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	<title>ponte Archives - InsideOver</title>
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	<title>ponte Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ponte sullo Stretto: per l&#8217;Italia è come l&#8217;Autostrada del Sole</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-soft-power-legato-al-ponte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 05:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1917" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina.webp 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-1024x577.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-768x433.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-1536x866.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-334x188.webp 334w" sizes="(max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p>La costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e le sue ricadute sul soft power italiano: ecco i dati da tenere in considerazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-soft-power-legato-al-ponte.html">Ponte sullo Stretto: per l&#8217;Italia è come l&#8217;Autostrada del Sole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1917" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina.webp 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-1024x577.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-768x433.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-1536x866.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/ponte-stretto-di-messina-334x188.webp 334w" sizes="(max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p>L&#8217;Italia è in grado di realizzare infrastrutture? Il nostro Paese ha le potenzialità, pur non vivendo certo il periodo più florido degli ultimi anni, di mettere in piedi mega opere? È questa una delle domande più frequenti relative alla possibile costruzione del <a href="https://it.insideover.com/economia/quei-corridoi-europei-vitali-per-l-italia.html">Ponte sullo Stretto di Messina</a>. Un quesito che si è fatto strada ultimamente per via delle note vicende che hanno colpito la penisola. </p>



<p>A partire dal disastro del<strong> viadotto Polcevera</strong>, più comunemente noto come &#8220;Morandi&#8221;, a Genova. In quell&#8217;occasione, il ponte sull&#8217;autostrada A10 che attraversa il capoluogo ligure è parzialmente collassato portando con sé oltre 40 vite e contribuendo a dare dell&#8217;Italia un&#8217;immagine di Paese decadente. La ricostruzione, arrivata nel giro di pochi anni, ha solo parzialmente ridato slancio al <strong>soft power legato alle infrastrutture</strong>. La mancata manutenzione del viadotto precedente e le falle emerse nella gestione dell&#8217;opera, sono rimaste come macchie indelebili per la nomea della penisola all&#8217;estero. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il soft power legato alle grandi opere</h2>



<p>L&#8217;immagine collegata allo stato di salute delle reti infrastrutturali non è secondaria. Ci sono Paesi che sulla costruzione di grandi opere basano il proprio soft power. Si pensi alla <strong>Cina</strong> che dei suoi nuovi viadotti e delle sue nuove ferrovie, oramai diffuse capillarmente in tutto il territorio, ha fatto il<strong> simbolo della sua espansione economica</strong>. Oppure, per rimanere in Estremo Oriente, si pensi anche al <strong>Giappone</strong>, famoso in tutto il mondo per i treni ultra veloci e le sue infrastrutture tecnologicamente molto avanzate. Si pensi anche al valore politico dato in Russia alla costruzione del <strong>ponte sullo stretto di Kerch in Crimea</strong>, non a caso oggi tra gli obiettivi più sensibili nel conflitto con l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Ci sono poi città in cui molte grandi opere, concepite per funzioni legate al trasporto, sono diventate<strong> mete turistiche e simboli di intere comunità</strong>. Il riferimento è ad esempio al Golden Gate di San Francisco oppure al Ponte di Brooklyn di New York. In altri contesti, strutture al momento solo immaginate e non emerse nemmeno su documenti progettuali fanno già parlare di sé, come nel caso del tunnel sottomarino di 14 km che<strong> Marocco e Spagna </strong>vorrebbero costruire per collegare direttamente Africa ed Europa. </p>



<p>Ma anche il nostro Paese, negli anni del boom economico, ha avuto nella costruzione di grandi opere una delle migliori cartine tornasole internazionali. L&#8217;<strong>Autostrada del Sole</strong>, giusto per citare un caso, ha rappresentato da subito la nuova spina dorsale della penisola e la sua apertura ha avuto un importante rilievo internazionale. Una circostanza non da poco e non legata esclusivamente alla vanagloria: la costruzione di opere del genere nel secondo dopoguerra<strong> ha alimentato le credenziali dell&#8217;Italia </strong>in un settore, come quello manifatturiero, in cui Roma ancora oggi si attesta al secondo posto assoluto in ambito europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia e le grandi opere</h2>



<p>L&#8217;ultima dato riportato, quello relativo al settore manifatturiero, fa comprendere come l&#8217;Italia ha al suo interno le potenzialità per scommettere sulla costruzione di importanti opere. Del resto, di grandi infrastrutture ne stiamo costruendo molte all&#8217;estero. Nel 2022, durante i mondiali di calcio ospitati in Qatar, milioni di turisti hanno viaggiato sulla <strong>metropolitana di Doha </strong>che, in buona parte, è stata realizzata dagli italiani. Andando in Africa, la cosiddetta <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-e-la-sfida-delle-infrastrutture-in-africa.html">Diga della Rinascita</a>, considerata vitale dagli etiopi e vista in chiave negativa dagli egiziani, è stata innalzata da un&#8217;impresa italiana. </p>



<p>Dunque, il nostro Paese ha ancora, nonostante tutto e nonostante anni di smembramento e ridimensionamento del tessuto industriale, le risorse per impiantare grandi opere. Tra queste anche il Ponte sullo Stretto che, vista l&#8217;attenzione internazionale riservata alle varie vicende progettuali, rilancerebbe molto il &#8220;soft power infrastrutturale&#8221;. Una sfida, qualora i progetti dovessero rivelarsi fattibili, vocata non tanto a un ritorno di immagine fine a sé stesso (o alla gloria del Governo di turno), ma al rilancio delle credenziali del sistema produttivo italiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-soft-power-legato-al-ponte.html">Ponte sullo Stretto: per l&#8217;Italia è come l&#8217;Autostrada del Sole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I dolori del povero Scholz, tradito anche dai  generali bombaroli</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-dolori-del-povero-scholz-tradito-anche-dai-generali-bombaroli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2024 12:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[generali]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<category><![CDATA[taurus]]></category>
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		<category><![CDATA[von Der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scholz Germania Eurogruppo La Presse" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975-1024x547.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il cancelliere Scholz fa il moderato (niente missili Taurus all'Ucraina), i russi diffondono una discussione in cui il ministro della Difesa tedesco discute con i generali come bombardare (con i Taurus) il Ponte di Crimea. Ops!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scholz Germania Eurogruppo La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Olaf-Scholz-ministro-Germania-La-Presse-e1586515984975-1024x547.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Partiamo dai fondamentali. Il nastro in cui alcuni generali dell&#8217;esercito tedesco discutono dell&#8217;efficacia dei missili Taurus a lunga gittata (fino a 500 chilometri),<a href="https://t.me/letteradamosca/19419"> discettando sul modo in cui tali missili potrebbero colpire il Ponte di Crimea</a>, e che è stato pubblicato da <em>Russia Today</em>, è autentico. Lo hanno scritto non solo la solita <em>Bild</em> ma anche <em>Der Spiegel</em> e <em>Berliner Zeitung</em> e, per dire il vero, dopo dieci minuti dall&#8217;ascolto nessuno ne ha più dubitato. Anche perché il ministero della Difesa tedesco ha dovuto ammettere pubblicamente che “secondo la nostra valutazione è stata intercettata una conversazione nel campo della Luftwaffe”. Quindi, punto primo: gran figuraccia dei vertici militari tedeschi, che affrontano temi di tale sensibilità politica e strategica al telefono come se non esistessero i servizi segreti altrui e le intercettazioni. </p>



<p>Secondo: come può avvenire che, nelle stesse ore in cui il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, dichiara che le truppe del suo Paese non metteranno mai piede in Ucraina (checché ne pensi il presidente francese Macron, che ha riscoperto la propria vocazione bellicista), solleva un vespaio con gli inglesi<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-forze-speciali-occidentali-sono-gia-operative-in-ucraina-ecco-tutti-gli-scenari.html"> dichiarando (non si sa se per sbadatezza o apposta) che quelli hanno mandato i loro tecnici militari in Ucraina</a> a installare i missili <strong>Storm Shadow</strong>, e ribadisce che i missili tedeschi Taurus non verrano forniti a Kiev, il suo ministro degli Esteri, Boris Pistorius, discuta con in vertici militari l&#8217;ipotesi esattamente opposta? Prospettando anche l&#8217;impiego dei Taurus in un attacco al Ponte di Crimea, quando il mondo intero sa che la Crimea è il perno di tutta questa crisi e che, se vogliamo avvicinare l&#8217;incubo di un uso di bombe atomiche tattiche da parte della Russia, proprio quello noi occidentali dobbiamo fare: partecipare a un&#8217;offensiva contro la Crimea. Il tutto mentre l&#8217;ineffabile Ursula von der Leyen, non contenta dei danni fatti finora e impegnata a mettere l&#8217;imprimatur della Commissione europea sulle stragi di Gaza, invita i Paesi europei ad unirsi per produrre armi, facendo pure il paragone con i vaccini. </p>



<p>Terzo: è vero che Scholz è un re travicello, che in Germania non lo sopporta più nessuno e i sondaggi dicono che, in caso di voto, verrebbe spazzato via come una pagliuzza in un uragano. Però c&#8217;è da chiedersi perché i russi abbiano deciso di sputtanare in questa misura il leader di un Paese europeo di peso che rifiuta di partecipare al generale delirio bellicista, rendendo noto al mondo che persino all&#8217;interno del suo Governo non lo prendono sul serio.<strong> Sui vari Macron, Scholz, <a href="https://it.insideover.com/politica/ursula-adesso-vattene-ecco-perche-un-von-der-leyen-sarebbe-un-errore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">von Der Leyen</a> e Sunak il ministro degli Esteri russo Lavrov</strong> si è fatto una grassa risata, dicendo quello che peraltro sanno tutti: <a href="https://www.lapresse.it/esteri/2024/03/01/ucraina-lavrov-macron-truppe-occidentali-sono-gia-li/">&#8220;Le truppe dei Paesi della Nato in Ucraina ci sono già&#8221;</a>, senza i tecnici occidentali gli ucraini non potrebbero maneggiare i missili a lunga gittata con cui colpiscono obiettivi militari e civili sul territorio russo. E sono stati i giornali americani a raccontare che <a href="https://www.nytimes.com/2024/02/25/world/europe/cia-ukraine-intelligence-russia-war.html">già subito dopo il 2014 gli Usa avevano disseminato di basi Cia il confine tra Ucraina e Russia.</a> La domanda però resta: perché minare così il Governo tedesco e la sua (già scarsa) credibilità internazionale? Non era meglio lasciare che Scholz proseguisse nel suo tentativo di moderazione? Tra l&#8217;altro, la Germania è l&#8217;unico Paese che ancora indaghi sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream&#8230; Chissà. Forse i russi sanno cose che noi non sappiamo, sia dei mal di pancia del Governo tedesco sia del destino di Scholz. O forse, più semplicemente, qualunque divisione all&#8217;interno del fronte europeo a loro conviene. </p>



<p>È sempre più chiaro, comunque, che esiste una spaccatura tra la guida dell&#8217;Unione Europea, bellicista e iper-atlantista, e molti governi nazionali. Macron continua a sognare l&#8217;esercito europeo, Scholz teme l&#8217;escalation, la Polonia vuole un esercito nazionale forte, la Repubblica Ceca e l&#8217;Ungheria si dissociano ovunque possono, in Olanda non si fa il Governo per non doverlo consegnare al filo-russo Wilders, la Finlandia chiede agli Usa di mandarle i Marines, i Baltici fanno i provocatori convinti che l&#8217;Alleanza Atlantica fornisca loro l&#8217;immunità. È uno dei tanti effetti di questa guerra. La politica, in Europa, la fa la Nato. La Ue fa i commerci.   </p>



<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-dolori-del-povero-scholz-tradito-anche-dai-generali-bombaroli.html">I dolori del povero Scholz, tradito anche dai  generali bombaroli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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