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	<title>ortodossi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 24 Apr 2022 16:29:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ortodossi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Così ortodossi ucraini e russi vivono una Pasqua di guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 16:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pasqua di guerra per gli ortodossi ucraini e russi, in questa che è di sicuro una festività carica di significato per coloro che, nonostante il conflitto in corso, provano a ricordare come il cristianesimo sia una religione di pace. Vladimir Putin non ha voluto tenere in considerazione l&#8217;eventualità che alla Pasqua ortodossa coincidesse quantomeno un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">Così ortodossi ucraini e russi vivono una Pasqua di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Pasqua</strong> di guerra per gli ortodossi ucraini e russi, in questa che è di sicuro una festività carica di significato per coloro che, nonostante il conflitto in corso, provano a ricordare come il cristianesimo sia una religione di pace.</p>
<p><strong> Vladimir Putin</strong> non ha voluto tenere in considerazione l&#8217;eventualità che alla Pasqua ortodossa coincidesse quantomeno un cessate il fuoco momentaneo. In queste ore, stanno continuando l&#8217;assalto a Mariupol, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/missili-e-allarme-attacco-chimico-odessa-nel-mirino-mosca-2028734.html">l&#8217;offensiva russa ad Odessa</a> e la pioggia di fuoco che sta interessando il Donbass, dov&#8217;è concentrata buona parte di quella che i russi chiamano &#8220;operazione speciale&#8221;.</p>
<p>L<strong>&#8216;Ucraina</strong>, dal canto suo, non può che continuare a difendersi, segnalando le vittime di quelli che sono già stati definiti &#8220;bombardamenti di Pasqua&#8221;. A soppesare la gravità delle azioni compiute dall&#8217;esercito russo ci ha pensato Liudmila Denisova, la commissaria ai Diritti umani che, come ripercorso dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, ha stilato una sorte di bollettino tragico: &#8220;L&#8217;esercito russo continua a bombardare attivamente città pacifiche in Ucraina e continua a uccidere civili&#8221;, ha fatto sapere via <em>Telegram</em>. E ancora: &#8220;La regione di Kherson è sull&#8217;orlo di una catastrofe umanitaria&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Sulla Pasqua ortodossa è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden</strong>: &#8220;Durante questo momento sacro &#8211; ha premesso -, preghiamo per tutti coloro che stanno soffrendo a causa della brutalità della guerra e della persecuzione. Piangiamo con tutti coloro che hanno perso i propri cari o che temono per la loro incolumità e ci impegniamo a lavorare per la pace, per la libertà e la sicurezza di tutte le persone&#8221;, ha dichiarato il Commander in Chief degli Usa. Blinken ha invece citato la &#8220;resilienza&#8221; come valore che anima lo spirito degli ucraini in queste festività e non solo.</p>
<p>La situazione religiosa, tra Ucraina e Russia, è più complessa che mai. Dopo lo scisma da <strong>Mosca</strong> degli ortodossi ucraini che risale a qualche anno fa, stanno aumentando le realtà che erano rimaste legate alla Chiesa ortodossa moscovita  e che adesso hanno già manifestato, nei fatti e nelle dichiarazioni, intenzione di sganciarsi dalla &#8220;dipendenza&#8221;, per così dire, dal <strong>patriarca Kirill</strong>, che ha preso le parti dello &#8220;Zar&#8221; rispetto alla guerra in Ucraina, segnalando i rischi della &#8220;occidentalizzazione&#8221; del Donbass, citando le &#8220;processioni gay&#8221; e non solo.</p>
<p>Le &#8220;prediche delle autorità ortodosse ucraine sono piuttosto rappresentative: &#8220;Se Cristo ha sconfitto la morte, anche l&#8217;Ucraina potrà risorgere&#8221;, ha detto, durante l&#8217;omelia di Pasqua, padre Andrei Golovin, sacerdote di una chiesa ortodossa di <strong>Bucha</strong>. E ancora: &#8220;Noi celebriamo, mentre loro continuano a versare sangue come ispirati da Satana&#8221;. Il clima tra ortodossi ucraini ed ortodossi russi, insomma, <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html">non è mai stato così acceso</a>.</p>
<p>Golovin, che ha rilasciato alcuni virgolettati all&#8217;<em>Ansa</em>, si è anche augurato che <strong>papa Francesco</strong> possa recarsi nei luoghi interessati dalla guerra per verificare con &#8220;i suoi occhi&#8221;. Alcune polemiche hanno accompagnato la Via Crucis cristiano-cattolica di quest&#8217;anno per via della presenza &#8211; quella che alcuni hanno considerato &#8220;equidistante&#8221; &#8211; di una donna ucraina e di una donna russa.</p>
<p>I toni, come riporta sempre l&#8217;<em>Adnkronos</em>, stanno ormai scavando un solco profondo tra Kiev e Mosca anche sotto il profilo del dialogo religioso. Lo stesso che può essere considerato interrotto: Il metropolita <strong>Onuphury,</strong> che fino a qualche settimana fa guardava al patriarca Kirill come al vertice della sua realtà ecclesiastica, ha parlato di &#8220;disastro&#8221; in relazione alla guerra mossa da Putin in Ucraina e, sempre riferendosi al presidente della Federazione russa, ha domandato di mettere la parola &#8220;fine&#8221; a quello che questo emisfero di ortodossi ucraini non fa che ritenere un &#8220;conflitto fratricida&#8221;.</p>
<p>Se il presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha parlato della guerra come di un virus, il battaglione Azov, attraverso il comandante Svyatoslav Palamar, ha segnalato a sua volta, citando anche &#8220;bambini innocenti&#8221;, come i russi stiano continuando a bombardare durante le ore che accompagnano la Pasqua.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">Così ortodossi ucraini e russi vivono una Pasqua di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le Chiese ortodosse di Kiev e Mosca ora sono più distanti che mai</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 05:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1536x1130.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-2048x1506.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione delle Chiese ortodosse tra Ucraina e Russia era già complessa ma la guerra scatenata da Vladimir Putin rischia di compromettere a lungo termine il dialogo tra realtà ecclesiastiche che già presentavano dei distinguo evidenti ed ufficializzati. Il fatto nuovo, in una dialettica che era stata interessata da uno scisma che risale a quattro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1536x1130.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-2048x1506.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La situazione delle <strong>Chiese ortodosse</strong> tra Ucraina e Russia era già complessa ma la guerra scatenata da Vladimir Putin rischia di compromettere a lungo termine il dialogo tra realtà ecclesiastiche che già presentavano dei distinguo evidenti ed ufficializzati.</p>
<p>Il fatto nuovo, in una dialettica che era stata interessata da uno <strong>scisma</strong> che risale a quattro anni fa, è che gli ortodossi ucraini stanno procedendo in maniera sempre più compatta, e in polemica accesa, per usare un eufemismo, rispetto alle posizione assunte da Mosca sulla guerra, facendo sì che sempre più chierici e fedeli ucraini abbandonino Kirill, le sue argomentazioni ed il suo patriarcato. Anche se non soprattutto per via di una sorta di <strong>effetto attrattivo</strong> dipeso dalle mire espansionistiche del vertice del Cremlino, le cronache riportano, sempre più, di preti ortodossi che abbracciano la causa nazionale ucraina, abbandonando la loro dipendenza gerarchica dalla Russia.</p>
<p>Non era scontato. Perché le Chiese ortodosse ucraine, da quando una parte degli ortodossi di <strong>Kiev</strong> ha deciso, nel 2018, di divenire &#8220;autocefala&#8221; &#8211; come si dice in gergo tecnico-religioso &#8211; , e cioè indipendente, erano due. Kirill non ha voluto riconoscere l&#8217;autocefalia degli ortodossi ucraini, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ora-ucraina-nata-chiesa-ortodossa-nazionale-1617559.html">che si sono radunati attorno al metropolita Epifanio</a>, e coloro che hanno invece deciso di continuare a riferirsi a Mosca sono entrati a far parte di quella che viene chiamata Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca. Quella che oggi sembra sgretolarsi.</p>
<p>Il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, invece, non solo ha dato parere positivo all&#8217;indipendenza degli ortodossi di Kiev che hanno voluto abbandonare Mosca nel 2018 ma si è anche recato di recente, in piena guerra, in Polonia. Il che non può che rappresentare un segno di vicinanza anche all&#8217;Ucraina invasa dallo &#8220;Zar&#8221;. <strong>Vladimir Putin</strong>, con ogni probabilità, potrebbe aver pensato, mentre rifletteva sul conflitto, di poter contare su alcuni &#8220;gangli&#8221; all&#8217;interno della nazione presieduta da Volodymyr Zelensky. Tra quelli, è possibile che lo &#8220;Zar&#8221; abbia ragionato sui moltissimii luoghi di culto, tra monasteri e non, che afferiscono, o meglio avrebbero dovuto afferire, al Patriarcato di Mosca.</p>
<p>Le cronache di guerra, tuttavia, riportano un altro andazzo. <em>Repubblica</em>, ad esempio racconta di come l&#8217;arcivescovo di Chernihiv e Nizhyn abbia bollato come &#8220;non cristiani&#8221; i &#8220;valori&#8221; del patriarcato moscovita. Il clima non è mai stato così teso. <strong>Kirill, </strong>dal canto suo<strong>,</strong> sta sostenendo in lungo ed in largo la narrativa di Vladimir Putin su quella che i russi chiamano &#8220;operazione speciale&#8221; in Ucraina.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/parate-gay-ora-patriarca-mosca-giustifica-guerra-2015872.html">Per mezzo di un sermone che rischia di rimanere iconico rispetto al conflitto voluto dalla Russia</a>, il patriarca di Mosca ha parlato di un &#8220;test&#8221; di fedeltà che avrebbe a che fare con l&#8217;identità tradizionale del Donbass e con quello che l&#8217;Occidente vorrebbe culturalmente importare da quelle parti di mondo, comprese le &#8220;parate gay&#8221;. Gli ortodossi ucraini, dal canto loro, misurano le considerazioni dei moscoviti sulla base di un&#8217;invasione che, al netto delle prossimità religiose, non ha alcuna spiegazione. E la frattura aumenta.</p>
<p>In tutto questo, c&#8217;è anche la <strong>Chiesa greco-cattolica</strong>, che è quella che continua naturalmente ad avere il Vaticano come interlocutore verticistico. Quella con cui la Santa Sede non può che parlare con maggiore frequenza, per quanto il Papa stia cercando di tenere aperte più linee comunicative al fine di provare a raggiungere la pacificazione nel minor tempo possibile. Quando ci si riferisce alla &#8220;complessità&#8221; del lavoro diplomatico del pontefice argentino e della &#8220;diplomazia vaticana&#8221;, bisogna riferirsi a questo quadro così ingarbugliato.</p>
<p><strong>Jorge Mario Bergoglio</strong> ha sempre fatto dell&#8217;unità dei cristiani un obiettivo, per quanto utopistico. E l&#8217;effetto indiretto comportato dalla guerra di Putin, cioè un&#8217;ulteriore scomposizione, non fa che allontanare il processo di dialogo con gli ortodossi che il Vaticano ha sostenuto in modo proattivo in questi nove anni di pontificato e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html">Le Chiese ortodosse di Kiev e Mosca ora sono più distanti che mai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scontri e tensione in Georgia: manifestanti provano ad entrare in parlamento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontri-e-tensione-in-georgia-manifestanti-provano-ad-entrare-in-parlamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 04:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
		<category><![CDATA[Ossezia del Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una semplice foto rischia di far esplodere una vera e propria rivolta per le strade di Tbilisi. Nella serata di giovedì infatti, sui social si diffonde un&#8217;immagine in cui si nota il deputato russo Sergei Gavrilov seduto presso la postazione della presidenza del parlamento georgiano. Basta soltanto questo per portare in piazza centinaia di manifestanti, i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-e-tensione-in-georgia-manifestanti-provano-ad-entrare-in-parlamento.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9911748-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una semplice foto rischia di far esplodere una vera e propria rivolta per le strade di Tbilisi. Nella serata di giovedì infatti, sui social si diffonde un&#8217;immagine in cui si nota il deputato russo <strong>Sergei Gavrilov</strong> <a href="https://oc-media.org/russian-mp-s-appearance-in-georgian-parliament-sparks-protests-across-georgia/">seduto presso la postazione della presidenza del parlamento georgiano</a>. Basta soltanto questo per portare in piazza centinaia di manifestanti, i quali ad un certo punto <a href="https://www.apnews.com/0e8265eb68d44890b3615b3cb008c917">sfondano un primo cordone della Polizia</a> e minacciano l&#8217;ingresso all&#8217;interno del parlamento.</p>
<h2>Il perché della presenza del deputato russo a Tbilisi</h2>
<p>Che qualcosa potesse in effetti accadere nella capitale georgiana, è nell&#8217;aria già a partire dai giorni scorsi. Questo perché proprio a Tbilisi è in programma, a partire da giovedì, la XXVI Assemblea generale interparlamentare ortodossa. Si tratta di una riunione che viene svolta dal 1993 ed ha cadenza annuale, oltre ad essere itinerante. Quest&#8217;anno l&#8217;onere di organizzare l&#8217;evento è proprio della Georgia, dunque già da mesi è prevista la presenza di una delegazione parlamentare russa nel paese.</p>
<p>Anche perché, come si può comprendere dal nome, l&#8217;iniziativa coinvolge i gruppi parlamentari di diversi paesi in cui sono presenti le chiede ortodosse. Anzi, la prima assemblea nasce proprio per volontà della Duma russa e del parlamento greco. A Tbilisi già da giorni le misure di sicurezza appaiono imponenti, ma nel complesso la situazione è calma fino a quando però non salta fuori l&#8217;immagine incriminata. La presenza sia di Gavrilov e degli altri deputati russi passa quasi inosservata, ma tutto degenera quando lo stesso Gavrilov viene notato seduto sulla poltrona occupata solitamente dal presidente dell&#8217;assemblea legislativa georgiana.</p>
<h2>Una protesta che rischia di degenerare</h2>
<p>Per molti manifestanti, il semplice fatto che un deputato russo sia seduto al posto del presidente viene considerato un vero e proprio <strong>affronto</strong>. Per questo la bagarre si scatena prima in aula, successivamente per strada. La ruggine tra Georgia e Russia si palesa nel giro di pochi minuti: i due paesi, <a href="https://it.insideover.com/politica/dieci-anni-fa-la-guerra-tra-russia-e-georgia.html">che nel 2008 entrano anche in conflitto per la questione dell&#8217;Ossezia del Sud</a>, non hanno rapporti diplomatici e nel paese caucasico in molti ambienti vige un sentimento anti russo molto marcato. Gavrilov inoltre, in passato avrebbe manifestato una posizione favorevole all&#8217;annessione di Ossezia del Sud ed Abcasia alla Russia.</p>
<p>Davanti al parlamento nel giro di poche ore si radunano diversi manifestanti, i quali iniziano a premere contro il primo cordone di poliziotti schierati a difesa del parlamento. Gli scontri causano diversi contusi ed il bilancio è pesante: complessivamente sono 70 i feriti, 14 di essi sono poliziotti. Questi ultimi, per evitare che i manifestanti entrino nel complesso parlamentare, sono costretti ad utilizzare gas lacrimogeni e proiettili di gomma. La situazione rientra soltanto in tarda serata, ma la tensione a Tbilisi appare ancora ben palpabile e riscontrabile.</p>
<p>E mentre torna a farsi vivo niente meno che l&#8217;ex presidente <strong>Mikhail Saakashvili</strong>, leader della protesta del 2004 ma adesso all&#8217;estero (naturalizzato ucraino) ed accusato di corruzione in Georgia, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2019/06/21/news/georgia_manifestanti_tentano_entrare_in_parlamento_scontri_e_arresti-229279436/">il quale afferma di sostenere i manifestanti in piazza</a>, l&#8217;attuale presidente <strong>Salome Zurabishvili</strong> invita invece alla calma: &#8220;Le divisioni fanno il gioco della Russia&#8221;, dichiara il capo dello Stato. Intanto adesso i manifestanti chiedono le dimissioni del presidente del parlamento<strong> Irakli Kobajidze</strong>, reo di aver lasciato sedere Gavrilov nella sua poltrona.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-e-tensione-in-georgia-manifestanti-provano-ad-entrare-in-parlamento.html">Scontri e tensione in Georgia: manifestanti provano ad entrare in parlamento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina celebra Natale e scisma Poroshenko: &#8220;Via i legami con Mosca&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/kiev-chiesa-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 06:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Natale a Kiev ha un significato diverso quest&#8217;anno. Molto più politico del solito, visto che arriva a poche giorni dalla proclamazione della Chiesa autocefala ucraina. Ieri, nella cattedrale di Santa Sofia, si è celebrata la prima messa solenne della Chiesa indipendente. Alla presenza del presidente Petro Poroshenko, la cerimonia è stata officiata dal Metropolita Iepifani, 39 anni, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/kiev-chiesa-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/kiev-chiesa-ucraina.html">L&#8217;Ucraina celebra Natale e scisma Poroshenko: &#8220;Via i legami con Mosca&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/GETTY_20190107144027_28124602-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Natale</strong> a <strong>Kiev</strong> ha un significato diverso quest&#8217;anno. Molto più politico del solito, visto che arriva a poche giorni dalla proclamazione della Chiesa autocefala <strong>ucraina</strong>.</p>
<p>Ieri, nella cattedrale di Santa Sofia, si è celebrata la prima messa solenne della Chiesa indipendente. Alla presenza del presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>, la cerimonia è stata officiata dal <strong>Metropolita Iepifani</strong>, 39 anni, primate della Chiesa ucraina: &#8220;È un momento storico. Le porte della nostra Chiesa sono aperte a tutti, ma sappiamo che c&#8217;è ancora molto lavoro da fare per rafforzare l&#8217;unità degli ortodossi in Ucraina&#8221;, ha detto il primate ai fedeli riuniti nella cattedrale.</p>

<p>Un messaggio che ha un significato non solo religioso, ma anche squisitamente <strong>politico</strong>, ribadito in maniera ancora più netta da Poroshenko, che ha detto senza mezzi termini: &#8220;Con questo rito abbiamo spezzato gli ultimi legami che ci associavano a Mosca e alle sue fantasie sull&#8217;Ucraina&#8221;. Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni.</p>
<p>L&#8217;indipendenza della Chiesa ortodossa di Kiev ha avuto come primo obiettivo quello di marcare le distanze con Mosca nella sfida che da anni vede coinvolte Russia e Ucraina, ma più in generale Oriente e Occidente. La decisione del patriarca di Costantinopoli, <strong>Bartolomeo</strong>, può essere letta infatti sotto il profilo religioso, ma anche sotto il profilo internazionale.</p>

<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1249&#8243; gal_title=&#8221;Ucraina, Chiesa ortodossa festeggia Natale&#8221;]</p>
<p>Se è vero che il Patriarcato di Costantinopoli ha garantito l&#8217;autocefalia della Chiesa di Kiev anche per riaffermare il proprio potere nei confronti della Chiesa di Mosca, è evidente che la decisione della Chiesa ucraina di &#8220;secedere&#8221; dalla Chiesa russa è diventata una questione di politica internazionale. Tanto che anche il <strong>Dipartimento di Stato americano</strong>, come spiegato su questa testata, è intervenuto a sostegno dell&#8217;indipendenza del clero ucraino. Per gli Stati Uniti si tratta di libertà religiosa: ma le motivazioni effettive sono più profonde, e legate al fatto che molti ritengono il cristianesimo orientale una sorta di <em>longa manus</em> culturale e diplomatica di Vladimir Putin.</p>

<p>Così, una questione legata alla tradizione della Chiesa orientale, si è trasformata in un caso diplomatico. Ed è arrivata in una delle fasi più acute dello scontro fra Russia e Ucraina, con la questione del Mar d&#8217;Azov non ancora risolta e il Mar Nero che ribolle anche con l&#8217;ingresso di <strong>navi della Nato</strong> nel suo specchio d&#8217;acqua. I due Stati non sembrano intenzionati a cedere di fronte alle prete dell&#8217;avversario. E mentre i confini continuano a essere rafforzati, la spaccatura fra i due Paesi diventa, come visto, anche culturale, toccando le corde della fede. Che in Europa orientale ha ancora un fortissimo connotato politico: lì, l&#8217;appartenenza religiosa e quella nazionale sono ancora fortemente legate fra loro, come ricordato su questa testata.</p>
<p>E mentre Kiev festeggiava il suo Natale come Chiesa indipendente, a Mosca, il <strong>Patriarca Cirillo</strong>, che ha officiato la messa nella cattedrale del Cristo Salvatore, ha accusato il governo ucraino di voler &#8220;distruggere&#8221; l&#8217;ortodossia in Ucraina: &#8220;L&#8217;hanno trasformata in un teatro dell&#8217;assurdo&#8221;. Assente Putin, che ha preferito partecipare alla messa a San Pietroburgo. Ma il Natale, quest&#8217;anno, sembra essere passato in secondo piano.</p>
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		<title>Il vento dell&#8217;Est spira sull&#8217;Europa Da lì si risvegliano fede e identità</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/europa-est-fede-nazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2019 18:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo-visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="654" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin.jpeg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin-768x502.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&#8220;Ex Oriente lux&#8220;, &#8220;dall&#8217;Oriente, la luce&#8221;. Questa frase, risalente a un a sentenza medievale, è stata utilizzata nel corso dei secoli per indicare che è da Est che arriva qualcosa di innovativo, di rivoluzionario, o di illuminante. Come il Sole, appunto, che sorge a oriente. E che metaforicamente è diventata la luce del Cristianesimo, secondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-est-fede-nazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-est-fede-nazione.html">Il vento dell&#8217;Est spira sull&#8217;Europa Da lì si risvegliano fede e identità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="654" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin.jpeg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/Putin-768x502.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>&#8220;<em>Ex Oriente lux</em>&#8220;, &#8220;dall&#8217;<strong>Oriente</strong>, la luce&#8221;. Questa frase, risalente a un a sentenza medievale, è stata utilizzata nel corso dei secoli per indicare che è da Est che arriva qualcosa di innovativo, di rivoluzionario, o di illuminante. Come il Sole, appunto, che sorge a oriente. E che metaforicamente è diventata la luce del Cristianesimo, secondo i teologi europei, la cultura dell&#8217;Estremo oriente per i romantici, ma anche il comunismo, che nella Germania orientale aveva trasformato il motto in &#8220;<em>Ex oriente pax</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Europa occidentale guarda a Est</p>
<p>La frase ritorna ciclicamente nella cultura europea. E sembra tornare anche oggi, dove molti movimenti sovranisti europei vedono nell&#8217;Europa orientale non solo un modello ma anche l&#8217;area da cui attingere idee, prospettive e programmi sul futuro del Vecchio Continente. Per molte aree conservatrici dell&#8217;Europa occidentale, è a oriente che bisogna guardare per riscoprire le radici culturali e politiche delle prossime battaglie.</p>
<p>E non è un caso che sia proprio il cosiddetto <strong>Gruppo Visegrad</strong> a rappresentare la spina nel fianco dell&#8217;Unione europea e ai cui leader e programmi si ispirano i movimenti più euroscettici. Come non è un caso che molti movimenti e gran parte del movimento della nuova destra europea volge lo sguardo a Mosca più che in altre capitali occidentali.</p>

<p>C&#8217;è un nuovo modo di considerare l&#8217;Europa. E anche questa volta, torna come un avvertimento quella frase, quel &#8220;<em>ex Oriente lux</em>&#8221; che sembra essere una costante del Vecchio Continente. Ma con alcune precisazioni che occorre tenere presente per non cadere nell&#8217;errore di pensare non solo di imitare certi modelli, ma anche di considerarli perfettamente sovrapponibili.</p>
<p>Perché in realtà, Europa orientale ed Europa occidentale sono molto più distanti di quanto si possa credere. E le società che rappresentano sono molto diverse, anche a partire dalla questione religiosa e dell&#8217;appartenenza nazionale. Due questioni che a <strong>Occidente</strong> sono nettamente separate, mentre a Oriente sono ancora vivissime. Nonostante (o forse grazie a) il comunismo dell&#8217;Unione sovietica abbia sancito per decenni l&#8217;ateismo di Stato.</p>
<p>Identità nazionale e religione</p>
<p>A dimostrarlo, sono le ricerche del Pew Research Centre sul rapporto fra religione e identità nazionale e le differenza fra Europa occidentale e orientale. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.pewforum.org/2017/05/10/religious-belief-and-national-belonging-in-central-and-eastern-europe/">Come spiegato dall&#8217;istituto di ricerca americano</a>, &#8220;in molti Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale, la religione e l&#8217;identità nazionale sono strettamente intrecciate. Questo è vero specialmente negli ex Stati comunisti, come la Federazione russa e la Polonia, dove la maggioranza della popolazione sostiene che<strong> essere ortodossi o cattolici</strong> è importante per essere &#8216;veramente russi&#8217; o &#8216;veramente polacchi&#8217;. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tsipras-chiesa-ortodossa-grecia/">È anche il caso della Grecia</a>, dove la Chiesa ha avuto un ruolo centrale nella lotta per l&#8217;indipendenza dall&#8217;impero ottomano e dove oggi tre quarti degli intervistati (76%) afferma che essere ortodossi è importante per essere &#8216;veramente greco&#8217;&#8221;.</p>

<p>Al contrario, come riportano le analisi dell&#8217;istituto di ricerca, In Europa occidentale &#8220;la maggior parte delle persone non ritiene che la religione sia una <strong>parte importante della propria identità nazionale</strong>. In Francia e nel Regno Unito, per esempio, la maggior parte afferma che non è importante essere cristiani per essere veramente francesi o veramente britannici&#8221;.</p>
<p>Prospettive totalmente diverse che però si ripercuotono inevitabilmente anche nei programmi di governo, nei rapporti fra Stato e Chiesa e anche nelle radici culturali e storiche su cui si fondano movimenti e leader che puntano a prendere in mano le redini di questi Paesi. In Europa dell&#8217;Est, i leader che oggi vengono considerati come simboli del sovranismo si interfacciano con realtà molto più legate alle <strong>radici storiche e religiose</strong> del proprio popolo. E questo aiuta a utilizzare messaggi, esempi e modelli che in Europa dell&#8217;ovest sarebbe difficilissimo da far accettare.</p>
<p>E questo rapporto est-ovest sulla religione può essere riproposto in maniera assolutamente identica sull&#8217;appartenenza nazionale. Ad esempio, <a href="http://www.pewforum.org/2018/10/29/eastern-and-western-europeans-differ-on-importance-of-religion-views-of-minorities-and-key-social-issues/">il Pew Center riporta un altro dato</a>, quello dello sciovinismo culturale. &#8220;I sondaggi hanno chiesto agli intervistati di tutto il continente se sono d&#8217;accordo con la dichiarazione: &#8216;Il nostro popolo non è perfetto, ma la nostra cultura è superiore agli altri&#8217;. Anche se ci sono eccezioni, i cittadini dell&#8217;Europa centrale e orientale sono più inclini a dire che la <strong>loro cultura è superiore</strong>. Gli otto Paesi in cui questo atteggiamento è prevalente sono tutti geograficamente in Oriente: Grecia, Georgia, Armenia, Bulgaria, Russia, Bosnia, Romania e Serbia&#8221;. </p>
<p>I sovranismi aspettano l&#8217;Oriente</p>
<p>Un segnale chiarissimo di come l&#8217;Est sia culturalmente molto più propenso a produrre movimenti sovranisti e far nascere leader che diventino alfieri di questo mondo. Non perché è in atto una rivoluzione, ma perché è la loro stessa identità culturale, quella dell&#8217;Europa orientale, a far sì che esistano alcuni fenomeni politici e culturali. </p>
<p>Fenomeno che però adesso iniziano ad avere un proprio seguito anche a Occidente, dove leader dei Paesi del Gruppo Visegrad o anche lo stesso presidente russo<strong> Vladimir Putin</strong> ottengono un consenso estremamente importante proprio nell&#8217;area sovranista. Un blocco variegato ma unto su alcuni temi e che vede a Est (e non solo negli Stati Uniti di <strong>Donald Trump</strong>) un riferimento politico e culturale. Bisognerà vedere se, ancora una volta, la frase &#8220;<em>ex Oriente lux</em>&#8221; avrà un senso nel presente dell&#8217;Europa.</p>
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		<title>La &#8220;guerra santa&#8221; di Alexis Tsipras Una sfida al cuore della Grecia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tsipras-chiesa-ortodossa-grecia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alexis Tsipras ha un nuovo obiettivo di governo: la Chiesa ortodossa. Obiettivo difficile, specialmente in un periodo in cui il governo della sinistra greca non appare affatto sulla cresta dell&#8217;onda (gli ultimi sondaggi lo danno parecchi punti sotto il blocco di centrodestra). Ma che non sembra essere così distante dall&#8217;agenda politica dell&#8217;esecutivo guidato da Syriza. Il primo segnale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tsipras-chiesa-ortodossa-grecia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tsipras-chiesa-ortodossa-grecia.html">La &#8220;guerra santa&#8221; di Alexis Tsipras Una sfida al cuore della Grecia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_6060502-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Alexis Tsipras </strong>ha un nuovo obiettivo di governo: la <strong>Chiesa ortodossa</strong>. Obiettivo difficile, specialmente in un periodo in cui il governo della sinistra greca non appare affatto sulla cresta dell&#8217;onda (gli ultimi sondaggi lo danno parecchi punti sotto il blocco di centrodestra). Ma che non sembra essere così distante dall&#8217;agenda politica dell&#8217;esecutivo guidato da Syriza.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/tsipras-vuole-abolire-cristianesimo-religione-stato-grecia-1598941.html">Il primo segnale è arrivato a novembre</a>, quando il capo del governo e l&#8217;arcivescovo <strong>Ieronymos</strong>, capo della Chiesa ortodossa greca, hanno annunciato la decisione di eliminare la tradizionale definizione dei religiosi come dipendenti dello Stato. Un annuncio che riguarda<strong> 9mila</strong> fra preti e vescovi, e che ha radice nella volontà di Tsipras di secolarizzare la Grecia togliendo il cristianesimo come religione di Stato. Il tutto prevedendo un accordo che faccia comunque arrivare il denaro attraverso delle sovvenzioni e a patto che lo Stato entri nella gestione del ricchissimo patrimonio della Chiesa ellenica: il più grande proprietario terriero in Grecia.</p>
<p>Un <em>do ut des</em> che spacca il Paese. Per i sostenitori del piano di Tsipras, l&#8217;idea è che questo sia il primo passo verso un processo di laicizzazione della Grecia. Un obiettivo a lungo agognato dalla sinistra radicale ellenica, di cui il primo ministro doveva essere il garante e rappresentante, che da sempre spera in una rimozione del forte <strong>connotato religioso</strong> che impernia la Grecia profonda e anche la politica del Paese, soprattutto nell&#8217;area conservatrice.</p>

<p>Ma per i critici del governo, questo piano trova un attacco a tenaglia sia da destra che da sinistra. Da <strong>sinistra</strong>, considerano la riforma di Tsipras uno specchietto per le allodole. I soldi entreranno comunque nelle casse della Chiesa di Grecia non più tramite elargizione diretta al <strong>clero</strong> come dipendenti pubblici, ma tramite sovvenzioni. E l&#8217;idea è che dietro ci sia solo un tornaconto elettorale per ingraziarsi il bacino della sinistra estrema, deluso dagli ultimi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/grecia-quellillusione-luce-fondo-al-tunnel/">accordi con l&#8217;Europa</a> e la Troika.</p>
<p>Ma, a <strong>destra</strong>, per la parte più conservatrice del Paese, questo accordo rappresenta un colpo a un vero e proprio pilastro della Grecia: l&#8217;assoluta unità fra fede e popolo, ma anche fra Chiesa e Stato.</p>
<p>Un&#8217;unità rappresentata già nella <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.hellenicparliament.gr/UserFiles/8c3e9046-78fb-48f4-bd82-bbba28ca1ef5/SYNTAGMA.pdf">costituzione del Paese</a>, che all&#8217;articolo 3 definisce il cristianesimo ortodosso come &#8220;la religione predominante in Grecia&#8221;. E anche il fatto che la seconda sezione della norma fondamentale di Grecia parli apertamente di religione, di rapporti fra Stato e Chiesa e di autocefalia della Chiesa di Atene, è un segnale chiarissimo del radicamento dei due poteri.</p>

<p>Del resto, che questa unità fra Chiesa e Stato sia indice anche di un profondo legame fra popolo e fede, è dato anche dall&#8217;analisi dei sondaggi sulla spiritualità della popolazione greca. Ad oggi, la Grecia rappresenta uno dei Paesi europei dove è più sentita non solo l&#8217;appartenenza a una confessione religiosa, ma anche la stessa fede in Dio. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.pewforum.org/2017/05/10/religious-belief-and-national-belonging-in-central-and-eastern-europe/">Un&#8217;analisi del Pew Reasearch Institute</a> del 2017 spiega in maniera molto netta la forte connotazione religiosa della Grecia. Il 92% degli adulti intervistati in Grecia ha affermato di credere nell&#8217;esistenza di <strong>Dio</strong>, una media simile a quella di tutta l&#8217;Europa orientale, ma nettamente superiore rispetto all&#8217;Europa occidentale. E il 76% degli intervistati ha affermato di considerare molto importante l&#8217;appartenenza alla Chiesa ortodossa per la propria identità nazionale.</p>
<p>Partendo da questi numeri, è evidente che Tsipras non possa muovere guerra alla Chiesa, perché oltre a rappresentare un potere estremamente importante nella costruzione della stessa Grecia, è anche un pilastro della vita di milioni di cittadini: e quindi di elettori. Tanto è vero che lo stesso primo ministro, pur non ritenendosi religioso e provenendo dai ranghi del comunismo ellenico, ha sempre tenuto un profilo di profondo rispetto verso la Chiesa greca, consapevole che essa rappresenta un elemento imprescindibile della cultura e anche della stessa ideologia che permea il Paese.</p>
<p>Un elemento che negli ultimi tempi appare però sempre più inserito in una sfida politica che ha anche una prospettiva internazionale. La dimostrazione è arrivata anche dallo scontro sull&#8217;<strong>accordo fra Macedonia e Grecia</strong> per il nome della Repubblica macedone. In quell&#8217;occasione, la Chiesa di Grecia aveva espresso la propria contrarietà al patto con Skopje e la comunità monastica del Monte Athos era stata individuata come una sorta di centrale nazionalista che si opponeva all&#8217;accordo. E anche in quell&#8217;occasione, in molti videro un collegamento fra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/macedonia-stati-uniti-pentagono/">l&#8217;ostilità della Chiesa al negoziato</a>, l&#8217;unità fra nazionalisti e clero e la contemporanea opposizione della Russia.</p>

<p>Anche in quel caso, come spesso accade in questi ultimi anni, la Chiesa ortodossa venne accusata di essere una sorta di <em>longa manus</em> culturale del Cremlino. E la sfida fra Oriente e Occidente in Europa orientale <a href="http://www.occhidellaguerra.it/scisma-russia-ucraina/">passa anche per la Chiesa ortodossa</a>: <strong>Ucraina</strong> <em>docet</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tsipras-chiesa-ortodossa-grecia.html">La &#8220;guerra santa&#8221; di Alexis Tsipras Una sfida al cuore della Grecia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Kiev si spacca la chiesa ortodossa</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/kiev-si-spacca-la-chiesa-ortodossa-mosca-nuova-offensiva-nel-donbass.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 21:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Si apre oggi a Kiev, alla presenza del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, il concilio per l’Unificazione. È il primo passo verso la proclamazione ufficiale, alla vigilia del Natale ortodosso, il prossimo 6 gennaio, dell’indipendenza della chiesa ortodossa ucraina. I rappresentanti riuniti nella basilica di Santa Sofia, nella capitale ucraina, eleggeranno, infatti, il primate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/kiev-si-spacca-la-chiesa-ortodossa-mosca-nuova-offensiva-nel-donbass.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/kiev-si-spacca-la-chiesa-ortodossa-mosca-nuova-offensiva-nel-donbass.html">A Kiev si spacca la chiesa ortodossa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Si apre oggi a <strong>Kiev</strong>, alla presenza del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, il concilio per l’Unificazione. È il primo passo verso la proclamazione ufficiale, alla vigilia del Natale ortodosso, il prossimo 6 gennaio, dell’indipendenza della chiesa ortodossa ucraina. I rappresentanti riuniti nella basilica di Santa Sofia, nella capitale ucraina, eleggeranno, infatti, il primate della chiesa di Kiev, che ad Istanbul riceverà da Bartolomeo I il <em>Tomos</em>, ovvero il decreto che ne stabilisce l’autocefalia.</p>

<h2>La chiesa ortodossa ucraina si spacca</h2>
<p>Ma il Concilio parte zoppo e tra le polemiche. La stragrande maggioranza dei novanta rappresentanti della Chiesa ucraina soggetta al patriarcato di Mosca, guidati dal Metropolita Onufry, ha declinato l’invito del patriarca ecumenico, scegliendo di non partecipare all’assemblea. A <strong>boicottare</strong> l’evento saranno, infatti, oltre 83 vescovi della chiesa di Kiev che hanno scelto di rimanere fedeli alla chiesa russa. Ulteriori tensioni in seno all’Ortodossia, inoltre, potrebbero arrivare con l’elezione, piuttosto probabile, di uno dei rappresentanti delle due chiese indipendenti nate nel 1991 dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Kiev, guidata da <strong>Filarete</strong>, che parteciperà con 40 rappresentanti, e la Chiesa ortodossa autocefala ucraina di <strong>Makariy</strong>, che ne conta invece qualche decina. Tra i nomi più gettonati, infatti, secondo <a href="https://www.lastampa.it/2018/12/14/vaticaninsider/in-ucraina-la-resa-dei-conti-ortodossa-jXxYiA4gehiD5HvqOtoSaP/pagina.html"><em>La Stampa</em></a>, ci sarebbe quello del metropolita Epiphany Dumenko, discepolo di Filarete, e quello del metropolita Michael di Lutsk. Il legame del nuovo primate con la chiesa di Filarete, considerata finora <strong>scismatica</strong> dalla maggioranza del mondo ortodosso, aggraverebbe, infatti, la frattura con le altre chiese nazionali, come ad esempio quella serba.</p>

<h2>&#8220;In atto una persecuzione su vasta scala&#8221;</h2>
<p>Intanto il patriarca di Mosca e di tutte le russie Kirill, alla vigilia del Concilio ha denunciato l’inizio di una &#8220;persecuzione su vasta scala&#8221; di esponenti religiosi e fedeli della chiesa che fa capo al Patriarcato di Mosca, lanciando un appello ai rappresentanti della comunità internazionale e a Papa Francesco perché si adoperino per garantire la &#8220;protezione&#8221; dei fedeli in Ucraina. &#8220;Le istituzioni secolari ucraine, che da tempo interferiscono nelle questioni della Chiesa, hanno iniziato ad esercitare <strong>pressioni brutali</strong> su vescovi e preti della Chiesa Ortodossa ucraina &#8211; ha scritto Kirill – per costringere i vescovi a partecipare al cosiddetto consiglio per l&#8217;unificazione per la creazione di una chiesa ortodossa”. Molti tra i vescovi che hanno scelto di disertare l’assemblea, infatti, sono stati oggetto di perquisizioni nelle proprie abitazioni e sono stati convocati per essere interrogati dai <strong>servizi segreti</strong> ucraini. L’ultimo ad essere stato condotto a Kiev dagli uomini dell’<strong>Sbu</strong> per un faccia a faccia con il presidente Petro Poroshenko è stato il metropolita Agapit di Mogilyov-Podoslky e Shargorod. Sono molti anche i religiosi dissidenti oggetto nelle scorse settimane di pressioni o inchieste penali legate al rifiuto di partecipare al concilio.</p>

<h2>Una nuova offensiva nel Donbass?</h2>
<p>Il conflitto congelato tra Mosca e Kiev si sposta dalle trincee alle parrocchie. E il nuovo fronte che si è aperto con la decisione del patriarca ecumenico di accogliere l&#8217;appello per l’autocefalia della chiesa ucraina non fa altro che gettare ulteriore benzina sul fuoco di una guerra strisciante che va avanti da oltre quattro anni e che rischia di riesplodere da un momento all’altro. Per il ministero degli Esteri di Mosca, infatti, il governo ucraino starebbe preparando una nuova “imminente offensiva nelle regioni del <strong>Donbass</strong>”, avanzando nelle zone controllate dai volontari filorussi in direzione della costa del <strong>Mare di Azov</strong>, a est di <strong>Mariupol</strong>. Per questo i <strong>militari russi</strong> continuano ad ammassarsi a Novocherkask, nella regione di Rostov, dove sono è stata rafforzata la 150esima divisione, mentre non si fermano le esercitazioni a sorpresa per le unità del distretto militare centrale, quello incaricato di intervenire nel caso di una nuova <em>escalation</em> del conflitto.</p>
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		<title>Lo scisma che divide l&#8217;impero  I patriarchi che sfidano Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scisma-russia-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 08:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25.jpeg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25-300x200.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Per quanto sta accadendo fra Mosca , Kiev e Costantinopoli non sembra esserci altra definizione se non quello di scisma. La Chiesa ortodossa russa ha deciso di interrompere le relazioni con il Patriarcato ecumenico dopo che il patriarca Bartolomeo ha dato pieno sostegno alla richiesta di indipendenza (autocefalia) della Chiesa ucraina. E così, come annunciato dal metropolita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scisma-russia-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/scisma-russia-ucraina.html">Lo scisma che divide l&#8217;impero  I patriarchi che sfidano Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25.jpeg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/Vladimir_Putin_inauguration_7_May_2012-25-300x200.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p><p>Per quanto sta accadendo fra <strong>Mosca</strong> , <strong>Kiev</strong> e <strong>Costantinopoli</strong> non sembra esserci altra definizione se non quello di <strong>scisma</strong>. La Chiesa ortodossa russa ha deciso di interrompere le relazioni con il Patriarcato ecumenico dopo che il patriarca Bartolomeo ha dato pieno sostegno alla richiesta di indipendenza (autocefalia) della Chiesa ucraina. E così, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ucraina-cos-scisma-mosca-e-costantinopoli-pu-gettare-paese-1589425.html">come annunciato dal metropolita Hilarion</a> al Sinodo di Minsk non è rimasta altra via che denunciare l&#8217;azione del Patriarca ecumenico come illegale.</p>
<p>&#8220;Non possiamo essere in comunione con questa Chiesa e questo significa che si tratta di uno scisma&#8221;, ha aggiunto in toni solenni il metropolita. Si rompe dunque la comunione fra Mosca e Costantinopoli. Il Patriarcato di Mosca ha detto di provare <strong>&#8220;profondo dolore&#8221;</strong> per quanto accaduto. Ma <strong>Kirill</strong> ha ricordato che è stata la Chiesa di Costantinopoli a cambiare posizione sull&#8217;Ucraina <strong>&#8220;per ragioni politiche&#8221;</strong>, aggiungendo che &#8220;il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli non è più considerato come il centro unico di coordinamento della Chiesa ortodossa. Ci troviamo ora di fronte a una realtà completamente nuova della chiesa. Non abbiamo più un unico centro di coordinamento&#8221;.</p>
<p>Per un Paese come la <strong>Russia</strong> è del tutto evidente che la questione non poteva rimanere nel solo campo religioso. Non lo sarebbe stato per chiunque. Tanto più per un Paese che, con la caduta dell&#8217;Unione sovietica, ha fatto dell&#8217;unità d&#8217;intenti fra religione e Stato uno dei pilastri su cui si fonda la sua strategia. E così, come prova tangibile dell&#8217;importanza politica e strategica dello scisma per il Cremlino, <strong>Vladimir Putin</strong> ha riunito il <strong>Consiglio di sicurezza nazional</strong>e per discutere dello scontro fra Chiese. Che investe, inevitabilmente, l&#8217;ideale di Mosca. E non solo il problema dei rapporti fra Russia e Ucraina.</p>

<p>La decisione del patriarca ecumenico ha diverse declinazioni. Chiaramente, la prima riguarda i rapporti fra Kiev e Mosca. In guerra da anni per la regione orientali e per la Crimea, l&#8217;<strong>Ucraina</strong> è passata dall&#8217;essere il confine occidentale della sfera russa ad avamposto orientale del blocco euro-atlantico. Il patriarcato di Kiev rappresentava uno dei  segni tangibili del profondo legame storico e culturale fra i due Paesi.</p>
<p>E non è un caso che il patriarca <strong>Filarete</strong>, già noto per essere un sostenitore dei moti di Piazza Maidan, abbia il totale appoggio di <strong>Petro Poroshenko</strong> e abbia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-ucraina-russia-chiesa/?fbclid=IwAR3ZRAOHK8zoat8R6p6Q3-k1s3MjAbXes7Z7aaoePS02DNQtY-9vqxSHLwY">incassato il sostegno degli Stati Uniti</a>. Il Dipartimento di Stato si è dichiarato non solo vicino alla decisione del Patriarcato di Costantinopoli ma anche convinto dell&#8217;idea per cui le comunità religiose debbano &#8220;governare la loro religione secondo le loro credenze e praticare liberamente le loro fedi senza interferenze del governo&#8221;.</p>
<p>Proprio partendo da queste frasi, il problema non è da confinare solo all&#8217;autocefalia della Chiesa ucraina, ma riguarda tutti i rapporti della Russia e della Chiesa russa con le comunità ortodosse nazionali. Ed è per questo che lo scisma, da religioso, diventa strategico.</p>

<p>In questi anni, la Russia ha cercato di riprendere il controllo della propria sfera dì&#8217;influenza che aveva rischiato di perdere con la caduta del muro di Berlino. Il Cremlino, in questi ultimi vent&#8217;anni, ha voluto mostrare al mondo che la Russia non si era estinta. E che quell&#8217;afflato imperiale che caratterizza lo Stato russo esisteva ancora anche se ne erano mutate le forme.</p>
<p>La Chiesa ortodossa di Mosca ha rappresentato le traduzione religiosa (e culturale) di questo ideale di <strong>Terza Roma</strong> che al Cremlino non è mai tramontato. E il patriarcato di Mosca è considerata la Terza  Roma religiosa che può avere un ruolo anche di primazia rispetto al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.</p>
<p>Nella sostanza, ma non nella forma, è la Chiesa russa ad avere un peso geopolitico. Questo gioco fra poteri politici si è acuito nel tempo, a tal punto che Bartolomeo ha deciso di infliggere un colpo molto duro a Mosca e a Kirill. Ed è chiaro che lo scontro fra russi e ucraini abbia agevolato la decisione finale, con uno scontro anche ideologico fra ambizioni russe e volontà ecumeniche.</p>

<p>In questa sfida, per Putin il terreno è pericoloso. Ed è per questo che gli avversari politici soffiano sulle guerre intestine al mondo ortodosso. Una Chiesa russa forte equivale a una maggiore influenza russa nel mondo. E le tendenze nazionaliste delle Chiese potrebbero ricevere il supporto dell&#8217;Occidente. Ma potrebbero anche acuire l&#8217;<strong>identitarismo del patriarcato russo</strong>. </p>
<p>E il rischio che questo scisma possa interessare tutto il mondo, è dato anche dal fatto che, come ricordato da <a href="https://formiche.net/2018/10/scisma-ortodossi-mosca-russia/"><em>Formiche</em></a>, Mosca abbia chiesto alle altre <strong>Chiese sorelle</strong> &#8220;di pronunciarsi su quanto accaduto&#8221;. Sotto questo profilo, sarà interessante capire come si muoveranno le Chiese dei Paesi alleati della Russia. Le chiese siriane, quella ortodossa di Gerusalemme, ma anche quelle dei Balcani, dovranno in sostanza dire alla Russia da che parte staranno nella disputa. E così anche altre comunità ortodosse di altri Paesi che potrebbero agitare il mondo ortodosso e la sfera politica del Cremlino.</p>
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		<title>La nuova arma degli Stati Uniti  per dividere l&#8217;Ucraina dalla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-ucraina-russia-chiesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 07:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti pensano costantemente all&#8217;Ucraina. Non è un mistero che abbiano fatto il possibile per sganciarla dalla Russia. E non è un mistero che adesso vogliano fare in modo che essa non torni più bell&#8217;orbita di Mosca. E per ottenere questo risultato, Washington ha da tempo messo in atto una serie di iniziative rivolte a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-ucraina-russia-chiesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/Euromaidan_activist_kisses_the_hand_of_Filaret_the_Patriarch_of_Kyiv-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> pensano costantemente all&#8217;<strong>Ucraina</strong>. Non è un mistero che abbiano fatto il possibile per sganciarla dalla <strong>Russia</strong>. E non è un mistero che adesso vogliano fare in modo che essa non torni più bell&#8217;orbita di Mosca. E per ottenere questo risultato, Washington ha da tempo messo in atto una serie di iniziative rivolte a Kiev.</p>
<p>Innanzitutto, c&#8217;è il pieno <strong>sostegno politico</strong> alla causa ucraina nella guerra civile nell&#8217;est del Paese. Poi c&#8217;è stato il mancato riconoscimento del referendum di annessione della Crimea. E negli anni, è anche migliorato il <strong>rapporto militare</strong> fra Stati Uniti e Ucraina, con forniture di armi, consiglieri militari e la costante presenza della <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/sale-la-tensione-nel-mar-dazov-lucraina-riceve-navi-guerra-usa/">flotta americana nel Mar Nero</a>.Il tutto, unito allargamento a est della Nato e dell&#8217;Unione europea, ha reso chiaro da subito che a Washington non avrebbero mai ceduto sul fronte ucraino, considerato un vero e proprio grimaldello per scardinare il legame fra Russia ed Europa orientale, ma anche <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/guerra-mare-mediterraneo/">fra Russia e Mar Nero</a>.</p>
<p>Ma da parte statunitense, l&#8217;idea è che sia necessario qualcosa di più. Non serve solo interrompere i legami politici: l&#8217;approccio deve essere anche <strong>culturale</strong>. Ed è per questo che la politica di Washington si sta orientando su più livelli. Di cui uno di questi piani è quello religioso.</p>
<p>Lo scontro fra Mosca, Kiev e Costantinopoli</p>
<p>In questi giorni, gli Stati Uniti hanno espresso pubblicamente il loro sostegno per una recente decisione del patriarca ecumenico di Costantinopoli, <strong>Bartolomeo</strong>, di concedere<strong> l&#8217;autocefalia alla Chiesa ortodossa ucrain</strong>a. Una decisione importante che ha già creato molte tensioni fra il Patriarcato di Mosca, che ancora mantiene la sua autorità sulla chiesa ucraina, e quello di Costantinopoli.</p>

<p>Come ricordato dal <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ft.com/content/1bdfb854-c26e-11e8-95b1-d36dfef1b89a"><em>Financial Times</em></a>, la Chiesa ortodossa russa, che aveva mantenuto un basso profilo durante il conflitto, ha sospeso i rapporti diplomatici con Costantinopoli in risposta alla scelta di Bartolomeo. Mentre <strong>Kirill</strong>, il patriarca russo, ha dichiarato che questo per questo mese smetterà di inserire Bartolomeo nelle preghiere. Una disputa che dal sacro passa immediatamente al profano, visto che lo scontro fra Chiese diventa inevitabilmente uno scontro politico e strategico.</p>
<p>Le parole di Heather Nauert</p>
<p>Ed è per questo che Washington è entrata a gamba tesa su un tema che appare distante anni luce dalla politica americana. Sembra difficile credere che al <strong>Dipartimento di Stato americano</strong> siano interessati a un <em>Tomos</em> del patriarcato di Costantinopoli che conceda l&#8217;autocefalia a una chiesa dell&#8217;Europa orientale. Ma in Ucraina la situazione è diversa. questo gesto potrebbe interrompere un legame tradizionale con Mosca che sa di taglio di una sorta di cordone ombelicale che lega Kiev ai destini russi.</p>
<p>La portavoce del Dipartimento di Stato<strong> Heather Nauert</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ekathimerini.com/233006/article/ekathimerini/news/us-backs-ukrainian-church-bid-for-autocephaly">ha detto</a> che gli Stati Uniti sostengono la libertà dei gruppi &#8220;di governare la loro religione secondo le loro credenze e praticare liberamente le loro fedi senza interferenze del governo&#8221;. &#8220;Gli Stati Uniti &#8211; ha continuato la portavoce &#8211; rispettano la capacità dei leader e dei fedeli ortodossi dell&#8217;Ucraina di perseguire l&#8217;autocefalia secondo le loro convinzioni. Rispettiamo il Patriarca ecumenico come voce di tolleranza religiosa e dialogo interreligioso&#8221;, ha aggiunto, ricordano <strong>&#8220;l&#8217;incrollabile sostegno&#8221;</strong> di Washington alla sovranità ucraina rispetto alle politiche russe.</p>
<p>Colpire l&#8217;influenza russa</p>
<p>Dal punto di vista americano, è evidente che la scelta di rendere la Chiesa ortodossa ucraina totalmente indipendente dal patriarcato di Mosca, serva per staccare definitivamente i due Paesi. Ed è il motivo per cui <strong>Petro Poroshenko</strong> sostiene totalmente la linea intrapresa dal primate della Chiesa ortodossa ucraina di Kiev, Filarete, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.reuters.com/article/us-ukraine-church/once-an-outcast-ukrainian-patriarch-ready-to-lead-church-split-from-russia-idUSKCN1M82CR">che combatte da decenni per l&#8217;autocefalia</a>. Primate che, va ricordato, ha sostenuto da subito i movimenti nazionalisti ucraini e ha avuto un ruolo attivo sia nelle proteste di Piazza Maidan sia nel sostegno ai gruppi che volevano colpire il legame con la Russia.</p>
<p>E il motivo è che il peso del patriarcato di Mosca è sempre stato molto forte. E in questi anni, la Chiesa russa è stata accusata più volte di essere una sorta di braccio culturale di <strong>Vladimir Putin</strong> per espandere la propria influenza. Accuse che però non sempre hanno retto alla prova dei fatti: prova ne è stata proprio la Crimea. Quando il presidente russo definì la penisola come <a href="https://www.haaretz.com/putin-crimea-to-russia-as-temple-mount-is-to-jews-muslims-1.5340568">il &#8220;Monte del Tempio&#8221; della Russia</a>, <strong>Kirill</strong> non ha voluto entrare nel dibattito, quasi a voler definire una sorta di confine fra la politica e la religione che non era necessario varcare. Ma è chiaro che il peso del patriarcato risulta comunque secondario rispetto alla leadership politica del leader russo.</p>
<p>I motivi dietro la scelta di Bartolomeo</p>
<p>Ma questa sfida a Putin, se è utile a ucraini e statunitensi, non sembra avere in realtà una concreta utilità per il patriarcato di Costantinopoli, che fondamentalmente è apparso sempre disinteressato alla politica russa. Proprio per questo motivo, la decisione di Bartolomeo deve essere inserita anche e soprattutto nel contesto della<strong> politica della Chiesa ortodossa</strong>.</p>
<p>Il fatto che Bartolomeo abbia voluto abbracciare proprio in questo periodo una linea così filo-ucraina, secondo alcuni analisti, non è da ricercare in una logica filo-occidentale, quanto in un vero e proprio desiderio del patriarcato di Costantinopoli di<strong> aumentare la propria influenza nella Chiesa ortodossa europe</strong>a. Il patriarcato di Mosca è spesso considerato il leader <em>de facto</em>, da un punto di vista politico, del mondo ortodosso dell&#8217;Europa orientale. E questa scelta di Costantinopoli va anche letta alla luce della volontà di Bartolomeo di uscire dalle mura dell&#8217;antica capitale imperiale.</p>

<p>Con <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> che ha rifondato la Turchia legandola all&#8217;islam, e con una Russia fortemente attiva in tutto il fronte orientale, il patriarcato appare sempre più isolato. Per questo potrebbe aver deciso di investire nell&#8217;autocefalia ucraina. Un investimento che però rischia di innalzare ancora di più le tensioni in una regione che tutto ha bisogno meno che di benzina sul fuoco.</p>
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		<title>Siria, l&#8217;appello del patriarcato:  &#8220;I profughi tornino a casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 08:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="961" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20170123123939_21942496.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20170123123939_21942496.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20170123123939_21942496-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20170123123939_21942496-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20170123123939_21942496-1024x656.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La guerra in Siria ha devastato il tessuto sociale del Paese, distruggendo quel mosaico di etnie e religioni che rendeva la nazione siriana un mirabile esempio di convivenza di fedi diverse. Qui, incastonate tra il Mediterraneo e le sabbie del deserto, hanno convissuto per secoli cristiani, musulmani e comunità ebraiche, e, fino a pochi anni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-lappello-del-patriarcato.html">[...]</a></p>
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<p><a href="http://www.ilgiornale.it/static/reportage/aiutiamo_cristiani/aiutiamo_cristiani_home.htm"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-37584 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/12/cristiani_perseguitati_strip-1.jpg" alt="cristiani_perseguitati_strip-1" width="984" height="130" /></a></p>

<p>Proprio per questo motivo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.asianews.it/notizie-it/La-vittoria-della-Russia-in-Siria;-Ilarion-per-il-ritorno-dei-profughi-cristiani-42555.html">come riporta <em>Asia News</em></a>, l’arcivescovo Ilarion Alfeev, capo del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.vesti.ru/doc.html?id=2963962&amp;tid=95994">ai microfoni di <em>Russia 24</em></a> ha lanciato un appello, rivolgendosi a tutte le chiese cristiane del mondo, per fare il possibile per aiutare i profughi siriani cristiani a tornare in patria. I cristiani siriani scappati dalla furia dell’Isis e della guerra devono poter tornare in patria e riunirsi alle loro comunità ed è necessario che sia ricostruito tutto. Non solo i luoghi santi, ma tutto quanto necessario a vivere, prima ancora che a professare la propria fede. “Noi siamo in contatto con la Chiesa antiochena”, ha detto il metropolita al canale russo, e “sappiamo quali chiese sono state distrutte, profanate, e hanno bisogno di restauri e ricostruzioni. Abbiamo contatti diretti anche con la Chiesa ortodossa siriana, mentre gli Anglicani a loro volta sono in contatto con alcune comunità cristiane in Iraq. Quanto più sapremo comunicare tra noi su questi problemi, scambiandoci le informazioni e realizzando progetti comuni, tanto più saremo in grado di risolvere il problema del ritorno dei cristiani in quei luoghi, da cui sono stati cacciati per la guerra”. Queste le parole dell’arcivescovo così come tradotte dal portale <em>Asia News</em>. “Noi sappiamo che attualmente in Libano si trovano circa due milioni di profughi dalla Siria. Moltissimi sono anche in altri Paesi, anche in Europa e in America. Quelli che stanno più vicini ai propri luoghi nativi sono pronti a tornare, se si riuscirà a ripristinare delle normali condizioni di vita e di professione della propria fede”.</p>
<p style="text-align: center"><em>Gli Occhi della Guerra sostiene i cristiani di Aleppo. Se anche tu vuoi farlo </em><strong><a href="http://acs-italia.org/dona-ora/" target="_blank">Dona online</a></strong><b> o tramite bonifico</b><br /><strong>Iban: IT67L0335901600100000077352 Banca Prossima</strong><br /><strong>Causale: ilgiornale per i cristiani</strong></p>
<p><strong>Per conoscere tutti i progetti per aiutare i cristiani di Aleppo, <a href="http://www.ilgiornale.it/static/reportage/aiutiamo_cristiani/aiutiamo_cristiani_home.htm" target="_blank">guarda qui</a></strong> </p>
<p>Un compito non facile, indubbiamente. Il ritorno dei profughi, a prescindere dalla loro fede, è un tema delicato ed estremamente complesso per il governo di Damasco. Molti dei rifugiati non hanno intenzione di ritornare, per timore di rappresaglie, per l’incubo di non possedere più una casa e un lavoro o per la paura di essere di nuovo vittime di una guerra che sembra sempre minacciare la stabilità del Paese. Sono già migliaia i profughi siriani che vivono ormai da anni in Turchia, per esempio, e che non sembrano intenzionati a tornare. Profughi voluti dallo steso Erdogan, che grazie ad essi ha ottenuto migliaia di lavoratori qualificati e perfettamente integrati nel tessuto sociale turco. Altri profughi, specialmente in Europa, vivono in stato di clandestinità o hanno raggiunto le loro famiglie e non vogliono separarsene. Dalla Russia è arrivato un appello anche del muftì, Albir Krganov, presidente dell’Unione Spirituale dei musulmani, per aiutare i profughi di fede islamica a tornare in Siria. La rinascita della Siria deve ripartire dal ritorno dei suoi cittadini.</p>

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