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	<title>Recovery Fund Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 30 Sep 2022 15:41:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Recovery Fund Archives - InsideOver</title>
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		<title>Scontro Ungheria-Ue: la possibile exit strategy di Orban</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La spaccatura venutasi a creare tra Ungheria e Unione europea potrebbe allargarsi al punto da diventare irreversibile. Budapest ha tracciato linee rosse e lanciato molteplici avvertimenti all&#8217;indirizzo di Bruxelles. Il premier ungherese Viktor Orban ha perfino annunciato una consultazione nazionale per misurare l&#8217;opinione dei cittadini magiari sullo spinosissimo tema delle sanzioni energetiche contro la Russia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-ungheria-ue-la-possibile-exit-strategy-di-orban.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-ungheria-ue-la-possibile-exit-strategy-di-orban.html">Scontro Ungheria-Ue: la possibile exit strategy di Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930173735849_6e108e9141a4b65f54373fa390ec4815-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La spaccatura venutasi a creare tra <strong>Ungheria </strong>e <strong>Unione europea</strong> potrebbe allargarsi al punto da diventare irreversibile. Budapest ha tracciato linee rosse e lanciato molteplici avvertimenti all&#8217;indirizzo di Bruxelles. Il premier ungherese <strong>Viktor Orban</strong> ha perfino annunciato una consultazione nazionale per misurare l&#8217;opinione dei cittadini magiari sullo spinosissimo tema delle <strong>sanzioni energetiche</strong> contro la <strong>Russia</strong>. </p>



<p>Già, le sanzioni: è proprio questo il <em>breaking point</em> principale che rischia di far deragliare la strategia dell&#8217;Ue per &#8220;punire&#8221; Mosca. &#8220;Le sanzioni sono state introdotte in maniera non democratica, perché sono state decise dai burocrati di Bruxelles ma a pagarne il prezzo sono gli europei&#8221;, ha tuonato Orban, lasciando intendere che l&#8217;Ungheria potrebbe discostarsi dall&#8217;azione congiunta dell&#8217;Ue contro il Cremlino. </p>



<p>Anzi: si smarcherà quasi sicuramente nel caso in cui l&#8217;Europa dovesse inserire misure restrittive sull&#8217;energia nel nuovo pacchetto sanzionatorio anti russo. La giustificazione di una simile presa di posizione, a sentire i rappresentanti ungheresi, è da ricercare nella <strong>sicurezza energetica</strong> nazionale. Senza l&#8217;ombrello energetico russo, tra pezzi in aumento e assenza di risorse alternative a buon mercato, Budapest teme di trovarsi con l&#8217;acqua alla gola.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Chi è Viktor Orban</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-parlamento-europeo-dichiara-guerra-allungheria.html">Il Parlamento europeo dichiara guerra all&#8217;Ungheria</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/energia/cosa-ce-dietro-il-veto-di-orban-alle-sanzioni-contro-la-russia.html">Perché l&#8217;Ungheria tiene sotto scacco l&#8217;Europa sulle sanzioni</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots"/>



<h2 class="wp-block-heading">La variabile economica</h2>



<p>Certo, accanto alla vicenda energetica che coinvolge la Russia, tra Ungheria e Ue troviamo anche un&#8217;altra frattura. La <strong>Commissione europea</strong> non ha ancora approvato il piano dell&#8217;Ungheria necessario per sbloccare i finanziamenti del <strong>Next Generation Eu</strong>, anche chiamato <strong>Recovery Fund</strong>. Bruxelles, infatti, teme che il governo ungherese possa impiegare i fondi per altri fini. Non per stimolare la ripresa economica ungherese ma, ad esempio, per legittimare il proprio consenso interno e violare norme europee sullo stato di diritto. </p>



<p>È per questo che la stessa Commissione, a meno di correttivi richiesti a Budapest, ha proposto il taglio del 65% dei <strong>fondi di coesione</strong>, pari a 7,5 miliardi di euro, e la sospensione del Pnrr per l&#8217;Ungheria, con altri 5,8 miliardi di euro. La perdita definitiva di questi fondi, in totale <strong>13,3 miliardi di euro</strong>, sarebbe un duro colpo per Orban, che si ritroverebbe un enorme &#8220;buco&#8221; nei conti del Paese. La decisione finale spetta al Consiglio, che ha un mese di tempo &#8211; prorogabile fino ad un massimo di altri due – per decidere il da farsi, ovvero se adottare tali misure in presenza di una maggioranza qualificata (deve votare a favore il 55% degli Stati membri, i quali devono, a loro volta, corrispondere ad almeno 65% della popolazione totale dell&#8217;Ue). </p>



<p>Un altro &#8220;buco&#8221; nei conti ungheresi potrebbe essere causato delle misure restrittive relative al <strong>fronte energetico</strong>. <a href="https://www.reuters.com/article/ukraine-crisis-hungary-gulyas-idINL2N2XI1PY"><em>Reuters</em></a> ha scritto che l&#8217;Ungheria necessita di un periodo compreso tra i tre anni e mezzo e i quattro per &#8220;allontanarsi&#8221; dal greggio russo, effettuare enormi investimenti e adeguare così la sua economia alle nuove condizioni geopolitiche. Fino a quando non ci sarà un accordo su tutte le questioni, Budapest non sosterrà quindi l&#8217;embargo petrolifero proposto dall&#8217;Ue, né altre misure restrittive in materia di energia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibili soluzioni di Orban</h2>



<p>Collegando i due &#8220;buchi&#8221; economici, si potrebbe pensare che l&#8217;Ungheria stia facendo leva sul nodo energetico, minacciando il <strong>veto </strong>su ipotetiche nuove sanzioni anti russe, per convincere l&#8217;Ue a non fare passi falsi in tema di Pnrr e Stato di diritto. In termini concreti, Orban non ha alcuna intenzione di perdere i <strong>finanziamenti europei</strong>, né di subire ulteriori privazioni che deriverebbero dal ritorno di fiamma di misure energetiche restrittive rivolte contro la Russia. Misure, per di più, approvate per compiacere la stessa Bruxelles che ha accusato Budapest di non essere una democrazia. </p>



<p>Le minacce e gli avvertimenti possono essere utili fino ad un certo punto. Superato il limite massimo, Orban non potrà che scendere a compromessi cercando di raccogliere più benefici possibili. In alternativa, l&#8217;Ungheria potrebbe rompere definitivamente con l&#8217;Ue e intraprendere altre, pericolose strade. Orban ha recentemente dichiarato di non star negoziando solo con l&#8217;Unione Europea per quanto concerne le risorse necessarie per modernizzare le <strong>infrastrutture energetiche</strong> nazionali (che valgono <strong>16 miliardi di euro</strong>). Ma quali potrebbero essere le alternative all&#8217;Ue? </p>



<p>La <strong>Russia </strong>potrebbe fare al caso di Budapest ma, a causa delle sanzioni imposte dall&#8217;Ue a Mosca, Mosca non può fornire sostegno finanziario diretto al governo magiaro. Una fonte esterna potrebbe essere la <strong>Cina</strong>, che in genere sostiene gli investimenti infrastrutturali. Un&#8217;opzione simile comporterebbe però un prezzo geopolitico piuttosto alto, nonché il rischio di creare nuove tensioni in seno all&#8217;Ue. Resta il<strong> Fondo Monetario Internazionale</strong>. Anche se, come spiegato dal ministro della presidenza del Consiglio dei Ministri ungherese, Gergely Gulyas, a Budapest non sarebbe ancora venuto in mente di negoziare risorse con l&#8217;FMI.</p>
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		<title>Goldman Sachs attacca Lega e Fdi: &#8220;Mettono a rischio il debito&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/goldman-sachs-attacca-lega-e-fdi-mettono-a-rischio-il-debito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 18:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Goldman Sachs]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-2048x1357.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia in vista delle elezioni del 2023 è &#8220;il Paese più a rischio di una rottura politica e l&#8217;avvicinarsi delle elezioni potrebbe diventare un catalizzatore per rinnovate preoccupazioni circa la sostenibilità del debito&#8221;: lo scrive Goldman Sachs in un rapporto dedicato all&#8217;evoluzione del debito e della sostenibilità delle politiche legate al Recovery Fund nei Paesi che andranno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/goldman-sachs-attacca-lega-e-fdi-mettono-a-rischio-il-debito.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/goldman-sachs-attacca-lega-e-fdi-mettono-a-rischio-il-debito.html">Goldman Sachs attacca Lega e Fdi: &#8220;Mettono a rischio il debito&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531145713410_bf5ab63d7f77226a378b349d2f67e555-2048x1357.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Italia in vista delle elezioni del 2023 è &#8220;il Paese più a rischio di una rottura politica e l&#8217;avvicinarsi delle elezioni potrebbe diventare un catalizzatore per rinnovate preoccupazioni circa la sostenibilità del debito&#8221;: lo scrive <strong>Goldman Sachs </strong>in un rapporto dedicato all&#8217;evoluzione del debito e della sostenibilità delle politiche legate al Recovery Fund nei Paesi che andranno al voto nel 2023 in Europa. Assieme all&#8217;Italia saranno chiamate alle urne anche la <strong>Grecia </strong>e la <strong>Spagna</strong>. Ad Atene, nota Goldman Sachs, la continuità politica appare garantita dal consenso dell&#8217;esecutivo conservatore di Kyriakos Mitsotakis. A Madrid, invece, <strong>Partito Socialista e Partito Popolare </strong>sono ritenuti trasversalmente attenti all&#8217;integrazione fiscale e economica europea. In Italia, invece, Goldman Sachs ritiene problematica una vittoria della coalizione di centrodestra al voto del 2023 in quanto la componente &#8220;più scettica (FdI e Lega)&#8221; verso l&#8217;Europa &#8220;guida regolarmente i sondaggi&#8221;.</p>
<p>Il timore della banca d&#8217;affari è una discontinuità rispetto all&#8217;era del <strong>governo Draghi </strong>oggi in carica:  &#8220;Un cambiamento nella coalizione al governo è probabile che rafforzi l&#8217;incertezza sull&#8217;implementazione del Recovery Fund, il suo impatto sulla crescita e, infine, il suo supporto alla sostenibilità del debito&#8221;. L&#8217;avvicinarsi delle prossime elezioni politiche &#8220;potrebbe rivelarsi il catalizzatore atteso da alcuni operatori di mercato per verificare quanto sia sostenibile il debito italiano&#8221;, scrivono gli economisti della banca a stelle e strisce che, lo ricordiamo, due anni fa scelse a sorpresa <a href="https://it.insideover.com/economia/il-debito-italiano-e-ambito-il-tesoro-deve-puntare-a-nuove-emissioni.html" target="_blank" rel="noopener">di <strong>puntare sull&#8217;Italia </strong>in piena tempesta pandemica sostenendo, assieme a BlackRock, il suo debito.</a> Ieri come oggi a ben guardare le condizioni strutturali del sistema-Paese non sono certamente ignote a Goldman Sachs, che pure nella sua analisi indica nella scadenza media relativamente lunga dei titoli di debito pubblico dell&#8217;Europa mediterranea (da 7 anni in Italia a 21 anni in Grecia) un fattore capace di contenere l&#8217;impatto a breve termine dell&#8217;aumento dei rendimenti legati a inflazione e stretta Bce. L&#8217;Italia è sì un Paese ad alto debito pubblico ma, al contempo, ad elevato <strong>risparmio privato </strong>e capacità di elasticità economica di fronte alle crisi. La tenuta di export, produzione industriale e disoccupazione di fronte alla tempesta pandemica lo testimonia.</p>
<p>L&#8217;Italia è il principale beneficiario del Pnrr il cui &#8220;focus su investimenti e riforme&#8221;, spiega la banca a stelle e strisce, &#8220;richiede un forte grado di continuità politica nel tempo&#8221;, che a suo avviso è difficile constatare in Italia. Il pericolo e i timori appaiono decisamente frettolosi guardando ai dati strutturali dell&#8217;economia italiana nell&#8217;ultimo anno e mezzo.</p>
<p>In primo luogo, perché bisogna guardare i dati di ampio respiro. Dal febbraio 2021 a oggi, nonostante il <strong>rimbalzo economico, </strong>la ripresa (invero abbastanza anemica) post-Covid e il rilancio di investimenti e consumi, quello che nel 2021 è stato troppo anticipatamente definito &#8220;effetto Draghi&#8221;, sono aumentati tanto i <strong>rendimenti dei Btp </strong>quanto i differenziali (spread) con il Bund tedesco, ma nessuno ha osato, giustamente, analizzare l&#8217;Italia come un Paese a rischio. Pesa in questo cambiamento la fine del sostegno speciale della Bce, senz&#8217;altro, ma anche il mutato contesto macroeconomico segnato da inflazione galoppante e crisi energetica, scenari che colpiscono il Paese.</p>
<p>In secondo luogo, perché lo stesso Recovery Fund appare un piano sorpassato nel tempo dalla nuova emergenza causata dalla tempesta bellica del conflitto ucraino e dalle sue conseguenze. E il primo a rendersene conto è proprio il premier attuale, <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-corteggia-draghi-e-studia-lasse-per-il-post-merkel.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mario Draghi, </strong>che del resto da tempo fa asse con Emmanuel Macron</a> per rendere strutturali le politiche anti-austeritarie promosse nel 2021. Di che &#8220;continuità&#8221; si deve parlare di fronte a un dibattito di questo tipo?</p>
<p>Infine, è controproducente gettare il seme dell&#8217;incertezza in un contesto che vede, negli ultimi tempi, il sistema-Paese veleggiare sulla scia di una risposta politica alla crisi, economica ma non solo, che è stata elaborata dal governo cercando la sponda di uno dei partiti citati, Fdi, che si trova all&#8217;opposizione.</p>
<p>Dal partito di Giorgia Meloni è giunta un&#8217;aspra critica al rapporto di Goldman. &#8220;Ma di quale instabilità parliamo?&#8221;, ha fatto notare in un comunicato l&#8217;eurodeputato di Fdi <strong>Raffaele Fitto.</strong> &#8220;Non una parola sulla instabilità politica figlia dei continui ed incredibili cambi di governo e di maggioranze di questi anni, sulle scelte strategiche totalmente sbagliate per esempio in materia energetica con la conseguente dipendenza, sulla paralisi nella spesa per investimenti, sulle responsabilità dell&#8217;aumento del debito pubblico, sull&#8217;allegra spesa pubblica, oppure sui ritardi nella spesa delle ingenti risorse europee della politica di coesione o del Recovery&#8221;, ha affondato l&#8217;ex presidente della Regione Puglia. Una presa di posizione forte che segnala come uno dei partiti chiamato in causa, primo nei sondaggi nel Paese, non voglia farsi addossare colpe o problemi prima di esser chiamato alla responsabilità del governo. Lanciando inoltre il guanto di sfida per prepararsi alla lunga corsa al voto dell&#8217;anno prossimo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/goldman-sachs-attacca-lega-e-fdi-mettono-a-rischio-il-debito.html">Goldman Sachs attacca Lega e Fdi: &#8220;Mettono a rischio il debito&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Pnrr può cambiare? Le vie per rilanciare l&#8217;economia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 08:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobond]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un ripensamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza? No, non occorre nelle sue scadenze e nei suoi obiettivi. Il piano è cruciale per aumentare la crescita permanentemente&#8221;. Lo ha detto il premier Mario Draghi nelle repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo. Per il presidente del Consiglio &#8220;ci sono alcuni aspetti del Pnrr che vanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pnrr-puo-cambiare-le-vie-per-rilanciare-leconomia.html">Il Pnrr può cambiare? Le vie per rilanciare l&#8217;economia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220324090641370_f6271d1e99e0f383b77835dbd4586595-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Un ripensamento del <span class="hilg1">Piano nazionale di ripresa e resilienza</span>? No, non occorre nelle sue scadenze e nei suoi obiettivi. Il piano è cruciale per aumentare la crescita permanentemente&#8221;. Lo ha detto il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-primo-anno-di-draghi-in-politica-estera.html" target="_blank" rel="noopener">premier <strong>Mario <span class="hilg2">Draghi</span> </strong>nelle</a> repliche alla Camera in vista del Consiglio europeo. Per il presidente del Consiglio &#8220;ci sono alcuni aspetti del <span class="hilg1">Pnrr</span> che vanno affrontati&#8221; come &#8220;l&#8217;aumento costi&#8221; e dei &#8220;prezzi delle materie prime&#8221; ma è &#8220;in corso&#8221; su questo una &#8220;discussione in commissione Ue&#8221;.  Le speranze di una imminente <strong>ripresa dell&#8217;economia italiana</strong> &#8220;si affievoliscono&#8221; a causa della guerra russo-ucraina e dello tsunami energetico e &#8220;occorre una risposta europea&#8221; ma &#8220;non occorre un ripensamento del Pnrr nelle sue scadenze e nei suoi obiettivi&#8221;, dato che per Draghi &#8220;il Pnrr è cruciale per aumentare la nostra crescita permanente al di là degli eventi&#8221;.</p>
<p>Draghi riflette a mente fredda su quanto dovrà portare all&#8217;attenzione dei leader europei nelle prossime giornate. Il presidente del Consiglio chiamato per gestire, in particolar modo, la corsa italiana a <strong>Next Generation Eu </strong>di fronte alla sfida posta dal rischio di un fallimento in materia di Giuseppe Conte e del suo governo ora potrebbe governare una sua potenziale correzione in corso d&#8217;opera. Cos&#8217;è cambiato rispetto al 2021? In primo luogo, i diversi prezzi di materie prime, trasporti, materiali rendono decisamente più complicati i calcoli in materia di sostenibilità delle opere e dei progetti. In secondo luogo, la <strong>partita della transizione energetica, cruciale </strong>perché destinataria del 37% dei fondi, si è fatta ancora più complicata. Infine, c&#8217;è il sospetto che i fondi stanziati siano tutt&#8217;ora ridotti rispetto alle reali esigenze dell&#8217;economia europea ed italiana in particolare.</p>
<p>Prima di Draghi avevano parlato sullo stesso tema il Commissario europeo agli Affari Economici <strong>Paolo Gentiloni </strong>e il titolare del Mef <strong>Daniele Franco. &#8220;</strong><span style="font-size: 1rem;">Non c&#8217;è mai stato tanto bisogno di investimenti pubblici come in questo momento in cui l&#8217;economia per la guerra rischia la gelata &#8211; ha dichiarato Gentiloni in Conferenza stampa &#8211; non dobbiamo incoraggiare la gelata ma fare esattamente il contrario. Spendere adesso questi investimenti è vitale per la nostra economia&#8221;. Per <strong>Franco</strong> &#8220;il piano è una costruzione complessa frutto di un negoziato e non può essere cambiato unilateralmente&#8221;. In quest&#8217;ottica, le parole di Gentiloni, Draghi e Franco permettono di capire quale può essere la traccia delle prossime settimane: non cambiare il Pnrr ma aggiornarlo nel quadro di una riequlibrazione dei costi e degli obiettivi, mettendo inoltre in campo una corsa alla risoluzione dei problemi burocratici che frenano l&#8217;applicazione dei lavori.</span></p>
<h2>Come riequilibrare le voci di spesa</h2>
<p>Ad oggi, <strong>cambiare i fondi tra le varie missioni </strong>è tecnicamente impossibile, senza un via libera Ue. Si potrebbe però rimodulare la strategia interna alle varie missioni sfruttando il differenziale tra fondi non ancora messi in veri progetti e quelli già stanziati.</p>
<p>L&#8217;Osservatorio <a href="https://www.ilsole24ore.com/superdossier/pnrr_12012022-AEDNUY7">Pnrr de <em>Il Sole 24 Ore </em>monitora costantemente</a> i progressi di avanzamento del Pnrr e la corsa dell&#8217;Italia per l&#8217;utilizzo dei <strong>191,6 miliardi di euro allocati </strong>nei vari progetti e nelle varie missioni. E notiamo che in particolar modo ad essere complessa è la gestione della missione più importante, quella della transizione energetica. Elaborando i dati dell&#8217;Osservatorio Pnrr <a href="https://www.pmi.it/economia/mercati/378660/a-che-punto-siamo-con-i-progetti-del-pnrr.html"><em>Pmi.it </em>commenta che </a>&#8220;un primo dato che appare evidente è un forte scostamento tra la percentuale di fondi destinati alla seconda <em>missione,</em> <strong>Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica</strong>, e il loro effettivo utilizzo alla data odierna: 59,5 miliardi allocati (circa il 31% del totale) contro i 2,6 miliardi utilizzati nel 2021 e i 6,2 allocati per il 2022&#8243;.</p>
<p>Questo mostra che nel quadro della medesima &#8220;missione&#8221; i fondi non ancora utilizzati possono essere utilizzati per dare priorità a quei bandi che possono ottimizzare le priorità attuali: una <strong>transizione energetica sostenibile, </strong>che <a href="https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/draghi-non-occorre-ripensamento-pnrr-a-cruciale-00001/?chn">riduca i prezzi in bolletta del gas e ammortizzi i costi per i cittadini. Per fare</a> un esempio, fondi come i 15 miliardi di euro utilizzati in teoria per l&#8217;<strong>efficienza energetica degli edifici, </strong>legati a un Superbonus ormai esploso fuori da ogni controllo in termini di prezzario delle materie prime, possono essere in parte reindirizzati su nuove reti energetiche, gestione della cattura e stoccaggio dell&#8217;anidride carbonica, alleviamento della dipendenza energetica dalla Russia.</p>
<p>Per l&#8217;economista <strong>Alessandra Servidori, </strong>in particolare, bisognerebbe &#8220;definire rapidamente un vero e proprio Piano energetico nazionale che preveda un nuovo mix di forniture e fonti accelerando la realizzazione degli impianti di rinnovabili sbloccando, nell’interesse nazionale, gli iter autorizzativi, oggi di fatto bloccati in molti ambiti ed aree&#8221;. <a href="https://www.startmag.it/economia/energia-inflazione-pnrr/" target="_blank" rel="noopener">Servidori su <em>StartMag </em>aggiunge</a> che &#8220;è indispensabile accelerare l’aumento del prelievo nazionale di gas, anche con nuove esplorazioni, e riattivare gli investimenti previsti sui rigassificatori&#8221; e che per raggiungere questi obiettivi &#8220;il Pnrr su alcune voci va rimodulato in funzione della necessità di sostenere gli investimenti in campo energetico&#8221; mentre anche sulle infrastrutture si potrebbe dare via libera a una prioritaria edificazione di <strong>ferrovie e reti di interconnessione</strong> che aiutino a gestire in termini meno impattanti e costosi i trasporti merci e persone.</p>
<h2>Il ruolo del fondo complementare</h2>
<p>C&#8217;è poi una seconda strada che consentirebbe, in parte, un margine di <strong>ammortizzazione </strong>nel caso in cui il governo Draghi decidesse di non cambiare i progetti in corso. Non bisogna dimenticare che ai 191,6 miliardi di euro connessi a Next Generation Eu il governo Draghi ne ha aggiunti, in sede di edificazione del Pnrr, 30 legati al <strong>fondo complementare </strong>inserito come sostegno dal governo per piani attuativi e progetti legati alle strategie del Pnrr. In totale sarebbero dovuti essere 220 miliardi di euro da utilizzare base per la ripresa dell’economia nazionale nell’ottica della visione del governo Draghi con l&#8217;obiettivo di accrescere di 1,4 punti il tasso medio di sviluppo del Pil nel periodo 2022-2026 attuando le riforme e garantendo processi fluidi e capaci di garantire sinergie tra enti e amministrazioni.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3up2Ang" target="_blank" rel="noopener"><strong>La &#8220;dottrina Draghi&#8221; contro la crisi</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3L4YzLJ" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Recovery di Draghi, spiegato</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3qvkvaR" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il ritorno della storia in Europa</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Ebbene, in un contesto che lascia presagire addirittura una caduta del nostro Paese in recessione i 30 miliardi del fondo di complemento possono servire a offrire un <strong>cuscinetto di fondi già allocati </strong>per non perturbare eccessivamente il processo di programmazione che è fortemente già burocratizzato. Non dimentichiamo che a ogni somma di opere è già stata associata una cabina di regia gestionale, un apparato burocratico, un processo di selezione di personale ad hoc. Per le sole opere infrastrutturali, ha notato<a href="https://www.true-news.it/politics/i-boiardi-delle-opere-pubbliche-che-hanno-in-mano-i-soldi-del-pnrr"> Francesco Floris su <em>True News, </em>Palazzo Chigi ha nominato 49 commissari che gestiscono 99 miliardi di euro in opere da progettare entro il 2026. Il </a>fondo complementare può aiutare a evitare di creare eccessivo caos aprendo al ristabilimento dell&#8217;ordine economico tamponando i rincari.</p>
<h2>Battaglia in Ue</h2>
<p>La vera chiave di volta sta, in ogni caso, nello strappare in Europa il via libera a <strong>nuovi investimenti </strong>economici di lunga prospettiva, all&#8217;uso intelligente del debito che, come ha ricordato l&#8217;economista Massimo Amato, si ponga il problema dei fini: sostenere il Pnrr con un Recovery 2.0 o nuovi piani dal nome diverso sarebbe utile se Paesi come l&#8217;Italia si ponessero obiettivi chiari. Tra questi, in primo luogo, l&#8217;<strong>indipendenza energetica</strong>. Ma anche la coesione geoeconomica delle reti, il rilancio del mercato interno e la difesa della produzione industriale possono avere un ruolo. Il Pnrr potrebbe anche essere rimodulato indirettamente con misure specifiche: calmieri dei prezzi delle <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-senza-fine-delle-materie-prime-travolgera-leconomia-globale.html">materie prime</a>, nuovo blocco del <strong>Patto di Stabilità, </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/bruxelles-si-divide-sullipotesi-eurobond-campo-berlusconi-2016216.html">emissione di Eurobond</a> per finanziare spese ad hoc come la transizione in forma mutualizzata sono solo alcune delle opzioni.</p>
<p>Quel che è certo è che bisogna evitare nuovamente che l&#8217;Europa ripiombi nella trappola del rigore e dell&#8217;austerità come le indicazioni <a href="https://it.insideover.com/economia/i-falchi-ue-non-perdono-il-vizio-ridurre-il-debito.html">dell&#8217;ultimo Eurogruppo lasciano temere:</a> che si parli di rilancio dei Pnrr nazionali, di potenziamento della capacità di copertura dei costi o di nuove misure, quel che è certo è che Next Generation Eu non basta più e gli Stati devono essere liberi di spendere e investire contro la crisi per promuovere il rilancio economico. In tempi di guerra alle porte dell&#8217;Europa e di tempesta energetica, arroccarsi sulla rigidità è ciò che di più ci sarebbe di sbagliato. Al governo Draghi e ai suoi alleati europei il compito di dettare la via su questa svolta.</p>
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		<title>Cosa ha deciso sull&#8217;Ucraina il consiglio di Versailles</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-ha-deciso-sull-ucraina-il-consiglio-di-versailles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 19:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;unità a livello europeo sulla condanna alla guerra in Ucraina indubbiamente c&#8217;è stata. Su altri temi afferenti al conflitto, la quadra nello scenario della reggia di Versailles non è stata trovata. Mario Draghi nelle sue dichiarazioni delle ultime ore ha parlato di &#8220;compattezza&#8221; in seno all&#8217;Ue, ma questa affermazione è vera solo in parte. Sulle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-ha-deciso-sull-ucraina-il-consiglio-di-versailles.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-ha-deciso-sull-ucraina-il-consiglio-di-versailles.html">Cosa ha deciso sull&#8217;Ucraina il consiglio di Versailles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX91KckGIj3gUzpW87ZD_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;unità a livello europeo sulla condanna alla<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html"> guerra in Ucraina</a> indubbiamente c&#8217;è stata. Su altri temi afferenti al conflitto, la quadra nello scenario della reggia di Versailles non è stata trovata. <strong>Mario Draghi</strong> nelle sue dichiarazioni delle ultime ore ha parlato di &#8220;compattezza&#8221; in seno all&#8217;Ue, ma questa affermazione è vera solo in parte. Sulle nuove <strong>sanzioni</strong> da applicare alla Russia, così come sulla domanda di <strong>adesione</strong> dell&#8217;Ucraina e sul <strong>Recovery Plan</strong> bellico i pareri tra i 27 sono stati molto distanti. E soltanto nei prossimi giorni si potrà vedere un vero accordo.</p>
<h2>No all&#8217;adesione rapida dell&#8217;Ucraina</h2>
<p>Tutti i governi Ue sono stati concordi sulla necessità di garantire maggior <strong>sostegno</strong> a Kiev. Dunque l&#8217;invio di nuove armi e di nuovi mezzi all&#8217;Ucraina, impegnata nel conflitto contro la Russia, non è mai stato in discussione. Tuttavia nel vertice di Versailles, originariamente pensato da <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> come punto cardine del suo semestre di presidenza dell&#8217;Ue, non è emersa unione nel sostegno all&#8217;ingresso immediato dell&#8217;Ucraina nel territorio comunitario. La richiesta è partita da Kiev il 26 febbraio scorso, due giorni dopo cioè lo scoppio del conflitto. In particolare, si chiedeva una <strong>procedura</strong> di emergenza per l&#8217;ingresso nell&#8217;Ue. Già nella serata di giovedì lo stesso Macron aveva fatto sapere che &#8220;era impensabile l&#8217;ingresso di un Paese in guerra nella comunità&#8221;. Anche se poi l&#8217;Eliseo ha spiegato che da parte francese ed europea non verrà meno il supporto militare a Kiev.</p>
<p>Il consiglio convocato a Versailles alla fine ha risposto negativamente alla richiesta ucraina. Pur non chiudendo del tutto le porte in faccia a Kiev. Semplicemente, per il momento non è possibile parlare di Ucraina nell&#8217;Unione Europea. Un concetto chiarito anche dal premier olandese <strong>Rutte</strong>: &#8220;Non c&#8217;è dubbio che Paesi Bassi e Ucraina siano al fianco in questo momento, ma non esiste un percorso veloce di adesione all&#8217;Ue&#8221;. In poche parole, anche e soprattutto perché è in guerra, Kiev non può avere corsie preferenziali. Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">presidente ucraino Zelensky</a> non l&#8217;ha presa molto bene: &#8220;L&#8217;Ue deve fare di più per noi &#8211; ha dichiarato in un videomessaggio su <em>Telegram</em> &#8211; Bisogna avere più forza, questo non quello che ci aspettiamo. Bisogna che le decisioni degli uomini politici coincidano con gli umori dei loro popoli, dei popoli europei&#8221;.</p>
<h2>Divisioni anche su sanzioni e Recovery Plan</h2>
<p>Sulle sanzioni l&#8217;Ue vorrebbe remare compatta nella stessa direzione, ma le defezioni non mancano. Il presidente della commissione Ue, <strong>Ursula Von Der Leyen</strong>, al termine del vertice di Versailles ha dichiarato che c&#8217;è compattezza nella convinzione di redigere un quarto pacchetto di sanzioni alla Russia. Ma, andando poi nel dettaglio, ci sono molte differenze all&#8217;interno del club dei 27. I Paesi baltici vorrebbero da subito interrompere l&#8217;importazione di greggio russo, Germania e Italia non sembrerebbero così nette e favorevoli. Dunque c&#8217;è sì il mandato da parte del consiglio all&#8217;esecutivo europeo di imporre nuove sanzioni, ma le divisioni sui dettagli del nuovo pacchetto sono state parecchie. Se ne dovrebbe sapere di più la prossima settimana. L&#8217;unica cosa certa è che, a lungo termine, c&#8217;è la volontà di superare la forte dipendenza energetica dalla Russia. Ursula Von Der Leyen ha annunciato per fine maggio la presentazione di un piano europeo per l&#8217;indipendenza energetica da Mosca entro il 2027.</p>
<p>Sul piatto del consiglio di Versailles anche una proposta annunciata nei giorni scorsi da Macron e che però non sarebbe andata a buon fine. Ossia quella di un &#8220;Recovery di guerra&#8221;. Una sorta di riedizione del Recovery Found approvato per superare l&#8217;emergenza economica causata dal <strong>coronavirus</strong>, ma riproposto per l&#8217;attuale emergenza bellica. Il conflitto in Ucraina, è il pensiero del presidente francese, ha fatto emergere la necessità di una <strong>difesa</strong> <strong>comune</strong>, da sempre pallino dell&#8217;attuale inquilino dell&#8217;Eliseo, e di un&#8217;emancipazione dal gas russo. Per finanziare progetti in tal senso, l&#8217;Europa potrebbe portare avanti un nuovo Recovery da cento miliardi di Euro. Tuttavia questo piano non è passato. Molti Paesi, tra cui Paesi Bassi e Germania, hanno espresso le proprie perplessità. Il governo de L&#8217;Aja, in particolare, ha sottolineato come siano ancora presenti nel Recovery Plan tutte le risorse necessarie anche per fronteggiare le attuali emergenze e quindi non servono ulteriori esborsi di denaro.</p>
<p>L&#8217;unità di cui i vertici europei hanno parlato per certi versi c&#8217;è stata, per altri no. La proposta di adesione di Kiev, le nuove sanzioni e il progetto del Recovery di guerra hanno rischiato di far impantanare il vertice ospitato da Macron. Ad ogni modo, dopo il consiglio adesso si aspettano precise indicazioni anche dalle prossime mosse della commissione europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-ha-deciso-sull-ucraina-il-consiglio-di-versailles.html">Cosa ha deciso sull&#8217;Ucraina il consiglio di Versailles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Svolta della finanza globale: ora promuove i piani dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/svolta-della-finanza-globale-ora-promuove-i-piani-dellitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 04:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[City]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="economia italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1024x643.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-768x482.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1536x965.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-2048x1286.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Financial Times promuove il rilancio dell&#8217;economia italiana e indica il trittico di riferimento su cui il Paese può &#8220;accelerare la ripresa&#8221;: la campagna vaccinale estremamente avanzata, la ripresa sistemica delle esportazioni e il rafforzamento degli investimenti. Il prestigioso quotidiano della City di Londra ha dedicato un pezzo strutturato al rilancio del sistema-Paese che ha &#8220;cambiato marcia&#8221;, e la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/svolta-della-finanza-globale-ora-promuove-i-piani-dellitalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="economia italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1024x643.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-768x482.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-1536x965.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/economia-italia-2048x1286.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <em>Financial Times </em>promuove il rilancio dell&#8217;economia italiana e indica il trittico di riferimento su cui il Paese può &#8220;accelerare la ripresa&#8221;: la <strong>campagna vaccinale </strong>estremamente avanzata, la ripresa sistemica delle esportazioni e il rafforzamento degli investimenti.</p>
<p><a href="https://www.ft.com/content/14a03110-bc70-4cac-8dd8-bc90cf083070" target="_blank" rel="noopener">Il prestigioso quotidiano della City di Londra</a> ha dedicato un pezzo strutturato al rilancio del sistema-Paese che ha &#8220;cambiato marcia&#8221;, e la questione è tutto fuorché cronicistica: il Ft parla direttamente all&#8217;orecchio dei <strong>grandi investitori </strong>internazionali, della finanza di punta del sistema globale e dei principali stakeholder delle maggiori economie del pianeta, di cui è una bussola fondamentale.</p>
<p>Le previsioni per il 2021 della Nota di aggiornamento al Def del governo Draghi prevedono un +6% nel Prodotto interno lordo, una crescita dei consumi del 4%, un rafforzamento della produzione industriale dell&#8217;11% e soprattutto una crescita degli investimenti, pubblici e privati, del 14%. La presidente del B20 <strong>Emma Marcegaglia </strong>ha nel recento summit di preparazione al G20 per le imprese dei Paesi più industrializzati al mondo sottolineato proprio questa dinamica come cruciale per il rafforzamento dell&#8217;Italia negli anni a venire e lo stesso è stato sottolineato da un&#8217;autorevole esperta di peso dell&#8217;economia internazionale contattata dal quotidiano della City di Londra: Laurence Boone, capo economista dell&#8217;Ocse, sottolinea che l&#8217;Italia ha la possibilità di &#8220;resettare la sua economia&#8221; con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti più strategici, mentre la posizione per il Paese appare &#8220;molto diversa da quella degli anni passati&#8221;.</p>
<p>A questo va aggiunto il fatto che il deficit produttivo impostato con il Pnrr e destinato ad essere rafforzato nelle prossime manovre finanziarie prevede l&#8217;attivazione di un circolo virtuoso<a href="https://it.insideover.com/economia/italia-austerita-rigore.html" target="_blank" rel="noopener"> tra <strong>crescita economica </strong>e riduzione del <strong>rapporto debito/Pil </strong>che bene fa sperare sulle dinamiche strutturali dell&#8217;Italia.</a> L&#8217;Italia beneficia innanzitutto del clima positivo garantito dall&#8217;espansione monetaria <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-e-il-covid-uno-sforzo-da-3mila-miliardi-di-euro.html" target="_blank" rel="noopener">della <strong>Banca centrale europea</strong></a><strong> </strong>e, inoltre, della sospensione delle regole comunitarie su debito/Pil e deficit che mira a far evolvere in una rottura della <a href="https://it.insideover.com/economia/riparte-la-guerra-dei-falchi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>gabbia del rigore</strong>.</a></p>
<p>L&#8217;endorsement del Financial Times non è il primo che arriva sul nostro Paese dopo l&#8217;ascesa al governo di <strong>Mario Draghi </strong>e la fine del disastro economico dell&#8217;era giallorossa. Già il Dipartimento di Stato Usa aveva, <a href="https://it.insideover.com/economia/italy-is-good-for-business-gli-usa-puntano-sui-legami-economici-con-roma.html" target="_blank" rel="noopener">nei mesi scorsi, sottolineato che &#8220;<em>Italy is good for business&#8221;</em> nel suo report sull&#8217;economia internazionale</a>. Un sostegno strutturato alla ripresa nazionale avvenuto dopo che durante la fase iniziale della pandemia, nel pieno dello schianto della borsa e della fiammata sui <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cosa-sono-i-btp.html" target="_blank" rel="noopener">Btp</a>, la finanza <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-prospettiva-avranno-gli-aiuti-usa-allitalia.html" target="_blank" rel="noopener">Usa guidata da <strong>BlackRock </strong>e <strong>Goldman Sachs </strong>si lanciò</a> a consigliare ai suoi clienti e partner l’acquisto delle emissioni sovrane italiane, contribuendo assieme alla Bce a stabilizzarle.</p>
<p>Il punto principale sottolineato dal Ft, in quest&#8217;ottica, è legato al fatto che la crescita degli investimenti pare strutturale e che tanto sul fronte pubblico quanto su quello privato si fa sempre più consistente la ripresa della crescita industriale, dello stimolo alle infrastrutture e delle politiche per la transizione energetica e il rilancio dell&#8217;economia nazionale. Una dinamica complessa a cui si aggiunge la presenza di una serie di riforme su cui lo spettro politico e il mondo economico sono sostanzialmente concordi: la <strong>riforma della giustizia, </strong>in particolar modo, è ritenuta operativamente fondamentale dagli investitori internazionali, in quanto la certezza del diritto e il freno alla moltiplicazione dei processi infiniti in campo civile e penale appaiono un abilitatore chiave per aumentare la competitività del Paese.</p>
<p>Il Ft non menziona, in ogni caso, quello che è il vero potenziale dell&#8217;Italia in questa fase. Un potenziale che colpevolmente la politica e il mondo economico hanno a lungo dimenticato, se non addirittura involontariamente ostacolato: il <strong>capitale umano </strong>fatto di competenze imprenditoriali, innovative e al passo coi tempi, di un settore tecnologico e della ricerca vivo, di un capitale sociale risultato capace di non franare di fronte alla sfida della Grande Recessione prima e della pandemia poi. Un capitale, questo, che costruisce giorno dopo giorno la ripresa economica e che negli anni a venire andrà valorizzato anche &#8211; se non soprattutto &#8211; rispondendo alle inquietudini che caratterizzano il Paese sotto il profilo delle disuguaglianze sociali, delle tensioni interne ai corpi intermedi, del timore di un ritorno di fiamma della pandemia. Nubi che andranno fugate per permettere che i benefici della ripresa si distribuiscano, a cascata, sull&#8217;intero corpo del Paese.</p>
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		<title>Il dilemma dei permessi di inquinamento sulla transizione energetica Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-dilemma-dei-permessi-di-inquinamento-sulla-transizione-energetica-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1425" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carbone (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-1024x760.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-1536x1140.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-2048x1520.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pagare per inquinare è sempre più complesso e costoso nei mesi in cui l&#8217;Unione Europea avanza sulla scia della definizione dei suoi progetti di transizione energetica. Mentre l&#8217;Europa sperimenta una corsa record nei prezzi dell&#8217;energia elettrica, il ruolo delle materie prime nel determinare con la loro impennata nelle quotazioni questa crescita va di pari passo con le evoluzioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-dilemma-dei-permessi-di-inquinamento-sulla-transizione-energetica-ue.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1425" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carbone (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-1024x760.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-1536x1140.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Carbone-2048x1520.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Pagare per inquinare </strong>è sempre più complesso e costoso nei mesi in cui l&#8217;Unione Europea avanza sulla scia della definizione dei <a href="https://it.insideover.com/ambiente/come-evitare-che-la-transizione-green-crei-una-massa-di-disoccupati.html" target="_blank" rel="noopener">suoi progetti di transizione energetica.</a> Mentre l&#8217;Europa sperimenta una corsa record nei prezzi dell&#8217;energia elettrica, il ruolo delle<a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-delle-materie-prime-e-la-crisi-dei-chip-possono-frenare-la-ripresa-in-ue.html" target="_blank" rel="noopener"> </a><strong>materie prime </strong>nel determinare con la loro impennata nelle quotazioni questa crescita va di pari passo con le evoluzioni del mercato dei permessi di inquinamento.</p>
<p>Oggigiorno, nello schema di emissione europeo, produrre una tonnellata di diossido di carbonio costa al produttore 62,4 euro, un valore pari al doppio di quello registrato nel settembre anno scorso e <a href="https://it.insideover.com/energia/lera-della-grande-incertezza-per-materie-prime-ed-energia.html" target="_blank" rel="noopener">dodici volte il prezzo di quattro anni fa.</a> Tale rally rischia di inficiare notevolmente la possibilità di procedere nelle tabelle di marcia previste sul <a href="https://it.insideover.com/ambiente/sulle-emissioni-leuroparlamento-sceglie-una-linea-realista.html" target="_blank" rel="noopener">piano <strong>Fit for 55, sul</strong>lo</a> sviluppo economico-industriale di strategie per la transizione e sulla regolazione dei mercati energetici del futuro.</p>
<p>Da quando in primavera l&#8217;Unione Europea ha iniziato ad annunciare le strategie che, mediando tra pragmatismo e ideologia, hanno avviato il Green New Deal, come i &#8220;<strong>dazi verdi</strong>&#8221; proposti per colpire le nazioni che in questa fase storica hanno standard ambientali più labili e il piano Fit for 55 con annesse strategie di fuoriuscita dalle energie fossili, i <em>carbon permits </em>hanno iniziato a decollare nelle quotazioni. <a href="https://balkangreenenergynews.com/co2-tops-eur-60-for-first-time/" target="_blank" rel="noopener">A maggio hanno sfondato per la prima volta il costo di 50 euro per tonnellata, mentre un paio di settimane fa hanno sfondato i 60.</a></p>
<p>Lanciato nel 2005 come primo grande schema al mondo di questo tipo, <strong>l&#8217;Emission Trading System (Ets)</strong> dell’Unione Europea si applica a 11.000 tra fabbriche, poli produttivi e strutture aventi un&#8217;emissione netta superiore ai 20 MW l&#8217;anno. A ognuna di queste istituzioni sono assegnate quote annuali di inquinamento, superate le quali il soggetto che rimane a secco deve rimediare acquistando i permessi sul mercato da altri soggetti che dispongono di quote rimaste inutilizzate attraverso un sistema di aste. Fit for 55 ha ridotto gli spazi di manovra in termini temporali e quantitativi per le imprese europee, mentre al contempo la combinazione tra i nuovi obiettivi europei e le posizioni speculative acquisite in reazione ad essi degli hedge fund e dagli investitori istituzionali, che tendono entrare e uscire dal meccanismo in base ai prezzi, hanno di fatto anticipato gli scenari inizialmente previsti per il 2025 portando ad un rally del prezzo.</p>
<p>Questo, chiaramente, è avvenuto ben prima che le soluzioni tecniche della <a href="https://it.insideover.com/energia/come-le-nuove-tecnologie-cambiano-il-mondo-dellenergia.html" target="_blank" rel="noopener">nuova <strong>economia sostenibile, </strong>in diversi settori in graduale ma inesorabile dispiegamento,</a> fossero già disponibili sul terreno. Per questo motivo, scrive <em><a href="https://formiche.net/2021/09/appunti-politica-energetica-gas/">Formiche</a>,</em> &#8220;le imprese sono costrette a pagare oggi il costo Ets che avrebbero evitato di pagare in futuro se avessero avuto il tempo per mettere a terra i necessari investimenti&#8221;, riducendo ed erodendo il conto economico e il patrimonio senza che i vantaggi economici della <a href="https://it.insideover.com/ambiente/decarbonizzazione-e-sviluppo-economico-un-legame-diretto.html" target="_blank" rel="noopener">transizione, che grazie all&#8217;efficienza crescente possono manifestarsi concretamente, siano ancora stati capitalizzati.</a></p>
<p>La corsa del mercato Ets rende nel breve periodo più costoso inquinare, rendendo dunque pesante per le imprese il fardello dell&#8217;acquisto dei permessi, e sottrae risorse agli investimenti in transizione e sviluppo sistemico di nuove tecnologie, reti, forme di alimentazione, rallentando il percorso verso la decarbonizzazione. Logico dunque che questa tenaglia rischia di chiudersi sul mercato europeo a causa dell&#8217;assenza di razionalità nel comportamento e nelle aspettative di diversi operatori.</p>
<p>Alla prova dei fatti, aziende, imprese, utilities ed enti regolatori non hanno altra scelta che scaricare sui consumatori finali il prezzo del processo in cui sono coinvolti, contribuendo a rendere assai più problematica la strada verso la transizione. Per questo in Spagna <a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pedro Sanchez </strong>ha proposto un taglio netto all&#8217;Iva sull&#8217;elettricità e ovunque nell&#8217;Ue si pensa di calmierare i prezzi e ridurre l&#8217;impatto delle bollette.</a> Gli analisti di Boston Consulting hanno per il solo caso italiano stimato in 15 miliardi di euro il costo extra che le imprese dovranno sobbarcarsi e i consumatori pagare per dare spazio agli investimenti necessari a costruire nuovi impianti, a riqualificare quelli già esistenti,<a href="https://it.insideover.com/energia/la-rivoluzione-dellidrogeno-e-la-sfida-dellefficienza.html" target="_blank" rel="noopener"> a sviluppare nuove fonti di alimentazione, </a>a evitare la distruzione di posti di lavoro. I problemai contingenti rischiano di far schizzare verso l&#8217;alto questa cifra, rendendo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-conto-da-15-miliardi-di-euro-della-transizione-green-per-le-imprese.html">inoltre di fatto impossibile ogni stima per l&#8217;Europa paragonabile a svariate decine di miliardi di euro.</a> I governi europei possono e devono evitare un <strong>bagno di sangue </strong>e, soprattutto, frenare la corsa dei permessi di inquinamento, specie se dietro di essi si scorgerà qualche &#8220;manina&#8221; di carattere finanziario e borsistico. L&#8217;alternativa è accettare un rallentamento impronosticabile nella già complessa e ambiziosa tabella di marcia della decarbonizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-dilemma-dei-permessi-di-inquinamento-sulla-transizione-energetica-ue.html">Il dilemma dei permessi di inquinamento sulla transizione energetica Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La mossa di Sanchez contro il rincaro dell&#8217;elettricità: tasse abbattute</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 15:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pedro Sanchez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-2048x1447.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez è un leader che dopo il Covid-19 si è fatto sempre più pragmatico trovandosi di fronte alla necessità di reagire col suo governo alla grave crisi economica e sociale aperta dalla pandemia da coronavirus, e nonostante la natura di coalizione di sinistra del suo governo il premier di Madrid ha più volte dovuto mettere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-di-sanchez-contro-il-rincaro-dellelettricita-tasse-abbattute.html">La mossa di Sanchez contro il rincaro dell&#8217;elettricità: tasse abbattute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pedro Sanchez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13238370_large-2048x1447.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Pedro Sanchez </strong>è un leader che dopo il Covid-19 si è fatto sempre più pragmatico trovandosi di fronte alla necessità di reagire col suo governo alla grave crisi economica e sociale aperta dalla pandemia da coronavirus, e nonostante la natura di coalizione di sinistra del suo governo il premier di Madrid ha più volte dovuto mettere in campo decisioni in grado di andare oltre l&#8217;ideologia di riferimento.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso è quello della corsa<a href="https://it.insideover.com/energia/la-bomba-dellenergia-sulla-ripresa-e-i-consumi.html" target="_blank" rel="noopener"> dei <strong>prezzi dell&#8217;elettricità </strong>che rischia di depotenziare </a>notevolmente le prospettive di ripresa deprimendo i consumi dei cittadini e imponendo un onere eccessivo alle imprese. Sanchez e il suo governo di coalizione tra il Partito Socialista da lui guidato e i radicali di Podemos hanno promosso una politica di <strong>taglio lineare </strong>alle imposte sull&#8217;elettricità, &#8220;decapitando&#8221; temporaneamente  l&#8217;Iva del 90%, dal 5,1% allo 0,5%, per evitare che la corsa dei prezzi freni l&#8217;economia nazionale.</p>
<p>Il problema principale del mercato elettrico spagnolo è la sua grande dipendenza dal <strong>gas naturale, </strong>impattante per circa il 50% della domanda interna, il cui picco di prezzo negli ultimi giorni ha prodotto scossoni che si sono ripercossi anche in Italia e in Germania, ove la punta è stata di 90 euro per megawattora.</p>
<p>La manovra del governo, annunciata lunedì sera da Sanchez in diretta televisiva, avrà un peso economico notevole dal valore di oltre 1,4 miliardi di euro. 560 milioni di euro proverranno, secondo le stime, dalla riduzione degli extra-profitti delle utilities, che però avranno in questo caso un vantaggio indiretto dal fatto che la riduzione dell&#8217;Iva garantita dalle autorità spagnole aiuterà consumatori e imprese a sostenere i picchi di prezzo e la possibile crisi energetica, evitando colli di bottiglia tra domanda e offerta.</p>
<p>Vedere un governo di sinistra promuovere una manovra fiscale legata a una ricetta sostanzialmente di destra, fondata su un taglio lineare di un&#8217;imposta ad effetto regressivo, è un effetto interessante di questa fase di crisi che impone scelte pragmatiche e coordinate. Del resto, la ricetta economica di Sanchez, nonostante la presenza al governo dei radicali di Podemos, si è distinta per unire una chiara visione ideologica a decisioni concrete e dettate dall&#8217;analisi della realtà su altri fronti: la patrimoniale richiesta dalla sinistra radicale non si è di fatto realizzata, ma questo non ha impedito al governo di promuovere<a href="https://it.insideover.com/economia/asse-anti-austerita-tra-spagna-e-portogallo-cosa-cambia-in-europa-del-sud.html" target="_blank" rel="noopener"> una <strong>manovra di spesa pubblica </strong>fortemente keynesiana</a>, aumentare il salario minimo e ridurre la pressione fiscale sui cittadini, coinvolgendo la base industriale delle grandi aziende come <a href="https://it.insideover.com/economia/la-spagna-sorpassa-litalia-sui-sussidi-di-nextgen.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;supplente&#8221; per la strutturazione del Recovery Fund.</a></p>
<p>In campo energetico la corsa dei prezzi, il grande problema della fase finale del 2021, richiede decisioni rapide e Sanchez ha preso impegni concreti: far tornare i costi dell&#8217;energia ai livelli del 2018, nonostante l&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;elettricità. Un impegno che gli analisti ritengono difficile da realizzare in breve tempo, a meno che non subentri una decisa accelerazione sul fronte della transizione energetica verso un sistema più efficiente ed efficace, <a href="https://www.ft.com/content/170b34a9-7a03-4bfa-abb9-7eafe9405ff9" target="_blank" rel="noopener">come sottolinea il <em>Financial Times.</em></a></p>
<p>La rete energetica spagnola, che ancora deve sperimentare un&#8217;evoluzione verso una maggiore flessibilità garantita dal peso crescente delle rinnovabili e dalle reti di ultima generazione, è tra le meno adatte a gestire la fase attuale in cui la corsa di una singola fonte, a cascata, aumenta i prezzi dell&#8217;intera bolletta dei cittadini. <a href="https://www.ft.com/content/7cf9a7c1-a103-4923-bb5b-bad93d32ca39" target="_blank" rel="noopener">E del resto <strong>Teresa Ribera, </strong>viceministro dell&#8217;Ambiente del governo di Madrid</a>, ha dichiarato al quotidiano della City di Londra che il costo delle bollette e l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime può essere il vero fattore frenante per le politiche di transizione ecologica promosse dai governi europei.</p>
<p>Da una prospettiva di sinistra, più vicina all&#8217;ambientalismo progressista, la Ribera ha compreso quanto in Italia è stato sottolineato dal <a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html" target="_blank" rel="noopener">ministro per la Transizione Ecologica <strong>Roberto Cingolani</strong>,</a> che negli ultimi giorni ha avvertito sul rischio di un +40% nelle bollette a partire da ottobre e che, con la sua volontà di coniugare pragmatismo e ambizione nella strategia energetica nazionale, ha subito le feroci critiche della sinistra e del Movimento Cinque Stelle. Ma la mossa del governo spagnolo, espressione di quel mondo progressista che più spesso ha fatto della questione ambientale una sua bandiera, dimostra che la via passa proprio per scelte pragmatiche e non meramente ideologiche. Solo in un modo lo sviluppo potrà essere davvero sostenibile: se si saprà capire che non può esserci alcuna transizione reale senza <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-conto-da-15-miliardi-di-euro-della-transizione-green-per-le-imprese.html" target="_blank" rel="noopener">politiche che, oltre all&#8217;ambiente, portino benefici concreti all&#8217;economia e ai cittadini.</a></p>
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		<title>Tutte le sfide e le prospettive della ripresa economica italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tutte-le-sfide-e-le-prospettive-della-ripresa-economica-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 07:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi dell&#039;economia tedesca (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-768x603.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-1024x803.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo alla vigilia di un nuovo boom economico, come ha sottolineato in diversi interventi il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta negli ultimi mesi? Oppure la ripresa italiana dal tonfo del 2020, che ha prodotto un calo del Pil di circa il 10%, è un &#8220;rimblazo annunciato&#8221; che non sana le prospettive future sul rilancio del sistema-Paese, come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tutte-le-sfide-e-le-prospettive-della-ripresa-economica-italiana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi dell&#039;economia tedesca (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-768x603.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-1024x803.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Siamo alla vigilia di un nuovo <strong>boom economico, </strong>come ha sottolineato in diversi interventi il Ministro della Pubblica Amministrazione <a href="https://it.insideover.com/economia/la-via-di-draghi-per-una-nuova-economia-sociale-di-mercato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Renato Brunetta</strong></a> negli <a href="https://www.fanpage.it/politica/per-il-ministro-brunetta-siamo-alla-vigilia-di-un-nuovo-boom-economico/" target="_blank" rel="noopener">ultimi mesi</a>? Oppure la ripresa italiana dal tonfo del 2020, che ha prodotto un calo del Pil di circa il 10%, è un &#8220;rimblazo annunciato&#8221; che non sana le prospettive future sul rilancio del sistema-Paese, come ha<a href="https://phastidio.net/2021/08/31/cronaca-di-un-rimbalzo-annunciato/" target="_blank" rel="noopener"> riportato l&#8217;economista liberale <strong>Mario Seminerio </strong></a>sul blog <em>Phastidio</em>? Ancora presto per dare risposte definitive. Ma certamente un dato appare chiaro guardando ai fondamentali dell&#8217;economia italiana: la <strong>ripresa </strong>si è attivata, e <a href="https://it.insideover.com/economia/leconomia-italiana-mette-il-turbo-quali-ostacoli-possono-frenarla.html" target="_blank" rel="noopener">stando alle statistiche sul  Pil, la produzione, gli investimenti, l&#8217;export è superiore alle aspettative.</a></p>
<h2>Rimbalzo strutturale o ripresa vera?</h2>
<p>Le vedute di Seminerio e Brunetta, d&#8217;altronde, non sono necessariamente in contrapposizione e, anzi, rappresentano le due prospettive su cui si stanno posizionando oggi diversi economisti di scuola liberale aperti al <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lezione-keynes-austerita-pericolo-1952600.html" target="_blank" rel="noopener">nuovo vento keynesiano</a> che soffia in <a href="https://it.insideover.com/economia/la-battaglia-sul-patto-di-stabilita.html" target="_blank" rel="noopener">tutta Europa</a>. In sostanza la ripresa economica può essere scomposta in più componenti: una legata al fisiologico rilancio delle attività sottoposte a chiusura durante la fase pandemica, una all&#8217;effetto-moltiplicatore della fiducia sui consumi dei cittadini ed una strutturalmente connessa alle <strong>dinamiche di investimento </strong>pubbliche e private, che nel Paese si dovranno leggere principalmente alla luce degli effetti che <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener">sortirà il <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza. </strong>Analisi</a> come quella di Seminerio puntano l&#8217;accento sul fatto che oggigiorno a loro avviso prevale la prima parte, le prospettive che Brunetta e organi come l&#8217;<strong>Ufficio parlamentare di bilancio </strong>enfatizzano guardano invece allo sviluppo del secondo e del terzo indicatore.</p>
<p>In particolare, l&#8217;Upb prevede una ripresa piena dalla crisi del Covid entro il 2022, un +5,8% del Pil nell’anno in corso e un +4,2% per il prossimo, un aumento del 10% delle esportazioni, un +14,7% degli investimenti. L&#8217;analisi di Seminerio sottolinea, in relazione invece agli utlimi dati Istat, che rispetto alla crescita del Pil rispetto al secondo trimestre del 2020 (+17,3%) sul fronte dei dati è preferibile concentrarsi sulla crescita di consumi e investimenti privati: &#8220;<strong>Del +2,7% del trimestre, </strong>ben 2,6% proviene dai consumi delle famiglie, mentre quelli della pubblica amministrazione sottraggono lo 0,2%. Gli investimenti fissi lordi aggiungono lo 0,5% e l’export netto lo 0,3%&#8221; al dato.</p>
<h2>I dati estivi: torna la fiducia</h2>
<p>Insomma, il rimbalzo fisiologico si nota. Per quanto riguarda il resto, possiamo affermare con cauto ottimismo che non si può parlare di una mera ripresa congiunturale. Nelle scorse settimane indicavamo come settori &#8220;termometro&#8221; per dimostrare l&#8217;impatto della fiducia sulla crescita economica e occupazionale l&#8217;andamento estivo di tre settori che la pandemia ha travolto: <strong>turismo, ristorazione, trasporti</strong>. <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Assoturismo-estate-sopra-le-attese-33-milioni-di-presenze-64733621-db0b-4859-8880-92300c355fff.html" target="_blank" rel="noopener">Sul primo fronte, tra giugno e agosto</a> il sistema ricettivo italiano, secondo i dati di Assoturismo ha registrato l&#8217;arrivo di oltre 33 milioni di turisti per 140 milioni di pernottamenti, in crescita del 21% sul 2020. Parliamo di un dato inferiore di un terzo rispetto ai record del 2019 e in cui soprattutto i pernottamenti di stranieri (35 milioni di notti contro le 100 del 2019) sono ancora ben al di là dal conoscere un pieno recupero, ma che in una fase di allarme non ancora rientrato fa ben sperare. Nel complesso il fatturato stimato del periodo sarà di 12,8 miliardi di euro, di cui il 74% generato dai turisti italiani e il 26% dalla domanda straniera, e l&#8217;indubbio effetto motliplicatore di un risultato superiore alle aspettative non potrà non riversarsi direttamente sui dati riguardanti ristorazione e trasporti, settori fortemente legati al turismo, per il terzo trimestre.</p>
<p>Nei suoi studi, in particolare, <b><a href="https://www.cna.it/" target="_blank" rel="noopener">Cna Turismo &amp; Commercio</a>, </b>in studi elaborati in un report Coldiretti, parla di 20 miliardi di euro di valore per il giro d&#8217;affari estivo della ristorazione, trainato soprattutto dal fatto che nell&#8217;estate in corso la spesa alimentare delle famiglie sia stata coperta per un terzo dalle consumazioni fuori dalle mura domestiche e che questo sia stato incentivato dall&#8217;aumento del numero di italiani che hanno scelto di mantenere le loro vacanze nel Belpaese: 23 milioni, un numero superiore addirittura ai livelli pre-Covid (erano 18 nel 2019).</p>
<p>Il Paese ha indubbiamente più fiducia, e questo è testimoniato dalla temporanea riduzione della propensione al risparmio delle famiglie nei mesi estivi. <a href="https://it.insideover.com/politica/e-lestate-dei-successi-italiani-cosi-il-financial-times-promuove-draghi.html" target="_blank" rel="noopener">Il </a><em>Financial Times </em>e il <em>New York Times</em> hanno sottolineato il ruolo giocato dal cambio di governo e dall&#8217;avvicendamento tra Giuseppe Conte e Mario Draghi nell&#8217;emersione graduale dela percezione di un cambio di passo sulla gestione dell&#8217;economia e delle sfide per il futuro <a href="https://it.insideover.com/economia/la-spoon-river-delleconomia-italiana-dopo-lera-giallorossa.html" target="_blank" rel="noopener">dopo la Spoon River dell’era giallorossa</a>.  “In Italia, la fiducia è l’ingrediente principale di ogni grande progetto, e in questo momento, dallo sport all’economia, dalla vita sociale alla cultura, sembra davvero che il Paese ci creda – ha sottolineato a <em>Repubblica </em>il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti – e abbia voglia di guardare lontano, dopo questa incredibile e brutta esperienza”. Il recente <strong>Forum Ambrosetti </strong>ha sancito nelle sue rilevazioni il massimo valore storico dell&#8217;indice sulla fiducia delle imprese da quando, marzo 2014, sono iniziate le rilevazioni, con un valore che è cresciuto più del doppio della valutazione di soli tre mesi fa (a 70,6 da 30,2 di giugno). Questa iniezione di fiducia dovrà resistere alle sfide che decideranno l&#8217;entità della ripresa italiana nei mesi a venire.</p>
<h2>Politiche industriali e sfide globali</h2>
<p>Il vero volano di una ripresa sostenuta, n<a href="https://www.agi.it/economia/news/2021-09-01/attivita-manifatturiera-italia-cresce-attese-frena-eurozona-13732009/" target="_blank" rel="noopener">ei mesi a venire, non potrà non essere l&#8217;industria.</a> La manifattura italiana corre, nel terzo trimestre ci si aspetta il riassorbimento della produzione pre-Covid dopo che nel secondo trimestre del 2021 è rimasta sotto solo dello 0,8% rispetto all’ultimo trimestre del 2019, mentre quella tedesca era messa ben peggio, sotto del 5%, e quella della Francia del 4,3%. Gli investimenti che stanno venendo messi in campo da colossi come <strong>Enel e Terna </strong>nel campo energetico, <strong>Stellantis </strong>nel settore dell&#8217;auto elettrica, <strong>Ferrovie dello Stato </strong>in ambito ingegneristico e infrastrutturale si preannunciano abilitatori di occupazione, crescita, indotto. In generale, in questa fase tutte le partecipate pubbliche investono avendo in <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grande-strategia-di-cdp-per-la-ripartenza-del-sistema-paese.html" target="_blank" rel="noopener">Cassa Depositi e Prestiti</a> un “polmone” sicuro per finanziamenti, mentre tra le banche, da <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-unicredit-e-intesa.html">Intesa a Unicredit</a>, e </strong>le agenzie (<strong>Sace </strong>in testa) si va rafforzando il circolo virtuoso del credito all&#8217;impresa e all&#8217;export. Ma vanno doppiati diversi ostacoli.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/inflazione-e-incertezza-tutti-i-rischi-della-crescita-in-italia-e-ue.html" target="_blank" rel="noopener">Il primo è quello delle <strong>pressioni inflazionistiche </strong>legate alla corsa</a> dei prezzi dei materiali da costruzione e da industria in corso da diverse settimane. Un progetto di chiara impostazione keynesiana come il Superbonus, ad esempio, può scontrarsi nel medio periodo con i rincari di acciaio, calcestruzzo, pvc, carburanti che possono impantanare diversi progetti e questo impone al governo di progettare una strategia di incentivo al rafforzamento delle scorte. La crescita del <strong>costo della vita </strong>può sottrarre spazio allo sbocco sul mercato dei beni di consumo industriali. La presisone sulle catene del valore globale dare crucci all&#8217;export.</p>
<p>Il secondo è invece quello della crisi globale di disponibilità di materie strategiche come i <strong>semiconduttori </strong>che, anche in vista Pnrr, impongono al governo di capire con maggiore approfondimento quali siano le filiere critiche in cui l&#8217;Italia deve essere protagonista con un aggancio alle catene del valore internazionali.</p>
<p>Ultima problematica, infine, è quella <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-giorgetti-deve-gestire-il-disastro-industriale-dellera-di-maio.html" target="_blank" rel="noopener">delle <strong>crisi industriali </strong>su cui il Ministero dello Sviluppo Economico di Giancarlo Giorgetti è al lavoro</a>. Ex<a href="https://it.insideover.com/economia/la-chiusura-dellilva-puo-rallentare-il-recovery-italiano.html" target="_blank" rel="noopener"> Ilva,</a> Whirpool, Alitalia, Gsk e altri tavoli caldi,<a href="https://it.insideover.com/economia/il-lungo-decennio-che-ha-sconvolto-la-banca-piu-antica-del-mondo.html" target="_blank" rel="noopener"> per non citare il dossier Mps,</a> sono tuttora in larga parte sfide irrisolte e rappresenteranno il banco di prova per il consolidamento della fiducia degli attori economici verso il decisore pubblico. Ora più che mai chiamato a un coerente e organico disegno di politica industriale. In grado di ricalcare il piano originale fatto di spesa infrastrutturale, sostegno ai redditi e promozione <a href="https://it.insideover.com/storia/mattioli-cuccia-menichella-carli-la-diplomazia-economica-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;export</a> che <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-litalia-era-una-superpotenza-delle-infrastrutture.html" target="_blank" rel="noopener">costruì le fondamenta del primo boom economico</a> nel secondo dopoguerra e di dare all&#8217;Italia un futuro che la veda ancora tra le grandi economie del pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il piano italiano per la transizione energetica prende forma</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-piano-italiano-per-la-transizione-energetica-prende-forma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2021 06:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Roberto Cingolani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una rivoluzione silenziosa che denota un grande cambio di prospettiva: dopo le dichiarazioni d&#8217;intenti e un lavoro pragmatico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza Roberto Cingolani sta dando applicazione concreta alla sua visione per la transizione ecologica. Il super-ministero creato nel quadro del governo Draghi e guidato dal fisico, ex direttore dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia e della ricerca di Leonardo ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-piano-italiano-per-la-transizione-energetica-prende-forma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-piano-italiano-per-la-transizione-energetica-prende-forma.html">Il piano italiano per la transizione energetica prende forma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Roberto Cingolani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Roberto-Cingolani-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una <strong>rivoluzione silenziosa </strong>che denota un grande cambio di prospettiva: dopo le dichiarazioni d&#8217;intenti e un lavoro pragmatico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza <a href="https://it.insideover.com/ambiente/coniugare-transizione-e-sviluppo-la-rivoluzione-di-cingolani-ambiente.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roberto Cingolani </strong></a>sta dando applicazione concreta alla sua <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-modello-dellindustria-per-la-transizione-ecologica-la-difesa.html" target="_blank" rel="noopener">visione per la <strong>transizione ecologica</strong>.</a> Il super-ministero creato nel quadro del <a href="https://it.insideover.com/politica/i-cento-giorni-che-hanno-cambiato-litalia-come-proseguira-lera-draghi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>governo Draghi </strong></a>e guidato dal fisico, ex direttore dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia e della ricerca di Leonardo ha da poco assunto la fisionomia che dovrà orientarne la condotta.</p>
<p>Il Ministero per la Transizione Ecologica (Mite) di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/sano-pragmatismo-cingolani-sullambiente-1959912.html" target="_blank" rel="noopener">Cingolani</a> poggia sulla tripartizione delle competenze tra tutela delle risorse naturali, sviluppo sostenibile e affari energetici. Avvicinandosi ora maggiormente a una versione mirata del <strong>Ministero dello Sviluppo Economico </strong>che a quello dell&#8217;Ambiente, il Mite riflette una premessa fondamentale: quella della transizione sarà una partita lunga.</p>
<p>Di conseguenza servirà muoversi con attenzione sull&#8217;intera filiera dei progetti ambientali ed energetici e promuovere azioni che sappiano sia guidare l&#8217;Italia verso l&#8217;era del dominio delle energie rinnovabili e della lotta a tutto campo al cambiamento climatico sia gestire la fase attuale. In questo contesto il pragmatismo del ministro si inserisce in una visione chiara che mira a incentivare la produzione di <strong>tecnologie innovative </strong>e settori di sbocco per le nuove materie di riferimento della transizione.</p>
<p>E così il Mite prova a agire su più orizzonti temporali. Sul breve-medio periodo Cingolani <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-battaglia-senza-fine-sulle-trivelle.html" target="_blank" rel="noopener">ha invertito l&#8217;<strong>ambientalismo del no </strong>a stampo pentastellato</a> e dato il via libera a <a href="https://it.insideover.com/economia/stop-alle-trivelle-mazzata-a-economia-e-lavoro.html" target="_blank" rel="noopener">sette nuovi progetti di estrazione del gas naturale attraverso trivellazioni marittime dall&#8217;Adriatico alla Sicilia</a>; <strong>“Se dobbiamo decarbonizzare</strong> – ha detto <a href="https://it.insideover.com/economia/italy-is-good-for-business-gli-usa-puntano-sui-legami-economici-con-roma.html" target="_blank" rel="noopener">Cingolani in conferenza stampa al G20 sull&#8217;ambiente di Napoli</a> – dobbiamo stabilizzare l’energia da rinnovabili. Di contro, la domanda di energia richiede gas almeno fino a che le rinnovabili non riusciranno a garantire adeguata copertura”. al contempo, il Mite sta strutturando una ventina di interventi in grado di avviare<a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-di-draghi-con-il-recovery-sistemico.html" target="_blank" rel="noopener"> il Pnrr</a> entro la fine dell&#8217;estate, riguardanti l&#8217;impiantistica nelle isole minori, il Po, le aste per le rinnovabili, la costruzione di <a href="https://it.insideover.com/energia/come-le-nuove-tecnologie-cambiano-il-mondo-dellenergia.html" target="_blank" rel="noopener"><em>smart grid</em></a>. E nel frattempo si lavora anche a progetti come il piano di <strong>cattura e stoccaggio del carbonio </strong>proposto da Eni per produrre idrogeno blu nel porto di Ravenna o un interessante progetto di Enel centrato sulla Sardegna, <strong>Tyrrhenian Link</strong>, che nelle intenzioni del gruppo di Francesco Starace fornirà energia elettrica all&#8217;isola dei nuraghi collegando Sardegna, Sicilia e Campania e inserirà a pieno titolo e senza vincolo alcuno la Sardegna nella rete nazionale, chiudendo il cerchio ideale di collegamenti e permettendo all&#8217;isola di contemplare un <a href="https://it.insideover.com/energia/industria-e-innovazione-litalia-puo-diventare-una-superpotenza-delle-rinnovabili.html" target="_blank" rel="noopener">futuro più sostenibile beneficiando dell&#8217;aggancio alle infrastrutture di trasmissione più avanzate.</a></p>
<p>E proprio la Sardegna potrà essere in prospettiva il laboratorio della nuova agenda che mira a coniugare sostenibilità e sviluppo. Mostrando come la <strong>transizione ecologica </strong>non sia necessariamente in contrasto con la creazione di nuovi posti di lavoro e opportunità e, anzi, possa rappresentare un volano di sviluppo. La Sardegna, nella proposta del Mite di Cingolani, grazie al Thyrrenian Link e all&#8217;economia di scala generata dallo sfruttamento delle rinnovabili potrà diventare un hub verde nel cuore del Mediterraneo. Oggi l&#8217;isola genera solo 4 terawattora l&#8217;anno da rinnovabili e come Cingolani <a href="https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/07/09/news/intervista-con-il-ministro-cingolani-la-sardegna-sara-la-prima-isola-green-al-mondo-1.40477215" target="_blank" rel="noopener">ha ricordato parlando a <em>La Nuova Sardegna </em>in Italia</a> come sistema-Paese &#8220;aggiungiamo ogni anno nel sistema 0,8 gigawatt di rinnovabili: per raggiungere i target dobbiamo installarne da subito 8 ogni anno&#8221; con i nuovi progetti di sviluppo. &#8220;Per la Sardegna&#8221;, ha dichiarato il ministro, &#8220;forse basta raddoppiare o triplicare le attuali capacità&#8221;. Quale l&#8217;obiettivo di fondo? Rendere sostenibili i <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-ritorno-del-treno.html" target="_blank" rel="noopener">trasporti</a>, le <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-recovery-di-draghi-puo-rilanciare-il-superbonus.html">abitazion</a>i ma soprattutto le produzioni industriali della regione: &#8220;non possiamo trasformare i nostri territori in aree solo turistiche. Possiamo renderli ancor più appetibili, questo sì, ma non discapito delle produzioni, la nostra forza il nostro marchio nel mondo&#8221;.</p>
<p>Restano aperti altri dossier: ad esempio Cingolani non ha ancora definito in che misura punterà in futuro a parlare di un rilancio degli investimenti in <strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-nucleare-aiuta-per-la-transizione-leuropa-a-un-bivio.html" target="_blank" rel="noopener">energia nucleare</a> </strong>e, pur avendo indicato ai margini del G20 Ambiente in 12 milioni il numero di auto inquinanti presenti in Italia non ha ancora promosso ufficialmente la strategia volta a incentivare l&#8217;abbattimento dell&#8217;impatto ambientale del parco-mezzi nazionale. Ma come il ministro ama ripetere non è con gli editti che si farà la transizione, che dovrà emergere dal sistema economico, produttivo e tecnologico. Mese dopo mese, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, grazie a progetti ben mirati in grado di sposare e far mediare tutela ambientale e sviluppo. Un obiettivo che il Mite si è posto come Stella polare.</p>
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		<title>Così la mala progettazione delle opere facilita i disastri ambientali</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/cosi-la-mala-progettazione-delle-opere-facilita-i-disastri-ambientali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 19:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3543" height="2362" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente.jpg 3543w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3543px) 100vw, 3543px" /></p>
<p>Un fiume che improvvisamente appare “esplodere”, esondare dai suoi argini, seguire traiettorie impreviste dopo fenomeni di maltempo. Un terrazzamento o un argine che per effetto dell’erosione crollano, portando con sé case, impianti, altre costruzioni. Quante volte, nella cronaca quotidiana o nelle grandi tragedie legate a disastri naturali, abbiamo avuto modo di sentire storie del genere? &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cosi-la-mala-progettazione-delle-opere-facilita-i-disastri-ambientali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3543" height="2362" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente.jpg 3543w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/ambiente-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3543px) 100vw, 3543px" /></p><p>Un fiume che improvvisamente appare “esplodere”, esondare dai suoi argini, seguire traiettorie impreviste dopo fenomeni di maltempo. Un terrazzamento o un argine che per effetto dell’erosione crollano, portando con sé case, impianti, altre costruzioni. Quante volte, nella cronaca quotidiana o nelle grandi tragedie legate a disastri naturali, abbiamo avuto modo di sentire storie del genere?</p>
<h2>Il problema antropico</h2>
<p>I casi recenti delle <a href="https://it.insideover.com/ambiente/le-alluvioni-in-germania-possono-mandare-in-crisi-i-verdi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>alluvioni in Germania </strong></a>hanno riportato precipitosamente nel dibattito pubblico interno e dell’Europa intera, Italia compresa, il discorso sul legame tra antropizzazione, disastri naturali e questioni ambientali e climatiche. In questi tempi di mutamento climatico accelerato, verrebbe da considerare come opera di una natura in rivolta ogni disastro o tragedia. Come se una Gaia metafisica volesse prendersi una rivincita sull’uomo che l’ha ferita. Ma, parafrasando <a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Giulio Andreotti, </strong></a>la situazione è un po’ più complessa. Spesso il cambiamento climatico, che scatena eventi improvvisi, picchi di gelo, precipitazioni o caldo, fenomeni innaturali e fuori stagione, è una concausa. La vera problematica è l’impatto dell’uomo sul territorio, che genera un effetto di <strong>azione-reazione</strong>. Si, perché il fiume che esonda o l’argine che crolla non lo fanno improvvisamente, ma spesso per colpa dell’antropizzazione: il corso di un fiume deviato, sotto l’effetto delle piogge, torna nel suo alveo naturale, travolgendo case e edifici che incontra sulla sua strada; un argine dilavato cede e porta con sé costruzioni eccessivamente in bilico, e così via.</p>
<p>Il caso tedesco lo testimonia: le impressionanti immagini degli sconvolgimenti creati dal fiume <strong>Inde </strong>nei territori in cui è esondato. Il piccolo rivo da 54 km che scorre nel Nord-Reno Vestfalia è stato deviato nel 2005 per permettere la costruzione di una miniera a cielo aperto di carbone nella zona di Inden sulla scia delle precipitazioni colossali si è, di fatto, ripreso il suo corso abituale. Contribuendo al più grave disastro ambientale della storia tedesca.</p>
<p>Queste problematiche sono ben note anche in Italia. Dove la sovrapposizione tra caos organizzativo nella gestione dei territori e bombe climatiche può fare danni devastanti.<strong> Antonello Pasini,</strong> fisico del clima all&#8217;Istituto sull&#8217;Inquinamento Atmosferico del Cnr, <a href="https://www.ilmessaggero.it/mondo/alluvione_germania_maltempo_clima_impazzito_ultime_notizie-6085669.html">ha dichiarato a <em>Il Messaggero </em>che</a> “un po&#8217; tutta l&#8217;Italia è a rischio a causa delle ondate di calore e dei fenomeni collegati, dalle città alle campagne, ma questo sempre per la poca attenzione dell&#8217;uomo a un territorio”. Pensiamo ai continui problemi che territori come la Liguria o la Calabria, assieme a diverse aree di Sicilia, Piemonte, Sardegna, Puglia subiscono ciclicamente per questi fattori.</p>
<p>Per Pasini “città fragilissime sono Genova e Messina che hanno tombato interi torrenti e con le piogge più intense rischiano alluvioni e danni”, come del resto <a href="https://www.rainews.it/dl/rainews/media/maltempo-Bomba-d-acqua-su-Milano-esondato-il-fiume-Seveso-Sottopassi-allagati-8be61892-4843-4c25-802a-cdb05a9c29e9.html">già successo tra Milano e Monza con il <strong>Lambro e il Seveso</strong>, “</a>ma è la maggior parte delle città italiane è a rischio perché si è cementificato molto e si è asfaltato tantissimo e questo impedisce all&#8217;acqua di penetrare nel terreno. E poi ci sono pochi alberi, spesso abbandonati a se stessi, che gli eventi climatici fanno cadere. Senza dimenticare le campagne, soprattutto quelle abbandonate, il disboscamento e le costruzioni vicino ai fiumi”</p>
<h2>Il caso Giampilieri</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/ambiente/storia-e-progettazione-le-variabili-dimenticate-dei-disastri-ambientali.html">Come scritto da <strong>Alberto Bellotto </strong>su queste colonne</a> in relazione a casi tragici come il Vajont, il minimo comun denominatore in Italia è spesso stata la memoria corta. Negli ultimi decenni la conoscenza del territorio che ci circonda è andata via via scomparendo. E casi avvenuti negli anni scorsi aiutano a confermare la veridicità di questa affermazione.</p>
<p>Il primo ottobre 2009 la Sicilia ha subito una delle alluvioni più gravi degli ultimi anni. Un violento nubifragio nel messinese ha fatto riversare sul terreno un&#8217;ingente quantità di acqua. Le montagne alle spalle di Giampilieri e Scaletta Zanclea, due località affacciate sullo Jonio, non hanno retto. La frana che ne è conseguita ha travolto strade e case, trascinando a valle una notevole quantità di detriti. Alla fine di quella giornata, la provincia di Messina ha contato 37 vittime. Quanto accaduto in<a href="https://it.insideover.com/politica/sicilia-il-pivot-strategico-italiano-nel-mediterraneo.html" target="_blank" rel="noopener"> Sicilia</a> può essere preso come esempio di come una non corretta pianificazione urbanistica sia la prima vera causa di simili tragedie.</p>
<p>A dimostrarlo sono le opere di ricostruzione di Giampilieri messe in campo negli anni successivi. Qui è stato costruito un grande canale di gronda, largo 11 metri e alto 9. Un&#8217;infrastruttura che spicca nelle colline alle spalle del piccolo borgo messinese. Tutte le acque raccolte a monte vengono adesso condotte verso un altro canale, il quale a sua volta le fa convogliare nel torrente Giampilieri. Lo stesso che, esondando nel 2009, ha provocato buona parte dei danni a valle. In poche parole le acque, in caso di nuova alluvione, troveranno sfogo in canali in parte artificiali e in parte naturali per finire poi in mare. L&#8217;abitato in tal modo non dovrebbe essere più coinvolto. C&#8217;è un dettaglio che fa intuire i veri motivi della tragedia di 12 anni fa.</p>
<p>Il percorso del canale di gronda non è infatti ostacolato da abitazioni o strade. Nel progetto è stato previsto un certo spazio per fare in modo che altre acque in eccesso trovino sfogo naturale nella loro discesa. Quello spazio prima era occupato da abitazioni. <a href="https://www.letteraemme.it/giampilieri-quella-tragedia-che-era-stata-prevista-almeno-due-anni-prima/" target="_blank" rel="noopener">Alcune sono state spazzate via nell&#8217;alluvione del 2009</a>, altre sono state demolite dopo. Segno di come evidentemente a Giampilieri c&#8217;erano interi isolati costruiti in punti dove la natura reclamava il proprio spazio. Il borgo messinese è oggi ritenuto sicuro. Ma le imponenti opere costruite danno l&#8217;aspetto di un paese che dalla natura si deve difendere prima ancora che convivere. Per questo il caso Giampilieri ha fatto scuola: è uno degli esempi che mostra l&#8217;importanza di costruire e pianificare in armonia con le caratteristiche del territorio.</p>
<h2>Il dibattito a livello internazionale</h2>
<p>A partire dal secondo dopoguerra l&#8217;urbanizzazione è cresciuta fino ad arrivare, nel corso della prima decade del XXI secolo, al sorpasso della popolazione cittadina su quella rurale. E ancora oggi il bisogno di costruire nuovi alloggi è sentito in tutto il mondo. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/tutte-le-problematiche-della-rivoluzione-delle-smart-city.html">Le città si stanno ingrandendo e</a> l&#8217;uomo sta occupando sempre più spazio un tempo riservato alla natura. Da qui la duplice sfida per il futuro: costruire in modo sostenibile e riqualificare quanto fatto in precedenza. Occorre cioè lasciare alle prossime generazioni nuovi quartieri in grado di sposarsi armoniosamente con il territorio, evitando gli errori del passato, e città risanate dagli abusi dei decenni scorsi.</p>
<p>In Italia, anche per via della fragilità del territorio del nostro Paese, la seconda sfida è la più difficile. Ci sono aree della penisola dove è quasi impossibile far avanzare le città. Servono quindi programmi di risanamento e riqualificazione del tessuto urbano già costruito. Alla tutela del territorio nel<a href="https://www.insideover.com/economy/why-eurozone-recovery-depends-on-more-than-a-e750-billion-stimulus.html" target="_blank" rel="noopener"> recovery plan</a> sono stati destinati 15 miliardi di Euro. Di questi, 8 saranno utilizzati contro il dissesto idrogeologico e contro la vulnerabilità del territorio. Un capitolo in cui, in particolare, 2.49 miliardi dovrebbero essere spesi esclusivamente contro il pericolo alluvioni. Oggi le tecnologie consentono di mappare al meglio il territorio e conoscerne profondamente le caratteristiche. Da qui la possibilità della presentazione di progetti volti a risanare i contesti più critici. Ma è ancora presto per capire se nella fase post Covid, in Italia come all&#8217;estero, si è pronti ad affrontare queste sfide.</p>
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