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	<title>prigionieri Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>prigionieri Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Us Navy vuole portare alla luce i resti dei 250 soldati morti sulla Ōryoku Maru, una delle cosiddette "Hell Ship", ma perché proprio ora? Dopo oltre 80 anni dall'affondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare degli Stati Uniti</strong> vuole portare alla luce i <strong>resti dei 250 soldati</strong> morti sulla <strong>Ōryoku Maru</strong>, una delle cosiddette <em>Hell Ship</em>, le navi giapponese adibite al trasporto di prigionieri che vennero affondate, condannando a morte certa i prigionieri che rimanevano intrappolati nella stiva, all&#8217;insaputa degli aerei o dei sottomarini che non erano al corrente della loro presenza. La tempistica di questo sforzo logistico, tuttavia, lascia aperto un interrogativo sulla vera ragione di questa operazione: ordine geopolitico o interessi nascosti?</p>



<p>Nelle torbide acque delle Filippine, nella Subic Bay, un piccolo gruppo di sommozzatori si immerge da settimane per lavorare sul relitto della Ōryoku Maru, che giace sul fondale a poche centinaia di metri dalla costa dal <strong>15 dicembre del 1944</strong>. A bordo, erano oltre 1.600 persone: prigionieri di guerra stipati nelle stive, come delle merci, costretti a sopportare le condizioni più estreme, dopo essere stati sottoposti alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cera-davvero-dietro-gruppo-della-morte-giapponese.html">dura prigionia</a> che veniva riservata dai giapponesi. Abbiamo visto tutti il <em>Ponte sul fiume Kwai</em> o <em>Unbroken</em>, e non si tratta di sola finzione. Molti di loro, almeno 250, non sarebbero mai usciti vivi da quella traversata.</p>



<p>Adesso, a più di ottant’anni di distanza, la Marina degli Stati Uniti è tornata in quel punto preciso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> con l’obiettivo &#8211; dichiarato &#8211; di recuperare i resti dei soldati alleati, in larga parte americani, che sono rimasti intrappolati all’interno del relitto. Il Dipartimento della Difesa ha presentato l’operazione come un &#8220;impegno morale verso i caduti e le loro famiglie&#8221; che è stato affidato alla <strong>DPAA</strong>, la <em>Defense Pow/Mia Accounting Agency</em>, l’<strong>agenzia del Pentagono</strong> incaricata di riportare a casa i dispersi di guerra. Le sigle Pow e Mia stanno rispettivamente per <em>Prisoner of War</em> e <em>Missing in Action</em>. Tuttavia, le coordinate che trovano luogo nel Mar Cinese Meridionale, acque contese di grande interesse per la Repubblica Popolare Cinese che reclama diritti di esclusività e controllo, possono indurre verso congetture di carattere spionistico. O almeno sollevare il dubbio che nelle acque basse della <strong>Subic Bay</strong>, o nelle immediate vicinanze, si celino altri interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg" alt="" class="wp-image-513997" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-300x267.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-768x683.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1536x1366.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-600x533.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Una foto aerea della Ōryoku Maru,</em> <em>la Hell ship affondata dagli americani nella baia di Subic</em></figcaption></figure>



<p>Secondo quanto riportato dagli esperti, il relitto della Ōryoku Maru, affondata da caccia e <strong>aerosiluranti imbarcati sulla portaerei Uss Hornet </strong>che attaccarono la <strong>nave &#8220;priva di insegne</strong>&#8221; mentre si avvicinava alla base navale di Olongapo, non sarebbe solo &#8220;<em>difficile da raggiungere</em>&#8220;, ma sarebbe anche è difficile da esplorare a causa delle correnti della baia che hanno contribuito a trascinare sabbia e limo che si sono sedimenti in diversi strati, <strong>seppellendo il relitto</strong> e riducendo drasticamente la visibilità dei sommozzatori, che operano in un settore soggetto a mutevoli condizioni meteorologiche, dato che uragani e forti mareggiate possono &#8220;<em>interrompere o complicare le operazioni in qualsiasi momento</em>&#8220;. La vicinanza con il fiume sotterraneo di Puerto Princesa ha contribuito a trasformare il fondale in un ambiente instabile e decisamente torbido dove il relitto, una massa di acciaio deformato dal tempo e dalle esplosioni controllate che affondarono la <strong>Ōryoku Maru</strong>, 118 metri per un dislocamento di oltre 7.000 tonnellate, per liberare il passaggio alle altre navi.</p>



<p>Nonostante queste difficoltà, la &#8220;<em>presenza americana</em>&#8221; nella baia si è consolidata attraverso navi di supporto, equipe di sommozzatori della Marina e una rete complessa di strumenti stanno operando in<strong> un’area che</strong>, dal punto di vista geopolitico, è <strong>tutt’altro che neutrale</strong>. Subic Bay si affaccia infatti su una delle regioni più sensibili del globo, a breve distanza da rotte strategiche del Mar Cinese Meridionale da un’area — quella attorno alle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso.html">isole Paracelso</a> e gli altri &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">atolli militarizzati</a>&#8221; — dove la <strong>Marina militare cinese </strong>conduce regolarmente pattugliamenti e manovre di pressione verso le altre potenze regionali. È proprio in questo contesto che la missione di recupero dei resti dei soldati alleati morti a seguito dell&#8217;affondamento assume contorni <em>meno lineari.</em> </p>



<p>Ufficialmente si tratta di un’operazione di recupero umanitario per uomini che hanno patito una morte atroce. Dopo l&#8217;affondamento della nave: &#8220;<em>Molti uomini persero la ragione e si aggiravano nel buio più totale armati di coltelli, tentando di uccidere le persone per berne il sangue, oppure brandendo borracce piene di urina e agitandole nell&#8217;oscurità. La stiva era così affollata e tutti così incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro che l&#8217;unico movimento possibile era quello di passare sopra le teste e i corpi degli altri</em>&#8220;, riportano le testimonianze di quelli inferno. Tuttavia, la tempistica e la scala dell’intervento sulla Ōryoku Maru sollevano interrogativi. Non è la prima volta che attività tecnicamente complesse, come quelle subacquee, si sovrappongono a esigenze di presenza e <strong>monitoraggio in aree contese</strong> dove sonar, ecoscandagli, magnetometri, e sopratutto <strong>droni e veicoli subacquei</strong> stanno entrando in azione per ispezionare il relitto e individuare varchi sicuri nella struttura sommersa, ottenendo ed elaborando una grandi quantità di dati nei loro “gemelli digitali&#8221;, o&nbsp;<em><a href="https://www.google.com/search?q=Digital+Twin&amp;client=safari&amp;hs=XQP&amp;sca_esv=a3d84300357be008&amp;channel=mac_bm&amp;sxsrf=ANbL-n7TzB89tBq3XGcToxVgtElv_MEnfQ%3A1776679949808&amp;source=hp&amp;ei=DfzlaaHAL_2wi-gPkb-P0QM&amp;iflsig=AFdpzrgAAAAAaeYKHaF5vvxpRlLZ3fJNaJEsFy5KiG1A&amp;ved=2ahUKEwjNiM7MmPyTAxUjov0HHfWbB_IQgK4QegYIAQgAEAM&amp;uact=5&amp;oq=gemelli+digitali&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IhBnZW1lbGxpIGRpZ2l0YWxpMgUQABiABDIFEAAYgAQyBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSNggUABYqhxwAHgAkAEAmAGCAaAB_QuqAQQxMi40uAEDyAEA-AEBmAIPoALsDMICBBAjGCfCAgoQIxiABBgnGIoFwgILEAAYgAQYsQMYgwHCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICChAAGIAEGEMYigXCAgcQIxjwBRgnwgIKECMY8AUYJxjJAsICEBAAGIAEGLEDGEMYgwEYigXCAhAQLhiABBixAxhDGIMBGIoFwgINEAAYgAQYsQMYQxiKBcICCBAuGIAEGLEDwgIIEAAYgAQYsQPCAg0QLhiABBixAxhDGIoFwgIOEC4YgAQYxwEYjgUYrwHCAgoQLhiABBhDGIoFwgIFEC4YgATCAgsQLhiABBixAxiDAcICCxAuGIAEGMcBGK8BmAMAkgcEMy4xMqAHlLoBsgcEMy4xMrgH7AzCBwkwLjMuMy40LjXIB7wBgAgA&amp;sclient=gws-wiz">Digital Twin</a></em>, che permettono di ricostruire virtualmente il relitto e simulare scenari di intervento, mentre reti di sensori subacquei contribuiscono a creare una mappa dinamica dell’ambiente.</p>



<p>Parallelamente, a migliaia di chilometri di distanza, nei laboratori della DPAA alle Hawaii, un team di antropologi forensi lavora sull’identificazione dei resti attraverso l’<strong>analisi del DNA</strong>. Un processo lungo, complesso e tutt’altro che garantito: l’ambiente marino, nel corso di decenni, può aver compromesso in modo irreversibile ciò che resta dei corpi. “<em>Probabilmente ci vorranno anni</em>”, ha ammesso John Byrd, direttore dell’analisi scientifica dell’agenzia. Una stima che riflette non solo le difficoltà tecniche, ma anche l’incertezza sull’effettivo esito della missione. Resta dunque il dubbio sul perché attendere così tanto tempo per concentrare tante risorse nelle operazioni di recupero intorno al relitto noto da decenni, in un’area che oggi è al centro di tensioni geopolitiche crescenti. La risposta ufficiale parla di memoria e responsabilità. Ma, come spesso accade in mare aperto &#8211; in un&#8217;epoca di <strong>crescenti operazioni di <a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong> &#8211; la linea tra operazione umanitaria e <strong>presenza strategica</strong> può essere <em>sottile</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le drammatiche esperienze patite dai prigionieri trasportati sulle <a href="https://twitter.com/hashtag/HellShip?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HellShip</a> giapponesi nella WW2 mettono i brividi, anche solo guardando le illustrazioni  che immortalano la sorte di questi POW. Oggi tornano d&#39;interesse per una &quot;presenza strategica&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/USA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USA</a> a Subac Bay <a href="https://t.co/HQjni5ANc4">pic.twitter.com/HQjni5ANc4</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2046181190231642557?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le Hell Ship: un destino infernale</h2>



<p>Le cosiddette “<strong>Hell Ship</strong>”, imbarcazioni assegnate alla Marina Imperiale Giapponese per il trasporto dei prigionieri di guerra alleati durante la Seconda guerra mondiale, entrarono in scena nel 1942, traghettando migliaia di uomini nelle loro stive, in condizioni disumane, tra spazi angusti, quasi totale assenza di aria, cibo e acqua, temperature altissime e nessuna assistenza sanitaria. I viaggi potevano durare settimane, durante le quali molti morivano per asfissia, fame, dissenteria e stenti provocati dal loro collasso psicofisico. Poiché queste navi <strong>trasportavano anche truppe e materiali militari</strong>, non erano riconoscibili come mezzi con prigionieri e quindi venivano attaccate da sottomarini e aerei alleati: nel corso del conflitto, che nel Pacifico si protese fino all&#8217;agosto del 1945, oltre <strong>20.000 prigionieri persero la vita </strong>proprio a causa di questi affondamenti.</p>



<p>Tra gli episodi più tragici vi è quello dell’<strong>Arisan Maru</strong>, silurata nell’ottobre 1944 con a bordo oltre 1.700 prigionieri: quasi tutti riuscirono a uscire dalle stive, ma i soccorsi non arrivarono e solo nove sopravvissero. Anche la&nbsp;<strong>Brazil Maru</strong>, coinvolta nel trasferimento dei superstiti dell’<strong>Oryoku Maru</strong>, non affondò ma rappresenta un esempio delle condizioni estreme: dei centinaia di uomini giunti in Giappone, molti morirono poco dopo per le gravi condizioni fisiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Buyo Maru</strong>, colpita nel gennaio 1943, causò la morte di centinaia di prigionieri, molti dei quali indiani; l’episodio fu controverso anche per il fuoco aperto sulle scialuppe. La&nbsp;<strong>Enoura Maru</strong>, già carica di superstiti di altri naufragi, venne bombardata nel porto di Taiwan causando circa 350 morti, mentre la&nbsp;<strong>Hofuku Maru</strong>&nbsp;fu affondata da aerei americani con oltre mille vittime tra prigionieri britannici e olandesi. Particolarmente devastante fu la sorte della&nbsp;<strong>Jun’yō Maru</strong>, silurata nel settembre 1944: morirono migliaia di lavoratori forzati e oltre 1.600 prigionieri di guerra, uno dei peggiori disastri marittimi della storia. Nello stesso periodo, la&nbsp;<strong>Kachidoki Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Rakuyo Maru</strong>&nbsp;furono affondate nello stesso convoglio: centinaia morirono, e nel caso della Rakuyo anche in quel caso molti superstiti vennero uccisi successivamente. Altri casi mostrano sia affondamenti sia morti per condizioni disumane: la&nbsp;<strong>Lisbon Maru</strong>&nbsp;vide circa 800 prigionieri britannici morire per mano dei loro carcerieri; la&nbsp;<strong>Maros Maru</strong>&nbsp;non affondò ma causò numerose morti durante una lunga sosta per riparazioni; la&nbsp;<strong>Montevideo Maru</strong>&nbsp;affondò con oltre mille prigionieri australiani a bordo; ka&nbsp;<strong>Shinyo Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Suez Maru</strong>&nbsp;evidenziano un ulteriore aspetto brutale: in entrambi i casi molti prigionieri che tentavano di salvarsi vennero uccisi dalle stesse guardie giapponesi, nel caso della Suez Maru non ci furono sopravvissuti.</p>



<p>Nel complesso, <strong>queste navi rappresentano uno degli aspetti più drammatici della guerra nel Pacifico</strong>: non solo per gli affondamenti, ma per l’estrema sofferenza vissuta a bordo, che trasformò questi bastimenti in prigioni galleggianti destinate spesso a diventare tombe sommerse dove ancora oggi, le spoglie mortali degli sventurati prigionieri di guerra, riposano senza nome e distanti, migliaia di miglia, dalle loro case e dalle loro famiglie.</p>
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		<title>Prima di James Bond: tutti i trucchi dell&#8217;MI9 per aiutare i piloti inglesi a sfuggire ai nazisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/prima-di-james-bond-tutti-i-trucchi-dellmi9-per-aiutare-i-piloti-inglesi-a-sfuggire-ai-nazisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 08:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=456125</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="750" height="370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-300x148.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Con trucchi di ogni di ogni genere e invenzioni, l'MI9 forniva a piloti e commando gli strumenti per evitare la cattura o realizzare la fuga. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/GVwrRDLWwAApCD4-e1739305176604-300x148.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Durante la seconda guerra mondiale una particolare divisione dei <strong>servizi segreti </strong>inglesi, nota come <strong>MI9</strong>, fu attivata per studiare e sviluppare quanti più sistemi possibili per consentire ai piloti della Royal Air Force che venivano abbattuti dietro le linee nemiche di non essere identificati e catturati. Consentendo loro di camuffarsi tra la popolazione civile mentre cercavano di entrare in contatto con la resistenza, o si muovevano in territorio nemico grazie a strumenti essenziali, da nascondere nelle uniformi. Questi strumenti includevano piccole bussole occultabili, ridotte a 25 mm o 6 mm di diametro e nascoste nei bottoni, o addirittura ricavate dagli stessi bottoni della giacca, magnetizzate. Mappe nascoste nelle cuciture o stampate su un verso della seta delle sciarpe, e altre brillanti trovate per raggiungere le linee, tornare in patria o &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/i-fuggitivi-colditz-prigione-fortezza-dei-nazisti-2103154.html">evadere</a>&#8221; dai famosi <em>Stalag</em> e dalle prigioni della <strong>Gestapo</strong>, la spietata polizia di segreta di Hitler.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come lavorava l&#8217;MI9</h2>



<p>Il <strong>Military Intelligence Section 9</strong>, o <a href="https://www.iwm.org.uk/history/mi9-the-ingenious-secret-service-of-the-second-world-war">MI9</a> , è stato un ingegnoso ramo dell&#8217;<strong>intelligence militare</strong> inglese attivo durante la Seconda Guerra Mondiale, incaricato di &#8220;assistere&#8221; i fuggitivi. Fondato nel dicembre del 1939, con sede a Wilton Park, nel Buckinghamshire, agiva sotto il comando del <strong>maggiore Norman Crockatt</strong>.</p>



<p>L&#8217;intento principale di questa particolare sezione era quello di assistere gli equipaggi degli aerei abbattuti per volere del ministero dell&#8217;Aeronautica che, a differenza del War Office e dell&#8217;Ammiragliato, temeva per la cattura degli aviatori dei quali si sarebbe percepita l&#8217;importanza e la carenza fin dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/ottanta-anni-fa-la-battaglia-dinghilterra.html">Battaglia d&#8217;Inghilterra</a> del 1940. Del resto, un singolo aviatore impiegava &#8220;<em>tre mesi per essere addestrato</em>&#8221; a fronte di un notevole dispendio di denaro che il War Office doveva affrontare. Nel corso del tempo, tuttavia, finì per servire anche altre branche della Difesa, come il servizio segreto, i commandos, o gli operatori con &#8220;compiti speciali&#8221; come gli uomini e le donne del SOE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mentalità della fuga</h2>



<p>La &#8220;<em>mentalità della fuga</em>&#8221; divenne così la filosofia alla base dell&#8217;MI9, che iniziò a studiare con la massima attenzione tutti i manuali del passato, testi e testimonianze utili per dare istruzioni essenziali per <strong>affrontare gli interrogatori</strong> ed <strong>escogitare un&#8217;evasione</strong>, per stabilire delle linee di fuga che si avvalessero delle reti della Resistenza, e per avere le risorse adeguate a raggiungere dal cuore dell&#8217;Europa occupata Paesi neutrali come la Svizzera, il Portogallo e la Spagna. L&#8217;<strong><a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-5468265/Book-amazing-007-style-gadgets-help-prisoners-war.html">opuscolo top secret </a></strong>chiamato <em>Per Ardua Libertas</em> era alla base del concetto.</p>



<p>Ma l&#8217;MI9 sviluppò ben più di una filosofia. Creò e sostenne una &#8220;<em>rete di linee di fuga ed evasione in tutta l&#8217;Europa&#8221; </em>per garantire il ritorno in sicurezza nel territorio alleato e sviluppò, attraverso figure chiave come il comandante Crockatt e <strong>Christopher Hutton</strong>, un vero e proprio &#8220;Q&#8221; da film di James Bond, un serie di strumenti segreti per consentire ai <em>fuggitivi</em> di poter contare sempre sui &#8220;<em>tre elementi essenziali</em>&#8221; alla base della filosofia della fuga: <strong>mappe</strong>,<strong> bussole</strong> e <strong>cibo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="727" height="398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14.jpg" alt="" class="wp-image-456276" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14.jpg 727w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/untitled_14-300x164.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 727px) 100vw, 727px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le mappe stampate su seta inventate dall&#8217;MI9 che doveva fare molta attenzione a selezionare aziende alle quali affidare commesse per produrre attrezzature top secret</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ingegnosi equipaggiamenti dell&#8217;MI9</h2>



<p>Per Hutton, soprannominato Clutty, &#8220;<em>l&#8217;accessorio più importante per chi scappa</em>&#8221; era la mappa, e lui inventò infatti la mappa di seta. Ma per usarla correttamente, era necessaria una bussola, e prima ancora, nel caso di essere stati catturati, era necessario, strano ma vero, avere alcuni strumenti che sarebbero stati utili a un tentativo d&#8217;evasione.</p>



<p>L&#8217;MI9 si concentrò inizialmente sui dei <strong>primi kit</strong> che contenessero cibo concentrato, mappe che non si rovinassero al contatto con l&#8217;acqua in caso di ammaraggio, una piccola sega, una bussola, compresse per purificare l&#8217;acqua e compresse di <strong>anfetamina</strong> per rimanere svegli. Il problema era che questo oggetti sarebbero stati subito sequestrati in caso di cattura. Per questo alla Sezione 9 iniziarono a studiare dei sistemi degni di James Bond: lacci d&#8217;acciaio che una volta tolti dagli stivali da volo potevano essere utili a tagliare una rete o delle sbarre, le &#8220;<em>seghe Gigli</em>&#8220;; una pipa che nascondeva una piccola daga all&#8217;interno, o bottoni dell&#8217;uniforme magnetizzati e segnati in modo da essere sovrapposti e indicare il nord. E poi, uniformi per <strong>confondersi tra i civili</strong>.</p>



<p>Ad esempio un modello di uniforme basato su una giacca che portata a rovescio si tramutava in un elegante e meno sospettabile doppiopetto. Gli<strong> stivali da volo</strong> modello &#8220;<em>Escape</em>&#8221; che, oltre a nascondere un piccolo coltello pieghevole, potevano essere recisi su una sottile linea di stoffa che avrebbe diviso un gambale, da ricomporre in un gilet di pelle da indossare come protezione dal freddo, lasciando quella che poteva essere scambiata per una comune scarpa da uomo in pelle nera. Geniali le <strong>lamette da barba</strong> di sicurezza magnetizzate, che puntavano a Nord quando erano sospese su un piccolo filo o quando galleggiavano in un piccolo recipiente d&#8217;acqua. Per distinguere il Nord dal Sud, la prima lettera del nome del produttore della lama indicava l&#8217;estremità Nord della lama.</p>



<p>E poi torce in miniatura e una certa quantità di <strong>denaro in valuta estera</strong>, franchi, marchi o sterline per poter affrontare piccole spese. Compreso pagare l&#8217;ospitalità dei civili conniventi che avrebbero accolto i &#8220;clandestini&#8221;, o corrompere chiunque riuscissero a corrompere.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="584" height="808" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/escape-line-map-from-june-2007-afees-newsletter2.jpg.webp" alt="" class="wp-image-457092" style="width:496px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/escape-line-map-from-june-2007-afees-newsletter2.jpg.webp 584w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/escape-line-map-from-june-2007-afees-newsletter2.jpg-217x300.webp 217w" sizes="auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una mappa delle principali rotte di fuga attraverso l&#8217;Europa Occupata</em></figcaption></figure>
</div>


<p>La filosofia della &#8220;fuga&#8221;, proiettata dagli sforzi dell&#8217;MI9, sarà alla base di un capitolo molto affascinante e intenso del secondo conflitto mondiale: le &#8220;evasioni&#8221;, più o meno rocambolesche, che avvennero nel famoso <strong>Stalag Luft III</strong>, il campo di prigionia creato dai tedeschi in Polonia per <em>accogliere </em>il personale dell&#8217;aviazione avversaria, dove nel 1943 ebbe luogo la &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/grande-fuga-ottanta-anni-fa-2301173.html">grande fuga</a>&#8220;. A cui è ispirato il celebre film <em>The Great Escape</em>. O i numerosi tentativi di evasione avvenuti nel <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/i-fuggitivi-colditz-prigione-fortezza-dei-nazisti-2103154.html">Castello di Colditz</a></strong>, la fortezza prigione della Bassa Sassonia dove erano stati inviati i fuggitivi più pericolosi e impenitenti della forze Alleate. Secondo le stime, almeno la metà dei 35.000 soldati britannici e alleati che provarono a fuggire durante la guerra utilizzò almeno una delle invenzioni dell&#8217;MI9.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/prima-di-james-bond-tutti-i-trucchi-dellmi9-per-aiutare-i-piloti-inglesi-a-sfuggire-ai-nazisti.html">Prima di James Bond: tutti i trucchi dell&#8217;MI9 per aiutare i piloti inglesi a sfuggire ai nazisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In un carcere militare a 13 anni, senza accuse. Succede 700 volte l&#8217;anno</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-di-israele-in-un-carcere-militare-a-13-anni-senza-accuse-succede-700-volte-lanno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 15:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=424948</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Ragazzi, donne, uomini, vecchi, nessuno viene risparmiato dalla macchina punitiva israeliana e dalle sue 26 carceri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-di-israele-in-un-carcere-militare-a-13-anni-senza-accuse-succede-700-volte-lanno.html">In un carcere militare a 13 anni, senza accuse. Succede 700 volte l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240612220812935_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1175892-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;ottobre del 1996, durante un assemblea generale delle Nazioni Unite, è stato presentato <a href="https://unispal.un.org/pdfs/522245975DFFBAE7852563E8005A9B52.pdf">un rapporto</a> dal titolo: &#8220;Rapporto della commissione speciale per indagare sulle pratiche israeliane che pregiudicano i diritti umani del popolo palestinese e degli altri arabi dei territori occupati&#8221;. Già nel 1996 un capitolo del rapporto era dedicato al trattamento dei detenuti. Allora le strutture di reclusione erano sei in tutto il territorio, venti in meno di quelle che troviamo oggi.</p>



<p>Nel rapporto UN, dal capitolo 550 in poi si trovano decine di testimonianze di detenuti palestinesi. Ne riprendiamo due: &#8220;Per quanto riguarda la questione dei prigionieri malati, tutte le prigioni e i centri di detenzione israeliani non dispongono di strutture sanitarie minime. Non esiste assistenza medica quotidiana. L&#8217;assistenza medica è limitata a un infermiere che effettua un esame formale dei pazienti e prescrive una semplice pillola a tutti loro, per un totale di almeno 350 detenuti, perché richiederebbero un servizio medico quotidiano in ospedale. C&#8217;è chi soffre di ipertensione o ipotensione, varie patologie cardiache, vari problemi polmonari, disturbi del tratto gastrointestinale, malattie renali. Un gran numero di pazienti necessita anche di cure psichiatriche&#8221;. Non solo condizioni sanitarie, ma anche fame: &#8220;Le carceri sono piene. A Meggido ci sono più prigionieri nelle tende che nelle stanze. Il cibo è il cibo peggiore che i prigionieri abbiano mai ricevuto. Ogni giorno fanno lo sciopero della fame nell&#8217;una o nell&#8217;altra sezione, nell&#8217;una o nell&#8217;altra prigione&#8221;.</p>



<p>Si può essere arrestati senza un vero capo di accusa? Quanti anni di carcere deve scontare un palestinese solo per aver lanciato una pietra? Dodici anni è l&#8217;età in cui un ragazzino palestinese finisce in carcere, sono oltre 700 ogni anno. Queste sono solo alcune sfumature della gigante macchina punitiva israeliana che da oltre 40 anni deporta, tortura e imprigiona migliaia di palestinesi. La maggior parte di loro resta in prigione senza accusa e senza una vera condanna per anni.</p>



<p>Pochi mesi fa <a href="https://www.assopacepalestina.org/2024/06/07/allinterno-della-base-dove-israele-ha-detenuto-migliaia-di-gazawi/">avevano fatto clamore</a> le fotografie dei detenuti palestinesi in Gaza arrestati, bendati e legati dai militari israeliani e portati nel carcere di Sde Teman, a Est della Striscia, nel Sud di Israele.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot-2024-06-12-alle-20.17.02-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-424961" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot-2024-06-12-alle-20.17.02-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot-2024-06-12-alle-20.17.02-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot-2024-06-12-alle-20.17.02-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot-2024-06-12-alle-20.17.02-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot-2024-06-12-alle-20.17.02.jpg 1264w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Moti Milrod/Haaretz/ Associated Press</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Negli anni, sono <a href="https://arabcenterdc.org/resource/criminal-injustice-in-the-court-of-occupation-palestinian-prisoners-in-israeli-jails/">migliaia</a> gli <a href="https://www.ohchr.org/en/news/2023/07/special-rapporteur-says-israels-unlawful-carceral-practices-occupied-palestinian">articoli</a> di organizzazioni umanitarie, <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.aljazeera.com/news/2024/2/18/systematic-torture-to-be-palestinian-in-an-israeli-prison&amp;ved=2ahUKEwjpmNuMyNaGAxUW9LsIHYbOAloQFnoECC0QAQ&amp;usg=AOvVaw3SsJHm1XZSNJxiDYRnUhCG">testate investigative</a> e <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://unipd-centrodirittiumani.it/en/news/United-Nations-Special-Rapporteur-on-Palestine-Israels-illegal-prison-practices-in-the-occupied-Palestinian-territories-have-turned-into-an-open/6679&amp;ved=2ahUKEwjq3JqeyNaGAxUXif0HHVsUCZwQFnoECDoQAQ&amp;usg=AOvVaw1a3C3jkk2hMLvrpvKzkJGz">istituzioni</a> che<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://ilmanifesto.it/la-guerra-segreta-di-israele-contro-la-corte-penale-dellaia&amp;ved=2ahUKEwjVnqruzNaGAxXlhP0HHVMPADwQFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw0ZicgoFmwXtv13bAh-ULdk"> hanno denunciato</a> le gravi violazioni dei diritti umani in atto in Palestina. Nel precedente articolo di questo dossier <a href="https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-di-israele-sde-teiman-il-carcere-dove-i-palestinesi-sono-trattati-come-bestie.html">abbiamo già raccontato</a> le atroci condizioni di tortura fisica e mentale a cui sono sottoposti i detenuti palestinesi. Dalla grande mole di articoli che si possono trovare online &#8211; abbiamo raccolto alcuni titoli nella grafica in basso &#8211; appare un dato chiaro: quello di Israele è un sistema preciso di punizione, tortura e repressione. </p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdhl1ShZHtOEVS8pWy6rXYjocNIS5T7ME5t-OZgxJRRZZgjyg_2gpcxvD9ekRekii-CrJOx15gk5jTfpWWCvWAl5P8JE-jiOKH3vFig--C5ReWmYv56PnVd7VvbwkG0k8Nfeawe1UQDST-WAlImTP_KzYp0?key=gtu10r6EoMos16QVKOe7GQ" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il sistema israeliano: 26 carceri in tutto il territorio</strong></h2>



<p>Tra Palestina, Israele e Territori palestinesi illegalmente occupati da Israele, secondo gli ultimi dati di <a href="https://www.addameer.org/prisons-and-detention-centers">Addameer</a>, organizzazione che si batte per i diritti dei prigionieri palestinesi, sono presenti 26 prigioni israeliane che hanno lo scopo di tenere in stato di reclusione i detenuti palestinesi. Le carceri sono sparse su tutto il territorio, sia israeliano sia palestinese, da Nord a Sud. Nella cartina in basso è possibile visualizzare la posizione esatta di ogni istituto di reclusione. Le carceri israeliane non sono carceri abituali, nelle quali si viene portati dopo aver commesso un reato. Sono carceri in cui oggi si trovano ragazzi giovani, donne, prigionieri politici, vecchi.</p>



<p>Negli anni Israele, sotto il comune denomitare del terrorismo, ha arrestato e deportato in queste prigioni migliaia di palestinesi. Alcuni ragazzi sono stati arrestati tra le età di 12 e 13 anni. Israele, come è noto, ha occupato e trasformato centinaia di territori palestinesi in residenze israeliane. Alcune di queste sono diventate delle carceri. <a href="https://www.thenationalnews.com/mena/2023/11/12/after-gaza-it-will-be-huwara-inside-a-west-bank-town-terrorised-by-israeli-settlers/">È il caso di Huwara</a>, che un tempo era una zona residenziale palestinese nel cuore della Cisgiordania occupata. Oggi invece è una zona militare israeliana vietata ai palestinesi. Si legge su <em>National News Mena</em>: “Huwara è quasi un simbolo della Cisgiordania oggi, circondato da insediamenti israeliani ritenuti illegali secondo il diritto internazionale, mentre i suoi residenti richiedono il permesso dell&#8217;esercito israeliano per attraversare persino la strada principale”.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcxCHp45UX8Rrr1WW615o7RlzgTFx2uV761aEg-yM5Rif8dMsXRGldZONDmkpUaOCBVqvw59qFL3WTACGQiw3X-tFNR2pZ-V4W90yXAsnKb3FACTFf2ZNoPm66HoEyZl4u-lhA9feurMVWlA_Hb-OS3lqqv?key=gtu10r6EoMos16QVKOe7GQ" alt="" style="width:656px;height:auto"/></figure>



<p class="has-text-align-center">Posizione delle prigioni israeliane</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Andare in prigione senza accusa e senza condanna</strong></h2>



<p><a href="https://www.osservatoriodiritti.it/2020/01/13/detenzione-amministrativa-israele-significato-definizione-cose/">OsservatorioDiritti</a> nel 2019 scriveva che le carceri israeliane raccoglievano oltre 5.000 palestinesi. Questo numero oggi è aumentato esponenzialmente. Infatti Addameer, organizzazione palestinese che si batte per i diritti dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, se a novembre 2019 stimava che dentro le carceri i detenuti in regime di amministrazione detentiva erano 400, oggi, con un forte aumento dopo i fatti del 7 ottobre, sono 3410. Perchè è importante sottolineare il regime di <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.osservatoriodiritti.it/2020/01/13/detenzione-amministrativa-israele-significato-definizione-cose/&amp;ved=2ahUKEwjVnqruzNaGAxXlhP0HHVMPADwQFnoECBcQAQ&amp;usg=AOvVaw1mWiCoVU6DbgdTF1uFNo86">amministrazione detentiva</a>?</p>



<p>Il regime di amministrazione detentiva è il metodo più crudele per mantenere in prigione un cittadino senza imputazione di reato e senza termini di scadenza dell’arresto, tradotto in parole semplici, la persona si trova in carcere senza che gli sia stato contestato un reato e senza sapere quanto tempo dovrà rimanere dentro la prigione. Il regime di amministrazione detentiva a volte dura settimane e mesi, in molti altri casi dura anni.</p>



<p>L&#8217;amministrazione detentiva però non è stata introdotta di recente. Già nel rapporto UN del 1996 troviamo alcune frasi dedicate al tema dell&#8217;amministrazione detentiva: &#8220;Per quanto riguarda la detenzione amministrativa, le autorità militari israeliane continuano con la politica della detenzione amministrativa, vale a dire la detenzione per un periodo non superiore a 12 mesi, rinnovabile &#8211; e ciò senza che venga mossa alcuna accusa contro la persona e senza portarla in tribunale. Le autorità continuano a rinnovare gli ordini di detenzione amministrativa. Il numero totale dei detenuti attualmente in detenzione amministrativa ammonta a 372, di cui 92 hanno visto il loro periodo di detenzione rinnovato più di una volta. Tra loro c&#8217;è Osama Barah, il cui periodo di detenzione è stato rinnovato per la settima volta consecutiva. È in prigione ormai da 42 mesi. La detenzione di Ahmed Katamesh è stata rinnovata sei volte e lui è in prigione ormai da 36 mesi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXc-9Yl6GKNsv0VPR0keuSV791Fxbnblp9rIIkD2FxoNkDLS5f_43y7sr7XOsLNKtsYWtiwrqFdSbPsHu7hP4PLcPli-yR0xaRvnjRfJMyl8bYR_znRO09rspn6FvP95-3MpxJDHr97YwTUeIJAzG3dUbR9n?key=gtu10r6EoMos16QVKOe7GQ" alt=""/></figure>



<p class="has-text-align-center">Immagini da 4 delle 26 carceri israeliane oggi attive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I tribunali militari per giudicare i palestinesi</strong></h2>



<p>A raccontare il sistema che giudica e spedisce nelle carceri i prigionieri palestinesi è Addameer. “Una volta terminato il periodo di interrogatorio, i detenuti palestinesi della Cisgiordania vengono processati per la condanna e il tempo di reclusione da scontare in uno dei due tribunali militari israeliani attualmente operativi nei territori della palestina occupata: Salem, vicino a Jenin nella Cisgiordania settentrionale, e Ofer, nella Cisgiordania centrale, vicino a Ramallah. Entrambi i tribunali militari si trovano all&#8217;interno delle basi militari israeliane. All&#8217;interno di questi tribunali militari, gli ordini militari hanno sempre la precedenza sul diritto israeliano e internazionale. Nelle rare occasioni in cui il diritto internazionale viene usato, viene usato per favorire la potenza occupante. I giudici nei tribunali militari sono ufficiali militari in servizio regolare o di riserva. La maggior parte dei giudici non ha una formazione giudiziaria e molti hanno servito in precedenza come procuratori militari. I pubblici ministeri sono soldati israeliani in servizio regolare o di riserva nominati dal comandante dell&#8217;area; alcuni di loro non sono ancora certificati come avvocati sotto l&#8217;Associazione degli avvocati israeliani&#8221;. </p>



<p>Addameer racconta anche il dramma dei prigionieri-ragazzi: &#8220;La responsabilità penale inizia all&#8217;età di 12 anni sia per i palestinesi che per gli israeliani. Tuttavia, i palestinesi sotto il sistema giudiziario militare vengono processati da adulti all&#8217;età di 16 anni, mentre il sistema giudiziario israeliano fissa la maggiore età a 18 anni. (2) Mentre la legge e gli ordini di polizia israeliani prevedono che i bambini detenuti in Israele debbano essere interrogati solo da agenti di polizia appositamente addestrati per il compito, i bambini palestinesi sono interrogati dalla polizia o dagli agenti dell&#8217;ISA, in situazioni che sono altamente intimidatorie, mancano di alcuna forma reale di supervisione e sono ricchi di abusi. La maggior parte dei ragazzi finisce in carcere per lanci di pietre”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dietro le sbarre di Eschel &#8211; In prigione a 13 anni</strong></h2>



<p>Ahmad Manasra oggi è un giovane palestinese di 22 anni e si trova nel carcere di Eschel, a Est della Striscia di Gaza. La prima volta è stato arrestato nel 2015 all&#8217;età di 13 anni in relazione ad un accoltellamento di due cittadini israeliani in un territorio occupato vicino Gerusalemme. Nonostante il tribunale abbia anche stabilito che Manasra, all&#8217;epoca dei fatti tredicenne, non avesse preso parte agli accoltellamenti ,è stato ugualmente condannato a 9 anni e 3 mesi per tentato omicidio. Da allora diverse organizzazioni internazionali, come <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/08/israel-opt-end-solitary-confinement-of-palestinian-prisoner-jailed-as-a-child/">Amnesty</a> hanno documentato l’evolversi della situazione di disagio a cui è stato sottoposto Manasra, tanto che oggi le sue condizioni di salute sono scarse e gli sono state diagnosticate disfunzioni mentali.</p>



<p>La storia di Ahmad è <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/palestinians-say-24-gazan-children-held-at-israel-s-megiddo-prison/3173697">la storia di tantissimi giovani ragazzi palestinesi</a>. Solo negli ultimi 2 mesi almeno 24 giovani ragazzi sono stati tratti in arresto e rinchiusi nella prigione di Magiddo nel Nord del Paese. Di storie così <a href="https://www.dci-palestine.org/news">se ne trovano</a> a decine.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcZhxMQiqRhCan8EL8JaMgBJkhadCgiUqYuEAAIXXF3uWPJY9gsEadItqKhMtPy2wLcLs4U_KOcsHBeqGEciBr7g4tlucRS1KvG6AwbArVqWmK2rt0IvhTxByG-7Dr_O__CTcvSF0ulrWihhSRRu0UidEQ-?key=gtu10r6EoMos16QVKOe7GQ" alt=""/></figure>



<p class="has-text-align-center"><em>Fonte: Defense for Children Palestine</em></p>



<p><a href="https://www.dci-palestine.org/children_in_israeli_detention#:~:text=Each%20year%20approximately%20500%2D700,common%20charge%20is%20stone%20throwing."><em>Defense for Children Palestine</em></a><em> </em>stima che ogni anno nelle carceri israeliane il numero di ragazzi che entra, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, sia tra i 500 e i 700. Il capo d’accusa più comune con cui vengono processati è il lancio di pietre contro militari israeliani nei territori occupati. La tabella, fornita dal sito web di <em>Defense for Children</em> ci racconta che ogni anno centinaia di ragazzi-bambini restano vittime del sistema di oppressione israeliano con scarsissime possibilità di poterne uscire. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prigionieri-di-israele-in-un-carcere-militare-a-13-anni-senza-accuse-succede-700-volte-lanno.html">In un carcere militare a 13 anni, senza accuse. Succede 700 volte l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Da Londra all&#8217;Ucraina per combattere i russi: &#8220;Ora sono condannato a morte&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/da-londra-allucraina-per-combattere-i-russi-ora-sono-condannato-a-morte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2022 08:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[scambio prigionieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=365106</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ha gli occhi scavati, la postura ricurva e una decisa astinenza da nicotina. Aiden Aslin, 28 anni, ex operatore socio-sanitario britannico del Nottinghamshire arruolatosi con i marine ucraini per combattere contro la Russia, chiede una sigaretta mentre si &#8220;accomoda&#8221; sullo sgabello saldamente bullonato al pavimento della piccola cella del penitenziario di Donetsk adibita in via &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/da-londra-allucraina-per-combattere-i-russi-ora-sono-condannato-a-morte.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/da-londra-allucraina-per-combattere-i-russi-ora-sono-condannato-a-morte.html">Da Londra all&#8217;Ucraina per combattere i russi: &#8220;Ora sono condannato a morte&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/IMG_20220727_225520_159-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><span style="font-size: 1rem;">Ha gli occhi scavati, la postura ricurva e una decisa astinenza da nicotina. <strong>Aiden Aslin</strong>, 28 anni, ex operatore socio-sanitario britannico del Nottinghamshire arruolatosi con i marine ucraini per combattere contro la Russia, chiede una sigaretta mentre si &#8220;accomoda&#8221; sullo sgabello saldamente bullonato al pavimento della piccola cella del penitenziario di <strong>Donetsk</strong> adibita in via eccezionale a sala conferenze. </span><span style="font-size: 1rem;">«Avevo provato a smettere, ma a <strong>Mariupol</strong> ho ricominciato, la guerra è stata più dura di quanto potessi mai immaginare. Poi le sigarette sono finite come tutto il resto. In quella situazione valgono più dei soldi&#8230;</span><span style="font-size: 1rem;">», dice. Catturato dalle forze russe nella città assediata sul Mar d&#8217;Azov ad aprile insieme ad un altro cittadino britannico, Shaun Pinner, 48 anni, è stato <strong>condannato a morte</strong> per &#8220;attività mercenarie&#8221; e &#8220;terrorismo&#8221; dalla Corte della Repubblica Popolare di Donetsk, che la comunità internazionale non riconosce.</span></p>
<div dir="auto">
<p>Il suo legale, Pavel Kosovan, ha fatto <strong>appello</strong> in Cassazione. Se dovesse essere rigettato, Aslin verrebbe <strong>fucilato</strong>. Da diverse settimane cerca come può di spronare i funzionari britannici di negoziare per suo conto <strong>uno scambio</strong> (non per forza tra prigionieri di guerra), una estradizione o qualsiasi cosa possa permettergli di evitare la morte.</p>
<p>Il ministro degli Esteri della Corona,<strong> Liz Truss</strong>, dopo la sentenza aveva dichiarato: «Condanno totalmente la condanna di Aiden Aslin e Shaun Pinner, detenuti da proxy russi nell&#8217;Ucraina orientale. Sono prigionieri di guerra. Questa è una sentenza falsa, assolutamente priva di legittimità&#8230; Il mio pensiero va alle famiglie. Continuiamo a fare tutto il possibile per sostenerle».</p>
<p>Quando accetta di incrociare la telecamera di <em>InsideOver</em>, la prima testata italiana a raggiungerlo in esclusiva, appare relativamente sereno e molto loquace: «La mia condizione, soprattutto mentale, sta migliorando rispetto alle ultime settimane, da quando ho saputo che il processo di appello sta andando avanti le cose vanno meglio. Ho di nuovo <strong>speranza</strong>&#8220;.</p>
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<p><strong>Ha qualche novità in proposito?</strong></p>
<p>&#8220;Il mio avvocato sta facendo un grande lavoro e spero che la Corte possa accogliere l&#8217;appello e rivedere la sentenza tramutandola in una pena diversa dalla condanna a morte&#8221;.</p>
<p><strong>I suoi tentativi di contattare il governo britannico stanno andando avanti?</strong></p>
<p>&#8220;Dopo quasi quattro mesi qui la DPR mi consente di contattare ogni settimana Londra e ogni settimana chiedo all&#8217;ufficio del Ministero degli Esteri se c&#8217;è qualche novità sulla mia situazione e se c&#8217;è in ballo qualche tipo di negoziato i sforzo diplomatico per consentirmi di ritornare dalla mia famiglia. Mi rispondono sempre la stessa cosa&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>Cioè?</strong></p>
<p>&#8220;Che le cose stanno procedendo in questa direzione ma non c&#8217;è nessuna novità concreta di cui possono darmi conto perché sono informazioni <strong>top secret</strong>. Ma io ne ho bisogno, per il mio benessere mentale. Gli ho persino fornito io un canale di comunicazione con la DPR ma non l&#8217;hanno mai utilizzato&#8221;.</p>
<p><strong>Le hanno spiegato il perché?</strong></p>
<p>&#8220;Dicono che non possono parlare direttamente con le autorità di Donetsk perché è una Repubblica non riconosciuta. Gli ho risposto che, tuttavia, con l&#8217;YPG in Siria parlano eccome. Ero lì nel 2017 quando il governo britannico mandò i suoi referenti a <strong>Kobane</strong>. È un atteggiamento molto ipocrita. Ho chiesto di individuare quantomeno un mediatore. Ma non ho novità in merito. E non ho cercato solo di mettermi in contatto con loro ma anche con le <strong>Nazioni Unite</strong>, con la <strong>Croce Rossa</strong>, con <em>Human Rights Watch</em>. Ho provato ad inviare mail al Ministero della Difesa, all&#8217;<strong>MI5</strong>. Ho provato a sentire anche l&#8217;ufficio del Presidente <strong>Zelensky&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>E cosa dicono?</strong></p>
<p>&#8220;Parte la segreteria. Da quasi quattro mesi, anche da prima che arrivasse la sentenza che era già quasi scontata, mi è sempre stato ripetuto da Londra che la mia fosse una priorità assoluta. Ma sono ancora qui. Mentre vedo altri che vengono scambiati. Ce ne sono stati almeno 3. L&#8217;unica iniziativa degna di nota è stata l&#8217;incontro tra mia madre e l&#8217;ambasciatore ucraino a Londra&#8221;.</p>
<p><strong>Com&#8217;è andata?</strong></p>
<p>&#8220;Ho fatto richiesta di metterla in contatto con le autorità ucraine a Kiev giusto per avere una connessione visto che non riesco a raggiungerle direttamente. Dell&#8217;ambasciata hanno fissato altri meeting a distanza non così ravvicinata ed è passato quasi un mese senza alcun feedback. Considerando che ho servito nell&#8217;esercito ucraino mi sembra un trattamento riservato a me e alla mia famiglia quantomeno <strong>minimale&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Si sente disconosciuto?</strong></p>
<p>&#8220;Sì, direi di sì. Questo rifiuto di confrontarsi non lo comprendo e credo che questo atteggiamento da parte dell&#8217;Ucraina sia uno dei motivi per cui in questi 8 anni non si sia mai riusciti a trovare una soluzione pacifica con Donetsk. Sento tanta desolazione, spero sia la parola corretta, non ho finito le scuole [sorride, dicendo &#8220;<em>desolution</em>&#8221; anziché &#8220;<em>desolation</em>&#8220;]&#8221;.</p>
<p><em>NdR: Dalle informazioni in nostro possesso Boris Johnson e Volodymyr Zelensky si sarebbero confrontati anche su questa questione il 22 luglio durante il colloquio telefonico con cui il Primo ministro uscente ha rassicurato il Presidente ucraino in merito al pieno sostegno del Regno Unito a Kiev anche nella prossima legislatura. Zelensky avrebbe promesso che avrebbe continuato a lavorare per lo scambio dei prigionieri britannici.</em></p>
<p><strong>Potrebbe aiutarci a ricostruire i passaggi del percorso che l&#8217;hanno portata a combattere con la 36esima Brigata dei Marine ucraini?</strong></p>
<p>&#8220;All&#8217;incirca quattro anni fa, sono arrivato in Ucraina a febbraio. Poco prima avevo iniziato a trascorrere un periodo difficile in Gran Bretagna. Le persone che avrebbero potuto riconoscermi mi vedevano come quello che aveva combattuto con l&#8217;<strong>YPG</strong> nel 2015 e poi anche nel 2017. Dopo l&#8217;arruolamento nell&#8217;YPG al mio ritorno sono stato pesantemente&#8230; pesantemente&#8230; cerco di trovare la parola giusta, &#8220;molestato&#8221;, pesantemente molestato dalla polizia britannica. Sono stato arrestato con l&#8217;accusa di <strong>terrorismo contro l&#8217;Isis</strong>. Sa, se qualcuno conosce concetti di base come il terrorismo e così via allora non può non chiedersi come possa esistere un terrorista che combatte contro i terroristi?&#8221;</p>
<p><strong>Quindi è stato arrestato&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Hanno cercato di arrestarmi. Hanno chiesto di applicare la legge sul terrorismo e volevano accusarmi di terrorismo. Non ha mai funzionato per i motivi che ho detto e in pratica l&#8217;accusa è stata <strong>respinta</strong>. Ma le molestie che ho dovuto subire mi hanno fatto venire voglia di emigrare.  Nel 2017 quando tornai di nuovo in Gran Bretagna dopo il mio secondo viaggio in Siria ho conosciuto una donna su un sito di incontri. Abbiamo parlato per un po&#8217; e lei viveva in <strong>Ucraina</strong>. Così ho pensato di andare a vivere in Ucraina perché all&#8217;epoca stavo ancora lottando per trovare lavoro in Gran Bretagna e in generale non stavo più bene. Ogni volta che vado in un aeroporto vengo fermato, interrogato e anche ora quando vado negli aeroporti soffro pesantemente di <strong>attacchi di panico</strong>, perché ho sempre la sensazione che qualcuno mi fermi e mi prenda da parte e rovini tutto&#8221;.</p>
<p><strong>Voleva cambiare Paese?</strong></p>
<p>&#8220;Ho pensato che fosse la cosa migliore da fare iniziare una nuova vita, e volevo andare in un Paese in cui potessi ottenere la cittadinanza rapidamente, senza dover dipendere più dalla cittadinanza britannica, con i problemi che si presentavano ogni volta che andavo in aereo da qualche parte. Dopo aver fatto delle ricerche, ho considerato diverse soluzioni, come ad esempio la <strong>Legione straniera francese</strong>. Ho deciso di non unirmi a loro perché avevo amici che erano nella Legione Straniera e mi avevano detto che non ti trattano bene, eccetera. E il contratto è di cinque anni. Poi ho considerato l&#8217;Ucraina perché ho saputo che lì si può prestare servizio militare e ottenere la cittadinanza ucraina in <strong>tre anni</strong>. Quindi per me era l&#8217;ideale, tre anni. E poi potevo lasciare. Così sono arrivato a febbraio&#8230; Ho avuto qualche problema a trovare il modo giusto per arruolarmi ufficialmente. Alla fine, dopo un po&#8217; di tempo, sono riuscito ad arruolarmi ufficialmente nel settembre del 2019&#8243;.</p>
<p><strong>Che esperienza è stata?</strong></p>
<p>&#8220;Il servizio militare in Ucraina non è&#8230; vorrei poterlo riassumere in una parola, <strong>corruzione</strong>, un sacco di <strong>nonnismo</strong>. Sono stato in una stanza ucraina negli ultimi quattro anni, quando abbiamo fatto un test psicologico per ottenere maggior consapevolezza. Chi si sottopone pensa di essere una unità d&#8217;élite. L&#8217;addestramento che ricevevamo invece è <strong>davvero minimo</strong>. Direi che è probabilmente peggiore dell&#8217;addestramento dei soldati di leva, perché ci sono molte persone che vanno là fuori pensando di essere soldati d&#8217;élite quando l&#8217;addestramento che hanno ricevuto è davvero minimo. E lo avete visto a Mariupol&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>In che senso?</strong></p>
<p>&#8220;Soprattutto i nostri comandanti ci hanno praticamente messo in una posizione scomoda e nonostante sapevano che sarebbe finita male sia per i soldati che per i civili della città. Ho già raccontato che il comandante della brigata ha ricevuto un ordine di lasciare la posizione, per qualsiasi motivo, non so perché. E poi mentre stavamo tentando di trovare le diverse direzioni per <strong>Zaporizhzhia</strong> nel primo giorno dell&#8217;operazione, ci ha detto di ripiegare a Mariupol presso l&#8217;acciaieria <strong>Ilycha</strong>. E quella fu la nostra destinazione finale, dove alla fine ci saremmo arresi e, attraverso molteplici incontri con altri prigionieri, venimmo a sapere che il motivo per cui andammo lì era che il nostro comandante disobbedì agli ordini. Aveva disobbedito agli ordini come ha fatto il <strong>Battaglione Azov</strong> che si rifiutava di lasciare la città in qualsiasi circostanza. Così chiesero anche al mio gruppo, e a tutti gli altri dislocati e a tutte le unità militari in città di rimanere a difendere la città, cosa che militarmente era una pessima idea&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa glielo faceva pensare?</strong></p>
<p>&#8220;Avevamo visto che stavamo per essere circondati da tutte le direzioni e questa scelta ha causato enorme perdita di vite umane e un enorme livello di distruzione. Si sarebbe potuto evitare se tutti i comandanti avessero fatto ciò che avrebbero dovuto fare e avessero rispettato, ad esempio, <strong>le vite dei soldati, delle famiglie e le vite dei civili</strong> e avessero semplicemente lasciato la città&#8221;.</p>
<p><strong>Non era abbastanza motivato per combattete?</strong></p>
<p>&#8220;Ho cercato di uscire dall&#8217;esercito. Quando il mio contratto è terminato l&#8217;anno scorso, stavo seguendo la procedura per prendere la cittadinanza ucraina e sono andato all&#8217;ufficio immigrazione e mi hanno detto che non potevo ancora prendere la cittadinanza ucraina perché c&#8217;era un&#8217;altra legge che ti impedisce di prenderla dopo che sei veterano o non so cosa volessero inventarsi. Ho dovuto firmare un contratto di <strong>un altro anno</strong> per poter aspettare l&#8217;entrata in vigore di una nuova legge, ma era già troppo tardi per l&#8217;inizio della guerra. Quindi eccomi qui&#8221;.</p>
<p><strong>Ha pensato di fuggire?</strong></p>
<p>&#8220;Quando, il primo giorno, è iniziata l&#8217;operazione, io volevo provare a disertare, ma era troppo pericoloso per me cercare di allontanarmi dalle posizioni perché si rischiava di finire sotto bombardamenti pesanti e colpi di artiglieria. Così ho aspettato fino a quando non ci siamo ritirati. Ho provato a <strong>disertare</strong> e ho visto che si combatteva in lontananza. Quindi non ero ben sicuro della situazione e sapevo che se fossi andato in quella direzione e fossi stato catturato, difficilmente sarei stato visto come un disertore. E non sarei mai stato scambiato. Così il comandante disse di aspettare a Mariupol e cercare un passaggio verso Zaporizhzhia&#8221;.</p>
<p><strong>Poi cos&#8217;è successo?</strong></p>
<p>&#8220;Quando siamo arrivati lì ci dissero che <strong>eravamo circondati</strong> e sa, anche le persone di lì, c&#8217;erano soldati ucraini nella mia unità che volevano disertare e <strong>non volevano combattere</strong>. C&#8217;erano anche altri stranieri che ho incontrato e cercavano di far aprire gli occhi ai comandanti affinché sapessero com&#8217;era la situazione davvero. Preferivano lasciare la città e permettere che rimanesse in piedi piuttosto che rimanere lì e causare distruzione in questo modo. Non li hanno ascoltati.<br />
Noi, come ho detto, sapevamo come era la situazione. I russi stavano avanzando dalla direzione della Crimea e le forze della DPR stavano arrivando dalle altre due direzioni. Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che se si è circondati <strong>non c&#8217;è via d&#8217;uscita&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Come hanno reagito gli altri marines?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;erano molti soldati che si sentivano <strong>delusi</strong>. Si sono sentiti traditi dal regime di Kiev. Be&#8217; in pratica ci hanno <strong>lasciati a morire</strong>. Ci hanno messo in questa posizione e continuavano a dire: &#8220;Oh, i nostri eroi stanno ancora difendendo Mariupol&#8221;. Ma in quel momento intorno a noi c&#8217;erano forse 200 chilometri in territorio nemico. E ho trovato così paternalistico che quella cantilena fosse come un modo per mostrarci una carotina, un <strong>premio di consolazione</strong>. Ma non stavano facendo nulla per aiutarci ad uscire da quella situazione. Sa, i russi e la DPR ci hanno offerto, come al nostro comando, la possibilità di attraversare un corridoio verso il territorio ucraino. L&#8217;unica cosa che avremmo dovuto fare era deporre le armi e andarcene, era tutto quello che dovevano fare e potevamo riprenderci la nostra vita e tornare in territorio ucraino. I comandanti ucraini a Mariupol hanno rifiutato questa offerta. Al tempo nessuno di noi ne aveva sentito parlare. Io l&#8217;ho saputo forse due settimane dopo. La cosa mi irrita molto&#8230;&#8221;</p>
<p><strong>La irrita?</strong></p>
<p>&#8220;Sì, perché avevano la possibilità di lasciare pacificamente la città. Lasciando le nostre armi, lasciando qualsiasi cosa e tornando dalle nostre famiglie. Ma loro hanno scelto di non farlo e di metterci in quella posizione in cui sapevano che molti di noi sarebbero morti o sarebbero stati catturati. Noi ci siamo arresi, altri sono andati a cercare una via d&#8217;uscita, e i comandanti che hanno preso queste decisioni sono finiti per rimanere chiusi dentro l&#8217;<strong>Azovstal</strong> con il Battaglione Azov, eccetera.<br />
Anzi, la cosa in realtà non mi irrita mi fa proprio arrabbiare, il fatto che abbiano preso queste decisioni quando gli era stata offerta una via d&#8217;uscita&#8221;.</p>
<p><strong>Avevano qualche piano d&#8217;emergenza magari&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Io non so per quanto tempo avessero intenzione di rimanere lì dentro i nazionalisti che dicevano di voler combattere, lottare fino alla morte, come direbbero alcuni di loro, di combattere come una specie di <strong>vichinghi</strong>. Ma invece la cosa che trovo davvero ironica è che gli è stato ordinato di arrendersi e loro si sono arresi, <strong>facendo comunque</strong> tutto quello che dicevano di non voler mai fare per una via d&#8217;uscita pacifica. La DPR e i russi hanno dato all&#8217;Ucraina qualche giorno prima dell&#8217;operazione l&#8217;opportunità di lasciare Donetsk e Lugansk, se l&#8217;avessero fatto, dubito fortemente che sarebbe successo qualcosa di simile. Avrebbero rispettato l&#8217;accordo, ringraziato, e avrebbero detto: &#8216;Ok ora possiamo lavorare ad una soluzione pacifica con il dialogo&#8217;. Ma l&#8217;Ucraina, come ho detto, negli ultimi otto anni ha rifiutato qualsiasi tipo di dialogo. E questo è il punto in cui ci troviamo oggi&#8221;.</p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/da-londra-allucraina-per-combattere-i-russi-ora-sono-condannato-a-morte.html">Da Londra all&#8217;Ucraina per combattere i russi: &#8220;Ora sono condannato a morte&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come avviene lo scambio dei prigionieri tra russi e ucraini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-avviene-lo-scambio-dei-prigionieri-tra-russi-e-ucraini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 13:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[assedio Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[scambio prigionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Propongo uno scambio tra questo vostro uomo e gli uomini e donne ucraini detenuti dai russi!. A dirlo nelle scorse ore è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a proposito dell&#8217;arresto di Viktor Medvedchuk, oligarca filorusso vicino a Putin catturato ieri dagli ucraini. La proposta di Zelensky, anche se al momento sembrerebbe poco presa in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-avviene-lo-scambio-dei-prigionieri-tra-russi-e-ucraini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220413115350964_bc17e21093d931c7ef142c62e553db7d-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Propongo uno scambio tra questo vostro uomo e gli uomini e donne ucraini detenuti dai russi!. A dirlo nelle scorse ore è stato il presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">Volodymyr Zelensky</a>, a proposito dell&#8217;arresto di <strong>Viktor Medvedchuk</strong>, oligarca filorusso vicino a Putin catturato ieri dagli ucraini. La proposta di Zelensky, anche se al momento sembrerebbe poco presa in considerazione con Mosca che parla del pericolo di &#8220;processi sommari&#8221; contro Medvedchuk, rilancia un tema molto delicato in questa guerra. Quello cioè relativo ai <strong>prigionieri</strong> di guerra. Lo scambio di soldati finiti nelle mani dei rispettivi nemici è uno dei passaggi più delicati sia durante il conflitto che dopo. In Ucraina il primo è avvenuto il 24 marzo. Ne sono seguiti altri, alcuni annunciati ufficialmente e altri invece avvenuti sottobanco. Ma in che modo russi e ucraini lavorano per il ritorno a casa dei prigionieri?</p>
<h2>I tre scambi di prigionieri dall&#8217;inizio della guerra</h2>
<p>A fine marzo gli ucraini hanno potuto dare un volto e un nome al militare che il 24 febbraio, primo giorno di conflitto, ha mandato a quel paese l&#8217;equipaggio di una nave militare russa che chiedeva la resa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/lattacco-allisola-dei-serpenti.html">guarnigione ucraina presente sull&#8217;isola dei Serpenti</a>. Si chiama <strong>Roman Gribov</strong> ed è originario della regione di Cherkasy. Le sue parole hanno contribuito ad innalzare molto il morale della popolazione ucraina. Anche perché la propaganda di Kiev inizialmente aveva detto che dopo il plateale diniego ad arrendersi, tutti e 13 i soldati presenti sull&#8217;isolotto posto sul Mar Nero erano stati uccisi. Non era vero. Ma quell&#8217;intercettazione diffusa sui media ha rappresentato, agli occhi dell&#8217;opinione pubblica, il primo secco &#8220;<em>Niet</em>&#8221; alla resa. Gribov è tra i primi prigionieri di guerra rientrati a casa. Assieme a lui, anche le 15 soldatesse incontrate dalla vicepremier <strong>Irina Vereshchuk</strong>, ritrovate con la testa rasata dopo alcuni giorni di prigionia, rappresentano il segno tangibile dell&#8217;avvio dello scambio di soldati e civili detenuti da entrambe le parti.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3M4xR6y"><strong>L&#8217;attacco all&#8217;Isola dei Serpenti</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Il primo vero scambio è del 24 marzo. Un mese esatto dopo l&#8217;avvio del conflitto. Forse quindi una data non scelta per caso. A dare notizia di quello scambio è stata ancora una volta Irina Vereshchuk: &#8220;Il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html">presidente Zelensky</a> &#8211; ha dichiarato alla stampa &#8211; ha firmato un atto che ha dato il via al primo scambio di prigionieri. In cambio di 10 occupanti catturati, abbiamo ritirato 10 dei nostri militari&#8221;. In quell&#8217;occasione inoltre c&#8217;è stato uno scambio di civili: gli ucraini hanno fatto tornare in Russia gli 11 marinai salvati da una nave affondata a largo di Odessa mentre, dall&#8217;altro lato, i russi hanno permesso il rientro a casa di 19 ucraini catturati nei giorni precedenti sulla nave da soccorso <strong>Sapphire</strong>.</p>
<p>Il secondo scambio è avvenuto invece il 2 aprile. Kiev in questo caso ha reso noto soltanto il numero di soldati ucraini tornati in patria: &#8220;86 nostri eroi sono adesso a casa&#8221;, ha sottolineato quel giorno la vice premier. Tra gli 86 liberati anche le 15 donne incontrate dalla stessa Vereshchuck. Infine il 9 aprile il terzo e ultimo scambio fin qui ufficialmente registrato. Dodici militari ucraini e quattordici civili sono rientrati a casa. Poi ci sono anche scambi non resi pubblici. Coinvolgono diversi civili, tra cui ad esempio sindaci arrestati dai russi nei territori occupati nel sud dell&#8217;Ucraina. Il caso più famoso in tal senso è quello di <strong>Ivan Fedorov</strong>, sindaco di <strong>Melitopol</strong> rientrato tra le fila ucraine dopo lo scambio con 9 militari russi.</p>
<h2>Gli accordi tra Mosca e Kiev per il rientro a casa dei soldati</h2>
<p>Lo scambio di prigionieri non è un fatto secondario. In un contesto dove tra le parti vige la più assoluta <strong>diffidenza</strong>, dove i negoziati non decollano, dove a parlare sono unicamente le <strong>armi</strong> e dove, infine, spesso non si riesce a trovare un&#8217;intesa sui <strong>corridoi umanitari</strong>, il fatto che avvenga un passaggio di mano di soldati e civili detenuti dalla parte avversaria è l&#8217;unico aspetto che rende vivo un canale di dialogo. Non era quindi affatto scontato che decine di militari, da una parte e dall&#8217;altra, fossero scambiati in queste settimane così difficili. In una fase poi dove sono emerse, da una parte e dall&#8217;altra, casi di torture sui prigionieri, elemento in grado di aumentare lo scetticismo in fase di contrattazione.</p>
<p>Alcuni scambi, hanno fatto sapere fonti diplomatiche ai media ucraini, sono stati concordati negli incontri ufficiali tra le delegazioni. Altri invece sono il frutto di singole mediazioni avvenute in territori terzi. Sul <em>Corriere della Sera</em> Giusi Fasano ha raccontato di possibili incontri avvenuti nei giorni scorsi in <strong>Turchia</strong> oppure, più probabilmente, in <strong>Bielorussia</strong>. Riportare a casa i prigionieri è tra le priorità sia di Kiev che di Mosca. Tanto che le contrattazioni vanno oltre l&#8217;attuale clima di stallo politico. Una volta concordato il numero di detenuti da scambiare, le due parti diramano delle liste di nomi e poi si arriva alla fase finale. Quella cioè della liberazione delle persone da scarcerare e degli incontri per il loro rilascio. Uno di questi è avvenuto sicuramente a <strong>Zaporizhzhia</strong>, lì dove le posizioni degli ucraini e dei russi avanzati nel sud del Paese sono molto vicine. Altri incontri in tal senso sarebbero avvenuti nell&#8217;est dell&#8217;Ucraina.</p>
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		<title>L&#8217;ombra del dossier nucleare sulla liberazione dei prigionieri: cosa nasconde l&#8217;accordo Iran-Uk</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lombra-del-dossier-nucleare-sulla-liberazione-dei-prigionieri-cosa-nasconde-laccordo-iran-uk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 15:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-300x179.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-1024x612.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-768x459.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-1536x918.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-2048x1223.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era detenuta in Iran dal 2016 in seguito a (contestate) accuse di spionaggio. Adesso l&#8217;operatrice umanitaria con doppia cittadinanza Nazanin Zanghari-Ratcliffe è stata liberata ed è pronta a tornare nel Regno Unito, dove potrà riabbracciare il marito Richard e la figlia Gabriella. Insieme alla 43enne Nazanin, Teheran ha rilasciato anche Anoosheh Ashoori, imprenditore imprigionato nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-del-dossier-nucleare-sulla-liberazione-dei-prigionieri-cosa-nasconde-laccordo-iran-uk.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-del-dossier-nucleare-sulla-liberazione-dei-prigionieri-cosa-nasconde-laccordo-iran-uk.html">L&#8217;ombra del dossier nucleare sulla liberazione dei prigionieri: cosa nasconde l&#8217;accordo Iran-Uk</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-300x179.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-1024x612.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-768x459.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-1536x918.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220316164226303_c3af6979d55d435db97e0e8f5f8bf545-2048x1223.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Era detenuta in Iran dal 2016 in seguito a (contestate) accuse di spionaggio. Adesso l&#8217;operatrice umanitaria con doppia cittadinanza <strong>Nazanin Zanghari-Ratcliffe</strong> è stata liberata ed è pronta a tornare nel <strong>Regno Unito</strong>, dove potrà riabbracciare il marito Richard e la figlia Gabriella. Insieme alla 43enne Nazanin, Teheran ha rilasciato anche <strong>Anoosheh Ashoori</strong>, imprenditore imprigionato nel 2017.</p>
<p>&#8220;Sono molto lieto di confermare che l&#8217;ingiusta detenzione di Nazanin Zaghari-Ratcliffe e Anoosheh Ashoori in Iran è terminata e che ora torneranno nel Regno Unito&#8221;, ha dichiarato il premier britannico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a> in un messaggio sul suo profilo Twitter. In realtà è stato rilasciato anche un terzo prigioniero, <strong>Morad Tahbaz</strong>, anch&#8217;egli anglo-iraniano da tempo trattenuto in Iran. Liz Truss, ministra degli Esteri del governo Tory, ha spiegato che l&#8217;uomo è stato invece al momento rilasciato dal carcere solo &#8220;su cauzione&#8221; e che il Foreign Office &#8220;continua a lavorare per assicurare anche la sua partenza&#8221; da Teheran.</p>
<p>In ogni caso, in seguito alla liberazione dei due <strong>cittadini anglo-iraniani</strong>, il governo britannico ha fatto sapere di aver saldato un debito dal valore <strong>400 milioni di sterline</strong> con l&#8217;<strong>Iran</strong>. Non sono stati rilasciati dettagli dell&#8217;accordo che ha permesso di porre fine alla lunga odissea di Nazanin, dipendente della Fondazione Thomson-Reuters, e formalizzato la partenza dell&#8217;ingegnere Ashoori.</p>
<h2>L&#8217;ombra del dossier nucleare</h2>
<p>Questi sono i fatti nudi e crudi. Dietro al rilascio dei prigionieri potrebbe tuttavia nascondersi qualcosa di molto interessante. Prima di proseguire oltre, urge una premessa: al momento non è chiaro se la liberazione sia avvenuta per la <strong>scadenza dei termini</strong> della pena o se in seguito a uno specifico <strong>accordo</strong> tra Regno Unito e Iran. Ipotizzando quest&#8217;ultima pista, di quale accordo potrebbe trattarsi?</p>
<p>Al netto del saldo del debito, potrebbe esserci dell&#8217;altro. Considerando quanto sta accadendo in <strong>Ucraina</strong>, dove &#8211; più o meno indirettamente &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-partita-si-allarga-a-mosca-in-gioco-il-nucleare-iraniano.html">stanno agendo tutte le diplomazie di quei Paesi</a> che giocano un ruolo chiave nel Medio Oriente, non è da escludere un coinvolgimento del dossier sul <strong>nucleare iraniano</strong>. Anche perché, nelle ore precedenti il rilascio, dalla Francia è rimbalzato un appello interessante.</p>
<p>Parigi ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro: è arrivato il momento di concludere l&#8217;accordo sul nucleare iraniano che è stato negoziato a Vienna, dopo che sono state date garanzie alla Russia sulla sua cooperazione con la Repubblica islamica. &#8220;C&#8217;è un&#8217;<strong>urgenza cruciale</strong> di concludere&#8221; visti i passi in avanti compiuti da Teheran verso l&#8217;acquisizione dell&#8217;atomica, hanno fatto sapere dalla capitale francese. Da questo punto di vista, la liberazione dei prigionieri potrebbe (il condizionale è d&#8217;obbligo) essere un segnale distensivo in vista di un imminente accordo.</p>
<h2>Guerra in Ucraina, Iran, Occidente</h2>
<p>Lo scorso 8 marzo, il ministero degli Esteri francesi affermava in una nota che l&#8217;accordo sul nucleare iraniano era molto vicino. Allo stesso tempo, a Parigi erano tuttavia &#8220;preoccupati per il rischio che ulteriori scadenze&#8221; potessero &#8220;pesare sulla possibilità di concludere&#8221; l&#8217;intesa. Londra, Parigi e Berlino, riportava il comunicato, lanciavano inoltre un appello &#8220;a tutte le parti ad avere un approccio responsabile&#8221;. Il <strong>Regno Unito</strong>, sulla scia del dossier nucleare, potrebbe teoricamente aver saldato il proprio debito e spinto per la liberazione dei prigionieri.</p>
<p>Ricordiamo che stiamo parlando di un debito reclamato da oltre 40 anni dall&#8217;Iran. La somma faceva riferimento a una fornitura di <strong>carri armati britannici</strong> Chieftain, già dall&#8217;Iran dello Shah, ma la cui consegna era stata congelata unilateralmente dal <strong>1979</strong> da Londra in seguito alla rivoluzione khomeinista. Secondo indiscrezioni dei media, la diplomazia del Regno aveva offerto già da qualche tempo &#8211; sotto gli ultimi governi Tory &#8211; una disponibilità a ripianare quel vecchio pagamento. La situazione, a quanto pare, si sarebbe sbloccata soltanto adesso. Vedremo se nei prossimi giorni emergeranno ulteriori dettagli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-del-dossier-nucleare-sulla-liberazione-dei-prigionieri-cosa-nasconde-laccordo-iran-uk.html">L&#8217;ombra del dossier nucleare sulla liberazione dei prigionieri: cosa nasconde l&#8217;accordo Iran-Uk</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Prigionieri di guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/prigionieri-di-guerra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 09:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-2-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-2-5.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-2-5-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-2-5-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-2-5-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/copertina-video-YouTube-Thumbnail-2-5-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Parlano i prigionieri di guerra russi in mano agli Ucraini: "Siamo stati mandati qui con l'inganno, è una guerra che non volevamo prima come adesso. Ci hanno ordinato di partire per l'Ucraina per liberarla dai nazisti e da Bandera". Ma c'è anche chi è stato spedito in Ucraina con l'inganno: "Ci avevano detto di mettere in moto i blindati, ma di non aver paura perché non saremmo andati in guerra. La notte il convoglio si è messo in movimento e il 24 mattina mi sono svegliato in Ucraina".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/prigionieri-di-guerra">REPORTAGE | Prigionieri di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Clicca <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-di-putin-allucraina/la-paura-dei-soldati-russi-arrestati-da-kiev-mandati-a-morire-noi-carne-da-cannone.html">QUI</a> per il reportage completo</p>
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