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	<title>Quadrilateral Security Dialogue (Quad) Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Oct 2023 16:32:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Quadrilateral Security Dialogue (Quad) Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;offensiva di Pechino e la &#8220;rete&#8221; segreta degli Usa: si infiamma la guerra di spie</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-di-pechino-e-la-rete-segreta-degli-usa-si-infiamma-la-guerra-di-spie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-2048x1371.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapporto della Commons Intelligence and Security Committee ha sollevato preoccupazioni sull’influenza “coercitiva” della Cina nel Regno Unito e sulle sue intenzioni di diventare un “attore permanente e significativo” nell’industria dell’energia nucleare civile. Le risorse aperte confermerebbero, inoltre, che Londra sarebbe &#8220;d’interesse significativo” per Pechino su tutto ciò che concerne lo spionaggio e le operazioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-di-pechino-e-la-rete-segreta-degli-usa-si-infiamma-la-guerra-di-spie.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-di-pechino-e-la-rete-segreta-degli-usa-si-infiamma-la-guerra-di-spie.html">L&#8217;offensiva di Pechino e la &#8220;rete&#8221; segreta degli Usa: si infiamma la guerra di spie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230330142057981_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1057752-2048x1371.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <a href="https://isc.independent.gov.uk/wp-content/uploads/2023/07/ISC-China.pdf">rapporto</a> della Commons Intelligence and Security Committee ha sollevato preoccupazioni sull’influenza “coercitiva” della Cina nel Regno Unito e sulle sue intenzioni di diventare un “attore permanente e significativo” nell’industria dell’energia nucleare civile. Le risorse aperte <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/china-spies-uk-intelligence-report-b2374570.html">confermerebbero</a>, inoltre, che Londra sarebbe &#8220;d’interesse significativo” per Pechino su tutto ciò che concerne lo spionaggio e le operazioni d’interferenza&#8221;, sebbene la stessa Cina porrebbe gli inglesi, come riferisce l’intelligence britannica, “appena al di sotto dei suoi principali obiettivi prioritari”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’allarme dei servizi segreti britannici </h2>



<p>Dall’analisi del rapporto si apprende inoltre che: “L&#8217;apparato d’intelligence statale cinese, non solo conterebbe centinaia di migliaia di ufficiali del servizio segreto civile, ma che anche una gran parte di essi sarebbero proiettati, verso il Regno Unito, in modalità “prolifica ed aggressiva”. La Commissione che ha esaminato le informative dell’intelligence tra cui MI5, MI6 e GCHQ, avrebbe infatti affermato che Pechino avrebbe il &#8220;potenziale di rappresentare una minaccia esistenziale per il sistema democratico liberale&#8221;. </p>



<p>Le preccupazioni inglesi, potrebbero essere confermate, infatti, proprio a causa della graduale evoluzione dei servizi segreti cinesi, che avrebbe portato attualmente la Cina ad un vantaggio asimmetrico della loro intelligence rispetto a quella britannica perché, mentre gli orientali avrebbero il mandato di operare sia a livello nazionale che all&#8217;estero, rispondendo direttamente al Consiglio di Stato e al Comitato permanente del loro Partito Comunista, le agenzie di Sua Maestà, invece no, in quanto non hanno lo stesso spazio di manovra e quegli stessi poteri esecutivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le contromisure allo spionaggio cinese</h2>



<p>La Governance <a href="http://english.mofcom.gov.cn/article/newsrelease/press/202305/20230503408324.shtml">economica</a> e la Belt and Road &#8211; che dal rapporto si <a href="https://isc.independent.gov.uk/wp-content/uploads/2023/07/ISC-China.pdf">recepisce</a> essere “capace di plasmare le norme e le istituzioni internazionali a proprio vantaggio ed istituita per concedere prestiti a basso interesse, al fine di costruire infrastrutture essenziali per gli Stati, e che ha visto aderire già ben oltre 60 paesi. Oltre alle politiche sulle nuove mappe geografiche, <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-sette-nazioni-del-pentagono-per-lindo-pacifico.html?_gl=1*5ppmox*_ga*MTY1NDUxNzQ3Ni4xNjk3MDQwMDc4*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY5NzI4NjYwOS43LjAuMTY5NzI4NjYwOS4wLjAuMA..">“Standard Map”</a> &#8211;  rilasciate dal ministero delle Risorse Naturali cinese, non potevano se non accendere i fari del Pentagono sull’intelligence e di contro attivare nuove contromisure. Nel 2018, la Casa Bianca rilasciò un rapporto nel quale si descriveva che il Ministero per la Sicurezza dello Stato cinese aveva schierato circa 40.000 agenti dell’intelligence all’estero e più di 50.000 nella Cina continentale. </p>



<p>Gli obiettivi dovevano essere non solo quelli di assicurare la sicurezza interna della nazione, ma soprattutto di operare per lo smantellamento di quelli considerati le loro priorità ed ormai <a href="https://www.businessinsider.com/chinas-spy-agencies-five-poisons-taiwan-tibet-uighur-democracy-2023-8?amp">conosciuti</a> come i “Cinque Veleni”. Questo, in sostanza, comportava a portare alla <strong>distruzione</strong> dell’indipendenza taiwanese, l’indipendenza tibetana, quella dei separatisti dello Xinjiang, Falun Gong ed il movimento democratico cinese. Le contromisure di Washington, però, non si sono fatte attendere. Il <em>Times</em> infatti <a href="https://time.com/6320722/us-asia-intelligence-partnerships-china/">riferisce</a> che gli Stati Uniti stanno approfondendo la cooperazione dei servizi segreti con i paesi di tutta l’Asia al fine di contrastare nel “il sofisticato apparato di spionaggio di Pechino ed i suoi attacchi informatici ”. </p>



<p>Dall’analisi delle <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-10-05/us-weaves-web-of-intelligence-links-in-asia-to-counter-china#xj4y7vzkg">risorse</a>, si apprenderebbe, infatti, che l’amministrazione del Presidente Biden abbia sviluppato una moltitudine di <strong>partnership</strong> che, sebbene abbiano la caratteristica di essere ognuna indipendente da un’altra, sono tutte sovrapposte tra loro ed impiantate proprio nel cuore dell’Asia.<br>Tali strategie, secondo quanto riportato, prevederebbero anche un accordo per la condivisione dell&#8217;intelligence sia con il gruppo &#8220;Quad&#8221;, che include gli Stati Uniti, India, Giappone e Australia, sia partenariati trilaterali tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, oltre a quello costituito da Stati Uniti, Giappone e Filippine.</p>



<p>La cosiddetta “rete” <strong>di servizi segreti</strong>, congloberebbe, infine, anche una condivisione bilaterale d’informazioni con Giappone, India e Vietnam, ritenuta, soprattutto quest’ultima altamente strategica, dagli analisti, per le operazioni di resilienza contro i possibili cyber-attacchi dello spionaggio cinese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-di-pechino-e-la-rete-segreta-degli-usa-si-infiamma-la-guerra-di-spie.html">L&#8217;offensiva di Pechino e la &#8220;rete&#8221; segreta degli Usa: si infiamma la guerra di spie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ballo delle alleanze asiatiche che ridisegna il mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ballo-delle-alleanze-asiatiche-che-ridisegna-il-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 19:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-scaled-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-2048x1326.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'incontro tra Putin e Kim potrebbe accelerare il rafforzamento delle alleanze asiatiche esistenti. Con ripercussioni regionali e mondiali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ballo-delle-alleanze-asiatiche-che-ridisegna-il-mondo.html">Il ballo delle alleanze asiatiche che ridisegna il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-scaled-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/AYqPhJhVk_qe0NhD4YR3_ANSA-2048x1326.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sembravano amici da una vita, ma prima di allora si erano incontrati soltanto una volta. <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Kim Jong Un</strong> si sono rivisti al <strong>cosmodromo di Vostochny</strong>, quattro anni dopo il loro precedente faccia a faccia risalente al 2019, sullo sfondo di un momento delicato come questo. All&#8217;epoca era appena andata in fumo la diplomazia nucleare imbastita con la <strong>Corea del Nord</strong> dall&#8217;allora presidente statunitense Donald Trump, e Kim cercava assistenza economica dal vicino russo. Oggi i ruoli sembrerebbero essersi invertiti: è Putin ad aver molto più bisogno del leader nordcoreano che non viceversa. </p>



<p>Il capo del Cremlino è alle prese con una <strong>guerra in Ucraina</strong> sempre più complicata da gestire, complice la recente controffensiva di Kiev, equipaggiata con armamenti occidentali sempre più tecnologici e all&#8217;avanguardia. Mosca ha bisogno di ossigeno fresco (leggi: <strong>munizioni </strong>e <strong>missili</strong>) per continuare a tenere i suoi ritmi, che pure sono calati vistosamente rispetto ai primi mesi dell&#8217;offensiva.</p>



<p>Ecco che i magazzini di Pyongyang, pieni di armamenti sovietici, e per di più complementari con la maggior parte degli strumenti adottati dalle forze armate russe, sono finiti in cima all&#8217;agenda di Putin. Che in cambio di sostegno militare da parte della Corea del Nord potrebbe essere disposto a mettere sul tavolo il <em><strong>know-how</strong></em> del suo Paese per aiutare Kim a sviluppare satelliti militari e sottomarini a propulsione nucleare, oltre che aiuti alimentari e pure economici. </p>



<p>Le previsioni di quanto potrebbe accadere nel medio periodo suggeriscono che il rafforzamento dei legami tra Russia e Corea del Nord potrebbe aggravare, non solo il conflitto ucraino, ma anche il <strong>confronto tra blocchi</strong> a livello regionale e, su scala globale, la <strong>polarizzazione </strong>tra l&#8217;Occidente e il famigerato resto del mondo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/lascesa-silenziosa-della-cina-nellindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>L’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-tra-cina-e-stati-uniti-per-il-controllo-del-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La lotta tra Cina e Usa per il controllo del Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-presente-e-il-futuro-dellindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Il presente e il futuro dell’Indo-Pacifico</strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Le alleanze Usa</h2>



<p>L&#8217;<strong>asse Putin-Kim</strong> si è così aggiunto ad uno scacchiere già affollato di alleanze incrociate. Incrociate dal punto di vista geografico, ma anche e soprattutto in termini di dossier affrontati dai diretti interessati. Nei pressi della Corea del Nord troviamo, ad esempio, un altro asse da poco messo a lucido – seppur artificialmente &#8211; dagli Stati Uniti: quello che unisce <strong>Fumio Kishida</strong> a <strong>Yoon Suk Yeol</strong>, e nello specifico <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Giappone</strong>. </p>



<p>Separati da vecchie questioni storiche mai risolte, questi due Paesi si sono ritrovati a comporre la base di un fondamentale triangolo diplomatico con gli Usa nella posizione di vertice principale. Lo scorso agosto, non a caso, <strong>Joe Biden</strong> ha invitato Kishida e Yoon nella residenza presidenziale di Camp David, nel Maryland, in occasione di uno storico trilaterale. </p>



<p>Al termine del quale i tre leader i tre attori hanno tratteggiato un “<strong>quadro d&#8217;azione chiave</strong>” con l&#8217;adozione di due documenti: i “Principi di Camp David” e lo “Spirito di Camp David” (il primo contenente le linee guida sostenibili per la cooperazione trilaterale in futuro; il secondo la sua visione e il suo piano di attuazione).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trio Taiwan-Giappone-Filippine</h2>



<p>A proposito di Giappone, Tokyo ha dato l&#8217;impressione di voler <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-il-giappone-non-e-pronto-per-una-guerra-a-taiwan.html">essere in prima linea</a> nel caso in cui dovesse esplodere un conflitto nei pressi di <strong>Taiwan</strong>. Pare che il governo nipponico stia lavorando, da circa un anno, ad un piano congiunto con Washington nell&#8217;eventualità di una guerra con la Cina nei pressi dello Stretto di Taiwan. </p>



<p>Restando nel <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, da Taipei partono altri fili invisibili che collegano idealmente l&#8217;isola alle <strong>Filippine</strong>. Dove gli Stati Uniti hanno ottenuto da Manila il semaforo verde <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-e-truppe-nelle-filippine-le-nuove-basi-usa-per-assediare-la-cina.html">per utilizzare quattro nuove basi militari in loco</a>, in aggiunta alle cinque già in uso nell’ambito dell’Accordo di cooperazione rafforzata per la difesa (EDCA) del 2014. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-1024x792.jpg" alt="" class="wp-image-391132" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-1024x792.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-1536x1188.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-2048x1583.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Si tratta, scendendo nei dettagli, del sito navale Camilo Osias a Sta Ana e dell’aeroporto di Lal-lo, entrambi nella provincia di Cagayan, di Camp Melchor Dela Cruz, a Gamu, provincia di Isabela (Isabela e Cagayan si trovano sull’isola principale di Luzon, rivolta a nord verso Taiwan), e infine di Balabac, a Palawan (quest&#8217;ultimo è vicino alle contese isole Spratly).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-grande-corsa-della-marina-cinese.html"><strong>La grande corsa della marina cinese</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-diplomazia-sottomarina-di-pechino.html"><strong>La diplomazia sottomarina di Pechino</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-e-prossima-a-varare-la-sua-terza-portaerei.html"><strong>La Cina è pronta a varare la sua terza portaerei</strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">I partner cinesi</h2>



<p>La Cina ha sancito una “partnership senza limiti” con la Russia, anche se il presidente cinese <strong>Xi Jinping</strong> non ha fornito a Putin alcun armamento né fornitura militare. L&#8217;<strong>asse Mosca-Pechino</strong> è però caldissimo, visto che su questo binario transitano risorse energetiche (petrolio e gas russi verso il Dragone) e beni commerciali di vario tipo (automobili, tecnologia ad uso quotidiano, beni di consumo verso il Cremlino). </p>



<p>Nella regione asiatica, il gigante asiatico può contare su pochi altri partner geopolitici fidati: la Corea del Nord, la <strong>Cambogia </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-variabile-cambogia-nei-nuovi-equilibri-dellasia.html">del nuovo presidente Hun Manet</a>, figlio dello storico presidente Hun Sen, e il <strong>Laos</strong>, affamato di investimenti.</p>



<p>Per il resto, Indonesia, Thailandia e Vietnam oscillano su <strong>posizioni ondivaghe</strong>: sanno di non poter fare a meno dei <strong>rapporti commerciali</strong> con la Cina, non intendono essere arruolate dagli Usa in una ipotetica crociata anti cinese, ma al tempo stesso non hanno neppure alcuna intenzione di farsi stritolare dall&#8217;abbraccio troppo insistente del loro ingombrante vicino di casa.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html"><strong>Il ruolo strategico dell’Australia nella guerra per l’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-si-nasconde-dietro-il-braccio-di-ferro-tra-cina-e-australia.html"><strong>Cosa si nasconde dietro al braccio di ferro tra Cina e Australia</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-laustralia-ha-resistito-alla-guerra-commerciale-scatenata-dalla-cina.html"><strong>Così Canberra ha resistito alla guerra commerciale mossa da Pechino</strong></a></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;India e le mini alleanze regionali</h2>



<p>L&#8217;<strong>India</strong> sta giocando una partita complessa. Acerrima rivale della Cina, Nuova Delhi flirta con il blocco occidentale per avere a disposizione leve da attivare in caso di catastrofe con il Dragone, ma è chiamata, di pari passo, a tenere saldi i rapporti con la stessa Cina e con i Paesi in via di sviluppo. </p>



<p>E ancora: dà l&#8217;impressione di essere un partner Usa, ma ha più volte fatto affari con la Russia e venduto petrolio di Mosca. Fa parte del <strong>Quad</strong>, l&#8217;alleanza multilaterale di contenimento cinese assieme a Stati Uniti, Australia e Giappone, e pure dei <strong>Brics </strong>(insieme a Pechino e Mosca). In occasione dell&#8217;ultimo G20, inoltre, è stato inoltre trovato un accordo che consentirà alla Us Navy di usare le basi navali indiane come appoggio tecnico. </p>



<p>Attenzione, poi, all&#8217;<strong>Australia</strong>, al centro di un&#8217;alleanza strategica con Stati Uniti e Regno Unito, l&#8217;<strong>Aukus</strong>, e pure dei <strong>Five Eyes</strong>, assieme a Canada, Nuova Zelanda e, ancora, Usa e Uk. Tornando all&#8217;incontro tra Kim e Putin, la sensazione è che la convergenza tra Russia e Corea del Nord possa accelerare il rafforzamento delle alleanze esistenti. Con ripercussioni in Asia e nel resto del mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ballo-delle-alleanze-asiatiche-che-ridisegna-il-mondo.html">Il ballo delle alleanze asiatiche che ridisegna il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le altre &#8220;Nato&#8221; fuori dall&#8217;Europa: quali sono e come si muovono</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-altre-nato-fuori-dalleuropa-quali-sono-e-come-si-muovono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco)]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1217" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-1024x649.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-1536x973.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-2048x1297.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quali organizzazioni militari si muovono al di fuori dell'Europa? Esistono Nato alternative? Ecco gli attori principali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1217" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-1024x649.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-1536x973.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNE_JUyfIwVIdR8zDV__ANSA-2048x1297.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html">Nato</a>, con i suoi 31 Paesi membri, un personale militare che sfiora i 5,5 milioni di effettivi, oltre 14.500 carri armati, quasi 21mila forze aeree e più di 2mila navi militari, è l&#8217;<strong>alleanza militare</strong> più grande e radicata del mondo. Non esiste un vero e proprio corrispettivo dell&#8217;Organizzazione del Trattato dell&#8217;Atlantico del Nord, né in termini di conformazione né di obiettivi generali. </p>



<p>Al contrario, troviamo diversi <strong>gruppi</strong>, più o meno regionali, formati da molteplici governi che condividono la stessa posizione su temi strategici, relativi alla sfera militare e altri settori. È il caso, ad esempio, dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) &#8211; da molti erroneamente definita una sorta di &#8220;Nato asiatica&#8221; – o, in termini nettamente più ristretti, del Quadrilateral Security Dialogue (il Dialogo Quadrilaterale di Sicurezza, meglio noto come Quad), dai Five Eyes e, ancora, dal più recente <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">Aukus</a>. </p>



<p>Tutti questi acronimi coincidono con importanti <strong>organizzazioni multilaterali</strong>, utili alle cause perseguite dai rispettivi partecipanti, ma che distano anni luce dal funzionamento della Nato. Basta fare riferimento all&#8217;<strong>articolo 5</strong> dell&#8217;Alleanza atlantica, coincidente con l&#8217;impegno della <strong>difesa collettiva</strong> che, secondo la Nato, &#8220;lega insieme i suoi membri, impegnandoli a proteggersi a vicenda e stabilendo uno spirito di solidarietà all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza&#8221;. Detto altrimenti e in termini concreti, significa che un attacco contro un membro della Nato è considerato un attacco contro tutti gli altri. E che il Paese attaccato, dato il principio di autodifesa sancito dall&#8217;articolo 51 delle Nazioni Unite, può intraprendere le azioni che ritiene necessarie, compreso l&#8217;uso della forza armata, &#8220;per ripristinare e mantenere la sicurezza nell&#8217;area dell&#8217;Atlantico settentrionale&#8221;. </p>



<p>Nessun&#8217;altra alleanza, organizzazione o gruppo prevede una clausola del genere &#8211; o almeno, con effetti così importanti &#8211; né un impegno tale, come quello incarnato dal suddetto articolo 5, in grado di portare a livelli così estremi la credibilità di una <strong>strategia di deterrenza</strong>. Per la cronaca, l&#8217;articolo in questione è stato attivato in una sola occasione, dopo l&#8217;11 settembre 2001, in seguito agli attacchi subiti dagli Stati Uniti al World Trade Center e al Pentagono. In quel caso, la Nato utilizzò gli aerei Airborne Warning and Control System per aiutare a pattugliare i cieli sopra gli Usa, mentre i suoi membri iniziarono a monitorare le navi nel Mar Mediterraneo, oltre che a partecipare alla guerra in Afghanistan e all&#8217;addestramento dei soldati iracheni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La falsa Nato asiatica</h2>



<p>Probabilmente, se c&#8217;è qualcosa che molto vagamente si avvicina all&#8217;idea della Nato è la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shangai.html">Shanghai Cooperation Organization</a>, un organismo intergovernativo che favorisce la cooperazione economica, politica e militare tra gli Stati membri. La <strong>Sco </strong>risulta essere la più grande organizzazione regionale del mondo in termini di superficie territoriale coperta e di popolazione compresa al suo interno. Ne fanno parte Cina, India, Russia, Pakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan e Iran, con quest&#8217;ultimo che si è aggiunto nel settembre 2022). Afghanistan, Bielorussia e Mongolia sono osservatori mentre Armenia, Azerbaigian, Cambogia, Egitto, Kuwait, Maldive, Myanmar, Nepal, Qatar, Arabia Saudita, Sri Lanka, Turchia (già membro Nato), Emirati Arabi Uniti risultano essere partner di dialogo. </p>



<p>Detta della sua conformazione, vale la pena spiegare le differenze sostanziali tra la Sco e la Nato. L&#8217;Alleanza atlantica è stata infatti creata per garantire la sicurezza agli Stati membri attraverso mezzi politici e militari. Politicamente, ha il compito di promuovere i valori occidentali e soluzioni diplomatiche per conflitti e problemi situati nella sua area di competenza (coincidente con Europa e America settentrionale). È inoltre un&#8217;<strong>alleanza vincolante</strong>, mentre la Sco, che si basa sul <strong>principio del partenariato</strong>, è molto più fluida. </p>



<p>L&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai è stata costruita sulle ceneri dello Shanghai Five, un gruppo fondato nel 1996 che aveva la funzione di rafforzare la fiducia reciproca tra le nazioni partecipanti (Cina, Russia, Kazakistan, Tagikistan e Kirghizistan) per giungere ad una demilitarizzazione dei confini reciproci. L’adesione dell’Uzbekistan, nel 2001, comportò la nascita dell&#8217;organizzazione che conosciamo oggi ed una progressiva espansione delle sue funzioni. In una prima fase, questo soggetto si occupò di lottare contro il <strong>terrorismo</strong>, il separatismo e l’estremismo in Asia Centrale. Negli ultimi anni gli Stati membri hanno condotto <strong>esercitazioni militari congiunte</strong> in materia di sicurezza ed anti-terrorismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dialogo, occhi e sottomarini</h2>



<p>Detto della Sco, tre sono le altre alleanze militari extra europee degne di nota: il Quad, i Five Eyes e l&#8217;Aukus. Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-il-quad.html">Quad </a>è un’alleanza strategica informale che vede la partecipazione di <strong>Australia, Giappone, India </strong>e<strong> Stati Uniti.</strong> La sua funzione primaria consiste nel contenere l’espansione della <strong>Cina </strong>nell&#8217;Indo-Pacifico attraverso la cooperazione interstatale, l’organizzazione di incontri periodici tra le parti e lo svolgimento di esercitazioni militari congiunte. Il tallone d&#8217;Achille di questo gruppo è l’assenza di un <strong>obiettivo dichiarato</strong> da parte dei membri, al punto che l&#8217;appartenenza al Quad rischia di essere più simbolica che concreta. Negli ultimi anni, tuttavia, l’obiettivo comune delle nazioni del Dialogo è diventato quello di tutelare l’apertura, la libertà e la prosperità della regione Indo-Pacifica. </p>



<p>Decisamente più concreti sono i <strong>Five Eyes</strong>, ovvero gli &#8220;occhi&#8221; di Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti. Nata al termine della Seconda Guerra Mondiale con l’intento di monitorare le comunicazioni dell’Unione Sovietica e del blocco orientale, nel corso degli anni l’alleanza è stata declinata anche in chiave anti cinese. Emblematica, all’inizio del 2018, l’introduzione da parte dei Five Eyes di un framework di <strong>condivisione di informazioni</strong> <em>ad hoc</em> per contrastare la minaccia delle crescenti attività di Pechino e Mosca. </p>



<p><strong>Aukus </strong>è invece l&#8217;ultima alleanza apparsa all’orizzonte (qui spiegata nel dettaglio). Comprende Australia, Regno Unito e Stati Uniti e abbraccia, in un certo senso, lo stesso obiettivo delle altre alleanze: contenere la Cina. Più nello specifico, Aukus è un patto tripartito volto alla condivisione della tecnologia militare e dell’intelligence tra i partecipanti. Uno degli obiettivi consiste nel dotare Canberra di sottomarini a propulsione nucleare grazie al trasferimento di tecnologia britannica e americana, tra cui le <strong>tecnologie di propulsione nucleare</strong>, il design dello scafo e varie armi, compresi i missili da crociera a lungo raggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il jolly di Mosca</h2>



<p>La <strong>Collective Security Treaty Organization </strong>(Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, Csto) <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">è stata creata nel 1992</a> ed è formata da alcuni Paesi membri della Comunità degli stati indipendenti (Cis). Si tratta di Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Federazione Russa, Tagikistan. Georgia e Azerbaigian sono uscite dal gruppo assieme all’Uzbekistan con la prospettiva di entrare nella Nato o di cooperare in altre alleanze regionali. </p>



<p>Il Trattato, voluto fortemente dalla <strong>Russia</strong>, sottolinea l’impegno dei partecipanti a rinunciare alla minaccia o all’uso della forza nella risoluzione delle controversie tra loro e introduce una clausola di solidarietà in base alla quale un atto di <strong>aggressione esterna</strong> nei confronti di uno dei Paesi sarebbe considerata un attacco a tutti, autorizzando contromisure comuni. </p>



<p>Ai firmatari è fatto divieto di partecipare ad altre alleanze militari (c&#8217;è chi fa parte della Sco, ma quell&#8217;Organizzazione, come detto, è percepita in altro modo). Dal 2002, inoltre, l’Organizzazione si è dotata di organi e di un’<strong>infrastruttura militare comune</strong>, con una forza di intervento cui tutti i Paesi membri si impegnano a contribuire. Fornisce inoltre addestramento, armi e tecnologie alle sue forze, e svolge ogni anno esercitazioni militari congiunte tra gli eserciti dei paesi membri. Se la Sco viene spesso considerata il veicolo principale di Pechino, la Csto è considerata essere una sorta di cavallo di battaglia locale di Mosca. In entrambi i casi, va da sé, con potenze di fuoco e spessore ben distanti da quelli incarnati dalla Nato.</p>
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		<title>Prende forma il &#8220;guardrail asiatico&#8221; per contenere la Cina: l&#8217;ultimo piano degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/prende-forma-il-guardrail-asiatico-per-contenere-la-cina-lultimo-piano-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2023 14:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È nell’Indo-Pacifico che la sfida cinese al potere degli Stati Uniti diventerà sempre più esplicita, così come la risposta Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/prende-forma-il-guardrail-asiatico-per-contenere-la-cina-lultimo-piano-degli-usa.html">Prende forma il &#8220;guardrail asiatico&#8221; per contenere la Cina: l&#8217;ultimo piano degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230611161902656_3567f5d5a6c24227c38de08901990447-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato il primo ministro australiano, <strong>Anthony Albanese</strong>, a paragonare il dialogo diplomatico ad una sorta di <strong>guardrail </strong>capace di evitare il disastro di fronte all&#8217;intensificarsi della competizione tra le grandi potenze. Il contesto era lo Shangri-La Dialogue di Singapore. Il riferimento la rivalità, sempre più marcata, tra <strong>Stati Uniti </strong>e <strong>Cina </strong>per il dominio dell’<strong>Indo-Pacifico</strong>. </p>



<p>Pechino intende uscire dal guscio protettivo nel quale si è ritrovata all’alba della sua fondazione come Repubblica Popolare, nel 1949, mentre Washington non ha alcuna intenzione di perdere il controllo delle rotte fondamentali che la collegano all’Asia, attraverso l’Oceano Pacifico. </p>



<p>Fare un passo indietro, per la Casa Bianca, vorrebbe dire concedere al Dragone la possibilità di compiere l’ultimo step nel percorso di avvicendamento verso il suo definitivo passaggio a potenza globale. Il gigante asiatico, già gigante commerciale ed economico, vuole tornare ad essere protagonista, <em>in primis</em>, nel suo cortile di casa, e da lì nelle acque indopacifiche.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png" alt="" class="wp-image-398540" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il guardrail asiatico</h2>



<p>&#8220;Non si tratta di una politica di contenimento.&nbsp;Non si tratta di porre ostacoli al progresso o al potenziale di una nazione. Si tratta di semplici strutture pratiche, per prevenire lo scenario peggiore.&nbsp;E il presupposto essenziale per questo è, ovviamente, il dialogo&#8221;, ha tuttavia affermato Albanese ai circa 600 ministri della Difesa, leader militari, alti funzionari ed esperti di sicurezza di oltre 40 Paesi giunti a Singapore per partecipare al massimo vertice sulla sicurezza dell&#8217;Asia, allo Shangri-La hotel, nel centro di Orchard Road.</p>



<p>Da qualunque prospettiva lo si osservi, lo scenario asiatico è troppo piccolo per garantire la contemporanea presenza cinese e statunitense. La Cina spinge da un lato, gli Usa hanno invece innescato un contro movimento opposto facendo leva sui molteplici <strong>partner locali</strong>. Che sono in parte attratti dalla possibilità di fare affari con i cinesi, in parte terrorizzati dall’idea di esserne geopoliticamente fagocitati. </p>



<p>Ecco che il guardrail evocato da Albanese a Singapore potrebbe prendere forma, in Asia, non sotto forma di dialogo bensì di <strong>rete di alleanze</strong> immaginata per attenuare l’ascesa di Pechino.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html"><strong>Il ruolo strategico dell’Australia nella guerra per l’Indo-Pacifico</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-si-nasconde-dietro-il-braccio-di-ferro-tra-cina-e-australia.html"><strong>Cosa si nasconde dietro al braccio di ferro tra Cina e Australia</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-laustralia-ha-resistito-alla-guerra-commerciale-scatenata-dalla-cina.html"><strong>Così Canberra ha resistito alla guerra commerciale mossa da Pechino</strong></a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">L’Australia e la rete Usa</h2>



<p>Il cuore della competizione tra Usa e Cina è incastonato nell’Indo-Pacifico. È qui che la sfida cinese al potere degli Stati Uniti diventerà sempre più esplicita, così come la risposta statunitense. Washington può intanto contare su due importanti accordi di sicurezza mini-laterali che coprono l’intera regione: il <strong>Quadrilateral Security Dialogue (Quad)</strong>, che comprende Australia, India e Giappone, e il più recente <strong>Aukus</strong>, con Australia e Regno Unito. </p>



<p>A proposito dell’<strong>Australia</strong>, dopo aver rotto la sua posizione neutrale nei confronti di Pechino, Canberra si è riscoperta, all’improvviso, baluardo dell’Indo-Pacifico, fortezza all’interno della quale organizzare la resistenza contro l’avanzata del Dragone. Il citato Aukus, infatti, prevede di fornire al Paese una flotta di&nbsp;sottomarini a propulsione nucleare, in una mossa che ha allertato <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a></strong>, visto che mezzi del genere possono navigare nel Mar Cinese Meridionale, creando non pochi grattacapi alle autorità cinesi. </p>



<p>Certo è che l’Australia ha rivisto le&nbsp;proprie <strong>strategie difensive</strong>&nbsp;e aumentato le&nbsp;<strong>spese militari</strong>. L’obiettivo,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/guerra/laustralia-si-arma-per-frenare-la-cina.html">sulla carta e da attuare da qui ai prossimi dieci anni</a>, consiste nell’investire la bellezza di&nbsp;165 miliardi di euro&nbsp;per ottenere armi a lungo raggio (prodotte dagli Usa e dotata di un raggio d’azione di 370 chilometri), nuove piattaforme, come ad esempio i droni, e altri strumenti per la cyber guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Corea del Sud e Giappone: il disgelo benedetto da Biden</h2>



<p>Uno dei più grandi successi ottenuti dall’amministrazione Biden in politica estera è coinciso con il disgelo tra <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Giappone</strong>. Al termine della Seconda guerra mondiale, Seoul e Tokyo sono diventati partner strategici di Washington, due bastioni fidati che gli Usa, negli anni a venire, avrebbero saputo schierare in una regione delicata. Con l’intenzione, va da sé, di contenere le “minacce rosse” incarnate prima dall’Unione Sovietica e poi dalla Cina. </p>



<p>La profonda&nbsp;rivalità storica&nbsp;tra sudcoreani e nipponici ha tuttavia sempre rappresentato una sorta di&nbsp;anello debole&nbsp;della&nbsp;strategia indo-pacifica&nbsp;degli Usa. Lo scorso marzo i presidenti di Corea del Sud e Giappone, rispettivamente&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yoon-suk-yeol-il-nuovo-presidente-della-corea-del-sud.html">Yoon Suk Yeol</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fumio-kishida-il-nuovo-primo-ministro-giapponese.html">Fumio Kishida</a>, si sono visti a Tokyo per un incontro benedetto dalla Casa Bianca, nella prima visita per un vertice bilaterale, dopo 12 anni dall’ultima, di un leader sudcoreano in Giappone. </p>



<p>Da questo punto di vista, l’ufficiale riavvicinamento nippo-coreano offre a Washington la possibilità di contare su un’azione congiunta&nbsp;più efficace contro Pechino.&nbsp;Attenzione però, perché sia Yoon che Kishida, al netto della volontà condivisa di arginare la Cina, non danno l’impressione di voler chiudere tutte le porte, come invece auspicherebbero gli Usa. A pesare, nella valutazione dei due leader, ci sono le&nbsp;conseguenze commerciali&nbsp;di una mossa del genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partner da attivare</h2>



<p>Australia, Corea del Sud, Giappone: sono questi i principali partecipanti dell’ipotetico guardrail asiatico immaginato dagli Usa. Ma non sono gli unici, visto che Washington vorrebbe coinvolgere sempre di più anche altri partner dell’Indo-Pacifico. </p>



<p>Di recente, è arrivata un’importante fumata bianca per l’utilizzo, da parte degli Stati Uniti, di quattro nuove basi militari nelle <strong>Filippine</strong>, in aggiunta alle cinque già in uso nell’ambito dell’Accordo di cooperazione rafforzata per la difesa (EDCA), un’intesa stipulata tra i due Paesi nel 2014. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-1024x792.jpg" alt="" class="wp-image-391132" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-1024x792.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-1536x1188.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-2048x1583.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/basi-usa-filippine-mappa-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Per Biden sarebbe vitale arruolare in pianta stabile anche l’<strong>India</strong>, che fa sì parte del Quad, ma che continua a mettere in atto una linea politica pragmatica attenta a non alterare i fragili equilibri nei quali si trova immersa fino al collo. </p>



<p>Se è difficile trasformare Nuova Delhi in un satellite, è molto più facile intervenire con attori più piccoli. Il riferimento va alla <strong>Nuova Zelanda</strong>, felice di collaborare con le potenze occidentali, e ad alcuni membri dell’<strong>Asean</strong>. In merito a quest’ultimo punto il discorso è complesso, visto che i Paesi del sudest asiatico non sembrano avere alcuna intenzione di schierarsi con Usa o Cina, preferendo invece mantenere una linea mediana e cogliere i doppi vantaggi offerti dalla rivalità sino-americana. Washington sta tuttavia corteggiando il <strong>Vietnam</strong>, in risposta alle manovre cinesi in Cambogia, ma il mosaico è ancora troppo fluido per capire quale immagine rappresenterà. </p>



<p>In ogni caso, gli Stati Uniti stanno procedendo nella costruzione del loro guardrail anti cinese. Mentre la Cina, diretta interessata della manovra, ha puntato il dito contro la Casa Bianca. &#8220;Non esiste un concetto come l &#8216;Indo-Pacifico nella geopolitica. È un concetto creato dagli Stati Uniti. In passato si parlava del Pacifico o della regione Asia-Pacifico, mai dell&#8217;Indo pacifico.&nbsp;Perché gli americani hanno incluso l&#8217;Oceano Indiano?&nbsp;È perché credono che i loro alleati dell&#8217;Asia-Pacifico da soli non siano più sufficienti per contenere la Cina, vogliono coinvolgere l&#8217;India e altri alleati degli Stati Uniti, come la Francia, che si considera un paese indo-pacifico.&nbsp;Questo è sbagliato&#8221;, ha dichiarato il diplomatico e ambasciatore cinese in Francia Lu Shaye. La sfida Usa-Cina si fa sempre più incandescente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/prende-forma-il-guardrail-asiatico-per-contenere-la-cina-lultimo-piano-degli-usa.html">Prende forma il &#8220;guardrail asiatico&#8221; per contenere la Cina: l&#8217;ultimo piano degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Verso una &#8220;Nato mondiale&#8221; anti-cinese: cos&#8217;ha deciso il G7</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/g7-e-quad-contro-la-coercizione-economica-della-cina-cosa-cambia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-scaled-600x362.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-1536x927.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-2048x1236.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il G7 di Hiroshima 2023 sarà ricordato come il più duro nelle parole con cui i principali Paesi dell'Occidente hanno criticato la Cina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/g7-e-quad-contro-la-coercizione-economica-della-cina-cosa-cambia.html">Verso una &#8220;Nato mondiale&#8221; anti-cinese: cos&#8217;ha deciso il G7</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-scaled-600x362.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-1536x927.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/g7-quad-2023-2048x1236.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>G7</strong> di Hiroshima 2023 sarà ricordato come il più duro nelle parole con cui i principali Paesi dell&#8217;Occidente ed esponenti di quell&#8217;ottavo dell&#8217;umanità che fa riferimento alla sfera d&#8217;influenza <strong>Usa</strong> hanno colpito la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>. Al netto di fattori moderanti interni allo stesso gruppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressione su Pechino</h2>



<p>Il comunicato finale dei Sette indica la &#8220;<strong>coercizione economica</strong>&#8221; come obiettivo primario di Pechino per la sua traiettoria geopolitica e strategica su scala globale. La penetrazione cinese nei settori strategici delle economie occidentali è indicata come problematica e fonte di potenziali scossoni strategici. Viene criticata la stretta di Pechino su aziende tecnologiche, poli industriali e società di consulenza occidentali. Si mettono nero su bianco &#8220;rischi&#8221; e sfide del rapporto con Pechino.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/042d43dd-01db-48cc-9448-b6fd6e774dca" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il comunicato finale</a> menziona la necessità di puntare a &#8220;<strong>relazioni costruttive</strong> e stabili&#8221; con Pechino. Scompare, rispetto alla bozza proposta dagli Usa e dal Regno Unito, l&#8217;invito al &#8220;<strong>disaccoppiamento</strong>&#8221; delle economie occidentali da quella cinese nei settori critici <a href="https://it.insideover.com/energia/batterie-nucleare-alternativa-macron-dominio-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su decisiva pressione di Emmanuel Macron</a><strong>.</strong> Ma si cita l&#8217;obiettivo esplicito del &#8220;de-risking&#8221;, a significare che delle problematiche esistono e vanno tenute in considerazione. L&#8217;obiettivo di sfidare le sfere d&#8217;influenza Usa con la citata coercizione economica è indicata dal G7 come una priorità da affrontare assieme alla stretta cinese sulle minoranze in Xinjiang e Tibet e al nocciolo duro della questione: la crescente militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e le manovre di pressione su <strong>Taiwan.</strong></p>



<p>La crisi tra Pechino e quella che la Repubblica Popolare chiama la &#8220;Provincia Ribelle&#8221; è indicata dal G7 come uno dei punti caldi del pianeta assieme agli scenari inaugurati dalla guerra russo-ucraina, alla crisi serbo-kosovara, al buco nero di Sudan e Afghanistan. Dunque uno degli scenari dove può essere messa a repentaglio la pace globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riunione Quad</h2>



<p>Le mosse di Macron per addolcire il comunicato finale hanno comunque prodotto un testo decisamente critico verso Pechino. A cui si è aggiunta la contemporanea presa di posizione autonoma di <strong>Giappone e Stati Uniti</strong> assieme a <strong>Australia e India</strong>, Paesi invitati a partecipare ai lavori, per il summit Quad per l&#8217;Indo-Pacifico. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> e il premier giapponese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fumio-kishida-il-nuovo-primo-ministro-giapponese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fumio Kishida</a> hanno ricevuto Anthony Albanese e Narendra Modi per il Quad nipponico svoltosi in parallelo al G7 che nel messaggio conclusivo ha rincarato la dose: &#8220;Ci opponiamo fermamente ad azioni destabilizzanti o unilaterali che cercano di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione&#8221;. Il Quad ha inoltre annunciato &#8220;l&#8217;urgente necessità di sostenere reti di cavi sottomarini di qualità nell&#8217;Indo-Pacifico, che sono fondamentali per la crescita e la prosperità globali&#8221; in un senso di maggior orientamento al decoupling dalla Cina rispetto a quanto indicato dal G7.</p>



<p>La sommatoria tra G7 e Quad rinforza, per l&#8217;Occidente, il percorso di ampliamento verso la saldatura la sicurezza della sfera euroatlantica e quella del teatro indo-pacifico in cui le democrazie del G7 sono chiamate a cooperare con partner di varia taglia e statura geopolitica, oltre al Giappone che è parte integrante del gruppo, che vanno dall&#8217;Australia e l&#8217;India a Stati come Corea del Sud, Filippine, Indonesia, Vietnam che possono giocare un ruolo nella stabilizzazione macroregionale e nella riduzione dell&#8217;<strong>influenza a tutto campo di Pechino</strong>. Che nessuno nell&#8217;area vuole però barattare con una cambiale in bianco verso Washington. Significativo, in tal senso, l&#8217;atteggiamento dell&#8217;India che si muove su più tavoli, gioca al rilancio su difesa, sicurezza e tecnologia ma non sposa mai fino in fondo la tesi del contenimento duro e puro.</p>



<p>In mezzo c&#8217;è l&#8217;Europa che si muove tra pragmatismo commerciale e fedeltà alla scelta di campo. Risultando in questo caso forza moderatrice nei confronti dei fautori del contenimento duro e puro. Ma il cui operato non basta a placare le ire cinesi. Pechino nella giornata del 22 maggio ha convocato l&#8217;<strong>ambasciatore giapponese</strong> per protestare, segno del deterioramento del clima tra la Repubblica Popolare e l&#8217;Occidente. </p>



<p>&#8220;Visto da Pechino, l’evento di Hiroshima consolida il clima da guerra fredda che domina l’Asia nordorientale. Ma è una guerra fredda di tipo nuovo, molto diversa da quella del secolo scorso tra Stati Uniti e Unione Sovietica&#8221;, nota <em>Internazionale,</em> perché si gioca più sul tema economico-commerciale che su quello militare e ideologico. &#8220;Il G7 ha lasciato la porta aperta alla collaborazione con Pechino sui temi globali come il clima&#8221;, andando in direzione dei desiderata del Vecchio Continente, ma ora il bivio che si apre è complesso. Negli anni a venire gli Usa in particolare &#8220;vorrebbero ridefinire i rapporti con la Cina per trovare il modo di essere in disaccordo senza rischiare un conflitto. Ma è difficile tendere la mano e al contempo aumentare la pressione&#8221;. Il combinato disposto tra G7 e Quad <strong>mette in allarme</strong> la Cina, che sente il fiato sul collo. E si riapre una questione chiave: quanto lo scenario securitario possa evolversi verso una sorta di &#8220;<strong>Nato mondiale</strong>&#8221; anticinese e quanto, invece, la ricerca di un nemico comune sia più funzionale al consolidamento del blocco vicino agli Usa, sorpassato su scala demografica da tempo e di recente anche dai Brics per prodotto interno lordo, in una fase di appannamento dell&#8217;egemonia senza limiti di Washington.</p>
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		<title>Le navi del Quad e lo scudo diplomatico di Xi: cosa succede nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-navi-del-quad-e-lo-scudo-diplomatico-di-xi-cosa-succede-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 18:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli Stati Uniti riorganizzano la loro strategia nell&#8217;Indo-Pacifico, spostando mezzi militari per tamponare le situazioni più delicate e giocando di sponda con i vari alleati regionali, la Cina procede su due binari paralleli. Da un lato Pechino continua a modernizzare l&#8217;esercito, soprattutto la Marina, ma dall&#8217;altro punta forte su una rinnovata diplomazia. Lo si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-del-quad-e-lo-scudo-diplomatico-di-xi-cosa-succede-nellindo-pacifico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-del-quad-e-lo-scudo-diplomatico-di-xi-cosa-succede-nellindo-pacifico.html">Le navi del Quad e lo scudo diplomatico di Xi: cosa succede nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221006162549700_fbac6a9e95f593fee7890f8a92c919ad-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli <strong>Stati Uniti</strong> riorganizzano la loro strategia nell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, spostando mezzi militari per tamponare le situazioni più delicate e giocando di sponda con i vari alleati regionali, la <strong>Cina </strong>procede su due binari paralleli. Da un lato Pechino continua a modernizzare l&#8217;esercito, soprattutto la Marina, ma dall&#8217;altro punta forte su una rinnovata diplomazia. </p>



<p>Lo si è visto in occasione dei due ultimi vertici internazionali, il <strong>G20 di Bali </strong>e l&#8217;<strong>Apec </strong>(Cooperazione economica per l&#8217;Asia-pacifico) di Bangkok, dove <strong>Xi Jinping</strong> ha stretto mani, scambiato sorrisi cordiali e ribadito la disponibilità della Cina a condividere le sue opportunità di sviluppo. </p>



<p>Al di là dei differenti approcci cinesi e statunitensi, è facile intuire come la competizione sino-americana, da qui ai prossimi mesi, sarà sempre più incentrata sulla <strong>scacchiera asiatica</strong>. Con due obiettivi diversi – mantenere l&#8217;attuale supremazia per gli Usa, affermarsi nella regione per i cinesi – accomunati però dallo stesso fine: ottenere la supremazia nell&#8217;area che comprende il Mar Cinese Meridionale e Orientale, porta diretta verso il Pacifico. </p>



<p>Per capire che cosa sta succedendo vale la pena accendere i riflettori sia sulle <strong>manovre militari</strong> del Quad e, più in generale, dei partner statunitensi, che sulla <strong>diplomazia </strong>del Dragone, volta a bypassare l&#8217;impasse militare con l&#8217;economia.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-il-quad.html">Che cos&#8217;è il Quad</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/da-scholz-a-biden-cosi-xi-costruisce-la-nuova-rete-diplomatica-della-cina.html">Così Xi costruisce la nuova rete diplomatica della Cina</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-g20-di-bali-il-summit-piu-importante-dalla-fine-della-guerra-fredda.html">L’importanza del G20 di Bali</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Esercitazioni e manovre militari</h2>



<p>Dal 6 al 18 novembre il <strong>Giappone </strong>ha ospitato i quattro partner del <strong>Quad</strong>, ovvero Australia, India, Giappone e Stati Uniti, per effettuare l&#8217;<strong>esercitazione navale di Malabar</strong>, a largo di Yokosuka. I capi della Marina dei quattro Paesi del Quad si sono incontrati a Tokyo. Qui hanno scambiato opinioni su come migliorare la loro interoperabilità sul campo. </p>



<p>Allo stesso tempo si è tenuta l&#8217;<strong>International Fleet Review</strong>, con circa 40 navi da guerra provenienti da 13 Paesi – dalla Corea del Sud alla Gran Bretagna, dall&#8217;India alla Thailandia &#8211; riunite nella baia di Sagami che hanno dato vita ad una massiccia parata. Per l&#8217;occasione il leader giapponese <strong>Fumio Kishida</strong> ha dichiarato che il Giappone intende &#8220;rafforzare radicalmente&#8221; le proprie capacità di difesa entro cinque anni. </p>



<p>Poco prima <strong>India </strong>e <strong>Australia </strong>avevano condotto un&#8217;esercitazione marittima bilaterale al largo della costa indiana di Visakhapatnam, nel Golfo del Bengala. In particolare Nuova Delhi, uno dei due &#8220;guardiani dei fianchi dell&#8217;Oceano Indiano&#8221; assieme a Canberra, sta acquisendo sempre più hardware militare dagli Stati Uniti e spostando l&#8217;attenzione dalla potenza terrestre a quella marittima. </p>



<p>Nel frattempo, come ha sottolineato <em>Afp</em>, una <strong>nave pattuglia britannica</strong>, la HMS Sprey, ha preso parte per la prima volta a <strong>Exercise Keen Sword</strong>, l&#8217;operazione di addestramento nel Pacifico condotta dalle marine giapponesi e statunitensi, che hanno coinvolto 36mila militari, 30 navi e 370 aerei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia della Cina</h2>



<p>Dicevamo dell&#8217;Apec. Xi ha approfittato del palcoscenico per svelare alcuni dei suoi jolly. Il presidente cinese, innanzitutto, ha spiegato di voler prendere in considerazione l&#8217;eventualità di ospitare il <strong>terzo Forum sulla Nuova via della seta</strong> per la cooperazione internazionale il prossimo anno, per conferire slancio allo <strong>sviluppo della regione Asia-Pacifico</strong> e del resto del mondo. Si preannuncia, dunque, un ritorno in grande stile della Belt and Road? </p>



<p>&#8220;Noi tutti dovremmo aderire aderire ad un concetto di sicurezza comune, globale, cooperativo e sostenibile, rispettare la sovranità e l&#8217;integrità territoriale dei Paesi e non interferire nelle loro questioni interne. È necessario rispettare il percorso di sviluppo scelto da ognuno, prestare attenzione alle legittime preoccupazioni in materia di sicurezza sollevate da tutti i Paesi e risolvere le problematiche attraverso il dialogo e la consultazione&#8221;, ha affermato il presidente cinese. </p>



<p>Da questo punto di vista, e per realizzare la &#8220;la prosperità comune&#8221; nell&#8217;Asia-Pacifico, Xi ha invocato il rafforzamento e l&#8217;integrazione delle <strong>politiche macro-economiche</strong>, la promozione del regionalismo aperto e la liberalizzazione di commerci e investimenti. Ha inoltre proposto di investire nello sviluppo a basse emissioni, promuovere l&#8217;aggiornamento e la trasformazione delle risorse energetiche, nonchè di incrementare la cooperazione tecnologica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-del-quad-e-lo-scudo-diplomatico-di-xi-cosa-succede-nellindo-pacifico.html">Le navi del Quad e lo scudo diplomatico di Xi: cosa succede nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come si può schierare il mondo in caso di escalation tra Cina e Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-si-puo-schierare-il-mondo-in-caso-di-escalation-tra-cina-e-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 13:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asean]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-2048x1348.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In caso di guerra aperta tra Cina e Taiwan potrebbero ricrearsi i blocchi già visti nel conflitto ucraino. Ecco i possibili scenari</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-puo-schierare-il-mondo-in-caso-di-escalation-tra-cina-e-taiwan.html">Come si può schierare il mondo in caso di escalation tra Cina e Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1264" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_IPA6076058-2048x1348.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il &#8220;sogno cinese&#8221; passa per lo status dell&#8217;isola di Taiwan. È quella che Pechino considera la &#8220;provincia ribelle&#8221; a mettere a rischio il controllo dei mari intorno alla Cina da parte delle forze della Repubblica popolare. Ed è per questo motivo che il nodo di Taiwan continua a essere al centro delle attenzioni del gigante asiatico al pari del suo rivale americano. Washington vuole evitare che il &#8220;Celeste impero&#8221; blindi la navigazione su buona parte dell&#8217;Indo-Pacifico e il controllo su un territorio fondamentale per l&#8217;industria dei componenti elettronici.</p>
<p>L&#8217;escalation militare per la conquista dell&#8217;isola è uno dei temi più caldi delle analisi strategiche d&#8217;Oltreoceano. Tutte le amministrazioni statunitensi concordano sul fatto che Taiwan vada difesa a ogni costo, come simbolo ma anche come evidente obiettivo strategico. Ma in tanti si chiedono fin dove possa arrivare il sostegno americano: sarà sul modello Ucraina, quindi un supporto politico, di intelligence e bellico? Oppure sarà un intervento diretto con le forze armate pronte a schierarsi in difesa dell&#8217;isola? Impossibile fare previsioni. Se la guerra russo-ucraina è considerata da alcuni osservatori come una sorta di &#8220;stress-test&#8221; per capire come possono muoversi gli Usa in caso di un conflitto scatenato da un rivale strategico, è anche vero che la situazione europea è molto diversa da quella asiatica. La storia più antica e recente è ben diversa nei due continenti, e lo stesso vale per le culture che animano i rispettivi popoli che si trovano a combattere così come i rapporti strategici che legano i partner e gli avversari. Non è quindi così scontato che uno schema possa essere applicato anche in un contesto così diverso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che appare simile è certamente l&#8217;approccio di Washington nell&#8217;area dell&#8217;Indo-Pacifico. Così come dopo la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno costruito un blocco per limitare le azioni dell&#8217;Unione Sovietica (blocco tutt&#8217;ora ben visibile e nel pieno del vigore), altrettanto ha iniziato a fare in Asia, o meglio, nell&#8217;Indo-Pacifico, per evitare che Pechino prenda il sopravvento. Un sistema di alleanze e partnership che ha nel Quad la sua piattaforma fondamentale (composta da Australia, Giappone, India e Stati Uniti), ma che adesso cerca di allargarsi in modo ancora più forte sia sul piano militare (vedi l&#8217;alleanza Aukus) sia sul pano economico e tecnologico con altri sistemi locali, a partire dall&#8217;Asean.</p>
<p>La volontà di ampliare il raggio d&#8217;azione di questi sistemi di alleanze incentrate su Washington e sul contenimento cinese si basa infatti su tre presupposti fondamentali. Il primo è che si tratta di potenze molto diverse tra loro, con approcci strategici completamente estranei l&#8217;uno con l&#8217;altro e non necessariamente convergenti. Già solo nel Quad, Australia, India, Giappone e Usa sono forze con storie e mentalità estremamente diverse. Il secondo problema è legato poi a un punto fondamentale: i legami economici con la Cina. Se infatti siamo di fronte a un blocco che ha un approccio contrario all&#8217;espansionismo di Pechino, dall&#8217;altro lato non si può non tenere conto del fatto che siano tutti Paesi estremamente connessi alla Repubblica popolare. Se dunque è possibile teorizzare un approccio militare di contrasto all&#8217;allargamento cinese, va messo in conto che non è detto che alcuni Paesi decidano di contrastare il loro maggiore partner commerciale e tecnologico. Motivo per cui arriviamo al terzo punto: l&#8217;obiettivo di allargare l&#8217;idea del Quad a qualcosa di diverso, che inglobi anche prospettive infrastrutturali ed economiche. Ed ecco quindi che in questo sistema, l&#8217;Asean, cioè l&#8217;associazione delle nazioni del Sud-est asiatico, assume un ruolo rilevante sia sul piano diplomatico che su quello strategico. Non si può pensare a un Indo-Pacifico che contrasti Pechino senza riflettere sulla punta sud-orientale, terra dove la Cina ha già costruito solide relazioni, e in cui sono presenti tre fra gli stretti più importanti del mondo: <a href="https://it.insideover.com/politica/malacca-sonda-lombok-tre-stretti-fondamentali-per-due-oceani.html">Malacca, Sonda e Lombok</a>.</p>
<p>Questa premessa può servire a capire la difficoltà nell&#8217;applicazione di schemi precostituiti in caso di escalation militare tra Cina e Taiwan. In caso di escalation, la Cina è una potenza che farebbe affidamento esclusivamente sulla propria forza. Come ha fatto la Russia in Ucraina, la Repubblica popolare andrebbe a colpire direttamente l&#8217;isola senza basarsi su un&#8217;alleanza alle spalle. Il nodo dunque sarebbe solo quello del sistema di reazioni da parte di chi sarebbe contrario a questa guerra. Ed è il motivo per cui gli Stati Uniti, oltre a tentare un approccio su base regionale, sperano da diverso tempo di coinvolgere anche i membri della Nato nel grande gioco dell&#8217;Indo-Pacifico. Le partnership regionali, infatti, sono solide, ma allo stesso tempo non si può sottovalutare la forza dell&#8217;economia e della storia dei singoli Stati. L&#8217;India, gigante che viene spesso considerato come forza alternativa all&#8217;impero cinese, è un Paese notoriamente estraneo all&#8217;idea di far parte di un&#8217;alleanza, e vive con tempi e metodologie difficilmente assimilabili a quella della superpotenza occidentale.</p>
<p>L&#8217;Asean, come sistema del Sud-est asiatico, è un conglomerato di Paesi con vita propria in cui uno di essi, la Cambogia, ha addirittura accordi per una base militare della Repubblica popolare cinese. L&#8217;Australia, avamposto occidentale dell&#8217;Indo-Pacifico, è un Paese che proietta il blocco anglo-americano nell&#8217;area e che ora cerca di assumere una sua peculiare posizione bellica anche attraverso l&#8217;alleanza per i sottomarini a propulsione nucleare. Il Giappone, altro Paese ritenuto natura rivale dell&#8217;espansionismo cinese, non ha una forza militare in grado di rispondere, quantomeno a livello numerico, all&#8217;evidente ampliamento delle forze armate di Pechino. Alcune indiscrezioni hanno parlato di <a href="https://www.reuters.com/world/china/japan-us-draw-up-joint-operation-plan-any-taiwan-emergency-kyodo-2021-12-23/">un piano di reazione congiunto di Tokyo e Washington</a> in caso di invasione di Taiwan: ma questo deve poi essere valutato sul momento con il rischio di una guerra diretta tra superpotenze. La Corea del Sud, d&#8217;altro canto, è un Paese che non può non guardare a quanto avviene nel suo vicino settentrionale, e non può permettersi un&#8217;escalation militare che coinvolga l&#8217;intera Asia orientale.</p>
<p>E il resto del mondo? Su questo, può esserci d&#8217;aiuto quanto accaduto in Ucraina partendo però sempre dal presupposto che è ben diverso il contesto geopolitico e culturale.</p>
<p>Tutto dipenderebbe chiaramente dal ruolo che gli Stati Uniti vorranno avere nell&#8217;escalation. Qualcuno parla anche di un intervento diretto, ma i rischi, come per l&#8217;invasione ucraina, sarebbero enormi. In una prima fase, è molto probabile che gli Usa inizierebbero a fare pressioni sull&#8217;Unione europea e sugli alleati Nato per una dura condanna all&#8217;escalation e per rompere diversi legami con la Cina. L&#8217;Europa, come avvenuto nel caso di Kiev, farebbe immediatamente blocco per condannare l&#8217;uso della forza. Ma trattandosi di una guerra molto più distante e ben diversa sotto il profilo delle forze in campo, è difficile dare per assodato un certo tipo di coinvolgimento. Anche perché un blocco del flusso commerciale nei mari intorno Taiwan si tradurrebbe in una crisi senza precedenti della logistica, forse paragonabile a quella del primo lockdown per il coronavirus ma con la differenza di un mondo in piena attività.</p>
<p>La Russia, in base anche a quanto fatto dalla Cina ma soprattutto dovendo fare i conti con gli effetti della guerra in Ucraina, è una incognita. Con queste identiche condizioni, cioè Vladimir Putin al potere e un conflitto in corso, e con Xi Jinping a fare da garante alla fragilità del sistema di Mosca, tutto fa credere che il Cremlino adotti una politica molto affine a quella cinese con la differenza sostanziale che è sempre Pechino il partner forte dell&#8217;asse. Questo implica che Mosca sarebbe in ogni caso in debito di riconoscenza con la Repubblica popolare.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Africa, potrebbe replicarsi quanto già visto con la guerra russo-ucraina: un sostanziale disinteresse da parte dei Paesi che hanno forti legami con la superpotenza. Idem il Medio Oriente, con le potenze arabe legate a doppio filo alla Cina per il petrolio e il gas, e una di esse, l&#8217;Iran, che replicherebbe lo schema adottato con Mosca anche per via dell&#8217;alleanza strategica siglata con Pechino. Il Sud America, silente nel caso ucraino, è possibile che abbia un ruolo del tutto marginale come nell&#8217;attuale guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-si-puo-schierare-il-mondo-in-caso-di-escalation-tra-cina-e-taiwan.html">Come si può schierare il mondo in caso di escalation tra Cina e Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Stati Uniti non riescono ad allineare l&#8217;Indopacifico contro la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-non-riescono-ad-allineare-lindopacifico-contro-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 08:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il recente viaggio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Asia è stato svolto per cercare di rafforzare ulteriormente le già solide alleanze bilaterali con Giappone e Corea del Sud, nonché implementare il partenariato del Quad che vede la presenza, oltre che di Tokyo, di Canberra e Nuova Delhi, che come sappiamo non si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-non-riescono-ad-allineare-lindopacifico-contro-la-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-non-riescono-ad-allineare-lindopacifico-contro-la-cina.html">Gli Stati Uniti non riescono ad allineare l&#8217;Indopacifico contro la Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220529083250852_b6649f68d748057d12568083c7e06866-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il recente viaggio del presidente degli <strong>Stati Uniti</strong> Joe Biden in <strong>Asia</strong> è stato svolto per cercare di rafforzare ulteriormente le già solide alleanze bilaterali con Giappone e Corea del Sud, nonché implementare il partenariato del <strong>Quad</strong> che vede la presenza, oltre che di Tokyo, di Canberra e Nuova Delhi, che come sappiamo non si tratta – ancora – di un&#8217;alleanza militare ma mette a sistema le risorse dei più importanti Paesi dell&#8217;area indo-pacifica per contrastare l&#8217;espansionismo militare e commerciale della Cina.</p>
<p>Questi legami bi e multilaterali, però, non hanno lo stesso impatto nelle relazioni con Pechino e la motivazione principale è del tutto contingente: l&#8217;attuale <strong>conflitto tra Russia e Ucraina</strong>.</p>
<p>Lo sviluppo di un allineamento più profondo e più ampio alle politiche statunitensi nell&#8217;Indo-Pacifico continua infatti a rimanere sfuggente, come si deduce dalla risposta differente all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina e dall&#8217;atteggiamento ondivago riguardo all&#8217;iniziativa di impegno economico degli Stati Uniti appena lanciata nella regione. Se alcuni storici alleati, come il <strong>Giappone</strong>, per quanto riguarda la questione russa non hanno esitato ad allinearsi alle decisioni di Washington sostenendo anche attivamente la resistenza ucraina con spedizioni di equipaggiamenti militari non letali, ce ne sono altri che dimostrano di voler prendere tempo e si sono rifiutati di condannare fermamente l&#8217;attacco della Russia.</p>
<h2>I dubbi dell&#8217;India</h2>
<p>L&#8217;<strong>India</strong> è l&#8217;esempio più lampante: Nuova Delhi consapevole dei propri legami con Mosca, che sono soprattutto di tipo militare, non si è schierata per la politica sanzionatoria e anzi, è preoccupata che questa possa avere conseguenze sulla consegna di armamenti dalla Russia. Alti funzionari governativi e militari indiani hanno riferito a <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2022/03/02/india-braces-for-sanctions-on-russia-to-delay-weapons-programs-deliveries/" target="_blank" rel="noopener"><em>Defense News</em></a> che le sanzioni influenzeranno le consegne di armamenti russi, ai quali l&#8217;India si affida per il 60%, e sebbene il Cremlino abbia rassicurato che le forniture non saranno ritardate o interrotte, Nuova Delhi sta pensando a strumenti commerciali alternativi, come il baratto, per aggirare le stringenti limitazioni internazionali, affermando anche che non vi è alcuna minaccia immediata per quanto riguarda la preparazione delle proprie forze armate in quanto hanno riserve adeguate di munizioni e pezzi di ricambio russi.</p>
<p>Il conflitto, e l&#8217;emarginazione della Russia, hanno avuto pesanti <strong>ripercussioni sulla politica asiatica</strong>: Washington deve usare il guanto di velluto con Nuova Delhi per mantenere il partenariato in funzione anticinese, mentre Nuova Delhi deve continuare ad essere una forza credibile di deterrenza nei confronti di Pechino, e per farlo ha bisogno di avere forze armate all&#8217;altezza oltre a dover giocare su più tavoli. L&#8217;India, infatti, proprio per via dei suoi buoni rapporti con la Russia, dimostra di volerli usare come leva da usare contro la Cina, consapevole del particolare momento storico in cui Mosca e Pechino si trovano più vicini che mai nella storia.</p>
<p>In modo simile il <strong>Vietnam</strong>, Paese rivale della Cina per questioni <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-vietnam-rafforza-le-sue-posizioni-nel-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener">legate alla sovranità sul Mar Cinese Meridionale</a> ma che ha una discreta dipendenza economica da essa, si trova nella stessa posizione, utilizzando armi di fabbricazione russa. Durante la sua visita di tre giorni in Giappone, Biden ha suggerito che si stabilisse una ferma risposta globale alla “barbarie” in Ucraina del presidente russo Vladimir Putin che sarebbe funzionale a plasmare il comportamento futuro verso la <strong>Cina</strong>, che cerca di impossessarsi di <strong>Taiwan</strong> se necessario anche con la forza.</p>
<p>Ancora una volta è l&#8217;atteggiamento verso l&#8217;invasione russa a fare da termine da paragone: la risposta che quella parte del globo darà all&#8217;azione del Cremlino, sarà considerata d&#8217;esempio in caso di invasione cinese dell&#8217;isola di Formosa, e quindi potrà essa stessa fungere da deterrente di una possibile aggressione cinese. Però si dubita che gli sforzi di costruzione di una coalizione indo-pacifica degli Stati Uniti si tradurranno in qualche rassicurazione sul fatto che molti Paesi della regione si opporrebbero in caso di un attacco militare a Taiwan da parte della Cina. Il contesto, in questo caso, è molto diverso, in quanto Pechino ha intessuto importanti <strong>legami commerciali ed economici</strong> coi Paesi dell&#8217;Indo-Pacifico che metterebbero a rischio la decisa e ferma condanna di un&#8217;aggressione: qualcosa che non è in gioco per quanto riguarda la Russia, che non ha saputo fornire un modello di sviluppo economico attraente come quello cinese.</p>
<h2>Il peso del ritiro afghano</h2>
<p>Esiste poi un altro fattore di rischio, ed è rappresentato dalla stessa <strong>condotta statunitense</strong>: la “fuga” dall&#8217;Afghanistan, abbandonato a sé stesso, è stata attentamente monitorata da alleati e partner asiatici degli Usa portando a considerazioni <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-e-xi-jinping-daccordo-sul-mantenere-lo-status-quo-su-taiwan.html" target="_blank" rel="noopener">non propriamente rassicuranti</a> in merito alla reale volontà di Washington di sostenere militarmente un Paese amico. Qualcosa che si è rivisto, in salsa diversa, proprio per l&#8217;Ucraina in quanto l&#8217;amministrazione Biden non ha saputo difendere efficacemente la sovranità ucraina paventando solo l&#8217;elevazione di sanzioni internazionali in caso di attacco, che non sono servite a scongiurare la decisione del Cremlino di invadere.</p>
<p>Se un gigante come l&#8217;India riteniamo non abbia dubbi sulla linea d&#8217;azione nei confronti della Cina in caso di attacco a Taiwan, essendo due avversari che in più di una occasione sono anche giunti a scaramucce di confine, altri Paesi Asiatici guardano con sospetto alla reale volontà statunitense di impegnarsi attivamente nella sicurezza dell&#8217;Indo-Pacifico e osservano attentamente i <strong>progressi militari della Cina</strong> e la sua dottrina (che guarda decisamente oltre la <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-ha-completamente-militarizzato-alcune-isole-del-mar-cinese-meridionale.html" target="_blank" rel="noopener">Seconda Catena di Isole</a></strong> come sfera di influenza) evitando di schierarsi palesemente per non irritare il Dragone. Eccezion fatta per Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Giappone (tutti alleati storici degli Usa) è difficile trovare altre nazioni del Pacifico Occidentale / Sudest Asiatico altrettanto apertamente schierate con Washington: le stesse Filippine, che pure hanno un&#8217;importante presenza statunitense sul proprio territorio, non sempre si sono allineate alla politica della Casa Bianca sulla Cina, e anche Hanoi, come accennato, pur trovandosi in una posizione di aperto contrasto con Pechino, sembra attendere che si palesi quale sia l&#8217;attore più forte.</p>
<p>Da questo punto di vista possiamo leggere le recenti parole dell&#8217;ex segretario di Stato statunitense <a href="https://it.insideover.com/politica/lappello-di-kissinger-sulla-guerra-tornare-allo-status-status-quo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Henry Kissinger</strong></a> in merito a un accomodamento con la Russia in una prospettiva diversa: priorità di Washington deve essere cercare una soluzione rapida al conflitto in Ucraina per potersi concentrare con più forza nello scacchiere indo-pacifico, dimostrando tutto il proprio peso economico, commerciale e militare, e contrastare quello che è il vero avversario di Washington: Pechino.</p>
<p>Il presidente Biden ha annunciato formalmente il lancio dell&#8217;<a href="https://english.kyodonews.net/news/2022/05/d0a264e01ee4-focus-indo-pacific-alignment-against-china-still-elusive-despite-biden-trip.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Indo-Pacific Economic Framework for Prosperity</em></a>, o Ipef, insieme a una dozzina di Paesi tra cui Giappone, India, Singapore, Corea del Sud e Vietnam, ma sebbene l&#8217;iniziativa si prefigga di affrontare sfide come la definizione di nuovi standard per l&#8217;economia digitale e la garanzia di catene di approvvigionamento sicure, gli Stati Uniti hanno affermato che non sarà un tradizionale accordo di libero scambio e quindi non darà maggiore accesso al mercato interno statunitense, qualcosa che sicuramente avrà ricadute sulla sua capacità di attrazione.</p>
<p>Il problema quindi è sempre lo stesso: per “vincere” in Asia – e non solo – Washington deve essere capace di <strong>offrire un modello alternativo</strong> a quello cinese che sia accattivante, e capire che le attuali contingenze storiche richiedono un modello di sicurezza globale non più unilaterale, imposto dalla Casa Bianca, ma un&#8217;attività di partenariato “tra pari” che consideri le esigenze degli attori regionali.</p>
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		<title>Stati Uniti, Cina e conflitto ucraino: perché l&#8217;India è l&#8217;ago della bilancia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-cina-conflitto-ucraino-india-ago-bilancia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 05:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto ucraino ha indirettamente offerto all&#8217;India la possibilità di cambiare il suo destino. Da tempo indicata come la nuova potenza globale del futuro, nell&#8217;ultimo decennio Nuova Delhi è stata oscurata dalla poderosa ascesa cinese per poi accontentarsi, in una sorta di immobilismo, di una posizione internazionale nettamente inferiore alle sue capacità. Alla fine l&#8217;Elefante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-cina-conflitto-ucraino-india-ago-bilancia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-cina-conflitto-ucraino-india-ago-bilancia.html">Stati Uniti, Cina e conflitto ucraino: perché l&#8217;India è l&#8217;ago della bilancia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220414192037910_e062a7acb1b179c19beb0a82cb222d3e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il conflitto ucraino ha indirettamente offerto all&#8217;<strong>India</strong> la possibilità di cambiare il suo destino. Da tempo indicata come la nuova potenza globale del futuro, <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-e-india-il-futuro-contrapposto-dei-due-colossi-asiatici.html">nell&#8217;ultimo decennio <strong>Nuova Delhi</strong> è stata oscurata dalla poderosa ascesa cinese</a> per poi accontentarsi, in una sorta di immobilismo, di una posizione internazionale nettamente inferiore alle sue capacità. Alla fine l&#8217;Elefante indiano potrebbe uscire dalle sabbie mobili in cui era finito, sfruttando al meglio le <strong>occasioni geopolitiche</strong> improvvisamente materializzatesi all&#8217;orizzonte.</p>
<p>Già, perché la <strong>guerra in Ucraina</strong> ha di fatto suddiviso i Paesi in quelli che sostengono Kiev nella lotta contro la Russia, in quelli che, al contrario, supportano più o meno palesemente Mosca e in quelli, invece, che professano la via della neutralità, condannando l&#8217;invasione di uno Sovrano senza tuttavia appoggiare le sanzioni anti russe. L&#8217;India si trova a metà del guado e per questo, adesso, è corteggiata sia dall&#8217;Occidente che, in maniera molto più velata e sottile, dalla Cina.</p>
<p>Ed è corteggiata dall&#8217;Occidente ancor più di quanto non succedeva negli anni precedenti quando, per contrastare la Cina, gli <strong>Stati Uniti</strong> erano soliti – talvolta con un approccio fin troppo utilitaristico e poco convincente – tutta la loro vicinanza a Nuova Delhi. Il punto è che <strong>Narendra Modi</strong> non ha alcuna intenzione di farsi usare per scopi altrui. Tanto meno ora che l&#8217;India può finalmente salire sopra il treno che potrebbe portarla a seguire il percorso che, negli ultimi decenni, ha reso Pechino la potenza che conosciamo.</p>
<h2>L&#8217;incontro Modi-Biden e i colloqui 2+2</h2>
<p>Nelle ultime ore, non a caso, è andato in scena un <strong>incontro virtuale</strong> tra lo stesso Modi e <strong>Joe Biden</strong>. In una nota diffusa dall&#8217;ufficio del primo ministro indiano si legge che i due leader hanno avuto &#8220;un ampio scambio di opinioni su numerose questioni regionali e globali&#8221;, come la pandemia di coronavirus e la ripresa economica, l&#8217;azione sul clima, i recenti sviluppi in Asia meridionale e nella regione indo-pacifica e la &#8220;situazione in Ucraina&#8221;.</p>
<p>A seguire è andato in scena, in quel di Washington, il &#8220;<strong>dialogo 2+2&#8243;</strong>, tra i ministri indiani della Difesa, <strong>Rajnath Singh</strong>, e degli Esteri, <strong>Subrahmanyam Jaishankar</strong>, e i rispettivi omologhi statunitensi, <strong>Lloyd Austin</strong> e <strong>Antony Blinken</strong>. I temi sul tavolo sono stati sostanzialmente gli stessi. Blinken, in particolare, ha ribadito l&#8217;importanza che tutti i Paesi, &#8220;soprattutto quelli che hanno influenza&#8221; sul presidente russo Vladimir Putin, &#8220;lo esortino a porre fine alla guerra&#8221; e che &#8220;è anche importante che le democrazie parlino con una sola voce per difendere i valori che condividiamo&#8221;.</p>
<p>Il segretario Usa ha inoltre aggiunto che i legami dell&#8217;India con la Russia si sono sviluppati nel corso di decenni in un momento in cui gli Stati Uniti non erano in grado di essere un partner dell&#8217;India. Ma da allora &#8211; ha sottolineato &#8211; &#8220;i tempi sono cambiati&#8221;. Basteranno queste parole per convincere Nuova Delhi ha montare sul treno guidato dal <strong>blocco occidentale</strong>?</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3KbKj3C"><strong>Afghanistan e Ucraina, le differenze tra le due guerre</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3qiH8iQ"><strong>Come si sta sviluppando la guerra in Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3tAS5hJ"><strong>Le origini della guerra</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Il momento dell&#8217;India</h2>
<p>Difficilmente l&#8217;India rovinerà tutto accettando di aderire, per filo e per segno, ai suggerimenti offerti dagli Stati Uniti. Avrebbe forse potuto farlo prima dello scoppio del conflitto ucraino e prima della ritirata Usa dall&#8217;Afghanistan, ma non ora che si sta profilando all&#8217;orizzonte il tanto atteso – per l&#8217;India – &#8220;<strong>momento indiano</strong>&#8220;.</p>
<p>Dalla Casa Bianca, forse per aumentare le pressioni su Modi, fanno sapere che Biden ha offerto al Paese asiatico <strong>sostegno energetico</strong> nel caso in cui decidesse di ridurre le importazioni di energia dalla Russia. Nel frattempo, dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare russa in Ucraina ad oggi, la <strong>Indian Oil Corporation</strong> ha acquistato da Mosca almeno 3 milioni di barili di greggio, approfittando dei saldi decisi da Putin.</p>
<p>Gli Stati Uniti, insomma, stanno chiedendo all&#8217;India di scegliere da che parte stare. Dall&#8217;altro lato non c&#8217;è tuttavia né alcuna fretta né tanto meno la convenienza di decidere al più presto. Anche perché gli indiani sono da tempo clienti del Cremlino per quanto riguarda il settore degli <strong>armamenti </strong>(fondamentali per difendersi dalla minaccia pakistana e cinese) e, durante la pandemia, le parti hanno pure collaborato in ambito <strong>sanitario </strong>e in tema di <strong>vaccini anti Covid</strong>.</p>
<p>È altrettanto vero che l&#8217;India è un membro del <strong>Quad</strong>, ovvero l&#8217;alleanza strategica che riunisce Nuova Delhi assieme a Stati Uniti, Giappone e Australia per arginare l&#8217;espansione di Pechino nella regione Indo-Pacifico. Eppure, nelle ultime settimane, abbiamo assistito a un apparente avvicinamento tra i due grandi nemici asiatici: Cina e India. Con l&#8217;Elefante indiano ingolosito dalla possibilità di gettare l&#8217;ascia di guerra &#8211; così da iniziare a ragionare con l&#8217;ingombrante vicino su come migliorare i loro rapporti, in primis commerciali ed economici &#8211; e il Dragone desideroso di strappare Modi dalla sfera d&#8217;influenza occidentale.</p>
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		<title>Aukus e Quad freneranno la cooperazione Usa-Ue dopo lo schiaffo a Macron?</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/aukus-e-quad-freneranno-la-cooperazione-usa-ue-dopo-lo-schiaffo-a-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 04:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrilateral Security Dialogue (Quad)]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=331776</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1242" height="654" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron visita l&#039;accademia di polizia di Roubaix (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133.jpg 1242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133-1024x539.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133-768x404.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1242px) 100vw, 1242px" /></p>
<p>Emmanuel Macron è furibondo con gli Stati Uniti dopo l&#8217;affare Aukus e le sue conseguenze politiche e strategiche. Il presidente francese ha visto la proeizione geopolitica del suo Paese ridimensionata dall&#8217;accordo tra Usa, Australia e Regno Unito e l&#8217;industria transalpina ha subito un colpo durissimo in seguito al passaggio di Canberra dalla Republique agli Stati Uniti come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aukus-e-quad-freneranno-la-cooperazione-usa-ue-dopo-lo-schiaffo-a-macron.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aukus-e-quad-freneranno-la-cooperazione-usa-ue-dopo-lo-schiaffo-a-macron.html">Aukus e Quad freneranno la cooperazione Usa-Ue dopo lo schiaffo a Macron?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1242" height="654" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron visita l&#039;accademia di polizia di Roubaix (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133.jpg 1242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133-1024x539.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-accademia-di-polizia-La-Presse-e1631947178133-768x404.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1242px) 100vw, 1242px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/politica/assalto-giudiziario-ai-macroniani-come-cambiera-la-corsa-alleliseo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Emmanuel Macron </strong>è furibondo</a> con gli Stati Uniti dopo l&#8217;affare Aukus e <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-annuncia-la-svolta-della-storia-ma-la-realta-e-molto-diversa.html" target="_blank" rel="noopener">le sue conseguenze politiche e strategiche. </a>Il presidente francese ha visto la proeizione geopolitica del suo Paese ridimensionata <a href="https://it.insideover.com/politica/l-aukus-e-quell-oceano-pacifico-che-non-e-piu-cosi-pacifico.html" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;accordo tra Usa, Australia e Regno Unito</a> e l&#8217;industria transalpina ha subito un colpo durissimo in seguito al passaggio di Canberra dalla Republique agli Stati Uniti come <a href="https://it.insideover.com/difesa/una-serie-di-clamorosi-fallimenti-il-flop-industriale-di-macron.html" target="_blank" rel="noopener">fornitori dei nuovi sottomarini per la sua flotta.</a> Ma anche l&#8217;Unione Europea non ha, nel suo complesso, avuto molto da sorridere per quanto avvenuto.</p>
<p>L&#8217;Ue è sembrata messa una volta di più all&#8217;angolo e la <strong>Gran Bretagna, </strong>che pure era sembrata tra <a href="https://it.insideover.com/politica/londra-non-puo-agire-senza-gli-usa-la-global-britain-si-e-arenata-a-kabul.html" target="_blank" rel="noopener">le nazioni più colpite dal caos afghano e dalle sue conseguenze</a>, rivitalizzata come <a href="https://it.insideover.com/politica/londra-pensa-in-grande-le-implicazioni-della-strategia-global-britain.html" target="_blank" rel="noopener">potenza per il post-Brexit.</a> La strategia Indo-Pacifica dell&#8217;Unione del Vecchio Continente è passata in secondo piano di fronte alla formalizzazione dell&#8217;asse tra i tre Paesi del blocco anglosassone e, al tempo stesso, l&#8217;Ue è prossima a rischiare un&#8217;altra marginalizzazione. Nonostante la <a href="https://it.insideover.com/politica/il-quad-e-destinato-a-esser-ridimensionato-da-aukus.html" target="_blank" rel="noopener">velata insoddisfazione di <strong>India e Giappone, </strong>che</a> chiedono un dialogo più sostanziale sul fronte strategico, il prossimo vertice del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-il-quad.html" target="_blank" rel="noopener">Quad</a> che si terrà venerdì in presenza a Washington mira a formalizzare l&#8217;impegno delle due nazioni con gli Usa e l&#8217;Australia per creare <strong>catene del valore </strong>autonome e integrate nel settore dei chip e delle nuove tecnologie.</p>
<p>Una proposta di alleanza tecnologico-industriale, quella sul campo e in discussione, che non guarda all&#8217;Europa come a un partner fondamentale. E anzi in un certo senso si sovrappone e marginalizza la strategia<a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-europeo-sui-semiconduttori-una-svolta-sulla-tecnologia.html" target="_blank" rel="noopener"> comunitaria da 30 miliardi di euro con cui Bruxelles intende promuovere il mercato interno dei chip</a>, istituire le sue nuove filiere industriali e cercare quell&#8217;alleanza di interdipendenza con i Paesi più strategici nei nuovi comparti di frontiera che è alla base dell&#8217;accordo nel Quad. Un proposito per cui anche <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener">Angela Merkel</a> </strong>si è spesa ritenendolo un presupposto per un&#8217;autentica sovranità digitale e in vista della cui strutturazione <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener">Ursula von der Leyen</a> </strong>e la Commissione europea, sostenute dall&#8217;asse franco-tedesco, hanno provato a imbastire un approfondito dialogo su Washington. Ora apparentemente finito ai margini.</p>
<p>A giugno, tra grandi fanfare, Bruxelles e Washington hanno annunciato al summit bilaterale tenutosi nella capitale belga la nascita del <strong>Trade and Technology Council (Ttc), </strong>avente l&#8217;obiettivo di riunire allo stesso tavolo i principali decisori strategici in materia di entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico per coordinare le discussioni sulla risposta alla <strong>sfida cinese</strong>, alle problematiche <a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;innovazione di frontiera</a>, al consolidamento della gamba europea dell&#8217;alleanza occidentale. Ma l&#8217;operatività reale del Ttc è messa in discussione in partenza e proprio sul suo avvio potrebbe abbattersi la tensione generata dalla crisi per lo schiaffo subito da Macron.</p>
<p>Il  29 settembre a Pittsburgh dovrebbe tenersi la <strong>sessione introduttiva </strong>del Ttc, ma la Commissione nicchia e non intende tagliare la faccia a Parigi, pur presentando in prima linea una faccia dialogante. &#8220;Quanto è stato deciso e il modo in cui questa decisione è stata assunta è irritante e non fa riflettere soltanto la Francia&#8221;, ha fatto notare ai margini dell&#8217;assemblea dell&#8217;Onu il ministro degli Esteri tedesco <strong>Heiko Maas, </strong>certo però che non ci sia motivo per puntare a un &#8220;inasprimento&#8221; della relazione con gli Usa. &#8220;Stiamo analizzando le conseguenze dell’annuncio di Aukus in termini di un suo impatto possibile sulla data”,<a href="https://formiche.net/2021/09/aukus-salta-il-vertice-ue-usa-su-commercio-e-tech/" target="_blank" rel="noopener"> ha dichiarato a proposito del vertice di Pittsburgh <strong>Eric Mamer, </strong>portavoce della von der Leyen.</a></p>
<p>La ripicca europea contro Washington potrebbe riportare alla luce un dibattito fondamentale sulla natura duale del <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lalleanza-europea-per-il-5g-in-crisi-per-lo-scontro-usa-cina.html" target="_blank" rel="noopener">rapporto tra Ue e Usa in campo tecnologico</a>. Mentre in Europa molti Paesi pensano a come ottenere una maggiore sovranità in ambito tecnologico, vi è chi non esclude questa sovranità come rivolta esplicitamente a rafforzare l&#8217;asse transatlantico. Per questo lo schiaffo subito dalla Francia in <strong>ambito militare </strong>è in un certo senso percepito come l&#8217;attestazione di una definitiva retrocessione europea nella gerarchia delle potenze agli occhi del patrono di oltre Atlantico. Facendo venire in mente a pensatori e decisori quanto decisivo per le sorti del Vecchio Continente sia stato il passaggio, decenni prima della sfida cinese, della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/leuropa-ha-perso-sfida-americana-1950323.html"><strong>&#8220;sfida americana&#8221;</strong></a> che ha portato al<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/lezione-dimenticata-sul-successo-mondiale-delleuropa-1948476.html" target="_blank" rel="noopener"> declino assoluto e relativo del Vecchio Continente come potenza tecnologica</a> di fronte all&#8217;egemone di Oltre Atlantico. Una condizione di subalternità che alleanze come Aukus in un certo senso certificano ma non creano certamente <em>ex novo</em>. La Francia e l&#8217;Europa potranno anche<a href="https://it.insideover.com/politica/e-biden-o-trump-le-mosse-usa-infrangono-le-illusioni-dellue.html" target="_blank" rel="noopener"> boicottare i dialoghi bilaterali con Washington</a>: ma senza un deciso discorso sul reale obiettivo e i progetti decisivi per l&#8217;autonomia strategica tali ripicche non produrranno esiti costruttivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/aukus-e-quad-freneranno-la-cooperazione-usa-ue-dopo-lo-schiaffo-a-macron.html">Aukus e Quad freneranno la cooperazione Usa-Ue dopo lo schiaffo a Macron?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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