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	<title>Repubblica Popolare Cinese Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 19 Sep 2023 08:23:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Repubblica Popolare Cinese Archives - InsideOver</title>
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		<title>Erdogan a stelle e strisce, allerta kamikaze in Mali, polveriera sudanese: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/erdogan-a-stelle-e-strisce-allerta-kamikaze-in-mali-polveriera-sudanese-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 18:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS in Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad in Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1202" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1536x962.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-2048x1283.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di oggi a New York, Erdogan si è detto felice nel costruire relazioni sempre più forti con gli Stati Uniti. Il Mali non riesce più a gestire le infiltrazioni jihadiste e nella capitale è allarme kamikaze. A Khartoum, capitale del Sudan, gli scontri tra militari e forze ribelli stanno mettendo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/erdogan-a-stelle-e-strisce-allerta-kamikaze-in-mali-polveriera-sudanese-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1202" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1024x641.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-1536x962.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230413144415288_e899459e4ef67ed01d5b30af8d4f6107-2048x1283.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di oggi a New York, Erdogan si è detto felice nel costruire relazioni sempre più forti con gli Stati Uniti. Il Mali non riesce più a gestire le infiltrazioni jihadiste e nella capitale è allarme kamikaze. A Khartoum, capitale del Sudan, gli scontri tra militari e forze ribelli stanno mettendo a ferro e fuoco la città. La Russia è pronta ad aiutare la Corea del Nord ad approdare nello spazio. La crisi economica cubana si sta facendo sentire e i cubani lasciano il Paese, ne sono la prova gli otto ballerini del ballet rimasti in Spagna dopo la tournée. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Erdogan atlantista all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite</h2>



<p>&#8220;Lavoriamo con gli Stati Uniti per costruire un&#8217;amicizia e una cooperazione sempre più forti”, queste le parole del presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> da New York dove è arrivato per l’<strong>Assemblea Generale delle Nazioni Unite</strong> che prenderà il via il 19 settembre. Ha partecipato all’Assemblea anche ministro degli Esteri Hakan Fidan. Erdogan ha sottolineato come la <strong>Turchia</strong> e gli Stati Uniti debbano continuare il loro rapporto di cooperazione malgrado alcune incongruenze. “È normale vi siano divergenze di vedute. Siamo tuttavia consapevoli che vi siano delle convergenze e delle opportunità e sono convinto che i nostri due Paesi produrranno nuovi risultati&#8221;. Al centro degli incontri il riavvicinamento della Turchia all&#8217;Unione Europea e l&#8217;allargamento Nato alla Svezia, per cui si attende la ratifica da parte del Parlamento di Ankara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel Mali golpista è allerta kamikaze nella capitale Bamako</h2>



<p>Il <strong>Mali</strong> è nel caos. Oltre agli scontri nel nord tra autorità governative ed ex ribelli Tuareg, arriva l’allerta anche nella capitale <strong>Bamako</strong>. È un documento dell’esercito a farlo trapelare. La capitale sarebbe nel mirino dei <strong>jihadisti</strong> e la minaccia viene descritta come “sera e circostanziata”. Una settimana fa lo <strong>stato maggiore dell’esercito maliano</strong> ha trasmesso ordini a tutte le unità unità della gendarmeria nella regione di Bamako: &#8220;Alto rischio di attacchi kamikaze a Bamako e nelle zone circostanti utilizzando tricicli. Rafforzare la sicurezza all&#8217;interno dei campi, controllare sistematicamente tutti i veicoli, compresi i mototaxi e raddoppiare la vigilanza”. La minaccia jihadista nel Paese è ormai <strong>fuori controllo</strong>. Bamako, fino a poco fa sembrava intoccabile, una&nbsp;delle poche regioni del Paese al &#8220;sicuro&#8221; e ben presidiata dalle autorità golpiste che guidano il Paese. Se prima c’erano gli europei con l’<strong>Operazione Barkane</strong> ad aiutare il Paese contro le organizzazioni terroristiche, adesso le forze golpiste sono rimaste da sole a gestire una situazione ormai fuori controllo. Solo la settimana scorsa è stato sventato un attentato con un camioncino a Kati Koko-Palateu, nella città della guarnigione di Kati, il quartier generale dei golpisti</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si intensificano gli scontri a Khartum, in Sudan</h2>



<p>Nelle ultime ore gli attacchi da parte delle<strong> Forze di supporto rapido (Rsf)</strong> e dalle <strong>Forze armate sudanesi (Saf)</strong>, hanno provocato incendi che hanno colpito edifici governativi e e la torre di controllo della compagnia petrolifera <strong>Greater Nile Petroleum Operating Company (Gnopc)</strong>. La situazione nella capitale è disastrosa. Negli ultimi due giorni gli attacchi sono proseguiti da entrambe le parti. Solo sabato le Rsf hanno pesantemente colpito il quartier generale dell’esercito dando vita a incendi che hanno coinvolto diverse strutture strategiche quali il ministero della Giustizia e l&#8217;Ufficio delle imposte. L’esercito ha risposto con artiglierei pesante diversi quartieri, siti chiave dell’Rsf come Khartum Bhari. La città ormai è diventata una polveriera aggiungendosi alla più grande crisi che coinvolge tutto il <strong>Sahel</strong>, teatro di continui golpe e covo di gruppi terroristici pronti a infiltrarsi. Dall&#8217;inizio del conflitto, il 15 aprile scorso, la guerra in Sudan ha fatto circa <strong>7.500 morti </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Corea del Nord presto nello spazio? Forse ma solo grazie all’aiuto della Russia</h2>



<p>&#8220;Ho proposto che, se necessario, potremmo addestrare e lanciare un cosmonauta coreano”, ha detto ai giornalisti venerdì scorso <strong>Yury Borisov</strong>, amministratore delegato della società spaziale statale russa Roscosmos. Così la <strong>Russia</strong> si impegna ad aiutare <strong>Pyongyang</strong> a sviluppare una partnership spaziale dopo il successo dell’incontro a Sochi, nell’estrema Russia orientale, avvenuta tra i due leader <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Kim Jong Un</strong>. Sono anni che la Corea del Nord cerca di approdare nello spazio ma senza successo. Adesso il Cremlino le sta tendendo la mano. Ancora non ci sono state discussioni dettagliate al riguardo,&nbsp;&#8220;di norma, se ne discute nell&#8217;ambito di una commissione intergovernativa, e questo è stato un formato di visita diverso&#8221;, ha detto Borisov. Tutto però lascia pensare a un prossimo incontro che porterà proprio a un possibile programma di cooperazione spaziale. Ne è la prova il guantone regalato da Putin a Kim, risalente a un viaggio russo nello spazio.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fuga di talenti da Cuba dovuta alla grave crisi economia</h2>



<p>Durante una tournée in <strong>Spagna</strong>, otto ballerini cubani del <strong>Ballet de Camaguey</strong> hanno lasciato la compagnia per non tornare in patria. La fuga di talenti da <strong>Cuba</strong> è lo specchio della <strong>gravissima crisi economica</strong> che sta attraversando il Paese da più di due anni. Infatti nell’isola l’inflazione è salita alle stelle e i beni di prima necessità scarseggiano di mese in mese. A aggiungersi il grave deficit fiscali e la de facto dollarizzazione dell’economia. Così molti talenti stanno lasciando il Paese. Non è la prima volta che i ballerini del Ballet scappano. È la direttrice della compagnia<strong>, Regina Balaguer</strong> a raccontarlo al quotidiano ufficiale regionale Adelante elencando quanti ballerini negli anni hanno lasciato la compagnia una volt in tournée. “È un problema complesso. Al momento è molto più intenso, ma il Balletto di Camaguey nel corso della sua storia ha avuto degli esodi. Le persone si sviluppano qui e poi vanno all&#8217;Avana, all’estero, per una questione di salari e prezzi”, ha dichiarato.&nbsp;</p>
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		<title>Il Terzo Fronte: quando era la Cina a temere un&#8217;invasione</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/il-terzo-fronte-quando-era-la-cina-a-temere-uninvasione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-1024x696.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli anni Sessanta la Cina di Mao Zedong costruì all'interno del Paese una fortezza per difendersi dai nemici</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un celebre adagio recita che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Qualche volta però c&#8217;è una terza opzione che consiste nel capovolgimento della storia stessa. È ciò che sta accadendo in Asia. Infatti se oggi gli abitanti dell’isola di <strong>Taiwan </strong>scrutano l’orizzonte verso la terraferma per scorgere i segnali di un’invasione da parte di Pechino, in un passato recente erano invece i cinesi a temere l’arrivo del nemico.</p>



<p>Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta del secolo scorso quando l’ossessione di&nbsp;<strong>Mao Zedong</strong> per un nemico invisibile alle porte diede vita al <strong><a href="https://www.economist.com/china/2023/08/31/when-china-thought-america-might-invade" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzo Fronte</a></strong>, una campagna volta a costruire un complesso militare industriale nell’entroterra montagnoso dell&#8217;allora giovane <strong>Repubblica popolare cinese</strong>. La paura all’epoca era che gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, l’India e altre potenze ostili potessero invadere la <strong>Cina</strong> dal mare o dai confini terrestri per spartirsene le spoglie come un ricco bottino di guerra.&nbsp;</p>



<p>La dottrina del <strong>partito comunista </strong>già definiva lo sviluppo delle aree vicino al mare come un’eredità del colonialismo e il Grande Timoniere le considerava inoltre una facile preda per gli attacchi dei nemici. Mao, nelle riunioni con i vertici dello stato e richiamandosi anche alle teorie della guerriglia, ordinò quindi il trasferimento di industrie strategiche nell’interno più remoto e inaccessibile del Paese. L’opposizione di alcuni esponenti politici, tra cui <strong>Deng Xiaoping</strong>, fu superata quando nell’agosto del 1964 l’America accusò il Vietnam del Nord di aver attaccato una delle sue navi da guerra, un episodio che segnò l’avvicinamento ai confini meridionali cinesi di un conflitto e delle forze armate di una superpotenza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A partire da allora almeno 15 milioni di persone furono reclutate in gran parte dalle regioni costiere o di confine e inquadrate in brigate militarizzate. La costruzione di una vera e propria fortezza arroccata e pronta alla guerra comportò un pesante costo in termini di vite umane e risorse.&nbsp;Il piano rimase un segreto per oltre un decennio.</p>



<p>Tra le misure&nbsp;approvate con più rapidità dopo l’escalation in <strong>Vietnam </strong>ci fu la costruzione di Panzhihua, una città nel sud ovest della Cina destinata alla produzione di acciaio, e il blocco dello sviluppo di nuovi progetti industriali in 15 centri urbani sulla costa. Su una pietra posta all’esterno del museo dedicato al Terzo fronte nella metropoli dello Sichuan si legge che “non riposerò sinché Panzhihua non sarà costruita”. </p>



<p>L&#8217;invasione temuta da Mao non si materializzò mai e alla fine degli anni Settanta il Terzo Fronte venne abbandonato del tutto. Le ferrovie e le altre infrastrutture costruite, insieme alle miniere, le fabbriche di armamenti e i siti nucleari contribuirono allo sviluppo della Cina più profonda ma la chiusura del programma portò alla cancellazione e allo smantellamento di molti progetti. A sopravvivere ancora oggi è però la <strong>sindrome dell’accerchiamento</strong>, per la verità frutto del cosiddetto <strong>secolo dell’umiliazione</strong>, il periodo storico tra il 1839 e il 1949 durante il quale le potenze occidentali e il Giappone approfittarono della debolezza del Paese per occupare territori e sottomettere la popolazione.&nbsp;</p>



<p>La storia del Terzo Fronte e gli avvenimenti antecedenti alla nascita della Repubblica popolare cinese aiutano a comprendere l’attuale politica estera di Pechino e il perché di tanta aggressività in un&#8217;area che considera il proprio “cortile di casa&#8221;. Secondo tale logica <strong>Taiwan</strong> viene vista non solo come una parte integrante del gigante asiatico ma anche come una base che, se non riconquistata, potrebbe essere sfruttata dai nemici per colpire la Cina continentale. Si dice che quello attuale sarà il secolo cinese ma non si sottolinea abbastanza come nelle intenzioni del presidente<strong> Xi Jinping</strong> questo sarà prima di tutto il secolo di un ritrovato orgoglio nazionale.&nbsp;</p>
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		<title>Che Paese è la Cina oggi e quali sono i rapporti con gli altri Stati</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/che-paese-e-la-cina-oggi-e-quali-sono-i-rapporti-con-gli-altri-stati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 11:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso del Partito Comunista Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1189" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-1536x951.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-2048x1268.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nascita della Cina moderna si fa coincidere con il primo ottobre 1949, anno di fondazione della Repubblica Popolare Cinese (RPC). Da quel momento in poi, sotto la guida di Mao Zedong e dei suoi successori, il gigante asiatico avrebbe gradualmente superato il secolo delle umiliazioni e sarebbe tornato ad essere una potenza globale, proprio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/che-paese-e-la-cina-oggi-e-quali-sono-i-rapporti-con-gli-altri-stati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1189" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-1024x634.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-1536x951.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017125521919_f85e070cf3ee7a4e32197e7ceb5b1900-2048x1268.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nascita della <strong>Cina </strong>moderna si fa coincidere con il primo ottobre 1949, anno di fondazione della <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong>. Da quel momento in poi, sotto la guida di Mao Zedong e dei suoi successori, il gigante asiatico avrebbe gradualmente superato il secolo delle umiliazioni e sarebbe tornato ad essere una potenza globale, proprio come ai tempi dell&#8217;Impero. </p>



<p>Dal punto di vista politico la Cina è una repubblica popolare dove il potere è esercitato dal<strong> Partito Comunista Cinese</strong>, vincitore della guerra civile contro i nazionalisti del Kuomintang e artefice della riunificazione nazionale dopo decenni di divisioni interne e sottomissione alle potenze straniere, tristi eventi verificatisi in seguito al crollo dell&#8217;Impero. </p>



<p>Oggi la RPC contende agli Stati Uniti &#8211; che nel frattempo ha iniziato a considerare l&#8217;ascesa di Pechino una minaccia da monitorare con la massima attenzione &#8211; la corona di prima potenza economica globale. E questo nonostante le ultime frenate della sua economia, dovute alle rigide misure anti Covid e alle tensioni internazionali. Giusto per elencare un dato, nel 2021 il <strong>pil cinese</strong> ha raggiunto i <strong>17.700 miliardi di dollari</strong>, mentre l’economia americana valeva 23mila miliardi di dollari. </p>
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		<title>&#8220;Una guerra tra Cina e Stati Uniti sarebbe disastrosa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-guerra-tra-cina-e-stati-uniti-sarebbe-disastrosa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 06:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_6007097-e1559628972759.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_6007097-e1559628972759.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_6007097-e1559628972759-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_6007097-e1559628972759-768x338.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_6007097-e1559628972759-1024x450.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina considera una potenziale guerra con gli Stati Uniti un &#8220;disastro&#8221;, ma questo non frena le continue provocazioni, la militarizzazione degli avamposti nel Mar Cinese Meridionale voluti da Pechino, come le manovre nella Marina statunitense che prosegue nel rafforzamento della flotta nell&#8217;Indo-Pacifico, e che non intende sottostare alle ambizioni della superpotenza asiatica che vuole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-guerra-tra-cina-e-stati-uniti-sarebbe-disastrosa.html">[...]</a></p>
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<p>Il ministro della difesa cinese, Wei Fenghe, durante il vertice che si è tenuto a Singapore la scorsa settimana ha insistito sul fatto che entrambe le parti &#8220;si rendono perfettamente conto che il conflitto, e una guerra tra loro, porterebbero il disastro per entrambi i paesi e il mondo&#8221; e ha dichiarato fermamente:</p>
<blockquote><p>La Cina non attaccherà a meno che non venga attaccata</p></blockquote>
<p>Troppe navi da battaglia in un tratto di mare così &#8220;caldo&#8221; potrebbero però dare luogo ad incidenti che trascinerebbero le sue superpotenze in un&#8217;escalation dalle prospettive apocalittiche.</p>
<p>La Repubblica Popolare Cinese, che ad oggi può contare sulla seconda forza navale e la seconda forza aerea del Mondo per numero e potenza di fuoco, avverte attraverso il vertice della propria difesa che nel caso di una guerra con gli Stati Uniti la Cina &#8220;combatterebbe fino alla fine&#8221;; ma questa prospettiva non si presenterà mai finché Washington vorrà rimanere al tavolo dei <strong>negoziati</strong> e sarà disposta a discutere. &#8220;Terremo la porta aperta&#8221;, ha dichiarato il ministro Fenghe, ma nessuno deve tramare per dividere la Cina da Taiwan. &#8220;Nessun tentativo di spaccare la Cina avrà successo. Qualsiasi interferenza nella questione di Taiwan è destinata a fallire &#8221; &#8211; &#8220;Se qualcuno pensa di separare Taiwan dalla Cina, l&#8217;esercito cinese non ha altra scelta che combattere a tutti i costi&#8230; Gli Stati Uniti sono indivisibili, così come la Cina. La Cina deve essere, e sarà, riunificata&#8221; ha affermato.</p>
<p>Lo stato insulare <em>de facto</em> di Taiwan, fondato nel 1949 dai rifugiati fedeli allo sconfitto generale nazionalista <strong>Chiang Kai-Shek</strong>, si considera un&#8217;entità indipendente dalla Repubblica popolare cinese, ritenendo la sua capitale Taipei e non Pechino; avendo una propria costituzione, le proprie forze armate, una propria valuta, un parlamento e un presidente. Tutto questo però non la rende agli occhi di Pechino nulla di più di una &#8220;<strong>provincia ribelle</strong>&#8221; dalla Cina, che non è riconosciuta come stato dalle Nazioni Unite o dalla maggior parte dei suoi stati membri, e che deve essere riportata sotto il completo controllo di Pechino.</p>
<p>Gli Stati Uniti, che formalmente non hanno legami con Taiwan, sono ad oggi i principali sostenitori di questo stato insulare &#8220;ribelle&#8221; e il loro principale fornitore di armi. Attualmente l&#8217;Esercito taiwanese, che da almeno un decennio si prepara e si addestra per rispondere ad un&#8217;invasione della Cina, può contare <strong>180mila uomini</strong>, e 1,5 milioni di riservisti, su sistemi d&#8217;arma all&#8217;avanguardia in gran parte di produzione statunitense come caccia F-16 ed elicotteri d&#8217;attacco AH-64 Apache e AH-1W SuperCobra , fregate di produzione francese e carri armati di produzione americana appositamente modificati.</p>
<p>Il segretario della Difesa americana, Patrick Shanahan, è intervenuto al medesimo vertice avvertendo invece che gli Stati Uniti non si sarebbero più mossi &#8220;in punta di piedi&#8221; per quanto riguarda il comportamento aggressivo della Cina in Asia e nel Mar Cinese. I due paesi che continuano a misurarsi in una disputa commerciale rischiano di accrescere ulteriormente le tensioni internazionali a causa di una recente accusa lanciata da Washington nel confronti di Pechino, che starebbe &#8220;rinnegando le promesse fatte nei negoziati commerciali tra i paesi&#8221;, come riporta l&#8217;<a href="https://www.independent.co.uk/news/world/asia/china-us-war-south-sea-trump-trade-tariffs-defence-military-a8940501.html?fbclid=IwAR1lN6NHIuDvM_5HSLyKwDnY-7Y4E4Tf_as-fIzKcGBhBSMqbDInEizoXhw"><em>Independent</em></a>. Per questo motivo &#8220;gli Stati Uniti hanno aumentato le tariffe su circa 200 miliardi di dollari di merci cinesi, spingendo Pechino a vendicarsi aumentando le tariffe di 60 miliardi di dollari di merci americane&#8221;. Alle tensioni si aggiunge la messa al bando di Huawei e della sua nuova tecnologia 5G, e la campagna di &#8220;boicottaggio&#8221; mossa in Europa e nei partner militari della Nato per quello che viene definito un pericolo per le informazioni degli Usa.</p>
<p>Parlando a una conferenza a Pechino, il viceministro cinese Wang Shouwen ha affermato che gli Stati Uniti tendono a una condotta &#8220;irresponsabile&#8221; quando accusano la Cina di essere tornare indietro sulle promesse fatte durante i negoziati commerciali. &#8220;Gli Stati Uniti vogliono usare la<strong> pressione estrema</strong>, aumentare l&#8217;attrito commerciale, forzare la Cina a presentare e fare concessioni, e questo è assolutamente inaccettabile&#8221;, ha chiosato. Nell&#8217;Indo-pacifco intanto navi da guerra e aerei militari continuano a scrutarsi lungo l&#8217;orizzonte di quello che potrebbe diventare il teatro di una guerra planetaria che nessuno desidera; ma che senza un adeguato approccio diplomatico prima o poi potrebbe sopraggiungere, dati i molteplici punti di frizione tra questi due giganti della guerra e dell&#8217;economia.</p>
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		<title>Come cambiano gli equilibri dopo l&#8217;accordo tra Cina e Vaticano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/accordo-cina-vaticano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2018 06:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;accordo sottoscritto nella giornata del 22 settembre scorso tra la Repubblica popolare cinese e il Vaticano sulle modalità di nomina dei vescovi cattolici cinesi rappresenta una pietra miliare per determinare il futuro delle relazioni tra due attori di caratura planetaria. Il comunicato congiunto rilasciato dai due Paesi dopo l&#8217;annuncio del trovato accordo si conclude con parole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/accordo-cina-vaticano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8556353-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;accordo sottoscritto nella giornata del 22 settembre scorso tra la <strong>Repubblica popolare cinese</strong> e il <strong>Vaticano</strong> sulle modalità di nomina dei vescovi cattolici cinesi rappresenta una pietra miliare per determinare il futuro delle relazioni tra due attori di caratura planetaria.</p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.lastampa.it/2018/09/22/vaticaninsider/santa-sede-e-cina-firmano-laccordo-sulle-nomine-dei-vescovi-cinesi-QVFAMSMKWysk4DBTX5mEAL/pagina.html" target="_blank" rel="noopener">Il comunicato congiunto</a> rilasciato dai due Paesi dopo l&#8217;annuncio del trovato accordo si conclude con parole forti e impegnative, auguranti che &#8220;tale intesa favorisca un fecondo e lungimirante percorso di <strong>dialogo istituzionale</strong> e contribuisca positivamente alla vita della Chiesa cattolica in Cina, al bene del popolo cinese e alla pace nel mondo&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accordo raggiunto il 22 settembre <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/cina-vaticano-stringono-accordo-sempre-piu-vicino/">corona decenni di trattative</a>, scontri e tensioni, riflessi nella natura duale della Chiesa cinese e certifica da un lato la rinnovata postura globale di Pechino e, dall&#8217;altro, il nuovo corso diplomatico della Santa Sede di Papa Francesco. Ai due &#8220;<strong>imperi paralleli</strong>&#8221; studiati nell&#8217;omonimo saggio da Massimo Franco, Stati Uniti e Santa Sede, si è aggiunta oramai una Cina in crescente espansione economica-diplomatica, decisa a plasmare una sua versione della globalizzazione con la <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/che-cose-la-nuova-via-della-seta/">Nuova Via della Seta</a>. L&#8217;accordo sino-vaticano non apre ancora al Santo Graal del riconoscimento bilaterale, ma rappresenta un sostanziale passo in avanti. E ravviva quello che, è bene ricordarlo, è un dialogo di civiltà.</p>
<h2>Tra  Pechino e Roma viaggia l&#8217;incontro tra Oriente e Occidente</h2>
<p>Correva l&#8217;anno 166 quando una prima ambasceria proveniente dal &#8220;regno di Da Qin&#8221; (Roma) giunse al cospetto dell&#8221;imperatore cinese Huan; secoli dopo, sarebbe stato il gesuita maceratese <strong>Matteo Ricci</strong> ad avviare la penetrazione cattolica nell&#8217;Impero di Mezzo. Oggi, mentre sul trono di Pietro siede il primo gesuita di sempre, la Chiesa di Francesco e la Cina comunista di <strong>Xi Jinping</strong> appaiono più vicine di quanto siano mai state da decenni.</p>
<p></p>
<p>Le modalità d&#8217;ingaggio tra Pechino e Roma, da ora in avanti, dovranno muoversi sul solco di un <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.laciviltacattolica.it%2Farticolo%2Flaccordo-tra-cina-e-santa-sede%2F&amp;h=AT26tV4ztawvvTE2Fa3Gc5mZlE1AAgLYMW0WQrvtGc2ankhLu6DEECGU6ytfhBIICORJ4_-jspWmPZ0ZyQ5x6JKDSNqAe6E6jHx-odbgieenLvKfFiYDBp5XGM0LbT08PQeSmeX4EqacroRWRimbxWdreF_m0AfXUn7dALxAaOqi33IXHCIOEbHiJTrNnvY6eNIew3gEOOV4hAPcmJT3DIvrpvoMgtluK3txsJOM1LMVVEybrbbTQgYn3Ybde_bBpZf2_pOcDp7OU4sG_QKh9CIRzeExTu9bmPLRPLJqHVOy1RqUZ858hKPn79q6JldgXEpoXaz95XTJpNisM1tRZVDEoBhIMgQFhVAfUPMyLnuvPHx4twiMdifgMFo-dlWUpLaxfebYceqMcc9Gs7wttKAMt9hFZZU" target="_blank" rel="noopener">accordo ben descritto da padre Antonio Spadaro</a>, direttore de <em>La Civiltà Cattolica</em>. Esso &#8220;deve essere pienamente cinese, andando a fondo nel processo di inculturazione, alla luce dell’universalità proprio del cattolicesimo. Dunque: pienamente cinese e pianamente cattolico&#8221;.</p>
<p>Sì, perché in gioco c&#8217;è il rilancio di un dialogo tra i principali eredi di due delle principali civiltà di sempre: quella cinese e quella romano-cristiana. Sul solco del multipolarismo, l&#8217;Impero di Mezzo punta a rottamare un residuo substrato della Guerra Fredda e rafforzare su scala planetaria il proprio <em>soft power</em>; Roma, invece, mira a ampliare il numero di fedeli in Asia e a rilanciare la proiezione globale della Chiesa di Bergoglio.</p>
<h2>Gli ultimi difficili decenni dei cattolici in Cina</h2>
<p>La controversia su cui Roma e Pechino si sono decise a mediare sorse quando, nel 1951, il governo di <strong>Mao Zedong</strong> espulse i rappresentanti istituzionali della Santa Sede dopo che il Vaticano aveva rifiutato di rinnegare il proprio riconoscimento alla Repubblica di Cina arroccata a Taiwan, costringendole a rifugiarsi a Hong Kong.</p>
<p>La Repubblica Popolare Cinese puntava a ottenere una Chiesa cattolica allineata al potere statale. &#8220;Conseguente a questa nuova visione fu la creazione dell&#8217;associazione patriottica cattolica cinese nel 1958 per organizzare i cattolici nel nuovo quadro politico&#8221;, ha scritto Andrea Riccardi sul <em>Corriere della Sera. </em>&#8220;D&#8217;altra parte, si è parlato di una &#8220;Chiesa clandestina&#8221;, con vescovi riconosciuti da Roma che credevano di dover resistere al controllo governativo&#8221;. Persecuzioni e dissidi non sono mancati: del resto, le recenti campagne sulla limitazione della <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/cina-la-bibbia-bandita-dalla-vendita-online/">circolazione della Bibbia</a> in Cina testimoniano come certi climi anti-religiosi non siano ancora definitivamente superati.</p>
<p></p>
<p>Il Vaticano ha guardato alla Cina comunista dall&#8217;epoca della <em>Ostpolitik </em>del Segretario di Stato di Paolo VI, il piacentino <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.30giorni.it/articoli_id_15156_l1.htm" target="_blank" rel="noopener">Agostino Casaroli</a>, fautore della prima reale espansione globale della Santa Sede sul piano diplomatico, e tanto Giovanni Paolo II quanto Benedetto XVI, autore di una fondamentale  <em>Lettera ai cattolici cinesi</em> (2006), hanno lavorato alacremente per ricercare un <em>modus vivendi </em>che il gesuita Bergoglio potrebbe aver definitivamente stabilito.</p>
<h2>Cosa prevede l&#8217;accordo tra Cina e Vaticano</h2>
<p>Sotto il profilo concreto, il punto saliente dell&#8217;accordo sino-vaticano è l&#8217;avvio della procedura di riunificazione tra le due anime del cattolicesimo cinese.  <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.lastampa.it/2018/09/22/vaticaninsider/il-papa-perdona-i-vescovi-cinesi-illegittimi-e-istituisce-una-diocesi-in-cina-wJfu7fSoeoyeBtDoIJAiYP/pagina.html" target="_blank" rel="noopener">Come riporta </a><i>Vatican Insider,</i>&#8220;in due note diffuse dopo meno di due ore dal <a href="http://www.lastampa.it/2018/09/22/vaticaninsider/santa-sede-e-cina-firmano-laccordo-sulle-nomine-dei-vescovi-cinesi-QVFAMSMKWysk4DBTX5mEAL/pagina.html">comunicato che annunciava la storica firma dell’accordo </a>provvisorio tra Cina e Santa Sede sulle nomine dei vescovi cattolici in Cina&#8221;, Vaticano e governo cinese hanno reso pubbliche &#8220;due prime decisioni concrete prese da Papa Francesco nel quadro delle consultazioni sino-vaticane che hanno portato all’intesa: il Successore di Pietro, &#8220;al fine di sostenere l’annuncio del Vangelo in Cina&#8221; &#8211; riferisce la prima nota &#8211; ha deciso di riammettere nella piena comunione ecclesiale &#8220;i rimanenti vescovi “ufficiali” ordinati senza mandato pontificio&#8221;, cioè senza il consenso della Santa Sede&#8221;.</p>
<p>In secondo luogo, Roma e Pechino hanno &#8220;deciso di costituire nella Cina Continentale la diocesi di Chengde, incardinandola nel sistema diocesano locale come diocesi suffraganea di Beijing, con sede episcopale nella chiesa cattedrale di Gesù Buon Pastore. Alla guida della diocesi di Chengde c’è Giuseppe Guo Jincai, […] uno dei sette vescovi canonicamente legittimati&#8221;.</p>
<p>Questo passo in avanti non deve comunque esser considerato un punto d&#8217;arrivo. Mesi fa il cardinale Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha dichiarato che &#8220;il cammino avviato con la Cina attraverso gli attuali contatti è graduale ed ancora esposto a tanti imprevisti, così come a nuove possibili emergenze&#8221;: le pietre miliari vanno poste per definire un percorso ordinato e preciso, che abbia come ultimo fine il totale riconoscimento bilaterale di Vaticano e Repubblica Popolare Cinese. La grande vittoria diplomatica di Francesco e il successo d&#8217;immagine di Xi, dunque, non bastano per dichiarare conclusa una controversia decennale: essa sarà definitivamente ripianata solo quando i veri destinatari dell&#8217;intesa, ovverosia i cattolici cinesi, non legittimeranno gli accordi applicandoli con convinzione nelle loro molteplici comunità.</p>
<p></p>
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		<title>L&#8217;aeronautica Usa mostra i muscoli:  ecco come vuole migliorarsi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/laeronautica-usa-mostra-i-muscoli-il-piu-grande-rafforzamento-dalla-guerra-fredda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 08:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardieri nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L&#8217;aeronautica degli Stati Uniti sta per intraprendere un &#8220;rafforzamento&#8221; che mira a raggiungere un livello di forze e mezzi paragonabile a quello esibito durante le fasi più intense della Guerra fredda. L&#8217;aumento dalla capacità area e del suo potenziale riflette un particolare concentramento d&#8217;attenzione su ulteriori, possibili, escalation nella lotta al terrorismo in Medio Oriente e in Africa; ma anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/laeronautica-usa-mostra-i-muscoli-il-piu-grande-rafforzamento-dalla-guerra-fredda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="932" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_8127381-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L&#8217;aeronautica degli Stati Uniti sta per intraprendere un &#8220;rafforzamento&#8221; che mira a raggiungere un livello di forze e mezzi paragonabile a quello esibito durante le fasi più intense della Guerra fredda. L&#8217;aumento dalla capacità area e del suo potenziale riflette un particolare concentramento d&#8217;attenzione su ulteriori, possibili, <strong>escalation nella lotta al terrorismo </strong>in Medio Oriente e in Africa; ma anche a un possibile conflitto futuro con altre potenze avversarie come la<strong> Cina</strong> e il nemico di sempre: la <strong>Russia</strong>.</p>
<p>Per questo al Pentagono hanno stabilito che l&#8217;aeronautica dovrebbe aumentare del 25% i propri squadroni per sostenere il eventuale confronto la Plaaf cinese (Forza Aerea dell&#8217;Esercito di Liberazione Popolare) e con la Vvs russa ( Forze Aerospaziali della Russia), generando così &#8220;il più vasto aumento di potenza aerea registrato dalla fine del la Guerra fredda&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Il segretario all&#8217;Aeronautica statunitense, Heather Wilson, ha dichiarato che l&#8217;Usaf vuole <strong>arrivare a contare 386 squadriglie operative</strong> entro il 2025-2030. Ben 74 squadroni in più rispetto agli odierni 312; per rispondere al rafforzamento delle due principali potenze avversarie, Federazione russa e Repubblica popolare cinese, che, secondo gli analisti americani, avrebbero trascorso gli ultimi decenni a &#8220;studiare&#8221; la potenza statunitense per incrementare le proprie forze armate, con una particolare attenzione alle componenti aeree. Il rafforzamento dell&#8217;Aeronautica ha il principale obiettivo di renderla capace di <strong>contrastare nuove capacità difensive e offensive messe a punto dai propri avversari &#8220;teorici&#8221;</strong>, come i bombardieri strategici a lungo raggio e gli armamenti nucleari. Per non parlare dei nuovi missili supersonici e ipersonici che la Russia afferma di possedere. </p>
<p>Questo piano &#8211; che aumenterebbe sensibilmente<strong> la spesa dei contribuenti</strong> per mantenere in piedi una mastodontica forza aerea &#8211; contemplerebbe l&#8217;acquisto e l&#8217;impiego di più bombardieri strategici, più aerei da rifornimento, jet da combattimento per la superiorità aerea e droni armati, oltre ad &#8220;aerei spia&#8221; per operazioni d&#8217;intelligence/ricognizione e altre piattaforme adibite e compiti &#8220;speciali&#8221; come la guerra elettronica. L&#8217;aumento di squadroni specializzati in missioni di guerra elettronica e guerra cibernetica sarebbe infatti uno dei requisiti cardine del rafforzamento, come quello per le missioni &#8220;spaziali&#8221;, e senza trascurate un aumento di formazioni &#8220;d&#8217;accatto al suolo&#8221; che possano fornire appoggio ravvicinato alle truppe schierate in Medio Oriente (Iraq, Siria, Afghanistan, Yemen).</p>
<p></p>
<p>Nel dettaglio si parla di: 22 squadroni CoISR (Comando, Controllo, Intelligence e Ricognizione), 14 squadroni equipaggiati con aerocisterne per il rifornimento , 9 squadroni CSAR (Combattimento, Ricerca e Salvataggio), 7 squadroni per le &#8220;operazioni speciali&#8221;, 12  squadroni da combattimento e bombardamento, due nuovi squadroni equipaggiati con velivoli a pilotaggio remoto e nuovi speciali &#8220;Space Squadron&#8221;.</p>
<p>In termini di personale, aumentare gli squadroni del 25 percento si tradurrebbe nell&#8217;<strong>arruolamento di circa 40mila avieri </strong>tra piloti, tecnici e personale di terra di ogni genere, portando l&#8217;Usaf a 717.000 effettivi. Questo, secondo l&#8217;esperto di budget presso il Centro per gli studi strategici e internazionali,T.Harrison, potrebbe richiedere l&#8217;esborso di 13 miliardi di dollari in più rispetto agli attuali<strong> 53 miliardi di dollari</strong> annui destinati all&#8217;Usaf: spesa che potrebbe rivelarsi difficilmente sostenibile e che, secondo alcuni esperti, costringerebbe a rafforzamento più moderato.</p>
<p></p>
<p>Il massimo potenziale espresso dall&#8217;Usaf durante le fasi più intense della Guerra Fredda, la vide raggiungere i 401 squadroni; solo 15 unità operative in meno rispetto l&#8217;obiettivo che s&#8217;intende raggiungere nel giro di 15 anni.</p>
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		<title>La Cina è a un passo dagli Usa nel primato su vendita di armamenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cina-armamenti-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 06:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina può considerarsi la principale rivale degli Stati Uniti nel settore difesa; con oltre 35 miliardi di dollari di spesa per il settore armamenti, ora i sette colossi cinesi sfidano le aziende americane in un campo che ha sempre visto un indiscusso primato a stelle e strisce. Aviazione, elettronica, tecnologia spaziale e navale: un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-armamenti-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_5548910-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Cina può considerarsi la principale rivale degli Stati Uniti nel settore difesa; con oltre 35 miliardi di dollari di spesa per il <strong>settore armamenti</strong>, ora i sette colossi cinesi sfidano le aziende americane in un campo che ha sempre visto un indiscusso primato a stelle e strisce.</p>
<p>Aviazione, elettronica, tecnologia spaziale e navale: un gruppo di esperti basati a Londra hanno condotto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.iiss.org/blogs/military-balance/2018/08/china-global-defence-industry-league">una ricerca</a> per l&#8217;International Institute for Strategic Studies, e hanno scoperto &#8211; nonostante la natura &#8220;opaca&#8221; della spesa pubblica e l&#8217;amministrazione delle imprese stesse che agiscono sotto il controllo di Pechino &#8211; quali sono i <strong>colossi che minacciano il primato americano</strong>. China Aviation Industry Corporation (Avic), China Electronics Technology Enterprise (Cetc), China North Industries Group Corporation (Norico), China South Industries Group Corporation (Csgc), China State Shipbuilding Corporation (Cssc), China Shipbuilding Industry Corporation (Csic), China Aerospace Science and Technology Corporation (Casc) e China Aerospace Science and Industry Corporation (Csic).</p>
<p></p>
<p>Queste le sette aziende che forniscono l&#8217;<b>Esercito Popolare di Liberazione</b>, la sua marina e la sua aeronautica (e altri contraenti in esportazione) per un introito tale da rendere la Cina il secondo maggiore <em>spender</em> in difesa nel mondo. Gli esperti di Londra hanno decretato che le sette aziende cinesi vanno posizionate tra le prime venti società di difesa del mondo, ognuna delle quali ha incassato cinque miliardi di dollari in entrate: una percentuale record che può essere sovrastata solo dai colossi della difesa statunitensi.</p>
<p>Per raggiungere il loro obiettivo, i ricercatori dell&#8217;Iiss hanno esaminato le maggiori aziende statali e le principali sussidiarie &#8211; escludendo due società che si occupano di energia nucleare &#8211; classificandole nelle categorie difesa e civile. Attraverso la differenziazione hanno poi estratto la percentuale del fatturato totale di ciascuna azienda derivata dalle vendite di armamenti e affini. Questa nuova ricerca non ha fatto che confermare l&#8217;ascesa nella classifica mondiale della potenza di Pechino, che, secondo un report del 2016 condotto dall&#8217;Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, si era già attestata alla quinta posizione nella spesa per la difesa.</p>
<p></p>
<p>Nell&#8217;ambito interno la China South Industries Group Corporation (con circa 22 miliardi di dollari di entrate per la difesa) si conferma la più grande azienda cinese nel settore; mentre China Aviation Industry Corporation si dimostra la più &#8220;rampante&#8221;, palesando lo sforzo cinese nella <strong>tecnologia aeronautica</strong>. Tra il 2010 e il 2017, le entrate totali per il colosso aeronautico sono aumentate di ragguardevole 93%. Altro settore al centro dell&#8217;attenzione è ovviamente quello navale.</p>
<p>&#8220;Dato il tasso di produzione di armi per l&#8217;Esercito popolare di liberazione e il fatto che le <strong>esportazioni di armi</strong> cinesi sono in aumento, si potrebbe considerare che queste Soe &#8211; imprese di proprietà statale &#8211; guadagneranno terreno nella classifica mondiale&#8221;, ha dichiarato la ricercatrice <a href="https://www.iiss.org/people/defence-and-military-analysis/meia-nouwens">Meia Nouwens </a>, esperta di politiche per la Difesa e tecnologia militare. Aggiungendo che tuttavia, c&#8217;è ancora della strada da percorrere prima di poter raggiungere i colossi occidentali del settore come Bae Systems, Boeing o Lockheed Martin.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Il settore della difesa ha subito numerosi cambiamenti negli ultimi decenni&#8221; prosegue la Nouwens, dunque è plausibile aspettarsi sorpassi a stretto giro, se non altro nell&#8217;ambito settoriale, portando l&#8217;attenzione su l&#8217;unico fattore che potrebbe avvicinare la Cina alla vetta: quello di <strong>potenziali fusioni</strong> e acquisizioni che vedrebbero nelle classifiche mondiali colossi come l&#8217;azienda che potrebbe nascere dalla fusione tra China Shipbuilding Industry Corporation e China State Shipbuilding Corporation &#8211; fusione che porterebbe Pechino a gestire uno dei più grandi costruttori navali del pianeta.</p>
<p>La guerra tra le superpotenze mondiali prosegue dunque, tra soft power, corse agli armamenti, e miliardi di dollari da investire in quelle armi che ogni istituto di ricerca spera non dovranno misurarsi mai, al di fuori dei grafici da analizzare con attenzione. </p>
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		<title>La Cina aumenta la spesa militare e sfida gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cina-aumenta-la-spesa-militare-sfida-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2018 08:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2661" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Aumento del budget militare, prevenzione dei &#8220;rischi sistemici&#8221; dell’economia e crescita del Pil al 6,5%: queste le novità annunciate in settimana all’ Assemblea nazionale del popolo cinese, la più alta istituzione statale e l&#8217;unica camera legislativa della Cina. Come riporta Asia Times, il primo ministro Li Keqiang ha dichiarato alla sessione di apertura del parlamento che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-aumenta-la-spesa-militare-sfida-gli-usa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2661" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/soldati-cinesi-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Aumento del <strong>budget militare</strong>, prevenzione dei &#8220;rischi sistemici&#8221; dell’economia e crescita del Pil al 6,5%: queste le novità annunciate in settimana all’ Assemblea nazionale del popolo cinese, la più alta istituzione statale e l&#8217;unica camera legislativa della Cina. <a href="http://www.atimes.com/article/china-increases-military-budget-pegs-gdp-growth-6-5/">Come riporta <em>Asia Times</em></a>, il primo ministro Li Keqiang ha dichiarato alla sessione di apertura del parlamento che il bilancio della difesa del 2018 salirà a 1,11 miliardi di yuan (175 miliardi di dollari), con un aumento dell&#8217;8% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>“Il bilancio della difesa della <strong>Cina</strong> è subordinato e coordinato alla performance economica”,  ha detto all&#8217;agenzia di stampa Afp James Char, un esperto militare dell&#8217;università tecnologica di Nanyang, Singapore. “Dal punto di vista tecnologico la Cina è progredita notevolmente negli ultimi anni, grazia alla ricerca e allo sviluppo di hardware militare e alle professionalità che stanno riducendo il divario con gli Usa”, ha aggiunto. L’anno scorso gli Usa hanno speso 642,9 miliardi di dollari per la difesa. Quest’anno il presidente <strong>Trump</strong> ha proposto un aumento per il 2018 per contrastare l’ascesa di Cina e Russia, le grandi potenze rivali degli Stati Uniti.</p>
<p>Il Mar Cinese Meridionale e l’ascesa della Cina</p>
<p>La crescente potenza militare cinese preoccupa l’occidente, in particolare gli Stati Uniti e alleati nel Pacifico. “Questa situazione &#8211; ha dichiarato all&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em> <strong>Sam Roggeveen</strong>, Visiting Fellow presso il Centro di studi strategici e di difesa presso l&#8217;Australian National University di Canberra &#8211; è estremamente allarmante per l&#8217;Australia e per molti altri paesi della regione. Le ultime notizie ci dicono che la Cina vuole espandere la propria capacità di difesa nel Mar Cinese Meridionale. Mi aspetto vedere navi da guerra regolarmente in quell’area, se non in maniera permanente. Ciò che non è chiaro, tuttavia, è se gli <strong>Stati Uniti</strong> vorranno affrontare questa sfida &#8220;, ha aggiunto.</p>
<p></p>
<p>La <strong>spesa militare</strong> annunciata dal governo potrebbe anche essere superiore rispetto alle stime ufficiali. Come spiega <em>Asia Times</em>, l&#8217;esercito popolare di liberazione, il più grande del mondo, sta attraversando un vasto programma di modernizzazione e molti analisti e diplomatici sottolineano che il reale aumento della spesa potrebbe essere significativamente superiore a 175 miliardi di dollari di budget.</p>
<p>Il riarmo hi-tech di Xi</p>
<p>All’inizio dello scorso anno, il governo cinese ha creato un nuovo dipartimento militare, il The Scientific Research Steering Committee, su modello dell&#8217;agenzia di ricerca<strong> hi-tech del Pentagono</strong> al fine di sviluppare armi all&#8217;avanguardia come aerei stealth e cannoni elettromagnetici. <a href="http://www.scmp.com/news/china/diplomacy-defence/article/2104070/chinese-military-sets-hi-tech-weapons-research-agency">Come rileva il <em>South China Morning Post</em></a>, il comitato prende ordine direttamente dalla Commissione militare centrale (Cmc), che è presieduta dal presidente Xi Jinping. Non a caso il presidente cinese <strong>Xi</strong> ha guidato una revisione militare senza precedenti da quando ha preso il timone nel 2012, con l&#8217;ambizione di trasformare l&#8217;esercito popolare di liberazione in una forza di combattimento agile e moderna. Per non parlare di droni e caccia, portaerei e bombardieri: la Cina di Xi vuole essere un passo avanti a tutti.</p>
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		<title>Perché la Cina vuole diventare  leader mondiale dell&#8217;energia pulita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-vuole-diventare-leader-mondiale-dellenergia-pulita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2018 10:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180126134854_25549316.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180126134854_25549316.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180126134854_25549316-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180126134854_25549316-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180126134854_25549316-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nelle relazioni internazionali, sono numerosi i fattori che costituiscono il fondamento del prestigio di uno stato e la legittimità del suo dominio. In tale ottica, il riferimento di Xi Jinping alla &#8220;civiltà ecologica” può garantire molti vantaggi alla Cina, non ultimo quello di tentare di legittimare la propria leadership internazionale. Ed è proprio per questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-vuole-diventare-leader-mondiale-dellenergia-pulita.html">[...]</a></p>
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<p>Fattore che, com’è noto, in questa fase storica interessa poco all’attuale presidenza americana: pertanto, se una risposta efficace ai cambiamenti climatici deve esserci, deve provenire dalla Cina, che vuole accrescere il suo potere e il suo status diventando il leader mondiale dell’energia del futuro. Il governo cinese, infatti, ha intenzione di investire ben 360 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/cina-energia-rinnovabile">entro il 2020</a>, con la creazione di <strong>13 milioni di posti di lavoro</strong>.</p>
<p>Non solo prestigio</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.atimes.com/article/china-wants-dominate-green-energy/">Come spiega Chris Pope su<em> Asia Times</em></a>, la Cina può trarre vantaggio da questa strategia “green” non solo sul fronte del prestigio internazionale: “ La strategia cinese &#8211; spiega Pope &#8211; ha avuto un impatto sui mercati energetici globali. Oggi, cinque dei sei principali produttori mondiali di moduli solari, cinque dei maggiori produttori di turbine eoliche e sei dei dieci più importanti produttori di automobili elettriche sono tutti di proprietà cinese”. Inoltre, Pechino domina il settore del litio &#8211; fondamentale per le batterie degli smartphone e dei veicoli elettrici &#8211; ed è la potenza mondiale che più investe in molte altre tecnologie in materia di energia rinnovabile. </p>
<p>I benefici della strategia “verde”</p>
<p>Quindi quali sono questi benefici? In primo luogo, le preoccupazioni sul degrado ambientale sono molto concrete in Cina, a causa di problemi quali l&#8217;inquinamento atmosferico, alimentare e idrico. Ma la svolta “green” e sostenibile, con tutti i limiti del caso, “è una carta utile in quanto serve a legittimare la leadership internazionale e regionale cinese”, osserva Chris Pope.</p>
<p></p>
<p>“La risposta della <strong>Cina</strong> ai cambiamenti climatici, combinata con le dimensioni della sua economia, l&#8217;ha portata al centro di un cambiamento globale. Finanziamenti su vasta scala potrebbero vedere emergere un nuovo sistema energetico, anch&#8217;esso guidato dalla Cina. Ciò estenderebbe notevolmente la sua influenza sull&#8217;economia politica internazionale a spese di quelle grandi potenze incapaci o non disposte a rispondere”, sottolinea l’esperto su <em>Asia Times</em>.</p>
<p>Il piano cinese sulle rinnovabili</p>
<p>Certo, non è tutto oro quel che luccica. Le proiezioni dicono che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.xinhuanet.com/fortune/2017-07/23/c_1121365856.htm">soltanto il 20% del consumo di energia primaria</a> del paese verrà da fonti &#8220;non di carbonio&#8221; entro il 2030. Una percentuale abbastanza modesta benché la strategia “aggressiva” di <strong>Pechino</strong> non possa essere sottovaluta. Basti pensare al piano cinese sulle energie rinnovabili della State Grid Corporation of China che ha lanciato, come spiega Fabrizio Patti su <a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/12/il-piano-cinese-sulle-energie-rinnovabili-che-cambiera-il-mondo-e-vale/35795/"><em>Linkiesta.it</em></a>, un progetto ambiziosissimo, impiegando le nuove reti per spostare l’energia elettrica prodotta in tutto il mondo, compresi i parchi solari nel Sahara e quelli eolici ai poli.</p>
<p></p>
<p>“Immaginate, per capire che cosa hanno in mente a Pechino, parchi solari nel Sahara e parchi eolici nelle zone ventose dell’<strong>Artico</strong> e Antartide. Immaginate una nuova rete di trasmissione dell’energia capace di connettere tutto il mondo. Immaginate che tutto questo porti entro il 2050 a produrre il 90% dell’elettricità con fonti rinnovabili a livello mondiale e investimenti globali per 50mila miliardi di dollari in 30 anni”, spiega Patti. Un piano ambizioso che si sposa perfettamente con lo sviluppo geopolitico del progetto One Belt One Road alla quale lo sviluppo delle energie rinnovabili è strettamente interconnesso. La Nuova Via della Seta, dunque, passa anche da qui.</p>
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