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	<title>paradisi-fiscali Archives - InsideOver</title>
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	<title>paradisi-fiscali Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le mosse di San Marino per diventare il nuovo paradiso fiscale d&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-mosse-di-san-marino-per-diventare-il-nuovo-paradiso-fiscale-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 09:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1227" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1536x982.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>San Marino vuole rilanciare la sua economia attraendo pensionati d&#8217;oro. Questa la nuova strategia della piccola Repubblica del Monte Titano per uscire dalle strettoie del rischio-recessione in cui il Paese si trova all&#8217;incirca dalla crisi pandemica in avanti. L&#8217;antico Stato ha di recente lanciato un&#8217;ampia campagna comunicativa per sottolineare l&#8217;importanza per la sua economia della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-mosse-di-san-marino-per-diventare-il-nuovo-paradiso-fiscale-deuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1227" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1536x982.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>San Marino vuole rilanciare la sua economia <strong>attraendo pensionati d&#8217;oro.</strong> Questa la nuova strategia della piccola Repubblica del Monte Titano per uscire dalle strettoie del rischio-recessione in cui il Paese si trova all&#8217;incirca dalla crisi pandemica in avanti. L&#8217;antico Stato ha di recente lanciato un&#8217;ampia campagna comunicativa per sottolineare l&#8217;importanza per la sua economia della misura legata alla cosiddetta &#8220;<strong>residenza atipica</strong>&#8220;, che permette ogni anno la concessione di fino a 500 permessi abitativi nel Paese per <strong>titolari di pensione ad alto reddito e con un patrimonio cospicuo dirottabile nelle banche del Titano</strong> e garantisce una fiscalità favorevole agli</p>



<h2 class="wp-block-heading">San Marino vuole attrarre i pensionati</h2>



<p>In particolare, tra il 2017 e il 2020, anno dello shock pandemico, San Marino ha introdotto un&#8217;ampia prospettiva di leggi che hanno aperto a un regime agevolato di tassazione al 6% per i pensionati con un <strong>reddito superiore ai 50mila euro l&#8217;anno</strong> e con <strong>almeno 300mila euro di patrimonio</strong>. I posti sono 500 all&#8217;anno ma, ricorda <em>La Stampa,</em> &#8220;per adesso i numeri sono piuttosto lontani&#8221;, dato che &#8220;le residenze atipiche nel 2021 sono state 17, nel 2022 sono state 29 e 58 nel 2023&#8221;. Il 7%, dunque, dei 1.500 posti disponibili è stato colmato. Un risultato sotto le aspettative che San Marino mira a rafforzare. Tanto che nelle ultime settimane sono apparsi su molti quotidiani italiani annunci riportanti le parole di Marco Gatti, Segretario di Stato per le finanze e il bilancio, sull&#8217;attrattività del Paese. A maggior ragione ora che il <strong>Portogallo, dall&#8217;inizio del 2024, ha fissato uno stop definitivo</strong> all&#8217;attrazione di pensionati con la tassazione agevolata.</p>



<p>San Marino ha visto una graduale crisi economica dispiegarsi dopo la <strong>tempesta finanziaria del 2007-2008</strong>, il suo Pil e la raccolta bancaria scendere a lungo, il 40% della produzione economica nel Paese volatilizzarsi fino al 2019 e la pandemia mettere a rischio il suo modello. Avvicinandosi a nuove forme di trasparenza finanziaria, San Marino vuole spostare dalla finanza ai redditi delle persone fisiche la fonte continua e strutturale della sua <strong>crescita in termini di disponibilità di risorse</strong> economiche. Nonostante tutto, per Pil pro capite il Paese resta il <a href="https://www.sanmarinortv.sm/news/economia-c5/pil-procapite-san-marino-e-il-100-paese-piu-ricco-al-mondo-a239392">decimo più ricco al mondo</a> e sia nel 2023 che nel 2024 l&#8217;economia è data, stando alle previsioni, in espansione. Ma i venti gelidi che soffiano sull&#8217;economia internazionale nel mondo in crisi. Il Paese si trova di fronte a un serio rischio di <a href="https://www.libertas.sm/san-marino-assestamento-di-bilancio-libera-rischio-recessione/">virata in recessione nel secondo semestre del 2024</a>. A febbraio La Ciarulla, <a href="https://www.sanmarinortv.sm/news/economia-c5/crisi-per-l-alluminio-sammarinese-lonfernini-intervenire-per-salvaguardare-lavoratori-e-sistema-economico-a253968">la <strong>principale azienda manifatturiera del Paese</strong>, produttrice di profilati in alluminio, è andata in crisi e il governo ha dovuto intervenire per risanarne il capitale.</a> I 250 posti di lavoro dell&#8217;azienda produttrice dell&#8217;allumino sanmarinese vanto dell&#8217;export industriale della Repubblica del Titano restano in bilico, in un trend che potrebbe correggere negativamente<a href="https://www.libertas.sm/usl-tendenza-positiva-nel-mercato-del-lavoro-di-san-marino-ma-non-bisogna-farsi-trovare-impreparati-a-uneventuale-recessione/"> la tendenza positiva di un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione (3% di disoccupazione a fine 2023).</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La leva fiscale di San Marino tocca anche piloti e ciclisti</h2>



<p>Da qui l&#8217;attenzione di <strong>San Marino alla ricerca di una leva fiscale vantaggiosa</strong>. Capace di far concorrenza a Grecia, Bulgaria, Spagna (con le Canarie) e gli altri Paesi che spingono sulla tassazione favorevole dopo la fine del regime lusitano. Ci sarebbe, nel suo piccolo, anche l&#8217;Italia con l&#8217;insediamento nelle Regioni del Sud ma <strong>la misura introdotta dal governo </strong><a href="https://www.true-news.it/esclusiva-true/un-paradiso-per-pensionati-anche-nel-sud-italia"><strong>Conte I a trazione M5S-Lega non è mai veramente decollata</strong>.</a> San Marino punta a essere il paradiso fiscale dei pensionati dopo aver messo a terra misure settoriali che, viste dall&#8217;esterno, possono apparire curiose: una delle più atipiche strategie è stata una <strong>legge d&#8217;attrazione fiscale</strong> studiata appositamente per favorire l&#8217;afflusso fiscale sul Titano di <strong>corridori di ciclismo e motociclismo</strong> che si allenano o operano nelle squadre e nelle scuderie tra Emilia e Romagna e possono trovare casa a San Marino. </p>



<p>&#8220;La normativa, entrata in vigore nel giugno 2022, prevede un’imposta del 7% sui redditi prodotti all’estero per i residenti, con un importo minimo di 10mila euro e un massimo di 100mila&#8221;, <a href="https://giornalesm.com/san-marino-scelta-come-residenza-dei-ciclisti-professionisti-pagano-solo-il-7-di-tasse-per-un-massimo-di-100-000-euro/">nota <em>Giornale San Marino</em></a>. &#8220;Questa imposta sostituisce quella sui redditi delle persone fisiche e offre un trattamento fiscale favorevole ai redditi stranieri di chi sceglie di risiedere in Repubblica per la prima volta, provvedendo in modo autonomo alla propria cura sanitaria e siglando un contratto preliminare per l’acquisto o l’affitto di un’abitazione&#8221;. </p>



<p>Una legge che sembra costruita su misura per pedalatori e centauri della &#8220;classe media&#8221; dei gregari, molti dei quali scelgono questa versione <strong>nazionalpopolare del regime fiscale favorevole per gli sportivi</strong> garantito da Paesi come <strong>Andorra e <a href="https://it.insideover.com/economia/montecarlo-sogna-di-diventare-la-dubai-del-mediterraneo.html">Montecarlo</a></strong> (è curioso notare come molti paradisi tributari si trovino in cima a salite attraenti per gli amanti delle due ruote). Non si troveranno, dunque, <strong>nei registri fiscali di San Marino i redditi di Pecco Bagnaia o Vincenzo Nibali</strong>, ma quelli di dignitosi mestieranti come i motociclisti <strong>Enea Bastianini, campione del mondo Moto2 nel 2020 e Nicolò Bulega</strong>, campione Supersport 2023, e il ciclista <strong>Giulio Ciccone, miglior scalatore al Giro 2019 e al Tour 2023</strong>. Insomma, tutto fa brodo in un Paese che per la sua economia <strong>punta tutto sul fisco</strong>. E dunque sulla sua attrattività come <em>buen ritiro</em>. &#8220;<em><strong>Relinquo vos liberos ab utroque homine</strong></em>&#8221; è il motto latino <strong>con cui si dice che il diacono Marino</strong> abbia, nel 331, invitato alla libertà da Papa e imperatore di Roma gli abitanti del Titano. Una leggenda, ovviamente, su cui però si basa la storia dell&#8217;indipendenza della Serenissima Repubblica. Il cui motto è sempre stato: &#8220;Non dipendere da nessuno&#8221; (<em>Nemini temeri</em>). Ironia della sorte, ora San Marino dipenderà per la sua economia da redditi e pensioni prodotti all&#8217;estero. Chiudendo col cerchio dei motti latini ciò si può commentare in un modo solo: <em>Sic transit gloria mundi</em>.</p>
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		<title>Il Lussemburgo è ancora epicentro dell&#8217;elusione fiscale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-lussemburgo-e-ancora-epicentro-dellelusione-fiscale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 15:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Monete valute nel mondo (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Nel contesto del mondo del fisco europeo si torna a parlare del Lussemburgo, e a quasi sette anni dai LuxLeaks, le rivelazioni dell&#8217;International Consortium of Investigative Journalists sul regime fiscale favorevole con cui il Granducato attirava permettendo negoziazioni ad hoc le multinazionali di tutta Europa (e non solo) desiderose di incontrare condizioni di tassazione favorevoli la partita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lussemburgo-e-ancora-epicentro-dellelusione-fiscale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Monete valute nel mondo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Valute-banche-centrali-mondo-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Nel contesto del mondo del fisco europeo si torna a parlare del <strong>Lussemburgo, </strong>e a quasi sette anni dai LuxLeaks, le rivelazioni dell&#8217;International Consortium of Investigative Journalists sul regime fiscale favorevole con cui il Granducato attirava permettendo negoziazioni ad hoc le multinazionali di tutta Europa (e non solo) desiderose di incontrare condizioni di tassazione favorevoli la partita sembra esser tornata al punto di partenza.</p>
<p>L&#8217;inchiesta &#8220;LuxLetters&#8221;, condotta <em>da Le Monde,</em> <em>Süddeutsche Zeitung,</em> <em>El Mundo,</em> <em>Woxx</em> e <em>IrpiMedia,</em> con le ONG Tax Justice Network (TJN) e The Signals Network sta in queste settimane mettendo sotto inchiesta i dichiarati sforzi con cui il Lussemburgo ha voluto guardare oltre la fase di apertura totale alle multinazionali coincisa con la lunga era di governo di <strong>Jean-Claude Juncker</strong>. Passato politicamente indenne nel quinquennio alla guida della Commissione europea allo scandalo che rilevò 540 accordi firmati dal suo esecutivo<a href="http://www.irishtimes.com/business/economy/luxembourg-leaks-controversy-a-game-changer-1.1992650" target="_blank" rel="noopener"> con 340 compagnie di 26 diversi Paesi per concordare condizioni fiscali favorevoli.</a> Ora il Lussemburgo dichiara di volersi sganciare dalla nomea di <strong>paradiso fiscale </strong>e, sottolinea <em>Le Monde, </em>di aver optato per una politica di trasparenza: le &#8220;sentenze&#8221;, gli accordi bilaterali tra Lussemburgo e multinazionali, secondo l&#8217;esecutivo del Granducato, &#8220;sono diminuiti del 90%, con solo 44 sentenze firmate nel 2020. Non appena rischiavano di danneggiare un altro Stato europeo dal punto di punto di bilancio, sono stati trasmessi a quest&#8217;ultimo, in conformità delle norme europee&#8221;.</p>
<p>Ma le cose stanno davvero così? &#8220;LuxLetters&#8221; ritiene di no e, anzi, che senza aver veramente fatto una legge anti-elusione a Lussemburgo abbiano, preventivamente, trovato l&#8217;inganno. Il nuovo stratagemma assume la forma di una lettera con la quale un esperto fiscale incaricato della revisione del bilancio di una grande compagnia (società di consulenza o studio professionale) informa l&#8217;amministrazione lussemburghese del vantaggioso trattamento fiscale di cui il proprio cliente (generalmente una società o un fondo di investimento) intende beneficiare e per il quale varrebbe la pena di approvare il silenzio delle autorità.</p>
<p>Di fatto, fuori dalle regole e in maniera di fatto informale in questo modo governo e società contabili <strong>pianificano il fisco </strong><em>ex ante </em>senza dover lasciare il segno ufficiale dei numerosi <em>tax ruling </em>concordati nella prima decade del nuovo millennio. Il ruolo delle società contabili passa dunque da quello di determinante effettivo dei <em>tax ruling </em>a quello di consulente informale per una pratica che nella sostanza non è diversa in termini di risultati.</p>
<p><a href="https://www.italiaoggi.it/news/elusione-il-lussemburgo-non-perde-il-vizietto-2525462" target="_blank" rel="noopener"><em>Italia Oggi </em>sottolinea in ogni caso che</a> &#8220;tale pratica è proibita dalle direttive Ue ed è probabilmente contraria alle regole Ocse sullo scambio dati. Infatti, qualsiasi tipo di accordo fiscale, anche se non legalmente vincolante, deve essere scambiato con le altre autorità fiscali&#8221; e non può ricevere intermediazioni informali. In sostanza, l&#8217;accusa al Lussemburgo è che il Granducato starebbe riciclando la sua immagine semplicemente facendo entrare dalla porta di servizio ciò che prima veniva fatto entrare dall&#8217;ingresso principale: i miliardi di euro delle compagnie che inseguono condizioni fiscali più utili alle loro priorità di business e sfruttano i numerosi accordi sul blocco della <strong>doppia tassazione </strong>che uniscono i Paesi Ue, al cui interno<a href="https://www.eurodad.org/eurodad_comment_on_the_luxletters_scandal" target="_blank" rel="noopener"> si vanno formando veri e propri paradisi fiscali.</a></p>
<p>I paradisi fiscali interni all&#8217;Europa, che hanno il loro epicentro nel Lussemburgo, nell&#8217;Irlanda e nell&#8217;Olanda, rappresentano un fattore di destabilizzazione economica e politica del Vecchio Continente. L&#8217;utilizzo dei favoritismi fiscali come arma di competizione economica drena risorse da Paesi basati su economie maggiormente orientate all&#8217;industria e alla trasformazione. L’Italia, per fare un paragone, nel campo degli utili d&#8217;impresa applica un’aliquota del 28% che scende al 26,9% nel caso limite di massimi sconti fiscali. Il <strong>Lussemburgo </strong>è il vero campione in materia di deduzioni, presentando un&#8217;aliquota che dal 26 può crollare fino allo 0,3%. Nel giugno 2020  in una audizione alla Camera dei Deputat<strong>i, il presidente di AgCom Roberto <a href="https://www.startmag.it/economia/perche-rustichelli-agcm-pizzica-google-apple-facebook-amazon-microsoft-e-whirlpool/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rustichelli </a></strong>ha sottolineato che “la concorrenza fiscale sleale genera evidenti vantaggi per taluni Paesi: il Lussemburgo, paese di circa 600 mila abitanti, è in grado di raccogliere imposte sulle società pari al 4,5% del PIL, a fronte del 2% dell’Italia”. Impietoso il confronto sugli investimenti esteri, che il Granducato attira per un valore pari al 5.760% del Pil contro il 19% nazionale.</p>
<p>Come qualificare se non come veri e propri <strong>furti </strong>al resto d&#8221;Europa queste pratiche? Nell&#8217;era del Covid-19 la pratica della concorrenza sleale in materia fiscale è di rilevanza globale. E la presenza di Paesi che esplicitamente barano cercando l&#8217;abboccamento con le multinazionali per drenare risorse dagli erari degli altri Stati è un fattore di perturbazione dell&#8217;equilibrio politico ed economico che può pesare sulle prospettive di ripresa del Vecchio Continente. La fiscalità allegra del Lussemburgo è forse la peggiore eredità lasciata da Jean-Claude Juncker all&#8217;Europa, anche più della sfiducia generata verso l&#8217;Unione e dei disastri compiuti in cinque anni di presidenza della Commissione: la sua istituzione ha generato un contesto pericoloso e competitivo di tutti contro tutti. In mezzo a cui gioca chi facilmente mette uno Stato contro l&#8217;altro per inseguire regimi di tassazione più favorevoli.</p>
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		<title>Jersey, il paradiso fiscale che fa litigare Francia e Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/jersey-il-paradiso-fiscale-che-fa-litigare-francia-e-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ferro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 15:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-1536x1023.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8216;isola di Jersey è ormai diventata terreno marino di scontro: improvvisamente al centro di una tensione militare tra Francia e Regno Unito, questa piccola isola sul Canale della Manica a poca distanza dalle coste di Bretagna e Normandia ed a 300 km da Londra, era conosciuta inizialmente per essere uno dei più ambiti paradisi fiscali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/jersey-il-paradiso-fiscale-che-fa-litigare-francia-e-regno-unito.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/jersey-il-paradiso-fiscale-che-fa-litigare-francia-e-regno-unito.html">Jersey, il paradiso fiscale che fa litigare Francia e Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-1536x1023.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/AXlCL8FW-pstwL9iBfML_LAPRESSE-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Jersey">&#8216;isola di Jersey</a> è ormai diventata terreno marino di scontro: improvvisamente al centro di una tensione militare tra Francia e Regno Unito, questa piccola isola sul Canale della Manica a poca distanza dalle coste di Bretagna e Normandia ed a 300 km da Londra, era conosciuta inizialmente per essere uno dei più ambiti paradisi <strong>fiscali</strong> del pianeta.</p>
<h2 class="chapter-title">Una &#8220;tradizione&#8221; che dura da secoli</h2>
<p>Se vero che le tensioni delle ultime ore tra Londra e Parigi non sono dovute a questioni finanziarie, ben presto potrebbero diventarlo: è dalla prima metà del XX secolo che quest&#8217;isola è diventata rifugio di capitali. Addirittura, è dal 1259 che le autorità dell&#8217;isola hanno eliminato la tassa di <strong>successione</strong> sui beni, nel Regno Unito pari all&#8217;80%, motivo per cui molte famiglie facoltose avevano deciso di trasferire qui beni e depositi fiscali, un po&#8217; come accade tutt&#8217;oggi nei paradisi fiscali più famosi e conosciuti come le Isole Cayman, al primo posto <a href="https://www.money.it/I-10-migliori-paradisi-fiscali-2020">secondo una ricerca</a> dello scorso anno, seguiti da Stati Uniti e Svizzera.</p>
<p>Attenzione, però, questo privilegio non è concesso a tutti: come riporta il <em><a href="https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/isola-jersey-paradiso-fiscale-centro-contesa-francia-gran-bretagna-c335e874-ae4a-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml">Corriere</a></em>, per ottenere l&#8217;ok ed aprire un conto a Jersey così come nella vicina isola di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guernsey">Guernesey,</a> bisogna disporre di un <strong>patrimonio</strong> di almeno 620mila sterline. Il regime fiscale prevede che l’imposta del reddito sulle persone fisiche non superi il 20% e quella sulle società può essere addirittura pari a zero al di sotto di una certa soglia salendo al massimo fino al 10%, motivo per il quale sono depositati attualmente circa 300 miliardi di euro posseduti soltanto da 63mila soggetti secondo le stime della <a href="https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/banca-regolamenti-internazionali112.htm">Banca dei Regolamenti Internazionali</a> (2019).</p>
<h2>Cosa chiede l&#8217;Unione Europea</h2>
<p class="chapter-paragraph">Adesso, però, qualcosa sta per <strong>cambiare</strong>: l’Unione europea che per anni ha tollerato questo tipo di politica delle isole della Manica (anche perché altri territori comunitari applicano regimi di vantaggio fiscale), con il divorzio del Regno Unito e dall&#8217;Ue, lo scorso 21 gennaio l’Europarlamento ha votato una risoluzione in cui mette nel mirino proprio la politica applicata a Jersey e Guernesey. L’assemblea di Strasburgo ha caldeggiato l’inserimento di quei territori nella &#8220;black list&#8221; a cui applicare sanzioni.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/tensione-regno-unito-e-francia-isole-canale-1944505.html">Sul <em>Giornale</em></a> abbiamo recentemente trattato la tematica delle navi da guerra in mare sul Canale della Manica, simbolo e sintomo della tensione tra Francia e Regno Unito: i paradisi fiscali non sono che l&#8217;ultima goccia di quanto avviene quotidianamente su quel tratto di mare, ultima in ordine di tempo la problematica legata alla fornitura di <strong>elettricità</strong> che corre <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-il-primo-colpo-di-una-guerra-sara-inferto-ai-cavi-sottomarini.html?_ga=2.93568669.1017603305.1619953420-836422581.1613463435">lungo i cavi sottimarini.</a> La comunità inglese delle Isole del Canale conta 108mila abitanti, e data la posizione geografica è costretta ad affidarsi alla rete elettrica francese che fornisce circa il 95% del suo fabbisogno, avendo però a disposizione generatori diesel e turbine a gas che garantiscono l&#8217;energia in casi di emergenza, come riferisce l&#8217;agenzia S&amp;P Global Platts.</p>
<p>Poi, come se non bastasse, Francia ed l&#8217;Unione europea hanno espresso la loro insoddisfazione per le condizioni poste al rilascio delle licenze di pesca da parte dell&#8217;amministrazione di Jersey. Il ministro delle relazioni esterne dell&#8217;isola, Ian Gorst, ha affermato che sono stati rilasciati permessi in conformità con i termini commerciali post-Brexit, e che inoltre hanno stabilito che qualsiasi nuova licenza deve indicare quanto tempo una nave trascorre nelle acque di Jersey. “Stiamo entrando in una nuova era e ci vuole tempo perché tutti si adattino. Jersey ha costantemente dimostrato il suo impegno a trovare una transizione graduale verso il nuovo regime”, ha detto ancora Gorst.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/jersey-il-paradiso-fiscale-che-fa-litigare-francia-e-regno-unito.html">Jersey, il paradiso fiscale che fa litigare Francia e Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra di Putin ai paradisi fiscali europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-guerra-di-putin-ai-paradisi-fiscali-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 15:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1455" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg 1455w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1455px) 100vw, 1455px" /></p>
<p>Vladimir Putin è disposto a giocare ogni carta per evitare che la Russia precipiti in una nuova recessione economica in seguito al peggioramento dei fondamentali produttivi dopo la pandemia di Covid-19 e, soprattutto, l&#8217;emorragia del prezzo delle materie prime energetiche, vero e proprio &#8220;forziere&#8221; del Cremlino. Con Gazprom avviata al primo rosso di bilancio dal 2015, il Pil &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-di-putin-ai-paradisi-fiscali-europei.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1455" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg 1455w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1455px) 100vw, 1455px" /></p><p><strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vladimir Putin</a> </strong>è disposto a giocare ogni carta per evitare che la Russia precipiti in una nuova recessione economica in seguito al peggioramento dei fondamentali produttivi dopo la pandemia di Covid-19 e, soprattutto, l&#8217;emorragia del <a href="https://it.insideover.com/politica/petrolio-e-guerra-commerciale-fra-russia-arabia-saudita-e-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prezzo delle materie prime energetiche,</a> vero e proprio &#8220;forziere&#8221; del Cremlino.</p>
<p><a href="https://energiaoltre.it/gazprom-precipita-prima-perdita-dal-2015-per-il-gruppo-russo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Con <strong>Gazprom </strong>avviata al primo rosso di bilancio dal 2015,</a> il Pil previsto in <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/fmi-pil-globale-calo-49percento-impatto-catastrofico-sull-occupazione-e-poverta-aumento-ADzSs4Z">picchiata di oltre il 6,5%</a> e una situazione politica interna estremamente complessa, segnata dalla difficolta di Putin di trovare un successore, a cui si aggiungono i recenti scossoni sul fianco sinistro del Paese, in Bielorussia, il Cremlino mira a consolidarsi. E uno degli obiettivi della sua azione sono divenuti, negli ultimi tempi, i <a href="https://it.insideover.com/economia/i-furti-dei-paradisi-fiscali-europei-allerario-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>paradisi fiscali &#8220;occulti&#8221; dell&#8217;Unione Europea</strong>. </a>Accusati di lucrare sugli accordi bilaterali sulla doppia tassazione, che consentono a numerose aziende russe di sfuggire all&#8217;erario nazionale, di per sè tutt&#8217;altro che oppressivo, e di portare i loro utili in lidi a loro più favorevoli.</p>
<p>&#8220;<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-russia-di-putin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stretto tra il calo del prezzo del petrolio e l&#8217;emergenza Covid-19</a>, Putin vuole frenare la fuga di capitali dalla Russia e fare in modo che gli oligarchi paghino più imposte sugli utili e sui dividendi delle società che vengono aperte nei quattro paesi per ragioni esclusivamente fiscali&#8221;, fa notare <em>Il Sole 24 Ore</em>. Da qui, nelle ultime settimane, la decisione di muovere un&#8217;offensiva diplomatica nei confronti di Olanda, Lussemburgo, Malta e Cipro, Paesi con cui Mosca vuole rinegoziare su basi più paritarie gli accordi bilaterali di tassazione. Accordi, è bene ricordarlo, che a lungo il Cremlino non ha mai veramente contestato: anzi, il semaforo verde alla fuga di capitali è stato uno dei componenti essenziali del <em><strong>do ut des </strong></em>con cui Putin e il suo governo hanno mediato con la classe di oligarchi ridimensionata nel potere politico ma non nelle prospettive economiche nei vent&#8217;anni di presidenza dell&#8217;ex dirigente dei servizi segreti.</p>
<p><strong>Bloomberg </strong>ha stimato che in 25 anni la fuga di capitali dalla Russia possa aver coinvolto asset per 750 miliardi di euro. Risulta ragionevole supporre, considerando flussi non tracciati (criminalità organizzata, traffico d&#8217;armi, riciclaggio) che la cifra ufficiale sia ampiamente stimata al ribasso.</p>
<p>La filiale lussemburghese della <strong>Gazprom Bank </strong>è centro di smistamento di <a href="https://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2019/02/28/news/oligarchi-amici-putin-1.331931" target="_blank" rel="noopener noreferrer">numerosi affari russi rivolti al Vecchio Continente, Italia inclusa,</a> oligarchi di spessore come Dmitry Rybolovlev e Roman Abramovich da tempo hanno diversificato i loro portafogli oltre confine, e<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scandalo-danske-bank-tremare-deutsche-bank.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> casi problematici come quello di <strong>Danske Bank </strong>insegnano</a> quanto complesso sia il tema del <strong>riciclaggio di denaro proveniente dalla Russa</strong>. Con un malcontento sociale montante e la buriana economica in arrivo, Putin ha deciso di reagire. Perchè l&#8217;aumento dal 13% al 15% dell&#8217;aliquota massimale di tassa, prevista in vigore dal 2021, sui redditi oltre i 5 milioni di rubli all’anno (73mila dollari) che spezzerà la flat tax nazionale non basta. Putin, spiega <em>Il Sole, </em>mira a rompere il circolo vizioso che permette a diverse società di strutturare &#8220;appositamente le loro attività in modo da pagare dividendi o interessi offshore e ridurre le loro tasse. Basta un esempio per capire cosa succede: un&#8217;azienda opera in Russia ma è legalmente registrata a Cipro. Quando è il momento di pagare i dividendi, il denaro va alla società cipriota ed è tassato tra il 2% e il 5%. Se gli stessi dividendi fossero pagati in Russia, sarebbero tassati al 15%&#8221;.</p>
<p><strong>Nicosia </strong>ha deciso di adeguarsi alle pressioni della Russia, sua alleata finanziaria, alzando all&#8217;equivalente russo la tassa sui dividendi finanziari, eccezion fatta per categorie particolari come i <strong>fondi pensione</strong>. Ma l&#8217;obiettivo principale restano Lussemburgo e Olanda, con cui il confronto si annuncia lungo e serrato: veri e propri &#8220;buchi neri&#8221; dell&#8217;elusione fiscale, ben strutturate come potenze finanziarie, le Tortuga d&#8217;Europa. Come ha ben avuto modo di scoprire da tempo l&#8217;erario italiano: Putin, che in passato non ha avuto remore dal partecipare al <strong>grande banchetto della globalizzazione, </strong>mira a rimodulare i rapporti finanziari tra Mosca e il resto del mondo. Non dimenticando che tutto ciò che accade è normato da accordi firmati da governi pienamente legittimati: un monito anche per chi, come l&#8217;Italia, subisce da tempo gli appetiti predatori dei paradisi fiscali facendo finta di non poter in alcun modo cambiare le cose.</p>
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		<title>I furti dei paradisi fiscali europei all&#8217;erario italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-furti-dei-paradisi-fiscali-europei-allerario-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 10:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia Olanda eurogruppo La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Olanda, Cipro, Malta, Lussemburgo, Belgio e Irlanda: cinque Paesi che rappresentano altrettanti paradisi fiscali &#8220;occulti&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea, organizzazione sinora incapace di risolvere il problema del dumping interno sulle tasse e le competizioni tra gli erari nazionali. La creazione di società di comodo, l&#8217;occultamento degli utili, il trasferimento delle sedi legali sono solo alcuni degli stratagemmi che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-furti-dei-paradisi-fiscali-europei-allerario-italiano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-furti-dei-paradisi-fiscali-europei-allerario-italiano.html">I furti dei paradisi fiscali europei all&#8217;erario italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia Olanda eurogruppo La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Le-Maire-e-ministro-olandese-Eurogruppo-La-Presse-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Olanda, Cipro, Malta, Lussemburgo, Belgio e Irlanda: cinque Paesi che rappresentano altrettanti <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/quel-paradiso-fiscale-ue-cui-nessuno-osa-parlare.html">paradisi fiscali &#8220;occulti&#8221;</a> </strong>all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea, organizzazione sinora incapace di risolvere il problema del dumping interno sulle tasse e le competizioni tra gli erari nazionali. La creazione di società di comodo, l&#8217;occultamento degli utili, il trasferimento delle sedi legali sono solo alcuni degli stratagemmi che le imprese di tutta Europa sfruttano, senza commettere illeciti in punta di diritto, per usufruire di <strong>convenienti favoritismi fiscali</strong>.</p>
<p>A perderci, ovviamente, gli erari di Paesi come l&#8217;Italia,che vedono deviati verso l&#8217;estero valori e profitti prodotti sul territorio nazionale e conoscono un ammanco delle risorse disponibili.</p>
<p>Come ricordato <a href="https://formiche.net/2020/04/campari-olanda-ferrero-golden-power/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">da <em>Formiche </em>in occasione</a> del caso <strong>Campari,</strong> sul tema della fiscalità generale molto spesso sono i Paesi vittima di queste manovre hanno consentito che schemi del genere prendessero piede: &#8220;Tutto ruota intorno ai diversi trattati stipulati dall’Italia in passato al fine di evitare a un’azienda di dover pagare le tasse in due Paesi differenti ma che hanno stipulato l’accordo&#8221;. Ciononostante la situazione si è fatta molto più complessa.</p>
<p>Trasferire la sede fiscale è solo uno degli artifici a disposizione. <a href="https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/tasse-evasione-ecco-come-sei-paesi-europei-sottraggono-all-italia-65-miliardi-euro/84ad216c-baf3-11ea-9e85-8f24b6c04102-va.shtml">Come ha spiegato <strong>Milena Gabanelli </strong>su Dataroom del <em>Corriere della Sera</em><em>, </em>infatti,</a> la seconda manovra possibile è quella del cosiddetto <strong>transfer pricing</strong>: &#8221; transazioni economiche (spesso fittizie) all’interno di un gruppo multinazionale (come prestiti, cessione di marchi o brevetti, servizi assicurativi), il tutto gestito da una controllata che ha sede in un paradiso fiscale&#8221;. Infine, terza e ultima strategia è quella estremamente aggressiva sfruttata dai <strong>giganti del web in Europa</strong>: fatturare nel Paese &#8220;di comodo&#8221; tutti i ricavi di un&#8217;area geografica e contribuire così a creare quella <strong><a href="https://www.wired.it/economia/business/2019/07/19/amazon-indagine-europa/">posizione dominante</a> </strong>contro cui più volte le autorità europee si sono lanciate senza cambiare le carte in tavola.</p>
<p>Gabanelli cita anche il Corporate Tax Haven Index 2019, in cui si analizza come i Paesi messi sotto indagine riescano a giocare a loro favore sul fronte dei <strong>favoritismi fiscali</strong>, attraverso un complesso sistema di deduzioni e sconti che permette di abbattere il tasso reale: &#8220;L’Italia, ad esempio, ha un’aliquota del 28% che scende, al massimo dello sconto, al 26,9%. Questo è quello che succede nella stragrande maggioranza dei Paesi dell’Ue. Ma non in Belgio (dove l’aliquota formale passa dal 30% al 3%), a Cipro (dal 13% allo 0%), in Irlanda (dal 13% allo 0%), in Lussemburgo (dal 26% allo 0,3%), a Malta (dal 35% al 5%) e in Olanda (dal 25% al 2,44%)&#8221;. L&#8217;Aja spicca per i volumi in campo: nel dicembre 2018 il viceministro delle Finanze <strong>Menno Snel, </strong>braccio destro dei super-falchi <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-mark-rutte.html">Mark Rutte</a> e <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-wopke-hoekstra.html">Wopke Hoekstra</a></strong>, ha ammesso che sugli oltre<a href="https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/paradiso-fiscale-multinazionali-ndash-dall-rsquo-olanda-190321.htm?fbclid=IwAR1_j1taghrHu-WTgweZ09vgknFrKoE82QZ9gp0FzY_WKMP4Zh1ntIjTDYU"> 4.500 miliardi di euro transitati nel Paese nel 2016</a>, una cifra eccedente di cinque volte il Pil nazionale, l&#8217;Olanda ha potuto esercitare la sua capacità impositiva solo su 200 di essi.</p>
<p>Tra i Paesi che competono con l&#8217;Italia e le maggiori economie europee sul piano fiscale andrebbe aggiunta anche l&#8217;<strong>Ungheria, </strong>che però negli anni di governo di <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Viktor Orban</a> </strong>ha puntato su una strategia decisamente più diretta <a href="http://un a tassazione al 9% per le società dal 2017 e del 15% per le persone fisiche">promuovendo un&#8217;aggressiva <strong>flat tax </strong></a>sui redditi delle imprese, pari al 9%. Il gioco dei &#8220;paradisi fiscali&#8221; è decisamente più subdolo, in quanto sfrutta vuoti normativi e artifici contabili.</p>
<p>Su di esso ha puntato il dito anche <strong>Roberto Rustichelli</strong>, presidente dell&#8217;Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l&#8217;antitrust italiano), in una recente audizione alla Camera dei Deputat<strong>i</strong>. <a href="https://www.startmag.it/economia/perche-rustichelli-agcm-pizzica-google-apple-facebook-amazon-microsoft-e-whirlpool/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rustichelli non ha avuto remore a definire</a> &#8220;paradisi fiscali&#8221; i Paesi sotto osservazione: &#8220;la concorrenza fiscale sleale genera evidenti vantaggi per taluni Paesi: il Lussemburgo, paese di circa 600 mila abitanti, è in grado di raccogliere imposte sulle società pari al 4,5% del PIL, a fronte del 2% dell’Italia&#8221;. Secondo il dirigente dell&#8217;Agcm &#8220;investimenti internazionali si adattano alla geografia della concorrenza fiscale&#8221;. Un dato impressionante sulla convenienza economica dell&#8217;elusione fiscale quantifica i dividendi che i paradisi riescono a conseguire: &#8220;l’Italia attira investimenti esteri diretti pari al 19% del PIL; il Lussemburgo pari a oltre il 5.760%, l’Olanda al 535% e l’Irlanda al 311%&#8221;.</p>
<p>Assieme al dumping sociale legato alla delocalizzazione di diversi impianti produttivi verso Paesi a più basso costo del lavoro (in Europa in particolare Polonia e Bulgaria) Rustichelli individua nella concorrenza fiscale sleale un grave pregiudizio alle finanze pubbliche del Paese. La stima dell&#8217;alto funzionario di Stato è che Roma perda la possibilità di incassare tra i 5 e gli 8 miliardi di dollari per la concorrenza sleale, a fronte di un giro d&#8217;affari sottratto al Paese di oltre 23 miliardi (su 290 complessivi in Europa). Siamo in un intervallo tra i <strong>4,42 e i 7,08 miliardi di euro</strong>, in cui rientra la stima parallelamente fatta dalla Gabanelli, per la quale sono 6,5 i miliardi di euro in tasse sottratti alle casse italiane. La perdita è <strong>estremamente sanguinosa, </strong>se pensiamo che con essa si sarebbe potuta finanziare per intero una misura economica come le pensioni <strong>quota cento </strong>per un intero anno solare. Al contempo, la concorrenza fiscale sleale genera <strong>rendite di posizione </strong>rischiose per gli equilibri politici nel Vecchio Continente. Lo vediamo con l&#8217;Olanda, intenta a farsi <a href="https://it.insideover.com/politica/rutte-spingera-sul-rigore-per-difendere-la-sua-leadership.html"><strong>austera paladina del fronte del rigore sui conti pubblici </strong></a>dimenticando quanto spesso le sue politiche accomodanti danneggino Paesi più fragili nell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-furti-dei-paradisi-fiscali-europei-allerario-italiano.html">I furti dei paradisi fiscali europei all&#8217;erario italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I risultati della guerra di Macron all&#8217;evasione fiscale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-risultati-della-guerra-di-macron-allevasione-fiscale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 08:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il governo italiano vara piani duri e severi contro gli evasori fiscali, il governo francese tira le somme delle sue politiche, tutt&#8217;altro che morbide, in relazione a misure varate nel 2018. Emmanuel Macron ha infatti supervisionato l&#8217;introduzione di misure dure volte a inasprire i controlli, le sanzioni e, in casi estremi, la punizione penale per i grandi evasori &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-risultati-della-guerra-di-macron-allevasione-fiscale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-risultati-della-guerra-di-macron-allevasione-fiscale.html">I risultati della guerra di Macron all&#8217;evasione fiscale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Macron-discorso-La-Presse-e1572606467404-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il governo italiano vara piani duri e severi contro gli <strong>evasori fiscali</strong>, il governo francese tira le somme delle sue politiche, tutt&#8217;altro che morbide, in relazione a misure varate nel 2018. <strong>Emmanuel Macron </strong>ha infatti supervisionato l&#8217;introduzione di misure dure volte a inasprire i controlli, le sanzioni e, in casi estremi, la punizione penale per i grandi evasori che hanno consentito di aumentare del 40% il gettito dalla lotta all&#8217;evasione.</p>
<p>La Francia, con un&#8217;evasione fiscale di circa 100 miliardi di euro l&#8217;anno, è nell&#8217;ordine di grandezza dell&#8217;Italia in questo campo (110 miliardi). Le politiche governative per il contrasto all&#8217;evasione combinano l&#8217;utilizzo di nuove tecnologie, il rafforzamento dei controlli incrociati, lo sdoganamento di nuove forme di &#8220;polizia fiscale&#8221; e il deterrente del <em>naming and shaming, </em>la pratica di origine statunitense che consiste nel rendere pubbliche le condanne per evasione fiscale.</p>
<p>Sotto la guida del magistrato <strong>Nathalie Bécache</strong>, i 25 uffici della polizia fiscale hanno indagato sui reati di natura fiscale, consegnato alle procure oltre 1.100 fascicoli per indagini penali e superato il &#8220;blocco di Bercy&#8221;, ovvero il processo che concentrava sul solo ministero delle Finanze la possibilità di effettuare lo screening dell&#8217;evasione, ingolfandone la burocrazia di procedimenti inevasi. Inoltre, <a href="https://m.dagospia.com/francia-la-nuova-legge-sull-evasione-fiscale-ha-permesso-allo-stato-di-incassare-5-miliardi-in-217958">sottolinea </a><em>Il Fatto Quotidiano,</em> &#8220;il legislatore d’Oltralpe ha rafforzato i poteri delle Dogane in materia di lotta ai software che consentono di effettuare frodi o dissimularle e ha incremento lo scambio di informazioni all’interno dei diversi rami della pubblica amministrazione. Secondo la radio francese Europe1, solo sfruttando le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale le casse pubbliche sono riuscite a recuperare 640 milioni attraverso il “data mining”, cioè l’incrocio dei dati già in possesso dell’amministrazione&#8221;. <strong>Gerald Darmain,</strong> ministro francese per la pubblica azione e la contabilità dello Stato, ha dichiarato a <em>Le Monde </em>che il gettito complessivo della lotta all&#8217;evasione fiscale nei primi nove mesi del 2019 è stato di 5,6 miliardi di euro (+40%).</p>
<p>Ciò che dovrebbe far pensare in maniera profonda i legislatori del governo italiano è il fatto che buona parte di questo incremento sia stato dovuto all&#8217;extragettito conquistato colpendo l&#8217;evasione delle <strong>grandi multinazionali</strong>. Dopo la minaccia di apertura di un fascicolo nei suoi confronti <strong>Google </strong>ha ad esempio patteggiato un&#8217;ammenda da <strong>465 milioni di euro </strong>per evitare l&#8217;apertura di un procedimento nei suoi confronti. La politica italiana deve capire che non è colpendo idraulici, elettricisti, commercianti, partite Iva che soffrono per un fisco eccessivamente gravoso nei loro confronti che la lotta all&#8217;evasione si può sostanziare. L&#8217;evasione delle grandi multinazionali è la sfida da vincere, e anche questa non rappresenta un obiettivo definitivo. Nemmeno la legge francese impedisce alle grandi società transalpine di <strong>creare con pochi semplici mosse </strong>una società in un paradiso fiscale (<a href="https://it.insideover.com/politica/quel-paradiso-fiscale-ue-cui-nessuno-osa-parlare.html">magari all&#8217;interno della stessa Unione europea</a>) o di sfruttare architetture già esistenti per evitare allo Stato la possibilità di far pagare pienamente le tasse.</p>
<p>L&#8217;<strong>elusione fiscale </strong>è la grande partita che i Paesi ancora non hanno voluto affrontare in maniera netta e decisa. Se c&#8217;è qualcosa che l&#8217;esempio francese può insegnare all&#8217;Italia è che lo sfruttamento di nuove pratiche e nuove tecnologie può dare i suoi frutti nel contrasto all&#8217;evasione, ma che tali successi locali siano la punta dell&#8217;iceberg di fronte a un giro d&#8217;affari di elusione da decine di miliardi di euro che non si ha il coraggio di scardinare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/i-risultati-della-guerra-di-macron-allevasione-fiscale.html">I risultati della guerra di Macron all&#8217;evasione fiscale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’Ue contro i paradisi fiscali: ma scorda quelli al suo interno</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lue-contro-i-paradisi-fiscali-ma-scorda-quelli-al-suo-interno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Di recente l’Ecofin, il forum dei ministri economici dell’Unione Europea, ha su mandato della Commissione aggiornato la lista nera dei paradisi fiscali accusati da Bruxelles di guadagnare sfruttando la leva del dumping e dell’occultazione fiscale. Ai cinque Paesi già presenti (le Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago e le Isole Vergini) si sono aggiunti, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lue-contro-i-paradisi-fiscali-ma-scorda-quelli-al-suo-interno.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lue-contro-i-paradisi-fiscali-ma-scorda-quelli-al-suo-interno.html">L’Ue contro i paradisi fiscali: ma scorda quelli al suo interno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/GETTY_20190308091342_28685891-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Di recente l’Ecofin, il forum dei ministri economici dell’Unione Europea, ha su mandato della Commissione aggiornato la lista nera dei paradisi fiscali accusati da Bruxelles di guadagnare sfruttando la leva del dumping e dell’occultazione fiscale.</p>
<p>Ai cinque Paesi già presenti (le Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago e le Isole Vergini) si sono aggiunti, riporta il Corriere della Sera, “Aruba, Barbados, Belize, le Bermuda, Dominica, Fiji, Isole Marshall, Oman, Emirati Arabi e Vanuatu. Tutte giurisdizioni che non hanno attuato gli impegni annunciati entro la scadenza data dalla Ue”, basati sui principi di trasparenza fiscale, buona governance e attività economica reale.</p>
<p>“Altri 34 Paesi restano sulla lista «grigia» per essere monitorati: tra questi le isole Cayman, Turchia, Svizzera, Capo Verde, Marocco, Montenegro. Mentre 25 sono stati rimossi, come Taiwan, Macao, Malesia, San Marino. Invece dalla lista grigia, cioè quella dei Paesi sotto monitoraggio, scompaiono ben 25 Paesi, tra cui Andorra, Jersey e Panama, sebbene al centro di scandali ancora recenti”.</p>
<h2>Oxfam all’attacco</h2>
<p>L’impegno nello scrutinio dei paradisi fiscali stranieri è stato notevole ma incompleto, ad opera di numerosi osservatori. Tra i maggiori critici dell’azione dell’Ecofin si segnala Oxfam, Ong attiva nella ricerca su problematiche di matrice economica, che ha accusato Bruxelles di eccessiva tolleranza verso molti Paesi colpiti da grandi scandali fiscali come Bermuda, Hong Kong, Bahamas, le Isole Vergini, le Cayman, l’Isola di Man e il già citato Panama e, soprattutto, di essere stata eccessivamente lassista verso le sue problematiche interne.</p>
<p>Tramite un comunicato ufficiale, Oxfam ha denunciato infatti il lassismo europeo: “Per rimanere leader nella lotta all’evasione, l’Unione Europea dovrebbe prima mettere in ordine la sua casa invece di guardare al fisco del resto del mondo e trascurare i paradisi all’interno dei propri confini”.</p>
<h2>Sette Paesi incoerenti</h2>
<p>Il tema dei paradisi fiscali reali o latenti che albergano all’interno dell’Unione è da tempo oggetto di discussione. Secondo un rapporto pubblicato proprio in questi giorni e commissionato dalla Tax3, la Commissione speciale del Parlamento europeo per i crimini fiscali, l’evasione e l’ elusione fiscale, sono ben sette i Paesi dell’ Unione europea che presentano i “tratti distintivi di un paradiso fiscale e promuovono una politica fiscale aggressiva”.</p>
<p>Di questo esclusivo club fanno parte Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Cipro e Ungheria. Nazioni che attirano capitali stranieri con una politica fiscale estremamente generosa nei confronti di multinazionali (Irlanda) o Pmi (Ungheria) o con l’opacità di regole che dovrebbero invece favorire la lotta all’elusione.</p>
<h2>Come si costruisce un paradiso fiscale</h2>
<p>“Le pratiche messe in atto da questi Stati europei sono note da tempo. Approfittano dell’autonomia fiscale ancora esistente all’interno della Ue, nonostante da tempo ci sia ormai una moneta unica, per abbassare le tasse e attirare entro i propri confini la sede legale di molte società straniere, che ovviamente sono felici di pagare meno imposte”, si legge su Tiscali. “Il risultato di questi meccanismi sono ovviamente negativi per le casse pubbliche (e dunque per i cittadini) degli Stati europei a fiscalità più alta con gravi ripercussioni sulla qualità del welfare. Tra i paesi più penalizzati ci sono quelli di maggiori dimensioni ovvero Germania, Francia, Italia e Spagna. Secondo una stima contenuta nel rapporto dell’Oxfam, nel 2015 i quattro Paesi elencati sopra hanno perso ben 35,1 miliardi di euro di gettito a causa dello spostamento di flussi finanziari verso i paradisi fiscali intra Ue”.</p>
<p>Il lassismo della Commissione Europea verso i paradisi fiscali europei si spiega con un solo nome: quello di Jean-Claude Juncker. Nella sua lunga carriera da premier del Lussemburgo Juncker ha lavorato alacremente per favorire la trasformazione del Paese in un grande attrattore di capitali erratici. Come chiedere ora trasparenza da chi dall’elusione delle regole ha tratto la sua fortuna politica?</p>
<h2>Olanda, il paradiso fiscale per eccellenza</h2>
<p>Ma l’incoerenza più grande è quella dimostrata dai Paesi Bassi. Il governo di Mark Rutte, cultore dell’austerità più rigorosa e accusatore numero uno del governo italiano nella fase di dibattito sulla sua manovra economica, non ha avuto remore a modellare un regime fiscale tale da permettere l’esistenza di un sistema di esenzioni per gli utili di multinazionali straniere operanti nel Paese, permettendo loro di non essere colpite dalla normale aliquota corporate del 25%. E, come ha dovuto di recente ammettere a denti stretti il viceministro delle Finanze Menno Snel, l’Olanda nel 2016 ha visto transitare per semplici motivazioni fiscali nel suo territorio 4.500 miliardi di euro, più di cinque volte il valore del suo Pil, ma ha potuto estrarre da essi ricavi fiscali per soli 200 miliardi, meno del 5% del totale.</p>
<p>Il governo ha dovuto anche rendere noto che nel Paese ci sono circa “15mila società “bucalettere”, vale a dire cassette postali dietro le quali la maggior parte delle volte non esiste una vera e propria struttura organizzata né tantomeno unità produttive. In sostanza, dividendi, royalties e diritti intellettuali – grazie ad un fisco amico delle società e delle multinazionali – vengono “blindati” in Olanda invece che nei singoli Paesi europei”, hanno scritto sul Sole 24 Ore Angelo Mincuzzi e Roberto Galullo, ripresi da Dagospia. L’Olanda è non solo uno dei maggiori paradisi fiscali latenti del Vecchio Continente, ma anche uno dei centri dell’elusione fiscale globale. Austeri in tutto, anche nel richiedere alle grandi imprese di pagare il dovuto. E come tutto questo possa concorrere a cementare la coesione di un’Unione Europea coerente sul profilo economico, francamente, non si riesce a comprenderlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lue-contro-i-paradisi-fiscali-ma-scorda-quelli-al-suo-interno.html">L’Ue contro i paradisi fiscali: ma scorda quelli al suo interno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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