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	<title>Ribelli siriani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ribelli siriani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Erdogan si prende la Siria: nuove basi turche e cooperazione militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-la-siria-nuove-basi-turche-e-cooperazione-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 16:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Recep Tayyip Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250204143521366_1fd167666ba13ec22a66357e0e540cb0-e1738685601833-1536x755.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo aver sostenuto per anni l’organizzazione e l&#8217;avanzata delle forze anti-Assad che nel dicembre del 2024 hanno costretto l’ex presidente siriano a fuggire a Mosca, favorendo l’instaurazione di uno storico cambio di potere a Damasco, ora la Turchia potrebbe assumere un ruolo di maggiore responsabilità e presenza in territorio siriano dal punto di vista sia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-la-siria-nuove-basi-turche-e-cooperazione-militare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-la-siria-nuove-basi-turche-e-cooperazione-militare.html">Erdogan si prende la Siria: nuove basi turche e cooperazione militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Dopo aver sostenuto per anni l’organizzazione e l&#8217;avanzata delle forze anti-Assad che nel dicembre del 2024 hanno costretto l’ex presidente siriano a fuggire a Mosca, favorendo l’instaurazione di uno storico cambio di potere a Damasco, <strong>ora la Turchia potrebbe assumere un ruolo di maggiore responsabilità e presenza in territorio siriano </strong>dal punto di vista sia economico che militare. A confermare questo scenario alla stampa, sono state alcune fonti del nuovo apparato di sicurezza siriano che hanno sviscerato dei dettagli sul contenuto dell’incontro in scena ad Ankara fra il presidente turco <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-turchia-addestrera-il-nuovo-esercito-siriano-e-si-prende-damasco.html">Erdogan e l’attuale leader siriano Ahmad al-Sharaa (noto in passato anche con il nome di battaglia di Al-Jolani).</a></p>



<p>Al centro del bilaterale c’è un patto in costruzione fra Ankara e Damasco, che coinvolgerà direttamente i due rispettivi eserciti soddisfacendo, al contempo, gli appetiti e gli obiettivi geopolitici regionali della Turchia, che in Siria ha storicamente un forte accumulo di interessi rappresentati anche dall&#8217;attività della propria formazione mercenaria proxy riunita sotto la sigla di Esercito nazionale siriani (Sna). Anche per questa ragione Erdogan vede estremamente di buon occhio il nuovo corso politico siriano, che ha sostenuto anche e soprattutto per sbarazzarsi dell’Iran, una delle principali potenze regionali antagoniste alleata del regime di Assad.</p>



<p>Secondo i termini conosciuti dell’accordo, nella Siria centrale, precisamente nella vasta zona desertica nota come Badiyah, sorgeranno due nuove basi aeree turche, utili soprattutto ad ampliare il perimetro territoriale con cui l’esercito di Erdogan può raggiungere i propri scopi militari contro i combattenti curdi noti come unità di protezione popolare (YPG), una formazione che Ankara considera come terroristica e legata al partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) che dalla metà degli anni ottanta è in aperto conflitto con la Turchia. La Turchia, oltre alla promessa di un vasto “sostegno al popolo siriano attraverso piattaforme multilaterali”, avrà inoltre un ruolo di addestramento del nuovo esercito, dopo che<strong> Sharaa nelle scorse settimane ha sciolto la precedente formazione militare regolare che faceva riferimento al regime di Assad.</strong> Un compito non facile, se si pensa soprattutto che la sfida del nuovo governo siriano è quella di far convogliare diversi gruppi militari accomunati dall’opposizione ad Assad, ma con affiliazioni politiche e religiose differenti.</p>



<p>Mentre la nuova Siria si avvicina sempre di più al completamento di una transizione che, secondo le promesse di al-Sharaa, sarà “democratica” e porterà alla formazione di un nuovo governo “entro un mese”, il tema degli interessi stranieri in territorio siriano sembra rimanere il nodo cruciale da cui dipende in maniera esclusiva il futuro del paese. Non si tratta di capire solo se la presenza militare russa in Siria sarà confermata in base alle trattative in corso fra Mosca e Damasco, ma da quanto emerge da un’intervista rilasciata al <em>The Economist</em> da al-Sharaa, anche la presenza “illegale” di Stati Uniti e Israele in Siria è un nodo su cui il nuovo governo intende intervenire. Un’ipotesi che al momento rimane piuttosto irrealistica, ma che vedrebbe la Siria aprirsi completamente in maniera indiscriminata alla Turchia di Erdogan aumentandone il controllo e l’influenza generale sulla regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-si-prende-la-siria-nuove-basi-turche-e-cooperazione-militare.html">Erdogan si prende la Siria: nuove basi turche e cooperazione militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Jolanomics&#8221;, come Hayat Tahrir al-Sham ha finanziato il suo Stato a Idlib</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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<p>I sedicenti ribelli che hanno liberato la Siria dal giogo di Assad in queste ore raccontano al mondo cosa intendono fare di questo Paese martoriato. Rassicurazioni sulla deriva islamista, proposte politiche, transizione e ricostruzione. L&#8217;esperienza di governo in quel di Idlib racconta molto delle abilità da businessmen dei membrti Hayat Tahrir al-Sham e del leader &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html">&#8220;Jolanomics&#8221;, come Hayat Tahrir al-Sham ha finanziato il suo Stato a Idlib</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sedicenti<a href="https://it.insideover.com/religioni/no-i-cristiani-in-siria-non-si-fidano-dei-ribelli-islamisti-e-di-al-julani.html"> ribelli </a>che hanno liberato la <strong>Siria</strong> dal giogo di <strong>Assad </strong>in queste ore raccontano al mondo cosa intendono fare di questo Paese martoriato. Rassicurazioni sulla deriva islamista, proposte politiche, transizione e ricostruzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://s.france24.com/media/display/1430fc26-b312-11ef-bde8-005056a97e36/w:1280/p:16x9/000_34LF3DB.webp" alt=""/></figure>
</div>


<p>L&#8217;esperienza di governo in quel di<strong> Idlib</strong> racconta molto delle abilità da <em>businessmen</em> dei membrti <strong>Hayat Tahrir al-Sham</strong> e del leader Abu Mohammad al-Jolani. Qui, infatti, si sono trovati a &#8220;inventare&#8221; un sistema di finanze e bilancio sul modello statale, per poter fornire ai locali protezione militare ma anche <strong>servizi</strong>. Dal luglio 2016, il gruppo ha compiuto un&#8217;evoluzione significativa, passando da ramo siriano di al-Qaeda a entità militare e politica autonoma, che esercitava un controllo <em>de facto</em> su gran parte di Idlib e Aleppo occidentale. Questa transizione ha portato il gruppo a concentrarsi sulla costruzione di flussi di reddito sostenibili.</p>



<p>Nonostante l&#8217;apparente legame con il &#8220;Governo di salvezza siriano&#8221; (SSG), l&#8217;HTS mantiene una gestione economica indipendente, utilizzando l’SSG come copertura legale e amministrativa. Nell&#8217;area il gruppo operava <strong>tassando i beni </strong>che entravano nel suo territorio, generando entrate vendendo <strong>carburante</strong> e gestendo una compagnia di telecomunicazioni, la &#8220;<strong>Syriaphone</strong>&#8220;. Non a caso, infatti, il 3 dicembre scorso, la compagnia ha annunciato di aver iniziato a installare torri ad Aleppo: il gruppo aveva perfino pubblicato un manifesto su Telegram, notificando che i suoi tecnici stavano installando ripetitori in diverse aree.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cdn.enabbaladi.net/english/wp-content/uploads/2022/03/New-Project-20-1.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>HTS si è per lungo tempo occupata di <strong>riscuotere tasse</strong> su tutti i tipi di beni e imprese, tra cui raccolti (olive e fichi, soprattutto), attraversamenti di frontiera, edilizia, commercio, gestione di negozi e artigianato. Inoltre, le aziende collegate al gruppo godevano di un <strong>monopolio sulla fornitura di carburante</strong>, <strong>elettricità</strong>,<strong> acqua e raccolta dei rifiuti</strong>. Un meccanismo che ha permesso di ridurre il ricorso finanziario a ricchi patron stranieri attraverso la tassazione e la governance locali. Era il maggio 2017 quando il gruppo istituì l&#8217;<strong>Agenzia monetaria generale per la gestione del contante e la protezione dei consumatori</strong>, con l&#8217;obiettivo dichiarato di &#8220;<em>regolamentare le operazioni di cambio e prevenire il monopolio e la manipolazione dei tassi di cambio nel governatorato di Idlib</em>&#8220;. Pochi mesi dopo, venne costituita la <strong>Watad Petroleum</strong>, alla quale vennero concessi i diritti esclusivi per l&#8217;importazione di derivati ​​del petrolio e gas dalla Turchia nella Siria nordoccidentale. Poco dopo, HTS trasformò <strong>al-Waseet</strong> (la sua compagnia <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-qard-al-hassan-cose-e-come-funziona-la-banca-di-hezbollah.html#google_vignette">hawala</a> nella città di Idlib) in <strong>Sham Bank</strong>, principalmente per facilitare le transazioni di Watad Petroleum. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" 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alt=""/></figure>
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<p>La Watad Petroleum Company, fondata da Mustafa Qadid nel gennaio 2018 dopo l’<strong>Operazione <em>Olive Branch</em></strong>, opera sotto un velo di riservatezza per eludere <strong>normative antiterrorismo</strong> e assicurarsi il sostegno turco. L’azienda detiene il monopolio sull’importazione di carburanti dalla Turchia nella Siria nord-occidentale, con la prima spedizione registrata il 7 febbraio 2018. Stretti legami con Hay’at Tahrir al-Sham emergono dal rapido consolidamento della società, che controlla non solo l’importazione, ma anche i prezzi e la distribuzione di gas e petrolio nella regione. I contratti con i piccoli commercianti includono clausole restrittive, mentre HTS ha negato licenze ad altri operatori, rafforzando il dominio di Watad. La compagnia gestisce anche la lavorazione del petrolio greggio del nord-est siriano, richiedendo che tutte le transazioni avvengano tramite la Sham Bank, consolidando così il controllo sulle risorse locali. Il vero colpo arriva nel dicembre dello stesso anno: le società Kaf e al-Shahba (rispettivamente con sede a Idlib e ad Aleppo occidentale) entrano nel mercato del commercio di derivati ​​del petrolio. Si ritiene che le società siano di proprietà di HTS e siano state create per contrastare il crescente risentimento per il monopolio di Watad sul commercio di carburante nella Siria nord-occidentale.</p>



<p>Nell&#8217;autunno 2019, HTS premette ancor di più l&#8217;acceleratore sull&#8217;organizzazione economica del proprio feudo: il Dipartimento della Zakat (l&#8217; &#8220;elemosina&#8221; islamica) emise un decreto che ordinò agli olivicoltori di pagare il 10% del loro raccolto di olive o il 10% dell&#8217;olio d&#8217;oliva che producevano, in tasse. L&#8217;SSG, intanto, pose cavi in ​​fibra ottica nella zona di confine siriana e costruì torri di comunicazione nella parte occidentale di Aleppo e a Idlib. Poi, emise un ordine amministrativo che proibiva ai fornitori di servizi Internet a Idlib di operare senza una licenza rilasciata da SYR Connect, una società fondata da affiliate di HTS che detiene il monopolio del settore. Nell&#8217;estate del 2020, la la <strong>lira siriana</strong> lasciò il posto alla <strong>lira turca</strong>, presumibilmente per stabilizzare i mercati danneggiati dal forte deprezzamento della prima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://opc.center/wp-content/uploads/2021/06/diag_hts.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">(Fonte: OPC Center)</figcaption></figure>



<p>La necessità di trovare e gestire entrate come un vero governo, ha aguzzato l&#8217;ingegno del gruppo: poiché Damasco ha cercato di isolare le aree controllate dai ribelli nel nord, quelle regioni hanno dovuto fare affidamento sulla Turchia per servizi di base come acqua, elettricità e trasmissioni cellulari. Hayat Tahrir al-Sham ha creato delle<strong> società di distribuzione</strong> apparentemente private, sebbene i proprietari fossero strettamente legati all&#8217;organizzazione. La loro principale fonte di reddito, tuttavia, si è consolidata attorno ai dazi doganali e altre tasse riscosse al <strong>valico di frontiera di Bab al-Hawa</strong>, il principale accesso alla Siria nordoccidentale dalla Turchia. Secondo il <em>New York Times</em>, il gruppo non ha mai pubblicato cifre, ma le organizzazioni umanitarie che lavorano a Idlib e altre stimano che potrebbe aver generato <strong>15 milioni di dollari o più al mese</strong>. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://carnegie-production-assets.s3.amazonaws.com/static/media/images/148994161.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Valico di Bab al-Hawa</figcaption></figure>
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<p>Prima dell&#8217;avanzata del regime durante l&#8217;offensiva del dicembre 2019, HTS controllava una serie di valichi con aree del regime tra cui Morek, Abu Dali e Qalaat al-Madiq ad Hama (chiusi dal regime nell&#8217;agosto 2019) e Mansoura e Al-Eis ad Aleppo (chiusi dal regime nel febbraio 2020). Da allora, HTS ha cercato di riaprire altri valichi con il regime. </p>



<p>A questo manipolo di miliziani islamisti qaedisti pentiti tocca ora l&#8217;ardua impresa di risanare l&#8217;economia siriana, applicando il loro modello di affari. le voci di corridoio vogliono che l&#8217;amministrazione guidata da HTS stia pianificando di porre fine alle restrizioni alle importazioni e di attuare altre <strong>riforme di libero mercato</strong> nel tentativo di salvare l&#8217;economia in rovina del Paese. La Banca Mondiale ha lanciato l&#8217;allarme: i disordini hanno spinto più di un quarto della popolazione in condizioni di povertà estrema, e si stima che lo scorso anno ben il 90% della popolazione vivesse al di sotto della <strong>soglia di povertà</strong>. Ottenere l&#8217;esenzione dalle <strong>sanzioni </strong>sarà fondamentale per rivitalizzare l&#8217;economia, difficile se HTS resterà un&#8217;organizzazione terroristica. Occidente al bivio, ancora una volta.</p>



<p><br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html">&#8220;Jolanomics&#8221;, come Hayat Tahrir al-Sham ha finanziato il suo Stato a Idlib</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Abu Mohammad al-Julani, jihadista bifronte</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/abu-mohammad-al-julani-jihadista-bifronte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir Al-Sham. Siria. Isis]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ritratto del sedicente ex jihadista che vuole governare il nord-ovest della Siria e piacere agli alleati internazionali anti-Assad</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-mohammad-al-julani-jihadista-bifronte.html">Abu Mohammad al-Julani, jihadista bifronte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/copertina-video-1-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dal 2017 alla guida di <strong>Hayat Tahrir al-Sham</strong> (o Hts, Organizzazione per la liberazione del Levante) una formazione combattente di matrice salafita impegnata nella guerra civile siriana, Abu Mohammad al-Julani controlla la roccaforte ribelle di <strong>Idlib</strong> nel nord-ovest della Siria al confine con la Turchia. L&#8217;ex militante dell&#8217;Isis che ha combattuto in Iraq e Siria professa oggi di aver chiuso con il jihadismo e l&#8217;estremismo religioso, e si rivolge alla stampa internazionale nelle vesti di governatore civile e secolare della provincia siriana che si oppone al governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al-Assad</a>. Dietro alla sua strumentale trasformazione da fondamentalista bombarolo a rappresentante della resistenza al &#8220;tiranno di Damasco&#8221;, una <strong>narrazione propagandistica</strong> finemente studiata mira a legittimare il controllo della sua organizzazione armata sulla Siria nord-occidentale.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">La narrazione di al-Julani braccata dall&#8217;ombra del suo passato</h2>



<p>Operando istituzionalmente attraverso il <a href="https://www.insideover.com/schede/war/everything-you-need-to-know-about-the-idlib-tangle.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo siriano di salvezza</a>, al-Julani presenta Hayat Tahrir al-Sham come attore dalle sembianze simil-democratiche, capace di regolare, tassare e fornire servizi alla popolazione civile di Idlib. Il nome stesso dell&#8217;organo trae in inganno, poiché tale &#8220;governo&#8221; rappresenta in realtà meccanismi imposti sul territorio in <strong>maniera arbitraria e violenta</strong>, che rafforzano e arricchiscono gli alti ranghi della milizia, reinventati funzionari di Stato.  </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center has-background is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="background-color:#ebe723c7">
<p></p>



<p class="has-text-align-center">– CHE COS&#8217;È –</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h5 class="has-text-align-center wp-block-heading">Hayat Tahrir al-Sham (Hts)</h5>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Etichettata come organizzazione terrorista dalle Nazioni Unite, la milizia Hts nasce dopo il 2011 come sviluppo siriano di Al Qaeda in Iraq (<strong>Fronte al Nusra</strong>), quando al-Julani stesso accettò l&#8217;incarico da Abu Bakr al-Baghdadi. Nel 2016 il gruppo si è distaccato ufficialmente da Aqi per diventare una realtà indipendente (&#8220;per rimuovere il pretesto usato dalle potenze estere come Stati Uniti e Russia per bombardare i siriani&#8221; disse al-Julani in quell&#8217;occasione). Nel 2017, insieme ad altre quattro milizie islamiste siriane minori, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jabhat al Nusra </a></strong>è confluito nella formazione Hayat Tahrir al-Sham.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>La narrazione di solidarietà e resistenza che ora propone (&#8220;questo governo è figlio non solo di Hts ma anche della volontà di un grosso segmento di civili nelle aree liberate, che lavorano notte e giorno perché gli sfollati possano tornare a casa al sicuro&#8221; diceva due anni fa a <em>Pbs</em>) è presto smentita se si guarda al recente passato di al-Julani, quando lui stesso <strong>seminava il terrore</strong> sotto le insegne di al-Qaeda prima, e dello Stato Islamico poi.  </p>



<p>La sua attuale posizione di potere non è infatti frutto di un consenso popolare per il suo &#8220;governo di salvezza&#8221;, ma deriva direttamente da quella carriera jihadista che descrive caparbiamente come chiusa e legata al passato. Per quanto la sua comunicazione sia incentrata sulla proiezione di un&#8217;immagine istituzionale, una valutazione della sua credibilità non può prescindere dal suo passato da terrorista, e deve tener conto della tendenza dei metodi jihadisti ad adattarsi alle circostanze e a mimetizzarsi. </p>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">La metamorfosi </h2>



<p>ll trasformismo di Abu Mohammad al-Julani lo ha portato a <strong>cambiare vesti e posizione</strong> più volte, e gli abiti scuri del jihadista col tempo sono diventati di quel verde militare che associamo oggi al presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a>. </p>



<p>La carriera da terrorista è cominciata nelle carceri irachene di Abu Ghraib e Camp Bucca dove, incarcerato per aver preso parte alla ribellione sunnita contro l&#8217;occupazione militare americana, ha catechizzato e fidelizzato i compagni di sezione fino a crearsi un seguito personale all&#8217;interno dell&#8217;insurrezione e farsi notare da <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abu Bakr al-Baghdadi</a>, facendosi affidare la missione siriana. Le immagini dei tempi di Jabhat al Nusra lo ritraggono in <strong>mimetica</strong> e con il capo coperto dal guthra (un velo quadrato disteso o annodato come un turbante) o con la semplice taqiyah e la barba scura portata lunga. In queste vesti concesse un video ad <em>Al Jazeera</em> nel 2015, nel quale annunciava la rottura con al Qaeda e la formazione di Jabhat Fath al Sham, precursore di Hayat Tahrir al-Sham.  </p>



<p>Un passo importante per epurare la sua immagine pubblica dai connotati radicali salafiti è rappresentato dalla prima intervista rilasciata all&#8217;americana <em>Pbs</em> nel 2021, in cui si presenta in <strong>abiti civili </strong>e senza copricapo. Davanti all&#8217;intervistatore statunitense rifiuterà categoricamente la definizione di &#8220;terrorista&#8221; in nome della quale la Casa Bianca ha piazzato su di lui una taglia da 10 milioni di dollari, e ripeterà con un&#8217;insistenza poco credibile la <strong>distanza </strong>presa<strong> dal jihad globale</strong>: &#8220;lo dico e lo ripeto, l&#8217;era di coinvolgimento con al-Qaeda era temporanea ed è finita, e anche quando ne facevamo parte, gli attacchi esterni sono sempre stati contrari alla nostra policy&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">An American journalist with Al-Julani the leader of HTS !! <a href="https://t.co/mW8XUbq4Br">pic.twitter.com/mW8XUbq4Br</a></p>&mdash; Yusha Yuseef 🇸🇾 (@MIG29_) <a href="https://twitter.com/MIG29_/status/1356652343018860555?ref_src=twsrc%5Etfw">February 2, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eloquente del suo lavoro di <strong>pulizia d&#8217;immagine</strong> è una clip risalente ai giorni successivi al terremoto di inizio febbraio che ha colpito duramente l&#8217;area di Idlib. Nel video invita le Nazioni Unite a fidarsi del corridoio di Bab al-Hawa per mandare gli aiuti umanitari che il governo di Damasco aveva chiesto di gestire unilateralmente. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">HTS leader Al-Julani claimed during a press conference that his group does not have teams ready to secure aid deliveries through the Syrian government. <a href="https://t.co/TBQm3Hk8G8">pic.twitter.com/TBQm3Hk8G8</a></p>&mdash; The Cradle (@TheCradleMedia) <a href="https://twitter.com/TheCradleMedia/status/1625551415371354113?ref_src=twsrc%5Etfw">February 14, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nello stesso outfit ha concesso l&#8217;ultimo ritratto fotografico ad un&#8217;intervistatore di <em>France24</em>, al quale ha descritto Idlib come città nuova, tollerante, aperta alle altre confessioni con una narrativa marcatamente propagandistica in cargo e <strong>t-shirt verdi</strong>, che ricordano molto il presidente ucraino con cui il sedicente ex-jihadista condivide sia l&#8217;outfit che l&#8217;odio per le bombe russe. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La minaccia migratoria </h2>



<p>Il fragile equilibrio che si è cristallizzato a Idlib ha lasciato ad al-Julani e ai suoi lo spazio per consolidare il controllo sul territorio. Il governo di Damasco è fiaccato da lunghi anni di conflitto civile ed è stato messo a dura prova dalla crisi prodotta dal terremoto; il suo principale supporter, la Russia di Vladimir Putin, sta concentrando i propri sforzi sul fronte ucraino, mentre l&#8217;alleato iraniano è sempre più isolato dalle sanzioni occidentali. Inoltre, per la sua conformazione, il territorio rappresenta un teatro bellico assai complesso da attaccare. </p>



<p>Il mantenimento di questo status quo a bassa tensione permette di mantenere sotto controllo i flussi migratori, che rimangono il maggior elemento di minaccia a disposizione del governo di Idlib. Va infatti ricordato che nel picco della crisi migratoria che ha investito l&#8217;Europa e in particolare l&#8217;Italia nel 2015, il 50% dei profughi ammassati nei barconi che attraversavano il Mediterraneo erano siriani in fuga dal conflitto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="612" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230523152522691_138160fed70ad5e87e573d36fe381555-1024x612.jpg" alt="" class="wp-image-396765" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230523152522691_138160fed70ad5e87e573d36fe381555-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230523152522691_138160fed70ad5e87e573d36fe381555-600x358.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230523152522691_138160fed70ad5e87e573d36fe381555-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230523152522691_138160fed70ad5e87e573d36fe381555-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/ilgiornale2_20230523152522691_138160fed70ad5e87e573d36fe381555.jpg 1386w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kobane, Siria, 04 settembre 2015. Abdullah al-Kurdi seppellisce suo figlio Aylan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni affogato nel tentativo di raggiungere l&#8217;Europa. L&#8217;immagine del corpo del piccolo riverso sulla spiaggia hanno fatto il giro del mondo causando grande indignazione per la situazione disperata dei Siriani in fuga dalla guerra civile. Foto: EPA/DICLE .</figcaption></figure>



<p>Il conflitto risulta per ora congelato, ma rimane forte il rischio che a dispetto della narrazione proposta da Hts la roccaforte di Idlib nasconda ancora un <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/incubo-ritorna-uccisioni-dove-sta-rinascendo-isis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">irriducibile nucleo jihadista</a> che prospera nelle montagne siriane minacciando la stabilizzazione del Paese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-mohammad-al-julani-jihadista-bifronte.html">Abu Mohammad al-Julani, jihadista bifronte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Salta il meeting sul futuro della Siria: cosa c&#8217;è dietro al braccio di ferro tra Ankara e Damasco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/salta-il-meeting-sul-futuro-della-siria-cosa-ce-dietro-al-braccio-di-ferro-tra-ankara-e-damasco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante l’impegno ucraino, la Russia ha da tempo intrapreso un piano per facilitare la gestione della situazione siriana favorendo la riconciliazione dei due alleati affacciati sul Mediterraneo, ma le resistenze di Ankara e Damasco sono così radicate che sfuggono al controllo di Mosca. L&#8217;iniziativa si è concretizzata a fine dicembre scorso, quando i ministri della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/salta-il-meeting-sul-futuro-della-siria-cosa-ce-dietro-al-braccio-di-ferro-tra-ankara-e-damasco.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/salta-il-meeting-sul-futuro-della-siria-cosa-ce-dietro-al-braccio-di-ferro-tra-ankara-e-damasco.html">Salta il meeting sul futuro della Siria: cosa c&#8217;è dietro al braccio di ferro tra Ankara e Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Agenzia_Fotogramma_IPA36743114-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante l’impegno ucraino, la Russia ha da tempo intrapreso un piano per facilitare la gestione della <strong>situazione siriana</strong> favorendo la riconciliazione dei due alleati affacciati sul Mediterraneo, ma le resistenze di Ankara e Damasco sono così radicate che sfuggono al controllo di Mosca. </p>



<p>L&#8217;iniziativa si è concretizzata a fine dicembre scorso, quando i ministri della difesa di Turchia, Russia e Siria si sono <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-pace-turchia-siria-assad-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontrati al Cremlino</a> per discutere una strategia antiterrorismo condivisa in Siria e <a href="https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific/turkish-russian-syrian-defense-chiefs-talked-counterterrorism-efforts-in-moscow-akar/2775054" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno concordato</a> di perseverare nello sforzo tripartito per assicurare stabilità alla regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Com&#8217;è saltato l&#8217;incontro</h2>



<p>A marzo poi, come riportato da <em>al Arabiya</em>, l&#8217;Iran ha chiesto di unirsi ai negoziati. La Turchia ha reagito entusiasticamente, e il piano si è allargato a Teheran. “Quella di <strong>Astana</strong> è l’unica formazione ancora in vita che si interessa alla Siria. Stiamo pianificando un incontro tra i quattro ministri degli esteri” <a href="https://www.mfa.gov.tr/sayin-bakanimizin-iran-disisleri-bakani-huseyin-emir-abdullahiyan-ile-gorusmesi--8-mart-2023--ankara.en.mfa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha detto</a> il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu in una conferenza stampa con il corrispettivo iraniano Amir-Abdollahian lo scorso 8 marzo. L’incontro previsto per il 16 marzo a Mosca tra i rappresentanti di Russia, Turchia, Siria e Iran avrebbe avuto natura preliminare, mentre la fase finale dell’iniziativa prevedeva un incontro tra i <strong>leader dei quattro Paesi</strong>. Il processo però è stato bruscamente interrotto e quell&#8217;incontro non è mai avvenuto. </p>



<p>La sera precedente al meeting dei ministri, il presidente siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al-Assad</a> si trovava già a Mosca per una visita ufficiale, e il <strong>riavvicinamento con la Turchia</strong> era un elemento sul tavolo nell&#8217;incontro con Vladimir Putin. In <a href="https://sputniknews.in/20230316/check-out-syrian-president-bashar-assads-exclusive-interview-with-sputnik-1195734.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un’intervista</a> rilasciata la sera stessa alla testata russa <em>Sputnik,</em> Assad si è detto pronto ad incontrare il capo di Stato turco &#8220;solo se la Turchia è pronta, esplicitamente e senza ambiguità, a ritirarsi completamente dal territorio siriano, a smettere di supportare il terrorismo e a restaurare la situazione precedente all’inizio della guerra in Siria&#8221;. Il quotidiano arabo <em>Asharq al-Awsat</em> riporta che da Ankara, i ministri di Esteri e Difesa hanno replicato che le truppe di stanza sulla frontiera sono lì per prevenire <strong>minacce alla sicurezza</strong> interna provenienti dal confine. </p>



<p>Le dichiarazioni dei ministri turchi non devono essere state sufficienti a rassicurare Damasco sull&#8217;apertura sincera al dialogo e il giorno seguente una comunicazione ufficiale affermava che l&#8217;incontro previsto per il giorno stesso era stato <strong>posposto &#8220;per ragioni tecniche”</strong>. Nessuna nuova data è stata annunciata. Difficile pensare che Assad abbia ritirato il rappresentante siriano dal meeting rischiando di imbarazzare il padrone di casa al Cremlino, al quale deve molto; è più probabile che Mosca abbia ritenuto che i tempi non fossero maturi per un accordo, e che per evitare un <strong>fallimento diplomatico</strong> esplicito abbia deciso di far saltare il tavolo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Significati nascosti</h2>



<p>In ogni caso, la disdetta del summit di Mosca pesa come un macigno sulla <strong>campagna elettorale</strong> di Recep Tayyip Erdogan, le cui scelte di policy sul confine meridionale sono state oggetto di dure critiche anche interne al suo partito. Nell&#8217;appuntamento alle urne tra meno di due mesi, le questioni legate a Damasco avranno un&#8217;influenza non trascurabile sulle scelte dell&#8217;elettorato: si tratta di temi sensibili come il piano per il ritorno dei <strong>rifugiati</strong> <strong>siriani</strong> e la gestione della <strong>sicurezza</strong>. È improbabile che Assad voglia fare un regalo elettorale a Erdogan siglando un accordo con lui. Piuttosto, il presidente siriano potrebbe attendere e ritentare un negoziato con l&#8217;opposizione turca, che ha <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dell-opposizione-turca-per-sconfiggere-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">buone chances</a> di sconfiggere Erdogan (e fa campagna anche contro la policy siriana del presidente). </p>



<p>L&#8217;annullamento del meeting interrompe un momento molto positivo per la diplomazia di Assad. In seguito al terremoto che ha colpito la nazione a inizio febbraio, il presidente siriano è uscito dall’isolamento regionale e si è avvicinato prima agli Emirati Arabi Uniti e poi alla Giordania, e di recente una <a href="https://www.voanews.com/a/syria-s-assad-arrives-in-uae-for-official-visit-/7011966.html">seconda visita</a> ad Abu Dhabi ha segnalato la crescente apertura con i paesi arabi. Può ora sperare di recuperare il seggio della Siria nella Lega Araba, che si rifiuta di lasciare Damasco completamente in mano agli iraniani. La situazione nel Paese levantino rimane comunque molto complessa, e ulteriormente complicata dalla presenza di <strong>truppe americane</strong> nella base di al Tanf a supporto delle Syrian Democratic Forces (e in <a href="https://it.insideover.com/politica/la-missione-del-generale-milley-in-siria-e-quel-messaggio-alliran.html">chiaro </a><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-missione-del-generale-milley-in-siria-e-quel-messaggio-alliran.html">antagonismo</a> con le forze iraniane</strong> e filo iraniane su suolo siriano). Supporto peraltro rinnovato di recente, quando la Camera dei rappresentanti ha <a href="https://www.defensenews.com/congress/2023/03/08/house-votes-down-gaetz-bill-to-withdraw-troops-from-syria/">votato contro</a> alla proposta di ritiro delle truppe dalla Siria. Il governo di Damasco si è detto preoccupato per il supporto che gli americani danno ai curdi siriani e alle SDF, che rischia di incoraggiare movimenti centrifughi e mettere a repentaglio <strong>l’integrità territoriale siriana.</strong></p>



<p>L&#8217;attuale postura di Assad, tenace e intransigente, si sposa male con la pressione elettorale a cui Erdogan è sottoposto in casa. Almeno per ora, questi sembrano essere i vettori principali su cui si gioca la normalizzazione tra i due Paesi, indirettamente ostacolata anche dalle <a href="https://www.nytimes.com/2022/07/20/world/europe/iran-warns-turkey-against-new-incursion-into-northern-syria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diverse posizioni</a> che Turchia e Iran hanno preso rispetto all&#8217;area a nord-ovest della Siria. Il Cremlino avrebbe tutto l&#8217;interesse a veder collaborare i due governi, ma non è detto che adesso abbia i mezzi per costringerli a farlo.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/salta-il-meeting-sul-futuro-della-siria-cosa-ce-dietro-al-braccio-di-ferro-tra-ankara-e-damasco.html">Salta il meeting sul futuro della Siria: cosa c&#8217;è dietro al braccio di ferro tra Ankara e Damasco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il bilancio di cinque anni di intervento russo in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-bilancio-di-cinque-anni-di-intervento-russo-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 11:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte al Nusra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Admiral Kuznetsov]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Su-35 russo nella base di Hmeimim in Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 settembre 2015 le forze russe prendevano la direzione della Siria per concretizzare in supporto militare l&#8217;appoggio politico e diplomatico che fin dal 2011 Mosca aveva garantito al legittimo governo di Damasco, impegnato nella guerra civile contro i ribelli dell&#8217;Esercito Siriano Libero e costretto a fronteggiare, sul fronte orientale, la travolgente avanzata dello Stato Islamico. Bashar al-Assad, allora, era sotto assedio, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-bilancio-di-cinque-anni-di-intervento-russo-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Su-35 russo nella base di Hmeimim in Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Su-35-russo-nella-base-di-Hemeimim-in-Siria-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 30 settembre 2015 le forze russe prendevano la direzione della <strong>Siria </strong>per concretizzare in supporto militare l&#8217;appoggio politico e diplomatico che fin dal 2011 Mosca aveva garantito al legittimo governo di <strong>Damasco,<a href="https://it.insideover.com/scheda/guerra/guerra-siria-mappe-terrorismo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> </a></strong>impegnato nella guerra civile contro i ribelli dell&#8217;Esercito Siriano Libero e costretto a fronteggiare, sul fronte orientale, la travolgente avanzata dello <a href="https://it.insideover.com/scheda/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Stato Islamico</strong></a>. <strong>Bashar al-<a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Assad, </a></strong>allora, era sotto assedio, con il governo che si ritrovava a controllare una stretta fascia di territorio nell&#8217;Ovest del Paese e la guerra arrivata alle porte della capitale, ma l&#8217;intervento russo, in coordinazione con l&#8217;aumento del sostegno da parte dell&#8217;Iran e <a href="https://it.insideover.com/video/la-guerra-di-hezbollah-in-siria" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;appoggio strategico di gruppi come Hezbollah</a>, si è rivelato determinante per rovesciare le sorti del conflitto.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-non-si-parla-piu-di-siria.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Siria negli ultimi mesi è scivolata ai margini</a> dei notiziari e dell&#8217;agenda della politica internazionale, ma mentre la nazione si avvicina al decimo inverno consecutivo di guerra il conflitto è ancora lì, non risolto, per quanto ora la stragrande maggioranza della nazione sia tornata sotto il controllo del legittimo governo di Damasco e la vita provi finalmente a tornare alla normalità. E, per quanto ridimensionato, è ancora lì il <strong>contingente russo</strong>, del cui ruolo si può tracciare un bilancio abbastanza esaustivo.</p>
<h2>Una complessa operazione interforze</h2>
<p>La Russia è intervenuta nel conflitto il 30 settembre 2015, bombardando le regioni di Homs e Hama, allora poste sotto il controllo dei gruppi di opposizione. Lo <a href="https://web.archive.org/web/20151108215752/https://www.reuters.com/article/2015/11/08/us-mideast-crisis-syria-russia-idUSKCN0SX0H820151108">schieramento inizialmente messo in campo da Mosca nel Paese mediorientale aveva la dimensione di circa 4.300 unità</a>, tra aviatori, membri dei servizi segreti, personale logistico, polizia militare, con una rotazione di personale che nel primo biennio della missione ha portato, secondo il <strong>ministero della Difesa russo, </strong><a href="https://www.rg.ru/2017/12/23/bolee-48-tysiach-rossijskih-voennyh-poluchili-opyt-v-sirii.html">48mila militari a acquisire esperienza sul campo nel Paese.</a></p>
<p>L&#8217;ossatura della forza d&#8217;intervento, fin dall&#8217;inizio, è stata l&#8217;arma aerea: la dottrina militare interforze adottata dalla coalizione pro-Assad ha visto a più riprese l&#8217;aviazione russa aprire la strada alle offensive volte a travolgere ribelli e terroristi con bombardamenti mirati, lanci di missili, attacchi al suolo e misure per creare un ombrello protettivo sulle unità di terra. I bombardieri strategici della <strong>Tupolev, Tu-22, Tu-95 e Tu-160, </strong>e gli efficaci caccia <strong>Sukhoi Su-27, Su-30, Su-35, </strong>unitamente agli aerei da attacco Su-25 e ai bombardieri tattici Su-24 e Su-34 hanno preso gradualmente il controllo dei cieli siriani, scatenando vere e proprie tempeste di fuoco sui nemici di Assad. Nei primi cinque mesi della missione, fino a fine febbraio, l&#8217;aviazione russa organizzò una media di <a href="http://www.thedailybeast.com/articles/2016/02/23/russia-is-launching-twice-as-many-airstrikes-as-the-u-s-in-syria.html">sessanta missioni al giorno</a> (a fronte delle 7 della coalizione a guida Usa) contro le difese nemiche, contro i pozzi controllati dai terroristi, contro la rotta del petrolio con cui Isis si foraggiava, e con 9mila sortite ha sostenuto un&#8217;avanzata che ha portato alla conquista di 400 città e 10mila chilometri quadrati di territorio siriano.</p>
<p>Anche le unità della marina russa hanno partecipato all&#8217;offensiva in Siria. Le flotte del <strong>Mar Nero </strong>e <strong>del Mar Caspio </strong>hanno adoperato corvette, fregate classe &#8220;<strong>Grigorovich&#8221;</strong> e sottomarini classe<strong> &#8220;Kilo&#8221; </strong>per lanciare missili a lunga gittata su obiettivi sensibili, e a più riprese a partire dall&#8217;8 novembre 2016, anche aerei ed elicotteri decollati dalla portaerei <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/guerra/la-portaerei-admiral-kuznetsov-la-nave-ammiraglia-della-flotta-russa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Admiral Kuznetsov</a> </strong>stanziata nel Mediterraneo orientale hanno svolto missioni.</p>
<h2>La svolta nella guerra</h2>
<p>Già nei primi mesi del 2016, a ragione, osservatori interessati come il direttore della Defense Intelligence Agency, <a href="https://vid1.ria.ru/ig/infografika/kafidov/Sputnik/int/kuznetsov/page559847.html">William Stewart,</a> e il docente della<a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-35562943"> London School of Economics <strong>Fawaz Georges </strong></a>facevano notare quanto l&#8217;intervento russo in territorio siriano abbia rappresentato un <em>game-changer</em>. La liberazione di <strong>Aleppo e </strong><strong>Deir ez-Zor </strong>e il consolidamento del controllo di Assad sui tre quarti del territorio nazionale hanno segnato le conseguenze di lungo termine dell&#8217;intervento di Mosca.</p>
<p>Secondo il gruppo Ihs Janes la “<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/quanto-costa-cremlino-guerra-siria-1191151.html">campagna di Damasco</a>” è costata a fine 2015 e nei primi mesi del 2016 dai 2,3 ai 4 milioni di dollari al giorno, occupando quindi dal 2 al 4% del budget militare del Cremlino; dopo aver dichiarato &#8220;missione compiuta&#8221; a marzo 2016, <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il governo di <strong>Vladimir Putin </strong>ha</a> gradualmente trasformato da temporaneo in permanente il dislocamento militare in Medio Oriente. La Russia è riuscita a evitare di impantanarsi in Siria affiancando una sottile diplomazia triangolare con Turchia e Iran per mediare la fine del conflitto al continuo intervento militare. Il Ministero della Difesa russo ha stimato in 85mila le perdite inflitte ai ribelli e in 6mila quelle causate all&#8217;Isis, <a href="http://tass.com/defense/1023714">a fronte di 112 caduti tra aviatori e membri delle forze speciali.</a> Di contro, il controverso <strong>Osservatorio Siriano sui Diritti Umani </strong>contabilizza in quasi 9mila i civili <a href="https://www.syriahr.com/en/181930/">che sarebbero caduti nei cinque anni di intervento di Mosca sotto le bombe russe.</a></p>
<p>Il <strong>rafforzamento russo</strong> in Siria procede di pari passo con l’indebolimento americano e soprattutto europeo, e sul lungo periodo l&#8217;obiettivo sarà dare al tormentato Paese mediorientale, guardato alle spalle da Mosca, un degno futuro politico. Con la Turchia i rapporti vanno a corrente alternata, e gli screzi sul fronte settentrionale degli ultimi anni lo testimoniano; <a href="https://it.insideover.com/politica/lintervento-in-siria-e-una-vittoria-strategica-di-mosca.html">come ha ricordato Andrea Walton su queste colonne,</a> inoltre, sul fronte del contrasto al terrorismo &#8220;minaccia costituita da elementi radicali provenienti dalla Siria, stando a quanto dichiarato dallo stesso Putin, sembra al momento sventata ma costituisce comunque un pericolo per la sicurezza dello Stato e dovrà essere attentamente monitorata per evitare conseguenze o ricadute instabili nel prossimo futuro&#8221;. La lezione più grande dell&#8217;intervento russo in Siria dunque è che nei conflitti attualmente in corso difficilmente ci potrà essere efficace <strong>State-building </strong>senza il deciso sostegno di una grande potenza a una parte in causa. Ha vinto la Russia, non si sa ancora se vincerà sul lungo periodo la Siria, che tra dipendenza dal suo patrono euroasiatico e incertezze nella risoluzione delle ultime sacche di conflitto è destinata ad attendere a lungo la definizione di una reale prospettiva di pace.</p>
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		<title>I ribelli siriani sono pronti alla guerra contro la Grecia per Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-ribelli-siriani-sono-pronti-alla-guerra-contro-la-grecia-per-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 12:26:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan parla ad Ankara (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-2048x1446.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;attesa che comincino i colloqui tecnici tra Grecia e Turchia mediati dai negoziatori dell&#8217;Alleanza Atlantica, il cui inizio è stato rimandato da ieri a domani, il clima tra i due Paesi si è scaldato ulteriormente per l&#8217;entrata in scena del cosiddetto Esercito Nazionale Siriano, un gruppo paramilitare che ha combattuto contro Bashar al Assad negli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-ribelli-siriani-sono-pronti-alla-guerra-contro-la-grecia-per-erdogan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan parla ad Ankara (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Recep-Tayyip-Erdogan-parla-ad-Ankara-La-Presse-2048x1446.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nell&#8217;attesa che comincino i colloqui tecnici tra Grecia e Turchia mediati dai negoziatori dell&#8217;Alleanza Atlantica, il cui inizio è stato rimandato da ieri a domani, il clima tra i due Paesi si è scaldato ulteriormente per l&#8217;entrata in scena del cosiddetto<strong> Esercito Nazionale Siriano</strong>, un gruppo paramilitare che ha combattuto contro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a> negli anni della guerra civile siriana.</p>
<h2>Sdebitarsi con una guerra</h2>
<p>La notizia proviene direttamente dal<a href="https://greekcitytimes.com/2020/09/09/syrian-jihadists-says-he-will-fight-for-turkey-against-greece/"> profilo Twitter di Suhail Hammoud</a>, un capofila dell&#8217;Esercito Nazionale Siriano (ENS), che il 5 settembre ha scritto un tweet con doppio destinatario: le cancellerie di Atene ed Ankara. Quella di Hammoud è una dichiarazione in cui si ricorda ai commilitoni il <strong>dovere di lealtà</strong> verso un Paese, la Turchia, che negli anni della guerra civile siriana ha supportato l&#8217;Ens con denaro, addestratori e armi, e prima o poi quel debito andrà <strong>ripagato</strong>. &#8220;Siamo grati alla Turchia. Adesso è il momento di estinguere questo debito. Se mi chiedessero: &#8216;Andresti al confine con la Grecia?&#8217;, con molta felicità risponderei &#8216;sì!'&#8221;.</p>
<p>Il tweet è divenuto virale in breve tempo ed è stato ripreso anche da alcuni media turchi, finendo sulla prima pagina di uno dei principali quotidiani, il <em>Türkiye</em>. Con l&#8217;entrata in scena dell&#8217;Ens si allarga il fronte dei giocatori disposti ad unirsi ad Erdogan nel caso di una guerra aperta con la Grecia; infatti nei giorni scorsi sono state rilasciate dichiarazioni di supporto da parte di <a href="https://www.dailysabah.com/politics/diplomacy/azerbaijan-stands-with-turkey-on-mediterranean-tensions-aliyev-tells-greek-envoy">Azerbaigian</a> e <a href="https://twitter.com/gandapurpat/status/1293703086943481858">Pakistan</a>.</p>
<h2>L&#8217;Ens, che cos&#8217;è?</h2>
<p>L&#8217;Ens <a href="https://en.zamanalwsl.net/news/article/31991">viene fondato il 30 dicembre 2017</a> nella città di Azaz <a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-turkey-erdogan-idUSKCN11P0HL">con l&#8217;obiettivo ufficiale</a> di aiutare la Turchia a creare una zona cuscinetto nella Siria settentrionale in funzione anticurda e ripulita dalle ultime sacche di resistenza dello<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html"> Stato Islamico</a>.</p>
<p>Il gruppo paramilitare risponde per le sue azioni soltanto a due entità: Ankara e il <strong>governo siriano non riconosciuto di Anas al-Abdah</strong>. L&#8217;Ens fa parte della galassia di organizzazioni, fazioni e micro-fazioni che dal 2011 sono coinvolte a vario titolo e in diverso modo nella <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/guerra-siria-mappe-terrorismo.html">guerra civile siriana</a> ma, contrariamente ad altri attori attivi nel conflitto, non ha mai nascosto di essere uno strumento altrui, palesando sin dai primordi la fedeltà ad Ankara.</p>
<p>Le dimensioni numeriche dell&#8217;Ens hanno registrato un incremento significativo a partire da ottobre dello scorso anno, mese in cui il Fronte Nazionale di Liberazione, una coalizione di ribelli antigovernativi nata nel 2018, <a href="https://www.syriahr.com/en/142663/">si è sciolto su ordine</a> del governo turco, legandosi e fondendosi con il gruppo e contribuendo al potenziamento di quattro legioni.</p>
<p>Se all&#8217;annuncio di Hammoud seguissero dei fatti, ovvero la comparsa di membri dell&#8217;Ens nel fronte greco, non dovrebbe destare sorpresa: non sarebbe la prima volta che i soldati di questo esercito irregolare fermamente fedele ad Erdogan vengono dirottati al di fuori della Siria, obbligatoriamente o volontariamente. Infatti, <a href="https://www.theguardian.com/world/2020/jan/15/exclusive-2000-syrian-troops-deployed-to-libya-to-support-regime">è da inizio gennaio</a> che la loro presenza è stata segnalata in Libia, dove almeno<strong> 2mila</strong> combattenti sono stati dispiegati in funzione di supporto al Governo di accordo nazionale di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html"> Fayez Al Sarraj</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-ribelli-siriani-sono-pronti-alla-guerra-contro-la-grecia-per-erdogan.html">I ribelli siriani sono pronti alla guerra contro la Grecia per Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Idlib, ancora scintille tra Russia e Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/idlib-ancora-scintille-tra-russia-e-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 12:50:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir Al-Sham. Siria. Isis]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=215821</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Idlib e Hama, in Siria, continuano ininterrotti gli scontri tra l&#8217;esercito di Al-Assad, sostenuto dalla Russia, e le forze di opposizione, supportate dalla Turchia. Quasi quotidianamente, i raid siro-russi colpiscono le postazioni dei ribelli, causando vittime e danni ingenti; anche l’opposizione però sembra non essere da meno, combattendo strenuamente per riconquistare le aree che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/idlib-ancora-scintille-tra-russia-e-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="902" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231-768x361.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8651850-e1563367795231-1024x481.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A Idlib e Hama, in Siria, continuano ininterrotti gli scontri tra l&#8217;esercito di Al-Assad, sostenuto dalla Russia, e le forze di opposizione, supportate dalla Turchia. Quasi quotidianamente, i raid siro-russi colpiscono le postazioni dei ribelli, causando vittime e danni ingenti; anche l’opposizione però sembra non essere da meno, combattendo strenuamente per riconquistare le aree che le vengono sottratte.</p>
<p>Ora però, con il passare dei giorni, la battaglia tra l&#8217;esercito siriano e l&#8217;opposizione si sta trasformando in una <strong>guerra di logoramento</strong>. Né l&#8217;esercito di Al-Assad riesce ad avanzare, né l&#8217;opposizione dà segni di voler arretrare.</p>
<p>Per sbloccare lo stallo, i ribelli siriani stanno optando per un <strong><a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/07/turkey-syria-russia-idlib-forces-ankara-to-review-position.html">cambio di strategia</a></strong>, passando dalla difesa all&#8217;attacco, con l&#8217;obiettivo di spostare il fronte nelle aree sotto il controllo del governo. All&#8217;inizio di giugno, l&#8217;opposizione è riuscita a mettere sotto scacco i soldati siriani, <a href="https://www.almodon.com/arabworld/2019/6/7/%D8%B1%D9%8A%D9%81-%D8%AD%D9%85%D8%A7%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%B9%D8%A7%D8%B1%D8%B6%D8%A9-%D8%AA%D8%AA%D9%82%D8%AF%D9%85-%D9%88%D8%A7%D9%84%D8%B1%D9%88%D8%B3-%D9%8A%D8%AA%D9%87%D9%85%D9%88%D9%86-%D9%82%D9%88%D8">chiudendo la strada che unisce Mahardah a Al-Suqaylabiyah</a> e obbligando il governo a fermare l&#8217;offensiva nel sud di Idlib.</p>
<p>Dopo l&#8217;impasse iniziale, anche il governo siriano si è visto costretto ad adottare una nuova strategia e ha iniziato a colpire direttamente i soldati turchi presenti nel Paese. Sarebbe proprio la Turchia, infatti, – secondo i vertici siriani – la causa della battuta d&#8217;arresto subita dall&#8217;esercito di Al-Assad.</p>
<h2>Scontri tra Siria e Turchia</h2>
<p>La presenza di <strong>soldati turchi in Siria</strong> è una questione controversa. Da tempo, il governo siriano è contrario alla loro presenza nel Paese, che considera un&#8217;invasione di campo da parte di Ankara, e spinge affinché le truppe di Erdogan lascino il Paese.</p>
<p>Ma è la Russia il vero ago della bilancia. Pur sostenendo parti avverse nel conflitto – la Russia combatte al fianco di Bashar Al-Assad e Ankara dell&#8217;Esercito siriano libero (Esl) -, <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/07/battles-continue-hama-regime-opposition-turkish-posts-russia.html#ixzz5t63JO9lN">Mosca e Ankara</a> collaborano ai negoziati di pace per trovare una soluzione pacifica alla guerra civile siriana. Lo stesso dispiegamento di forze della Turchia in Siria sarebbe avvenuto con il benestare di Putin.</p>
<p>Nel vicolo cieco delle ultime settimane &#8211; durante le quali la Turchia ha incrementato la sua <a href="https://it.insideover.com/guerra/turchia-siria-afrin-muro.html">presenza nel territorio siriano</a> stabilendo nuove postazioni di controllo nel governatorato di Idlib e inviando armi e rinforzi all&#8217;opposizione -, Mosca sembrerebbe aver intensificato il suo sostegno ad Al-Assad.</p>
<p>Pur non attaccando direttamente i soldati turchi, la <strong>Russia</strong> non solo non starebbe sfruttando la sua influenza per limitare l&#8217;intervento del governo siriano contro Ankara, ma avrebbe &#8220;chiuso un occhio&#8221; anche di fronte agli <a href="https://it.insideover.com/politica/idlib-il-rompicapo-di-erdogan.html">attacchi diretti dell’esercito di Al-Assad</a> contro le postazioni turche.</p>
<p>Ma c’è di più: sarebbe stata proprio Mosca &#8211; secondo il <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/07/battles-continue-hama-regime-opposition-turkish-posts-russia.html">colonnello Bashar Saadeddin</a>, comandante dell’opposizione &#8211; a ordinare l&#8217;attacco che il 27 giugno ha colpito i soldati turchi di stanza nella regione del monte Zawiya. Con l&#8217;obiettivo – sempre secondo Saadeddin – di costringere Ankara a proseguire le trattative di pace.</p>
<h2>Il ruolo della Russia</h2>
<p>Fin dall&#8217;inizio della guerra civile siriana, Mosca è scesa in campo a favore del presidente siriano, nel suo sforzo di riprendere il controllo di tutto il territorio nazionale, incluso il governatorato di Idlib. Finora, tuttavia, l&#8217;alleanza con Al-Assad non ha mai impedito a Putin di tutelare le sue relazioni con Ankara.</p>
<p>In una prima fase, lo stallo a Idlib aveva fornito a Russia e Turchia l&#8217;opportunità per condurre un <strong>ampio gioco di politica estera</strong>, che ha contribuito ad avvicinare i due Paesi anche sul piano tecnico-militare. Nel settembre 2018, Putin ed Erdogan avevano firmato l&#8217;accordo di Sochi assumendosi impegni importanti, come creare una zona demilitarizzata a Idlib e risolvere il problema costituito dalla presenza nel governatorato del gruppo estremista <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/oltre-lisis-ruolo-al-qaeda-siria.html">Hayat Tahrir Al-Sham (Hts)</a>.</p>
<p>Oggi, però, la Turchia starebbe fallendo nel tentativo di separare le forze di opposizione &#8211; che ha sostenuto fin dall&#8217;inizio del conflitto siriano &#8211; e i gruppi estremisti presenti a Idlib; di conseguenza, Mosca starebbe premendo su Erdogan per azioni più forti. Se inizialmente il capo di Stato turco aveva accusato Damasco di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sultano-contro-assad-boicotta-le-relazioni-tra-turchia-e-russia.html">boicottare le relazioni</a> tra Ankara e Mosca, ha infine dovuto riconoscere lo scontento di Putin in merito al ruolo giocato dalla Turchia su Hayat Tahrir Al-Sham.</p>
<p>In questo contesto, l&#8217;attacco da parte dell&#8217;esercito siriano alla postazione turca costituirebbe un <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/06/russia-thinking-idlib-syria-turkey-us.html">&#8220;<strong>messaggio militare</strong>&#8220;</a> a Erdogan, lanciato dalla Russia per mettere Ankara sotto pressione su almeno tre questioni: i negoziati di pace, il pattugliamento congiunto, le misure per frenare Hayat Tahrir Al-Sham.</p>
<p>Il nodo è rappresentato da <strong>Idlib</strong>. A livello ufficiale, Mosca sfrutta ogni occasione per impegnare la Turchia su Idlib, mettendo in chiaro che Ankara e Mosca sarebbero in grado di risolvere la situazione, senza il contributo di terze parti, in particolare europei e americani. Ma è chiaro che il governatorato si è ormai trasformato in un labirinto dal quale sarà difficile liberarsi.</p>
<p>L&#8217;esercito siriano non ha alcuna speranza di vincere la partita senza il sostegno della Russia.  Mosca, invece di impiegare tutte le sue energie nel conflitto siriano, sembrerebbe dare la priorità all&#8217;alleanza con la Turchia. Ankara, a sua volta, non è disposta a rivedere la sua posizione, se non le verrà garantito il mantenimento dell&#8217;influenza nel nord della Siria.</p>
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		<title>La Turchia invia nuove armi ai ribelli siriani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-invia-nuove-armi-ai-ribelli-siriani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2019 06:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Turchia avrebbe inviato nuove armi agli oppositori di Bashar al Assad, a Idlib, impegnati da settimane nei combattimenti contro l&#8217;esercito governativo, sostenuto dalla Russia. Un cambio di passo nella strategia turca che, fino a questo momento, mirava al raggiungimento di una tregua tra le parti in conflitto. Nella notte tra venerdì e sabato &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-invia-nuove-armi-ai-ribelli-siriani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190525155614_29446979-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>Turchia</strong> avrebbe inviato nuove armi agli oppositori di <strong>Bashar al Assad</strong>, a Idlib, impegnati da settimane nei combattimenti contro l&#8217;esercito governativo, sostenuto dalla Russia. Un cambio di passo nella strategia turca che, fino a questo momento, mirava al raggiungimento di una tregua tra le parti in conflitto.</p>
<p>Nella notte tra venerdì e sabato &#8211; <a href="https://www.reuters.com/article/us-syria-security-idlib/turkey-sends-weapons-to-syrian-rebels-facing-russian-backed-assault-syrian-sources-idUSKCN1SV0FA" target="_blank" rel="noopener">secondo quanto riferito da <em>Reuters</em></a> &#8211; un convoglio militare turco avrebbe raggiunto una base situata nel territorio di Hama, nei pressi della regione del monte Zawiya, da settimane nel mirino dei raid russi e siriani. Qui, Ankara avrebbe trasferito all&#8217;opposizione dozzine di <strong>veicoli corazzati</strong>, lanciarazzi d&#8217;artiglieria Grad, missili anticarro e i missili Tow, dando così un contributo concreto alla battaglia dei ribelli contro l&#8217;esercito governativo.</p>
<h2>La battaglia di Idlib</h2>
<p>Da settimane, il governatorato di Idlib &#8211; ultima grande roccaforte dei ribelli siriani &#8211; è al centro dell&#8217;offensiva del governo siriano, il cui scopo è riunire tutto il territorio nazionale sotto il controllo del presidente Al-Assad.</p>
<p>Nel settembre 2018, Russia e Turchia avevano concordato la creazione di una  <a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-putin-erdogan-hope/russia-and-turkey-agree-to-create-buffer-zone-in-syrias-idlib-idUSKCN1LX1BU">zona cuscinetto demilitarizzata</a> nell&#8217;area, sottoposta al pattugliamento di soldati turchi e russi. Tuttavia, la tregua non è durata a lungo e, in particolare negli ultimi giorni, si è assistito a una escalation di violenza.</p>
<p><div id="gallery_207420" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_207420 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771312.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771312.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771326.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771326.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771324.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771324.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771317.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771317.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771314.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771314-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771313.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/LP_9771313.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p>Il governo siriano ha affermato di portare avanti una vera e propria <a href="https://www.alaraby.co.uk/english/news/2018/4/25/syrias-idlib-on-verge-of-becoming-new-aleppo-un">campagna contro il terrorismo</a>, in risposta agli attacchi degli estremisti di Idlib. Il loro territorio, infatti, insieme a parte dei vicini governatorati di Aleppo, Hama e Latakia, si troverebbe sotto il controllo delle fazioni dell&#8217;opposizione, che governano insieme al gruppo <strong>Hayat Tahrir Al-Sham (Hts)</strong>, un&#8217;organizzazione militante del salafismo jihadista coinvolta nella guerra civile siriana.</p>
<p>Negli ultimi giorni, l&#8217;avanzata dell’esercito siriano ha portato le varie fazioni dei ribelli e i jihadisti ad accantonare le divergenze e a unire le forze, per la prima volta da anni, contro il nemico comune: l’esercito di Assad.</p>
<h2>Gli interessi della Turchia</h2>
<p>La Turchia teme che il recente crescendo di violenza nel territorio di Idlib possa minare il raggiungimento di una soluzione pacifica in Siria per due motivi. Innanzitutto, l&#8217;intensificarsi degli scontri sta causando lo <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2019/05/27/siria-onu-240mila-sfollati_8739e22f-cd35-4601-94f6-0baf0f6ac44c.html">sfollamento di migliaia di persone</a> e Ankara teme l&#8217;arrivo di una nuova ondata di <strong>profughi siriani</strong> all&#8217;interno del suo territorio nazionale.</p>
<p>In secondo luogo, i bombardamenti di Assad contro i ribelli siriani potrebbero minare le relazioni tra Russia e Turchia e mettere a rischio il peso politico assunto da Ankara nel conflitto siriano. Pur essendo sempre state disposte a trattare per il raggiungimento di una soluzione alla guerra civile, Ankara e Mosca sostengono parti avverse del conflitto: la Russia è alleata del presidente siriano, mentre la Turchia sostiene l&#8217;opposizione.</p>
<p>Allo stesso tempo, Ankara considera la Russia un alleato chiave per la tutela dei suoi interessi all&#8217;interno del territorio siriano. La Turchia, infatti, mira a controllare completamente il confine con la Siria, consolidando la sua presenza nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/turchia-siria-afrin-muro.html">distretto di Afrin</a> e spingendosi fino a Manbij, attraverso la città di Tel Rifaat. Il suo scopo è impedire la nascita di uno Stato curdo al di là dei suoi confini, tutelando in questo modo la propria sicurezza.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Ultima trincea contro i turchi: &quot;Attaccheranno in 60mila&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/nqvHg4qOnb8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Finora, nonostante i contrasti, Mosca e Ankara sono riuscite a mantenere stabile la cooperazione in Siria, pur ricercando entrambe il proprio interesse. La situazione di Idlib, tuttavia, potrebbe mettere a dura prova questa alleanza. Soprattutto se, come sostiene <a href="https://www.aljazeera.com/indepth/opinion/russia-turkey-making-deals-parting-ways-syria-190515163715038.html">Joe Macaron</a>, dell&#8217;Arab Center Washington Dc, la risposta per uscire dall&#8217;impasse risiedesse in un mutuo scambio &#8211; un’offensiva russa a Idlib in cambio dell&#8217;avanzata turca a Tel Rifaat.</p>
<p>In questo quadro, l&#8217;invio da parte della Turchia di nuove armi all&#8217;opposizione siriana potrebbe complicare la situazione, accentuando ulteriormente la distanza con la Russia.</p>
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		<title>La guerra degli aiuti umanitari. Quando la beneficenza è solo politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/aiuti-umanitari-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 07:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[Missione italiana in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Una nave ospedale cinese ormeggia non lontano da Caracas per portare aiuti e medicine al popolo venezuelano. Nelle stesse ore, la Usns Comfort arrivava in Colombia ed Ecuador per una missione di stampo politico diametralmente opposto: fornire aiuti a Bogotà per i profughi che arrivano dal Venezuela. Maduro, due mesi fa, ha rifiutato l&#8217;attracco. [Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1190&#8243; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/aiuti-umanitari-guerra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8530224-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Una nave ospedale cinese <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/cina-venezuela-stati-uniti/">ormeggia non lontano da Caracas</a> per portare aiuti e medicine al popolo venezuelano. Nelle stesse ore, la <strong>Usns Comfort</strong> arrivava in Colombia ed Ecuador per una missione di stampo politico diametralmente opposto: fornire aiuti a Bogotà per i profughi che arrivano dal Venezuela. Maduro, due mesi fa, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.abc.es/internacional/abci-maduro-recibe-buque-hospital-chino-tras-vetar-eeuu-201809241224_noticia.html">ha rifiutato l&#8217;attracco</a>.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1190&#8243; gal_title=&#8221;Nave cinese a Caracas (LaPresse)&#8221;]</p>
<p>Una scelta opposta ma che dimostra quanto l&#8217;invio di un carico di aiuti, medicinali o medici possa significare tantissimo. E come, anche di fronte all&#8217;aiuto nei confronti della popolazione, vi siano chiari messaggi politici e di sfere d&#8217;influenza.</p>
<p>Perché aiutare aiuta. Aiuta chi riceve il supporto medico e sanitario,quindi lo Stato e la popolazione civile. Ma aiuta anche lo Stato che invia quel determinato carico di aiuti umanitari, che automaticamente assume una posizione di potenza benefica o in qualche modo amica. È stato così anche nella <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">guerra in Siria</a>.</p>
<h2>Gli aiuti di Israele ai ribelli siriani</h2>
<p><strong>Israele</strong> ha fornito per anni aiuti alla popolazione alle frange ribelli del sud che combattevano contro il governo di Damasco, supportando militarmente ma anche a livello umanitario tutta quella fascia di popolazione a nord del confine con lo Stato ebraico. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.idf.il/en/minisites/operation-good-neighbor/">L&#8217;operazione Good Neighbor</a> delle <strong>Israel defense forces</strong>, interrotta solo in questi ultimi giorni, aveva lo scopo strategico di creare un asse con i ribelli del Sud della Siria per riuscire a creare un cuscinetto con le forze pro-Iran. Ma anche per creare una rete di partnership in caso di vittoria del fronte ribelle nei confronti di Damasco.</p>
<p></p>
<p>La fine degli aiuti umanitari ai ribelli del Sud e alle popolazioni locali non si è fermata perché le popolazioni non hanno più bisogno di sostegno. È finita perché ne è terminata l&#8217;utilità: il governo siriano ha riconquistato <strong>Daraa</strong> e <strong>Quneitra</strong>. E adesso il governo israeliano non ha più motivo di aiutare una popolazione che è tornata sotto un governo sostanzialmente nemico.</p>
<h2>Gli aiuti umanitari russi</h2>
<p>Dall&#8217;altro lato della barricata, gli aiuti umanitari russi sono serviti a sostenere la popolazione siriana sotto il governo di <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar al Assad</a> colpita da anni di guerra e privazioni, cui si è aggiunto il terribile embargo da parte di molte potenze occidentali che flagella la popolazione siriana. Mosca ha rifornito di aiuti umanitari la popolazione siriana, sia quella da sempre sotto il governo, sia delle aree tornate di nuovo sotto il controllo di Damasco dopo la guerra: come avvenuto per esempio nella <strong>Ghouta orientale</strong>.</p>
<h2>L&#8217;accordo Francia-Russia sulla Ghouta orientale</h2>
<p>La stessa area è stata oggetto di un accordo molto interessante siglato fra Russia e Francia per l&#8217;invio di aiuti congiunti nella zona tornata sotto il controllo dell&#8217;esercito governativo. A luglio di quest&#8217;anno, un aereo militare russo, un <strong>Antonov 124</strong>, è decollato dall&#8217;aeroporto della città francese di <strong>Chateauroux</strong> a luglio con a bordo 50 tonnellate di aiuti umanitari. Atterrato nella base di <strong>Khmeimim</strong> in Siria, l&#8217;aereo avrebbe poi trasferito gli aiuti agli uffici dell&#8217;Onu preposti alla distribuzione degli aiuti, la Ocha.</p>
<p>Nella dichiarazione congiunta franco-russa, riportata dal quotidiano britannico <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.telegraph.co.uk/news/2018/07/21/france-russia-carry-first-join-aid-mission-syria/"><em>Telegraph</em></a>, si legge: &#8220;l&#8217;assistenza umanitaria è una priorità assoluta e deve essere distribuita secondo i principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza in tutto il territorio siriano senza eccezioni, dove il diritto internazionale umanitario deve essere pienamente rispettato&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Ma è chiaro che questa nota nasconde una realtà ben diversa: gli aiuti servivano alla Francia per dimostrare alla Russia di essere<strong> un partner</strong> affidabile e per inserirsi nel complesso gioco degli aiuti all&#8217;interno della Siria. Un gioco difficile, dove chi detiene gli aiuti, detiene l&#8217;influenza sull&#8217;area e su quella determinata popolazione. E Parigi, per anni sostenitrice esclusiva dei ribelli e <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/basi-francia-siria/">presente militarmente nel nord-est della Siria</a> e nel Mediterraneo orientale, serve far capire alla popolazione siriana di essere un Paese che &#8220;si interessa&#8221; alle condizione di vita della popolazione.</p>
<h2>La Turchia e Idlib</h2>
<p>La roccaforte jihadista di <strong>Idlib </strong>è uno dei simboli della politica sugli aiuti umanitari in Siria. Anche in questo caso, gli aiuti sono diventati strumento di influenza e di spartizione di controllo. <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> voleva da subito mostrarsi come il leader amico delle frange ribelli della provincia a sud del confine turco. E per farlo, non solo ha imposto il suo controllo sull&#8217;area di <em>de-escalation</em>, ma ha anche avuto il pieno controllo degli aiuti umanitari. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.hurriyetdailynews.com/turkey-builds-third-observation-spot-inside-idlib-123027">La costruzione dei punti di osservazione</a> dell&#8217;esercito turco (oggi se ne contano 12) è andata di pari passo con il controllo del confine e del passaggio di convoglio per sostenere la popolazione e le forze ribelli.</p>
<p>E questo controllo è stato praticamente ininterrotto fino ad oggi, quando <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/idlib-accordo/">l&#8217;accordo fra Vladimir Putin ed Erdogan</a> sulla tregua di Idlib ha dato modo ai convogli dell&#8217;Onu di raggiungere la provincia. Ma sempre sotto l&#8217;occhio vigile di Ankara, visto che, come riporta <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.osservatoreromano.va/it/news/primi-aiuti-alla-popolazione-di-idlib"><em>L&#8217;Osservatore Romano</em></a>, &#8220;Ventinove mezzi carichi di alimenti e medicinali sono passati attraverso il <strong>valico di Cilvegözü</strong> nella provincia meridionale di Hatay&#8221;. È quindi sempre Erdogan a controllare il passaggio dei mezzi per gli aiuti, anche se sono delle Nazioni Unite. E di fatto ha le chiavi per la sopravvivenza delle fazioni asserragliate nell&#8217;ultimo ridotto ribelle.</p>
<h2>L&#8217;Italia in Niger: un esempio di strategia degli aiuti</h2>
<p>L&#8217;Italia è esclusa da questa logica strategica degli aiuti umanitari? Non del tutto. E l&#8217;esempio ci viene proprio dal <strong>Niger</strong>, dove di recente <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/l-italia-presto-in-niger-470-soldati-a-niamey-entro-un-anno/">sembra si sia sbloccata la missione</a> dei nostri militari. Il governo italiano ha ingaggiato con quello francese una sfida molto complicata per strappare a Parigi la leadership sul Paese del Sahel. Sfida complicatissima: ma in questo caso anche l&#8217;Italia ha giocato la carta degli aiuti.</p>
<p></p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/italia-macron-niger/">Come scritto su questa testata</a>, la diplomazia degli aiuti umanitari di Roma ha prodotto un volo di un Boeing Kc-767 arrivato ad aprile a Niamey carico di medicinali. Mentre ad agosto, &#8221; <a href="https://www.quinewspisa.it/pisa-colera-la-46a-in-niger-con-un-carico-di-farmaci-emergenza-sanitaria-niamey.htm">è arrivato un altro aereo</a>, un C-130J con un carico di circa sette tonnellate di farmaci, presidi medici e un sistema per la depurazione dell’acqua&#8221;. Gli aiuti servono al governo nigerino per rispondere al colera. Ma servono anche all&#8217;Italia per estendere la sua rete di contatti, influenza e far capire di essere una potenza pronta a sostenere il governo e la popolazione locale. E con le elezioni del Paese africano alle porte, strappare accordi aiuta la strategia di penetrazione in Africa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aiuti-umanitari-guerra.html">La guerra degli aiuti umanitari. Quando la beneficenza è solo politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Siria, l&#8217;Olanda supportava i terroristi: tutti legati alla Turchia di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-olanda-terroristi.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 07:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Uno strano intreccio di soldi e supporto quello che ha legato per anni i gruppi ribelli siriani al governo dell&#8217;Olanda. Nei giorni scorsi. il governo dei Paesi Bassi aveva annunciato di aver tagliato i fondi ai ribelli. L&#8217;ammissione del governo olandese e l&#8217;inchiesta Un annuncio dato direttamente dal ministro degli Esteri, Stef Blok, e dal ministro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-olanda-terroristi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20180307154957_25899875-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Uno strano intreccio di soldi e supporto quello che ha legato per anni i gruppi ribelli siriani al governo dell&#8217;Olanda. Nei giorni scorsi. il governo dei Paesi Bassi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.dutchnews.nl/news/2018/09/the-netherlands-stops-supporting-syrian-rebels-ahead-of-idlib-offensive/">aveva annunciato</a> di aver tagliato i fondi ai ribelli.</p>
<p>L&#8217;ammissione del governo olandese e l&#8217;inchiesta</p>
<p>Un annuncio dato direttamente dal ministro degli Esteri, <strong>Stef Blok</strong>, e dal ministro del commercio internazionale, Sigrid Kaag. Dichiarazioni di un certo peso che hanno ovviamente scatenato un intenso dibattito politico. E ora i parlamentari olandesi chiedono chiarezza. Troppi i punti oscure di questo programma di finanziamento ai ribelli. E soprattutto troppo tardive le dichiarazioni del governo: soltanto ora che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar al Assad</a> sembra praticamente prossimo alla vittoria dopo l&#8217;ultima battaglia di Idlib.</p>
<p>Il problema nasce non solo dalle mancate comunicazioni del governo al potere legislativo su questo programma, ma soprattutto che tra essi figurasse in particolare un gruppo islamista che la stessa procura olandese ha definito negli anni come &#8220;terrorista&#8221;. E quindi tra i <strong>22 gruppi armati</strong> sostenuti da L&#8217;Aia, c&#8217;era anche un gruppo pericoloso non solo per la Siria, ma anche per la stessa Europa e per i Paesi Bassi, obiettivo continuo da parte del terrorismo di matrice islamica.</p>
<p>Secondo le indiscrezioni dell&#8217;emittente televisiva <em>Nieuwsuur</em>, che ha lavorato insieme al quotidiano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.trouw.nl/home/nederland-steunde-terreurbeweging-in-syrie~adc0daa6/">Trouw</a></em>, il gruppo terrorista parte del programma di finanziamento era <strong>Jabhat al-Shamiya</strong>, supportato con mezzi, pick-up, uniformi e altri beni &#8220;non letali&#8221;, a detta del rapporto dell&#8217;esecutivo olandese. L&#8217;inchiesta afferma inoltre che i Paesi Bassi hanno inviato ai ribelli telefoni satellitari, computer portatili, materassi, zaini e macchine fotografiche. In questo supporto, cera anche Jahbat al Shamya, almeno fino al 2015.</p>
<p></p>
<p>Il gruppo era entrato nel mirino delle forze di sicurezza olandesi quando la procura ordinò l&#8217;arresto di un sospetto militante nella città di <strong>Rotterdam</strong>. In pratica, mentre la giustizia olandese definiva questo gruppo come un &#8220;<strong>movimento salafita e jihadista che lottava per il Califfato</strong>&#8220;, il governo lo foraggiava in Siria per sostenere la caduta di Assad.</p>
<p>Un supporto che, secondo le fonti di <em>Nieuwsuur</em> e <em>Trouw</em> è stato fornito almeno fino al 2015, quando &#8220;i rischi erano diventati troppo grandi&#8221;, ma che è comunque costato alle casse olandesi almeno 25 milioni di euro. E di cui i cosiddetti ribelli &#8220;moderati&#8221; sembra fossero altamente soddisfatti.</p>
<p>Cos&#8217;è Jabhat al-Shamiya</p>
<p>Jabhat al-Shamiya, noto anche come <strong>Fronte del Levante</strong>, è un gruppo terroristico che fa parte dell&#8217;orbita dei ribelli sostenuti dalla <strong>Turchia</strong>. Nel 2016, Amnesty International <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/07/syria-abductions-torture-and-summary-killings-at-the-hands-of-armed-groups/">ha accusato il gruppo</a> di essere l&#8217;artefice di esecuzioni sommarie di massa e di aver messo in atto la più rigida applicazione della sharia in tutti i territori controllati.</p>
<p>L&#8217;organizzazione è nata nel Natale del <strong>2014</strong> dalla fusione di alcune sigle islamiste del nord della Siria. In particolare, come scritto dal <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://carnegie-mec.org/diwan/57605?lang=en">Carnegie Middle East Center</a>, i gruppi riuniti sotto il Fronte del Levante sono stati:  il Fronte islamico, l&#8217;Esercito dei Mujahideen, il movimento Nour al-Din al-Zenki, l&#8217;Unione Fastaqim, Liwa Ahrar Souriya e il Fronte di Autenticità e Sviluppo. </p>
<p></p>
<p>La sigla del terrore è stata coinvolta soprattutto nella battaglia di Aleppo, dove, soprattutto nelle campagne delle città siriana, sembra abbia <strong>ucciso centinaia di soldati dell&#8217;esercito di Damasco</strong>. Il 18 aprile 2015, il Fronte del Levante ha annunciato il suo scioglimento. Ma è stato uno scioglimento molto misterioso, tanto che, dopo alcune settimane, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/Charles_Lister/status/611540095804411904">il gruppo si è riattivato</a> con l&#8217;arrivo di nuove fazioni e quindi di nuove reclute.</p>
<p>Da quel momento, il Fronte del Levante ha avuto alterne fortune. Gli scontri con le altre sigle terroriste si sono fatti sempre più intensi. E questi scontri rivelavano la loro natura di <em>proxy</em> di altre potenze coinvolte nella guerra in Siria. Non a caso,  i ribelli curdi hanno combattuto la formazione islamista proprio per contrastare la strategia di Recep Tayyip Erdogan per il nord della Siria. E con l&#8217;operazione <strong>Scudo dell&#8217;Eufrate</strong> organizzata da Ankara, le forze di Jabhat al-Shamiya si sono opposte allo Stato islamico e alle Sdf. </p>
<p>Ora l&#8217;Olanda si interroga</p>
<p>L&#8217;inchiesta dei media olandesi chiaramente scoperchia il terribile vaso di Pandora del sostegno europeo ai ribelli siriani, che, da &#8220;moderati&#8221;, si sono in realtà rivelati veri e propri terroristi. Non una novità: <a href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-ribelli-norvegia-assad/">anche la Norvegia</a> è stata recentemente colpita da un&#8217;inchiesta che ha rivelato il sostegno del governo di Oslo a un gruppo ribelle, l&#8217;Esercito del comando rivoluzionario.</p>
<p>Naturalmente i politici olandesi vogliono vederci chiaro. E c&#8217;è chi parla già di <strong>mettere sotto accusa il ministro</strong> degli Esteri. Come scrive <em>Trouw</em>, l&#8217;avvocato <strong>Geert-Jan Alexander Knoops</strong> ha detto che la Costituzione afferma che il governo olandese ha il compito di promuovere e proteggere l&#8217;ordine legale internazionale nel &#8220;senso più ampio del termine&#8221;. Il ministro, quindi, sarebbe responsabile quantomeno di negligenza.</p>
<p></p>
<p>Ma la questione, da legale, deve essere soprattutto politico e far interrogare tutti i cittadini europei e occidentali. Chi e soprattutto cosa è stato supportato in Siria nella guerra che ha devastato il Paese e tentato di rovesciare Assad? Il dubbio potrebbe espandersi a macchia d&#8217;olio in tutto il Vecchio Continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-olanda-terroristi.html">Siria, l&#8217;Olanda supportava i terroristi: tutti legati alla Turchia di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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