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	<title>proteste in Libano Archives - InsideOver</title>
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	<title>proteste in Libano Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>REPORTAGE &#124; Lebanon in Crisis</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/lebanon-in-crisis</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Greg Kennedy]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 13:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Beirut]]></category>
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		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/copertina-video-46.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/copertina-video-46.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/copertina-video-46-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/copertina-video-46-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/copertina-video-46-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/copertina-video-46-334x188.png 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L&#8217;esplosione avvenuta nel porto di Beirut il 4 agosto 2020 è solo l&#8217;ultimo di una serie di colpi che hanno messo in ginocchio il Libano. Gran parte della popolazione vive sotto la soglia di povertà, senza elettricità e con il costo della vita alle stelle. Bisognerà aspettare i prossimi mesi per vedere se il Libano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/lebanon-in-crisis">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;esplosione avvenuta nel porto di Beirut il 4 agosto 2020 è solo l&#8217;ultimo di una serie di colpi che hanno messo in ginocchio il Libano. Gran parte della popolazione vive sotto la soglia di povertà, senza elettricità e con il costo della vita alle stelle. Bisognerà aspettare i prossimi mesi per vedere se il Libano riuscirà a tirarsi fuori da questa grave crisi economica e sociale.</p>



<p>Clicca&nbsp;<a href="https://www.insideover.com/reportage/society/lebanon-an-onslaught-of-hardship.html">QUA</a>&nbsp;per il reportage completo</p>
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		<item>
		<title>La crisi politica del Libano, spiegata</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-crisi-politica-del-libano-spiegata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2020 12:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ministeri assediati, lanci di pietre e molotov, slogan contro la classe politica corrotta risuonano nell’aria di una Beirut che non ha più nulla da perdere. A innescare le nuove proteste è stata l’esplosione che il 4 agosto ha distrutto il porto e le zone limitrofe a causa dalla negligenza dei politici libanesi e da quelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-crisi-politica-del-libano-spiegata.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Proteste-in-Libano-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ministeri assediati, lanci di pietre e molotov, slogan contro la classe politica corrotta risuonano nell’aria di una Beirut che non ha più nulla da perdere. A innescare le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/08/hundreds-protesters-injured-anger-simmers-beirut-live-200808234355971.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuove proteste</a> è stata <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-aerei-spia-esplosione-libano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’esplosione</a> che il 4 agosto ha distrutto il porto e le zone limitrofe a causa dalla <strong>negligenza</strong> dei politici libanesi e da quelle divisioni settarie nella gestione del potere contro cui la popolazione del Paese dei cedri manifesta da quasi un anno.</p>
<h2>Le proteste</h2>
<p>Le manifestazioni in Libano sono iniziate a <strong>ottobre</strong> del 2019 per chiedere la rimozione della classe politica dirigente, il superamento del sistema settario e l’indipendenza del Paese dall’influenza più o meno diretta di Stati terzi, oltre a riforme sociali ed economiche che aiutassero il Libano a superare un periodo particolarmente critico. Le proteste avevano costretto il premier Saad Hariri a dimettersi, ma le speranze della popolazione circa un reale rinnovo della politica si sono ben presto rivelate vane. Dopo mesi di incertezza e di instabilità, il ruolo di primo ministro è stato affidato a Hassan Diab, ex ministro delle Comunicazioni con forti legami con l’Iran e ben lontano dal leader indipendente richiesto a gran voce dai manifestanti. Le proteste erano quindi continuate e – salvo alcuni casi – la popolazione era rimasta unita sotto gli stessi slogan e le stesse richieste, al di là delle divisioni settarie e confessionali tipiche del Libano. La crisi dettata dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus</a> e l’incapacità del Governo di trovare una soluzione ai problemi finanziari ed economici del Paese ha esasperato ulteriormente la situazione, costringendo le persone a tornare in piazza. Ma a segnare il punto di non ritorno è stata l’esplosione del porto di Beirut, la distruzione degli edifici circostanti e la morte di più di 100 persone. La popolazione si è riversata per le strade della capitale chiedendo a gran voce la rimozione della classe politica, dal presidente al premier fino alle figure meno rilevanti del Governo, tutti ugualmente responsabili per quanto accaduto. Questa volta però le proteste non sono state del tutto pacifiche: i manifestanti sono riusciti ad assediare il ministero degli Esteri, dell’Economia, dell’Ambiente e dell’Energia, lanciando pietre e molotov contro le forze dell’ordine che hanno risposto a loro volta con il lancio di lacrimogeni nel tentativo di disperdere la folla.</p>
<h2>La crisi politica</h2>
<p>La rabbia dei manifestanti, come era prevedibile, si è diretta contro tutti i partiti libanesi e le più alte cariche politiche. I nomi che risuonavano maggiormente nella piazza erano quelli del premier Diab, del presidente Aoun e del leader di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hezbollah</a> Nasrallah, ma non solo. La classe politica libanese in realtà è in bilico già da un anno e la crisi economica ha ulteriormente rafforzato le richieste di riforme e cambiamenti ai vertici da parte di una popolazione ormai stremata. L’incidente del 4 agosto si è quindi inserito in un contesto già particolarmente delicato, confermando la corruzione e l’inadeguatezza della classe politica e dando nuova linfa alle proteste. A complicare il quadro vi è poi la sentenza attesa per il 18 agosto sull’omicidio dell’ex premier <strong>Rafik Hariri</strong>, ucciso nel 2005 a seguito di un attentato: gli imputati sono quattro esponenti di Hezbollah e la loro condanna o assoluzione avranno effetti non trascurabili sul panorama politico e sociale libanese.</p>
<p>Intanto il premier Diab, nel tentativo di pacificare la popolazione e mettere fine a una crisi politica che non trova ancora soluzione, ha annunciato che lunedì 10 agosto proporrà di far tornare il Libano alle urne. “Non è possibile uscire dalla crisi strutturale del Paese se non tramite elezioni anticipate che diano vita a una nuova classe politica”, ha affermato il primo ministro durante una conferenza stampa. La prospettiva delineata dal premier però risulta alquanto utopistica: perché si arrivi ad un vero cambiamento ai vertici del Paese è prima di tutto necessaria una riforma del sistema elettorale e il superamento della divisione del potere su base settaria, come richiesto dagli stessi manifestanti, ma nessun partito ha ancora affrontato questo argomento. A quasi un anno dall&#8217;inizio delle proteste un nuovo Libano è ancora un sogno lontano, ma sempre più necessario per evitare il collasso di un Paese un tempo noto come la &#8220;Svizzera del Medio Oriente&#8221;.</p>
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		<title>Il pericolo di proteste settarie in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-pericolo-di-proteste-settarie-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 07:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nelle scorse ore è tornata nuovamente molto alta la tensione in Libano: scontri e proteste hanno infiammato diverse città, provocando anche alcuni feriti. Lo scenario sembrerebbe lo stesso che ha caratterizzato il Paese dei cedri negli ultimi mesi, specialmente dallo scorso ottobre e cioè da quando si è sviluppato un vasto movimento di protesta contro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pericolo-di-proteste-settarie-in-libano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pericolo-di-proteste-settarie-in-libano.html">Il pericolo di proteste settarie in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Proteste-in-Libano-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nelle scorse ore è tornata nuovamente molto alta la tensione in <strong>Libano</strong>: scontri e proteste hanno infiammato diverse città, provocando anche alcuni feriti. Lo scenario sembrerebbe lo stesso che ha caratterizzato il Paese dei cedri negli ultimi mesi, specialmente dallo scorso ottobre<a href="https://it.insideover.com/politica/anche-il-libano-in-fiamme-proteste-a-beirut-e-nelle-principali-citta-del-paese.html"> e cioè da quando si è sviluppato un vasto movimento di protesta</a> contro i rincari dei prezzi ed una situazione economica molto vicina al baratro. Un difficile cambio di governo e generiche promesse di riforme non hanno attenuato la situazione. Tuttavia, le proteste degli ultimi giorni potrebbero essere state generate da un contesto assai diverso rispetto a quello di fine 2019. Epicentro delle manifestazioni infatti non è la capitale Beirut.</p>
<h2>Gli scontri avvenuti a Tripoli</h2>
<p>Da alcuni giorni a questa parte la principale città libanese, pur se non del tutto tranquilla, non appare però focolaio di nuove tensioni. La vita a Beirut in queste ore sta scorrendo all&#8217;insegna più delle preoccupazioni legate al <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">coronavirus</a> che di quelle relative alle nuove proteste. Le manifestazioni più importanti, al contrario, sono avvenute poco più a nord e cioè a <strong>Tripoli</strong>. Qui le forze dell&#8217;ordine e di sicurezza già da diversi giorni sono apparse impegnate nel fronteggiare gruppi di manifestanti che hanno creato blocchi stradali, così come hanno inveito contro rappresentanti politici e sindacali. Motivi delle proteste sarebbero, secondo gli stessi media locali, ancora una volta l&#8217;aumento della povertà e la percezione della corruzione.</p>
<p>Negli scontri,<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/04/30/libano-proteste-dopo-notte-di-violenza_ea9f1530-456a-443f-bd76-afcd56e220c6.html"> come riferito dall&#8217;<em>Ansa</em></a>, sarebbero rimaste ferite nella serata di mercoledì almeno 30 persone. Nei giorni precedenti, altri feriti sono stati portati negli ospedali cittadini, tra questi la gran parte erano manifestanti ma tra loro vi erano anche membri delle forze di Polizia. Segno di come gli scontri sono stati molto duri e le manifestazioni molto intense. Non solo Tripoli a nord, ma anche <strong>Sidone</strong> più a sud: in quest&#8217;ultima città, sempre negli ultimi giorni, sono stati segnalati diversi gruppi di manifestanti che hanno creato tensioni e scontri.</p>
<h2>Tensioni settarie?</h2>
<p>Il fatto che non sia Beirut l&#8217;epicentro delle manifestazioni, sta accendendo non poche perplessità nelle ultime ore. La capitale da sempre assorbe i timori e le richieste della società civile: quando una protesta parte da Beirut, si può parlare di una manifestazione nazionale. Non a caso ad ottobre, soprattutto durante le prime proteste, non spuntavano nelle piazze né vessilli di partito e né di altri movimenti, bensì soltanto la bandiera del Paese dei cedri. Al contrario, le zone di Tripoli e Sidone sono riferimento di due ben precise comunità: dei <strong>sunniti</strong> la prima e degli <strong>sciiti</strong> la seconda. Dunque, il fatto che i gruppi di manifestanti abbiano iniziato a consolidarsi in queste due regioni del Paese, potrebbe far pensare che in realtà gli attuali moti di protesta non siano nazionali e non abbiano carattere unitario.</p>
<p>Al contrario, il rischio molto forte è che il Libano possa scivolare nelle divisioni settarie e nell&#8217;aspro confronto tra le varie comunità. Anche gli slogan urlati in strada, soprattutto a Tripoli, sono apparsi diversi da quelli sentiti a Beirut ad ottobre: in essi, in particolare, è possibile rintracciare richieste specifiche per la propria comunità di appartenenza e non per il Paese. Il clima sembrerebbe orientato verso questa pericolosa prospettiva, non certo semplice per una nazione come il Libano, da sempre in precario equilibrio tra le varie comunità religiose che lo compongono. Un clima, quello attuale libanese, ben presente anche in politica: <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-si-e-dimesso-saad-hariri.html">dopo le dimissioni del premier Hariri</a>, sull&#8217;onda delle manifestazioni di ottobre, a gennaio si è trovato l&#8217;accordo per la formazione di un <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-e-nato-un-governo-filo-hezbollah.html">nuovo governo guidato da Hassan Diab</a>. Quest&#8217;ultimo, pur essendo sunnita in continuità con i suoi predecessori, non è sostenuto da un esecutivo di unità nazionale ma da una maggioranza dove la voce più importante spetta ai partiti filo sciiti e filo cristiano maroniti.</p>
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		<title>Le future sfide del Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/le-future-sfide-del-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 08:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="817" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970-1024x558.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I primi passi del governo presieduto da Hassan Diab vedranno “misure dolorose” al fine di attuare un piano di salvataggio del Libano. Riforme giudiziarie e legislative, lotta alla corruzione, misure correttive delle finanze pubbliche che permettano il passaggio da un’economia di rendita a un’economia produttiva e la fondazione di un welfare efficiente. Tra le misure &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/le-future-sfide-del-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="817" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Libano-proteste-a-Beirut-donne-polizia-La-Presse-e1580978819970-1024x558.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-e-nato-un-governo-filo-hezbollah.html">I primi passi del governo presieduto da <strong>Hassan Diab</strong></a> vedranno “misure dolorose” al fine di attuare un piano di salvataggio del Libano. Riforme giudiziarie e legislative, lotta alla corruzione, misure correttive delle finanze pubbliche che permettano il passaggio da un’economia di rendita a un’economia produttiva e la fondazione di un welfare efficiente. Tra le misure previste figurano anche la riduzione degli interessi su prestiti e depositi per stimolare la crescita. Investimenti sono contemplati anche nelle infrastrutture. Una politica estera  indipendente e volta ad allontanare il Libano dai conflitti regionali.</p>
<h2>Mesi di proteste e il nuovo governo</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-questo-libano-e-forse-differente.html">Da subito, le proteste di questi mesi avevano raccontato un Libano nuovo, differente.</a> A scendere per le strade libanesi sono stati e sono cittadini di ogni estrazione sociale, mestiere, ruolo e <em>background</em>: bersaglio delle manifestazioni non un nemico esterno, come nella rivoluzione dei cedri, bensì la leadership libanese, tutta: un’energia tutta nuova in grado perfino di far superare alle proteste la tradizionale faglia settaria sunniti/sciiti. Frutto di questa ribellione permanente il governo Diab, vicino agli Hezbollah filo-iraniani e incaricato di traghettare il Paese attraverso la più grave crisi economica e politica vissuta dopo la fine della guerra civile trent&#8217;anni fa. Il 60enne premier, che ama definirsi un “tecnico”, ha messo su un esecutivo ristretto, con esponenti nominalmente nuovi, di cui sei le donne tra cui, per la prima volta, la nuova ministra della Difesa Zeina Acar. La scelta di Diab però non è servita a placare gli animi dei movimenti: docente universitario ed ex ministro dell&#8217;istruzione, ricordato per aver innalzato le tasse universitarie del 300%, ha ora la missione pressoché impossibile di riguadagnare la fiducia della piazza in rivolta. Le strade, ancora in fermento, non perdonano molti ministri di Diab, volti nuovi esplicitamente fedeli politicamente all&#8217;élite che sono in gran parte responsabili dei guai attuali del paese.</p>
<h2>Le misure economiche</h2>
<p>Il Libano ha approvato il bilancio per il 2020 pochi giorni dopo che il nuovo governo aveva prestato giuramento. Dato che il bilancio era stato redatto da Hariri, Diab e i suoi ministri non avevano voce in capitolo su quello che avrebbe potuto essere uno strumento chiave di riforma economica strutturale. Una via fondamentale sarà sbloccare gli <strong>aiuti finanziari promessi dalla comunità internazionale</strong>, in particolare dalla Francia, dagli Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea. I fondi stranieri dovrebbero far risollevare l&#8217;economia e, soprattutto, il sistema bancario, in forte difficoltà per via di una improvvisa crisi di liquidità del dollaro statunitense con la svalutazione della lira locale iniziata questa estate. Le banche, da quasi tre mesi, hanno imposto il controllo dei capitali, a danno dei piccoli e medi risparmiatori, in un quadro sempre più difficile di <strong>aumento della disoccupazione</strong> e impennata dei prezzi dei beni al consumo. Sono questi aspetti che non placano la rabbia delle piazze di Beirut teatro di ripetuti e violenti scontri tra manifestanti e polizia col ferimento di centinai di dimostranti e decine di agenti. I cittadini libanesi hanno perso la pazienza con una leadership che ha rifiutato di soddisfare le loro richieste di attuare una politica economica che non danneggi la gente comune, garantire l&#8217;indipendenza della magistratura per affrontare i casi di corruzione e intraprendere azioni serie per mitigare l&#8217;impatto dell&#8217; inflazione, l&#8217;aumento dei prezzi e le restrizioni sui prelievi di dollari USA. I</p>
<p>partiti al potere cercano di correre ai ripari: fanno appello alla comunità internazionale per l&#8217;aiuto economico tanto necessario, che credono possa aiutare il Paese a tornare alla normalità. Si sono già incontrati con il Fondo monetario internazionale, che in precedenza aveva raccomandato un aumento delle misure regressive (come l&#8217;imposta sul valore aggiunto) e il sostegno al settore privato, nonostante molte società siano sotto il controllo delle élite. Dall&#8217;aprile 2018, il governo libanese si è affrettato ad attuare riforme che faciliterebbero circa 11,1 miliardi di dollari di prestiti della comunità internazionale per progetti di infrastrutture e sviluppo. Beirut ora è alla ricerca di una cifra che oscilli tra i 4 miliardi e i 5 miliardi di dollari di supporto esterno immediato per importare beni di base come medicine, grano e carburante. Ma quali saranno i costi socioeconomici di questi aiuti ancora non è dato sapere ed il rischio è che le piazze tornino ad incendiarsi.</p>
<h2>La sfiducia nella politica</h2>
<p><a href="https://www.lorientlejour.com/article/1193538/lebanon-between-improbable-reforms-and-impossible-revolution.html">Karim Emile Bita</a>r, direttore dell&#8217;Istituto di Scienze politiche dell&#8217;Università Saint Joseph di Beirut, nonché una delle voci più autorevoli del paese, sostiene che quella del Libano è innanzitutto una crisi di fiducia. Il circolo vizioso è semplice: i libanesi hanno perso la fiducia nell&#8217;intera classe politica, i mercati internazionali hanno perso la fiducia nel Libano e anche i libanesi hanno perso la fiducia nel proprio sistema bancario. Anche il nuovo gabinetto di Diab sembra, infatti, non ricevere l’investitura popolare: la maggior parte dei membri è politicamente allineata e alcuni di loro non hanno alcuna esperienza nelle aree in cui sono stati selezionati. Nel frattempo, alcuni ministeri sono stati accorpati in maniera confusa creando degli strambi dicasteri: ad esempio, il ministero degli affari sociali, responsabile della supervisione di vari programmi di welfare, è stato unito al turismo. I ministeri della cultura e dell&#8217;agricoltura sono stati riuniti in un unico ministero. Il nuovo governo si trova anche ad affrontare impegnative sfide dall&#8217;esterno. <a href="https://it.insideover.com/politica/come-cambiano-le-relazioni-internazionali-dopo-la-morte-di-soleimani.html">La morte del generale iraniano Qassem Soleimani</a> ha accresciuto anche qui gli scontri fra le componenti pro e contro Iran: ora il paese ha un nuovo gabinetto spostato verso Hezbollah mentre la coalizione politica più allineata a ovest guidata dal partito di Hariri è in disparte come opposizione.</p>
<h2>I giovani, l’anima delle proteste</h2>
<p>Sono stati i più giovani a galvanizzare le proteste dalle piazze libanesi. Studenti e giovani professionisti che si erano mobilitati in massa per chiedere migliori opportunità nel loro paese d&#8217;origine hanno iniziato a compilare i moduli di immigrazione e fare domanda per le università all&#8217;estero. Senza una chiara strada per uscire dalla peggiore crisi economica del Libano degli ultimi decenni, la volontà di rimanere si è spenta. <a href="https://www.information-international.com/">Information Internationa</a>l, un ente di ricerca indipendente con sede in Libano, stima che il numero di libanesi che hanno lasciato il paese e non sono tornati nel 2019 è aumentato del 42% rispetto all&#8217;anno precedente: le destinazioni più ambite sono Canada e Australia, nazioni che chiedono giovani e lavoratori qualificati. Ed i giovani libanesi lo sono: sono giovani architetti, ingegneri, esperti ICT, giovani avvocati. Altri invece restano, convertendo le loro lauree in altre capacità, trasformandosi in cuochi di strada, camerieri, albergatori per ricominciare dal gradino più basso nonostante la preparazione senza abbandonare le piazze.</p>
<p>Sarà soprattutto a loro che il governo Diab dovrà dare risposte nei prossimi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/le-future-sfide-del-libano.html">Le future sfide del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>In Libano è nato un governo. E &#8220;pende&#8221; verso Hezbollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-libano-e-nato-un-governo-filo-hezbollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 13:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le violenze degli ultimi giorni a Beirut hanno forse accelerato la formazione del nuovo governo. In Libano, come si sa, dallo scorso mese di ottobre sono in atto importanti proteste che hanno messo nel mirino l&#8217;intera classe politica del paese dei cedri. A far scattare la molla che ha portato poi in piazza migliaia di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-e-nato-un-governo-filo-hezbollah.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-e-nato-un-governo-filo-hezbollah.html">In Libano è nato un governo. E &#8220;pende&#8221; verso Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Libano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Continuano-le-proteste-a-Beirut-in-Libano-e-nasce-un-nuobo-governo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-la-protesta-adesso-diventa-sempre-piu-violenta.html">Le violenze degli ultimi giorni a Beirut</a> hanno forse accelerato la formazione del nuovo governo. In Libano, come si sa, <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-il-libano-in-fiamme-proteste-a-beirut-e-nelle-principali-citta-del-paese.html">dallo scorso mese di ottobre sono in atto importanti proteste</a> che hanno messo nel mirino l&#8217;intera classe politica del paese dei cedri. A far scattare la molla che ha portato poi in piazza migliaia di manifestanti, è stata l&#8217;introduzione della <strong>tassa</strong> sulle chat istantanee. Ma questo ha rappresentato semplicemente la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nei giorni precedenti infatti, si era deciso per l&#8217;aumento dei prezzi della <strong>benzina</strong> e dei beni di prima necessità e questo ha trasformato un Libano già alle prese con una grave crisi economica in un&#8217;autentica polveriera. Le proteste erano state, fino a pochi giorni fa, complessivamente pacifiche. Domenica invece, per la prima volta barricate e scontri con la Polizia hanno fatto la loro comparsa, nella sola <strong>Beirut</strong> sono stati contati almeno 400 feriti. Da qui, molto probabilmente, l&#8217;accelerazione impressa soprattutto dal presidente della Repubblica, <strong>Michelle Aoun</strong>, per la nascita di un nuovo esecutivo.</p>
<h2>Il nuovo governo libanese</h2>
<p>Le proteste ad ottobre avevano provocato un primo terremoto politico, <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-si-e-dimesso-saad-hariri.html">con le dimissioni dell&#8217;allora premier Saad Hariri</a>. Per almeno due mesi, nei palazzi del potere di Beirut ha regnato lo <strong>stallo</strong>: nessuna consultazione per la formazione di un nuovo governo, nessuna indicazione sulla nascita di un nuovo esecutivo. Una paralisi politica che è ben presto diventata anche amministrativa, la quale non ha fatto altro che acuire la crisi economica in atto nel paese dei cedri. Il 19 dicembre scorso, si è avuta una prima svolta: in particolare, il presidente della Repubblica<a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html"> ha incaricato l&#8217;ex ministro dell&#8217;istruzione</a> <strong>Hassad Diab</strong> a formare il governo. Il parlamento ha approvato l&#8217;incarico con 69 voti su 128, numeri che indicano la nascita sì di una maggioranza ma non di un esecutivo di &#8220;unità nazionale&#8221; come lo era quello di Hariri.</p>
<p>E questo, sin da subito, ha rappresentato un dettaglio non di poco conto. In Libano infatti il governo ha sempre rispecchiato la necessità di garantire determinati equilibri politici e sociali, in grado di dare adeguata rappresentanza a tutte le comunità che compongono il paese. Secondo una legge non scritta, il premier deve essere sunnita, mentre il presidente cristiano ed il presidente del parlamento sciita. Anche per questo motivo, nel paese la tendenza è sempre stata quella di creare governo che potesse garantire a tutti un&#8217;adeguata rappresentanza. Dai partiti sunniti a quello sciiti, passando per le formazioni cristiane e druse, le ultime compagini governative sono sempre state il risultato di delicate contrattazioni volte a preservare gli equilibri. Per questo, quando il governo di Diab è nato con il voto favorevole di solo poco più della metà dei parlamentari, sono sorti numerosi dubbi.</p>
<p>Alla fine però, a poco più di un mese dal conferimento dell&#8217;incarico, <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/01/21/libano-nasce-il-nuovo-governo_968c4b70-54e9-4f42-8d79-962ff6d7aa3f.html">è stato dato definitivo via libera al nuovo governo</a>. Venti ministri, tra cui sei donne e, tra queste, spicca la nomina di <strong>Zeina Akar</strong> quale ministro della difesa e vice premier. Il primo ministro adesso promette attenzione alle aspettative della piazza: &#8220;Questo è un governo che esprime le aspirazioni dei manifestanti mobilitati in tutto il Paese da oltre tre mesi&#8221;, ha assicurato Hassan Diab. Ma tra chi ha alzato le barricate nei giorni scorsi a Beirut, a regnare in queste ore è stato solo lo <strong>scetticismo</strong>. In pochi credono nella bontà dell&#8217;azione politica di Diab, vista per adesso come il disperato tentativo dell&#8217;establishment di ingraziarsi la folla.</p>
<h2>Un governo che &#8220;pende&#8221; verso Hezbollah</h2>
<p>Ma ciò che più risalta agli occhi al momento, è il <strong>posizionamento</strong> del nuovo esecutivo. Come detto, il governo Diab è nato grazie a quello che ha tutta l&#8217;aria di un vero e proprio accordo di maggioranza. E, come tale, c&#8217;è chi da questo patto è rimasto fuori. Quegli equilibri così delicati in nome dei quali spesso in passato sono stati creati governi anche con più di 30 ministri, potrebbe essere stati in qualche modo messi in discussione. A pesare, sotto questo profilo, è un paradosso sottolineato già nel momento della nomina di Diab: il nuovo premier è sì sunnita, rispecchiando dunque la legge non scritta sulla suddivisione delle cariche, ma è molto più vicino agli sciiti ed ai cristiani. Soltanto 5 deputati sunniti hanno appoggiato la sua nomina.</p>
<p>Il partito di Hariri, uno dei più grandi tra i sunniti, è rimasto fuori dagli accordi. Così come anche quello druso di <strong>Jumblatt</strong>. Ciò che si profila a Beirut quindi, è l&#8217;entrata in carica di un governo più vicino agli sciiti e, in particolar modo, al movimento degli <strong>Hezbollah</strong>. Di fatto, il Libano oggi si è risvegliato governato da forze considerate più vicine a Teheran e con i partiti filo sauditi e filo occidentali fuori dalla maggioranza. Non certo un fatto secondario in un momento, quale quello di queste settimane, in cui lo scontro tra filo iraniani e filo occidentali nella regione ha raggiunto livelli molto important, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-generale-soleimani.html">specie dopo l&#8217;uccisione del generale Soleimani. </a></p>
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		<title>In Libano la protesta diventa sempre più violenta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-libano-la-protesta-adesso-diventa-sempre-piu-violenta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 12:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano, proteste violente (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299-768x409.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299-1024x545.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Quella libanese era stata, fino a pochi giorni fa, una protesta sì dura ma senza picchi importanti di violenza. A Beirut, così come nelle più importanti città del paese dei cedri, da quando sono iniziate le manifestazioni ci sono sì stati degli scontri con dei feriti, ma per le strade e per le piazze non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-la-protesta-adesso-diventa-sempre-piu-violenta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano, proteste violente (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299-768x409.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-in-Libano-sempre-pi%C3%B9-violente-La-Presse-e1579609681299-1024x545.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Quella libanese era stata, fino a pochi giorni fa, una protesta sì dura ma senza picchi importanti di violenza. A <strong>Beirut</strong>, così come nelle più importanti città del paese dei cedri, <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-il-libano-in-fiamme-proteste-a-beirut-e-nelle-principali-citta-del-paese.html">da quando sono iniziate le manifestazioni</a> ci sono sì stati degli scontri con dei feriti, ma per le strade e per le piazze non si era mai arrivati alla guerriglia. Domenica sera invece, qualcosa di diverso è accaduto. Soprattutto nella capitale dove, tanto in centro quanto in periferia, sono apparse barricate e la Polizia è stata costretta a dure cariche contro i manifestanti. Ed a fine giornata, il bilancio è risultato molto pesante: ben 400 feriti, alcuni gravi.</p>
<h2>La nuova fase delle manifestazioni</h2>
<p>Banche assaltate, pneumatici in fiamme, sassaiola contro le forze dell&#8217;ordine, in Libano la situazione sembra essere improvvisamente sfuggita dalle mani. La <strong>tensione</strong>, da ottobre in poi, non è mai diminuita ma nelle ultime settimane è sembrato che l&#8217;intensità delle manifestazioni fosse calata. L&#8217;improvvisa comparsa di violenze e scontri, ha preso alla sprovvista in primis le autorità. I manifestanti, è l&#8217;ipotesi maggiormente presa in considerazione a Beirut in queste ore, potrebbero aver deciso di alzare il tiro e far sentire in modo più energico le proprie ragioni visto lo stallo che imperversa sul paese da oramai quasi tre mesi. Da quando cioè, lo scorso 29 ottobre, <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-si-e-dimesso-saad-hariri.html">il premier Saad Hariri ha rassegnato le dimissioni</a> proprio per le proteste sorte qualche settimana prima.</p>
<p>A confermare l&#8217;inizio di una possibile &#8220;<em>fase due</em>&#8221; nelle manifestazioni in corso in Libano, anche alcuni attivisti intervistati dall&#8217;inviato a Beirut del <em>Corriera della Sera</em>, Lorenzo Cremonesi: &#8220;Stiamo entrando in una nuova fase delle rivolte. Più dura, più cruenta&#8221;, <a href="https://www.corriere.it/esteri/20_gennaio_19/libano-proteste-anti-governo-400-feriti-beirut-f9417ea0-3a8e-11ea-9d89-0cf44350b722.shtml">ha dichiarato uno dei manifestanti</a>. Potrebbe essere questo il segnale di una <strong>svolta</strong> all&#8217;interno della crisi libanese. Anche perché, nelle ore successive alle prime violenze di domenica, gli scontri sono andati avanti. Lunedì sera a Beirut sono state segnalate altre scene di vera e propria guerriglia urbana, con manifestanti e membri delle forze dell&#8217;ordine oramai sempre più spesso arrivati al muro contro muro. Ed il presidente <strong>Michelle Aoun</strong> potrebbe chiedere nei prossimi giorni anche l&#8217;intervento dell&#8217;esercito.</p>
<h2>Prosegue lo stallo politico</h2>
<p>A complicare il quadro è ovviamente anche la situazione politica, con il Libano attualmente ancora senza governo nonostante le dimissioni di Hariri siano arrivate ad ottobre e lo scorso 19 dicembre <strong>Hassan Diab</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html">abbia ricevuto l&#8217;incarico di formare un nuovo esecutivo</a>. Tuttavia, l&#8217;attuale difficoltà politica era ben prevista all&#8217;indomani del dietrofront di Hariri. Formare un governo in Libano non è affatto un&#8217;impresa semplice, sia per la frammentazione politica interna al parlamento e sia soprattutto per il delicato <strong>equilibrio</strong> da mantenere tra le varie comunità che compongono il paese dei cedri. Una legge non scritta da anni impone che il primo ministro deve essere sunnita, il presidente della Repubblica cristiano maronita, mentre il presidente del parlamento sciita. Questo ha implicazioni molto importanti anche sui tempi di formazione di un nuovo esecutivo.</p>
<p>Hassan Diab vorrebbe un governo composto da 18 ministri, per dare subito alla popolazione l&#8217;idea della volontà di abbattere i costi della politica e snellire la macchina burocratico/amministrativa. Ma i partiti con i quali sono state avviate le <strong>consultazioni</strong>, vorrebbero invece almeno 20 ministri per dare modo a tutti di mantenere la propria quota rappresentativa. E così, è nata una delicata fase di contrattazione al momento ferma in un vicolo cieco. Il premier incaricato vorrebbe accelerare le trattative per arrivare presto al nuovo governo, ma tutto appare per adesso in alto mare.</p>
<p>Ma l&#8217;eventuale costituzione di una nuova compagine governativa, non ridimensionerebbe comunque la portate delle proteste di piazza. I manifestanti non hanno ben accolto la nomina di Diab, considerato non così lontano da quel sistema politico che vorrebbero invece cacciare dai palazzi del potere di Beirut. Il desiderio della gran parte degli attivisti è quello di avere un governo tecnico in grado di superare le divisioni settarie e, contestualmente, avviare le riforme economiche vitali per ridare linfa all&#8217;economia. Un&#8217;aspirazione però ben lungi dall&#8217;essere assecondata. E lo spettro di una più forte contrapposizione tra manifestanti ed autorità potrebbe dunque farsi sempre più concreto.</p>
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		<title>La crisi politica ed economica del Libano non conosce tregua</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-ed-economica-del-libano-non-conosce-tregua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 07:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1070" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ancora proteste in Libano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse-1024x730.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una serie di violenti scontri tra dimostranti e forze di polizia, nella città di Beirut, ha provocato solo nella giornata di sabato il ferimento di circa 160 persone ed un ulteriore peggioramento della crisi che affligge il Libano. Le forze di sicurezza avevano impiegato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, prima che i tafferugli avessero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-politica-ed-economica-del-libano-non-conosce-tregua.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1070" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ancora proteste in Libano (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Proteste-a-Beriut-Libano-La-Presse-1024x730.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Una serie di<strong> violenti scontri</strong> tra dimostranti e forze di polizia, nella città di Beirut, ha provocato solo nella giornata di sabato il ferimento di circa 160 persone ed un ulteriore <a href="http://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2020/01/18/At-least-75-injured-as-security-forces-face-off-against-protesters-in-Lebanon.html">peggioramento</a> della crisi che affligge il Libano. Le forze di sicurezza avevano impiegato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, prima che i tafferugli avessero luogo, per cercare di disperdere i manifestanti che si trovavano nei pressi del Parlamento nazionale. Un tentativo, quest&#8217;ultimo, che evidentemente non ha avuto successo e che ha poi causato una degenerazione del confronto tra le parti. Le<strong> proteste</strong> hanno colpito il Libano sin dal 17 ottobre e si sono rinforzate nel corso di questa settimana a causa dei ritardi che stanno impedendo la formazione di un nuovo esecutivo. I manifestanti accusano la classe politica libanese di aver trascinato il Libano nella peggiore crisi economica degli ultimi decenni e pretendono che il nuovo esecutivo venga formato da personalità indipendenti e senza la partecipazione dei movimenti politici tradizionali.</p>
<h2>Un problema serio</h2>
<p>La <strong>crisi finanziaria del Libano</strong> e la scarsità di moneta hanno <a href="https://www.reuters.com/article/us-lebanon-crisis-banks/frustrated-lebanese-depositors-turn-rage-on-crisis-hit-banks-idUSKBN1ZG1BT">portato</a> gli istituti di credito ad imporre severi limiti al ritiro di dollari americani ed un blocco sui trasferimenti verso l&#8217;estero: una situazione esplosiva che ha portato molti libanesi, che vengono pagati in valuta americana, ad avere gravi problemi di contante. Le banche, nel corso degli ultimi mesi, sono state attaccate in più occasioni dai dimostranti che hanno talvolta danneggiato le facciate degli istituti di credito o distrutto gli sportelli automatici per il prelievo. I<strong> problemi economici</strong> del Paese sono aggravati dalla carenza di stabilità politica: il Libano è senza governo ormai dal 29 ottobre quando il premier Saad Hariri, considerato un alleato dell&#8217;Occidente e degli Stati del Golfo, si era dimesso a causa delle proteste popolari. Un piccolo passo in avanti verso la formazione di un nuovo esecutivo era giunto nel mese di dicembre quando Hassan Diab era stato designato premier dal Presidente della Repubblica. Il percorso del possibile nuovo governo sarà, però, in salita: il Libano è tra gli Stati più indebitati al mondo e sussistono preoccupazioni in merito alla sua capacità di ripagare il dovuto ai creditori.</p>
<h2>Una situazione esplosiva</h2>
<p>I problemi di Beirut non sono però limitati alle mere questioni economiche ma sono anche legati, piuttosto strettamente, al <strong>difficile contesto demografico e geopolitico</strong> del Paese. Il Libano è stato colpito, tra il 1975 ed il 1990, da una sanguinosa guerra civile che ha provocato gravissime perdite vite umane e che ha costretto una parte rilevante della popolazione ad emigrare verso l&#8217;estero. Le diverse comunità nazionali, dai musulmani sunniti a quelli sciiti passando per i cristiani maroniti ed i drusi, costituiscono dei veri e propri mondi a parte ben distinti dall&#8217;autorità statale e condizionano lo sviluppo e le dinamiche politiche nazionali. Queste comunità convivono, talvolta precariamente, all&#8217;interno di uno Stato che risente di queste differenze e che beneficerebbe, invece, del radicamento di un sentimento di unità nazionale. I rapporti difficili con Israele e la guerra civile che coinvolge la Siria, inoltre, rendono ancora più difficile dipanare il bandolo di una matassa che rischia di travolgere le fondamenta stessa della stabilità di Beirut.</p>
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		<title>Libano, al via la &#8220;Settimana della Rabbia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-al-via-la-settimana-della-rabbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 08:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano proteste a Biblo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una nuova ondata di protesta sta scuotendo il Libano. Dopo soltanto qualche settimana di tregua, lunedì notte centinaia di giovani manifestanti e attivisti si sono riuniti nella centrale via Hamra, nei pressi della Banca nazionale di Beirut, dando avvio alla &#8220;Settimana della Rabbia&#8220;. Al grido di &#8220;Abbasso il sistema bancario&#8221;, il popolo libanese è nuovamente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-al-via-la-settimana-della-rabbia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-al-via-la-settimana-della-rabbia.html">Libano, al via la &#8220;Settimana della Rabbia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano proteste a Biblo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Libano-donna-protesta-La-Presse-e1574270805418-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Una nuova ondata di protesta sta scuotendo il Libano. Dopo soltanto qualche settimana di tregua, lunedì notte centinaia di giovani manifestanti e attivisti si sono riuniti nella centrale via Hamra, nei pressi della Banca nazionale di Beirut, dando avvio alla &#8220;<a href="https://www.annahar.com/article/1104085-على-مواقع-التواصل-عدنا-والثورة-هي-الحل">Settimana della Rabbia</a>&#8220;.</p>
<p>Al grido di &#8220;Abbasso il sistema bancario&#8221;, il popolo libanese è nuovamente sceso per le strade della capitale &#8211; per la seconda volta nel giro di tre mesi -, <a href="https://www.reuters.com/article/us-lebanon-protests/lebanon-security-forces-fire-tear-gas-clash-with-protesters-near-central-bank-idUSKBN1ZD2KT">assaltando le banche</a> e gli sportelli Atm, in un estremo gesto di protesta contro il sistema bancario e politico libanese, dimostratosi incapace di salvare il Paese dall&#8217;abisso.</p>
<p>Questa volta, a catalizzare la rabbia dei manifestanti sono state le politiche finanziarie adottate dal governo, che avrebbero causato una crisi di liquidità. Nelle ultime settimane, la moneta locale avrebbe perso più del 60 per cento del suo valore e le fonti di valuta estera sarebbero state prosciugate. Di fronte a un quadro così critico, esacerbato dal persistere della crisi e dalla mancanza di un esecutivo stabile, le banche avrebbero iniziato a limitare il ritiro dei dollari e i trasferimenti esteri.</p>
<p>Improvvisamente privata del libero accesso ai propri risparmi e senza alcuna fiducia nel sistema bancario nazionale, la popolazione ha bloccato le strade centrali della capitale, dando avvio a una settimana di proteste che culminerà con la disobbedienza civile. All&#8217;élite al potere sono state concesse solo 48 ore di tempo per formare un nuovo esecutivo, un governo di tecnici in grado di condurre il Paese fuori dalla crisi economica e finanziaria. Una scadenza che sembra impossibile da rispettare.</p>
<h2>Le tappe della rivolta</h2>
<p>Il Libano sta vivendo la più grave crisi economica e finanziaria della guerra civile (1975-1990). Una crisi che ha radici storiche, risalenti alle scelte economiche e politiche adottate alla fine del conflitto. Negli anni, la ricchezza concentrata nelle mani di pochi, il sistema fiscale che ha aumentato la disparità sociale, il problema della povertà crescente hanno reso la situazione insostenibile. A dare il colpo decisivo, la diffusa corruzione della classe dirigente e la crisi monetaria che ha colpito il Paese.</p>
<p>Stanco dell&#8217;impasse, il 17 ottobre, il popolo libanese è sceso in piazza contro il <a href="https://www.reuters.com/article/us-lebanon-government/u-n-official-blames-politicians-for-dangerous-chaos-in-lebanon-idUSKBN1ZE0U5">malgoverno</a> e la corruzione della classe dirigente, chiedendo a gran voce una profonda riforma del sistema statale. Pochi giorni dopo (29 ottobre), in seguito al tentativo del governo in carica di introdurre un nuovo pacchetto di misure politiche ed economiche &#8211; respinto dai manifestanti come l&#8217;ennesimo &#8220;cambiamento di facciata&#8221; -, l&#8217;allora primo ministro, Saad Hariri, ha rassegnato le dimissioni, sprofondando il Libano nel caos.</p>
<p>A nulla è valsa la nomina a primo ministro di <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html">Hassan Diab</a>, ex ministro dell&#8217;Istruzione (19 dicembre). Uomo politico poco conosciuto, ma criticato dai manifestanti in quanto esponente dall&#8217;ancien régime, Diab non è riuscito a creare un nuovo esecutivo, fallendo, dunque, nel tentativo di elaborare un progetto di ripresa economica e politica.</p>
<h2>Un popolo unito</h2>
<p>Da quasi tre mesi il popolo libanese sta manifestando contro la classe al potere &#8211; il cui assetto è rimasto lo stesso per quasi trent&#8217;anni -, mostrandosi irremovibile sulle sue richieste e profondamente unito. Negli ultimi 90 giorni, i manifestanti si sono mostrati capaci di <a href="https://www.annahar.com/article/1104640-انتفاضة-صيدا-سلمية-ومتكاملة-المشاكل-تعالج-بروية-وحكمة-صور-وفيديو">superare le divisioni settarie</a>, religiose e sociali in nome di un obiettivo comune: risolvere i problemi economici e politici del Paese.</p>
<p>Nemmeno i ripetuti tentativi degli affiliati ai movimenti sciiti di Hezbollah e Amal &#8211; partito politico libanese legato alla comunità sciita &#8211; di <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-del-settarismo-nelle-proteste-libanesi.html">settarizzare la rivolta</a> sono andati a buon fine. Proprio questa unione ha impedito al governo libanese di reagire come ha sempre fatto, ovvero strumentalizzando le divisioni presenti nel Paese, nel tentativo di impedire una mobilitazione politica generale capace di minare lo status quo, costringendolo invece ad affrontare i problemi del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-al-via-la-settimana-della-rabbia.html">Libano, al via la &#8220;Settimana della Rabbia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La crisi del Libano rischia di avere gravi conseguenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-del-libano-rischia-di-avere-gravi-conseguenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 09:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano rivolte" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Libano continua a versare in un grave stato di crisi politica ed economica e le prospettive di questa piccola nazione sembrano sempre più nere. Le diffuse proteste popolari contro la corruzione statale ed il malgoverno hanno portato, nel mese di ottobre, alle dimissioni del premier Saad Hariri che, però, non è ancora stato rimpiazzato. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-del-libano-rischia-di-avere-gravi-conseguenze.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano rivolte" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_10546962-1-e1573239691389-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Libano continua a versare in un grave stato di<strong> crisi politica ed economica</strong> e le prospettive di questa piccola nazione sembrano sempre più nere. Le diffuse proteste popolari contro la corruzione statale ed il malgoverno hanno portato, nel mese di ottobre, alle dimissioni del premier Saad Hariri che, però, non è ancora stato rimpiazzato. La paralisi libanese è strettamente legata alle disfunzione del suo sistema politico che risente, a sua volta, dei rapporti non sempre ottimali tra le diverse comunità che popolano questo Stato pluriconfessionale dove trovano spazio tanto i musulmani sciiti ed i sunniti, i cristiani maroniti e quelli ortodossi insieme a moltI altrI come ad esempio i Drusi.</p>
<h2>Una crisi sistemica</h2>
<p>Il presidente <strong>Michel Aoun</strong> ha assicurato che un nuovo gabinetto, guidato da Hassan Diab, dovrebbe presto essere operativo ma questo esecutivo è di certo destinato ad incontrare dei problemi. Il premier designato, ex ministro dell&#8217;Educazione e professore all&#8217;Università Americana di Beirut, è, come previsto dagli accordi di Taif del 1990 che posero fine ai quindici anni di guerra civile, un musulmano sunnita ma il suo supporto politico è basato nelle comunità sciite e cristiane (l&#8217;aspirante premier ha ottenuto il supporto di 69 parlamentari su 128) e la sua nomina ha incontrato il favore di Hezbollah. Un dettaglio, quest&#8217;ultimo, non di poco conto nell&#8217;ambito delle mutate circostanze geopolitiche mediorientali che hanno fatto seguito all&#8217;uccisione del Generale iraniano Qasem Soleimani da parte degli Stati Uniti in Iraq. Le <strong>forti tensioni</strong> (per usare un eufemismo) tra Washington ed il movimento sciita, infatti, sono destinate a ripercuotersi sulle relazioni con il governo che potrebbe vedere la luce a Beirut. In parole povere l&#8217;esecutivo Diab potrebbe rivelarsi poco rappresentativo all&#8217;interno del Libano e potrebbe avere difficoltà a sbloccare gli <a href="https://www.nytimes.com/2019/12/19/world/middleeast/lebanon-prime-minister-hassan-diab.html">aiuti internazionali</a> nei suoi confronti da parte dei partner occidentali come Francia e Stati Uniti. Questi ultimi hanno condizionato il loro appoggio alla conduzione di<strong> riforme politiche interne</strong>. Il movimento popolare di protesta, privo di leader, ha continuato e continua a manifestare tutta la propria rabbia nei confronti della classe politica libanese: le sue richieste, infatti, spaziano dalla formazione di un governo formato da esperti alla sostituzione dell&#8217;élite dominante.</p>
<h2>Il rischio default</h2>
<p>La <strong>crisi libanese</strong> non riguarda, però, solamente la politica ma si estende anche all&#8217;economia. L&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia Nasser Saidi ha riferito che il Paese avrebbe bisogno di un <a href="https://www.arabnews.com/node/1607876/middle-east">prestito</a> compreso tra i 20 ed i 25 miliardi di dollari per emergere dai problemi finanziari che lo attanagliano e che è presente il rischio che il sistema economico collassi e che ciò porti ad una contrazione del 10 per cento del Prodotto Interno Lordo nel 2020. La <strong>contrazione del Pil</strong> per l&#8217;anno in corso, in ogni caso, dovrebbe attestarsi al 2 per cento e ciò induce una certa preoccupazione per le sorti della nazione. La stabilità politica del Medio Oriente, infatti, potrebbe risentire gravemente di un&#8217;implosione del Libano e di tutto ciò che potrebbe accadere in questo scenario: una contrapposizione accentuata tra le diverse comunità nazionali, infatti, potrebbe portare il Paese sempre più vicino ad una nuova guerra civile. Le tensioni che, ancora per molto tempo, continueranno ad attraversare la regione costituiscono poi un&#8217;ulteriore fattore di destabilizzazione. Un collasso economico potrebbe così dare il colpo di grazia finale all&#8217;intera impalcatura statale.</p>
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		<title>Hassan Diab è il nuovo premier del Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 07:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Libano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano Diab" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-1024x443.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Libano è arrivata un&#8217;importante svolta nella crisi politica che oramai da due mesi sta paralizzando il paese dei cedri. Il presidente della repubblica, Michel Aoun, ha infatti individuato la figura a cui affidare il mandato di primo ministro dopo le dimissioni, a fine ottobre, di Saad Hariri. Si tratta, in particolare, di Hassan Diab. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-hassan-diab-e-stato-indicato-come-nuovo-primo-ministro.html">Hassan Diab è il nuovo premier del Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libano Diab" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hassan-Diab-La-Presse-e1576913470216-1024x443.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Libano</strong> è arrivata un&#8217;importante svolta nella crisi politica che oramai da due mesi sta paralizzando il paese dei cedri. Il presidente della repubblica,<strong> Michel Aoun</strong>, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5dfc8e00a47fc8.48356006/2742647/2019-12-19/libano-hassan-diab-nominato-nuovo-primo-ministro-al-posto-di-hariri/linked">ha infatti individuato la figura a cui affidare il mandato di primo ministro</a> dopo le dimissioni, a fine ottobre, di<strong> Saad Hariri</strong>. Si tratta, in particolare, di <strong>Hassan Diab</strong>. Professore ed ex ministro dell&#8217;istruzione, potrebbe essere lui dunque a traghettare il Libano in questa delicata fase storica.</p>
<h2>Le proteste di piazza</h2>
<p>Da Beirut a Tiro, da Tripoli alle zone orientali del paese:<a href="https://it.insideover.com/politica/joker-libano.html"> il Libano ad ottobre è sceso in piazza</a> per chiedere non solo la fine del governo Hariri, bensì anche un completo rinnovamento della classe politica. A far scoppiare le proteste sono state alcune leggi che hanno introdotto nuove <strong>tasse</strong>, tra cui anche quella sulle chat di messaggistica istantanea. La popolazione non ha gradito, preda com&#8217;è di un tenore di vita sempre più complicato figlio di un&#8217;economia ancora più malandata. Nonostante l&#8217;immediato ritiro della legge da parte dell&#8217;esecutivo, le <strong>proteste</strong> sono andate avanti. Si è trattato quasi sempre di manifestazioni pacifiche, tuttavia non sono mancate le tensioni e né tanto meno gli scontri specie quando sono stati organizzati blocchi stradali. Molti cittadini, radunati sotto le insegne della bandiera nazionale e senza alcun vessillo di partito, hanno così manifestato la propria insofferenza.</p>
<p>A fine ottobre, per via di una situazione di costante paralisi all&#8217;interno del paese, <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-si-e-dimesso-saad-hariri.html">Saad Hariri ha deciso di rassegnare le dimissioni</a>. E questo nonostante diversi alleati di governo hanno fino all&#8217;ultimo provato a farlo desistere. Hariri era a capo di un esecutivo di unità nazionale, formato sia dai partiti rappresentanti la comunità sunnita, sia dalle formazioni cristiano maronite, così come dagli sciiti. Tra questi ultimi, spiccava soprattutto la presenza di <strong>Hezbollah</strong>, il partito che Israele e Stati Uniti considerano terrorista e braccio di Teheran nella regione. Dai cristiani e dagli sciiti sono arrivati gli appelli più importanti affinché Hariri continuasse la opera di governo. Molto era infatti il timore di veder destabilizzato un paese dagli equilibri sempre precari. Dopo l&#8217;addio di Hariri, le proteste sono comunque andate avanti: i cittadini hanno chiesto la nomina di un premier &#8220;al di sopra di ogni sospetto&#8221;.</p>
<h2>Come si è arrivati alla nomina di Diab</h2>
<p>L&#8217;oramai ex premier libanese, figlio di quel <strong>Rafiq Hariri</strong> ucciso nel 2005 alla cui morte ha fatto seguito la prima stagione di manifestazioni conosciuta dal Libano in questo inizio di secolo, <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-continua-a-regnare-lo-stallo.html">ha provato a succedere a sé stesso</a>. Infatti, fino a pochi giorni fa Saad Hariri ha proposto un governo esclusivamente <strong>tecnico</strong> in grado di traghettare il paese fuori dallo stallo e programmare alcune riforme prima delle elezioni. La proposta, <a href="https://it.insideover.com/politica/in-libano-non-e-cambiato-nulla-hariri-potrebbe-tornare-premier.html">come ha spiegato su <em>InsideOver</em> Futura D&#8217;Aprile</a>, però non ha attecchito all&#8217;interno della classe politica. I partiti, in caso di formazione di un governo tecnico, si sarebbero imbattuti nel rischio di far saltare i delicati equilibri politici che reggono il Libano oramai da anni. Lo stesso Movimento Futuro, il partito di Hariri, si è mostrato spaccato sull&#8217;idea di ridare il mandato al premier uscente.</p>
<p>Tramontata anche l&#8217;idea di elezioni anticipate, ecco che in parlamento alcune formazioni hanno rotto gli indugi e fatto passare una proposta: con 69 voti su 128 parlamentari, è passata la proposta di nominare Hassan Diab. A sostenerlo sono stati soprattutto i partiti sciiti Hezbollah ed Amal, oltre che i cristiani del Movimento dei Patrioti Liberi. Via libera al suo nome anche da cinque parlamentari sunniti. Si è manifestato contrario alla sua nomina invece il partito di Hariri, con lo scontro parlamentare dunque che potrebbe nuovamente portare alla polarizzazione del contesto politico libanese. Intanto, preso atto dell&#8217;esito del voto dei deputati, Aoun nelle scorse ore ha provveduto a conferire ufficialmente l&#8217;incarico a Diab. Il quale adesso è chiamato nel difficile compito di dare un governo al Libano.</p>
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