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	<title>proteste in Algeria Archives - InsideOver</title>
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	<title>proteste in Algeria Archives - InsideOver</title>
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		<title>In Algeria parte una campagna per denunciare le violazioni dei diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 07:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-2048x1345.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Algeria è stato lanciato un nuovo hashtag come segno di una nuova mobilitazione popolare. La campagna questa volta si chiama #PasUnCrime o #NotACrime, a seconda se si sceglie la versione francese oppure in lingua inglese. Questa volta l&#8217;obiettivo è non spegnere i riflettori su quella che è la situazione nel Paese nordafricano sul fronte del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html">In Algeria parte una campagna per denunciare le violazioni dei diritti umani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220415152759434_c02e1d4225ac61fb04c69c8223514e66-2048x1345.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Algeria</strong> è stato lanciato un nuovo <b>hashtag</b> come segno di una nuova <strong>mobilitazione popolare</strong>. La campagna questa volta si chiama <em>#PasUnCrime</em> o <em>#NotACrime</em>, a seconda se si sceglie la versione francese oppure in lingua inglese. Questa volta l&#8217;obiettivo è non spegnere i riflettori su quella che è la situazione nel Paese nordafricano sul fronte del rispetto dei <strong>diritti umani</strong> e della<strong> libertà di parola</strong>. L&#8217;Algeria, come si sa, ha vissuto un importante stravolgimento a partire dal febbraio 2019, mese in cui sono partite le proteste contro l&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-abdelaziz-bouteflika.html">Abdelaziz Bouteflika</a>. Ammalato e percepito come simbolo e sintesi di un &#8220;<em>pouvoir</em>&#8221; sempre più lontano dal popolo, le manifestazioni<a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html"> hanno costretto alle sue dimissioni</a>. Ma da allora l&#8217;opinione pubblica algerina non è riuscita a raggiungere il suo vero scopo, quello cioè di iniziare a dar vita a una vera democrazia.</p>
<h2>La legge anti terrorismo del 2020</h2>
<p>Il potere politico algerino ha sì subito un momento di profondo cambiamento e di destabilizzazione dei suoi delicati equilibri interni. Ma, alla lunga, non sembra essere stato scalfito in modo significativo. <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html">L&#8217;elezione come nuovo presidente di Abdelmadjid Tebboune</a> avvenuta nel dicembre 2019, è stata percepita da buona parte della società algerina come una &#8220;soluzione interna&#8221; al potere stesso. Non quindi come uno stravolgimento vero e proprio. Circostanza che non ha spento le proteste, soprattutto ad <strong>Algeri</strong> e nelle grandi città. Si è così costituito il cosiddetto &#8220;movimento <strong>Hirak</strong>&#8220;, un&#8217;unione di formazioni, associazioni e sindacati che hanno continuato a organizzare proteste e a chiedere ulteriori riforme. Nel mirino dei manifestanti la <strong>corruzione</strong>, la presenza di personaggi troppo legati al precedente governo di Bouteflika, oltre che una condanna alla perdurante <strong>crisi economica</strong> aggravata poi dall&#8217;emergenza coronavirus.</p>
<p>L&#8217;Algeria infatti ha subito gravi perdite e un ulteriore allargamento del proprio debito, con il governo più volte sul punto di intervenire sul welfare. Un <strong>malcontento</strong> popolare a cui si è però reagito a un certo punto con la linea della fermezza. Nell&#8217;aprile del 2020, in particolare, è stata approvata la <strong>legge anti terrorismo</strong>. All&#8217;interno del documento c&#8217;è un articolo che ha aperto la strada all&#8217;incarcerazione per reati legati all&#8217;espressione della propria opinione. <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">Si tratta del cosiddetto articolo 87bis</a>, in cui gli autori di slogan, frasi o articoli di giornale considerati derisori contro il governo appaiono potenzialmente accusabili di attentato alle autorità e terrorismo. <a href="https://www.africarivista.it/algeria-onu-preoccupata-da-derive-delle-leggi-antiterrorismo/195964/">Sull&#8217;articolo 87 bis è stata espressa preoccupazione anche dall&#8217;Alto Commissariato dell&#8217;Onu per i diritti umani</a>, secondo cui una norma del genere comprende &#8220;un&#8217;ampia varietà di reati&#8221; e questo &#8220;contrasterebbe con i principi di certezza del diritto&#8221;.</p>
<p>Per molte associazioni algerine, quella legge ha dato il via libera a una vera <strong>repressione</strong>. Da allora sarebbero decine le persone finite in galera per via della propria attività giornalistica oppure per quanto scritto sui social. Attivisti condannati e a volte anche morti all&#8217;interno delle carceri, come nel caso più recente di <strong>Hakim Debbazi</strong>, arrestato e febbraio e deceduto il 24 aprile scorso.<a href="https://www.aps.dz/algerie/139865-la-mort-du-detenu-hakim-debbazi-etait-naturelle-l-affaire-a-ete-traitee-conformement-aux-lois-de-la-republique"> Ufficialmente per cause naturali</a>, ma in molti vorrebbero vederci chiaro attorno la vicenda.</p>
<h2>La campagna #PasUnCrime</h2>
<p>Proprio la morte di Debbazi ha scatenato diverse proteste, culminate poi con l&#8217;iniziativa di diverse organizzazioni volta a lanciare una campagna mediatica per non far spegnere i riflettori sulle presunte violazioni dei diritti umani in Algeria. Partita il 19 maggio, la campagna #PasUnCrime terminerà il prossimo 28 maggio. Una data non casuale: è infatti il terzo anniversario dalla morte di<strong> Kamel Eddine Fekhar</strong>, primo attivista deceduto nelle carceri algerine dopo l&#8217;inizio delle proteste del 2019. Una morte arrivata dopo 50 giorni di sciopero della fame decretato dallo stesso attivista dopo le accuse di incitamento all&#8217;odio raziale e di pericolo provocato alla sicurezza dello Stato piovute a suo carico. Un nome quindi diventato icona tra i sostenitori del movimento Hirak e tra le organizzazioni che si battono per i diritti umani in Algeria.</p>
<p>Nelle motivazioni descritte nel comunicato delle 38 organizzazioni che aderiscono alla campagna #PasUnCrime, sono stati denunciati i 300 arresti dall&#8217;inizio del 2022 legati a reati riconducibili alla libertà di espressione. Un numero reso noto da <strong>Zaki Hannache</strong>, uno dei più noti attivisti algerini. &#8220;Le autorità algerine hanno posto fine alle proteste pro-democrazia di &#8220;Hirak&#8221; nella maggior parte del paese un anno fa &#8211; <a href="https://lematindalgerie.com/plusieurs-ong-appellent-le-regime-a-cesser-les-violations-des-libertes/">si legge nel comunicato di lancio dell&#8217;iniziativa #PasUnCrime</a> &#8211; Da allora si sono moltiplicati i procedimenti giudiziari per accuse di terrorismo infondate, sono state adottate problematiche modifiche al codice penale, sono state avviate azioni legali contro organizzazioni della società civile e partiti politici di opposizione, repressione contro difensori, si sono intensificate le organizzazioni per i diritti e i media, mentre le autorità continuano ostacolare la registrazione e il funzionamento dei sindacati indipendenti&#8221;.</p>
<p>Alla campagna aderiscono in totale 38 sigle: &#8220;La campagna &#8211; si legge ancora nel comunicato diramato sui media algerini nei giorni scorsi &#8211; invita tutti gli individui, le organizzazioni e le parti interessate a contribuire alla richiesta collettiva di porre fine alla criminalizzazione dell&#8217;esercizio delle libertà fondamentali in Algeria, utilizzando l&#8217;hashtag #PasUnCrime&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-parte-una-campagna-per-denunciare-le-violazioni-dei-diritti-umani.html">In Algeria parte una campagna per denunciare le violazioni dei diritti umani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Preoccupa sempre di più la repressione politica in Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 13:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-2048x1320.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Algeria si sta avviando, non senza tensioni, verso il terzo anniversario dell&#8217;inizio delle proteste che hanno sconvolto il quadro politico del Paese nordafricano. Nel febbraio 2019 migliaia di persone, soprattutto studenti e lavoratori, all&#8217;annuncio dell&#8217;allora presidente Abdelaziz Bouteflika di ricandidarsi alle presidenziali sono scese in piazza chiedendo un immediato ritiro della decisione. É nato così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">Preoccupa sempre di più la repressione politica in Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220208145059877_8b0df28b3ce3c489dc20120ed2e75ef9-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Algeria si sta avviando, non senza tensioni, verso il terzo anniversario dell&#8217;inizio delle <strong>proteste</strong> che hanno sconvolto il quadro politico del Paese nordafricano. Nel febbraio 2019 migliaia di persone, soprattutto studenti e lavoratori, all&#8217;annuncio dell&#8217;allora presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-abdelaziz-bouteflika.html">Abdelaziz Bouteflika</a> di ricandidarsi alle presidenziali sono scese in piazza chiedendo un immediato ritiro della decisione. É nato così il movimento &#8220;<strong>Hirak</strong>&#8220;, capace di radunare decine di sigle sindacali e di varie associazioni. Da allora cosa è realmente cambiato?</p>
<h2>L&#8217;aumento della repressione</h2>
<p>In un primo momento l&#8217;aspetto delle manifestazioni era pacifico. Anche perché le proteste hanno aperto una breccia nel &#8220;<em>pouvoir</em>&#8221; algerino, già lacerato in vista della successione a Bouteflika. L&#8217;<strong>esercito</strong>, in particolare, ha abbandonato il cerchio ristretto attorno all&#8217;ex presidente che di fatto governava l&#8217;Algeria. É bene ricordare infatti che le capacità di assolvere alle sue funzioni da parte di Bouteflika erano fortemente compromesse. Un ictus ha colpito l&#8217;ex presidente nel 2013 che da allora è stato costretto alla sedia a rotelle e non ha più avuto la necessaria lucidità per rimanere costantemente a lavoro. Il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito, <strong>Ahmed Gaid Salah</strong>, ha quindi preso la palla al balzo schierandosi con i manifestanti ed evitando ogni repressione. L&#8217;aria però è cambiata progressivamente nei mesi successivi. Con Bouteflika costretto non solo al ritiro della candidatura ma anche alle <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">dimissioni</a> nell&#8217;aprile 2019, il potere algerino ha iniziato a temere un crollo verticale dell&#8217;intero sistema politico.</p>
<p>E allora i movimenti di giovani e studenti hanno iniziato a essere visti con maggior sospetto. Mentre la transizione post Bouteflika ufficialmente si è conclusa nel dicembre 2019 con <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">l&#8217;elezione a presidente di Abdelmadjid Tebboune</a>, in tanti tra i manifestanti non hanno mai creduto a un reale cambiamento all&#8217;interno del cerchio del potere. La necessità di &#8220;consolidare&#8221; il nuovo corso da parte della nuova dirigenza ha quindi creato uno scontro con i gruppi confluiti nel movimento Hirak. Nel 2020 hanno fatto scalpore alcuni casi di <strong>tortura</strong> praticati dalle forze di sicurezza ad attivisti e giornalisti. Tra questi c&#8217;è ad esempio quello di<strong> Walid Nekkiche</strong>, studente di 25 anni che ha denunciato alla procura di Algeri di aver subito sevizie in una caserma della capitale durante un interrogatorio. Subito dopo sono stati resi noti altri casi del genere. Sempre sul finire del 2020 i tribunali hanno iniziato a condannare giornalisti. Come <strong>Khaled Drareni</strong>, liberato soltanto per la <a href="https://it.euronews.com/2021/02/20/l-algeria-perdona-i-detenuti-per-la-liberta-di-opinione-in-carcere-da-due-anni">grazia accordata dal presidente</a> nel febbraio 2021.</p>
<p>I detenuti politici, secondo i leader del movimento Hirak, sono in aumento. All&#8217;inizio del 2021 il Comitato nazionale per la liberazione dei prigionieri ha contato almeno 70 persone detenute per reati di opinione. Un numero che ha richiamato la preoccupazione delle Nazioni Unite: &#8220;Siamo molto preoccupati – <a href="https://it.insideover.com/politica/l-onu-preoccupata-per-le-proteste-in-algeria-basta-repressione.html">ha dichiarato nel marzo 2021</a> l&#8217;Alto Commissario per i diritti umani,<strong> Rupert Colville</strong> – per il deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria e per la continua e crescente repressione contro i membri del movimento pro-democrazia Hirak&#8221;.</p>
<h2>Verso il terzo anniversario</h2>
<p>Timori che purtroppo non fanno parte del passato. La repressione ad Algeri è ancora una triste realtà. Secondo l&#8217;Onu c&#8217;è una data precisa da cui è possibile far risalire l&#8217;ondata di arresti politici tuttora in corso. Il 22 aprile 2020 infatti è stata approvata la famigerata legge numero 20-26. Si tratta di una norma antiterrorismo in cui però nell&#8217;<strong>articolo</strong> <strong>87bis</strong> è contenuta una postilla che assottiglia di molto la libertà di opinione. Chiunque promuova slogan o scriva articoli considerati derisori per la classe politica può incappare nella grave accusa di terrorismo o attentato all&#8217;autorità: &#8220;Ribadiamo la nostra preoccupazione per la definizione di atti terroristici adottata dall’articolo 87 bis che, includendo nella categoria degli atti terroristici un’ampia varietà di reati, si scontra con il principio della certezza del diritto &#8211;<a href="https://www.africarivista.it/algeria-onu-preoccupata-da-derive-delle-leggi-antiterrorismo/195964/"> si legge in una nota dell&#8217;Alto Commissariato per i diritti umani dell&#8217;Onu</a> scritta nel gennaio scorso &#8211; tutto questo comporta violazione del diritto di riunione pacifica e la libertà di espressione, e impone anche sanzioni sproporzionate ad atti che non dovrebbero essere disciplinati dalla legislazione antiterrorismo&#8221;.</p>
<p>Da più di un anno almeno 40 detenuti hanno avviato uno sciopero della fame proprio per protestare contro l&#8217;articolo 87bis della legge del 22 aprile 2020. E mentre ci si avvicina al terzo anniversario dell&#8217;inizio delle proteste di Hirak, la tensione cresce. Complice una crisi economica che sta continuando a imperversare in tutto il Paese, il timore di nuove manifestazione e di nuove repressioni è sempre più forte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/preoccupa-sempre-di-piu-la-repressione-politica-in-algeria.html">Preoccupa sempre di più la repressione politica in Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La nuova moschea di Algeri e il messaggio alla Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-nuova-moschea-di-algeri-e-il-messaggio-alla-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 07:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Islam moschea (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una superficie di 27 ettari, un&#8217;enorme sala destinata alla preghiera di 20 mila metri quadrati, in grado di ospitare fino a 120 mila persone, un minareto alto 267 metri, 43 piani, ascensori panoramici, una biblioteca con un milione di libri, un centro culturale di 8mila metri quadrati: sono questi i numeri fastosi della neonata Grande &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-nuova-moschea-di-algeri-e-il-messaggio-alla-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Islam moschea (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ilsam-Getty-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Una superficie di 27 ettari, un&#8217;enorme sala destinata alla preghiera di 20 mila metri quadrati, in grado di ospitare fino a 120 mila persone, un minareto alto 267 metri, 43 piani, ascensori panoramici, una biblioteca con un milione di libri, un centro culturale di 8mila metri quadrati: sono questi i numeri fastosi della neonata <strong>Grande Moschea di Algeri</strong>, la terza moschea più grande del mondo dopo quella della Mecca e di Medina, inaugurata dal primo ministro Abdelaziz Djerad lo scorso 28 ottobre.</p>
<h2>I significati dietro la Grande Moschea</h2>
<p>Come per tutte le opere faraoniche, in particolar modo quelle legate alla fede, non si tratta semplicemente di vanità architettonica, di mero luogo di preghiera, ma di simboli ben precisi, di messaggi poco subliminali inviati al resto del mondo islamico, e al mondo con cui l’Islam si incontra e si scontra, per dirla alla Samuel Huntington.</p>
<p>L&#8217;inaugurazione avviene <strong>il giorno del compleanno del Profeta</strong>, nel bel mezzo del dibattito in corso in Francia sull&#8217;estremismo islamico che ha fatto da <em>prequel</em> all’<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/perche-nizza-e-piombata-nel-terrore.html">attentato di Nizza</a>. E poi ancora c’è la rabbia popolare in Algeria e in altri paesi arabi e islamici per la posizione del presidente francese, Emmanuel Macron, sulla ripubblicazione delle caricature del Profeta Muhammad nella rivista <em>Charlie Hebdo</em>. Come se non bastasse, c’è un altro simbolismo, quello dei luoghi: ad esempio, il distretto in cui la moschea nasce, Muhammadiyah, è il luogo che durante l&#8217;era coloniale fu segnato dalla predicazione dell&#8217;arcivescovo d&#8217;Algeria, Charles Lavigerie. È come se si chiudesse un cerchio, quello dell’indipendenza coloniale, che segna con quest’opera faraonica la sconfitta cristiana in terra d’ Algeria e ne rimarca la sua identità islamica. L’Algeria lo fa in un momento complesso della storia africana e mondiale, ed in cui altri perseguono nuovi sogni universali per l’Islam: non è un caso che Erdogan nel giro di un anno abbia inaugurato la più grande moschea di Turchia e re-islamizzato Santa Sofia. Sono messaggi a colpi di minareti di rimarcazione dell’identità verso l’Europa e il resto del mondo.</p>
<h2>Il messaggio alla Francia e i tumulti del Paese</h2>
<p>Il progetto, però, ha suscitato un vespaio di polemiche. Innanzitutto, perché <strong>ci</strong> sono voluti ben otto anni per completare l’edificio e oltre<strong> 1,5 miliardi di dollari</strong> di denaro pubblico per costruirlo: la costruzione della moschea è iniziata nel 2012, durante l&#8217;era del dimissionario presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, ed è stata completata un anno e mezzo fa. A sostenere Algeri in questa ardita impresa, Pechino: la moschea, infatti ha la firma della <em>China State Construction Engineering Corporation</em> (Cscec) che, attirata dall’ambizioso obiettivo di realizzare la più grande moschea in Africa e la terza più grande del mondo, vinse la gara d’appalto e portò qui la squadra di settemila operai specializzati per tirar su questa celebrazione dell’Islam contemporaneo. Ossimori della globalizzazione. Di questo vespaio di polemiche il mondo politico algerino accusa Parigi e i media francesi, presunti rei di averle inventate dal nulla per sminuire una celebrazione condivisa.</p>
<p>I rapporti, oggi, tra le due nazioni, al di là dei momenti cerimoniali obbligati sono ancora intrisi di nostalgia, da parte di Parigi, e di rivalsa e livore, da parte algerina: certe animosità non muoiono nel giro di pochi decenni. L’Algeria post-indipendenza si è forgiata, come è ovvio che fosse,  sul sentimento anti-francese, lo stesso che la politica algerina utilizza per pretendere rispetto ed ottenere benefici nei suoi rapporti con l’Europa, pur essendo ancora molto vacillante in politica estera.</p>
<p>Rapporti così infiammati che, la scorsa estate, è bastato il dramma di George Floyd a migliaia di km di distanza per riaccendere il fuoco sotto la cenere, con il presidente Abdelmadjid Tebboune pronto a <a href="https://it.insideover.com/guerra/macron-cerca-la-pace-con-lalgeria-a-60-anni-dalla-fine-della-guerra.html">chiedere nuovamente le pubbliche scuse da parte di Macron</a> (che già nel 2019 aveva affermato che &#8220;il colonialismo è stato un grave errore&#8221;).</p>
<p>L’<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/algeria-la-polveriera-sottovalutata-a-due-passi-da-noi.html"><strong>Algeria è un Paese in tumulto</strong></a>. È riuscita a sfuggire agli esiti tristi delle (presunte) primavere arabe, alla violenza e alla severa repressione che queste hanno innescato, ma dallo scorso anno vive una perenne agitazione di popolo e continua ad essere nelle piazze (a dispetto dell’emergenza coronavirus) sul tema del referendum. Per strada continua ad esserci <strong>Hirak</strong>, che tuttavia non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo di una completa revisione del sistema politico sclerotico algerino. Il governo è sotto pressione e sotto lo scacco del dramma petrolifero, della gioventù disoccupata e della pandemia: lo stesso Tebboune è stato trasferito dall&#8217;ospedale di Algeri in Germania mercoledì, pochi giorni dopo essersi autoisolato in seguito alle segnalazioni di casi sospetti di Covid-19 nel suo staff.</p>
<p>Così, come la storia insegna, quando le tensioni si moltiplicano serve un collante, un elemento che cementi e plachi la piazza: la fede è il migliore degli strumenti ed una moschea scintillante, altrettanto. Un <em>panem et circenses</em> per la patria, un faro per l’ Africa ed un telegramma per Macron.</p>
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		<title>L&#8217;instabilità in Algeria potrebbe avere pesanti ricadute interne</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/linstabilita-in-algeria-potrebbe-avere-pesanti-ricadute-interne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 17:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministero della Giustizia algerino ha reso noto che 76 esponenti del movimento di protesta anti-governativo, detenuti nelle carceri del Paese, sono stati rilasciati. Tra i prigionieri liberati ci sono anche Lakhdar Bouregaa, 86 anni, veterano della Guerra di Indipendenza algerina e fondatore del Fronte delle Forze Socialiste, uno dei principali partiti di opposizione del Paese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/linstabilita-in-algeria-potrebbe-avere-pesanti-ricadute-interne.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il ministero della Giustizia algerino ha reso noto che 76 <strong>esponenti del movimento di protesta</strong> anti-governativo, detenuti nelle carceri del Paese, sono stati <a href="https://www.google.com/amp/s/amp.dw.com/en/algeria-releases-76-protest-detainees-prominent-opposition-critic/a-51872954">rilasciati</a>. Tra i prigionieri liberati ci sono anche <strong>Lakhdar Bouregaa</strong>, 86 anni, veterano della Guerra di Indipendenza algerina e fondatore del Fronte delle Forze Socialiste, uno dei principali partiti di opposizione del Paese ed il Generale in pensione Hocine Benhadid. Bouregaa era stato arrestato nel mese di giugno ed accusato di &#8220;aver insultato un&#8217;istituzione statale&#8221; e di aver &#8220;cercato di demoralizzare la difesa della nazione&#8221; e la sua liberazione era divenuta una richiesta pressante da parte dei manifestanti che contestano, ormai da molti mesi, l&#8217;esecutivo di Algeri. Una serie di manifestazioni popolari ha portato, nel mese di aprile, alla caduta dell&#8217;ex Capo di Stato Abdelaziz Bouteflika ma le vere radici delle proteste sono ben più radicate e la caduta di Bouteflika non ha posto fine alle richieste dei contestatori.</p>
<h2>Crisi sistemica</h2>
<p>Le <strong>contestazioni</strong>, iniziate il 22 febbraio, hanno cercato di convogliare la rabbia dovuta alla disoccupazione ed alla corruzione esistenti in Algeria ed alla presenza di un elite al potere considerata sempre più lontana dal popolo. La decisione di Bouteflika di non ripresentarsi per un altro mandato, però, non ha placato i dimostranti che vorrebbero una reale apertura del sistema politico e la rimozione degli apparati che controllano il governo del Paese. Le <strong>elezioni presidenziali</strong> del 12 dicembre sono così state contestate dato che tutti e <a href="https://www.google.com/amp/s/www.aljazeera.com/amp/news/2019/12/algerians-seeking-guard-exit-protest-upcoming-poll-191206122102398.html">cinque</a> i candidati avevano supportato in passato Bouteflika oppure avevano preso parte ai suoi governi. I dimostranti non hanno visto di buon occhio la <a href="https://www.google.com/amp/s/www.bbc.com/news/amp/world-africa-50717749">permanenza</a> al potere degli esponenti del passato esecutivo ed hanno ritenuto che le consultazioni fossero un semplice tentativo di rimescolare le carte e di favorire una riedizione dei vecchi schemi politici. Il voto ha visto emergere vincitore l&#8217;ex primo ministro Abdelmadjid Tebboune, 74 anni, ma sembra improbabile che la sua elezione possa porre fine alla crisi politica algerina.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>L&#8217;Algeria ha molto da perdere qualora venisse colpita da un prolungato periodo di <strong>instabilità</strong> dovuto alla mancata legittimazione del governo al potere. Il Paese, tra i più grandi del continente africano, è ricco di idrocarburi ma in un passato non lontano è anche stato colpito da una violentissima <strong>guerra civile</strong> che ha provocato più di centomila morti e che ha visto contrapporsi gruppi di radicali islamici e le élite militari nazionali. Gli scontri, iniziati nel 1991 e terminati nel 2002 con la sconfitta dei radicali, hanno portato ad un rafforzamento del governo di Algeri che però ha perso, progressivamente, popolarità. Una crisi politica interna rischia di favorire le attività di gruppi <strong>jihadisti</strong> nel Sud del Paese, sterminato e desertico e molto vicino a quelle aree del Sahel toccate dall&#8217;insurrezione di gruppi legati allo Stato Islamico, ad Al-Quaeda e di matrice locale. L&#8217;Algeria, dunque, potrebbe venire risucchiata nel gorgo delle violenze senza riuscire ad elaborare una strategia di contrasto efficace a causa del clima di instabilità interno. I prossimi mesi saranno necessari per capire se le dimostrazioni riusciranno a favorire l&#8217;apertura del sistema politico oppure se le forze dominanti manterranno il controllo della situazione.</p>
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		<title>Algeria, muore il capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/algeria-muore-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 11:55:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="690" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ahmed Gaid Salah" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Prima le indiscrezioni trapelate su alcuni quotidiani locali, poi l&#8217;annuncio ufficiale da parte della tv di Stato: &#8220;Il generale Ahmed Gaid Salah è morto a seguito di un attacco cardiaco&#8221;. L&#8217;Algeria dunque, in uno dei momenti più critici della sua storia recente, è costretta ad annotare l&#8217;improvviso decesso del capo di stato maggiore del suo esercito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-muore-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-muore-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito.html">Algeria, muore il capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="690" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ahmed Gaid Salah" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Ahmed-Gaid-Salah-capo-di-stato-maggiore-Algeria-La-Presse-e1577102086633-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://www.agenzianova.com/a/5e008d88b518e2.75779506/2746048/2019-12-23/algeria-morto-il-capo-di-stato-maggiora-ahmed-gaid-salah">Prima le indiscrezioni trapelate su alcuni quotidiani locali</a>, poi l&#8217;annuncio ufficiale da parte della tv di Stato: &#8220;Il generale <strong>Ahmed Gaid Salah</strong> è morto a seguito di un attacco cardiaco&#8221;. L&#8217;Algeria dunque, in uno dei momenti più critici della sua storia recente, è costretta ad annotare l&#8217;improvviso decesso del capo di stato maggiore del suo esercito ma, soprattutto, vero uomo forte del paese dopo le <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">dimissioni di Bouteflika</a>. Una notizia inaspettata, giunta peraltro a pochi giorni dall&#8217;insediamento alla presidenza della repubblica di Abdelmadjid Tebboune, considerato uno degli uomini più vicini al generale Salah. E adesso nel paese nordafricano, dove è stato proclamato nelle scorse ore il lutto nazionale, si cerca di capire quali saranno le conseguenze sul piano politico della scomparsa di una delle figure importanti del potere algerino.</p>
<h2>Chi era Ahmed Gaid Salah</h2>
<p>Quando si è arruolato nell&#8217;esercito che in quel momento era impegnato nella conquista dell&#8217;indipendenza, la guerra contro la Francia era iniziata da tre anni: Salah, nato nel 1940, ha iniziato ad indossare la divisa a 17 anni. Un&#8217;intera vita di fatto dedicata all&#8217;esercito algerino, di cui è diventato capo di stato maggiore nel 2004 dopo una lunga scalata che durante il conflitto civile contro gli islamisti lo ha visto prendere il comando delle forze terrestri. Di lui l&#8217;ex presidente Bouteflika si fidava molto, è stato infatti proprio dopo la seconda elezione di quest&#8217;ultimo che Salah è diventato numero uno dell&#8217;esercito. Le forze armate in Algeria hanno da sempre un ruolo molto attivo e molto importante, anche da un punto di vista economico. Per questo attorno a Salah si è creato un non indifferente centro di potere, entrato negli ultimi anni in conflitto con quello del presidente. Anzi, per meglio dire, con quello del fratello del presidente, <strong>Said Bouteflika</strong>.</p>
<p>Nel 2013 infatti, il capo dello Stato <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong> è stato vittima di un grave ictus che lo ha costretto sulla sedia a rotelle e gli ha impedito di svolgere con continuità la sua funzione di presidente. A prendere le redini è stato quindi, seppur dietro le quinte, il fratello Said. Quest&#8217;ultimo, con le prime riforme dell&#8217;economia e la conseguente creazione di una piccola ma ricca oligarchia algerina, è stato ritenuto alla testa di un centro di potere politico/economico contrapposto a quello dell&#8217;esercito. Per questo quando, nello scorso mese di febbraio, <a href="https://it.insideover.com/societa/in-algeria-si-torna-a-manifestare-il-caos-non-si-placa.html">sono iniziate le prime <strong>proteste</strong></a> contro la quinta candidatura di Bouteflika alla presidenza, l&#8217;esercito guidato da Salah non ha risposto e non ha dato ordine di reprimere le manifestazioni.</p>
<p>Quando poi Bouteflika si è dimesso, è iniziata la <strong>resa dei conti</strong>. Said Bouteflika e molti suoi uomini sono stati arrestati, <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-arrestato-il-fratello-dellex-presidente-bouteflika.html">lo stesso fratello del presidente è stato condannato a 15 anni</a> per aver provato a destituire Salah.<a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html"> Le elezioni dello scorso 12 dicembre,</a> che hanno incoronato al primo turno Abdelmadjid Tebboune, uomo di fiducia del capo dell&#8217;esercito, hanno rappresentato la definitiva vittoria di Salah nello scontro tutto interno al potere algerino.</p>
<h2>I rischi per la stabilità dell&#8217;Algeria</h2>
<p>Il 2019 in Algeria si è chiuso così come si è aperto, con cioè <strong>incognite</strong> molto forti per il futuro. Prima le condizioni di salute di Bouteflika, in vista delle presidenziali (poi annullate) di aprile rappresentavano il vero dilemma per il corso politico algerino. Poi le sue dimissioni, al pari delle manifestazioni che nel paese non sono mai terminate, hanno ancor di più acuito i timori soprattutto sul fronte della <strong>stabilità</strong> del paese nordafricano. Un punto fermo in tal senso, sembrava essere rappresentato proprio dalla figura di Salah: inviso ai manifestanti, tuttavia l&#8217;affermazione di un suo uomo di fiducia nelle scorse presidenziali aveva appariva destinata ad aprire definitivamente la strada al capo di stato maggiore dell&#8217;esercito quale garante della stabilità in Algeria.</p>
<p>E adesso? La domanda sorge spontanea dopo il suo decesso. Venendo a mancare una figura centrale del potere algerino, in un momento di forte messa in discussione dell&#8217;intera governance, tutte le carte sul tavolo potrebbero tornare a rimescolarsi. Il presidente Tebboune si ritrova senza l&#8217;ombrello garantito da Salah e la sua consistenza politica è tutta da verificare. Di conseguenza, quell&#8217;equilibrio che sembrava potersi consolidare adesso potrebbe vacillare sotto i colpi di avversari politici e manifestanti. Intanto, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5e009fa15c79f0.95946967/2746278/2019-12-23/algeria-e-morto-il-generale-gaid-salah-chingriha-nominato-nuovo-capo-di-stato-maggiore">proprio Tebboune ha nominato il successore di Salah alla guida dell&#8217;esercit</a>o: si tratta di <strong>Said Chingriha</strong>, fino ad oggi alla guida delle forze terrestri. Anche in questo caso, difficile dire cosa questa nomina potrebbe rappresentare per il futuro dell&#8217;Algeria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-muore-il-capo-di-stato-maggiore-dellesercito.html">Algeria, muore il capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La situazione in Algeria a pochi giorni dall&#8217;elezione di Tebboune</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 07:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-1024x456.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I primi giorni post elettorali in Algeria stanno proseguendo sul filo della tensione ma, contestualmente, anche senza gravi episodi di violenza come si temeva alla vigilia del voto che ha portato all&#8217;elezione di Abdelmadjid Tebboune come primo presidente post Bouteflika. Le elezioni, come più volte raccontato nelle settimane scorse, si sono svolte in un contesto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-situazione-in-algeria-a-pochi-giorni-dallelezione-di-tebboune.html">La situazione in Algeria a pochi giorni dall&#8217;elezione di Tebboune</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-Algeria-La-Presse-e1569085459920-1024x456.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I primi giorni post elettorali in <strong>Algeria</strong> stanno proseguendo sul filo della tensione ma, contestualmente, anche senza gravi episodi di violenza come si temeva alla vigilia del voto<a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html"> che ha portato all&#8217;elezione di Abdelmadjid Tebboune</a> come primo presidente post Bouteflika. Le elezioni, <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html">come più volte raccontato nelle settimane scorse</a>, si sono svolte in un contesto surreale: le piazze erano piene non per seguire i comizi, bensì per impedirli. Secondo i manifestanti del movimento &#8220;<em>Hirak</em>&#8220;, che da febbraio protestano per chiedere un radicale cambiamento della politica algerina, le ultime presidenziali altro non hanno rappresentato che un episodio volto a legittimare &#8220;<em>le pouvoir</em>&#8221; e non a dare una vera svolta al paese. Da qui la paura che, chiuse le urne ed annunciato il nome del nuovo presidente, l&#8217;Algeria potesse essere assorbita da ulteriori spirali di <strong>tensione</strong>.</p>
<h2>La proteste degli ultimi giorni</h2>
<p>Già durante il giorno del voto, non sono mancati momenti concitati: ad Algeri alcuni seggi sono stati chiusi per sicurezza, in un caso i manifestanti hanno murato un edificio adibito a seggio, manifestazioni sono poi proseguite per tutta la giornata. Tuttavia non sono state registrate particolari violenze. Un po&#8217; più tumultuosa la situazione nella regione a maggioranza berbera della <strong>Cabilia</strong>, da sempre però &#8220;laboratorio politico&#8221; algerino ed al centro delle rimostranze della popolazione locale nei confronti del potere centrale. Trascorsa la delicata giornata elettorale, in tanti si sono chiesti in che modo i manifestanti avrebbero reagito di fronte alla pubblicazione dei risultati. Il non riconoscimento dell&#8217;esito delle presenziali, ha fatto pensare ad una più dura presa di posizione da ambo le parti in lotta nelle piazze algerine: maggiori proteste dei manifestanti e, contestualmente, una più marcata repressione da parte delle forze dell&#8217;ordine e dell&#8217;esercito.</p>
<p>Per il momento, come ha sottolineato l&#8217;inviata ad Algeri de <em>La Stampa</em> <strong>Francesca Paci</strong>, non c&#8217;è stato nulla di tutto questo: i manifestanti hanno scelto una via più pacifica, dall&#8217;altro lato i militari ed i poliziotti non hanno avuto motivo di intervenire. Ma le <strong>proteste</strong> di certo non sono mancate: la piazza non ha voluto dare l&#8217;impressione di aver digerito l&#8217;elezione di Tebboune, proseguendo dunque la propria mobilitazione. Anche nell&#8217;ultimo venerdì sono state registrati altri cortei, in tanti hanno dato l&#8217;impressione di non voler accettare l&#8217;imposizione delle elezioni, altri hanno mostrato la volontà di ascoltare prima le parole del nuovo presidente per capire in che modo si muoverà il nuovo corso algerino. Tebboune, dal canto suo, ha annunciato l&#8217;intenzione di ascoltare la piazza e tendere una mano verso i manifestanti. Ma nonostante le violenze sono rimaste confinate a pochi episodi, lo <strong>stallo</strong> algerino non può dirsi finito: l&#8217;impressione è che sia all&#8217;interno delle piazze che dei palazzi del potere, si è rimasti in attesa di capire le prossime mosse delle controparti.</p>
<h2>Le mosse dell&#8217;esercito</h2>
<p>Secondo molti analisti, sia algerini che stranieri, il vero vincitore di queste consultazioni è il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito<strong> Ahmed Gaid Salah</strong>. Tebboune è uno degli uomini a lui più vicini, ma non solo: Salah da qualche anno era entrato in rotta di collisione con <strong>Said Bouteflika</strong> e fratello dell&#8217;ex presidente<strong> Abdelaziz Bouteflika</strong>. Quest&#8217;ultimo, come si ricorderà, dal 2013 è gravemente malato e costretto in sedia a rotelle. Proprio l&#8217;eventualità di una sua ricandidatura ha fatto scattare la mobilitazione che ancora oggi prosegue in tutta l&#8217;Algeria. E che, da febbraio in poi, ha portato prima al passo indietro sulla ricandidatura e poi, successivamente, <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">alle sue definitive dimissioni</a>. Lo scontro interno al potere algerino tra Salah e Said Bouteflika (reggente <em>de facto</em> del paese), ha già portato, nell&#8217;agosto 2017, alle dimissioni da premier di Tebboune. Con l&#8217;inizio delle proteste, il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito non ha dato ordine di reprimere il dissenso. Ed è stato questo ad acuire lo scontro tra le due fazioni del potere.</p>
<p>Si è scoperto infatti che Said Bouteflika ha provato a far destituire dal suo ruolo Salah, il quale però ha prima fatto in modo che le manifestazioni continuassero fino alle dimissioni di Bouteflika e, in un secondo momento, ha fatto arrestare lo stesso Said. Quest&#8217;ultimo adesso è in carcere con l&#8217;accusa di cospirazione. In galera sono finiti anche molti oligarchi arricchitisi con le prime liberalizzazioni dell&#8217;economia algerina, all&#8217;ombra di Said Bouteflika. L&#8217;elezione di Tebboune, in questo contesto, altro non sarebbe che la definitiva vittoria di Salah nel braccio di ferro con i Bouteflika. Ed ora che l&#8217;esercito è più forte, le preoccupazioni principali sarebbero rivolte al contrasto al terrorismo.</p>
<p>A causa della guerra civile durata per più di 10 anni ed innescata, tra le altre cose, dall&#8217;avanzata delle ideologie più radicali, l&#8217;Algeria continua a convivere con lo spauracchio <strong>jihadista</strong>. Una Libia instabile ed un paese in stallo per via della complicata transizione post Bouteflika, appaiono agli occhi dei militari come elementi in grado di creare ulteriori grattacapi all&#8217;Algeria sul profilo della sicurezza. Sarà questa consapevolezza, nelle prossime settimane, a determinare le prossime mosse dell&#8217;esercito e del nuovo governo.</p>
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		<title>Sgarbo di Macron al nuovo presidente Tebboune</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sgarbo-di-macron-al-nuovo-presidente-tebboune.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 11:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia Macron" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906-768x409.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906-1024x545.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>È sempre più gelo tra la Francia di Emmanuel Macron e le autorità dell’Algeria, ex “territorio metropolitano” di Parigi in Nord Africa impegnato oggi in una delicatissima fase di transizione. L&#8217;ex primo ministro algerino Abdelmadjid Tebboune è stato eletto come ottavo presidente dell&#8217;Algeria al primo turno con il 58,15 per cento dei voti. La consultazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sgarbo-di-macron-al-nuovo-presidente-tebboune.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sgarbo-di-macron-al-nuovo-presidente-tebboune.html">Sgarbo di Macron al nuovo presidente Tebboune</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="798" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia Macron" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906-768x409.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Emmnauel-Macron-a-Parigi-La-Presse-e1576323271906-1024x545.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>È sempre più gelo tra la <strong>Francia</strong> di Emmanuel Macron e le autorità dell’<strong>Algeria</strong>, ex “territorio metropolitano” di Parigi in Nord Africa impegnato oggi in una delicatissima fase di transizione. L&#8217;ex primo ministro algerino Abdelmadjid Tebboune è stato <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-abdelmadjid-tebboune-e-il-nuovo-presidente.html">eletto</a> come ottavo presidente dell&#8217;Algeria al primo turno con il 58,15 per cento dei voti. La consultazione è stata contraddistinta da proteste del Movimento popolare &#8220;Al Hirak” e una bassissima affluenza, appena il 39,9 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne. Invece di congratularsi come vorrebbe la prassi, il titolare dell’Eliseo si è limitato a “<a href="https://www.lemonde.fr/afrique/article/2019/12/13/algerie-emmanuel-macron-prend-note-de-l-election-d-abdelmadjid-tebboune_6022797_3212.html">prendere atto</a>” della proclamazione ufficiale della vittoria di Tebboune. “Come sapete, sono molto attento alla situazione in Algeria e alle aspirazioni che il popolo algerino esprime con molta responsabilità, civiltà e dignità da diversi mesi”, ha dichiarato il presidente della Francia, ripreso in Italia da “<em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5df3d5f1dfb3d6.39927091/2734792/2019-12-13/algeria-presidente-francese-macron-prende-atto-della-vittoria-di-tebboune">Agenzia Nova</a></em>”. Il presidente della Francia (paese che ospita la più cospicua comunità algerina all&#8217;estero) ha aggiunto che “spetta agli algerini trovare modi e mezzi nel quadro di un vero dialogo democratico”, sottolineando che Parigi “è al loro fianco in questo momento cruciale della loro storia”. In questo modo, il capo dello Stato francese ammicca alla piazza algerina, alimentando i livori e i sospetti sull’ambiguo <a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-lombra-della-francia-dietro-le-proteste.html">ruolo di Parigi</a> nelle sommosse popolari.</p>
<h2>La secca risposta di Tebboune</h2>
<p>Sollecitato a rispondere in conferenza stampa, Tebboune ha replicato in modo secco: &#8220;Sono stato eletto dal mio popolo, ognuno è libero fare le sue dichiarazioni”. Classe 1945, politico di carriera con una lunga esperienza alle spalle, Tebboune si proclama indipendente ma è considerato particolarmente vicino all’attuale capo di Stato maggiore, <strong>Ahmed Gaid</strong> <strong>Salah</strong>, il vero uomo forte del paese dopo le dimissioni dell’ex presidente <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong>. Chiamato nel maggio 2017 a guidare il governo algerino, la sua premiership si è conclusa dopo appena due mesi e 21 giorni, secondo alcuni a causa dei dissidi con Said Bouteflika, il fratello del presidente. Quest’ultimo è finito in carcere e la giustizia algerina sta indagando un suo <a href="https://www.echoroukonline.com/said-bouteflika-tartag-et-general-toufik-se-reunissent-sous-legide-des-services-secrets-francais/">incontro</a> sospetto con i servizi segreti francesi insieme all’ex capo dei servizi segreti algerini, Mohamed Mediene, detto generale Toufik, il capo del Dipartimento di sorveglianza e sicurezza algerino (Dss), generale Athmane Tartag. Tutti sono stati arrestati nell’ambito della maxi-campagna giudiziaria contro alti funzionari, imprenditori e ufficiali legati all’establishment precedentemente al potere. I tre sono considerati i leader del cosiddetto “Stato profondo”, il cui vero obiettivo sarebbe sempre stato quello cambiare l’orientamento delle istituzioni militari, i suoi acquisti di armi e il suo sistema di alleanze.</p>
<h2>La comunità algerina in Francia</h2>
<p>Non va dimenticato che la Francia ospita la più numerosa comunità algerina all&#8217;estero, le cui stime variano dalle 2 alle 5 milioni di persone, tra cui moltissimi berberi. Qualsiasi paese faticherebbe a gestire una comunità straniera così numerosa e la Francia non fa eccezione. I festeggiamenti per le vittoria della nazionale di calcio algerina in Coppa d’Africa la scorsa estate, ad esempio, si sono trasformati in <a href="https://www.agi.it/estero/francia_tifosi_algeria-5824061/news/2019-07-12/">scontri</a> tra tifosi e polizia in diverse città francesi con morti, feriti, arresti e saccheggi. Scontri sono esplosi anche tra manifestanti e forze dell’ordine davanti ai seggi per le elezioni presidenziali algerine allestiti in Francia. L’Algeria rappresenta dunque un problema di sicurezza per la Francia, senza dimenticare la dimensione economica. Il 10 per cento delle importazioni francesi di gas proviene dalla sua ex colonia e la Francia contende all’Italia il ruolo di primo investitore diretto in Algeria esclusi gli idrocarburi.</p>
<h2>La questione berbera</h2>
<p>Secondo diverse stime, circa sette milioni di francesi sono legati in un modo o nell&#8217;altro all’Algeria e di questi un milione possiede il doppio passaporto. Molti sono di questi sono <strong>berberi</strong> e la regione a maggioranza della <strong>Cabilia</strong> è stata oggetto di azioni di disturbo (in particolare a Bouira e Tizi Ouzou) organizzate in diversi momenti della campagna elettorale, iniziata lo scorso 17 novembre e tenutasi con poca partecipazione e scarso interesse da parte dei cittadini. Le autorità militari di algerine hanno reagito duramente con arresti e divieti: diversi attivisti sono <a href="https://www.agenzianova.com/a/5d10cd98c089b0.46226332/2501913/2019-06-24/speciale-difesa-algeria-12-manifestanti-in-carcere-per-aver-sventolato-la-bandiera-berbera">finiti in carcere</a> per il solo motivo di aver sventolato la bandiera berbera Amazigh &#8211; emblema rosso su spesse strisce orizzontali gialle, blu e verdi &#8211; durante le manifestazioni di protesta. Le prime rivendicazioni della comunità berbera in Algeria risalgono alla crisi del 1949, proprio durante il colonialismo francese che represse nel sangue i manifestanti. Per prevenire una rivolta berbera, l&#8217;ultima fase presidenza Bouteflika ha adottato nel 2017 il pieno riconoscimento della lingua berbera tamazight e la creazione di un&#8217;Accademia algerina della lingua berbera unica del suo genere in Nord Africa. La “rivoluzione del sorriso” esplosa a febbraio sembra aver dato nuova linfa alle rivendicazioni e alle spinte autonomistiche della Cabila. Una delle principali sfide del nuovo presidente Tebboune sarà quella di allentare la tensione con la piazza: un compito non facile anche per un politico di lungo corso come il neo-eletto capo dello Stato.</p>
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		<title>L&#8217;Algeria verso un voto surreale che rischia di far sorgere nuove tensioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 18:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=247231</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si va verso le elezioni più surreali del recente passato: da un lato infatti c&#8217;è una macchina organizzativa statale attiva da giorni per organizzarle, dall&#8217;altro c&#8217;è però una popolazione che non vuol sentir parlare di urne aperte e di file ai seggi. Il riferimento è all&#8217;Algeria ed a quelle elezioni presidenziali previste per il prossimo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lalgeria-verso-un-voto-surreale-che-rischia-di-far-sorgere-nuove-tensioni.html">L&#8217;Algeria verso un voto surreale che rischia di far sorgere nuove tensioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si va verso le elezioni più surreali del recente passato: da un lato infatti c&#8217;è una macchina organizzativa statale attiva da giorni per organizzarle, dall&#8217;altro c&#8217;è però una popolazione che non vuol sentir parlare di urne aperte e di file ai seggi. Il riferimento è all&#8217;Algeria ed a quelle <strong>elezioni</strong> <strong>presidenziali</strong> previste per il prossimo 12 dicembre, concepite per far superare l&#8217;attuale fase di stallo post Bouteflika ma che si potrebbero trasformare in un elemento di maggior <strong>tensione</strong> per il paese.</p>
<h2>Il pericolo durante la fase elettorale</h2>
<p>Per far capire al meglio le incognite in Algeria nei prossimi giorni, occorre fare un piccolo passo indietro. Nello scorso mese di febbraio sono iniziate le manifestazioni contro la ricandidatura di <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong>, presidente in procinto di correre per un quinto mandato consecutivo nonostante l&#8217;età e nonostante una condizione di salute che dal 2013 non gli consente di dedicarsi a pieno al delicato incarico. Le manifestazioni di piazza, pacifiche e non represse dall&#8217;esercito, hanno ottenuto come risultato <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/algeria-passo-indietro-bouteflika-niente-elezioni-nel-2019-1660874.html">prima quello del ritiro della candidatura di Bouteflika</a>, successivamente quello delle<a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html"> dimissioni del presidente</a> arrivate il 2 aprile scorso. Da quel momento l&#8217;Algeria è retta ad interim dal presidente del parlamento, <strong>Abdelkader Bensala<span style="font-size: 1rem;">h</span></strong><span style="font-size: 1rem;">. Quest&#8217;ultimo ha avuto da subito come mandato quello di organizzare nuove elezioni.</span></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/algeria-annullate-anche-le-presidenziali-del-4-luglio.html">Dopo aver annullato le consultazioni fissate a luglio</a> per mancanza di candidati, si è proceduto ad organizzare le presidenziali per questo 12 dicembre. Ma la <strong>piazza</strong> non crede in queste elezioni. I manifestanti temono infatti che queste consultazioni servono semplicemente a dare legittimità al sistema politico al potere con Bouteflika. Dopo le dimissioni di quest&#8217;ultimo, la gente ha continuato a rimanere in piazza chiedendo una gestione della transizione non affidata agli stessi uomini al governo durante l&#8217;era Bouteflika. Anche negli ultimi giorni, in diverse proteste si è gridato a gran voce contro Bensalah e contro tutti i rappresentanti dell&#8217;attuale &#8220;<em>pouvoir</em>&#8220;.</p>
<p>Ne è nata un&#8217;insolita campagna elettorale, con le persone sì in piazza ma non per ascoltare i comizi bensì per evitarli. In pochi hanno avuto voglia di sentire<a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html"> i cinque candidati</a>, quattro dei quali ex ministri durante l&#8217;era Bouteflika. Nessun duello tv, nessuna massiccia complessiva partecipazione agli incontri elettorali, la campagna per le presidenziali è andata avanti in questo mese in un clima piuttosto insolito. E adesso il rischio è che, durante il voto, nascano scontri e proteste per non far disputare le consultazioni. C&#8217;è chi ha chiamato ad un semplice pacifico boicottaggio, ma l&#8217;impressione è che giorno 12 dicembre i seggi saranno vere e proprie zone militarizzate con all&#8217;interno più soldati che elettori.</p>
<h2>Le incognite post voto</h2>
<p>Lo spauracchio maggiore riguarda lo scenario post elettorale. L&#8217;Algeria a quel punto sarà ad un <strong>bivio</strong>: accettare il responso delle urne, a prescindere dalla partecipazione popolare, oppure dare seguito alle istanze della piazza. Chiaro che l&#8217;attuale leadership, che ha voluto le elezioni, proverà in tutti i modi a far digerire al paese la legittimità delle elezioni ed i risultati che ne usciranno. Anche a costo, ed è questo il timore principale, di mandare nelle piazze più agenti e più soldati.</p>
<p>Dal 12 dicembre dunque l&#8217;Algeria potrebbe entrare in una fase ancora più turbolenta, con incognite sempre più marcate per il suo futuro. Il presente intanto parla di una <strong>paralisi</strong> economica acuita dalle proteste e dalle incertezze, paralisi su cui le forze politiche vorrebbero far leva per convincere la gente a votare ed a far ripartire il paese. Perché l&#8217;aspetto più surreale di queste elezioni è proprio questo: la vera corsa non è quella volta a conseguire più voti possibili, bensì quella avente come obiettivo il portare più gente possibile al voto.</p>
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		<title>Le incognite sul voto algerino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-incognite-sul-voto-algerino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 17:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria, dimostrazione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669-1024x591.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Algeria manca poco più di una settimana alle elezioni presidenziali e, come prevedibile, la tensione rischia di aumentare giorno dopo giorno. Il paese nordafricano sta chiudendo l&#8217;anno come l&#8217;aveva iniziato, all&#8217;insegna cioè di manifestazioni contro la classe politica e con studenti ed associazioni che non hanno mai abbandonato la piazza. E sul 2020 le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-incognite-sul-voto-algerino.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1109" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Algeria, dimostrazione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Algeria-ad-Algeri-La-Presse-e1575308423669-1024x591.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Algeria</strong> manca poco più di una settimana alle elezioni presidenziali e, come prevedibile, la tensione rischia di aumentare giorno dopo giorno. Il paese nordafricano sta chiudendo l&#8217;anno come l&#8217;aveva iniziato, all&#8217;insegna cioè di <strong>manifestazioni </strong>contro la classe politica e con studenti ed associazioni che non hanno mai abbandonato la piazza. E sul 2020 le incognite non mancano.</p>
<h2>Quella strana campagna elettorale</h2>
<p>Come ben si sa, tutto è partito dallo scorso mese di febbraio e cioè da quando l&#8217;allora presidente <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong> ha annunciato la candidatura ad un quinto mandato. Lui, in sedia a rotelle e con ben poca lucidità già dal 2013 per via di un ictus, non rappresentava di certo la figura ideale per guidare il paese. Tuttavia, &#8220;<em>le pouvoir</em>&#8221; algerino non aveva trovato alcuna figura alternativa a cui passare le redini. E così il paese è sceso in piazza. Non era soltanto un moto contro Bouteflika ma, in generale, contro una classe politica ritenuta oramai poco in grado di governare l&#8217;Algeria. Le proteste sono state quasi sempre pacifiche, anche perché il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito <strong>Ahmed Salah</strong> ha deciso di non far intervenire soldati ed agenti per far svuotare le piazze.</p>
<p>Il resto è storia ben nota:<a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html"> il 2 aprile Bouteflika ha rassegnato le dimissioni da presidente</a>, rinunciando ovviamente anche alla candidatura. Lo scettro è passato al presidente del parlamento <strong>Bensalah</strong>: è lui a guidare una difficile transizione, segnata da nuove proteste che soprattutto ogni venerdì riempiono le piazze del paese. Il capo di Stato ad interim ha promesso nuove elezioni a luglio, ma nessun candidato di rilievo si è presentato e dunque è stato stabilito un nuovo rinvio. La data definitiva dovrebbe essere quella del <strong>12 dicembre</strong>:<a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html"> questa volta 5 candidati sono stati ammessi alla competizione elettorale</a> e la macchina organizzativa delle consultazioni è potuta partire ufficialmente.</p>
<p>Ma le elezioni non sono benvolute dai manifestanti. Questi ultimi hanno sì chiesto un cambio di rotta in vista delle presidenziali, ma per i tanti gruppi ed i tanti movimenti sorti in questi mesi le consultazioni altro non dovrebbero essere che la chiosa finale di un percorso di totale rinnovamento della classe politica. Un cammino che, nelle intenzioni dei manifestanti, già ad aprile non doveva essere gestito né da Bensalah e né da altri uomini legati alla precedente presidenza. Secondo studenti ed associazioni, le elezioni del prossimo 12 dicembre serviranno solo a legittimare l&#8217;attuale governance. Per questo, a dispetto di un paese le cui recenti dinamiche sono state determinate anche in piazza, comizi ed incontri elettorali non stanno riscuotendo alcun interesse. Anzi, la campagna elettorale è <strong>surreale</strong>: i manifestanti a volte hanno provato ad interrompere i comizi,<a href="https://www.agenzianova.com/a/5de522bd8246c3.72002223/2711984/2019-11-28/algeria-scontri-tra-polizia-e-oppositori-delle-elezioni/linked"> scontri ad Algeri ed in altre città si sono registrati anche nell&#8217;ultimo venerdì di novembre.</a></p>
<h2>Quali gli scenari?</h2>
<p>Le povoir algerino vorrebbe chiudere la partita delle presidenziali al più presto, in modo da dare al paese un nuovo capo dello Stato e far superare una fase di stallo lunga quasi un anno che certamente non ha giovato al paese. Anche se, nonostante l&#8217;instabilità in piazza, nei palazzi del governo l&#8217;attività politica è comunque andata avanti. Negli ultimi giorni sono stati approvati due strumenti economici non certo secondari: si tratta, in particolare, della <strong>riforma del mercato energetico</strong> e del <strong>bilancio 2020</strong>. Due norme non considerabili &#8220;ordinarie&#8221; e figlie di una semplice gestione ad interim del governo.</p>
<p>Ma in vista del 12 dicembre le incognite non mancano. In particolare, c&#8217;è da chiedersi se la piazza accetterà o meno i risultati elettorali e darà o meno legittimazione al futuro presidente. E soprattutto, è tutta da verificare la <strong>legittimità</strong> <strong>politica</strong> delle consultazioni: il rischio concreto è che, per via della linea dei manifestanti, ai seggi vadano poche persone, invalidando di fatto le elezioni. A quel punto potrebbe essere difficile capire quale strada prenderà la già difficile transizione algerina.</p>
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		<title>Algeria, i candidati alla presidenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 13:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni algerine]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Algeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nemmeno l&#8217;anniversario dell&#8217;inizio della guerra di indipendenza con la Francia è stato esente da proteste, le stesse che in questi mesi stanno coinvolgendo l&#8217;Algeria. Anzi, la giornata della commemorazione più sentita dagli algerini, che cade il 1 novembre, si è trasformata in un pretesto per organizzare la più imponente manifestazione da febbraio, da quando cioè &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Manifestazione in Algeria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Manifestazione-in-Algeria-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nemmeno l&#8217;anniversario dell&#8217;inizio della guerra di indipendenza con la Francia è stato esente da proteste, le stesse che in questi mesi stanno coinvolgendo l&#8217;<strong>Algeria</strong>. Anzi, la giornata della commemorazione più sentita dagli algerini, che cade il 1 novembre, si è trasformata in un pretesto<a href="https://www.ilpost.it/2019/11/02/manifestazioni-algeria-nuova-rivoluzione/"> per organizzare la più imponente manifestazione da febbraio</a>, da quando cioè sono iniziate le proteste contro <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong> prima e contro l&#8217;intera classe dirigente poi. Intanto ad Algeri, <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/11/03/algeria-5-candidati-alle-presidenziali_5a5e7c4e-3aef-4ae0-821a-cd655c3fbdb2.html">la commissione elettorale ha reso noti i nomi dei cinque candidati</a> per le prossime presidenziali previste il 12 dicembre. E il governo sta provando dunque, con le nuove consultazioni, a dare una parvenza di normalità ad un sistema politico che, al contrario, è ancora ben lontano dall&#8217;essere esente da ulteriori scossoni dopo le dimissioni ad aprile del presidente Bouteflika.</p>
<h2>Chi sono i cinque candidati alle presidenziali</h2>
<p>Il governo attualmente in carica guidato da <strong>Noureddine Bedoui</strong> è stato nominato nel bel mezzo delle tensioni di aprile proprio per guidare un periodo di transizione verso nuove elezioni. Tuttavia, l&#8217;esecutivo non è mai stato visto con simpatia dai manifestanti, i quali anzi lo hanno sempre ritenuto come diretta emanazione del sistema di potere di Bouteflika. Quest&#8217;ultimo, è bene ricordarlo, <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html">si è dimesso</a> dopo che i manifestanti hanno iniziato a protestare contro l&#8217;eventualità di un suo quinto mandato. Un&#8217;eventualità, quest&#8217;ultima, che era stata resa concreta dopo l&#8217;annuncio della sua candidatura per le elezioni che avrebbero dovuto tenersi il 18 aprile scorso. Per cercare di andare incontro alle richieste della piazza, il governo di Bedoui ha fissato rigidi paletti per l&#8217;ammissione delle candidature per le prossime presidenziali, quelle fissate fra un mese. Uno di questi, ha riguardato ad esempio l&#8217;obbligo di essere in possesso di un titolo di laurea.</p>
<p>Dopo le domande pervenute nelle settimane passate, la commissione elettorale indipendente<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2681990/2019-11-07/algeria-presidenziali-governo-pienamente-soddisfatto-da-lista-candidati"> ha reso nota la lista dei cinque candidati ammessi alle consultazioni</a>. Si tratta, in particolare, di<strong> Azzedine Mihoubi</strong>, segretario del Raggruppamento Nazionale Democratico (storico partito dell&#8217;opposizione islamista), di <strong>Abdelkader Bengrina</strong>, anch&#8217;egli islamista, dell&#8217;ex primo ministro <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong>, ritenuto vicino al capo di stato maggiore dell&#8217;esercito Ahmed Gaid Salah, di <strong>Ali Benflis</strong>, anch&#8217;egli ex primo ministro, ed infine di <strong>Abdelaziz Belaid</strong>, del Fronte Mustakbal.</p>
<h2>Ma la piazza non vuole elezioni</h2>
<p>I manifestanti però, anche giorno 1, hanno chiesto di rinviare le presidenziali. Quello che attualmente la piazza vuole, non è poter votare subito ma organizzare piuttosto un periodo di transizione con figure politiche lontane dall&#8217;attuale sistema politico. E solo dopo dunque andare al voto. Questo perché i vari gruppi in piazza da febbraio, in più di un&#8217;occasione hanno dichiarato di non fidarsi di elezioni organizzate dagli stessi che hanno governato negli ultimi anni. Anzi, secondo molti manifestanti le presidenziali altro non sono che un appuntamento con la quale &#8220;<em>le povoir</em>&#8221;  sta provando ancora una volta a legittimarsi.</p>
<p>Intanto, formalmente la<strong> campagna elettorale</strong> è partita. Tuttavia, il clima potrebbe essere nei prossimi giorni ancora più surreale, con un&#8217;opinione pubblica più attenta alle dinamiche della piazza che ai comizi. E, a lungo termine, le presidenziali potrebbero finire per acuire le distanze tra classe politica e manifestanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-algeria-sono-stati-ufficializzati-i-nomi-dei-candidati-alle-presidenziali.html">Algeria, i candidati alla presidenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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