<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pipeline Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/pipeline/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/pipeline</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2018 17:48:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Pipeline Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/pipeline</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Putin sta vincendo la guerra del gas: nuove risorse per battere gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/putin-sta-vincendo-la-guerra-del-gas-nuove-risorse-battere-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 07:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Pipeline]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/putin-sta-vincendo-la-guerra-del-gas-nuove-risorse-battere-gli-usa-164281.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>La rivoluzione nel campo degli idrocarburi ha un nome: risorse non convenzionali. Queste sono quelle riserve di gas e olio che possono essere estratte solamente con particolari accorgimenti tecnici a causa della natura dei sedimenti in cui sono conservate. Gas e oil shales, oil sands, tight gas e oil sands. Sono i nomi geologici di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-sta-vincendo-la-guerra-del-gas-nuove-risorse-battere-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-sta-vincendo-la-guerra-del-gas-nuove-risorse-battere-gli-usa.html">Putin sta vincendo la guerra del gas: nuove risorse per battere gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/natural-gas-863229_960_720-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>La rivoluzione nel campo degli idrocarburi ha un nome: <strong>risorse non convenzionali</strong>. Queste sono quelle riserve di gas e olio che possono essere estratte solamente con particolari accorgimenti tecnici a causa della natura dei sedimenti in cui sono conservate. <strong>Gas e oil shales</strong>, oil sands, tight gas e oil sands. Sono i nomi geologici di queste risorse che sono piombate sul mercato da più di un decennio a causa del lievitare dei prezzi del greggio a cui abbiamo assistito qualche tempo fa. Con il prezzo del barile a 140 dollari, infatti, queste riserve non convenzionali sono diventate economicamente sfruttabili e redditizie: il costo di produzione per barile equivalente di petrolio di oil shale ammonta, al momento della produzione, a circa 60 dollari, molto al di sopra di quello estratto convenzionalmente.</p>
<p>Le tecniche di estrazione di queste risorse sono infatti molto complesse e costose: non solo viene utilizzato il <strong>&#8220;fracking&#8221;</strong> per estrarre gas dalle arenarie e argille a gas (i gas shales) e a petrolio, bensì esistono altre tecniche impiegate a seconda della tipologia di sedimento impregnato dall&#8217;idrocarburo. Per estrarre olio dagli scisti bituminosi (o oil shales) si utilizza un particolare processo chiamato &#8220;retorting&#8221; ovvero il riscaldamento del sedimento ad alta temperatura per &#8220;spremere&#8221; l&#8217;olio dalla roccia. Questo processo può essere effettuato in situ, tramite l&#8217;uso di pozzi, oppure dopo cavatura. </p>
<p>Perché queste risorse sono importanti? </p>

<p>A livello globale il massiccio sfruttamento delle risorse non convenzionali da parte degli <strong>Stati Uniti</strong>, cominciato sotto l&#8217;amministrazione Obama, ha permesso a Washington di avere non solo la piena autosufficienza ma anche di inondare il mercato di gas proveniente dalle enormi riserve di questo tipo che possiede. Questo è avvenuto in una particolare congiuntura economica in cui il prezzo degli idrocarburi era particolarmente alto e quindi risultava essere concorrenziale rispetto al gas prodotto tradizionalmente creando quindi apprensione in quel di Mosca, la cui economia è fortemente legata alla produzione e vendita di idrocarburi. Poi c&#8217;è stata la crisi ucraina e le sanzioni, che hanno posto la <strong>Russia</strong> nella condizione di dover cercare di aggirare lo scoglio rappresentato da Kiev per rifornire quello che è il suo maggior cliente di gas: l&#8217;Europa. Secondo i dati di Gazprom, la Russia provvede per più di un terzo del fabbisogno di gas europeo corrispondente ad un controvalore di circa <strong>37 miliardi di dollari l&#8217;anno</strong>. E le cifre sono in costante aumento.</p>
<p>Sebbene all&#8217;inizio della crisi la produzione (e l&#8217;esportazione) di gas subirono un crollo, Mosca si mosse immediatamente per ovviare a questa falla: il progetto <em>South Stream</em> (poi naufragato sotto pressioni americane verso i partner occidentali) è solo uno dei tanti che la Russia ha messo in campo in breve tempo per aggirare l&#8217;<strong>Ucraina</strong> nella fornitura di gas all&#8217;Europa. Entro il 2019 sarà pronto, infatti, il <em>Nord Stream 2</em>, ovvero il raddoppio della pipeline che collega i terminal russi nel Baltico sino a Greifswald, in Germania, lungo un percorso di 1200 km. Il nuovo gasdotto avrà una portata annua di 55 miliardi di metri cubi di gas e complessivamente, insieme a <em>Nord Stream</em>, assommerà a 110 miliardi di metri cubi.</p>

<p>Il gasdotto <em>Yamal</em>, che attraversa la Bielorussia e raggiunge la Germania attraverso la Polonia, è il secondo per importanza ed è capace di portare 33 miliardi di metri cubi l&#8217;anno. Il <em>Blue Stream</em>, che raggiunge la Turchia attraversando un tratto di Mar Nero, è al momento il terzo con 16 miliardi di metri cubi.</p>
<p>Attualmente sono in costruzione altre due linee che andranno a colmare il vuoto lasciato dalle linee ucraine: di queste la più importante è sicuramente il <em>Turkish Stream</em> che attraverserà tutto il Mar Nero dai terminal russi di &#8220;Russkaya&#8221; non lontano dalla città di Novorossijsk sino alla Turchia europea, per poi ricollegarsi alle linee meridionali europee tra cui l&#8217;erigenda <em>TAP</em> (Trans Adriatic Pipeline). Questo gasdotto avrà una portata complessiva di 64 miliardi di metri cubi l&#8217;anno e da solo &#8211; ma sommato alle altre linee già citate &#8211; permetterà di raggiungere e superare l&#8217;attuale quota di gas diretta verso l&#8217;Europa che passa dall&#8217;Ucraina che ammonta a 142 miliardi di metri cubi. Nel conteggio finale andrebbero sommati anche i 15 miliardi di metri cubi che passeranno dal raddoppio della linea <em>Yamal</em> facendo arrivare il totale del gas esportato verso i Paesi europei a 182 miliardi di metri cubi l&#8217;anno. </p>

<p><strong>Volumi in netto aumento rispetto al passato</strong>: nel 2013 ammontavano a 162,7 miliardi di metri cubi divisi su 4 linee compresa quella ucraina che pesava per più del 50% con 83 miliardi di metri cubi. La produzione di gas russa infatti procede a passo spedito. Secondo i dati pubblicati dal Governo russo all&#8217;inizio di gennaio è aumentata del 7,9% frantumando il precedente record del 2011 assestandosi a <strong>690,5 miliardi di metri cubi</strong>. </p>
<p>Ma non è solo guerra di gasdotti. La Russia sta implementando la propria capacità di esportazione di <strong>LNG</strong> (Liquefied Natural Gas). Dal Baltico al Pacifico Mosca sta lavorando alacremente per dotarsi di nuove infrastrutture per il trasporto via mare di questa risorsa naturale che andrà a coprire non solo il mercato europeo ma anche quello cinese ed estremo orientale: lo scorso 25 gennaio sono stati stretti accordi tra Alexsej Miller, presidente del Gazprom Management Commitee, e Seung-Il Cheong, presidente e amministratore delegato di Kogas, la compagnia pubblica sudcoreana di gas naturale. L&#8217;accordo riguarda la fornitura di LNG a Seul tramite il progetto <em>Sakahlin II</em> ed è solo l&#8217;ultimo di una partnership che dura sin dal 2005.</p>
<p>E&#8217; essenziale per Mosca, infatti, tamponare l&#8217;invasione del gas di scisto americano commercializzato via LNG &#8211; la prima nave gasiera proveniente dagli Usa ha attraccato a Livorno a dicembre del 2016 &#8211; e contemporaneamente arginare la crescente produzione di questa risorsa da parte dei Paesi del Golfo (in primis il Qatar). Il mercato europeo resterà quindi ancora l&#8217;obiettivo principale per la Russia, anche in considerazione dei volumi esportati via pipeline. Questi in dettaglio offrono una chiave di lettura interessante che dovrebbe essere considerata dalla politica quando si tratta di trattare con Mosca: la maggior parte del gas russo &#8211; transitante via Ucraina &#8211; è diretta verso Austria, Italia, Ungheria, Slovenia e Croazia, sebbene il volume sia diminuito passando dai 41,2 miliardi di metri cubi del 2013 ai 31,4 dell&#8217;anno successivo, grazie all&#8217;implementazione delle altre linee che aggirano Kiev. Risulta quindi vitale per la Russia e per l&#8217;Europa che la collaborazione nel campo del settore energetico continui e sia più forte di prima stante il bisogno europeo di gas ed il bisogno russo di vendere la propria risorsa, una delle principali fonti di ricchezza dell&#8217;economia del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-sta-vincendo-la-guerra-del-gas-nuove-risorse-battere-gli-usa.html">Putin sta vincendo la guerra del gas: nuove risorse per battere gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Così la Russia sfrutta la Cina  per avere nuove alleanze in Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-sfrutta-la-cina-nuove-alleanze-asia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 08:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Pipeline]]></category>
		<category><![CDATA[Rosneft]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/cosi-la-russia-sfrutta-la-cina-nuove-alleanze-asia-162771.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205-1024x692.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Russia e Cina si ritengono preziosi alleati, ma questo non si traduce effettivamente nel non pestare i piedi all’altro. Come tutte le superpotenze, mantenendo rapporti di cooperazione e amicizia, sfruttano la partnership con l’altro Stato per ottimizzare i vantaggi senza rimetterci possibilità di guadagno. In Asia, più che altrove, questo è già evidente. Mosca e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-sfrutta-la-cina-nuove-alleanze-asia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-sfrutta-la-cina-nuove-alleanze-asia.html">Così la Russia sfrutta la Cina  per avere nuove alleanze in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171111133244_24945205-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Russia</strong> e <strong>Cina</strong> si ritengono preziosi alleati, ma questo non si traduce effettivamente nel non pestare i piedi all’altro. Come tutte le superpotenze, mantenendo rapporti di cooperazione e amicizia, sfruttano la partnership con l’altro Stato per ottimizzare i vantaggi senza rimetterci possibilità di guadagno. In <strong>Asia</strong>, più che altrove, questo è già evidente. Mosca e Pechino cercano di non intromettersi negli affari dell’una o dell’altra nazione, tuttavia sarebbe miope, nonché falso credere che entrambi non vedano con interesse la possibilità di infiltrarsi nella rete geopolitica creata dall’altro per sfruttarla sia a proprio vantaggio che, potenzialmente, a discapito dell’altro. La logica di potenza non fa sconti a nessuno e questi giganti del blocco eurasiatico, pur nella loro convergenza d’interessi su tanti fronti, non possono permettersi che vi sia l’ascesa indiscriminata dell’altro partner.</p>

<p>Negli ultimi tempi, la Russia in particolare ha dimostrato di essere fortemente interessata a sfruttare tutti i grandi cambiamenti geopolitici che la Cina sta provocando attraverso la <strong>Nuova Via della</strong> Seta e la nascita del cosiddetto “<strong>filo di perle</strong>” nel Sudest asiatico e nell’Oceano Indiano. Putin ha compreso che questa espansione cinese può essere un’arma a doppio taglio per la Russia che, da una parte, sa di poter sfruttare per ottenere stabilità politica e contratti commerciali, ma, dall’altra parte, ritiene anche un’incredibile mossa strategica per togliere spazio di manovra a tutte le altre superpotenze, compresa quella russa. Proprio per questo motivo, le mosse del Cremlino non sono andate nella direzione di un’acquiescenza di fronte alle grandi manovre cinesi, ma stanno andando nella direzione di un ottenimento di vantaggi anche sfruttando apertamente questo nuovo sistema sino-centrico o facendo una politica parallela e non coincidente con esso. Una conferma di questa nuova strategia del Cremlino è evidente in particolare nella partnership economica ed energetica che si è sviluppata tra Russia, Iran, India e Pakistan.</p>

<p>Così, mentre la Cina investe miliardi di dollari nella creazione di reti infrastrutturali che la leghino all’Asia centrale e che spostino il baricentro del continente verso Pechino, la Federazione Russa, in un tipico atteggiamento da free-rider, come sostenuto da Nicholas Trickett per <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://thediplomat.com/2017/11/can-russia-piggyback-on-chinas-string-of-pearls/">The Diplomat</a></em>, sfrutta questa rete per ottimizzare l’arma più importante della politica estera russa: il gas. Partendo dalla partnership con l’Iran, gli ultimi accordi siglati da Putin a Teheran prevedono circa 30 miliardi di dollari in forniture energetiche tra i due Stati, in particolare tra Rosneft e le compagnie iraniane. A questo, si aggiunge l’accordo per la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.albawaba.com/business/iran-oil-exports-russia-1040658">vendita di greggio iraniano</a> alla Russia per circa 100mila barili al giorno in cambio di soldi e partecipazione in progetti infrastrutturali e di ricerca. La partnership strategica fra Mosca e Teheran ha un significato duplice: da un lato, indica la volontà della strategia russa di considerare l’Iran un alleato anche in virtù del suo affaccio sull’oceano Indiano, che rende il Paese una sorta di sponda russa in un mare di fondamentale importanza geopolitica; dall’altro lato, la conclusione di tali accordi indica anche la volontà di Mosca e di Teheran di non rendersi succubi dell’espansione di Pechino intraprendendo vie alternative di sviluppo economico slegate dai fiumi di denaro cinesi.</p>

<p>Sul fronte energetico non va poi sottovalutato il ruolo che può avere il corridoio Cina-Pakistan per rendere più facile alla Russia la vendita del proprio gas a Islamabad. Il Pakistan è un Paese dove la domanda di gas cresce a ritmi serrati e la Cina non può fornire tutto il gas necessario a soddisfare il fabbisogno energetico. La costruzione di un’asse infrastrutturale che collega lo Xinjiang al porto di Gwadar si traduce anche nella possibilità di pipeline che rendano possibile collegare il Pakistan ai gasdotti russi. E i progetti infrastrutturali di pipeline verso il Pakistan dal Turkmenistan e dall’Iran interessano fortemente le compagnie energetiche russe, che possono sfruttare la rete per vendere il proprio gas. E già si parla di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://tribune.com.pk/story/1322815/2b-north-south-pipeline-pakistan-asks-russia-cut-lng-supply-fee/">un contratto di due miliardi di dollari</a> fra Mosca e Islamabad per la fornitura di GNL.</p>
<p>Più a sud, l’<strong>India</strong> è invece l’esempio più chiaro di come la Russia e la Cina abbiano interessi divergenti e di quanto sia utile a Mosca cercare di inserirsi nel mercato asiatico dell’energia anche sfruttando gli spostamenti degli equilibri generati dalla politica cinese. L’India è uno degli Stati più colpiti da questa globalizzazione made in China, che sta, di fatto, creano un muro a nord dei confini indiani e a sud nell’oceano Indiano. Nuova Delhi sta cercando in ogni modo di trovare mezzi per divincolarsi da questa gabbia imposta da Pechino e la Russia sta costruendo la sua “ariete di sfondamento”. Pochi giorni fa, l’ambasciatore russo in India, Nikolay Kudashev, ha definito i rapporti fra Mosca e Nuova Delhi come relazioni <a href="https://economictimes.indiatimes.com/news/defence/russia-india-partnership-second-to-none-says-russian-envoy/articleshow/61416804.cms">“non seconde a nessuno”</a>: segnale tangibile del ruolo primario assegnato dalla Russia all’India. E il gas fa certamente parte di questa grande strategia di apertura al subcontinente indiano. Grazie agli investimenti indiani nel porto iraniano di Chabahar e ai contratti di Gazprom per lo sfruttamento dei giacimenti iraniani che portano gas all’India, le relazioni indo-russe assistono a una progressiva crescita di livello. E l’acquisizione del porto di Vadinar, nel Gujarati, è uno dei fiori all’occhiello di questa politica energetica russa in India. Una politica non facile, poiché dovrà mettere allo stesso tavolo Pakistan, Iran e India, ma che sta facendo nascere una cintura di terminali russi non irrilevante nell’oceano Indiano, collegando il porto iraniano di Chabahar, i porti pakistani di Gwadar e Karachi il porto indiano di Vadinar. E tutto sfruttando i sommovimenti dell’One Belt One Road.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-sfrutta-la-cina-nuove-alleanze-asia.html">Così la Russia sfrutta la Cina  per avere nuove alleanze in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Potenza della Siberia&#8221;, il gasdotto che legherà la Cina alla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/potenza-della-siberia-gasdotto-leghera-la-cina-alla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 15:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Pipeline]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/potenza-della-siberia-gasdotto-leghera-la-cina-alla-russia-162573.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="980" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>Entro la fine del 2017, il colosso russo degli idrocarburi, Gazprom, avrà costruito più di 1.300 chilometri del nuovo gasdotto “Potenza della Siberia” , la pipeline che collegherà i giacimenti siberiani alla Cina. A confermarlo è stato l’amministratore delegato, Aleksej Miller, che a questo punto, conta di completare tutta l’opera entro due anni per iniziare la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/potenza-della-siberia-gasdotto-leghera-la-cina-alla-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/potenza-della-siberia-gasdotto-leghera-la-cina-alla-russia.html">&#8220;Potenza della Siberia&#8221;, il gasdotto che legherà la Cina alla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="980" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p><p>Entro la fine del 2017, il colosso russo degli idrocarburi, Gazprom, avrà costruito più di 1.300 chilometri del nuovo gasdotto <a href="http://www.gazpromexport.ru/en/projects/3/">“Potenza della Siberia”</a> , la pipeline che collegherà i giacimenti siberiani alla Cina. A confermarlo è stato l’amministratore delegato, Aleksej Miller, che a questo punto, conta di completare tutta l’opera entro due anni per iniziare la fornitura di gas entro la fine del 2019. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Rns, il dirigente di Gazprom ha dichiarato che sono già stati costruiti 1120 chilometri. Il progetto va dunque avanti a gonfie vele, e non è un caso che queste parole siano arrivate quasi in contemporanea con la visita di Stato del premier Medvedev in Cina. Il rapporto fra Mosca e Pechino poggia le proprie fondamenta anche sul tema del gas e delle risorse energetiche. Un tema che per il governo cinese è di primaria importanza, dal momento che la domanda interna è in costante aumento e, nonostante la vastità del territorio cinese, la capacità interna continua ad essere troppo bassa per soddisfare il fabbisogno energetico. Proprio per questo motivo, Gazprom e la cinese Cnpc (China National Petroleum Corporation) hanno siglato un accordo che prevede una fornitura immensa di gas per il mercato cinese: 38 miliardi di metri cubi all’anno per i prossimi 30 anni. Numeri che dimostrano sia la quantità estremamente elevata di gas venduto dalla Russia alla Cina, sia la volontà di entrambi gli Stati di mantenere rapporti di cooperazione in campo energetico almeno per i prossimi 30 anni. Un fattore che deve essere preso in considerazione quando si parla di scenari futuri per il blocco eurasiatico, poiché, almeno nei prossimi decenni, Pechino e Mosca sono intenzionate a rimanere in ottimi rapporti, pena la fine di contratti miliardari per la Russia e la fine della fornitura di gas a prezzo vantaggioso per la Cina. Conseguenze negative che entrambi gli Stati sembrano voler evitare.</p>

<p>La lunghezza totale del gasdotto, che partirà dai giacimenti della Siberia orientale, in particolare Chajandinskoe in Yakutia e Kovykta nella regione di Irkutsk, sarà superiore ai tremila chilometri. Un investimento di 12 miliardi di euro che la Federazione Russa, tramite Gazprom, ritiene necessario non soltanto per diventare il maggiore fornitore di oro blu del gigante asiatico, ma anche perché può in tal modo aumentare l’offerta nel mercato interno russo, la cui domanda è in crescita e rischia di essere superiore alla quantità disponibile, visto che la gran parte del gas è destinata all’esportazione. La pipeline infatti è destinata sia al collegamento con i terminali cinesi, sia alla reti dell’estremo oriente russo, una regione che Putin considera sempre più fondamentale nell&#8217;equilibrio politico del Paese dopo i molti anni in cui il centro della Russia è sempre stato ad ovest. L’interesse per questa parte dell’immenso territorio russo da parte del Cremlino è ormai acclarata, sia per la quantità di risorse disponibili, sia per le prospettive commerciali per quanto riguarda la Cina e il Pacifico. E non è un caso che “Potenza della Siberia” avrà un collegamento anche con Vladivostok, il cui terminale di liquefazione renderà di fatto l’oro blu russo esportabile in tutto il mondo.</p>
<p>Il progetto, una volta realizzato, potrebbe cambiare radicalmente l’assetto del mercato energetico eurasiatico. Basti pensare a un dato, <a href="http://formiche.net/2017/07/24/potere-siberia-energetici/">come ricordato su Formiche.net da Luca Longo</a>, e cioè che “una molecola di metano estratta nel campo a gas di Okha all’estremo nord dell’isola di Sakhalin, potrebbe tranquillamente arrivare, [&#8230;] in periferia di Francoforte”. Un’immagine eloquente di cosa possa significare la realizzazione di questo pipeline. E forse da qui si capisce quale sia la vera “potenza della Siberia” e perché il gasdotto porta questo nome. Nelle profondità siberiane giace infatti il cuore del futuro economico di Mosca e dei suoi rapporti di forza con l’Europa e con l’Asia. E questo il Cremlino lo ha capito da molto tempo.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/potenza-della-siberia-gasdotto-leghera-la-cina-alla-russia.html">&#8220;Potenza della Siberia&#8221;, il gasdotto che legherà la Cina alla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il piano americano per l&#8217;Europa:  &#8220;Liberarla dal gas della Russia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/piano-americano-leuropa-liberarla-dal-gas-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2017 11:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotto]]></category>
		<category><![CDATA[Pipeline]]></category>
		<category><![CDATA[Tap]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/piano-americano-leuropa-liberarla-dal-gas-russo-161485.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1459371653-tap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1459371653-tap.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1459371653-tap-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti sono interessati alla realizzazione dei nuovi gasdotti che porteranno l’oro blu dal Medio Oriente e dal Caucaso in Europa. A dirlo è stato l’ambasciatore statunitense a Tirana, Donald Lu, durante una conferenza sulla realizzazione dello Iap, il gasdotto adriatico-ionico, ramificazione del più famoso Tap, e che rifornirà di gas il Montenegro, la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-americano-leuropa-liberarla-dal-gas-russo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-americano-leuropa-liberarla-dal-gas-russo.html">Il piano americano per l&#8217;Europa:  &#8220;Liberarla dal gas della Russia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="335" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1459371653-tap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1459371653-tap.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1459371653-tap-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono interessati alla realizzazione dei<strong> nuovi gasdotti</strong> che porteranno l’oro blu dal <strong>Medio Oriente</strong> e dal <strong>Caucaso</strong> in Europa. A dirlo è stato l’ambasciatore statunitense a Tirana, <strong>Donald Lu</strong>, durante una conferenza sulla realizzazione dello <strong>Iap</strong>, il gasdotto adriatico-ionico, ramificazione del più famoso <strong>Tap</strong>, e che rifornirà di gas il Montenegro, la Bosnia e la Croazia. La realizzazione del gasdotto transadriatico (Tap) che collegherà il giacimento azero di Shah Deniz all’Europa e il suo ramo balcanico “supporterà non solo la sicurezza regionale ma anche la crescita economica”. Ma al netto dello sviluppo regionale, quello che sta a cuore, davvero, agli Stati Uniti, è un altro fattore ben più importante nella geopolitica di Washington. E a rivelarlo, o meglio, a renderlo ancora più chiaro, è stato lo stesso ambasciatore, che ha dichiarato alla stampa il suo pensiero riguardo al fatto che l’infrastruttura servirà soprattutto “a liberare l&#8217;Europa dalla sua dipendenza dal gas proveniente dalla Russia”.   </p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-31872" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/09/TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis-1920x620.png" alt="TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis" /></p>

<p>Il Trans Adriatic Pipeline (Tap) inizia in prossimità di <strong>Kipoi</strong>, città al confine tra Grecia e Turchia, dove si collega al Trans Anatolian Pipeline (Tanap). Da Kipoi, il gasdotto percorrerà tutta Grecia settentrionale, terminando il suo percorso sulla terraferma ad ovest, in Albania, sul litorale adriatico. Dalle coste albanesi vicino la città di Fier, inizia il tratto sottomarino del gasdotto che attraverserà l’Adriatico per connettersi alla rete italiana di trasporto del gas in Puglia. Il percorso del Tap sarà di 878 chilometri (di cui 550 chilometri in Grecia; 215 chilometri in Albania; 105 chilometri nell’Adriatico e 8 chilometri in Italia).</p>
<p>Il gasdotto è in piena fase di costruzione ed è giunto ormai a più del 50% della sua realizzazione a un anno e quattro mesi dall’inizio dei cantieri. Oltre 5.500 persone lavorano per il progetto nei tre paesi attraversati dal Tap, e oltre l’85% dei questi è costituito da personale locale.</p>

<p>Il progetto delle pipeline meridionali ha assunto, negli ultimi anni, un ruolo di primissimo piano nella politica europea per due ragioni fondamentali: il<strong> graduale esaurimento dei giacimenti degli Stati Membri</strong> dell’Unione europea; e la <strong>necessità strategica dell’Europa di diversificare l’approvvigionamento di idrocarburi</strong> per non dipendere esclusivamente dal gas di Mosca. Oltre a questi interessi di matrice comunitaria, gli Stati del Mediterraneo centrale e orientale hanno poi un ulteriore interesse di natura economica, potendo diventare hub del gas orientale in territorio europeo e potendo alimentare l’indotto creato dal passaggio delle pipeline. Si tratta di progetti infrastrutturali imponenti, che possono cambiare non soltanto la vita di molte aziende dei territori interessati, ma anche la stessa politica europea.</p>
<p>Per comprendere quest’ultimo passaggio, basta mettere in relazione l’aspettativa degli Stati Uniti per il Tap con le sanzioni alla Russia che hanno colpito il progetto North Stream 2. Se, infatti, gli Usa sostengono apertamente la creazione di gasdotti euro-mediterranei che colleghino l’Europa ai Paesi del Vicino Oriente e del Caucaso, dall’altro lato vedono con estremo sfavore alla possibilità che la Russia fornisca direttamente la Germania. In questo curioso intreccio, l’Unione europea è chiaramente divisa &#8211; aggiungeremmo, come al solito &#8211; e ha posizioni nettamente diverse a seconda dell’area geografica di riferimento. L’Europa centrale osserva con preoccupazione allo sviluppo di pipeline alternative al North Stream. L’Europa mediterranea non ha alcun interesse a che la Germania diventi l’hub energetico russo. I Paesi dell’Europa orientale hanno già accordi con gli Stati Uniti per diminuire il rifornimento russo &#8211; gli Usa stanno entrando in Europa dell’Est attraverso il mercato, assai complicato, del gas liquefatto &#8211; e ad occidente, la Francia in particolare non sembra molto interessata a dare un aiuto a Berlino, soprattutto in un periodo in cui Macron tenta di assumere la leadership europea a spese della sua mentore <strong>Angela Merkel</strong>.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/piano-americano-leuropa-liberarla-dal-gas-russo.html">Il piano americano per l&#8217;Europa:  &#8220;Liberarla dal gas della Russia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 51/191 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-18 19:32:01 by W3 Total Cache
-->