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	<title>rafale Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 12 Dec 2024 23:47:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>rafale Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Macron simula uno strike nucleare e manda un messaggio agli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-francia-simulato-uno-strike-nucleare-mostrare-muscoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 15:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia ha simulato un attacco nucleare a lungo raggio impiegando un missile aerolanciato da un caccia dell&#8217;Armeé de L&#8217;Air dimostrando ancora una volta come la sua deterrenza nucleare sia pienamente operativa. L&#8217;esercitazione, che ha riscosso un certo interesse in ambito strategico, è stata svolta in concomitanza con l&#8217;annuncio della rottura del Trattato Inf e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-simulato-uno-strike-nucleare-mostrare-muscoli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-simulato-uno-strike-nucleare-mostrare-muscoli.html">Macron simula uno strike nucleare e manda un messaggio agli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/52523819_241532350085384_5675710564819533824_n-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">La Francia ha <strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.defense.gouv.fr/actualites/economie-et-technologie/demonstration-reussie-pour-les-forces-aeriennes-strategiques">simulato un attacco nucleare a lungo raggio</a></strong> impiegando un missile aerolanciato da un caccia dell&#8217;<em>Armeé de L&#8217;Air</em> dimostrando ancora una volta come la sua deterrenza nucleare sia pienamente operativa. L&#8217;esercitazione, che ha riscosso un certo interesse in ambito strategico, è stata svolta in concomitanza con l&#8217;annuncio della <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/trattato-inf-mosca-la-nato-missili-polonia-minaccia/">rottura del Trattato Inf</a> e lo spettro del ritorno degli<strong> euromissili</strong> su continente. Come a voler confermare che la deterrenza nucleare della &#8220;Force de Frappe&#8221; in mano all&#8217;Eliseo è pronta come lo era ai tempi della <strong>Guerra fredda</strong>.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">L&#8217;Aeronautica francese ha svolto la scorsa settimana un&#8217;esercitazione di 11 ore, incentrata sul lancio di un missile da crociera nucleare ASMP-A (Air-Sol Moyenne Portée-Amélioré) da parte di un caccia multiruolo <strong>Dassault Rafale</strong> della squadriglia 2/4 &#8220;La Fayette&#8221;. Il caccia monoposto è stato supportato dal rifornimento di due aerocisterne per permettergli di aumentare la propria autonomia e raggiungere l&#8217;ipoteco obiettivo allestito nell&#8217;aera test del poligono di Biscarrose. Il &#8220;target&#8221; è stato raggiunto con successo dopo una penetrazione tattica a bassa quota, e il lancio del missile, capace di raggiungere in accelerazione la velocità Mach 2/Mach 3, con una gittata di 500 chilometri. Il missile ha centrato il bersaglio rimandando il pilota alla Base Aerea di Saint-Dizier. Se non si fosse trattato di una simulazione, il missile da crociera francese che può armare sia i caccia Mirage 2000N che i Rafale (anche imbarcati sulla portaerei De Gaulle) avrebbe portato una testata nucleare da 300 kilotoni. Un potenziale cento volte superiore a<strong> Hiroshima</strong>.</p>

<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">A margine della nota ufficiale che ha comunicato il successo dell&#8217;esercitazione il ministero della Difesa ha riportato: &#8220;Svolti a intervalli regolari, gli &#8216;strike&#8217; di valutazione della forza strategica sono una dimostrazione dell&#8217;affidabilità del sistema di armi aviotrasportate nel tempo. Questo successo rafforza la credibilità tecnica e operativa della deterrenza che il componente aereo ha continuamente mantenuto attraverso l&#8217;Aeronautica dal 1964.&#8221;</p>
<h2>L&#8217;arsenale nucleare francese</h2>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">In base alla sua dottrina di deterrenza nucleare sviluppata negli anni &#8217;60 intorno alla <strong>Forza di dissuasione nucleare francese</strong>, chiama anche &#8220;forza d&#8217;urto&#8221;, la Francia dispone ad oggi di oltre <strong>300 ordigni nucleari</strong> che possono essere lanciati dai sottomarini nucleari lanciamissili  <strong>classe Le Triomphant</strong> della Forza oceanica strategica, e dai vettori aerei sopracitati. Compresi i Rafale M imbarcati sulla portaerei Charles De Gaulle cui sono riservate alcune delle 60 testate nucleare sviluppate per i missili Asmp.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Alla <strong>Forza oceanica strategica</strong> sono affidati 60 <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://missilethreat.csis.org/missile/m51/">missili balistici sottomarini M51</a> (Mer-Sol Balistique Stratégique) con un raggio d&#8217;azione di 6/8mila chilometri. Gli M51 trasportano testate Mirv da 150 kilotoni. Ogni vettore sottomarino può trasportare sedici M-51. Alla  Forza aerea strategica suddivisa in due squadriglie aeree in allerta permanente sono affidati i 60 missili da crociera Asmp. Entrambe le squadriglie sono di base a Saint-Dizier nell&#8217;Alta Marna. Precedentemente la Francia completava la propria forza di deterrenza con i missili balistici a raggio intermedio S-3, mai sostituiti con gli S-4 in progettazione, che erano basati nei silos sotterranei del Plateau d&#8217;Albion. I missili secondo i dati forniti vennero smantellati nel 1999.</p>

<p align="JUSTIFY"> Da sempre la Francia come il Regno Unito, a differenza degli altri alleati della Nato, ha tenuto a <strong>sviluppare le proprie armi di deterrenza</strong> senza affidarsi all&#8217;alleato americano come Germania e Italia. Parigi si è sempre appellata alla dottrina dell'&#8221;ultimo avvertimento&#8221;, confermando la propria determinazione nel difendere gli interessi nazionali &#8220;vitali&#8221; fino al potenziale impiego di armi nucleari. Tutto l&#8217;arsenale nucleare francese è controllato dal &#8220;<a href="https://www.lepoint.fr/politique/pc-jupiter-les-presidents-dans-le-terrier-de-la-peur-05-07-2018-2233583_20.php">PC Jupiter</a>&#8220;, il <strong>Posto di Comando sito all&#8217;interno del Palazzo presidenziale dell&#8217;Eliseo</strong> dove il Presidente della Repubblica, l&#8217;unico a possedere i codici nucleari che gli vengono consegnati dal predecessore dopo l&#8217;insediamento, può ordinare e controllare il lancio di armi nucleari.</p>
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		<title>La sponda di Macron al Qatar: inviati 36 caccia Rafale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sponda-macron-al-qatar-inviati-36-caccia-rafale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 17:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 6 febbraio il gruppo francese Dassault ha consegnato al Qatar il primo dei 36 caccia Rafale ordinati nel maggio del 2015 e nel dicembre del 2017 dal paese del Golfo Persico, al termine di una cerimonia tenutasi nel sito di Dassault a Merignac, nei pressi di Bordeaux, in presenza del vicepremier del Qatar, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sponda-macron-al-qatar-inviati-36-caccia-rafale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8525097-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata del 6 febbraio il gruppo francese Dassault ha consegnato al Qatar il primo dei 36 caccia Rafale ordinati nel maggio del 2015 e nel dicembre del 2017 dal paese del Golfo Persico, al termine di una cerimonia tenutasi nel sito di Dassault a Merignac, nei pressi di Bordeaux, in presenza del vicepremier del Qatar, Khalid bin Mohamed Al Attiyah, del sottosegretario alla Difesa francese, Geneviève Darrieussecq, e del presidente di Dassault, Eric Trapper. La consegna, che ha portato il Qatar a precedere l&#8217;India nella lista della nazioni riceventi l&#8217;aereo da guerra transalpino, segnala la rinnovata volontà di Doha di rafforzare i suoi sistemi d&#8217;arma in previsione di un allungamento dei tempi di risoluzione della crisi diplomatica e politica che la oppone all&#8217;Arabia Saudita e ai suoi alleati.</p>

<p>La consegna dei Rafale corona gli obiettivi previsti dal Presidente Emmanuel Macron nella sua visita nell&#8217;emirato di fine 2017 e, implementando la<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosi-lexport-militare-francese-determina-la-politica-macron/" target="_blank"> strategia nazionale francese di rafforzamento dell&#8217;export militare</a>, viene incontro alla necessità di Doha di aumentare le sue disponibilità in campo militare, già segnalata da un vertiginoso incremento delle spese per la Difesa, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.dailymail.co.uk/wires/afp/article-5343785/Fear-diplomacy-fuel-Qatars-military-spending.html" target="_blank">con contrati per 25 miliardi di dollari già annunciati e in corso di esecuzione</a>.</p>

<p>&#8220;Il contratto del 2015 ha un valore di 6,3 miliardi di euro ed include non specificate quantità di armamenti, fra cui missili aria-aria Mbda Meteor e stand-off land attack Scalp, anch&#8217;essi di Mbda&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2821.html" target="_blank">scrive </a><i><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2821.html" target="_blank">Portale Difesa</a>.</i> &#8220;Nel dicembre 2017 il Qatar aveva poi esercitato l&#8217;opzione per ulteriori 12 Rafale, al costo di 1,1 miliardi di euro, e riservato opzioni per altri 36&#8221;. Il Rafale è la quarta generazione di velivoli aeronautici consegnati all&#8217;aviazione dell&#8217;Emirato da Parigi dopo Alpha Jet, Mirage F1 e Mirage 2000.</p>

<p>India ed Egitto si uniranno alla lista degli acquirenti del Rafale nei prossimi mesi, contribuendo notevolmente all&#8217;ampliamento del raggio d&#8217;azione del complesso militare-industriale francese. Dal canto suo, Doha non intende limitarsi al caccia francese, avendo in cantiere un&#8217;ordinazione per 24 Eurofighter Typhoon dal Regno Unito e 6 F-15 statunitensi. La necessità di confrontarsi a livello regionale con l&#8217;imprevedibile mina vagante saudita e con la &#8220;Sparta del Golfo&#8221;, gli Emirati Arabi Uniti che hanno nelle spese militari un fattore di potenza locale e di diplomazia internazionale, spinge il Qatar a massicci investimenti. In questo contesto, Parigi non disdegna le sue forniture militari ad alcuna delle parti in causa e, nel profilo dei rapporti con Doha, porta avanti un&#8217;intesa pluriennale che risale ai tempi di Nicolas Sarkozy, fautore dell&#8217;ingresso continuo di capitali qatarioti sul suolo francese.</p>
<p>“La politica francese nel Golfo, come quella americana ed europea, scorre sul ricco ma scivoloso binario dei petrodollari e delle forniture di armamenti”, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-11-18/macron-grande-mediatore-libano-e-sauditi-105456.shtml?uuid=AENCqGED" target="_blank">ha scritto Alberto Negri sul </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-11-18/macron-grande-mediatore-libano-e-sauditi-105456.shtml?uuid=AENCqGED" target="_blank">Sole 24 Ore,</a> </em>commentando il flusso di interessi trasversali che lega Parigi a Paesi come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi e, al contempo, al Qatar loro rivale, per non parlare di attori come l&#8217;Egitto con cui Macron ha stabilito un proficuo asse attraverso <a href="http://www.occhidellaguerra.it/macron-al-sisi-egitto-francia/" target="_blank">l&#8217;amicizia personale con il Presidente Al Sisi</a>. L&#8217;export militare si conferma essere, in questo campo, un utile fattore strategico; tuttavia, in prospettiva è probabile che le attività di Parigi nel Golfo contribuiscano a una nuova fase di instabilità. Vendendo a fronti contrapposti, la Francia mantiene l&#8217;equilibrio sul terreno in quanto a sistemi d&#8217;arma, ma contribuisce a fomentare una corsa alle armi ultracompetitiva. In prospettiva, di fronte al punto di rottura, questa strategia potrebbe letteralmente esplodere in mano a Macron, qualora o la coalizione a guida saudita o il Qatar chiedessero la fine delle forniture alla parte rivale.</p>
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		<title>La Marina francese ha un problema  e pensa a una portaerei nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-francia-vuole-una-nuova-portaerei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 06:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
		<category><![CDATA[Supercaccia europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>L&#8217;Eliseo vuole una nuova portaerei per sostituire l&#8217;odierno vettore in linea, la portaerei Charles de Gaulle. Per questo motivo, la Direzione generale degli Armamenti e la Marina stanno collaborando a un programma che valuti le capacità che dovrebbe possedere una nuova portaerei e quella della forza aerea imbarcata che trasporterà. La Direction générale de l&#8217;armement (Dga) e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-francia-vuole-una-nuova-portaerei.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/42922868_461518484337588_6167451665575182336_n-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>L&#8217;Eliseo vuole una<strong> nuova portaerei</strong> per sostituire l&#8217;odierno vettore in linea, la portaerei <strong>Charles de Gaulle</strong>. Per questo motivo, la Direzione generale degli Armamenti e la Marina stanno collaborando a un programma che valuti le capacità che dovrebbe possedere una nuova portaerei e quella della forza aerea imbarcata che trasporterà.</p>
<p>La Direction générale de l&#8217;armement (Dga) e la Marina francese presenteranno al ministero delle forze armate i progetti per la definizione della futura portaerei che incrocerà negli oceani per proiettare la potenza francese in ogni parte del globo. A rilasciare la notizia è stato il capo dell&#8217;unità operativa delle armate navali presso il Dga.</p>
<p>La &#8220;riflessione per gli studi sulla definizione&#8221; del vettore iniziata del 2012 è giunta al termine e presto i progetti verranno messi al vaglio. Oltre ad una nuova unità navale si considera l&#8217;opzione di sostituire con <strong>nuovi caccia di ultima generazione</strong> la forza imbarcata basata sul caccia multiruolo Rafale &#8220;M&#8221;: jet di 4 generazione + che dovrà trovare un successore da affiancare ad una flotta di droni da combattimento e ricognizione imbarcati sul vettore.</p>

<p>Spetterà al ministero della Difesa &#8220;rendere pubblici&#8221; i programmi per la nuova unità, ma le notizie trapelate lasciano pensare che la data dell&#8217;annuncio sia vicina. Intanto Dassault Aviation, azienda produttrice di entrambi i jet imbarcati sulla De Gaulle, sembra avere partecipato attivamente agli incontri tra il Dga e la Marina. A riportarlo è stato il vertice dell&#8217;azienda  alla testata <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/euronaval/2018/09/26/what-will-launch-from-frances-future-aircraft-carrier-the-procurement-office-and-navy-are-teaming-up-to-find-out/">Defense News</a></em> : &#8220;C&#8217;è un forte lavoro di squadra per affrontare questa sfida&#8221;. Nella progettazione del nuovo vettore potrebbero inoltre prendere parte Thales e Mbda, che hanno recentemente collaborato nella costruzione della portaerei britannica <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/uk-queen-elizabeth-non-operativa-al-via-test-degli-elicotteri-anti-som/">HMS Queen Elizabeth</a></strong>. </p>
<p>Due incontri, uno dedicato alla studio riguardante la &#8220;tecnologia e architettura navale generale&#8221; e un secondo incentrato sulla forza imbarcata, sono già stati programmati e si concluderanno entro il mese di novembre. La decisione &#8220;definitiva&#8221; riguardo il destino del nuovo vettore si attente per il 2020. Le autorità preposte vaglieranno e sceglieranno tra le altre anche le opzioni riguardanti il tipo di propulsione che spingerà la nave ,<strong>se nucleare o convenzionale</strong> , e il tipo di sistema di lancio che decreterà la conformazione del ponte di volo. Le opzioni per il sistema di lancio degli aeromobili valuteranno se effidarsi al sistema Catobar (Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery) oggi presente sulla De Gaulle, o sullo Stovl (Short Take-Off and Vertical Landing) che invece è presente sulla nuova portaerei britannica svilupata per il lancio e il recupero degli <strong>F-35B</strong><i>.</i></p>
<p>I nuovi jet che comporranno la nuova forza imbarcata non verranno inclusi nel budget del vettore, ma saranno elemento fondamentale nelle fasi progettazione e costruzione della nave. <strong>Le decisioni in merito aiuteranno a determinare il budget</strong> da investire sulla nuova unità. Al vaglio per i sistemi di lancio da impiegare anche le avanguardistiche catapulte elettromagnetiche installate sulle nuovi portaerei americane classe Gerald R. Ford<em>.</em></p>

<p>Tra le ipotesi c&#8217;è l&#8217;intenzione di guardare ad una versione &#8220;navalizzata&#8221; del nuovo super caccia franco-tedesco del quale è stato recentemente annunciato lo sviluppo. Il <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/supercaccia-europeo-si-fara-firmato-accordo-francia-germania/">nuovo caccia europeo</a></strong>, che mira a sostituire nel futuro le flotte di Rafale e l&#8217;Eurofighter, non sarebbe però pronto prima del 2035 nella sua versione originale. Ciò quindi lascia intravedere tempi estesi per l&#8217;operatività della nuova portaerei. Oppure che anche la Francia, da sempre affidatasi al colosso della difesa aerospaziale Dassault Aviation, potrebbe valutare la possibilità di acquisire una piccola flotta di F-35 B. </p>
<p>Intanto i piloti dell&#8217;Aerónavale che si sono esercitati sulle portaerei americane durante la sessione di revisione e <strong>ammodernamento della Charles de Gaulle</strong> &#8211; che dopo l&#8217;impiego nel Mediterraneo contro l&#8217;Isis nel Siraq, è rimasta nei cantieri di Tolone per 18 mesi a sostituire il combustibile nucleare e aggiornare i sistemi di telecomunicazione &#8211; si troveranno a volare solo ed esclusivamente sui Rafale, dato che gli altri jet imbarcati, i<strong><a href="http://www.difesaonline.it/mondo-militare/gli-stendardi-francesi-volano-argentina-buenos-aires-acquista-i-super-etendard">Super Etendard</a></strong>, sono stati ritirati dal servizio.</p>
<p>La Charles De Gaulle</p>
<p>L&#8217;odierno vettore aeronavale francese, portaerei intitolata la generale francese Charles De Gaulle, appena ritornato a solcare le onde del Mediterraneo, è un vettore a propulsione nucleare varato nel 2001. Entrata in linea per sostituire la portaerei degli anni &#8217;60<strong>Clemenceau</strong>, è lunga 261 metri con un dislocamento di 42.500 tonnellate. Spinta da una coppia di rettori nucleari ad acqua pressurizzata sviluppati dall&#8217;azienda francese TechnicAtome, può raggiungere una velocità di 27 nodi trasportando 40 velivoli tra unità ad ala fissa e ad ala rotante. Oggi, dopo il ritiro degli aerei d&#8217;attacco al suolo Super Etendard Mordernise, basa la sua forza imbarcata su 24/28 caccia muliturolo Rafale, su una coppia di aerei Awacs E-2 Hawkey, e su elicotteri multiruolo NH-90 &#8220;Caïman Marine&#8221;. Dal raggiungimento dell&#8217;operatività ha preso parte a operazioni lanciate contro l&#8217;Iraq, la Siria e l&#8217;Afghanistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-francia-vuole-una-nuova-portaerei.html">La Marina francese ha un problema  e pensa a una portaerei nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Adesso Macron punta al rilancio della forza nucleare della Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/adesso-macron-punta-al-rilancio-della-forza-nucleare-della-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 07:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nella visione strategia a lungo termine della Francia costruita dal suo governo, Emmanuel Macron punta a rafforzare il ruolo del complesso militare di deterrenza nucleare, la cosiddetta force de frappe, di caposaldo degli interessi nazionali di Parigi. Sulla scia di un consenso che unisce tanto l&#8217;opinione pubblica, stando ai più recenti sondaggi favorevole al 61% al mantenimento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/adesso-macron-punta-al-rilancio-della-forza-nucleare-della-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180415211102_26184972-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nella visione strategia a lungo termine della Francia costruita dal suo governo, Emmanuel Macron punta a rafforzare il ruolo del complesso militare di deterrenza nucleare, la cosiddetta <em>force de frappe, </em>di caposaldo degli interessi nazionali di Parigi.</p>
<p>Sulla scia di un consenso che unisce tanto l&#8217;opinione pubblica, stando ai più recenti sondaggi favorevole al 61% al mantenimento del deterrente nucleare, quanto i vertici politico-militari di Parigi, Macron ha sinora condotto una politica rigorosamente ortodossa nei confronti della <em>force de frappe, </em>che nel prossimo decennio verrà ulteriormente sviluppata nel contesto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nella-francia-di-macron-la-spesa-militare-aumentera-del-40-entro-il-2025/">dell&#8217;ampio piano di ammodernamento del dispositivo militare francese</a>.</p>
<p>Lo stato attuale della <em>force de frappe</em></p>
<p>Sviluppato con decisione a partire dall&#8217;ascesa di Charles de Gaulle alla presidenza nel 1958 e perno della via francese all&#8217;autonomia strategica perseguita da Parigi nella seconda metà del XX secolo, nel 2008 il deterrente nucleare è stato definito da Nicolas Sarkozy, in maniera efficace, come &#8220;l&#8217;assicurazione sulla vita della nostra nazione&#8221;. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://lospiegone.com/2017/06/27/la-force-de-frappe-nel-xxi-secolo/" target="_blank">Come riporta </a><em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://lospiegone.com/2017/06/27/la-force-de-frappe-nel-xxi-secolo/" target="_blank">Lo Spiegone</a>, </em>in un libro bianco del 1994 la Francia ha definito le fattispecie in cui le forze armate sono autorizzate all&#8217;impiego del dispositivo atomico per &#8220;difendere gli interessi vitali del Paese&#8221;, ritenute coincidenti con &#8220;l&#8217;integrità del territorio nazionale, l&#8217;esercizio della sovranità, la difesa della popolazione&#8221;.</p>

<p>Attualmente, la <em>force de frappe </em>è imperniata sulle componenti aerea e navale. La prima consta di 54  missili aria-terra <strong>ASMPA</strong> (<em>air-sol de moyenne portée améliorée</em>) trasportabili dai caccia Mirage e Rafale, mentre la seconda ha la sua spina dorsale nei 48 missili imbarcati su 4 sottomarini della classe <strong>Triumphant</strong>, sufficienti a garantire alla Francia la &#8220;<strong>deterrenza continua via mare,</strong> ossia la capacità di avere forze marine nucleari dispiegabili in un qualunque momento.</p>
<p>Su questo scenario Emmanuel Macron ha deciso di operare, muovendosi sul solco della continuità con l&#8217;obiettivo di preservare la continuità degli obiettivi dell&#8217;arsenale nucleare della sua nazione, terzo al mondo per dimensione dopo i colossi russi e statunitensi.</p>
<p>La strategia nucleare di Macron</p>
<p>Confermando le sue affermazioni della campagna elettorale, Macron ha scritto, nella prefazione al piano di revisione strategica pubblicata nell&#8217;autunno 2017: &#8220;Ho deciso di mantenere la nostra strategia di dissuasione nucleare e il rinnovamento delle sue due componenti [perché] sono la garanzia ultima dei nostri interessi vitali, della nostra indipendenza e, più in generale, della nostra libertà di decisione&#8221;.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-guerra-delle-prossime-generazioni-lera-dellinstabilita-permanente/">Nell&#8217;era dell&#8217;instabilità permanente</a> la Francia, dunque, punta buona parte delle sue carte sulla <em>force de frappe </em>e, nella visione di Macron, la eleva a asset di primaria importanza per l&#8217;ottenimento delle credenziali di grande potenza. Questa visione è condivisa, tra gli altri, non solo dal problematico regime nordcoreano, ma anche da Russia e Stati Uniti, impegnati in un rinnovamento dei rispettivi deterrenti nucleari e delle <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-stati-uniti-lanciano-la-nuova-corsa-agli-armamenti/">proprie dottrine strategiche</a>.</p>
<p>L&#8217;interoperatività tra la forza oceanica, protezione vitale da qualsiasi sorpresa strategica, e la componente aerea, centrale alla dissuasione, è al centro dei grandi programmi di rinnovamento che, come scrive Olivier Kempf su <em>Limes, </em>&#8220;beneficiano di un&#8217;attenzione finanziaria particolare nella legge di potenziamento militare, con un aumento dei fondi da 3,9 miliardi di euro nel 2017 a 6 miliardi nel 2025. In totale, fra 2019 e 2025 alla dissuasione saranno dedicati 37 miliardi&#8221;.</p>
<p>I dividendi geopolitici del deterrente atomico</p>
<p>L&#8217;ortodossia nucleare, insomma, non si tocca, e per Macron è centrale nel suo programma internazionale, che presuppone per la Francia un ruolo da potenza di altissimo livello internazionale. Macron ha sviluppato una strategia a tutto campo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/macron-un-anno-dopo-la-francia-e-il-rivale-numero-uno-dellitalia/">che in Italia non cessiamo di subire con forza</a>, in cui però al realismo e alla programmazione sembrano essere preferite la forma e l&#8217;ostentazione. Macron ambisce ad essere ovunque, a esercitare influenza in ogni scenario, come dimostrato dalla sua politica mediorientale che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/una-conferenza-per-il-rilancio-del-libano/">confonde il tavolo libanes</a>e e  il groviglio siriano con il trasversale <a href="http://www.occhidellaguerra.it/lasse-macron-sauditi-rilancia-patto-col-diavolo/">asse tra la Francia e l&#8217;Arabia Saudita</a>.</p>

<p>Questa strategia, o presunta tale, unisce a un forte avventurismo, che in Italia non cessiamo di subire, un&#8217;attenzione notevole per la percezione dei rapporti di forza. In questo contesto, la <em>force de frappe </em>è vitale per i progetti, o perlomeno le immaginazioni, di Macron. Principale asset strategico della Francia, essa cela il reale rango di potenza di Parigi e garantisce al suo leader l&#8217;unico appiglio reale al tavolo dei grandi, permettendo anche a lui, giovane borghese di Amiens, di potersi atteggiare, ogni tanto, a novello de Gaulle. Il fatto che in questo contesto la sostanza ceda una volta di più alla forma è, nel contesto della velleitaria geopolitica di Parigi, quasi irrilevante.</p>
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		<title>La Francia ha usato l&#8217;attacco in Siria per testare i suoi nuovi missili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/raid-siria-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 19:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Missili cruise]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2592" height="1728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain.jpg 2592w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2592px) 100vw, 2592px" /></p>
<p>La guerra è anche questo: testare le armi. E per la Francia, l&#8217;attacco in Siria è stato anche un modo per provare l&#8217;efficacia dei mezzi a disposizione delle sue forze armate. Parigi, per colpire le basi siriane nei pressi di Homs, ha messo in campo un arsenale di tutto rispetto. Secondo le informazioni fornite dal governo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-siria-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2592" height="1728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain.jpg 2592w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/france-macron-war-room-syria-gty-ps-180414_hpMain-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2592px) 100vw, 2592px" /></p><p>La guerra è anche questo: testare le armi. E per la <strong>Francia</strong>, l&#8217;attacco in <strong>Siria</strong> è stato anche un modo per provare l&#8217;efficacia dei mezzi a disposizione delle sue forze armate.</p>
<p>Parigi, per colpire le <strong>basi siriane nei pressi di Homs</strong>, ha messo in campo un arsenale di tutto rispetto. Secondo le informazioni fornite dal governo, <a style="color: #0000ff" href="http://www.leparisien.fr/international/frappes-en-syrie-les-details-de-la-contribution-francaise-14-04-2018-7663731.php">e riportate dai media francesi</a>, le forze schierate erano composte da <strong>nove caccia, due aerei da ricognizione e cinque fregate di prima classe</strong>. Inoltre, per la prima volta dalla loro fabbricazione, la Difesa francese ha utilizzato i<strong> missili da crociera navale MdCN</strong>. Un arsenale molto importante che, nonostante il numero minimo di obiettivi, mostra come la Francia abbia voluto manifestare le sue capacità belliche. Uno scopo che <strong>Emmanuel Macron</strong> si era prefissato da subito, quando ha deciso di coinvolgere il suo Paese in questa operazione di bombardamento.</p>
<p>Il ruolo della Marina francese</p>
<p>Nel Mediterraneo orientale erano cinque le navi francesi che servivano a colpire gli obiettivi in territorio siriano. Parigi ha deciso di schierare<strong> tre nuovissime fregate Fremm</strong>, <strong>una fregata anti sottomarini</strong>, <strong>una fregata antiaerea</strong> . A queste, si deve aggiungere l&#8217;utilizzo di una nave cisterna. Una flotta importante che serviva anche come prova per verificare le capacità di schieramento e tattiche delle nuove imbarcazioni a disposizione della Marina francese. </p>
<p>Capacità che sono state testate soprattutto per i tipi di missili lanciati dalle navi. <strong>La marina francese ha lanciato 12 missili da crociera</strong> sul centinaio di missili piovuti nella notte sulla Siria da parte di tutta la coalizione. Un numero abbastanza ridotto, se si pensa che l&#8217;anno scorso la marina Usa lanciò 59 missili Tomahawk contro la base siriana di Shayrat. La base era ritenuta il punto di partenza per il presunto attacco chimico di Khan Shaykhun.</p>
<p>Ma tra questi 12 missili francesi,<strong> tre erano missili da crociera navale MdCN</strong>. Missili fondamentali nei programmi del ministero della Difesa francese, ma <strong>mai testati dalla Francia</strong>. Questi missili da crociera hanno una gittata da mille chilometri e una precisione dell&#8217;ordine del metro. Ma nessuno aveva mai messo in pratica, sul campo di battaglia, le specificità di queste armi. E per una forza armata, questo rappresenta sempre un handicap rispetto alle potenze rivali che invece hanno avuto modo di provarle.</p>

<p><a style="color: #0000ff" href="http://www.lemonde.fr/international/article/2018/04/14/le-missile-de-croisiere-naval-nouvelle-arme-strategique-pour-le-chef-de-l-etat-francais_5285439_3210.html">Come riportato da <em>Le Monde</em></a>, questi missili, sviluppati dal gruppo francese Mbda, sono molto costosi. Secondo la legge finanziaria 2015, in cui è registrato l&#8217;ordine d&#8217;acquisto, <strong>ogni missile costa 2,86 milioni di euro.</strong> Il Tomahawk americano, per confrontarlo con qualcosa di simile, costa circa 1,5 milioni.</p>
<p>In questo modo, Macron non ha soltanto confermato l&#8217;investimento nell&#8217;industria bellica, ma ha anche <strong>mandato un segnale politico</strong>. Il messaggio è chiaro: anche la Francia rientra nel novero dei Paesi che possiede missili da crociera a lunga gittata imbarcati su navi da guerra. Un&#8217;arma strategica da non sottovalutare, specialmente in questa fase politica mondiale.</p>
<p>Il ruolo dell&#8217;aviazione</p>
<p><a style="color: #0000ff" href="https://twitter.com/Elysee/status/984984444623781888">Per quanto riguarda lo schieramento aereo</a>, lo Stato maggiore francese ha mobilitato<strong> cinque Rafale</strong>, <strong>quattro Mirage 2000-5</strong> e <strong>due aerei di ricognizione Awacs</strong>. Tutti gli aerei messi a disposizione da Parigi sono decollati venerdì sera dalle basi in territorio francese. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/siria-francia-attacco/">Come scritto su questa testata</a>, i piani d&#8217;attacco della Francia avevano due alternative: o usare le basi in territorio francese o quelle vicino la Siria, e cioè in territorio giordano o emiratino. La Francia ha scelto la prima opzione, tanto che <strong>la flotta aerea è stata accompagnata da cinque aerei per il rifornimento in volo</strong>. I jet Rafale hanno sparato <strong>nove missili Scalp</strong> circa mezz&#8217;ora dopo che la flotta avesse sparato i suoi missili a lunga gittata. Anche loro avevano come obiettivo esclusivamente i centri di Homs: niente Damasco.</p>
<p>Per la Francia, più che un vero raid sembrava una prova di forza. <strong>Una sorta di test a fuoco vivo</strong> per comprendere le capacità missilistiche e tattiche di forze armate che si trovano sempre più coinvolte nei teatri di guerra. Prove che serviranno anche ad aiutare Macron in uno dei suoi tanti obiettivi: strappare quote di mercato bellico ai suoi competitor. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-siria-francia.html">La Francia ha usato l&#8217;attacco in Siria per testare i suoi nuovi missili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Possibile attacco in Siria:  ecco le opzioni della Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-francia-attacco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 15:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1653" height="920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2.jpg 1653w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2-1024x570.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1653px) 100vw, 1653px" /></p>
<p>La Francia sembra effettivamente pronta a colpire la Siria. Le ultime notizie riportate da Le Figaro, confermano che Parigi è prossima all&#8217;intervento. Secondo il quotidiano francese, i caccia Rafale dell&#8217;aeronautica francese sono giù pronti in pista nella base di Saint-Dizier, nell&#8217;Alta Marna. Tutti in attesa dell&#8217;ordine del presidente Emmanuel Macron di partire alla volta dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-francia-attacco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1653" height="920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2.jpg 1653w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/Cattura-2-1024x570.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1653px) 100vw, 1653px" /></p><p>La <strong>Francia</strong> sembra effettivamente pronta a colpire la <strong>Siria</strong>. Le ultime notizie <a style="color: #0000ff" href="http://www.lefigaro.fr/international/2018/04/10/01003-20180410ARTFIG00324-syrie-les-rafale-en-piste-a-saint-dizier.php">riportate da <em>Le Figaro</em></a>, confermano che Parigi è prossima all&#8217;intervento. Secondo il quotidiano francese, i <strong>caccia Rafale</strong> dell&#8217;aeronautica francese sono giù pronti in pista nella <strong>base di Saint-Dizier</strong>, nell&#8217;Alta Marna. Tutti in attesa dell&#8217;ordine del presidente<strong> Emmanuel Macron</strong> di partire alla volta dei cieli siriani.</p>
<p>Tra i vari scenari previsti dalla Difesa francese, l&#8217;invio di <strong>Rafale armati di missili Scalp</strong> sembra il più credibile. La loro <strong>gittata dichiarata è superiore ai 250 km</strong>, il che consentirebbe ai piloti di rimanere <strong>al di fuori dalla portata della difesa aerea siriana</strong>. Non un dato irrilevante: Parigi non vuole rischiare. L&#8217;intervento francese, secondo Macron, deve essere assolutamente in grado di evitare perdite all&#8217;<em>Armée de l&#8217;air</em>.</p>
<p>Da dove decollerebbero i Rafale</p>
<p>La Francia ha <strong>due basi</strong> relativamente vicine, alla Siria. Una in <strong>Giordania</strong>, utilizzata per la guerra contro lo Stato islamico, l&#8217;altra negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. I due Paesi <strong>dovrebbero però autorizzare Parigi</strong> all&#8217;utilizzo delle basi. Per la Giordania, tutto dipenderà da come si pone nei confronti degli Stati Uniti, ma vorrebbe evitare di avere il suo territorio utilizzato per attacchi in Siria. Rischierebbe di diventare, ovviamente, un obiettivo. Oltre che minare i rapporti con le potenze coinvolte alleate di Damasco.</p>

<p>Gli Emirati potrebbero effettivamente autorizzare l&#8217;intervento ma è anche vero che Abu Dhabi ha sempre assunto una sua <strong>posizione peculiare</strong> nello scacchiere mediorientale. Gli Emirati sono troppo vicini all&#8217;Iran e sono molti gli interessi economici che li legano. Inoltre, gli Emirati non vorrebbero dare un aiuto all&#8217;Arabia Saudita, a cui competono la supremazia sulla Penisola Arabica.</p>
<p><strong>La portaerei Charles-de-Gaulle è in porto a Tolone</strong> per riparazioni che dureranno diversi mesi. Impossibile dunque pensare all&#8217;utilizzo della portaerei considerata il fiore all&#8217;occhiello della marina francese. </p>
<p><strong>Rimane l&#8217;opzione di un decollo dalla Francia</strong>. Molti esperti considerano questa l&#8217;opzione più attuabile nell&#8217;immediato. E infatti i Rafale sono già pronti a Saint-Dizier in attesa del semaforo verde. Ma c&#8217;è una grosso limite: la distanza. <a style="color: #0000ff" href="http://www.liberation.fr/planete/2018/04/09/syrie-les-multiples-options-militaires-francaises_1642247">Come scritto su <em>Liberation</em></a>, la distanza fra Francia e Siria che richiederebbe comunque <strong>diversi rifornimenti in volo</strong>. Sinonimo di un&#8217;operazione molto più complessa, molto più costosa e potenzialmente più lunga per la sua realizzazione. Di certo, un decollo dalle basi francesi non comporterebbe l&#8217;effetto sorpresa. Ma potrebbero poi usare le portaerei americane come base, essendo i Rafale perfettamente compatibili con i mezzi Usa, <a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/usa-francia-uk-siria/">come ricordato ieri</a>.</p>
<p>Anche la Marina è in stato di allerta</p>
<p>Anche i mezzi della Marina potrebbero essere messi a disposizione per un eventuale raid contro obiettivi dell&#8217;esercito siriano.<strong> La fregata Aquitaine</strong> è posizionata da qualche giorno nel Mediterraneo orientale.</p>
<p>La fregata, ua delle più moderne della flotta di Parigi, è <strong>equipaggiata con 16 missili da crociera e 16 missili terra-aria</strong>. Attualmente sta operando al largo delle coste libanesi accanto alle navi statunitensi come parte del contingente francese che combatte i terroristi  dello Stato islamico in Siria e in Iraq. Ma è evidente che potrebbe essere utilizzata anche per l&#8217;attacco contro il governo di Bashar al Assad.</p>
<p>Non a caso, <a href="https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-france/amid-syria-tensions-russian-jet-flies-low-over-french-warship-idUSKBN1HH2UV">come riportato da <em>Reuters</em></a>, <strong>un aereo da guerra russo ha sorvolato la Aquitaine a bassa quota</strong> nel Mediterraneo orientale. Le fonti della Marina francese hanno parlato di una &#8220;deliberata violazione dei regolamenti internazionali&#8221;. L&#8217;aereo russo, stando a quanto dichiarato dal ministero, sembra fosse carico di bombe.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Così l&#8217;export militare francese  determina la politica di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-lexport-militare-francese-determina-la-politica-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 07:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[rafale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il complesso militare industriale francese risulta da decenni notevolmente sviluppato, dato che Parigi ha perseguito a lungo una politica autonoma in materia di Difesa nel periodo compreso tra la decisione del Generale Charles de Gaulle di ritirare la Francia dal comando integrato della NATO nel 1966 e il ritorno del Paese nei ranghi dell&#8217;Alleanza Atlantica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-lexport-militare-francese-determina-la-politica-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171120192724_25047450-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il complesso militare industriale francese risulta da decenni notevolmente sviluppato, dato che Parigi ha perseguito a lungo una politica autonoma in materia di Difesa nel periodo compreso tra la decisione del Generale Charles de Gaulle di ritirare la Francia dal comando integrato della NATO nel 1966 e il ritorno del Paese nei ranghi dell&#8217;Alleanza Atlantica del 2009. Aziende come Dassault Aviation e Thales Group rappresentano importanti <em>player </em>nel settore, che in Francia genera, attraverso l&#8217;indotto, circa 30.000 posti di lavoro e risulta oltremodo strategico per l&#8217;elaborazione delle mosse dell&#8217;Eliseo in campo di relazioni politico-diplomatiche sullo scenario mondiale. Al pari di Paesi <a href="http://www.occhidellaguerra.it/ruolo-dellindustria-della-difesa-russa-nelle-strategie-del-cremlino/">come la Russia </a>e gli <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-diplomazia-commerciale-dellamministrazione-donald-trump/">Stati Uniti dell&#8217;amministrazione Trump</a>, infatti, la Francia ha concretamente inserito la commercializzazione dei suoi prodotti militari nella propria strategia geopolitica, puntando a proiettare la propria influenza sulla scia della diffusione dei suoi sistemi d&#8217;arma. </p>
<p>Un legame diretto nel settore della Difesa prelude a una cooperazione politico-militare ad ampio raggio, o ne è la logica conseguenza: questo sembra essere ben chiaro al Presidente <strong>Emmanuel Macron</strong>, il quale è conscio dell&#8217;influenza diretta che il suo governo può esercitare sul compound militare-industriale vista il diretto controllo di quote di numerose aziende del settore da parte delle istituzioni francesi, come testimoniato dalle partecipazioni in Airbus (11,1%) e Naval Group (62,49%). <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.defensenews.com/global/europe/2017/05/18/france-sees-14-percent-increase-in-foreign-arms-exports/" target="_blank">Pierre Tran di </a><em>Defense News </em>ha segnalato come dal 2015 al 2016 l&#8217;export militare francese sia cresciuto del 14%, con un giro d&#8217;affari che ha coinvolto 859 imprese arrivando a toccare il valore di 14 miliardi di euro, risultando secondo solo al dato registrato dagli Stati Uniti. L&#8217;ex Ministro della Difesa e attuale Ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian ha <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.defensenews.com/global/europe/2017/03/06/how-was-2016-for-french-arms-exports-depends-on-who-you-ask/" target="_blank">accennato a un totale complessivo di 20 miliardi di euro</a>, che però appare oggettivamente eccessivo, sebbene il dato reale risulti in ogni caso di primaria grandezza.</p>

<p>A ciò bisogna aggiungere la somma dei contratti conclusi negli scorsi anni e il cui dispiegamento è in corso d&#8217;opera: Naval Group realizzerà una flotta di 12 sottomarini per la Marina australiana, per un valore complessivo di 38 miliardi di euro, mentre l&#8217;India investirà 9 miliardi di euro per l&#8217;acquisto, l&#8217;approntamento e la consegna di 36 caccia Dassault Rafale.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/fincantieri-french-connection-e-litalian-job" target="_blank">Secondo quanto riportato da Damiano Trieste su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/fincantieri-french-connection-e-litalian-job" target="_blank">Difesa Online</a>, </em>nell&#8217;energica difesa della proprietà francese dei cantieri navali di Saint Nazaire da parte di Macron <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-francia-macron-rivale-dellitalia/" target="_blank">e nella sua opposizione a Fincantieri </a>si potrebbe rivelare l&#8217;interesse del Presidente nei confronti di un settore particolarmente redditizio per il Paese, quello del ramo marittimo dell&#8217;industria militare: Trieste ha giudicato l&#8217;accordo concluso tra la Francia e l&#8217;Italia sfavorevole a Fincantieri e vantaggiosa per la prima, dato che &#8220;sul fronte militare, oltre alle conseguenze negative per l&#8217;occupazione nella cantieristica e dell&#8217;indotto, fra i danni collaterali ci saranno anche i livelli occupazionali delle aziende di Leonardo. Visto che Thales, il suo principale concorrente possiede il 15% di Naval Groups, è evidente che come conseguenza della leadership francese sul ramo militare, i sistemi d&#8217;arma e di comando e controllo di Thales saranno privilegiati sulle nuove navi, rispetto a quelli di Leonardo. Considerato che quasi il 50% del valore economico di una nave militare è rappresentato dai suoi equipaggiamenti, il danno in termini di PIL e di occupazione per l&#8217;Italia è evidente&#8221;, mentre i vantaggi per Parigi appaino palesi e notevoli.</p>

<p>La diplomazia militar-commerciale e gli interessi economici dell&#8217;industria della Difesa francese nella regione spiegano, almeno in parte, il forte zelo dimostrato da Macron e Le Drian nel corso della recente tournee diplomatica in Medio Oriente. Mentre Macron mediava tra Arabia Saudita e Libano per il &#8220;rilascio&#8221; del premier di Beirut Hariri, al tempo stesso rinsaldava i suoi legami tra le petromonarchie del Golfo, area strategica per gli interessi del Paese, che mantiene nel quadrante compreso tra Medio Oriente, Mar Rosso e Oceano Indiano le basi di Mina Zayed, Al Dhafra, Mayotte e Gibuti.</p>
<p>&#8220;La politica francese nel Golfo, come quella americana ed europea, scorre sul ricco ma scivoloso binario dei petrodollari e delle forniture di armamenti&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-11-18/macron-grande-mediatore-libano-e-sauditi-105456.shtml?uuid=AENCqGED" target="_blank">ha scritto Alberto Negri sul </a><em><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-11-18/macron-grande-mediatore-libano-e-sauditi-105456.shtml?uuid=AENCqGED" target="_blank">Sole 24 Ore,</a> </em>commentando il flusso di interessi trasversali che lega Parigi a Paesi come l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi (al tempo stesso &#8220;partner fondamentale nel triangolo finanziario per la vendita di aerei Rafale, fregate e missili all&#8217;Egitto&#8221;) e, al contempo, al Qatar loro rivale, unito agli attuali avversari strategici dal comune interesse per il mercato francese, proficua fonte di materiale bellico e utile destinazione per ingenti flussi di capitali.</p>

<p>Macron si è dunque presentato nel Golfo come mercante di armi e procacciatore di investimenti; al tempo stesso, numerose decisioni prese a partire dal suo insediamento all&#8217;Eliseo sembrano essere volte a favorire gli interessi economici del complesso militare-industriale transalpino. Il Presidente sfrutta il valore aggiunto commerciale e occupazionale del settore della Difesa, ma rischia di incamminarsi su un sentiero pericoloso: sul lungo periodo, infatti, la crescente influenza di un complesso militare-industriale sempre più arrembante e le ambigue interferenze esercitate dai poco affidabili &#8220;soliti noti&#8221; del Golfo sulla postura strategica di Parigi in un&#8217;area cruciale come il Medio Oriente potrebbero portare la Francia a ripetere i notori e numerosi errori geopolitici degli ultimi anni, con grave pregiudizio dei suoi interessi principali.</p>
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