoblu</em> ha parlato di un<strong> doppio volto</strong> di Mifsud: &#8220;In un primo momento aveva portato molta speranza ad Agrigento &#8211; si legge nelle parole rilasciate cinque anni fa &#8211; poi è come scomparso, senza dubbio si è rivelato un ciarlatano&#8221;.</p>



<p>Mifsud è arrivato ad Agrigento su suggerimento, stando a quanto raccontato dallo stesso D&#8217;Orsi, di <strong>Roberto Di Mauro</strong>. Quest&#8217;ultimo è un deputato di lungo corso dell&#8217;assemblea regionale siciliana, fedelissimo dell&#8217;ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e attuale assessore nella giunta Schifani. Il politico, anch&#8217;egli agrigentino, a sua volta avrebbe conosciuto Mifsud in <strong>Egitto</strong> ed in quell&#8217;occasione sarebbe così nata un&#8217;intesa volta a realizzare in Sicilia un progetto universitario internazionale</p>



<p>Dopo la nomina ad Agrigento, in effetti qualcosa di positivo si era mosso: &#8220;Ricordo &#8211; afferma un ex studente del polo siciliano su <em>InsideOver</em> &#8211; che dialogava molto con noi studenti. Era un piacere sentirlo, poter avere un professore con tante conoscenze del mondo accademico internazionale qui ad Agrigento era un grande privilegio, in tanti hanno puntato su di lui&#8221;. </p>



<p>&#8220;Con alcuni colleghi di Giurisprudenza avevamo fondato un&#8217;associazione all&#8217;interno dell&#8217;università &#8211; racconta sempre a InsideOver un altro studente &#8211; era il 2010 e lui, quando è venuto a conoscenza della nostra realtà, ha dato subito ordine ai funzionari di trovarci una stanza per avere una sede. Non ce l&#8217;aspettavamo e questo per noi aveva rappresentato all&#8217;epoca un grande significato&#8221;.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="SICILIA TV - Cupa Agrigento - Joseph Mifsud è il nuovo presidente" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5xy-9GByN0c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_5xy-9GByN0c");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">La traccia lasciata ad Agrigento</h2>



<p>Gli ex studenti, nel parlare di Mifsud, evidenziano però anche alcuni aspetti quantomeno <strong>controversi</strong>: &#8220;Non mancavano elementi strani nel suo comportamento &#8211; ha dichiarato uno di loro &#8211; una volta ad esempio ha invitato a cena tutti i soci della nostra associazione. Al ristorante si era presentato con una collaboratrice di San Pietroburgo, una studentessa di cui non capivamo il ruolo e che poi non abbiamo più visto&#8221;. Però, in uno dei tanti incontri con gli studenti di allora, nelle sue parole emergeva realmente la volontà di portare in Sicilia molti progetti e molte collaborazioni dall&#8217;estero.</p>



<p>Qualcosa è cambiato a partire dal 2012, quando di quei progetti poi non c&#8217;è stata traccia. Ed è quello il momento in cui anche l&#8217;ex presidente della provincia D&#8217;Orsi ha ravvisato un drastico mutamento nel comportamento di Mifsud: &#8220;Qui lo si vedeva sempre meno &#8211; conferma un dipendente del polo universitario di Agrigento &#8211; poi qualche anno dopo è venuta alla luce l&#8217;inchiesta sulle sue presunte spese pazze&#8221;.</p>



<p>Un riferimento all&#8217;indagine descritta in precedenza, dove Mifsud è accusato di aver usato i soldi dell&#8217;università per spese personali: trasferte, tablet, cellulari, tutto finito nelle sue mani ma pagato con i soldi dei contribuenti. Ma, per l&#8217;appunto, l&#8217;inchiesta raramente potrà accertare la verità perché di Mifsud non si ha traccia: &#8220;E all&#8217;80% &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/all80-mifsud-e-morto.html">ha dichiarato nel 2019 una fonte della procura di Agrigento a InsideOver </a>&#8211; riteniamo sia morto&#8221;. In città ha comunque lasciato traccia soprattutto della sua seconda fase, quella dei progetti mai compiuti e del mistero relativo alla sua funzione a capo del polo universitario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una personalità misteriosa</h2>



<p>Dopo Agrigento, Mifsud è rimasto spesso in Italia per via della sua attività alla<strong> Link Campus</strong>. Un&#8217;attività limitata ad alcuni seminari, secondo il numero uno della Link, <strong>Vincenzo Scotti</strong>. Tuttavia, Mifsud per l&#8217;università avrebbe svolto diversi incarichi ed è proprio qui che si è incontrato, nel 2016, con <strong>George Papadopoulos</strong>, ex collaboratore di Donald Trump. Un incontro da cui sarebbe poi nata l&#8217;intera vicenda legata al Russiagate. </p>



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<p>Professore capace, ma anche personaggio misterioso, persona molto empatica con gli studenti ma, al tempo stesso, amministratore sospettato di appropriarsi di soldi dell&#8217;ente. Tanti volti e tanti misteri attorno a Mifsud, ancora oggi irrisolti. Intanto il prossimo 31 ottobre, passeranno sette anni dalla sua ufficiale scomparsa e la sua ultima immagine risale al 2018. </p>
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		<title>&#8220;Russiagate? C&#8217;entra l&#8217;Italia…&#8221;. Parla Papadopoulos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russiagate-centra-litalia-parla-papadopoulos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-scaled-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-1536x980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-2048x1307.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Intervista all'ex collaboratore di Trump,. George Papadopoulos: ecco le sue parole sul rapporto Durham sul Russiagate</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-centra-litalia-parla-papadopoulos.html">&#8220;Russiagate? C&#8217;entra l&#8217;Italia…&#8221;. Parla Papadopoulos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-scaled-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-1024x653.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-1536x980.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/George-Papadopoulos-2048x1307.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/russiagate-rapporto-finale-durham-inchioda-lfbi-2151757.html">pubblicazione del rapporto finale</a> del procuratore speciale <strong>John Durham</strong>, si è riaperto il dibattito politico negli Stati Uniti sull&#8217;inchiesta del <strong>Russiagate</strong>, definita dall&#8217;ex presidente <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/giudice-boccia-russiagate-lira-trump-crimine-storico-2152393.html">Donald Trump </a>&#8220;un crimine storico&#8221;. Stando alle conclusioni del procuratore incaricato dall&#8217;allora Attorney general William Barr, l&#8217;Fbi non aveva informazioni certe o prove verificate quando ha aperto l&#8217;indagine &#8220;Crossfire Hurricane&#8221; volta a determinare i presunti rapporti del tycoon e del suo entourage con la Federazione russa. Secondo Durham, inoltre, &#8220;il personale dell&#8217;Fbi ha mostrato una grave mancanza di rigore analitico nei confronti delle informazioni che ha ricevuto&#8221;, in particolare &#8220;le informazioni ricevute da persone ed entità politicamente affiliate&#8221;. Tra i personaggi chiave di questa intricata vicenda c&#8217;è l&#8217;ex collaboratore della campagna di Donald Trump nel 2016, <strong>George Papadopoulos</strong>, marito dell&#8217;avvocato casertano <a href="https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-simona-mangiante-la-mata-hari-del-russiagate.html">Simona Mangiante</a>. Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domanda sul rapporto Durham e sulle conseguenze politiche che la pubblicazione del dossier potrebbe avere sulla politica Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Russiagate? Inchiesta infondata&#8221;</h2>



<p>&#8220;L’elemento più rilevante è <strong>l’inconfutabile conclusione</strong> che l’investigazione Russiagate era giuridicamente infondata. Non c’erano basi per iniziarla, in primis, e continuarla, poi, durante la presidenza di Trump. Una macchinazione basata sulla menzogna&#8221; afferma l&#8217;ex consulente di Trump a proposito del rapporto, nel quale lo stesso Papadopoulos è citato più volte. Scagionandolo da ogni accusa. &#8220;L’elemento di novità nel mio caso &#8211; spiega &#8211; è aver ottenuto l’esonero da parte di un procuratore terzo ed imparziale, Durham, che ha riconosciuto l’infondatezza delle accuse rivoltemi&#8221;. Papadopoulos, infatti, fu dichiarato colpevole di aver rilasciato una falsa dichiarazione quando l&#8217;Fbi lo interrogò nel gennaio 2017 e condannato a 14 giorni di carcere: accuse infondate, come sottolinea Durham nello stesso rapporto. </p>



<p>&#8220;Durham &#8211; riflette l&#8217;ex consulente di Trump, circa l&#8217;assenza di nuove incriminazioni che il procuratore speciale non ha suggerito a conclusione delle indagini &#8211; ha volutamente evitato di suggerire incriminazioni allo scopo di non politicizzare la sua indagine, nel clima politico attuale. Il suo rapporto resta comunque una &#8216;road map&#8217; per <strong>eventuali piste di natura giudiziaria</strong>. Tra l’altro, non bisogna dimenticare il recente arresto di Charles McGonigal, former head of counterintelligenge e capo di Peter Strzok, non divulgata dai mainstream media&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed.jpg" alt="" class="wp-image-396505" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Tutto comincia con Joseph Mifsud, Italia coinvolta&#8221;</h2>



<p>La vicenda è chiusa con la consegna del rapporto di Durham? Certo che no. Come spiega Papadopoulos, &#8220;I repubblicani hanno ancora tante domande. E’ arrivato il momento che Jim Jordan richieda a Durham il motivo per cui <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html?_ga=2.12417972.1232503132.1684686311-1611438106.1615730837&amp;_gl=1*1nry8tg*_ga*MTYxMTQzODEwNi4xNjE1NzMwODM3*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4NDc0MDA4MS4zMjkuMS4xNjg0NzQwMzU2LjAuMC4w*_ga_N875FNGMRC*MTY4NDc0MDA4MS4yNTIuMS4xNjg0NzQwMzU2LjAuMC4w">Joseph Mifsud</a> non è menzionato nel suo rapporto, nonostante le sue <strong>visite in Italia</strong> per investigare sul soggetto e se l’arresto di <strong>Charles McGonigal</strong> abbia nulla a che vedere con Mifsud, Inter alia&#8221;. Scomparso ufficialmente il 31 ottobre 2017, l’enigmatico docente maltese, l’uomo chiave del Russiagate che collaborava con la Link Campus, <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-misteri-irrisolti-su-joseph-mifsud-luomo-del-russiagate.html">è sparito nel nulla</a>. Troppi i misteri irrisolti che lo riguardano, quesiti ai quali le autorità non hanno mai risposto e non hanno voluto (ancora) rispondere. Era una spia russa come faceva intendere il rapporto Mueller? Un asset dell’intelligence occidentale, britannica o Italiana? Un professore con contatti di altissimo livello negli apparati statali e dell’intelligence dalla lingua biforcuta oppure un millantatore? </p>



<p>&#8220;Mifsud è il paziente alpha e zeta dell’intera saga. L’investigazione fantoccia cominciata con lui, finirà con con lui solo quando una spiegazione esaustiva del suo ruolo nell’intera vicenda sarà portata alla luce. Sono dell’opinione che Mifsud è il soggetto chiave del &#8216;Russia Hoax&#8217; ed il soggetto di una investigazione criminale a latere. La sua scomparsa lascia adito a tante interpretazioni ma è arrivato il momento di conoscere quelle ufficiali&#8221; osserva. &#8220;Sono convinto che l’Italia abbia giocato un ruolo in questa vicenda. Non dimenticate che ho incontrato Mifsud per la prima volta alla Link Campus. <strong>Tutte le strade portano a Roma</strong>&#8220;. Come spiega l&#8217;ex collaboratore di Trump, sono quesiti a cui nemmeno Durham ha voluto dare una risposta. Perché? Ciò che invece spiega il procuratore speciale, è che questa inchiesta infondata per incastrare l&#8217;ex presidente repubblicano e il suo staff non nasce dal nulla. &#8220;Quando si parla del mandante &#8211; afferma Papadopoulos &#8211; bisogna pensare a chi aveva motivo di avviare tutto questo”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Senza dubbio vincerà Trump&#8221;</h2>



<p>Sulla sfida repubblicana tra <strong>Donald Trump</strong> e Ron DeSantis, George Papadopoulos non ha esitazioni. Vincerà il tycoon. &#8220;Senza dubbio&#8221; afferma. &#8220;In questo capitolo delicato e polarizzato della storia americana, all’interno dello stesso partito repubblicano, il Paese ha bisogno di un Presidente capace di affrontare le sfide dello stato profondo che Trump ha vissuto e continua a vivere sulla sua pelle, e che saprà affrontare non solo da guerriero ma con cognizione di causa&#8221;. E la vicenda legata agli affari all&#8217;estero del figlio del presidente Joe Biden, Hunter, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/tutti-errori-biden-sul-garage-gate-figlio-hunter-nel-mirino-2104997.html">sul quale i repubblicani hanno promesso</a> di investigare e fare luca? Per il marito dell&#8217;italiana <strong>Simona Mangiante</strong> non ci sono dubbi: &#8220;È arrivato il momento di perseguire i veri crimini&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-centra-litalia-parla-papadopoulos.html">&#8220;Russiagate? C&#8217;entra l&#8217;Italia…&#8221;. Parla Papadopoulos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spunta il Russiagate 2.0, ma qualcosa non torna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spunta-il-russiagate-2-0-ma-qualcosa-non-torna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 15:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A pochi giorni dal voto delle midterm, il New York Times pubblica la classica &#8220;bomba&#8221; pre-elettorale: una versione rielaborata del &#8220;Russiagate&#8221; che vede come protagonisti, manco a dirlo, il presidente russo Vladimir Putin e l&#8217;ex presidente Usa Donald Trump, protagonista, quest&#8217;ultimo, di queste elezioni di metà mandato per via del suo appoggio a decine di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spunta-il-russiagate-2-0-ma-qualcosa-non-torna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221103161304538_a46729b4ed7caf6e35f3d971fb1ba338-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A pochi giorni dal voto delle <em>midterm</em>, il New<em> York Times</em> pubblica la classica &#8220;bomba&#8221; pre-elettorale: una versione rielaborata del &#8220;<strong>Russiagate</strong>&#8221; che vede come protagonisti, manco a dirlo, il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> e l&#8217;ex presidente Usa <strong>Donald Trump</strong>, protagonista, quest&#8217;ultimo, di queste elezioni di metà mandato per via del suo appoggio a decine di candidati repubblicani. &#8220;La storia non raccontata del &#8216;Russiagate e la strada verso <a href="https://insideover.ilgiornale.it/topic/guerra-in-ucraina">la guerra in Ucraina</a>. Le interferenze russe nella politica dell&#8217;era Trump furono più direttamente connesse all&#8217;attuale guerra di quello che si era capito prima&#8221;: è questo il titolo, come riporta l&#8217;<em>Ansa</em>, del lunghissimo articolo in cui il <em>New York Times</em> collega le ingerenze di Mosca nelle presidenziali americane del 2016 con il conflitto in Ucraina, ipotizzando che l&#8217;aiuto del Cremlino per l&#8217;elezione di Donald Trump mirasse fondamentalmente ad ottenere l&#8217;appoggio del tycoon per uno smembramento dell&#8217;Ucraina. </p>



<p>La ricostruzione del quotidiano si basa sulla revisione di centinaia di pagine di documenti dell&#8217;indagine sul Russiagate del superprocuratore Robert Mueller, della commissione intelligence del Senato, delle udienze di impeachment di Trump, nonché su interviste con quasi 50 persone in Usa e Ucraina. Tuttavia, in questo <strong>Russiagate 2.0</strong> c&#8217;è più di una cosa che non torna, a cominciare dalla scarsità di prove fornite e di elementi del tutto vaghi e fumosi. Vediamo perché. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli hackeraggi russi ai danni del Comitato nazionale dem</h2>



<p>Il primo elemento a destare perplessità, nell&#8217;articolata tesi del <em>New York Times</em>, riguarda i fantomatici &#8220;hackeraggi russi&#8221; alla sede del Comitato nazionale democratico del 2016. Tutto nascerebbe la notte del 28 luglio 2016, quando Hillary Clinton stava accettando la nomination dem per la Casa Bianca a Philadelphia: in quelle ore <strong>Paul Manafort</strong>, presidente della campagna di Trump, ricevette una email dell&#8217;amico e socio russo Konstantin Kilimnik, che chiese e ottenne un incontro urgente con lui. I due si incontrarono al Grand Havana Room, un luogo di ritrovo del mondo legato a Trump in cima alla torre a Manhattan di proprietà di <strong>Jared Kushner</strong>, il genero del tycoon. Qui Kilimnik avrebbe illustrato il &#8216;Piano Mariupol&#8217;, che prevedeva in cambio della pace la creazione di una repubblica autonoma nell&#8217;Ucraina dell&#8217;est guidata dal deposto presidente Viktor Ianukovich. Da lì in poi ci sarebbero stati gli attacchi hacker russi al server del Comitato Nazionale Democratico. E qua la teoria del <em>New York Times</em> comincia già a vacillare. </p>



<p>Non vi sono prove, tuttavia, del fatto che dietro l&#8217;hackeraggio del DNC vi sia effettivamente la <strong>Russia</strong> e che i due eventi siano legati. <a href="https://thegrayzone.com/2020/05/11/bombshell-crowdstrike-admits-no-evidence-russia-stole-emails-from-dnc-server/">In una testimonianza del Congresso risalente al 2020</a>, il presidente di Crowdstrike <strong>Shawn Henry</strong> ha infatti ammesso che &#8220;non ci sono prove concrete&#8221; che presunti hacker russi avessero effettivamente preso le e-mail dai server DNC. &#8220;Ci sono prove circostanziali, ma nessuna prova che siano stati effettivamente esfiltrati&#8221;, ha detto Henry.  <a href="https://www.thenation.com/article/archive/manafort-no-smoking-gun-collusion/">Per quanto concerne Manafort e i suoi rapporti con i russi</a>, non sembra affatto che l&#8217;ex collaboratore di Trump stesse lavorando per il Cremlino. Kilimnik potrebbe tranquillamente aver illustrato il presunto piano a Manafort senza che il faccendiere abbia dato seguito ad alcunché. </p>



<p>Secondo documenti e testimonianze giurate, Manafort avrebbe cercato di spingere il suo cliente, l&#8217;allora presidente ucraino <strong>Viktor Yanukovich</strong>, ad entrare nell&#8217;Unione Europea e ad allontanarsi dalla sfera d&#8217;influenza della Russia. Come ha testimoniato l&#8217;ex partner di Manafort, Rick Gates , Manafort ha elaborato &#8220;la strategia per aiutare l&#8217;Ucraina a entrare nell&#8217;Unione Europea&#8221;, in vista della crisi di Euromaidan del 2013-2014. Gli obiettivi, ha spiegato Manafort in diverse note, erano “incoraggiare l&#8217;integrazione dell&#8217;UE con l&#8217;Ucraina &#8220;in modo che quest&#8217;ultima non &#8220;cada alla Russia&#8221; e &#8220;rafforzare il messaggio geopolitico chiave&#8221; di come &#8220;l&#8217;Europa e gli Stati Uniti non dovrebbero rischiare di perdere l&#8217;Ucraina a favore della Russia&#8221;. Quando la sua strategia ha preso piede, Manafort ha sottolineato ai colleghi, compreso Kilimnik, l&#8217;importanza di promuovere &#8220;le azioni costanti intraprese dal governo ucraino per soddisfare le richieste occidentali&#8221; e &#8220;le modifiche apportate per conformarsi all&#8217;accordo di associazione dell&#8217;UE&#8221;, lo stesso accordo a cui la Russia si è opposta. Come si lega tutto questo al &#8220;Piano Mariupol?&#8221;: un &#8220;particolare&#8221; omesso dall&#8217;inchiesta del <em>Nyt</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Nyt ripesca l&#8217;inchiesta flop</h2>



<p>L&#8217;inchiesta condotta da <strong>Robert Mueller</strong> fu un vero flop. Attesa dai democratici come la prova che vi fu una &#8220;collusione&#8221; fra la Federazione russa e l&#8217;entourage di Donald Trump, dimostrò semmai il contrario, cioè che non vi fu alcuna &#8220;collusione&#8221;. Tanto che i democratici, che hanno presentato due richieste di impeachment contro Donald Trump, su quella vicenda non fecero proprio nulla perché non avevano elementi sufficienti per procedere con la messa in stato d&#8217;accusa del presidente. L&#8217;inchiesta del <em>New York Times</em> mette insieme dunque vecchie notizie e documenti già noti, ipotizzando un accordo di &#8220;spartizione&#8221; dell&#8217;Ucraina che non c&#8217;è stato, smentito dai fatti e da ciò che ha fatto Trump durante la sua presidenza. </p>



<p>Che sul dossier Ucraina fu più duro e intransigente del suo predecessore, Barack Obama. Come rilevato da <strong>Ted Galen Carpenter</strong> su <em>The National Interest</em>, i fatti dimostrano che Donald Trump ha portato avanti una politica estera spesso aggressiva nei confronti della Federazione Russa – che certamente non ha fatto piacere a Putin, come la decisione di ritirare gli Usa dal trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), siglato a Washington l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbacev, a seguito del vertice di Reykjavík. Nel settembre 2019, l’allora Segretario alla Difesa James Mattis ammise che Stati Uniti stavano addestrando unità militari ucraine in una base nell’Ucraina occidentale. Come se non bastasse, Donald Trump approvò la vendita di armi a Kiev e anche un pacchetto di assistenza militare: la prima transazione risaliva al dicembre 2017 ed era limitata alle armi leggere, accordo che  includeva l’esportazione di fucili M107A1 e munizioni, per una vendita del valore totale di 41,5 milioni di dollari. La transazione dell’aprile 2018 è ben più seria. </p>



<p>Non solo è più onerosa (47 milioni di dollari), ma include anche armi letali, in particolare 210 missili anti-carro Javelin – il tipo di armi che l’amministrazione di <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/trump-pupazzo-di-putin-e-sempre-stata-una-fake-news-ecco-perche.html">Barack Obama si era rifiutata di fornire a Kiev</a>. Comportamento curioso per un ex presidente dipinto come un &#8220;colluso&#8221;. Quanto al pacchetto da 250 milioni di dollari in assistenza militare, il Congresso votò per due volte il sostegno militare a Kiev durante gli ultimi anni dell’amministrazione di Obama, ma la Casa Bianca ne bloccò l’attuazione. L’amministrazione Trump, al contrario, lo approvò e la cosa di certo non fece piacere a Putin. Anzi. Faceva anche questo del grande complotto Putin-Trump? Armare l&#8217;Ucraina fino ai denti come ha fatto The Donald? </p>
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		<title>Bomba di Durham: il russo fonte del dossier anti-Trump era a libro paga dell&#8217;Fbi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bomba-di-durham-il-russo-fonte-del-dossier-anti-trump-era-a-libro-paga-dellfbi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 14:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuova rivelazione del Procuratore speciale John Durham nell&#8217;ambito della sua inchiesta sulle origini del Russiagate e sul presunto &#8220;complotto&#8221; ai danni dell&#8217;ex Presidente Usa, Donald Trump. Secondo quanto rivelato da Durham, citando alcuni atti giudiziari, l&#8217;Fbi avrebbe pagato un uomo d&#8217;affari russo come &#8220;fonte&#8221; mentre indagava sulla campagna di Donald Trump, nel 2016, e i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/bomba-di-durham-il-russo-fonte-del-dossier-anti-trump-era-a-libro-paga-dellfbi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/fbi-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nuova rivelazione del Procuratore speciale <strong>John Durham</strong> nell&#8217;ambito della sua inchiesta sulle origini del Russiagate e sul presunto &#8220;complotto&#8221; ai danni dell&#8217;ex Presidente Usa, Donald Trump. Secondo quanto rivelato da Durham, citando alcuni atti giudiziari, l&#8217;Fbi avrebbe pagato un uomo d&#8217;affari russo come &#8220;fonte&#8221; mentre indagava sulla campagna di Donald Trump, nel 2016, e i presunti rapporti di quest&#8217;ultimo con Mosca, nonostante l&#8217;imprenditore in fosse legato, in passato, ai servizi d&#8217;intelligence di Mosca. Si tratta di <strong>Igor Danchenko</strong>, un&#8217;analista russo che vive negli Stati Uniti.</p>
<p>Secondo Durham, <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-igor-danchenko-e-qual-e-il-suo-legame-con-il-russiagate-e-i-clinton.html">Danchenko avrebbe consapevolmente mentito all’Fbi</a> circa le informazioni che ha passato all’ex spia britannica <strong>Christopher Steele</strong>, autore del famoso dossier (screditato) sui presunti rapporti tra Trump e il Cremlino: dossier che poi si è rivelato essere completamente infondato. Sempre secondo l’accusa, l’analista russo incriminato da Durham – uscito su cauzione, e ora sotto processo – avrebbe inventato le informazioni che ha fornito o ottenuto parti di esse da una persona molto vicina ai Clinton, <strong>Charles Dolan Jr</strong>; quest’ultimo avrebbe a sua volta mentito all’analista russo sui rapporti fra Trump e la Federazione Russa, menzionando incontri tra The Donald e i russi che nella realtà non sono mai avvenuti. Danchenko è stato a libro paga dell&#8217;Fbi per più di tre anni fino alla fine del 2020, quando è stato licenziato per aver mentito agli agenti.</p>
<h2>Russiagate, le ultime rivelazioni</h2>
<p><a href="https://justthenews.com/accountability/russia-and-ukraine-scandals/new-durham-bombshell-fbi-paid-russian-accused-lying">Danchenko è accusato di cinque capi di imputazione</a> per aver mentito al Bureau e dovrà essere processato il mese prossimo presso un tribunale federale di Washington DC. &#8220;Nel marzo 2017, l&#8217;Fbi ha ingaggiato l&#8217;imputato come fonte umana riservata&#8221;, ha<a href="https://justthenews.com/sites/default/files/2022-09/gov.uscourts.vaed_.515692.81.0.pdf"> rivelato per la prima volta il deposito del tribunale </a>citato da John Solomon su <em>Just the News</em>. &#8220;L&#8217;Fbi ha interrotto la sua relazione con l&#8217;imputato nell&#8217;ottobre 2020. Come affermato più dettagliatamente di seguito, l&#8217;imputato ha mentito agli agenti dell&#8217;Fbi durante molte di queste interviste&#8221;. Piuttosto sorprendente il fatto che l&#8217;Fbi abbia assoldato Danchenko come fonte, visto che lo stesso business man russo era stato oggetto di un&#8217;indagine federale, come nota lo stesso Durham.</p>
<p>&#8220;Come è stato pubblicamente riportato, l&#8217;imputato è stato oggetto di un&#8217;indagine di controspionaggio dell&#8217;Fbi dal 2009 al 2011&#8221;, ha scritto Durham. &#8220;Alla fine del 2008, mentre l&#8217;imputato era impiegato presso importante e influente centro studi a Washington, DC, ha chiesto a due colleghi se uno dei dipendenti potesse essere disposto o in grado in futuro di fornire informazioni riservate in cambio di denaro&#8221;. Sulla base di queste informazioni, prosegue il Procuratore speciale, i federali hanno avviato &#8220;un&#8217;indagine preliminare&#8217; sull&#8217;imputato&#8221;.</p>
<h2>Una vicenda sempre più torbida</h2>
<p>Successivamente il Bureau ha appreso che l&#8217;imputato &#8220;aveva avuto <strong>contatti precedenti con l&#8217;ambasciata russa</strong> e con noti ufficiali dell&#8217;intelligence russa&#8221;. L&#8217;Fbi ha chiuso quell&#8217;indagine di controspionaggio nel 2010, ma solo dopo aver &#8220;erroneamente creduto che l&#8217;imputato avesse lasciato il paese&#8221;, ha detto Durham alla corte. &#8220;Durante il suo colloquio del gennaio 2017 con l&#8217;Fbi, l&#8217;imputato ha inizialmente negato di avere contatti con i servizi segreti russi, ma in seguito, come notato dagli agenti, si è contraddetto e ha dichiarato di aver avuto contatti con due persone che credeva fossero collegate quei servizi&#8221;, ha scritto Durham.</p>
<p>Come accennato poc&#8217;anzi, Danchenko aveva contatti con il &#8220;clintoniano&#8221; Charles Dolan Jr. Quest&#8217;ultimo, infatti, è un uomo di fiducia dei Clinton: ha condotto le campagne di Bill Clinton del 1992 e del 1996, <a href="https://www.washingtonexaminer.com/opinion/john-durham-advances-the-cause-of-justice">è stato consigliere</a> della campagna presidenziale di <strong>Hillary Clinton</strong> del 2008 e ha attivamente partecipato a serate ed eventi come volontario per conto di Hillary Clinton nel 2016. Prosegue dunque il lavoro di John Durham, nominato nel 2020 dal Dipartimento di Giustizia come consulente speciale per indagare sull&#8217;inchiesta del governo federale sulla presunta collusione tra la Russia e la campagna presidenziale di Trump del 2016.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bomba-di-durham-il-russo-fonte-del-dossier-anti-trump-era-a-libro-paga-dellfbi.html">Bomba di Durham: il russo fonte del dossier anti-Trump era a libro paga dell&#8217;Fbi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;assalto a Capitol Hill alla scomparsa di Mifsud: la strana storia che passa dall&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallassalto-a-capitol-hill-alla-scomparsa-di-mifsud-la-strana-storia-che-passa-dallitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 19:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220628213246963_7d3b141db208d86c095d9ccb657ffddf-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono iniziate lo scorso 9 giugno le audizioni pubbliche, in diretta tv, della commissione d’inchiesta della Camera statunitense per chiarire se dietro l’assalto del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill, c’era l’allora neo ex presidente Donald Trump. Una storia ancora tutta da chiarire, a metà tra la farsa (ricordiamo tutti lo “sciamano”) e la tragedia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dallassalto-a-capitol-hill-alla-scomparsa-di-mifsud-la-strana-storia-che-passa-dallitalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallassalto-a-capitol-hill-alla-scomparsa-di-mifsud-la-strana-storia-che-passa-dallitalia.html">Dall&#8217;assalto a Capitol Hill alla scomparsa di Mifsud: la strana storia che passa dall&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Ricorderete la vicenda che ha visto protagonista (assente, come nelle migliori trame di libri gialli) il professore <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-misteri-irrisolti-su-joseph-mifsud-luomo-del-russiagate.html">Joseph Mifsud</a>, maltese, docente presso la <strong>Link Campus</strong> di Roma, l’università fondata dall’ex ministro Vincenzo Scotti.</p>
<p>Il professore, al centro dello scandalo noto come <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-quei-progetti-di-mifsud-finanziati-dalla-ue.html">Russiagate</a> – una storia di <strong>spionaggio</strong> vecchio stile dove non si è mai ben capito se Trump dovesse giovarne o meno -, è scomparso ormai da più di quattro anni, da quando, il 21 maggio 2018, fu visto a Zurigo nello studio dei suoi avvocati. Sospettato di essere un <strong>agente segreto</strong> al soldo prima dei russi, poi di settori deviati (o comunque ostili a Trump) della Cia e infine al soldo dei servizi italiani, di lui si sono completamente perse le tracce e, secondo diverse fonti vicine ad apparati d’intelligence, non ci sono molte probabilità che possa tornare allo scoperto per chiarire la sua posizione.</p>
<p>Sempre l’Italia torna a giocare un ruolo – ovviamente poco chiaro – in una vicenda che si pone come cinghia di trasmissione tra queste due storie appena menzionate. Come nel caso dell’assalto a Capitol Hill, anche in questa occasione ci troviamo di fronte a una situazione che lascia più di un interrogativo aperto, ma che abbiamo avuto modo di conoscere in <strong>anteprima</strong> e che, dal nostro punto di vista, risulta interessante.</p>
<p>Protagonista di questo “spin-off” della saga trumpiana, un personaggio assolutamente unico nel suo genere: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/polizia-parallela-saya-invoca-segreto-stato.html"><strong>Gaetano Saya</strong></a>. Un nome che per molti non significa nulla, ma che molti altri collegheranno immediatamente a una strana storia che l’ha visto, insieme al socio Riccardo Sindoca, regista e attore principale della fondazione, ascesa e caduta del Dipartimento studi strategici antiterrorismo, meglio noto con l’acronimo <strong>DSSA</strong>. Un centro studi che – tra simbologia che ammiccava a massoneria, Nato e Terzo Reich – venne indicato come centrale di controspionaggio eversiva o, secondo alcuni, “fatta in casa”. Ad ogni modo illegale. Tanto illegale che alla fine Saya e Sindoca passarono i guai, così come molti dei loro seguaci, fasciati in divise dallo stile discutibile, inquadrati nelle formazioni della Guardia nazionale italiana, tra le cui file figuravano elementi della polizia di Stato, ex appartenenti ai servizi segreti, faccendieri e chi più ne ha, più ne metta [doveroso però ricordare che tutte le persone coinvolte, Saya e Sindoca in primis, vennero assolte per &#8220;non luogo a procedere perché il fatto non sussiste&#8221;].</p>
<p>Ma la vicenda umana, professionale e giudiziaria di Gaetano Saya non può certo ridursi a questo inciampo di percorso. L’uomo ne ha viste e fatte tante da poterne scrivere un libro, ma non è questa la sede per ripercorre la sua carriera, basti solamente dire che – in un groviglio di verità sussurrate e roboanti menzogne abilmente miscelate tra loro, con un pizzico di millanteria e una spolverata di messaggi in codice per orecchie ben allenate – piaccia o no, Gaetano Saya lo spionaggio – o come dice lui, l’intelligence – ce l’ha nel sangue.</p>
<p>Come entra Saya in questa storia? È il 27 maggio 2022, poco prima dell’inizio del processo/evento a Trump. Siamo a Genova, in un’aula del Tribunale per i minori.</p>
<p>Un uomo di cui non faremo il nome (abbiamo tentato senza successo di metterci in contatto con lui, ci riproveremo e cercheremo di ascoltare la sua versione dei fatti) parla di fronte al giudice, impegnato in una situazione che attiene alla sua sfera privata. Dettaglio non da poco: l’uomo è un avvocato, dunque ben conscio di quanto le parole dette in una simile circostanza abbiano un peso.</p>
<p>Il racconto che sciorina di fronte all’uditorio si colloca poco prima del Natale 2020: sua moglie – che tramite un amico comune qualche mese prima aveva conosciuto Gaetano Saya – gli avrebbe riferito che “ci sarebbe stata una <strong>guerra civile</strong> in America” e “un assalto al Campidoglio”.</p>
<p>Effettivamente, neanche un mese dopo – il 6 gennaio 2021 – avviene quello che sappiamo. L’avvocato sembra sicuro che la moglie non goda di doti profetiche, ma che quelle informazioni gliele abbia date Saya: “Quando effettivamente c’è stato l’assalto al Campidoglio, realizzavo che il sig. Saya aveva contatti con la <strong>destra estrema</strong> americana e dicevo a mia moglie di non frequentarlo perché pericoloso”. Ad aggiungere un elemento di mistero in più, la visita di due sedicenti giornalisti che avrebbero fatto visita all’avvocato, chiedendo di poter intervistare la sua consorte in merito ai contatti intrattenuti con Saya. Di chi fossero questi due giornalisti, non ne abbiamo idea. Quel che è certo è che questa vicenda non è stata fin ora oggetto delle attenzioni della stampa, quindi le cose sono due: o l’avvocato ricorda male, oppure i due giornalisti non erano veri giornalisti.</p>
<p>Sempre che questa storia corrisponda al vero. Sì, perché in effetti la domanda viene spontanea: per quale motivo un avvocato, in una tappa di un inter processuale che nulla ha a che spartire con vicende di spionaggio, dovrebbe tirare in ballo un personaggio come Saya legandolo a una vicenda d’oltreoceano? Non avendolo potuto chiedere al diretto interessato, siamo andati da Saya, che smentisce con fermezza le parole dell’avvocato: “Non ho mai avuto alcun contatto con una presunta estrema destra americana che, per inciso, nemmeno esiste. Non sapevo nulla dell’attacco al Campidoglio; le affermazioni di questa persona sono gravi e le porterò all’attenzione delle sedi competenti”.</p>
<p>A questo punto, però, abbiamo fatto notare a Gaetano Saya una cosa a nostro avviso piuttosto evidente: vere o no, le parole dell’avvocato nascondono (neanche troppo) un’acredine nei suoi confronti difficile da spiegare, a meno di una conoscenza diretta – e di uno screzio &#8211; tra i due.</p>
<p>A questo punto, la spiegazione di Saya è di quelle che spiazzano: “È vero, <em>noi</em> abbiamo avvicinato la moglie dell’avvocato. <em>Stavamo</em> indagando su di lui. Probabilmente lui l’ha scoperto e ha pensato bene di mischiare le carte in questo modo”. La prima domanda a seguito di questa risposta è stata: “Noi” chi? Perché il plurale? Saya si mette a ridere: “Sono vincolato dal segreto”. Ce lo aspettavamo, ma insistiamo comunque. Siamo consapevoli di camminare su un filo, ma nonostante tutto la storia inizia a farsi quanto meno curiosa e noi vorremmo vederci chiaro, ma ciò che aggiunge l’ex direttore del DSSA non aiuta certo a fare luce: “Quando dico <em>noi</em> mi riferisco a un’entità sovranazionale. Una struttura d’intelligence di ambito Nato”.</p>
<p>Va bene, ci torniamo, ma prima la seconda domanda: “Per quale motivo <em>stavate</em> indagando su questa persona?”. E qui ecco lo scenario che sfiora l’incredibile: A seguito dell’esplosione del caso Russiagate e della scomparsa del professor Mifsud “l’entità sovranazionale ci ha chiesto [e qui compare un secondo plurale, ma sorvoliamo] di provare a rintracciarlo e di ricostruire la sua rete di appoggio in Italia. L’avvocato era già attenzionato e ci è stato chiesto di verificare se ci fossero dei <strong>punti di compromissione</strong>”. E, nemmeno a dirlo, i punti di compromissione ci sarebbero. Con buona probabilità, ci dice Saya, l’avvocato e il professore maltese scomparso nel nulla si conoscevano.</p>
<p>Veniamo adesso alle nostre considerazioni. Se qualcuno, magari lo stesso Gaetano Saya, ci avesse raccontato questa storia omettendo la parte dell’avvocato non avremmo stentato a definirla come minimo una smargiassata. Ora, pur nutrendo dei legittimi sospetti su alcuni passaggi e su dettagli non proprio limpidi, le parole dette da un avvocato nell’aula di un tribunale non possono passare inosservate. Certo, anche lui potrebbe aver millantato, mentito, mistificato. Ma resta un fatto: l’uomo attribuisce a Saya la conoscenza &#8211; con circa un mese di anticipo &#8211; di quanto sarebbe accaduto a Washington.</p>
<p>Lo stesso Saya conferma che, in effetti, un collegamento tra lui e l’avvocato c’era e, sempre stando a Saya, lui e non specificate “altre persone” avrebbero lavorato su mandato di un’ “entità sovranazionale” per verificare se il predetto avvocato facesse parte di una rete di supporto per la “latitanza” del professore Joseph Mifsud. Ripetiamo: un’entità sovranazionale d’intelligence, di ambito Nato e che, stando al contesto, non possiamo non immaginare sia riferibile agli Stati Uniti, si sarebbe rivolta non ai servizi segreti ufficiali, ma a Gaetano Saya e alla sua non meglio specificata rete di <strong>controspionaggio</strong>, probabilmente erede di quel DSSA di cui abbiamo già accennato.</p>
<p>Non ne abbiamo certezza, ma è ipotizzabile che le parole dell’avvocato abbiano innescato la curiosità non solo nostra, ma dell’autorità giudiziaria. Molte sono le cose da approfondire di questa vicenda, come per esempio il tempismo di queste affermazioni, rilasciate poco prima che iniziasse in America il processo per i fatti di Capitol Hill. Certo, può essere una coincidenza, ma se non fosse così, bisognerebbe capire perché. Bisognerebbe verificare il significato di quelle parole, capire perché l’avvocato abbia tirato in ballo Saya; bisognerebbe capire se veramente fosse “attenzionato” da Saya e su mandato di <em>quale </em>entità d’intelligence straniera [e perché, tra le altre cose, questa presunta entità non si sia rivolta ai veri servizi segreti]. Insomma, continueremo a seguire questa storia dai contorni incerti, sicuri che altri sviluppi non mancheranno.</p>
<div>Post scrittum: Gaetano Saya ci tiene a precisare di non essere più in servizio presso questa entità sovranazionale da gennaio 2022.</div>
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		<title>Così la Clinton ha approvato il piano per incastrare Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-clinton-ha-approvato-il-piano-per-incastrare-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 06:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="912" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hillary Clinton emailgate" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313-1024x486.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hillary Clinton sapeva e ha autorizzato la diffusione alla stampa della notizia dei legami mai provati fra Donald Trump e la banca russa Alfa Bank nel 2016. Una vera e propria &#8220;fake news&#8221; per tentare di screditare e gettare fango sull&#8217;avversario politico, allo scopo di delegittimarlo e incriminarlo per rapporti occulti con una potenza straniera &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-clinton-ha-approvato-il-piano-per-incastrare-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="912" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hillary Clinton emailgate" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Hillary-Clinton-LaPresse-e1571499917313-1024x486.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Hillary Clinton</strong> sapeva e ha autorizzato la diffusione alla stampa della notizia dei legami mai provati fra <strong>Donald Trump</strong> e la banca russa Alfa Bank nel 2016. Una vera e propria &#8220;fake news&#8221; per tentare di screditare e gettare fango sull&#8217;avversario politico, allo scopo di delegittimarlo e incriminarlo per rapporti occulti con una potenza straniera rivale degli Stati Uniti. A dirlo non è un trumpiano ma l&#8217;ex manager della campagna di Clinton, Robby Mook, il quale <a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-10838115/Hillary-Clinton-APPROVED-plan-share-Trump-Russian-bank-communications-campaign-manager-claims.html">ha dichiarato venerdì in tribunale</a> di aver approvato la diffusione ai media delle false accuse che avrebbero legato Donald Trump e l&#8217;Alfa Bank. Mook lo ha rivelato nell&#8217;ambito del processo in corso contro l&#8217;allora avvocato dell&#8217;ex Segretario di Stato, Michael Sussman, il primo ad essere incriminato dal consigliere speciale John Durham, spiegando inoltre di essere stato informato per la prima volta sull&#8217;Alfa Bank dal consigliere generale della campagna di Clinton, Marc Elias, ex socio di Sussmann.</p>
<h2>&#8220;Non eravamo sicuri della legittimità delle informazioni&#8221;: le dichiarazioni shock di Mook</h2>
<p>Durante il controinterrogatorio, l&#8217;ex manager della campagna elettorale ha raccontato di averne discusso anche con l&#8217;allora consigliere senior <strong>Jake Sullivan</strong> &#8211; ora consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca &#8211; e con il presidente della campagna John Podesta sull&#8217;opportunità di condividere le informazioni con un giornalista. &#8220;Ne ho discusso anche con Hillary&#8221;, ha detto Mook alla corte. Ha anche ammesso che la campagna non era &#8220;totalmente fiduciosa nella legittimità&#8221; della notizia, ma sperava che il giornalista interpellato l&#8217;avrebbe approfondita al fine di determinare se fosse &#8220;accurata&#8221;. Fu la rivista <em>Slate</em> a pubblicare per la prima volta la notizia secondo cui Alfa Bank, un istituto finanziario con sede a Mosca, avesse dei presunti rapporti con la Trump Organization di New York. L&#8217;Fbi, <a href="https://www.cbsnews.com/news/hillary-clinton-durham-investigation-robby-mook/">ricorda la <em>Cbs</em></a>, ha svolto delle indagini su questo fronte e un rapporto dell&#8217;ispettore generale del Dipartimento di Giustizia <a href="https://www.justice.gov/storage/120919-examination.pdf">ha affermato di aver concluso che non c&#8217;erano collegamenti</a> tra Alfa Bank e Trump.</p>
<p>L&#8217;articolo di <em>Slate</em> sul presunto legame tra la banca vicina al Cremlino e Trump è stato pubblicato il 31 ottobre 2016, a pochi giorni dalle elezioni. Quando il pubblico ministero <strong>Andrew DeFilippis</strong> gli ha chiesto se avesse dubitato della credibilità delle accuse quando l&#8217;articolo è stato pubblicato, Mook ha affermato di &#8220;non essere un esperto di cyber&#8221; e ha pensato che l&#8217;articolo avesse dato &#8220;maggiore credibilità&#8221; alla teoria della presunta collusione fra The Donald e il Cremlino. Quando gli è stato chiesto se Clinton avesse approvato il fatto che Sussman fosse andato dall&#8217;Fbi, l&#8217;ex manager della Campagna di Hillary ha spiegato di non esserne stato a conoscenza: &#8220;Non so perché l&#8217;abbia fatto&#8221;. Ma davvero l&#8217;ex avvocato di Clinton ha agito senza consultarsi con il suo illustre cliente?</p>
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3LPGEZF">Che cosa ha scoperto Durham sul Russiagate</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3DREQwy">Le trame romane del Russiagate</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/372wki">“Mifsud? Impossibile che una persona possa sparire così”</a></li>
</ul>
<h2>In bilico la difesa dell&#8217;ex avvocato di Hillary Clinton</h2>
<p>Lunedì 16 maggio è iniziato il processo a carico dell&#8217;avvocato Michael Sussmann, <span style="font-size: 1rem;">accusato di aver rilasciato una falsa dichiarazione all’agente dell’Fbi, James Baker, durante un incontro risalente al settembre 2016. Sussmann, come già evidenziato da </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/politica/lindagine-di-durham-si-stringe-su-hillary-clinton-e-la-sua-cerchia.html"><em>InsideOver</em></a><span style="font-size: 1rem;">, avrebbe omesso di rivelare i suoi veri clienti ai federali, che includevano la Clinton e la sua campagna presidenziale, quando si offrì di fornire al Bureau informazioni circa il rapporto tra il team di Trump e l’</span>Alfa Bank<span style="font-size: 1rem;">, la più grande banca privata russa con sede a Mosca. </span><span style="font-size: 1rem;">L’obiettivo di questa manipolazione era quello di tentare di </span><strong style="font-size: 1rem;">incastrare</strong><span style="font-size: 1rem;"> <strong>Trump</strong> e provare, su più livelli, una falsa &#8220;collusione&#8221; fra lo stesso tycoon e la Federazione russa. L’ultimo deposito di Durham dimostrerebbe infatti che la sera prima dell’incontro l’avvocato di Clinton avrebbe inviato un messaggio a Baker, affermando: &#8220;Vengo da solo, non per conto di un cliente o di un’azienda, voglio aiutare il Bureau&#8221;. L’avvocato voleva dimostrare di agire per conto proprio, ma in realtà era sul libro paga di Clinton e della campagna del </span>Partito democratico<span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<p>Sussmann è accusato di aver violato la sezione <strong>101 del codice penale federale</strong> quando avrebbe dichiarato a Baker che stava trasmettendo le informazioni sull&#8217;Alfa Bank come semplice cittadino, non per conto di alcun cliente, quando in realtà l&#8217;avvocato rappresentava la Campagna di Hillary Clinton. All&#8217;inizio del processo, il team legale dell&#8217;ex avvocato di Clinton ha detto alla giuria che i pubblici ministeri non sarebbero stati in grado di stabilire cosa Sussmann avesse effettivamente detto a Baker e non sarebbero riusciti a dimostrare che la presunta bugia &#8220;fosse importante&#8221;. Peccato che James Baker, come nota <a href="https://thefederalist.com/2022/05/20/reluctant-witness-devastates-defense-claims-in-special-counsel-criminal-case/"><em>The Federalist</em></a>, abbia smentito i potenti avvocati dell&#8217;imputato quando l&#8217;ex consigliere generale dell&#8217;Fbi <a href="https://nypost.com/2022/05/19/fbi-official-james-baker-testifies-michael-sussman-lied/">ha testimoniato di essere &#8220;sicuro al 100%&#8221;</a> che Sussmann avesse negato di agire &#8220;per conto di un particolare cliente&#8221; durante la riunione del 19 settembre 2016. &#8220;La mia memoria su questo punto, seduto qui oggi, è chiara&#8221;, ha detto Baker alla giuria. In precedenza Sussmann era stato accusato dall’ex consulente di Trump, <strong>Carter Page</strong>, di aver diffuso le false informazioni contenute nel dossier Steele.</p>
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		<title>Russiagate, Hillary Clinton rischia di fine nei guai per queste mail</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russiagate-hillary-clinton-rischia-di-fine-nei-guai-per-queste-mail.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 06:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Importante vittoria in tribunale per John Durham, il procuratore speciale che indaga sulle origini del Russiagate e sul presunto complotto ai danni dell&#8217;ex presidente Usa Donald Trump. Un giudice federale ha ordinato alla Fusion Gps, la società dietro al famigerato &#8220;dossier Steele&#8221; sul Russiagate, redatto dall&#8217;ex spia britannica Christopher Steele, di consegnare al procuratore speciale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-hillary-clinton-rischia-di-fine-nei-guai-per-queste-mail.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Hillary-Clinton-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Importante vittoria in tribunale per <strong>John Durham</strong>, il procuratore speciale che indaga sulle origini del <strong>Russiagate</strong> e sul presunto complotto ai danni dell&#8217;ex presidente Usa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donald Trump</strong></a>. Un giudice federale ha ordinato alla <strong>Fusion Gps</strong>, la società dietro al famigerato &#8220;<strong>dossier Steele</strong>&#8221; sul Russiagate, redatto dall&#8217;ex spia britannica Christopher Steele, di consegnare al procuratore speciale <a href="https://nypost.com/2022/05/12/judge-orders-steele-dossier-firm-fusion-gps-to-give-john-durham-emails/">quasi due dozzine di e-mail</a> che l&#8217;azienda ha scambiato con l&#8217;avvocato della campagna elettorale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-hillary-clinton.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Hillary Clinton</strong></a>, Michael Sussmann. Secondo il giudice federale di Washington DC, Christopher Cooper, Fusion Gps ha trattenuto in modo improprio 22 e-mail affermando che erano protette dal &#8220;segreto&#8221; avvocato-cliente.</p>
<p>Tesi smentita dal giudice Cooper secondo cui le e-mail, che consistono in gran parte in comunicazioni interne tra i dipendenti Fusion, &#8220;sembrano non essere state scritte in previsione di un contenzioso, ma piuttosto come parte del normale <strong>lavoro di relazione con i media</strong>&#8220;. Pertanto il giudice ha ordinato a Fusion Gps di consegnare le e-mail alla squadra di Durham nell&#8217;ambito del processo contro l&#8217;avvocato di Hillary Clinton. Steele lavorava per Fusion Gps, una società di investigazione privata che l’ex studio legale di Sussmann, Perkins Coie, aveva assunto per esaminare potenziali collegamenti tra la Campagna di Trump e la Russia. Marc Elias, un esperto in campagne elettorali e uno dei partner di Sussmann alla Perkins Coie, rappresentava la campagna di Clinton e assoldò Fusion Gps per indagare su Trump.</p>
<h2 class="sub-head">L&#8217;indagine contro l&#8217;avvocato di Hillary Clinton</h2>
<header class="article_header module">
<div class="zonedModule" data-module-id="20" data-module-name="article.app/lib/module/wsj/articleHeadline" data-module-zone="articleHeadline">
<div class="wsj-article-headline-wrap">
<p>Come scrive il <a href="https://www.wsj.com/articles/john-durham-goes-to-court-russia-collusion-hoax-fbi-trump-clinton-sussmann-dnc-indictment-charges-11652393183"><em>Wall Street Journal</em></a>, John Durham &#8220;ha già vinto&#8221;. In un deposito del tribunale risalente alla prima settimana di aprile, Durham ha diffuso nuove prove che sembrano inchiodare l’avvocato vicino all&#8217;ex Segretario di Stato, Michael Sussmann, accusato di aver rilasciato una falsa dichiarazione all’agente dell’Fbi, James Baker, durante un incontro risalente al settembre 2016. Sussmann, come già evidenziato da <a href="https://it.insideover.com/politica/lindagine-di-durham-si-stringe-su-hillary-clinton-e-la-sua-cerchia.html"><em>InsideOver</em></a>, avrebbe omesso di rivelare i suoi veri clienti ai federali, che includevano la Clinton e la sua campagna presidenziale, quando si offrì di fornire al Bureau informazioni circa il rapporto tra il team di Trump e l’<strong>Alfa Bank</strong>, la più grande banca privata russa con sede a Mosca.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questa manipolazione era quello di tentare di <strong>incastrare</strong> Trump e provare, su più livelli, una falsa “collusione” fra lo stesso tycoon e la Federazione russa. L’ultimo deposito di Durham dimostrerebbe infatti che la sera prima dell’incontro l&#8217;avvocato di Clinton avrebbe inviato un messaggio a Baker, affermando: &#8220;Vengo da solo, non per conto di un cliente o di un’azienda, voglio aiutare il Bureau&#8221;. L’avvocato voleva dimostrare di agire per conto proprio, ma in realtà era sul libro paga di Clinton e della campagna del <strong>Partito democratico</strong>.</p>
</div>
</div>
</header>
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3LPGEZF">Che cosa ha scoperto Durham sul Russiagate</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3DREQwy">Le trame romane del Russiagate</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/372wki">“Mifsud? Impossibile che una persona possa sparire così”</a></strong></li>
</ul>
<h2>Le persone accusate da Durham</h2>
<p>Sussmann è una delle tre persone accusate finora da Durham, che ha ottenuto una dichiarazione di colpevolezza da un avvocato dell’Fbi, <strong>Kevin Clinesmith</strong>, per aver mentito alla Corte Fisa (Foreign intelligence Surveillance Act) e aver inviato un’<strong>e-mail modificata</strong> al fine spiare l’ex funzionario della campagna di Trump, Carter Page. Quest’ultimo fu accusato di essere l’uomo dell’entourage di Trump più vicino al Cremlino e di aver incontrato, fra gli altri, <strong>Igor Sechin</strong>, amico di Putin, guida della petrolifera statale Rosneft, e <strong>Igor Diveykin</strong>, altro oligarca vicino al leader del Cremlino.</p>
<p>L&#8217;altro è Igor Danchenko, <a href="https://int.nyt.com/data/documenttools/igor-danchenko-indictment/2295d0f34ade0528/full.pdf">analista russo che vive negli Stati Uniti</a>. Secondo quanto riportato dall’<em>Economist</em>, l’accusa sostiene che Danchenko abbia consapevolmente <strong>mentito all’Fbi</strong> circa le informazioni che ha passato all’ex spia britannica Steele. Finanziato in parte dalla Fusion Gps, dal Washington Free Beacon, dal Democratic National Committee e dalla campagna della Clinton, il dossier Steele contiene informazioni infondate secondo cui gli agenti dell’intelligence russa avrebbero filmato il presidente Trump con delle prostitute in un hotel di Mosca. Più Durham scava, e più la vicenda del Russiagare appare torbida e ricca di interrogativi. Il più importante è capire quanto la Clinton sia direttamente implicata in questa vicenda e se sia stata lei &#8211; o il suo entourage &#8211; a &#8220;orchestrare&#8221; un&#8217;indagine volta a delegittimare il suo avversario politico.</p>
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		<title>Ecco chi è il &#8220;ministro della verità&#8221; di Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-il-ministro-della-verita-di-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 13:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È bufera negli Stati Uniti per la decisione dell&#8217;amministrazione Biden di lanciare quello che i critici chiamano già il nuovo &#8220;ministero della verità&#8221;. Secondo quanto riferito dall&#8217;Associated Press nei giorni scorsi, infatti, il Dipartimento per la sicurezza interna sta intensificando gli sforzi per contrastare la disinformazione proveniente dalla Russia e le informazioni fuorvianti che i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-il-ministro-della-verita-di-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-il-ministro-della-verita-di-biden.html">Ecco chi è il &#8220;ministro della verità&#8221; di Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508154014465_7a289ec8f515372c6d917af58b1dbf97-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È bufera negli Stati Uniti per la decisione dell&#8217;amministrazione Biden di lanciare quello che i critici chiamano già il nuovo &#8220;ministero della verità&#8221;. Secondo quanto riferito dall&#8217;<a href="https://apnews.com/article/russia-ukraine-immigration-media-europe-misinformation-4e873389889bb1d9e2ad8659d9975e9d"><em>Associated Press</em> </a>nei giorni scorsi, infatti, il Dipartimento per la sicurezza interna sta intensificando gli sforzi per contrastare la disinformazione proveniente dalla Russia e le informazioni fuorvianti che i trafficanti di esseri umani fanno circolare per prendere di mira i migranti che sperano di recarsi al confine tra Stati Uniti e Messico. &#8220;La diffusione della disinformazione può influire sulla sicurezza delle frontiere, sulla sicurezza degli americani durante i disastri e sulla fiducia dell&#8217;opinione pubblica nelle nostre istituzioni democratiche&#8221;, ha affermato il dipartimento in una dichiarazione mercoledì. Un board che ha dunque il compito di contrastare la &#8220;disinformazia&#8221; del Cremlino e quella inerente l&#8217;ambito migratorio.</p>
<p>A capo del Disinformation Governance Board ci sarà <strong>Nina Jankowicz</strong>, che guiderà il board sotto l&#8217;egida del segretario per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas. Jankowicz si definisce una studiosa delle &#8220;tattiche russe di disinformazione online&#8221;, ed è autrice del <a href="https://www.bloomsbury.com/us/how-to-lose-the-information-war-9781838607685/" target="_blank" rel="nofollow noopener">libro</a> &#8220;Come perdere la guerra dell&#8217;informazione: Russia, notizie false e il futuro del conflitto&#8221;. Ha anche fornito consulenza al governo ucraino sulle comunicazioni strategiche, secondo il gruppo di esperti del Wilson Center, dove ha lavorato come <em>global fellow</em>. Come ricorda l&#8217;<em>Associated Press</em>, durante la campagna presidenziale del 2020 Joe Biden ha ripetutamente affermato che avrebbe spinto i colossi Big-Tech, incluso Facebook, a reprimere più duramente la &#8220;disinformazione&#8221; e le &#8220;teorie complottiste&#8221; presenti sul web. Una notizia che, curiosamente, arriva a ridosso dall&#8217;annuncio dell&#8217;acquisto di Twitter da parte di Elon Musk.</p>
<h2>Nasce il &#8220;Disinformation Board&#8221;: è polemica</h2>
<p>L&#8217;annuncio dell&#8217;amministrazione Biden è stato accolto da un&#8217;ondata di critiche e scetticismo, soprattutto da parte repubblicana. &#8220;Ci rendiamo conto che le scuole pubbliche non insegnano più i classici, ma nessuno nell&#8217;amministrazione Biden ha letto <strong>George Orwell</strong>? Apparentemente no, perché questa è l&#8217;unica spiegazione per la sua creazione del Governance disinformation board&#8221; scrive il <em>Wall Street Journal</em> in un durissimo editoriale, paragonando il Disinformation Board al &#8220;ministero della verità&#8221; di <em>1984</em>. La preoccupazione, scrive l&#8217;illustre quotidiano, &#8220;non è che il board possa spiare gli americani. Il problema è che questo nuovo board può scegliere di svolgere il ruolo di fact checker nazionale, una sorta di PolitiFact di governo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un&#8217;agenzia governativa che crea un &#8220;ministero della verità&#8221; per combattere ciò che ritiene disinformazione?&#8221; osserva Joe Mancha in un editoriale pubblicato su<a href="https://thehill.com/opinion/white-house/3472878-joe-bidens-ministry-of-truth/"><em> The Hill</em></a>. &#8220;E sarà sotto la guida del segretario del Dhs Alejandro Mayorkas? Il tizio che guida la peggiore crisi migratoria al confine della nostra vita, che nega pubblicamente che vi sia una crisi <a href="https://www.cbsnews.com/news/alejandro-mayorkas-border-immigration-title-42/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mentre ammette privatamente </a>il contrario?&#8221; si chiede. Ma le contraddizioni e le perplessità non finiscono qui e riguardano soprattutto la figura di Nina Jankowicz.</p>
<hr />
<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/36Fzw34">Il giallo dei biolab in Ucraina</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3usAZSv">Tutti i guai di Hunter Biden</a></strong></li>
<li><a href="https://bit.ly/3Nom5W3"><strong>Il libro che conferma i lati oscuri di Hunter Biden</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Nina Jankowicz negava l&#8217;esistenza del laptop di Hunter Biden</h2>
<p>La carriera del nuovo &#8220;ministro della Verità&#8221; di Joe Biden è tutt&#8217;altro che immacolata e super partes per poter guidare un&#8217;agenzia che dovrebbe stabilire ciò che è vero da ciò che è falso, senza pregiudizi. Durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2020, infatti, Nina Jankowicz bollava le notizie sul laptop di Hunter Biden, figlio del presidente Usa, come &#8220;propaganda russa&#8221;. &#8220;Dovremmo vederlo come un prodotto della campagna Trump&#8221; osservò all&#8217;epoca. Peccato che dopo più di un anno, il <a href="https://nypost.com/2022/04/01/new-york-times-finally-admit-hunters-laptop-is-real-but-only-to-protect-joe-biden/"><em>New York Times</em></a> ha confermato l&#8217;esistenza del laptop di Hunter Biden e dunque lo scoop del <em>New York Post.</em> Senza contare che, come nota <em>The Hill</em>, Jankowicz era una convinta sostenitrice dell&#8217;ormai screditato <a href="https://it.insideover.com/politica/il-dossier-steele-non-era-attendibile-e-i-funzionari-di-obama-lo-sapevano.html">dossier Steele sul Russiagate</a>. <a href="https://twitter.com/wiczipedia/status/1291692143262814209?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecco cosa ha twittato</a> in merito a un&#8217;apparizione dell&#8217;ex spia britannica in un podcast americano: &#8220;L&#8217;ho ascoltato ieri sera. Chris Steele (sì quel Chris Steele) fornisce un ottimo contesto storico sull&#8217;evoluzione della disinformazione. Merita un ascolto&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">That the Biden Admin casually announced today that the Dept of Homeland Security &#8212; a domestic security agency &#8212; has created a &quot;disinformation&quot; board is indescribably dystopian and chilling.</p>
<p>That Democrats think this is good and normal tells you all you need to know about them.</p>
<p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/1519858132775751680?ref_src=twsrc%5Etfw">April 29, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da allora, le accuse contenute nel dossier si sono rivelate non attendibili, così come le accuse di collusione fra la Campagna di Donald Trump e la Russia, smentite dall&#8217;indagine del Procuratore speciale Robert Mueller. Per quanto concerne l&#8217;acquisizione di Twitter da parte del patron di Tesla, <strong>Elon Musk</strong>, Jankowicz ha affermato: &#8220;Mi vengono i brividi se penso che gli assolutisti della libertà di parola stanno conquistando più piattaforme&#8221;. I brividi, in realtà, stanno venendo venendo a molti americani che non vogliono sacrificare la loro libertà sancita dalla costituzione nel nome della lotta alla disinformazione. Come ha scritto il Premio Pulitzer <strong>Glenn Greenwald</strong> in un tweet: &#8220;Che l&#8217;amministrazione Biden abbia annunciato che il dipartimento per la sicurezza interna abbia creato un consiglio contro la disinformazione è incredibilmente distopico e agghiacciante. Il fatto che i democratici pensino che sia una cosa buona e normale ti dice tutto ciò che devi sapere su di loro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-il-ministro-della-verita-di-biden.html">Ecco chi è il &#8220;ministro della verità&#8221; di Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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