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	<title>Rinnovabili Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Oct 2026 14:08:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rinnovabili Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Germania: una turbina eolica alta 365 metri per raddoppiare la produzione elettrica</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/germania-una-turbina-eolica-alta-365-metri-per-raddoppiare-la-produzione-elettrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 14:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turbina eolica (pixabay)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-600x327.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A 365 metri dal suolo, la Germania sperimenta una nuova frontiera dell’eolico: sfruttare i venti in quota per produrre più del doppio dell’elettricità rispetto alle turbine convenzionali. Il prototipo di Schipkau dovrà dimostrare se questa tecnologia può cambiare le prospettive della produzione eolica terrestre</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/germania-una-turbina-eolica-alta-365-metri-per-raddoppiare-la-produzione-elettrica.html">Germania: una turbina eolica alta 365 metri per raddoppiare la produzione elettrica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turbina eolica (pixabay)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/erwinbosman-wind-turbine-10215342_1280-20261015-100504-600x327.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A <strong>Schipkau</strong>, nel Brandeburgo, è stata installata <a href="https://www.euronews.com/2026/09/30/worlds-tallest-wind-turbine-being-built-in-germanys-former-coal-mining-region" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una turbina eolica che raggiunge i <strong>365 metri di altezza</strong>, pale comprese:</a> una quota superiore ai 330 metri della <strong>Torre Eiffel</strong>, che la rende <strong>la più alta al mondo nel suo genere</strong>. Il prototipo è stato costruito da <strong>GICON</strong>, società di ingegneria con sede a Dresda, per conto di <strong>SPRIND</strong>, l’agenzia federale tedesca per le innovazioni di frontiera, con un obiettivo preciso: capire se portare il rotore a quote molto superiori rispetto a quelle delle turbine convenzionali possa aumentare sensibilmente l’elettricità prodotta.</p>



<p><strong>Il mozzo si trova a 300 metri dal terreno</strong>, mentre le pale portano l’altezza massima a 365 metri; una turbina onshore tradizionale ha invece generalmente il mozzo ben al di sotto dei 200 metri. A quella quota &#8211; secondo le misurazioni effettuate da GICON nella vicina Klettwitz &#8211; <strong>il vento risulta più forte e soprattutto più costante</strong>, condizioni che potrebbero permettere di utilizzare più ore durante l’anno per la produzione elettrica. <strong>Il prototipo ha una potenza nominale di 3,8 MW</strong>, mentre le versioni che GICON immagina per un futuro impiego commerciale dovrebbero superare i <strong>7 MW</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="World&#039;s tallest wind turbine in Germany reaches full height" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/D3ppxmnaKAs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_D3ppxmnaKAs");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Una torre costruita e sollevata in quota</h2>



<p>Arrivare a quelle dimensioni ha richiesto <strong>una soluzione diversa</strong> dai sistemi utilizzati normalmente per l&#8217;installazione delle turbine. La struttura è stata inizialmente portata a circa 150 metri e successivamente sollevata fino a 300 metri <strong>attraverso un dispositivo telescopico brevettato</strong>, utilizzato al posto delle grandi gru necessarie per intervenire a quote di questo tipo.</p>



<p>La costruzione, durata circa due anni, ha subito anche un&#8217;interruzione alla fine del 2025, quando furono individuati problemi in alcuni componenti in acciaio. I lavori sono poi ripresi e <strong>la turbina ha raggiunto la sua altezza definitiva all&#8217;inizio di ottobre</strong>, anche se l&#8217;impianto non è ancora completamente operativo: restano da completare alcuni interventi, tra cui il cablaggio interno, prima dell&#8217;inaugurazione prevista per il 19 novembre.</p>



<p>Il passaggio successivo sarà quello più importante per il progetto, perché la struttura dovrà produrre dati sufficienti a confrontare il rendimento dell&#8217;impianto ad alta quota con quello delle turbine convenzionali. GICON stima per il prototipo una produzione annuale compresa tra 30 e 33 GWh e <strong>un costo dell&#8217;elettricità inferiore a 5 centesimi per kWh</strong>, valori che dovranno comunque essere verificati durante il funzionamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il test per raddoppiare l’elettricità prodotta</h2>



<p>L&#8217;ipotesi alla base del progetto parte da una caratteristica nota della circolazione atmosferica: salendo di quota, <strong>la velocità del vento tende ad aumentare e le correnti diventano meno influenzate dalla superficie terrestre</strong>. A 300 metri, secondo GICON, le condizioni rilevate nella zona di Schipkau consentono di avere venti sufficientemente forti e regolari da poter generare <strong>più del doppio dell&#8217;energia ottenibile </strong>con lo stesso impianto collocato alle altezze attuali.</p>



<p>Il confronto riguarda quindi <a href="https://it.insideover.com/energia/cina-centrale-solare-energia-notte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;energia</a> effettivamente prodotta nel corso del tempo e non la potenza nominale della turbina, che rimane fissata a 3,8 MW nel prototipo. GICON indica per la struttura <strong>una resa superiore del 220% rispetto alle turbine convenzionali</strong> presenti nelle vicinanze e una produzione sufficiente a coprire il consumo annuo di <strong>circa 7.500 famiglie</strong> composte da quattro persone.</p>



<p>La sperimentazione serve anche a capire se l&#8217;altezza <strong>possa ampliare la disponibilità di aree adatte all&#8217;eolico</strong>. Secondo <strong>Jochen Großmann</strong> &#8211; amministratore delegato e fondatore di GICON &#8211; turbine di questo tipo potrebbero essere installate sopra parchi già esistenti, creando <strong>impianti “a due piani”</strong> con macchine di altezza diversa, oppure permettere di sfruttare zone dove il vento vicino al terreno è troppo debole per rendere conveniente una turbina tradizionale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle ex miniere di carbone a un parco ibrido</h2>



<p>Schipkau si trova in <strong>Lusazia</strong>, una regione della Germania orientale legata per anni <strong>all&#8217;estrazione della lignite</strong> e oggi interessata dalla riconversione verso le fonti rinnovabili. Il sito scelto per il prototipo ospita già un parco eolico e, nelle intenzioni di GICON, potrebbe diventare il primo passo <strong>verso un impianto composto da tre a cinque turbine ad alta quota</strong>.</p>



<p><a href="https://apnews.com/article/germany-wind-turbine-tallest-gircon-40ef52be4578df6dfd0e3e9181730f80" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il progetto</a> guarda anche alla <strong>combinazione tra tecnologie diverse</strong>: l&#8217;ipotesi di lungo periodo prevede infatti <strong>un impianto ibrido</strong> con due livelli di turbine eoliche e <a href="https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un parco solare</a> a terra, così da utilizzare lo stesso spazio per più fonti di generazione e distribuire la produzione durante l&#8217;anno.</p>



<p>La sperimentazione arriva <strong>mentre la Germania continua ad aumentare il peso delle rinnovabili nel proprio sistema elettrico</strong>. Nella prima metà del 2026 &#8211; secondo l&#8217;Ufficio federale di statistica &#8211; <strong>le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 59,1% dell&#8217;elettricità prodotta nel Paese</strong>, con l&#8217;eolico al 29,4%, la quota maggiore tra le singole fonti. Il prototipo di Schipkau dovrà ora verificare se spostare le turbine molto più in alto possa effettivamente aggiungere nuova capacità produttiva senza limitarsi ad aumentare le dimensioni degli impianti convenzionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h2>



<p>Euronews, <em>World&#8217;s tallest wind turbine being built in Germany&#8217;s former coal-mining region</em>, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.euronews.com/2026/09/30/worlds-tallest-wind-turbine-being-built-in-germanys-former-coal-mining-region" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.euronews.com/2026/09/30/worlds-tallest-wind-turbine-being-built-in-germanys-former-coal-mining-region</a> </p>



<p>Associated Press, <em>Germany constructs world’s tallest wind turbine in former coal region</em>, 2026. Disponibile su: <a href="https://apnews.com/article/germany-wind-turbine-tallest-gircon-40ef52be4578df6dfd0e3e9181730f80" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://apnews.com/article/germany-wind-turbine-tallest-gircon-40ef52be4578df6dfd0e3e9181730f80</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/germania-una-turbina-eolica-alta-365-metri-per-raddoppiare-la-produzione-elettrica.html">Germania: una turbina eolica alta 365 metri per raddoppiare la produzione elettrica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tesla accelera sul solare: acquista tutta l&#8217;energia di un impianto da 140 MW che sorgerà nel 2029</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528177</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="parco solare (freepik)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siglato un accordo con Zelestra per assorbire l'intera produzione della Lumen Farm, il nuovo parco solare texano da 140 MW in avvio nel 2029. Una partnership di lungo termine che trasforma l'approvvigionamento di energia rinnovabile in un asset strutturale per i prossimi anni</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html">Tesla accelera sul solare: acquista tutta l&#8217;energia di un impianto da 140 MW che sorgerà nel 2029</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="parco solare (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/solarfarm-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>L&#8217;elettricità</strong> è ormai diventata una risorsa talmente strategica per le grandi aziende tecnologiche da spingerle a prenotare, con anni di anticipo, <strong>l&#8217;intera produzione di nuovi impianti rinnovabili</strong>. Una necessità che spiega <a href="http://L'elettricità%20è%20diventata%20una%20risorsa%20sempre%20più%20strategica%20per%20le%20grandi%20aziende%20tecnologiche,%20al%20punto%20da%20spingerle%20a%20garantirsi%20in%20anticipo%20la%20produzione%20di%20interi%20impianti%20rinnovabili.%20È%20in%20questo%20contesto%20che%20si%20inserisce%20l'accordo%20siglato%20da%20Tesla%20con%20la%20società%20energetica%20Zelestra," target="_blank" rel="noreferrer noopener">il recente accordo siglato da <strong>Tesla</strong> con la società energetica <strong>Zelestra</strong></a>, un&#8217;intesa che prevede <strong>l&#8217;acquisto del 100% dell&#8217;energia generata dalla futura Lumen Farm</strong>, un parco solare da <strong>140 MW</strong> destinato a sorgere nel Nord-Est del <strong>Texas</strong> e la cui entrata in funzione è in calendario per il <strong>2029</strong>. Si tratta della seconda collaborazione tra le due realtà, dopo un primo progetto sviluppato in Spagna, configurandosi come un nuovo passo avanti <a href="https://it.insideover.com/energia/bozza-automaticatesla-batterie-europa-accordo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel piano di sviluppo energetico del gruppo Tesla.</a></p>



<p>Sebbene i dettagli economici dell&#8217;operazione rimangano riservati e non sia ancora chiara la destinazione d&#8217;uso esatta dell&#8217;energia, la mossa riflette un&#8217;esigenza ormai ineludibile: <strong>blindare forniture elettriche affidabili a fronte di un fabbisogno in costante ascesa</strong>. Proprio in Texas, del resto, Tesla gestisce già la sua <strong>Gigafactory di Austin</strong> e sta accelerando sulle attività legate ai sistemi di calcolo e all&#8217;intelligenza artificiale, settori noti per i loro consumi elettrici intensivi. Prenotare oggi i megawatt di un impianto che accenderà i motori tra qualche anno significa, quindi, mettere al sicuro una fetta del proprio approvvigionamento futuro, muovendosi in un mercato dove l&#8217;accesso all&#8217;energia pulita è diventato <strong>un vantaggio competitivo vitale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">TESLA: Today Tesla secured two Power Purchase Agreements (PPA)! One with Zelestra and another with ContourGlobal.<br><br>Zelestra signed a long-term PPA under which Tesla will buy the full output of Zelestra’s 140 MWac Lumen Farm solar plant in the town of Neches in Anderson County… <a href="https://t.co/r9MqZaelHL">https://t.co/r9MqZaelHL</a> <a href="https://t.co/pRa3YJKIZ7">pic.twitter.com/pRa3YJKIZ7</a></p>&mdash; S.E. Robinson, Jr. (@SERobinsonJr) <a href="https://x.com/SERobinsonJr/status/2082228392657625365?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Texas diventa il centro della nuova geografia dell&#8217;energia</strong></h2>



<p><a href="https://www.businesswire.com/news/home/20260728411207/en/Tesla-and-Zelestra-Agree-to-a-Long-term-Solar-PPA-in-Texas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;operazione</a> ribadisce <strong>il ruolo di primo piano assunto dal Texas nello sviluppo delle energie rinnovabili </strong>al servizio dei grandi consumatori industriali; grazie all&#8217;espansione del fotovoltaico e a una rete elettrica spiccatamente dinamica, lo Stato americano si è infatti trasformato in uno dei bacini più ambiti dalle aziende a caccia di grandi volumi di elettricità. In questo scenario, <strong>Zelestra sta allargando il proprio raggio d&#8217;azione</strong> puntando su progetti su larga scala e su contratti di fornitura a lungo termine con i pesi massimi dell&#8217;industria e della tecnologia.</p>



<p>Tesla, peraltro, non è l&#8217;unica ad aver imboccato questa strada. La stessa Zelestra ha già stretto accordi simili con <a href="https://it.insideover.com/economia/ora-la-cina-fa-lamericana-lo-stop-a-meta-e-la-sfida-dellia-di-deepseek.html"><strong>Meta</strong></a> per alimentare altre strutture all&#8217;interno dello Stato, a testimonianza di una competizione sempre più accesa per garantirsi fonti rinnovabili in grado di reggere il peso di infrastrutture digitali altamente energivore. Con un portafoglio globale che supera i <strong>16 GW</strong> <strong>tra impianti operativi, in costruzione e in fase di sviluppo</strong>, l&#8217;azienda continua così a consolidare la propria posizione di fornitore privilegiato di energia pulita per i grandi clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un contratto che guarda ai consumi dei prossimi anni</strong></h2>



<p>La decisione di opzionare l&#8217;intera produzione di un sito che vedrà la luce soltanto nel 2029 <strong>dimostra</strong> <strong>quanto la pianificazione energetica pesi oggi sulle agende delle multinazionali</strong>. Trainato dall&#8217;aumento della capacità produttiva, dall&#8217;espansione <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-rivolta-delle-comunita-data-center-la-nuova-battaglia-politica-dellamerica-profonda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dei data center </a>e dallo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, il bisogno di assicurarsi forniture di lungo periodo è diventato <strong>un requisito essenziale per sostenere la crescita</strong>, mettendosi al riparo dalla volatilità e dalle oscillazioni dei mercati.</p>



<p>L’accordo evidenzia inoltre un cambio di prospettiva, <strong>con le rinnovabili sempre più integrate nel cuore delle strategie industriali del comparto tech</strong>; l&#8217;elettricità smette di essere un semplice costo operativo e si trasforma in una risorsa da programmare con anni di anticipo attraverso contratti dedicati. In quest&#8217;ottica, il progetto texano non si limita a rafforzare l&#8217;asse tra Tesla e Zelestra, ma fotografa un&#8217;evoluzione molto più articolata dell&#8217;intero settore, dove la corsa all&#8217;innovazione passa inevitabilmente <strong>dalla capacità di garantirsi un&#8217;energia pulita, stabile e duratura</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;energia rinnovabile come leva strategica per l&#8217;industria tecnologica</strong></h2>



<p>Guardando oltre il singolo progetto, l&#8217;intesa racconta le dinamiche di un settore tecnologico in profonda trasformazione: il boom dell&#8217;AI, dei data center, della produzione di batterie e delle infrastrutture digitali sta assorbendo quantità sempre maggiori di elettricità, costringendo i colossi tech <strong>a pianificare i propri approvvigionamenti guardando lontano</strong>. È in un contesto simile che contratti di lungo termine, come quello firmato per la Lumen Farm, permettono di <strong>mitigare l&#8217;esposizione alle fluttuazioni dei prezzi</strong> e di assicurarsi <strong>una base stabile di energia </strong>verde su cui poggiare lo sviluppo industriale dei prossimi anni.<strong></strong></p>



<p>E sebbene Tesla mantenga ancora il riserbo sull&#8217;utilizzo effettivo dei megawatt texani, l&#8217;accordo certifica una tendenza inequivocabile: <strong>avere accesso a un&#8217;elettricità pulita</strong> è diventato <strong>un fattore di competitività determinante</strong>, al pari della spinta all&#8217;innovazione o dell&#8217;aumento della produzione. Per chi opera nella mobilità elettrica, nello stoccaggio energetico e nell&#8217;intelligenza artificiale, garantirsi già oggi la resa di un impianto operativo nel 2029 vuol dire investire non solo in chilowattora, ma <strong>nella continuità stessa delle proprie attività future</strong>. Una strategia che, con ogni probabilità, vedremo diffondersi sempre di più man mano che la domanda elettrica continuerà a salire e le fonti rinnovabili si radicheranno al centro delle catene industriali globali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Electrek, Tesla buys Texas solar farm output from Zelestra, 2026. Disponibile su: <a href="https://electrek.co/2026/07/28/tesla-buys-texas-solar-farm-output-zelestra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://electrek.co/2026/07/28/tesla-buys-texas-solar-farm-output-zelestra/</a></p>



<p>Business Wire, Tesla and Zelestra Agree to a Long-term Solar PPA in Texas, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.businesswire.com/news/home/20260728411207/en/Tesla-and-Zelestra-Agree-to-a-Long-term-Solar-PPA-in-Texas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.businesswire.com/news/home/20260728411207/en/Tesla-and-Zelestra-Agree-to-a-Long-term-Solar-PPA-in-Texas</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/tesla-parco-solare-texas-zelestra-energia-rinnovabile.html">Tesla accelera sul solare: acquista tutta l&#8217;energia di un impianto da 140 MW che sorgerà nel 2029</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dalla CO₂ agli amminoacidi: il reattore solare che produce cibo senza agricoltura</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/amminoacidi-proteine-sintetiche-co2-energia-solare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527479</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Energia solare (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-600x449.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un gruppo di ricercatori tedeschi ha sviluppato un sistema capace di trasformare acqua, CO₂ ed energia solare in amminoacidi, senza ricorrere alle coltivazioni tradizionali. Il processo apre una nuova strada per produrre le molecole alla base delle proteine partendo da risorse non agricole</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/amminoacidi-proteine-sintetiche-co2-energia-solare.html">Dalla CO₂ agli amminoacidi: il reattore solare che produce cibo senza agricoltura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Energia solare (freepik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/35-600x449.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Esiste una matematica oggettiva che governa le proiezioni demografiche dei prossimi anni e che rischia di far saltare le fondamenta stesse della nostra catena di approvvigionamento globale. Le stime delle <strong>Nazioni Unite</strong> indicano infatti che <strong>entro il 2050 la domanda mondiale di cibo subirà un&#8217;impennata del 60%</strong>, mentre le superfici agricole disponibili per la coltivazione cresceranno a malapena del 2%.</p>



<p>Di fronte a questa forbice statistica appare del tutto evidente che il modello basato <strong>sull&#8217;espansione intensiva delle colture</strong> e sull&#8217;occupazione massiccia di suolo ha ormai esaurito il suo margine di manovra. Questo scenario spinge la ricerca scientifica a esplorare percorsi radicalmente diversi <strong>per garantire la sicurezza alimentare</strong>, senza devastare ulteriormente gli ecosistemi e le riserve idriche del pianeta.</p>



<p>Il cortocircuito logico dell&#8217;agricoltura contemporanea risiede in un paradosso naturale spesso ignorato: <strong>le piante</strong>, pur utilizzando la luce solare per costruire biomassa attraverso la fotosintesi, sono macchine biologiche estremamente inefficienti nel convertire l&#8217;energia ricevuta in molecole utili per il nostro sostentamento. Si tratta di un limite strutturale che ha convinto diversi poli universitari a tentare di bypassare completamente il regno vegetale, per creare nutrimento partendo letteralmente dai mattoni fondamentali della <strong>chimica atmosferica</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Scientists created a modular system that transforms methanol into amino acids for livestock and meat production. <a href="https://t.co/cgW8nhamoN">https://t.co/cgW8nhamoN</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2080412690451775571?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;anidride carbonica alla chimica delle proteine</h2>



<p>È in questo spazio di frontiera tra chimica industriale e biologia sintetica che si colloca il lavoro portato avanti dai ricercatori della <strong>Technical University of Munich (TUM)</strong>. Il team è riuscito a mettere a punto un&#8217;architettura sperimentale capace di <a href="https://www.tum.de/en/news-and-events/all-news/press-releases/details/turning-solar-power-into-protein" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fabbricare amminoacidi pescando i propri ingredienti direttamente dall&#8217;aria e dall&#8217;acqua</a>, grazie alla spinta dell&#8217;energia rinnovabile.</p>



<p>Il meccanismo alla base di questa intuizione parte dai <strong>pannelli fotovoltaici</strong> che generano la corrente necessaria <strong>per scindere l&#8217;acqua e isolare l&#8217;idrogeno</strong>. Quest&#8217;ultimo viene poi fatto reagire con <strong>l&#8217;anidride carbonica</strong> catturata dall&#8217;ambiente per sintetizzare il <strong>metanolo</strong>, un alcol comunissimo solitamente relegato al ruolo di precursore chimico per plastiche e solventi, ma che in questo caso diventa il carburante di una reazione biologica molto più raffinata.</p>



<p>Sfruttando enzimi altamente specializzati che fungono da microscopiche catene di montaggio, il gruppo guidato da studiosi come <strong>Volker Sieber, Viktoria Lehmann </strong>e <strong>Vivian Willers</strong> è riuscito a processare il metanolo verde trasformandolo in ben <strong>sette diversi amminoacidi</strong>, tra cui figurano elementi fondamentali come <strong>la glicina, l&#8217;alanina, la prolina e il glutammato</strong>. Si dimostra così che è possibile ingegnerizzare i blocchi costitutivi delle proteine senza dover piantare un solo seme nel terreno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Produrre amminoacidi senza coltivare la terra: la scommessa tedesca</strong></h2>



<p>L&#8217;aspetto più dirompente <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-74522-x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">di questo approccio</a> non risiede soltanto nella sintesi in sé, ma nella natura profondamente modulare del sistema sviluppato in Baviera. L&#8217;infrastruttura funziona come una sorta di piattaforma <strong><em>&#8220;plug-and-play&#8221;</em></strong> dove basta variare la tipologia di enzima inserito nel reattore per ottenere in uscita un amminoacido differente, adattando la produzione alle specifiche esigenze del mercato.</p>



<p>Questo dettaglio tecnico assume <strong>un peso commerciale enorme</strong> se si guarda alla voracità dell&#8217;industria zootecnica globale, visto che per mantenere alti i rendimenti di animali come le mucche da latte non è sufficiente il semplice foraggio, ma servono mangimi pesantemente addizionati con milioni di tonnellate di proteine e amminoacidi. Si tratta di un fabbisogno che oggi viene soddisfatto quasi interamente raschiando via foreste per fare spazio a sterminate piantagioni di soia.</p>



<p>Svincolare questa immensa filiera di approvvigionamento dai ritmi e dagli spazi della terra coltivata significherebbe <strong>ridurre una pressione ambientale difficile da sostenere</strong>. Allo stesso tempo, si aprirebbe una strada importante per il settore della carne coltivata, ancora alla ricerca di soluzioni efficienti per alimentare le colture cellulari nei bioreattori: proprio quei substrati nutritivi e liquidi ricchi di amminoacidi che la tecnologia tedesca punta a ottenere a partire dalla luce solare e <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html">dalla CO₂.</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;</h3>



<h2 class="wp-block-heading">Il distacco dal suolo e il futuro dell’approvvigionamento alimentare</h2>



<p>Attualmente il traguardo della commercializzazione su vasta scala resta confinato all&#8217;orizzonte, trattandosi a tutti gli effetti di una prova di fattibilità in cui i volumi di produzione generati nei laboratori del TUM sono ancora infinitesimali. Il prossimo scoglio sarà necessariamente quello di <strong>aumentare l&#8217;efficienza catalitica degli enzimi</strong> per rendere l&#8217;intero processo economicamente competitivo rispetto ai raccolti tradizionali.</p>



<p>Eppure, al netto delle sfide ingegneristiche ancora da superare, l&#8217;aver dimostrato la percorribilità tecnica di questa sintesi costituisce una potenziale cesura storica nel rapporto tra l&#8217;uomo e l&#8217;approvvigionamento calorico. Questo risultato suggerisce che in un futuro non troppo lontano la capacità di nutrire intere nazioni potrebbe non dipendere più dalla fertilità del suolo o dall&#8217;estensione dei confini agricoli, ma <strong>dalla potenza di calcolo biochimico e dall&#8217;infrastruttura energetica a disposizione.</strong></p>



<p>Disaccoppiare la produzione di cibo dalla terra significa riscrivere le regole della sovranità alimentare globale: si trasformano così elementi ubiqui come la luce solare e le <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/biochar-lantico-metodo-agricolo-che-ricicla-i-rifiuti-organici-e-cattura-il-carbonio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emissioni di carbonio</a> nelle vere materie prime del ventunesimo secolo, spostando il baricentro del potere dalle sterminate pianure coltivate ai <strong>reattori enzimatici industriali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Technical University of Munich, Turning solar power into protein, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.tum.de/en/news-and-events/all-news/press-releases/details/turning-solar-power-into-protein" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.tum.de/en/news-and-events/all-news/press-releases/details/turning-solar-power-into-protein</a></p>



<p>Nature Communications, Turning solar power into protein, 2026. Disponibile su: <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-74522-x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://doi.org/10.1038/s41467-026-74522-x</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/amminoacidi-proteine-sintetiche-co2-energia-solare.html">Dalla CO₂ agli amminoacidi: il reattore solare che produce cibo senza agricoltura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina: nasce il più grande parco per il calcolo AI</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/cina-envision-galaxy-campus-ai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 13:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527361</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina, Envision Galaxy Campus (fonte: PR Newswire)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-600x278.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il centro di Envision Group a Ulanqab ospiterà fino a un milione di acceleratori per l'intelligenza artificiale. Un'infrastruttura da oltre 2 GW alimentata per l'80% da eolico e solare, progettata per tagliare i costi di calcolo e sostenere la crescita dei grandi modelli digitali</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cina-envision-galaxy-campus-ai.html">Cina: nasce il più grande parco per il calcolo AI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina, Envision Galaxy Campus (fonte: PR Newswire)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Galaxy-Campus-Envision-PR-Newswire-600x278.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta cambiando anche il modo in cui vengono progettati i luoghi destinati a farla funzionare. A <strong>Ulanqab</strong>, nella Mongolia Interna, <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il <strong>Galaxy Campus</strong> di <strong>Envision Group </strong>è entrato ufficialmente in funzione</a>, presentandosi come <strong>una delle più imponenti infrastrutture di calcolo AI mai realizzate in un singolo sito</strong>. Il progetto &#8211; sviluppato dalla società cinese specializzata nelle tecnologie verdi &#8211; è stato concepito per arrivare a gestire <strong>fino a un milione di acceleratori AI in parallelo</strong> e raggiungere una capacità complessiva di <strong>un milione di PFLOPS</strong>, l&#8217;unità di misura che indica la capacità di un sistema di eseguire un quadrilione di operazioni matematiche al secondo.</p>



<p>L&#8217;intero complesso occupa circa <strong>120.000 metri quadrati</strong>, una superficie paragonabile a quella di 20 campi da calcio, e nasce con un obiettivo preciso: <strong>concentrare una quantità enorme di potenza di calcolo in uno spazio relativamente contenuto</strong>, sfruttando al tempo stesso le caratteristiche energetiche della regione. Envision sostiene infatti che il Galaxy Campus possa arrivare a offrire <strong>fino a dieci volte più capacità di calcolo per metro quadrato</strong> <strong>rispetto a un data center convenzionale</strong>. La struttura, inoltre, è stata progettata per una capacità energetica complessiva <strong>superiore ai 2 GW</strong>, un fabbisogno che porta l&#8217;infrastruttura AI su una scala normalmente associata a grandi impianti industriali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Envision has commissioned a China campus designed to scale to 1M AI accelerators and more than 2GW of renewable-powered capacity.<a href="https://x.com/hashtag/xAI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#xAI</a> <a href="https://x.com/hashtag/DataCenterPower?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#DataCenterPower</a> <a href="https://x.com/hashtag/AIInfrastructure?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AIInfrastructure</a><a href="https://t.co/BqEmADgwlV">https://t.co/BqEmADgwlV</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2085773033810149874?ref_src=twsrc%5Etfw">August 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A Ulanqab il calcolo nasce insieme all&#8217;energia</h2>



<p>La particolarità del progetto non riguarda però soltanto le dimensioni dell&#8217;hardware. Il Galaxy Campus è stato costruito attorno al problema forse più difficile da affrontare per i grandi sistemi di intelligenza artificiale: <strong>trovare abbastanza elettricità e riuscire a renderla disponibile con continuità</strong>. Per questo Envision ha collegato direttamente il centro di calcolo alle <strong>fonti rinnovabili presenti nell&#8217;area</strong>, integrando produzione energetica, trasmissione e sistemi di accumulo in un&#8217;unica infrastruttura. Secondo i dati forniti dalla società, <strong>oltre l&#8217;80% dell&#8217;elettricità utilizzata dal campus proviene da energia verde</strong> direttamente connessa.</p>



<p>La scelta di Ulanqab non è casuale:<strong> la regione dispone di importanti risorse eoliche e solari</strong> e si è trasformata negli ultimi anni in uno dei principali poli cinesi per le infrastrutture digitali. Secondo le stime degli esperti del settore, l&#8217;area rappresenta circa un decimo della superficie effettiva occupata dai parchi eolici cinesi e <strong>conta oltre 3.200 ore di sole all&#8217;anno</strong>. La capacità complessiva di energia pulita raggiunge <strong>19,4 milioni di kilowatt</strong>. È proprio questa disponibilità a rendere particolarmente interessante il territorio per i data center:<strong> i prezzi dell&#8217;elettricità risultano inferiori di circa il 50% rispetto all&#8217;area Pechino-Tianjin-Hebei</strong>, mentre i costi della potenza di calcolo sono indicati come inferiori di oltre il 60% rispetto alle principali città cinesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo un grande data center, ma un sistema integrato</h2>



<p>Il modello adottato da Envision rovescia in parte la logica tradizionale dei data center: invece di partire da una struttura già esistente e aggiungere progressivamente server e capacità energetica,<strong> il Galaxy Campus è stato concepito fin dall&#8217;inizio intorno al carico di calcolo previsto</strong>. L&#8217;azienda ha sviluppato <strong>un proprio sistema di alimentazione per l&#8217;intelligenza artificiale</strong>, pensato per coordinare la generazione rinnovabile con la rete di trasmissione e l&#8217;accumulo su larga scala. L&#8217;obiettivo è mantenere stabile l&#8217;alimentazione anche quando la domanda cresce insieme alle dimensioni dei cluster di acceleratori. È un passaggio fondamentale perché l&#8217;espansione dell&#8217;AI non dipende più soltanto dalla disponibilità di chip sempre più potenti, ma <strong>ogni aumento della capacità di elaborazione porta con sé una richiesta energetica altrettanto consistente</strong>.</p>



<p>Il campus di Ulanqab prova quindi a mettere sullo stesso piano <strong>hardware, infrastruttura elettrica e disponibilità delle </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cina-centrale-solare-energia-notte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fonti rinnovabili</strong></a>. La struttura è quindi destinata a operatori hyperscale, aziende tecnologiche e altri soggetti che necessitano di grandi quantità di capacità computazionale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La scommessa cinese sull&#8217;AI alimentata dal vento e dal sole</h2>



<p><a href="https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Galaxy Campus rappresenta inoltre il primo progetto di punta della <strong>Mission Gobi</strong></a>, l&#8217;iniziativa con cui Envision punta a sviluppare <strong>entro il 2030 una capacità complessiva di 5 GW di data center AI alimentati da energia verde</strong> nelle regioni desertiche e aride del mondo. La strategia parte da una considerazione semplice: con l&#8217;aumento delle dimensioni dei modelli di intelligenza artificiale, la disponibilità di energia rischia di diventare uno dei principali fattori che ne limiteranno l&#8217;espansione.</p>



<p>Ulanqab offre in questo senso una combinazione considerata favorevole, mettendo insieme grandi risorse rinnovabili, infrastrutture di rete e una rete di comunicazione già sviluppata. La città dista circa 240 chilometri in linea d&#8217;aria da Pechino e i dati sarebbero in grado di percorrere la distanza <strong>in circa 4,2 millisecondi</strong>. Il territorio ha già attirato grandi aziende tecnologiche, tra cui <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-segreta-e-pericolosa-di-huawei-la-societa-piu-potente-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Huawei</strong></a><strong>, Alibaba, Apple </strong>e <strong>Kuaishou</strong>, contribuendo alla formazione di un vasto polo dedicato al calcolo.</p>



<p>Il nuovo campus porta questa evoluzione a una dimensione ancora maggiore: non si tratta soltanto di costruire un luogo dove collocare migliaia di server, ma di <strong>progettare contemporaneamente la macchina computazionale e il sistema energetico che dovrà sostenerla</strong>. È questa integrazione, più ancora delle dimensioni record dichiarate, a indicare una possibile direzione per le infrastrutture AI dei prossimi anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Interesting Engineering, Envision Galaxy Campus to house million AI accelerators on renewable power, 2026. Disponibile su: <a href="https://interestingengineering.com/energy/envision-galaxy-campus-million-ai-accelerators-renewable-power" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://interestingengineering.com/energy/envision-galaxy-campus-million-ai-accelerators-renewable-power</a></p>



<p>Global Times, World&#8217;s largest single AI computing facility enters operation in China&#8217;s Ulanqab, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367666.shtml</a></p>
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		<item>
		<title>La Cina avvia l&#8217;impianto che produce energia solare anche di notte</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/cina-centrale-solare-energia-notte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impianto solare ibrido (getty images)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con 260.000 specchi orientabili e un sistema di accumulo nei sali fusi, il nuovo impianto di Hami punta a superare uno dei principali limiti dell'energia solare: l'intermittenza della produzione. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impianto solare ibrido (getty images)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/impianto-solare-ibrido-getty-images-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se c&#8217;è un limite strutturale che da sempre frena la definitiva consacrazione delle <strong>fonti rinnovabili</strong> e condiziona le agende energetiche globali è la loro totale dipendenza dai capricci della meteorologia e dai cicli naturali, un problema che rende l&#8217;accumulo di elettricità un nodo strategico persino più vitale della generazione stessa.</p>



<p>È esattamente in questo collo di bottiglia logistico che l&#8217;industria di Stato cinese sta assumendo un ruolo sempre più centrale, cercando alternative concrete al tradizionale monopolio <strong>delle batterie agli ioni di litio</strong> per stabilizzare la rete elettrica. La risposta più imponente a questa necessità è oggi operativa ad <strong>Hami</strong>, nella regione autonoma dello <strong>Xinjiang</strong>.</p>



<p>Parliamo di <a href="https://www.iflscience.com/the-worlds-largest-hybrid-solar-farm-that-stores-energy-after-sunset-in-molten-salt-joins-chinas-great-solar-wall-84099" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una colossale centrale ibrida</a> realizzata dalla <strong>China Three Gorges Corporation (CTG)</strong> ai piedi dei monti <strong>Tianshan</strong> nel deserto del <strong>Gobi</strong>, un impianto da 480 milioni di dollari capace di erogare una potenza complessiva di <strong>un gigawatt </strong>ma che nasconde la sua vera natura ingegneristica nella divisione dei compiti. Se 900 megawatt derivano da un immenso parco fotovoltaico tradizionale che immette energia in rete durante il giorno, i restanti <strong>100 megawatt</strong> <strong>sono affidati a</strong> <strong>un sofisticato sistema solare termodinamico a concentrazione</strong> che si estende per oltre 1.800 ettari e che ha il compito esclusivo di immagazzinare il calore del sole per restituirlo sotto forma di elettricità proprio quando i pannelli si spengono.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China&#39;s new hybrid solar plant uses molten salt thermal storage to extend clean power generation after dark, setting a new global scale record. <a href="https://t.co/SXi6V6j0bC">https://t.co/SXi6V6j0bC</a> <a href="https://t.co/h4Q9wWnP1Q">pic.twitter.com/h4Q9wWnP1Q</a></p>&mdash; Interesting Engineering (@IntEngineering) <a href="https://x.com/IntEngineering/status/2075739375611048408?ref_src=twsrc%5Etfw">July 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come i sali fusi trasformano il calore del Sole in elettricità notturna</strong></h2>



<p>Il cuore pulsante di questa anomalia tecnologica non si basa su reazioni chimiche interne a una cella ma su <strong>principi di pura termodinamica applicata su scala industriale</strong>, sfruttando <strong>una foresta argentata composta da ben 260.000 specchi mobili</strong> che inseguono il movimento del sole nel cielo e concentrano i raggi verso una rete di tubature in cui scorrono speciali <strong>sali fusi</strong>.</p>



<p>Questo fluido viene letteralmente cotto fino a raggiungere temperature intorno ai 550 gradi centigradi e <strong>si trasforma in una sorta di gigantesca batteria liquida </strong>capace di conservare l&#8217;energia termica con dispersioni minime. Quando arriva il tramonto, il calore accumulato nei serbatoi viene liberato e utilizzato per generare <strong>enormi quantità di vapore ad alta pressione</strong> che vanno ad alimentare una turbina convenzionale, garantendo l&#8217;erogazione di elettricità pulita <strong>per circa otto ore consecutive in assenza totale di luce solare</strong>.</p>



<p>I vertici del progetto hanno spiegato che l&#8217;adozione di questo particolare approccio ha permesso di aumentare l&#8217;efficienza della conversione termica <strong>fino al 10% rispetto agli standard di categoria</strong>, implementando, peraltro, una configurazione a decine di blocchi separati che consente agli operatori di effettuare manutenzioni specifiche senza dover mai fermare l&#8217;intera struttura. <strong>Un cervello elettronico centralizzato</strong> coordina le due anime dell&#8217;impianto con una precisione di regolazione della frequenza millimetrica, determinando uno stacco netto rispetto alle <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/la-nuova-tecnica-elettrochimica-per-recuperare-il-litio-dalle-batterie-esauste.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">batterie al litio</a> che restano ottime per coprire i picchi improvvisi di domanda ma faticano enormemente a sostenere carichi prolungati per un&#8217;intera nottata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del polo di Hami e l&#8217;avanzata della Grande Muraglia Solare</h2>



<p>Sebbene la fase di operatività commerciale sia stata formalizzata soltanto nelle scorse settimane, l&#8217;infrastruttura era già segretamente allacciata alla rete regionale dallo scorso autunno e ha avuto tutto il tempo di dimostrare la tenuta del sistema erogando milioni di chilowattora in fase di test, preludio a un regime di crociera che prevede <strong>una produzione annua di circa 2,07 terawattora di elettricità</strong>. Un volume che &#8211; secondo le stime del costruttore &#8211; dovrebbe <strong>bastare ad alimentare i consumi di oltre 830.000 abitazioni</strong> e a tagliare circa 1,63 milioni di tonnellate di <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/convertire-le-emissioni-industriali-in-carburante-la-nuova-tecnologia-che-ripensa-il-ciclo-della-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anidride carbonica</a> ogni dodici mesi.</p>



<p>Si tratta di numeri che spingono lo Xinjiang a <strong>un tasso di consumo di energia rinnovabile superiore al 95%</strong>, ma che rappresentano soltanto il punto di partenza di un piano governativo decisamente più aggressivo. La CTG ha già messo in cantiere una seconda fase di lavori per triplicare la capacità del polo di Hami <strong>fino a 3 gigawatt</strong>, mentre a poca distanza un&#8217;altra società statale ha iniziato a gettare le fondamenta di un impianto ibrido fotovoltaico-termodinamico che arriverà a toccare quota <strong>1,5 gigawatt</strong>.</p>



<p>Tutto questo fermento edilizio si inquadra in una mastodontica operazione infrastrutturale ribattezzata ufficiosamente come la <strong><em>&#8220;Grande Muraglia Solare&#8221;,</em></strong> una cintura di pannelli e specchi lunga <strong>400 chilometri </strong>che sta trasformando le lande aride della Mongolia Interna e del nord-ovest in una fabbrica a cielo aperto pensata per erogare decine di miliardi di chilowattora verso i distretti industriali di Pechino attraverso linee di trasmissione ad altissima tensione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Cina traccia la nuova rotta delle rinnovabili</strong></h2>



<p>Con il traguardo raggiunto a Hami, la Cina consolida la propria leadership globale nell&#8217;innovazione green, dimostrando come sia possibile portare su scala industriale tecnologie finora rimaste marginali. Sebbene nel mondo esistano già alcune decine di impianti solari a concentrazione con accumulo termico, <strong>nessuna struttura aveva mai toccato simili livelli di potenza e integrazione</strong>. Il modello dello Xinjiang traccia così una nuova strada per la transizione energetica mondiale, dimostrando come le fonti pulite possano concretamente garantire una copertura costante e affidabile, <strong>superando in modo definitivo il limite dell&#8217;intermittenza.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>IFLScience, The world&#8217;s largest hybrid solar farm that stores energy after sunset in molten salt joins China&#8217;s &#8216;Great Solar Wall&#8217;, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.iflscience.com/the-worlds-largest-hybrid-solar-farm-that-stores-energy-after-sunset-in-molten-salt-joins-chinas-great-solar-wall-84099" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.iflscience.com/the-worlds-largest-hybrid-solar-farm-that-stores-energy-after-sunset-in-molten-salt-joins-chinas-great-solar-wall-84099</a> </p>



<p>Electrek, China’s massive new Hami solar project uses molten salt storage, 2026. Disponibile su: <a href="https://electrek.co/2026/07/09/china-hami-solar-molten-salt-storage/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://electrek.co/2026/07/09/china-hami-solar-molten-salt-storage/</a><br></p>



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		<title>La Sardegna e l&#8217;assedio delle rinnovabili: la lotta tra progresso e identità</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-sardegna-e-lassedio-delle-rinnovabili-la-lotta-tra-progresso-e-identita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 16:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1239" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1536x991.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> In Sardegna, l'assalto delle multinazionali alle energie rinnovabili sta scatenando polemiche e molte proteste.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1239" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240914180328625_9087a57f32fd013f45527f6f67e1aca3-1536x991.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In una Sardegna avvolta dai venti antichi e solcata da secoli di storia, si sta giocando una partita che sembra appartenere al futuro, ma che inevitabilmente si scontra con il passato. È la partita delle energie rinnovabili, dove i protagonisti non sono più i contadini, i pastori o i piccoli artigiani, ma le grandi multinazionali. Queste aziende, <strong>colossi energetici come la cinese Chint, la francese GDF e l&#8217;israeliana Doral Group</strong>, sono arrivate sull&#8217;isola con progetti ambiziosi, parchi eolici e fotovoltaici che potrebbero produrre una quantità di energia sufficiente a coprire molte volte i bisogni dell&#8217;isola. Ma ciò che appare come una rivoluzione verde potrebbe nascondere un lato oscuro: la speculazione energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un assalto ai terreni e al paesaggio</strong></h2>



<p>La Sardegna è diventata il terreno di caccia prediletto per le multinazionali che cercano di sfruttare le risorse naturali dell’isola, in particolare il vento e il sole, che qui non mancano mai. <strong>Un vero assalto, descritto dai media locali come una colonizzazione moderna, che sta cambiando il volto del territorio. </strong>In alcuni casi, come nel Nord della Nurra, la società cinese Chint ha acquistato mille ettari di terreno per costruire il più grande parco fotovoltaico d&#8217;Europa. Terreni che un tempo erano coltivati o destinati al pascolo ora sono ricoperti di pannelli solari.</p>



<p>La stessa situazione si ripete in altre zone dell&#8217;isola, come l&#8217;impianto denominato Guspini, dove <strong>progetti agrivoltaici minacciano le rovine archeologiche di Neapolis</strong>, un antico sito storico affacciato sul Golfo di Oristano. Le comunità locali, fortemente legate alla loro terra, si sono subito mobilitate.<strong> A Guspini e in altre località, i cittadini hanno alzato le barricate</strong>, dichiarando la loro opposizione a questi impianti invasivi che minacciano non solo il paesaggio ma anche l’economia locale, basata su agricoltura, pastorizia e turismo​. In questo scontro tra modernità e tradizione, emerge chiaramente un conflitto di valori: da un lato <strong>la promessa di energia pulita e sostenibile</strong>, dall’altro<strong> la difesa di un territorio</strong> che rischia di perdere la propria identità. Una guerra combattuta dai residenti, sempre meno, la quale tuttavia passa in sordina tra i tanti problemi nazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio della speculazione</strong></h2>



<p>Dietro la promessa delle energie rinnovabili si cela un pericolo più sottile: la speculazione. Secondo uno studio della CNA Sardegna, se tutti i progetti attualmente in fase di autorizzazione dovessero essere realizzati, <strong>l&#8217;isola rischierebbe di produrre undici volte l&#8217;energia che consuma.</strong> Questo eccesso di produzione non è destinato a servire le comunità locali, ma verrebbe esportato altrove, alimentando<strong> il sospetto che la Sardegna stia diventando una semplice &#8220;fabbrica energetica&#8221;</strong> per altre regioni o Paesi. A questo si aggiunge il fatto che i progetti più imponenti sono guidati da aziende straniere, il che accentua ulteriormente la percezione di una &#8220;colonizzazione&#8221; energetica.</p>



<p>La cifra che circola sui media è impressionante:<strong> si parla di speculazioni per oltre otto miliardi di euro</strong>, un giro d&#8217;affari che sta trasformando l&#8217;energia rinnovabile da opportunità per il territorio a strumento di profitto per pochi​. A preoccupare non è solo l’aspetto economico, ma anche l’impatto ambientale. Molti degli impianti previsti sorgerebbero in aree di grande valore naturalistico o paesaggistico, compromettendo la biodiversità e minacciando habitat protetti. Anche dal punto di vista burocratico, si parla di un &#8220;far west&#8221; in cuoi il vuoto normativo permette a queste aziende di agire senza un controllo adeguato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La risposta della politica: una moratoria, ma basterà?</strong></h2>



<p>Di fronte a questa situazione, la politica regionale ha deciso di intervenire. Nel luglio del 2024, la giunta regionale ha approvato <strong>una moratoria di 18 mesi su tutti i nuovi progetti di impianti eolici e fotovoltaici​.</strong> L’obiettivo è quello di frenare l’assalto delle multinazionali e concedere tempo per pianificare una mappa delle aree idonee, negoziando con lo Stato per evitare che decisioni cruciali vengano prese altrove. Tuttavia, per molti, questa moratoria è solo una soluzione temporanea che non affronta le radici del problema. Le comunità locali continuano a manifestare, chiedendo non solo una regolamentazione più severa, ma anche un maggiore coinvolgimento nelle decisioni che riguardano il loro territorio.</p>



<p>Il dibattito politico si è acceso, con posizioni divergenti anche all&#8217;interno delle stesse istituzioni. Se da un lato la moratoria è vista come una misura necessaria per fermare la speculazione, dall’altro c’è chi la critica per aver bloccato anche progetti che potrebbero portare benefici reali all’isola. Per Claudia Zuncheddu della Rete per la difesa della sanità pubblica, la moratoria non è sufficiente a contrastare quella che definisce una vera e propria “aggressione” al territorio sardo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un futuro incerto tra progresso e identità</strong></h2>



<p>In questo scontro tra il futuro delle energie rinnovabili e la tutela del territorio, emerge chiaramente un dilemma che va oltre la Sardegna. La transizione ecologica è una necessità globale, ma la sua attuazione non può avvenire a scapito delle comunità locali e del loro diritto di autodeterminazione. L&#8217;isola, con la sua storia millenaria e il suo legame profondo con la terra, rappresenta un simbolo di questa resistenza, una resistenza che non è contro il progresso, ma contro un progresso imposto dall’esterno, che rischia di cancellare l’identità di un territorio unico.</p>



<p>Le energie rinnovabili sono senza dubbio una parte fondamentale della soluzione alla crisi climatica, ma come ogni grande cambiamento, devono essere gestite con attenzione e rispetto per il contesto in cui si inseriscono. In Sardegna, questo significa trovare un equilibrio tra la necessità di sfruttare le risorse naturali e la preservazione di un paesaggio, di una cultura e di una tradizione che non possono essere sacrificate sull&#8217;altare del profitto.</p>



<p>Alla fine, la domanda che la Sardegna pone al mondo è semplice: <strong>possiamo davvero considerare sostenibile un modello di sviluppo che ignora le persone e i luoghi che ne saranno colpiti?</strong> La risposta, forse, non arriverà dalle grandi multinazionali o dalle aule dei palazzi del potere, ma dalle piazze e dai campi di questa terra antica, dove il vento soffia ancora come ha sempre fatto, libero, indomito e fiero.</p>
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		<title>Perché lo stop al gas russo non urta la Finlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perche-lo-stop-al-gas-russo-non-urta-la-finlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2022 05:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Finlandia è stata colpita dall&#8217;embargo del gas russo al pari di quanto successo a Polonia e Bulgaria in precedenza per la sua decisione di aderire alla Nato, ma la mossa di Mosca non è decisiva per il sistema-Paese finnico. Al contrario di Varsavia e Sofia Helsinki vede il gas russo coprire poco più del 5% del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-lo-stop-al-gas-russo-non-urta-la-finlandia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401183457777_5dfff8d21c727d21bc998e6b35ff32ed-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Finlandia è stata colpita dall&#8217;embargo del gas russo al pari di quanto successo a<a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-chiude-il-gas-a-polonia-e-bulgaria-cosa-puo-succedere-ora.html" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Polonia e Bulgaria </strong>in</a> precedenza per la sua decisione di aderire alla Nato, ma la mossa di Mosca non è decisiva per il sistema-Paese finnico. Al contrario di Varsavia e Sofia Helsinki vede il gas russo coprire poco più del 5% del fabbisogno energetico annuo finlandese e solo l&#8217;1% circa della generazione elettrica. Gli 1,49 miliardi di metri cubi di gas naturale forniti da Gazprom alla Finlandia (due terzi dei consumi) rappresentano una goccia nel complesso della strategia energetica di Helsinki, che lo scorso anno, riferisce l&#8217;Istituto finlandese di statistica ha consumato 86.775 Gigawatt di energia elettrica, di cui poco più del 20% è frutto di importazione da altri Paesi. In confronto, la Polonia dipende per il <strong>55% delle forniture dall&#8217;estero dalla Russia, </strong>una quota pari però a <a href="https://it.insideover.com/energia/la-polonia-risponde-varsavia-resiste-al-ricatto-energetico-russo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>7,61 miliardi di metri cubi di gas annui</strong></a>.</p>
<p>La Finlandia da anni è impegnata a perseguire una politica di decarbonizzazione e di differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico. Così, dopo lo stop alla fornitura di gas naturale da parte della Russia, nella giornata di sabato 21 maggio l&#8217;operatore finlandese Gasum ha annunciato che il sistema al momento è in equilibrio &#8220;sia fisicamente che dal punto di vista commerciale&#8221;. &#8220;Le consegne di gas naturale alla <span class="hilg1">Finlandia</span> in base al contratto di fornitura di Gasum sono state interrotte&#8221;, ha affermato la società in una nota, aggiungendo che il gas sarebbe ora fornito da altre <span class="hilg2">fonti</span> tramite il gasdotto <strong>Balticconnector,</strong> che collega la <span class="hilg1">Finlandia</span> all&#8217;Estonia.</p>
<p>Del resto Helsinki è uno dei leader mondiali nell&#8217;utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, in particolare la bioenergia. L&#8217;obiettivo chiave nella promozione delle energie rinnovabili è ridurre le emissioni di gas serra e <strong>abbandonare un sistema energetico basato sui combustibili fossili.</strong> Le fonti di energia rinnovabile rappresentano già circa il 40% del consumo finale di energia e l&#8217;obiettivo fissato nella Strategia nazionale per l&#8217;energia e il clima fino al 2030 è aumentare tale utilizzo a oltre il 50% durante gli Anni Venti. <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-lezione-del-cop26-anche-lambiente-e-campo-geopolitico.html"><strong>Neutralità climatica e autonomia energetica </strong>sono per Helsinki obiettivi complementari.</a></p>
<p>Le forme più importanti di energia rinnovabile utilizzate in Finlandia sono la bioenergia, i <strong>combustibili dai flussi laterali dell&#8217;industria forestale</strong> e altri combustibili a base di legno, l&#8217;energia idroelettrica, l&#8217;energia eolica e il geotermico La <strong>bioenergia è generata anche dai rifiuti biodegradabili e dai flussi secondari dell&#8217;agricoltura e della produzione industriale e dai rifiuti urbani</strong>. Fingrid, l&#8217;operatore del sistema di trasmissione della rete finlandese, sta sviluppando la rete principale della Finlandia per fornire una piattaforma per un sistema elettrico pulito e privo di emissioni con la flessibilità di incorporare più risorse in termini di frequenza, trasmissione e gestione della tensione.</p>
<p><b>Dunque i</b>l mix energetico finlandese invedte ogni settore delle rinnovabili e il governo di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sanna-marin.html" target="_blank" rel="noopener">Sanna Marin</a> </strong>mira a sostenerne lo svilippo fino a ottenere la sostanziale decarbonizzazione entro il 2035. Il tasso di rinnovabili nel <a href="https://www.irena.org/IRENADocuments/Statistical_Profiles/Europe/Finland_Europe_RE_SP.pdf">mix energetico è stabilmente vicino al 40%.</a> Appare dunque più un segno di occidentalismo spinto che di reali necessità strategiche la scelta finlandese di noleggiare un terminal galleggiante per la rigassificazione del Gnl Usa in rispsota all&#8217;embargo russo. Il terminal galleggiante sarà gestito dagli operatori del sistema del gas <strong>Gasgrid Finland ed Elering</strong>, con il partner finlandese a farsi carico dell&#8217;80 per cento dei costi di noleggio, hanno affermato in precedenza le due società. La nave ha un volume corrispondente a circa 68 mila tonnellate di Gnl a pieno carico, pari a circa 1.050 GWh di <span class="hilg2">energia</span> e sarà caricata con Gnl circa due o tre volte al mese, ha affermato Gasgrid <span class="hilg1">Finlandia</span>. &#8220;La nave terminale del Gnl svolgerà un ruolo importante nel garantire l&#8217;approvvigionamento di gas per l&#8217;industria finlandese&#8221;, ha affermato in una nota il ministro degli affari economici finlandese Mika Lintila.</p>
<p>Il Paese, dunque, si è fatto trovare pronto: rispetto ad altri attori, dunque, la Finlandia è meno esposta agli shock energetici legati al blocco delle forniture della Russia. E può dunque senza alcuna remora professare un altantismo energetico oltre che militare-securitario senza temere conseguenze brutali in tale ambito.</p>
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		<title>Così la decarbonizzazione senza strategia può segnare il destino energetico dell&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/cosi-la-decarbonizzazione-senza-strategia-puo-segnare-il-destino-energetico-dellue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 07:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220114084524538_fe127b954ec7c8b051076af3f6910159-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rischio di un eccessivo utopismo nella programmazione delle strategie energetico-ambientali europee del futuro condiziona ancora l&#8217;agenda dei Paesi dell&#8217;Unione? La definizione di un piano (Fit for 55) tutto sommato ancorato a un principio di realtà e lo tsunami dei prezzi di fine 2021 che rischia di travolgere ogni prospettiva di ripresa del Vecchio Continente sembrerebbe aver &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/cosi-la-decarbonizzazione-senza-strategia-puo-segnare-il-destino-energetico-dellue.html">[...]</a></p>
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<p><a href="https://it.insideover.com/ambiente/geopolitica-del-cop26-cosa-si-giocano-le-potenze-sullambiente.html" target="_blank" rel="noopener">Su <em>Inside Over </em>abbiamo più volte sottolineato</a> che un&#8217;altra questione da osservare con attenzione sarà quella legata <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-lezione-del-cop26-anche-lambiente-e-campo-geopolitico.html" target="_blank" rel="noopener">alle <strong>ricadute geopolitiche </strong>della transizione</a>. Ricadute che per un continente energivoro e povero di fonti primarie naturali come l&#8217;Europa possono trasformarsi sulla scia del passaggio dalla dipendenza dalle fonti primarie (come il gas naturale e il petrolio) che vede oggi il Vecchio Continente sotto scacco da parte della Russia alla dipendenza da <strong>materie prime strategiche </strong>e tecnologie fondamentali per abilitare il salto in termini di innovazione e infrastrutture che l&#8217;era delle rinnovabili imporrà. In questo caso il Paese avvantaggiato da dinamiche di questo tipo potrà essere <a href="https://it.insideover.com/economia/la-stretta-della-cina-sulle-terre-rare-cosi-pechino-ipoteca-il-futuro.html" target="_blank" rel="noopener">la <strong>Cina, </strong>primo produttore di tecnologie per la transizione al mondo.</a></p>
<p>Prendiamo il caso emblematico dell&#8217;era della transizione green, quello dell&#8217;<strong>auto elettrica</strong>. I cambiamenti in termini di catena del valore rischiano di rendere l&#8217;Europa, terra di origine di alcune delle più avanzate case automobilistiche e relative catene di subfornitura al mondo (operanti soprattutto in Germania, Francia, Italia, Spagna e Svezia, con catene estese all&#8217;Est postcomunista), dipendente dalle forniture di componenti provenienti dalla Repubblica Popolare. &#8220;Serve una strategia europea industriale e dei trasporti per non passare da una parziale dipendenza dell’Ue dal gas russo ad una quasi completa dipendenza dalle batterie cinesi&#8221;, fa notare in una nota l&#8217;europarlamentare di Forza Italia <strong>Massimiliano Salini</strong>. &#8220;La messa al bando dei motori a combustione interna dal 2035 equivale infatti a puntare tutto sull’auto elettrica, consegnando di fatto la filiera europea dell’automotive alla dipendenza dalla Cina, che produce l’80% delle batterie mondiali&#8221;, ha aggiunto Salini, riprendendo quanto dichiarato in un dibattito in Commissione Tran dedicato al pacchetto Fit-for-55 a cui ha partecipato il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, delegato di Ursula von der Leyen alla transizione energetica.</p>
<p>Anche per i prossimi anni nonostante l&#8217;impegno Occidentale si prevede un trend simile: un analista esperto del tema come <b>Daniel Clarke</b> ha detto a <a href="https://www.forbes.com/sites/neilwinton/2021/11/14/lithium-shortage-may-stall-electric-car-revolution-and-embed-chinas-lead-report/?sh=73e99efc46ef"><i>Forbes</i></a> che Pechino nel 2026  manterrà una quota elevata stimata tra il 60 e il 65% “a dispetto dei migliori sforzi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea”. Salini ha sottolineato nel suo intervento che &#8220;anche dando il massimo sostegno ai progetti delle nuove gigafactory europee, secondo stime della Commissione, arriveremmo nel 2035 a coprire in modo autonomo solo il 7% del fabbisogno Ue di batterie.&#8221;</p>
<p>E non solo sulle batterie si concentra la dominazione cinese di un contesto industriale che vede Pechino capace di sfruttare i grandi e massicci investimenti e i vantaggi di scala industriale legati alle sue politiche. Per quanto concerne i temi della transizione industriale legata al rilancio della decarbonizzazione dei trasporti, dei consumi, dell&#8217;industria, dei servizi bisogna ricordare che l&#8217;ibridazione particolare tra <strong>nuove tecnologie </strong>e nuovi metodi di <strong>alimentazione energetica </strong>può creare una sinergia unica nel suo genere. Favorendo chi, partendo da necessità di avanzamento digitale e ambientale più corpose, da anni programma il futuro: e non è un caso che la leadership cinese sulla transizione energetica vada di pari passo con la corsa di Pechino al ruolo di prima potenza tecnologica globale.</p>
<p>Nei secoli passati, il carbone ha fatto la rivoluzione industriale e l&#8217;ascesa della potenza imperiale britannica, il petrolio sancito l’egemonia statunitense nel Novecento e nell’era delle rinnovabili la Cina è leader del settore e si appresta, complice la sua ramificazione geopolitica nei mercati di produzione delle <a href="https://it.insideover.com/economia/geoeconomia-del-congo-un-paese-al-centro-del-mondo-suo-malgrado.html" target="_blank" rel="noopener">decisive terre rare e materie prime strategiche, a consolidare il suo peso su scala internazionale.</a> Per fare un ulteriore esempio concreto, bisogna ricordare che il mercato dei pannelli fotovoltaici a basso costo <a href="https://formiche.net/2021/04/solare-lavoro-forzato-xinjiang/">dipende dal polisilicio prodotto nello Xinjiang</a>, che sei delle sette maggiori compagnie al mondo che producono i pannelli sono cinesi e che dal litio al cobalto, passando per il nickel, tutte le catene del valore delle principali materie prime legate alle tecnologie per la transizione sono in mano alla Repubblica Popolare.</p>
<p>Questo ha notevoli implicazioni geopolitiche e può depotenziare, in prospettiva, la corsa della transizione europea e l&#8217;efficacia di misure come <a href="https://it.insideover.com/ambiente/non-solo-bla-bla-bla-i-risultati-concreti-raggiunti-sullambiente.html" target="_blank" rel="noopener">il <strong>Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), </strong>i dazi verdi</a> proposti dall&#8217;Unione Europea per colpire le produzioni inquinanti esterne al Vecchio Continente. Per Salini, una delle soluzioni potrebbe consistere in una ridefinizione dei parametri del Vecchio Continente sul <strong>mix energetico </strong>per adattare i sacrosanti obiettivi di transizione e tutela ambientale al realismo di breve e medio periodo. Un&#8217;evoluzione ulteriore di quanto già fatto inserendo gas naturale e nucleare, con dovuti distinguo, <a href="https://it.insideover.com/energia/nucleare-gas-inflazione-il-grande-gioco-europeo-dellenergia.html" target="_blank" rel="noopener">tra le fonti ritenute utili alla transizione nella più recente tassonomia Ue.</a></p>
<p>Salini propone un&#8217;ulteriore revisione in corsa degli obiettivi legata al target del 2035 per la fine della circolazione e della vendita dei veicoli con motori a scoppio: &#8220;Chiediamo che venga adottato un approccio &#8220;life cycle&#8221;, che tenga conto delle emissioni CO2 dell&#8217;intero ciclo di vita del veicolo, facendo nel 2028 una valutazione di impatto intermedia per decidere il mix energetico più adatto e rivedere tempi e modi dell’eventuale stop ai motori a combustione interna&#8221;. Una svolta che, come le precedenti, consentirà di guardare con più attenzione alle dinamiche produttive, industriali, di sviluppo. Non potrebbe esistere sostenibilità in un contesto che vede una transizione economica e energetica indebolire la sicurezza di un intero continente. Né sviluppo economico sarebbe, in questo caso, possibile abdicando a giocare un ruolo primario nelle nuove catene del valore a favore della Cina. La transizione non sarà, meno che mai dopo gli ultimi sviluppi, un pranzo di gala: e l&#8217;<strong>Europa deve capirlo.</strong></p>
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		<title>Petrolio alle stelle, scorte di gas ai minimi: tempesta perfetta per l&#8217;Europa?</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/petrolio-alle-stelle-scorte-di-gas-ai-minimi-tempesta-perfetta-per-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2021 13:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Opec]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petrolio gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 28 settembre il prezzo del petrolio sui mercati internazionali ha sfondato per la prima volta dal 2018 gli 80 dollari al barile. Ai tempi la causa del rincaro furono il braccio di ferro in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti e le tensioni legati al rischio di un&#8217;ascesa dei dazi commerciali tra i Paesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-alle-stelle-scorte-di-gas-ai-minimi-tempesta-perfetta-per-leuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petrolio gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/petrolio-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata del 28 settembre il<a href="https://it.insideover.com/economia/brent-e-wti-quali-sono-i-tipi-di-petrolio-piu-importanti.html" target="_blank" rel="noopener"> prezzo del <strong>petrolio </strong>sui mercati</a> internazionali ha sfondato per la prima volta dal 2018 gli 80 dollari al barile. Ai tempi la causa del rincaro furono il braccio di ferro in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti e le tensioni legati al rischio di un&#8217;ascesa dei <strong>dazi commerciali </strong>tra i Paesi più avanzati, oggi invece a trainare la crescita del greggio sono la ripresa economica post-Covid, la ripresa dell&#8217;inflazione e le asimmetrie tra domanda e offerta di materie prime e combustibili nelle economie più avanzate.</p>
<h2>La grande sfida energetica dell&#8217;Unione</h2>
<p>L&#8217;Unione europea, in particolar modo, è tra le aree economiche maggiormente esposta al rischio di una vera e <a href="https://it.insideover.com/energia/lera-della-grande-incertezza-per-materie-prime-ed-energia.html" target="_blank" rel="noopener">propria <strong>tempesta perfetta </strong>sul fronte energetico</a>: mentre programma piani di medio lungo termine estremamente ambiziosi su transizione energetica e rinnovabili, l&#8217;Europa rischia danni durissimi dalle fonti tradizionali, dato che alle problematiche connesse al rincaro del greggio si sommano le complesse dinamiche <a href="https://it.insideover.com/energia/la-bomba-dellenergia-sulla-ripresa-e-i-consumi.html" target="_blank" rel="noopener">del <strong>gas naturale, </strong>a sua volta caratterizzato da un rally e di cui il Vecchio Continente</a> fatica a mantenere livelli adeguati di scorte. Recentemente <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/europa-sotto-choc-energetico-elettricita-gas-mai-cosi-282197.htm"><strong>Sissi Bellomo </strong>su <em>Il Sole 24 Ore ha </em>ricordato</a> che &#8220;le scorte di gas europee sono a livelli di guardia, ai minimi da 10 anni per questo periodo: in media gli stoccaggi sono pieni al 69% (dati Gie). L’Italia sta un po’ meglio con l’83%, ma l’anno scorso in quest’epoca erano al 95%&#8221; e l’avvicinarsi della stagione fredda va di pari passo con i rallentamenti nelle forniture <a href="https://it.insideover.com/energia/gazprom-sempre-piu-centrale-in-europa-la-russia-respinge-lassalto-usa.html" target="_blank" rel="noopener">dalla Russia</a>, dall’Algeria e dal Mare del Nord.</p>
<p>Tutto questo sta mettendo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/per-le-imprese-la-transizione-non-sara-un-pranzo-di-gala.html" target="_blank" rel="noopener">sotto pressione i consumatori di energia in campo economico-industriale</a>, soggetti a rincari nelle bollette che si ripercuotono sui costi dei beni di prima necessità e di consumo, gli utenti privati, i governi e le istituzioni internazionali che vedono i margini operativi ristretti. E in particolare l&#8217;Unione europea appare sotto accusa per aver avuto scarsa capacità programmatica. In particolare la <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener">commissione von der Leyen</a> </strong>ha messo in campo una strategia economica per la transizione energetica che appare senza ombra di dubbio non priva di elementi di realismo e pragmatismo, ma non ha saputo agire in maniera altrettanto razionale sul fronte del governo dei settori energetici tradizionali. Offrendo una strategia d&#8217;insieme capace di far valere il peso del mercato europeo, il maggiore su scala planetaria, in una fase difficile.</p>
<h2>Verso una nuova crisi energetica?</h2>
<p>Tutto questo espone l&#8217;Europa alle stagionalità della domanda di petrolio e, soprattutto, gas portandola a sperare di fatto in una <strong>natura clemente </strong>per evitare nuove fiammate nei prezzi e nuove pressioni sulle scorte. <a href="https://formiche.net/2021/09/petrolio-alle-stelle-cronaca-di-una-morte-annunciata-parla-clo/" target="_blank" rel="noopener">Parlando con <em>Formiche</em></a><em>, </em>il professor<strong> Alberto Clò, economista ed ex ministro dell’Industria nel governo Dini</strong> ha dichiarato che di fatto &#8220;l’Europa in questo momento si trova a sperare che nei prossimi mesi ci sia un clima mite e che si assista ad una buona ventosità&#8221;. Clò rivela che nei prezzi c&#8217;è &#8220;una fragilità che mancava dal secondo dopoguerra e non è casuale, ma l’esito delle politiche attuate. Questo choc dei prezzi è un punto di svolta che non era stato minimamente percepito&#8221; per quanto fosse possibile aspettarsi una dinamica del genere dato il profondo attrito tra la fase di depressione e introversione economica del 2020 e lo sdoganamento della ripresa nell&#8217;anno in corso. D’altra parte, nota lo studioso, &#8220;nessuno dei grandi punti di svolta energetici è mai stato colto in passato. Si pensi alla crisi petrolifera del 1973, di cui c’erano tutti i presupposti&#8221;.</p>
<p>Mezzo secolo fa il problema principale erano la stagnazione economica unita alla crescente inflazione (stagflazione), l&#8217;esaurimento del boom economico e l&#8217;aumento delle rivendicazioni dei Paesi produttori mediorientali. Oggi a influenzare i mercati di gas e petrolio c&#8217;è l&#8217;asimmetria tra domanda e offerta, i<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/catene-del-valore-coronavirus/" target="_blank" rel="noopener">l caos nelle <strong>catene del valore, </strong>la crisi dei commerci</a> e la susseguente ondata sismica che ha colpito manifattura, industria e logistica, la necessità di finanziare la transizione green e le conseguenti misure che rendono tendenzialmente sfavorevole per cittadini e imprese l&#8217;utilizzo di fonti inquinanti in una fase in cui esse sono, comunque, ancora dominanti.</p>
<h2>L&#8217;Europa al centro del mirino</h2>
<p>In mezzo a questo guado c&#8217;è l&#8217;Europa, continente affamato di energia ma con ridotte produzioni interne. Eccezion fatta per alcuni esempi di programmazione strategica come quella fatta <a href="https://it.insideover.com/politica/merkel-e-putin-nel-nome-di-gerussia-chi-sara-il-nuovo-riferimento-di-mosca.html" target="_blank" rel="noopener">dalla <strong>Germania </strong>sul gas naturale</a> per diversificare le fonti o dal ruolo che giocano colossi come <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-cruciale-delle-partecipate-per-il-sistema-paese.html" target="_blank" rel="noopener">Eni</a> e <a href="https://it.insideover.com/energia/dal-medio-oriente-allafrica-total-rafforza-la-proiezione-della-francia.html" target="_blank" rel="noopener">Total</a> </strong>per Italia e Francia il Vecchio Continente è stato più oggetto che soggetto delle grandi dinamiche di gas e petrolio nei mercati internazionali. Con il rifiuto di far sentire la sua voce in capitolo la Commissione ha mancato di partecipare come fonte di distensione a uno dei grandi tavoli globali su cui spadroneggiano attori come la Russia, gli Usa e il<a href="https://it.insideover.com/economia/dall-opec-alle-potenze-emergenti-la-storia-del-mercato-del-petrolio.html" target="_blank" rel="noopener"><strong> cartello Opec</strong></a>. E in vista dell&#8217;inverno l&#8217;Europa sembra esser destinata a guardare, sperando, il cielo e la colonnina di mercurio per capire come limitare i danni in un contesto che, lungi dal decretarne la fine, vede le fonti fossili sempre più decisive e strategiche.</p>
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		<title>Il piano italiano per la transizione energetica prende forma</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-piano-italiano-per-la-transizione-energetica-prende-forma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2021 06:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Roberto Cingolani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una rivoluzione silenziosa che denota un grande cambio di prospettiva: dopo le dichiarazioni d&#8217;intenti e un lavoro pragmatico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza Roberto Cingolani sta dando applicazione concreta alla sua visione per la transizione ecologica. Il super-ministero creato nel quadro del governo Draghi e guidato dal fisico, ex direttore dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia e della ricerca di Leonardo ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-piano-italiano-per-la-transizione-energetica-prende-forma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Roberto Cingolani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una <strong>rivoluzione silenziosa </strong>che denota un grande cambio di prospettiva: dopo le dichiarazioni d&#8217;intenti e un lavoro pragmatico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza <a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roberto Cingolani </strong></a>sta dando applicazione concreta alla sua <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-modello-dellindustria-per-la-transizione-ecologica-la-difesa.html" target="_blank" rel="noopener">visione per la <strong>transizione ecologica</strong>.</a> Il super-ministero creato nel quadro del <a href="https://it.insideover.com/politica/i-cento-giorni-che-hanno-cambiato-litalia-come-proseguira-lera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>governo Draghi </strong></a>e guidato dal fisico, ex direttore dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia e della ricerca di Leonardo ha da poco assunto la fisionomia che dovrà orientarne la condotta.</p>
<p>Il Ministero per la Transizione Ecologica (Mite) di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/sano-pragmatismo-cingolani-sullambiente-1959912.html" target="_blank" rel="noopener">Cingolani</a> poggia sulla tripartizione delle competenze tra tutela delle risorse naturali, sviluppo sostenibile e affari energetici. Avvicinandosi ora maggiormente a una versione mirata del <strong>Ministero dello Sviluppo Economico </strong>che a quello dell&#8217;Ambiente, il Mite riflette una premessa fondamentale: quella della transizione sarà una partita lunga.</p>
<p>Di conseguenza servirà muoversi con attenzione sull&#8217;intera filiera dei progetti ambientali ed energetici e promuovere azioni che sappiano sia guidare l&#8217;Italia verso l&#8217;era del dominio delle energie rinnovabili e della lotta a tutto campo al cambiamento climatico sia gestire la fase attuale. In questo contesto il pragmatismo del ministro si inserisce in una visione chiara che mira a incentivare la produzione di <strong>tecnologie innovative </strong>e settori di sbocco per le nuove materie di riferimento della transizione.</p>
<p>E così il Mite prova a agire su più orizzonti temporali. Sul breve-medio periodo Cingolani <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-battaglia-senza-fine-sulle-trivelle.html" target="_blank" rel="noopener">ha invertito l&#8217;<strong>ambientalismo del no </strong>a stampo pentastellato</a> e dato il via libera a <a href="https://it.insideover.com/economia/stop-alle-trivelle-mazzata-a-economia-e-lavoro.html" target="_blank" rel="noopener">sette nuovi progetti di estrazione del gas naturale attraverso trivellazioni marittime dall&#8217;Adriatico alla Sicilia</a>; <strong>“Se dobbiamo decarbonizzare</strong> – ha detto <a href="https://it.insideover.com/economia/italy-is-good-for-business-gli-usa-puntano-sui-legami-economici-con-roma.html" target="_blank" rel="noopener">Cingolani in conferenza stampa al G20 sull&#8217;ambiente di Napoli</a> – dobbiamo stabilizzare l’energia da rinnovabili. Di contro, la domanda di energia richiede gas almeno fino a che le rinnovabili non riusciranno a garantire adeguata copertura”. al contempo, il Mite sta strutturando una ventina di interventi in grado di avviare<a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener"> il Pnrr</a> entro la fine dell&#8217;estate, riguardanti l&#8217;impiantistica nelle isole minori, il Po, le aste per le rinnovabili, la costruzione di <a href="https://it.insideover.com/energia/come-le-nuove-tecnologie-cambiano-il-mondo-dellenergia.html" target="_blank" rel="noopener"><em>smart grid</em></a>. E nel frattempo si lavora anche a progetti come il piano di <strong>cattura e stoccaggio del carbonio </strong>proposto da Eni per produrre idrogeno blu nel porto di Ravenna o un interessante progetto di Enel centrato sulla Sardegna, <strong>Tyrrhenian Link</strong>, che nelle intenzioni del gruppo di Francesco Starace fornirà energia elettrica all&#8217;isola dei nuraghi collegando Sardegna, Sicilia e Campania e inserirà a pieno titolo e senza vincolo alcuno la Sardegna nella rete nazionale, chiudendo il cerchio ideale di collegamenti e permettendo all&#8217;isola di contemplare un <a href="https://it.insideover.com/energia/industria-e-innovazione-litalia-puo-diventare-una-superpotenza-delle-rinnovabili.html" target="_blank" rel="noopener">futuro più sostenibile beneficiando dell&#8217;aggancio alle infrastrutture di trasmissione più avanzate.</a></p>
<p>E proprio la Sardegna potrà essere in prospettiva il laboratorio della nuova agenda che mira a coniugare sostenibilità e sviluppo. Mostrando come la <strong>transizione ecologica </strong>non sia necessariamente in contrasto con la creazione di nuovi posti di lavoro e opportunità e, anzi, possa rappresentare un volano di sviluppo. La Sardegna, nella proposta del Mite di Cingolani, grazie al Thyrrenian Link e all&#8217;economia di scala generata dallo sfruttamento delle rinnovabili potrà diventare un hub verde nel cuore del Mediterraneo. Oggi l&#8217;isola genera solo 4 terawattora l&#8217;anno da rinnovabili e come Cingolani <a href="https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/07/09/news/intervista-con-il-ministro-cingolani-la-sardegna-sara-la-prima-isola-green-al-mondo-1.40477215" target="_blank" rel="noopener">ha ricordato parlando a <em>La Nuova Sardegna </em>in Italia</a> come sistema-Paese &#8220;aggiungiamo ogni anno nel sistema 0,8 gigawatt di rinnovabili: per raggiungere i target dobbiamo installarne da subito 8 ogni anno&#8221; con i nuovi progetti di sviluppo. &#8220;Per la Sardegna&#8221;, ha dichiarato il ministro, &#8220;forse basta raddoppiare o triplicare le attuali capacità&#8221;. Quale l&#8217;obiettivo di fondo? Rendere sostenibili i <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-ritorno-del-treno.html" target="_blank" rel="noopener">trasporti</a>, le <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-recovery-di-draghi-puo-rilanciare-il-superbonus.html">abitazion</a>i ma soprattutto le produzioni industriali della regione: &#8220;non possiamo trasformare i nostri territori in aree solo turistiche. Possiamo renderli ancor più appetibili, questo sì, ma non discapito delle produzioni, la nostra forza il nostro marchio nel mondo&#8221;.</p>
<p>Restano aperti altri dossier: ad esempio Cingolani non ha ancora definito in che misura punterà in futuro a parlare di un rilancio degli investimenti in <strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-nucleare-aiuta-per-la-transizione-leuropa-a-un-bivio.html" target="_blank" rel="noopener">energia nucleare</a> </strong>e, pur avendo indicato ai margini del G20 Ambiente in 12 milioni il numero di auto inquinanti presenti in Italia non ha ancora promosso ufficialmente la strategia volta a incentivare l&#8217;abbattimento dell&#8217;impatto ambientale del parco-mezzi nazionale. Ma come il ministro ama ripetere non è con gli editti che si farà la transizione, che dovrà emergere dal sistema economico, produttivo e tecnologico. Mese dopo mese, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, grazie a progetti ben mirati in grado di sposare e far mediare tutela ambientale e sviluppo. Un obiettivo che il Mite si è posto come Stella polare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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