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		<title>Sventato assalto dei pirati: interviene la Marina italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pirati-golfo-guinea-martinengo-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 16:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo di Guinea]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[pirati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata Martinengo in azione Golfo di Guinea (Marina Militare)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si scaldano le acque del Golfo di Guinea, uno dei mari dove è in aumento il fenomeno della pirateria. La fregata Federico Martinengo della Marina militare italiana è intervenuta per soccorrere il mercantile battente bandiera di Singapore, Torm Alexandra, sotto attacco dei pirati. Come comunica la Marina, l&#8217;assalto è avvenuto al largo delle coste del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/pirati-golfo-guinea-martinengo-marina-militare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata Martinengo in azione Golfo di Guinea (Marina Militare)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Fregata-Martinengo-in-azione-Golfo-di-Guinea-Marina-Militare-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si scaldano le acque del Golfo di Guinea, uno dei mari dove è in aumento il fenomeno della pirateria. La fregata Federico Martinengo della Marina militare italiana è intervenuta per soccorrere il mercantile battente bandiera di Singapore, Torm Alexandra, sotto attacco dei pirati. Come comunica la Marina, l&#8217;assalto è avvenuto al largo delle coste del Benin. Mentre scriviamo, l&#8217;attacco è ancora in corso: i marinai della Torm Alexandra sono rinchiusi nell&#8217;area protetta del mercantile, la cosiddetta &#8220;cittadella&#8221;, mentre il Martinengo ha inviato un elicottero che ha sparato alcuni colpi di avvertimento contro il barchino di pirati. Il gruppo di pirati a bordo del gommone ha sparato dei colpi contro l&#8217;elicottero italiano, senza però danneggiarlo. Nel frattempo, in coordinamento con la Marina del Benin, la fregata si è avvicinata al mercantile per prestare soccorso al personale di bordo. Fonti informate sulla vicenda hanno confermato che il personale sta bene e non sarebbero presenti unità nemiche a bordo della nave.</p>
<p>L&#8217;assalto sventato da parte della Martinengo, impegnata nelle operazioni anti pirateria del Golfo di Guinea, dimostra &#8211; ancora una vota &#8211; la pericolosità delle bollenti acque dell&#8217;Africa occidentale. Il 23 ottobre, la stessa fregata della Marina militare italiana era intervenuta nelle acque davanti la Nigeria per soccorrere il mercantile Errina, battente bandiera panamense, che aveva lanciato l&#8217;allarme per un abbordaggio. I pirati, a bordo di un barchino molto veloce, erano riusciti a salire a bordo del mercantile saccheggiandolo e danneggiando gli apparecchi radio. Il Martinengo aveva prestato un primo soccorso ma la nave battente bandiera di Panama era riuscita i n ogni caso a mantenere la rotta. Un attacco che aveva comunque fatto comprendere il dinamismo dei gruppi criminali coinvolti nell&#8217;area, tanto che dalle prime analisi è possibile supporre che la stessa rete coinvolta nell&#8217;attacco alla Errina abbia poi effettuato l&#8217;abbordaggio della Torm Alexandra al largo del Benin. Un sistema esteso quindi, che farebbe pensare a un&#8217;organizzazione ramificata e dalle indubbie capacità operative, in grado di portare barchini in tutto il quadrante del Golfo di Guinea e non solo davanti alle coste di un singolo Stato.</p>
<p>L&#8217;allarme sulla recrudescenza della pirateria nelle acque del Golfo di Guinea è stato lanciato da diverso tempo non solo dagli analisti ma anche da diversi armatori italiani, che hanno spesso segnalato alla Difesa la minaccia per gli interessi strategici italiani. La rotta dell&#8217;Africa occidentale è diventata in questi ultimi anni estremamente importante non solo per il commercio ma anche per lo sfruttamento delle risorse energetiche. E non a caso dall&#8217;inizio dell&#8217;anno l&#8217;Italia è presente nell&#8217;area con una nave (prima la fregata Luigi Rizzo ora la Federico Martinengo). Missione che è sotto il comando operativo del Capo di Stato Maggiore della Marina con l&#8217;attività del Comando in capo della squadra navale (Cincnav).</p>
<p>In questo modo, con una nave nell&#8217;Atlantico africano e con un&#8217;altra nelle acque del Golfo di Aden (la fregata Alpino) la Marina militare riesce a essere presente in due teatri operativi estremamente complessi ma utili per le nostre rotte energetiche e commerciali. Controllando in questo modo due accessi del bacino del Mediterraneo allargato, pilastro della strategia italiana ma soprattutto nuovo schema di riferimento anche per comprendere le missioni italiane nel mondo ma anche le attività dei nostri partner e rivali strategici. Le coste dell&#8217;Africa occidentale, al pari di quelle dell&#8217;Africa orientale, fanno parte del limite estremo di un&#8217;area che va dall&#8217;Europa all&#8217;Oceano Indiano, fino appunto all&#8217;Africa sub-sahariana. Una triangolazione che fa comprendere anche le ragioni di alcune azioni da parte di diversi Paesi in queste medesime aree. La Turchia, con l&#8217;ingresso in Somalia, le operazioni europee nei mari di Aden e della Guina, l&#8217;intervento americano nell&#8217;Africa orientale, così come la presenta di quasi tutte le potenze mondiali nell&#8217;area di Gibuti sono un indicatore imprescindibile per la comprensione delle principali aree di crisi del nostro tempo. E dei prossimi anni.</p>
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		<title>Le operazioni italiane nei mari infestati dai pirati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guinea-italia-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 11:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo di Guinea]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[pirati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="975" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="esercitazioni navi Martinengo Guinea (Marina)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina.jpg 975w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina-768x394.jpg 768w" sizes="(max-width: 975px) 100vw, 975px" /></p>
<p>Il Golfo di Guinea appare a molti come un luogo lontano, tendenzialmente fuori dagli interessi nazionali italiani e di molte nazioni europee, in particolare di quelle che si affacciano sul Mediterraneo. Ma la realtà muta velocemente in questi tempi e cambia soprattutto con il cambiamento dei trasporti, del commercio e della localizzazione delle risorse. Così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/guinea-italia-marina-militare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guinea-italia-marina-militare.html">Le operazioni italiane nei mari infestati dai pirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="975" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="esercitazioni navi Martinengo Guinea (Marina)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina.jpg 975w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/esercitazioni-navi-Martinengo-Guinea-Marina-768x394.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 975px) 100vw, 975px" /></p><p>Il <strong>Golfo di Guinea</strong> appare a molti come un luogo lontano, tendenzialmente fuori dagli interessi nazionali italiani e di molte nazioni europee, in particolare di quelle che si affacciano sul Mediterraneo. Ma la realtà muta velocemente in questi tempi e cambia soprattutto con il cambiamento dei trasporti, del commercio e della localizzazione delle risorse. Così non deve sorprendere che l&#8217;Italia guardi al Golfo di Guinea come un luogo non più così periferico rispetto alle strategie nazionali, considerandolo come una sorta di appendice di quel Mediterraneo allargato che è da tempo il pilastro della politica estera italiana.</p>
<p>Le ultime notizie, in tal senso, arrivano dall&#8217;esercitazione avvenuta nella acque del Golfo africano e a cui ha preso parte la <strong>fregata Martinengo</strong>. Una manovra congiunta con la nave della Marina americana Uss Hershel &#8220;Woody&#8221; Williams e due pattugliatori della marina della Costa d&#8217;Avorio. Un addestramento che solo a una prima lettura potrebbe apparire superfluo, ma che in realtà nasconde una strategia molto profonda da parte della Marina che entra in uno scenario particolarmente importanti per i flussi commerciali, per le aziende italiane che operano nell&#8217;area e in generale per la tutela delle rotte dalla pirateria. Non a caso, <a href="https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20200929_nave_martinengo_nel_golfo_di_guinea.aspx">come spiega la Marina stessa</a>, l&#8217;addestramento prevedeva uno scenario in cui il pattugliatore ivoriano Sekongo interpretava un mercantile &#8220;piratato&#8221; e poi una nave che effettuava uno sversamento illecito di idrocarburi. Questi due elementi sono considerati essenziali della nostra strategia a ovest dell&#8217;Africa: difesa dagli attacchi della pirateria locale e protezione del mercato degli idrocarburi.</p>
<p>Il tema è centrale ma molto spesso sottovalutato. A confermarne l&#8217;importanza è stato lo stesso capo di Stato Maggiore della Marina, l&#8217;ammiraglio <strong>Giuseppe Cavo Dragone</strong>, <a href="https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/09/30/news/giuseppe_cavo_dragone_dai_pirati_ai_cavi_sottomarini_cosi_la_marina_difende_l_italia_-269039738/">che intervistato da <em>Repubblica</em></a> ha ricordato come &#8220;nel Golfo di Guinea ci sono stati in due anni 192 attacchi con 121 marinai presi in ostaggio per chiedere riscatto&#8221;. Navi francesi, ma anche americane, spagnole e portoghesi monitorano da tempo le rotte dell&#8217;occidente africano per cercare di tutelare i traffici marittimi, di gas e petrolio che giungono fino all&#8217;Europa o puntano verso l&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico. Ed è un tema che adesso diventa sempre più importante per un&#8217;Italia impegnata lì non solo con Eni, ma anche con molte aziende nazionali di diversi settori. Se a questo si aggiunge il traffico delle super-navi cargo che preferiscono la circumnavigazione dell&#8217;Africa a Suez per entrare nel Mediterraneo (e arrivare poi anche Italia) risulta evidente il perché di una missione in un settore solo fisicamente distante da Roma, ma non strategicamente.</p>
<p>&#8220;Per adesso la pirateria è ancora litoranea: restano nascosti nelle foreste e nei fiumi lungo la costa e si spingono fino a 60 miglia. Colpiscono mercantili in movimento lento o alla fonda, senza rubare il carico o sequestrarli: prendono quello che possono portare via e rapiscono uomini dell&#8217;equipaggio. Senza il nostro intervento tenderanno a ingrandirsi e farsi più aggressivi&#8221; spiega l&#8217;ammiraglio Cavo Dragone. Ed è una missione che ricorda molto da vicino quanto già avvenuto al largo della <strong>Somalia</strong> dove le marine di moltissime nazioni (tra cui quella italiana) hanno operato contro la pirateria cercando di limitare attacchi che stavano mettendo a dura prova il commercio mondiale. La rotta che collega il Mediterraneo al Golfo Persico e all&#8217;Oceano Indiano è una delle più importanti al mondo. Ed è chiaro che nell&#8217;ambito della tutela della libertà di navigazione queste operazioni servono anche a imporre la propria presenza, impostando rapporti non solo tra le potenze ma anche nei confronti degli Stati rivieraschi. Oltre al controllo &#8211; inevitabile &#8211; dei partner e degli avversari. Il controllo di rotte, stretti e di basi commerciali e di risorse, è del resto essenziale non solo nei confronti del proprio Paese, ma anche per monitorare gli altri. Lo conferma la presenza militare a Gibuti e lo certifica, adesso, l&#8217;occhio che si posa sulla Guinea. E su cui l&#8217;Italia non può cedere spazi.</p>
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