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	<title>Reaper Archives - InsideOver</title>
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		<title>I segreti dei droni Usa sul web. Un hacker dietro il furto di dati</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/droni-usa-dark-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 11:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone-1024x654.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un hacker ha trafugato informazioni sensibili sui droni militari Reaper Mq-9 per venderli nel cosiddetto &#8220;dark web&#8221; al migliore offerente. Ad individuare l&#8217;hacker e i documenti in questione, che sono stati definiti &#8220;al 100% autentici&#8221;, è stato un gruppo di analisti indipendenti che ha denunciato l&#8217;accaduto. Gli analisti fanno parte del team di Recorded Future &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-usa-dark-web.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-usa-dark-web.html">I segreti dei droni Usa sul web. Un hacker dietro il furto di dati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/reaper-drone-1024x654.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un hacker ha trafugato informazioni sensibili sui droni militari Reaper Mq-9 per <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.uavdach.org/?p=518387">venderli nel cosiddetto &#8220;dark web&#8221;</a> al migliore offerente. Ad individuare l&#8217;hacker e i documenti in questione, che sono stati definiti &#8220;al 100% autentici&#8221;, è stato un gruppo di analisti indipendenti che ha denunciato l&#8217;accaduto.</p>
<p>Gli analisti fanno parte del team di Recorded Future Insikt Group, &#8220;un team di ricercatori veterani delle minacce che esegue il backup degli analisti, ingegneri e scienziati dei dati&#8221; e hanno scoperto, durante le loro ricerche, un hacker che in un perfetto inglese ha affermato di <strong>avere accesso a documenti sensibili </strong>e specifiche relative al velivolo senza pilota Mq-9 &#8220;Reaper&#8221;.</p>
<p>Il drone milita Mq-9 prodotto dalla <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/General_Atomics_Avenger">General Atomics Avenger</a> è ad oggi <strong>il principale drone armato in forza all&#8217;Us Air Force</strong>, ricoprendo un ruolo importantissimo nelle missioni Isr &#8211; Intelligence Surveillance and Reconnaissence &#8211; e nelle missioni &#8220;hunter killer&#8221; &#8211; eliminazione di soggetti definiti &#8220;high value&#8221;- nelle operazioni condotte nel Siraq, in Yemen e Afghanistan.  Il Reaper è in forza nell&#8217;Usaf e nella Cia, ma anche nella Royal Air Force britannica, dell&#8217;Armée de l&#8217;Air francese e nell&#8217;<strong>Aeronautica Militare italiana</strong>.</p>
<p>Il team, individuata la minaccia, ha <strong>stabilito un contatto diretto con l&#8217;hacker </strong>fingendosi un &#8220;compratore interessato&#8221; per ottenere più informazioni riguardo i dati sensibili in suo possesso. L&#8217;hacker che cominciava in un perfetto inglese ha mantenuto il contatto per diverse settimana, offrendo come dimostrazione tangibile delle informazione che era capace di reperire alcuni <strong>manuali di manutenzione e altri schemi tecnici </strong>ottenuti forzando un terminale di un ufficiale del 432d Aircraft Maintenance Squadron&#8217;s Reaper Aircraft Maintenance Unit. I documenti non sono ritenuti &#8220;classificati&#8221;, ma la loro visione e possesso è limitata al personale militare e di agenzie governative.</p>

<p>Nota come la 432nd Wing, questa unità dell&#8217;Us Air Force di base in Nevada è stata la prima squadriglia in campo militare formata per dedicarsi esclusivamente alle<strong> <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/droni-killer-strike/">operazioni condotte con gli UAV</a></strong> &#8211;<em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Unmanned_aerial_vehicle">unmanned aerial vehicle</a></em> .</p>
<p>Secondo quanto riportato l&#8217;hacker avrebbe utilizzato il motore di ricerca Shodan, che può consentire agli utenti di trovare tipi specifici di computer in tutto il mondo, per <strong>trovare un punto debole </strong>nei terminali dell&#8217;unità e violare il computer di un capitano che non aveva impostato una password FTP del suo computer: mancanza che ha permesso all&#8217;hacker &#8211; anonimo e non connesso a gruppi noti &#8211; di trafugare facilmente i file relativi alla manutenzioni dei Reaper e l&#8217;elenco di tutti aviatori assegnati ai Reaper AMU.</p>
<p>Secondo gli analisti si sarebbe trattato di un &#8220;attacco molto rudimentale&#8221; ma non per questo privo di minaccia: se dei nemici degli Stati Uniti fossero entrati in possesso dei file, l&#8217;ipotetico avversario avrebbe potuto <strong>conoscere punti deboli della piattaforma</strong>, fare spionaggio industriale o peggio ottenere una lista di nomi di militari statunitensi che operano &#8211; seppur a distanza &#8211; nei teatri controllati da Isis e Al Qaeda, lasciando spazio a eventuali piste per attentati e rappresaglie.</p>
<p>Una volta confermata la minaccia, il team di Inskt ha contatta il Department of Homeland Security per sventare la minaccia. Nel contempo l&#8217;Us Air Force ha aperto un&#8217;indagine per fare luce sull&#8217;incidente e tappare le falle del sistema.</p>
<p>Il Dark Web</p>
<p>Il Deep o Dark web viene considerato quella parte del World Wide Web che non si può raggiungere tramite Internet e le comuni connessioni o motori di ricerca cui siamo abituati, ma solo attraverso specifici &#8220;software, configurazioni e accessi autorizzativi&#8221;.</p>
<p>Queste reti sommerse, non criptate, si sono rivelate<strong> piattaforme perfette per qualsiasi genere di illecito</strong>: dal contrabbando di armi alla compravendita di criptovalute, alla vendita di dati &#8220;sensibili&#8221;quali documenti bancari o informazioni privati di società e organizzazioni, fino all&#8217;assoldamento di hacker professionisti per compiere cyber attacchi.</p>
<p>Il drone Reaper </p>
<p>Lungo 11 metri con un apertura alare di 20 metri, il drone a lungo-raggio Mq-9 Reaper è il secondo drone armabile prodotto dalla General Atomics. Sviluppato dal precedente &#8220;Predator&#8221;, il Reaper possiede capacità di carico utile, tangenza e autonomia estremamente superiori, che gli permettono di individuare obiettivi da oltre 10.000 metri e sganciare fino a 8 missili Hellfire o bombe teleguidate Paveway in pilotaggio remoto dalle stazioni di terra situate in Nevada. Il Reaper è spinto da un motore a turboelica ed è stato configurato con un impennaggio a V e una pinna ventrale che ne migliorano le prestazioni in volo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-usa-dark-web.html">I segreti dei droni Usa sul web. Un hacker dietro il furto di dati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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