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	<title>Rotta balcanica Archives - InsideOver</title>
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	<title>Rotta balcanica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le nuove rotte migratorie che spaventano Italia ed Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 17:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-1536x837.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-2048x1115.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo la rotta libica e non solo il fronte del Mediterraneo. Ci sono altre aree di transito dei migranti che stanno mettendo a dura prova l&#8217;Europa in queste settimane e che, in previsione futura, potrebbero rappresentare ulteriori elementi di preoccupazione. A partire dalla rotta balcanica. Proprio quella che tra il 2015 e il 2016 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-nuove-rotte-che-spaventano-italia-ed-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-nuove-rotte-che-spaventano-italia-ed-europa.html">Le nuove rotte migratorie che spaventano Italia ed Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-1536x837.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221123181842322_500e15eddb3b96e5aad4703a5042debe-2048x1115.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo la <strong>rotta libica </strong>e non solo il fronte del <strong>Mediterraneo</strong>. Ci sono altre aree di transito dei migranti che stanno mettendo a dura prova l&#8217;Europa in queste settimane e che, in previsione futura, potrebbero rappresentare ulteriori elementi di preoccupazione. A partire dalla <strong>rotta balcanica</strong>. Proprio quella che tra il 2015 e il 2016 ha visto l&#8217;attraversamento irregolare di più di un milione di migranti provenienti dal medio oriente. Una rotta, tra le altre cose, che interessa anche l&#8217;I<strong>talia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri di Frontex</h2>



<p>A certificare un quadro allarmante per l&#8217;Europa sono stati i dati resi noti da <strong>Frontex</strong>, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-frontex.html">l&#8217;agenzia europea per il controllo delle frontiere</a>.  I numeri, relativi al periodo che va dal mese di gennaio a quello di ottobre dell&#8217;anno in corso, parlano chiaro. Sono stati registrati 275.500 attraversamenti illegali delle frontiere del territorio comunitario. L&#8217;aumento rispetto allo stesso periodo del 2021 è del 73%. I flussi riguardanti il Mediterraneo centrale, la rotta cioè che interessa maggiormente l&#8217;Italia, ha contribuito a quella cifra con 85.000 attraversamenti via mare registrati dal nord Africa verso le nostre coste. Anche in questo caso l&#8217;aumento rispetto allo scorso anno è importante ed è nell&#8217;ordine del 59%.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🆕 In the first ten months of this year, about 275 500 irregular entries were detected at EU&#39;s external borders, up 73% compared with the same period of last year. <br><br>⬆️ This is the highest total for the January-October period since 2016.<br><br>Read more: <a href="https://t.co/z72xJ2E6vJ">https://t.co/z72xJ2E6vJ</a> <a href="https://t.co/eEEL0uvLOf">pic.twitter.com/eEEL0uvLOf</a></p>&mdash; Frontex (@Frontex) <a href="https://twitter.com/Frontex/status/1592111253518012416?ref_src=twsrc%5Etfw">November 14, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma buona parte degli ingressi irregolari in Europa sono arrivati dalla rotta balcanica. In particolare, la tratta è stata attraversata da almeno 128.000 persone riuscite poi ad entrare in uno dei Paesi dell&#8217;Unione Europea. Il confronto con il 2021 è ancora più impietoso, visto che l&#8217;incremento è del 168%. Una circostanza capace di mettere in allarme soprattutto i governi interessati dalla rotta in questione. </p>



<p>I migranti che risalgono la penisola balcanica entrano in Europa dalla <strong>Turchia</strong>, ma sono in gran parte originari di <strong>Iraq</strong>, <strong>Siria</strong> e <strong>Afghanistan</strong>. I tre Paesi mediorientali più instabili e alle prese con importanti gravi crisi politiche ed economiche interne. Dalla penisola anatolica, le carovane risalgono dalla <strong>Grecia</strong> e in misura minore dalla <strong>Bulgaria</strong>, prima di attraversare i territori di Macedonia del Nord, Serbia e infine <strong>Bosnia</strong>. Da qui si prova poi il &#8220;salto&#8221; verso la <strong>Croazia</strong> e quindi verso il territorio comunitario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede nei Balcani </h2>



<p>L&#8217;arrivo dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani</a> a Kabul e il persistere delle condizioni di insicurezza in Iraq e Siria sta certamente contribuendo ad alimentare la rotta balcanica. La grande impennata di attraversamenti registrati nei confini orientali dell&#8217;Ue viene ricondotta proprio al grave contesto politico e militare dei Paesi mediorientali. Ma ci sono anche altre spiegazioni dietro l&#8217;incremento dei numeri. A spiegarlo a Giovanni Vale dell&#8217;Ispi è stata Silvia Maraone, rappresentante dell&#8217;associazione <strong>Ipsia</strong>. Si tratta di uno degli enti che operano in Bosnia, Paese che l&#8217;anno scorso ha assorbito buona parte dei migranti respinti dalla Croazia e quindi rimasti nel &#8220;limbo&#8221; della rotta balcanica. </p>



<p>&#8220;Quello in corso &#8211; ha dichiarato &#8211; è un anno piuttosto strano. Da un lato registriamo un numero di arrivi più alto rispetto all&#8217;anno scorso, dall&#8217;altro la permanenza media in Bosnia è molto bassa. Ecco che i quattro campi profughi bosniaci non sono più pieni&#8221;. I centri d&#8217;accoglienza bosniaci, gravemente sovraffollati nel 2021, in questo 2022 sembrano quasi svuotati. Silva Maraone attribuisce questo fenomeno al cambio di atteggiamento della Croazia. </p>



<p>Il governo di Zagabria infatti l&#8217;anno scorso più volte è stato criticato per i metodi con i quali ha respinto i migranti arrivati dalla Bosnia. <strong>Respingimenti</strong> che ha quindi permesso al flusso migratorio di arrestarsi in parte in territorio bosniaco. Oggi invece la Croazia, candidata all&#8217;ingresso nell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-trattato-di-schengen.html">area Schengen</a> a partire dal primo gennaio, ha cambiato atteggiamento. La polizia di frontiera ha iniziato a respingere sempre meno al fine di rispettare quelli che sono i dettami per l&#8217;adesione a Schengen. I migranti quindi entrano in territorio croato e ottengono da Zagabria un foglio di via che consente loro, solo per alcuni di giorni, di circolare liberamente. </p>



<p>In questa maniera chi ha attraversato la frontiera non è più presente irregolarmente in Croazia e può andare a raggiungere stazioni di bus e treni per continuare il viaggio. Si può quindi dire che il governo croato ha scelto di trasformare il proprio Paese in un semplice territorio di passaggio. Questo inevitabilmente permette più arrivi dalla rotta balcanica verso altre zone dell&#8217;Unione Europa, a partire dalle regioni nord orientali dell&#8217;Italia. Non è un caso se quest&#8217;anno il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> ha dovuto fronteggiare numeri molto più elevati di migranti all&#8217;interno del territorio regionale. </p>



<p>Non solo, ma negli ultimi mesi ad emergere è stata anche la questione serba. Il governo di <strong>Belgrado</strong> ha infatti garantito l&#8217;esenzione del visto ai cittadini di Tunisia, Cuba e Burundi. In questo modo in centinaia possono atterrare negli aeroporti serbi e poi dirigersi verso nord. Il ministro degli Esteri italiano, <strong>Antonio Tajani</strong>, assieme al ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, si è recato a Belgrado nei giorni scorsi anche per rappresentare le preoccupazioni di Roma sul fronte immigrazione. Da parte Ue è stato annunciato un <strong>piano d&#8217;azione</strong> per la rotta balcanica, sulla scia di quello presentato il 18 novembre per il mediterraneo centrale. Ma al momento non si conoscono i dettagli delle azioni che Bruxelles vorrà intraprendere. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La rotta del Mar Ionio </h2>



<p>Da non sottovalutare inoltre l&#8217;aumento degli attraversamenti irregolari lungo la rotta del Mediterraneo orientale. Anche in questo caso Frontex ha stimato un aumento rispetto al 2021 del 122%. Si tratta della rotta che tradizionalmente interessa maggiormente la <strong>Grecia</strong>. Così come sottolineato dai media ellenici, pochi giorni fa in un naufragio a largo di Creta sono morte 23 persone. Si trovavano a bordo con altri 500 migranti su un barcone partito dalla Turchia. </p>



<p>Ma più che di rotta orientale, occorrerebbe adesso parlare di rotta del Mar Ionio. La tratta interessa infatti l&#8217;intero specchio d&#8217;acqua tra la Turchia e le coste della Sicilia orientale e della Calabria. &#8220;L&#8217;80% dei migranti che oggi salpano dalla Turchia punta ad arrivare in Italia&#8221;, ha dichiarato il ministro dell&#8217;immigrazione greco<strong> Notis Mitarakis </strong>su un&#8217;emittente locale. E infatti il siracusano, così come il crotonese, sono interessati da sempre più sbarchi. Nella provincia più orientale della Sicilia, solo nell&#8217;ultima settimana sono arrivati almeno 800 migranti. </p>



<p>Non c&#8217;è quindi solo il Mediterraneo centrale e non c&#8217;è solamente la rotta libica. A spaventare Europa e Italia sono adesso altri fronti non meno difficili da gestire sia per le dinamiche politiche che per i numeri. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-nuove-rotte-che-spaventano-italia-ed-europa.html">Le nuove rotte migratorie che spaventano Italia ed Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tra i migranti di Bihac, la capitale della rotta balcanica</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/tra-i-migranti-di-bihac-la-capitale-della-rotta-balcanica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2021 05:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1170" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8.png 1170w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8-300x171.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8-1024x585.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8-768x438.png 768w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p>
<p>&#8220;Inshallah&#8221;. Lo gridano in coro alcuni giovani migranti afghani stipati in una baracca alle pendici delle colline di Bihac, in Bosnia. Quando gli si chiede se l&#8217;indomani mattina proveranno di nuovo ad affrontare &#8220;the game&#8221; rispondono: &#8220;Inshallah&#8221;, a Dio piacendo. Il gioco di cui si parla consiste nell&#8217;avventurarsi tra i boschi ad ovest della Federazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/tra-i-migranti-di-bihac-la-capitale-della-rotta-balcanica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/tra-i-migranti-di-bihac-la-capitale-della-rotta-balcanica.html">Tra i migranti di Bihac, la capitale della rotta balcanica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1170" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8.png 1170w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8-300x171.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8-1024x585.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-8-768x438.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p><p>&#8220;Inshallah&#8221;. Lo gridano in coro alcuni giovani migranti afghani stipati in una baracca alle pendici delle colline di <strong>Bihac</strong>, in Bosnia. Quando gli si chiede se l&#8217;indomani mattina proveranno di nuovo ad affrontare &#8220;the game&#8221; rispondono: &#8220;Inshallah&#8221;, a Dio piacendo. Il gioco di cui si parla consiste nell&#8217;avventurarsi tra i boschi ad ovest della Federazione bosniaca, attraversare in qualche modo il fiume <em>Una</em> (più semplice in agosto, ben più complicato nel resto dell&#8217;anno), evitare di essere incrociati e respinti dalla polizia della vicina Croazia e riuscire così ad entrare in <strong>Unione europea</strong>. Da lì, proseguire il viaggio che in alcuni casi dura da mesi verso l&#8217;Italia, la Germania o la Francia.</p>
<p>D&#8217;estate sono tantissimi, circa <strong>7mila</strong>, anche se i censimenti sono quasi impossibili, concentrati nelle fabbriche abbandonate, nelle foreste, nei campi d&#8217;accoglienza a Bihac: la Lampedusa dei Balcani. In quella che è a tutti gli effetti la capitale della cosiddetta &#8220;rotta balcanica&#8221;, il fenomeno migratorio non viene gestito, bensì accantonato, tollerato malamente, &#8220;scaricato&#8221; alle responsabilità dell&#8217;Unione europea e degli stati direttamente interessati: Croazia, Slovenia, Austria, Ungheria (che ha chiuso qualsiasi tipo di accesso escludendo così il passaggio verso la Serbia e verso la Republika Srpska, l&#8217;entità interna alla Bosnia amministrata da serbi).</p>
<p><figure id="attachment_329442" aria-describedby="caption-attachment-329442" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329442 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto1-1024x578.png" alt="" width="1024" height="578" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto1-1024x578.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto1-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto1-768x434.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto1-334x188.png 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto1.png 1087w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-329442" class="wp-caption-text">Volontari tra i boschi di Bihac (Foto Daniele Dell&#8217;Orco)</figcaption></figure></p>
<h2>70 mila arrivi in tre anni</h2>
<p>Dal 2018 ad oggi oltre 70mila tra afghani, pakistani, bengalesi e qualche nordafricano che non ha percorso la rotta mediterranea, hanno sfidato la sorte passando per Bihac. Senza alcun tipo di assistenza reale né corridoi umanitari degni di nota, sono finiti nel limbo dei campi d&#8217;accoglienza di Bira e Lipa. Il primo, nel pieno centro della città da 60mila abitanti, è stato chiuso a settembre 2020 dopo le proteste veementi dei residenti locali. Che attenzione, in quanto bosniaci-musulmani, sanno bene cosa voglia dire essere costretti all&#8217;esodo visto che i più adulti hanno vissuto sulla loro pelle l&#8217;esperienza della guerra e dell&#8217;abbandono delle proprie case durante la dissoluzione dell&#8217;ex Jugoslavia, stretti tra i croati ad ovest e i serbi ad est. &#8220;Stavolta però &#8211; dicono alcuni di loro &#8211; La situazione è insostenibile. Sono troppi&#8221;.</p>
<p>Così, le autorità hanno concentrato la maggior parte dei rifugiati a <strong>Lipa</strong>, un altopiano isolato 30km a sud di Bihac. Ufficialmente per minimizzare il rischio di contagi da Covid-19 e concentrare i migranti in una struttura più accogliente. Ufficiosamente, per spostare il problema fuori città. L&#8217;IOM, l&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni, a dicembre ha annunciato di voler chiudere il campo per via delle <strong>condizioni disumane</strong> denunciate già <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/1/13/hundreds-of-migrants-face-icy-struggle-in-former-bosnia-camp">da diverse associazioni umanitarie</a>, e il campo è piombato <strong>nel caos</strong>. Sull&#8217;onta della rabbia, alcuni migranti hanno fuoco a delle tende. Ne è nato un rogo di proporzioni abnormi. Tutti, o quasi, sono fuggiti nelle ex fabbriche dismesse o bombardate durante la guerra.</p>
<p>Il Consiglio dei ministri bosniaco ha così preso la palla al balzo e ha deciso di riallestire il campo e riconvertirlo a centro di accoglienza ufficiale, approfittando magari dei fondi europei che dal 2018 sono arrivati nell&#8217;ordine di circa <strong>135 milioni</strong>, finiti chissà dove negli apparati statali divisi tra bosniaci e serbi, nelle tasche di funzionari corrotti, nella gestione &#8220;spartana&#8221; delle associazioni umanitarie.</p>
<h2>Verso un unico grande campo</h2>
<p>Da settembre, circa 1500 persone verranno accolte a Lipa. Non solo uomini come accadeva in passato, ma anche donne e bambini. Ma il problema sarà tutt&#8217;altro che risolto. Perché la Bosnia intende dirottare a Lipa molti altri rifugiati sparsi nei campi &#8220;ufficiosi&#8221; nella regione, molti altri ancora ne arriveranno in <strong>fuga dall&#8217;Afghanistan</strong>, e praticamente nessuno chiede asilo e si colloca all&#8217;interno della società bosniaca (sono poco più di 1000 le richieste pervenute negli ultimi anni). Il nuovo campo di Lipa dovrebbe essere più confortevole, con container al posto delle tende, elettricità e vaccini anti-Covid. Ma resta il fatto che nessuno vuole restare in Bosnia.</p>
<p>Lipa rischia così di diventare un mega-ghetto in cui rinchiudere i migranti, liberi di uscire dall’alba fino alle ore 16.00, verosimilmente solo per tentare di attraversare il confine o di trasferirsi nelle foreste intorno a Bihac. Esattamente come accade ora e come abbiamo avuto modo di documentare su segnalazione di una delle Ong che presta assistenza ai migranti. O almeno ci prova. Perché oltre al confinamento, la strategia portata avanti dal governo bosniaco è quella della deterrenza.</p>
<p><figure id="attachment_329443" aria-describedby="caption-attachment-329443" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329443 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-10-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-10-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-10-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-10-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-10-334x188.png 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Foto-10.png 1244w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-329443" class="wp-caption-text">Un bivacco improvvisato (Foto Daniele Dell&#8217;Orco)</figcaption></figure></p>
<p>La Bosnia, dov&#8217;è vietato donare anche solo del cibo ai migranti, punta a diventare così &#8220;inospitale&#8221; da convincere i rifugiati a non partire proprio. Già dal 2019 il governo ha istituito posti di blocco per impedire (senza successo) l’ingresso nel Cantone, ha vietato di prendere in affitto stanze in ostelli o in abitazioni private lasciando le persone nelle strade, ha reso complicatissima (e lunghissima) la concessione dei visti.</p>
<p>&#8220;Ma comunque saranno in tantissimi &#8211; ci spiega Milan (nome di fantasia) &#8211; Perché anche chi viene respinto da Slovenia, Italia, Ungheria o Serbia, in un modo o nell&#8217;altro finisce qui, a Bihac&#8221;. È così che la Bosnia è diventato il più grande hub &#8220;terrestre&#8221; per i migranti in Europa. Un collo di bottiglia dove si vive in condizioni disastrose tra i boschi, o sotto lo zero negli edifici abbandonati durante la stagione fredda.</p>
<p>E quando ad arrestare la corsa verso l&#8217;Europa non ci pensano il freddo, le malattie o la polizia croata, i migranti rischiano di finire su una mina antiuomo retaggio della guerra del 1995, o di essere presi di mira dalle <strong>gang</strong> di stranieri, chiamati &#8220;Ali-Baba&#8221;, che in Bosnia si sono organizzati non per attraversare il confine ma solo per derubare i rifugiati dei pochi soldi che riescono a farsi inviare per intraprendere &#8220;the game&#8221;.</p>
<h2>Rischio catastrofe nel prossimo inverno</h2>
<p>&#8220;È così &#8211; ci racconta ancora Milan &#8211; che alcuni muoiono accoltellati. Ne abbiamo trovati diversi che sono sepolti nel cimitero di Humci&#8221;. È un piccolo appezzamento di terra a Bihac dove campeggiano una ventina di <strong>lapidi</strong>, molte delle quali senza alcun nome sopra ma con solo la dicitura &#8220;NN Lice&#8221;, che vuol dire in sostanza John Doe, e la causa della morte. Che non è mai naturale. La crisi umanitaria, in questo modo, non si arresta mai. Anzi, peggiora anno dopo anno. Nei mesi a venire c&#8217;è da scommettere che migliaia di afghani in fuga dalla morsa dei talebani finiranno a Bihac, proprio nel periodo peggiore: l&#8217;inverno.</p>
<p>Il malcontento, sia da parte dei residenti che degli stessi migranti, rischia di salire alle stelle e i casi di scontri violenti sono in aumento. Sui <strong>social</strong> la rabbia monta da tempo e ci sono diversi gruppi Facebook di cittadini di Bihac in cui si invocano espulsioni o provvedimenti severi nei confronti degli irregolari. E la crisi afghana, in qualche modo, ha già impattato, con la chiusura dei <em>Money Transfer</em> di Kabul che sono indispensabili per l&#8217;invio di denaro per il sostentamento o per attraversare il confine. L&#8217;Europa al momento non intende avviare politiche di redistribuzione, o imbastire sistemi di accoglienza diversi. La Bosnia, nel frattempo, fa quel che può. Spesso anche meno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/tra-i-migranti-di-bihac-la-capitale-della-rotta-balcanica.html">Tra i migranti di Bihac, la capitale della rotta balcanica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Viktor Orban lancia il progetto &#8220;zero migranti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/viktor-orban-lancia-il-progetto-zero-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2021 14:39:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Viktor Orban si è da sempre contraddistinto in Europa per le sue politiche fortemente contrarie all&#8217;immigrazione e che vedevano l&#8217;Ungheria come territorio di transito (e talvolta di stanziamento) per coloro che giungono in Europa attraverso la rotta Balcanica. Risale al 2015, infatti, la costruzione delle barriere di filo spinato poste ai confini con Croazia e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/viktor-orban-lancia-il-progetto-zero-migranti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Viktor-Orban-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a> si è da sempre contraddistinto in Europa per le sue politiche fortemente contrarie all&#8217;<strong>immigrazione</strong> e che vedevano l&#8217;Ungheria come territorio di transito (e talvolta di stanziamento) per coloro che giungono in Europa attraverso la rotta Balcanica. Risale al 2015, infatti, la costruzione delle barriere di filo spinato poste ai confini con Croazia e Serbia, aventi lo scopo di<strong> impedire</strong> o almeno limitare il superamento illegale della frontiera di Budapest. Adesso, però, con la pandemia di coronavirus e con le preoccupazioni della popolazione ungherese legate agli alti tassi di disoccupazione il leader di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-prospettive-di-fidesz-il-partito-di-viktor-orban.html">Fidezs</a> starebbe pensando di spingersi addirittura oltre, segnando uno storico importante all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea.</p>
<h2>Budapest rilancia la politica &#8220;zero migranti&#8221;</h2>
<p><a href="https://www.spiegel.de/ausland/ungarn-viktor-orban-will-jede-art-von-migration-fuer-zwei-jahre-verbieten-a-7321366f-9507-4a19-877a-15c91b3f542d">Come riportato dalla testata giornalistica tedesca <em>Der Spiegel</em></a><em>, </em>in un discorso alla nazione Orban avrebbe espresso le proprie preoccupazioni per lo scenario sanitario locale qualora i <strong>flussi migratori</strong> riprendessero con la veemenza degli anni passati. E in questa situazione, dunque, si sarebbe detto disposto a spingere per l&#8217;attuazione di politiche maggiormente stringenti, lasciando come unica via di accesso al Paese per gli stranieri extracomunitari la richiesta di asilo politico, anche se nel Paese i tassi di rifiuto delle domande sono tra i più alti d&#8217;Europa.</p>
<p>Con la politica definibile come <strong>&#8220;zero migranti&#8221;</strong>, dunque, l&#8217;Ungheria vuole rilanciare ancora una volta nei confronti di Bruxelles il proprio guanto di sfida per una situazione che da troppi anni esaspera i Paesi posti al confine dell&#8217;Unione europea. E premendo sull&#8217;emergenza sanitaria, la speranza è quella di riuscire a smarcarsi dalle stringenti normative e direttive dei palazzi d&#8217;Europa, che impongono rigidi canoni di accoglienza ai quali anche Budapest è costretta al momento a sottostare.</p>
<h2>Accesso consentito solo ai cittadini europei?</h2>
<p>Come si può evincere dalle parole del premier ungherese e dalle norme vigenti all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea, dunque, l&#8217;accesso al Paese dovrebbe essere consentito, lavorativamente e almeno per i prossimi due anni, solo per i cittadini dell&#8217;Unione. Una situazione prevista e garantita dal <strong>trattato di Maastricht</strong> e in virtù delle necessità di Budapest di aver accesso a lavoratori qualificati non reperibili sempre all&#8217;interno dei propri confini. Per quanto riguarda i cittadini extracomunitari, invece, il blocco sarebbe valido anche per i lavoratori specializzati e, realisticamente, anche per gli studenti che non possono dimostrare capacità economico-finanziarie sufficienti a mantenersi autonomamente.</p>
<h2>Si rischia lo scontro frontale con Bruxelles?</h2>
<p>Senza ombra di dubbio, le <strong>preoccupazioni</strong> legate alla possibilità che focolai di coronavirus scoppino all&#8217;interno dei flussi migratori non riguarda solo l&#8217;Ungheria ma anche gli altri Paesi di confine nonché la stessa Ue. Tuttavia, la necessità di sottostare ai trattati internazionali e l&#8217;approccio tenuto nei confronti della migrazione irregolare negli ultimi anni difficilmente metterà le istituzioni comunitarie nella condizione di imporre il blocco migratorio. E in questo scenario, dunque, lo<strong> scontro frontale</strong> per la decisione presa unilateralmente da Budapest parrebbe essere inevitabile nel prossimo futuro, considerando anche i precedenti che hanno visto l&#8217;Ungheria essere messa sotto accusa per la sua legislazione definita troppo stringente nei confronti degli immigrati.</p>
<p>Qualora si consumasse però una nuova spaccatura, la sensazione è quella che il <strong>distacco</strong> teorico-pratico tra Budapest e Bruxelles rischi di diventare incolmabile, nonché emulabile anche dagli altri Paesi aderenti al <strong>gruppo di Visegrad</strong>. Ponendo, di conseguenza, la stessa Unione europea nella condizione di dover agire, onde evitare l&#8217;insurrezione degli altri Paesi di frontiera (come Grecia, Italia e Spagna) che in modi e modalità differenti affrontano lo stesso problema. In uno scenario che, infine, potrebbe far divenire l&#8217;Europa più divisa che mai.</p>
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		<title>Ecco a che punto è la situazione lungo la rotta balcanica</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-a-che-punto-e-la-situazione-lungo-la-rotta-balcanica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 15:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1346" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-300x210.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-1024x717.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-768x538.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-1536x1076.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-2048x1435.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Archiviata la stagione invernale, ridimensionata l’emergenza Covid, la rotta balcanica è destinata a tornare di attualità. Frontex negli ultimi dati forniti ad aprile, ha certificato una situazione molto allarmante con numeri relativi a questa rotta paragonabili a quelli della tratta del Mediterraneo centrale. Il problema potrebbe riguardare anche l’Italia. Infatti il Friuli Venezia Giulia registra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-a-che-punto-e-la-situazione-lungo-la-rotta-balcanica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-a-che-punto-e-la-situazione-lungo-la-rotta-balcanica.html">Ecco a che punto è la situazione lungo la rotta balcanica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1346" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-300x210.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-1024x717.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-768x538.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-1536x1076.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rotta-balcani-la-presse-2048x1435.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Archiviata la stagione invernale, ridimensionata l’emergenza Covid, la rotta balcanica è destinata a tornare di attualità. <strong>Frontex</strong> negli ultimi dati forniti ad aprile, ha certificato una situazione molto allarmante con numeri relativi a questa rotta paragonabili a quelli della tratta del <strong>Mediterraneo centrale</strong>. Il problema potrebbe riguardare anche l’<strong>Italia</strong>. Infatti il Friuli Venezia Giulia registra importanti flussi in ingresso dalla Slovenia.</p>
<h2>Quella rotta mai chiusa del tutto</h2>
<p>Di rotta balcanica si è iniziato a parlare nel 2016. Per la prima volta le porte d&#8217;Europa sono state messe sotto pressione sul fronte terrestre e non su quello mediterraneo. Soltanto in <strong>Germania</strong>, più di mezzo milione di migranti siriani a cavallo tra il 2015 e il 2016 è riuscito ad entrare anche grazie alle politiche di accoglienza del governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a>. In quei mesi è nata la forte <strong>contrapposizione</strong> ancora esistente in Europa tra la posizione della commissione e quella dei Paesi del cosiddetto “blocco di <strong>Visegrad</strong>”. Questi ultimi hanno sbarrato le frontiere, impedendo la risalita della carovana di migranti. Tutto ha avuto origine dalla <strong>Turchia</strong>. Da qui migliaia di persone provenienti soprattutto dal medio oriente hanno iniziato a premere lungo i confini con la Grecia. Poi interi gruppi risalivano la penisola ellenica giungendo nei Balcani. L&#8217;obiettivo era raggiungere il nord Europa.</p>
<p>A fine 2016 la Germania ha cambiato linea. Berlino ha decretato un deciso stop all&#8217;accoglienza di massa ed ha spinto l&#8217;Europa a trattare il governo di Ankara. Il presidente turco<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"> Recep Tayyip Erdogan</a> è riuscito a strappare un <strong>accordo</strong> da tre miliardi di Euro all&#8217;anno per chiudere i confini. Da lì in poi la rotta balcanica è tornata ad essere quasi nell&#8217;anonimato. Ma negli anni di migranti, seppur in misura di gran lunga inferiore, ne sono partiti. La tratta è sempre la stessa: si arriva in Grecia dalla Turchia e poi si risale l&#8217;intera penisola balcanica. Da diverso tempo il tragitto si è però leggermente modificato: le carovane passano dalla <strong>Bosnia</strong> e vedono nel<strong> confine croato</strong> il primo avamposto dell&#8217;Ue verso cui arrivare. Questo ha trasformato Zagabria nel Paese europeo di primo approdo della rotta balcanica.</p>
<h2>“La situazione al confine croato è vergognosa”</h2>
<p><strong>Frontex</strong> nei giorni scorsi ha lanciato l&#8217;allarme. L&#8217;agenzia europea sul controllo dei confini ha quantificato il numero di migranti entrato in Ue tramite la rotta balcanica in questo 2021: dal primo gennaio al 30 aprile <a href="https://frontex.europa.eu/media-centre/news/news-release/situation-at-eu-external-borders-detections-rise-from-record-lows-a-year-ago-b8r59Y">si parla di qualcosa come 11.600 persone</a>, una cifra non lontana da quella riguardante il Mediterraneo centrale. Soltanto ad aprile i migranti entrati dalla <strong>Croazia</strong> sono stati 3.100, 33 volte in più rispetto allo stesso mese del 2020. E questo nonostante il pugno duro di Zagabria: “L’inverno appena trascorso, in piena stagione pandemica, ha rappresentato una delle pagine più vergognose della storia europea – ha tuonato su <em>InsideOver</em> il ricercatore<strong> Francesco Trupia</strong> – migliaia di rifugiati e migranti sono stati lasciati nelle vicinanze del confine croato sul versante bosniaco, senza una protezione umanitaria, in pessime condizioni igienico sanitarie, senza nessuno screening per l’infezione da Sars-Cov-2, e sotto le ingiustizie della polizia di frontiera croata e bosniaca”.</p>
<p>Trupia per anni ha lavorato nei Balcani e conosce molto bene la situazione. Secondo il ricercatore, quanto accaduto lungo il confine croato ha sì destato l&#8217;attenzione dell&#8217;Europa, ma nella regione per adesso le <strong>priorità</strong> sono altre: “Soprattutto dopo la pubblicazione dei “non-papers” da parte di alcune agenzie locali – ha sottolineato – il tema dell’immigrazione all’interno della regione balcanica è sicuramente passato in secondo piano”. Il riferimento è a quel documento, attribuito al premier sloveno, in cui si parla di rimodulazione dei confini della Bosnia. Argomento delicato, il quale però non può cancellare quanto sta accadendo sul fronte migratorio: “La situazione lungo le frontiere bosniaco-croate, ma anche in Turchia – ha concluso Francesco Trupia – si potrebbe improvvisamente riaprire una nuova crisi sulle sponde delle isole greche e il confine greco-bulgaro”.</p>
<p>Sul perché dell&#8217;impennata degli arrivi lungo la rotta balcanica e sui motivi circa una possibile nuova emergenza in estate, al momento non esiste univoca risposta. Dagli ambienti di Frontex non ci si sbilancia. Fonti diplomatiche puntano il dito sulla perdurante crisi economica innescata dal Covid, ma c&#8217;è anche chi vede nei nuovi numeri allarmanti della tratta l&#8217;azione politica di una Turchia che vuole battere ulteriormente i pugni in Europa.</p>
<h2>Quei numeri che preoccupano il Friuli Venezia Giulia</h2>
<p>Una nuova crisi potrebbe coinvolgere anche l&#8217;Italia. Il nostro Paese, già alle prese con l&#8217;aumento di sbarchi lungo le coste siciliane, potrebbe vedere nel confine tra <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Slovenia</strong> una sorta di &#8220;nuova Lampedusa&#8221;. Sì perché dopo il confine tra Croazia e Bosnia c&#8217;è la Slovenia e bastano pochi chilometri poi per giungere nel nostro Paese. Dall’inizio dell’anno ad oggi, secondo i dati della regione Friuli, sono stati 1.300 gli stranieri arrivati sul territorio friulano. Una situazione che potrebbe far presagire l’inizio di un fenomeno che, per i prossimi mesi, terrà alta l’attenzione. Fino ad oggi infatti a rallentare i movimenti migratori verso l’Italia settentrionale sono stati due fattori: il rigido <strong>inverno</strong> da una parte e l&#8217;emergenza sanitaria all’altra. La rotta seguita dai migranti attraverso i suoi terreni montuosi, durante la stagione invernale è pressoché impraticabile a causa del ghiaccio e delle rigide temperature. Il tutto, fino ad ora, è stato aggravato anche da una situazione sanitaria poco favorevole agli spostamenti a causa della pandemia.</p>
<p>Ne sanno qualcosa in Croazia: qui, come raccontato da Francesco Trupia, le frontiere sono state sigillate e i migranti rimandati in Bosnia dove hanno trovato riparo in posti di fortuna. Ma attenuatosi il periodo dell’emergenza Covid e arrivata la stagione delle belle temperature, ecco che le partenze stanno iniziando nuovamente a far sentire il loro peso. Lo scorso anno, nel solo Friuli Venezia Giulia<a href="http://www.regioni.it/migrazioni/2020/08/05/migranti-fedriga-1000-arrivi-al-mese-in-fvg-ingestibile-617335/">, si è arrivati a registrare mille migranti in ingresso al mese</a> e, sulla base dei nuovi movimenti, si teme che si raggiungano presto questi ritmi. A <strong>Udine</strong>, lì dove all&#8217;interno dell&#8217;ex caserma Caverzerani nel 2020 è stato allestito il principale hub per i migranti, ci si prepara al peggio. In allerta anche le province di <strong>Trieste</strong> e <strong>Gorizia</strong>.</p>
<h2>Cosa succede alle frontiere</h2>
<p>Se dall’altra parte dell’Italia, a <strong>Lampedusa</strong> nello specifico, l’arrivo dei migranti che seguono la rotta del Mediterraneo centrale viene segnalato dall’intercettazione di barchini e gommoni, nel Friuli Venezia Giulia l’arrivo degli stranieri viene preannunciato dall’individuazione di gruppetti di individui che camminano all’ingresso delle città. Spaesati, confusi e a tratti anche impauriti, i migranti temono di essere scoperti dalle Forze di polizia per essere poi rimpatriati. Si tratta in prevalenza di gente che ha percorso a piedi numerosi chilometri e che, in prossimità del <strong>monte Cocusso</strong>, posto al confine tra l’Italia e la Slovenia, preannuncia il momento dell’arrivo. È proprio qui infatti che i protagonisti del viaggio della speranza ricevono l’ordine da parte dei <strong>trafficanti</strong> di cambiarsi gli indumenti per essere più simili agli italiani e dare meno all’occhio delle Forze dell’ordine. Poi o giungono a destinazione da soli oppure, come spesso accertato dagli inquirenti, attraverso <strong>passeur</strong> che li nascondono nei furgoni per lasciarli andare nel momento più opportuno. Ma sulle città di frontiera lo schieramento di polizia, carabinieri, guardia di finanza e militari è imponente: difficile passare senza creare sospetti e senza essere sottoposti ad identificazione.</p>
<p>Tuttavia su quanto sta accadendo lungo la frontiera c&#8217;è un&#8217;incognita che riguarda proprio i <strong>respingimenti</strong>. Nel 2020<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/condannato-pachistano-idolo-delle-ong-laccusa-inventata-1945165.html"> sono stati oltre 1.300 i migranti rimandanti indietro</a> perché entrati irregolarmente nel nostro territorio tramite la rotta balcanica. Adesso respingere sarà più difficile. A Roma infatti un giudice della procura capitolina ha definito i respingimenti alla frontiera “illegittimi”. Questo dopo un racconto, rivelatosi poi falso, di un migrante pachistano che ha dichiarato di essere stato picchiato dai poliziotti italiani. La prospettiva, in vista dell&#8217;estate, è l&#8217;emergere tra i migranti di un <strong>passaparola</strong> che veda nell&#8217;Italia un Paese da cui non si può essere respinti. Una circostanza che potrebbe alimentare ulteriori difficoltà nella <strong>gestione</strong> della tratta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-a-che-punto-e-la-situazione-lungo-la-rotta-balcanica.html">Ecco a che punto è la situazione lungo la rotta balcanica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Kabul ad Aleppo. Passando per Belgrado</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/da-kabul-ad-aleppo-passando-per-belgrado.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 16:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-1536x1059.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-2048x1412.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Ci sono quasi 2mila chilometri tra Aleppo e Idomeni, in Grecia, al confine con la Macedonia del Nord. In auto, se tutto va bene, ci vogliono 20 ore e 38 minuti, a piedi 350 ore, 15 giorni camminando giorno e notte, 30 giorni camminando 12 ore al giorno. Idomeni, Grecia, confine ferroviario con la Macedonia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/da-kabul-ad-aleppo-passando-per-belgrado.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-1536x1059.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_03-2048x1412.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                        Migrazioni
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                    Da Kabul ad Aleppo. Passando per Belgrado
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                        Ci sono quasi 2mila chilometri tra Aleppo e Idomeni, in Grecia, al confine con la Macedonia del Nord. In auto, se tutto va bene, ci vogliono 20 ore e 38 minuti, a piedi 350 ore, 15 giorni camminando giorno e&#8230;
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        <p>Ci sono quasi 2mila chilometri tra Aleppo e Idomeni, in Grecia, al confine con la Macedonia del Nord. In auto, se tutto va bene, ci vogliono 20 ore e 38 minuti, a piedi 350 ore, 15 giorni camminando giorno e notte, 30 giorni camminando 12 ore al giorno.</p>
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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1547" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-306986" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-300x242.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-1024x825.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-768x619.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-1536x1237.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_02-2048x1650.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Idomeni, Grecia, confine ferroviario con la Macedonia del Nord. Ero lì nel 2016. Ci arrivai con un pullman insieme ad una trentina di profughi siriani; la prima fotografia che feci mostra una sola tenda, un palo piegato e un bambino che tira calci ad un pallone. Il giorno seguente i pullman furono quattro e le piccole tende si moltiplicarono: quattro, dieci, cento, le persone: uomini, donne, vecchi e bambini arrivarono a migliaia. I siriani nella fuga non abbandonavano nessuno, nemmeno il vecchio padre sulla sedia a rotelle.</p>
<p>&nbsp;</p>

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    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Fuggivano da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bashar al Assad</strong></a> e da una <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">guerra terribile</a>: fuggivano dai russi e dagli americani. Arrivarono anche le Ong, la polizia e l&#8217;esercito da una parte e dall’altra del confine. Un confine debole, giusto un po&#8217; di filo spinato. Per il momento nessuna barra. Nessuna garitta. Pochi controlli. Cominciarono le code per un po&#8217; di cibo, per qualche abito o per una visita medica.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-scaled.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-307104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-1024x681.jpg" alt="" width="1024" height="681" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_09-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Grazie ad Angela Merkel, che offrì visti di ingresso in Germania, iniziarono i primi passaggi in Macedonia del Nord in modo ordinato; mano a mano che gli arrivi aumentavano la frontiera si stringeva, si alzavano reti e reticolati e la polizia si irrigidiva. Arrivarono il freddo la pioggia e giorni di fango e poi la frontiera si chiuse come una clessidra sulla rabbia dei profughi che passavano oramai come granelli di sabbia.</p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-scaled.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-306990" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-681x1024.jpg" alt="" width="681" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-681x1024.jpg 681w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-768x1155.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-1021x1536.jpg 1021w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-1362x2048.jpg 1362w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_04-scaled.jpg 1702w" sizes="auto, (max-width: 681px) 100vw, 681px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Ricordo quelle giornate al confine nel fango e sotto la pioggia, uomini e donne infreddoliti che si accalcavano, bambini silenziosi sulle spalle dei padri e sedie a rotelle spinte con fatica. Poi iniziarono le proteste, i tentativi di sfondare i reticolati e i gas sparati dai macedoni. Con gli scontri arrivarono a decine fotografi e giornalisti. Ora la tragedia faceva notizia.</span></p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1332" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-307099" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-1536x1066.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_05-1-2048x1421.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Ci sono quasi 6500 chilometri da Islamabad, Pakistan, a Bihac, in Bosnia. Da Kabul a Belgrado 5400 chilometri. In auto, se tutto va bene, ci vogliono 79 ore. A a piedi 1253, 53 giorni camminando giorno e notte, 100 giorni camminando 12 ore al giorno. A Belgrado i migranti vivono in un capannone abbandonato della stazione centrale. Non c’è luce e nemmeno finestre. Siamo avvolti dal fumo dei fuochi accesi. Bruciano di tutto, compresa la plastica, e la puzza di diossina ti entra nel naso e in bocca. Una sola fontanella all’esterno serve per bere, lavarsi e preparare un po&#8217; di minestra calda.</span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07.jpeg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-306993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07-1024x810.jpeg" alt="" width="1024" height="810" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07-1024x810.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07-300x237.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07-768x607.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07-1536x1214.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_07-2048x1619.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Nessuno li controlla. Nessuno li assiste. Tranne un furgoncino con targa inglese che arriva per portare il pranzo. Allora si mettono in coda, disciplinati, e prendono i piatti di plastica con il cibo. In piedi o accucciati mangiano quello che hanno portato loro (ah, quei piatti di plastica li ho visti ovunque nei campi: da Ceuta a Lampedusa da Otranto a Idomeni, sempre uguali, sempre bianchi e sempre mezzi vuoti).</span></p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-307106" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_02-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Possono uscire e nessuno lo impedisce: poche centinaia di metri fino ad un parco sul Danubio che oramai i belgradesi evitano. Qualcuno l’ho incontrato al bar dell’Hotel Istanbul,. Lì fa caldo e passano ore chiacchierando e bevendo caffè turco. Non sembrano ansiosi di rimettersi in cammino. Non molto lontano dalla stazione, gli arabi del Golfo stanno costruendo due enormi palazzi e questa sarà la ragione per il loro trasferimento altrove. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-scaled.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-307091" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-1024x833.jpg" alt="" width="1024" height="833" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-1024x833.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-300x244.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-768x625.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-1536x1249.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Beograd_04-2048x1666.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">A Bihac, in Bosnia, in un vecchio palazzo ci sono centinaia di profughi pakistani e afgani (come non distinguerli). Qui, oltre alle finestre, mancano anche le porte: dormono a gruppi di tre quattro sotto le coperte oppure camminano e fanno la coda, controllati da qualche agente nervoso. Una coda lunga per ogni cosa. Anche qui per un po&#8217; di cibo, qualche vestito o medicine.</span></p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-307093" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-1536x1058.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_05-2048x1411.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Un gruppo, fuori, ha acceso un fuoco. Cucina una frittata e quel pane sottile che ricorda il nostro carasau: è il pane di casa loro e, probabilmente, ha il sapore della memoria. Aspettano e si rinfrancano prima di di incamminarsi verso Velika Kladuša a 57 chilometri verso nord. Lì c’è il confine con la Croazia, l&#8217;Europa e il sogno.</span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-scaled.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-307094" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-1024x824.jpg" alt="" width="1024" height="824" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-1024x824.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-300x241.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-768x618.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-1536x1235.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Drina_17-2048x1647.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">A Velika si radunano vicino ad un ristorante. Un proprietario generoso offre un piatto di pasta o zuppa ad ognuno di loro. E anche a me. E&#8217; calda e buona quella minestra. Fuori, seduto per terra, un volontario di Sarajevo cura le ferite inflitte dalla polizia di Zagabria a quelli che hanno cercato di attraversare il confine. &#8220;Ci ho provato 15 volte&#8221;, mi dice un ragazzo afgano alto e magro, &#8220;mi hanno preso tutto, distrutto il cellulare e bastonato sulle gambe, domani ci riprovo poi ci accompagna al campo di partenza verso il confine, l’ultima tappa sarà tra i boschi e le mine dell’ultima guerra balcanica poi, a Dio piacendo, l’Europa e la Germania&#8221;.</span></p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-307097" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Idomeni_12-2048x1350.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p><span style="font-weight: 400;">Piove e fa freddo tra le tende del campo, tra la sporcizia e il fango. Tutto sembra provvisorio: anche gli aiuti (qualche scatoletta di tonno o sardine). Alcuni giovani hanno montato un samovar e distribuiscono del tè tiepido in bicchieri di plastica che regolarmente finiscono per terra. un furgone della Crbh arriva per la distribuzione del pranzo ma non ha molto successo. Non si fidano, mi dice una infermiera, ma non ne capisco le ragioni.</span></p>

    </div>
</div><div class="bottom-page">
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                            Foto e testo
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                                    Ivo Saglietti
                                </a>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/da-kabul-ad-aleppo-passando-per-belgrado.html">Da Kabul ad Aleppo. Passando per Belgrado</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rotta balcanica, così i migranti arrivano in Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/rotta-balcanica-cosi-i-migranti-arrivano-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Di Piazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2020 15:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria, migranti cercano di raggiungere la Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429-1024x538.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un viaggio di migliaia di chilometri che dalla Turchia arriva nel cuore dell&#8217;Europa. Da quando nell&#8217;estate del 2015 si è aperta la rotta balcanica, milioni di migranti hanno percorso la penisola per raggiungere i Paesi dell&#8217;Unione europea. Un flusso che è diminuito in seguito all&#8217;accordo tra l&#8217;Ue e la Turchia a inizio 2016, ma che non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/rotta-balcanica-cosi-i-migranti-arrivano-in-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/rotta-balcanica-cosi-i-migranti-arrivano-in-italia.html">Rotta balcanica, così i migranti arrivano in Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria, migranti cercano di raggiungere la Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Migranti-Germania-rotta-balcanica-La-Presse-e1583165637429-1024x538.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un viaggio di migliaia di chilometri che dalla Turchia arriva nel cuore dell&#8217;Europa. Da quando nell&#8217;estate del 2015 si è aperta la <strong>rotta balcanica</strong>, milioni di migranti hanno percorso la penisola per raggiungere i Paesi dell&#8217;Unione europea. Un flusso che è diminuito in seguito all&#8217;accordo tra l&#8217;Ue e la Turchia a inizio 2016, ma che non si è mai esaurito del tutto. Nuovi percorsi interni, dopo la chiusura dei confini da parte dell&#8217;Ungheria di Viktor Orbàn, hanno portato i migranti più a ovest attraverso Bosnia-Erzegovina, Croazia e Slovenia. E da lì, l&#8217;<strong>Italia</strong> è ad un passo.</p>
<p>Secondaria rispetto a quella del Mediterraneo, la rotta balcanica è tornata ad animarsi con forza dopo la decisione del presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> di <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-bomba-dei-migranti-dalla-turchia-pronta-a-riversarsi-sull-europa.html">aprire le frontiere e lasciar passare i migranti</a> intenzionati a raggiungere l&#8217;Europa. E così, dallo scorso febbraio, la tensione al confine tra Turchia, Grecia e Bulgaria è aumentata: migliaia di afghani, pachistani, iraniani e siriani ammassati alla frontiera si sono scontrati con le forze dell&#8217;ordine greche. Molti migranti sono però riusciti a superare le barriere e ad iniziare la risalita lungo la rotta balcanica. Secondo gli <a href="https://data2.unhcr.org/en/situations/southeasterneurope">ultimi dati dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite</a>, al 30 giugno sono oltre <strong>15mila gli immigrati bloccati alle porte dell&#8217;Unione europea</strong> tra Bosnia, Serbia e Macedonia. Così i migranti si accalcano ai confini dell&#8217;Europa che già deve fare i conti con <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/nei-campi-greci-si-rischia-una-catastrofe.html">l&#8217;esplosiva situazione sulle isole greche</a> dove sono stipate oltre 30mila persone in condizioni precarie.</p>
<p>Dopo essersi lasciati alle spalle Macedonia, Albania e Montenegro, i gruppi di migranti cercano di attraversare il confine che divide Bosnia e Serbia dalla Croazia. Una frontiera sempre presidiata dalle forze dell&#8217;ordine di Zagabria che, per dimostrare all&#8217;Europa di essere in grado di difendere i confini esterni dell&#8217;Unione, non esita ad adoperare la forza contro i migranti. Sostenuti da numerose Ong, i richiedenti asilo hanno più volte denunciato l&#8217;uso sistematico della <strong>violenza</strong> da parte della polizia croata. Picchiati, minacciati di morte, rimandati indietro con la forza, i migranti restano spesso bloccati per mesi nelle zone di confine. Ma c&#8217;è anche chi riesce ad attraversare illegalmente il Paese e, dopo aver superato la Slovenia, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/rotta-balcanica-scoppia-immigrati-incontenibili-1868520.html">si ritrova in Italia</a>.</p>
<h2>Italia, dove arriva la rotta balcanica</h2>
<p>I numerosi sentieri carsici che iniziano oltre il confine sboccano in <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>. E gli arrivi, negli ultimi mesi, non hanno conosciuto sosta. Gruppi di venti, trenta, cinquanta migranti, spesso anche minorenni, vengono rintracciati ogni giorno dalle forze dell&#8217;ordine di Trieste sulle strade di confine. Molti di loro sono subito riconsegnati alla polizia slovena, ma i frequenti respingimenti hanno portato la rotta balcanica ad allungarsi fino a Udine. Stipati a bordo di camion o camper, i migranti vengono lasciati dai <em>passeur</em> lontani dal confine in modo da non poter essere rimandati indietro. &#8220;I migranti hanno cambiato strategia. Prima arrivavano attraverso i sentieri carsici: se li trovavamo nel retro-valico entro 24 ore potevamo farli riammettere in Slovenia. Ora l&#8217;hanno capito e si fanno portare da camion e furgoni nei centri abitati&#8221;, ha spiegato a <em>Libero</em> il governatore del Friuli Venezia Giulia, <strong>Massimiliano Fedriga</strong>, chiedendo al premier Giuseppe Conte &#8220;di chiudere tutti i valichi minori e intensificare i controlli di polizia in quelli principali&#8221;.</p>
<p>L&#8217;emergenza immigrazione torna così ad esplodere al nord-est. A metà luglio, il ministro dell&#8217;Interno <strong>Luciana Lamorgese</strong> aveva spiegato che &#8220;la rotta balcanica sta andando abbastanza bene. Sono numeri che non corrispondono a quelli che abbiamo sul versante mediterraneo&#8221;. Mentre il ministro minimizzava così la situazione, in regione, in dieci giorni, entravano illegalmente quasi 300 migranti. E se i numeri sembrano bassi, basta pensare ai 15mila pronti a partire dai Balcani. &#8220;Effettivamente i flussi stanno andando molto bene e hanno raggiunto cifre ragguardevoli. La questione immigrazione in questi territori è un&#8217;emergenza e come tale deve essere sostenuta dall&#8217;esecutivo&#8221;, avevano subito replicato dal Sindacato autonomo di Polizia del Fvg. &#8220;Ho scritto al ministro Lamorgese &#8211; ha fatto poi sapere il sindaco di Udine, Pietro Fontanini -: <strong>il Friuli Venezia Giulia sta diventano come Lampedusa</strong>, una zona in cui arrivano centinaia di richiedenti asilo da Paesi che non sono in guerra&#8221;. Così, dopo numerose sollecitazioni, il ministro dell&#8217;Interno ha preannunciato ieri l&#8217;imminente <strong>rafforzamento del contingente di militari</strong> già destinato alla vigilanza della frontiera italo-slovena. Ma nessuna chiusura dei confini. &#8220;Il Governo Conte non vuole chiudere i valichi minori, di fatto permettendo che l&#8217;ingresso di immigrati clandestini prosegua. Se si dovessero riscontrare contagi provenienti dall&#8217;<span class="text_exposed_show">immigrazione irregolare della rotta balcanica ognuno si prenderà le proprie responsabilità anche dal punto di vista sanitario&#8221;,</span> ha tuonato subito dopo su Facebook il governatore Fedriga.</p>
<p>Mentre gli arrivi dalla rotta balcanica non accennano a ridursi, cresce la paura di nuovi contagi da <strong>coronavirus</strong>. I tre casi positivi al Covid-19 individuati a luglio tra i 500 richiedenti asilo ospiti dell&#8217;ex caserma Cavarzerani di Udine avevano portato il sindaco della città a trasformare l&#8217;edificio in una <strong>zona rossa</strong>. In <span class="hilg1">Friuli</span> Venezia Giulia &#8220;l&#8217;80% dei casi sono importati. La situazione al momento è sotto controllo, il territorio sta lavorando molto bene, ma sono comunque preoccupato. Continuano ad arrivare persone da Paesi dove i controlli sanitari sono blandi se non inesistenti&#8221;, aveva spiegato Fedriga pochi giorni fa. A inizio agosto, nuovi casi di coronavirus tra gli ospiti della Cavarzerani hanno spinto il primo cittadino a prolungare la quarantena di altre due settimane. <a href="http://ilgiornale.it/news/cronache/400-migranti-rivolta-udine-bruciano-i-materassi-e-porto-1881300.html">La notizia ha fatto subito scattare la <strong>rivolta</strong> nell&#8217;ex caserma</a> con i richiedenti asilo che hanno bruciato materassi e lanciato pietre alle forze dell&#8217;ordine e alla Protezione civile (<a href="https://www.ilgiornale.it/video/politica/migranti-protesta-centro-accoglienza-caverzani-udine-1881320.html">guarda il video</a>). &#8220;Entrano illegalmente in Friuli Venezia Giulia e si permettono pure di fare rivolte se chiediamo la quarantena per tutelare la salute pubblica &#8211; ha tuonato il governatore Fedriga -. I nostri cittadini sono stati chiusi a casa per settimane con grande senso di responsabilità, mentre immigrati entrati clandestinamente si ribellano. Faccio un appello al Governo sperando che ascolti: <strong>cacciateli</strong> subito al di fuori dei confini nazionali&#8221;.</p>
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		<title>Una nuova ondata migratoria dalla Grecia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/un-nuova-ondata-migratoria-dalla-grecia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 05:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Grecia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Con la tensione nata negli ultimi mesi ancora una volta lungo il confine terrestre con la Turchia, Atene teme fortemente di non riuscire a fare i conti con un ennesimo arrivo di massa di flussi migratori, che metterebbe ancora una volta sotto stress il sistema d&#8217;accoglienza ellenico. E soprattutto in questo delicato momento, dove l&#8217;allentamento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/un-nuova-ondata-migratoria-dalla-grecia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Grecia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Migranti-in-Grecia-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Con la tensione nata negli ultimi mesi ancora una volta lungo il confine terrestre con la Turchia, Atene teme fortemente di non riuscire a fare i conti con un ennesimo arrivo di massa di <strong>flussi migratori</strong>, che metterebbe ancora una volta sotto stress il sistema d&#8217;accoglienza ellenico. E soprattutto in questo delicato momento, dove l&#8217;allentamento delle restrizioni di circolazione deciso in Turchia da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> preannuncia nuovi rischi per le frontiere del Paese.<br />
Stando a quanto riportato dalla testata tedesca <em><a href="https://www.spiegel.de/politik/ausland/fluechtlinge-in-griechenland-ploetzlich-vor-dem-nichts-a-fe512b5b-ce08-4ba4-b3d8-21f55df38316">Der Spiegel</a>, </em>il premier greco <strong>Kiriakos Mitsotakis</strong> avrebbe infatti deciso di tutelarsi nel caso di questa eventualità, liberando di fatto oltre <strong>11mila</strong> posti all&#8217;interno dei campi sulla terraferma. E per fare questo, ovviamente, si è reso necessario mettere letteralmente per strada un numero altrettanto alto di persone &#8211; molte delle quali senza una meta precisa dove potersi quindi recare &#8211; che rischiano a questo punto di causare tensioni con la stessa popolazione della Grecia nonché un riversamento di massa verso le frontiere della Macedonia e dell&#8217;Albania.</p>
<h2>Il fiume Evros è più caldo dell&#8217;Acheronte</h2>
<p>Dallo scorso febbraio, le criticità sull&#8217;esile confine terrestre tra Atene ed Ankara sono esplose a seguito della decisione di Erdogan di dare il via libera ai richiedenti asilo diretti verso l&#8217;Unione Europea. In questo braccio di ferro che si ripete preciso quanto un orologio svizzero la Grecia si è trovata ancora una vota nel mezzo, nel bel pieno della crisi sanitaria causata dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Covid-19</a> &#8211; e gestita comunque in modo magistrale dalle autorità di Atene. Tuttavia, la situazione creatasi lungo le rive del fiume <strong>Evros</strong> e nello stretto braccio di mare che separa Smirne dalle isole greche ha reso ancora una volta insostenibile la situazione, con la Grecia preoccupata di dover fare i conti ancora una volta con dei numeri fuori dalle proprie capacità.</p>
<h2>Il pugno duro di Mitsotakis</h2>
<p>Da quando è diventato presidente del Paese, Mitsotakis ha portato avanti una politica migratoria volta a liberare piano piano il Paese dal peso di un sistema d&#8217;accoglienza diventato <strong>insostenibile</strong>. In parte tramite l&#8217;ammodernamento delle strutture, in parte tramite la ridistribuzione e infine con i <strong>respingimenti</strong>, la situazione ellenica era sembrata parzialmente rientrata sino all&#8217;inizio di questo 2020. Tuttavia, anche in questo caso le intenzioni del premier greco sono tutt&#8217;altro che indirizzate a riportare nel Paese problematiche e tensioni che &#8211; si spera &#8211; ormai dovrebbero far parte soltanto del passato della Grecia.</p>
<h2>Nuove tensioni in vista?</h2>
<p>Con la decisione sua e del suo governo di liberare 11mila posti dai centri terrestri, la linea tenuta in questo ultimo periodo è stata comunque confermata, sebbene evidenzi delle <strong>criticità</strong> che a questo punto devono essere affrontate. Innanzitutto è impossibile non sottolineare come i migranti riversati per le strade non abbiano apparentemente un posto dove recarsi, oltre a delle entrate misere o nulle che non permettono un&#8217;adeguata integrazione con la società. E con la mancanza di lavoro causata dall&#8217;epidemia unita alle poche possibilità di trovare alloggi da affittare il rischio che buona parte di coloro che decideranno di restare si riversi nelle fila della <strong>criminalità</strong> è molto elevato.</p>
<p>In questo modo, la situazione preannuncia una nuova stagione di tensioni tra il popolo della Grecia e i rifugiati, in grado di rievocare vecchi spettri di un passato ancora non così tanto lontano. E soprattutto potrebbe mettere paradossalmente a dura prova la stessa <strong>fiducia</strong> nei confronti del governo ellenico, nonostante le politiche anti-migratorie portate avanti sin dal suo insediamento.</p>
<h2>Una nuova ondata si avvicina all&#8217;Europa</h2>
<p>Un&#8217;altra conseguenza dello svuotamento dei campi d&#8217;accoglienza della Grecia sarà quella relativa ad un nuovo flusso migratoria proveniente dal Peloponneso e diretto verso l&#8217;Europa continentale. Con la possibilità infatti per 90 giorni di tenere valido il visto concesso da Atene, è possibile per i migranti effettuare la <strong>traversata balcanica</strong> sperando di riuscire a fare nuovamente ingresso nei Paesi dell&#8217;Unione Europea. E per farlo, le tappe obbligate sono quelle che vedono il passaggio attraverso l&#8217;Albania e le ex-repubbliche della Jugoslavia e che conducono alle frontiere della Croazia e dell&#8217;Ungheria, che vessano già in condizioni di sovraffollamento.</p>
<p>Con la crisi sanitaria causata dal coronavirus che ha allentato le pratiche e reso più complicato l&#8217;ingresso all&#8217;interno della Comunità europea, la situazione rischia dunque di uscire ancora una volta <strong>fuori controllo</strong>. E considerando anche le poche volontà dei Paesi centrali di accedere ala redistribuzione dei migranti in questo delicato momento, nulla sinceramente lascia sperare per il meglio; dando luogo così ad una crisi che &#8211; ancora una volta &#8211; se fosse stata gestita meglio da Bruxelles mesi addietro forse non sarebbe diventata così pericolosa.</p>
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		<title>Orban chiude ai migranti e offre sostegno alla Grecia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/orban-chiude-ai-migranti-e-offre-sostegno-alla-grecia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 15:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1118" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357-1024x596.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nuova ondata migratoria che sta mettendo a dura prova le resistenze di confine della Grecia ha allarmato i principali leader dell&#8217;Europa orientale, in prima linea nella difesa dei confini dell&#8217;Unione europea. Ad esporre la sua linea anti-immigrazione ed a offrire una mano all&#8217;alleato di Atene è stato Viktor Orban, il quale si sarebbe proposto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/orban-chiude-ai-migranti-e-offre-sostegno-alla-grecia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1118" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ungheria-Viktor-Orban-migranti-La-Presse-e1583508697357-1024x596.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La nuova<strong> ondata migratoria</strong> che sta mettendo a dura prova le resistenze di confine della Grecia ha allarmato i principali leader dell&#8217;Europa orientale, in prima linea nella difesa dei confini dell&#8217;Unione europea. Ad esporre la sua linea anti-immigrazione ed a offrire una mano all&#8217;alleato di Atene è stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a>, il quale si sarebbe proposto per cercare una soluzione congiunta con la Grecia in difesa dei confini europei.</p>
<p>Dopo gli ultimi dati che hanno evidenziato una ancora più <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-pugno-duro-di-orban-sui-migranti.html">ferrea chiusura</a> nei confronti dell&#8217;immigrazione ed una programmazione politica volta a <a href="https://it.insideover.com/politica/nascite-e-sviluppo-la-ricetta-di-orban.html">limitare la richiesta di lavoratori immigrati</a> nel mercato del lavoro ungherese, Orban si conferma ancora una volta il leader del fronte più duro per il contrasto al flusso migratorio. Questa volta però è molto probabile che la sua linea venga condivisa dalla maggioranza degli alleati europei, vessati dalle rotte migratorie degli ultimi dieci anni e che ancora non sono riusciti a smaltire le ondate precedenti.</p>
<h3>La linea di Orban: controlli di frontiera e difesa dei confini</h3>
<p>La volontà di Orban di respingere qualsiasi anima che si fosse presentata alle porte del suo Paese erano già divenute evidenti nel 2015 con la costruzione della recinzione spinata di confine. Tuttavia, la misura messa in campo gli scorsi anni rischia di diventare inefficace contro il flusso migratorio odierno proveniente dalla Turchia; motivo per cui il leader ungherese ha deciso di alzare la posta in gioco.</p>
<p>Mentre sul piano l&#8217;interno l&#8217;intenzione è quella di rafforzare ulteriormente i controlli di confine, dal punto di vista estero Orban ha espresso le sue volontà di soccorrere l&#8217;alleato greco, in grave crisi a seguito dei numeri dovuti all&#8217;apertura dei confini da parte di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>. &#8220;Daremo tutto l&#8217;aiuto necessario alla Grecia per fermare tutto questo&#8221; sono state le sue parole, stando a quanto riferito dall&#8217;agenzia di stampa <a href="https://www.reuters.com/article/us-europe-migrants-centraleurope/hungary-will-defend-eu-against-migrant-wave-orban-says-idUSKBN20R1H0"><em>Reuters</em></a>, riferendosi alla possibilità di aiutare non solo economicamente ma anche militarmente Atene. E nell&#8217;attuale scenario di isolamento che stanno vivendo la Grecia ed in modo minore la Bulgaria Orban appare davvero come l&#8217;unico loro vero <strong>alleato</strong> nella difesa dei confini europei.</p>
<h3>Il mal di pancia migratorio di Visegrad</h3>
<p>Nell&#8217;ambiente europeo tuttavia Orban non è l&#8217;unico leader politico contrario alla forte immigrazione extracomunitaria; le sue posizioni sono infatti condivise da tutti i Paesi del <strong>patto di Visegrad</strong>. Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno già espresso in passato &#8211; alla pari dell&#8217;Ungheria &#8211; le proprie riserve riguardo alle politiche migratorie dell&#8217;Unione europea, arrivando anche a duri scontri nei palazzi di Bruxelles.</p>
<p>Il continuare della crisi e lo spostarsi dell&#8217;opinione pubblica europea verso posizioni più di chiusura nei confronti della migrazione hanno reso però difficile adesso contrastare la visione del blocco di Visegrad. Differentemente dal passato, la sensazione di paura e le volontà di <strong>respingimento</strong> dei flussi migratori sono accresciuti nella popolazione; soprattutto a causa del grande peso sociale di una immigrazione massiva che iniziano a farsi sentire.</p>
<h3>Visegrad può dettare la linea sulla europea?</h3>
<p>La mossa dei Paesi di Visegrad di tirarsi indietro in sede di distribuzione dei <strong>profughi</strong> è servita a rafforzare la propria posizione, estendendo i mal di pancia anche agli abitanti dell&#8217;Europa centro-occidentale; i quali adesso iniziano a far sentire le proprie voci di protesta. Qualsiasi tentativo in questo momento di contrastare le ideologie migratorie dell&#8217;Europa orientale diventa quindi difficile in sede di discussione, dando manforte alla linea scelta dal primo ministro dell&#8217;Ungheria.</p>
<p>Sebbene le possibilità che i Paesi del blocco di Visegrad possano davvero prendere in mano la situazione siano molto scarse, sicuramente la loro opinione otterrà maggior interesse in sede di discussione comunitaria. Soprattutto perché, grazie al favore dell&#8217;<strong>opinione pubblica</strong>, cassare completamente le loro posizioni diventerebbe tanto impossibile quanto controproducente, alimentando il favore nei loro confronti. Tuttavia, forse per la prima volta, gli scenari in cui l&#8217;Unione europea riesca per la prima volta a sostenere i propri membri di confine in modo compatto sono leggermente più marcati: dettando un <strong>cambio di passo</strong> rispetto agli anni precedenti. Tuttavia &#8211; per demeriti dell&#8217;Ue &#8211; trovare una soluzione è ormai quasi impossibile a causa degli errori compiuti nei rapporti con Ankara negli scorsi anni, che peseranno sulla nostra economia e sulla nostra società per molti anni ancora a venire.</p>
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		<title>Scontri sulla frontiera greca-turca tra polizia e migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-sulla-frontiera-greca-turca-tra-polizia-e-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 14:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti siriani verso l&#039;Unione europea (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La questione migratoria che tiene banco nel Mediterraneo orientale peggiora giorno dopo giorno, interessando anche il sottile braccio di frontiera terrestre che separa la Grecia dalla Turchia. Dopo l&#8217;apertura del fronte migratorio di Recep Tayyip Erdogan a seguito dell&#8217;attacco russo-siriano a Idlib che ha ucciso 36 soldati di Ankara, migliaia di persone si sono riversate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-sulla-frontiera-greca-turca-tra-polizia-e-migranti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-sulla-frontiera-greca-turca-tra-polizia-e-migranti.html">Scontri sulla frontiera greca-turca tra polizia e migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti siriani verso l&#039;Unione europea (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Migranti-siriani-verso-lUnione-europea-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La questione migratoria che tiene banco nel Mediterraneo orientale peggiora giorno dopo giorno, interessando anche il sottile braccio di <strong>frontiera terrestre</strong> che separa la Grecia dalla Turchia. Dopo l&#8217;apertura del fronte migratorio di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> a seguito dell&#8217;attacco russo-siriano a Idlib che ha ucciso 36 soldati di Ankara, migliaia di persone si sono riversate lungo il confine dell&#8217;Europa, mettendo a dura prova l&#8217;esercito di Atene.</p>
<p>Turchia e Grecia sono separate dal confine naturale del fiume Evros che, stando a quanto riportato da <a href="https://www.dw.com/en/greece-blocks-10000-migrants-at-turkish-border/a-52595440"><em>Deutsche Welle,</em></a> nella giornata di sabato è stato teatro di guerriglia tra forze dell&#8217;ordine e circa 4mila rifugiati e 10mila nella giornata di domenica. Per respingere i passaggi, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e nonostante la maggioranza di loro sia stata respinta dall&#8217;esercito di Atene, 66 persone sono state arrestate in attesa dell&#8217;espulsione e non è al momento chiaro se qualcuno sia riuscito a completare l&#8217;ingresso all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea. Stando alle fonti turche, oltre <strong>76mila</strong> <strong>profughi</strong> avrebbero attraversato il confine, diretti verso le recinzioni di Atene.</p>
<h3>&#8220;Vogliamo arrivare in Germania&#8221;</h3>
<p>Siriani, pakistani, algerini e non solo: i migranti attualmente stanziati in Turchia e che attendono la prima occasione per entrare nella Grecia arrivano da ogni parte del mondo. La maggior parte di loro, come nel caso della signora algerina intervistata da <a href="https://www.spiegel.de/politik/ausland/tuerkei-schickt-fluechtlinge-nach-europa-schreie-der-verzweiflung-am-grenzzaun-a-c1df665a-62d9-47c8-a1cf-dc74defaf644"><em>Der Spiegel</em></a>, è diretta verso la Germania.</p>
<p>Le frontiere dell&#8217;Europa però in questo momento &#8211; almeno sul lato balcanico &#8211; appaiono più serrate che mai, con la Grecia alle prese con la <strong>crisi interna</strong> delle isole dell&#8217;Egeo e l&#8217;Ungheria che ha dichiarato il proprio rafforzamento nei controlli di confine. E l&#8217;ondata migratoria verso l&#8217;Europa dalla regione di Idlib &#8211; che potrebbe interessare sino ad <strong>un milione di persone</strong> &#8211; è destinata a provocare nuove chiusure per garantire la gestione dell&#8217;ordine pubblico.</p>
<h3>La crisi in atto tra Grecia e Turchia</h3>
<p>Non ci sono soltanto le diatribe legate alla questione migratoria: tra Ankara e Atene sono presenti tensioni che si basano su fatti storici, economici e sociali che complicano ulteriormente la gestione della crisi dei rifugiati. Lo sgambetto di Atene agli oleodotti turchi con il progetto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/progetto-east-med-gasdotto.html">East-Med</a> ha portato le tensioni nel Mediterraneo orientale alle stelle: con Ankara che ha chiesto a gran voce la <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-chiede-alla-grecia-di-demilitarizzare-legeo.html">demilitarizzazione delle isole dell&#8217;Egeo</a> e Atene che ha protestato per il passaggio di velivoli da ricognizione turchi nel proprio spazio aereo.</p>
<p>La richiesta di abbandono dei militari dalle zone di prossimità ha però lo scopo proprio di incentivare il passaggio in territorio greco dei migranti, che in questo modo si troverebbero la strada e solleverebbero la Turchia dal peso della loro gestione. Tuttavia, allo stato attuale la Grecia non è in grado di far fronte da sola all&#8217;ondata, con <strong>Kiriakos Mitsotakis</strong> che, con 15mila profughi in attesa di superare le rive dell&#8217;Evros, ha già chiesto il sostegno di <strong>Frontex</strong> per poter gestire la crisi.</p>
<h3>Il tracollo del confine è solo questione di tempo</h3>
<p>Con oltre 76mila persone attualmente ferme nella zona cuscinetto che separa la frontiera della Turchia da quella della Grecia e con l&#8217;ondata in arrivo ancora nella giornata di oggi, le possibilità che la Grecia in autonomia riesca ad evitare i passaggi diventano sempre più scarse. E questa situazione rischia di diventare insopportabile non soltanto per i rifugiati che si trovano nel sottile limbo che li separa dall&#8217;ingresso in Unione europea, ma anche per una Grecia che, allo stato attuale, non è in grado di gestire un <strong>afflusso</strong> migratorio di queste dimensioni, considerando soprattutto la già difficile crisi interna che si vede costretta a gestire.</p>
<p>Con le forze greche impegnate da un lato a gestire la <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-in-grecia-tra-polizia-e-fronte-anti-immigrazione.html">rivolta dei cittadini</a> di Lesbo, Samo e Chios e dall&#8217;altro a respingere i flussi, è solo questione di tempo prima che Atene &#8211; senza un concreto aiuto comunitario &#8211; sia destinata alla resa: aprendo le porte al flusso e <strong>non in grado</strong> di gestirne l&#8217;accoglienza. E con le tensioni in atto anche all&#8217;interno della stessa Unione europea, una distribuzione rapida ed efficiente pare al momento impossibile, gettando nuove ombre sulla resistenza di Atene.</p>
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		<title>La crisi in Medio Oriente mette a rischio i Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-crisi-in-medio-oriente-mette-a-rischio-i-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 07:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Rotta balcanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Protesta dei gruppi filo iraniani in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Fin dai tempi della guerra in Bosnia, vi è sempre stato un legame forte tra l’Iran e il mondo balcanico. Una rete di influenze che corre sul filo dei legami occulti ma che viene confermata anche dagli attuali flussi migratori: chi scappa dall&#8217;Iran oggi utilizza, ad esempio, anche la rotta balcanica.Tuttavia l&#8217;Iran non è l&#8217;unica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-crisi-in-medio-oriente-mette-a-rischio-i-balcani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Protesta dei gruppi filo iraniani in Iraq (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Protesta-dei-gruppi-filo-iraniani-in-Iraq-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Fin dai tempi della guerra in Bosnia, vi è sempre stato un legame forte tra l’Iran e il mondo balcanico. Una rete di influenze che corre sul filo dei legami occulti ma che viene confermata anche dagli attuali flussi migratori: chi scappa dall&#8217;Iran oggi utilizza, ad esempio, anche la <a href="https://it.insideover.com/gallery/bosnia-la-rotta-migratoria-dimenticata2.html">rotta balcanica</a>.Tuttavia l&#8217;Iran non è l&#8217;unica realtà mediorientale a tessere trame nel Balcani. L’<a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-deciso-uccidere-soleimani.html">uccisione del generale Soleimani</a> ha riacceso la polveriera mediorientale che, per via dei sopracitati legami, rischia di trascinarsi dietro una realtà multiforme, estremamente permeabile, con forti problemi di sicurezza e legalità.</p>
<h2>L’Albania e i <em>People’s Mujahedin of Iran</em></h2>
<p>Il primo paese a poter essere trascinato nelle vendette iraniane è l’<strong>Albania</strong>. Tirana, dal 2013, ospita centinaia di membri dei <strong>Mujahedin-e Khalq</strong> (<a href="https://www.mojahedin.org/"><em>People’s Mujahedin of Iran</em></a>), un movimento di opposizione in esilio che sostiene il rovesciamento della Repubblica islamica. Nati nel 1965 come opposizione al regime dello Shah, si ribellarono alla Repubblica islamica dopo la Rivoluzione del 1979. Gli Stati Uniti li inclusero nella lista delle organizzazioni terroristiche nel 1997, per poi rimuoverli nel 2012 dopo la pubblica rinuncia ai metodi violenti. Molti di loro abbandonarono l&#8217;Iran per l&#8217;Iraq, dove Saddam Hussein li usò come pedina contro il regime iraniano. Dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003, le forze dell&#8217;alleanza hanno offerto loro protezione. Da allora, circa 3000 hanno vissuto a Camp Ashraf (nel Governatorato di Diyala in Iraq) mentre altri furono destinati a Camp Liberty, nei pressi di Baghdad. Come sono finiti in Albania? Nel marzo 2013, l&#8217;ex primo ministro <strong>Sali Berisha</strong> rese noto una parte di un accordo in una dichiarazione ufficiale dopo aver incontrato il viceministro aggiunto degli Stati Uniti, Barbara Leaf, e l&#8217;inviato delle Nazioni Unite in Iraq, Martin Kobler. A quel tempo, il governo affermò di aver offerto asilo a 210 membri dei Mujahedin del popolo. Nel corso degli anni non sono state più rese note ufficiali ma sia alcuni media americani (Voice of america) che il gruppo investigativo di <a href="https://balkaninsight.com/2016/08/26/albania-continues-to-accept-iranian-mujahedins-08-26-2016/">Balkan Insight</a> hanno monitorato questi flussi, arrivando ad ipotizzare alcune migliaia di militanti iraniani protetti da Tirana. Nell&#8217;estate del 2016, Tirana ha ricevuto il più grande contingente di circa 1.900 persone, un&#8217;operazione gestita dall&#8217;Unhcr. Sebbene la maggior parte dei media locali descrisse l&#8217;operazione e la volontà dell&#8217;Albania di offrire assistenza al gruppo dissidente come missione umanitaria, si è sempre discusso poco sulle potenziali implicazioni che questa presenza potrebbe avere per l&#8217;Albania nel lungo periodo e per gli equilibri religiosi interni. Perché se, da un lato, la presenza di questi dissidenti può esporre l’Albania a ritorsioni militari, l’arrivo in loco di profughi provenienti dal mondo sunnita o sciita ha destabilizzato anche il mondo musulmano albanese che, per tradizione, non si è mai identificato lungo i binari del settarianesimo. Fino ad oggi. Lo dimostra il fatto che dall&#8217;inizio del conflitto in Siria, circa 150 cittadini albanesi e oltre 500 etnici albanesi del Kosovo e della Macedonia si sono uniti alle organizzazioni terroristiche in Siria e Iraq, insieme all&#8217;allora Jabhat Al-Nusra e successivamente all&#8217;ISIS.</p>
<h2>La Bosnia</h2>
<p>All&#8217;indomani dell’uccisione di Soleimani, numerose agenzie di stampa internazionale avevano riportato la notizia secondo cui il generale iraniano era presente in Bosnia nel 1993 e nel 1994, durante il conflitto dei Balcani. Lo sostiene il giornalista e corrispondente di guerra croato <strong>Hasan Haidar Diab</strong>, il quale ha affermato al quotidiano <a href="https://video.vecernji.hr/portal/2020/1/e01e0ff8.mp4"><em>Vecernji list</em> </a>di avere parlato con Soleimani nel 2016 e nel 2017. Diab riferì che, durante alcune interviste al leader dei Quds nel 2016 e nel 2017, quest’ultimo gli rispose di essersi recato nel paese balcanico nel 1993 e nel 1994. Negli stessi giorni, alcune testate giornalistiche bosniache avevano lanciato la notizia di una presunta pianificazione di attentati in Bosnia da parte di Soleimani. In quell&#8217;occasione, l’Ambasciata iraniana di Sarajevo aveva bollato le accuse come infondate, rivolte contro “l’eroe della lotta al terrorismo e il simbolo della vittoria sull’ISIS”. L&#8217;Iran ha una lunga storia di supporto a vari personaggi e gruppi politici e militari nel paese. Nella guerra del 1992-5, Teheran prestò sostegno a varie unità di combattimento musulmane, assicurando fondi, armi, addestramento a diverse formazioni, come la 7a Brigata musulmana. L&#8217;intelligence iraniana ha così guadagnato un punto d&#8217;appoggio in Bosnia che è rimasto forte anche negli anni del dopoguerra. L&#8217;Iran compensa l&#8217;assenza di moschee sciite nella regione utilizzando centri culturali e pubblicazioni religiose per affermarsi e per perpetrare la propaganda ideologica anti-occidentale e antisemita, inoculando nella realtà balcanica lo scontro sciiti/sunniti.</p>
<h2>La Repubblica Srpska</h2>
<p>Il problema dei Balcani non riguarda esclusivamente i rapporti con l’Iran. La realtà composita e caotica dell’area, infatti, si presta facilmente allo sfruttamento esterno, da parte di potenze mediorientali, di conflitti interni che apparentemente nulla hanno a che fare con il Medio Oriente. La repubblica Srpska, enclave serba in Bosnia, piccola realtà frutto degli accordi di Dayton del 1995, da tempo ormai stringe legami fortissimi con <strong>Israele</strong>. Il connubio si rinsaldò nel novembre 2011, quando l&#8217;Autorità Palestinese chiese l&#8217;adesione all&#8217;ONU come stato: il voto decisivo sul Consiglio di Sicurezza apparteneva alla Bosnia. I membri croati e musulmani della presidenza bosniaca appoggiarono la posizione palestinese, vista la inimicizia storica verso Israele. I serbi della Repubblica Srpska si rifiutarono di appoggiare l&#8217;iniziativa palestinese, impedendo così di raggiungere un consenso sulla questione. Il legame forte tra serbi e popolo ebraico del resto, si cementò nella notte dei tempi, raggiungendo il suo acme nel campo di concentramento di Jasenovac gestito dai fascisti croati, ove serbi ed ebrei morirono assieme. Preme sulla Bosnia musulmana, invece, un&#8217;altro attore mediorientale, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, alla ricerca di un ponte esterno al proprio cortile di casa.</p>
<p>In questo contesto i Balcani potrebbero diventare un campo di battaglia ove le grandi rivali in Medio Oriente si combattono per procura. Qualora le tensioni dovessero aggravarsi ulteriormente, i grandi attori statali potrebbero fare appello ai Balcani foraggiando e fomentando gruppi politici, mercenari, attori non statali e servizi di <em>intelligence,</em> mettendo in pericolo un equilibrio che, con grandi difficoltà, regge da 25 anni.</p>
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