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	<title>quarantena Archives - InsideOver</title>
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	<title>quarantena Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>A Pechino tra normalità e paura</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/pechino-normalita-paura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 14:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Covid test a Pechino" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane a Pechino i casi di Covid-19 sono aumentati e, come accade da anni ormai, quando aumentano i casi il governo chiude la città e obbliga la popolazione a numerosi tamponi. La paura di entrare in una situazione affine a quella affrontata da Shanghai nell’ultimo mese è tangibile. I numeri sono troppo alti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/pechino-normalita-paura.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/pechino-normalita-paura.html">A Pechino tra normalità e paura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Covid test a Pechino" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105252850_125e185ab67e7a247c7b1c1e6c5f2ce4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle ultime settimane a <strong>Pechino</strong> i casi di <strong>Covid-19</strong> sono aumentati e, come accade da anni ormai, quando aumentano i casi il governo chiude la città e obbliga la popolazione a numerosi tamponi. La paura di entrare in una situazione affine a <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">quella affrontata da Shanghai nell’ultimo mese</a> è tangibile. I numeri sono troppo alti per gli standard mantenuti finora: al momento ci sono a Pechino 2882 e 9 i decessi. È importante tenere a mente le proporzioni. Si parla di una città che ospita 22milioni di abitanti.</p>
<p>Non potremmo comprendere il valore di restrizioni e test di massa senza interrogare chi vive realmente nei posti interessati. Abbiamo ascoltato la testimonianza di G<b>. </b>a Pechino da dieci anni. G. ci ha raccontato che test di massa a Pechino non erano mai stati fatti prima, venivano svolti in modo localizzato quando si presentava una motivazione valida per farli. “La differenza rispetto a prima, motivo per cui c’è un po’ di agitazione negli animi, è che si è iniziato per distretti. Io vivo a <strong>Chaoyang</strong>, uno dei distretti principali di Pechino. A livello distrettuale hanno iniziato a fare tre tamponi a distanza di tre giorni, che poi sono stati estesi ad altri distretti”. Prima del caso Shanghai, veniva richiesto il tampone per viaggiare, per uscire ed entrare nella città, ma non venivano testati interi distretti, solo strade o building quando venivano registrati dei casi.</p>
<p>Pechino è sempre stata prudente e controllata. Da novembre sono state definite ulteriori restrizioni per chiunque entrasse e uscisse dalla città in vista delle Olimpiadi. “Hanno sempre monitorato ed è questa la differenza essenziale con Shanghai”, che invece è sempre stata più libera, con le restrizioni meno rigide di tutta la Cina. Da novembre le restrizioni vietano l’accesso in determinate zone, che si dividono in zone ad alto, medio e basso rischio, proprio come le nostre zone colorate.</p>
<p>Finora i test venivano fatti a campione: “Li fanno a batch di 5 o di 10. Ci sono degli spot in città in cui si rilasciano i dati e il tuo sample finisce in un gruppo di cinque. Nelle notizie ti dicevano “abbiamo trovato dodici batch positivi”, quindi potenzialmente 60 positivi che vengono ritestati e se ne registrano gli effettivi positivi”. Attualmente sono stati chiusi parchi, stazioni, asili infantili e scuole primarie, dove le lezioni sono state spostate online.</p>
<figure id="attachment_356463" aria-describedby="caption-attachment-356463" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="size-large wp-image-356463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1024x683.jpg" alt="Trasporti pubblici chiusi a Pechino" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511105315985_80c975e2bf5ec2cc3d9dd59ec91d4dce-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-356463" class="wp-caption-text">Un uomo parla con la sicurezza in una stazione della metropolitana chiusa a Pechino, Cina, 04 maggio 2022</figcaption></figure>
<p>G. ci ha raccontato che nella prima fase di questo nuovo periodo la vita a Pechino procedeva normalmente, nonostante i cinesi fossero spaventati, motivo per cui la gente per le strade cominciava a diminuire. “Mi rendo conto che ci siano delle notizie sensazionalistiche e quindi ci si sofferma sui supermercati vuoti. È normale. Se abbiamo l’esempio di Shanghai e vengono registrati 20 casi a Pechino, in cui ricordiamoci che vivono 22 milioni di persone, andiamo al supermercato a fare scorta per precauzione. Ma il giorno dopo gli scaffali sono pieni di nuovo, perché non siamo a quel punto lì. La sera forse si troverà meno cibo, ma il giorno dopo sono di nuovo forniti. È un ottimo business per i supermercati”.</p>
<p>La progressione dei casi sembra essere molto più lenta rispetto a quella di Shanghai un mese fa. Sono dati che lasciano ben sperare, soprattutto perché i cittadini di Pechino sono consapevoli del maggiore controllo mantenuto in questi anni dalla città. “Potevamo uscire, andare a mangiare fuori o a bere uno Spritz fino a due settimane fa. Adesso hanno chiuso i ristoranti per le festività di maggio&#8221;, in occasione della Festa dei Lavoratori che in Cina viene festeggiata per quattro giorni. In seguito hanno deciso di prolungare le restrizioni. &#8220;Da due settimane non stiamo andando in ufficio perché da poco richiedono il test. In realtà ci sono stati due passaggi: hanno trovato i primi 20 casi ed è arrivata la notizia che per andare in ufficio bisognava fare un tampone. La normativa però era poco chiara, perciò abbiamo chiesto chiarimenti. Ci hanno risposto che avremmo dovuto fare il tampone e andare in ufficio. In caso di risultato positivo ci avrebbero chiusi dentro. Perciò abbiamo deciso di lavorare da casa. Poi la normativa è cambiata e ora si può andare in ufficio solo dopo un tampone negativo. Ma ormai siamo abituati al lavoro da casa o dal bar o dal parco del compound”.</p>
<p>La popolazione cinese possiede strumenti di tracciamento implementati sin da subito. “Noi sappiamo esattamente quali sono le aree a rischio, quali sono i building in lockdown, siamo pieni di informazioni in questo senso e controllatissimi”. Anche in Cina posseggono un QR-code corrispettivo del nostro Green Pass, l’<strong>Health Kit</strong>, che bisogna scansionare per poter accedere in quasi tutti i locali. “Sono stata a Shanghai ad ottobre e loro non sapevano cosa fosse. Noi dobbiamo averlo per forza. In questo modo sanno sempre dove sei”, cosa che viene vista più come agevolativa della situazione che come una violazione della privacy. L’applicazione <strong>Alipay</strong> permette invece di avere dati in tempo reale sui contagi in tutte le città della Cina, riportando con precisione i numeri degli asintomatici, dei sintomatici e dei morti. In questo senso le informazioni circolano più che mai.</p>
<h2>Fever clinics e Covid Hotel</h2>
<p>Anche a Pechino esistono dei centri di isolamento, si tratta di fever clinics o di Covid hotel. Non è però qualcosa di nuovo. Le <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ijcp.14125">fever clinics</a> sono state inizialmente istituite per combattere l’epidemia di <strong>sindrome respiratoria acuta grave (SARS)</strong> nel 2002. Furono progettare per fornire valutazioni, esami di laboratorio e un processo decisionale tempestivi per potenziali casi infetti. Fino ad aprile 2021, la Cina ha istituito circa<strong> 15mila fever clinics</strong>. Le cliniche sono state cruciali per la<strong> zero covid policy</strong> al fine di ridurre il rischio di infezioni, specialmente nella fase iniziale del Covid-19 in Cina.</p>
<p>I Covid hotel, invece, sono spesso utilizzati per chi, dopo un viaggio, deve sottoporsi alla “quarantena centralizzata”. Ad ottobre 2021 per esempio per chi entrava nel Paese erano previste due settimane di quarantena per chi arriva in Cina e tre per chi era diretto a Pechino. Già all’epoca, <a href="https://www.internazionale.it/reportage/gabriele-battaglia/2021/10/21/cina-covid-quarantena">nel racconto dell’esperienza personale del giornalista Gabriele Battaglia</a>, i padroni del sito erano i numerosi operatori in tuta bianca, completamente coperti e irriconoscibili. Situazione meno drastica di quella di Shanghai, ma con cui sicuramente ha dei punti di contatto nell’idea di principio.</p>
<p>Anche ad <strong>Hong Kong</strong> sono molto presenti, soprattutto da febbraio, quando si è deciso di convertire <a href="https://www.agi.it/estero/news/2022-02-17/hong-kong-stanze-albergo-isolamento-covid-15660660/">diecimila stanze d’albergo a strutture per la quarantena di positivi al Covid-19</a> proprio per fronteggiare l’ondata di contagi dovuta alla variante Omicron.</p>
<p>Il governo cinese sostiene che Shanghai sia un’eccezione nel successo della strategia finora adottata, che ha previsto l’istituzione di rigidi lockdown nel momento in cui venivano identificati pochi casi positivi, eliminando sul nascere ogni possibilità di contagio. Un approccio molto costoso che ha permesso alla Cina di stanziare sul podio dei paesi con meno casi e decessi al mondo negli ultimi due anni.</p>
<p>La strategia si è trovata a fronteggiare maggiori difficoltà nella fase attuale dell’epidemia, in cui la variante omicron si è rivelata più contagiosa. Per non rischiare di trovarsi in una situazione così drastica e poco organizzata come quella vissuta a Shanghai, il governo cinese ha provato ad anticipare i nuovi focolai con questa gestione più centralizzata. La funzionalità di questo test di massa è quella di comprendere quanto è diffuso il virus in questo momento e stroncare sul nascere eventuali focolai che potrebbero rappresentare una pericolosa miccia.</p>
<p>Svolgere dei test è fondamentale soprattutto perché Chaoyang è una zona importante da un punto di vista economico, sede delle principali istituzioni finanziarie della città, e un eventuale lockdown potrebbe rappresentare un blocco per l’economia cittadina.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Quando entri nei centri sei nelle mani di Dio&#8221;: cosa succede davvero a Shanghai</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 05:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1536x960.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-2048x1280.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando la pandemia è esplosa a Shanghai non c’è mai stato un vero lockdown. Ora è tutto diverso. Gli abitanti della città nel 2020 potevano uscire, andare a lavorare e prendere i mezzi pubblici. “Adesso è dal primo aprile che io non posso uscire. Sono blindato in casa e controllano che nessuno esca”, racconta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">&#8220;Quando entri nei centri sei nelle mani di Dio&#8221;: cosa succede davvero a Shanghai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1024x640.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-1536x960.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220425202857465_d5ea7ae0f07b2723893b7dc94eceab65-2048x1280.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da quando la pandemia è esplosa a <strong>Shanghai</strong> non c’è mai stato un vero lockdown. Ora è tutto diverso. Gli abitanti della città nel 2020 potevano uscire, andare a lavorare e prendere i mezzi pubblici. “Adesso è dal primo aprile che io non posso uscire. Sono blindato in casa e controllano che nessuno esca”, racconta a <em>InsideOver</em> Guido Roma, veterinario che vive in città.</p>
<p>Il regolamento prevede che con un solo positivo nel compound, si debba aspettare 14 giorni prima di essere liberati. “Noi viviamo nel terrore di avere un <strong>tampone positivo</strong>, perché poi comunque ti vengono a prendere”, afferma Roma. Se un test molecolare, di solito svolto nei cortili dei compound uno alla volta scortati dalla polizia, o un antigenico rapido, che viene consegnato a casa e del quale bisogna riportare il risultato con fotografie annesse, risulta positivo, vengono contattati e a quel punto parte una chiamata in cui si avvisa che stanno andando a prenderli e di farsi trovare in strada. &#8220;A quel punto sei nelle mani di Dio&#8221;. E in quel momento si spera solo in due risultati negativi ai test, la sola salvezza per poter uscire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-353442 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-634x1024.jpeg" alt="Quarantine protocol" width="634" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-634x1024.jpeg 634w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-186x300.jpeg 186w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1-768x1240.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-21-at-13.03.31-1.jpeg 946w" sizes="auto, (max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>Ancora più kafkiana è la storia di Alessandro Pavanello, 31 anni e business director di un’azienda musicale, che racconta a <em>InsideOver</em> con una videochiamata che agli inizi di marzo hanno costretto le persone a sottoporsi a tamponi abbastanza regolarmente, perché per poter andare a lavoro, o ad esempio in palestra, era necessario essere in possesso di un molecolare negativo ogni due giorni. &#8220;Poi il 26 marzo mi hanno mandato un antigenico a casa che è risultato positivo. Il mio primo test positivo risulta dal 29 di marzo. Poi me ne hanno fatto uno il 2 aprile, sempre positivo. Un antigene il 5 di aprile, risultato questa volta negativo. E poi sono stato portato in questo centro di isolamento a Shanghai il 10 aprile alle 2:00 di mattina. Adesso sono qua da ormai 5 giorni. Per uscire da questo posto ho bisogno di due tamponi negativi. E poi comincerà un iter di cui purtroppo non conosco bene i dettagli e non so quanto durerà&#8221;.</p>
<h2>Dentro un centro di isolamento</h2>
<p>In un tour all’interno del <strong>capannone dell’Expo</strong>, Alessandro mostra le condizioni in cui si è trovato. Brandine da campeggio, scomode, soprattutto per gli anziani. Luci perennemente accese. Di notte vengono spente parzialmente e su alcune “stanze” rimangono accese h 24, rendendo difficile quel minimo di riposo a loro concesso. Quando arriva ogni “ospite” riceve una bacinella e un asciugamano. E questo gli deve bastare per lavarsi. Mancano le docce. Tutti dormono ad un metro e mezzo/due di distanza l’uno dall’altro. È un contesto poco igienico, in cui positivi asintomatici si trovano a contatto ravvicinato costantemente.</p>
<p>Per qualcuno la vita procede come al solito, sono liberi di vagare all’interno della struttura. C’è chi balla, chi fa esercizio fisico o passeggia nel cortile. I giovani non sono contenti, ma le condizioni di questo centro in particolare sono migliori rispetto ad altre a Pudong ad esempio. I più anziani, invece, sembrerebbero essere felici di trovarsi lì, per loro ricevere tre pasti al giorno è molto importante.</p>
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<p>Le condizioni che Alessandro ci ha mostrato sono quasi &#8220;accettabili&#8221;, rispetto ad altre immagini in cui, invece, si rivelano tragiche: bagni intasati, latrine maleodoranti e non pulite da nessuno. Non di rado in alcuni centri piove dentro mentre in altri casi si hanno testimonianze di scatole di cartone adibite a letto. Le condizioni igieniche disastrose di alcuni posti vengono spesso riprese in filmati che circolano per qualche ora sui social, ma che improvvisamente spariscono.</p>
<p>Chi si trova in quarantena, da un punto di vista lavorativo è in malattia. Vista la situazione singolare, il governo ha deciso che verranno pagati al 100% del loro stipendio nei giorni in cui dovranno stare in quarantena. Anche questo viene visto come un fattore positivo per le persone che sono costrette a rimanere in questi centri. Roma, invece, sostiene che &#8220;il problema principale è che se puoi lavorare da casa puoi continuare a fare il tuo lavoro, ma ci sono persone come per esempio me, io sono veterinario, e purtroppo non posso lavorare da casa. Sono sostanzialmente due settimane che io sono qui a casa che non posso fare niente&#8221;. Non si tratta solo di un problema effettivo di impossibilità lavorativa, ha anche un impatto a livello psicologico.</p>
<p>Giravano video in cui si vedevano bimbi con tute da adulto che camminavano spaesati e salivano su pulmini per essere portati negli ospedali dove venivano raggruppati tutti i bambini. Fortunatamente c’è stata però una mobilitazione e al momento permettono ai genitori di restare con i bambini.</p>
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<h2></h2>
<p>In città la situazione resta critica. Ci sono voci riguardo droni che portano cibo negli appartamenti. I rifornimenti procurati dalle autorità cinesi non sono sufficienti per sfamare una famiglia, che deve organizzarsi diversamente. Per i singoli e soprattutto per gli stranieri risulta molto difficile, quasi impossibile. “Bisogna alzarsi molto presto la mattina e provare a vedere se ci sono delle disponibilità da parte di supermercati e negozi, altrimenti si rimane tutto il giorno senza la possibilità di ordinare”, spiega ancora Pavanello.</p>
<h2>Scelta sanitaria o mossa politica?</h2>
<p>Sopraggiunge la domanda sul perché sia stata attuata una politica così drastica solo adesso, dopo due anni in cui diversi sono stati gli scenari a cui abbiamo assistito in tutto il mondo al fine di contrastare i contagi. La loro politica <strong>tolleranza zero </strong>ha reso impossibile la vita di moltissime persone in tutta la Cina già da marzo 2020. &#8220;Io, per esempio, sono tre anni che non torno a casa. Se lasciavo il paese il visto mi veniva annullato. Ho amici che sono tornati a casa e ora hanno problemi con i documenti per tornare qui&#8221;, racconta Roma. Nonostante sia stata una politica ferrea, qualche caso ancora veniva registrato. Si trattava di 2/3 casi al giorno. Poi è arrivata la variante Omicron. La prassi finora è stata chiudere tutto. Nessuno entrava e nessuno usciva dalla città. Questa variante pare si sia rivelata un nemico molto più forte di quanto si aspettavano: i casi sono aumentati in modo esponenziale, arrivando ad oltre 20.000 asintomatici.</p>
<p>Spinti dalla paura e dalla voglia di mettere un punto a questa situazione, sono riusciti a pensare ad una sola soluzione: ammassare i positivi in spazi chiusi, sperando che il problema si risolvesse da solo. Il governo centrale ha assunto il controllo della situazione, richiamando infermieri, medici, operatori sanitari che erano nell’esercito per gestire la situazione a Shanghai. Roma sostiene che la situazione &#8220;non sta migliorando e non sappiamo quanto durerà questa cosa&#8221;. E qui riecheggiano le parole &#8220;vediamo come va&#8221;.</p>
<p>Alessandro sostiene che sia una scelta dettata dalla politica. &#8220;Non esiste alcun tipo di logica, loro hanno deciso che vogliono avere zero casi, la <em><strong>zero covid policy</strong></em>, in Cina. Il problema di questo contesto è che è stato poco ben pensato. È successo tutto all’improvviso e hanno dovuto adattarsi nella maniera che loro hanno ritenuto più idonea&#8221;.</p>
<p>In merito alla soppressione degli animali domestici, Roma conferma che &#8220;al momento si sa che non c’è nessuna dimostrazione che gli animali trasmettano il virus all’uomo. Gli animali a contatto con infetti possono prendere il virus, anche se il rischio è basso, ma non è stato dimostrato che a loro volta possano trasmettere ad altre persone. Purtroppo loro questo o non lo sanno o lo ignorano, ma ci sono dei video che io per scelta ho deciso di non guardare. Mi sento male a guardarli&#8221;. Studi internazionali dimostrano che gli animali non possono passare il virus all’uomo, &#8220;non so neanche io perché lo facciano, però probabilmente l’obiettivo è eliminare ogni possibilità dove può esserci il virus ed è probabilmente per questo che lo fanno&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ha senso?&#8221; si chiede Roma, &#8220;perché loro fanno tutti questi tamponi alla ricerca del positivo, ma la maggioranza sono tutti asintomatici. C’è gente che manifesta solo un lieve raffreddore e loro prendono tutti questi positivi e li portano in questi centri, in questi hangar&#8221;.</p>
<h2>Una presa di coscienza</h2>
<p>Guido Roma racconta della sua sensazione che la gente si stia stancando e prendendo consapevolezza del fatto che si tratti di una gestione che non sta portando risultati. &#8220;L’ho capito qualche giorno fa quando nella chat del gruppo ci hanno detto alle 11 di sera che avremmo dovuto fare il Covid test questa sera. Nella chat qualcuno ha risposto &#8220;no io non vengo a farlo adesso, facciamo domani&#8221; e questa è una cosa che per un cinese…a loro basta che gli si dica “tu fai questo a quest’ora qui” e loro fanno questo a quell’ora lì. Perché sono abituati così. È un regime, quindi devono obbedire a quello che gli viene detto. Io vedo che però si stanno stancando. E lo capisco perché sono due settimane che succede tutto questo. Stanno cominciando a farsi delle domande&#8221;.</p>
<p>Anche Alessandro ci conferma la sensazione di Guido. &#8220;Sicuramente ha cambiato la prospettiva di noi stranieri che viviamo qui, ma anche di qualche cinese. Io personalmente mi sono sentito privato della mia dignità di essere umano. Mentre i cinesi non lo so con certezza come si sono sentiti ad essere trattati così. Per loro è la prima volta che la Cina fa qualcosa di così drastico. Noi lo sappiamo che qui la libertà è abbastanza limitata. È limitato quello che si può dire ed è limitato in qualche modo anche quello che si può fare. Però essere portati via dalle proprie case ed essere portati in un centro così… spero che abbia cambiato la mentalità di qualche persona in Cina. Ma lo vedremo col tempo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/nei-centri-a-quel-punto-sei-nelle-mani-di-dio.html">&#8220;Quando entri nei centri sei nelle mani di Dio&#8221;: cosa succede davvero a Shanghai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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