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	<title>Poste Italiane Archives - InsideOver</title>
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	<title>Poste Italiane Archives - InsideOver</title>
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		<title>Poste e il pendolo dello Stato: la privatizzazione avanza ma senza dichiararsi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/poste-e-il-pendolo-dello-stato-la-privatizzazione-avanza-ma-senza-dichiararsi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Poste Italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da tempo Poste non è più soltanto il luogo delle lettere e dei bollettini ma è diventata un crocevia finanziario, logistico, digitale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-e-il-pendolo-dello-stato-la-privatizzazione-avanza-ma-senza-dichiararsi.html">Poste e il pendolo dello Stato: la privatizzazione avanza ma senza dichiararsi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424092200194_3fd30cc4041c5aab8e9b853acfa52c84-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è un modo tutto italiano di privatizzare: non si abbatte il vecchio edificio, lo si svuota lentamente dall’interno, lasciandone in piedi la facciata. Nel caso <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html" type="post" id="510234">di Poste Italiane,</a></strong> il punto non è tanto stabilire se ci troviamo davanti a una privatizzazione totale, perché così non è, quanto capire la direzione di marcia. Da tempo l’azienda non è più soltanto il luogo delle lettere, dei bollettini, dei libretti e delle pensioni. <strong>È diventata un crocevia finanziario, logistico, assicurativo, digitale. </strong>E proprio per questo è finita al centro di una trasformazione che viene raccontata come modernizzazione, ma che ha un significato più preciso: ridurre progressivamente il peso della missione pubblica e aumentare quello della redditività.</p>



<p>Il nodo politico sta tutto qui. Poste continua a essere percepita da milioni di italiani come un presidio dello Stato, una presenza concreta soprattutto nei territori dove altri servizi arretrano o spariscono. Ma contemporaneamente viene trattata come un grande attivo da valorizzare, <strong>una società da cui estrarre risorse, dividendi, margini di manovra industriale.</strong> È una doppia natura che finora ha garantito un vantaggio a tutti coloro che siedono nei piani alti del sistema: la politica conserva un’influenza decisiva su nomine e strategie, il mercato beneficia della solidità dell’azienda, il bilancio pubblico intravede nella cessione di quote una scorciatoia utile. A pagare il prezzo di questo equilibrio sono, come spesso accade, i cittadini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da servizio universale a macchina polivalente</h2>



<p>La parabola di Poste è istruttiva. Il vecchio servizio postale, già da tempo sotto pressione per il calo della corrispondenza tradizionale, è stato progressivamente affiancato e in parte oscurato da attività molto più redditizie: pagamenti, risparmio gestito, assicurazioni, logistica, telefonia, servizi digitali. Non è un’anomalia soltanto italiana: <strong>in molti Paesi gli operatori postali hanno cercato nuove fonti di ricavo. </strong>Ma in Italia questo processo assume un valore diverso, perché Poste non è una semplice impresa di mercato. È una rete nazionale capillare, costruita in decenni di presenza pubblica, e proprio questa capillarità le dà un peso che nessun altro soggetto possiede.</p>



<p>Quando un’infrastruttura del genere viene spinta sempre più verso logiche finanziarie, il problema non è soltanto societario. Diventa sociale e territoriale. Nei piccoli centri, nelle aree interne, tra gli anziani e tra chi ha meno familiarità con il mondo digitale, lo sportello di Poste non è un dettaglio: è un punto di contatto con lo Stato, talvolta l’ultimo rimasto. Se il criterio dominante diventa la redditività, tutto ciò che non produce margine rischia di essere considerato un costo improprio. Da quel momento in poi il linguaggio cambia: non si parla più di presidio, ma di razionalizzazione; non di servizio, ma di efficienza; non di arretramento, ma di innovazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’equivoco italiano sul mercato</h2>



<p>Il dibattito su Poste rivela anche un equivoco più ampio. In Italia si invoca il mercato quando serve fare cassa o mostrare disciplina finanziaria, ma si richiama la mano pubblica quando l’azienda è troppo strategica per essere lasciata davvero a se stessa. Così nascono creature ibride, formalmente quotate e orientate al rendimento, ma sostanzialmente immerse in un sistema di protezione politica e decisione pubblica. <strong>Non è un vero mercato, e non è più neppure un vero servizio pubblico.</strong> È una forma di transizione permanente che ha il difetto di sommare i limiti di entrambi i modelli.</p>



<p>Anche per questo la discussione sull’ulteriore apertura al capitale privato rischia di essere fuorviante se ridotta a una questione di percentuali. <strong>Il problema non è soltanto quanto lo Stato possieda, ma quale indirizzo assegni all’azienda. </strong>Se Poste deve restare un’infrastruttura nazionale, allora la sua funzione non può essere misurata solo con i parametri di Borsa. Se invece deve diventare una società sempre più orientata ai ritorni finanziari, allora bisogna avere l’onestà di dire che il servizio universale sarà destinato, prima o poi, a un ruolo subordinato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cittadino trasformato in cliente</h2>



<p>La trasformazione di Poste racconta infine una mutazione culturale più profonda. Il cittadino non viene più considerato titolare di un diritto a un servizio diffuso e affidabile, ma <strong>cliente di una piattaforma che offre prodotti.</strong> È una differenza decisiva. Nel primo caso l’obiettivo è garantire accesso, continuità, presenza. Nel secondo è vendere, diversificare, ottimizzare. Questa sostituzione silenziosa è il cuore della privatizzazione reale, molto più della cessione formale di una quota azionaria.</p>



<p>Per questo la vicenda di Poste non riguarda solo un’azienda. Riguarda l’idea stessa di Stato che si vuole conservare. Se ogni grande rete pubblica viene considerata soprattutto come un serbatoio di valore da monetizzare, prima o poi si arriva a un punto di non ritorno: <strong>i servizi restano in piedi abbastanza da mantenere la fiducia, ma non abbastanza da svolgere pienamente la loro funzione. </strong>È il modello della riduzione graduale, dell’erosione senza clamore, della trasformazione senza dichiarazione.</p>



<p>Alla fine, il rischio non è che Poste sparisca. È che continui a esistere, ma in una forma rovesciata: meno postino della Repubblica e più grande conglomerato che usa la propria origine pubblica come garanzia di credibilità, mentre si allontana, poco a poco, dal compito che ne aveva giustificato la presenza. Ed è in questo passaggio che si misura una scelta politica di fondo: se il Paese voglia ancora istituzioni economiche al servizio della collettività oppure soltanto grandi contenitori da mettere a reddito finché conviene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-e-il-pendolo-dello-stato-la-privatizzazione-avanza-ma-senza-dichiararsi.html">Poste e il pendolo dello Stato: la privatizzazione avanza ma senza dichiararsi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Poste-Telecom, le prove tecniche del nuovo capitalismo di Stato italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Poste Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L&#8217;offerta pubblica di acquisto e scambio con cui Poste Italiane intende acquisire Telecom Italia per 10,8 miliardi di euro rappresenta una prova tecnica del nuovo presidio pubblico dell&#8217;economia e dei settori strategici da parte dello Stato italiano e la risposta sostanziale a quel dubbio operativo emerso con la cessione delle dorsali di rete dell&#8217;ex monopolista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html">Poste-Telecom, le prove tecniche del nuovo capitalismo di Stato italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L&#8217;offerta pubblica di acquisto e scambio con cui <strong>Poste Italiane intende acquisire Telecom Italia</strong> per 10,8 miliardi di euro rappresenta una prova tecnica del nuovo <strong>presidio pubblico dell&#8217;economia e dei settori strategici</strong> da parte dello Stato italiano e la risposta sostanziale a quel dubbio operativo emerso con la <strong>cessione delle dorsali di rete</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html"><strong> dell&#8217;ex monopolista telefonico</strong> al consorzio NewCo guidato dal fondo americano Kkr.</a> </p>



<p>L&#8217;obiettivo è realizzare un&#8217;integrazione di sistema orientata su <strong>logistica, servizi e dati </strong>in un perimetro gestibile dallo Stato, che controlla le Poste tramite il Tesoro e <strong>Cassa Depositi e Prestiti.</strong> Poste a fine 2025, lo ricordiamo, ha liquidato definitivamente i francesi di Vivendi subentrandovi completamente e completando un percorso che ha <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">portato il gruppo guidato da Matteo Del Fante al <strong>27,32% dell&#8217;azienda di Via Negri</strong></a>, per la quale oggi si prevede, in caso di successo dell&#8217;operazione con l&#8217;adesione dei due terzi degli azionisti di Telecom, il definitivo ritiro dalla Borsa di Milano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Poste e il governo, prove tecniche di capitalismo di Stato</h2>



<p><strong>Il governo di Giorgia Meloni si inserisce, con l&#8217;operazione concordata da primo azionista</strong>, seppur in forma indiretta, di Poste in un trend chiaro, orientato a inserire il presidio pubblico in un contesto di <strong>economie di scala per lo sviluppo di soluzione tecnologiche e digitali</strong> che potrebbero avere tramite la modernizzazione di due aziende storiche un grande sviluppo. </p>



<p>Poste prevede dal piano strategico 2024-2028 di diventare una <strong>piattaforma finanziaria, tecnologica e logistica</strong> capace di unire gestione del risparmio, soluzioni di pagamento, distribuzione. A febbraio ha comunicato un <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/poste-2025-record-ricavi-131-miliardi-utile-netto-10percento-AIUfUkdB">Ebitda record, in crescita del 10%, a 3,2 miliardi di euro</a>, per il 2025. <strong>L&#8217;azienda è ben oltre gli uffici postali</strong> e nel comunicato ufficiale con cui annuncia l&#8217;Opas scrive di voler partecipare allo sviluppo di un &#8220;polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale&#8221;, <strong>entrando dunque nello spirito del tempo del nuovo capitalismo politico</strong> che dagli Usa alla Francia ha visto più volte l&#8217;operatività spinta dei decisori politici in economia. </p>



<p><a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/poste-vuole-tutta-tim-una-scossa-per-litalia-ecco-perche/">Del resto, nota <em>AgendaDigitale.eu</em>, &#8220;</a>Tim è primo azionista e motore operativo del <strong><a href="https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/polo-strategico-nazionale-perche-e-il-cuore-della-sovranita-cloud-italiana/">Polo Strategico Nazionale</a></strong>, la più avanzata iniziativa europea di cloud sovrano, sviluppata insieme a Leonardo, CDP e Sogei, e gestisce la più grande rete di <a href="https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/datacenter-in-italia-un-boom-che-fa-ben-sperare-quali-opportunita/">data center in Italia</a> con <strong>17 strutture</strong> di cui <strong>8 di ultima generazione</strong> certificate ai massimi livelli internazionali&#8221;, in un contesto in cui &#8220;la sua infrastruttura garantisce il controllo diretto delle <strong>chiavi crittografiche</strong> e delle infrastrutture di calcolo, in conformità con le normative <strong><a href="https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/obblighi-di-cyber-sicurezza-come-adeguarsi-alla-direttiva-nis2/">NIS2</a> e <a href="https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/regolamento-dora-cosa-cambia-dal-2025-per-il-settore-finanziario/">DORA</a></strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Labriola con Poste azionista</h2>



<p><strong>Il Ceo di Telecom, Pietro Labriola</strong>,<a href="https://open.spotify.com/episode/6Y4h7dHQlDMR026LzHNpvn?si=WQdRR9iSTjeNkIQhwkE8-w"> ha spesso parlato di <strong>sovranità digitale</strong></a> e anche dopo la vendita della rete a Kkr ha fatto della <strong>gestione dei dati e della scalabilità</strong> una sfida. <strong>L&#8217;ex monopolista ha venduto le reti per liberarsi del fardello debitorio</strong> e per la difficoltà insite a generare, autonomamente, margini operativi dal business tradizionale, facendo del <strong>business di ultima frontiera la nuova missione di Tim</strong>. I capitali di Poste e lo Stato, che in caso di successo del deal controllerà oltre ilò 50% di Telecom aiuteranno a concretizzare tale obiettivo? Questo il calcolo del gruppo di Viale Europa a Roma, quartier generale delle Poste.</p>



<p>In Via Negri a Milano fanno strategia. <a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/poste-vuole-tutta-tim-una-scossa-per-litalia-ecco-perche/">Intervenendo pochi giorni fa al convegno “Verso la sovranità digitale europea” a Bruxelles</a> Labriola ha sottolineato che per le compagnie di telecomunicazioni europee la sfida oggi è la difficoltà a produrre utili e che &#8220;siamo all’alba o al tramonto di un colonialismo digitale&#8221;, in un contesto in cui &#8220;la catena è lineare e non aggirabile: fibra e 5G abilitano il cloud, il cloud abilita l’AI, e nulla di tutto questo si costruisce con operatori che non coprono il costo del capitale&#8221;. Labriola ha <a href="https://euroborsa.it/tim-poste-labriola-sinergie.aspx">rivendicato spesso le <strong>sinergie con Poste, visto come azionista meno intrusivo di Vivendi</strong></a>, e dunque è plausibile che Del Fante e i suoi abbiano anche dato via libera alla recente alleanza con Fastweb+Vodafone per costruire nuovi torri capaci di abilitare il 5G.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tripartizione di Telecom</h2>



<p>Il <strong>governo Meloni intende giocare attivamente la partita del nuovo capitalismo di Stato</strong> e usare l&#8217;asse Cdp-Poste come polmone finanziario per far correre questa nuova strategia. L&#8217;obiettivo è creare un pivot italiano del digitale, delle tecnologie di gestione dei dati e del cloud integrato su scala nazionale. </p>



<p>La base dati e la trasformazione di Poste come piattaforma prima e il suo ingresso in forze in Telecom, coronato da questa azione, mirano a essere il primo passo. A ciò si aggiungerà la scalata del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze a <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>Sparkle, l&#8217;azienda del gruppo Telecom dedicata alla costruzione dei cavi sottomarini,</strong> </a>che Via XX Settembre comprerà assieme a Retelit, e la presenza del Mef nel consorzio NetCo sulle reti al fianco dell&#8217;azionista di maggioranza Kkr e F2i, che peraltro operano in un settore vigilato dal golden power. </p>



<p><strong>Telecom si tripartisce, dunque, per provare a cercare un&#8217;ottimizzazione delle sue funzioni</strong> in un perimetro presidiato dallo Stato. Quanto ciò abiliterà la sovranità digitale e il business dipenderà dall&#8217;effettiva capacità di integrazione. Il piano delle Poste al 2028 è ambizioso e con Telecom potrà correre, se inserito nella cornice di una vera strategia nazionale.</p>



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		<title>Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 13:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Poste Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
		<category><![CDATA[Tim]]></category>
		<category><![CDATA[Vivendi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poste Italiane entra nel capitale Telecom al posto della francese Vivendi. Com'è cambiato l'ex monopolista della rete telefonica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La <strong>lunga saga di Telecom Italia</strong> vive un nuovo capitolo con l&#8217;ingresso di <strong>Poste Italiane</strong> nel capitale dell&#8217;ex monopolista della rete telefonica nazionale al posto di <strong>Vivendi</strong>. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi discutendo<a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html"> con l&#8217;avvocato <strong>Luca Picotti, dopo dieci anni di investimento</strong></a> il gruppo fondato dal magnate francese <strong>Vincent Bolloré ha iniziato la graduale ritirata</strong> dal capitale sociale del gruppo di Via Negri, che sarà sostituito pressoché integralmente da Poste. </p>



<p>Già seconda compagnia nel capitale di Tim, con poco meno del 10%, Poste rileverà almeno il 15% di Vivendi e salirà fino al 24,8% delle quote, contribuendo a una <strong>presenza non solo segnaletica</strong> ma pienamente operativa per riportare di fatto nel perimetro dello Stato, a quasi trent&#8217;anni dalla scelta del <strong>primo governo Prodi di privatizzarla (1997)</strong>, una società strategica e intenta a una profonda evoluzione. Che chiavi di lettura si possono dare a questa strategia? Sono almeno tre i livelli di analisi dell&#8217;affare Tim.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le manovre del Tesoro su Tim</h2>



<p>In primo luogo, lo Stato accetta di <strong>riportare nel perimetro</strong> delle sue attività una Tim frammentata. L&#8217;azione di Poste contribuisce a segnare la definitiva tripartizione del gruppo compiuta per decisione dello Stato. Il Governo Meloni, in continuità con quello di Mario Draghi, ha innanzitutto accettato la scelta del Cda di Tim di <strong>vendere la rete primaria e secondaria</strong> scorporata nella compagnia NetCo al fondo americano Kkr tra il 2023 e il 2024, aprendo di fatto alla prospettiva che il colosso newyorkese del private equity diventasse il kingmaker nella partita italiana della fibra e delle reti, vista la sua parallela partecipazione in Fibercop.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">Il Tesoro è stato partner dell&#8217;operazione</a> e ha, in seguito, contribuito assieme all&#8217;operatore Retelit (controllato dal fondo spagnolo Asterion) a presentare un offerta per Sparkle, <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>la strategica azienda</strong>&nbsp;</a>del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi sottomarini, che per 700 milioni di euro dovrebbe concretizzarne lo scorporo. Ora arriva la terza mossa della mano pubblica: Poste, controllata per due terzi da <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-governi-passano-le-casse-restano-in-cdp-le-fondazioni-danno-ancora-le-carte.html">Cassa Depositi e Prestiti,</a> la banca pubblica di proprietà del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, </strong>diventerà azionista primario in Telecom/Tim. Tre operazioni per una sostanziale divisione dell&#8217;attività: Sparkle potrà godere di vita autonoma, Kkr terrà il controllo dell&#8217;infrastruttura col presidio di sicurezza nazionale del capitale pubblico, Tim resterà una compagnia di servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scacco alla Francia</h2>



<p>E qua veniamo al secondo punto: <strong>la somma di manovre incentivata dal Governo Meloni</strong> segna, di fatto, la fine della <strong>strategia francese di conquista</strong> dell&#8217;operatore di rete. E dunque <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">lo scacco per Parigi nella grande sfida <strong>franco-americana</strong></a> per la conquista della rete, che Vivendi intendeva scalare dal suo ingresso nel decennio scorso e che negli ultimi mesi era entrata nel mirino di un altro gruppo transalpino, Iliad, in sinergia col fondo britannico Cvc.</p>



<p><a href="https://www.repubblica.it/economia/2025/03/31/news/accordo_poste_vivendi_tim-424095929/"><strong>Giovanni Pons su <em>Repubblica</em></strong> ha sottolineato che il Tesoro </a>guidato da Giancarlo Giorgetti he promosso &#8220;stop a francesi e Cvc e via libera a Poste nel capitale di Tim per realizzare le promettenti sinergie industriali tra i due gruppi. La fusione con Iliad potrà essere ancora d’attualità ma a condizioni ben differenti: scorporando la Tim Consumer e facendo entrare lì i francesi, sotto il controllo degli italiani e non viceversa&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il capitalismo politico in scena</h2>



<p>La terza chiave di interpretazione ha a che fare col mutato <strong>vento culturale nella governance dell&#8217;economia</strong> e rilancia l&#8217;idea della presenza dello Stato e delle bandiere nazionali sugli asset, specie quelli legati a compagnie che gestiscono servizi di pubblica utilità o hanno alle spalle importanti investimenti. Dalla possibile sinergia con <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html">Starlink, la costellazione di Internet</a> via satellite gestita da SpaceX, allo sviluppo del 5G nazionale sono molti i campi su cui Telecom deve prendere decisioni che impatteranno a livello di sistema-Paese e su cui, dunque, il presidio indiretto dell&#8217;autorità pubblica è ritenuto prioritario. </p>



<p><strong>Telecom è stata simbolo della vendita sul mercato di monopoli pubblici</strong> nel pieno della svolta degli Anni Novanta. Ora <strong>mostra il nuovo teatro di competizione</strong> fatto dalla sovrapposizione tra la presenza attiva di fondi e conglomerati multinazionali e una tensione al ritorno dello Stato che si manifesta ora in competizione ora in sovrapposizione con l&#8217;altro processo. Rendendo variabile la geometria di un capitalismo sempre più &#8220;politico&#8221; nella scelta delle sue priorità. L&#8217;era di Prodi e delle privatizzazioni sembra lontana un&#8217;era geologica, non trent&#8217;anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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