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	<title>palladio Archives - InsideOver</title>
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	<title>palladio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il boom del palladio: tra rivoluzione green e speculazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-boom-del-palladio-tra-rivoluzione-green-e-speculazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 07:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[palladio]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel bel mezzo delle tensioni politiche mediorientali tra Stati Uniti e Iran e nelle fasi iniziali dell’aggravarsi dell’epidemia di coronavirus in Cina, nelle prime settimane del 2020 è passato in sordina un evento piuttosto rilevante nel campo della geopolitica e della finanza, destinato molto probabilmente a diventare un tema centrale anche nei prossimi mesi. Lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-boom-del-palladio-tra-rivoluzione-green-e-speculazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-boom-del-palladio-tra-rivoluzione-green-e-speculazione.html">Il boom del palladio: tra rivoluzione green e speculazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel bel mezzo delle tensioni politiche mediorientali tra Stati Uniti e Iran e nelle fasi iniziali dell’aggravarsi dell’epidemia di coronavirus in Cina, nelle prime settimane del 2020 è passato in sordina un evento piuttosto rilevante nel campo della geopolitica e della finanza, destinato molto probabilmente a diventare un tema centrale anche nei prossimi mesi.</p>
<p>Lo scorso 20 gennaio infatti, il <strong>palladio</strong>, uno dei quattro minerali più preziosi al mondo, dopo un’impennata incominciata già nell’autunno del 2019, ha raggiunto il prezzo record di <strong>2.545 dollari l&#8217;oncia</strong>, superando di una volta e mezza il valore dell’oro (fino a qualche mese fa il metallo più costoso) e nettamente davanti a platino e argento.</p>
<p>Per comprendere le ragioni di questo balzo improvviso, però, è necessario prima capire che cos&#8217;è il palladio e perché è diventato un materiale fondamentale da cui potrebbe dipendere buona parte del nostro futuro green.</p>
<h2>Che cos&#8217;è il palladio?</h2>
<p>Il palladio, insieme al platino, al rutenio, al rodio, all&#8217;osmio e all&#8217;iridio è uno dei sei metalli del gruppo del platino (spesso definiti anche <strong>Pgm</strong>), un gruppo di metalli che ha proprietà chimiche e fisiche piuttosto simili e che spesso si trovano anche nei medesimi giacimenti.</p>
<p>Generalmente il palladio viene estratto come un prodotto secondario dalla ricerca  di altri metalli, come ad esempio il nichel o, appunto, lo stesso platino. I principali giacimenti di questo metallo si trovano in Sudafrica, Canada e in Russia, nella regione degli Urali, dove recenti scoperte hanno proiettato il Paese potenzialmente al primo posto sia per riserve sia per le produzioni future, riaprendo così il tema delicatissimo della <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html">guerra dei minerali rari</a>.</p>
<h2>Perché è diventato così importante?</h2>
<p>Come spiega <em><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-10-28/why-palladium-is-suddenly-a-more-precious-metal-quicktake-k2ap4ryc">Bloomberg</a></em>, circa l&#8217;85% del palladio estratto è utilizzato nei sistemi di scarico delle auto, all&#8217;interno delle marmitte catalitiche, dove, insieme ad altri metalli rari, serve a trasformare gli inquinanti tossici in anidride carbonica e vapore acqueo.</p>
<p>Sebbene il palladio venga utilizzato ampiamente anche in elettronica, odontoiatria e gioielleria, il suo vero terreno d’uso rimane indubbiamente quello dell’industria automobilistica. E sono proprio i cambiamenti del comparto automotive ad aver contribuito a causare il rimbalzo del prezzo di questo metallo prezioso. Basti pensare che, a seguito dello scandalo del <strong>Dieselgate </strong>in Europa, il conseguente aumento delle vendite di veicoli a benzina a discapito delle auto diesel, ha generato un rapido aumento del prezzo del palladio, utilizzato nei sistemi di scarico delle automobili a benzina, mentre è sceso quello del platino, che è invece usato nei catalizzatori dei veicoli a gasolio.</p>
<p>Sebbene i due metalli abbiano caratteristiche molto simili e possano  potenzialmente essere utilizzati l’uno come alternativa dell’altro, secondo diversi studi potrebbe richiedere diverso tempo prima che il palladio possa essere sostituito dal suo “parente” meno costoso all&#8217;interno delle marmitte catalitiche.</p>
<p>Questa prospettiva, <a href="https://www.forbes.com/sites/timtreadgold/2019/03/06/platinum-in-focus-as-car-makers-switch-from-high-priced-palladium-in-exhaust-systems/#6d5ec678657c">come spiega la rivista economica <em>Forbes</em></a>, sta già spingendo alcuni speculatori a investire nuovamente nel platino in attesa dello “<strong>switch</strong>” nella produzione delle marmitte catalitiche. Tuttavia, a giudicare dall’esorbitante prezzo del palladio, la transizione sembra ancora lontanissima.</p>
<h2>Il fattore green e lo spettro della speculazione</h2>
<p>La relativa scarsità nella disponibilità di palladio, estratto come sottoprodotto di altri metalli, unita alla domanda crescente spinta dalle limitazioni anti-inquinamento, ha contribuito a portare il prezzo di questo metallo alle stelle.</p>
<p>Si calcola infatti che da diversi mesi ci sia un forte divario tra la quantità di materiale prodotto e l’enorme richiesta. Man mano che i governi stringono le normative per reprimere le emissioni di gas inquinanti generate dai veicoli, in quella che molti già definiscono la rivoluzione green, le case automobilistiche si vedono infatti costrette ad aumentare la quantità di metallo prezioso che usano nei sistemi di scarico delle loro auto.</p>
<p>Nonostante il <strong>mercato delle auto elettriche</strong> stia crescendo molto rapidamente e potrebbe presto costituire una forte minaccia per la produzione di marmitte catalitiche e, di conseguenza, per il valore del palladio, l’addio ai motori a combustione sembra ancora piuttosto lontano dalla realtà. Paradossalmente, allo stato attuale è invece molto più probabile che, nella transizione dai motori tradizionali all&#8217;elettrico il prezzo del palladio subirà ulteriori rialzi per i prossimi. Questo grazie ai crescenti volumi di vendita delle auto ibride che proprio al fine di mantenere ancora più bassi i livelli di inquinamento necessitano di maggiori quantità di questo prezioso metallo nei loro tubi di scappamento.</p>
<p>Ad accorgersi dell’aumentata richiesta del palladio e delle buone prospettive legate al suo futuro “green” non sono state però solamente le case automobilistiche e i produttori di catalizzatori, ma anche la semplice criminalità, che ha rapidamente rivolto la propria attenzione al business dei furti di marmitte catalitiche e sul “riciclo” dei metalli preziosi al loro interno.</p>
<p>Oltre all&#8217;estrazione dalle miniere, gran parte della produzione del palladio e del platino che utilizziamo oggi avviene infatti tramite il riciclo dai componenti delle auto o da altri prodotti. Sia il metallo estratto che quello riciclato vengono raffinati e possono essere ridotti in una polvere, nota come ”<strong>sponge</strong>”, che viene utilizzata in varie applicazioni industriali, o più comunemente diventano lingotti che possono essere facilmente trasportati e stoccati.</p>
<p>Tuttavia, ad influenzare il prezzo del palladio potrebbe essere, oltre alla crescente domanda dell’industria automobilistica, anche un altro fattore, in questo caso legato al mondo della finanza. Come spiega l&#8217;istituto <a href="https://www.cmegroup.com/education/courses/introduction-to-precious-metals/understanding-supply-and-demand-precious-metals.html">Cme Group</a>, la produzione da miniere e dal riciclo non è l&#8217;unica fonte di approvvigionamento per il mercato. Una volta fabbricati, i lingotti sono conservate in caveau e lo stock di metallo immagazzinato nelle casseforti, accumulandosi nel corso degli anni, diventa disponibile come fornitura al mercato.</p>
<blockquote><p>“Non ci sono stime attendibili della quantità di metallo prezioso immagazzinato. Alcuni sono di proprietà di banche centrali, altri sono di proprietà di fondi di investimento e altri di investitori e intermediari individuali e aziendali”.</p></blockquote>
<p>Come l’oro, infatti, il palladio, oltre ad essere un materiale utilizzato nell’industria, è un <strong>bene rifugio</strong>, e in questi tempi di tensioni geopolitiche e di incertezze per i mercati globali, si presta a diventare una calamita per investimenti più “sicuri” e, in alcuni casi, per pura speculazione.</p>
<h2>Il nuovo oro</h2>
<p>Così il boom del prezzo del palladio, oltre a travolgere la produzione industriale e, come si è visto, perfino la micro-economia dei ladri di marmitte, apre anche un’altra incognita: in che modo cambierà il mercato dei beni rifugio?</p>
<p><a href="https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/13504851.2014.920471">Come ha dimostrato uno studio del 2015</a> focalizzato sull&#8217;uso dei metalli preziosi come beni rifugio all&#8217;interno dell’economia statunitense, l’oro in alcuni casi viene “rimpiazzato” dagli altri metalli preziosi nella sua funzione di “safe haven”</p>
<p>I risultati raccolti negli Stati Uniti hanno infatti mostrato che, in alcuni periodi, l&#8217;argento, il platino e il palladio fungono da beni rifugio mentre, paradossalmente, l&#8217;oro perde il suo appeal di investimento sicuro agli occhi degli investitori.</p>
<p>Lo studio, oltre a suggerire la maggiore “forza” di questi metalli preziosi rispetto all&#8217;oro nella funzione di beni rifugio, sottolinea anche l’enorme potenziale del loro utilizzo come strumenti di gestione del rischio durante le crisi economiche e finanziarie.</p>
<p>Da qui, ecco allora emergere l’importanza del <strong>sorpasso “storico” del palladio </strong><b>sull&#8217;oro</b>, con la possibilità che il primo, oltre a finire nel ciclo di produzione di veicoli meno inquinanti per il nostro futuro a emissioni zero, possa diventare il nuovo bene rifugio per eccellenza, trasformandosi così nel nuovo oro.</p>
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		<title>La guerra dei minerali rari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 07:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[palladio]]></category>
		<category><![CDATA[platino]]></category>
		<category><![CDATA[Platinum Group Metals (Pgm)]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si parla di geopolitica spesso ci si limita a considerare come una nazione agisce a livello internazionale prettamente dal punto di vista diplomatico o militare. In realtà la politica estera di un Paese è strettamente legata alla sua economia e alle ricadute delle decisioni intraprese nel panorama internazionale in funzione della sua strategia, tanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-minerali-rari.html">La guerra dei minerali rari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8482638-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando si parla di geopolitica spesso ci si limita a considerare come una nazione agisce a livello internazionale prettamente dal punto di vista diplomatico o militare. In realtà la politica estera di un Paese è strettamente legata alla sua economia e alle ricadute delle decisioni intraprese nel panorama internazionale in funzione della sua strategia, tanto che si parla, a buon diritto, di <strong>geoeconomia</strong>. Il fulcro, la chiave di volta, della geoeconomia di qualsiasi Stato passa dalle <strong>risorse minerarie</strong> e dal loro approvvigionamento. In questo quadro giocano un ruolo fondamentale non soltanto le fonti energetiche, in particolare gli <strong>idrocarburi</strong>, ma anche i <strong>minerali</strong>: ferro, alluminio, uranio, sono solo i più conosciuti ma ne esistono tantissimi altri divenuti ormai fondamentali proprio per l&#8217;importanza che hanno assunto nel mondo moderno, in quanto mattoni fondamentali per il progresso tecnologico. Stiamo parlando di minerali appartenenti al gruppo delle cosiddette <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-sara-petrolio-del-futuro-lo-controllera-avra-mondo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Terre Rare</strong></a> (in inglese Rare Earth Elements &#8211; Ree), e a quelli definiti dall&#8217;acronimo <strong>Pgm (Platinum Group Metals)</strong>, ovvero metalli appartenenti al gruppo del platino nella tavola periodica degli elementi.</p>
<p>Assicurarsi l&#8217;estrazione di questi minerali significa gestire il mercato degli stessi a livello globale, quindi stabilirne il prezzo e i volumi di scambio, fattore fondamentale nell&#8217;economia del terzo millennio proprio per l&#8217;importanza che hanno negli strumenti tecnologici di utilizzo quotidiano, industriale o militare.</p>
<p>Si sono aperte quindi <strong>nuove prospettive economiche</strong> che hanno anche, in molti casi, ribaltato gli assetti geopolitici, in quanto alcuni di questi minerali si trovano, per questioni geologiche, in Paesi che non sono stati al centro degli interessi speculativi globali essendo privi risorse di altro tipo, come gli idrocarburi, l&#8217;uranio, il carbone o i minerali di ferro. Il controllo della produzione di un minerale come il <strong>litio</strong>, fondamentale per le batterie, o il <strong>lantanio</strong>, <strong>cerio</strong> e <strong>neodimio</strong>, presenti in innumerevoli prodotti sia della nostra quotidianità (come schermi Tv o hard drive di Pc) sia di livello militare o altamente specializzato (come magneti, superconduttori, turbine, laser, sistemi di guida di missili e satelliti) assume i toni di una vera e propria guerra, per il momento solo commerciale, che si combatte su scala globale.</p>
<h2>Il palladio, più prezioso dell&#8217;oro più importante del petrolio</h2>
<p>I minerali appartenenti al gruppo dei <strong>Pgm</strong> sono <strong>tra i più rari della Terra</strong>. La crosta terrestre, ad esempio, ha solo 0,0005 parti per milione (ppm) di palladio a fronte alle 60 Mppm (milione di parti per milione) del rame, le 0,075 Mppm di argento e 0,004 Mppm dell&#8217;oro.</p>
<p>Sono più di cento i minerali contenenti Pgm e sono concentrati per la maggior parte in depositi di origine magmatica, formatisi milioni di anni fa, attraverso la cristallizzazione frazionata di magmi contenenti solfati ricchi di Pgm che poi, durante le ere geologiche, sono stati erosi dagli elementi e sono andati a formare dei depositi di origine sedimentaria.</p>
<p>Gli utilizzi del <strong>palladio</strong> sono molteplici, ma si concentrano per la maggior parte nell&#8217;industria dell&#8217;automotive per la produzione di marmitte catalitiche (55%), nell&#8217;elettronica (16%), nella produzione di gioielli (11%), e anche nel campo medico dentale, nella chimica e per mere finalità di investimento. In particolare la rarità e l&#8217;alto utilizzo nel settore automotive ne ha raddoppiato il suo prezzo rispetto ad un altro elemento dei Pgm, il <strong>platino</strong>. Tali elementi sono anche essenziali per la produzione di fibre di vetro e cristalli liquidi dando quindi il senso immediato della loro importanza nel mondo di oggi.</p>
<p>Attualmente le riserve globali di Pgm ammontano, secondo l&#8217;<strong>Usgs</strong> (il servizio geologico degli Stati Uniti) a 69 milioni di tonnellate con il <strong>Sudafrica</strong>, in particolare il ben noto distretto minerari del Bushveld, a farla da padrone con 63 milioni di tonnellate (dati 2018). La <strong>Russia</strong> e lo <strong>Zimbabwe</strong> sono rispettivamente seconda e terza con 3,9 e 1,2 milioni di tonnellate. La produzione di palladio, sempre nel 2018, ammontava a 68mila tonnellate per il Sudafrica, 85mila per la Russia e 12mila per lo Zimbabwe.</p>
<h2>La Russia nuovo <em>el dorado</em> del palladio</h2>
<p>Nuove scoperte proiettano però la Russia, potenzialmente, al primo posto sia per riserve sia per produzioni future: nella penisola di Tajmyr, nella <strong>Siberia centrale</strong>, sembra sia stato scoperto un giacimento di Pgm, in particolare ricco di palladio, stimato in <strong>770 milioni di tonnellate</strong>. Più che sufficienti per garantire mezzo secolo di produzione ed in grado di diventare remunerativo entro cinque anni dallo sfruttamento.</p>
<p>Si capisce quindi perché, la <a href="https://www.themoscowtimes.com/2019/11/20/russia-worlds-top-palladium-producer-15bln-arctic-investment-a68252">Arctic Palladium</a>, joint venture che opera già nella tundra siberiana, abbia deciso di investire, insieme a Nornickel e Bazhaev’s Russian Platinum, l&#8217;astronomica cifra di <strong>15 miliardi di dollari</strong> per lo sfruttamento del giacimento di Pgm.</p>
<p>L&#8217;investimento è di quelli seri, e le infrastrutture per il trasporto e la commercializzazione del minerale non mancheranno grazie alla nuova politica di Mosca verso l&#8217;<strong>Artico</strong>, che ha aperto e sta implementando una nuova via di comunicazione marittima, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-russia-ha-blindato-lartico.html" target="_blank" rel="noopener">la Northern Sea Route</a>, che collegherà Murmansk a Vladivostok passando per i mari artici.</p>
<p>Questa nuova scoperta potenzialmente candiderà la Russia a diventare <strong>egemone</strong> nel mercato dei Pgm: le enormi riserve le permetteranno di deciderne il prezzo adeguando la produzione a seconda delle proprie esigenze, scalzando così il Sudafrica da attore detentore del monopolio del palladio e del platino.</p>
<p>Un problema non da poco per gli <strong>Stati Uniti</strong>, che importano la maggior parte di queste due risorse: il palladio arriva dal Sudafrica per il 31%, dalla Russia per il 28%, dall&#8217;Italia per il 12% e dal Regno Unito per il 6% mentre il platino per il 44% dal Sudafrica, per il 15% dalla Germania, per il 10% dal Regno Unito e per il 7% dall&#8217;Italia. La produzione americana di palladio, nel 2018, è stata di 14mila tonnellate mentre quella di platino assomma a 4100 a fronte di riserve stimate pari a 900mila tonnellate di Pgm. Questi dati danno bene la misura della &#8220;fame&#8221; di minerali rari degli Stati Uniti, che restano il primo produttore di prodotti ad alta tecnologia del mondo insidiati, guarda caso, proprio dalla Cina che <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-la-cina-minaccia-la-guerra-sulle-terre-rare.html" target="_blank" rel="noopener">ha messo lo zampino</a> sull&#8217;approvvigionamento di Terre Rare e di litio di mezzo mondo.</p>
<p>Washington dovrà quindi fare i conti con Mosca nei prossimi decenni per l&#8217;approvvigionamento di queste risorse e pertanto dovrà sapersi destreggiare bene diplomaticamente per non rischiare di trovarsi tagliata fuori dal mercato che sarà monopolizzato dalla Russia.</p>
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