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	<title>Renault-Nissan-Mitsubishi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Renault-Nissan-Mitsubishi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Fca-Renault, riprendono le trattative: Francia in pole ed Italia fuori gioco?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/fca-renault-riprendono-le-trattative-francia-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 10:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fca]]></category>
		<category><![CDATA[Renault-Nissan-Mitsubishi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La maxifusione tra Fiat-Chrysler Automobiles e il gruppo Renault, la cui concretizzazione sembrava di recente aver conosciuto un brusco stop, appare più vicina dopo la ripresa delle trattative tra il colosso francese e l&#8217;azienda italo-statunitense di diritto olandese. Jean-Dominique Senard, ad di Renault, ha ricevuto da cda della compagnia una nuova fiducia al suo mandato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/fca-renault-riprendono-le-trattative-francia-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fca-renault-riprendono-le-trattative-francia-italia.html">Fca-Renault, riprendono le trattative: Francia in pole ed Italia fuori gioco?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La maxifusione tra Fiat-Chrysler Automobiles e il gruppo Renault, la cui concretizzazione sembrava di recente aver conosciuto un brusco stop, appare più vicina dopo la ripresa delle trattative tra il colosso francese e l&#8217;azienda italo-statunitense di diritto olandese. Jean-Dominique Senard, ad di Renault, ha ricevuto da cda della compagnia una nuova fiducia al suo mandato focalizzata proprio sulla realizzazione di una fusione che potrebbe dare vita al terzo gruppo mondiale dell&#8217;auto. Con 9 milioni di vetture prodotte ogni anno, la leadership del mercato americano e un aumento del margine in Europa, il duo Fca-Renault si preannuncia un <em>game changer </em>nel mercato di diverse vetture, dalle monovolume alle berline, complice la possibilità di sviluppare la piattaforma dinamica <b>Cmf</b> (<em>Common module family) </em>che è nella completa disponibilità di Renault.</p>
<p>L&#8217;estensione all&#8217;Estremo Oriente, con l&#8217;ingresso di Nissan e Mitsubishi nel processo di fusione, porterebbe a 15 milioni le vetture annue prodotte dal gruppo, consentendogli di superare Volkswagen e Toyota quale primo produttore automobilistico del pianeta. L&#8217;auto si dimostra ancora una volta <em>industry of industries </em>e rilancia le nuove dinamiche del capitalismo contemporaneo, in cui la dinamicità delle operazioni finanziarie si accomuna alla necessità di una continua razionalizzazione tecnico-produttiva volta a garantire un progressivo contenimento dei costi, sia fissi che variabili, per aumentare i margini operativi. Nell&#8217;allora Fiat <strong>Sergio Marchionne </strong>ha posto in essere un&#8217;operazione di natura prettamente finanziaria dando vita al gruppo Fca, e ora il management guidato da <strong>John Elkann </strong>e <strong>Mike Manley </strong>si trova a dover affrontare problemi di natura operativa: Fca conosce da anni la difficoltà nello stabilizzare le sue quote di mercato, è bloccata dal crollo degli investimenti produttivi e con la cessione di <strong>Magneti Marelli </strong>ha dimostrato come la priorità della distribuzione di dividendi agli azionisti sia prioritaria sui ragionamenti di natura tecnica.</p>
<h2>La Francia, vincitrice della fusione Fca-Renault</h2>
<p>Per un rafforzamento industriale, la partnership con Renault è strategicamente importante per Fca, e delle ricadute notevoli che il merger potrebbe portare in emersione si è accorto anche lo Stato francese, detentore del 15% delle quote del gruppo di Boulogne-Billancourt, che assieme al suo campione automobilistico nazionale potrebbe risultare l&#8217;indiscusso vincitore del processo di fusione, ottenendo lo stanziamento a Parigi della sede del gruppo, un posto nel cda e la poltrona di amministratore delegato per un suo uomo, mentre al gruppo degli Agnelli-Elkann sarà riservata la simbolica ma meno strategica poltrona presidenziale.</p>
<p>L&#8217;interessamento del ministro dell&#8217;Economia di Parigi <strong>Bruno Le Maire</strong>, ma anche della titolare dei trasporti Elizabeth Borne e  di quello del Bilancio Gerald Darmanin, fornisce un contrasto stridente col silenzio del governo italiano sulla vicenda. L&#8217;esecutivo gialloverde non ha saputo offrire idee, pareri, strategie di alcun tipo. Come se la presenza della sede legale di Fca in Olanda imponesse di tenersi al di fuori, lasciando alle leggi del mercato di regolare la fusione, ignorando il peso strategico del settore automobilistico per l&#8217;economia italiana, che in esso vede impegnati oltre 250.000 addetti <a href="https://www.anfia.it/data/studi-e-statistiche/dati-statistici/settore-industriale/italia-relazione%20risultati%20industria%20auto%202017.pdf" target="_blank" rel="noopener">per un contributo complessivo al Pil, tra industria e indotto, di 93 miliardi di euro (5,6% del Pil)</a>.</p>
<p>Insomma, sottolinea <em>Industria Italiana</em>, &#8220;lo Stato francese è un protagonista di primo piano della partita, mentre quello italiano è totalmente assente. Ha scelto di non partecipare, di non dire niente, come se la questione non lo riguardasse in alcun modo, e una qualche forma di voce in capitolo fosse una violazione etica. […] Eppure, esistevano vari modi legittimi di inserirsi nella partita. Ad esempio, si poteva chiedere di lasciare fuori dalla fusione i marchi <strong>Alfa</strong> e <strong>Lancia</strong> – vecchie glorie del made in Italy ora ridotte ai minimi storici ma con enormi potenzialità di rilancio – che potevano diventare autonomi e venire finalmente valorizzati. Oppure invocare maggiori partite. O inserirsi nell&#8217;azionariato attraverso qualche soggetto pubblico. In fondo, se lo fanno i francesi lo possiamo fare pure noi. Invece niente&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;Italia rischia di rimanere tagliata fuori</h2>
<p>Insomma, sul lungo periodo l&#8217;Italia potrebbe risultare, sotto il profilo industriale, la perdente del processo di fusione. Fca ha per Renault l&#8217;utilità di aprirle il mercato americano in cui è, allo stato attuale delle cose, fortemente minoritaria. &#8220;Le sovrapposizioni sono soprattutto in Europa, e quando si fa un merger (il valore economico sta soprattutto lì) si tagliano sempre le ridondanze e i costi inutili. E siccome i francesi saranno in posizione di maggior forza  e hanno come imperativo categorico il mantenimento dell’equilibrio economico nazionale e della relativa occupazione, è evidente che i tagli si faranno in Italia&#8221;. Nè dalla Lega nè dal Movimento Cinque Stelle è giunta una voce autorevole o una proposta strategica alternativa volta a scongiurare questi rischi.</p>
<p>La Francia vince perchè i suoi campioni nazionali hanno meglio compreso le attuali dinamiche dell&#8217;economia globale. In primo luogo la sua natura ultracompetitiva, in cui l&#8217;analisi dati e la pianificazione strategica risultano un presupposto ineludibile la cui costruzione è lasciata alle manovre di &#8220;intelligence economica&#8221;, di cui a Parigi sono maestri e che in Italia abbiamo completamente scordato nonostante le lezioni notevoli di <strong>Paolo Savona e Carlo Jean</strong>.</p>
<h2>Capitalismo italiano e francese a confronto</h2>
<p>La Francia, <a href="http://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/FCA_Renault_tra_capitalismo_italiano_e_francese.html" target="_blank" rel="noopener">ha sottolineato su </a><em>Atlante, </em>&#8220;è il Paese europeo che ha “inventato” e che pratica di più il <a href="http://www.limesonline.com/cartaceo/sovranismo-e-macronia-come-lo-stato-profondo-governa-la-francia">cosiddetto sovranismo, soprattutto nell&#8217;ambito economico</a>. <a href="https://www.economie.gouv.fr/agence-participations-etat/Les-participations-publiques">L’Agenzia di partecipazioni dello Stato</a> definisce quote e obiettivi dello “Stato azionista”, tra le cui partecipazioni vi è la stessa <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/renault"><i>Renault</i></a>. L’amministrazione è garantita con continuità dall&#8217;alta burocrazia francese pubblica e privata, nel cui ambito è stato peraltro elaborato, da Bernard Esambert, il concetto contemporaneo di “guerra economica”.</p>
<p>&#8220;Eppure&#8221;, rilancia Aresu, &#8220;l&#8217;’interesse nazionale vive solo di coesione, consapevolezza geopolitica, continuità, capacità negoziale, chiarezza su tutti gli attori&#8221;: proprio ciò che  serve all&#8217;Italia, che non riesce a mettere in atto strumenti adeguati per tutelare gli interessi economici e strategici del Paese in rapporto a Paesi partner che possono diventare, al tempo stesso e senza contraddittorietà, rivali. Come dimostra il caso della Francia, con cui l&#8217;Italia è stata impegnata su altri tavoli in cui tante volte è stata palesata questa forte asimmetria. La cui correzione è necessaria per agire al meglio in un&#8217;arena globale sempre più competitiva.</p>
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		<title>La vendetta del Giappone dietro al mancato accordo Fca-Renault</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/vendetta-giappone-mancato-accordo-fca-renault.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 06:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fca]]></category>
		<category><![CDATA[Renault-Nissan-Mitsubishi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755-1024x423.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i tre litiganti il terzo non godeva e ha contribuito a far saltare un&#8217;operazione in dirittura d&#8217;arrivo. Il mancato accordo fra Fca e il triumvirato Renault-Nissan-Mitsubishi può essere spiegato con questa metafora riassuntiva che analizza la situazione da un&#8217;altra prospettiva: quella dei giapponesi. Certo, i francesi hanno posto condizioni esagerate al gruppo italo-americano, ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/vendetta-giappone-mancato-accordo-fca-renault.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755-300x124.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755-768x317.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9381198-e1560060676755-1024x423.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra i tre litiganti il terzo non godeva e ha contribuito a far saltare un&#8217;operazione in dirittura d&#8217;arrivo. Il mancato accordo fra Fca e il triumvirato Renault-Nissan-Mitsubishi può essere spiegato con questa metafora riassuntiva che analizza la situazione da un&#8217;altra prospettiva: quella dei giapponesi. Certo, i francesi hanno posto condizioni esagerate al gruppo italo-americano, ma l&#8217;indecisione di Parigi è collegata al malcontento di Tokyo. Dietro il sipario di un gruppo solido e vincente si combatte in realtà una guerra intestina fra Nissan-Mitusbishi e Renault. Il messaggio è chiaro: Tokyo vuole contare di più e tornare al centro della scena.</p>
<h2>Una lettura alternativa</h2>
<p>I &#8220;litiganti&#8221; in causa sono Fca, il governo francese, che controlla il 15,1% di Renault, e quello nipponico, rappresentato da Nissan e Mitsubishi. La proposta di fusione di John Elkann non era in alcun modo negoziabile, quindi il trio Renault-Nissan-Mitsubishi aveva ben poco margine per trattare. Parigi ha voluto prendere tempo ufficialmente per mostrare lealtà al partner giapponese; se un solo membro del gruppo non è del tutto convinto, sostenevano i francesi, allora è bene aspettare. In realtà Nissan aveva gli stessi dubbi di Reanult, dubbi per altro in parte colmati da Fca.</p>
<h2>La rivincita di Nissan</h2>
<p>Sotto la gentilezza di Parigi potrebbe esserci una rivalità fra Nissan e Renault arrivata ormai a livelli di guardia. Già Tokyo si sentiva succube di Parigi, con le case automobilistiche nipponiche considerate al servizio della regina Renault. Se a questa frustrazione si aggiunge lo smacco di dover sottostare anche a Fca, sul tavolo c&#8217;è quanto bastava per opporsi alla fusione con l&#8217;arma dell&#8217;astensione. Possiamo quindi dire che sì, una buona parte del fallimento della fusione Fca-Renault è da attribuire al governo francese, statalista e protezionista all&#8217;eccesso; ma parte della fumata nera è da attribuire anche a Tokyo. Il mercato delle auto si sta spostando sempre di più sull&#8217;elettrico e Nissan è all&#8217;avanguardia nel settore, ancor più del suo partner.</p>
<h2>Il protezionismo giapponese</h2>
<p>Forse la fumata poteva essere bianca come il latte se Nissan fosse stata considerata di più fin dal primo giorno di trattativa, invece Renault e Fca hano pensato prima di accordarsi tra loro per poi includere i giapponesi; un errore difficilmente rimediabile. Il Giappone è sempre stato attento alle proprie aziende chiave, e Nissan-Mitsubishi sono due fiori all&#8217;occhiello nel settore auto. Vederle entrambe coinvolte in una trattativa che non consentiva loro di avere voce in capitolo ma solo importanza strategica, era uno smacco indigeribile per Tokyo.</p>
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		<title>Fca-Renault, la trattativa salta: che succede fra Tokyo, Parigi e Roma</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/fusione-fca-renault-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 08:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fca]]></category>
		<category><![CDATA[Renault-Nissan-Mitsubishi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Poteva nascere il più grande produttore di auto al mondo ma la trattativa tra Fca e Renault per una possibile fusione al 50% dei due gruppi si è arenata sul più bello. Le parti avevano già raggiunto un&#8217;intesa di massima, con il semaforo verde anche di Nissan e Mitsubishi, le altre aziende coinvolte indirettamente nell&#8217;affare, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/fusione-fca-renault-giappone.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fusione-fca-renault-giappone.html">Fca-Renault, la trattativa salta: che succede fra Tokyo, Parigi e Roma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9808026-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Poteva nascere il più grande produttore di auto al mondo ma <a href="https://fr.reuters.com/article/frEuroRpt/idFRL5N2310HP">la trattativa tra Fca e Renault per una possibile fusione al 50%</a> dei due gruppi si è arenata sul più bello. Le parti avevano già raggiunto un&#8217;intesa di massima, con il semaforo verde anche di Nissan e Mitsubishi, le altre aziende coinvolte indirettamente nell&#8217;affare, dal momento che Renault e le due società giapponesi sono tra loro unite da una serie di quote azionarie incrociate. La fumata nera è arrivata con una nota diffusa dal cda di Fca, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/schiaffo-francia-allitalia-salta-fusione-fca-renault-1706911.html">che ha deciso di ritirare la sua proposta</a> in seguito all&#8217;indecisione mostrata dalla casa automobilistica francese</p>
<h2>La proposta di Fca a Renault</h2>
<p>In principio era un trittico formato da Renault, Mitsubishi e Nissan; sarebbe potuto diventare un quartetto con l&#8217;aggiunta di <strong>Fca</strong>. <a href="https://www.ft.com/content/e95d6be4-8223-11e9-b592-5fe435b57a3b">L&#8217;azienda italo-statunitense aveva messo sul tavolo di <strong>Renault</strong> una proposta allettante</a>: una fusione al 50% con un’offerta di integrazione pari a 33 miliardi di euro. Dal momento che Nissan e Mitsubishi sono partner di Renault, per l&#8217;accordo finale serviva il loro via libera. Al termine di una riunione a Yokohama, c<a href="https://asia.nikkei.com/Business/Business-deals/Fiat-Chrysler-chief-Renault-merger-embraces-Nissan-and-Mitsubishi">ome ha ricostruito Nikkei Asian Review</a>, i vertici di Nissan e Mitsubishi avevano detto di non opporsi alla possibile fusione di Renault con Fca. Certo, molti dettagli dovevano essere limati e definiti, ma la strada sembrava apparentemente in discesa.</p>
<h2>Un momento delicato</h2>
<p>Fca aveva probabilmente intuito il momento delicato attraversato dall&#8217;alleanza franco-giapponese, ancora scossa dal caso Carlos Ghosn. L&#8217;ideatore delle quote incrociate è infatti stato estromesso dal gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi con gravi accuse,<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-schiaffo-del-giappone-alla-francia-di-macron-a-rischio-lalleanza-renault-nissan.html"> anche se indiscrezioni collegano l’accaduto a un tentativo di scalata non andato a buon fine di Renault ai danni dei due partner nipponici Nissan e Mitsubishi</a>. In ogni caso, senza Ghosn l&#8217;assetto del gruppo è cambiato e la sua immagine ne ha risentito. Se in Giappone l&#8217;opinione pubblica non ha alzato barricate alla richiesta di Fca – semmai c&#8217;era solo qualche dubbio &#8211; in Francia ha accusato accusa il Presidente di Fiat Chrysler, John Elkann, di approfittare della situazione causata dall&#8217;arresto di Ghosn per indebolire l&#8217;alleanza Renault-Nissan.</p>
<h2>Opportunità o cavallo di Troia?</h2>
<p>In caso di maxi alleanza sarebbe nato il primo gruppo automobilistico mondiale capace, secondo le prime stime, di mettere sul mercato 15,6 milioni di pezzi all&#8217;anno. Fca aveva chiesto un incontro a Nissan e Mitsubishi per spiegare loro i vantaggi della fusione con Renault. I presidenti delle due aziende giapponesi, rispettivamente Hiroto Saikawa e Osamu Masuk, avevano accettato di incontrare Elkann. La volontà era quella di chiudere anche se nell&#8217;aria aleggiava l’idea che la proposta Fca fosse solo un cavallo di Troia per inghiottire le due aziende giapponesi con il beneplacito di Renault.</p>
<h2>I motivi del nulla di fatto</h2>
<p>Invece l&#8217;inghippo non è arrivato da Tokyo ma da Parigi. Qui il cda Renault non ha saputo prendere una decisione,<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-06-06/fca-renault-ecco-perche-e-saltato-l-accordo-fusione-071044.shtml?uuid=AC7qafN&amp;refresh_ce=1"> chiamando in causa l&#8217;incerta situazione politica della Francia</a>, considerando che lo Stato francese controlla il 15,1% del gruppo. In realtà, secondo indiscrezioni di <em>Bloomberg</em>, <a href="https://www.agi.it/economia/la_fusione_tra_fca_e_renault_saltata-5607754/news/2019-06-06/">le cause sarebbero da collegare a un mancato accordo tra le parti</a>. Sembrerebbe che Parigi avesse chiesto una sede operativa della nuova Fca-Renault in Francia, oltre a garanzie su siti industriali e occupazione. I francesi avrebbero poi chiesto un rappresentante governativo nel cda che si sarebbe venuto a creare di lì a poco; John Elkann, inoltre, si sarebbe dovuto accontentare della presidenza perché il ruolo di amministratore delegato avrebbe dovuto essere coperto da un transalpino, e il più papabile era l’attuale Ceo Renault, Jean Dominque Senard. Al contempo le quote dello Stato francese sarebbero state diluite al 7,5%. Altre indiscrezioni descrivono così i fatti avvenuti nelle sei ore di una riunione decisiva del gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi per decretare o meno la fusione con Renault; solo il governo francese e un rappresentante sindacale avrebbero votato contro la fusione, mentre il consigliere Nissan avrebbe preferito astenersi. Tutta colpa della Francia?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fusione-fca-renault-giappone.html">Fca-Renault, la trattativa salta: che succede fra Tokyo, Parigi e Roma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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