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	<title>Parigi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 22 Jun 2023 11:07:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Parigi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Allarme bomba a Parigi, ma potrebbe essere un caso di spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/allarme-bomba-a-parigi-ma-potrebbe-essere-un-caso-di-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 16:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 dicembre, a Parigi, è scattato l&#8217;allarme bomba intorno alle 20 davanti alla stazione della metropolitana di Strasburgo Saint-Denis. La polizia francese, durante un controllo di routine su un&#8217;autovettura, si è insospettita per la presenza nel veicolo di una scatola con al suo interno un dispositivo connesso a quella che sembrava un&#8217;antenna per il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/allarme-bomba-a-parigi-ma-potrebbe-essere-un-caso-di-spionaggio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230104173004882_6349bfd4766f87a09214867ec52faaa2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 dicembre, a <strong>Parigi</strong>, è scattato l&#8217;allarme bomba intorno alle 20 davanti alla stazione della metropolitana di Strasburgo Saint-Denis. La <strong>polizia francese</strong>, durante un controllo di routine su un&#8217;autovettura, si è insospettita per la presenza nel veicolo di una scatola con al suo interno un dispositivo connesso a quella che sembrava un&#8217;antenna per il wifi. </p>



<p>Sappiamo che alla guida c&#8217;era una <strong>donna </strong>risultata positiva al test antidroga e che non era la proprietaria dell&#8217;auto, inoltre la polizia ha scoperto anche diversi telefoni cellulari all&#8217;interno dell&#8217;autovettura. </p>



<p>Non sapendo esattamente con cosa avessero a che fare, i poliziotti hanno chiamato l&#8217;unità artificieri che ha proceduto a far brillare il congegno che però, a un&#8217;analisi successiva, non si è rivelato un ordigno, bensì un <strong>Imsi-catcher</strong>. </p>



<p>Imsi è l&#8217;acronimo di <em>International Mobile Subscriber Identity</em>: un dispositivo in grado di eseguire <strong>intercettazioni telefoniche</strong> sulla rete mobile e di tracciare i dati sulla posizione degli utenti di telefoni cellulari. Essenzialmente funziona come un finto ripetitore che agisce tra il telefono cellulare bersaglio e i veri ripetitori del fornitore di servizi e viene utilizzato in un certo numero di Paesi dalle forze dell&#8217;ordine e dalle agenzie di intelligence ma, a quanto pare, anche da organizzazioni criminali che li usano per interrompere le reti e raccogliere informazioni sensibili utilizzate per frodi o estorsioni. Alcuni Imsi-catcher sono infatti talmente avanzati da poter identificare l&#8217;Imei, ovvero il codice internazionale che identifica ciascun telefono cellulare. </p>



<p>Risulta che l&#8217;antenna wifi fosse collegata col dispositivo di intercettazione da un filo che attraversava il sedile posteriore fino a una cassa nel bagagliaio. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Les policiers ont alors constaté la présence de plusieurs téléphones et d&#39;une installation comprenant des antennes blanches. Une caisse a été trouvée dans le coffre avec un dispositif pouvant faire penser à une bombe. Les services de déminage ont été diligentés sur place 📸 2/2 <a href="https://t.co/e8isfMMhMy">pic.twitter.com/e8isfMMhMy</a></p>&mdash; Amaury Bucco (@AmauryBucco) <a href="https://twitter.com/AmauryBucco/status/1608931645587087360?ref_src=twsrc%5Etfw">December 30, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sappiamo questi dettagli perché sui social un giornalista francese, <strong>Amaury Bucco</strong>, ha pubblicato alcune foto prima dell&#8217;intervento degli artificieri, ma poco o nulla è stato pubblicato dalla stampa locale. La notizia, infatti, è passata molto sotto traccia: solo <em><a href="https://www.leparisien.fr/faits-divers/paris-alerte-a-la-bombe-dans-le-xe-arrondissement-30-12-2022-R54DAUDK5NHVZBDLDLMOQ4K25U.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Parisien</a></em> e <em>CNews</em> l&#8217;hanno divulgata, molto sbrigativamente, la sera stessa dell&#8217;accaduto. </p>



<p>Sempre Bucco, citando fonti interne alla polizia, afferma che si trattava effettivamente di <strong>materiale usato per lo spionaggio</strong> e che è stata aperta un&#8217;inchiesta affidata a un non meglio definito “servizio speciale”. </p>



<p>Tanti sono gli interrogativi che si aprono davanti a quanto accaduto e che la stampa francese non ha approfondito. In primo luogo è curioso che la conducente fosse sotto l&#8217;effetto di stupefacenti: potrebbe trattarsi di una persona che ha rubato l&#8217;autovettura senza sapere del dispositivo oppure appartenere a qualche organizzazione criminale, ma la polizia francese, su questo dettaglio, non ha emesso alcun comunicato. </p>



<p>Secondariamente, a destare maggiore curiosità, è il fatto che il ritrovamento di un dispositivo usato per lo spionaggio non abbia destato la reazione della stampa, che ha preferito sottolineare come in realtà non fosse una bomba. </p>



<p>Il terzo dettaglio alquanto singolare è l&#8217;affidamento dell&#8217;inchiesta a un “servizio speciale” sconosciuto: fa pensare che i <strong>servizi segreti francesi</strong>, avvisati di quanto accaduto, abbiano preso in carico la vicenda oppure, vista la cortina fumogena diffusa intorno a essa, stiano cercando di insabbiarla. Imbarazzo per un tentativo di spionaggio illegale? Per essersi fatti rubare un&#8217;autovettura usata per operazioni di questo tipo? Oppure si tratta di un&#8217;azione di un&#8217;agenzia di intelligence estera e quindi il Dgsi (<em>Direction Générale de la Sécurité Intérieure</em>), il controspionaggio francese, è entrato in azione per cercare di scoprirne gli autori? </p>



<p>Purtroppo il silenzio calato sulla vicenda non ci permette di avere certezza su nessuna delle ipotesi avanzate, però c&#8217;è stato chi, basandosi sulle fotografie diffuse dal giornalista francese, ha analizzato la manifattura del dispositivo, che risulta essere stato <strong>assemblato da un professionista</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">IMSI catcher, dependent on power output this unit could locate details of equipment and subscribers (IMSI/IMEI) across a large area, a few city blocks at minimum. Cost $50-100k &amp; up. <a href="https://t.co/99qgNpgSUk">pic.twitter.com/99qgNpgSUk</a></p>&mdash; hackerfantastic.x (@hackerfantastic) <a href="https://twitter.com/hackerfantastic/status/1609946641238204419?ref_src=twsrc%5Etfw">January 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Hacker Fantastic</strong> ha infatti analizzato i componenti notando la particolare cura nel suo assemblaggio e la presenza di numerose e precise parti diverse che, tutte insieme, portano la spesa per la sua fabbricazione a oscillare tra i 50 e 100mila dollari. Sicuramente, quindi, non si è trattato del lavoro effettuato da un dilettante in quanto non tutti possono permettersi un simile congegno. </p>



<p>L&#8217;autore dell&#8217;analisi tecnica <a href="https://theatlasnews.co/conflict/2023/01/02/wireless-hacking-device-causes-bomb-scare-in-paris-leaves-more-questions-than-answers/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non ha dubbi</a>: qualcuno è stato “beccato” a spiare. Ma afferma anche che si tratta di “oggetti d&#8217;antiquariato” in quanto risalenti a un decennio fa, sebbene siano “efficaci ma molto rumorosi e non discreti”. </p>



<p>Sebbene gli Imsi-catcher possano essere usati anche da organizzazioni criminali a scopo di estorsione o truffa, ci risulta difficile pensare che una banda di delinquenti comuni possa spendere sino a 100mila dollari per effettuare semplici raggiri. </p>



<p>Nonostante nel luogo del fermo dell&#8217;autovettura non vi siano ambasciate o altri uffici istituzionali (il quartiere è una zona commerciale con hotel e ristoranti), è sempre possibile che il veicolo fosse semplicemente in transito verso il suo obiettivo, oppure, andando oltre con le ipotesi, stesse monitorando qualcuno in uno dei tanti alberghi della zona oppure un covo di spie o ancora un “appartamento sicuro” usato dall&#8217;intelligence straniera. </p>



<p>Il silenzio che è calato su questa curiosa vicenda fa proprio pensare che sia stata scoperta un&#8217;operazione di spionaggio, e che si sia attivato il Dgsi per poter smantellare una rete di agenti stranieri, ma come sempre accade in queste situazioni la verità la sapremo quando e se sarà conveniente farla sapere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il prossimo scontro tra Londra e Parigi sarà sui migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 14:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia regno unito migranti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1024x695.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-768x522.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1536x1043.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-2048x1391.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulle coste inglesi riprendono gli sbarchi dei migranti in arrivo dalla Francia e Londra corre ai ripari. Dopo il fisiologico rallentamento dovuto all’inverno, con il miglioramento delle condizioni meteo Dover ha già visto triplicare quello che era stato il numero degli arrivi registrati nella prima parte del 2020. Se da gennaio nel Regno Unito è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html">Il prossimo scontro tra Londra e Parigi sarà sui migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia regno unito migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1024x695.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-768x522.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1536x1043.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-2048x1391.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Sulle coste inglesi riprendono gli sbarchi dei migranti in arrivo dalla Francia e Londra corre ai ripari. </span><span class="s1">Dopo il fisiologico rallentamento dovuto all’inverno, con il miglioramento delle condizioni meteo <strong>Dover</strong> ha già visto triplicare quello che era stato il numero degli arrivi registrati nella prima parte del 2020.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se da gennaio nel <strong>Regno Unito</strong> è già stata sfondata quota 2600, a maggio rischia di superare ogni record. A confermarlo le 636 persone sbarcate nei primi 12 giorni e il picco di quasi 200 registrato nella sola giornata dell’11. </span><span class="s1">Certo, letti in Italia questi numeri fanno quasi sorridere, ma per il Paese che con la Brexit ha promesso di serrare i suoi confini e ha deciso di tagliare i ponti con l’Europa per essere libero di dettare le sue regole, soprattutto quando si parla di immigrazione, questi numeri sono intollerabili e pericolosi. </span><span class="s1">La risposta di <strong>Boris Johnson</strong> non si farà attendere e non sarà morbida e già lascia presagire l’arrivo di nuovi scontri con l’Unione Europea e soprattutto con il suo avamposto: la Francia.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Il fenomeno migratorio lungo la Manica</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una traversata di 21 miglia separa Dover da Calais: onde alte, mare forte e spesso tanta nebbia. </span><span class="s1">I trafficanti di uomini si sono ingegnati, la pandemia e i ripetuti lockdown hanno chiuso la tratta ai camion sui quali gli immigrati venivano ammassati e nascosti, lo stesso dicasi per la via aerea. È rimasto solo il passaggio via mare, così, le piccole imbarcazioni sono diventate il mezzo più agevole oltre che il meno sicuro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si sono ingegnati i trafficanti di esseri umani e hanno capito che quando le barchette sono lanciate in mare in massa, anche una trentina contemporaneamente, si riesce a creare confusione tra i grandi guardacoste e in questo modo per molti aumentano le possibilità di passare in barba ai controlli. </span><span class="s1">La strategia è ormai collaudata dalle parti del <strong>Canale della Manica</strong> e ad oggi ha comportato un aumento esponenziale della vendita di barche di piccole dimensioni. Un passaggio a bordo verso il sogno delle bianche scogliere inglesi può costare anche solo 500 sterline quando si viaggia ad alto rischio. Sì, perché quelle lanciate in avanti per fare massa sono anche le esche per le forze dell’ordine che a quel punto, distratte, lascerebbero libero il passaggio alle imbarcazioni più grandi e più sicure dove un posto costa molto di più e può arrivare fino a 5.000 sterline, hanno spiegato alcune fonti anonime riportate dal <i>Times.</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sul fronte interno, la NCA (<i>National Crime Agency</i>) ha appena diramato un’informativa rivolta alle compagnie marittime invitate a fare massima attenzione a chi si mostra interessato all’acquisto di piccole imbarcazioni perché chi vuole usarle per trasportare i migranti è facilmente riconoscibile e va segnalato. </span><span class="s1">Il primo indicatore è la richiesta, inviata on line, di un’unica transazione utile per acquistare l’imbarcazione e molto equipaggiamento, in particolare i giubbotti di salvataggio che spesso vengono ordinati ripetutamente dallo stesso account. Il secondo segnale è l’assoluto disinteresse rispetto alle condizioni in cui versano la barca e le altre dotazioni da comprare, così come i chiari indizi che fanno capire che chi acquista non sarà poi l’utilizzatore finale. Infine, questo tipo di cliente normalmente ha molta fretta di concludere l’affare, non vuole fornire un indirizzo per la consegna e cerca di andare a recuperare tutto di persona. </span><span class="s1">Miles Bonfeld, capo dell’NCA, ha invitato a denunciare i casi sospetti mentre il ministero degli Interni, <i>Home Office</i>, si prepara a  correre ai ripari sul fronte esterno con qualsiasi mezzo.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">La nuova legge sull&#8217;immigrazione</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Nell’intero 2020 sono stati 8.420 gli sbarchi e ad oggi, siamo già a più di un quarto rispetto a quella cifra. Il governo deve intervenire perché il <strong>Primo Ministro</strong> non può permettersi errori su quello che è stato uno dei pilastri della Brexit. Così Boris Johnson ha chiesto alla titolare degli Interni, Priti Patel, di usare le maniere forti. Da qui è nata la grande riforma della legge sull&#8217;immigrazione e sul diritto d’asilo che già nel nome, <i>Sovereign Borders Bill</i> (Legge sulla Sovranità dei Confini), promette di accontentare le ambizioni sovraniste del popolo anti-Ue e anti stranieri.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo alcuni analisti, a dare un’accelerazione ai tentativi di raggiungere al più presto le coste inglesi sarebbe stato proprio<span class="Apple-converted-space">  </span>l’annuncio di questa riforma sulla quale, tra l’altro, il governo inglese intende investire 1,3 miliardi di sterline contro il miliardo speso tra il 2019 e il 2020.  </span><span class="s1">Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea sono decaduti anche i vincoli sanciti dagli accordi di Dublino e dovrà quindi essere sottoscritta una nuova intesa in materia, proprio a partire dal <i>Sovereign Borders Bill.</i> Ma l’impresa non sarà facile perché Bruxelles ha già fatto capire di non avere la minima intenzione di avvallare i principi stabiliti dal piano scritto a Westminster.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’aspetto senza dubbio più controverso di questa riforma è rappresentato dall’aumento dei poteri di respingimento che gli inglesi vogliono esercitare. L</span><span class="s1">o scorso marzo, <a href="https://www.thesun.co.uk/news/politics/14918711/priti-patel-crack-down-on-illegal-migrants-channel/">Patel ha divulgato alcuni punti chiave dell’impianto ideologico del <i>Bill </i></a>spiegando che: i migranti che arriveranno nel Regno Unito illegalmente non avranno più il diritto di stabilircisi permanentemente anche se in possesso di richiesta di asilo. </span><span class="s1">Ancora, chi non potrà essere rispedito in un paese giudicato sicuro, potrà godere dello status di protezione per 30 mesi, ma con limitazioni nei benefici e nei ricongiungimenti familiari. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nuovi <strong>centri di accoglienza</strong> verranno destinati ad ospitare chi resta in attesa di risposta alla richiesta di asilo (per la quale difficilmente si riuscirà a fare appello in caso di respingimento), mentre saranno rinforzate le azioni per definire l’età di chi si dichiara minorenne, spesso non essendolo. L’impianto giuridico per processare le richieste sarà snellito mentre s<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-dura-lezione-di-londra-carcere-a-vita-per-i-trafficanti-di-uomini.html">ono aumentate le pene per gli scafisti e i criminali coinvolti nella tratta (anche carcere a vita)</a> e per gli stranieri che, una volta estradati, tenteranno il ritorno in Gran Bretagna (fino a 5 anni). </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fin qui la materia è oggetto di valutazione anche da parte di organi internazionali (come vedremo a breve), ma il punto che colpisce dritto diretto l&#8217;Europa è quello che chiarisce che, a chi arriverà illegalmente dopo aver lasciato un paese considerato “sicuro” &#8211;  la <strong>Francia</strong> in primis (ndr) &#8211; verrà negato l’accesso al sistema di richiesta di asilo e quindi verrà respinto. </span><span class="s1">Sì, perché la chiara intenzione di Johnson è quella di restituire al mittente i migranti che, partiti dalle democratiche coste francesi, potevano tranquillamente restare là. </span><span class="s1">Ma siamo sicuri che la Francia starà a guardare riprendendosi indietro chi aveva già lasciato le sue acque territoriali? </span><span class="s1">Nell’ultimo accordo bilaterale siglato tra le parti lo scorso novembre non se ne faceva menzione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, dopo questo annuncio, nessun paese europeo ha mostrato il benché minimo interesse a sottoscrivere intese di questo tipo mentre le Nazioni Unite, come detto, hanno già ampiamente criticato la legge. </span><span class="s1">L’<strong>Unhcr</strong> a breve pubblicherà la sua opinione legale sui contenuti della riforma lasciando <a href="https://www.theguardian.com/uk-news/2021/mar/24/priti-patel-defends-inhumane-overhaul-of-uk-asylum-system" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trapelare dalle pagine del <i>Guardian</i></a> di aver ravvisato gli estremi per la violazione dei diritti sanciti dai trattati internazionali. In particolare si guarda alla convenzione firmata nel 1951 che obbliga i Paesi di approdo a proteggere i rifugiati che arrivano sul loro territorio. L’organo internazionale ha anche ribadito di essersi offerto di fornire al Regno Unito un supporto nella redazione della riforma, ma di non aver ancora ricevuto alcuna risposta.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come nel suo stile, Boris Johnson e i suoi tirano dritto e di recente hanno usato anche <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JPzcBAMGvgs">il discorso scritto per la Regina e proclamato all’apertura dei lavori del parlamento </a>sul trono nella Camera dei Lords, per ribadire l’intenzione a procedere. </span><span class="s1">Per voce di <strong>Sua Maestà</strong>, il governo ha confermato l&#8217;intenzione di stabilire “un sistema per l’immigrazione giudicato più equo e che rafforzerà i confini disincentivando l’azione dei criminali che organizzano pericolosi viaggi illegali”. </span><span class="s1">L’idea è quella di creare una differenza tra chi entra legalmente e chi lo farà illegalmente con l’obiettivo di fermare le partenze clandestine e favorirne il respingimento. </span><span class="s1">Anche questa volta BoJo non ha dubbi: la riforma che negherà il diritto di asilo a chi arriva in Gran Bretagna da Paesi “sicuri” come la Francia si farà. </span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Le tensioni con la Francia</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il 62% delle richieste di asilo arrivate nel 2019 partivano da ingressi illegali rappresentando un aumento del 21% rispetto a quelle dell’anno precedente in un crescendo costante. </span><span class="s1">Sono stati<i> </i>2500 i migranti fermati dai francesi quest’anno. Non abbastanza per Boris Johnson, consapevole del forte impatto del fenomeno migratorio sull’opinione pubblica. </span><span class="s1">Ma la decisione di fare di più non sarà un passaggio indolore perché questo atto aprirà ad una sfida contro l&#8217;Ue e in maniera più diretta contro la Francia e il mare tornerà a rappresentare il terreno dello scontro tra i due eterni rivali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ad avvalorare questa tesi, le tensioni che si sono generate la scorsa estate quando gli sbarchi erano ripresi copiosi e i due stati affacciati sulla Manica si erano confrontati duramente in un reciproco scambio di accuse. </span><span class="s1">Si trattava di negligenza secondo Londra, ma era chiaro che la posta in gioco era più alta.  </span><span class="s1">Da sempre le relazioni tra Francia e Gran Bretagna si fanno tese quando si tratta della legge del mare, che sia per l’accesso ai pescatori, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-francia-e-regno-unito-nella-manica.html">e abbiamo visto com’è andata di recente</a>, oppure quando si tratta di pattugliamenti per bloccare le rotte degli scafisti. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli accordi bilaterali siglati negli anni hanno portato gli inglesi a sborsare cifre importanti per far fronte alle richieste dei francesi che lamentano di dover pattugliare oltre 300 chilometri di coste. Dal 2014 le negoziazioni tra i due stati sono costate più di 100 milioni a Westminster e dopo le tensioni dello scorso agosto la Francia, in Novembre, ha strappato un rinnovo. 28 milioni di sterline versati nelle sue casse per rinforzare i controlli e fermare tutti i tentatavi di approdo sulle coste inglesi. </span><span class="s1">Ma per Boris Johnson questo non è sufficiente e dopo aver creato l’hub per l’Operazione Altair, il centro di comando di Dover per gli interventi e il controllo via mare e aria che coinvolge polizia, forze di frontiera e sorveglianza con i droni, ora punta tutto sul <i>Sovereign Borders Bill</i>.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">I limiti del piano respingimenti</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea sicuramente la rende più libera di legiferare sulla materia, ma finché non saranno siglati nuovi accordi, rimandare indietro alla casella precedente i migranti giunti sulle sue coste è di fatto vietato.  </span><span class="s1">L’uscita dall’Ue implica anche la fine della validità degli accordi di Dublino sui migranti, perciò non esiste alcuna ragione per cui la Francia dovrebbe accettare i respingimenti a suo danno. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Eppure Johnson è convinto di poter agire in questa direzione rivendicando così la tanto promessa sovranità nazionale e con ogni ragionevole certezza, sarà di nuovo Parigi a sostenere un prevedibile braccio di ferro considerando che, anche la partita sull’accesso dei pescatori nelle acque inglesi non è affatto conclusa. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, a Londra sono convinti che i francesi stiano usando il ritardo nella stipula dell’accordo con l&#8217;Ue in materia di servizi finanziari per tenere il punto sulla questione della pesca. Stando a quanto riportato dal blog <i>Conservative Home</i>, ci sarebbe un chiaro legame tra la mancata ratifica dell’intesa e le tensioni legate all’accesso dei pescherecci europei nelle acque britanniche a Jersey. In tutta risposta, l’Europa accuserebbe la Gran Bretagna di non rispettare gli impegni presi per la gestione del post-Brexit sottolineando che molte questioni sarebbero ancora sospese e troppe altre ancora aperte. </span><span class="s1">Se le cose stanno così, è assai prevedibile immaginare che la questione migratoria e il <em>Sovereign Borders Bill</em> rientreranno di diritto nell’elenco delle materie usate per forzare la mano durante le trattative e questo accadrà molto presto.</span></p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Colere jaune: storia di una lotta</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/colere-jaune-storia-di-una-lotta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 10:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/inside_over_youtube_ita2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un reportage su uno dei più grandi movimenti di piazza del nuovo millennio, i gilet gialli di Parigi, raccontato attraverso le voci di chi in piazza c’era e chi la protesta l’ha studiata. Un’analisi aperta che pone l’attenzione sulle contraddizioni di chi lotta, sull’assenza di risposte della politica e sulla violenza come strumento di repressione e affermazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/colere-jaune-storia-di-una-lotta">REPORTAGE | Colere jaune: storia di una lotta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gilet gialli un anno dopo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 17:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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<p>“In tutte le società &#8211; la nostra in Francia, la vostra in Italia &#8211; c’è un fondo di rabbia che resta. E loro ne fanno parte”. Loro sono i gilet gialli e a parlare è uno di quei parigini contrari al movimento di protesta. La colère si è prima tinta di giallo e poi si è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html">[...]</a></p>
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                        Politica
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                    Gilet gialli un anno dopo
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                        “In tutte le società &#8211; la nostra in Francia, la vostra in Italia &#8211; c’è un fondo di rabbia che resta. E loro ne fanno parte”. Loro sono i gilet gialli e a parlare è uno di quei parigini contrari&#8230;
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        <p>“In tutte le società &#8211; la nostra in Francia, la vostra in Italia &#8211; c’è un fondo di rabbia che resta. E loro ne fanno parte”. Loro sono i gilet gialli e a parlare è uno di quei parigini contrari al movimento di protesta. La colère si è prima tinta di giallo e poi si è colorata del rosso dei feriti durante gli scontri per le vie delle più importanti città della Francia. Il giallo dei gilet diventati bandiera di un movimento nato orgogliosamente in strada, intorno alle rotatorie, teatro di una protesta che ha origine nel rincaro del carburante, ma che a partire dal 17 novembre 2018 cambia forma e contenuti, ridisegnando di giallo la cartina della Francia.</p><figure id="attachment_252833" aria-describedby="caption-attachment-252833" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252833 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201151407_27895537.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252833" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>
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        <p>Vanno in scena l’atto 1, l’atto 2, l’atto 3, fino ad arrivare al 53esimo, quello del loro anniversario, il 17 novembre di un anno dopo. Un anno in cui sul palco della piazza francese sale uno dei movimenti di protesta più grossi della storia recente francese e d’Europa. E porta in scena tutta la sua rabbia, covata nelle campagne e nelle periferie, ed esplosa in tutto il Paese. In una sorta di manifesto di odio per la capitale, per i ricchi, per la sede dell’establishment e verso Emmanuel Macron, le cui politiche, lamentano i gilets jaunes, li ha messi in ginocchio.</p>
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    </div>
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        <p>La rabbia che sfocia nella violenza, spaccando il movimento. In una spirale, nel paradosso di una violenza che accende i riflettori sul movimento, ma al contempo ne mina la credibilità. Segno anche di una narrazione mediatica che ha faticato a metterlo a fuoco. Come ammette il giornalista di Radio France Inter, Philippe Randé: “Non capivamo cosa sarebbe accaduto” e che racconta di come, per la prima volta, i giornalisti siano stati costretti a lavorare con le guardie del corpo.</p>
<figure id="attachment_252834" aria-describedby="caption-attachment-252834" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252834 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130924_27948228-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252834" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>

    </div>
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        <p>“Era la guerra”, racconta chi è sceso in strada, ripercorrendo le fila di quella rabbia di cui i gilet gialli diventano artefici e vittime. Tra i casseur, estremisti infiltrati che si mescolano tra i manifestanti, che distruggono e incendiano. E quei partiti politici che cercano di raccoglierne il consenso. Persino dall’Italia.</p>

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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115.jpg" alt="" class="wp-image-252837" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20190209223757_28415115-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>@LaPresse</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Dei gilet gialli si è detto di tutto. Di essere preda del Rassemblement National. Di essere dei fascisti, degli estremisti. Poi per strada risuona “Bella Ciao”, di cui cantano la loro versione. In una eterogeneità raramente vista, e difficilmente comprensibile, e dove rabbia e condizione sociale vorrebbero unire più dell’appartenenza ideologica. La rabbia che contiene la forza del sogno e la frustrazione del gesto.</p>

    </div>
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                <div class="infinite-item-end"></div>
                <div class="lancio-editoriale" style="">
                    <div class="box-editoriale-container d-flex flex-column justify-content-center">
                        <div class="box-editoriale">Per continuare a raccontare il mondo</div>
                        <a class="btn btn-secondary" href="https://it.insideover.com/sostienici">SOSTIENICI</a>
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    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>“Sono sceso in strada per dire che volevo vivere meglio, e alla fine è peggio di prima”, ammette David, un giovane colpito da un proiettile di Lbd, le controverse armi usate dalla polizia francese. “Con i gilet gialli si è registrata un’escalation di violenza della polizia raramente vista in passato”, spiega Ian B., nome di copertura di uno dei membri del collettivo ‘Désarmons-les’, che ha esaminato e registrato, caso dopo caso, i presunti abusi delle forze dell’ordine. Secondo il rapporto annuale dell&#8217;Inspection générale de la Police nationale, con i gilet gialli si sarebbe registrato un &#8220;aumento senza precedenti e significativo&#8221; nell&#8217;uso del Lbd di oltre il 200%.</p>

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</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1.jpg" alt="" class="wp-image-252848" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208120328_27947774-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>@LaPresse</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Se la violenza dei manifestanti fa il giro del mondo attraverso le immagini della tv, delle violenze della polizia si comincia a parlare solo dopo mesi, grazie anche alle condanne e le richieste di indagini da parte de Consiglio d’Europa, del Parlamento europeo e delle Nazioni Unite. E soprattutto grazie al moltiplicarsi delle inchieste giudiziarie sulle responsabilità della polizia.</p>
<figure id="attachment_252840" aria-describedby="caption-attachment-252840" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252840 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208130942_27948233-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252840" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Dietro ai numerosi casi di feriti e mutilati che si registrano in tutta la Francia, inizia a prendere forma la possibilità che le forze dell’ordine avrebbero colpito i manifestanti anche quando non rappresentavano una minaccia, a dimostrazione di un uso della forza deliberato e sproporzionato. Causato, secondo alcuni testimoni, dall&#8217;incapacità del governo di gestire la protesta. O frutto, secondo altri, di una vera e propria strategia della tensione per scoraggiare le persone ad andare a manifestare.</p>

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</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373.jpg" alt="" class="wp-image-252849" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181201173723_27897373-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>@LaPresse</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Ma gli scontri in strada, l’assenza di un vero leader, l’anticasta, la lotta per la democrazia, l’insofferenza per i media tradizionali, non riguardano solo i gilet gialli. In quella che è molto più di un’apparente sincronia del mondo, c’è un filo sottile e nitido che lega a doppio filo movimenti locali e distanti geograficamente. Assume i contorni della violenza, contiene un’illusione, pone una domanda di cambiamento.</p>
<figure id="attachment_252845" aria-describedby="caption-attachment-252845" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252845 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181124151203_27840957-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252845" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Se un’alternativa sia possibile. Un’alternativa che passi dalla costruzione di una visione del mondo, più che da quella del consenso. La crisi delle politiche neoliberiste, la lotta per la giustizia sociale e la redistribuzione della ricchezza riguardano tante proteste recenti che trovano nei social la loro forza e nelle strade l’esplosione della loro frustrazione. Questi movimenti assumono i connotati di una vera e propria minaccia per gli Stati, che si trovano di fronte a un soggetto nuovo. E che nella fatica di un dialogo, finiscono con il rispondere alla violenza con la violenza.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" alt="" class="wp-image-252858" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>@PASCAL PAVANI / AFP</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Ma le rivendicazioni di quel populismo che “non può mai finire bene”, come dice l’economista italiano trapiantato in Francia, Francesco Saraceno, impongono una riflessione. Sui limiti della democrazia. E il senso della lotta.</p>
<figure id="attachment_252844" aria-describedby="caption-attachment-252844" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-252844 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LAPRESSE_20181208131005_27948242-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-252844" class="wp-caption-text">@LaPresse</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Se resta ancora difficile comprendere l’eredità di un movimento che ha macinato contraddizioni e che ha rischiato di perdersi e di perdere, quello che invece risulta chiaro è che il fenomeno dei gilet gialli ha segnato la politica di Macron e la storia di Francia, un Paese pur abituato a secoli di lotta.</p>

    </div>
</div><div class="bottom-page">
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                            Testo e video di
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                                    Noemi La Barbera
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                                    Livia Crisafi
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/gilet-gialli-un-anno-dopo.html">Gilet gialli un anno dopo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;Ucraina è pronta al compromesso sul Donbass</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-e-pronta-al-compromesso-sul-donbass.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 17:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=243324</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Guerra-in-Ucraina-delegazione-Osce-La-Presse-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Vadym Prystaiko, ministro degli esteri dell&#8217;Ucraina, ha dichiarato, ai margini di un incontro avuto con l&#8217;omologo tedesco Heiko Maas, che il suo Paese è pronto ad accettare un compromesso ragionevole in merito alla questione del conflitto nel Donbass che verrà affrontata nel corso del summit del 9 dicembre a Parigi. In questa occasione, infatti,  il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-e-pronta-al-compromesso-sul-donbass.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Guerra-in-Ucraina-delegazione-Osce-La-Presse-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p><a href="https://www.reuters.com/article/us-ukraine-germany/ukraine-says-its-ready-to-accept-reasonable-compromise-on-conflict-idUSKBN1XT20J">Vadym Prystaiko</a>, ministro degli esteri dell&#8217;Ucraina, ha dichiarato, ai margini di un incontro avuto con l&#8217;omologo tedesco Heiko Maas, che il suo Paese è pronto ad accettare <strong>un compromesso</strong> ragionevole in merito alla questione del conflitto nel <strong>Donbass</strong> che verrà affrontata nel corso del summit del 9 dicembre a Parigi. In questa occasione, infatti,  il presidente russo Vladimir Putin ed il collega ucraino<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html"> Volodymyr Zelensky</a>, coadiuvati dal Capo di Stato francese Emmanuel Macron e dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, cercheranno di elaborare nuove strategie per sbloccare una situazione ormai in stallo da oltre cinque anni. La guerra negli oblast di Donetsk e Luhansk ha provocato oltre tredicimila morti e gravi danni materiali ed infrastrutturali nelle aree colpite dai combattimenti: dopo una fase iniziale più movimentata il fronte si è poi stabilizzato ma la tensione è rimasta alta.</p>
<h2>Un atteggiamento diverso</h2>
<p>L&#8217;apertura da parte di Kiev va ad inserirsi in un contesto di<strong> distensione</strong> nelle relazioni con Mosca, una distensione che ha avuto inizio dall&#8217;elezione di Zelensky, che non ha mai nascosto di voler porre fine al conflitto nell&#8217;Ucraina orientale. Il presidente ha reso noto, nel corso di un evento a cui ha partecipato, che intende negoziare, al vertice di Parigi, tempistiche chiare per il ritorno, sotto il controllo governativo, dei territori occupati dalle milizie separatiste.</p>
<p>Fin dove potrà però spingersi il capo di Stato ucraino nell&#8217;ambito delle trattative con <strong>Vladimir Putin</strong>? Le aperture ed i toni concilianti, infatti, dovranno comunque essere accompagnati da una certa fermezza e determinazione qualora le discussioni non prendano il verso desiderato. La parte che ha più da perdere, in questo contesto, è proprio quella di<strong> Kiev</strong>: la guerra, infatti, sta avendo luogo in territorio ucraino, sta danneggiando l&#8217;economia della nazione ed ha costretto molte persone che risiedevano nelle aree toccate dagli scontri ad abbandonare le proprie case. La Russia, invece, sconta già gli effetti delle sanzioni americane ed europee dovute all&#8217;annessione della Crimea nel 2014 ed ha pertanto poco da perdere nello scenario attuale.</p>
<h2>Un gioco a scacchi</h2>
<p>La questione di fondo, che ha agitato e diviso l&#8217;Ucraina anche prima degli eventi del 2014, è legata alla scelta di un <strong>blocco geopolitico</strong> a cui legarsi. Mosca non vuole che Kiev si unisca o si avvicini ulteriormente a Nato ed Unione Europea che considera, da suo punto di vista, come nemici strategici e potenziali usurpatori del suo predominio nello spazio post-sovietico. Il Cremlino potrebbe spingere, in cambio di una soluzione negoziata che ponga fine alla guerra, per un&#8217;autonomia particolarmente accentuata per gli oblast di Donetsk e Luhansk, destinati a tornare sotto il controllo ucraino. Questo status speciale potrebbe persino sfociare in una sorta di potere di veto, da parte delle autorità locali e filorusse, sull&#8217;espansione dei legami tra Kiev e le strutture euro-atlantiche. Il governo ucraino dovrà essere bene attento, pertanto, a mostrarsi conciliante ma anche ad evitare compromessi eccessivi e soprattutto a non acconsentire ad un&#8217;eccessiva federalizzazione dello Stato. Il rischio è che, qualora ciò avvenga, i principi di base e gli orientamenti di politica estera dell&#8217;esecutivo di Zelensky possano venire stravolti e si possa sviluppare una vera e propria crisi politica.</p>
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		<title>Haftar non va a Parigi: ma Macron vede gli emissari del generale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haftar-non-va-a-parigi-ma-macron-vede-gli-emissari-del-generale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 16:34:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libia haftar" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una &#8220;fuga di notizie&#8221; e nulla più: dietro quanto trapelato nei giorni scorsi circa la visita di Haftar a Parigi, ci sarebbe per l&#8217;appunto la volontà di destabilizzare i rapporti tra Libia e Francia. Almeno così si evince dalle risposte che l&#8217;Eliseo fornisce a chi chiede conto del possibile incontro tra il generale della Cirenaica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-non-va-a-parigi-ma-macron-vede-gli-emissari-del-generale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libia haftar" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8799082-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una &#8220;fuga di notizie&#8221; e nulla più: dietro quanto trapelato nei giorni scors<a href="https://it.insideover.com/politica/haftar-e-pronto-a-incontrare-macron.html">i circa la visita di <strong>Haftar</strong> a Parigi</a>, ci sarebbe per l&#8217;appunto la volontà di destabilizzare i rapporti tra Libia e Francia. Almeno così si evince dalle risposte che l&#8217;Eliseo fornisce a chi chiede conto del possibile incontro tra il generale della Cirenaica ed <strong>Emmanuel Macron</strong>: &#8220;Se non è stato comunicato, non è previsto&#8221;,<a href="https://www.agenzianova.com/a/5cd98dcf65e849.53061481/2438056/2019-05-13/libia-eliseo-non-conferma-haftar-a-parigi-intanto-macron-incontra-emissari-del-generale/linked"> risponde un portavoce della presidenza francese ad <em>AgenziaNova. </em></a></p>
<h2>il giallo dell&#8217;incontro mai in programma</h2>
<p>Eppure in Libia a partire dallo scorso fine settimana ne parlano tutti: ad est come ad ovest, agenzie di stampa e televisioni danno per certo l&#8217;arrivo di Haftar nella capitale francese nella giornata di mercoledì. Da <a href="https://twitter.com/Lyobserver/status/1127516309439356930"><em>LibyaObserver</em>,</a> vicino al governo di Tripoli e che nel titolo si riferisce al generale chiamandolo &#8220;<em>warlord</em>&#8220;, ad <em>AddressLibya</em> tutti scommettono sul viaggio del generale a Parigi. Su <em>Channel218</em> emergono anche dettagli sull&#8217;agenda che attende l&#8217;uomo forte della Cirenaica al cospetto di Macron. Ma tutto, come detto, viene poi smentito. Dall&#8217;<strong>Eliseo</strong> mostrano l&#8217;agenda del presidente francese per mercoledì e non c&#8217;è traccia dell&#8217;incontro con Haftar: &#8220;Mai fatto alcun comunicato in merito&#8221;, affermano dalla sede della presidenza con riferimento ad una nota inviata proprio dall&#8217;Eliseo di cui parlano i media libici.</p>
<p>E adesso le ipotesi sono due: l&#8217;incontro potrebbe essere realmente pianificato nei giorni scorsi, ma saltato per qualche motivo. Oppure, ed è questa l&#8217;idea più accreditata in Libia, la notizia viene appositamente diffusa per destabilizzare i rapporti tra il paese nordafricano e la Francia. Al Sarraj, nell&#8217;incontro con Macron della settimana scorsa, chiede al leader francese di condannare l&#8217;attacco di Haftar contro Tripoli. Una richiesta non esaudita, in Francia come nel resto d&#8217;Europa. Per cui un eventuale incontro tra Macron ed il generale dopo appena otto giorni avrebbe forse messo un&#8217;ampia distanza tra Tripoli e Parigi. Oppure, peggio ancora, avrebbe messo anche in imbarazzo la stessa Francia.</p>
<h2>ma macron vede emissari del governo dell&#8217;est della libia</h2>
<p>I contatti però tra Eliseo e Bengasi non sono un mistero ed in queste ore, pur arrivando la smentita di un incontro con Haftar, appaiono intensificarsi. <em>Le Figaro</em> infatti,<a href="http://www.lefigaro.fr/international/le-marechal-haftar-resolu-a-poursuivre-l-offensive-sur-tripoli-20190512?redirect_premium"> in un articolo uscito la scorsa domenica</a>, parla di un vertice all&#8217;Eliseo tra lo stesso Emmanuel Macron e <strong>Abdulhadi Ibrahim Iahweej</strong>, ministro degli esteri del governo libico con sede ad Al Beyda. Si tratta dell&#8217;esecutivo &#8220;rivale&#8221; di quello di Al Sarraj insediato a Tripoli, braccio politico dell&#8217;esercito di Haftar.</p>
<p>Così come spiegato dal quotidiano francese, il capo della diplomazia del governo dell&#8217;est della Libia avrebbe fatto presente al governo di Parigi le intenzioni dello stesso Haftar. In particolare, emerge la forte contrarietà ad ogni ipotesi di cessate il fuoco. Né mantenimento delle attuali posizioni lungo la linea del fronte a sud di Tripoli, né tanto meno ritiro delle truppe in Cirenaica: Haftar vuole proseguire la battaglia fino alla conquista definitiva della capitale. L&#8217;incontro di Macron con Iahweej avviene a pochi giorni da quello sopra citato con Al Sarraj: la Francia torna ad essere diplomaticamente molto attiva nel dossier libico.</p>
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		<title>Mistero a Parigi: trovato morto un funzionario dei servizi italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mistero-a-parigi-trovato-morto-un-funzionario-dei-servizi-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 08:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>È stato trovato ieri notte a Parigi il corpo di un funzionario del governo italiano che secondo gli inquirenti farebbe parte dei nostri Servizi Segreti. L&#8217;uomo, 50 anni, sarebbe morto per &#8220;cause naturali&#8221; secondo quanto dichiarato dall&#8217;ambasciata italiana, ma riportava una ferita sanguinante sotto il mento quando il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nei pressi dell&#8217;albergo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mistero-a-parigi-trovato-morto-un-funzionario-dei-servizi-italiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/paris-843229_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>È stato trovato ieri notte a Parigi <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.lepoint.fr/societe/un-collaborateur-des-services-du-premier-ministre-italien-retrouve-mort-a-paris-06-05-2019-2311059_23.php">il corpo di un funzionario del governo italiano</a></span></span> che secondo gli inquirenti farebbe parte dei nostri <strong>Servizi Segreti</strong>. L&#8217;uomo, 50 anni, sarebbe morto per &#8220;cause naturali&#8221; secondo quanto dichiarato dall&#8217;ambasciata italiana, ma riportava una ferita sanguinante sotto il mento quando il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nei pressi dell&#8217;albergo in cui alloggiava, nel quartier di Montmartre. Secondo quanto riportato dalla rivista francese <em>Le Point</em>, fonte primaria della notizia, sul posto erano presenti evidenti tracce di vomito da collegare all&#8217;uomo.</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Massimo I. , deceduto nella notte tra domenica e lunedì, secondo le autorità francesi era da ritenersi un agente dei servizi segreti italiani &#8211; non un semplice funzionario di<strong> Palazzo Chigi</strong>. In tal caso si tratterebbe dunque di un membro dell&#8217;</span><strong>Aise</strong><span style="font-size: 16px;">,</span> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/chi-siamo/organizzazione/aise.html">l&#8217;Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna</a></span></span><span style="font-size: 16px;">, erede del Sismi, adibita alle attività di spionaggio e di gestione delle </span><span style="font-size: 16px;">informazione per la sicurezza &#8220;che si svolgono al di fuori del territorio nazionale, a protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia&#8221;.</span></p>
<p>Secondo le informazioni in possesso degli inquirenti, l&#8217;uomo era arrivato a Parigi il 3 maggio, viaggiando su un volo di linea e decollato da Roma e atterrato all&#8217;aeroporto internazionale Roissy-Charles-de-Gaulle. Nelle tasche dei suoi indumenti sono stati trovati biglietti da visita che riportavano indirizzo e numero della &#8220;Presidenza Del Consiglio Dei ministri&#8221;, a cui fa capo proprio l&#8217;Aise. La polizia francese ha trovato nella camera d&#8217;albergo dove l&#8217;uomo alloggiava, l&#8217;Aparthotel di Place Charles Dullin, una <strong>chiave di sicurezza crittografata</strong>, una busta contenente 1.700 euro in 85 biglietti da 20 euro, una chiave Usb, un adattatore per schede &#8220;Secure Digital&#8221; e una scheda Sd. Le schede Sd, oggetti di uso comune, sono schede portatili di ridotte dimensioni utilizzate per memorizzare in formato digitale grandi quanti di <strong>informazioni</strong>.</p>
<p>La stampa parigina ha reso noto che il commissariato della polizia giudiziaria che si sta occupando del caso, insieme ad una equipe della scientifica, ha effettuato le prime verifiche sul decesso che sarebbe avvenuto intorno all&#8217;1:00 del mattino. La procura di Parigi ha aperto un&#8217;indagine per accertare le causa della morte.</p>
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		<title>Mattarella a Parigi: asse con Macron sui rapporti Italia-Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 08:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>“Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visita la cattedrale di Notre-Dame dopo il disastro dell’incendio del 15 aprile. È il primo capo di Stato a fare un sopralluogo della cattedrale dopo il rogo. Un’immagine forte, che indica la volontà del Quirinale di ricucire con l’Eliseo ma anche, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html">Mattarella a Parigi: asse con Macron sui rapporti Italia-Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>“Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visita la cattedrale di Notre-Dame dopo il disastro dell’incendio del 15 aprile. È il primo capo di Stato a fare un sopralluogo della cattedrale dopo il rogo. Un’immagine forte, che indica la volontà del Quirinale di ricucire con l’Eliseo ma anche, dall’altro lato, il desiderio di Emmanuel Macron di fare asse con Mattarella dopo le tensioni ormai sempre più evidente tra Italia e Francia.</p>
<p>Il viaggio del presidente della Repubblica è caratterizzato dalla cultura. Prima la visita a Notre-Dame, che per Mattarella è soprattutto simbolo della cultura dell’Europa. Poi la visita alla tomba di Leonardo da Vinci, genio italiano che simboleggia il legame fra i due Paesi europei, come ponte della cultura di Francia e Italia.</p>
<p>Ed è proprio da queste due immagini, di Mattarella a Notre-Dame e dei due presidenti sulla tomba di Leonardo, ad Amboise, che si può capire che dietro il viaggio eminentemente “culturale” si nasconde una visita (non di Stato) dai chiari contorni politici. Perché non è un mistero che i due presidenti abbiano più di un legame che li unisce, fatto soprattutto dalla volontà di costituire un asse che travalichi il conflitto fra i due governi per superare le divergenze ormai sempre più conclamate: dall’immigrazione alla Libia, dalla politica europea e l’asse franco-tedesco all’industria. Mattarella è sempre stato l’interlocutore privilegiato di Macron in Italia, lui e Enzo Moavero Milanesi, che rappresenta alla Farnesina il braccio diplomatico del Quirinale.</p>
<p>Mattarella ha rappresentato per mesi il “pompiere” fra gli incendiari. Da una parte, Parigi ha costantemente attaccato gli interessi italiani dal Nord Africa all’Europa. E dall’altra parte, Roma ha risposto individuando nella politica del presidente francese e del suo governo la causa scatenante della crisi in Libia. Se all’escalation di Tripoli si aggiungono lo scontro sull’immigrazione clandestina, l’ingresso della gendarmerie francese in territorio italiano, lo schiaffo dei cantieri di Saint-Nazaire contro Fincantieri e la questione gilet gialli, è evidente che fra Palazzo Chigi e l’attuale establishment francese le cose non possano procedere bene.</p>
<p>E lo dimostra anche il fatto che, a livello politico, i due partiti che attualmente governano in Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle, sono all’opposizione di Macron anche alle prossime elezioni, tanto che sostengono i partiti contrari alla politica del capo dell’Eliseo anche in Francia. Con la presunta alleanza fra M5S e gilet gialli e con l’asse fra Matteo Salvini e Marine Le Pen, di fatto la maggioranza italiana è legata alla più ferma opposizione all’esecutivo francese. E a Parigi, invece, è evidente che si sia consolidato l’asse fra Macron e l’opposizione al governo giallo-verde, con il Pd che da tempo rappresenta il partito di riferimento della Francia in Italia.</p>
<p>A questa escalation, il Quirinale ha sempre risposto con il guanto di velluto. Fermezza certo, ma assoluta contrarietà all’aumento delle tensioni. Lo ha mostrato anche la telefonata fra i due presidenti quando Parigi richiamò l’ambasciatore a Roma a febbraio. L’Eliseo non si rivolse a Palazzo Chigi, ma un po’ più in là, al Quirinale. E adesso il viaggio in Francia di Mattarella rappresenta un nuovo modo per ricucire tra i due Stati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html">Mattarella a Parigi: asse con Macron sui rapporti Italia-Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Immigrati, degrado e paura. Viaggio nell&#8217;inferno parigino</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 12:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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<p>Camp Millénaire è stato sgomberato, ma i problemi legati all'immigrazione selvaggia rimangono. La gente ha paura e pure le forze dell'ordine sono impotenti (Reportage di Eugenia Fiore</p>
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		<title>La rabbia dei cittadini contro la Ong</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-rabbia-dei-cittadini-contro-la-ong</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 12:43:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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<p>Alta tensione al campo Millénaire di Parigi. I cittadini contro i volontari di Utopia56: "Ricevono un sacco di soldi dallo Stato ma non fanno nulla per i migranti". Reportage di Eugenia Fiore</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/la-rabbia-dei-cittadini-contro-la-ong">La rabbia dei cittadini contro la Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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