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	<title>ricerca e sviluppo Archives - InsideOver</title>
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	<title>ricerca e sviluppo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Caro Trump, gli studenti internazionali valgono miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/caro-trump-gli-studenti-internazionali-valgono-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 04:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250528135256888_855c1795d8523321833715804c9867a0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Viaggiate, che poi diventate razzisti”, recita un vecchio adagio. Viaggiare per studiare, ancor di più, dovrebbe essere una delle cose più sacre al mondo. In ogni civiltà, i giovani e la conoscenza sono le fondamenta su cui si costruisce il domani. Quando una nazione smette di proteggere, accogliere e nutrire i suoi studenti – specialmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/caro-trump-gli-studenti-internazionali-valgono-miliardi-di-dollari.html">[...]</a></p>
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<p>“<em><strong>Viaggiate, che poi diventate razzisti</strong></em>”, recita un vecchio adagio. Viaggiare per studiare, ancor di più, dovrebbe essere una delle cose più sacre al mondo. In ogni civiltà, i giovani e la conoscenza sono le fondamenta su cui si costruisce il domani. Quando una nazione smette di proteggere, accogliere e nutrire i suoi studenti – specialmente quelli che arrivano da lontano per contribuire con idee nuove – è come se cominciasse lentamente a scavarsi la fossa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nazione figlia del genio &#8220;straniero&#8221;</h2>



<p>Per quanto violenta, in declino, complessa possa apparire oggi la nazione americana, il dato di fatto della storia è che <strong>gli Stati Uniti sono nati dall’immigrazione</strong> e hanno fatto dell’immigrazione la loro forza, il nucleo centrale della loro potenza. Erano solo 4 milioni per l’82% d’origine inglese gli abitanti degli Stati Uniti censiti per la prima volta nel 1790, inclusi quasi 800mila schiavi. Dal 1820 al 1870 entrarono in America circa 6 milioni di immigrati che hanno fatto degli Stati Uniti ciò che sono oggi. Così come tutti quelli che sono venuti dopo.</p>



<p>In quasi 250 anni di storia sono i numeri a mettere in evidenza come gli Usa siano stati alimentati da genti provenienti da una serie di altrove lontani dal Nuovo Continente. Ognuna di quelle <strong>ondate migratorie</strong> ha assolto particolari funzioni nella crescita americana. Gli immigrati di fine Ottocento furono la manodopera generalista per lo sviluppo industriale, quelli degli anni Trenta e Quaranta, in fuga dall’Europa, irrobustirono le élite politiche e culturali; i migranti messicani del Dopoguerra infoltirono le schiere del settore agricolo; dagli anni Ottanta, gli immigrati asiatici accrescono la potenzialità scientifica e tecnologica americana. Buona parte di questi immigrati sono stati studenti che sognavano di studiare in America, per restarci o per imparare e tornare indietro poco conta. &#8220;<em>Senza i suoi studenti internazionali, Harvard non sarebbe Harvard</em>”: è quanto ha affermato la più antica e ricca università privata degli Stati Uniti nella sua causa contro l&#8217;amministrazione Trump, che sta cercando di impedire all&#8217;istituzione d&#8217;élite di iscrivere migliaia di studenti internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crociata contro gli studenti internazionali</h2>



<p>La &#8220;forza attrattiva&#8221; delle università americane non è mai stata solo un fatto culturale o simbolico: è stata una precisa strategia di potere, perseguita con coerenza per gran parte del XX secolo. Paradossalmente, la logica che oggi anima questa <a href="https://it.insideover.com/politica/le-universita-usa-alzano-la-testa-trump-rischia-un-sessantotto-al-contrario.html"><strong>crociata anti-universitaria</strong> </a>in nome di una caccia alle streghe in salsa <em>new cold war</em> ricorda proprio ciò che condannò il blocco sovietico alla stagnazione: durante la Guerra Fredda – va ricordato ai deboli di memoria – uno dei fattori decisivi della vittoria americana fu proprio la forza del proprio sistema universitario, usato anche come mezzo di <strong><em>soft power</em></strong>.</p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump ha recentemente revocato la certificazione del programma Student and Exchange Visitor Program (SEVP) dell&#8217;Università di Harvard, impedendole di accettare nuovi studenti internazionali e mettendo a rischio lo status legale di quelli già iscritti. La decisione è stata giustificata con <a href="https://it.insideover.com/politica/harvard-respinge-le-richieste-di-trump-lo-scontro-su-inclusione-e-antisemitismo.html">accuse di antisemitismo</a> e presunte influenze straniere all&#8217;interno dell&#8217;ateneo. Harvard ha risposto presentando una causa contro il governo, sostenendo che tali misure violano l&#8217;autonomia accademica e i diritti costituzionali. Parallelamente, il Dipartimento di Stato, guidato da <strong>Marco Rubio</strong>, martedì scorso, ha ordinato alle ambasciate e ai consolati statunitensi di sospendere le interviste per i <strong>visti F, M e J</strong>, utilizzati da studenti internazionali. Questa sospensione è parte di un piano più ampio che prevede <strong>controlli approfonditi sui profili social</strong> dei richiedenti, con l&#8217;obiettivo dichiarato di prevenire l&#8217;ingresso di individui con legami con attività criminali o estremiste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;valore&#8221; degli studenti stranieri negli Usa</h2>



<p>A novembre, il <a href="https://opendoorsdata.org/wp-content/uploads/2024/11/OD24_Fast-Facts_2024-1.pdf">rapporto <strong>Open Doors 2024</strong></a> sugli scambi educativi internazionali ha annunciato che il numero totale di studenti internazionali nei college e nelle università degli Stati Uniti ha raggiunto il <strong>massimo storico di oltre 1,1 milioni di studenti</strong> per gli anni 2023 e 2024. Un numero di cui la nazione dovrebbe giovarsi e rallegrarsi: scegliere un Paese che non è il proprio, affidarsi giovane all’educazione “straniera” è il più grande atto di fiducia che un ragazzo o una ragazza possa compiere: andarsi a prendere a migliaia di chilometri da casa qualcosa che casa propria non può offrire. È un atto di fiducia. Un’adozione. Ma soprattutto, si tratta di un investimento. Che dovrebbe essere un campo in cui Trump-il tycoon dovrebbe essere dieci spanne sopra agli altri. I legami che si creano oggi tra studenti statunitensi e internazionali sono, infatti, la base delle relazioni future nel mondo degli affari e del commercio, della scienza e dell&#8217;innovazione, e delle relazioni governative.</p>



<p>Secondo i dati del 2023-2024 di Open Doors, l&#8217;<strong>India</strong> è il Paese che ha inviato negli Stati Uniti il maggior numero di studenti internazionali per l&#8217;istruzione superiore, con oltre 331.000 studenti iscritti. Si tratta dello stesso Paese che nelle ultime ore, attraverso la propria ambasciata negli Usa, consiglia ai propri studenti di non saltare le lezioni per evitare di incorrere in procedimenti di espulsione o simili. La <strong>Cina</strong> è il secondo Paese d&#8217;origine con oltre 277.000 studenti, di cui circa 123.000 laureati, che studiano negli Stati Uniti. È la nazione leader per numero di studenti universitari e non laureati inviati negli Stati Uniti. Insieme, India e Cina rappresentano più della metà di tutti gli studenti internazionali nel Paese.</p>



<p>Gli studenti internazionali non arricchiscono solo il tessuto accademico delle università americane: il loro impatto si estende ben oltre i confini del campus, generando decine di miliardi di dollari per l’economia nazionale ogni anno. Secondo i <a href="https://www.nafsa.org/about/about-nafsa/new-nafsa-data-reveal-international-student-economic-contributions-continue">dati pubblicati dalla NAFSA – Association of International Educators</a>, <strong>oltre 1,1 milioni di studenti stranieri iscritti negli istituti statunitensi durante l’anno accademico 2023–2024 hanno contribuito con 43,8 miliardi di dollari al PIL americano</strong>, sostenendo più di 378.000 posti di lavoro in vari settori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calo delle iscrizioni e la miopia strategica di Washington</h2>



<p>Rinunciare al potenziale degli studenti internazionali significa indebolire la preparazione globale degli studenti americani, rallentare la crescita e sottrarre nutrimento a settori strategici come la ricerca scientifica e l’innovazione. Guardando al primo trimestre del 2025, alcuni dati suggeriscono un <strong>calo delle iscrizioni di studenti internazionali</strong>, con una diminuzione dell&#8217;11,33% da marzo 2024 a marzo 2025. Si tratta di un calo significativo, che potrebbe avere un impatto sulle finanze delle università e sull&#8217;economia globale della conoscenza. Sebbene gli Stati Uniti rimangano una destinazione popolare, vi sono preoccupazioni circa la stabilità del contesto politico per gli studenti internazionali. Alcuni studenti stanno prendendo in considerazione paesi ospitanti alternativi a causa di potenziali problemi di immigrazione e restrizioni sui visti. Questa è già di per sé una sconfitta.</p>



<p>È noto, ad esempio, che oggi gli Stati Uniti formino meno ingegneri e tecnici rispetto a Paesi come la Russia. Una carenza che, nel contesto geopolitico attuale, si traduce in una limitata capacità di riconvertire l’apparato industriale per sostenere la produzione militare — una difficoltà evidente nel supporto all’Ucraina. In settori come l’informatica, l’<strong>intelligenza artificiale</strong> e l’ingegneria, il ruolo degli studenti provenienti da Paesi asiatici è stato semplicemente decisivo. È grazie a questo capitale umano importato che gli Stati Uniti hanno potuto dominare la scena globale dell’innovazione. Alle minacce di <em>ban</em> agli studenti stranieri si aggiungono poi quelle dei <strong>tagli previsti nella manovra finanziaria promossa da Trump</strong>, attualmente in discussione al Senato. La proposta prevede una significativa riduzione dei fondi pubblici destinati alla ricerca scientifica. Se approvata, porterebbe gli Stati Uniti sempre più lontani dai livelli di investimento di Cina ed Europa — proprio nel momento in cui la competizione economica globale entra in una nuova fase di intensità.</p>



<p>&#8220;<em>The Goliath of totalitarianism will be brought down by the David of the microchip</em>”, disse una volta <strong>Ronald Reagan</strong>, tanto per citare uno che non la toccava piano come Trump. E come si producono i microchip senza l’apporto dell’ingegno del resto del mondo? Einstein non avrebbe avuto la possibilità di continuare a essere Einstein se gli Stati Uniti non avessero saputo accoglierlo. Come lui, decine di scienziati, innovatori e premi Nobel arrivarono in America perché trovarono un sistema che investiva nel sapere. Ogni ostacolo posto oggi agli studenti internazionali è un passo indietro rispetto a quella tradizione. E un rischio reale di perdere, domani, i prossimi Einstein.</p>
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		<title>Città meno calde, più belle e vivibili? In Olanda sanno come: copriamole di muschio</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/citta-meno-calde-piu-belle-e-vivibili-in-olanda-sanno-come-copriamole-di-muschio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 11:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca e sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/muschio.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Il biocemento è stato sviluppato nel 2018 dalla startup Respyre e mira a contrastare le isole di calore urbane grazie al muschio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/muschio.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>L&#8217;espansione delle aree urbane e l&#8217;aumento delle temperature dovute ai cambiamenti climatici stanno causando fenomeni sempre più preoccupanti, come quello delle cosiddette &#8220;<strong>isole di calore</strong>&#8220;. In questi casi l’aumento di temperatura viene percepito maggiormente spostandosi dalle zone rurali al centro cittadino. Le città diventano trappole di calore a causa della mancanza di vegetazione e della predominanza di superfici asfaltate e cementificate, che non solo non offrono ombra, ma trattengono il calore del sole, aggravando la situazione. Proprio per risolvere questo problema, un gruppo di studenti olandesi ha ideato  un <strong>calcestruzzo ecologico</strong>, progettato per migliorare l&#8217;ambiente urbano e ridurre l&#8217;impatto delle isole di calore.</p>



<p>Questo innovativo materiale, chiamato <strong>biocemento</strong> o calcestruzzo biorecettivo, è stato sviluppato nel 2018 grazie al lavoro del gruppo di studenti olandesi e della startup <strong><a href="https://www.gorespyre.com/">Respyre</a></strong>: si tratta di un tipo di cemento e intonaco in grado di favorire la crescita del muschio su qualsiasi superficie. Il risultato è una soluzione sostenibile che combina le caratteristiche del cemento con le qualità naturali del muschio, come la capacità di <strong>assorbire CO2</strong>, filtrare gli inquinanti e trattenere l&#8217;acqua, offrendo così una serie di benefici ambientali e urbani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il biocemento?</h2>



<p>Il biocemento è una forma di calcestruzzo che, grazie a una speciale formula che integra materiali biorecettivi, diventa un terreno fertile per il muschio, il quale è in grado di attecchire e prosperare anche in ambienti difficili come quelli urbani, dove normalmente non riuscirebbe a crescere. Il muschio non presenta radici come altre piante, ma <strong>rizoidali</strong>, che non danneggiano le superfici e richiedono meno risorse dal substrato in cui crescono. La peculiarità di questo materiale risiede nelle sue capacità ambientali e funzionali. Il muschio, essendo una pianta non vascolare, <strong>assorbe umidità</strong> direttamente dall&#8217;ambiente circostante, il che significa che non richiede un sistema di irrigazione complesso per mantenersi in vita. Inoltre, come tutte le piante, il muschio svolge il processo di <strong>fotosintesi</strong>, assorbendo anidride carbonica, quindi CO2, e trasformandola in ossigeno, contribuendo così alla purificazione dell&#8217;aria.</p>



<p>Ma non finisce qui. Il muschio ha anche la capacità di assorbire <strong>agenti inquinanti </strong>presenti nell&#8217;aria, come polveri sottili, particolato e biossido di azoto, contribuendo a migliorare la qualità dell&#8217;aria nelle città, dove l&#8217;inquinamento atmosferico rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica.</p>



<p>Uno dei vantaggi più significativi del biocemento è il suo potenziale nel contrastare le isole di calore urbane. Le città sono caratterizzate da una quantità significativa di superfici impermeabili, come strade e edifici, che assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, provocando un aumento delle temperature rispetto alle aree rurali circostanti. Questa differenza può raggiungere anche i 10°C nelle metropoli più congestionate, con conseguenze negative sul benessere della popolazione e sui consumi energetici.</p>



<p>Il muschio, crescendo sulla superficie degli edifici, agirebbe anche come un isolante naturale. Il muschio assorbe e trattiene l&#8217;acqua piovana, che evapora lentamente, contribuendo a raffreddare l&#8217;aria circostante. Inoltre, la sua presenza ridurrebbe l&#8217;assorbimento del calore da parte delle superfici cementificate, mantenendo le temperature più basse. In tal modo, questo materiale può aiutare a mitigare gli effetti delle isole di calore, rendendo le città più vivibili, soprattutto durante i mesi estivi. Per di più, si tratta di una soluzione che può essere utilizzata come intonaco, come elemento prefabbricato o colato direttamente in loco. Può essere facilmente applicato su strutture esistenti e integrato in nuovi progetti, rappresentando una soluzione economica per portare la natura nell’ambiente urbano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;alternativa ecologica</h2>



<p>Un altro aspetto interessante è il suo potenziale architettonico. Le città moderne sono spesso costruite con materiali che hanno un impatto ambientale significativo. Il cemento tradizionale, ad esempio, è uno dei principali responsabili delle emissioni di CO2 a livello globale, con il settore delle costruzioni che contribuisce per circa l&#8217;8% alle emissioni totali. L&#8217;introduzione di un materiale biorecettivo rappresenta un&#8217;alternativa più sostenibile. Non solo riduce l&#8217;impatto ambientale legato alla produzione di materiali da costruzione, ma trasforma le superfici degli edifici in veri e propri ecosistemi verticali. Questo tipo di calcestruzzo è composto infatti per il 70% da materiale riciclato, tra cui calcestruzzo recuperato, rendendolo una soluzione circolare ed ecologica.</p>



<p>Inoltre, dal punto di vista estetico, il biocemento di muschio offre un&#8217;opportunità unica di trasformare il paesaggio urbano. Questo non solo migliorerebbe la qualità della vita dei cittadini, ma potrebbe anche incentivare l&#8217;adozione di standard architettonici più rispettosi dell&#8217;ambiente.</p>



<p>Grazie alla sua capacità di trattenere l&#8217;acqua, il biocemento potrebbe persino essere particolarmente utile nelle aree soggette a inondazioni o dove il drenaggio è problematico. Il muschio agisce infatti come una spugna naturale, riducendo il deflusso delle acque piovane e contribuendo a prevenire allagamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della startup Respyre</h2>



<p>Dietro l&#8217;invenzione del biocemento di muschio c&#8217;è la startup olandese <strong>Respyre</strong>, nata all’interno dell’Università di Delft, nei Paesi Bassi. L&#8217;obiettivo era proprio quello di rivoluzionare il modo in cui vengono costruite e mantenute le infrastrutture urbane. La loro missione è quella di creare città più verdi e sostenibili, utilizzando il potere della natura per affrontare i problemi ambientali che affliggono le metropoli moderne. La ricerca e lo sviluppo del biocemento hanno ricevuto l&#8217;attenzione di diverse istituzioni accademiche e aziende nel settore dell&#8217;edilizia.</p>



<p>Nonostante possa sembrare al momento una soluzione promettente per le città del futuro, ci sono ancora diverse sfide da affrontare. Una di queste è la durabilità del materiale. Le superfici rivestite di muschio richiedono una <strong>manutenzione</strong> costante per garantire che il muschio continui a crescere e a svolgere le sue funzioni ecologiche. Inoltre, la diffusione su larga scala del biocemento richiederebbe investimenti significativi in ricerca e sviluppo, oltre alla collaborazione tra aziende, istituzioni e governi. Tuttavia, le opportunità offerte dal biocemento di muschio sono enormi. Se adottato su vasta scala, questo materiale potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui concepiamo l&#8217;architettura urbana, integrando la natura nelle città e rendendo le metropoli più sostenibili, resilienti e vivibili.</p>
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		<title>Nell&#8217;occhio del ciclone: così l&#8217;uragano Helene è stato studiato da piloti spericolati e droni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 06:47:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Uragano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1195" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-1536x956.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Piloti spericolati su aerei speciali hanno affrontato l'occhio del ciclone per rilasciare dei droni incaricati di esaminare l'uragano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nellocchio-del-ciclone-cosi-luragano-helene-e-stato-studiato-da-piloti-spericolati-e-droni.html">Nell&#8217;occhio del ciclone: così l&#8217;uragano Helene è stato studiato da piloti spericolati e droni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1195" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NOAA_WP-3D_Orion_receives_upgrade-1536x956.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti esistono degli aerei del National Oceanic and Atmospheric Administration, <a href="https://www.noaa.gov/">NOAA</a>, che vanno a &#8220;<strong>caccia di uragani</strong>&#8220;: da qualche decennio volano in mezzo alle tempeste più spaventose per ottenere quante più informazioni è possibile per condurre ricerche scientifiche e ottenere dati utili allo studio del fenomeno. Classificati come Lockheed WP-3 Hurricane Hunter questi aerei quadrimotore a turboelica modificati per compiere <strong>ricognizioni meteorologiche</strong> sono entrati in servizio nel 1976 e hanno sempre svolto il temerario compito di monitorare eventi  estremi e portare avanti lo studio delle formazioni di uragani e cicloni attraverso i loro sensori di bordo.</p>



<p>Nel caso dell&#8217;<strong>uragano Helene</strong>, uragano di categoria 4 che si è abbattuto sugli Stati Uniti la scorsa settimana causando almeno 200 vittime con la sua straordinaria potenza, i piloti del NOAA che hanno<strong> attraversato l&#8217;occhio del ciclone</strong> hanno rilasciato per la prima volta due diversi <strong>droni</strong> per ottenere maggiori dati sulla &#8220;vita&#8221; dell&#8217;uragano, che attualmente è sceso al livello di quella che in gergo viene definita una tempesta tropicale. &#8220;<em>Durante il secondo dei quattro passaggi nell&#8217;occhio nell&#8217;uragano Helene, l&#8217;equipaggio ha orbitato all&#8217;interno dell&#8217;occhio per rilasciare un secondo sistema di aeromobili senza equipaggio per scopi di ricerca</em>&#8220;, hanno dichiarato i dal centro del NOAA in Florida. Uno degli Stati più colpiti da questo genere di fenomeni atmosferici.</p>



<p>Questo tipo di missioni sono molto particolari e possono rivelarsi anche molto pericolose, dal momento che l&#8217;aereo in questione &#8211; l&#8217;N42RF nominativo “<em>Kermit</em>” &#8211; si è trovato praticamente<em> risucchiato</em> dall&#8217;occhio del ciclone e ha dovuto compiere diverse manovre per liberarsi e tornare alla base, mentre le due <a href="https://www.aoml.noaa.gov/altius-drone-flies-hurricane-ian/">sonde senza equipaggio</a> rilasciate all&#8217;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=K2qQ_6uMJn4">interno di Helene</a> del tipo Area-I <em>Altius-600</em> hanno analizzato l&#8217;<em>eyewall</em> e diversi &#8220;mesovortici&#8221;. I dati preliminari hanno registrato &#8220;venti a livello di volo di 10 secondi di 158 m/ph a 946 mb&#8221; &#8211; superiori a quelli di un semplice <strong>categoria 4</strong>. Mentre le prime analisi sull&#8217;<strong>uragano Milton</strong>, che attraverserà la Florida partendo dal Pacifico per terminare nell&#8217;Atlantico, indicano un&#8217;intensità pari a quella di un categoria 5.</p>



<p>Mentre gli scienziati ancora analizzano i dati per tentare di prevedere con maggiore precisione in futuro la formazione di questi fenomeni estremi e violenti, sono ancora centinaia di dispersi negli Stati Uniti, in <strong>Nord</strong> e<strong> Sud Carolina</strong>, in <strong>Georgia</strong>, <strong>Florida</strong>, <strong>Tennessee</strong> e la <strong>Virginia</strong>. Le ricerche in entrambi i sensi vanno avanti. </p>
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		<title>La ricerca europea sacrificata in nome del Recovery Fund</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-ricerca-europea-sacrificata-in-nome-del-recovery-fund.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 10:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca e sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1122" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187-768x449.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187-1024x599.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In molte cancellerie europee il Recovery Fund è stato salutato come un progetto di portata rivoluzionaria, addirittura epocale, per l&#8217;entrata in scena di una risposta collettiva comunitaria alla crisi del coronavirus e l&#8217;inserimento nei programmi di misure finanziate da debito mutualizzato. Tuttavia, il fondo da 750 miliardi di euro approvato dal Consiglio Europeo è il frutto di un delicato compromesso, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-ricerca-europea-sacrificata-in-nome-del-recovery-fund.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1122" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187-768x449.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Ursula-von-der-Leyen-parla-La-Presse-e1585813984187-1024x599.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In molte cancellerie europee il <strong>Recovery Fund </strong>è stato salutato come un progetto di portata rivoluzionaria, addirittura epocale, per l&#8217;entrata in scena di una risposta collettiva comunitaria alla <strong><a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/coronavirus-crocevia-globalizzazione-mondo-dopo-pandemia/">crisi del coronavirus</a> </strong>e l&#8217;inserimento nei programmi di misure finanziate da <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cose-la-mutualizzazione-del-debito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>debito mutualizzato</strong></a>. Tuttavia, il fondo da 750 miliardi di euro approvato dal Consiglio Europeo è il frutto di un delicato compromesso, ancora in via di completamento, che ha assegnato spazio di manovra ai Paesi maggiormente ostili all&#8217;idea di un <strong>aumento eccessivo </strong>del valore del bilancio settennale dell&#8217;Ue a cui sarà vincolato. <strong>Olanda, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia </strong>hanno incassato il mantenimento dei &#8220;rebate&#8221;, gli sconti sui loro contributi, e un bilancio da 1.074 miliardi di euro contro i 1.300 richiesti dal Parlamento Europeo. Per far spazio a Next Generation Eu, dunque, la Commissione, il Consiglio Europeo e i governi hanno dovuto tagliare pesantemente altre voci di spesa. E tra queste un ampio spazio è stato sottratto alla <strong>ricerca scientifica.</strong></p>
<p>Può sembrare incredibile ma è proprio così: a luglio il compromesso che ha dato origine al Recovery Fund ha tagliato linearmente e depotenziato diversi importanti programmi di ricerca che, ai tempi della pandemia, andrebbero piuttosto valorizzati e rafforzati. Programmi capaci di generare sinergie e dividendi sociali dal valore incalcolabile, e che sono stati azzerati o messi in secondo piano. Come <a href="https://www.repubblica.it/scuola/2020/09/30/news/tagli_alla_ricerca_si_mobilita_la_scienza_europea-268966736/?fbclid=IwAR2dc7Q1JA61NE3GgHhzc-DLgD9puWEHgY25U0pwQ2zsewsZuADEFbAak-U" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scrive <em>Repubblica</em></a><em>, </em>a luglio &#8220;il Consiglio europeo, che rappresenta i capi di Stato dell&#8217;Unione, ha portato a 75,9 miliardi i finanziamenti sul programma più importante, <strong>Horizon</strong>, nato per finanziare la ricerca sul lungo periodo. In un primo tempo il Parlamento europeo aveva chiesto di fissare l&#8217;asticella a quota 120 miliardi (e la richiesta del mondo scientifico era di 160 miliardi)&#8221;, mentre la Commissione a maggio proponeva 105,5 miliardi. Nella sua strutturazione iniziale, Horizon doveva sostenere progetti di ricerca, università, centri studio e<a href="https://www.obiettivoeuropa.com/news/horizon-europe-2021-2027/"> sviluppo di brevetti in tutti i 27 Paesi dell&#8217;Unione</a>, dedicando il 52% del suo budget all&#8217;adeguamento dell&#8217;Europa alle sfide globali e al rafforzamento della <strong>competitività industriale </strong>dando il sostegno a programmi di sanità, digitale, energia rinnovabile, alimentazione e ricerca spaziale e garantire un quarto dei fondi alla promozione di <strong>eccellenze europee della ricerca</strong>.</p>
<p>Tra le richieste del Parlamento e le concessioni del Consiglio ballano oltre 44 miliardi di euro, che al netto di una modesta correzione in NextGen (5 miliardi di euro), comportano una <strong>perdita secca di 39 miliardi di euro di finanziamenti</strong>. Risulta inoltre clamoroso l’azzeramento diEu4Health<em>,</em> il piano comunitario per la prevenzione di nuove pandemie, inizialmente provvisto di <strong>9,4 miliardi di euro</strong>. Il Digital Europe Program passa da poco più di 9 a 6,76 miliardi di euro, in controtendenza con la volontà del Recovery Fund di promuovere 5G e banda larga. <a href="https://www.affaritaliani.it/economia/ue-lettera-150-tagli-gravi-ai-finanziamenti-per-la-ricerca-686329.html?refresh_ce">Secondo Lettera 150</a>, un think tank paneuropeo di docenti universitari, i tagli promossi dall&#8217;Europa comporteranno la perdita dei fnanziamenti per 22.500 ricercatori e metterebbero a rischio circa 400 brevetti.</p>
<p>Secondo quanto dichiarato dalla presidente di Eurodoc, <strong>Giulia</strong> <strong>Malaguarnera</strong>, i tagli ad Horizon Europe sono estremamente miopi perchè depotenziano programmi come le borse di studio dell&#8217;European Research Council, destinate a favorire principalmente <strong>giovani ricercatori </strong>altrimenti attratti con maggior forza da Paesi come <strong>Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Corea del Sud, Cina. </strong>A luglio anche l&#8217;European University Association si è schierata contro i tagli al programma Horizon Europe, che rischiano di minare profondamente il sistema della ricerca in Europa. Con la pandemia che continua a correre e il contagio <a href="https://it.insideover.com/societa/coronavirus-ecco-perche-non-si-puo-parlare-di-seconda-ondata.html">pronto a riprendere quota nei mesi autunnali </a>l&#8217;Europa sta mandando un messaggio estremamente problematico, scegliendo di ritirarsi volontariamente dalla partita per la ricerca della <strong>leadership globale nella ricerca</strong> e il rafforzamento delle strutture di presidio che, soprattutto in ambito sanitario, hanno acquisito anche per i singoli governi un valore strategico. Potrà davvero stimolare la ripresa un fondo che per nascere ha dovuto sacrificare programmi ben avviati e consolidati? Non sembra quasi una beffa quel nome, <strong>Next Generation Eu, </strong>dato a un progetto che potrebbe privare decine di migliaia di promettenti eccellenze in tutta Europa della possibilità di una carriere proficua nel Vecchio Continente? Il depotenziamento della ricerca europea segnala la confusione connessa alla <strong>dittatura dell&#8217;economico.</strong> <a href="https://it.insideover.com/economia/bagarre-sul-bilancio-ue-il-recovery-fund-slitta.html">Per andare incontro ai diktat dei frugali</a> e incassare il Recovery Fund, il Consiglio Europeo ha firmato un compromesso al ribasso. Il cui dazio si pagherà negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-ricerca-europea-sacrificata-in-nome-del-recovery-fund.html">La ricerca europea sacrificata in nome del Recovery Fund</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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