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	<title>Referendum Scozia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Referendum Scozia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Scozia e Irlanda del Nord, il doppio allarme che preoccupa Londra</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/scozia-e-irlanda-del-nord-il-doppio-allarme-che-preoccupa-londra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 15:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Conservatore]]></category>
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		<category><![CDATA[Referendum Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni scozia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-1536x1026.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-2048x1368.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Doppia grana in arrivo per il Regno Unito. Lo stop al referendum per l&#8217;indipendenza scozzese da parte della Corte Suprema apre a un nuovo braccio di ferro politico tra Londra e Edimburgo e al contempo in Irlanda del Nord continua l&#8217;impasse politica dopo la vittoria dei nazionalisti cattolici per la prima volta alle elezioni locali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/scozia-e-irlanda-del-nord-il-doppio-allarme-che-preoccupa-londra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni scozia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-1536x1026.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/elezioni-scozia-La-Presse-2048x1368.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Doppia grana in arrivo per il Regno Unito. Lo stop al referendum per l&#8217;indipendenza scozzese da parte della Corte Suprema apre a un nuovo braccio di ferro politico tra Londra e Edimburgo e al contempo in Irlanda del Nord continua l&#8217;impasse politica dopo la vittoria dei <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ciclone-nazionalista-sullirlanda-del-nord.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nazionalisti cattolici</a></strong> per la prima volta alle elezioni locali primaverili. Le Home Nations celtiche possono essere la spina nel fianco del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-conservatore-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Conservatore</a> e del governo di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a></strong>? Assolutamente sì, ma anche il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-laburista-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Partito Laburista</a> che prepara il ritorno al governo alle elezioni del 2024 non può dormire sonni tranquilli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione scozzese si riaccende</h2>



<p>Partiamo dalla questione riscaldatasi più di recente, quella scozzese. Nella giornata del 23 novembre la Corte Suprema britannica ha stabilito che&nbsp;il governo scozzese non ha il potere di indire un nuovo referendum sull&#8217;indipendenza senza l&#8217;<strong>assenso di Londra</strong>, confermando dunque quanto dal 2019 al luglio scorso ha sempre ribadito l&#8217;ex premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Boris Johnson</strong>. </a></p>



<p>In assenza di accordo tra il governo locale di Edimburgo e quello centrale di Londra, in sostanza, impossibile procedere per lo <strong>Scottish National Party</strong> e la presidente dell&#8217;amministrazione scozzese <strong>Nicola Sturgeon</strong>, che nell&#8217;ultimo anno aveva aumentato l&#8217;enfasi retorica sulla questione del referendum-bis dopo quello del 2014.</p>



<p>Spiegando il verdetto, il presidente della Corte Suprema Robert Reed ha indicato che i giudici hanno concluso all&#8217;unanimità che un tale voto avrebbe conseguenze per l&#8217;unione del Regno Unito e quindi richiede un assenso del potere centrale di Londra. Si riduce dunque l&#8217;arbitrarietà della devolution scozzese e si riafferma la forza del potere centrale del governo di Sua Maestà, che può dunque plasmare a suo favore le regole politiche e dare le carte a Edimburgo.</p>



<p>Londra si è sempre appellata a quanto detto nel settembre 2014 dall&#8217;allora leader dell&#8217;Snp <strong>Alex Salmond</strong>, il quale<strong> </strong>ha detto che allora che il referendum scozzese previsto per il 18 settembre di quell&#8217;anno era &#8220;un&#8217;opportunità unica in una generazione&#8221;. Il 14 settembre 2014, parlando con <a href="http://www.bbc.co.uk/programmes/b0080bbs">Andrew Marr della Bbc, </a>Salmond disse che in caso di fallimento, come poi avvenuto, sarebbe occorso un salto &#8220;generazionale&#8221; prima di un altro referendum sull&#8217;indipendenza. I nazionalisti scozzesi oppongono a ciò il fatto che la Scozia ha votato a favore del Remain nel referendum sulla Brexit e che buona parte della campagna dei favorevoli all&#8217;unione col Regno Unito era legata proprio al fatto che, fuori dai domini di Sua Maestà, Edimburgo avrebbe perso anche i benefici dell&#8217;appartenenza all&#8217;Ue.</p>



<p>Il nodo si preannuncia spinoso e farà sicuramente ribollire le relazioni tra il governo Tory e quello dello Scottish National Party, mettendo però in imbarazzo anche una Sinistra laburista che difficilmente potrebbe disconoscere una presa di posizione dura di Londra su nuove richieste scozzesi, dovendo ricostruire una cultura di governo in vista di elezioni a cui mancano poco più di due anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;giallo&#8221; nordirlandese</h2>



<p>Nel frattempo, nel versante britannico dell&#8217;isola celtica  La politica nordirlandese è di nuovo in stallo. Il governo britannico ha detto che convocherà nuove elezioni dopo la scadenza legale per formare un esecutivo caduta il 31 ottobre scorso. Ma Londra ha ritardato la fissazione di una data per un nuovo voto e i partiti politici avvertono che nuove elezioni potrebbero non risolvere l&#8217;impasse, specie di fronte alle ritrosie del <strong>Democratic Unionist Party (Dup)</strong> di essere partner di minoranza dei cattolici nazionalisti del <strong>Sinn Fein</strong> in assenza di garanzie sulla fine del protocollo nordirlandese della Brexit, che di fatto crea una barriera interna al Regno Unito nel Mar d&#8217;Irlanda sul fronte commerciale e doganale.</p>



<p>Il Dup, <a href="https://www.ft.com/content/8abfe3f2-d07c-41d2-9077-dbc4c951f210" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota il <em>Financial Times</em></a><em>,</em> &#8220;afferma che il protocollo ha influenzato le forniture mediche, aumentato i costi di trasporto del 30% e danneggiato gli investimenti infrastrutturali a causa di una <a href="https://www.ft.com/content/fcddb854-6e15-471b-ac35-4dc905abc64e">tariffa del 25%</a> sull&#8217;acciaio britannico venduto nella regione. Insiste sul fatto che l&#8217;accordo deve scomparire&#8221;. <strong>Liz Truss da Ministro degli Esteri di Boris Johnson</strong> ha preparato una legge per strappare definitivamente in forma unilaterale il protocollo e aperto il fronte con Bruxelles, che è al massimo aperta a una sua applicazione flessibile, ma nel breve periodo da premier ha smussato le tensioni. Oggi &#8220;Sunak rimane impegnato in un disegno di legge all&#8217;esame della Camera dei Lord che darebbe ai ministri ampi poteri per eliminare unilateralmente parti del protocollo&#8221;. Nel mezzo gli <strong>Accordi del Venerdì Santo </strong>rischiano di non reggere alla prova della Brexit.</p>



<p>Grande politica internazionale e questioni locali schiacciano l&#8217;Irlanda del Nord; nel frattempo, il Good Friday prevede la possibilità che al verificarsi di determinate condizioni politiche dopo un primo censimento attestante la maggioranza cattolica nelle sei contee dell&#8217;Ulster a Belfast si potrebbe indire un referendum per l&#8217;unificazione all&#8217;Irlanda. Di recente il ministro ombra laburista per l’Irlanda del Nord, <strong>Peter Kyle</strong>, ha detto che tale referendum si potrebbe tenere “a determinate condizioni” se la Sinistra tornasse al governo, mentre i Tory fanno muro contro muro. Quel che è certo è che da qui al 2024 la grana irlandese e quella scozzese si sommeranno nel creare grattacapi di gestione all&#8217;Impero &#8220;interno&#8221; di Sua Maestà e <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlo-iii-del-regno-unito.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carlo III</a></strong> è asceso al trono in una delle fasi di minor coesione del Regno Unito nella sua storia. Alle politiche del governo di Londra la palla per dare alle periferie spazio, prospettive economiche e di sviluppo e peso decisionale per contrapporre scelte costruttive alle spinte centrifughe.</p>
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		<title>L&#8217;eterno ritorno del referendum scozzese: i rischi per il Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leterno-ritorno-del-referendum-scozzese-i-rischi-per-il-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 04:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Abbiamo chiuso la questione per una generazione” dichiarò trionfalmente l’allora premier britannico David Cameron all’indomani del referendum per chiedere l’indipendenza scozzese, che si è tenuto il 18 settembre 2014. Grazie al sostegno di figure di primo piano del partito laburista, come l’ex premier Gordon Brown, scozzese di Glasgow, il No prevalse con il 55% dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/leterno-ritorno-del-referendum-scozzese-i-rischi-per-il-regno-unito.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714122556583_c9b7b817d04b7a9544639c07f8424897-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Abbiamo chiuso la questione per una generazione” dichiarò trionfalmente l’allora premier britannico <strong>David Cameron</strong> all’indomani del referendum per chiedere l’indipendenza scozzese, che si è tenuto il 18 settembre 2014. Grazie al sostegno di figure di primo piano del partito laburista, come l’ex premier Gordon Brown, scozzese di Glasgow, il No prevalse con il 55% dei consensi degli elettori. All’epoca prevalse il timore che una Scozia indipendente non avrebbe avuto un percorso agevolato per l’ingresso nell’<strong>Unione Europea</strong> e la preoccupazione nel perdere le pensioni britanniche. Secondo i dati del governo scozzese, inoltre, il 44,6% degli adulti in Scozia non paga tasse sul reddito, ergo vuol dire che i guadagni sono sotto le 12 mila 560 sterline. Segno che il sistema britannico del welfare sostiene moltissime persone con problemi di mantenimento.</p>
<p>Nel 2016 la vittoria della <strong>Brexit</strong> in un altro referendum ha cambiato le carte in tavola: la Scozia si ritrovava fuori dall’Unione Europea contro la sua volontà: il 63% degli scozzesi, infatti, scelse di rimanere con Bruxelles. Nel Parlamento di <strong>Edimburgo</strong>, intanto, il dominio del Partito Nazionale Scozzese, indipendentista di sinistra, non è calato. Dopo le elezioni del 2021 sono stati confermati in carica per la quarta volta consecutiva, con una coalizione con i verdi che ne condividono la linea indipendentista. Dopo l’uscita di Londra dall’Unione il 31 gennaio 2020, il clima a Bruxelles si è fatto molto più favorevole a un’eventuale ingresso di una Scozia come nuova nazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Edimburgo avevano ascoltato: il 19 dicembre 2019 venne approvata una nuova legge che consentiva di indire referendum senza chiedere il permesso a Londra; quindi, superando l’opinione del governo di Boris Johnson secondo cui, come affermava il suo predecessore Cameron, la questione era chiusa per una generazione. Da parte scozzese però si ribatteva che le condizioni materiali erano molto cambiate e che l&#8217;addio a Bruxelles rimetteva tutto in gioco. Per dirla con la premier <strong>Nicola Sturgeon</strong>, il fatto che la Scozia “non vuole un governo di Boris Johnson, non vuole uscire dall’Unione Europea e vuole invece scegliere il proprio futuro” è una condizione sufficiente per riprovarci.</p>
<p>Il successo alle elezioni politiche del 2019, con 48 seggi scozzesi al Parlamento di Londra su 59 disponibili e la riconferma nel 2021, corrobora questa tesi. C’è anche da dire che questa contrapposizione ha prosciugato i consensi dei laburisti scozzesi in favore dei conservatori locali, legati a Londra, unionisti, ma meno conservatori dei loro colleghi inglesi. Quindi un unionismo di fondo nella società scozzese rimane sottotraccia, anche se diviso tra i partiti “inglesi”, conservatori, laburisti e liberaldemocratici. A fine 2020 però l’indipendentismo raggiunse livelli altissimi: secondo un sondaggio di Ipsos-Mori di ottobre 2020, i consensi al distacco definitivo dall’Inghilterra aveva raggiunto il 58%. Quindi in previsione delle <strong>elezioni del maggio 2021</strong>, il governo di Sturgeon preparò un piano in undici punti qualora alle elezioni di quell’anno gli indipendentisti avessero raggiunto la maggioranza: obiettivo poi centrato a maggio 2021, grazie a 8 parlamentari dei Verdi scozzesi e al loro programma autonomista che ha fatto sì che potessero entrare nel governo.</p>
<p>Per il ministro delle autonomie regionali Michael Gove, il piano di Edimburgo non ha alcuna chance di essere riconosciuto come valido da Londra. Non solo, ci sono altri problemi per la sua realizzazione: poco prima delle elezioni del 2021 l’ex premier Alex Salmond guidò una scissione creando l’Alba Party (Alba è il nome gaelico della Scozia), molto critico nei confronti della premier, accusata di usare la questione “solo per lamentarsi con Londra”. Ipotesi confermata anche dall’ex braccio destro di Boris Johnson Dominic Cummings, che in un suo recente libro ha scritto “che non ci sono reali intenzioni di tenere il referendum perché il fronte del sì non è sicuro di vincere”.</p>
<p>Lo scorso 14 giugno è stato presentato dalla premier Sturgeon il primo di una serie di studi dedicato a dimostrare che l’ipotesi <strong>indipendentista</strong> è l’opzione migliore di tutte. Un libro bianco che afferma che la Scozia indipendente sarebbe “più ricca, più equa, più giusta”. Comparandola con altre dieci nazioni europee, al momento Edimburgo è all’ultimo posto in vari indicatori. Se alcuni critici, come il quotidiano londinese <em>The Times</em>, indica che in realtà il paper non contenga proposte di rilievo e non sia null’altro che un appoggio propagandistico per la causa indipendentista. Possibile che lo sia, dato che il segretario alla Costituzione Angus Robertson ha dichiarato pubblicamente che è in programma un nuovo referendum nell’ottobre 2023, affermazione poi confermata dalla stessa premier scozzese con i crismi dell’ufficialità. Difficile che un nuovo leader a Downing Street cambi idea su questo. Possibile però che la campagna referendaria rafforzi la posizione del partito conservatore, chiunque possa essere il nuovo capo.</p>
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