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	<title>populisti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Sep 2019 16:23:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>populisti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il colpo di coda dei sovranisti: così possono mettere in crisi la coalizione Ursula</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-coda-dei-sovranisti-cosi-possono-mettere-in-crisi-la-coalizione-ursula.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2019 16:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populisti]]></category>
		<category><![CDATA[sovranisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fronte sovranista vive momenti di difficoltà. La coalizione Ursula azzera le possibilità degli euroscettici d&#8217;incidere sui processi decisionali. Le occasioni per un colpo di coda sono ridotte all&#8217;osso. Se riavvolgessimo il nastro della storia di qualche mese, ci accorgeremmo di come la potenza di fuoco prospettata per i partiti che avrebbero dovuto rovesciare l&#8217;Unione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-coda-dei-sovranisti-cosi-possono-mettere-in-crisi-la-coalizione-ursula.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il<strong> fronte sovranista</strong> vive momenti di difficoltà. La <strong>coalizione Ursula</strong> azzera le possibilità degli euroscettici d&#8217;incidere sui processi decisionali. Le occasioni per un colpo di coda sono ridotte all&#8217;osso. Se riavvolgessimo il nastro della storia di qualche mese, ci accorgeremmo di come la potenza di fuoco prospettata per i partiti che avrebbero dovuto rovesciare <strong>l&#8217;Unione europea</strong> sia stata sopravvalutata. Proprio perché pronosticare sul lungo termine è avventato, però, è corretto considerare ogni possibile evoluzione, compreso un capovolgimento delle forze in campo. Tutto sembra poter accadere nel Vecchio continente. I sovranisti possono scomparire dall&#8217;agone da qui a qualche anno, lasciando spazio a un centrodestra a trazione conservatrice e liberale, o riafferrare il <em>momentum</em>, occupando una posizione maggioritaria. Come dice Alain de Benoist, del resto, il sovranismo è pur sempre un elemento della democrazia contemporanea. Finché il sistema di governo occidentale resterà quello democratico, ai sovranisti saranno concesse opportunità. In questo periodo si tratta di tenere botta. E magari qualche parapiglia può aiutare.</p>
<p>Il caos britannico sulla <strong>Brexit</strong>, per esempio, sembra sancire la crisi della visione di <strong>Boris Johnson</strong> e <strong>Nigel Farage</strong>. Ma il primo ministro britannico, nonostante appaia perplesso su questo scenario, ha già domandato al Parlamento di tornare alle urne. Bisogna pur uscire dall&#8217;impasse. Jeremy Corbyn e le altre opposizioni nicchiano, perché sanno che i Tories e il Brexit Party andrebbero verso il successo elettorale. I sondaggi di questi giorni sono facili da leggere: il Partito conservatore è primo, mentre i sovranisti ex Ukip sono forti del 30% delle europee. Ecco che, con la probabile vittoria pro hard Brexit di questa inedita alleanza, la gittata degli euroscettici in Europa tornerebbe a spaventare le cancellerie di <strong>Bruxelles</strong>. Una successione di avvenimenti che può alterare anche le logiche politiche spagnole. Pedro Sanchez e Podemos trattano da mesi, ma un governo ufficiale ed incaricato ancora non c&#8217;è. Se gli spagnoli dovessero votare di nuovo entro la prima metà di novembre, come si vocifera, allora il centrodestra, anche grazie ad un&#8217;alleanza organica con <strong>Vox</strong>, potrebbe davvero sbarcare il lunario. Basta poco, insomma, per innescare un domino favorevole alle forze sovraniste. E queste sono solo le situazioni più verificabili. Poi esistono i mutamenti meno probabili, come una discesa libera della Commissione europea, quella appena insediatasi, <a href="https://it.insideover.com/politica/scandali-giudiziari-nuova-commissione-europea-von-der-leyen.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">per via delle questioni giudiziarie</a>.</p>
<p>Passiamo così alla Germania. La linea di <strong>Angela Merkel</strong> non prevede deroghe: nessun dialogo con i populisti dell&#8217;<strong>Afd</strong>. È un diktat che vale pure per il Parlamento europeo, dove una coalizione popolar-populista non sembra possibile, soprattutto per il solco tracciato dalla Cancelliera. Ma cosa accadrà nel 2023, quando alla Merkel succederà <strong>Annagret Kramp Karrenbauer</strong>? Il neo presidente di partito sembra molto più orientato a spostare a destra l&#8217;asse della coalizione. La Merkel ha sempre guardato all&#8217;Spd. La Karrenbauer potrebbe decidere di coadiuvare un nuovo bipolarismo europeo: da una parte i Socialisti, i Verdi e quello che sino a poco tempo fa si chiamava Alde, dall&#8217;altra il Partito popolare europeo e le forze sovraniste. Un ragionamento omogeneo vale per l&#8217;Italia, dove Matteo Salvini e la Lega hanno la necessità di battere un colpo, strappando al centrosinistra le regioni in cui si voterà nel 2020. Ma serve che la coalizione di centrodestra resti unita. Altrimenti le varie competizioni territoriali diventeranno proibitive. Nel Belpaese un progetto di bipolarismo è già intravedibile. Il fatto che il MoVimento 5 Stelle stia dialogando con il gruppo parlamentare europeo degli ambientalisti, poi, può accelerare la semplificazione partitocratica. Perché verrebbe meno la natura indefinita dei pentastellati. E la coalizione Ursula in salsa italiana, quella che andrebbe dai centristi ai massimalisti di sinistra, non avrebbe senso. Ma è anche a causa di questa motivazione, cioè per evitare che il bipolarismo torni in auge, che i grillini e il Partito democratico stanno riflettendo su una legge elettorale proporzionale.</p>
<p>La partita più ostica, a ben vedere, la gioca sempre <strong>Marine Le Pen</strong>. Perché il double ballot transalpino offre comunque la riproposizione di un modello Ursula. Repubblicani, macroniani e socialisti, al secondo turno delle presidenziali, sono sempre nella condizione di poter operare un tagliafuori nei confronti dei lepenisti. E questo è un problema non risolvibile. A meno che il centrodestra francese non inizi a guardare con favore un&#8217;alleanza con il <strong>Rassemblement National.</strong> La riscossa dei sovranisti, come si può dedurre, passa soprattutto, se non solo, dalla dialettica con i popolari. L&#8217;individualismo elettorale, nella maggior parte dei casi, ha prodotto un gran chiasso, ma non ha consentito al fronte euroscettico di far parte di maggioranze.</p>
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		<title>La complicata partita dei sovranisti: ora devono uscire dallo stallo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-complicata-partita-dei-sovranisti-ora-devono-uscire-dallo-stallo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 05:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populisti]]></category>
		<category><![CDATA[sovranisti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sovranisti europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-1024x440.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sovranisti avrebbero dovuto mutare per sempre gli assetti dell&#8217;Unione europea, ma il blocco operato con la coalizione Ursula inizia a produrre i primi effetti. Se non altro perché di appuntamenti elettorali si tornerà a parlare tra qualche tempo. Adesso, per la coalizione che ha votato Ursula von der Leyen è il momento di cristallizzare il quadro. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-complicata-partita-dei-sovranisti-ora-devono-uscire-dallo-stallo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sovranisti europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marine-Le-Pen-sovranisti-La-Presse-e1568379400792-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <strong>sovranisti</strong> avrebbero dovuto mutare per sempre gli assetti dell&#8217;Unione europea, ma <a href="https://it.insideover.com/politica/una-commissione-che-non-rispetta-il-voto-popolare.html?utm_source=ilGiornale">il blocco operato con la coalizione Ursula</a> inizia a produrre i primi effetti. Se non altro perché di appuntamenti elettorali si tornerà a parlare tra qualche tempo. Adesso, per la coalizione che ha votato <strong>Ursula von der Leyen</strong> è il momento di cristallizzare il quadro. Non c&#8217;è la necessità di aprire troppi canali diplomatici con chi, in funzione delle scorse elezioni europee, aveva promesso che la burocrazia di Bruxelles sarebbe stata ribaltata. L'&#8221;ideologia sovranista&#8221; non avrà troppe occasioni per fare capolino, ricordando agli attori del palcoscenico continentale quale sia il loro peso consensuale tra la cittadinanza. I partiti tradizionali europei ne sono consapevoli. Il caso italiano è forse quello più emblematico: <strong>Matteo Salvini</strong> potrà capitalizzare il consenso, se andrà in coalizione con il centrodestra, alle prossime elezioni regionali. Ma se la maggioranza formata dal Partito Democratico e dal MoVimento 5 Stelle dovesse reggere da qui a fine legislatura, il leader del Carroccio sarebbe costretto ad aspettare il 2023 per poter dire ancora la sua sul piano nazionale. Sarebbero più tre anni e mezzo di stallo. Palazzo Chigi è diventata una meta lontana per il leghista.</p>
<p>Un discorso simile può essere fatto per la Francia di <strong>Emmanuel Macron</strong>: Marine Le Pen si sta preparando alla battaglia per quelle che noi chiameremmo elezioni amministrative ma, considerando che le presidenziali in cui ha trionfato En Marche! si sono svolte nel 2017, i lepenisti del <strong>Rassemblement National</strong> dovranno attendere il 2022 per provare l&#8217;ennesimo assalto all&#8217;Eliseo. E c&#8217;è sempre l&#8217;incognita del doppio turno: quello è uno dei sistemi elettorali con cui il tagliafuori alla maniera della coalizione Ursula viene messo in campo con più facilità. <strong>Angela Merkel</strong>, come annunciato dalla stessa<em> Bundeskanzlerin</em>, abdicherà nel 2023, cioè in concomitanza con la scadenza del suo mandato. <strong>Alternative fur Deutschland</strong>, come verificatosi nella tornata valevole <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-cosa-cambia-con-il-boom-dellafd.html">per la Sassonia e Brandeburgo</a>, può incrementare i consensi. Ma da qui a diventare il primo partito tedesco ce ne passa. E in questo caso l&#8217;incognita, quella che può sbarrare la strada anche in caso di risultati eccezionali per i sovranisti teutonici, ha il nome di <strong>Grosse Koalition</strong>. In Olanda si è votato due anni fa. <strong>Thierry Baudet</strong> dovrà accontentarsi della panchina per i prossimi tre anni. Il Brexit Party di Nigel Farage dipende dalla parabola di Boris Johnson: l&#8217;ex leader dell&#8217;Ukip <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cos-lasse-farage-johnson-pu-dare-scacco-matto-bruxelles-1752131.html">ha offerto al premier britannico un&#8217;alleanza condivisa</a>, per non far sì che i due partiti non siano contrapposti alle possibili elezioni anticipate. In questo caso i sovranisti potrebbero addirittura fare la storia d&#8217;Europa, mettendo a segno il punto decisivo per la Brexit nella sua versione più estrema, quella che non passa da un accordo con l&#8217;Unione europea. Non è ancora noto, però, se in ottobre i britannici saranno davvero chiamati ad esprimersi, in quello che diventerebbe una sorta di secondo referendum. Anzi, Boris Johnson non sembra avere intenzione di scendere da quello scranno, specie dopo il lungo percorso che gli ha consentito di divenire primo ministro.</p>
<p>Vale la pena parlare del caso dell&#8217;Austria, che è la nazione in cui le elezioni legislative, per via dell&#8217;improvvisa caduta dell&#8217;esecutivo popolar-populista coordinato da <strong>Sebastian Kurz</strong>, si terranno tra meno tempo: il 29 settembre. Lo schema potrebbe essere riabilitato, quello con il Partito popolare di Kurz e il Partito della Libertà, che questa volta ha candidato <strong>Norbert Hofer</strong>. Ma anche in relazione a questo caso di specie esistono delle variabili poco prevedibili: il sistema proporzionale può coadiuvare la nascita di coalizioni diversificate.</p>
<p>Passiamo così alla Spagna, dove Pedro Sanchez non ha ancora trovato la quadra per la formazione dell&#8217;esecutivo. Nel caso in cui si rivotasse e la coalizione di centrodestra trovasse prima la vittoria numerica e poi un programma comune per reggere le redini spagnola, allora anche Vox di<strong> Santiago Abascal</strong> avrebbe la sua opportunità. Ma il premier incaricato non cederà lo scettro senza colpo ferire.</p>
<p>Tralasciando il blocco di Visegrad, dove il sovranismo e il conservatorismo sono maggioritari da tempi non sospetti, appare chiaro come in buona parte degli Stati europei i sovranisti rischino di rimanere nel pantano per un periodo di tempo abbastanza prolungato. Uno stallo dal quale semplicemente non si può uscire. A meno che i governi attualmente in carica, tanto quelli appena nati quanto quelli insediatisi tempo fa, cadano. Offrendo alle formazioni euroscettiche una possibilità di rivalsa.</p>
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		<title>Europee, ecco i gruppi e le questioni chiave</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quali-sono-i-gruppi-parlamentari-del-parlamento-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2019 13:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito popolare europeo]]></category>
		<category><![CDATA[populisti]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni europee sono imminenti, ma non a tutti è chiaro quali siano gli attori presenti nel Parlamento continentale e quali libertà di movimento politico abbiano gli eletti nel consesso istituzionale. Un po&#8217; perché lo scenario è dissimile rispetto a quello italiano. Un po&#8217; perché i meccanismi, in fin dei conti, non sono proprio semplici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quali-sono-i-gruppi-parlamentari-del-parlamento-europeo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_1050189-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le<strong> elezioni europee</strong> sono imminenti, ma non a tutti è chiaro quali siano gli attori presenti nel Parlamento continentale e quali libertà di movimento politico abbiano gli eletti nel consesso istituzionale. Un po&#8217; perché lo scenario è dissimile rispetto a quello italiano. Un po&#8217; perché i meccanismi, in fin dei conti, non sono proprio semplici da digerire a livello concettuale. Per comprendere qualcosa in più, vale la pena esordire &#8211; come saprete &#8211;  facendo notare come i partiti presenti nei singoli contesti nazionali scelgano, dopo aver raggiunto i quorum utili all&#8217;ottenimento di scranni, che vengono vinti grazie a percentuali decise mediante leggi nazionali, di iscriversi a questo o a quel gruppo parlamentare. Una premessa scontata, ma necessaria.</p>
<p>Approfondendo la situazione odierna, sappiamo come a dividersi i consensi saranno, con ogni probabilità, sei macro-aree, che vanno differenziate a loro volta per sigle: popolari, che fanno parte tutti del Partito popolare europeo; populisti e sovranisti, che in parte aderiranno all&#8217;Europa delle Nazioni e della Libertà, cioè al gruppo di cui fanno parte coloro che qualche giorno fa <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/comizio-sovranista-milano-salvini-sul-palco-piazza-duomo-1697287.html">erano in piazza</a> del Duomo a Milano, ma che finiranno pure, si vedano per esempio i populisti indefiniti del MoVimento 5 Stelle, nel raggruppamento dell&#8217;Europa della libertà e della democrazia diretta, che insomma è composito; i Socialdemocratici del Pse, a cui si iscriveranno la maggior parte degli eletti progressisti del Vecchio continente; gli ambientalisti e la sinistra massimalista, che fanno gruppo a parte; i liberaldemocratici dell&#8217;Alde, che in questa turnata dovrebbe poter vantare l&#8217;importante variabile, almeno da un punto di vista numerico, rappresentata da Emmanuel Macron e dal suo partito; i conservatori dell&#8217;Ecr. Quindi abbiamo sei categorie, secondo una definizione dottrinale politica, ma almeno sette gruppi parlamentari. A descrivere un quadro completo è stata l&#8217;agenzia <em>Adnkronos.</em></p>
<p>Poi ci sono le alleanze date come possibili sul tavolo delle trattative: le ipotesi, stando ai sondaggi, sono solo due, ma non sono escludibili sorprese. In ogni caso, le rilevazioni che sono state pubblicate prima del blocco delle statistiche sondaggistiche, suggerivano come Ppe e Pse dovessero guardare o all&#8217;Alde o ai populisti a i sovranisti per poter raggiungere una maggioranza. Poiché il secondo scenario è ritenuto improbabile, alla fine risulta essere pronosticabile una coalizione tripartita, come anticipato. Ma a decidere saranno le urne. Bisognerà vedere, poi, a quale gruppo deciderà d&#8217;iscriversi il Brexit Party di <strong>Nigel Farage,</strong> che veniva dato attorno al 30% e primo partito del Regno unito. Sì, alla fine i sudditi di Sua maestà, voteranno come tutti gli altri popoli europei. Ora come ora, però, non è ancora il tempo di scendere a compromessi: i partiti sono impegnati nelle ultime fasi della campagna elettorale, poi avranno luogo eventuali triangolazioni dialettiche.</p>
<p>Si parlava di due eventualità per la composizione della maggioranza: la prima è quella già descritta. La seconda &#8211; come anticipato &#8211; prevede che a scendere a patti siano il Ppe, i &#8220;sovranisti illuminati&#8221; e magari anche i liberali. Ma dipende dai consensi e dalle reciproche volontà. La sensazione è che le discussioni tra gli attori potrebbero durare parecchio prima di trovare la quadra.</p>
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		<title>Dalla Francia alla Polonia i sovranisti all’assalto dell’Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-francia-alla-polonia-i-sovranisti-allassalto-dellue.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:21:04 +0000</pubDate>
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<p>L’operazione è tutto fuorché semplice. I sondaggi dicono che possibilità non ce ne sono. Ma la Lega di Matteo Salvini, che guiderà il “fronte sovranista” alle elezioni europee del prossimo 26 maggio, spera nell’errore statistico. È accaduto spesso negli ultimi tempi che qualche sondaggista prendesse dei granchi. Prima la Brexit del Regno Unito, poi l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca: adesso i populisti potrebbero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-francia-alla-polonia-i-sovranisti-allassalto-dellue.html">[...]</a></p>
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<p>Prima la Brexit del Regno Unito, poi l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca: adesso i populisti potrebbero raggiungere un numero di parlamentari europei utile a non consentire la formazione di una grande alleanza a tre.</p>
<p>Quella che verrebbe formata dal Partito popolare europeo, saldamente in testa nelle rilevazioni, dal Partito socialista europeo, che dovrebbe perdere un buon numero di scranni, ma che dovrebbe tenere botta e dall’Alde, cioè dal raggruppamento liberal democratico, che poi è una delle grandi variabili, specie per via dell’adesione di Emmanuel Macron, di questa turnata elettorale.</p>
<p>Il pallottoliere, ora come ora, può esserci d’aiuto fino a un certo punto. I conti andranno fatti a urne chiuse. Pure sulle alleanze permane qualche incertezza. Certo è che se Matteo Salvini e gli altri non dovessero ottenere un numero di parlamentari ostativo alla riedizione dello status quo, allora tutto questo clamore mediatico sarebbe stato futile. Steve Bannon confida nella “valanga di voti”. Come se in Europa stesse per succedere qualcosa d’imprevisto. Ma sarà così?</p>
<p>Il primo impedimento è arrivato “grazie” alle divisioni: i conservatori dell’Ecr hanno scelto di viaggiare sulla loro direttrice. Jaroslaw Kaczynski e Giorga Meloni hanno preferito un sentiero solitario. L’obiettivo è portare gli altri, soprattutto Viktor Orban, sulle loro posizioni, per poi crescere. Ma la divisione del fronte non è incolume da conseguenze: i voti dei sovranisti e quelli dei conservatori andranno soppesati, tenendo però conto di questa distinzione.</p>
<p>Venendo meno l’Ecr, il “fronte sovranista” ha esteso i suoi confini. Il risultato non è proprio uniforme. All’interno di questo raggruppamento si presentano formazioni politiche contrassegnate da differenze. Luigi Di Maio, in maniera opportunistica, ha attaccato subito il leader del Carroccio per via dei suoi nuovi compagni di viaggio dell’ Ecf. Repubblica ne ha fatto un elenco. Da Elam, che è un partito che opera a Cipro, passando dai Veri finlandesi e dal Partito popolare danese: sono nomi che ascolteremo spesso, in queste settimane, per le posizioni estremiste che rappresentano.</p>
<p>Poi ci sono i partiti che hanno già dimostrato di giocare un ruolo centrale nei rispettivi scenari nazionali: dal Rassemblement National di Marine Le Pen, che ha lanciato come capolista il giovane Jordan Bardella, ad Alternative fur Deutschland di Alice Weidel e agli spagnoli di Vox. Di loro si è già parlato molto, ma il “fronte sovranista” – si può dedurre sin da subito – è parecchio composito.</p>
<p>Sarà il totale derivante dalla possibile quadra con l’Ecr a fare la differenza. Se non dovesse esserci un accordo, quasi tutto potrebbe essere stato vano. Già balla una cifra indicativa: 150 parlamentari, che tuttavia potrebbero non bastare per obbligare gli altri attori a sedersi attorno a un tavolo. E allora? Ci sarebbero i populisti indefiniti dell’Efdd. Da quelle parti, però, non ci sono solo gli alleati italiani del MoVimento 5 Stelle, dati per altro in ribasso, ma pure partiti ascrivibili a sinistra. Come poter contare, allora, sui quei (pochi) seggi e su un’intesta strutturale?</p>
<p>La Lega e gli altri una speranza ce l’hanno. Passa, però, da una capitolazione delle forze politiche che oggi rappresentano la maggioranza a Bruxelles. A sbagliare, ancora una volta, sarebbero stati i sondaggi. In caso contrario, un’alleanza tra popolari, conservatori e sovranisti non sarebbe sufficiente: mancherebbero parecchi scranni per potersi dire maggioritari.</p>
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