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	<title>partito-democratico-usa Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Nov 2023 11:37:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>partito-democratico-usa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tutti i guai del partito democratico Usa: ecco come perde consensi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-del-partito-democratico-usa-ecco-come-perde-consensi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 14:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-2048x1395.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre continua il calo di Biden nei sondaggi un nuovo saggio analizza il rapporto in crisi tra il partito democratico e la working class Usa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-scaled-600x409.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231120123459687_7d164be7c5744df4cff3efcb5ca919fd-2048x1395.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Demografia è destino. All’alba del nuovo secolo gli studiosi John B. Judis e Rudy Teixeira nel loro celebre saggio “<em>The emerging democratic majority</em>” preconizzavano l’avvento negli Stati Uniti di una maggioranza elettorale composta da <em>professionals</em>, donne, minoranze e colletti blu pronta a garantire il predominio ai seggi del&nbsp;<strong>partito democratico</strong>. La svolta a sinistra sembrava aver trovato conferme nel 2008 con l’elezione di <strong>Barack Obama </strong>al punto da far sostenere agli strateghi di <strong>Hillary Clinton</strong> che i dem nel 2016 avrebbero potuto vincere persino in Texas, il<em> deep red State</em> che non votava per un candidato del partito dell’asinello dai tempi di Jimmy Carter.</p>



<p>La storia però è andata diversamente e per diversi analisti i guai nei sondaggi di <strong>Joe Biden</strong>, per quanto rappresentativi di un’istantanea, sarebbero comunque indicativi di una tendenza che va ben al di là della&nbsp;stanchezza degli americani nei confronti di un rappresentante politico considerato troppo anziano. I dati scoraggianti per il presidente dipenderebbero infatti anche da un’emorragia di consensi&nbsp;in una delle <em>constituency </em>chiave per i democratici: quella della<strong> classe lavoratrice</strong>. &nbsp;</p>



<p>“Se solo 40mila persone in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan avessero cambiato idea, avrei vinto” scrive la <strong>Clinton</strong> nel suo libro, “<em>What happened</em>”, commentando lo sfondamento di <strong>Donald Trump</strong> del 2016 nei tre Stati ad alta concentrazione di colletti blu e attribuendolo in parte ai voti intercettati dal partito Green di Jill Stein. L’autopsia della sconfitta eseguita dalla prima candidata donna alla presidenza non tiene però conto proprio dello scollamento avvenuto tra l’establishment di sinistra e la <em>working class</em> americana.&nbsp;</p>



<p>A distanza di 20 anni dalla loro opera in cui teorizzavano l’imminente materializzarsi della <em>blue age </em>sono gli stessi Judis e Teixeira, di formazione&nbsp;liberal, a riconoscere le difficoltà del partito che fu di <strong>Franklin Delano Roosevelt</strong> in un <a href="https://www.wsj.com/arts-culture/books/politics-where-have-all-the-democrats-gone-and-the-party-of-the-people-d2c9a91e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo saggio</a> “<em>Where have all the democrats gone?”</em>. Nella loro nuova analisi i due studiosi ammettono di non aver previsto lo spostamento della classe lavoratrice verso i repubblicani sebbene continuino a ritenere che i lavoratori più qualificati, le donne e le minoranze siano ancora orientati a sinistra.&nbsp;</p>



<p>Per Judis e Teixeira è con Carter a partire dagli anni Settanta che i democratici avrebbero cominciato ad abbandonare la <em>working class</em>, ma è l’amministrazione di <strong>Bill Clinton</strong> ad aver impresso l&#8217;accelerazione maggiore con l’allontanamento&nbsp;dai sindacati, il sostegno al libero commercio e l’approvazione di politiche migratorie più permissive. In questo contesto sarebbe quindi stata determinante la perdita d’influenza del <strong>movimento operaio</strong> portavoce delle istanze dei lavoratori meno qualificati e con bassi livelli d’istruzione. I due esperti scrivono che “Hollywood, la Silicon Valley e <strong>Wall Street</strong> insieme ai gruppi femministi, ambientalisti&nbsp;ed alle&nbsp;organizzazioni per i diritti civili” hanno preso il controllo dello <em>shadow party</em> interno al partito democratico il quale ormai sembra rivolgersi solo ad un elettorato urbano, altamente istruito e progressista.</p>



<p>Biden ha cercato di recuperare il terreno perduto nei rapporti con la classe operaia appoggiando le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/biden-e-trump-si-scontrano-scioperi-cosa-svela-battaglia-i-2215222.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivendicazioni dei colletti blu</a> dell&#8217;industria automobilistica in <strong>sciopero </strong>nelle scorse settimane ma questa iniziativa politica non si è tradotta per il presidente in un rimbalzo nei sondaggi. Se si aggiungono poi i dati che mostrano un calo di consensi per il vecchio Joe tra gli afroamericani, i latinos, i musulmani e i giovani sotto i 35 anni appare ancora più evidente come il legame storico tra il partito democratico e il suo elettorato di riferimento sembra essersi spezzato. Se i mesi che ci separano alle elezioni presidenziali del 2024 basteranno per ricucire questo legame è tutto da vedere.</p>
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		<title>Una politica completamente virtuale: l&#8217;illusione della Ocasio-Cortez</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-alexandra-ocasio-cortez-gioco-dei-repubblicani-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 08:24:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972-1024x677.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A partire dalla sua elezione al Congresso statunitense la giovane deputata democratica Alexandra Ocasio-Cortez ha iniziato a far parlare sempre più di sé giorno dopo giorno. La rappresentante di New York ha conquistato la copertina di Vanity Fair come nuova icona della sinistra democratica, spostata su posizioni radicali in materia economica e sul contrasto totale al presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-alexandra-ocasio-cortez-gioco-dei-repubblicani-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9229972-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A partire dalla sua elezione al Congresso statunitense la giovane deputata democratica <strong>Alexandra Ocasio-Cortez</strong> ha iniziato a far parlare sempre più di sé giorno dopo giorno. La rappresentante di New York ha conquistato la copertina di <em>Vanity Fair </em>come nuova icona della sinistra democratica, spostata su posizioni radicali in materia economica e sul contrasto totale al presidente <strong>Donald Trump</strong>, esemplificato dalla freddezza dimostrata dalla Cortez in occasione del recente discorso sullo Stato dell&#8217;Unione, che la ha vista rimanere fredda e silente per tutto l&#8217;intervento del presidente.</p>
<p>Del resto, la Ocasio-Cortez è fautrice di un&#8217;agenda che scavalca a sinistra quella pragmatica con cui nel 2016 <strong>Bernie Sanders</strong> sfiorò la vittoria alle primarie democratiche contro <strong>Hillary Clinton</strong> ma che si presenta come fortemente contraddittoria. A tal punto che Kimberley Strassel, editorialista del <em>Wall Street Journal, </em>è arrivata a definire <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.wsj.com/articles/the-socialist-that-could-11549583738" target="_blank">la Ocasio-Cortez come &#8220;l&#8217;arma segreta&#8221; per le elezioni 2020</a>. A favore dei repubblicani.</p>
<p>L&#8217;irrealizzabile Green New Deal</p>
<p>Sotto accusa, infatti, è il grande vuoto che si viene a creare tra le dichiarazioni retoriche, molto spesso drastiche, della Ocasio-Cortez e le sue proposte concrete, che sembrano in larga misura velleitarie. Prima fra tutti, quella del celebre &#8220;<strong>Green New Deal&#8221;</strong>. La Ocasio-Cortez vorrebbe, in sintesi, &#8220;che gli States salutassero per sempre l’energia fossile, a favore delle rinnovabili&#8221;, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-pasticcio-dei-democratici-sul-new-deal-della-cortez/" target="_blank">scrivono <em>Gli Occhi della Guerra</em></a>.</p>
<p>&#8220;Questo è il canovaccio centrale, poi ci sono una serie di aspetti ausiliari, come ridurre in modo drastico il numero gli aerei in circolazione, invitando le persone a muoversi attraverso le rotaie. Sembra di stare dalle parti della “decrescita felice”, ma qualche candidato di peso ha già sposato la causa&#8221;, senza che la giovane deputata democratica abbia minimamente chiarificato come intende tramutare queste aspettative in proposte concrete.</p>
<p></p>
<p>Trump non ha perso occasione <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.tempi.it/green-new-deal-trump-segna-a-porta-vuota-e-i-dem-fanno-retromarcia/" target="_blank">di criticare con forza la proposta.</a> In un comizio a El Paso, infatti, il presidente ha dichiarato che il Green New Deal è &#8220;come un saggio di fine anno che prende un pessimo voto. Prevede la chiusura di un’inezia chiamata traffico aereo. Come si fa a prendere un treno per l’Europa? Come si arriva alle Hawaii in treno? (Ocasio-Cortez) non ci ha pensato. Ma sono certo che risolverà il problema&#8221;.</p>
<p>La Ocasio-Cortez contro la crescita Usa</p>
<p>L&#8217;unica idea associabile a un progetto concreto filtrata dalle dichiarazioni della Ocasio-Cortez è la volontà di finanziare il piano di transizione con un prelievo fiscale garantito dall&#8217;innalzamento al 70% dell&#8217;aliquota massimale sui redditi. Proposta che rischia di allontanare dai democratici i cittadini americani che stanno sperimentando gli effetti di una crescita economica sostenuta.</p>
<p>La popolazione statunitense non chiede, oggigiorno, rivoluzioni. Le disuguaglianze sono e continueranno ad essere un grande problema, ma il tema centrale deve rimanere quello del lavoro: e <strong>Barack Obama</strong> e Donald Trump <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/leconomia-dellamerica-vola-piu-posti-lavoro-disoccupati/" target="_blank">hanno contribuito notevolmente a spingere verso l&#8217;alto la crescita economica</a>, dato che le politiche di spesa del primo hanno ricostruito i posti di lavoro distrutti dalla Grande Crisi e il maxi-taglio fiscale del secondo ha dato una nuova impennata alle attività aziendali nel Paese.</p>
<p>Una giovane François Hollande</p>
<p>Ciò che manca, ed è qui che una seria maggioranza democratica dovrebbe lavorare, sono politiche per l&#8217;innalzamento del salario minimo e il varo di un grande piano infrastrutturale. Ma la Ocasio-Cortez preferisce rimanere sulle barricate. Le sue continue accuse contro il neoliberismo e la dittatura delle corporation cedono il passo a un modo di pensare l&#8217;economia che non si discosta apertamente dal pensiero mainstream, dato che immagina una manovra finanziata senza ricorrere alla spesa in deficit di cui Trump pare invece aver capito i benefici.</p>
<p>Quanto all&#8217;aliquota marginale di tassazione al 70%, basterebbe ricordare che era uno dei cavalli di battaglia di <strong>François Hollande</strong> e <strong>Pierre Moscovici</strong> prima di conquistare il potere in Francia, una proposta retorica rimasta lettera morta una volta che i leader socialisti ebbero ottenuto l&#8217;Eliseo. E la Ocasio-Cortez non sembra volersi nemmeno prendere troppo sul serio: parlando a Davos, di fronte al gotha del capitalismo planetario, ha accennato al suo cavallo di battaglia con uno stile di comportamento ad uso e consumo dei suoi seguaci sui social network.</p>
<p>La Ocasio-Cortez, un prodotto dei social network</p>
<p>Perché questo, in fondo, è Alexandra Ocasio-Cortez: un prodotto prettamente virtuale. Una politica che a una notevole presenza scenica associa una discreta abilità oratoria ma scarse capacità di proporre idee radicalmente innovative e vive, per questo, del consenso che la sua piattaforma social riesce a garantirgli. Un Alessandro Di Battista d&#8217;oltreoceano, in poche parole.</p>
<p style="text-align: left">Del resto, i principali cavalli di battaglia della Ocasio-Cortez sono tutto fuorché farina del suo sacco. &#8220;Gli appelli a un nuovo &#8216;progressismo democratico&#8217;, all’uguaglianza, a combattere le &#8216;politiche neoliberali&#8217; e le &#8216;lobby delle multinazionali &#8216;si affastellano da tempo sul fronte sinistro, conditi da una lotta senza quartiere a un presunto &#8216;neo-fascismo&#8217; che aggrega i suoi promotori in nome di un’intolleranza che, a parole, dichiarano di combattere&#8221;, <a href="http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/aoc-ovvero-populismo-sinistra-non-paura/" target="_blank">scrive <em>Atlantico</em></a>. La Ocasio-Cortez aggiunge a questo pacchetto standard la sua viralità mediatica.</p>
<p></p>
<p><a href="https://www.spiked-online.com/2019/01/09/alexandria-ocasio-cortez-the-female-justin-trudeau/" target="_blank"><em>Spiked </em>l&#8217;ha definita la prima &#8220;politica virtuale della storia</a>&#8220;:  &#8220;La Ocasio-Cortez, lungi dall&#8217;essere la nuova portabandiera socialista giunta a salvare gli Usa dal neoliberismo, appare una versione femminile di Justin Trudeau&#8221;, il primo ministro canadese giunto al potere sull&#8217;onda della popolarità garantitagli dagli spin doctor e dalla sovraesposizione mediatica. Per la Ocasio si aggiunge a ciò il fatto che, sul lungo periodo, il richiamo della normalità potrebbe favorire i repubblicani di fronte alla contraddittoria radicalità di numerose sue proposte. La Ocasio-Cortez scalda la &#8220;maggioranza silenziosa&#8221; in dimensione contraria a quanto sperato. E se continuerà su questo passo, Trump e i suoi potranno solo ringraziarla.</p>
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		<title>Elezioni Usa: ci prova pure Bill De Blasio, il sindaco italo-americano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-ci-prova-pure-bill-de-blasio-sindaco-italo-americano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 09:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1345" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969-1024x717.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il sindaco newyorchese Bill De Blasio si è convinto: tenterà di sondare il terreno per vedere se è possibile partecipare in modo competitivo alle primarie democratiche. L&#8217;annuncio è stato dato: muoverà le sue truppe in direzione del New Hampshire, che è uno dei primi Stati, insieme all&#8217;Iowa, in cui si voterà a partire dal prossimo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-ci-prova-pure-bill-de-blasio-sindaco-italo-americano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-usa-ci-prova-pure-bill-de-blasio-sindaco-italo-americano.html">Elezioni Usa: ci prova pure Bill De Blasio, il sindaco italo-americano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1345" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8085969-1024x717.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il sindaco newyorchese <strong>Bill De Blasio</strong> si è convinto: tenterà di sondare il terreno per vedere se è possibile partecipare in modo competitivo alle primarie democratiche. L&#8217;annuncio è stato dato: muoverà le sue truppe in direzione del <strong>New Hampshire</strong>, che è uno dei primi Stati, insieme all&#8217;Iowa, in cui si voterà a partire dal prossimo gennaio. </p>
<p>De Blasio si colloca a sinistra della scacchiera, che è una zona già trafficata per via della presenza della senatrice <strong>Elizabeth Warren</strong>, ma pure &#8220;grazie&#8221; ai candidati &#8220;alternativi&#8221; che hanno fatto la loro comparsa nella corsa per la Casa Bianca.<strong> Tulsi Gabbard</strong>, per citare un&#8217;esponente tra i tanti. È il primo cittadino di New York, quindi non può distanziarsi troppo dagli ambienti finanziari, ma se dipendesse da lui si sarebbe già gettato nelle braccia dei socialisti.</p>
<p></p>
<p>Prova ne sia che è tra i sostenitori del<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-pasticcio-dei-democratici-sul-new-deal-della-cortez/?fbclid=IwAR1VvdUKLmLrpX3GDOJxOBCVLHvbWzOwSBz-UV0TeCXjgp8RQ-yq7xKdU2c">&#8220;Green New Deal&#8221; di Alexandria Ocasio Cortez</a></strong>. Proverà a pescare nel bacino elettorale che tutti gli asinelli stanno inseguendo: millenials, lavoratori in crisi e minoranze. Ma in quante fette può essere divisa una torta? </p>
<p>Lo spazio di manovra è molto limitato. Il vuoto, per ora, permane al centro, dove si aspetta di capire cosa faranno il governatore <strong>Andrew Cuomo</strong> e <strong>Joe Biden</strong>. Qualcuno dovrà pure rappresentare gli elettori <strong>moderati</strong>. Altrimenti la competizione interna dei democratici rischierà di tramutarsi in un congresso tra <strong>progressisti</strong>. A ben vedere, le chance dell&#8217;italo &#8211; americano sono ridotte al lumicino. <a href="https://formiche.net/2019/02/1091599/" target="_blank">Lo ha ricordato pure <em>Formiche</em></a>: partire dalla posizione di primo cittadino della Grande Mela non ha quasi mai prodotto risultati soddisfacenti. </p>
<p></p>
<p>De Blasio, poi, è parte dell&#8217;<strong>establishment</strong>, quindi, per i militanti democratici che mirano a spezzare la narrativa populista secondo cui l&#8217;Asinello si sarebbe appiattito sul&#8217;economia finanziaria, abbandonando i ceti meno abbienti, è parte del problema. Il sindaco newyorchese rappresentava, tempo fa, quello che poi è stato incarnato da <strong>Bernie Sanders</strong>: la speranza per la sinistra di tornare a fare la sinistra. Ma De Blasio si è bruciato. </p>
<p>L&#8217;incrinatura del suo rapporto con la base risale ai tempi delle scorse presidenziali. Nell&#8217;immaginario collettivo, l&#8217;amministratore democratico avrebbe dovuto rappresentare la nemesi naturale di <strong>Hillary Clinton</strong>, invece De Blasio si è iscritto all&#8217;elenco dei sostenitori più entusiasti dell&#8217;ex segretario di Stato. Questo fattore, unito a risultati non proprio elettrizzanti raggiunti dalla giunta che guida nella City, lo ha oscurato, relegandolo al ruolo di uno dei tanti. </p>
<p></p>
<p>Una sua affermazione, allo stato attuale delle cose, resta improbabile. La sensazione è che, anche nel caso dovesse davvero annunciare la sua discesa in campo, De Blasio sarebbe costretto a fare marcia indietro dopo i primi turni delle primarie. </p>
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		<title>Mentre negli Usa c&#8217;è lo shutdown i dem vanno al mare a Porto Rico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/democratici-usa-porto-rico-shutdown.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 12:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Che cosa fanno una trentina di deputati democratici a Porto Rico mentre negli Stati Uniti prosegue lo shutdown per lo scontro con il presidente Donald Trump sul finanziamento del muro con il Messico? La nutrita delegazione, che comprende anche 109 lobbisti e dirigenti aziendali, è da venerdì a San Juan per la Bold Pac convention e per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/democratici-usa-porto-rico-shutdown.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190108220732_28134372-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Che cosa fanno una trentina di <strong>deputati democratici</strong> a <strong>Porto Rico</strong> mentre negli <strong>Stati Uniti</strong> prosegue lo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-shutdown-stati-uniti/">shutdown</a> per lo scontro con il presidente Donald Trump sul finanziamento del muro con il Messico? La nutrita delegazione, che comprende anche 109 lobbisti e dirigenti aziendali, è da venerdì a S<strong>an Juan</strong> per la Bold Pac convention e per un summit ospitato dal Latino Victory Fund, un&#8217;organizzazione progressista dedicata alla partecipazione politica ispanica.</p>
<p>Come i media conservatori hanno notato, però, il fine settimana è pieno di tempo libero per i deputati e le loro famiglie. Tant&#8217;è che, mentre i dipendenti federali rimangono senza stipendio per via dello shutdown, il senatore <strong>Bob Menendez</strong> è stato pizzicato a torso nudo sulla spiaggia. Sarà anche una coincidenza, ma dal punto di vista dell’immagine per i dem non è proprio il massimo.</p>
<p>Dem in spiaggia durante lo shutdown</p>
<p><strong>Tony Cárdenas</strong>, Presidente di Bold Pac, ha dichiarato a The Hill di aver scelto Porto Rico per la convention di quest&#8217;anno per mostrare i bisogni dell&#8217;isola mentre si riprende lentamente dall&#8217;<strong>uragano Maria</strong> del 2017. &#8220;Uno dei motivi era dimostrare che andare a Porto Rico significa che stai aiutando dei colleghi americani e aiuti l&#8217;economia americana”. Oltre a questo, spiega, “è vedere con i nostri occhi qual è la condizione di Porto Rico l’uragano e non è buona” ha osservato Càrdenas.</p>
<p>La delegazione democratica è nella bufera delle critiche per aver pianificato la trasferta a Porto Rico nel bel mezzo dello shutdown ma Cárdenas si difende e spiega che i deputati sono in città per lavorare. &#8220;Abbiamo iniziato a pianificarlo un anno fa e solo perché c&#8217;è lo shutdown, non significa che il mondo si ferma. Apprezziamo e rispettiamo ogni singolo lavoratore che viene punito da Donald Trump, ma allo stesso tempo ci sono più 3,2 milioni di cittadini americani portoricani su quest&#8217;isola che ci chiedono di fare il nostro lavoro&#8221;, ha detto Cárdenas.</p>
<p>&#8220;Porto Rico e il loro popolo hanno subito molti danni fiscali a causa di molti debiti, è una situazione molto simile che sta accadendo a Guam proprio adesso&#8221;, ha aggiunto. Cárdenas ha detto che la delegazione spera che la nuova maggioranza democratica all&#8217;Assemblea acceleri con successo l&#8217;erogazione di fondi per il disastro sul territorio.</p>
<p>Volo personale e abbigliamento da resort</p>
<p><a href="https://www.washingtonexaminer.com/washington-secrets/30-dems-in-puerto-rico-with-109-lobbyists-for-weekend-despite-shutdown">Secondo quanto riporta il <em>Washington Examiner</em></a>, Bold Pac, il braccio politico del Congressional Hispanic Caucus, ha <strong>noleggiato un Boeing 737</strong> per tutta la delegazione, che comprende i deputati, le loro famiglie, e lo staff. Il codice di abbigliamento è “resort casual”.</p>
<p>Circa 109 lobbisti e dirigenti aziendali sono stati invitati all&#8217;evento, con una percentuale di di<strong> 3,6 lobbisti per ogni deputato</strong>. Tra loro, i rappresentanti di aziende come di K Street, R.J. Reynolds, Facebook, Comcast, Amazon, PhRMA, Microsoft, Intel, Verizon e sindacati come la National Education Association. Il giornale conservatore ha aggiunto che i democratici parteciperanno a diverse feste, inclusa una con il cast di Hamilton, e i deputati hanno goduto &#8220;del tempo libero per i membri e le loro famiglie durante il viaggio&#8221;.</p>
<p></p>
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		<title>Blocco anti Trump alla Farnesina: Moavero ha incontrato Nancy Pelosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/moavero-pelosi-democratici-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 07:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1007" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Tra i vari incontri di Enzo Moavero Milanesi a Washington, ce n&#8217;è uno che è particolarmente interessante: quello con Nancy Pelosi. Il ministro degli Esteri italiano ha visto la nuova speaker della Camera in un incontro che sembra voler affermare una strana alleanza fra alcuni apparati dell&#8217;Italia e gli avversari di Donald Trump negli Stati Uniti. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/moavero-pelosi-democratici-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1007" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181217192853_28019081-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Tra i vari incontri di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/moavero-stati-uniti-italia-trump/">Enzo Moavero Milanesi a Washington</a>, ce n&#8217;è uno che è particolarmente interessante: quello con <strong>Nancy Pelosi</strong>.</p>
<p>Il ministro degli Esteri italiano ha visto la nuova speaker della Camera in un incontro che sembra voler affermare una strana alleanza fra alcuni apparati dell&#8217;Italia e gli <strong>avversari di Donald Trump</strong> negli Stati Uniti. Il governo italiano è uno dei governi più vicini all&#8217;amministrazione americana in Europa. Ma non tutti alla Farnesina e nella diplomazia italiana concordano con questa linea.</p>
<p></p>
<p>E Nancy Pelosi, origine italiana e mina vagante della campagna di Trump verso il 2020, è un elemento fondamentale. Così come i suoi legami con l&#8217;ambasciata italiana negli Stati Uniti. La dimostrazione di questo legame è stata la sera prima dell&#8217;elezione (annunciata) come speaker della Camera, quando Pelosi è stata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/01/03/usa-nancy-pelosi-eletta-speaker-camera_bfffd3cf-6886-4432-8460-2d6dce1293b7.html">invitata nella sede dell&#8217;ambasciata italiana</a> dove ospiti d&#8217;onore erano <strong>Bill </strong>e<strong> Hillary Clinton</strong> e <strong>John Kerry</strong>. Proprio alla vigilia dell&#8217;incontro con Moavero.</p>
<p>L&#8217;ambasciata italiana è stata da subito oggetto di attenzioni da parte della nuova amministrazione americana marcata Trump. L&#8217;ambasciatore <strong>Armando Varricchio</strong> non è uomo apprezzato dall&#8217;entourage di Trump. E il motivo è da ricercare nella sua carriera e nella sua nomina. Consigliere diplomatico di <strong>Giorgio Napolitano</strong> e di <strong>Enrico Letta</strong>, è stato nominato ambasciatore a Washington nel 2016, spinto da <strong>Matteo Renzi</strong> e <strong>Paolo Gentiloni</strong>. In quel periodo, il governo italiano aveva fatto un endorsement senza precedenti nei confronti della candidata democratica Hillary Clinton.</p>
<p></p>
<p>E quel fatto pesa ancora come un macigno sulle credenziali di Varricchio nel circuito vicino a Trump. Tanto è vero che, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/nuovo-ordine-trumpiano-ambasciatore-italiano-varricchio-ignorato-139636.htm" target="_blank">come riportava <em>Dagospia</em></a>, nel 2017 &#8220;pare che l&#8217;ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, abbia provato a incontrare Anthony Scaramucci, uno dei principali consiglieri di Donald Trump, ma che lo staff del presidente eletto preferisca tenere i rapporti con <strong>Giovanni Castellaneta</strong>, che occupò Villa Firenze negli anni di Berlusconi e Bush junior&#8221;. Passati due anni, la situazione ora è cambiata, soprattutto perché a Roma c&#8217;è un governo decisamente vicino alle posizioni di Washington. Ma un conto è il governo, un altro è lo Stato profondo: e per la politica estera, la partita è estremamente complessa.</p>
<p>Anche la cena all&#8217;ambasciata italiana con ospiti i Clinton, Kerry e Pelosi non è piaciuta a molti segmenti della Farnesina. Fonti interne agli Esteri parlano a <em>Occhi della Guerra</em> di una <strong>cena &#8220;democratica&#8221;</strong> più che &#8220;italo-americana&#8221;, come a voler segnare la distanza della sede diplomatica italiana rispetto all&#8217;esecutivo. E il prossimo incontro fra Moavero e la Pelosi rientra in questo meccanismo di rapporti paralleli fra Italia e Stati Uniti. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.lastampa.it/2019/01/04/esteri/moavero-porta-il-dossier-iran-a-washington-trump-vede-nellitalia-una-sponda-per-la-ue-34cFzphfbTcMWsTEsGOsqM/pagina.html" target="_blank">Come scritto anche da <em>La Stampa</em></a>, lo stesso meeting Moavero-Pelosi &#8220;dimostra l&#8217;attenzione di Roma per la <strong>sponda democratica</strong>, che dopo la vittoria nelle elezioni midterm sfiderà Trump, come sta già avvenendo in queste ore con lo &#8216;shutdown&#8217; per il muro&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Questo doppio binario interno alla Farnesina, al governo e a tutta la diplomazia italiana pone una serie di interrogativi sulla posizione dell&#8217;esecutivo giallo-verde. E vista la sfida interna per la politica estera, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/grande-gioco-farnesina/">spiegata su questa testata</a>, il pericolo è che vi sia una vera e propria guerra di apparati che si ripercuote su quale sponda trovare negli Stati Uniti. La maggioranza è favorevole all&#8217;asse con Trump, manifestata sia in sede Lega che in quota Movimento 5 Stelle. Ma una parte rilevante dell&#8217;<strong>establishment</strong> non sembra essere orientata nella stessa direzione, ed è più affine non solo alla linea dell&#8217;Unione europea, ma anche a quella democratica americana.</p>
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		<title>I democratici sono disperati  E si riparla di Bernie Sanders</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/midterm-bernie-sanders.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2018 08:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La rielezione di Bernie Sanders come senatore per il Vermont non è stata una sorpresa. Il 77enne rappresentante della sinistra americana, già eletto nel 2006 e rieletto nel 2012, era dato fra i certi della vittoria elettorale. E così è stato anche in queste elezioni di Midterm del 2018. Un momento che doveva essere uno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/midterm-bernie-sanders.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/bernie-sanders-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>La rielezione di <strong>Bernie Sanders</strong> come senatore per il <strong>Vermont</strong> non è stata una sorpresa. Il 77enne rappresentante della sinistra americana, già eletto nel 2006 e rieletto nel 2012, era dato fra i certi della vittoria elettorale. E così è stato anche in queste <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-repubblicani-avanti-senato-rimane-nodo-camera-1598136.html">elezioni di Midterm</a> del 2018. Un momento che doveva essere <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/midterm-trump-camera-vittoria/?fbclid=IwAR0eE1XZxaCqCKjnpEzaOLU5_BJZUZByVmvd2DVgvKxfvKpo9DX1ZRRStKE">uno spartiacque per la presidenza di Donald Trump</a> e per il mondo progressista degli Stati Uniti. E che invece rischia di essere stato in parte anche controproducente proprio il <strong>Partito democratico</strong>: che su queste elezioni aveva puntato tutto. E che adesso si pone di nuovo lo stesso interrogativo che riecheggia dal giorno della sconfitta di <strong>Hillary Clinton</strong> nel 2016: chi candidare contro Trump nel 2020.</p>
<p>Queste elezioni di Midterm hanno lasciato, ancora una volta, un vuoto. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.huffingtonpost.it/2018/11/07/midterm-usa-nel-cielo-democrat-non-e-nata-una-stella_a_23582264/?utm_hp_ref=it-esteri">Nessuno è stato in grado di primeggiare realmente nel Partito democratico</a>. Nessun leader appare all&#8217;orizzonte. E in molti adesso tornano a parlare del vecchio senatore del <em>Vermont</em>. Bernie Sanders. Eletto però non nelle fila dei democratici, ma come indipendente. Una scelta chiara, anche da parte del rappresentante della sinistra americana, battuto proprio dalla Clinton nelle primarie del 2016. Quasi a voler rimarcare <strong>un distacco profondo</strong>, ideologico e umano, nei confronti del partito più grande del progressismo Usa.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p></p>
<p>Oggi, con la moria di figure carismatiche in grado di convogliare un voto di massa a favore dell&#8217;Asinello, i democratici potrebbero tornare sui propri passi e ripensare alla candidatura di Bernie Sanders. Una scelta complessa, frutto non tanto di una strategia quanto di una mossa quasi disperate. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://blog.ilgiornale.it/sacchelli/2018/11/07/usa-cosa-cambia-dopo-le-elezioni-di-midterm/">Il progressismo è in penuria di uomini e di idee</a>. E Sanders, con la sua forte opposizione a Trump, le sue <strong>idee di sinistra &#8220;radicale&#8221;</strong> per i canoni statunitensi e soprattutto con il costante attacco alla riforma sanitaria voluta dai repubblicano, potrebbe essere una scelta non così distante dai propositi dell&#8217;elettorato americano di stampo progressista.</p>
<p>Sanders alla sinistra americana piace. È l&#8217;unico che sa dialogare con quel mondo che non si riconosce nei valori e negli uomini del Partito democratico. E avrebbe dalla sua parte anche il fatto che aver perso contro la Clinton ricorda a tutti che forse, con lui, i dem avrebbero potuto sconfiggere The Donald. Sono ipotesi chiaramente: ma nel mondo disastrato del centrosinistra americano non è da escludere una deriva più o meno radicale.</p>
<p>Le elezioni di medio termine hanno dipinto un quadro abbastanza curioso dei vincitori di queste elezioni tra le fila progressiste. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://blog.ilgiornale.it/indini/2018/11/07/lamerica-ostaggio-delle-minoranze/">C&#8217;è una galassia fatta di minoranze di ogni tipo</a>, di persone con idee estreme. un caleidoscopio ideologico, antropologico e culturale che necessita di una figura in grado di convogliare tutte queste differenze in punti di convergenza. Un obiettivo non semplice, che potrebbe essere raggiunto forse soltanto attraverso <strong>una virata a sinistra</strong>. E questa virata a sinistra avrebbe il nome, appunto, di Bernie Sanders. </p>
<p></p>
<p>Tutto così semplice? No, niente affatto. Sanders si presenta come<strong> un socialista democratico</strong>. E in un mondo come quello americano, intriso di una cultura ancora profondamente legata ai retaggi del maccartismo, scegliere di essere considerato socialista non è detto sia una mossa vincente. <strong>Pesa poi anche l&#8217;età</strong>: 77 anni non sono pochi per un uomo che deve rappresentare un candidato potenzialmente in carica per molti anni e che dovrebbe correre alle presidenziali alla soglia degli 80 anni. E certamente l&#8217;anagrafe punisce un candidato che dovrebbe essere il simbolo del progressismo americano, che ultimamente pare orientato su scelte giovanili e di rottura (vedi il seggio conquistato da <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong>).</p>
<p>Inoltre, non piace a tutta quell&#8217;ala centrista dei democratici che pesa eccome sul futuro del partito. I <strong>neo-con</strong> non apprezzano affatto le derive ultra-liberal e fortemente votate al sociale dell&#8217;anziano senatore. E le grandi <em>corporation</em>, che nel processo elettorale democratico hanno un peso enorme, non guarderebbero di buon occhio questa candidatura.</p>
<p>Qualche mossa di Sanders sembra essere orientata in questo senso. <a href="https://www.politico.com/story/2018/10/10/bernie-sanders-california-2020-primary-891120"><em>Politico</em> ha ad esempio posto l&#8217;accento</a> sul fatto che il senatore del Vermont sia stato di recente in <strong>California</strong>, nel distretto di Oakland. Sono molti i papabili dem per le primarie che si sono recati in queste settimane nello Stato occidentale dell&#8217;America. La California è un ago della bilancia importantissimo. E tra le fila democratiche, adesso si inizia a respirare aria di primarie. Molti, soprattutto tra i sostenitori di Sanders, credono che debba vincere<strong> l&#8217;ala più estrema</strong>: ma la politica è un gioco molto più complicato.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/midterm-bernie-sanders.html">I democratici sono disperati  E si riparla di Bernie Sanders</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Per Trump niente impeachment  I democratici non hanno i numeri</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-midterm-impeachment.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 09:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[Impeachment]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="1750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696-768x336.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696-1024x448.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Le elezioni di Midterm si sono concluse con questo risultato: Camera ai democratici, Senato ai repubblicani. Chi sperava nel crollo del partito di Donald Trump si è dovuto ricredere: l&#8217;elefante ha resistito. E l&#8217;onda blu dei democratici, pur strappando seggi fondamentale alla Camera, non riesce nell&#8217;en plein che avrebbe effettivamente rappresentato una minaccia pesantissima sulla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-midterm-impeachment.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="1750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696-768x336.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-e1534755350696-1024x448.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-repubblicani-avanti-senato-rimane-nodo-camera-1598136.html">Le elezioni di Midterm</a> si sono concluse con questo risultato: Camera ai democratici, Senato ai repubblicani. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/midterm-trump-camera-vittoria/?fbclid=IwAR0eE1XZxaCqCKjnpEzaOLU5_BJZUZByVmvd2DVgvKxfvKpo9DX1ZRRStKE">Chi sperava nel crollo del partito di Donald Trump si è dovuto ricredere</a>: l&#8217;elefante ha resistito. E l&#8217;onda blu dei democratici, pur strappando seggi fondamentale alla Camera, non riesce nell&#8217;<em>en plein</em> che avrebbe effettivamente rappresentato una minaccia pesantissima sulla leadership di Trump.</p>
<p>Minaccia che avrebbe avuto un nome preciso: <strong>impeachment</strong>. Ma che sarebbe stata possibile soltanto nel caso in cui il partito democratico avesse sfondato anche al Senato. Così non è stato, e quindi l&#8217;asinello deve rinfoderare la spada. Perché il pericolo sembra sia stato definitivamente scampato dal presidente Usa grazie alla conformazione del Congresso uscita da queste elezioni di Midterm.</p>
<p></p>
<p>Con la Camera in mano ai democratici, l&#8217;opposizione al leader della Casa Bianca può effettivamente far partire la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/midterm-elections-2018-democrats-republicans-donald-trump-white-house-impeachment-a8620676.html">procedura di impeachment</a>, cioè la messa in stato d&#8217;accusa nei confronti del presidente degli Stati Uniti. I democratici (ma probabilmente anche lo zoccolo duro dei neo-con repubblicani) sperano che l&#8217;inchiesta del procuratore Robert Mueller, il cosiddetto <strong>Russiagate</strong>, arrivi a una conclusione che permetta di far scattare la procedura. E fino ad ora, l&#8217;inchiesta di Mueller ha rivelato tantissime lacune che non hanno permesso di dare un credito sufficiente per iniziare le procedure d&#8217;impeachment.</p>
<p>In tal caso, i dem hanno i numeri per avviarla, perché serve la maggioranza della Camera. E questa è stata ottenuta nelle elezioni delle scorsa notte. Il problema è che non hanno i numeri al Senato per farla approvare. Nella camera alta del <strong>Congresso</strong> occorre una <strong>maggioranza</strong> qualificata dei due terzi. Mentre il partito repubblicano, in questa tornata elettorale, ha blindato la sua presenza all&#8217;interno del Senato costruendo di fatto un muro invalicabile per chiunque provi a mettere in stato d&#8217;accusa il presidente.</p>
<p></p>
<p>Questo ovviamente non esclude la possibilità che i democratici decidano di far partire lo stesso la procedura di impeachment. Potrebbero farlo semplicemente come messaggio politico, per dimostrare la loro convinzione nell&#8217;operato di Mueller o per imporre nel dibattito nazionale questo tema rispetto ad altri più cari all&#8217;elettorato repubblicano e su cui Trump sembra essere più bravo a raccogliere consenso.</p>
<p><strong>C&#8217;è però un problema</strong>, politico, che potrebbe far cambiare idea al partito dell&#8217;Asinello, e cioè la capacità del presidente americano di convertire lo stato d&#8217;accusa in un&#8217;arma a doppio taglio con cui colpire direttamente gli stessi democratici. Come spiegato da <em><a href="https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2018/11/04/midterm-conseguenze-impeachment/224811/">Lettera43</a></em>, il Partito democratico non è affatto compatto sotto questo profilo e, &#8220;se soprattutto a sinistra si invoca l’impeachment, tra i centristi si nutre invece una certa preoccupazione. Molti temono infatti che possa ripetersi quanto accadde a <strong>Bill Clinton</strong>, il quale raggiunse il picco di popolarità proprio nel periodo in cui fu messo in stato d’accusa&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Un boomerang pericolosissimo per un partito alla disperata ricerca di consensi in vista delle presidenziali del 2020. I dem lo sanno. E sanno per ceto che se da un lato si impantaneranno al Senato, dall&#8217;altro lato potrebbero ricompattare il voto repubblicano. Gli elettori dell&#8217;Elefante, non per forza trumpiani, serrerebbero le fila per difendere il partito dall&#8217;assedio democratico. E con un&#8217;America così divisa a metà, <strong>il gioco dell&#8217;impeachment potrebbe essere molto pericoloso</strong>. L&#8217;accusa nei confronti del presidente metterebbe a tacere qualsiasi altro tipo di discussione, monopolizzando il dibattito. E Trump sa benissimo come utilizzare le armi del consenso: l&#8217;ha dimostrato la sua cavalcata alla Casa Bianca.</p>
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		<title>Cosa si gioca Trump  in queste elezioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-medio-termine-dati-sondaggi-questioni-sospeso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 11:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>&#8220;Le sanzioni stanno arrivando&#8221;. Donald Trump, per avvisare l&#8217;Iran, ha scelto un celebre adagio del Trono di Spade. Lo stesso potremmo fare noi introducendo il tema delle elezioni di medio-termine. La domanda che tutti si pongono, ma che in pochi hanno il coraggio di replicare in pubblico, riguarda la performance elettorale del tycoon: la prima &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-medio-termine-dati-sondaggi-questioni-sospeso.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180809233303_27056300-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p style="text-align: left">&#8220;Le sanzioni stanno arrivando&#8221;. <strong>Donald Trump</strong>, per avvisare l&#8217;Iran, ha scelto un celebre adagio del Trono di Spade. Lo stesso potremmo fare noi introducendo il tema delle <strong>elezioni di medio-termine</strong>. La domanda che tutti si pongono, ma che in pochi hanno il coraggio di replicare in pubblico, riguarda la performance elettorale del tycoon: la prima metà del mandato è terminata. Due anni in cui sono stati sollevate accuse in grado di mettere al tappeto chiunque. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-russiagate-usa/">Dal Russiagate</a> alle vicende a sfondo sessuale, The Donald è ancora in piedi, nonostante il contorno mediatico che ha accompagnato la sua azione. Gli analisti lib-dem temono la riproposizione di un incubo non pronosticabile: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosi-trump-puo-vincere-le-elezioni-mid-term/">Trump che smentisce le proiezioni e conferma la maggioranza</a> in entrambi i rami parlamentari. È possibile? Vediamo. </p>
<p style="text-align: left">Dalle urne usciranno tutti e 435 i membri della Camera dei rappresentanti e un terzo di quelli della Camera alta, cioè del Senato, più alcuni <strong>governatori</strong>.  I senatori da eleggere per mezzo di questa turnata non sono 33, come accade di solito, ma 35: due passeranno dalle suppletive. Il Gop, in contemporanea con le presidenziali, è arrivato alla maggioranza dei seggi ovunque &#8220;grazie&#8221; al trionfo di Trump, considerato allora un corpo estraneo. Oggi la percezione che i leader repubblicani hanno del tycoon non è cambiata, ma i destini politici degli elefantini e del presidente, almeno allo stato attuale, sono giocoforza legati. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/scontro-aperto-repubblicani-mettere-nellangolo-trump/">La &#8220;fuga&#8221; di Paul Ryan</a> è lì a dimostrare l&#8217;esistenza di una certa dose di preoccupazione: non pare un caso che un potenziale rivale di Trump, nel caso i repubblicani decidessero, elettori permettendo, di far saltare il banco in vista del 2020, abbia rinunciato al seggio prima delle medio &#8211; termine, ma risulterà una mossa vincente? Ci ragioneremo dopo.  Non giriamoci attorno: il risultato più chiacchierato è un pareggio: Camera ai democratici, che potrebbero così complicare la vita alle riforme promesse dal Tycoon e Senato al Gop. Prima di passare all&#8217;analisi degli scenari, diamo un occhio ai<strong> sondaggi</strong>. </p>
<p class="p1"><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:81%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://public.flourish.studio/visualisation/144452/embed" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div></p>
<p>Verso un Congresso a doppia velocità</p>
<p style="text-align: left">Le <strong>rilevazioni statistiche</strong> sono tante. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.tpi.it/2018/11/02/elezioni-midterm-2018-sondaggi/">Quella più citata</a> racconta di una vittoria alla Camera da parte dei dem: 205 seggi a 199. Per i 31 rimanenti, gli analisti hanno optato per non sbilanciarsi troppo. Rispetto a questa prima assise, il conto è semplice: vince chi supera l&#8217;avversario in <strong>217</strong> collegi. Lo stesso sondaggio, nella sezione riguardante il Senato, attribuisce la maggioranza ai repubblicani, che si confermerebbero con 57 seggi &#8220;contro&#8221; 43  appannaggio degli asinelli. Ma a influire, dalle parti di Washington, sarà anche la casistica: quasi tutti gli scranni da riassegnare, oggi, appartengono ai democratici. Ecco perché è improbabile prevedere un <strong>ribaltone</strong>. Biden and co., per divenire maggioritari pure al Senato, dovrebbero prevalere in<strong> 25 collegi su 35</strong>. In questa circostanza, i numeri suggeriscono che Trump possa aggiungere un paio di punti sul suo pallottoliere: due senatori in più, utili a consolidare la tenuta parlamentare. </p>
<p style="text-align: left">Poi c&#8217;è la media nazionale, che com&#8217;è noto, in un sistema federale, ha una valenza relativa: i dem sono in fuga rispetto al Grand Old Party di una decina di punti. C&#8217;è un &#8220;ma&#8221;, una variabile indipendente: la risalita di Trump in termini di popolarità. Il presidente oggi è quotato al 41%, cinque punti in più rispetto a poche settimane fa. Questo fenomeno è familiare a tutti i leader mediatici: la prossimità delle elezioni coincide con la rimonta della china. Possiamo escludere che The Donald stupisca tutti ancora una volta? No, sarebbe come scherzare col fuoco. É utile far notare, però, che le elezioni di medio termine rappresentano da sempre un fattore di riequilibrio dopo l&#8217;abbuffata presidenziale. Chi governa corre sempre nella corsia più scomoda. A meno che eventi storici, com&#8217;è accaduto per <strong>George W.Bush</strong> e <strong>Franklin Delano Roosevelt</strong>, non contribuiscano ad alleggerire la corsa. <strong>Bill Clinton</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2018/11/02/elezioni-usa-midterm-2018-candidati-guida/225008/?fbclid=IwAR1FXvPYGroC5hHMtOUMI5bdqeeAFPC-QUHSRiqFgqbpL2Cq-XwBE22BqBU">come si può leggere qui</a>, è l&#8217;unico presidente della storia degli <strong>Stati Uniti</strong> ad aver vinto le elezioni di metà mandato senza l&#8217;ausilio, per così dire, di un accadimento cruciale. </p>
<p class="p1"><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:81.75%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="//datawrapper.dwcdn.net/HKjbh/2/" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div></p>
<p>Un elezione per ridare identità al Partito democratico</p>
<p class="p1">Le elezioni di medio-termine influiranno sull&#8217;identità del <strong>Partito Democratico</strong>. La leadership del futuro passa dalla tipologia di candidati in grado di ottenere il consenso più largo. <strong>Barack Obama</strong>, che sta provando a fare da sintesi e che ha contribuito alla selezione dei candidati, ha definito queste elezioni le &#8220;più importanti&#8221; della sua vita. <strong>Hillary Clinton</strong> non ha escluso l&#8217;ipotesi di riprovarci dopo il 2020. Dal 7 novembre in poi si ragionerà sullo sfidante di Trump per la Casa Bianca. C&#8217;è la cosiddetta &#8220;onda socialista&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tornare-al-socialismo-pur-di-battere-trump-la-mossa-disperata-dei-dem/">quella costituita dai candidati</a> promossi e sostenuti da <strong>Bernie Sanders</strong>. Donne, persone di fede musulmana e difensori delle istanze Lgbt: la <strong>Ocasio Cortez</strong> è l&#8217;esplicazione meglio tangibile di questo stile politico, quello che punta a identificarsi con le minoranze in ascesa negli States, ma vale la pena sottolineare che ha vinto le primarie e si giocherà l&#8217;elezione in un collegio in cui i dem trionfano da qualche secolo. Ma c&#8217;è anche chi evidenzia un <em>come back</em> da parte dei cosiddetti <strong>moderati</strong>. L&#8217;altra faccia del democratici è quella ben rappresentata da <strong>Bill de Blasio</strong>:  bianca, non troppo legata all&#8217;obamismo di ritorno e speranzosa di costruire una leadership basata sulla credibilità amministrativa. Joe Biden, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/joe-biden-sempre-piu-lanti-trump-pronto-sfidarlo-alle-elezioni-del-2020/">a causa del fattore anagrafico</a>, rischia di restare un&#8217;eterna promessa. <strong>Michelle</strong>, la cui opera biografica sta per uscire nel Belpaese,  ha ribadito più volte la sua indisponibilità a correre per le presidenziali, ma sarà vero? C&#8217;è bagarre, insomma, e più di qualche quesito aperto sull&#8217;avvenire. </p>
<p style="text-align: left">Passando alla sfide più significative, non si può non citare l&#8217;uno contro uno  tra <strong>Ted Cruz</strong> e <strong>Beto O&#8217;Rourke</strong>, un altro che raffigura un verosimile volto del futuro dem. Se gli asinelli dovessero superare i  trumpiani in <strong>Texas</strong>, il disastro per Trump sarebbe totale. Mischiando un po&#8217; le carte, vale la pena menzionare qualche partita valevole per i governatorati. Gli americani ne sceglieranno <strong>36</strong>. La Florida, da sempre spartiacque presidenziale, verrà assegnata, come pare, ad <strong>Andrew Gillum</strong>, primo potenziale governatore afroamericano dello stato più a sud-est degli States, o a <strong>Ron De Santis</strong>, militare, avvocato e trumpiano di ferro sin dal 2012. quattro anni prima che il magnate scendesse in campo? Il 7 mattina <strong>Andrew Cuomo</strong> sarà ancora il governatore dello stato di New York? Il giurista è in odore di candidatura per le primarie presidenziali ma, come per <strong>Elizabeth Warren</strong> in Massachusets, deve prima ricevere il <em>placet</em> degli elettori più vicini  a lui in linea geografica.  Un&#8217; altra competizione da tenere a mente è quella che in Georgia vedrà opporsi l&#8217;uscente <strong>Briank Kemp</strong> e la rampante <strong>Stacey Abrams</strong>: una contesa simbolica tra le istanze più conservatrici e quelle più progressiste dello scenario americano. La competizione per i governatorati, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.realclearpolitics.com/epolls/2018/governor/2018_elections_governor_map_no_toss_ups.html">stando alle proiezioni senza <em>toss ups</em> </a>di <em>Real clear politics</em>, cioè senza lasciare in sospeso le partite di difficile prevedibilità, dovrebbe veder trionfare i repubblicani <strong>27 a 23</strong>. Ma i democratici, rispetto all&#8217;ultimo giro, otterrebbero qualche governatore di più: non si potrebbe parlare di vittoria repubblicana. </p>
<p class="p1"><div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:70%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://telemaco87.carto.com/viz/55de3731-70cd-4401-a0b3-0f9ee6439e27/embed_map" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div></p>
<p>Un test per la nuova America polarizzata</p>
<p class="p1">Concludendo, si possono disegnare almeno due scenari. Trump, in questi giorni, ha iniziato ad attaccare Paul Ryan, lo speaker della<strong> Camera</strong> che ha rinunciato al seggio anzitempo. Perché? Qualcuno interpreta le dichiarazioni del presidente come una resa anticipata: non mi avete fatto fare quello che avrei voluto, sembra voler dire Trump, e adesso siamo destinati alla sconfitta. Se i candidati moderati, come i sondaggi lasciano intendere, dovessero trionfare nella maggior parte dei collegi, prescindendo dall&#8217;appartenenza partitica, allora tanto il <strong>trumpismo</strong> quanto il vento socialista di Sanders, entrerebbero in <strong>crisi</strong>. Se i risultati dovessero invece consolidare la tendenza favorevole alle correnti più estreme, allora avrebbero ragione <strong>Steve Bannon </strong>e la sua teoria della contrapposizione tra popolo ed élite. La stessa paventata da Cristopher Lasch, in tempi non sospetti, nel suo &#8220;La rivolta delle élite, il tradimento della democrazia&#8221;.</p>
<p>Certo è, infine, che se le elezioni di medio -termine non dovessero sorridere al Tycoon, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/wall-street-teme-lidillio-trump-possa-finire/">nonostante i risultati in politica interna</a>, si aprirebbe una partita tutta interna al Grand Old Party. Guardando alla scelta di Ryan, si può ipotizzare che qualcuno, in casa degli elefantini, stia muovendo gli scacchi per provare a gridare &#8220;matto!&#8221; rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Poi c&#8217;è l&#8217;incubo dei commentatori benpensanti: una seconda, inaspettata, affermazione di Trump. &#8220;Le elezioni stanno arrivando&#8221;.   </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-medio-termine-dati-sondaggi-questioni-sospeso.html">Cosa si gioca Trump  in queste elezioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Usa sempre più divisi verso le elezioni di midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-sempre-piu-divisi-verso-le-elezioni-midterm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 07:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni di medio-termine]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-americane]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Martedì 6 novembre i cittadini degli Stati Uniti saranno chiamati alle urne per rinnovare i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato e ben 39 governatori di Stati federali. Il voto, come di consueto, cade a metà del mandato presidenziale iniziato con le elezioni del 2016, ed è dunque definito midterm. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-sempre-piu-divisi-verso-le-elezioni-midterm.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180801105026_26997578-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Martedì 6 novembre i cittadini degli Stati Uniti saranno chiamati alle urne per rinnovare i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato e ben 39 governatori di Stati federali. Il voto, come di consueto, cade a metà del mandato presidenziale iniziato con le elezioni del 2016, ed è dunque definito <em>midterm</em>. Sarà il primo <em>midterm </em>di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/usa-clima-guerra-civile/">Donald Trump</a>, da molti commentatori paragonato a un vero e proprio &#8220;referendum&#8221; sull&#8217;operato di un Presidente non ascrivibile ai normali canoni dell&#8217;analisi politologica. </p>
<p>A ben guardare, analizzando le dinamiche politiche statunitensi degli ultimi anni, si può dire con più esattezza che le elezioni di <em>midterm </em>segneranno una nuova tappa in un percorso avviatosi già nell&#8217;era Obama, ma che ha le sue premesse a cavallo tra XX e XXI secolo, caratterizzato dalla polarizzazione sempre più accentuata nell&#8217;opinione pubblica americana su numerose questioni fondamentali, che ha agito sia tracciando una netta linea di separazione tra democratici e repubblicani sia frantumando, per linee interne, i partiti tra le loro diverse correnti di pensiero. E Trump, di questo fenomeno, è più un prodotto che una causa scatenante.</p>
<p>Le faglie degli Usa che corrono verso il <em>midterm</em></p>
<p>Come ha scritto Manlio Graziano ne <em>L&#8217;isola al centro del mondo, </em>&#8220;Donald Trump è stato definito il Presidente più divisivo. Ma, anche in questo caso, il magnate della Fifth Avenue non fa che rappresentare l&#8217;ultimo stadio di una tendenza ormai regolare: Ronald Reagan fu considerato a sua volta &#8220;il Presidente più divisivo della storia dei sondaggi&#8221; prima di essere surclassato da Bill Clinton; e ogni Presidente venuto dopo Clinton è stato il più divisivo della storia dei sondaggi&#8221;.</p>
<p>Le divisioni sono ben radicate nella società americana, e più la fisionomia tradizionale del Paese si erode, più tali divisioni si acutizzano. E questo è stato ben colto da Mugambi Jounet nel suo <em>Exceptional America</em>: &#8220;In nessun altro Paese occidentale la gente è così divisa su questioni fondamentali quali il ruolo del governo, l&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria, le disparità di ricchezza, la regolamentazione finanziaria, i cambiamenti climatici, la scienza, l&#8217;etichetta sessuale, i diritti riproduttivi, la verità letterale della Bibbia, la guerra e i diritti umani&#8221;.</p>
<p>Tutte, o quasi, queste faglie si ripropongono nelle centinaia di sfide locali che caratterizzeranno il voto di <em>midterm, </em>che a causa del suo radicamento fortemente territorializzato appare una cartina di tornasole potenzialmente migliore per misurare il grado di polarizzazione sociale degli Usa rispetto al voto presidenziale del 2016, che ha visto il compattamento finale dell&#8217;elettorato repubblicano e democratico dietro i rispettivi candidati di punta.</p>
<p>L&#8217;assalto democratico alla maggioranza repubblicana</p>
<p>Le elezioni del 2016 avevano visto i repubblicani conquistare, oltre alla Casa Bianca, anche la maggioranza al Congresso. Il voto di <em>midterm </em>vede i democratici dare l&#8217;assalto al fortino del Grand Old Party: l&#8217;elevato numero di seggi da difendere al Senato rispetto alle controparti repubblicane rende però più plausibile, per i democratici, conquistare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, in altre parole, è rendere Trump un <em>lame duck </em>(&#8220;anatra zoppa&#8221;) privandolo di una stampella legislativa al Congresso puntando a conquistare quei seggi in cui più dei risultati economici incontestabili (gli Usa di Trump sperimentano una crescita record e una <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-11-02/usa-250mila-nuovi-posti-lavoro-ottobre-e-disoccupazione-37percento-150349.shtml?uuid=AE2uI1ZG" target="_blank">disoccupazione ai minimi da decenni</a>) i votanti potrebbero punire la contraddizione tra la piattaforma elettorale di Trump nel 2016 e i risultati del primo biennio di amministrazione: nel mirino, dunque, rientrano le ex roccaforti operaie del Midwest e le aree rurali della California, che diedero i natali a Reagan e Nixon.</p>
<p>I sondaggi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.newyorker.com/news/our-columnists/there-are-tight-races-everywhere-in-the-runup-to-the-midterm-elections" target="_blank">danno per fattibile</a> l&#8217;espugnazione democratica della Camera, per la quale è necessaria la conquista di 23 seggi repubblicani. L&#8217;elevato peso specifico delle elezioni ha dirottato ingenti quantità di fondi sul voto di <em>midterm, </em>rendendolo di gran lunga il più costoso di sempre. <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.cnbc.com/2018/11/02/democrats-try-to-win-house-majority-in-most-expensive-midterm-election.html" target="_blank">Come riporta la Cnbc</a>, i democratici coprono una parte preponderante dei 5,2 miliardi di dollari che sono preventivati come spesa finale per la campagna elettorale.</p>
<p>Inoltre, tutti i dieci distretti congressuali che hanno attratto il maggior quantitativo di fondi sono attualmente a guida repubblicana e passabili di conquista democratica, sebbene sette su dieci siano ancora considerati in bilico alla vigilia. Spicca tra tutti il sesto distretto della Georgia, che ha attratto da solo oltre 80 milioni di dollari di finanziamenti. </p>
<p>I repubblicani si compattano attorno a Trump</p>
<p>In vista del <em>midterm, </em>repubblicani e democratici hanno optato per strategie diverse volte a superare l&#8217;oramai fisiologica frattura tra le loro anime interne. I repubblicani, dall&#8217;ala maggiormente libertaria a quella spiccatamente conservatrice, hanno dovuto, volenti o nolenti, compattarsi sul Presidente. Obiettivo di Trump è fare sì che nell&#8217;economia del voto  i temi nazionali abbiano la meglio sulle problematiche legate ai singoli Stati.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-61014 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/10/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" width="674" height="142" /></a></p>
<p></p>
<p><strong>Sandra Yamin Namoos</strong>, senior analyst dell’Eurasia Group, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/11/trump-midterms/" target="_blank">ha dichiarato a <em>Formiche </em></a>che anche i candidati repubblicani più distanti da Trump &#8220;non hanno molta scelta. Trump è così popolare nella base del partito che i repubblicani si trovano costretti a schierarsi con lui, anche su dossier, come l’immigrazione, su cui non mancano divergenze. Parecchi candidati dell’elefantino non approvano la risposta di Trump alla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/quella-carovana-migranti-entusiasma-politically-correct/">carovana di migranti</a> in viaggio verso il confine&#8221;, ma preferiscono rimanere in silenzio.</p>
<p>Le diverse anime dei democratici alla prova del <em>midterm</em></p>
<p>I democratici ancora in crisi di identità dopo la batosta del 2016 non hanno ancora risolto la loro crisi interna. L&#8217;ala pragmatica, più centrista e liberale, appare ancora maggioritaria nella parte occidentale del Paese e in California, mentre nella costa orientale è l&#8217;ala sinistra del partito ad essere preponderante.</p>
<p>Non è un caso che i <strong>Democratic Socialists of America</strong> (Dsa) e il mondo culturale orbitante attorno alla rivista <em>Jacobin </em>abbiano appoggiato esplicitamente ben 42 candidati democratici al voto di <em>midterm</em>.</p>
<p>Tra questi, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/03/elezioni-midterm-usa-2018-repubblicani-piu-a-destra-e-democratici-piu-a-sinistra-leffetto-trump-e-la-polarizzazione/4738167/" target="_blank">scrive </a><em><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/03/elezioni-midterm-usa-2018-repubblicani-piu-a-destra-e-democratici-piu-a-sinistra-leffetto-trump-e-la-polarizzazione/4738167/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>,</em> &#8220;ci sono democratici con <strong>tessera socialista</strong>: dalla nuova stella della politica newyorkese,<strong> Alezandria Ocasio-Cortez</strong> a <strong>Rashida Tlaib</strong>, un’avvocatessa figlia di operai palestinesi dell’area di <strong>Detroit</strong>, fino allo sfidante per il seggio di senatore del Maine, <strong>Zak Ringelstein</strong>. Ma tra i democratici con sostegno socialista ci sono anche candidati che, molto semplicemente, condividono le posizioni dei DSA su tasse, sanità, <strong>educazione</strong>: per esempio,<strong> James Thompson</strong>, un veterano di guerra che in <strong>Kansas</strong> che si batte per diritti e condizioni di vita degli <strong>homeless&#8221;</strong>.</p>
<p>Uniti dall&#8217;obiettivo di indebolire l&#8217;egemonia politica del trumpismo, i democratici al voto di <em>midterm </em>puntano a muoversi divisi e colpire uniti. Tuttavia, anche in caso di vittoria alla Camera la contraddizione tra le diverse anime dovrà venire necessariamente sanata, se vorranno interpretare il voto del 6 novembre come una tappa d&#8217;avvicinamento al grande obiettivo delle presidenziali del 2020.</p>
<p>In ogni caso, il voto di <em>midterm </em>rappresenterà uno scenario ideale per comprendere la direzione verso cui stanno tendendo gli Stati Uniti, grande Paese che fatica molto spesso a mettere l&#8217;insieme di storia e valori che unisce la sua società davanti alle grandi contraddizioni che ne dividono la leadership e l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p></p>
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		<title>Donne e minoranze al centro del nuovo corso dei dem Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/donne-e-minoranze-al-centro-del-nuovo-corso-del-partito-democratico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-americane]]></category>
		<category><![CDATA[partito-democratico-usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nelle primarie del 22 maggio il Partito democratico statunitense ha celebrato le sue primarie per le elezioni di mid-term valide per numerosi distretti della Camera dei Rappresentanti, diversi seggi al Senato e numerose, importanti cariche di governatore statale. Il dato più rilevante del voto è stato senz&#8217;altro l&#8217;elevato numero di candidati di sesso femminile risultati vincenti: le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/donne-e-minoranze-al-centro-del-nuovo-corso-del-partito-democratico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donne-e-minoranze-al-centro-del-nuovo-corso-del-partito-democratico.html">Donne e minoranze al centro del nuovo corso dei dem Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1479198974-lapresse-20161109084634-21249118-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nelle primarie del 22 maggio il<strong> Partito democratico</strong> statunitense ha celebrato le sue primarie per le <strong>elezioni</strong> di <em>mid-term </em>valide per numerosi distretti della Camera dei Rappresentanti, diversi seggi al Senato e numerose, importanti cariche di governatore statale. Il dato più rilevante del voto è stato senz&#8217;altro l&#8217;elevato numero di candidati di sesso femminile risultati vincenti: le donne sono al centro del progetto di rilancio della formazione progressista statunitense in completo riassestamento dopo le disastrose sconfitte del 2016, e molte delle vincitrici di martedì hanno l&#8217;ulteriore caratteristica di essere membri di minoranze etniche.</p>
<p>Donne e minoranze sono allo stato attuale delle cose un perno elettorale per i democratici, che sopravanzano i repubblicani sotto il profilo del &#8220;voto di genere&#8221; femminile e sono i collettori delle istanze politiche dei gruppi etnici minoritari, a<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://cpd.berkeley.edu/wp-content/uploads/2015/10/Milazzo-Moser-Scheiner-Social-Diversity-Affects-the-Nbr-of-Ptys-for-UCB-October-2015-1.pdf" target="_blank">secondando una tendenza analizzata da numerosi politologi che si sono occupati dei sistemi elettorali maggioritari</a>.</p>
<p>Dalla pilota di caccia del Kentucky allo sceriffo di Dallas: le donne democratiche</p>
<p>Come segnala <em>AdnKronos</em>, tra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://edition.cnn.com/2018/05/22/politics/democratic-primaries-tuesday-georgia-kentucky-texas-arkansas/index.html" target="_blank">le vittorie più significative</a> nelle primarie che si sono svolte il 22 maggio sono molto rilevanti quella di<strong> Stacey Abrams</strong>, l&#8217;ex deputata locale della Georgia diventata la prima afroamericana candidata alla poltrona di governatore dello Stato del Sud, e quella di <strong>Lupe Valdezm</strong>, 70enne ex sceriffo della contea di Dallas, che potrebbe entrare nella storia come prima latina alla guida del Texas. Anche in Kentucky è stata una donna, la pilota di caccia Amy McGrath a sconfiggere nelle primarie il candidato sostenuto dal partito per un seggio della Camera.  </p>
<p>&#8220;Sento sempre dire che sarà una battaglia in salita, ma per favore ditemi quando non ho dovuto combattere in salita&#8221;, ha detto Valdez, che è anche la prima persona dichiaratamente gay candidata alla poltrona di governatore, riferendosi al fatto che il repubblicano Greg Abbott viene dato per ampiamente favorito alle elezioni di novembre.</p>
<p>Le donne de Partito democratico accentuano la strategia progressista</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://nymag.com/daily/intelligencer/2018/05/democratic-women-led-by-stacey-abrams-do-well-in-primaries.html" target="_blank">Come segnalato da Ed Kilgore su </a><em><a href="http://nymag.com/daily/intelligencer/2018/05/democratic-women-led-by-stacey-abrams-do-well-in-primaries.html" target="_blank">New York Magazine</a>, </em>le &#8220;nuove leve&#8221; democratiche sono accomunate da una visione del mondo fortemente progressista e incentrata sui temi dei diritti civili, sul contrasto alla circolazione incontrollata delle armi e su altre battaglie chiave nell&#8217;agenda <em>liberal.</em></p>
<p>La strategia è capitalizzare nelle elezioni di metà mandato i frutti che i democratici ritengono di aver maturato con la loro dichiarata &#8220;resistenza&#8221; a<strong> Donald Trump</strong>. Tuttavia, è necessario segnalare come il volto di novità presentato dalle nuove donne possa in realtà nascondere una nuova, grande illusione per il Partito democratico. Trump nel 2016 ha vinto in un&#8217;America fortemente divisa tra le sue due anime fondanti, che manifestavano opposizione e difficoltà nella comunicazione reciproca.</p>
<p>I democratici hanno perso proprio in quell&#8217;America profonda che più distanziava sé stessa dall&#8217;agenda liberal-progressista incarnata dall&#8217;<em>establishment </em>rivierasco. La scommessa dei democratici, testimoniata dall&#8217;ascesa delle &#8220;nuove donne&#8221;, è rischiosa: compattare nelle roccaforti di Trump il sostegno di tutti gli scontenti del Presidente significa, in un certo senso, cavalcare quella divisione imputata dai critici dell&#8217;attuale amministrazione al suo massimo esponente. Il Partito democratico sembra aver dimenticato la grande lezione di Bernie Sanders, capace di portare avanti una piattaforma basata su temi caldi, per quanto meno <em>glamour </em>agli occhi dell&#8217;establishment partitico, come sicurezza sociale, lavoro, lotta alle disuguaglianze.</p>
<p></p>
<p>Al di là delle storie personali delle donne democratiche, molte delle quali potrebbero coronare nel migliore dei modi delle esperienze umane e politiche notevoli, è bene ragionare prima di valutare se quella dei democratici sia una svolta o, sostanzialmente, un arroccamento travestito da innovazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/donne-e-minoranze-al-centro-del-nuovo-corso-del-partito-democratico.html">Donne e minoranze al centro del nuovo corso dei dem Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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