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	<title>polizia Archives - InsideOver</title>
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	<title>polizia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Body cam per le forze di polizia, l&#8217;Italia non le vuole. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/body-cam-per-le-forze-di-polizia-litalia-non-le-vuole-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 13:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Perché in Italia non vengono introdotte le body cam per monitorare l'operato delle forze dell'ordine? Ve lo spieghiamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/body-cam-per-le-forze-di-polizia-litalia-non-le-vuole-ecco-perche.html">Body cam per le forze di polizia, l&#8217;Italia non le vuole. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529224453211_a69a6b1f5430a6cba20e8341bcf0e68a-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Qualsiasi società che abbia delle strutture politiche, economiche istituzionali e non, che non sappiano fornire un senso di sicurezza, non è una società che può ambire all’equilibrio sociale e politico. Perché in un clima di&nbsp; potere e dominio, non si bada alla sofferenza dei più deboli e sfortunati, e soprattutto non verrà mai a galla la verità dei fatti&#8221;. La definizione è di <strong>Franz Foti</strong>, giornalista e docente universitario. Ma se fosse la fotografia proprio della società in cui viviamo?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun monitoraggio sulle forze dell&#8217;ordine</h2>



<p>In un clima di sempre più <strong>crescente di sfiducia</strong>, tensione e paura, <strong>le recenti vicende di abusi di potere da parte delle forze di polizia a Pisa durante una manifestazione giovanile e a <a href="https://it.insideover.com/ambiente/milano-soffocata-dallo-smog-lemergenza-ambientale-del-capoluogo-lombardo.html">Milano </a>all’interno della mura del carcere “Beccaria” </strong>(Istituto Penale per minorenni) hanno fatto emergere questioni decisamente urgenti e necessarie per garantire una tutela ad ampio spettro, altresì reciproca: sia della libertà e incolumità del cittadino quanto delle forze dell’ordine intente a svolgere il loro incarico. Basti pensare che<strong> l’Italia è uno degli 8 paesi su 27 dell’UE a non aver adottato misure di monitoraggio sull’operato delle proprie forze di polizia</strong>, assieme ad Austria, Olanda, Lussemburgo e Cipro.</p>



<p>La questione dei codici identificativi e delle body cam ha una storia lunga e travagliata nel nostro Paese. A partire dalle<strong> violenze avvenute al G8 di Genova nel 2001</strong>, furono portate avanti negli anni da più partiti e dal Consiglio dell’Unione Europea numerose proposte di legge in merito, nessuna delle quali ebbe seguito: nessuna calendarizzazione o linee guida, soltanto raccomandazioni che non furono seguite.</p>



<p>Tuttavia nel gennaio del 2022 si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel: quando il Ministero dell’Interno approva l’inserimento di 949 bodycam tra carabinieri e forze di polizia eppure &#8211; ad oggi &#8211; non vi sono evoluzioni in merito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Body Cam: perché sì</h2>



<p>Si parte dal presupposto che adottare tali misure possa <strong>garantire una maggiore trasparenza nell’operato dell’agente</strong> e, nel caso venga commesso un illecito, questo possa essere imputabile individualmente in maniera molto più rapida di quanto non avvenga ora.</p>



<p>I filmati delle body cam avrebbero un fine probatorio, ma attenzione, a doppio senso: non solo allo scopo di incriminare ma anche per chiarire i fatti di una vicenda e, in caso, a dimostrare l’innocenza dell’operatore.</p>



<p>Tiziana Sicilano, PM aggiunta della procura di Milano, ha gestito numerosi casi di sospetti abusi da parte delle forze di polizia e arriva a constatare che “coordinando il secondo dipartimento, tutti i reati denunciati come commessi da agenti in servizio passano dal mio dipartimento [&#8230;] effettivamente ogni tanto c’è un problema di tipo probatorio: ad esempio molto spesso la prima notizia su un determinato episodio proviene dalla relazione di servizio degli agenti che magari, come dire, c’è la possibilità che rappresentino <strong>una realtà distorta o alleggerita dei fatti</strong> […] trovando soltanto in ritardo nella dichiarazione della parte lesa una versione completamente diversa.”</p>



<p>E ancora: “A questo punto, nel momento in cui c’è acquisizione di video, questi rientrerebbero sotto il codice di procedura penale, ovviamente per accedervi si deve presupporre un illecito e che tali immagini siano prova documentale del reato e dunque si interviene con sequestro a fine probatorio.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una svolta per i processi</h2>



<p>Risulta dunque lampante l’<strong>alleggerimento del carico dei processi</strong>, permettendo un’analisi chiara e dettagliata della vicenda da parte del giudice in modo da poter emettere una sentenza quanto più rapida, corretta ed equa, garantendo a sua volta una forma di tutela reciproca nei confronti delle forze di polizia che operano sul campo e del del cittadino interessato, auspicando una maggiore trasparenza e sicurezza.</p>



<p>Ad oggi l’agente è sì obbligato a portare con sé un tesserino di riconoscimento ma non è altrettanto obbligato ad esibirlo, se non in circostanze di servizio in borghese. Il tutto a norma di una legge che sta per compiere ben 40 anni. (“Decreto del presidente della Repubblica n. 782 del 1985). Sarebbe dunque il caso di ammodernare il sistema legislativo inerente alla questione in modo da permettere un’evoluzione in merito alle nuove, concrete esigenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ostacoli da superare</h2>



<p>La PM Tiziana Siciliano ci dice la sua in merito alla questione: “<strong>Il limite che vedo è proprio di tipo sindacale, ciò viene visto come&nbsp; una sorta di sorveglianza continuativa su un dipendente</strong>, il che potrebbe essere visto come un comportamento anti statale, ricordiamoci che c’è una precisa norma dello statuto dei lavoratori che impedisce di filmare i dipendenti nel corso della loro attività lavorativa”.</p>



<p>Eppure ci sono dipendenti e dipendenti. Com’è possibile che un dipendente garante dell’ordine pubblico sia equiparato, ad esempio, ad un qualsiasi altro tipo di impiegato statale, senza riconoscergli delle responsabilità che richiedono particolari forme di applicazione e tutela? Calcolando anche i fattori di rischio ai quali gli agenti sono sottoposti quotidianamente.</p>



<p>Come sottolineato prima dalla PM Siciliano, l’introduzione di queste misure di riconoscimento sembra dunque ostacolata dalla legge “300, art.4”, del 1970 sulla privacy, la quale stabilisce che: “È vietato l&#8217;uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell&#8217;attività dei lavoratori […] possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna”.</p>



<p>Altra resistenza riscontrata in materia pare provenire per l’appunto dalla realtà sindacale che più volte si è opposta all&#8217;inserimento dei codici identificativi, restando invece più favorevole sulla questione bodycam. Perchè? ve lo spieghiamo subito: La Federazione Sindacale di Polizia e il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia (SIULP) si sono mostrati più volte contrari all’introduzione dei codici identificativi in quanto <strong>ritengono possa essere un sistema ingiusto e che metterebbe in pericolo l’anonimato e l’incolumità degli agenti col rischio di essere riconoscibili ai criminali</strong>.</p>



<p>Ciò, tuttavia, non dovrebbe essere permesso, in quanto l’accesso ai codici identificativi sarebbe accessibile unicamente al magistrato o al capo del comando.</p>



<p>Quello che risulta evidente è che vi sono <strong>sistemi ancora troppo macchinosi e burocrazie stringenti che limitano le introduzioni di nuove norme </strong>a tutela dell’operato degli agenti.</p>



<p>Ciò nonostante qualche piccola conquista pare esser stata raggiunta, nel 2022, per l’appunto, 949 bodycam sono state affidate ad un nucleo ristretto di polizia e carabinieri, un piccolo passo che però necessita di un evoluzione e di un continuo miglioramento, prima che ciò cada nell’oblio.</p>



<p>La strada verso una maggiore trasparenza e sicurezza è lunga e complessa, ma non priva di speranza. Mentre continuiamo a monitorare gli sviluppi e le reazioni delle diverse parti coinvolte, resta fondamentale comprendere come queste misure possano essere integrate efficacemente nel nostro sistema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/body-cam-per-le-forze-di-polizia-litalia-non-le-vuole-ecco-perche.html">Body cam per le forze di polizia, l&#8217;Italia non le vuole. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spente le rivolte, Macron &#8220;tradisce&#8221; la polizia: cosa succede in Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/spente-le-rivolte-macron-tradisce-la-polizia-cosa-succede-in-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo le rivolte di inizio luglio, il partito di Marine Le Pen approfitta dell'antipatia reciproca tra Macron e la polizia francese</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/spente-le-rivolte-macron-tradisce-la-polizia-cosa-succede-in-francia.html">Spente le rivolte, Macron &#8220;tradisce&#8221; la polizia: cosa succede in Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230728152733480_98c7d094b9d69ac62a101ff358090f23-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle notti della follia francese oltre 300 tra municipi, commissariati di polizia e caserme della gendarmeria sono stati attaccati e devastati e decine di migliaia di negozi saccheggiati o semplicemente distrutti: i danni ammontano ad almeno (ma il bilancio è provvisorio) a un miliardo di euro, un conto di gran lunga superiore a quello seguito dopo le rivolte nelle <strong>banlieue</strong> nel 2005. Intanto circa tremilacinquecento <em>casseur</em> (di cui 1124 minorenni) sono stati identificati e arrestati e 647 operatori delle forze dell’ordine sono finiti all’ospedale. &nbsp;</p>



<p>Numeri pesanti che fanno discutere la <strong>Francia</strong> sulle sue fallimentari politiche migratorie e urbane ma anche del rapporto difficile tra il potere politico (l’Eliseo in primis) e la polizia. Non è ovviamente una novità. Da sempre Emmanuel Macron ha avuto un problema di relazioni con le divise e non ha mai nascosto il suo fastidio per i provvedimenti voluti tra il 2005 e il 2007 da Sarkozy, allora ministro degli Interni per rafforzare l’autorità e l’efficienza della polizia. In questi anni ha presidente costantemente promesso una <strong>riforma finalizzata</strong> per ”cambiare radicalmente la cultura, l’organizzazione e il reclutamento della polizia”. Belle parole ribadite ogni volta che qualche poliziotto, a torto o a ragione, veniva incolpato di abuso di potere, discriminazione, atteggiamenti razzisti etc. etc.</p>



<p>Al tempo stesso, un esempio tra tanti, Macron non ha mai voluto (o potuto?) abrogare la assai discussa quanto fumosa legge Cazeneuve del 2017 che consente ad un poliziotto d’aprire il fuoco per legittima difesa in situazioni considerate di pericolo.</p>



<p>Esercizi di equilibrismo imposti dalle ricorrenti <strong>crisi dell’ordine pubblico </strong>che puntualmente attraversano la Francia a partire dall’ondata di violenza scatenata dai “Gilets jaunes” nel 2018. Spaventato dall’intensità delle proteste il presidente preferì prudentemente rinviare qualsiasi discussione ed evitare lo scontro con gli assai combattivi sindacati di categoria.</p>



<p>Un atteggiamento ondivago ripreso a giugno con lo scatenarsi delle tensioni dopo la morte del giovanissimo Nahel. <strong>Dopo aver mobilitato ben 45mila poliziotti e gendarmi, </strong>comprese le unità anti terrorismo (un vero esercito), per bloccare le masse di disperati che stavano incendiando la Francia e assicurato il 4 luglio suo pieno sostegno alle forze dell’ordine promettendo provvedimenti draconiani (sino a prospettare sanzioni finanziarie sulle famiglie dei teppisti), Macron ha intrapreso una cauta retromarcia <strong>affidando il lavoro sporco al ministro degli Interni Gerald Darminin</strong>.</p>



<p>Quest’ultimo dopo aver omaggiato gli operatori — “hanno dimostrato d’essere gli eroi del quotidiano e della Répubblique” — ha dato il via almeno a 15 d’inchieste interne per individuare e perseguire gli agenti responsabili di fatti “di diversa natura e gravità”. <strong>Un segnale ai segmenti progressisti </strong>della ammaccata maggioranza presidenziale preoccupati da posizioni troppo rigorose su legge ed ordine non in linea con le aspirazioni dei loro elettorati di riferimento. Insomma i radical-chic e tutto ciò che ne consegue.</p>



<p><strong>Da qui gli arresti di quattro poliziotti a Marsiglia </strong>con l’immediata reazione dei sindacati con scioperi e astensioni dal lavoro (via certificato medico) rafforzata dagli interventi solidali dello stesso capo della polizia francese Frédéric Veaux e del prefetto di Parigi Laurent Nunez.</p>



<p>Insomma un &#8220;casino&#8221; pieno su cui soffia la sinistra radicale di Mélenchon — da sempre ostile alle uniformi… — ma su cui rischia d’avvantaggiarsi una volta di più<strong> il partito di Marine Le Pen</strong>. La signora per il momento ha scelto un atteggiamento distaccato — è o non è la prossima candidata alla residenza della repubblica? — ed ha affidato ai suoi deputati il compito di rinsaldare i già forti legami con i sindacati di polizia assicurando loro ogni appoggio possibile in parlamento contro le inchieste di Darminin. Una mossa razionale e vincente. Secondo gli ultimi sondaggi il Rassemblement national è per <strong>il 74% degli operatori di polizia ormai l’unico partito votabile. Un consenso massiccio </strong>di cui l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo dovrebbe tenere conto. </p>
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		<title>&#8220;Quando il cittadino scappa, noi andiamo verso il pericolo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/quando-il-cittadino-scappa-noi-andiamo-verso-il-pericolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Isabel Demetz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 18:17:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/polizia-squadra-mobile.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/polizia-squadra-mobile.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/polizia-squadra-mobile-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/polizia-squadra-mobile-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/polizia-squadra-mobile-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/polizia-squadra-mobile-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Attilio Alessandri, noto anche come “il cobra” o “il monaco”, ha lavorato per 40 anni nella squadra mobile di Roma, sezione antirapina. Durante il suo periodo di attività ha conosciuto una vasta gamma di personaggi della scena criminale romana e internazionale ed è uno dei poliziotti più decorati d’Italia. Tra i suoi successi può vantare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/quando-il-cittadino-scappa-noi-andiamo-verso-il-pericolo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/quando-il-cittadino-scappa-noi-andiamo-verso-il-pericolo.html">&#8220;Quando il cittadino scappa, noi andiamo verso il pericolo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Attilio Alessandri, noto anche come “il cobra” o “il monaco”, ha lavorato per 40 anni nella squadra mobile di Roma, sezione antirapina. Durante il suo periodo di attività ha conosciuto una vasta gamma di personaggi della scena criminale romana e internazionale ed è uno dei poliziotti più decorati d’Italia. Tra i suoi successi può vantare di non avere mai ucciso nessuno e di non avere mai perso nessun membro della sua squadra. Il suo primo intervento in pubblico l’ha concesso ai partecipanti del <a href="https://insideover.ilgiornale.it/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta">Corso di giornalismo d’inchiesta della Newsroom Academy</a>, che hanno potuto intervistare l’ex-poliziotto, presentatosi in redazione indossando il mephisto, perché ancora minacciato da coloro a cui il suo operato ha messo un bastone fra le ruote.</p>



<p>I corsisti della Newsroom Academy sono stati suddivisi in sette gruppi, ognuno dei quali sta sviluppando un’inchiesta: “Feste private” composta da Sofia Fossati, Edoardo Mario Francese e Guglielmo Calvi; “Svaniti nel nulla” di cui fanno parte Martha Conterno, Claudio Monzio Compagnoni e Giulia Narisano, quest’ultima tra i vincitori del Corso di giornalismo di reportage della Newsroom Academy; “Disservizio Capitale” a cui lavorano Domenico Ricci, Mirko D’Antuono e Nicola Piccenna; “Furbetti del reddito” con Micaela Montaldo, Angelo Melchionna e Alessandro Di Luzio; “Malagiustizia” con Antonio Del Furbo, Flavio Ciccione e Alessandro Conterno; “Predatori Online”, con Giulio Vescovi, Manuele Avilloni e Isabel Demetz, anche quest&#8217;ultimi due appartenenti ai vincitori del Corso di giornalismo di reportage; e &#8220;La sfida alla globalizzazione dell&#8217;industria radiotelevisiva italiana&#8221; di Davide Zappa.</p>



<p>Ogni gruppo ha avuto la possibilità di porre una domanda ad Alessandri, facendosi raccontare com&#8217;era la vita di un poliziotto durante alcuni degli anni più difficili della storia criminale italiana.</p>



<p><strong>Predatori Online &#8211; Partendo dalle origini della Banda: qual è secondo lei il rapinatore di maggiore spessore con cui ha avuto a che fare?</strong></p>



<p>Urbani Gianfranco, detto “er pantera”. Avevano tutti dei nomi in codice all’interno dell’organizzazione, di cui lui era uno dei collaboratori storici, non propriamente integrati al suo interno. Era una persona organizzata, che si faceva rispettare. A parte la cattiveria che aveva dentro, era un soggetto alto 1,95, quindi anche di grande presenza “fisica”. Tra “guardia e ladro” si era instaurata una forma di reciproco rispetto. In quegli anni eravamo in guerra, per vincere dovevamo adottare gli stessi loro metodi. La regola era cattiveria per cattiveria, quando affronti una banda determinata e ben armata devi anche tu essere determinato e ben armato.</p>



<p><strong>Furbetti del reddito &#8211; Quanto è venuto alla luce durante l’operazione Colosseo è da considerarsi un modus operandi strettamente romano o più vasto?</strong><br>Molto più vasto anche perché in quegli anni la banda della Magliana non agiva solo in quanto banda, era anche mafia, camorra, NAR.</p>



<p><strong>Malagiustizia &#8211; Durante l’operazione quanto conta la soffiata e come la si gestisce?</strong></p>



<p>Se c’è una soffiata questa va verificata, c’è di mezzo la vita dei poliziotti. Se tutte le verifiche portano a quello che ha detto la fonte, allora ben venga. Se però la fonte ha saputo quella determinata cosa ed era presente solo lui e chi gliel’ha detto cerchiamo di non operare per non bruciarlo. Bisogna sempre salvaguardare la vita di una persona che ci da una mano. È meglio evitare l’operazione se per portarla a termine metto una persona nei guai. Quando invece la soffiata riguarda una cosa di cui sono a conoscenza in molti, la situazione ovviamente cambia.</p>



<p><strong>Disservizio capitale – Da poliziotto ma anche da cittadino, come ha vissuto il periodo in cui la banda della Magliana era nel pieno della sua attività?</strong></p>



<p>Bisogna tenere conto che in quegli anni c’era anche il terrorismo, non solo la banda. Erano attive le Brigate Rosse, i NAR. La consapevolezza del cittadino del clima di allora arrivava solo fino ad un certo punto, non essendo dentro al problema. Di giorno, quando uscivo da poliziotto, sapevo che rischiavo di non rientrare a casa, come qualunque poliziotto in fondo, perché il poliziotto è diverso dal cittadino comune: quando quest’ultimo scappa, noi andiamo verso il pericolo.&nbsp;</p>



<p><strong>Svaniti nel nulla – Il vostro lavoro è cambiato dopo l’Operazione Colosseo?</strong></p>



<p>In realtà no, una volta smantellata la banda, le varie batterie si sono riformate e hanno ripreso il sopravvento nelle rispettive zone. È venuta meno un’organizzazione che teneva il controllo dell’intera città, ma le singole zone non hanno subito un vuoto di potere.</p>



<p><strong>Feste private &#8211; Come mai ha deciso di scrivere un libro [che verrà pubblicato prossimamente dalla casa editrice Chiarelettere] basato sulla sua esperienza personale?</strong></p>



<p>Da un lato perché racconta le cose che sono accadute allora, ma soprattutto perché al suo interno cerco di spiegare cosa significa vivere il lavoro di poliziotto e di squadra in un certo modo. Spero che lo leggano soprattutto i poliziotti giovani e che ne traggano delle utili lezioni.</p>



<p><strong>La sfida alla globalizzazione dell&#8217;industria radiotelevisiva italiana &#8211; Ci racconta di un arresto particolarmente interessante?</strong><br>L’arresto di Massimo Carminati, o “il Cecato”. È stato nel 1999, dopo il furto al caveau della banca interna al palazzo di Giustizia di Roma. È capitato quasi per caso, in procura a Roma erano venuti i pm di Perugia per indagare sul furto, e l’allora capo della polizia ha chiamato me e un collega dandoci il compito di trovare Carminati e portarlo da lui. Io e il mio collega siamo dunque usciti e ci siamo diretti verso il ristorante del fratello di Carminati; una volta arrivati, abbiamo incrociato proprio il fratello che andava via dal ristorante in macchina, l’abbiamo pedinato e poco dopo l’abbiamo visto fermarsi in una piazza di Roma. Poco dopo, è arrivato anche Carminati a bordo della sua macchina. Quando l’abbiamo arrestato ha reagito da signore, come sempre.</p>
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		<title>Le origini sociali degli scontri in Svezia</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/origini-sociali-scontri-svezia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 05:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Malmo 2020" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le tensioni sociali in Svezia tornano a riesplodere. Sabato 16 aprile sono scoppiati disordini durante alcune manifestazioni anti-islamiche di estrema destra. Tra i promotori dei cortei c&#8217;era Stram Kurs, partito radicale guidato da Rasmus Paludan, che aveva minacciato di dare fuoco a copie del Corano. In realtà già da qualche giorno la tensione nelle città &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/origini-sociali-scontri-svezia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Malmo 2020" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le tensioni sociali in Svezia tornano a riesplodere. Sabato 16 aprile sono scoppiati disordini durante alcune manifestazioni anti-islamiche di estrema destra. Tra i promotori dei cortei c&#8217;era <strong>Stram Kurs</strong>, partito radicale guidato da <strong>Rasmus Paludan</strong>, che aveva minacciato di dare fuoco a copie del Corano. In realtà già da qualche giorno la tensione nelle città del Paese era in aumento. In particolare dopo all&#8217;annuncio del gruppo di aver bruciato una copia del libro sacro dell&#8217;Islam e di voler ripetere il gesto.</p>
<p>Per capire motivazioni e dinamiche dell&#8217;accaduto, bisogna tornare agli <a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-sta-accadendo-a-malmo.html">scontri del 28 agosto 2020 nel quartiere periferico di <strong>Malmö </strong>(Svezia)</a> tra i residenti di religione islamica e le forze dell&#8217;ordine innescati proprio dal rogo di un Corano da parte di attivisti di estrema destra.</p>
<p>Non è la prima volta che episodi di violenza dilagano in diverse località del paese. L’<strong>estremismo islamico</strong> è un serio problema nazionale per la Svezia, nonostante sia stato negato e minimizzato da molti esponenti governativi e dai media.</p>
<p><figure id="attachment_353430" aria-describedby="caption-attachment-353430" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-353430 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-1024x658.jpg" alt="protest april 2022" width="1024" height="658" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-2048x1315.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124733266_aa81bd5d4e0df22c3c397f5849fa32d1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-353430" class="wp-caption-text">Malmo: scontri del 16 aprile tra cittadini di religione islamica e poliziotti svedesi</figcaption></figure></p>
<p>Quali sono, però, i motivi sociali che hanno spinto nel tempo alla violenza? E come può aver influito la percezione diffusa della Svezia come <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svezia-e-lhub-del-terrorismo-islamico.html"> hub del terrorismo islamico</a>?</p>
<h2>Il peso dei salafiti</h2>
<p>Un report del 2019 della Swedish Defense University è stato il primo tentativo di mappare l’ambiente salafita-jihadista in Svezia. Il lavoro dal titolo <a href="https://www.fhs.se/en/swedish-defence-university/stories/2019-05-27-the-swedish-defence-universitys-studies-on-salafism-and-salafi-jihadism.html"><strong><em>Tra salafismo e jihadismo salafita. Impatto e sfide per la società svedese </em></strong></a>dimostra come gli ambienti salafiti-jihadisti fossero in crescente sviluppo in diverse località delle comunità svedesi. In particolare, il <strong>salafismo</strong>, movimento fondamentalista islamico che predica il ritorno alla purezza originaria con l’intento di ricreare le condizioni in cui visse e professò Maometto, si stava intensificando in alcune aree svantaggiate, come il nort-est di Göteborg. Per <strong>Magnus Ranstorp</strong>, direttore della ricerca, l’influenza salafita ha contribuito in queste aree alla partenza di cittadini svedesi verso la Siria per unirsi a movimenti come l&#8217;Isis o al Nusra.</p>
<p>Il report mostra un’immagine dell’Islam in Svezia che rappresenta la strategia e la metodologia di espansione dell’Islam radicale. Rappresenta un reale problema la<strong> posizione antidemocratica</strong> del salafismo, in quanto per loro le leggi di Dio sono le uniche consentite.</p>
<p>Molti degli intervistati nello studio hanno espresso preoccupazione per le scuole coraniche. Nel report si legge che la più grande organizzazione musulmana del mondo, <strong>Nahdlatul Ulama</strong>, ha analizzato il contenuto di alcuni libri di testo utilizzati nelle scuole coraniche. Il risultato è stato che il materiale presentava un’interpretazione del mondo in cui si l’Islam era onnicomprensivo. I libri istruivano inoltre i musulmani a non integrarsi nella società svedese o a rispettare le sue leggi. La Svezia e gli svedesi venivano visti come non credenti e con un sistema sociale che contrastava con quello ordinato da Dio.</p>
<p>La preoccupazione riguarda anche altri canali di veicolazione della dottrina. <span style="font-size: 1rem;">Alcuni predicatori salafiti utilizzano i social media per diffondere i loro messaggi riguardo </span><span style="font-size: 1rem;">separazione dei sessi, dichiarazioni omofobiche e antisemite, ma soprattutto del rifiuto nei confronti della partecipazione alla società e contro i non credenti. Questi messaggi creano nemici e rappresentano potenziali meccanismi di ingresso in visioni più radicali che possono sfociare, ad esempio, nel terrorismo. La preoccupazione è proprio nei confronti delle opinioni antidemocratiche che i predicatori salafiti continuano a diffondere e che sono alla portata dei giovani svedesi sui social media.</span></p>
<p>Più studi sarebbero serviti ad analizzare e a <strong>promuovere l’integrazione</strong>, evitando scontri violenti e dovuti alla disinformazione. Magnus Ranstorp proponeva infatti più iniziative di ricerca interdisciplinari nel campo, come l’influenza del salafismo nella società e l’importanza di separare l’Islam come pratica religiosa, l’islamismo come ideologia politica e il salafismo nelle sue varie sfaccettature.</p>
<h2>Salafismo e jihadismo salafita in Svezia</h2>
<p>Il salafismo è un movimento dell’Islam <strong>sunnita</strong> che predica un ritorno all’Islam delle prime tre generazioni di musulmani dopo il profeta Maometto. Chi appartiene a questa branca si oppone all’innovazione nell’interpretazione religiosa. Le uniche distinzioni accettate sono quelle tra credenti e non credenti. È importante sapere che non tutti i salafiti sono jihadisti, ma tutti i jihadisti sono salafiti. Gli attivisti del movimento salafita sono chiamati <strong>salafiti-jihadisti</strong>. L’organizzazione terroristica <strong>Stato islamico (Isis)</strong> è composta da salafiti-jihadisti.</p>
<p>Sia il salafismo che il salafita-jihadismo si sono mostrati molto attivi in Svezia: sia con frequenti contatti con altri gruppi jihadisti in Medio Oriente; sia con attacchi terroristici a Drottninggatan e a Stoccolma nel 2010 e nel 2017.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni, si è assistito a una crescita notevole dell’estremismo islamico. Molti sono stati i casi anche di convertiti svedesi impegnati in una propaganda violenta in diverse località svedesi, come Göteborg, Örebro, Malmö, Hässleholm, Halmstad, Arlöv, Landskrona, Norrköping e Umeå.</p>
<p>Ciò che emerge è il<strong> fallimento della politica nazionale di integrazione degli immigrati musulmani</strong>. Molti salafiti intervistati nello studio affermavano infatti di non avere alcun amico svedese e di considerarli <em><strong>kufr</strong></em>, un termine arabo con cui si identificano infedeli e miscredenti.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-318691 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa.png" alt="no go zone europa mappa" width="6532" height="8302" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa.png 1511w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-236x300.png 236w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-806x1024.png 806w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-768x976.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-1209x1536.png 1209w" sizes="auto, (max-width: 6532px) 100vw, 6532px" /></p>
<p>L’infiltrazione islamista in alcune aree ha favorito anche la nascita delle cosiddette <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/quali-sono-e-dove-sono-le-no-go-zone-in-europa.html">“no go zones”</a></strong>, termine con cui si fa riferimento ai quartieri ad accesso limitato in Europa occidentale, in cui è proibito l’ingresso informale per le forze dell’ordine e i cui abitanti sono sotto il controllo di crimine organizzato e islam radicale.</p>
<h2>Il tabù sulle migrazioni in Svezia</h2>
<p>Da molti anni la discussione pubblica sulle possibili connessioni tra la migrazione e l’aumento dei livelli di criminalità e violenza delle bande è considerata un tabù, come si legge <a href="https://it.gatestoneinstitute.org/18105/svezia-violenza-gang">nell’articolo della giornalista e analista politica <strong>Judith Bergman</strong></a>. Anche le pubblicazioni di statistiche sull’argomento si sono interrotte dopo che il <strong>Consiglio nazionale svedese per la prevenzione della criminalità (Brå)</strong> le aveva pubblicate nel 1996 e 2005. Il ministro della Giustizia Morgan Johansson si era opposto nel 2017 alla pubblicazione di statistiche sull’origine etnica dei criminali in Svezia, in quanto ritenuti irrilevanti.</p>
<p>La criminalità è diventata però una norma quotidiana e il tabù è diventato un argomento di discussione. “Non è più un segreto oggi che gran parte del problema della criminalità tra bande e reti con le sparatorie e le esplosioni è legato alla migrazione in Svezia negli ultimi decenni”, ha affermato un anno fa <a href="https://www.gp.se/debatt/erik-nord-d%C3%A4rf%C3%B6r-har-sverige-flest-d%C3%B6dsskjutningar-i-europa-1.48357661">il capo della polizia di Goteborg Erik Nord</a>.</p>
<h2>Multietnica ma con poca integrazione</h2>
<p>La città multietnica per eccellenza in Svezia è <strong>Malmö</strong>, in cui il 30% degli abitanti è di fede musulmana. Qui si trova <strong>Rosengård</strong>, a quattro chilometri dal centro, spesso protagonista delle pagine di cronaca ma anche molto apprezzata proprio per la sua diversità. Il quartiere è nato negli anni ‘60 ed è abitato da molti immigrati islamici.</p>
<p>Ed è proprio a Malmö che nell’agosto 2020 si erano registrati episodi di violenza, tra incendi e scontri con la Polizia svedese. Ci fu confusione tra le versioni dei media italiani e quelle dei media svedesi e stranieri. I primi sostenevano che gli autori della violenza erano 300 attivisti di estrema destra che manifestavano contro i musulmani, mentre i secondi che si trattava di violenze e proteste contro la manifestazione anti-islamica avvenuta durante la giornata. Secondo il rapporto della polizia, le proteste erano scoppiate a seguito di un gesto antiislamico di estremisti di destra che hanno volutamente incendiato una copia del Corano. Ma gli incidenti e le scene di aggressione e vandalismo sembra che fossero dovute all’azione dei radicali islamici salafiti.</p>
<p><figure id="attachment_353429" aria-describedby="caption-attachment-353429" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-353429 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1024x577.jpg" alt="Malmo 2020" width="1024" height="577" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-1536x865.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-2048x1153.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220421124653644_fac0bd279e0a10b831d4bbd78ee79ee4-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-353429" class="wp-caption-text">Disordini della polizia con alcune centinaia di manifestanti nel quartiere Rosengard di Malmo, Svezia, 28 agosto 2020</figcaption></figure></p>
<p>Sabato 16 aprile 2022 sono scoppiati disordini nella Svezia meridionale in seguito allo spostamento di una manifestazione di un gruppo di estrema destra anti-Islam che stava progettando di bruciare un Corano. Risse e disordini sono stati segnalati nella città di Landskrona e all’origine c’è l’ex avvocato <strong>Rasmus Paludan</strong>. Con il suo partito chiamato <strong>Stram Kurs</strong>, o &#8220;Linea dura&#8221;, il residente danese con nazionalità svedese è noto per le sue provocazioni contro i musulmani. In Danimarca, ma anche in città svedesi in passato, ha bruciato più volte il Corano nei quartieri di immigrati in nome della libertà di espressione, per poi trasmettere il video sui social network.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, spiega lui stesso, è “creare un conflitto, mostrare quanto siano violenti i musulmani”<em>.</em> Nei giorni precedenti erano stati segnalati scontri in altre città come Örebro. In due anni pare che le vicende si susseguano secondo un filo rosso ben definito.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Far-right Danish politician burns the Holy Quran under police protection" width="600" height="338" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ah1B5OFsII0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_ah1B5OFsII0");</script></p>
<p>Nel tempo una parte consistente della società svedese, in particolare quella vicina ai partiti di estrema destra, ha iniziato a mostrare segni sempre più evidenti di insofferenza verso la presenza di islamisti nella città. Le preoccupazioni suscitate nei servizi di sicurezza e nell’opinione nei confronti di individui violenti e indottrinati dall’ideologia salafita hanno causato azioni a loro volta violente, al pari di quelle contro cui si ribellano. Proprio per questo motivo una parte della popolazione svedese, soprattutto emigrati islamici, hanno reagito con altre proteste, in un loop infinito di botta e risposta. Qualcosa è andato storto nel progetto di integrazione degli immigrati in Svezia ed è forse da questo punto da cui bisognerebbe ripartire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/origini-sociali-scontri-svezia.html">Le origini sociali degli scontri in Svezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il popolo francese è in guerra contro la polizia (e Macron)</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-popolo-francese-e-in-guerra-contro-la-polizia-e-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 10:05:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sebbene il numero dei manifestanti scesi nelle strade e nelle piazze di oltre 90 città francese nella giornata di sabato fosse in netto calo rispetto alla scorsa settimana (circa 55mila persone, contro le 133mila dello scorso 28 novembre), il popolo francese è tornato a protestare nei confronti di Emmanuel Macron e dell&#8217;esecutivo parigino. A fomentare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-popolo-francese-e-in-guerra-contro-la-polizia-e-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sebbene il numero dei manifestanti scesi nelle strade e nelle piazze di oltre 90 città francese nella giornata di sabato fosse in netto calo rispetto alla scorsa settimana (circa <strong>55mila persone</strong>, contro le 133mila dello scorso 28 novembre), il popolo francese è tornato a protestare nei confronti di <strong>Emmanuel Macron</strong> e dell&#8217;esecutivo parigino. A fomentare le proteste sono state le ultime due  proposte di legge del governo guidato dal primo ministro Jean Castex, ossia quella relativa alla riforma sulla tutela dell&#8217;immagine delle forze dell&#8217;ordine (e, in particolare, l&#8217;articolo 24 della scrittura) e quella relativa al lavoro precario.</p>
<h2>Dalle proteste alla lotta di strada</h2>
<p>Esattamente come accaduto la scorsa settimana ed in particolare nella capitale del Paese, <strong>Parigi</strong>, le scene che si sono verificate lungo il percorso della manifestazione sono state di guerriglia urbana, con auto date alle fiamme e <strong>ordigni molotov</strong>. E proprio per colpa di una di queste bombe incendiarie nella città di Nantes, <a href="https://www.lemonde.fr/societe/article/2020/12/05/des-manifestations-pour-les-droits-sociaux-et-la-liberte-dans-toute-la-france_6062290_3224.html">secondo quanto riportato da <em>Le Monde </em>riferito dall&#8217;autorità della Loira</a>, un agente delle forze dell&#8217;ordine sarebbe stato ferito.</p>
<p>Ancora una volta, dunque, le manifestazioni di strada del popolo francese nei confronti delle decisioni dell&#8217;esecutivo hanno preso una particolare forma <strong>violenta</strong>, la stessa con la quale la Francia si è abituata a convivere sin dalla stagione delle rivolte dei gilet gialli. Tuttavia, questa volta la situazione sembra ancora differente: benché infatti anche in questa occasione le proteste siano rivolte nei confronti della politica francese, le forze dell&#8217;ordine non sono più un mero &#8220;intermediario&#8221; da affrontare in strada. Questa volta esse sono l&#8217;oggetto stesso della <strong>rabbia</strong> dei manifestanti, a causa di una legge ritenuta pericolosa in quanto in grado di mascherare i reati compiuti nel corso dello svolgimento del loro lavoro.</p>
<h2>En marche è sempre più distante dalle persone</h2>
<p>Con le proteste che ancora una volta hanno interessato al Francia, lo stesso esecutivo parigino si è reso conto di come, questa volta, la spaccatura con la popolazione corresse il rischio di diventare totale. Per questo motivo, già nel corso della settimana il primo ministro Castex e il ministro degli interni <strong>Germain Darmanin</strong> avevano avvalorato la possibilità di cambiare parzialmente l&#8217;articolo 24 della proposta di legge, con lo scopo di &#8220;addolcire&#8221; la pillola agli occhi del popolo. Tuttavia, anche questa apertura da parte del governo non è stata sufficiente, riportando ancora una volta i francesi a protestare sulle piazze delle principali città del Paese ed interessando principalmente Parigi, Lione, Digione, Nantes, Marsiglia e Strasburgo.</p>
<p>Le stesse città dove si sono verificati i numeri maggiori di scontri non sono <strong>casuali</strong>: sono le stesse che si erano già messe in evidenza lo scorso anno con le proteste sulla nuova legge previdenziale e che nel corso del 2020 si sono maggiormente opposte ai blocchi voluti dal governo per contenere il dilagarsi della <a href="https://insideover.ilgiornale.it/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a>. E soprattutto questa immagine, se analizzata in modo più approfondito, può essere essenziale per capire come, in modo preponderante in certe fasce di popolazione e soprattutto in date regioni, il popolo si stia allontanando sempre di più dal suo presidente. In uno scenario che, con le <strong>elezioni presidenziali</strong> attese entro meno di due anni, potrebbe lasciare ben poco su cui sperare ad En Marche ed allo stesso Macron.</p>
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		<title>La rabbia del popolo francese contro la polizia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-rabbia-del-popolo-francese-contro-la-polizia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 07:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scontri a Parigi per la legge sulla sicurezza(Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Auto date alle fiamme, squadre di black bloc in assetto di guerriglia urbana e ordigni incendiari lanciati contro le forze dell&#8217;ordine: queste sono state le scene che si sono verificate a Parigi e in altre città della Francia nella giornata di sabato 28 novembre. Una nuova ondata di proteste nei confronti delle forze dell&#8217;ordine francesi, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rabbia-del-popolo-francese-contro-la-polizia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scontri a Parigi per la legge sulla sicurezza(Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Scontri-a-Parigi-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://www.lemonde.fr/societe/live/2020/11/28/loi-securite-globale-suivez-en-direct-les-manifestations-en-france_6061490_3224.html">Auto date alle fiamme, squadre di black bloc in assetto di guerriglia urbana</a> e ordigni incendiari lanciati contro le forze dell&#8217;ordine: queste sono state le scene che si sono verificate a <strong>Parigi</strong> e in altre città della Francia nella giornata di sabato 28 novembre. Una nuova ondata di proteste nei confronti delle forze dell&#8217;ordine francesi, accusate di agire con eccessiva violenza e le quali sarebbero troppo tutelate dalle autorità nazionale anche nelle situazioni in cui l&#8217;uso della forza non sarebbe giustificato. E come riportato dalla testata giornalistica italiana <em>La Stampa</em>, a scendere in strada sono stati soprattutto i giovani, con una partecipazione stimata superiore alle 130mila persone.</p>
<p>Se sulla lunga onda del <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/che-cose-black-lives-matter.html">Black Lives Matter</a> americano la scorsa primavera le proteste si erano però concentrate soprattutto sui comportamenti della polizia nei riguardi delle minoranze, adesso le accuse sembrano provenire un po&#8217; da tutte le parti. E in uno scenario già oltremodo complicato, le immagini delle forze dell&#8217;ordine intente a &#8220;aggredire&#8221; <a href="https://www.lemonde.fr/societe/article/2020/11/29/agression-de-michel-zecler-le-patron-de-la-police-denonce-des-comportements-de-delinquants_6061522_3224.html">il noto produttore francese Michel Zecler</a> hanno riportato alla luce tensioni che l&#8217;esecutivo francese e il presidente Emmanuel Macron speravano di mettere definitivamente a tacere con la <strong>nuova legge</strong> a tutela delle forze di polizia recentemente approvata dall&#8217;Assemblea nazionale.</p>
<h2>Una legge necessaria per tutelare le forze dell&#8217;ordine?</h2>
<p>All&#8217;interno del direttorio di En Marche! la legge accusata di difendere oltremodo le forze dell&#8217;ordine è però un elemento fondamentale per tutelare la stessa integrità fisica e psicologica degli uomini addetti alla sicurezza del territorio francese. Fortemente spinto dallo ministro dell&#8217;Interno <strong>Gérald Darmanin</strong> e condiviso su tutta la linea sia dal primo ministro <strong>Jean Castex</strong> sia dal presidente Macron, il divieto di filmare le forze dell&#8217;ordine intente a svolgere il proprio lavoro ha messo però l&#8217;opinione pubblica contro l&#8217;esecutivo. E sebbene l&#8217;Eliseo abbia più volte ribadito come la tutela della figura dell&#8217;uomo dietro alla divisa della polizia sia un diritto legittimo della persona, non tutti sembrerebbero essere d&#8217;accordo con la strada intrapresa dal presidente e dal governo Castex.</p>
<p>In un anno delicato per via della <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a> e soprattutto con la rinascita dei movimenti di protesta in America, una legge a tutela dell&#8217;<strong>integrità personale</strong> delle forze dell&#8217;ordine è stata presa come una dichiarazione di guerra. L&#8217;ennesima da quando Macron ha occupato l&#8217;Eliseo, scemando giorno dopo giorno quello che fu il largo consenso ottenuto alle elezioni presidenziali e nelle quali si impose contro una più conservatrice <strong>Marine Le Pen</strong>. Ma a giudicare dallo stato d&#8217;animo attuale nel Paese, sono molti i francesi che si sono pentiti di aver espresso quella scelta, con la stessa Le Pen che spesso ha occupato posizioni più moderate sulle questioni di ordine pubblico rispetto al pugno duro dell&#8217;Eliseo.</p>
<h2>La svolta reazionaria di En Marche!</h2>
<p>Il fatto che la legge in questione (ed in particolare l&#8217;articolo 24, proprio quello concernente il divieto di filmare le forze dell&#8217;ordine) abbia incontrato l&#8217;opposizione delle fasce più<strong> progressiste</strong> della popolazione è un chiaro segnale di rottura rispetto agli ideali originari di En Marche. Nato infatti come partito di centrosinistra determinato a dare una svolta rispetto a tutto quello che era stata la politica  francese sino a quegli anni, il movimento guidato da Macron si è spostato sempre di più verso destra. In questo scenario, dunque, le stesse scelte di Darmanin come ministro dell&#8217;Interno (dichiaratamente amico ed ex alleato di Nicolas Sarkozy) hanno fatto passare il messaggio di una <strong>svolta </strong>&#8220;reazionaria&#8221; all&#8217;interno del movimento: fattore, questo, che ha destabilizzato in modo discriminante l&#8217;apprezzamento pubblico dell&#8217;esecutivo francese. E ancora una volta, perciò, le strade della Francia si sono trovate invase da delle proteste popolari che ancora una volta chiedono gran voce la stessa testa del presidente Macron.</p>
<h2>Adesso si rischia una crisi istituzionale</h2>
<p>Con la decisione nelle scorse settimane del governo di passare dall&#8217;<strong>Assemblea nazionale</strong> e con la promessa al parlamento di portare in un secondo momento la discussione la legge, i presidenti delle ali parlamentari hanno denunciato la delegittimazione del potere legislativo da parte del governo. Episodio, questo, che richiama quanto accaduto lo scorso anno con la riforma delle pensioni &#8211; fortemente spinta in quel caso, oltre da Macron, anche dall&#8217;ex primo ministro <strong>Edouard Philippe</strong>.</p>
<p>Tuttavia, il continuo contrasto tra governo e parlamento sembra davvero non avere precedenti nemmeno nell&#8217;animatissimo mondo politico francese. Certo, con la stessa elezione di Macron nel 2017 era chiaro come si sarebbe giunti ad una rottura con le istituzioni, ma forse in questo caso si è andati anche oltre dall&#8217;immaginato. E soprattutto, ha creato uno <strong>storico</strong> non di secondo rilievo anche per quelle che saranno le presidenze future della Francia, con i francesi che saranno nuovamente chiamati a votare nel prossimo 2022 e in una situazione in cui lo stesso Macron si starebbe giocando il tutto per tutto.</p>
<h2>La rabbia del popolo francese</h2>
<p>Alle proteste della giornata di sabato difficile non facciano seguito altre serie di eventi e di manifestazioni nei confronti dell&#8217;operato delle forze dell&#8217;ordine e delle scelte legislative del governo. In questi anni segnati dalla guida di En Marche, infatti, il popolo della Francia si è riscoperto estremamente avvezzo alle <strong>proteste di piazza</strong>. Partendo dalle proteste dei <em><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/eric-drouet-gilet-gialli.html">gilet jaunes</a></em>, passando per le squadre di ferrovieri nei mesi dell&#8217;insurrezione contro la <a href="https://it.insideover.com/economia/i-dettagli-della-riforma-pensionistica-di-macron.html">riforma delle pensioni</a> ed arrivando sino alle proteste nei confronti delle forze dell&#8217;ordine, la Francia ha riscoperto un suo animo instabile che negli ultimi anni era stato evidentemente soltanto parzialmente sedato.</p>
<p>Quando nell&#8217;anno in corso venne sostituito il primo ministro Philippe, il tentativo di En Marche era chiaro quanto palese: cercare di ridare <strong>fiducia</strong> e immagine nei confronti di un movimento che si era allontanato dalla sua prima forma, cercando di riacquisire la fiducia della popolazione. Tuttavia, le scelte messe in campo anche a causa della pandemia e gli squilibri sociali che sono nati per colpa della crisi hanno solidificato ed anzi accentuate le tendenze più conservatrici della classe dirigente del partito. E la <strong>percezione</strong> del movimento agli occhi del popolo sarà una grossa gatta da pelare non soltanto per il primo ministro Castex ma soprattutto per lo stesso presidente Macron.</p>
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		<title>Le teorie del complotto sull&#8217;omicidio di George Floyd</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/le-teorie-del-complotto-sullomicidio-di-george-floyd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 08:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Minneapolis]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le rivolte scoppiate in varie città statunitensi in seguito all&#8217;omicidio di George Floyd diventano sempre più violente, con auto della polizia assalite e date alle fiamme, scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, auto della polizia che passano sopra i dimostranti, stazioni della polizia bersagliate da molotov, vetrine di negozi spaccate e non potevano ovviamente mancare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/le-teorie-del-complotto-sullomicidio-di-george-floyd.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Scontri-negli-Usa-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le rivolte scoppiate in varie città statunitensi in seguito all&#8217;omicidio di <strong>George Floyd</strong> diventano sempre più violente, con auto della polizia assalite e date alle fiamme, scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, auto della <strong>polizia</strong> che passano sopra i dimostranti, stazioni della polizia bersagliate da molotov, vetrine di negozi spaccate e non potevano ovviamente mancare i saccheggi ai negozi, il cosiddetto &#8220;<strong>looting</strong>&#8220;, oramai un classico di ogni protesta seguita da un abuso della polizia, fin dai tempi del caso &#8220;Rodney King&#8221; del 1991.</p>
<p>La <strong>società americana</strong> appare in stato confusionale, con la polizia divisa tra chi passa sopra i manifestanti con l&#8217;auto e usa le maniere forti e chi invece decide di togliersi il casco e stringere la mano ai dimostranti. Nella Third Ward di Houston, quartiere dove era cresciuto George Floyd, il capo della polizia della città texana, <a href="https://www.chron.com/news/houston-texas/article/Acevedo-Houston-George-Floyd-protest-viral-video-15308172.php">Art Acevedo</a>, ha prima tenuto un discorso per solidarizzare con i manifestanti e li ha poi invitati a manifestare pacificamente, unendosi egli stesso al loro corteo. Persino le minoranze etniche appaiono confuse, con i <strong>latinos</strong> che se in alcuni casi scendono in strada per manifestare contro la brutalità della polizia, in altri casi recriminano che nessuno scende in strada a protestare quando tocca a loro essere vittime di soprusi. Eloquente il post di un ispanico del Texas con una foto di bambini trattenuti all&#8217;interno di una recinzione dell&#8217;Ice e la scritta &#8220;perché nessuno scende in strada per noi quando ci chiudono in gabbia&#8221;? Un altro utente denuncia invece il fatto che si scende in strada a devastare auto della polizia quando un agente uccide qualcuno, ma ci si guarda bene dal manifestare quando degli spacciatori uccidono una bambina di sette anni.</p>
<p>Una divisione sociale accompagnata anche da tutta una serie di fantasiose <strong>teorie complottiste</strong> che vanno dal coinvolgimento dei cartelli messicani nei disordini fino ad arrivare ai soliti piani segreti dei russi per dividere l&#8217;America e condizionare le elezioni presidenziali. C&#8217;è poi chi arriva addirittura a ipotizzare che George Floyd non sia realmente morto.</p>
<h2>Il complottismo dilaga</h2>
<p>Il Presidente americano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donald Trump</strong></a> ha reso noto che gli <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-gli-antifa-il-movimento-di-sinistra-radicale-nel-mirino-di-trump.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antifa</strong></a> saranno inseriti nella &#8220;black list&#8221; delle organizzazioni terroristiche e di fatto è anche una decisione condivisibile. Se per indicare il &#8220;terrorismo&#8221; utilizziamo la definizione di Boaz Ganor dell&#8217;ICT di Herzliya e cioè: &#8220;Violenza perpetrata nei confronti di civili per motivi politici&#8221;, allora il provvedimento può essere considerato più che legittimo. Il fatto che eventuali Antifa possano essersi infiltrati tra i manifestanti per cavalcare le proteste non stupisce perché si tratta di un tipico modus operandi più volte attuato.</p>
<p>La faccenda diventa però un po&#8217; più colorita nel momento in cui subentrano affermazioni come quelle di alcuni attivisti della destra che hanno tirato in ballo una foto del Procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison, con una copia dell&#8217; &#8220;Anti-Fascist Handbook&#8221;, come se fosse una prova incriminante di non si sa bene quale piano malefico partito dall&#8217;alto.</p>
<p>I sostenitori della sinistra Dem e di quella radicale hanno invece tirato in ballo i soliti oscuri complotti russi che vengono &#8220;estratti dal cappello&#8221; ogni qualvolta che la sinistra americana è in crisi o anche solo semplicemente per attaccare Donald Trump. La docente di Giurisprudenza dell&#8217;Università del Michigan, Barb McQuade, ha <a href="https://twitter.com/barbmcquade/status/1266895403083083777">twittato</a> un link all&#8217;articolo del <em>New York Times</em> con il commento &#8220;rapporti dell&#8217;intel indicano che l Russia sta cercando di seminare il caos in America prima delle elezioni. Missione compiuta&#8221;.</p>
<p>Una tattica, quella della &#8220;<strong>russofobia</strong>&#8221; che è deleteria per le stesse agenzie di sicurezza statunitensi ed anche soltanto per una questione di immagine. Se infatti il Cremlino avesse realmente tutta questa capacità di penetrazione strutturale in Usa, allora ci sarebbe veramente da chiedersi cosa fanno tutto il giorno le agenzie americane per la sicurezza.</p>
<p>Il governatore del Minnesota <strong>Tim Walz</strong> e il sindaco di Minneapolis <strong>Jacob Frey</strong> sono arrivati addirittura a puntare il dito contro i suprematisti bianchi e contro i cartelli messicani della droga per le violenze scatenatesi in città, come riportato dal <a href="https://nypost.com/2020/05/30/white-supremacists-cartels-add-to-george-floyd-chaos-governor/">New York Post</a>.</p>
<p>Nella serata di sabato sui social sono persino comparsi post che accusavano la MS13-Mara Salvatrucha, famigerata gang salvadoregna ampiamente presente anche in Usa, di essere i &#8220;burattinai&#8221; delle manifestazioni svoltesi in California, al punto che un membro della gang interpellato da <em>Insideover</em> ha riferito: &#8220;Ci tirano in mezzo anche quando non abbiamo fatto niente&#8221;.</p>
<h2>Morti strane e misteriosi personaggi</h2>
<p>Vi sono poi alcuni che arrivano persino a mettere in discussione la reale morte di George Floyd, come un utente californiano che scrive:&#8221; Qualcuno ha visto il filmato di George Floyd mentre veniva portato via? Lo hanno preso gli agenti? È arrivata un&#8217;ambulanza? Lo hanno messo su una barella?&#8230;.Mi chiedo se sia realmente morto&#8221;.</p>
<p>Un altro utente pubblica un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=GaZk4yIkQgI&amp;fbclid=IwAR3SijE9DLhgaSFaBsDNyTgDBr4_Mm98DBXVM8IrYCAJGE8hamY4vVr5tgI&amp;app=desktop">filmato</a> dove si vedono due individui con uniforme della polizia che escono da un&#8217;ambulanza con una barella e caricano Floyd per portarlo via e si chiede come mai non vi fosse personale medico, sottolineando anche la strana maniera, poco professionale, con la quale l&#8217;arrestato viene messo sulla barella.</p>
<p>Immancabile poi l&#8217;<a href="https://www.news.com.au/technology/online/who-is-umbrella-man-speculation-and-conspiracy-theories-rage-over-identity-of-mysterious-protester/news-story/12789b5cc700b66ec6b6610c3f8ecb5c">uomo del mistero</a>, un uomo bianco <span style="font-size: 1rem;">con cappuccio nero e maschera anti-gas dai filtri fuxia (ottimo per passare inosservati) che camminava con l&#8217;ombrello aperto e spaccava a martellate le vetrate di un negozio di auto di Minneapolis. Alcuni manifestanti lo hanno redarguito, ma lo strano personaggio ha evitato battibecchi ed è sparito. A quel punto è subito stato ipotizzato che si potesse trattare di un agente provocatore, al punto che il Dipartimento di Polizia di Minneapolis si è trovato costretto a smentire la cosa. Intanto il medesimo personaggio veniva avvistato in altre città americane.</span></p>
<p>Come già <a href="https://it.insideover.com/societa/il-caso-di-george-floyd-il-problema-non-e-il-razzismo-ma-una-societa-violenta.html">detto</a> lo scorso 31 maggio, le cause del pandemonio scatenatosi in Usa vanno ricercate in tutta una serie di fattori che includono anche problematiche inter-etniche (definirlo semplice razzismo sarebbe riduttivo) ma che si coniugano con una società tendenzialmente violenta dove gli eccessi arrivano sia da parte di chi porta il distintivo che da parte di chi infrange la legge. I video dell&#8217;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=vzzRahdMzDg">aggressione</a> a una donna su sedia a rotelle (a sua volta armata di coltello), piuttosto che la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=gfwuNW2PlPY&amp;t=18s">devastazione</a> di auto della polizia a Philadelphia parlano chiaro. Eppure c&#8217;è chi preferisce cercare misteriose mani nascoste e strani complotti quando le ragioni di tutto ciò sono più che evidenti.</p>
<p>Una violenza che si rispecchia tra l&#8217;altro anche nella politica, dove oramai da tempo si cerca di screditare i candidati presidenziali a colpi di scandali e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-limpeachment-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener">impeachment</a>. Abraham Lincoln e John F. Kennedy non ebbero invece questo privilegio.</p>
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		<title>I veri motivi delle proteste negli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-caso-di-george-floyd-il-problema-non-e-il-razzismo-ma-una-societa-violenta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 11:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il caso del 46enne George Floyd, originario della &#8220;Third Ward&#8221; di Houston e ucciso il 25 maggio a Minneapolis durante l&#8217;arresto condotto dall&#8217;agente di polizia Derek Chauvin, ha generato un&#8217;ondata di violente proteste in molte città statunitensi, con tafferugli e roghi, uno dei quali appiccato contro la stazione di polizia del Third Precint della città &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-caso-di-george-floyd-il-problema-non-e-il-razzismo-ma-una-societa-violenta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Proteste-Usa-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il caso del 46enne <strong>George Floyd</strong>, originario della &#8220;Third Ward&#8221; di Houston e ucciso il 25 maggio a <strong>Minneapolis</strong> durante l&#8217;arresto condotto dall&#8217;agente di polizia<strong> Derek Chauvin</strong>, ha generato un&#8217;ondata di violente proteste in molte città statunitensi, con tafferugli e roghi, uno dei quali appiccato contro la stazione di polizia del Third Precint della città del Minnesota.</p>
<p>L&#8217;eccessiva violenza della polizia americana causa dunque un&#8217;altra vittima e per l&#8217;ennesima volta si scatenano i cosiddetti &#8220;<strong>riots</strong>&#8220;, sommosse con tanto di devastazioni di proprietà pubbliche e private, incendi, aggressioni e saccheggi di negozi.</p>
<p>Le dinamiche sono oramai a grandi linee sempre le stesse e fanno parte della turbolenta storia dell&#8217;ordine pubblico statunitense che spesso degenera in disordine pubblico. Il caso di<strong> Rodney King</strong> fa scuola, quando l&#8217;allora 26enne afro-americano venne massacrato a colpi di manganello e taser da un gruppo di agenti della polizia di Los Angeles che vennero poi assolti, causando così i cosiddetti &#8220;L.A. Riots&#8221; dell&#8217;aprile 1992.</p>
<p>Casi come quello di George Floyd e Rodney King ce ne sono purtroppo parecchi e vengono spesso relazionati a un problema di razzismo da parte della polizia statunitense, ma è realmente così? O forse la questione può essere ricollegata all&#8217;eccessiva violenza utilizzata dagli agenti ma anche della società stessa, a prescindere dal colore della pelle? Per rispondere a questa domanda è utile prendere in esame alcuni dati.</p>
<h2>Il rapporto tra &#8220;bianchi&#8221; e &#8220;neri&#8221; uccisi dalla polizia</h2>
<p>Uno studio effettuato dalla <a href="https://www.statista.com/statistics/585152/people-shot-to-death-by-us-police-by-race/">Statista Media Platform</a> ha dimostrato come nel 2017 il numero di &#8220;bianchi&#8221; uccisi dalla polizia risulta essere di 457, mentre i &#8220;neri&#8221; 223; nel 2018 il rapporto scende a 399 (B) e 209 (N); nel 2019 i numeri vanno a 370(B) e 235 (N).  In poche parole, tra il 2017 e il 2019 la polizia ha ucciso 1226 &#8220;bianchi&#8221; e 667 &#8220;neri&#8221;. I dati della Statista MP confuterebbero dunque la teoria secondo cui la polizia uccide più afro-americani.</p>
<p>Un caso noto di &#8220;bianco&#8221; ucciso dalla polizia è quello di <strong>Daniel Shaver</strong>, ammazzato dall&#8217;agente di polizia Philip Brailsford durante il suo arresto mentre era disarmato. L&#8217;agente venne successivamente assolto e riuscì anche ad andare in pensione con tanto di &#8220;bonus&#8221; per il trauma che avrebbe sofferto in seguito all&#8217;aver ucciso Shaver. Dinamiche a dir poco allucinanti che mettono però in primo piano tutta una serie di problemi che riguardano la polizia americana e cioè la militarizzazione, l&#8217;assenza di trasparenza, l&#8217;impunità anche nei casi più evidenti di responsabilità, il ricorso alla violenza anche in situazioni che non la richiedono.</p>
<p><iframe style="width: 100%; height: 600px;" src="https://flo.uri.sh/visualisation/2665829/embed" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Per capirsi, Shaver venne ucciso con cinque colpi sparati con un fucile da assalto AR-15 mentre strisciava disarmato a terra, su istruzione degli agenti accorsi sul posto, nel corso dell&#8217;arresto. Secondo l&#8217;agente di polizia, Shaver aveva avvicinato la mano al fianco mentre era steso a terra (probabilmente per tirarsi su i pantaloni) e Brailsford gli aveva quindi scaricato addosso cinque colpi nel timore che stesse per prendere un&#8217;arma. Peccato che Shaver era stato trovato in possesso di un semplice fucile a pallini che aveva tra l&#8217;altro già consegnato appena arrivati gli agenti.</p>
<p>La violenza, spesso gratuita, della polizia americana è però documentata anche in molte altre situazioni dove cittadini vengono arrestati anche solo semplicemente per non aver messo le mani sul volante durante un &#8220;pull-over&#8221; per eccesso di velocità o per aver protestato nei confronti degli agenti. L&#8217;aggressività della polizia non risparmia neanche i minori, come nel caso di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Mqw4itSwO7Q">Honestie Hodges</a>, ragazzina afro-americana di 11 anni &#8220;aggredita&#8221; da alcuni agenti vicino casa sua nel 2017 in Michigan.</p>
<h2>Una società violenta</h2>
<p>Più che un problema di razzismo, il problema può essere ricollegato a una società tendenzialmente violenta in un Paese dove si può essere uccisi a colpi di arma da fuoco per una &#8220;banale&#8221; rapina, per un &#8220;drive-by shooting&#8221; tra gangs, per aver <a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-50063364">suonato</a> alla porta sbagliata nella sera di Halloween, ma si può anche essere ammazzati dalla polizia per una &#8220;banale&#8221; infrazione.</p>
<p>Le stesse reazioni ad aggressioni e omicidi ingiustificati da parte della polizia sfociano spesso in proteste che a loro volta degenerano in tumulti ai quali si uniscono teppisti e delinquenti di strada che approfittano della situazione per saccheggiare negozi, facendo così passare in secondo piano l&#8217;omicidio di turno e legittimando la conseguente linea dura da parte delle forze dell&#8217;ordine. Chi ha vissuto i giorni degli &#8220;L.A. Riots&#8221; del 1992 sa bene di cosa si parla.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore segnale di allarme è l<a href="https://www.theguardian.com/us-news/2020/apr/30/michigan-protests-coronavirus-lockdown-armed-capitol">&#8216;invasione</a> del Capitol Hill del Michigan lo scorso aprile da parte di uomini armati della &#8220;Michigan Liberty Militia&#8221; che protestavano contro il &#8220;lockdown&#8221; imposto per l&#8217;emergenza Covid.</p>
<p>La questione del razzismo è certamente presente in alcuni contesti, ma ridurre tutto a ciò significa perdere di vista una serie di aspetti che indicano come la questione sia ben più complessa e come le cause vadano ricercate altrove.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-caso-di-george-floyd-il-problema-non-e-il-razzismo-ma-una-societa-violenta.html">I veri motivi delle proteste negli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Scontri in Grecia tra polizia e fronte anti-immigrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-in-grecia-tra-polizia-e-fronte-anti-immigrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 14:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti Grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;ondata migratoria dello scorso decennio, la situazione nelle isole greche ha vissuto un periodo di tensione tra manifestanti locali contrari all&#8217;accoglienza in loco da una parte ed il fronte della polizia e dei migranti dall&#8217;altra. E dopo la decisione del governo di Kiriakos Mitsotakis di potenziare ulteriormente le strutture adibite al segmento accoglienza-respingimento non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-in-grecia-tra-polizia-e-fronte-anti-immigrazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-in-grecia-tra-polizia-e-fronte-anti-immigrazione.html">Scontri in Grecia tra polizia e fronte anti-immigrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti Grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Grecia-scontri-migranti-isole-La-Presse-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;<strong>ondata migratoria</strong> dello scorso decennio, la situazione nelle isole greche ha vissuto un periodo di tensione tra manifestanti locali contrari all&#8217;accoglienza in loco da una parte ed il fronte della polizia e dei migranti dall&#8217;altra. E dopo la decisione del governo di <strong>Kiriakos Mitsotakis</strong> di potenziare ulteriormente le strutture adibite al segmento accoglienza-respingimento non ha fatto altro che peggiorare l&#8217;animo delle popolazione delle cinque isole greche che sono vessate dal fenomeno.</p>
<p>Come già sottolineato da <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/rabbia-e-blocchi-il-sistema-migratorio-della-grecia-al-collasso.html"><em>InsideOver</em></a> negli scorsi giorni, la decisione spontanea della popolazione &#8211; appoggiata dalle autorità delle isole &#8211; di occupare i terreni destinati ai nuovi edifici portava con sé il rischio di duri scontri con le forze dell&#8217;ordine della Grecia: e così è stato. Stando a quanto riportato da <em>La Stampa</em>, il bilancio dei feriti negli <strong>scontri</strong> avvenuti nella giornata di giovedì sarebbe di 60 persone &#8211; dei quali oltre due terzi tra le fila della polizia &#8211; e tutti sulle isole di Lesbo e di Chio.</p>
<p>Dopo l&#8217;avvenuta occupazione dei terreni, il governo della Grecia ha inviato un centinaio di agenti a presidiare la zona, i quali hanno cercato di disperdere i manifestanti con il lancio di lacrimogeni; subendo la risposta della popolazione. In quel momento sarebbero incominciati infatti i lanci di pietre e secondo i testimoni anche colpi da <strong>arma da fuoco</strong> nei confronti delle forze dell&#8217;ordine, generando uno scenario di guerra civile.</p>
<p>Nonostante al momento sia difficile stabilire per quanto tempo la libera associazione popolare avrà intenzione di portare avanti la protesta nei confronti di Atene, l&#8217;<strong>esasperazione</strong> della popolazione è diventata chiara agli occhi di tutta l&#8217;Europa: le isole dell&#8217;Egeo non possono sopportare ulteriore immigrazione. E nonostante lo scopo principale delle strutture sia quello di limitare il fenomeno delle tendopoli, la decisione centrale di potenziare l&#8217;apparato ha posto le basi per la dura reazione del popolo greco, che si è mobilitato per fermare il piano governativo.</p>
<h3>Un sistema al collasso</h3>
<p>Allo stato attuale, sulle isole di Samo, Lesbo, Chio e Kios sono presenti oltre <strong>38mila rifugiati</strong>, nonostante la capacità ricettiva della regione si limiti ai poco più di 6mila posti. Con il nuovo piano, i posti di sistemazione in attesa della lavorazione delle domande saliranno a 20mila, non riuscendo a coprire tuttavia l&#8217;intera richiesta dell&#8217;area &#8211; senza considerare il rischio di una nuova ondata migratoria di massa dalla Siria.</p>
<p>È tanto chiaro quanto palese che la popolazione insulare della Grecia non sia in grado di reggere ulteriormente i numeri dei flussi, nonostante le <strong>promesse</strong> da parte del governo di Mitsotakis di migliorare gradualmente la situazione. Ed in questo scenario, anche una mossa volta a migliorare non soltanto l&#8217;accoglienza ma anche la convivenza tra cittadini e rifugiati rischia di generare &#8211; come è accaduto &#8211; in un duro scontro ideologico tra Stato e popolazione.</p>
<p>Nei prossimi giorni prenderanno il via i lavori di costruzione sui terreni indicati, nonostante le proteste non siano intenzionate ad esaurirsi. Il presentimento che traspare è infatti che nel piano della Grecia e dell&#8217;Unione europea non rientri minimamente l&#8217;interesse verso il popolo dell&#8217;Egeo, primo tra tutti a dover fare i conti con il fenomeno migratorio. Ed è proprio questa la base dell&#8217;esasperazione che ha dato il via alla nuova ondata di proteste; in una situazione in cui probabilmente l&#8217;Europa e la stessa Grecia dovrebbero valutare &#8211; anche &#8211; delle <strong>soluzioni alternative</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/scontri-in-grecia-tra-polizia-e-fronte-anti-immigrazione.html">Scontri in Grecia tra polizia e fronte anti-immigrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francia, scoppia il caso delle violenze della polizia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-scoppia-il-caso-delle-violenze-della-polizia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 17:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le violenze non possono che essere segnalate. E quello che sta accadendo in Francia in relazione alla riforma del sistema pensionistico merita di essere portato all&#8217;attenzione di tutti. Dalle questioni giuridiche si è passati ad analizzare soprattutto i fatti di piazza. La cassa di risonanza di Parigi non basta più: l&#8217;eco di quelle che vengono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-scoppia-il-caso-delle-violenze-della-polizia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>violenze</strong> non possono che essere segnalate. E quello che sta accadendo in <strong>Francia</strong> in relazione alla riforma del sistema pensionistico merita di essere portato all&#8217;attenzione di tutti. Dalle questioni giuridiche si è passati ad analizzare soprattutto i fatti di piazza. La cassa di risonanza di Parigi non basta più: l&#8217;eco di quelle che vengono ritenute prepotenze perpetrate dalle forze dell&#8217;ordine travalica i confini europei. Pure perché i <strong>filmati</strong> (<a href="http://www.ilgiornale.it/video/cronache/ecco-violenze-polizia-francia-1814284.html" target="_blank" rel="noopener">guarda</a>) inerenti ad azioni, che a detta di molti corrispondono delle vere e proprie reazioni sproporzionate, aumentano di numero di giorno in giorno. La polizia transalpina è stata anche richiamata in via ufficiale dalle istituzioni.</p>
<p>Le responsabilità sono difficili da distribuire. I <strong>gilet gialli</strong>, con qualche interferenza dei black bloc, stanno promuovendo una protesta che ha di fatto interrotto il normale corso delle attività pubbliche. Gas, fumogeni, blocco delle strade: i mezzi utilizzati sono canonici per una protesta nazionale, sì, ma producono effetti. Il caos è dilagante. I sindacati fanno la loro parte. Dal sistema dei trasporti a quello scolastico: è il periodo più difficile per <strong>Emmanuel Macron</strong>. Il leader di En Marche! non ha modificato di una virgola il suo progetto, limitandosi a gestire una situazione che può comportare in prospettiva un collasso elettorale. Ora anche i <strong>cattolici</strong> hanno deciso di <a href="https://it.insideover.com/societa/la-rivolta-cattolica-che-fa-tremare-macron.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">esprimere un palese malessere</a>. La riforma interessata dalle rimostranze dei fedeli, in quel caso, riguarda la bioetica. Persino l&#8217;episcopato, che si era schiacciato sul macronismo trionfante, ha inoltrato un comunicato piccato. La crisi politica dei progressisti, che deve tenere conto anche di questi altri aspetti, è pervasiva.</p>
<p>La fortuna di Macron, per così dire, risiede nella distanza temporale dalle elezioni: due anni di tempo per alzare la cresta e provare a squarciare il velo di scetticismo. Ma rispetto al coro di giubilo seguito all&#8217;insediamento di un esponente che avrebbe dovuto sanare le ferite sociali, il quadro è davvero mutato. Torniamo alle violenze. Il contesto preoccupante è stato in qualche modo ammesso dal presidente che, come riportato dal quotidiano <em>Repubblica, </em>ha parlato di un necessario &#8220;rispetto della deontologia&#8221;. I commissariati non sono del tutto privi di istanze sindacali. E il fatto che alcuni poliziotti abbiano aderito alle giornate di sciopero può essere un fattore di ulteriore destabilizzazione. Almeno per ciò che concerne l&#8217;ordine pubblico.</p>
<p>Le testimonianze delle violenze non mancano, tanto che si è resa necessaria l&#8217;apertura di un&#8217;indagine interna da parte dell&#8217;ente che controlla le attività della polizia, ossia l&#8217;ispettorato generale. La fonte sopracitata lo ha rimarcato. Il grande mare del web ha fatto sì che il problema legato all&#8217;atteggiamento di certi poliziotti finisse su pubblica piazza in breve tempo.<a href="https://www.davduf.net/alloplacebeauvau?lang=fr"> Basta dare un occhio a questo sito</a>, che è nato dall&#8217;idea di un giornalista francese. David Dufresne ha anche firmato un volantino che dispone le modalità tramite cui è possibile inoltrare video che provino gli accadimenti aggressivi. I certificati medici, per esempio, possono coadiuvare il processo di denuncia giornalistica. Ma sul portale c&#8217;è tutto un elenco di utilità ed indicazioni.</p>
<p>Il caso mediatico più eclatante di questa ultima settimana è ancora quello del giornalista fermato per aver comunicato via <em>Twitter</em> la posizione di Macron, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/proteste-francia-macron-adesso-fa-arrestare-giornalista-1813583.html">che era a teatro con la moglie</a>. I manifestanti hanno così avuto contezza di potersi recare in uno specifico luogo. Anche a questo evento, che non è violento ma giuridicamente rilevante, sono seguite delle polemiche. Macron è schiacciato da una serie di forni. E il popolo francese, in specie in quella che viene chiamata &#8220;Francia profonda&#8221;, non è disposto a cedere terreno. Stupisce, per ora, il mancato cambio di passo governativo. Come se Macron fosse assolutamente certo della bontà delle scelte intraprese in questo mandato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-scoppia-il-caso-delle-violenze-della-polizia.html">Francia, scoppia il caso delle violenze della polizia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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