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	<title>Palestina Archives - InsideOver</title>
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	<title>Palestina Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Paesi Bassi e Islanda accanto al Sudafrica: Il genocidio a Gaza non è più questione da &#8220;terzomondisti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/paesi-bassi-e-islanda-accanto-al-sudafrica-il-genocidio-a-gaza-non-e-piu-questione-da-terzomondisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Paesi Bassi e Islanda si sono uniti al Sudafrica nella causa sul genocidio contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (Icj).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/paesi-bassi-e-islanda-accanto-al-sudafrica-il-genocidio-a-gaza-non-e-piu-questione-da-terzomondisti.html">Paesi Bassi e Islanda accanto al Sudafrica: Il genocidio a Gaza non è più questione da &#8220;terzomondisti&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per portare avanti un genocidio non c&#8217;è bisogno di teorizzarlo: anche gli sfollamenti forzati, la fame usata come arma di guerra, il blocco degli aiuti umanitari e le violenze sistematiche contro i minori si possono configurare, nel contesto di Gaza, come atti di annientamento veri e propri. È questa la tesi che <strong>Paesi Bassi e Islanda</strong> hanno portato ai giudici dell&#8217;Aja, unendosi al Sudafrica nel procedimento sul <a href="https://it.insideover.com/tag/genocidio">genocidio</a> contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (Icj).</p>



<p>È una notizia importante che segnala <strong>il crescente isolamento giuridico di Tel Aviv</strong>: nonostante la repressione del dibattito pubblico sulla Palestina in mezzo Occidente e la pavidità dei burocrati europei quando si tratta di puntare il dito contro Israele nell&#8217;escalation in Libano o in Iran, l&#8217;inchiesta sul genocidio va avanti, e si popola di nuovi accusatori.</p>



<p>L&#8217;Islanda, in particolare, avanza la stessa argomentazione che la<em> special rapporteur </em><strong>Francesca Albanese</strong>, sanzionata dal Dipartimento di Stato Usa nell&#8217;indifferenza di Quirinale e Ue, sostiene da due anni, ci racconta il professor <strong>Luigi Daniele</strong>, esperto di Diritto internazionale. Ovvero che &#8220;il dolo specifico di genocidio, in generale, sempre, può pienamente coesistere, legalmente, con obiettivi militari. Ciò vale tanto più nel caso israeliano, in cui a Gaza proprio nelle dottrine militari e sul diritto dei conflitti armati si è provato a criptare e mimetizzare il dolo specifico di distruzione del gruppo vittima, come se quella distruzione fosse un gigantesco e pienamente legittimo danno collaterale&#8221;.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più. L&#8217;aggiunta di Paesi Bassi e Islanda toglie argomenti a quanti, nel fronte filoisraeliano rigido, provano a buttarla in caciara squalificando l&#8217;accusatore. &#8220;<strong>Avvocato del diavolo</strong>&#8220;: così il portavoce del governo di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>aveva definito il Sudafrica dopo che, il 29 dicembre 2024, Pretoria aveva formalmente sostenuto che lo Stato ebraico violasse la Convenzione sul genocidio. Il governo israeliano aveva anche assicurato che sarebbe comparso all’Aja per difendersi da questa &#8220;dannata assurda calunnia (<em>absurd bloody libel</em>)&#8221;.</p>



<p>Gli Stati Uniti di Donald Trump, quasi contemporaneamente, hanno sospeso gli aiuti al Sudafrica accusandolo di portare avanti politiche “anti-bianchi” e di assumere posizioni ostili verso Israele tramite il caso portato all&#8217;Icj. Sudafrica antisemita e complice con i terroristi, dunque. Una manfrina ripetuta decine di volte nei confronti di istituzioni internazionali e intellettuali che però sarà più difficile replicare adesso.</p>



<p>Nei Paesi Bassi, al governo c&#8217;è un <strong>partito liberale progressista </strong>(con un premier gay) e in Islanda un partito socialdemocratico moderato (con una premier femminista), entrambi con una linea fortemente filo-Ue, filo-Nato, di sostegno all’Ucraina e favorevole all’aumento della spesa militare. Non regge quindi l&#8217;idea, vagamente razzista, diffusa anche dai nostri giornali riformisti, secondo cui il procedimento all&#8217;Icj sarebbe dominato da istituzioni terzomondiste, piene di risentimento e sì, diciamolo, anche un po&#8217; &#8220;barbare&#8221;.</p>



<p>L&#8217;Icj, nato nel 1946, è il <strong>principale organo giudiziario delle Nazioni Unite.</strong> Spesso viene confusa con la Corte penale internazionale, che giudica i singoli accusati di crimini internazionali, la cui competenza è limitata dalla mancata adesione di varie superpotenze. Sia il Sudafrica che Israele aderiscono alla<strong> convenzione del 1948 contro il genocidio</strong>, secondo la quale il genocidio si consuma se vi è &#8220;l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale&#8221;. </p>



<p>Il <strong>documento sudafricano</strong> riporta le <strong>dichiarazioni</strong> di esponenti israeliani, dal presidente Herzog ai comandanti militari passando per Netanyahu, che hanno parlato di &#8220;lotta fra i figli della luce e i figli delle tenebre, fra l’umanità e la legge della giungla&#8221;, e utilizzando un&#8217;infinità di espressioni che disumanizzerebbero in tutti i modi palestinesi. Secondo i Paesi Bassi e l&#8217;Islanda, per la qualifica di genocidio quelle dichiarazioni, per quanto spaventose, potrebbero essere non più dirimenti. La questione si sta spostando, dunque, dalle frasi teoriche e dalla retorica a un&#8217;argomentazione sempre più sostenuta da <strong>definizioni giuridiche serie e concrete</strong>. Basate sull&#8217;operato dell&#8217;egemone sul campo. Un&#8217;argomentazione a prova di razzismo.</p>



<p><a href="https://www.osservatoriorepressione.info/antisemitismo-o-censura-il-senato-vota-la-legge-che-protegge-israele-dalle-critiche/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHuhF-rE2s8fzn0EcRof_M8WnQl2xZ9akNIbjQZ2Y1PK9N2cQWMJxb-MRkju3_aem_Dyyv_mlk6dpJO3E3QWqyuw" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il British Museum avrebbe rimosso la parola “Palestina” da alcune didascalie dopo una lettera dell'UK Lawyers for Israel.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html">Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217225500722_461c25ca730db14de5e6986e22dbc1ca-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi il quotidiano britannico<strong><a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2026/02/14/british-museum-removes-palestine-references-from-ancient-mi/"> The Daily Telegraph</a></strong> ha pubblicato un articolo secondo cui il<strong> British Museum</strong> avrebbe rimosso la parola “<strong>Palestina</strong>” dalle didascalie di alcune sue gallerie dedicate all’antico Medio Oriente, in seguito a una lettera inviata da <strong>UK Lawyers for Israel</strong> (UKLFI).</p>



<p>Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione avrebbe inviato una lettera in cui si contestava l’uso del termine in relazione al popolo <em>Hyksos</em>, sostenendo che non fosse corretto definirli un popolo di derivazione “palestinese” e che avrebbe potuto fuorviare il pubblico sulla storia della regione, quindi minare la storia di <strong>Israele </strong>e del popolo ebraico. La notizia è rimbalzata su diverse testate e sui social, sostenendo che il British Museum avesse rimosso la parola. Non una menzogna, ma una verità a metà. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La rettifica del Direttore</h2>



<p>Dopo due giorni dalla notizia, <strong>Francesca Albanese</strong> ha condiviso su X il post dello storico <strong>William Dalrymple</strong> scrivendo di essere &#8220;felice di sapere che il British Museum non rimuoverà la parola &#8216;Palestina&#8217;&#8221;, ma allo stesso tempo di attenzionare tutti quei gruppi che hanno lo scopo di mettere a tacere e cancellare la Palestina.</p>



<p>Dalrymple, dopo aver personalmente contattato il nuovo direttore del British Museum, <strong>Nick Cullinan</strong>, ha provveduto a comunicare che in realtà la menzione non verrà completamente eliminata dalle etichette e che possiedono anche un&#8217;esposizione dedicata interamente alla Palestina e a Gaza. Il direttore sosteneva di non essere al corrente della questione e di non aver nemmeno visionato la lettera in questione, affermando di esserne disgustato.</p>



<p>Secondo quanto affermato da<strong> </strong>Cullinan, durante un ordinario aggiornamento della galleria dell’antico Medio Oriente, sarebbero stati modificati due pannelli per fare in modo che riflettessero una terminologia ritenuta più coerente con i contesti storici rappresentati. Un portavoce del Museo ha poi negato che la decisione sia stata presa in risposta alla denuncia dell&#8217;UKLFI, ma affermando che il termine non è più &#8220;politicamente neutrale&#8221;. Il termine “Palestina” continua a comparire in esposizioni e riferimenti relativi all’epoca moderna e contemporanea, inclusi contenuti su Gaza.</p>



<p>Le modifiche di fatto però ci sono state state, anche se solo ad alcune etichette. Perciò, per ricapitolare, il British Museum non ha cancellato la parola Palestina del tutto, ma ha provveduto a modificare alcune etichette dopo la lettera dell&#8217;UKLFI.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I&#39;ve just been chatting with Nick Cullinan, the excellent new director of the British Museum,  and I&#39;m  very relieved to say that the story put by the Daily Telegraph about the BM cancelling the name Palestine is a complete misrepresentation of the facts:<br><br>&quot;To reassure you we are… <a href="https://t.co/7AnUiDmGYa">pic.twitter.com/7AnUiDmGYa</a></p>&mdash; William Dalrymple (@DalrympleWill) <a href="https://twitter.com/DalrympleWill/status/2023399058690158797?ref_src=twsrc%5Etfw">February 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le vere modifiche del British Museum</h2>



<p>L&#8217;<strong>UK Lawyers for Israel</strong> è un gruppo di avvocati britannici volontari che, come esplicitato nella <em>mission</em> sul loro sito, dichiara di “usare la legge per contrastare i tentativi di minare, attaccare e delegittimare Israele, le organizzazioni israeliane, gli israeliani e i sostenitori di Israele.”.</p>



<p>Nella lettera, l&#8217;UKLFI ha scritto che l&#8217;uso del termine Palestina nelle mostre &#8220;ha l&#8217;effetto combinato di cancellare i regni di Israele e di Giudea&#8221; e di &#8220;riformulare le origini degli Israeliti e del popolo ebraico come erroneamente derivanti dalla Palestina&#8221;. Nello specifico facevano riferimento a etichette di esposizioni del periodo 1700-1500 a.C. in riferimento alla costa orientale del Mediterraneo come &#8220;Palestina&#8221; e descrivevano il popolo <em>Hyksos </em>come di &#8220;discendenza palestinese&#8221;. Il museo ha quindi provveduto a cambiare le didascalie, sostituendo il termine con riferimenti più generici come “popolazioni di Canaan&#8221;. Il termine è stato rimosso anche dalle mostre sull&#8217;antico Egitto e sui Fenici, perché considerato non &#8220;significativo&#8221; come termine storico-geografico in quel contesto.</p>



<p>Storicamente, però, il termine <strong>Palestina</strong> ha radici accertate. Proprio l&#8217;<a href="https://www.britannica.com/place/Palestine">Encyclopaedia Britannica</a> attesta che il termine deriva dal greco <em>Palaistínē</em>, che a sua volta trasmette l’ebraico <strong>Peleshet</strong>, il nome dei <strong>Filistei</strong>, popolazione costiera del XII secolo a.C. Compare già nel V secolo a.C. negli scritti di Erodoto e in epoca romana fu ufficializzato come Syria Palaestina. La regione era un crocevia tra <strong>Egitto</strong> a Sud e i <strong>Fenici</strong> a Nord-Ovest, influenzando commercio e cultura. Il termine è in uso da oltre 2.500 anni per indicare la zona tra Mediterraneo e Giordano.</p>



<p>Alcuni studiosi si sono espressi sottolineando che &#8220;antica Palestina&#8221; è un termine  storicamente corretto per indicare la regione nell&#8217;antichità e denunciano il gesto come un tentativo di riscrittura della storia.&nbsp;Una prassi chiara e consolidata per Israele, che nel suo progetto genocidario include la totale cancellazione della cultura palestinese e una <a href="https://it.insideover.com/societa/educazione-israeliana-come-la-palestina-e-raccontata-nello-stato-ebraico.html">reinterpretazione e riscrittura della storia.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pattern di UKLFI</h2>



<p>Negli ultimi anni, UKLFI ha intensificato l’uso delle <strong>denunce legali</strong>, prendendo di mira istituzioni pubbliche e regolatori. L’organizzazione ha rivolto la sua attenzione anche agli ospedali e al personale sanitario solidale con la Palestina. </p>



<p>Le lettere espongono subito l&#8217;intestazione UKLFI e una lista di clienti dell’establishment legale britannico. Questo rende le pressioni particolarmente efficaci, considerando che 9 dei 10 soci dell&#8217;UKLFI sono avvocati qualificati e 6 sono membri effettivi della <strong>Camera dei Lord</strong>. Ed è per questo che molti sono i casi in cui il pattern di UKLFI ha funzionato.</p>



<p>Questo mese l&#8217;<strong>Encyclopaedia Britannica</strong> ha modificato diverse voci di Britannica Kids relative alla Palestina, rimuovendo la dicitura dalle mappe della regione, dopo le pressioni dell&#8217;UKLFI.</p>



<p>A febbraio 2023, l&#8217;ospedale<strong> Chelsea and Westminster</strong> di Londra&nbsp;ha rimosso un&#8217;opera d&#8217;arte&nbsp;realizzata da bambini gazawi. Inizialmente la direttrice dell&#8217;UKLFI aveva sostenuto l&#8217;avessero fatto in seguito a lamentele dei pazienti, solo dopo una richiesta di accesso ai dati, l&#8217;ospedale ha ammesso che l&#8217;unica lamentela era quella dell&#8217;UKLFI.</p>



<p>Anche l&#8217;<strong>Open University </strong>(OU) ha acconsentito alla richiesta del gruppo di eliminare l’espressione “antica Palestina” dai prossimi materiali didattici e di inserire avvisi esplicativi su quelli già in uso, poiché recentemente ritenuti “problematici”.</p>



<p>Un <strong>database </strong>in uscita, redatto dall’<strong>European Legal Support Centre, </strong>documenta 900 episodi di repressione anti-palestinese nel Regno Unito tra il 2019 e il 2025, con UKLFI coinvolta in 128 di questi casi.</p>



<p>In tutti questi episodi emerge un modus operandi preciso, quello della pressione legale o formale, accuse di imprecisione o antisemitismo, e istituzioni che cedono modificando testi o contenuti. È&nbsp;una strategia sistematica per influenzare cultura e informazione pubblica.&nbsp;</p>



<p>Le istituzioni che si piegano alle richieste, quando queste vengono applicate senza adeguate valutazioni, non fanno altro che favorire il <strong>genocidio </strong>dei palestinesi da parte di Israele in modo alternativo, contribuendo in modo attivo alla cancellazione della storia del popolo palestinese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cancellate-la-palestina-il-british-museum-e-la-pressione-legale-di-uklfi.html">Cancellate la Palestina: il British Museum e la pressione legale di UKLFI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Haaretz: la Cisgiordania travolta dalla violenza messianica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/haaretz-la-cisgiordania-travolta-dalla-violenza-messianica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 16:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haaretz: la Cisgiordania travolta dalla violenza messianica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>a nota della Hass si focalizza sulla violenza dei coloni in Cisgiordania, che mano a mano ha investito tutte e tre le aree in cui è suddivisa la regione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/haaretz-la-cisgiordania-travolta-dalla-violenza-messianica.html">Haaretz: la Cisgiordania travolta dalla violenza messianica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haaretz: la Cisgiordania travolta dalla violenza messianica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_2026012916414658_57669ee61e2ee13cd06827c6d2932987-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Amira Hass, su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-01-27/ty-article-opinion/.premium/the-expulsion-of-palestinians-is-underway-and-your-indifference-enables-it/0000019b-fbf3-dee6-a1ff-fffb75120000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> verga un durissimo j&#8217;accuse contro i partiti di opposizione israeliani che, pur contrastando accanitamente la stretta anti-democratica del governo, il cui simbolo è la riforma giudiziaria, è indifferente alla tragica sorte dei palestinesi.</em></p>



<p><em>In particolare, la nota della Hass si focalizza sulla violenza dei coloni in Cisgiordania, che mano a mano ha investito tutte e tre le aree in cui è suddivisa la regione (la C, della quale Israele ha il controllo amministrativo e della sicurezza; la B, in cui controlla solo la sicurezza, lasciando l&#8217;amministrazione ai palestinesi; infine, l&#8217;area A, controllata in toto dai palestinesi, con tutte le limitazioni del caso). Fatta tale premessa, che ritenevamo doverosa per quanti siano a digiuno di tali informazioni, lasciamo la parola alla coraggiosa cronista israeliana.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-01-27/ty-article-opinion/.premium/the-expulsion-of-palestinians-is-underway-and-your-indifference-enables-it/0000019b-fbf3-dee6-a1ff-fffb75120000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-8.jpg" alt="The Final Expulsion of Palestinians Is Underway – and Your Indifference Enables It" class="wp-image-80315"/></a></figure>



<p>Il colpo di Stato che ci sta facendo regredire corre in parallelo con il Piano Decisivo per l&#8217;espulsione volontaria patrocinato dal Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che sta facendo sprofondare Israele in nuovi abissi, giorno dopo giorno. Eppure l&#8217;opposizione sionista, che ha prestato il suo sostegno, sotto forma di servizio di riserva straordinario, sangue e slogan, alla guerra di annientamento e di vendetta nella Striscia di Gaza, continua a ignorare l&#8217;inscindibile legame tra queste cose.</p>



<p>Cosa succederà quando i discendenti di Giosuè entreranno nelle città palestinesi della Cisgiordania, le daranno alle fiamme, spareranno alle case e picchieranno i passanti con i loro manganelli? Voi, membri e sostenitori dei Democratici e di Yesh Atid, vi affretterete ad arruolarvi nell&#8217;esercito per proteggere questi sacri guerrieri dai palestinesi della Cisgiordania che si rifiutano di arrendersi?</p>



<p>I cambiamenti in atto sotto l&#8217;egida della determinazione sono di portata tettonica e avvengono alla velocità della luce. Hanno proporzioni bibliche. Gli eserciti ufficiali di Dio e i loro gregari sono impegnati nell&#8217;espulsione e nella cancellazione, nell&#8217;emulazione delle conquiste di Gaza. Queste legioni di guerrieri santi stanno espellendo una comunità di pastori dopo l&#8217;altra, attaccando un villaggio dopo l&#8217;altro e una scuola dopo l&#8217;altra.</p>



<p>Una sorgente, una pianura fertile e un uliveto: l&#8217;accesso a questi luoghi per loro, che li hanno posseduti per secoli, ora è sbarrato. Le entrate dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese sono nelle mani del nostro Ministero delle Finanze. Le piante di sabra e la bellezza della terra sono solo nostre. Ci sono ancora comunità di pastori palestinesi, sempre più rade, qua e là o villaggi i cui edifici sono stati costruiti prima del 1967, ma non preoccupatevi. Stanno diventando sempre più poveri, sempre più esausti.</p>



<p>L&#8217;Area C della Cisgiordania, che è giunta fino a noi direttamente dal Monte Sinai, è piena di allevamenti di pecore rigorosamente kosher che sguazzano nell&#8217;oro e chiedono finanziamenti e sostegno al governo. Ora si sono già riversati nell&#8217;Area B. Poi, sarà il turno dell&#8217;Area A e delle sue città. L&#8217;esercito degli eletti di Dio non conosce la paura, non c&#8217;è abuso che non sia disposto a commettere. Ogni vice-comandante di battaglione, brigata e compagnia, ogni ispettore di polizia e Capo di Stato maggiore, sono tutti loro partner attivi. I vostri fratelli d&#8217;armi in Giudea e Samaria stanno prendendo di mira le città palestinesi. Non ci sarebbero riusciti se non fosse stato per la vostra indifferenza.</p>



<p>Dopo che i palestinesi saranno stati concentrati in enclavi urbane, progettate dai nostri migliori leader militari, sarà il momento di pianificare la loro espulsione definitiva. In Giordania? Un&#8217;altra guerra? Una cosa da niente per l&#8217;esercito dell&#8217;Onnipotente.</p>



<p>Il progetto di Smotrich dura da tre anni, portato avanti in modo aperto e coerente. Le sue fondamenta erano state gettate già dai suoi antenati spirituali in Cisgiordania a partire dalla metà degli anni &#8217;90, dalle tangenziali di Yitzhak Rabin all&#8217;appello di Ariel Sharon ai coloni perché &#8216;andassero sulle colline&#8217; e all&#8217;impotenza fittizia delle forze dell&#8217;ordine di fronte alla violenza organizzata dei coloni contro i palestinesi e le loro proprietà.</p>



<p>Allarmi del genere sono stati lanciati più di una volta e le possibilità che raggiungano ora le orecchie e i cuori dell&#8217;opposizione, che si definisce liberale e democratica, sono scarse. Inoltre, due dei suoi pilastri – Yisrael Beiteinu e Naftali Bennett e il suo misterioso partito – hanno attuato parti del Piano Decisivo prima che il suo attuale ideatore entrasse in carica.</p>



<p>Inoltre, il glorioso sistema giudiziario che avete difeso negli ultimi tre anni ha permesso e facilitato &#8220;piccole&#8221; deportazioni, da Umm al-Hiran nel Negev ad al-Hadidiya nella valle del Giordano settentrionale. Non ci resta che esprimere frustrazione e rabbia, finché il regime ce lo permetterà.</p>



<p>Il silenzio autoimposto e l&#8217;intimidazione degli ebrei e lo svuotamento del Paese della sua popolazione palestinese, una dittatura imposta agli ebrei successiva a quella imposta con successo ai palestinesi, il compimento di ciò che non siamo riusciti a realizzare nel 1948 e una nuova incarnazione del Regno di Giuda e del principio dell&#8217;halakha. &#8220;Cammineranno forse due insieme, se non si sono messi d&#8217;accordo?&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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		<title>100 milioni (e non solo) per Gaza: la Cina esce allo scoperto sulla Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/100-milioni-e-non-solo-per-gaza-la-cina-esce-allo-scoperto-sulla-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 05:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Di fronte allo stallo Usa, la Cina coglie l’occasione per rafforzare il proprio ruolo globale sostenendo pubblicamente la Palestina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/gaza-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>&#8220;La <strong>Cina</strong> fornirà <strong>100 milioni di dollari</strong> di assistenza alla <strong>Palestina</strong> per alleviare la crisi umanitaria a Gaza e sostenere la sua ripresa e ricostruzione&#8221;. Parola di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>, che ha annunciato l&#8217;imminente contributo economico cinese nel corso dell&#8217;ultimo incontro avuto con <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a>. </p>



<p>&#8220;Cina e Francia lavoreranno insieme per raggiungere al più presto una <strong>soluzione globale</strong>, giusta e duratura alla <strong>questione palestinese</strong>&#8220;, ha quindi aggiunto il presidente cinese secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Pechino. La Cina non era mai uscita così allo scoperto sulla questione palestinese, tanto meno in presenza di un leader straniero del calibro di Macron. </p>



<p>Per inquadrare meglio il contesto, <strong>Lin Jian</strong>, il portavoce del ministero cinese degli Esteri, ha chiarito che gli aiuti citati da Xi saranno impiegati per la <strong>ricostruzione post conflitto</strong>, ma anche per contribuire a migliorare la <strong>situazione umanitaria</strong> di Gaza e <strong>alleviare le sofferenze</strong> dei palestinesi. </p>



<p>Ma perché la Cina è uscita definitivamente allo scoperto sul dossier palestinese soltanto adesso? Perché fin qui Pechino, pur predicando la risoluzione del conflitto attraverso mezzi diplomatici e la creazione di due Stati, è rimasta in disparte rispetto, per esempio, agli <strong>Stati Uniti</strong>?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="716" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e-1024x716.jpg" alt="" class="wp-image-496984" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e-1024x716.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e-1536x1074.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e-600x420.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251209110137257_4dbef70cfded9ccb67cd0b5ec651a10e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Cina riprende in mano il dossier Gaza</strong></h2>



<p>Innanzitutto, a differenza del tradizionale interventismo europeo e statunitense, negli <strong>affari globali</strong> la Cina ha sempre adottato una <strong>filosofia diplomatica</strong> sui generis. Il governo cinese è infatti solito prima proporre <strong>documenti programmatici generali</strong> (come i famigerati &#8220;punti&#8221; per la risoluzione della crisi ucraina) poi, dopo aver analizzato i feedback della <strong>comunità internazionale</strong> e in caso di condizioni opportune, avanzare <strong>piattaforme di dialogo multilaterali</strong>.</p>



<p>Considerando che l&#8217;<em>affaire</em> israelo-palestinese e il conflitto russo-ucraino sono diventati appannaggio dell&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong> – con risultati fin qui non proprio soddisfacenti – e che pochi sono stati i feedback forniti al contributo cinese, Pechino ha preferito osservare con attenzione l&#8217;evolversi della situazione in attesa del momento giusto. </p>



<p>E quale poteva essere il momento migliore per tornare in campo, se non la visita in Cina di <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-vola-in-cina-per-smarcare-lue-dagli-usa.html">un pezzo da novanta come Macron</a> e il sostanziale nulla di fatto ottenuto da Washington a Gaza? &#8220;La Cina sostiene fermamente la <strong>giusta causa del popolo palestinese</strong> nel ripristino dei suoi legittimi diritti nazionali e continuerà a lavorare senza sosta con la comunità internazionale per un cessate il fuoco completo e duraturo a Gaza, per un allentamento della situazione umanitaria e per una <strong>rapida soluzione politica</strong> della questione palestinese sulla base della soluzione dei due Stati&#8221;, ha dichiarato Lin in una conferenza stampa a Pechino.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="China Urges Political Solution to Palestinian Issue | UN Calls for End to Occupation | Asia One News" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/UJ2FQ8xuAeM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_UJ2FQ8xuAeM");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La filosofia diplomatica di Pechino</strong></h2>



<p>Un passaggio dell&#8217;intervento di Lin, in particolare, è fondamentale per capire l&#8217;approccio cinese sulle questioni internazionali: &#8220;Lavorare senza sosta con la <strong>comunità internazionale</strong>&#8220;. </p>



<p>Emergono due punti fondamentali del modus operandi cinese su Gaza. Il primo coincide con la necessità di radunare tutti gli attori coinvolti nella vicenda, nonché l&#8217;intera comunità internazionale, attorno a un tavolo per arrivare a risultati concreti. Il secondo punto è: <strong>prima la tutela delle persone, e cioè delle vite umane, poi la decisione degli assetti geopolitici</strong>, politici, economici e di governo (di fatto è la stessa pratica adottata da Pechino durante la pandemia di Covid).</p>



<p>In seguito all&#8217;annuncio di Xi, l&#8217;inviato cinese alle Nazioni Unite, <strong>Sun Lei</strong>, ha esortato la comunità internazionale ad affrontare le &#8220;ingiustizie storiche&#8221; a cui è sottoposto il popolo palestinese. </p>



<p>Nei giorni scorsi, intervenendo prima che l&#8217;Assemblea Generale votasse una serie di risoluzioni relative alla Palestina, il vice rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, Sun Lei appunto, ha ribadito che Pechino &#8220;sostiene fermamente la giusta causa del popolo palestinese nel ripristino dei suoi legittimi diritti nazionali&#8221;.</p>



<p>&#8220;La comunità internazionale dovrebbe affrontare le cause profonde della questione palestinese e adottare misure energiche per <strong>correggere le ingiustizie storiche subite dal popolo palestinese&#8221;</strong>, ha proseguito l&#8217;alto funzionario cinese. Nel frattempo il presidente palestinese <strong>Mahmoud Abbas</strong> ha inviato una lettera di ringraziamento a Xi esprimendo il suo profondo apprezzamento per l&#8217;invio degli aiuti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-490862" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251022163048117_ade562a4cb48e2bed0c81d7a83199bfc.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1536x1053.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena - che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l'Anno delle Fede che nel Credo ha il suo Simbolo - quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html">Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>&#8220;Il cessate il fuoco [a Gaza] rischia di creare la pericolosa illusione che la vita nella Striscia di Gaza stia tornando alla normalità.</strong> Ma, sebbene le autorità e le forze armate di Israele abbiano ridotto la portata degli attacchi e consentito l’ingresso di una limitata quantità di aiuti umanitari, il mondo non deve lasciarsi ingannare: il genocidio non è finito”. Così<a href="https://www.amnesty.it/il-genocidio-israeliano-nella-striscia-di-gaza-continua/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Agnès Callamard</a>, segretaria generale di Amnesty International.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.amnesty.it/il-genocidio-israeliano-nella-striscia-di-gaza-continua/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-A-4-1024x469.jpg" alt="Il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza continua" class="wp-image-79474"/></a></figure>



<p>&#8220;A oggi&#8221;, ha aggiunto, &#8220;<strong>non c’è nessun segnale che Israele stia prendendo provvedimenti reali per invertire l’impatto mortale</strong> dei suoi crimini e non c&#8217;è nessuna prova di un cambiamento delle sue intenzioni. Le autorità israeliane stanno continuando a portare avanti le loro spietate politiche, restringendo l’accesso agli aiuti umanitari e ai servizi essenziali e imponendo deliberatamente condizioni di vita intese a distruggere fisicamente la popolazione palestinese”.</p>



<p>Dichiarazioni riportate in un comunicato di Amnesty nel quale si legge: &#8220;Pur in presenza di alcuni miglioramenti più che modesti, Israele continua a limitare di molto<strong>&nbsp;l’ingresso delle forniture e il ripristino di servizi essenziali</strong> per la sopravvivenza della popolazione civile, ad esempio vietando l’ingresso di attrezzature e materiali che servono a riparare infrastrutture necessarie per la vita umana e per rimuovere ordigni inesplosi, macerie contaminate e rifiuti, causando rischi potenzialmente irreversibili per la salute pubblica e per l’ambiente&#8221;.</p>



<p>“I palestinesi restano bloccati in meno della metà del territorio della Striscia di Gaza, nelle aree che hanno meno possibilità di sostenere la vita umana&#8221;, ha proseguito la Callamard, &#8220;mentre gli aiuti umanitari sono ancora molto limitati. Ancora oggi, nonostante i ripetuti moniti di organismi internazionali, tre serie di ordini giuridicamente vincolanti della Corte internazionale di giustizia, due pareri consultivi della medesima Corte e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dal diritto internazionale dei diritti umani in quanto potenza occupante e soggetto coinvolto in un conflitto armato, <strong>Israele continua deliberatamente a non fornire né a consentire la fornitura di quanto necessario alla popolazione civile della Striscia di Gaza</strong>”.</p>



<p>E ha concluso: “<strong>Il cessate il fuoco non deve diventare una cortina fumogena dietro la quale Israele continua a portare avanti il genocidio</strong>. La costante condotta israeliana, che comprende il diniego deliberato e illegale di aiuti salvavita ai palestinesi, molti dei quali feriti, malnutriti e a rischio di contrarre gravi malattie, continua a minacciare la loro sopravvivenza. La comunità internazionale non può permettersi di essere compiacente: <strong>gli Stati devono tenere alta la pressione su Israele</strong> affinché consenta il pieno accesso agli aiuti umanitari, annulli il blocco illegale e ponga fine al genocidio in corso. Le aziende devono immediatamente sospendere ogni operazione che contribuisca o sia direttamente collegata al genocidio”, ha concluso la Callamard.</p>



<p>Nel frattempo, l&#8217;IDF e i coloni continuano a imperversare altrove, perseverando nell&#8217;espansionismo pregresso. Ieri i bombardamenti massivi contro il Libano e l&#8217;attacco contro la Siria, che si aggiungono alle diuturne aggressioni contro la Cisgiordania (intensificate dopo il cosiddetto cessate il fuoco di Gaza), che negli ultimi giorni registra attacchi massivi ai campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, che hanno provocato la fuga in massa di oltre 30mila residenti.</p>



<p>Ciò avviene mentre, in parallelo, la Commissione per gli Affari esteri e la Difesa di Israele hanno redatto un disegno di legge che renderebbe più facile per gli ebrei acquistare terreni in Cisgiordania, proposta ora al vaglio del parlamento.</p>



<p>Di ieri, appunto l&#8217;attacco alla Siria meridionale, che ha fatto <a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20251128-several-syrians-killed-six-idf-soldiers-wounded-in-israeli-army-operation-in-southern-syria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strame di dieci vite</a>, tra cui donne e bambini. Nell&#8217;attacco sono rimasti feriti, anche in modo grave, sei soldati, vulnus che probabilmente porterà Israele a incrementare le operazioni militari contro lo Stato confinante, aggredito senza nessuna provocazione, anzi con il presidente del post Assad che aveva espresso pubblicamente la propria volontà di un appeasement con il bellicoso vicino.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20251128-several-syrians-killed-six-idf-soldiers-wounded-in-israeli-army-operation-in-southern-syria"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-FR-1024x563.jpg" alt="Damascus calls deadly Israeli operation in southern Syria a ‘war crime’" class="wp-image-79476"/></a></figure>



<p>E di ieri anche l&#8217;attacco al Libano, il più massivo dal cessate il fuoco siglato esattamente un anno prima e che Israele ha violato circa 10mila volte, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/2024_Israel%E2%80%93Lebanon_ceasefire_agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">denunciato dall&#8217;Unifil</a>, la missione Onu che in teoria dovrebbe vigilare sulla tregua. Un bizzarro modo di celebrare l&#8217;anniversario.</p>



<p>A ciò va aggiunta, a margine, una considerazione: di fatto l&#8217;attacco di ieri appare anche un monito indiretto a <a href="https://it.insideover.com/religioni/pace-unita-diplomazia-parte-dalla-turchia-il-viaggio-di-leone-xiv-in-medio-oriente.html">papa Leone XIV</a> che si appresta ad approdare nel Paese dei cedri dopo aver visitato la Turchia in occasione dei 1700 anni dall&#8217;adozione del Credo da parte della Chiesa nel Concilio di Nicea. Il primo viaggio del Papa dalla sua elezione.</p>



<p>Forse può apparire azzardato accennare alla possibilità che l&#8217;attacco abbia tale scopo, ma non c&#8217;è altro modo per spiegare l&#8217;irragionevole escalation alla vigilia della visita del Papa, avvenimento che, al contrario, avrebbe dovuto indurre Tel Aviv a trattenere le pistole nelle fondine.</p>



<p>Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena &#8211; che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l&#8217;Anno delle Fede che nel Credo ha il suo <a href="https://www.exsurgatdeus.org/2023/04/12/tutto-il-denzinger-sentenza-per-sentenza-1-i-simboli-della-fede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Simbolo</a> &#8211; quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.</p>



<p>Una pace altra da quella immaginata da Israele, che la pretende per sé negandola ai propri vicini a suon di bombe. Di fatto, a essere bombardato non è stato solo il Libano, ma anche, in modalità simbolica appunto, il messaggio di pace inscritto nella visita papale.</p>



<p>D&#8217;altronde, la stessa parola &#8220;pace&#8221; è ormai considerata con ostilità dal partito della guerra globale, che vede Israele accompagnarsi ai neocon-liberal Usa e ai &#8220;volenterosi&#8221; europei, ambiti consegnati al Credo delle guerre infinite dove tale parola è bandita per essere sostituita dalla parola &#8220;sicurezza&#8221;, che attualmente vede declinazioni alquanto inquietanti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Israele è una democrazia? no, per almeno 8 motivi</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-e-una-democrazia-no-per-almeno-8-motivi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jonathan Piccinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 15:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo noi, come Inside Over, Israele non è uno stato democratico per almeno 8 motivi che proveremo a sviscerare in questo articolo, attraverso una copiosa bibliografia - sitografia - documentazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-e-una-democrazia-no-per-almeno-8-motivi.html">Israele è una democrazia? no, per almeno 8 motivi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251116165240529_b43bfb56af222348c0b0320b6c0fa74a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un libro dal titolo “I 10 miti su Israele” dello storico israeliano Ilan Pappé, <a href="https://tamuedizioni.com/tproduct/467310025-775315736231-dieci-miti-su-israele"><strong>pubblicato nel 2022 da Tamu Edizioni</strong></a>, il settimo mito è dedicato al concetto di “Israele come un’unica democrazia del Medio oriente”. </p>



<p>A 25 mesi dall&#8217;inizio del genocidio nella <strong>Striscia di Gaza</strong>, la costante pulizia etnica in Cisgiordania e l’aggressione nei confronti del Libano &#8211; Iran &#8211; Yemen &#8211; Siria &#8211; Qatar &#8211; Tunisia in questi poco più di due anni, il mantra che “giustifica” le operazioni israeliane è sempre più contestato. </p>



<p>Israele non è uno stato democratico per almeno 8 motivi che proveremo a sviscerare in questo articolo, attraverso una copiosa bibliografia e  documentazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ansafoto.ansa.it/portaleimmagini/bdmproxy/128ce62f905e3f6f3f4822c64bdfb6a1.jpg?format=med&amp;guid=tag:ansa.it,2023-10-14:128ce62f905e3f6f3f4822c64bdfb6a1" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Proteste a Tel Aviv post 7 ottobre 2023.</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">1. <strong>La mancanza di una costituzione e quindi di doveri &#8211; obblighi per gli organi istituzionali</strong>.</h2>



<p>Lo stato d’Israele, dalla sua fondazione nel 1948 ad oggi, ha emesso quelle che sono delle leggi <em>fondamentali</em> ma non ha mai avviato il procedimento di una stesura testuale costituzionale. Le liberal democrazie contemporanee, successivamente alle rivoluzioni francesi e statunitense, hanno posto il concetto di una democrazie costituzionale come fondato della nuova società che si stava formando. La presenza di una costituzione permette al popolo di essere tutelato e governato secondo una serie di principii &#8211; doveri &#8211; responsabilità che i tre poteri statali devono rispettare.</p>



<p>La mancanza di una costituzione all’interno dell’ordinamento israeliano ha aperto a quelle che sono state le derive ultranazionaliste oggi al governo che vedono nell’esercito e nell’apparato giudiziario dei poteri da assoggettare completamente all’apparato politico. Come commenta Andrea Marrone, professore di Diritto Costituzionale nell’Università di Bologna i<a href="https://www.editorialedomani.it/autore/andrea-morrone-u5zodp3c"><strong>n un articolo per il Domani,</strong></a> “la crisi politica d’Israele viene da lontano, e si ritrova nella sua singolare struttura istituzionale. Conoscerla può aiutare a comprendere la mobilitazione popolare, multisfaccettata, che porta in piazza avversari e sostenitori del governo di&nbsp;Benjamin Netanyahu, reo di voler una legge che consegna al parlamento (Knesset) il potere di limitare la Corte Suprema&nbsp;nel garantire i diritti e la democrazia ebraica”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. <strong>L’assenza di confini delineati, per ambire al sogno della Grande Israele</strong>.</h2>



<p>Come abbiamo già approfondito <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-il-sogno-del-grande-israele-ecco-di-che-cosa-si-tratta.html"><strong>qui</strong></a>, l’attuale compagine governativa di Netanyahu conferma ciò che gli analisti e gli studiosi della Palestina e dell’Asia occidentale hanno provato a spiegare all’indomani del 7 ottobre 2023, quale sia il vero significato dei molteplici fronti di guerra aperti da Tel Aviv: non la “lotta al terrorismo” ma il sogno della Grande Israele. </p>



<p>Affinché ciò sia possibile, la base sta proprio nella mancanza di una costituzione, che vada a delineare quelli che sono i confini precisi di uno stato. Nonostante una serie di risoluzioni passate al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Israele è uno stato senza dei confini “precisi”, che attualmente occupa una serie di zone limitrofi, tra cui il sud del Libano, le Alture del Golan Siriano, la Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza.</p>



<p>Nella più recente pronuncia giurisdizionale del 22 ottobre 2025, che segue quella del <a href="https://www.icj-cij.org/case/131"><strong>2004</strong></a> e del <a href="https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/186/186-20240719-adv-01-00-en.pdf"><strong>2024</strong></a>, la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato Israele potenza occupante nel territorio della Striscia di Gaza, e nel paragrafo 85:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>La Corte ricorda che, nel Parere consultivo sulle conseguenze giuridiche derivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nei Territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, ha rilevato che, dopo il ritiro della sua presenza militare nel 2005, &#8220;Israele è rimasto in grado di esercitare, e ha continuato a esercitare, alcuni elementi chiave dell&#8217;autorità sulla Striscia di Gaza&#8221;, e che gli obblighi di Israele ai sensi della legge di occupazione &#8220;sono rimasti commisurati al grado del suo effettivo controllo sulla Striscia di Gaza”.&nbsp;</em></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ansafoto.ansa.it/portaleimmagini/bdmproxy/0774e5526cccdb40b30e4e5aaedeb100.jpg?format=med&amp;guid=tag:ansa.it,2025-09-26:0774e5526cccdb40b30e4e5aaedeb100" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Netanyahu alle Nazioni Unite &#8211; settembre 2025.</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">3. <strong>Democrazia e confessionalità religiosa possono coesistere?</strong></h2>



<p>Nel 2018 Tel Aviv ha approvato una legge che dichiara Israele come “la casa nazionale degli ebrei”.  Questa legge è problematica almeno sotto due punti di vista:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la sempre più sottile distinzione tra sionismo ed ebraismo, e di conseguenza sull’antisionismo e l’antisemitismo. Questo rientra sempre nell’idea originaria del sionismo, ossia della necessità “per un popolo senza terra “ di vivere in “una terra senza un popolo”;</li>



<li>Questa legge va a colpire in maniera diretta le minoranze musulmane, cristiane e delle altre confessioni religiosi presenti sul territorio israeliano, che come abbiamo commentato <a href="https://it.insideover.com/religioni/in-israele-e-boom-di-attacchi-anti-cristiani-la-denuncia-del-rossing-center-di-gerusalemme.html"><strong>qui</strong></a> sono aumentate in maniera smisurata dopo il 7 ottobre 2023.</li>
</ul>



<p>Come può una democrazia tutelare le proprie minoranze se si erge a paladina di una singola comunità etnico-religiosa?</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. <strong>Apartheid di Stato</strong>.</h2>



<p>Sia la Corte Internazionale di Giustizia che le più importanti ONG a livello internazionale, hanno dichiarato che Israele mette in atto una politica di apartheid nei confronti dei palestinesi nei territori occupati.&nbsp;</p>



<p>In particolare la Corte Internazionale di Giustizia, attraverso tre pareri consultivi, ha analizzato le condotte israeliane sotto la lente del diritto internazionale. Secondo lo Statuto della Corte Penale Internazionale, l’apartheid è un crimine contro l’umanità e consiste nel commettere una serie di “atti inumani diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale commessi nel contesto di un regime istituzionalizzato di oppressione sistematica e di dominazione da parte di un gruppo razziale su altro o altri gruppi razziali, ed al fine di perpetuare tale regime”.</p>



<p><a href="https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/186/186-20240719-adv-01-00-en.pdf">All’interno del parere consultivo del 19 luglio 2024, la Corte Internazionale di Giustizia si è espressa così:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>La Corte osserva che la legislazione e le misure israeliane impongono e servono a mantenere una</em> <em>separazione pressoché completa in Cisgiordania e a Gerusalemme Est tra le comunità dei coloni e quelle palestinesi. Per questo motivo, la Corte ritiene che la legislazione e le misure israeliane costituiscano una violazione dell&#8217;articolo 3 della CERD. L&#8217;articolo 3 della CERD recita quanto segue: &#8220;Gli Stati parti condannano in particolare la segregazione razziale e l&#8217;apartheid e si impegnano a prevenire, proibire e sradicare tutte le pratiche di questa natura nei territori sottoposti alla loro giurisdizione&#8221;. Questa disposizione si riferisce a due forme particolarmente gravi di discriminazione razziale: la segregazione razziale e l’apartheid.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">5. <strong>Libertà di stampa e d’informazione costantemente sotto attacco</strong>.</h2>



<p>L’aggressività del governo israeliano alla libertà di stampa riguarda due piani: quello contro la stampa palestinese e la stampa estera.&nbsp;</p>



<p>Come riporta <a href="https://rsf.org/en/country/palestine">Reporter Senza Frontiere</a>, con numeri al ribasso e difficili da aggiornare:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>La Palestina è diventata lo stato più pericoloso al mondo per i giornalisti, con quasi 200 giornalisti uccisi a Gaza dall&#8217;esercito israeliano nei primi 18 mesi di guerra, almeno 42 dei quali probabilmente uccisi a causa del loro lavoro. In Cisgiordania, dove i giornalisti erano già vittime di abusi sia da parte dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese che delle forze di occupazione israeliane, la pressione israeliana si è intensificata dal 7 ottobre 2023, con un aumento degli arresti di giornalisti e degli ostacoli al loro lavoro.</em></p>
</blockquote>



<p>Dal 7 ottobre 2023 la stampa estera non entra nella Striscia di gaza, a meno che non sia “scortata” dall’IDF, e con una nuova proposta legislativa avrà sempre più difficoltà a lavorare dentro i territori palestinesi ed israeliani.&nbsp;</p>



<p>Come hanno dichiarato vari media tra cui <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-approves-preliminary-vote-bill-barring-harmful-foreign-media">MiddleEastEye</a>, il 10 novembre 2025 il parlamento israeliano ha approvato la prima lettura di un disegno di legge che consente alle autorità di chiudere i media stranieri ritenuti &#8220;dannosi&#8221; per la sicurezza nazionale senza un ordine del tribunale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6. <strong>Lo strano rapporto tra la politica e la giustizia israeliana</strong>.</h2>



<p>Come <em>InsideOver</em> <a href="https://it.insideover.com/politica/una-guerra-al-giorno-toglie-il-giudice-di-torno-cosi-netanyahu-scansa-i-processi-e-pilota-le-inchieste.html">abbiamo dedicato una serie di articoli</a> e analisi sull’idea del governo di Netanyahu di controllare e limitare la Suprema Corte israeliana, per assoggettarla ulteriormente al potere politico centrale. </p>



<p>Come abbiamo scritto ben prima del 7 ottobre 2023, <em>la riforma si occupa dei criteri di nomina dei giudici e dei poteri della Corte Suprema. Il piano del governo in una prima parte stabilisce l’aumento della quota riservata ai membri di estrazione politica all’interno della commissione che seleziona i giudici.&nbsp;La seconda parte interviene sul ruolo della massima Corte in un Paese in cui la mancanza di una Costituzione – sostituita dalle Leggi fondamentali – e un sistema unicamerale determinano la presenza di pochi veri contrappesi rispetto all’esecutivo. Le proteste maggiori della società israeliana riguardano in particolare il tentativo di smantellare la cosiddetta “clausola della ragionevolezza”. </em>Il resto dell’articolo di Chiapparino <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-al-bivio-netanyahu-allo-scontro-con-la-corte-suprema.html">qui</a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">7. <strong>La pena di morte per i palestinesi</strong>.</h2>



<p>L’11 novembre il parlamento israeliano ha approvato in prima lettura un emendamento che aggiungerebbe all’interno del codice penale la pena di morte per individui che uccidano un israeliano con dolo e finalità “razziste o contro l’autorità pubblica “ per “terrorizzare lo stato d’Israele e/o le comunità ebraiche”.&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2025/11/israel-must-immediately-halt-legislation-of-discriminatory-death-penalty-bill/">Amnesty International si è espressa su ciò</a>, dichiarando come:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>I membri della Knesset dovrebbero impegnarsi per l&#8217;abolizione della pena di morte, non per ampliarne l&#8217;applicazione. La pena di morte è la punizione più crudele, disumana e degradante, nonché una negazione irreversibile del diritto alla vita. Non dovrebbe essere imposta in nessuna circostanza, né tantomeno trasformata in un&#8217;arma palesemente discriminatoria di omicidio, dominio e oppressione sanciti dallo Stato. La sua imposizione obbligatoria e la sua applicazione retroattiva violerebbero chiari divieti stabiliti dal diritto internazionale dei diritti umani e dalle norme sull&#8217;uso di questa pena.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">8. <strong>Le torture e gli abusi nella carceri israeliane nei confronti dei palestinesi</strong>.</h2>



<p>In un recente articolo per <em>InsideOver</em>, abbiamo descritto gli abusi e le torture nelle sezioni detentive israeliane non come eventi “singolari” ma <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-carcerario-israeliano-per-i-palestinesi-e-lo-specchio-di-uno-stato-malato.html">alla base di un sistema carcerario che è lo specchio di uno stato malato</a>.</p>



<p>Israele non è quindi una democrazia, o se lo è nella misura in cui il popolo vota ed elegge i suoi rappresentanti è un’entità statale sempre più simile all’Ungheria di Orban o alla Russia di Putin. Affinché vi possa essere pace tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo è necessario anche immagine un futuro che superi la formula dei due Popoli &#8211; due Stati, ma anche idee nuove come quelle di uno stato binazionale basato proprio su una costituzione che imponga diritti &#8211; doveri &#8211; obblighi per tutti i cittadini.&nbsp;</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-e-una-democrazia-no-per-almeno-8-motivi.html">Israele è una democrazia? no, per almeno 8 motivi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-riconoscimento-della-palestina-tra-simbolo-e-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 15:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea generale dell&#039;Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Mentre il genocidio di Gaza continua senza tregua e i coloni imperversano in Cisgiordania insieme all'esercito, il mondo ha adempiuto al suo dovere minimo riconoscendo uno Stato che probabilmente non nascerà mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-riconoscimento-della-palestina-tra-simbolo-e-realta.html">Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Il giorno in cui le Nazioni Unite hanno tenuto una conferenza ad alto livello sulla soluzione dei due Stati e 10 Paesi occidentali si sono aggiunti alla lunga lista dei Paesi che avevano già riconosciuto lo stato immaginario, la Alon Road era quasi priva di veicoli palestinesi. La maggior parte delle strade della Cisgiordania è ora bloccata da cancelli di ferro che vengono aperti e chiusi a piacimento dai comandanti dell&#8217;esercito israeliano&#8221;. Così inizia un articolo di Gideon Levy su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-09-25/ty-article/.premium/recognition-without-rescue-the-worlds-hollow-gift-to-palestinians/00000199-7d35-df8f-afbd-fd7de2010000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-09-25/ty-article/.premium/recognition-without-rescue-the-worlds-hollow-gift-to-palestinians/00000199-7d35-df8f-afbd-fd7de2010000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-1-1024x291.jpg" alt="Recognition Without Rescue: The World's Hollow Gift to Palestinians" class="wp-image-78430"/></a></figure>



<p>&#8220;Nel giorno in cui 159 stati riconoscevano lo Stato dei sogni, il pastore 81enne Sadek Farhana giaceva a casa, gemendo di dolore. Il giorno prima, i coloni lo avevano picchiato senza pietà [&#8230;]&#8221;, rubandogli le pecore. &#8220;Suo nipote sedeva accanto a lui con la testa fasciata: anche lui era rimasto ferito nella rapina dei coloni. La polizia israeliana si è affrettata ad accusare falsamente i pastori palestinesi&#8221; di aver rubato agli aggressori&#8230;</p>



<p>&#8220;Nel giorno in cui il presidente francese celebrava la vittoria diplomatica, la realizzazione di uno Stato palestinese sembrava più lontana che mai. Mai come in questo momento il sogno di questo Stato è sembrato così scollegato dalla realtà. Al presidente dello Stato in divenire, Mahmoud Abbas, non è stato nemmeno permesso di recarsi negli Stati Uniti per partecipare alla conferenza che avrebbe discusso del suo Paese, una palese violazione dell&#8217;accordo stipulato con le Nazioni Unite da parte degli Stati Uniti&#8221;.</p>



<p>&#8220;Proprio in quel momento, l&#8217;uomo più ricercato dalla Corte Penale Internazionale, Benjamin Netanyahu, accusato di aver commesso crimini contro l&#8217;umanità, si stava preparando per il suo viaggio a New York. Il presidente dello Stato che ormai quasi tutto il mondo &#8216;riconosce&#8217; partecipa all&#8217;Assemblea Generale tramite collegamento video, mentre il ricercato numero uno della CPI parlerà in aula dal podio&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nel giorno in cui il mondo ha riconosciuto lo Stato palestinese, 61 persone sono state uccise a Gaza, più o meno lo stesso numero del giorno prima e del giorno dopo, come è successo ogni giorno negli ultimi mesi. Il riconoscimento non ha salvato e non salverà nemmeno un bambino di Gaza dalle bombe. Gaza non è abitabile e la situazione per i palestinesi che vivono in Cisgiordania sta gradualmente diventando simile. È improbabile che l&#8217;anziano pastore picchiato abbia sentito parlare del riconoscimento&#8221;.</p>



<p>&#8220;Le dichiarazioni britanniche e francesi non hanno cambiato nulla per lui; e se anche si fossero unite Andorra e Monaco, il suo destino sarebbe rimasto immutato; le pecore che gli sono state rubate non gli sarebbero state restituite nemmeno se il Lussemburgo si fosse unito alla lista. Il mondo, e in particolare l&#8217;ipocrita Europa, questa settimana ha reso omaggio alle vittime di Gaza e della Cisgiordania con un&#8217;altra dichiarazione di intenti&#8221;.</p>



<p>&#8220;Mentre il genocidio di Gaza continua senza tregua e i coloni imperversano in Cisgiordania insieme all&#8217;esercito, il mondo ha adempiuto al suo dovere minimo riconoscendo uno Stato che probabilmente non nascerà mai. Quanto è facile riconoscerlo, quanto è difficile fermare il genocidio! Israele, come al solito, ha gridato &#8216;all&#8217;antisemitismo&#8217;. <strong>Tutti i partiti ebraici dell&#8217;opposizione israeliana – compresi i Democratici di Yair Golan – si sono schierati con il governo nel condannare il riconoscimento</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;Chiunque, come me, sperasse disperatamente in una drastica mossa d&#8217;emergenza da parte del mondo per fermare immediatamente e anzitutto le uccisioni e le distruzioni sistematiche a Gaza, ha invece ottenuto una mossa che non farà che peggiorare la situazione. I capi di Stato ora possono rassicurare se stessi e i loro agitati cittadini: abbiamo punito il criminale e premiato la vittima. Non dobbiamo più muovere un dito per Gaza, abbiamo fatto la nostra parte&#8221;.</p>



<p>&#8220;Tragicamente, riconoscere uno Stato palestinese adesso è assurdo, quasi folle. Al momento non esiste un partner per una soluzione a due Stati, né in Israele né in Palestina. Gaza è stata distrutta e non c&#8217;è più spazio in Cisgiordania per uno Stato che non sia un agglomerato di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bantustan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bantustan</a>. Volete salvare ciò che resta di Gaza? Devono essere imposte immediatamente delle sanzioni dure contro Israele&#8221;.</p>



<p>Considerazioni condivisibili, anche se riteniamo che il riconoscimento della Palestina sia un passo di qualche rilevanza, per quanto simbolico. La storia spesso demanda al futuro il dipanarsi di un disegno in principio non visibile. Resta, però, l&#8217;ipocrisia europea, e forse più un crimine che un&#8217;ipocrisia laddove ha puntato tutto su questo passo evitando, nel frattempo, di prendere iniziative più incisive.</p>



<p>Mentre tutto ciò accadeva all&#8217;Onu, Trump &#8211; al quale è pervenuta una <a href="https://www.timesofisrael.com/hamas-pens-letter-to-trump-asking-for-60-day-truce-in-exchange-for-freeing-half-of-hostages/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">missiva di Hamas</a> con annessa profferta di tregua &#8211; incontrava i leader dei Paesi arabi e musulmani giunti a New York per partecipare all&#8217;Assemblea generale. Come annota il <a href="https://www.timesofisrael.com/trump-presented-comprehensive-plan-to-end-gaza-war-in-un-meeting-with-muslim-leaders/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>, il presidente degli Stati Uniti ha presentato un piano di pace approfondito per Gaza, al quale hanno aderito i convenuti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/trump-presented-comprehensive-plan-to-end-gaza-war-in-un-meeting-with-muslim-leaders/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TOI-11-1024x377.jpg" alt="Trump presented comprehensive plan to end Gaza war in UN meeting with Muslim leaders" class="wp-image-78432"/></a></figure>



<p>Steve Witkoff, il mediatore della prima ora tra Hamas e Israele, da tempo silente, è <a href="https://www.timesofisrael.com/us-envoy-witkoff-confident-of-gaza-breakthrough-in-coming-days-as-peace-plan-floated/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tornato a parlare</a> per dichiararsi fiducioso sul fatto che nei prossimi giorni si possa registrare una svolta e raggiungere un accordo che ponga fine al genocidio (loro lo definiscono guerra).</p>



<p>Secondo una fonte del <a href="https://www.timesofisrael.com/trump-presented-comprehensive-plan-to-end-gaza-war-in-un-meeting-with-muslim-leaders/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>, nell&#8217;incontro con i leader dei Paesi arabi e musulmani Trump avrebbe anche dichiarato che non avrebbe permesso a Tel Aviv di annettere la Cisgiordania. Sviluppo sul quale l&#8217;Arabia Saudita &#8211; che di recente ha siglato un patto di mutua difesa con il Pakistan (dotato dell&#8217;atomica) &#8211; aveva inviato un <a href="https://www.timesofisrael.com/saudis-said-to-warn-israel-move-to-annex-west-bank-would-be-a-red-line/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">duro monito</a> a Israele, dichiarando che ciò oltrepasserebbe una linea rossa, da cui inevitabili conseguenze. E sono di ieri le <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/fm-saar-israel-discussing-annexation-only-of-settlements-not-pa-ruled-areas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a> del ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar secondo il quale l&#8217;annessione &#8220;non è nei propositi&#8221; di Tel Aviv.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/fm-saar-israel-discussing-annexation-only-of-settlements-not-pa-ruled-areas/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-7-1024x353.jpg" alt="FM Sa’ar: Israel not considering annexation of PA-controlled West Bank areas, may extend Israeli law to settlements" class="wp-image-78434"/></a></figure>



<p>Tanto si doveva per dovere di cronaca, che pure deve registrare ciò che accade nonostante lo scetticismo del cronista che deve renderne conto. Anche perché, dopo l&#8217;intervento alle Nazioni Unite, nel quale ribadirà le usate nefendezze retoriche, Netanyahu avrà un incontro con Trump, al quale ricorderà il dovere di obbedienza (magari rimodulando il ricatto col quale l&#8217;ha aggiogato da tempo). Sperare che Trump resista è arduo, ma resta d&#8217;obbligo.</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a></em>.</p>
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		<title>“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 07:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[francesca albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=480743</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il mondo dorme: Francesca Albanese nel suo ultimo libro racconta il genocidio in corso a Gaza e la storia della Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>“È quando il mondo dorme che si generano i mostri. Di mostri ne abbiamo già parecchi, tra noi. Prima di tutto, la nostra indifferenza.” </strong>Leggiamo questa frase nelle ultime pagine di <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/quando-il-mondo-dorme/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli), il libro di Francesca Albanese </a>pubblicato all’inizio dell’estate 2025. Una frase tanto semplice quanto dura, emblematica, brutale. Quali sono i “mostri” che sono qui, tra noi, e noi non vediamo? Cosa succede quando il mondo – il nostro mondo basato su regole, diritti, culture e civiltà – sembra davvero “dormire”, ignorare, girarsi dall’altra parte, di fronte a uno degli atti più abominevoli della storiografia recente? È davvero possibile trovare un antidoto per la nostra collettiva “indifferenza”?</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/persone/francesca-albanese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesca Albanese</a> non avrebbe bisogno di presentazioni: giurista, studiosa, docente, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato, nelle ultime settimane è finita al centro di un vortice, diventando <strong>la prima alta rappresentante Onu a essere attaccata e sanzionata direttamente da un Paese – gli Stati Uniti – a causa della sua denuncia del genocidio in corso a Gaza</strong>, a opera dello Stato di Israele. Una denuncia che Francesca Albanese porta avanti coraggiosamente, non certamente da ora, ma da lunghi mesi, e che, assieme al suo lavoro di ricerca, getta una luce su una situazione drammatica, dove fino a questo momento a regnare sono state violenza, caos e impunità.</p>



<p>Questi sono alcuni dei tanti e difficili temi sviluppati all’interno di <em>Quando il mondo dorme. </em>Un libro che racconta la Palestina e la vita dei palestinesi, dentro e fuori Gaza, nella Cisgiordania occupata dai coloni israeliani, nei raid quotidiani, nelle case distrutte, nei volti sfigurati di migliaia di bambini e bambine, che vivono segregati, come topi chiusi in una trappola, ben prima degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Una situazione che la <strong>Corte Penale Internazionale aveva classificato come ‘a rischio di genocidio’ già nel gennaio del 2024</strong>, e che oggi è giunta a un punto di non ritorno, superando i 60mila morti certi, di cui oltre 18mila bambini. Morti non solo per gli spari, ma anche per <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fame, sete, infezioni non curate in mancanza di medicinali.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Volti, voci e storie dalla Palestina</strong></h2>



<p>Un libro che ad ogni pagina è come un pugno nello stomaco, una ferita che lacera riga per riga, nella consapevolezza che non si tratta di racconti di fantasia, ma della pura realtà, e della banalità del male, in ogni storia raccontata. Nei nove capitoli non si parla infatti solo della sistematica violazione del diritto internazionale a Gaza, in atto da decenni, ma si narrano le storie dei sopravvissuti, così come di quelli che non ce l’hanno fatta, subendo il massacro in prima persona. Sono le storie di <strong>Hind Rajab, di soli 6 anni, morta mentre era al telefono con gli operatori sanitari per chiedere aiuto</strong>, circondata dai cadaveri dei suoi familiari, implorando “Il carro armato è accanto a me. Si sta muovendo. Verrai a prendermi? Ho tanta paura”, per poi essere trovata, nella macchina coi suoi familiari, come corpo morto, in <strong>un abitacolo crivellato dal oltre 300 proiettili delle forze armate israeliane.</strong></p>



<p>C’è poi la storia del chirurgo <strong>Ghassan, arrivato da Londra per rendersi utile a Gaza</strong>, e la storia opposta di Malak, una giovane artista palestinese, che ha deciso invece di lasciare la sua terra, per raccontarne la dolorosa storia, attraverso l’arte, a Londra. C’è la storia di Abu-Hassan e i suoi <em>alternative tours </em>a Gerusalemme Est, che smontano la retorica storia raccontata dalle guide turistiche israeliane per la Città Santa. E tante altre storie, come quella dello studioso di genocidio Alon, di <strong>Mohammed El-Kurd, oggi scrittore e tra i giornalisti palestinesi più noti e competenti</strong>, che Francesca Albanese ha conosciuto quando era solo un bambino che rubava i gelsi da un cortile; ma anche le storie di George, Ingrid, Eyal, Gabor, e tanti altri bambini e bambine, ragazzini senza volto, che raccontano l’infanzia rubata in Palestina, la quotidianità di una vita fatta di privazioni, di ingiustizia, macerie, ma anche di speranza per la pace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-480746" style="width:636px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p><strong><em>“Mi ricordo uno scambio tra due bambine che discutevano con delicatezza. Una diceva: «È vero che la chiusura e l’assedio sono terribili per tutti, ma almeno tu, con la leucemia, sei potuta andare in Cisgiordania e hai visto le montagne! Io le montagne non le ho mai viste».”</em></strong> Dal capitolo <em>Hind. Cos&#8217;è l&#8217;infanzia in Palestina?</em> in <em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli, giugno 2025) Francesca Albanese</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una lettura dolorosa ma necessaria</strong></h2>



<p><em>Quando il mondo dorme, </em>pur nella semplice brutalità di alcune vicende, <strong>evidenzia poi l’importanza del diritto internazionale</strong>, come principio fondamentale alla base della nostra società civile, ma anche quanto queste vicende non siano solo una mera questione politica e giuridica, da manuali e report, <strong>ma una questione prima di tutto umana:</strong> quei volti, quelle donne, madri, padri e figli soli, quelle persone uccise in fila per il pane, quelle bambine invalide, non sono solo immagini, ma persone in carne ed ossa, che vedono e sentono come noi, che provano gioia, dolore, rabbia, amore e che hanno diritto di vivere nella loro terra.</p>



<p><strong>È ancora possibile accettare, nel 2025, che un genocidio così brutale sia perpetrato, con gli strumenti più tecnologicamente avanzati mai visti e soprattutto, con la nostra complicità?</strong> Uno dei tanti interrogativi che risuonano, proprio ora che la parola “genocidio”, ripetuta con coraggio da Francesca Albanese in molte occasioni, è giunta sulla bocca di tutti, anche dei più “improbabili”, e di coloro che fino ad ora hanno distolto il proprio sguardo, e adesso denunciano in colpevole ritardo.</p>



<p>In questo libro Francesca Albanese, pur mettendosi in pericolo, rivelando dettagli della sua vita privata, si mette a nudo, raccontando le sue esperienze in Palestina come donna, moglie, madre, ancor prima che studiosa e ricercatrice per l’Onu, rendendo semplice un tema, che semplice non è. Un tema quello delle privazioni subite dal popolo palestinese che reporter, giornalisti, studiosi ed esperti di diritto internazionale conoscono da decenni, ma che è ancora fin troppo sconosciuto ai più. Ecco perché, nonostante il suo peso, <em>Quando il mondo dorme </em>è <strong>una lettura necessaria, per creare, almeno a livello individuale, una maggiore consapevolezza</strong> e una base per la pace futura.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg" alt="" class="wp-image-463903" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Francesca Albanese</em></figcaption></figure>
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		<title>La Croce e la Pietà. La Passione della Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-croce-e-la-pieta-la-passione-della-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 09:09:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1910" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Croce e la Pietà. La Passione della Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia.jpg 1910w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250418101330424_490664467ebcf8c38317d0e6082eef9c-copia-1536x1027.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1910px) 100vw, 1910px" /></p>
<p>Il nostro Paese sta morendo, per indifferenza, per distrazione e per grossolani calcoli politici che giustificano l'omicidio di massa a rate, con la spietata e netta giustificazione: "Sono scudi umani!" O, per chi è impantanato in un'ipocrisia genocida: "Uccidete i bambini prima che diventino terroristi".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-croce-e-la-pieta-la-passione-della-palestina.html">La Croce e la Pietà. La Passione della Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Riportiamo quasi integralmente un articolo di <strong>Dennis Kucinich</strong>, pubblicato su <a href="https://kucinichreport.substack.com/p/the-cross-and-the-pieta-the-passion" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Kucinich Report</a>. <em>La Pietà di Michelangelo</em>, una scultura più grande del naturale di Cristo crocifisso tenuto teneramente in grembo alla Madre Maria, attrae visitatori a Roma da quando fu collocata nell&#8217;antica Basilica di San Pietro più di 500 anni fa.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://kucinichreport.substack.com/p/the-cross-and-the-pieta-the-passion"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PASSION-FOTO-copia3-1024x526.jpg" alt="The Cross and the Pieta. The Passion of Palestine" class="wp-image-75959"/></a></figure>



<p>La contemplazione della Pietà dona la potente presenza del sacrificio e dell&#8217;accettazione divina, la vita evocata dalla pietra, che trascende la morte. I cristiani si avvicinano al Venerdì Santo con due potenti ricordi: il sacrificio e la redenzione di Cristo sulla Croce, e l&#8217;accettazione, l&#8217;amore e la compassione espressi attraverso la Pietà.</p>



<p>Innumerevoli <strong>immagini provenienti da Gaza</strong>, di morti improvvise di bambini, causate da bombardamenti, schegge, colpi d&#8217;arma da fuoco e genitori addolorati, evocano una moderna Pietà, che si verifica con terribile frequenza. A differenza del Cristo crocifisso di Michelangelo, i bambini morti sono raramente intatti.</p>



<p>Sono <strong>orribilmente mutilati e sfigurati, senza arti né testa, spesso identificati da un brandello di vestito</strong>. Eppure, i genitori addolorati, stringendo tra le mani ciò che resta del loro bambino avvolto in un sudario bianco, guardano al cielo e, in risonanza con la grazia divina e l&#8217;accettazione, recitano &#8220;Allah Akbar&#8221;, Dio è grande.</p>



<p>La pazienza, il coraggio sotto attacco, la sofferenza del popolo di Gaza di fronte ai bombardamenti spietati e codardi che mirano a sterminarlo hanno risvegliato la coscienza morale delle persone in tutto il mondo.</p>



<p>Mentre la mia attenzione <strong>è rivolta ai massacri quotidiani a Gaza e ai video espliciti di straordinaria sofferenza umana</strong> che mi vengono inviati, mi ritrovo a provare un profondo senso di angoscia nell&#8217;assistere alla punizione collettiva, alla morte e alla distruzione di innocenti e, allo stesso tempo, alla perdita di umanità dei colpevoli, che ci conduce tutti in un&#8217;eterna valle delle ombre.</p>



<p>Il sentimento di dolore per ciò che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi è incrollabile, a tratti insopportabile, e so di non essere l&#8217;unico a provarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non è solo Gaza a morire.</h2>



<p>Il nostro Paese <strong>sta morendo, per indifferenza, per distrazione e per grossolani calcoli politici</strong> che giustificano l&#8217;omicidio di massa a rate, con la spietata e netta giustificazione: &#8220;Sono scudi umani!&#8221; O, per chi è impantanato in un&#8217;ipocrisia genocida: &#8220;Uccidete i bambini prima che diventino terroristi&#8221;.</p>



<p>E così, i bambini di Gaza vengono uccisi, a decine di migliaia. I video di quei bambini deceduti, i cui corpi non sono stati mutilati, mostrano che erano ben accuditi dalle loro famiglie, alcuni vestiti in modo elegante, altri morti nei loro splendidi abiti dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%CA%BB%C4%AAd_al-fi%E1%B9%ADr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eid</a>, i maschi con un taglio di capelli impeccabile e le femmine con i capelli lunghi, pettinati con cura e con fiocchi colorati.</p>



<figure class="wp-block-image alignnone size-large wp-image-75961"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/OVERCOME_20250418102753666_5af449371ce2953f23abb88ab63624db-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-75961"/><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;immagine vincitrice del premio<em> World Press Photo of the Year 2025</em>, scattata da Samar Abu Elouf per il <em>New York Times</em>, che ritrae Mahmoud Ajjour (9), ferito durante un attacco israeliano a Gaza City nel marzo 2024, mentre trova rifugio e assistenza medica in Qatar.</figcaption></figure>



<p>Quanto ai sopravvissuti che tengono in braccio i bambini morti, le loro strazianti grida di dolore invitano a una profonda compassione per tutti coloro che portano la croce della guerra. La Pietà è un simbolo universale. Si rivolge a un padre o una madre con il cuore spezzato, in lutto per la morte di un figlio che era il fulcro dell&#8217;esistenza di una famiglia.</p>



<p><strong>Tutta la Palestina è un cimitero di bambini</strong>. Numerosi medici hanno testimoniato l&#8217;insolitamente elevato numero di bambini uccisi da <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/nyt-gaza-bambini-uccisi-cecchini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">colpi di cecchini mirati alla testa</a>. La maggior parte delle morti, tuttavia, è dovuta a una sorprendente varietà di munizioni statunitensi usate contro la popolazione indifesa di Gaza.</p>



<p>Un bambino diventa una vittima o un orfano a causa delle migliaia di&nbsp;bombe MK-84 da 2000 libbre prodotte negli Stati Uniti, dal costo di 16.000 dollari l&#8217;una, che all&#8217;impatto sprigionano un raggio d&#8217;azione mortale, scagliando schegge di varie dimensioni a centinaia di metri.</p>



<p>L&#8217;MK-84 trasporta 440 kg di esplosivo e può creare un cratere profondo 15 metri. Questa bomba è stata utilizzata con un impatto devastante nel campo profughi di Jabalia il 31 ottobre 2023, uccidendo oltre 100 civili. Gli Stati Uniti hanno trasferito 14.000 di queste bombe da utilizzare contro la popolazione di Gaza negli ultimi 18 mesi.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più. La&nbsp;bomba penetrante BLU-109,&nbsp;con 250 kg di esplosivo ad alto potenziale, può penetrare cemento o roccia e detonare con la stessa forza di un terremoto. Quando colpisce un condominio a Gaza, tutti i residenti all&#8217;interno muoiono. Persino i condomini non bersaglio nelle vicinanze, con i residenti all&#8217;interno, crollano con una forza schiacciante.</p>



<p>La&nbsp;<strong>bomba di piccolo diametro (SBD) GBU-39&nbsp;è una bomba planante a guida di precisione</strong>. Pesa 113 kg e sgancia 16 kg di AFX-757 altamente esplosivo. Provoca un elevato numero di vittime civili nelle aree residenziali e nelle scuole di Gaza, attraverso la frammentazione su un&#8217;area delle dimensioni di un campo da calcio. Ogni bomba costa 40.000 dollari.</p>



<p>Nel maggio del 2024, le GBU-39 colpirono una zona designata come sicura, nel campo di tende di Tel al-Sultan, uccidendo innumerevoli civili. Questa bomba di precisione fu utilizzata per colpire la scuola UNRWA di Al-Sardi il 6 giugno 2024, dove 6.000 sfollati di Gaza attendevano i soccorsi. Le stesse bombe uccisero oltre 100 abitanti di Gaza quando la scuola di Al-Tabaeen fu attaccata il 10 agosto 2024, durante la preghiera dell&#8217;alba.</p>



<p>Queste bombe e le <em>Joint Direct Attack Munition</em> (JDAMS), montate per l&#8217;occasione, sono state sganciate sulla popolazione di Gaza, anche nelle cosiddette zone sicure come Deir al-Balah, utilizzando una varietà di aerei di fabbricazione statunitense, [&#8230;] i cui piloti sono addestrati negli Stati Uniti o da personale statunitense all&#8217;estero, che li istruiscono sulle tattiche, l&#8217;impiego delle armi, la guida di precisione e le regole di ingaggio.</p>



<p>Sul terreno, proiettili per carri armati, fucili, munizioni per cecchini, armi da fuoco, fucili d&#8217;assalto, lanciagranate e decine di migliaia di proiettili per armi leggere forniti dagli Stati Uniti vengono utilizzati contro la popolazione di Gaza.</p>



<p><em>Dollari delle tasse statunitensi, aerei statunitensi, bombe statunitensi, missili statunitensi, proiettili di carri armati statunitensi, fucili statunitensi, munizioni statunitensi, lanciagranate statunitensi, addestramento statunitense, guida statunitense forniti grazie a un budget di mille miliardi di dollari destinati alle spese militari, sono stati usati da delegati degli Stati Uniti per annientare le 2,2 milioni di persone indifese di Gaza.</em></p>



<p>La <strong>distruzione è stata compiuta sia durante le amministrazioni democratiche che repubblicane</strong>. Il Congresso non ha mai dato l&#8217;approvazione esplicita a una guerra contro la popolazione di Gaza. Ha respinto in maniera schiacciante i tentativi del senatore Bernie Sanders di bloccare le vendite di armi. Senza il sostegno degli Stati Uniti d&#8217;America, questa guerra sarebbe finita poco dopo il suo inizio.</p>



<p>Eppure continua. <strong>Quasi 100.000 tonnellate di bombe statunitensi sono state sganciate su Gaza</strong>, circa 6 volte la potenza esplosiva delle bombe sganciate su Hiroshima nel 1945, equivalenti a 15.000 tonnellate di TNT. Ciò è avvenuto in una delle aree più densamente popolate del mondo. A Gaza ci sono 15.000 persone per miglio quadrato, rispetto alla densità media della popolazione americana di 94 persone per miglio quadrato.</p>



<p>L&#8217;11 settembre 2001, gli Stati Uniti furono attaccati. Oltre 3.000 persone furono uccise in una nazione di 300.000.000 di abitanti, pari a un decesso ogni 100.000. Gaza ha registrato almeno 55.000 morti, su una popolazione di 2,2 milioni di abitanti, con un tasso di mortalità di 2.500 ogni 100.000 persone.</p>



<p>In termini di equivalenza in base alla popolazione, Gaza ha subito un equivalente dell&#8217;11 settembre ogni cinque ore, ovvero più di quattro 11 settembre al giorno [&#8230;] nell&#8217;ultimo anno e mezzo.</p>



<p>Se gli Stati Uniti avessero registrato lo stesso numero di morti pro capite, i decessi, al netto della popolazione, sarebbero stati 8.350.000 [&#8230;]. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite, circa 15.000 bambini sono stati uccisi e almeno 30.000 hanno riportato ferite, molte delle quali hanno cambiato loro la vita, come nel caso delle amputazioni; decine di migliaia di bambini soffrono di grave malnutrizione.</p>



<p>La <strong>vita quotidiana dei bambini di Gaza e dei loro genitori è così spesso pericolosa</strong> che una bambina palestinese, mentre giaceva in preda allo shock e all&#8217;agonia su un carro, gravemente ferita dalle schegge, chiedeva con insistenza, straziata da un dolore lancinante: &#8220;Zio, è un sogno o è la realtà?&#8221;. Aveva/ha cinque anni.</p>



<p>Poi c&#8217;è il giovane ragazzo di Gaza, a cui è stato chiesto cosa volesse fare da grande. La sua straziante risposta: &#8220;I bambini di Gaza non crescono&#8221;.</p>



<p>Un funzionario citato in un rapporto dell&#8217;ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha descritto gli abitanti di Gaza come &#8220;bestie umane&#8230; trattate di conseguenza&#8221;, richiamando il linguaggio dell&#8217;era nazista che definiva &#8221;&nbsp;<em>untermensch&#8221;,</em>&nbsp;&#8220;bestie&#8221;, la classica disumanizzazione usata per giustificare la violenza.</p>



<p>È in atto uno sforzo disumano e organizzato per bombardare e distruggere la popolazione di Gaza.</p>



<p>Il mondo sta assistendo alla distruzione sistematica di case, moschee, scuole, università, ospedali, mercati, reti idriche e fognarie, nonché al tentativo calcolato di sterminare un intero popolo.</p>



<p>Attraverso le sue grandi tribolazioni, la popolazione di Gaza ha dimostrato una straordinaria resistenza che non definisce il carattere di un terrorista, ma di un popolo coraggioso, che affronta la morte con fede e forza d&#8217;animo.</p>



<p>Mia moglie, Elizabeth, ha visitato Gaza dopo l&#8217;ultima grande incursione. Ciò che ha visto lì avrebbe scosso l&#8217;anima di chiunque non sia indurito dall&#8217;ideologia. È entrata in scuole che fungevano da aule di giorno e da rifugi di emergenza di notte. Ha assistito terapisti specializzati nei traumi che si prendevano cura di menti distrutte e famiglie distrutte. Ha incontrato studenti universitari che parlavano ancora di sogni. Il suo racconto, pubblicato su <a href="https://thehill.com/blogs/pundits-blog/international-affairs/284482-gazas-plight-matters-to-the-world/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Hill</a>, è una testimonianza di una verità così spesso sepolta sotto le narrazioni ufficiali.</p>



<p>Dobbiamo credere, anche ora, che la grande sofferenza di Gaza, che ricorda la Passione stessa, possa un giorno dare origine a una resurrezione – non solo di vite, ma di dignità, giustizia e pace. L&#8217;arco della crocifissione verso la resurrezione è metafora sacra e insegnamento morale.</p>



<p>Anche le immagini di Gaza sfidano la catastrofe, come le mani dei cittadini di Gaza che escono da sotto le macerie e si allungano verso il cielo, con aria di sfida e trionfo.</p>



<p>Milioni di persone stanno marciando per la pace, in tutto il mondo, sventolando la bandiera palestinese, per porre fine alla guerra e chiedere conto a chi l&#8217;ha istigata e a chi l&#8217;ha perseguita. I giovani [israeliani], <a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20250416-israeli-army-faces-growing-dissent-i-will-never-again-serve-under-this-government" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifiutandosi di prestare servizio militare</a>, respingono l&#8217;invito a uccidere gli abitanti di Gaza, a occupare, a demolire le case, a sganciare bombe, rifiutando ordini che annientano l&#8217;anima.</p>



<p>Il mondo sta cambiando e ci osserva. Nessuna nazione può rimanere per sempre al di sopra della legge. Ci saranno conseguenze legali anche per coloro che non credono nel diritto internazionale e che praticano il genocidio con tanta impunità. Prevedo che coloro che hanno permesso o perseguito questa guerra contro la popolazione di Gaza un giorno saranno ritenuti responsabili. Saranno portati davanti a un tribunale internazionale e saranno giudicati in un nuovo processo di Norimberga.</p>



<p>Il cammino verso la pace inizia con il riconoscimento dell&#8217;umanità di tutti. Piangiamo ogni vita innocente perduta: israeliana e palestinese, cristiana, musulmana, ebraica. Non parliamo con ostilità, ma con un profondo desiderio morale di impedire ulteriori spargimenti di sangue e di tracciare un futuro radicato nella dignità e nella giustizia per tutti.</p>



<p>[&#8230;] Questa è una crisi di leadership, potere e politica. Persone di ogni estrazione sociale desiderano ardentemente la pace. Cerchiamo di essere tra coloro che non si limitano a maledire l&#8217;oscurità, ma accendono candele; che costruiscono ponti, non muri; che non cercano vendetta, ma riconciliazione.</p>



<p>Che i nostri amati Stati Uniti inizino a trasformare le loro spade in vomeri e le loro lance in falci, per la sopravvivenza della nostra nazione e del mondo.</p>



<p>E possano le scene profondamente luttuose di Gaza, che ricordano la Pietà, rievocate quotidianamente, essere seguite da una nuova alba di restaurazione e guarigione del popolo palestinese, che celebri l&#8217;indomabilità dello spirito umano e porti con sé una nuova speranza umana di pace, salaam, shalom.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-croce-e-la-pieta-la-passione-della-palestina.html">La Croce e la Pietà. La Passione della Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Grazie alla Corte adesso si può dire: l&#8217;occupazione di Israele è illegale e si chiama apartheid</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/grazie-alla-corte-adesso-si-puo-dire-loccupazione-di-israele-e-illegale-e-si-chiama-apartheid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 09:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240725233815962_44399f464dbc7a78809c4b34b471f80d-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sentenza della Corte Internazionale di Giustizia forse non cambia la situazione sul terreno ma allarga la libertà di pensiero.</p>
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<p>Per la prima volta nella storia, venerdì 19 luglio, la Corte internazionale più prestigiosa ha espresso il suo parere sulla legalità del controllo da parte di Israele dei territori occupati, infliggendo un duro colpo agli argomenti dei filo-israeliani più massimalisti. <strong>L&#8217;occupazione israeliana della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, è illegale</strong>, ha detto la Corte Internazionale di Giustizia, e deve cessare &#8220;il più rapidamente possibile&#8221;. Non solo: Israele è obbligata a fermare i nuovi insediamenti, ritirare tutti i coloni dai territori occupati e pagare riparazioni ai palestinesi per i danni causati dal 1967 a oggi. Quel che è peggio:<strong> le politiche di Israele nei territori occupati si possono definire come apartheid.</strong> La parola, considerata tabù persino in alcuni quotidiani di centrosinistra italiani, qui è scritta nero su bianco.</p>



<p>La sentenza — che sarebbe meglio chiamare parere consultivo — deriva da una richiesta del 2022 dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, vale a dire che precede la guerra di Gaza attuale, ed è non vincolante. Tra i pochi Paesi occidentali che hanno accolto pubblicamente con favore il pronunciamento si registrano Spagna, Belgio, Irlanda, Islanda, Australia, Nuova Zelanda e, per l&#8217;Unione Europea, la voce dell&#8217;Alto Commissario per la politica estera, <strong>Josep Borrell</strong>, sulla via del pensionamento. Gli Stati Uniti hanno fatto capire di non gradire la decisione, mentre l&#8217;Italia non si è espressa e la notizia è rimasta qualche ora nei bassifondi delle homepage dei quotidiani, prima di essere sommersa dal gossip.</p>



<p>Se l&#8217;evento è storico, molti osservatori si chiedono come esso influenzerà il comportamento degli attori in gioco in Medio Oriente. Gli scettici diranno che oggi la mattanza di Gaza è uguale a ieri, e che domani sarà lo stesso. <strong>Che il tanto blaterato «diritto internazionale» continuerà a essere reso carta straccia</strong> nei rapporti tra potenze, specie se alla Casa Bianca tornerà Donald Trump, il quale ha promesso a Netanyahu tutta Gerusalemme e, una sua mecenate particolarmente razzista, la proprietà dell&#8217;intera Cisgiordania. Una eventualità che alcune comunità ebraiche conservatrici auspicano esplicitamente, piccate per le critiche a Israele dei progressisti.</p>



<p>Ma questa non è la cosa più importante da tenere a mente quando si guarda al quadro generale. Bisogna ricordare invece che<strong> usare i tribunali e le leggi è solo uno strumento, non l&#8217;unico o definitivo.</strong> L&#8217;occupazione dei territori palestinesi finirà quando la destra etnonazionalista israeliana pagherà un prezzo salato per le sue scelte. E questo prezzo sarà probabilmente pagato non per la dissidenza israeliana di sinistra, ma solo grazie a pressioni esterne: perché altre alleanze internazionali a un certo punto diranno &#8220;basta&#8221;.</p>



<p>Il punto fondamentale però è questo: la Corte ha stabilito che adesso &#8220;basta&#8221; si può dire veramente, anche in punta di diritto. <strong>Ha stabilito chiaramente che c&#8217;è un occupante e un occupato, un aggressore e un aggredito</strong>. È &#8220;solo&#8221; un parere consultivo, certo, ma molto più ampio e vasto di qualsiasi altra sentenza precedente di questo tipo. La corte smantella l&#8217;idea che i negoziati di pace, come gli Accordi di Oslo, siano l&#8217;unica via da seguire per far riavere ai palestinesi la loro terra.</p>



<p>E se i governi alleati con Israele probabilmente continueranno ancora a dire che la liberazione dei territori passerà attraverso i negoziati &#8211; anche perché i circa 700 mila coloni in Cisgiordania non è che li puoi trasferire in un batter d&#8217;occhio, e i loro complessi insediamenti illegali non li puoi abbattere senza proteste enormi &#8211; la Corte dice che questa normalizzazione è stata e continua a essere sbagliata, e che gli insediamenti e i coloni devono andarsene.</p>



<p>Inutile dire che in questo modo è stato smontato il castello di scuse utilizzato da paesi come Germania o Gran Bretagna per boicottare i tribunali internazionali che stanno indagando su Israele. Inutile dire che è stato smontato anche il costrutto retorico dei filo-israeliani più ideologici in Italia, di scuola pannelliana o del centro liberale, che in Italia hanno una presa fortissima su molte redazioni e reagiscono con violenza alla perdita di controllo della narrazione. Se, prima di venerdì 19 luglio, la sequela di accuse esplicitate dalla Corte era una prerogativa per lo più degli esperti sul campo, della sinistra radicale e degli attivisti &#8211; mentre il mainstream la perimetrava in una nube di reticenza, depistaggi e distrazioni &#8211; essa ora ha il timbro di un&#8217;istituzione sovranazionale.</p>



<p>Che questo si tradurrà immediatamente in un cambiamento della policy della Casa Bianca o dell&#8217;UE, nella produzione di memorandum che verranno affissi nelle cancellerie di mezzo Occidente, è difficile da credere. <strong>Ma cambierà il modo in cui partiti, intellettuali e persone comuni si relazioneranno all&#8217;occupazione.</strong> Sebbene gli europei abbiano già compiuto alcuni passi significativi per distinguersi dagli Stati Uniti sulla condanna degli insediamenti, secondo <strong>Hugh Lovatt</strong>, analista dell&#8217;European Council on Foreign Relations, la Corte ora incoraggia passi in avanti più coraggiosi, come ad esempio un divieto sui prodotti e servizi degli insediamenti, un controllo più rigoroso delle vendite di armi e tecnologie a Israele.</p>



<p>I Paesi europei devono fare propria l&#8217;affermazione della Corte secondo la quale il diritto palestinese all&#8217;autodeterminazione non è condizionato dall&#8217;approvazione israeliana. Un passo pratico in questo senso, già intrapreso da diversi membri dell&#8217;UE, tra cui recentemente Irlanda, Norvegia e Spagna, è riconoscere lo Stato di Palestina a Gaza, ma altri membri dell&#8217;Ue devono seguire l&#8217;esempio. Secondo la giurista canadese Diana Butto, il parere della Corte Internazionale rendono ancora più legittime le richieste di ripensare gli accordi di libero scambio con Israele oppure le sanzioni sui coloni che in Cisgiordania si rendono complici dei pogrom di palestinesi ma viaggiano indisturbati per il mondo.</p>



<p>Scrivere nero su bianco certe frasi, certe nozioni e certe parole come <em>apartheid</em> ha già allargato la famosa finestra di Overton della politica, ossia il campo del dicibile nel dibattito pubblico. Sì, certe idee adesso si possono sviluppare, si possono proporre, si possono infilare in editoriali, reportage e persino programmi politici. E questa è già da sola una piccola rivoluzione, anche se avviene mentre fiumi di sangue ancora scorrono.</p>



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