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	<title>radio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Mar 2026 11:24:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>radio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="970" height="482" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 600w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in farsi, l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l&#8217;antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l&#8217;operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell&#8217;Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="970" height="482" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/GEOEv_-XAAA3jri-e1773409052573.jpg 600w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Rumore di fondo e la voce di un uomo che ripete una sequenza di numeri in <em>farsi, </em>l’idioma indoeuropeo parlato in Iran, l&#8217;antica Persia. La sera del 28 febbraio, il giorno in cui ha avuto inizio l&#8217;operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti nei cieli dell&#8217;Iran, sulle frequenze radio a onde corte quella voce ha iniziato a ripetere <em>“Tavajjoh! Tavajjoh! Tavajjoh!”, </em>che segnifica “<em>Attenzione!</em>”, per ripetere in seguito una sequenza numerica indecifrabile, considerata da molti un’attività anomala che può essere collegata a una <strong>Numeber Station </strong>non identificata. Scomparso a seguito di forti interferenze, forse legate a un&#8217;azione di sabotaggio, questa misteriosa trasmissione, captata sulla frequenza 7910 kHz e ricomparsa sulla frequenza <strong>7842 kHz</strong>, dove la stessa voce, a distanza di una settimana, è tornata a inviare nell’etere quella strana sequenza numerica. Ma per quale ragione un <strong>messaggio a onde corte</strong> e in particolare un messaggio cifrato in farsi dovrebbe interessarci? La risposta è semplice: potrebbe essere un modo per comunicare con gli <strong>agenti esteri</strong> infiltrati in Iran.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Number Station e spionaggio a onde corte</h2>



<p>Per capire di cosa stiamo parlando, dato che il senso e il contenuto del messaggio cifrato è, e probabilmente resterà, segreto, bisogna innanzitutto ripercorrere la storia delle Number Station; e il libro “<em><a href="https://www.amazon.it/Spionaggio-onde-corte-Lincredibile-radiotrasmissioni-ebook/dp/B0C43RF8XP">Spionaggio in onde corte</a></em>”, compendio dell’incredibile storia delle stazioni numeriche e delle radiotrasmissioni di messaggi segreti dalla Guerra Fredda ai giorni nostri (edito da Italia Storica), può tornaci decisamente utile. Ricordandoci come strumenti semplici, sicuri e affidabili possono essere ancora estremamente utili alle <strong>attività di spionaggio</strong> condotte in territori altamente ostili.</p>



<p>Queste cosiddette Numbers Stations, spiega Andrea Lombardi, sono delle trasmissioni radio in onde corte, che vengono trasmesse &#8220;<em>nelle più diverse ore del giorno  con durate variabili, reperibili su molte frequenze</em>&#8220;. Queste trasmissioni misteriose, che generalmente consistono in voci registrate che leggono &#8220;<em>gruppi di numeri o di lettere in alfabeto fonetico radiofonico</em>&#8220;, in segnali in <strong>codice morse</strong> o <strong>impulsi sonori</strong>, sono &#8220;<em>precedute spesso da segnali di inizio trasmissione consistenti in brevi brani musicali, sequenze di lettere o scale di note, ciclicamente ripetuti a orari prefissati</em>&#8221; che richiamano l&#8217;attenzione del ricevitore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">👀⚠️<br>The mysterious Farsi-language Numbers-Station on 7910kHz, received in 🇮🇹Milan at 18:00 UTC on March 3, 2026. <br>Probably the most interesting radio signal in recent times. <a href="https://t.co/CeKdGzc5Sy">pic.twitter.com/CeKdGzc5Sy</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2028895990405599345?ref_src=twsrc%5Etfw">March 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Secondo gli studi condotti indipendentemente da esperti di telecomunicazioni, molte di queste trasmissioni sono state impiegate da diversi servizi segreti per trasmettere dei brevi messaggi di testo ai loro &#8220;<em>agenti sotto copertura o dormienti</em>”. Impiegato per la prima volta durante la Grande Guerra, e adottato regolarmente dagli Alleati nel Secondo conflitto mondiale, quando l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">emittente BBC inviava dei radiomessaggi in codice </a> attraverso la lettura di particolari frasi, come i versi della poesia <em>Canzone d&#8217;autunno </em>di Paul Verlaine, per allertare gli agenti del SOE, lo <strong>Special Operations Executive</strong> e la Resistenza di azioni imminenti nell&#8217;Europa occupata, venne adottato negli anni della Guerra Fredda da <strong>CIA</strong>, <strong>KGB</strong> e <strong>Mossad</strong> per mezzo di decine di Numbers Stations in onde corte attraverso le quali &#8220;<em>aspre voci femminili, recitanti litanie di numeri nell’etere, tra lo statico di scariche elettromagnetiche e carillon distorti&#8221;</em> annunciavano informazioni segrete della massima rilevanza, o l&#8217;inizio di &#8220;<em>operazioni segrete e manovre di destabilizzazione</em>&#8220;.<br><br>Proprio il Mossad, sarebbe stato captato su quella che venne definita la “Female Phonetic Alphabet Stations&#8221;, secondo quanto riporta il libro di Tom Kneitel <em>Guide to Embassy and Espionage Stations</em>, secondo cui la teoria più&nbsp;plausibile era che essa fosse operata dai servizi segreti israeliani, che emetteva un segnale identificativo costituito da tre lettere che veniva ripetuto prima che una voce femminile dicesse &#8220;<em>End of message. End transmission</em>&#8220;. Lo scopo di questi messaggi è ancora<strong> ignoto</strong>.<br><br>Un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con le stazioni numeriche e i programmi di addestramento clandestini, ha dichiarato al <em>Financial Times</em> che le Number Station sono ancora fondamentali per contattare agenti o fonti di alto livello. &#8220;<em>Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti</em>&#8220;. Ciò che è tuttavia estremamente interessante, almeno per le persone comuni, è la possibilità di captare e ascoltare questi messaggi composti da <em>&#8220;<strong>lunghe liste di numeri</strong> in gruppi di quattro o cinque cifre</em>&#8220;, con il solo ausilio di un semplice ricevitore che possa essere sintonizzato su onde medie e corte, magari dotato di un&#8217;antenna telescopica e delle cuffie chiuse.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-1024x811.jpg" alt="" class="wp-image-509345" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-1024x811.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-300x238.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-768x608.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07-600x475.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-16-alle-00.38.07.jpg 1172w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un agente del SOE ascolta messaggi radio in Grecia durante la seconda guerra mondiale</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un messaggio in persiano disturbato dall&#8217;Iran</h2>



<p>Nel caso del messaggio in lingua farsi comparso il 28 febbraio sulla frequenza 7910 kHz, e ricomparso il 5 marzo sulla frequenza 7842 kHz, il radioamatore noto con il nome di <strong>Shortwave Observer </strong>(che a suo dire è stato allertato da un membro della RAF) dopo aver captato e analizzato il messaggio ha dichiarato alla stampa che: “<em>Il segnale di disturbo sui 7910 kHz che blocca le trasmissioni in lingua persiana della Numbers Station è identico al disturbo che da tempo disturba &#8220;Radio Farda&#8221;, una stazione radio a onde corte anti-regime iraniano&#8221;. </em>Ciò lo ha portato ad affermare che l&#8217;origine del disturbo era decisamente <em>&#8220;iraniana”</em>, e per questo si è potuto supporre che quei messaggi numerici in lingua farsi anticipati da un messaggio di allerta venissero inviati dallo spionaggio militare israeliano o statunitense. Anche se altri radioamatori &#8220;non concordano&#8221; con queste ipotesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un vecchio metodo ancora efficace nello spionaggio</h2>



<p>La Number Station in farsi, che è stata codificata come <strong>V32</strong>, trasmette due volte al giorno &#8211; alle 2 del mattino e alle 18.00 di sera, <em>Greenwich Mean Time</em> &#8211; cambiando il suo codice numerico cifrato, che, almeno in passato, veniva decodificato attraverso le cosiddette &#8220;<strong>One Time Pad</strong>&#8220;: blocchi monouso che contengono gruppi numerici o fonetici casuali. <br><br>Se chi invia e chi riceve il messaggio possiede la chiave di cifratura — che può essere anche molto lunga — il contenuto diventa di fatto impossibile da decifrare per chiunque altro, purché la chiave non venga riutilizzata. Un sistema efficace e semplice da utilizzare anche nell&#8217;<strong>era di Starlink</strong>, che come ci ha dimostrato di recente il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/avanzata-lampo-nella-zona-grigia-cos-kiev-ha-ripreso-78-2611554.html">conflitto russo-ucraino</a>, può essere inibito dallo stesso operatore per impedire le comunicazioni. Per questo motivo le Number Station e i messaggi a onde corte sono considerati, sotto alcuni aspetti, persino più sicure delle comunicazioni digitali: non solo il messaggio resta <strong>incomprensibile</strong> senza la chiave, ma la natura pubblica della trasmissione rende impossibile identificare il destinatario, mentre molti sistemi digitali lasciano comunque delle tracce. <br><br>Per un ex operativo della Cia che ha avuto a che fare con questo sistema e i programmi di addestramento clandestino, le Number Station sono ancora fondamentali per c<strong>ontattare agenti</strong> o <strong>fonti di alto livello</strong>: &#8220;<em>Se internet si interrompe o i servizi telefonici vengono interrotti, si ha comunque un modo per contattare le proprie fonti</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇮🇱🇮🇷<br>Farsi/Persian-language ciphered transmission, known as Numbers-Station “V32”, sending numbers on 7842kHz. <br><br>Loud and clear in northern Italy🇮🇹 via IK2WBG webSDR at 18:11 UTC March 14  2026 <a href="https://t.co/JEak34K7f4">pic.twitter.com/JEak34K7f4</a></p>&mdash; Shortwave Observer (@shortwave78) <a href="https://twitter.com/shortwave78/status/2032886792903417984?ref_src=twsrc%5Etfw">March 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi della CIA</h2>



<p>In un articolo condiviso dall&#8217;ex capo stazione della CIA a Roma, e vertice dell&#8217;agenzia in Italia, Robert Gorelick, si legge che il segnale in farsi che è stato captato al preludio delle operazioni militari in Iran potrebbe essere collegato alla &#8220;<strong>guerra segreta</strong>&#8221; combattuta dall&#8217;intelligence all&#8217;interno dell&#8217;Iran, come segnale dell&#8217;inizio di una &#8220;<em>nuova fase</em>&#8220;. Ex <strong>funzionari dell&#8217;intelligence statunitense</strong> avrebbero affermato che le trasmissioni &#8220;<em>probabilmente</em>&#8221; erano una &#8220;<em>misura di emergenza che permetteva a Washington di <a href="https://www.hashtag.al/en/index.php/2026/03/11/stacioni-qe-dergon-mesazhe-misterioze-drejt-iranit/">mantenere i contatti</a> con gli agenti all&#8217;interno dell&#8217;Iran</em>&#8220;. John Sipher, ex capo della stazione CIA a Mosca, ha dichiarato: &#8220;<em>Se ci si sta dirigendo verso la guerra, è una soluzione di riserva perfetta</em>&#8220;. </p>



<p>Per Goerlick di tratta di un&#8221;<em>metodo di comunicazione efficace, economico e molto sicuro</em>&#8220;. Il fatto che la trasmissione sia stata temporaneamente oscurata da scariche di suoni elettronici, come <em>bip </em>e <em>chirp</em>, sarebbe la conferma di un tentativo da parte dell&#8217;Iran di disturbare il segnale. <br><br>La stazione V32, la prima a trasmettere in persiano da circa un quarto di secolo, avrebbe solo un precedente simile nella storia, e si tratta proprio di una stazione attiva durante l&#8217;<strong>invasione statunitense dell&#8217;Afghanistan</strong> del 2001, operazione&nbsp;<strong>Enduring Freedom</strong>. Tuttavia, la sequenza numerica utilizzata all&#8217;epoca aveva &#8220;<em>indotto alcuni osservatori a sospettare che potesse essere gestita dalla Russia</em>&#8220;. Molto interessante anche l&#8217;ipotesi secondo cui la Number Station V32 sia stata progettata solo allo scopo di <strong>tenere impegnato</strong> e s<strong>otto pressione il controspionaggio iraniano</strong>, &#8220;<em>suggerendo l&#8217;esistenza di agenti di alto livello a Teheran in attesa di ordini da Washington o Tel Aviv</em>&#8220;. Un&#8217;idea che il capo della CIA in Italia avrebbe sposato se fosse ancora un operativo.</p>



<p>Inoltre, &#8220;<em><strong>non è una coincidenza</strong> che sia iniziata proprio il giorno in cui è scoppiata la guerra</em>&#8221; secondo un altro ex funzionario del controspionaggio statunitense che ha trascorso anni a rintracciare spie che ricevevano ordini da Cuba tramite segnali simili al misterioso codice numerico ascoltato sulla frequenza 7910 kHz all&#8217;inizio delle operazioni militari che, di fatto, hanno innescato la <strong>Terza guerra del Golfo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/spionaggio-sabotaggio-e-messaggi-a-onde-corte-verso-teheran.html">Spionaggio, sabotaggio  e &#8220;messaggi a onde corte&#8221; verso Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Quando la BBC annunciò il D-Day con strani messaggi cifrati</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 13:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-768x529.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tre punti e una linea nel codice Morse. Poi la voce: &#8220;Ici Londres! Les Français parlent aux Français!&#8221; e la trasmissione più importante mai andata in onda da quella emittente clandestina ebbe inizio. Erano le 21.15 del 5 giugno 1944. Quando alla sera la Francia occupata sintonizzava la manopola delle piccole radio da salotto sulla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">Quando la BBC annunciò il D-Day con strani messaggi cifrati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/radio-vichy-parle-768x529.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tre punti e una linea nel codice Morse. Poi la voce: &#8220;<em>Ici Londres! Les Français parlent aux Français!</em>&#8221; e la trasmissione più importante mai andata in onda da quella emittente clandestina ebbe inizio. Erano le 21.15 del 5 giugno 1944.<br><br>Quando alla sera la Francia occupata sintonizzava la manopola delle piccole radio da salotto sulla <strong>BBC</strong>, e udiva l’accenno alla <em>5° Sinfonia</em> di Beethoven, ossia la V di Vittoria secondo l’alfabeto Morse, seguito dall’annuncio di alcuni messaggi “speciali”, qualcuno capiva immediatamente di dover destare più attenzione degli altri, che spesso non capivano affatto il significato di frasi apparentemente senza senso, o di banale ovvietà come &#8220;<em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=CVg-hT8FdK4">Giovanni ha i baffi lunghi</a></em>&#8221; o &#8220;<em>Felice non è felice</em>&#8221; o &#8220;<em>Non amo le crepes seuzette</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il SOE e la Resistenza</h2>



<p>Affidata dallo <strong>Special Operations Executive</strong> britannico a un gruppo di francesi sfuggiti all’occupazione nazista, tutti fedeli alla chiamata del generale De Gaulle come esponente del governo in elisio a Londra, <strong>Radio Londres</strong> aprì i battenti nel 1940; contrastando la propaganda e la falsa informazione trasmessa dalla sua avversaria Radio Paris, controllata dal governo collaborazionista di <strong>Vichy</strong>.<br><br> L’obiettivo iniziale era uno solo: quello di tenere alto il morale nella popolazione costretta all’occupazione e di sollevare la<strong> Resistenza</strong> contro Vichy e il Nazismo; solo in un secondo momento quello di portare a partigiani francesi messaggi in codice che li tenessero aggiornati sugli sviluppi della guerra in Europa e in Africa. Il primo studio radiofonico destinato a questa &#8220;guerra indiretta&#8221; aprì presso la sede della BBC di Londra, divenendo appuntamento quotidiano per il popolo francese, e cruccio perenne per <strong>Gestapo</strong> e <strong>Abwehr</strong>, il servizio d’intelligence dell’esercito tedesco, che ogni sera si chiedevano cosa volessero dire quelle parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Radio Londres e la sua missione speciale</h2>



<p>Per quattro anni la &#8220;voce di Londra&#8221; ribadì l’appello alla resistenza e all’insorgere contro occupazione con ogni mezzo, promettendo che il giorno della liberazione, presto o tardi, sarebbe arrivato.<br><br>Scoperta l’esistenza di questa emittente “sovversiva”, i servizi d’intelligence nazisti proibirono alla popolazione su continente di ascoltare Radio Londres, o perfino la radio dopo un certo orario serale, perseguendo chiunque venisse sorpreso all’ascolto delle trasmissioni, tracciando e disturbano il segnale. Intanto, quei giovani annunciatori che rimasero nella storia della liberazione come Jacques Duchesne, Jean Oberlé, Pierre Bourdan, Maurice Schumann e Pierre Dac, ogni sera attendevano la luce rossa del segnale &#8220;<strong>On Air</strong>&#8220;, si avvicinavano al microfono dello studio e incominciavano ad inviare quei messaggi che nelle cantine di Parigi, o nelle locande di Normandia e Bretagna, allertavano i destinatari sul come e quando agire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quegli strani messaggi cifrati</h2>



<p>Questi messaggi cifrati, diffusi tramite la rete di spionaggio attiva in Europa, erano stati ideati da Georges Bégué, un operativo del SOE a cui era venuto la brillante idea di comunicare con gli agenti infiltrati sotto copertura – magari lasciati sul campo dagli aerei <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lysander-laereo-che-traghettava-spie-2025555.html">Lysander </a>dello No. 161 &#8220;Special Duties&#8221; Squadron, o paracadutati nella campagna – per diffondere nella Resistenza informazioni classificate con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio che il nemico potesse capire il reale loro significato. Ogni trasmissione iniziava l’avvertimento &#8220;<strong>Prima di iniziare, ecco a voi alcuni messaggi personali</strong>&#8220;, poi seguivano i messaggi codificati, spesso esilaranti, poiché totalmente fuori dal contesto, che volevano dire qualcosa per uno specifico gruppo della Resistenza, e assolutamente nulla per un altro. Messaggi come &#8220;<strong><em>Giacomone bacia Maometto</em></strong>&#8221; o &#8220;<em>C’è un incendio nell’agenzia di viaggi, inutile andarci</em>&#8220;.<br><br>I messaggi cifrati venivano utilizzati per avviare operazioni, per avvertire gli agenti sotto copertura dell’esito di qualche movimento o di un imminente recupero. A volte solo per dare al nemico l’impressione che qualcosa fosse in procinto di accadere mobilitandolo a vuoto.</p>



<p> Data la natura cifrata dei messaggi, che non aveva apparentemente alcun significato senza l’apposito manuale, i tedeschi non riuscirono mai a scoprire il significato, e all’inizio di giungo, quando l’Operazione Overlord era in procinto d’iniziare, da Londra iniziarono ad inondare l’etere con messaggi in cifra più disparati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Verlaine per l&#8217;inizio di Overlord</h2>



<p>Solo il 1° giugno Radio Londra trasmise <strong>200 messaggi</strong>, rendendo chiaro a chi ascoltava che qualcosa stava per muoversi. E sarebbe stato qualcosa di grosso. Alla vigilia del del D-Day, poco prima che le lancette degli orologi dei paracadutisti alleati segnassero la mezzanotte del 6 giugno 1944, e che le luci verdi degli aerei li avvertissero che dovevano lanciarsi sulla Normandia, Radio Londra trasmise la celebre strofa della poesia di <strong>Paul Verlaine</strong> &#8220;Chanson d’automne&#8221;: per avvertire una volta per tutte che l’invasione sarebbe iniziata da lì alle prossime 24 ore, dunque di stare pronti, e di colpire gli obiettivi affidati ad ogni gruppo della resistenza coinvolto: sabotare ponti e strade, o linee di comunicazione.<br><br>&#8220;<em>Les sanglots longs Des violons De l’automne Blessent mon cœur D’une langueur Monotone.</em>&#8221; &#8211; <strong>Feriscono il mio cuore con un languore monotono</strong> &#8211; avvertì la radio, e alcuni francesi tripudiarono di gioia. L’invasone, tanto attesa, era arrivata. All’alba l’orizzonte si sarebbe riempito di migliaia e migliaia di navi da guerra alleate, il cielo di aerei. E il <strong>D-Day</strong> avrebbe avuto inizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-bbc-annuncio-il-d-day-con-strani-messaggi-cifrati.html">Quando la BBC annunciò il D-Day con strani messaggi cifrati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bilan, la radio delle donne coraggiose che porta luce in Somalia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/bilan-la-radio-delle-donne-coraggiose-che-porta-luce-in-somalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 10:18:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Bilan]]></category>
		<category><![CDATA[diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=422069</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1379" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-600x431.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-300x215.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-1024x735.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-768x552.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-1536x1103.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si chiama Bilan, che vuol dire "fra luce". È la radio delle donne che, rischiando la vita, raccontano la Somalia di oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/bilan-la-radio-delle-donne-coraggiose-che-porta-luce-in-somalia.html">Bilan, la radio delle donne coraggiose che porta luce in Somalia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1379" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-600x431.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-300x215.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-1024x735.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-768x552.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC01030-1536x1103.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le onde dell’Oceano Indiano, da un lato, una spiaggia incontaminata, dall’altro, dei bambini che giocano a calcio e dei pali nella sabbia come porte. Una visione che, nell’immaginario comune, rimanda alle più iconiche fotografie dei <strong>paradisi tropicali</strong>, alle rappresentazioni patinate dei tour operator, alla collettiva concezione di pace, ma la verità è ben oltre lo sguardo. I legni che utilizzano i bambini come limite per i propri calci al pallone sono stati utilizzati, soltanto poche ore prima, dalla polizia somala per legare e fucilare alcuni detenuti condannati a morte perché accusati di essere membri dell’organizzazione terroristica <strong>Al Shabaab</strong>. Volto coperto per i fucilati e volto coperto per i fucilatori, una raffica, i corpi che rimangono legati, le teste che ciondolano, l’arrivo di un funzionario deputato all’inumazione a pochi metri dal luogo dell’esecuzione, il sangue sulla sabbia, l’arrivo dei bambini somali scalzi e con un pallone in mano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-422787" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240526121202419_0498ccf7c71702f070a98648628caa62.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bilan, l&#8217;emittente radio tutta al femminile</h2>



<p>Un racconto che sconvolge perché rivela, lontano dalla retorica e dagli stereotipi la cruda realtà della convivenza con la violenza. La potenza icastica della fotografia mette a nudo il concetto di guerra, spogliandola delle sovrastrutture ma presentandolo per quello che è: la morte che si fonde nell’innocenza senza soluzione di continuità. Il ritratto rivela però anche un&#8217;altra storia che questa volta non solo è oltre allo sguardo, ma al di là della cornice, perché ad aver portato alla ribalta delle cronache quanto avviene su una delle spiagge di Mogadiscio più frequentate dai giovani dell’ex colonia italiana è <strong>Naima Said Salah</strong>, donna, giornalista somala e membro della redazione di<strong> <em><a href="https://www.bilan.media/">Bilan</a></em></strong>, un’emittente tutta al femminile che fa informazione per le donne, contro le violenze nei confronti di madri e bambini e composta da un team di reporter che, per informare sulla condizione femminile nel Paese africano, ogni giorno, rischiano la vita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC00347-1024x684.jpeg" alt="" class="wp-image-422786" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC00347-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC00347-600x401.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC00347-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC00347-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/DSC00347.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Naima Said Salah</figcaption></figure>



<p>La Somalia sta attraversando un momento cruciale della sua storia; il governo del Presidente <strong>Hassan Sheikh Mohamud</strong> oltre ad affrontare la continua minaccia dell’organizzazione qaedista Al Shabaab, che controlla ampie porzioni del territorio somalo, deve far fronte anche alla recente alleanza tra il Somaliland e l’Etiopia, oltre a una recrudescenza della pirateria lungo le coste. Il Paese, primo stato fallito della storia recente, prova, e non senza fatica, da quasi dieci anni, a ricostruire delle entità statali e a garantire un avvenire pacificato ai suoi cittadini, ma le sfide sono titaniche e non riguardano solo gli aspetti bellici ma anche quelli legati ai diritti sociali e civili e per rendersene conto basta considerare il fatto che, con più di 50 operatori dei media uccisi dal 2010, la Somalia è il luogo più pericoloso in Africa per i giornalisti e la condizione delle donne non si discosta molto da quella dell’Afghanistan dei talebani dove è stato istituzionalizzato un regime di apartheid di genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fare luce sulla Somalia</h2>



<p>Bilan, che in somalo significa “<strong>fare luce</strong>”, è il nome della testata femminile di Mogadiscio che in soli due anni di vita, appena compiuti, ha già portato alla ribalta delle cronache temi tabù nello stato del Corno d’Africa, dal tema delle mutilazioni genitali femminili all’impatto della carestia sulle madri, dalle tematiche relative alle malattie sessualmente trasmissibili all’abuso di oppiacei tra le donne somale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_-1024x463.jpg" alt="" class="wp-image-422789" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_-1024x463.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_-600x272.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_-1536x695.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/FireShot-Capture-022-Bilan-Media-www.bilan_.media_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>E l’8 marzo di quest’anno, in occasione della festa della donna, ha inaugurato anche un canale televisivo mettendo al centro della prima puntata uno speciale relativo al periodo mestruale. “Ci sono tante storie da raccontare sulla società somala, in particolare su quello che vive la gente. I media somali si concentrano solo sulla politica e i conflitti” ha detto <strong>Fathi Mohamed Ahmed</strong>, caporedattrice di Bilan ad Arab News.</p>



<p>Sebbene sia sostenuta dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), la storia dell’emittente&nbsp;Bilan&nbsp;non è stata in discesa o scevra da pericoli. Minacce, attacchi contro le reporter e intimidazioni, sono all’ordine del giorno come ha spiegato al<a href="https://www.theguardian.com/world/2023/apr/11/its-dangerous-being-a-female-journalist-in-somalia-but-one-year-on-we-are-still-shining-our-light"> <em>The Guardian</em> sempre Fathi Mohamed Ahmed</a>: “Ci troviamo di fronte ad abusi anche semplicemente perché andiamo a lavorare. La gente ci urla contro in pubblico dicendoci di tornare a casa, ma oltre alle minacce riceviamo però anche tante parole di incoraggiamento, soprattutto da donne.&nbsp; Vogliamo portare le frequenze e le reporter di&nbsp;Bilan&nbsp;anche nell’entroterra, nelle aree rurali, dove la situazione è estremamente critica, ma noi non abbiamo paura”. “Bilan mette in mostra il talento delle giornaliste somale e smentisce gli stereotipi”, ha detto la giornalista di Bilan <strong>Hinda Abdi Mohamoud</strong> che poi ha proseguito dicendo: “Questa testata mi ha fornito un ambiente sicuro e protetto in cui lavorare ed è la dimostrazione di come un gruppo di giornaliste può gestire un&#8217;unità mediatica e produrre contenuti di successo”. E se ciò accade in Somalia, è più di un semplice successo professionale: è una rivoluzione sociale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Hindabio2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-422790" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Hindabio2-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Hindabio2-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Hindabio2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Hindabio2-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Hindabio2.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Hinda Abdi Mohamoud</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/bilan-la-radio-delle-donne-coraggiose-che-porta-luce-in-somalia.html">Bilan, la radio delle donne coraggiose che porta luce in Somalia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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