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	<title>Platinum Group Metals (Pgm) Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 23 Jun 2022 15:47:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Platinum Group Metals (Pgm) Archives - InsideOver</title>
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		<title>La centralità della Groenlandia nella guerra sulle Terre Rare</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-centralita-della-groenlandia-nella-guerra-sulle-terre-rare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 16:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Platinum Group Metals (Pgm)]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo abituati a pensare, non del tutto a torto, che il petrolio, e più in generale gli idrocarburi, siano le principali risorse che muovono e regolano l&#8217;economia di un Paese sviluppato: la guerra in Ucraina, ed il conseguente aumento dei prezzi dei combustibili fossili a seguito delle sanzioni internazionali elevate alla Russia, sta avendo pesanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-centralita-della-groenlandia-nella-guerra-sulle-terre-rare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-centralita-della-groenlandia-nella-guerra-sulle-terre-rare.html">La centralità della Groenlandia nella guerra sulle Terre Rare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623173528296_ade0ec535f14240e77d277f3a5b08e5b-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Siamo abituati a pensare, non del tutto a torto, che il petrolio, e più in generale gli idrocarburi, siano le principali risorse che muovono e regolano l&#8217;economia di un Paese sviluppato: la guerra in Ucraina, ed il conseguente aumento dei prezzi dei combustibili fossili a seguito delle sanzioni internazionali elevate alla Russia, sta avendo pesanti effetti sulla vita quotidiana nelle nazioni occidentali.</p>
<p>Se per accaparrarsi le fonti di approvvigionamento di idrocarburi in passato si sono combattute anche guerre guerreggiate, oggi è in atto un altro tipo di guerra, più silenziosa ma altrettanto accanita, per assicurarsi l&#8217;accesso a un&#8217;altra risorsa mineraria, molto più fondamentale perché rappresenta il futuro dell&#8217;economia mondiale: i minerali che contengono <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-sara-petrolio-del-futuro-lo-controllera-avra-mondo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Terre Rare</strong></a> e altri elementi come <strong>litio</strong>, <strong>cobalto</strong> e metalli del gruppo del platino, o <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pgm</strong> (<em>Platinum Group Metals</em>)</a>.</p>
<p>Sappiamo già che il litio e cobalto sono fondamentali perché necessari per la produzione delle batterie, mentre il palladio, elemento appartenente al gruppo dei Pgm (che sono tra i più rari della Terra), viene usato nell&#8217;automotive, in campo elettronico e nella produzione di gioielli. I più grandi giacimenti di litio al momento conosciuti sono situati in <a href="https://it.insideover.com/politica/la-piu-grande-miniera-di-litio-si-trova-in-messico-e-cambiera-la-geopolitica.html" target="_blank" rel="noopener">Messico</a>, Bolivia, Cile, <a href="https://it.insideover.com/energia/litio-terre-rare-ma-non-solo-ecco-le-ricchezze-dellafghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">Afghanistan</a>, Cina, Australia e Stati Uniti facendone così una risorsa importante ma diffusa in Paesi più o meno equamente distribuiti tra le “sfere di influenza” dei più grandi contendenti internazionali sul piano economico, così non è per le Terre Rare (o REE – Rare Earth Elements).</p>
<p>La Cina, infatti, oltre a possedere tra i più importanti giacimenti di minerali ad esse associate – si tratta di elementi chimici della serie dei lantanidi più scandio e ittrio – ne controlla anche al filiera produttiva per circa il 97%. Gli Stati Uniti, che sono anch’essi un Paese produttore di Terre Rare, sono però ben lontani dalla capacità cinese, tanto che devono importarne circa l’80%.</p>
<h2>Minerali &#8220;critici&#8221;</h2>
<p>Ma perché i minerali delle REE sono anche più fondamentali del petrolio? Si tratta di elementi chimici usati per la produzione di beni diventati centrali per la vita moderna, in ambito militare, ma soprattutto per quella “<em>green econom</em>y” che è stata selezionata per cercare di slegarci dalla dipendenza dagli idrocarburi – diventando così dipendenti da altre e più complesse dinamiche geoeconomiche come vedremo.</p>
<p>Elementi delle Terre Rare sono infatti necessari per produrre magneti permanenti, batterie ricaricabili, catalizzatori per autovetture e intervengono nella filiera produttiva per ottenere energia “pulita” (turbine eoliche), nel campo aerospaziale e della Difesa (radar, sistemi di guida, satellitari e ottici), nella petrolchimica (ad esempio per il cracking del greggio) e più in generale nella produzione di autoveicoli (motori elettrici e ibridi).</p>
<p>Si tratta di <strong>risorse altamente critiche</strong>, per una serie di considerazioni legate alla natura stessa della distribuzione dei minerali, alle tecniche di estrazione e raffinazione (costosa e inquinante), alla loro scarsissima riciclabilità (tasso inferiore all&#8217;1%), al fatto di essere legate a un mercato non regolamentato (come avviene, ad esempio, per oro, rame nichel e altri metalli), ma soprattutto sono risorse estremamente <a href="https://it.insideover.com/economia/se-la-cina-pensa-di-tagliare-le-terre-rare-agli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>soggette ai “capricci” della geopolitica</strong></a>, in quanto, come detto, la Cina detiene praticamente il monopolio del loro ciclo di estrazione/raffinazione.</p>
<p>Proprio in considerazione del progressivo deterioramento dei rapporti sino-statunitensi, e più in generale sino-occidentali (<a href="https://it.insideover.com/politica/le-leve-europee-per-rispondere-a-una-possibile-crisi-dello-stretto-di-taiwan.html" target="_blank" rel="noopener">sebbene l&#8217;Europa sia molto più cauta rispetto a Washington</a> nell&#8217;avanzare le proprie rimostranze riguardo alla crescente assertività/aggressività cinese) l&#8217;approvvigionamento di elementi delle Terre Rare <strong>è a rischio</strong>, anche al netto della considerazione che, a questo ritmo di sfruttamento, i minerali “tecnologici” non saranno sufficienti a far fronte alla richiesta dell’industria.</p>
<h2>Il cambio di passo statunitense sulle Terre Rare</h2>
<p>Gli Stati Uniti stanno cercando di correre ai ripari. Già a poche settimane dalla sua elezione, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-di-biden-per-staccare-gli-stati-uniti-dalle-terre-rare-cinesi.html" target="_blank" rel="noopener">il presidente Joe Biden aveva siglato un ordine esecutivo</a> inerente alla catena di approvvigionamento di “beni essenziali e critici per la sicurezza del Paese” che riguardava, tra medicinali e cibo, i chip dei computer facendo riferimento, più in generale a due settori fondamentali dal punto di vista geopolitico, ovvero quello delle batterie di grande capacità (utilizzate nei veicoli elettrici) e delle Terre Rare, indicate come “minerali critici” essendo “parte essenziale della Difesa, dell’<em>high-tech</em> e di altri prodotti”.</p>
<p>Recentemente, il dipartimento della Difesa Usa <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-fanno-scorta-di-minerali-rari-temendo-il-monopolio-cinese.html" target="_blank" rel="noopener">ha presentato al Congresso una proposta</a> per autorizzare un finanziamento per il 2023 di più di 235 milioni di dollari per rimpinguare i magazzini nazionali di minerali critici, come titanio, tungsteno e cobalto a dimostrazione della particolare attenzione data da Washington a tutta la filiera di queste particolari risorse minerarie.</p>
<h2>La Groenlandia nel mirino</h2>
<p>La “guerra” sui minerali tecnologici sta vedendo però un nuovo campo di battaglia: la <strong>Groenlandia</strong>. Il Paese ha un enorme potenziale di sfruttamento minerario per quanto riguarda alcuni metalli preziosi – come l’oro e il platino – ma soprattutto per quanto riguarda alcune Terre Rare che potrebbero essere estratte per un ammontare annuo di 60mila tonnellate, ovvero pari al 30% del fabbisogno mondiale.</p>
<p>Secondo l’<strong>Usgs</strong>, il prestigioso servizio geologico nazionale statunitense, la Groenlandia ha infatti la possibilità di surclassare la produzione di Terre Rare cinese in pochi anni. Sempre l’Usgs ci fornisce qualche dato: la Groenlandia potrebbe estrarre circa 500mila tonnellate/anno di due minerali (eudialite e feldspato) da cui si può ricavare, tantalio, zirconio e niobio, la cui quotazione sui mercati supera di gran lunga quella dell’oro.</p>
<p>Oltre a questi sono riconosciuti depositi di minerali di ferro, piombo, zinco, nickel, uranio e con ogni probabilità anche riserve di idrocarburi da ricercarsi in maggior parte nell’offshore groenlandese. Queste ultime due risorse, però, al momento ricadono per la maggior parte in aree del Mare Artico già appartenenti agli Stati che vi si affacciano – quindi Cina esclusa – e pertanto le uniche prospettive cinesi per uno sfruttamento diretto sono quelle di una possibile prospezione <em>inshore</em> data dallo scioglimento della calotta glaciale groenlandese.</p>
<p>Pechino sta già mettendo le mani sulle Terre Rare groenlandesi: la <strong>Cina</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-stati-uniti-groenlandia.html" target="_blank" rel="noopener">sta investendo attivamente</a> in quote dell’australiana Greenland Minerals Ltd, attiva nella ricerca di questi elementi nel sito di Kvanefjeld, <a href="https://www.osservatorioartico.it/terre-rare-groenlandia/" target="_blank" rel="noopener">ma non è la sola</a>.</p>
<p>Sempre gli australiani sono molto attivi, con la Tanbreez che è proprietaria del secondo deposito per grandezza della Groenlandia (cerio, lantanio e ittrio) in collaborazione con gli Stati Uniti, e con la Conico Ltd, che a luglio del 2020 era in trattativa per acquistare il 100% della britannica Lingland Resources Ltd attiva nel progetto di prospezione “Ryberg”.</p>
<p>Presenti anche i cechi, con la Czech Geological Research Group che detiene cinque licenze nella zona centro-est e nel sud e i canadesi della Hudson Resources Inc. possessori del 33% della miniera ddi White Mountain (Qaqortorsuaq) e del 100% del progetto di esplorazione di Sarfartoq (neodimio, niobio e tantalio). Capiamo quindi perché Pechino <a href="https://it.insideover.com/politica/quellaeroporto-groenlandia-sta-preoccupando-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">ha deciso di investire in infrastrutture in Groenlandia</a>, e perché l&#8217;ex presidente statunitense Donald Trump, nel 2019, propose di “comprare” il Paese dalla Danimarca, generando una mal riposta ilarità.</p>
<p>Gli Stati Uniti sembrano però in vantaggio rispetto al Dragone: oltre ad avere una presenza stabile nel territorio (a Thule c&#8217;è una base dell&#8217;Usaf mentre a Kangerlussuak ce n&#8217;è una della Guardia Nazionale e a Raven Camp si trova una pista d’atterraggio gestita dalla Guardia Nazionale di New York), sempre nel 2019 hanno firmato un <a href="https://2017-2021.state.gov/joint-statement-on-u-s-greenland-mou-and-hyperspectral-survey/index.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>memorandum d&#8217;intesa</strong></a> con le autorità groenlandesi volto a cominciare una nuova campagna di prospezione geologica, tramite un&#8217;indagine congiunta, al fine di aumentare gli investimenti americani nell’esplorazione mineraria.</p>
<p>Inoltre il <strong>Nordic Council of Ministers</strong> (composto anche dalla Groenlandia) ha evidenziato la minaccia della penetrazione russa, ma soprattutto cinese, sull&#8217;Artico occidentale, limitando così il campo d&#8217;azione a Pechino. La partita per l&#8217;<em>el dorado</em> delle Terre Rare groenlandesi però è ben lungi dall&#8217;essere chiusa: la Cina possiede strumenti di penetrazione economica e commerciale ben rodati (la costruzione di infrastrutture ad esempio) che possono avere un peso determinante in considerazione degli aneliti di indipendenza della Groenlandia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La partita a scacchi per la green economy tra Stati Uniti e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-partita-a-scacchi-per-la-green-economy-tra-stati-uniti-e-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 07:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cobalto]]></category>
		<category><![CDATA[Green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
		<category><![CDATA[Platinum Group Metals (Pgm)]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sebbene sia ancora una piccola percentuale dell&#8217;approvvigionamento energetico complessivo, l&#8217;energia verde è la fonte energetica in più rapida crescita al mondo, provocando quindi l&#8217;allontanamento degli investimenti dalle fonti energetiche tradizionali (carbone, oil &#38; gas). Questa nuova economia energetica, definita green economy, si fonda su risorse minerarie particolari rappresentate da una serie di minerali quali il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-partita-a-scacchi-per-la-green-economy-tra-stati-uniti-e-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-partita-a-scacchi-per-la-green-economy-tra-stati-uniti-e-cina.html">La partita a scacchi per la green economy tra Stati Uniti e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sebbene sia ancora una piccola percentuale dell&#8217;approvvigionamento energetico complessivo, l&#8217;<strong>energia verde</strong> è la fonte energetica in più rapida crescita al mondo, provocando quindi l&#8217;allontanamento degli investimenti dalle fonti energetiche tradizionali (carbone, oil &amp; gas).</p>
<p>Questa nuova economia energetica, definita <em>green economy</em>, si fonda su risorse minerarie particolari rappresentate da una serie di minerali quali il <strong>litio</strong>, il <strong>cobalto</strong>, quelli del gruppo del platino (definiti <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Pgm</strong> &#8211; Platinum Group Metals</a>) e quelli che vengono chiamati <a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/quale-sara-petrolio-del-futuro-lo-controllera-avra-mondo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Terre Rare</strong></a>, o in inglese Ree (Rare Earth Elements).</p>
<p>Queste risorse sono infatti necessarie per costruire turbine eoliche, pannelli solari e batterie per l&#8217;accumulo di elettricità necessarie per i veicoli elettrici e per lo stoccaggio dell&#8217;energia immessa in rete.</p>
<p>Negli ultimi due decenni, la <strong>Cina</strong> ha lentamente e costantemente costruito un <strong>dominio globale</strong> nella filiera delle materie prime necessarie per la <em>green economy</em> e sta usando questa posizione di vantaggio per i propri fini politici. Bloccando l&#8217;esportazione di minerali cruciali, la Cina potrebbe minacciare parte dei fabbisogni energetici, dei sistemi di trasporto e dell&#8217;economia statunitense. <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/adesso-la-cina-minaccia-la-guerra-sulle-terre-rare.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A maggio del 2019</a>, ad esempio, è successo un fatto non secondario: il presidente <strong>Xi Jinping</strong> durante un viaggio nella provincia di Jiangxi, ha fatto una visita “a sorpresa” nello stabilimento della Jl Mag Rare Earth Co. Ltd, azienda leader nel settore dell’estrazione e produzione di Terre Rare.</p>
<p>L’effetto immediato della visita del Presidente è stato quello di vedere le azioni della Jl Mag schizzare in borsa raggiungendo il limite di rialzo quotidiano per il mercato cinese. Apparentemente i due fenomeni sembrerebbero slegati, ma la presenza, insieme a Xi Jinping, del vicepremier Liu He, unita alla tempistica che cadeva in concomitanza con la decisione degli <strong>Stati Uniti</strong> di sospendere le licenze del sistema operativo per telefonia mobile Android alla compagnia cinese <strong>Huawei</strong>, ha fatto ritenere che la visita fosse tutto fuorché casuale.</p>
<p>Liu He è infatti anche capo negoziatore con gli Stati Uniti sulla questione del commercio e la sua stessa presenza in quella occasione ha lasciato presagire una possibile ritorsione cinese che avrebbe potuto colpire le esportazioni di questa vitale risorsa commerciale. Ritorsione che non c&#8217;è stata, ma che resta sempre come una spada di Damocle che pende su ogni futura decisione statunitense che riguardi la politica economica di Pechino.</p>
<p>Il controllo della produzione di queste risorse, come il litio, fondamentale per le batterie, o il lantanio, cerio e neodimio, presenti in innumerevoli prodotti sia della nostra quotidianità (come schermi Tv o hard drive di Pc) sia di livello militare o altamente specializzato (come magneti, superconduttori, turbine, laser, sistemi di guida di missili e satelliti) assume i toni di una vera e propria guerra, per il momento solo commerciale, che si combatte su scala globale. La Cina, proprio nel campo delle Terre Rare, la fa da padrone in quanto è l’unico Paese al mondo capace di controllarne tutta la filiera produttiva: ha infatti tra i più grandi giacimenti di questi minerali e fornisce il <strong>97% del totale</strong> mondiale di questa risorsa in quanto è in grado di riprocessare il minerale grezzo in risorsa sfruttabile, facendone praticamente un monopolio seguito, a larghissima distanza, dagli Stati Uniti.</p>
<p>Un controllo che non riguarda solo l&#8217;ambito domestico: Pechino sta allungando le mani sulle miniere di queste risorse sparse un po&#8217; ovunque nel mondo. Sappiamo infatti, per quanto riguarda il fondamentale <strong>litio</strong> che diverse società cinesi stanno accaparrandosi ampie fette delle imprese che estraggono questa risorsa: la Great Wall Motors, ad esempio, ha rilevato il 3,5% dell’australiana Pilbara Minerals ed ha intenzione di raddoppiarne la produzione per far fronte alle maggiori richieste di mercato. In Messico, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/la-piu-grande-miniera-di-litio-si-trova-in-messico-e-cambiera-la-geopolitica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un enorme giacimento di litio</a> recentemente scoperto, vede la partecipazione, in una <em>joint venture</em>, della Ganfeng Lithium (al 22,5%).</p>
<p>Non solo litio ma anche <strong>cobalto</strong>, altro elemento fondamentale per le batterie. Anche qui Pechino sta assumendo posizioni di forza in tutta la filiera produttiva: la Gem, fornitore del gigante delle batterie Catl, ha sottoscritto un colossale contratto con Glencore che prevede l&#8217;accaparramento di un terzo della sua produzione totale di cobalto in Congo, uno dei maggiori Paesi produttori di questa risorsa, per un totale di 52800 tonnellate, ovvero pari a più della metà di quanto estratto da tutte le miniere del mondo l’anno scorso.</p>
<p>Non bisogna però pensare che gli Stati Uniti siano del tutto “fuori mercato”: per quanto riguarda il litio, ad esempio, con la miniera di Humboldt County (Nevada), erano al primo posto per riserve probabili (179,4 milioni di tonnellate) prima della scoperta della miniera messicana, seguiti dall’Australia con Port Hedland (151,9 milioni di tonnellate) e da Pilgangoora lithium-tantalum project (108,2 milioni di tonnellate) sempre in Australia.</p>
<p>Anche le <strong>Terre Rare</strong> benedicono il sottosuolo statunitense, <a href="https://investingnews.com/daily/resource-investing/critical-metals-investing/rare-earth-investing/rare-earth-reserves-country/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">se pur in una frazione rispetto al gigante asiatico</a>, ma in questo caso il problema è che i processi di “raffinazione” vengono fatti in Cina, e infatti non è un caso che tra i dazi immessi dal presidente <strong>Donald Trump</strong> non ve ne siano che colpiscono il commercio di queste risorse. Stante questi dati alla mano risulta quindi più comprensibile la politica della Casa Bianca in questi quattro anni che ha ridato vigore alle fonti energetiche tradizionali: il fine era quello di slegarsi dal predominio cinese. La <em>green economy</em> però avanza inesorabilmente, e gli Stati Uniti corrono il serio rischio di essere messi sotto scacco dalla Cina che ha cominciato la sua scalata a questo mercato sin dagli anni &#8217;90.</p>
<p>Con la prossima presidenza di <strong>Joe Biden</strong>, che si è detto favorevole al rilancio della <em>green economy,</em> questo predominio cinese potrebbe diventare un problema. I progetti del neo presidente per un settore energetico a zero emissioni di carbonio entro quindici anni, si scontreranno con la debolezza delle società americane nel campo degli approvvigionamenti minerari e nella filiera di trasformazione. In questo momento, infatti, gli Stati Uniti importano il 100% degli oltre 20 minerali chiave necessari per l&#8217;energia verde ed è quasi altrettanto dipendente dalle importazioni di minerali delle Terre Rare. Quindi Washington, se non fa qualcosa, avrà bisogno di Pechino per la sua transizione verso la <em>green economy</em>.</p>
<p>Oltre Atlantico ritengono, un po&#8217; ottimisticamente, di poter ridurre questa dipendenza. Leggiamo su <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/america-and-china%E2%80%99s-chess-match-future-green-energy-173358" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>The National Interest</em></a> che gli Stati Uniti possono iniziare a diminuire questo svantaggio <strong>aumentando l&#8217;estrazione casalinga</strong> di minerali, in particolare proprio le Terre Rare, snellendo contemporaneamente le pratiche burocratiche per poter iniziare nuove attività estrattive pur mantenendo il giusto livello di preservazione dell&#8217;ambiente come avviene già in Canada o in Australia.</p>
<p>La geologia però non segue le regole, e i <em>desiderata</em>, della geopolitica, pur condividendone il prefisso, e le quantità di minerali stimate in giacimento non possono essere cambiate. Si pensa anche di <strong>aumentare l&#8217;attività di riciclo</strong> di certi elementi, e questo è sicuramente utile, ma non sarà risolutivo perché il riciclaggio non immette nuova risorsa e pertanto coprirà solo una parte delle nuove richieste del mercato. Parallelamente l&#8217;idea vincente, forse, è quella di <strong>aumentare i legami internazionali</strong> per mettere le mani sulle miniere che si trovano all&#8217;estero, esattamente come sta facendo la Cina da anni. Una scelta obbligata, a nostro parere, che però aprirà una nuova parentesi di guerra commerciale con la Cina, questa volta sulle risorse minerarie, che potrebbe avere implicazioni pesantissime in quei Paesi più poveri e meno rigidi dal punto di vista delle tutele ambientali e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-partita-a-scacchi-per-la-green-economy-tra-stati-uniti-e-cina.html">La partita a scacchi per la green economy tra Stati Uniti e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra dei minerali rari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 07:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[palladio]]></category>
		<category><![CDATA[platino]]></category>
		<category><![CDATA[Platinum Group Metals (Pgm)]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si parla di geopolitica spesso ci si limita a considerare come una nazione agisce a livello internazionale prettamente dal punto di vista diplomatico o militare. In realtà la politica estera di un Paese è strettamente legata alla sua economia e alle ricadute delle decisioni intraprese nel panorama internazionale in funzione della sua strategia, tanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html">La guerra dei minerali rari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando si parla di geopolitica spesso ci si limita a considerare come una nazione agisce a livello internazionale prettamente dal punto di vista diplomatico o militare. In realtà la politica estera di un Paese è strettamente legata alla sua economia e alle ricadute delle decisioni intraprese nel panorama internazionale in funzione della sua strategia, tanto che si parla, a buon diritto, di <strong>geoeconomia</strong>. Il fulcro, la chiave di volta, della geoeconomia di qualsiasi Stato passa dalle <strong>risorse minerarie</strong> e dal loro approvvigionamento. In questo quadro giocano un ruolo fondamentale non soltanto le fonti energetiche, in particolare gli <strong>idrocarburi</strong>, ma anche i <strong>minerali</strong>: ferro, alluminio, uranio, sono solo i più conosciuti ma ne esistono tantissimi altri divenuti ormai fondamentali proprio per l&#8217;importanza che hanno assunto nel mondo moderno, in quanto mattoni fondamentali per il progresso tecnologico. Stiamo parlando di minerali appartenenti al gruppo delle cosiddette <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-sara-petrolio-del-futuro-lo-controllera-avra-mondo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Terre Rare</strong></a> (in inglese Rare Earth Elements &#8211; Ree), e a quelli definiti dall&#8217;acronimo <strong>Pgm (Platinum Group Metals)</strong>, ovvero metalli appartenenti al gruppo del platino nella tavola periodica degli elementi.</p>
<p>Assicurarsi l&#8217;estrazione di questi minerali significa gestire il mercato degli stessi a livello globale, quindi stabilirne il prezzo e i volumi di scambio, fattore fondamentale nell&#8217;economia del terzo millennio proprio per l&#8217;importanza che hanno negli strumenti tecnologici di utilizzo quotidiano, industriale o militare.</p>
<p>Si sono aperte quindi <strong>nuove prospettive economiche</strong> che hanno anche, in molti casi, ribaltato gli assetti geopolitici, in quanto alcuni di questi minerali si trovano, per questioni geologiche, in Paesi che non sono stati al centro degli interessi speculativi globali essendo privi risorse di altro tipo, come gli idrocarburi, l&#8217;uranio, il carbone o i minerali di ferro. Il controllo della produzione di un minerale come il <strong>litio</strong>, fondamentale per le batterie, o il <strong>lantanio</strong>, <strong>cerio</strong> e <strong>neodimio</strong>, presenti in innumerevoli prodotti sia della nostra quotidianità (come schermi Tv o hard drive di Pc) sia di livello militare o altamente specializzato (come magneti, superconduttori, turbine, laser, sistemi di guida di missili e satelliti) assume i toni di una vera e propria guerra, per il momento solo commerciale, che si combatte su scala globale.</p>
<h2>Il palladio, più prezioso dell&#8217;oro più importante del petrolio</h2>
<p>I minerali appartenenti al gruppo dei <strong>Pgm</strong> sono <strong>tra i più rari della Terra</strong>. La crosta terrestre, ad esempio, ha solo 0,0005 parti per milione (ppm) di palladio a fronte alle 60 Mppm (milione di parti per milione) del rame, le 0,075 Mppm di argento e 0,004 Mppm dell&#8217;oro.</p>
<p>Sono più di cento i minerali contenenti Pgm e sono concentrati per la maggior parte in depositi di origine magmatica, formatisi milioni di anni fa, attraverso la cristallizzazione frazionata di magmi contenenti solfati ricchi di Pgm che poi, durante le ere geologiche, sono stati erosi dagli elementi e sono andati a formare dei depositi di origine sedimentaria.</p>
<p>Gli utilizzi del <strong>palladio</strong> sono molteplici, ma si concentrano per la maggior parte nell&#8217;industria dell&#8217;automotive per la produzione di marmitte catalitiche (55%), nell&#8217;elettronica (16%), nella produzione di gioielli (11%), e anche nel campo medico dentale, nella chimica e per mere finalità di investimento. In particolare la rarità e l&#8217;alto utilizzo nel settore automotive ne ha raddoppiato il suo prezzo rispetto ad un altro elemento dei Pgm, il <strong>platino</strong>. Tali elementi sono anche essenziali per la produzione di fibre di vetro e cristalli liquidi dando quindi il senso immediato della loro importanza nel mondo di oggi.</p>
<p>Attualmente le riserve globali di Pgm ammontano, secondo l&#8217;<strong>Usgs</strong> (il servizio geologico degli Stati Uniti) a 69 milioni di tonnellate con il <strong>Sudafrica</strong>, in particolare il ben noto distretto minerari del Bushveld, a farla da padrone con 63 milioni di tonnellate (dati 2018). La <strong>Russia</strong> e lo <strong>Zimbabwe</strong> sono rispettivamente seconda e terza con 3,9 e 1,2 milioni di tonnellate. La produzione di palladio, sempre nel 2018, ammontava a 68mila tonnellate per il Sudafrica, 85mila per la Russia e 12mila per lo Zimbabwe.</p>
<h2>La Russia nuovo <em>el dorado</em> del palladio</h2>
<p>Nuove scoperte proiettano però la Russia, potenzialmente, al primo posto sia per riserve sia per produzioni future: nella penisola di Tajmyr, nella <strong>Siberia centrale</strong>, sembra sia stato scoperto un giacimento di Pgm, in particolare ricco di palladio, stimato in <strong>770 milioni di tonnellate</strong>. Più che sufficienti per garantire mezzo secolo di produzione ed in grado di diventare remunerativo entro cinque anni dallo sfruttamento.</p>
<p>Si capisce quindi perché, la <a href="https://www.themoscowtimes.com/2019/11/20/russia-worlds-top-palladium-producer-15bln-arctic-investment-a68252">Arctic Palladium</a>, joint venture che opera già nella tundra siberiana, abbia deciso di investire, insieme a Nornickel e Bazhaev’s Russian Platinum, l&#8217;astronomica cifra di <strong>15 miliardi di dollari</strong> per lo sfruttamento del giacimento di Pgm.</p>
<p>L&#8217;investimento è di quelli seri, e le infrastrutture per il trasporto e la commercializzazione del minerale non mancheranno grazie alla nuova politica di Mosca verso l&#8217;<strong>Artico</strong>, che ha aperto e sta implementando una nuova via di comunicazione marittima, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-ha-blindato-lartico.html" target="_blank" rel="noopener">la Northern Sea Route</a>, che collegherà Murmansk a Vladivostok passando per i mari artici.</p>
<p>Questa nuova scoperta potenzialmente candiderà la Russia a diventare <strong>egemone</strong> nel mercato dei Pgm: le enormi riserve le permetteranno di deciderne il prezzo adeguando la produzione a seconda delle proprie esigenze, scalzando così il Sudafrica da attore detentore del monopolio del palladio e del platino.</p>
<p>Un problema non da poco per gli <strong>Stati Uniti</strong>, che importano la maggior parte di queste due risorse: il palladio arriva dal Sudafrica per il 31%, dalla Russia per il 28%, dall&#8217;Italia per il 12% e dal Regno Unito per il 6% mentre il platino per il 44% dal Sudafrica, per il 15% dalla Germania, per il 10% dal Regno Unito e per il 7% dall&#8217;Italia. La produzione americana di palladio, nel 2018, è stata di 14mila tonnellate mentre quella di platino assomma a 4100 a fronte di riserve stimate pari a 900mila tonnellate di Pgm. Questi dati danno bene la misura della &#8220;fame&#8221; di minerali rari degli Stati Uniti, che restano il primo produttore di prodotti ad alta tecnologia del mondo insidiati, guarda caso, proprio dalla Cina che <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-la-cina-minaccia-la-guerra-sulle-terre-rare.html" target="_blank" rel="noopener">ha messo lo zampino</a> sull&#8217;approvvigionamento di Terre Rare e di litio di mezzo mondo.</p>
<p>Washington dovrà quindi fare i conti con Mosca nei prossimi decenni per l&#8217;approvvigionamento di queste risorse e pertanto dovrà sapersi destreggiare bene diplomaticamente per non rischiare di trovarsi tagliata fuori dal mercato che sarà monopolizzato dalla Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html">La guerra dei minerali rari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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