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	<title>Pedofilia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2024 10:34:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Pedofilia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Pedofilia, nei meandri della rete a caccia degli orchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/pedofilia-nei-meandri-della-rete-a-caccia-degli-orchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 10:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[dark web]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[pedopornografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l'Operazione Tabu è stata smantellata una rete italiana di pedofili. Il monito della polizia: "Evitare l'esposizione social dei bambini".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/pedofilia-nei-meandri-della-rete-a-caccia-degli-orchi.html">Pedofilia, nei meandri della rete a caccia degli orchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/insideover-g-zanella-pedopornografia-darkweb-wp-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;hanno chiamata &#8220;<strong>Operazione tabu</strong>&#8220;, sarebbe più corretto chiamarla semplicemente &#8220;operazione di pulizia&#8221;. Perché per ogni pedofilo tolto dalla circolazione e affidato alle mani della giustizia, un po&#8217; di feccia viene meno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli orchi si muovono negli abissi della rete</h2>



<p>Nove arresti e 26 persone indagate. L&#8217;operazione, diffusa su tutto il territorio nazionale, è stata coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania; l&#8217;indagine era stata affidata a uomini e donne del<strong> Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale</strong> sempre di Catania, che scandagliando i bassifondi della rete hanno intercettato un giro di orchi che fino a quel momento avevano goduto dell&#8217;anonimato offerto dai canali del deep e darkweb.</p>



<p>Le investigazioni &#8211; coordinate dal <strong>Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO)</strong> del Servizio Polizia Postale, sono cominciate con l&#8217;analisi informatica dei dispositivi elettronici sequestrati a un indagato, in carcere già da qualche mese per pedofilia. All&#8217;interno di una piattaforma di messaggistica (di cui non è stato diffuso il nome, in quanto ancora poco nota e particolarmente adatta per compiere questo genere di nefandezze) erano stati trovati diversi gruppi cui l&#8217;uomo era iscritto e attraverso i quali si scambiava immagini e video con altri pedofili che gli stessi investigatori hanno definito &#8220;raccapriccianti&#8221;. <strong>Le vittime riprese &#8211; rigorosamente minorenni &#8211; erano anche bambini piccolissimi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sotto copertura per stanare i pedofili</h2>



<p>A quel punto è iniziata la caccia all&#8217;uomo. Un compito non semplice, che ha coinvolto diversi professionisti impegnati in <strong>una ricerca definita &#8220;estremamente tecnica&#8221;</strong> per scardinare il pesante velo di anonimato oltre il quale operavano i pedofili che, una volta individuati, sono stati perquisiti, indagati e, in nove casi, arrestati. Per ottenere questi risultati,<strong> gli agenti si sono infiltrati nelle chat fingendosi a loro volta pedofili</strong> e acquistando la fiducia dei veri orchi. Tutti uomini, tutti sotto i 50 anni. Molti single, ma nel mucchio anche un papà, ora indagato.</p>



<p>Hanno collaborato all&#8217;operazione i vari Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica: oltre a Catania &#8211; dove c&#8217;è stata una perquisizione -, se ne sono contate tre a Roma, tre a Milano, due a Brescia, una a Varese, Bergamo e Catanzaro; due a Bari, una a Foggia, due a Torino, una a Cuneo, due a Genova, una a Imperia, Avellino, Livorno, Prato, Ravenna e Ascoli Piceno. </p>



<p>Nel corso delle perquisizioni, un pedofilo, oltre a migliaia di immagini e video di carattere pedopornografico, deteneva nel cloud il pdf di un libro in spagnolo dal titolo piuttosto esplicito &#8220;<strong>Guida del pedofilo</strong>&#8220;. Al suo interno, i consigli pratici per adescare minori online e offline. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Evitare di postare le foto dei minori sui social network</h2>



<p>L&#8217;inchiesta non si ferma qui. Adesso bisognerà<strong> risalire all&#8217;identità delle piccole vittime</strong>, sperando che non sia troppo tardi. Intervistato dal quotidiano<em> La Sicilia</em>, il dirigente del Centro Operativo per la sicurezza cibernetica, <strong>Marcello La Bella</strong>, si è rivolto ai genitori dando dei consigli che condividiamo in pieno e che per questo riportiamo: &#8220;<strong>Evitiamo la sovraesposizione social dei bambini</strong>; condividere foto di minori sui social non è reato ma queste immagini, nell&#8217;articolato e complesso mondo di internet, possono finire nelle mani sbagliate. E con le nuove tecnologie possono essere anche modificate e finire nel giro di queste organizzazioni criminali che agiscono molte volte nel darkweb&#8221;.</p>



<p>Un monito troppo spesso inascoltato. Sono ancora troppi, infatti, i genitori che sacrificano la privacy dei propri figli per un pugno di like su qualche social network. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pedopornografia: una lotta senza quartiere nei bassifondi del Web</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/pedopornografia-una-lotta-senza-quartiere-nei-bassifondi-del-web.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 10:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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<p> Nella Giornata Mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia, la Polizia Postale pubblica un report con i numeri della lotta al fenomeno nel 2023 e con due utili vademecum per una navigazione sicura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/pedopornografia-una-lotta-senza-quartiere-nei-bassifondi-del-web.html">Pedopornografia: una lotta senza quartiere nei bassifondi del Web</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il panorama digitale è in continua evoluzione e, di pari passo, si evolvono le pratiche illegali che &#8211; protette dall&#8217;anonimato della navigazione sul <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/droga-armi-malware-e-pedofilia-i-bassifondi-della-rete-necessari-per-la-liberta.html">Darkweb </a></strong>&#8211; proliferano trovando terreno fertile. Tra queste, certamente le più odiose sono quelle legate alla sfera della<strong> <a href="https://it.insideover.com/criminalita/droga-armi-pedofilia-nel-darkweb-sotto-copertura.html">pedofilia e pedopornografia</a></strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Giornata Mondiale contro la Pedopornografia</h2>



<p>Il 5 maggio ricorre la <a href="https://it.insideover.com/societa/pedofilia-e-adescamento-il-lato-oscuro-del-web.html">Giornata Mondiale contro la Pedofilia e Pedopornografia</a> e, in questa occasione, la Polizia postale e l&#8217;Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono al primo posto nella sensibilizzazione e nel contrasto verso questo fenomeno. In particolare, la Polizia postale ha redatto un report, disponibile online, che dà conto dei risultati ottenuti nel 2023 nell&#8217;opera di repressione attuata nel far west digitale. </p>



<p>Il titolo di questo dossier è particolarmente esplicativo: &#8220;Internet&#8230; il Paese delle meraviglie?&#8221;. Un punto di domanda necessario. Il web, infatti, può essere un paese delle meraviglie per quanti intendano farne un uso corretto. Le potenzialità offerte sono pressoché infinite, così come gli strumenti per lavorare o passare il tempo libero. Allo stesso tempo,<strong> il web presenta un lato oscuro</strong>. Soprattutto per i più piccoli. Bambini e bambine, ma anche adolescenti lasciati navigare senza bussola in un mare che sotto la superficie cela mostri e creature pronte a divorarli. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una questione culturale</h2>



<p>Complice una scarsa cultura digitale, molti genitori sono infatti sprovveduti quando si tratta di comprendere i rischi legati al mondo digitale. Rischi ritenuti troppo spesso impalpabili, relegati dietro uno schermo, ma che nella realtà dei fatti hanno conseguenze devastanti nella vita reale. Ecco allora che in giornate come questa il tentativo delle forze dell&#8217;ordine è quello di far aprire gli occhi a quante più persone possibili, puntando sulla prevenzione, più che sull&#8217;efficacia delle attività di indagine. </p>



<p>Quella degli operatori della Polizia postale &#8211; e degli omologhi esteri &#8211; è una lotta quotidiana e senza quartiere. Non esistono confini, la caccia al pedofilo è serrata, anche perché, nell&#8217;epoca della digitalizzazione, l&#8217;abuso perpetrato sul web (o nella vita reale, e poi diffuso sul web) è un abuso che si replica all&#8217;infinito, tante sono le infinite vie di condivisione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri della caccia</h2>



<p>Ma quali sono i numeri di questa vera e propria caccia all&#8217;uomo? I siti analizzati nel 2023 sono stati 28.355, di cui 2.739 resi irraggiungibili e finiti nella black list dei siti che contengono rappresentazioni di sfruttamento sessuale di minori. Le persone individuate e denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato materiale pedopornografico sono state 1.131. Prevalentemente si tratta di uomini incensurati, ma il fenomeno preoccupante è che si registra una crescita del numero di soggetti molto giovani colti a usufruire di questo materiale. </p>



<p>I casi di <em>sextortion</em>, ovvero di estorsione a sfondo sessuale, nel 2023 sono stati 132, rispetto ai 118 del 2022. I casi di adescamento online, invece, sono in lieve calo: 353 casi nel 2023, con una prevalenza di minori coinvolti tra i 10 e i 13 anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il profilo dell&#8217;orco</h2>



<p>Il pedofilo online, come già accennato, è prevalentemente di sesso maschile, incensurato, con un&#8217;età che di solito non supera i 45 anni. Sempre più spesso utilizzano sistemi di messaggistica e di socialnetworking del tutto legali, ma che garantiscono l&#8217;anonimato e attraverso cui riescono a nascondere la loro vera identità. Smartphone e tablet diffusi tra i minori di 10 anni offrono una superficie di attacco infinita. I pedofili solitamente &#8220;agganciano&#8221; le potenziali vittime sui social network, cercando poi di spostare la conversazione sui sistemi di messaggistica criptati. A questo punto, scatta l&#8217;induzione a inviare materiale video o fotografico di natura intima, solitamente con la promessa di un corrispettivo: un nuovo videogioco, un provino per partecipare alla serie tv del momento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;IA</h2>



<p>In questo contesto, anche l&#8217;intelligenza artificiale gioca un ruolo di primo piano: si sta verificando negli ultimi anni un aumento di casi di abuso di questo strumento per creare materiale pedopornografico. I minori ritratti, spesso, sono inesistenti, ma le immagini create sono estremamente realistiche e raccapriccianti. Inoltre, l&#8217;intelligenza artificiale può sopperire al gap generazionale che divide un pedofilo dalla sua potenziale vittima, permettendogli di creare in automatico dei messaggi con un linguaggio consono a quello di un minore. In questo contesto, lo scorso 23 aprile il governo ha proposto un disegno di legge sull&#8217;Intelligenza artificiale con l&#8217;obiettivo di regolamentare in futuro il suo utilizzo in Italia, in termini di bilanciamento tra le opportunità offerte e i rischi associati a un uso improprio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Operazione Viper</h2>



<p>Tra le operazioni di contrasto andate a segno tra 2022 e 2023, l&#8217;operazione Viper, diffusa su tutto il territorio nazionale, ha registrato 57 decreti di perquisizione delegati dalla Procura di Venezia nei confronti di altrettanti indagati. Gli uffici della Polizia postale coinvolti sono stati quelli di Puglia, Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana, Liguria, Lombardia, Campania, Umbria, Abruzzo, Calabria, Lazio e Piemonte. In questo contesto, nell&#8217;ottobre 2022 uno degli indagati è stato arrestato per la detenzione di un&#8217;impressionante quantità di materiale pedopornografico. L&#8217;uomo era particolarmente attivo sulla piattaforma Viber ed era iscritto a 42 gruppi e 247 canali, attraverso cui diffondeva e scambiava materiale che mostrava torture ai danni di bambini. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Vademecum per genitori</h2>



<p>Per fronteggiare una minaccia sempre più pervasiva, la Polizia postale ha redatto anche un vademecum per i genitori. Lo riportiamo nella speranza che possa tornare utile: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>State al passo con l&#8217;evoluzione dei mezzi di comunicazione, dei meccanismi della App e dei social e dei nuovi trend online</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Limitate la pubblicazione in internet delle foto dei vostri figli</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Attivate il controllo parentale sui dispositivi dei vostri figli</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ricordate che la legge prevede che un utente possa avere accesso ai social network dopo aver compiuto 13 anni</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Monitorate la navigazione e l&#8217;uso della App social, anche stabilendo un tempo massimo da trascorrere connessi. Mostratevi curiosi verso ciò che tiene i ragazzi incollati agli smartphones: poterete capire meglio cosa li attrae e come guidarli nell&#8217;uso in modo da essere sempre al sicuro</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se ai vostri figli capita di essere vittima di reato online, non giudicateli, ma tenete presente che la vergogna e il senso di panico che possono provare li mette a rischio di compiere atti impulsivi. Ascoltateli, acquisite con calma tutte le informazioni utili a un&#8217;eventuale denuncia e rassicurateli che non sono i soli a essere incappati in questo tipo di situazioni</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Dialogo, ascolto e comunicazione sono fondamentali per aiutare i vostri figli a navigare consapevolmente. Se avete bisogno di ulteriori informazioni, potete consultare il sito della Polizia Postale: www.commissariatodips.it </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Segnalate alla Polizia Postale tutti i casi sospetti su www.commissariatodips.it</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Vademecum per minori</h2>



<p>E infine, un utile vademecum anche per ragazzi e ragazze per muoversi in sicurezza in rete:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non condividete informazioni personali come nome, cognome, indirizzo, numero di telefono. Ricordate che il display del cellulare e lo schermo del computer possono occultare le vere identità e intenzioni di chi vi contatta</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Siate riservati con le vostre immagini e con quelle degli altri. Una volta immessi in rete, i contenuti multimediali non sono più controllabili. Evitate di condividere immagini e video intimi, soprattutto se siete riconoscibili</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Comportatevi online come fareste nel mondo reale: trattate gli altri con rispetto e segnalate contenuti offensivi o inadeguati alla Polizia Postale tramite il sito www.commissariatodips.it </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nel caso in cui siano state pubblicate online foto o video inappropriati, che vi riguardino, chiedete alla piattaforma interessata la rimozione dei contenuti compromettenti</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gli scherzi online, le prese in giro, possono avere effetti dolorosi sugli altri: evitate di ritrovarvi a essere bulli senza l&#8217;intenzione di fare del male</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>I malintenzionati utilizzano la rete e i social, le piattaforme di gioco per adescare minorenni allo scopo di ottenere immagini sessualmente esplicite, spesso fingendosi coetanei</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se qualcuno vi parla di sesso senza che lo vogliate, vi minaccia o vi fa sentire a disagio, parlatene con i vostri genitori, insegnanti o adulti di riferimento. Potete anche rivolgervi alla Polizia Postale tramite il sito www.commissariatodips.it </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non accettate di incontrare persone conosciute su internet senza avvertire un genitore o un adulto di riferimento</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se venite a conoscenza che un minore sia stato vittima di reato, non restate indifferenti e segnalatelo a un adulto di riferimento</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se siete vittime di reato online, mettete al sicuro le possibili prove: non cancellate i messaggi, né le immagini e i video e non chiudete i profili social sui quali siete stati contattati prima di aver fornito queste informazioni alla polizia (fare gli screen shot delle conversazioni e della url identificativa del profilo)</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se siete vittime di sextortion, non pagate! Interrompete i contatti con il ricattatore e non reagite ai messaggi</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se utilizzate circuiti di file sharing per condividere musica, film o altro, controllate sempre il materiale che ricevete. Alcune files potrebbero essere illegali. Se vi imbattete in materiale sospetto, avvertite subito i vostri genitori e valutate insieme se segnalarlo alla polizia</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fare subito denuncia alla polizia: la tempestività in questi casi è fondamentale per le indagini</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chi ha più di 14 anni può sporgere denuncia, anche in modo autonomo, in qualsiasi ufficio di polizia</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/pedopornografia-una-lotta-senza-quartiere-nei-bassifondi-del-web.html">Pedopornografia: una lotta senza quartiere nei bassifondi del Web</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chiesa polacca, ora lo scandalo pedofilia rischia di travolgere tutto</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/chiesa-polacca-ora-lo-scandalo-pedofilia-rischia-di-travolgere-tutto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 06:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1536x982.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Chiesa polacca, se possibile soprattutto durante il regno di papa Francesco, si è contraddistinta per rappresentare una sorta di baluardo del tradizionalismo. Un elemento caratterizzante &#8211; questo dell&#8217;ortodossia dottrinale -, che qualche commentatore ha scambiato per un segno oppositivo al pontificato del primo pontefice gesuita della storia. Quasi come se in Polonia non tutti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/chiesa-polacca-ora-lo-scandalo-pedofilia-rischia-di-travolgere-tutto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-1536x982.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Chiesa-in-Polonia-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>Chiesa polacca</strong>, se possibile soprattutto durante il regno di papa Francesco, si è contraddistinta per rappresentare una sorta di baluardo del tradizionalismo. Un elemento caratterizzante &#8211; questo dell&#8217;ortodossia dottrinale -, che qualche commentatore ha scambiato per un segno oppositivo al pontificato del primo pontefice gesuita della storia. Quasi come se in Polonia non tutti i cattolici avessero abbandonato il binomio Wojtyla-Ratzinger.</p>
<p>Emblema di questa contesto, che è anche socio-culturale, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/rosario-ai-confini-lattacco-primate-polacco-sospender-1454221.html">è stato forse il &#8220;rosario ai confini&#8221;</a>, una manifestazione che ha mischiato messaggio religioso ed istanze politiche, trovando peraltro la contrarietà di buona parte dell&#8217;episcopato nazionale. Questo, in estrema sintesi, era quello di cui si ragionava di questi tempi, quando la Polonia veniva citata dalle cronache religiose. Da qualche settimana a questa parte, però, <strong>uno scandalo</strong> rischia di travolgere tutto, compreso il giudizio su un pezzo di storia che polacchi e non hanno considerato decisivo per il cattolicesimo contemporaneo.</p>
<p>La Santa Sede ha inviato come visitatore apostolico il cardinale <strong>Angelo Bagnasco</strong>. Lo scopo della missione, come avviene di consueto in casi come questo, era quello d&#8217;indagare sulle accuse relative al cardinal Stanislao Dzwisz, ex arcivescovo di Cracovia e, soprattutto, segretario particolare di San Giovanni Paolo II. Non una figura periferica della storia recente della Santa Sede, quindi, ma un consacrato centrale per l&#8217;intera durata del regno del pontefice che ha contribuito alla definitiva sconfitta del comunismo. Dzwisz è stato tirato in ballo (ha fatto molto discutere un documentario televisivo) per presunti insabbiamenti relativi ad abusi. Il cardinale polacco si è sempre detto innocente, e questo va rimarcato. L&#8217;ex arcivescovo di Genova, come peraltro raccontato dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, ha il compito di stilare un documento ufficiale su quanto scoperto, dopo una visita densa di verifiche.</p>
<p>Più di qualche commentatore vicino alla cosiddetta &#8220;destra ecclesiastica&#8221; ritiene che dietro alle accuse a Dzwisz esista un disegno volto a screditare, per vie indirette, il pontificato di <strong>San Giovanni Paolo II</strong>, che è il pontefice delle radici, dell&#8217;identità e della memoria patriottica: tutti concetti che soddisfano poco le esigenze della sinistra della Chiesa cattolica, cioè dei progressisti. Si tratta di una lettura politicizzata, che tuttavia circola in certi ambienti. Al contrario, c&#8217;è chi pensa che, durante il pontificato del pontefice polacco, le gerarchie alto-ecclesiastiche, in specie durante le ultime fasi delle malattia di Karol Wojtyla, abbiano fatto il bello ed il cattivo tempo, pure in materia d&#8217;insabbiamenti relativi agli abusi. Anche questo tipo di lettura può presentare più di qualche semplificazione.</p>
<p>I fatti ad oggi narrano che Dzwisz deve rispondere di accuse per cui il <strong>Vaticano</strong> sta indagando, com&#8217;è prassi. La vicenda richiama l&#8217;attenzione delle cronache internazionali anche per via del ruolo ricoperto dall&#8217;accusato: Dzwisz è una figura simbolo della gestione vaticana degli anni che hanno preceduto l&#8217;elezione di Benedetto XVI, che ha messo in campo una serie di riforme restrittive in materia di abusi e coperture. Poi Francesco, che ha continuato l&#8217;azione del predecessore, inasprendo in talune circostanze la legislazione esistente ed introducendo novità in materia di lotta alla pedofilia ed agli insabbiamenti.</p>
<p>Possibile e anzi probabile che, dopo la relazione del cardinal Angelo Bagnasco, più di qualcosa emerga al livello pubblico. A quel punto, la ricostruzione dei fatti e delle accuse diventerà quantomeno più chiara. Per l&#8217;Ecclesia non è un buon periodo in relazione agli scandali legati alle accuse di abusi compiuti da ecclesiastici. La Chiesa cattolica sta già affrontando l&#8217;annoso caso dell&#8217;<strong>Arcidiocesi di Colonia</strong>, in un quadro &#8211; quello tedesco &#8211; peraltro segnato anche dal dibattito attorno al futuro dottrinale ed organizzativo promosso dal Sinodo biennale. Ma l&#8217;episcopato polacco, che già non poteva contare su un particolare peso in termini di forza politica durante questo regno, rischia di subire un duro colpo, oltre che una crisi di credibilità. Si dice che Jorge Mario Bergoglio possa procedere a breve con un repulisti.</p>
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		<title>Il Regno Unito ha un problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-regno-unito-ha-un-problema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 06:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1314" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crimine londra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse-1024x701.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sullo sfondo dell&#8217;epidemia di Covid-19, il Regno Unito è alle prese con un&#8217;altra minaccia e a lanciare l&#8217;allarme è la National Crime Agency (NCA), l&#8217;agenzia anti-crimine nazionale: nell&#8217;arco di un anno è raddoppiato il numero dei criminali violenti, su spinta dell&#8217;aumento delle bande di strada ma, soprattutto, dei circuiti della pedofilia organizzata. Sono proprio questi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-regno-unito-ha-un-problema.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1314" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crimine londra (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Lond-Bridge-strage-a-Londra-La-Presse-1024x701.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sullo sfondo dell&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coronavirus-lallarme-londra-nel-regno-unito-fino-2021-1841313.html">epidemia di Covid-19</a>, il Regno Unito è alle prese con un&#8217;altra minaccia e a lanciare l&#8217;allarme è la National Crime Agency (NCA), l&#8217;agenzia anti-crimine nazionale: nell&#8217;arco di un anno è <strong>raddoppiato</strong> il numero dei criminali violenti, su spinta dell&#8217;aumento delle bande di strada ma, soprattutto, dei circuiti della pedofilia organizzata. Sono proprio questi ultimi, costantemente monitorati dalle autorità, che stanno pensando a come trasformare la crisi sanitaria in corso in un&#8217;<strong>opportunità</strong> per avvicinare bambini soli e vulnerabili.</p>
<h2>L&#8217;emergenza pedofilia</h2>
<p>Il numero di persone coinvolte nel crimine organizzato e/o nei circuiti della pedofilia organizzata è <a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-8185487/Number-offenders-linked-organised-crime-UK-nearly-DOUBLED-just-one-year-350-000.html">raddoppiato</a> nell&#8217;ultimo anno: gli individui monitorati dalle autorità sono passati<strong> da 180mila a 350mila</strong> e la maggior parte di essi, <strong>300mila</strong> circa, è implicata in gravi reati a sfondo sessuali con i bambini. Le cifre sono contenute nell&#8217;ultimo rapporto della NCA e sono realmente allarmanti, perché palesano l&#8217;esistenza di un vero e proprio mondo criminale, nascosto ma sempre più esteso e, soprattutto, sempre più capace di mimetizzarsi, di riciclare impunemente ingenti somme di denaro e di sfuggire al controllo della polizia informatica attraverso l&#8217;uso di tecnologie sempre più sofisticate.</p>
<p>Lynne Owens, la direttrice della Nca, ha spiegato che &#8220;il crimine organizzato e violento continua ad uccidere più persone di ogni altra minaccia alla sicurezza nazionale e ha un impatto corrosivo sul Regno Unito ed i suoi cittadini&#8221;.</p>
<p>Non è soltanto il censimento dei criminali noti a darle ragione, ma<a href="https://www.theguardian.com/society/2020/apr/03/nca-predicts-rise-in-online-child-sexual-abuse-during-coronavirus-pandemic"> anche i dati</a> su vittime, operazioni ed arresti: ogni mese vengono incarcerate <strong>più di 500 persone</strong> per pedofilia e <strong>700</strong> bambini entrano sotto la custodia delle autorità, sono <strong>decuplicate</strong> le denunce provenienti dalle autorità scolastiche inerenti la scoperta di possibili abusi su bambini con bisogni speciali e disabilità, l&#8217;anno scorso la polizia postale ha scoperto <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/crime/uk-coronavirus-paedophiles-child-sex-abuse-lockdown-isolation-a9443596.html">132mila siti web</a> nei quali venivano pubblicati contenuti estremi, ritraenti bambini abusati; infine i detenuti per pedofilia compongono circa <a href="https://www.thesun.co.uk/news/9202134/britain-jail-paedophile-sex-offenders/">un ottavo </a>della popolazione carceraria totale &#8211; più di 9mila su 83mila.</p>
<p>Sempre la Nca prosegue, invitando le autorità a mantenere elevata l&#8217;attenzione, perché mentre il paese vive l&#8217;emergenza Covid-19 i pedofili stanno discutendo sui forum virtuali<strong> come sfruttare</strong> la crisi per avvicinare i bambini soli e trascurati, i cui parenti sono magari ricoverati o impegnati nel lavoro agile da casa. La denuncia è corroborata da riscontri: il numero dei rapporti riguardanti i minori a rischio è rimasto stabile nonostante scuole ed asili siano temporaneamente chiusi; praticamente la riduzione dei tentativi di approccio fisico è stata perfettamente controbilanciata dai tentativi di cattura in rete.</p>
<h2>La questione delle bande</h2>
<p>L&#8217;ultimo rapporto della Nca solleva anche il problema del crimine organizzato, che nel Regno Unito non è rappresentato esclusivamente dalle mafie in senso stretto ma dalle bande di strada. Fra Inghilterra, Irlanda del Nord, Galles e Scozia, attualmente operano <strong>4.772</strong> gruppi criminali ed un quarto di essi ricorre alla violenza come metodo di gestione degli affari. Pratica comune alla maggior parte di queste bande, etnicamente variegate, è anche il ricorso alla &#8220;manodopera&#8221; minorile, ossia al reclutamento di bambini per condurre le attività più rischiose, come la vendita di stupefacenti in strada o i pestaggi.</p>
<p>Nel rapporto si segnala come ormai l&#8217;età del gangster-bambino si sia abbassata in maniera preoccupante: aumentano le segnalazioni di <strong>11enni</strong> reclutati dalle bande, impiegati per compiere vari reati.</p>
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		<title>Corea, l&#8217;orrore di &#8220;Mr Doc&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/corea-lorrore-di-mr-doc.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 12:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>È stato arrestato il 20 marzo 2020 per estorsione, reati sessuali aggravati e sfruttamento sessuale di minori. Perché sul suo canale Telegram (a pagamento), che aveva chiamato &#8220;the Nth Room&#8221;, caricava i video pornografici che riusciva ad avere da decine di ragazzine adescate in rete. Tutte trasformate in vere e proprie schiave sessuali: umiliate, mortificate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/corea-lorrore-di-mr-doc.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/corea-lorrore-di-mr-doc.html">Corea, l&#8217;orrore di &#8220;Mr Doc&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_5490178-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>È stato arrestato il 20 marzo 2020 per estorsione, reati sessuali aggravati e<strong> sfruttamento sessuale </strong>di minori. Perché sul suo canale <strong>Telegram</strong> (a pagamento), che aveva chiamato &#8220;the Nth Room&#8221;, caricava i video pornografici che riusciva ad avere da decine di ragazzine adescate in rete. Tutte trasformate in vere e proprie <strong>schiave sessuali</strong>: umiliate, mortificate e, in qualche caso, persino <strong>marchiate a fuoco</strong>. È accaduto in Corea del Sud, dove <strong>Cho Joo-bin</strong>, uno studente di 24 anni aveva costruito la sua rete criminale su Internet, avvicinando decine di ragazze con la promessa di guadagnare soldi online e poi ricattandole.</p>
<h2>Schiave su Telegram</h2>
<p>Secondo quanto riportato dal <em>Corriere della sera</em>, le vittime riconosciute sarebbero 74, di cui 16 ancora<strong> minorenni</strong>. Il 24enne si faceva chiamare &#8220;Mr. Doc&#8221; e il canale di cui era animatore era attivo dal 2018. Contava 300mila spettatori, che pagavano lui e i suoi collaboratori (tutti arrestati dalle autorità) con criptovalute. Per la polizia, i filmati avevano caratteristiche &#8220;disumane, annichilenti&#8221; ed estremamente crude. Le ragazze erano infatti costrette a fornire la loro immagine, continuamente sfruttata, corrotta e denigrata.</p>
<h2>Chi è &#8220;Mr. Doc&#8221;</h2>
<p>Del suo nemico pubblico, la Corea ha voluto sapere tutto. Nome, cognome, abitudini ed età, condizione piuttosto rara visto che il Paese asiatico, solitamente, tutela severamente l&#8217;anonimato dei suoi criminali, &#8220;salvo eccezioni particolarmente odiose&#8221;. Questa, evidentemente, è stata percepita come tale e una petizione a cui avrebbero aderito 2,6 milioni di cittadini ha chiesto che le autorità ne rendessero noto il volto e le sue generalità. Gli elementi forniti dalla polizia hanno fatto emergere il profilo di un criminale atipico, con due esistenze quasi parallele, confermate dal 24enne stesso. &#8220;Ringrazio i poliziotti per aver fermato questa seconda vita terribile, che mi stava divorando&#8221;, avrebbe dichiarato poco dopo il suo arresto. Perché &#8220;Mr. Doc&#8221;, oltre ad adescare virtualmente ragazzine per poi trasformarle in prodotti pornografici commerciali su Telegram, a lungo è stato un<strong> volontario</strong> nell&#8217;assistenza ai disabili e ai più poveri.</p>
<h2>La conferenza stampa per conoscerlo</h2>
<p>Dopo l&#8217;insistente richiesta di conoscere il volto dell&#8217;<strong>adescatore</strong>, gli inquirenti hanno convocato una conferenza stampa in cui lo studente 24enne è stato mostrato ai giornalisti. La sua immagine, con la faccia completamente scoperta, ha fatto il giro di mezzo mondo. Indossa una felpa a marchio Fila, non ha la mascherina protettiva su bocca e naso, ma porta un collare medico. Secondo le prime ricostruzioni, poco dopo il suo arresto, il 24enne avrebbe tentato di togliersi la vita. Al termine della conferenza stampa, alla domanda dei giornalisti che gli chiedevano a chi avrebbe voluto chiedere scusa, Cho Joo-bin avrebbe fatto il nome di tre persone, per adesso estranee ai fatti, che nessuno conosce.</p>
<h2>I &#8220;bravi ragazzi&#8221; complici</h2>
<p>Oltre a Cho Joo-bin, nei guai sarebbero finite altre venti persone, tutti complici e quasi tutti coetanei che svolgevano il servizio civile. <strong>Ragazzi normali</strong>, criminali quasi per caso, tutti dai profili anonimi. Quasi come i 300mila coreani, loro clienti, che sui propri dispositivi collezionavano le immagini di decine di ragazze ridotte a oggetti. Senza più un&#8217;umanità riconoscibile, trattate come animali. <a href="https://edition.cnn.com/2020/03/27/asia/south-korea-telegram-sex-rooms-intl-hnk/index.html" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto riportato dalla<em> Cnn</em></a>, una delle ragazze si sarebbe scritta la parola &#8220;schiava&#8221; sopra i propri <strong>genitali</strong>, mentre un&#8217;altra abbaiava come se fosse stata un cane. Molte di loro non solo erano minorenni, ma poco più che bambine.</p>
<h2>L&#8217;indagine e la pornografia nel Paese</h2>
<p>E a proposito dell’età delle vittime, l&#8217;indagine a carico del 24enne e dei suoi complici sarebbe rientrata in un&#8217;altra inchiesta più ampia sulla <strong>pornografia infantile</strong> tramite canali criptati come Telegram, molto diffusa in Corea. Nel 2017, il governo del Paese asiatico aveva dovuto varare una legge sulle spycam, un fenomeno che riguardava diverse microcamere nascoste ovunque. Dagli spogliatoi dei negozi ai bagni femminili, tutte collegate a internet per filmare e trasmettere immagini di donne nude ignare di essere state riprese. Nel 2018, decine di migliaia di donne avevano invaso le strade di Seoul, con cartelli con su scritto &#8220;La mia vita non è la tua pornografia&#8221;, per protestare contro quelle riprese illegali. L&#8217;anno dopo, la polizia aveva scoperto una chat di gruppo online in cui circolavano video sessualmente espliciti girati senza consenso. E sempre nel 2019, l&#8217;attivista <strong>Nam Hye-ri</strong> aveva aperto un account Twitter chiamato &#8220;Project ReSET&#8221; (che è l&#8217;acronimo di Reporting Sexual Exploitation in Telegram), chiedendo agli utenti di denunciare le chat di Telegram in cui erano presenti abusi sessuali. Il gruppo chiedeva pene più pesanti per il possesso e la distribuzione di materiale digitale che documentava violenza sessuale e la condivideva.</p>
<h2>La scoperta degli studenti di giornalismo</h2>
<p>Sempre <a href="https://edition.cnn.com/2020/03/27/asia/south-korea-telegram-sex-rooms-intl-hnk/index.html" target="_blank" rel="noopener">secondo quanto riportato dalla <em>Cnn</em></a>, a portare all&#8217;attenzione della polizia il caso del 24enne, lo scorso luglio, sarebbero stati due studenti universitari coreani di una scuola di giornalismo. I due ragazzi, che hanno utilizzato gli pseudonimi di Kwon a di Ahn per proteggere la loro incolumità, vista la delicatezza del caso, avrebbero scoperto i gruppi di chat, sulla celebre applicazione di <strong>messaggistica crittografata</strong>, nell&#8217;estate del 2019. La ricerca dei due studenti era parte di un compito, che consisteva nell&#8217;indagare sui crimini sessuali in rete. E sebbene i gruppi di chat risultassero privati, i collegamenti a essi venivano facilmente individuati utilizzando le ricerche di parole chiave su Google. Quando Kwon, uno dei due, ha visto per la prima volta il contenuto di quelle chat room, ha dichiarato di non riuscire a credere alle scene e ai messaggi davanti ai suoi occhi. Quello dello studente 24enne non era però l&#8217;unico gruppo: chat simili erano gestite su Telegram anche da molti altri operatori, ma Cho Joo-bin amministrava almeno otto gruppi, alcuni dei quali con oltre 9mila membri contemporaneamente.</p>
<h2>La ricostruzione del ricatto</h2>
<p>Secondo quanto riportato dalle autorità, il 24enne avrebbe ingannato le sue vittime offrendo loro lavori come <strong>modelle online</strong>. Le giovani, infatti, avrebbero inviato le loro informazioni personali, compresi i numeri di telefono e tutte le coordinate per essere pagate, insieme ad alcune fotografie. Una volta &#8220;assunte&#8221; le ragazze sarebbero state invitate a fornire immagini più intime e la polizia crede che siano state proprio queste fotografie a renderle ricattabili. Il 24enne, infatti, le avrebbe minacciate di pubblicare tutto in rete, compresi i loro indirizzi e i dettagli personali se loro non avessero accettato di &#8220;lavorare&#8221; nella sua &#8220;Nth Room&#8221; di Telegram. In base alle prime informazioni fornite dall&#8217;inchiesta, Cho Joo-bin probabilmente aveva creato le prime chat gratuite, per poi spingersi più in là, offrendo ai suoi &#8220;clienti&#8221; la possibilità di pagare per passare ad <strong>account premium</strong>, dove gli utenti potevano fare richieste più esigenti e più esplicite alle ragazze. <a href="https://edition.cnn.com/2020/03/27/asia/south-korea-telegram-sex-rooms-intl-hnk/index.html" target="_blank" rel="noopener">E in base a quanto raccontato da <em>Cnn</em></a>, alcuni dei visitatori avrebbero pagato fino a <strong>1.200 dollari</strong> per entrare nelle sue chat room, utilizzando transazioni bitcoin.</p>
<h2>Come funzionavano le chat room</h2>
<p>Ogni gruppo Telegram aveva tra le tre e le cinque ragazze in una sola chat room, che &#8220;Mr. Doc&#8221;, conosciuto anche come &#8220;Guru&#8221;, aveva letteralmente schiavizzato. Le vittime, infatti, dovevano essere pronte a soddisfare le richieste di foto e di video degli utenti, nell&#8217;atto di<strong> sottomettersi</strong> a prestazioni sessuali degradanti, riprese dalle telecamere. E nel caso di Cho Joo-bin, ad aver sconvolto particolarmente l&#8217;opinione pubblica coreana è stato il coinvolgimento di<strong> minorenni</strong> in quelle chat room. In base alle leggi del Paese asiatico, il possesso di materiale pornografico che riguarda minori è punibile con un massimo di un anno di reclusione o multe fino a 20 milioni di won coreani (che corrispondono a circa 16mila dollari), ma l&#8217;atto di guardare video pornografici quando lo spettatore non è al corrente della minore età del soggetto non è punibile. Il che preserva gli utenti che dichiarano di non sapere chi c’è effettivamente dall’altra parte della telecamera. Una specie di vizio legislativo.</p>
<h2>La storia di Kang</h2>
<p>Dall&#8217;inchiesta sul canale Telegram creato da Cho Joo-bin sarebbe emersa un&#8217;altra vicenda, dai tratti ancora più inquietanti, che riguarda uno dei moderatori della &#8220;Nth Room&#8221;, conosciuto con il nickname di &#8220;GodGod&#8221;, di cui però non è ancora stata scoperta né rivelata l&#8217;identità. Secondo quanto riportato dal <em>Corriere della sera</em>, Kang, un operatore sociale che faceva parte della chat, avrebbe chiesto a Cho Joo-bin un aiuto: da mesi minacciava la propria insegnante delle scuola medie, perché ossessionato dal ricordo dei suoi rimproveri. Al 24enne aveva già versato 4milioni di won (che corrispondono a circa 3.500 euro) perché architettasse il<strong> rapimento</strong> della figlia piccola della docente. In base a quanto emerso, avrebbe persino comunicato a &#8220;Mr. Doc&#8221; l&#8217;indirizzo dell’asilo nido della bambina. E da uno scambio di messaggi tra i due sarebbe emerso il piano di avvelenarla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/corea-lorrore-di-mr-doc.html">Corea, l&#8217;orrore di &#8220;Mr Doc&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Afghanistan, dramma pedofilia. Così i bambini vengono abusati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/dramma-della-pedofilia-afghanistan-intervista-al-fotoreporter-aslon-arfa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 17:11:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1009" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2.jpg 1009w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p>
<p>Aslon Arfa è uno dei più importanti fotoreporter iraniani. Ha lavorato oltre che in Persia, in Afghanistan e Iraq, in moltissimi altri Paesi. Ha fatto degli splendidi reportage su temi molto complessi da raccontare, come la pedofilia, la droga e la guerra. Gli Occhi della Guerra lo ha incontrato a Teheran per una lunga intervista. Ecco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/dramma-della-pedofilia-afghanistan-intervista-al-fotoreporter-aslon-arfa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dramma-della-pedofilia-afghanistan-intervista-al-fotoreporter-aslon-arfa.html">Afghanistan, dramma pedofilia. Così i bambini vengono abusati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1009" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2.jpg 1009w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/01-Afghanistan-Pedophilia-2-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p><p>Aslon Arfa è uno dei più importanti fotoreporter iraniani. Ha lavorato oltre che in Persia, in Afghanistan e Iraq, in moltissimi altri Paesi. Ha fatto degli splendidi reportage su temi molto complessi da raccontare, come la pedofilia, la droga e la guerra. <em>Gli Occhi della Guerra</em> lo ha incontrato a Teheran per una lunga intervista. Ecco la prima parte.</p>
<p><strong>Su che progetti hai lavorato in Afghanistan?</strong></p>
<p>Il progetto più lungo è stato quello sui problemi che i minori affrontano nel paese, una parte è sulla pedofilia, una sulle malattie genetiche dovute ai matrimoni tra consanguinei e un&#8217;altra sull’istruzione.</p>
<p><strong>La pedofilia è tollerata in Afghanistan?</strong></p>
<p>Purtroppo sì, i ricchi hanno la tradizione di comprare bambini e di travestirli da donne per farli danzare. Siccome le donne non possono ballare, usano i bambini per farlo, vestendoli da ballerine e poi li usano come schiavi sessuali. Di solito li prendono negli orfanotrofi o li comprano dalle famiglie molto povere. Usualmente hanno tra i nove e i sedici anni. Li chiamano i ragazzi senza la barba, appena gli cresce li abbandonano. Usano dire che le donne sono per fare figli e i ragazzini per il piacere sessuale. I religiosi fanno finta di non vedere, dovunque si vendono i video dei ragazzini che ballano. Addirittura molti funzionari governativi o politici possiedono piccoli harem di bambini.</p>
<p><strong>Cosa gli accade quando diventano adolescenti?</strong></p>
<p>È difficile a dirsi, per quel poco che mi hanno concesso di parlare con loro o per i racconti che mi hanno fatto gli ex bambini ballerini, molti sembrano dare per scontato il loro destino. Non è stato affatto facile venire in contatto con loro. Appena la gente sa che sei un giornalista e che vuoi incontrarli, si impaurisce perché sa che vuoi mostrare negativamente quello che loro pretendono essere una tradizione. Trovare qualcuno che mi facesse accedere ai ragazzini e fotografarli, è stato difficilissimo. Tutti ammettono di conoscere il fenomeno, ma ti dicono che i bambini non si possono fotografare. Inoltre, tentano di sostenere che sia una tradizione portata avanti soprattutto dai talebani, ma non è affatto vero. Anzi mi sembra che siano soprattutto le fazioni del Nord a farlo.</p>
<p><strong>Chi compra i bambini?</strong></p>
<p>Signori della guerra, Khan locali e persone ricche. Quello che mi permise di fotografare i suoi ragazzini era un narcotrafficante. So che qualche tempo dopo sono entrati nella sua casa e hanno ammazzato lui e tutta la sua famiglia. Non so se per ragioni di narcotraffico o altro. Devi essere comunque ricco per comprare i bambini, dargli da mangiare, vestirli e tutto il resto. Durante le feste li mostrano mentre ballano, come trofei.</p>
<p><div id="gallery_199222" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_199222 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan-%20Pedophilia%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan-%20Pedophilia%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%2816%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%2816%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%2815%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%2815%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%2811%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%2811%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%288%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%288%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%285%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%285%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%286%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%286%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%283%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%283%29-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%284%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/01-Afghanistan%20%284%29-150x150.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p><strong>La società accetta la pedofilia?</strong></p>
<p>Non si scandalizzano, non la denunciano.</p>
<p><strong>La separazione uomo donna è la ragione dell’accettazione della pedofilia?</strong></p>
<p>Sicuramente sì, la separazione dei sessi, a detta di tutti, è una delle maggiori ragioni della pedofilia nel paese. Le prostitute per altro sono proibite. Inoltre, se sposi tante mogli, di certo non le puoi sfoggiare mentre ballano in una festa, sarebbe immorale nella loro cultura. Cosi come non sposerebbero mai qualcuno che considerano una prostituta.</p>
<p><strong>Nei tuoi reportage sui problemi dei bambini li hai fotografati anche negli ospedali</strong></p>
<p>In Afghanistan, si pensa che per colpa di matrimoni all’interno dello stesso nucleo familiare, i bambini hanno un’incidenza anomala di problemi di cuore. Esiste una malattia, piuttosto rara nel resto del mondo, che provoca lesioni al cuore. Per i medici è difficile parlarne perché viene vista come una denuncia contro i matrimoni imposti dalle famiglie. Prima i bambini venivano mandati in Iran per operarsi, altri in Tagikistan, o Pakistan. Ma ora esiste una Ong francese che ha un ottimo ambulatorio per operarli in Afghanistan. Anche la Mezzaluna Rossa si è attrezzata per farlo.</p>
<p><strong>Hai fotografato i bambini anche nelle scuole</strong></p>
<p>Sì, per dare un po&#8217; di speranza. Per migliorare la situazione degli afghani l’educazione è fondamentale. Oggi per fortuna esistono alcune ottime scuole e università, private come statali. Le Ong hanno poi buoni progetti per i bambini.</p>
<p><strong> </strong><strong>Hai fatto anche reportage sulla guerra. Com’è la situazione nel Paese? </strong></p>
<p>Da quando gli americani hanno se ne sono andati, la situazione è peggiorata. Molta gente non li amava affatto, ma allo stesso tempo temeva che la situazione sarebbe peggiorata dopo la loro partenza, cosa che è accaduta puntualmente.  Da iraniano e capendo la lingua, mi sono sempre mosso senza grandi problemi, camminando per strada e parlando con le persone. Ultimamente ho cominciato però a percepire un netto peggioramento. La capacità di garantire la sicurezza delle forze afghane non è minimamente paragonabile a quella degli americani o delle forze internazionali. Tanto che il governo Afghano ha intavolato trattative con i talebani per trovare una soluzione pacifica.</p>
<p><strong>Gli afghani si fidano di più di un reporter iraniano o di uno occidentale?</strong></p>
<p>Dipende, molti di loro si sono rifugiati in Iran durante la guerra e hanno dei sentimenti molto contraddittori nei confronti degli iraniani. Dipende un po’ da come sono stati trattati. Ma parlando la stessa lingua, soprattutto nel Nord, ci sono alcune facilitazioni. Però è anche vero che moltissimi afghani, come tanti iraniani, in realtà adorano gli occidentali.</p>
<p><strong>È facile fare fotografie in Afghanistan? </strong></p>
<p>Fino ad un po&#8217; di tempo fa non era troppo difficile lavorare con la gente, ma ultimamente il governo ha cominciato a creare problemi. Prima non serviva chiedere il permesso come giornalista, nessuno controllava. Ora iniziano a controllare che uno l’abbia. Io che non avevo mai avuto nessun problema sono stato arrestato e ho dovuto corrompere la polizia per farmi liberare.</p>
<p><strong>Le donne si fanno fotografare? </strong></p>
<p>Le donne sono coperte, quindi le fotografie non sono un grande problema. Più di loro, bisogna avere paura degli uomini che le accompagnano.</p>
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		<title>“La pedofilia? Un amore normale” La folle idea del movimento tedesco</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-pedofilia-un-amore-normale-la-folle-idea-del-movimento-tedesco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 12:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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<p>All'Università di Würzburg, Germania, la Heine sostiene che la pedofilia è un orientamento sessuale naturale: "La società l'accetti".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-pedofilia-un-amore-normale-la-folle-idea-del-movimento-tedesco">“La pedofilia? Un amore normale” La folle idea del movimento tedesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-pedofilia-un-amore-normale-la-folle-idea-del-movimento-tedesco">“La pedofilia? Un amore normale” La folle idea del movimento tedesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Pedofilia amore normale&#8221;La folle idea in Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/pedofilia-orientamento-sessuale-naturale-folle-idea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 11:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ted Talk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/pedofilia2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/pedofilia2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/pedofilia2-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/pedofilia2-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/pedofilia2-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 5 maggio 2018, l&#8217;Università di Würzburg in Germania ha ospitato una Ted Talk sul tema &#8220;Future Societys”. Tra gli speaker presenti c’era anche Mirjam Heine, una studentessa di medicina che ha fatto un discorso controverso dal titolo &#8220;Perché la nostra percezione sulla pedofilia deve cambiare &#8220;. “La pedofilia è un orientamento sessuale naturale&#8221; Nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/pedofilia-orientamento-sessuale-naturale-folle-idea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pedofilia-orientamento-sessuale-naturale-folle-idea.html">&#8220;Pedofilia amore normale&#8221;La folle idea in Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/6xy38-yCnRM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>“La pedofilia è un orientamento sessuale naturale&#8221;</p>
<p>Nella sua presentazione, Heine ha citato alcune ricerche scientifiche che classificano la pedofilia come “un orientamento sessuale immutabile”. <a href="https://www.ted.com/tedx/events/24068" target="_blank">Come si legge dal programma dell’evento, </a>la studentessa si ispira al lavoro di un certo dottor <strong>Klaus Beier</strong>, direttore del dipartimento di sessuologia del Charite, considerato uno dei migliori ospedali universitari di Berlino.</p>
<p>Secondo Heine, nessuno è responsabile del proprio orientamento sessuale e dei propri sentimenti, “ma ognuno è responsabile delle proprie azioni riguardo a essi”. In poche parole, quindi, i pedofili andrebbero accettati perché non possono cambiare i loro desideri. Loro, però, hanno il compito di imparare a controllarli. Ma la domanda sorge spontanea: esistono davvero pedofili che riescono a non dare sfogo alle loro perversioni?</p>
<p>Pedofili descritti come vittime</p>
<p>La studentessa racconta poi la storia di un diciannovenne, Jonas, uno studente di legge di Monaco che è attratto dalle bambine di età compresa tra i sei e 12 anni. “Jonas ha un segreto che pensa di non potere condividere con nessuno. Nemmeno con i suoi genitori o con il suo migliore amico. Ha troppa paura della rabbia, del rifiuto e della repulsione. Jonas sa che deve farlo: sopprimere per tutta la vita la sua pulsione sessuale. E sa anche che non troverà mai un amore appagante. Perché Jonas è un pedofilo che è solo attratto dalle bambine che hanno dai sei ai 12 anni”, racconta Heine di fronte all&#8217;auditorio dell’università.</p>
<p></p>
<p>Come si può evincere dalle sue parole, Jonas è quindi presentato come una “<strong>vittima</strong>” all’interno della società. Heine cita poi una ricerca scientifica non specificata secondo la quale bisognerebbe sempre distinguere tra chi abusa sessualmente dei minori e chi, invece, è solo pedofilo ma non dà sfogo alle proprie perversioni. </p>
<p>Dopo questa introduzione, la donna cerca poi di convincere il pubblico che, secondo la scienza, la pedofilia va accettata in quanto è paragonabile all’eterosessualità: è quindi un orientamento sessuale come un altro. Insomma, un’assurdità.</p>
<p>&#8220;Se noi li isoliamo, loro abusano&#8221;</p>
<p>Heine prosegue il discorso e cerca di spiegare qual e la differenza tra la pedofilia e gli altri orientamenti sessuali. In poche parole, la differenza starebbe nel fatto che i pedofili non sono liberi di parlare delle loro preferenze sessuali, in quanto, se lo fanno, succede un putiferio. Secondo lei, quindi, noi dovremmo evitare di isolarli.</p>
<p>Poi, sempre citando alcune ricerche scientifiche non chiare, la studentessa afferma che più un pedofilo è isolato, più aumenta la probabilità che questo abusi di un bambino. In sostanza, il suo punto di vista sottinende che da una parte, se abusano, è pure colpa nostra.</p>
<p>A chi si ispira la studentessa</p>
<p>Il medico Klaus Beier, al quale si è ispirata Mirjam Heine per la sua Ted Talk, oltre a essere direttore del dipartimento di sessuologia del Charite, dirige anche un discusso programma di prevenzione per pedofili sempre all’interno dell’ospedale universitario di Berlino.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;iniziativa si chiama Kein Tater Werden, che tradotto dal tedesco significa “<strong>Non offendere</strong>”. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/germany-paedophilia-clinic-university-hospital-treatment-berlin-a7384356.html" target="_blank">Come riporta l’<em>Indipendent</em> in un articolo di due anni fa</a>, l’obiettivo del corso è insegnare ai pedofili come controllare i loro impulsi sessuali nei confronti dei bambini.</p>
<p>Al programma, lanciato circa 13 anni fa, partecipano potenziali criminali sessuali e anche coloro che hanno commesso reati sessuali ma sono riusciti a farla franca con la giustizia tedesca.</p>
<p>“La pedofilia non è curabile”, aveva spiegato Beier al quotidiano inglese. “Ma può essere trattabile”. Secondo il medico, quindi, un pedofilo può imparare a controllare i suoi impulsi.Il progetto si fonda infatti sul principio che l&#8217;attrazione sessuale verso i bambini è sì un problema medico ma, come ha affermato Beier, &#8220;<strong>non è un crimine</strong>&#8221; fino a quando non si abusa.</p>
<p>“Le società devono accettare la pedofilia”</p>
<p>Klaus Beier  ha rilasciato<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://timesofindia.indiatimes.com/city/chennai/paedophilia-is-a-fate-and-not-a-choice-german-doctor-says/articleshow/57619901.cms" target="_blank"> un&#8217;intervista al <em>Times of India</em></a> a marzo del 2017. Dalle sue parole risulta ancora più chiaro il legame con la studentessa di medicina che ha tenuto la Ted Talk. &#8220;<strong>La pedofilia è una realtà</strong> e le società sane devono imparare ad accettarla&#8221;, afferma il medico. Secondo Beier,  la perversione sessuale verso i bambini è da considerarsi un &#8220;destino&#8221; e non una scelta. Per questo, quindi, dovremmo accettarla. </p>
<p>Ted ha rimosso il video</p>
<p>Il video, alla fine, è stato rimosso da YouTube e dalla pagina ufficiale di Ted dopo che la studentessa di medicina ne ha fatto espressamente richiesta. &#8220;Abbiamo appreso che l&#8217;oratrice ha chiesto che venisse rimosso da Internet perché aveva serie preoccupazioni per la sua sicurezza&#8221;, si legge sul blog di Ted.</p>
<p></p>
<p>In una nota, poi, Ted ha spiegato che,<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/TED_(conferenza)" target="_blank"> a parte le conferenze annuali dell&#8217;organizzazione non profit</a>, gli altri eventi firmati &#8220;Ted&#8221; sono organizzati in modo indipendente. Come, appunto, quello dell&#8217;Università Würzburg.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pedofilia-orientamento-sessuale-naturale-folle-idea.html">&#8220;Pedofilia amore normale&#8221;La folle idea in Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pakistan, arrestato stupratore che gettò la bimba in discarica</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/arrestato-luomo-violento-la-piccola-zainab-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 11:59:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1824" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg 1824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1824px) 100vw, 1824px" /></p>
<p>L’assassino della piccola Zainab Ansari, violentata e uccisa in Pakistan a soli sette anni, ha ora un nome. Imran Ali, 24 anni, residente nella città di Kasur (Punjab), avrebbe ammesso di aver stuprato, strangolato e abbandonato in una discarica il cadavere della bambina. Il suo DNA combacerebbe con quello rinvenuto sulla scena del delitto. Secondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/arrestato-luomo-violento-la-piccola-zainab-pakistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/arrestato-luomo-violento-la-piccola-zainab-pakistan.html">Pakistan, arrestato stupratore che gettò la bimba in discarica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1824" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg 1824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1824px) 100vw, 1824px" /></p><p>L’assassino della piccola Zainab Ansari, violentata e uccisa in <strong>Pakistan</strong> a soli sette anni, ha ora un nome. Imran Ali, 24 anni, residente nella città di Kasur (Punjab), avrebbe ammesso di aver stuprato, strangolato e abbandonato in una discarica il cadavere della bambina. Il suo DNA combacerebbe con quello rinvenuto sulla scena del delitto. Secondo un funzionario della polizia distrettuale, Zulfikar Hameed, l’arrestato sarebbe un vicino di casa della famiglia, alcune televisoni locali sostengono invece si tratti di un parente della bambina anche se i genitori della piccola vittima smentiscono questa ipotesi.</p>
<p>Il caso, estremamente violento, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/proteste-morti-pakistan-lennesimo-caso-pedofilia/">aveva scosso l’opinione pubblica pakistana e mobilitato centinaia di migliaia di persone</a> nelle piazze del Paese, in particolare a Lahore, capitale del Punjab. La polizia è stata accusata di non aver fatto abbastanza per le ricerche di Zainab, rapita vicino a casa mentre i genitori erano in pellegrinaggio in Arabia Saudita. Il cadavere venne ritrovato soltanto cinque giorni dopo, abbandonato in una fogna. La città di Kasur si è riscoperta “capitale” delle violenze sui minori in Pakistan. 12 casi di stupro e omicidio di bambine soltanto nel 2017.</p>
<p>Il distretto di Kasur era già finito in uno scandalo simile quando, nel 2015 una banda di 25 uomini fu accusata di aver ricattato decine di bambini e di aver realizzato video pedopornografici tra il 2009 e il 2014. Tra i membri del gruppo di pedofili, diversi appartenevano a famiglie benestanti con legami all’interno delle alte sfere di potere.</p>
<p></p>
<p> Alcuni manifestanti rimasero uccisi negli scontri con la polizia scatenatisi dopo il ritrovamento del corpo martoriato di Zainab. A fomentare la rabbia della folla anche alcuni esponenti dell’islamismo radicale. In Pakistan le elezioni si avvicinano e il caso di Zainab è stato visto da molti come un banco di prova per il governo uscente.</p>
<p>Le indagini sono state meticolose, circa 1150 DNA diversi sono stati individuati sulla scena del crimine. La polizia pakistana sospetta che Imran Ali non abbia agito da solo, per questo per settimane ha tentato di rintracciare persone i cui geni combaciassero con quelli rinvenuti. Un sospettato è stato ucciso durante le operazioni, mentre continua la ricerca di un terzo pedofilo noto con il solo nome di Mudasir.</p>
<p>Giovedì il governo provinciale ha rimosso il capo dell&#8217;unità che stava indagando sul caso di Zainab, sostituendolo con un altro ufficiale di polizia.</p>
<p></p>
<p>Intanto non si placa l’indignazione e la paura nella città di Kasur. &#8220;Dopo quello che è successo a Zainab non lasciamo più uscire le nostre figlie, siamo terrorizzati e temiamo seriamente per la loro incolumità” ha detto un vicino di casa della famiglia Ansari <a href="https://edition.cnn.com/2018/01/23/asia/pakistan-announces-arrest-in-zainab-murder-intl/index.html">intervistato della CNN. </a>In molti sospettano che la notizia dell’arresto sia soltanto una trovata del governo per mettere a tacere le proteste. &#8220;Sono preoccupato per questo sistema, che mia figlia avrebbe potuto essere salvata&#8221;, ha detto il padre della vittima &#8220;Le mancate azioni delle autorità, il loro disinteresse e la mancanza di aiuto hanno portato alla morte di mia figlia&#8221;.</p>
<p>Lo scorso anno vi sono stati 1764 casi di abusi verso i minori in tutto il Pakistan. Di questi, circa il 62% (1089 episodi) si sono registrati nella provincia del Punjab. Nel 2016 il numero totale di abusi era di 4139, con 11 nuovi casi registrati ogni giorno. Una piaga senza fine che il governo sta tentando di arginare in ogni modo, con scarsi risultati.</p>
<p>L’ospedale pediatrico di Lahore ospita, primo in tutto il Sud-Est Asiatico, una unità specifica per la protezione dei minori. Ma rimane al momento un <em>unicum</em> nel panorama pakistano. “L’educazione sessuale rimane un tabù. Nessuno ne discute seriamente e non esiste un meccanismo per insegnare agli adulti ad essere genitori responsabili. Il contesto islamico e il sistema familiare congiunto negano l’esistenza di questi problemi”. A parlare è stato ad <a href="http://m.asianews.it/index.php?art=42910&amp;l=it#http://m.asianews.it/index.php?l=it&amp;idn=&amp;art=42831">AsiaNews </a>il dottor Zafar presidente di un’organizzazione che si occupa di contrastare l’abuso e l’abbandono di minori e che in tutto il Paese organizza corsi di formazione sulla protezione dei bambini.</p>
<p></p>
<p>Hina Jilani, avvocato ed esperta dei diritti umani, all’agenzia AsiaNews ha affermato che “la protezione dei minori è più importante della lotta al terrorismo”. L’attivista, insieme ad altre associazioni per la tutela dei minori ha chiesto a gran voce che venga creata un’agenda politica per contrastare questo fenomeno dilagante. “Non sarà di nessun aiuto l’isteria che porta a bloccare le strade e attaccare gli edifici del governo e della polizia. Bisogna creare una task-force speciale, bisogna proibire i matrimoni minorili e le punizioni all’interno delle scuole. Alle prossime elezioni tutti i partiti dovranno affrontare questa tematica.”</p>
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		<title>Proteste e morti in Pakistan  dopo l&#8217;ennesimo caso di pedofilia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/proteste-morti-pakistan-lennesimo-caso-pedofilia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 21:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sui minori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1824" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg 1824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1824px) 100vw, 1824px" /></p>
<p>Sono giorni di lacrime e rabbia in Pakistan, nello stato del Punjab la folla inferocita ha bloccato le strade e dato alle fiamme diverse auto. La città di Kasur è stata a messa a ferro e fuoco dai manifestanti che protestano per la mancata azione della polizia nei confronti di quello che pare a tutti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/proteste-morti-pakistan-lennesimo-caso-pedofilia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1824" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba.jpg 1824w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-768x359.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/bimba-1024x479.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1824px) 100vw, 1824px" /></p><p>Sono giorni di lacrime e rabbia in <strong>Pakistan</strong>, nello stato del Punjab la folla inferocita ha bloccato le strade e dato alle fiamme diverse auto. La città di Kasur è stata a messa a ferro e fuoco dai manifestanti che protestano per la mancata azione della polizia nei confronti di quello che pare a tutti gli effetti essere uno stupratore seriale. L’ultima vittima del mostro è una piccola bambina di sei anni sparita il 4 gennaio scorso e ritrovata soltanto martedì, il cadavere abbandonato in una discarica, sul corpo martoriato segni di una violenza sessuale, la morte è avvenuta per soffocamento. La piccola Zainab Ansari è la dodicesima bambina stuprata e uccisa nel raggio di 2 km da Kasur in soli 12 mesi. Nessun colpevole è mai stato nemmeno identificato. Secondo i media locali però, il Dna raccolto dal suo corpo corrisponde perfettamente a quello di altri casi recenti avvenuti proprio a Kasur, in cui i corpi di bambini stuprati e uccisi tra i cinque e gli otto sono stati scaricati in parchi, fognature e altri luoghi pubblici.</p>
<p><strong>L’omicidio ha sconvolto tutto il Paese</strong>: anche le<b> </b>celebrità locali, tra cui l’ex stella del cricket Imran Khan e il premio Nobel Malala Yousafzai , hanno fatto appello alle autorità affinché si agisca il più rapidamente possibile per arrestare il pedofilo. In tutto il mondo è partito l’hashtag #JusticeforZainab.  Kiran Naz, un giornalista della televisione locale, ha condotto il telegiornale pomeridiano con sua figlia di otto anni sulle sue ginocchia per protestare contro questa ennesima violenza ai danni dei bambini. Un gran numero di donne si è unito a proteste analoghe nel Punjab e in tutto il Pakistan. Tra loro, anche l’attrice Mahira Khan interprete di Verna, film che ha per tema proprio lo stupro e la denuncia La pellicola in un primo momento è stata censurata dalle autorità pakistane e poi è diventata un simbolo per il movimento femminista pakistano.</p>
<p style="font-style: inherit;font-weight: inherit">Zainab, ultima di quattro figli, è stata vista per l’ultima volta mentre si recava a scuola, a 100 metri da casa sua, dove doveva recitare un passaggio del Corano durante una recita. I genitori in quei giorni non erano in Pakistan, si trovavano in Arabia Saudita per compiere il hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, pilastro della fede islamica.</p>
<p></p>
<p>Una telecamera di sorveglianza ha registrato una sequenza sgranata in cui si vede la piccola mentre cammina con un<b> </b>adulto, ritenuto il responsabile delle violenze sessuali e della morte per strangolamento. La schiena dell’uomo è però rivolta verso la telecamera e nessuno è stato fin ora in grado di capire di chi si tratti. </p>
<p>&#8220;In Pakistan, la sicurezza è per i leader e noi siamo solo insetti comuni&#8221;, ha singhiozzato tra le lacrime Ameen Ansari, il padre della piccola rientrato in fretta e furia da la Mecca. La madre non ha parlato, stravolta in una maschera di dolore. «Se la polizia avesse fatto il suo dovere, ora forse non sarei qui a piangere mia figlia».</p>
<p>Il dolore della famiglia di Zainab, nelle strade si è presto tramutato in rabbia feroce. Due manifestanti sono stati uccisi dalle forze di polizia dopo che la folla ha cercato di forzare i posti di blocco che proteggevano gli uffici governativi.  “Due dimostranti sono stati uccisi e tre feriti, la situazione è molto tesa” ha affermato un portavoce del governo centrale che non specifica le modalità con  cui i due manifestanti hanno perso la vita. “Vogliamo Giustizia! Vogliamo che il colpevole venga presentato davanti a noi!” ha tuonato lo zio della bambina Gulam Rasul.</p>
<p></p>
<p>Non sono mancati cori e insulti contro il primo ministro del Punjab, Shehbaz Sharif, e dell’Ispettore generale della polizia locale, che nei giorni scorsi hanno ammesso di “non aver agito” su decine di casi di stupri e di omicidi di minori nel distretto di Kasur. </p>
<p>Proprio il primo ministro del Punjab, Shehbaz Sharif,  giovedì ha fatto visita alla famiglia di Zainab promettendo davanti alle telecamere di installare telecamere di sorveglianza in tutta la città. Ha inoltre offerto una ricompensa di 90mila dollari a chiunque fornisca informazioni che possano portare all’arresto dell’orco.</p>
<p>Tra i più accaniti sostenitori della protesta che sta incendiando Kasur e tutto il Pakistan è Khadim Hussain Rizvi, il religioso islamista che il mese scorso ha letteralmente bloccato per settimane Islamabad invadendo, insieme ai suoi affiliati le autostrade principali della capitale pachistana. È stato lui stesso a guidare il funerale dei due manifestanti uccisi inveendo contro il primo ministro Sharif e contro tutto l’establishment governativo.  Sono anni che il governo non agisce decisamente nei confronti dei pedofili. Nel 2015 una banda di pedofili nel vicino villaggio di Hussain Khanwala ha abusato di circa 280 bambini per quasi un decennio. La banda ha costretto i bambini a compiere atti sessuali davanti alle telecamere e ha poi venduto il filmato o l&#8217;ha usato per ricattare le loro famiglie. Un rapporto della Commissione nazionale per i diritti umani ha dichiarato colpevole la polizia &#8220;non solo di negligenza criminale ma anche di connivenza&#8221; e ha fatto notare all’opinione pubblica di come i membri della banda provenivano tutti da un&#8217;influente famiglia locale.</p>
<p></p>
<p>Uno scandalo che ha costretto il governo del Punjab a promettere maggiori misure di sicurezza e una stretta sui controlli nelle città. Il corpo della piccola Zainab, gettato come uno straccio in una discarica, dimostra come queste promesse non siano mai state mantenute.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/proteste-morti-pakistan-lennesimo-caso-pedofilia.html">Proteste e morti in Pakistan  dopo l&#8217;ennesimo caso di pedofilia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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