<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Protezionismo Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/protezionismo/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/protezionismo</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jan 2025 16:34:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Protezionismo Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/protezionismo</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Biden alza il muro sull&#8217;acciaio: fermata la scalata americana di Nippon Steel</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 16:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Protezionismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451196</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Joe Biden ha bloccato la vendita dello storico gruppo americano della siderurgia U.S. Steel alla giapponese Nippon Steel invocando per lo stop ragioni di sicurezza economica nazionale. A poco più di due settimane dalla fine del mandato presidenziale, l&#8217;inquilino della Casa Bianca compie una mossa attesa e che sarà sicuramente gradita anche al suo successore Donald Trump, concorde con l&#8217;avversario che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html">Biden alza il muro sull&#8217;acciaio: fermata la scalata americana di Nippon Steel</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103173320603_6be717db1031ac0c01ebbe237ffed89a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Joe <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Biden</a></strong> ha bloccato la vendita dello storico gruppo americano della siderurgia <strong>U.S. Steel</strong> alla giapponese <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html">Nippon Steel</a></strong> invocando per lo stop ragioni di sicurezza economica nazionale. A poco più di due settimane dalla fine del mandato presidenziale, l&#8217;inquilino della <strong>Casa Bianca</strong> compie una mossa attesa e che sarà sicuramente gradita anche al suo successore <strong>Donald Trump</strong>, concorde con l&#8217;avversario che lo sconfisse alle presidenziali del 2020 nel bloccare l&#8217;affare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;epopea di US Steel, simbolo di trionfo e declino dell&#8217;industria Usa</h2>



<p>La manovra mostra quanto il <strong>cambiamento degli equilibri </strong>economici internazionali, le dinamiche cui fanno riferimento le principali sfide industriali planetarie e il clima di competizione geoeconomica nei settori chiave stiano rafforzando il primato della sfera securitaria su <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html">quella economiche</a> anche nel commercio tra Paesi alleati, come sono Giappone e Usa.</p>



<p>Il tono del comunicato della Casa Bianca è di quelli che non lascia spazio a interpretazioni. Per Biden esistono &#8220;prove credibili&#8221; che attraverso l&#8217;acquisizione, la Nippon Steel &#8220;potrebbe intraprendere azioni che minacciano di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti&#8221;. </p>



<p>Nel dicembre 2023, l’annuncio dell’accordo tra <strong>Nippon Steel</strong>, il terzo maggiore produttore di acciaio al mondo, e <strong>US Steel</strong>, una delle storiche icone industriali degli Stati Uniti, ha generato un acceso dibattito sia economico che politico. La vicenda ha attirato particolare attenzione a causa delle critiche esplicite del presidente Joe Biden, che si è opposto con forza all’operazione, considerandola una questione di sicurezza nazionale. Al centro dell&#8217;attenzione, anche il ruolo controverso dell’ex segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong>, che ha sostenuto l’affare in veste di lobbista.</p>



<p>Fondata nel 1901 grazie all’iniziativa di J.P. Morgan, US Steel ha dominato il settore industriale statunitense per gran parte del XX secolo, producendo, al suo apogeo, quasi due terzi dell’acciaio del Paese. L’azienda rappresentava allora il motore della manifattura a stelle e strisce che ha fatto la fortuna della <strong>zona dei Grandi Laghi</strong>, l’area industriale che ha alimentato la crescita economica americana durante l’età d’oro dell’industria pesante, e che ora è diventata la <strong>Rust Belt</strong>. Tuttavia, il progressivo declino dell’industria siderurgica americana ha trasformato questo simbolo in una realtà marginale: dal 1990, US Steel ha perso la sua quotazione in Borsa e oggi si colloca solo al ventisettesimo posto tra i produttori mondiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi di Biden su Nippon Steel</h2>



<p>Una delle principali incertezze legate all&#8217;accordo riguardava la fattibilità del piano presentato da Nippon Steel, che prevedeva investimenti miliardari per modernizzare gli impianti di US Steel e <strong>consolidarne la produzione.</strong> Se da un lato questi interventi avrebbero potuto rivitalizzare un settore in difficoltà, dall’altro devono fare i conti con un contesto industriale americano in rapido cambiamento.</p>



<p>L’amministrazione Biden spingeva per il <strong>reshoring della manifattura americana</strong>, un processo volto a riportare la produzione industriale negli Stati Uniti per contrastare la dipendenza economica dall’estero, e altrettanto è pronto a fare The Donald. Il reshoring è stato finanziato da Biden con i sussidi alla produzione di componentistica tecnologica, veicoli elettrici, infrastrutture di connettività, reti energetiche e via dicendo. </p>



<p>L&#8217;acciaio gioca un ruolo cruciale in questa strategia, essendo indispensabile per progetti infrastrutturali su larga scala. Inoltre, in un&#8217;epoca di consolidato riarmo è vitale averne una completa disponibilità per il rafforzamento delle capacità militari. </p>



<p>Il <strong>Committee on Foreign Investment in the United States </strong>(Cfius), organo incaricato di vigilare sulle acquisizioni estere, ha ammonito che un’eventuale acquisizione straniera di US Steel potrebbe minare questa spinta, esponendo il Paese a rischi geopolitici e commerciali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza nazionale al centro, sempre</h2>



<p>&#8220;L’industria della Difesa americana spinge per armare Paesi amici come Ucraina e Taiwan e rifornire le forze Usa&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/economia/america-first-pero-mike-pompeo-lavora-per-vendere-lacciaio-usa-ai-giapponesi.html#google_vignette">scrivevamo parlando del dossier, </a>ricordando come &#8220;il senatore Mark Kelly (Democratico dell’Arizona) e il deputato Mike Waltz (Repubblicano della Florida) hanno ideato una <strong>rara operazione bipartisan per rafforzare la capacità americana nel potenziamento della US Navy</strong> e rilanciare i cantieri navali, <a href="https://warontherocks.com/2024/07/can-congress-revive-shipbuilding-and-maritime-strategy/">per cui servirà moltissimo acciaio <em>made in Usa</em>&#8220;</a>.</p>



<p>Da queste preoccupazioni è nato uno scenario in cui anche un&#8217;azienda di un Paese amico è stata presentata come una <strong>minaccia alla sicurezza e alla prosperità americane</strong>, un&#8217;estremizzazione della questione della primazia dell&#8217;interesse nazionale sul commercio e le regole di mercato che da un lato mostra la tensione reattiva della classe dirigente Usa, unita in forma bipartisan contro l&#8217;accordo, e dall&#8217;altro però può esporre <strong>gli States a delle controindicazioni</strong>. Come reagiranno i vertici di Tokyo se, ad esempio, nei prossimi mesi, il presidente eletto Donald Trump chiederà più investimenti alle loro aziende tecnologiche in settori come quello dei chip Usa? O maggiori screening ai rapporti economici con la Cina? L&#8217;affare Nippon Steel potrebbe avvelenare i rapporti economici transpacifici. Con effetti certamente imprevedibili sia sull&#8217;economia che sulla sicurezza nazionale Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-alza-il-muro-sullacciaio-fermata-la-scalata-americana-di-nippon-steel.html">Biden alza il muro sull&#8217;acciaio: fermata la scalata americana di Nippon Steel</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Stati verso il protezionismo sui generi alimentari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-verso-il-protezionismo-sui-generi-alimentari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 06:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Protezionismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=266750</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi supermarket" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Cos&#8217;hanno in comune Russia, Serbia, Vietnam, Cina e Kazakistan? Sono tutti Paesi che, in questi drammatici giorni in cui il mondo intero sta lottando contro l&#8217;epidemia da coronavirus, hanno cominciato a diminuire le esportazioni di generi alimentari verso l&#8217;estero, inaugurando di fatto una nuova era di protezionismo che sembra minacciare il mercato globale. A riferirlo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-verso-il-protezionismo-sui-generi-alimentari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-verso-il-protezionismo-sui-generi-alimentari.html">Gli Stati verso il protezionismo sui generi alimentari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi supermarket" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Crisi-covid-supermercato-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Cos&#8217;hanno in comune <strong>Russia</strong>, <strong>Serbia</strong>, <strong>Vietnam</strong>, <strong>Cina</strong> e <strong>Kazakistan</strong>? Sono tutti Paesi che, in questi drammatici giorni in cui il mondo intero sta lottando contro l&#8217;epidemia da <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">coronavirus</a>, hanno cominciato a <strong>diminuire le esportazioni</strong> di generi alimentari verso l&#8217;estero, inaugurando di fatto una nuova era di protezionismo che sembra minacciare il mercato globale.</p>
<p>A riferirlo è Tim Benton, direttore dell&#8217;ufficio di ricerca in rischi emergenti della <strong>Chatam House</strong>, un centro studi britannico con sede a Londra. Come si legge <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-03-24/countries-are-starting-to-hoard-food-threatening-global-trade" target="_blank" rel="noopener">in un articolo apparso su <em>Bloomberg</em></a>, Benton dice che questo meccanismo di &#8220;chiusura&#8221; dei commerci, ma sarebbe meglio dire delle esportazioni, &#8220;sta già succedendo, e tutto quanto possiamo osservare ci dice che la serrata andrà peggiorando&#8221;.</p>
<p>Il <strong>Kazakistan</strong>, ad esempio, uno dei maggiori produttori ed esportatori di <strong>farina di grano</strong>, ha cessato le esportazioni di questo genere alimentare insieme ad altri, come carote, zucchero e patate; il Vietnam ha temporaneamente sospeso la stipulazione di nuovi contratti per l&#8217;export di riso; la Serbia ha cessato le spedizioni di olio di semi di girasole e altri beni mentre la Russia, che lo ricordiamo è uno dei maggiori esportatori di grano insieme a Canada e Ucraina, ha lasciato la porta aperta alla possibilità di decidere eventuali blocchi su base settimanale.</p>
<p>È bene però precisare che al momento si tratta di <strong>una manciata di misure</strong>, non di uno stop totale delle esportazioni, e che non ci sono segnali al momento di una loro implementazione, ma secondo alcuni esperti l&#8217;accaparramento generato dal panico per la pandemia ha innescato un meccanismo perverso che sta portando alcuni Stati a tutelare il proprio mercato interno a discapito di quello estero.</p>
<p>L&#8217;<strong>assalto ai supermercati</strong>, che abbiamo visto un po&#8217; ovunque nel mondo, con l&#8217;epidemia praticamente agli inizi porta inevitabilmente ad un aumento dei prezzi al dettaglio, fattore che, unito alla vista degli scaffali vuoti, diffonderebbe a sua volta il panico nei governi che potrebbero decidere ulteriori strette sebbene la mancanza di generi di prima necessità non sia dovuta, per il momento, ad una carenza di materia prima, ma ad un fattore del tutto non strutturale.</p>
<p>Oltretutto l&#8217;<strong>aumento dei prezzi</strong> porta con sé altre conseguenze: l&#8217;andamento del prezzo del pane, ad esempio, ha una lunga storia alle spalle che lo ha visto essere la causa dell&#8217;inizio di rivolte e instabilità politica. Durante il picco dei prezzi avvenuto tra il 2008 ed il 2011, ad esempio, ci sono state sommosse per il pane in più di trenta nazioni tra Africa, Asia e Medio Oriente. È sempre Benton ad avvisarci che &#8220;senza la catena di approvvigionamento del cibo la società va totalmente in pezzi&#8221;.</p>
<p>Forse è anche per questo che Paesi prettamente importatori di certi generi di prima necessità, come il grano, stanno correndo ai ripari: <strong>Algeria</strong> e <strong>Turchia</strong> hanno emesso nuove offerte di acquisto mentre il <strong>Marocco</strong> ha prolungato la sospensione dei dazi almeno sino a metà giugno.</p>
<p>La <strong>tesi</strong> che si legge su <em>Bloomberg</em> è quella che se viene intrapresa la via protezionista, il rischio è quello di disgregare un sistema internazionale che è diventato sempre più interconnesso nelle ultime decadi. La cessazione delle esportazioni per poter fare scorta di particolari generi alimentari avrebbe una pesantissima ricaduta su quei Paesi che dipendono quasi totalmente dalle importazioni: ad esempio la Russia, che rifornisce di grano l&#8217;intero Nord Africa, la Cina o il Vietnam che sono grandi esportatori di riso, se dovessero cessare le spedizioni getterebbero nel panico le economie delle nazioni da cui dipendono e perfino quelle di interi continenti, dato che da questo punto di vista la nostra <strong>Europa</strong> è complessivamente più una importatrice che esportatrice.</p>
<p>Occorrerebbe quindi che i governi lavorassero insieme per superare questo momento di panico ed è sempre Benton a dirlo: &#8220;Se non lavorano collettivamente e cooperando per assicurare la catena globale di approvvigionamenti, se pensano solamente a mettere al primo posto loro stessi, si può già dire che la situazione peggiorerà&#8221;. Anche tra i funzionari delle Nazioni Unite c&#8217;è chi la pensa allo stesso modo. Maximo Torero, del <strong>UN Food and Agriculture Organization</strong>, ritiene che questo non sia il momento di mettere in atto certe politiche stante quanto stiamo vivendo e, al contrario, bisogna cooperare e coordinarsi.</p>
<p>Bisogna tuttavia dire che i pochi limiti alle esportazioni che stiamo vedendo sembrano <strong>non essere destinati a durare</strong> proprio per gli stessi meccanismi emotivi che li hanno generati: quando le persone vedranno che gli scaffali resteranno pieni, la smetteranno di fare scorte e quindi i governi a loro volta non intraprenderanno ulteriori misure drastiche, ma anzi faranno marcia indietro.</p>
<p>Occorre però considerare che le pesanti limitazioni alla circolazione delle persone che stiamo vivendo, e che sono anche alla causa di <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-03-27/agenti-picchiati-hubei-coronavirus-7931194/?fbclid=IwAR2sW3SDKihBFg2ll67N9jJghLjD2JcCB9nhp9SWWV41orzLikK0JQ9DI9M" target="_blank" rel="noopener">sommosse in Cina</a> proprio nelle province che hanno subito la serrata più coercitiva, potrebbero avere una ricaduta non indifferente in quei settori dell&#8217;agricoltura in Europa che più si avvalgono della manodopera a basso costo data dai lavoratori stagionali spesso provenienti dall&#8217;Est o dal Nord Africa. <strong>Francia</strong>, <strong>Spagna</strong>, <strong>Germania</strong>, ma anche <strong>Italia</strong>, questa stagione vedranno ridurre il numero di braccia per raccogliere frutta e verdura dai campi e già in alcune zone, come nel nostro <strong>Nord Est</strong> dove alcune colture &#8211; <a href="https://www.ambientebio.it/aziende/agricole/agricoltura-italiana-manodopera-straniera-covid-19-coronavirus-decreto-cura-italia-made-in-italy-agroalimentare/" target="_blank" rel="noopener">ad esempio l&#8217;asparago</a> &#8211; sono già mature, molti prodotti restano a marcire nei campi perché non c&#8217;è nessuno a raccoglierli. Secondo una stima di Coldiretti quest&#8217;anno mancheranno all&#8217;appello circa 370mila lavoratori che arrivano ogni anno dall’estero, principalmente dalla Romania, dalla Bulgaria e dalla Polonia.</p>
<p>Non solo. I controlli alle frontiere per questioni di sicurezza sanitaria hanno <strong>allungato vertiginosamente i tempi di attesa</strong>: ora si arriva anche a 18 ore di coda per attraversare il confine, e per alcune merci deperibili è semplicemente impossibile arrivare in condizioni idonee per essere vendute.</p>
<p>Insomma il virus sta dimostrando, ancora una volta, tutti i <strong>limiti della globalizzazione</strong> e di quel mondo interconnesso e &#8220;senza confini&#8221; che piace molto ai liberal-prog di ogni dove. Il problema, più che essere il rinascere del protezionismo e del nazionalismo, è però il sistema stesso che vige tutt&#8217;ora: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/difesa-scende-campo-sostenere-produzione-industriale-1840303.html" target="_blank" rel="noopener">come anche detto dal presidente francese Macron</a>, se pur in un&#8217;occasione diversa &#8220;delegare <strong>la nostra alimentazione</strong>, la nostra protezione, la nostra capacità di prenderci cura del nostro ambiente di vita ad altri è una follia&#8221;. Occorre quindi ripensare non solo alle modalità dei rapporti tra le nazioni ma anche a <strong>ristrutturare il sistema</strong> in modo che si possa garantire, a singoli Stati o ad associazioni di essi, una capacità di resilienza e di auto-sostentamento efficace in caso di emergenze come quella che stiamo vivendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-verso-il-protezionismo-sui-generi-alimentari.html">Gli Stati verso il protezionismo sui generi alimentari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/192 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-29 06:20:51 by W3 Total Cache
-->