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	<title>occupazione Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 09 Sep 2026 12:43:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>occupazione Archives - InsideOver</title>
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		<title>USA, la carica delle donne: la crescita dell’occupazione è quasi tutta femminile</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/usa-la-carica-delle-donne-la-crescita-delloccupazione-e-quasi-tutta-femminile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Il mercato del lavoro americano sciocca: delle 162mila buste paga di agosto, 158mila sono legate alla crescita dell'occupazione femminile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-la-carica-delle-donne-la-crescita-delloccupazione-e-quasi-tutta-femminile.html">USA, la carica delle donne: la crescita dell’occupazione è quasi tutta femminile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-2273779498-640x640-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>C&#8217;è un dato, nel rapporto sull&#8217;occupazione americana di agosto, che più di ogni altro racconta una trasformazione in corso nel mercato del lavoro degli Stati Uniti. Su 162 mila posti di lavoro aggiunti dall&#8217;economia americana nel mese, <strong>158 mila sono associati alla crescita dell&#8217;occupazione femminile</strong>, pari a circa il 98% del saldo complessivo. Gli uomini hanno contribuito per circa 4 mila unità.</p>



<p>Il numero, calcolato da <em>CNBC</em> sulla base dei dati diffusi dal <strong>Bureau of Labor Statistics </strong>(BLS), è talmente sbilanciato da aver attirato l&#8217;attenzione della stampa economica americana. <em><a href="https://www.fortune.com/2026/09/04/jobs-report-september-women-162000-jobs/">Fortune</a></em> ha definito il dato una circostanza straordinaria, sottolineando come le donne abbiano rappresentato praticamente tutta la crescita netta dell&#8217;occupazione di agosto.</p>



<p>Ma il vero significato del dato non sta soltanto nel confronto di un singolo mese. È guardando agli ultimi dodici mesi che emerge una divergenza molto più strutturale: <strong>l&#8217;occupazione femminile è cresciuta di oltre 870 mila unità, mentre quella maschile è diminuita di quasi 1,5 milioni</strong>. La forbice tra uomini e donne nel mercato del lavoro americano si è così ulteriormente ampliata. E tuttavia il numero del 98% va letto con cautela. Il BLS non pubblica una tabella che dica che &#8220;il 98% dei nuovi posti è andato alle donne&#8221;: la percentuale nasce dall&#8217;incrocio di misure differenti contenute nelle due principali rilevazioni sul lavoro americano. È quindi saggio parlare di <strong>contributo femminile al saldo dell&#8217;occupazione</strong>, non di assegnazione individuale dei 162 mila posti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;economia ancora solida</h2>



<p>Il <a href="https://www.bls.gov/news.release/archives/empsit_09042026.htm">rapporto del BLS </a>pubblicato il 4 settembre mostra un&#8217;economia americana più solida di quanto previsto da molti analisti. I <strong><em>payroll</em> non agricoli</strong> sono aumentati di <strong>162 mila unità</strong>, contro una crescita media di appena 31 mila nei dodici mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione è rimasto al <strong>4,1%</strong>, mentre la partecipazione alla forza lavoro è salita al 61,6%. Anche la dinamica salariale rimane positiva ma senza accelerazioni particolarmente forti: la retribuzione oraria media nel settore privato è salita di 10 centesimi in agosto, a <strong>37,75 dollari</strong>, con una crescita del <strong>3,1% su base annua</strong>. Il dato complessivo, inoltre, è stato sostenuto dalle revisioni dei mesi precedenti. Il BLS ha rivisto al rialzo giugno di 11 mila posti e luglio di 44 mila: complessivamente, l&#8217;occupazione nei due mesi è risultata superiore di <strong>55 mila unità</strong> rispetto alle precedenti stime.</p>



<p>La sorpresa non è dunque soltanto quantitativa. È soprattutto qualitativa: <strong>chi sta occupando lo spazio lasciato dalla debolezza di alcune aree tradizionalmente più maschili del mercato del lavoro?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta porta verso i servizi</h2>



<p>La sanità continua a rappresentare uno dei principali motori dell&#8217;occupazione americana. In agosto il settore ha aggiunto <strong>13 mila posti</strong>, con una crescita concentrata soprattutto nell&#8217;assistenza sanitaria domiciliare, che ha guadagnato 11 mila unità, e negli ospedali, con 8 mila. Il ritmo, però, è rallentato rispetto alla media dei dodici mesi precedenti, pari a 32 mila nuovi posti al mese. È qui che la componente femminile assume un peso decisivo.</p>



<p>Secondo le tabelle del BLS, le donne rappresentano circa <strong>il 78,4% degli occupati nel settore sanitario</strong>. Nell&#8217;assistenza sanitaria ambulatoriale la quota arriva a circa l&#8217;80%; negli studi dentistici supera l&#8217;86%. La sanità, quindi, non è semplicemente un settore che sta creando occupazione: è anche un settore nel quale le donne costituiscono una parte largamente maggioritaria della forza lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma non è l&#8217;unico motore</h2>



<p>Ad agosto l&#8217;istruzione delle amministrazioni locali ha aggiunto <strong>42 mila posti</strong>, recuperando gran parte della contrazione registrata a luglio. La ristorazione e i servizi di somministrazione hanno invece guadagnato <strong>59 mila posti</strong>, molto sopra la media mensile di 12 mila registrata nei dodici mesi precedenti. È una composizione dell&#8217;occupazione che aiuta a spiegare perché la crescita femminile sia così evidente: sanità, istruzione e numerose attività dei servizi presentano una presenza femminile particolarmente elevata.</p>



<p>Il fenomeno non è soltanto interessante per la crescita delle donne: è contemporaneamente <strong>la contrazione relativa dell&#8217;occupazione maschile</strong>. Nel bilancio degli ultimi dodici mesi, secondo l&#8217;analisi dei dati BLS, le donne occupate sono aumentate di oltre 870 mila unità mentre gli uomini occupati sono diminuiti di quasi 1,5 milioni. È una divergenza che non può essere spiegata soltanto dal risultato di agosto. E la composizione settoriale aiuta a comprendere il fenomeno. Ad agosto il settore dell&#8217;informazione ha perso <strong>23 mila posti</strong>, dopo una perdita media di circa 8 mila al mese nell&#8217;ultimo anno. Le riduzioni hanno interessato anche infrastrutture informatiche, elaborazione dati, web hosting, editoria e broadcasting.</p>



<p>Parallelamente, però, l&#8217;<strong>industria manifatturiera </strong>ha aggiunto <strong>16 mila posti</strong> e il settore delle <strong>costruzioni</strong> ne ha guadagnati 22 mila. Non si tratta quindi di una semplice sostituzione tra &#8220;lavoro maschile&#8221; e &#8220;lavoro femminile&#8221;: il mercato americano sta attraversando una trasformazione più complessa, nella quale settori diversi crescono o arretrano a velocità differenti.</p>



<p>Il risultato è che la fotografia occupazionale americana si sta spostando verso comparti nei quali le donne sono storicamente più presenti. E questo spiega perché il dato di agosto sia contemporaneamente <strong>sorprendente e meno sorprendente di quanto sembri</strong>. Tuttavia, va sottolineato che il rapporto di agosto rappresenta sì un rimbalzo importante, ma non necessariamente un ritorno a un mercato del lavoro robusto. La crescita delle buste paga è e resta insufficiente per garantire un miglioramento sostanziale alle persone che cercano un impiego.</p>
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		<title>In cinque anni perso un decimo del potere d&#8217;acquisto: gli italiani e la questione salariale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/in-cinque-anni-perso-un-decimo-del-potere-dacquisto-gli-italiani-e-la-questione-salariale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 08:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-600x448.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-1024x765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-768x574.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-1536x1147.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In cinque anni perso un decimo del potere d'acquisto: l'economia italiana e la questione salariale, che è sempre più strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/in-cinque-anni-perso-un-decimo-del-potere-dacquisto-gli-italiani-e-la-questione-salariale.html">In cinque anni perso un decimo del potere d&#8217;acquisto: gli italiani e la questione salariale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-600x448.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-1024x765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-768x574.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114081759979_edf9828b2b7a3eedcbc095b84dce2b60-1536x1147.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Salari nominali, al netto di indennità e adeguamenti, su del 10,1%, inflazione dell&#8217;indice dei prezzi al consumo in impennata del 21,6%. Il risultato: <strong>salari reali, dunque potere d&#8217;acquisto, giù del 10,5%</strong>. Questo lo spaccato più significativo del rapporto annuale dell&#8217;<strong>Istat, occasione per una fotografia statistica del sistema-Paese</strong> e delle sue dinamiche economiche. L&#8217;Italia le cui imprese <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html">conquistano il mondo</a></strong> con le esportazioni è anche l&#8217;Italia delle disuguaglianze tra Nord e Sud e soprattutto il Paese che deve risolvere l&#8217;annosa questione salariale.</p>



<p>Nessun uomo è un&#8217;isola, scriveva <strong>John Donne</strong>, e neanche le dinamiche economiche lo sono. La bassa crescita dei salari si inserisce in un contesto economico <strong>articolato e complesso che vede il Paese dipendere strutturalmente dalle esportazioni</strong> per trainare la propria economia, subisce gli effetti di anni di austerità macroeconomica e bassa crescita e sconta un ristagno della produttività.</p>



<p><strong><a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/05/RA-2025-volume-integrale.pdf">L&#8217;Istat nel rapporto</a></strong> rileva correttamente che &#8220;la crescita modesta dell’economia italiana nell’ultimo decennio ha risentito di condizioni macroeconomiche sfavorevoli lungo quasi tutto il periodo&#8221;, dalla <strong>pandemia di Covid-19</strong> alla <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/laltro-choc-energetico-che-preoccupa-la-bomba-dellelettricita.html">crisi energetica di fine 2021</a></strong> trasformatasi in vero e proprio tsunami dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, &#8220;ma anche di alcune caratteristiche relative alla struttura del sistema produttivo – quali <strong>la dimensione delle imprese</strong>, la specializzazione in settori tradizionali e il limitato contenuto tecnologico/innovativo dei prodotti – a loro volta negativamente associate all’efficienza e all’incremento della produttività&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segreto nel capitale umano</h2>



<p>L&#8217;Italia, peraltro, nel 2024 ha conosciuto al contempo un record di occupazione, che prosegue tuttora, associato però a un calo della quantità di ore lavorate per addetto e della produttività. In particolar modo, la produttività del lavoro è calata del 2% e quella di tutti i fattori produttivi dell&#8217;1,3% dopo che nel decennio precedente erano cresciute mediamente dello 0,3% e dello 0,7% annui. <strong>In sostanza, l&#8217;Italia ha visto l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione in settori a ridotto valore aggiunto</strong> in cui la crescita del numero di contratti, specie a tempo indeterminato, non ha portato un aumento delle competenze dei lavoratori o del loro contributo complessivo al sistema. Ne è seguita un&#8217;incapacità dei salari di inseguire l&#8217;inflazione.</p>



<p>&#8220;Nel periodo 2019-2023 la crescita del valore aggiunto in Italia, come nelle altre principali economie dell’UE, è stata più sostenuta nelle attività industriali ad alta tecnologia e nei servizi intensi in conoscenza rispetto agli altri settori&#8221;, scrive l&#8217;Istat, ma i comparti ad alta tecnologia e alta intensità di innovazione pesano per solo l&#8217;8% del valore aggiunto e il 4,5% degli occupati e &#8220;l’incidenza degli occupati con un titolo universitario e/o che lavorano come professionisti e tecnici, e occupati in <strong>professioni in ambito scientifico e tecnologico</strong> – pari a quasi il 40 per cento degli occupati nel 2023 – è inferiore di circa 10 punti percentuali rispetto a Germania e Spagna e 17 rispetto alla Francia&#8221;. In un mondo che <a href="http://stem cina indiahttps://it.insideover.com/tecnologia/il-dominio-della-cina-nelle-discipline-stem-ci-ricorda-che-il-mondo-e-cambiato.html">vede la <strong>Cina sfornare ogni anno 4,5 milioni di laureati Stem e l&#8217;India ulteriori 2,5</strong></a> questo è il vero <strong>segreto della competitività: capitale umano per far correre il capitale materiale,</strong> innovazione, digitalizzazione e ricerca di quote più pregiate della catena del valore. Facile a dirsi, ma più difficile a realizzarsi: il rapporto Istat ci ricorda che le basi della nostra prosperità sono friabili e perennemente a rischio di erosione. E che sarà compito di un grande progetto nazionale futuro rinsaldarle.</p>



<p><strong><em>Il valore dei salari degli italiani continua a ridursi, e l&#8217;stat lo certifica di rapporto in rapporto. Ma che cosa bisognerebbe fare per invertire la tendenza del nostro Paese, unico in Europa? Gli analisti di InsideOver seguono attentamente la vicenda, che ci tocca tutti. Se vuoi approfondire, qui sei nel posto giusto. Segui InsideOver, sostieni il nostro lavoro, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<item>
		<title>La storia delle Isole Falkland, dal principio</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-delle-isole-falkland-dal-principio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 10:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-2048x1352.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La questione delle Falklands rimonta al 1833 e si riferisce alla disputa fra la Repubblica Argentina e il Regno Unito sulla sovranità delle isole Malvine, Georgias del Sud, Sandwich del Sud, e gli spazi marittimi circostanti. Il 3 gennaio di quell’anno, il Regno Unito, violando l’integrità territoriale argentina, realizzò un’invasione ed espulse le autorità di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-delle-isole-falkland-dal-principio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-delle-isole-falkland-dal-principio.html">La storia delle Isole Falkland, dal principio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-2048x1352.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La questione delle Falklands rimonta al 1833 e si riferisce alla disputa fra la Repubblica Argentina e il Regno Unito sulla sovranità delle isole Malvine, Georgias del Sud, Sandwich del Sud, e gli spazi marittimi circostanti. Il 3 gennaio di quell’anno, il Regno Unito, violando l’integrità territoriale argentina, realizzò un’invasione ed espulse le autorità di questo paese, impedendo il loro ritorno e il radicamento di cittadini provenienti dal continente.</p>
<p>L’Argentina aveva ereditato i tre arcipelaghi dell’Atlantico australe dall’antica colonia spagnola. Da allora, non ha cessato di protestare contro l’occupazione britannica, affermando la propria sovranità e dichiarando che il loro recupero, in conformità con il diritto internazionale, costituisce un obiettivo permanente e irrinunciabile.</p>
<p>L’appellativo “Falklands” deriva dal nome del canale che separa le isole maggiori, imposto dal capitano, John Strong, di una spedizione inglese, finanziata dal visconte di Falkland. Il nome “Malvine” viene dal francese Îles Malouines, coniato dal navigatore Louis Antoine de Bougainville, in virtù del fatto che i primi colonizzatori procedevano da Saint-Malo e fossero detti malouin.</p>
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		<title>A Kherson la Russia prepara il terreno per l&#8217;annessione alla Federazione?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-kherson-la-russia-prepara-il-terreno-per-lannessione-alla-federazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 17:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-1536x1057.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_2022032418380898_40d747218ce57883756c495dae8044fa-2048x1409.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La città di Kherson è stata la prima, e fino ad ora unica, grossa città dell&#8217;Ucraina a cadere completamente nelle mani dei russi dall&#8217;inizio del conflitto. Se escludiamo Mariupol, dove ancora oggi assistiamo a combattimenti casa per casa che lentamente stanno eliminando la resistenza ucraina, Kherson, insieme alla relativa provincia, rappresenta il primo esperimento di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-kherson-la-russia-prepara-il-terreno-per-lannessione-alla-federazione.html">[...]</a></p>
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<p>Dopo qualche giorno di combattimenti, <a href="https://www.westernjournal.com/first-major-ukrainian-city-falls-military-administration-imminent-report/" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;inizio di questo mese</a> la città, strategico porto fluviale nei pressi della foce del fiume Dnepr, è stata circondata dalle truppe russe che, in assenza di resistenza degna di nota – il grosso delle forze ucraine si era ritirato a Mykolaiv – sono riuscite a occuparla totalmente.</p>
<p>Subito i russi hanno imposto l&#8217;amministrazione militare, subentrando a quella precedente, e hanno cominciato l&#8217;operazione, ampiamente propagandata, di “conquista dei cuori e delle menti” della popolazione locale distribuendo aiuti.</p>
<p>L&#8217;oblast di Kherson, insieme a quelli di <strong>Zaporizhzhia</strong> dove si trova la città di Melitopol, e a quello di <strong>Donetsk</strong> in cui è situata Mariupol, porto strategico sul Mare d&#8217;Azov insieme con Berdyansk, ha una <strong>valenza strategica</strong> fondamentale per Mosca.: l&#8217;occupazione di quelle province serve infatti a stabilire <strong>continuità territoriale</strong> tra la Crimea e la Federazione Russa.</p>
<p>Nel 2014, infatti, col <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html" target="_blank" rel="noopener">colpo di mano effettuato in Crimea</a> e la sollevazione del Donbass, si era venuta a creare un&#8217;<strong>anomalia</strong> che andava in qualche modo corretta, <strong>uno <em>hiatus</em> che andava colmato</strong>: la fondamentale penisola crimeana, sede di un&#8217;importantissima base navale russa perché sede della Flotta del Mar Nero, era stata annessa alla Federazione senza avere altra connessione con la Russia che non fosse un ponte – costruito da Mosca – sul vitale Stretto di Kerch.</p>
<p>Inoltre la presenza dei già elencati porti ucraini nel piccolo specchio d&#8217;acqua del Mare d&#8217;Azov, rappresentava in quel momento una minaccia per il Cremlino stante l&#8217;avvicinamento di Kiev alla NATO, sebbene, è bene ricordarlo, l&#8217;Ucraina non abbia mai elevato il livello di scontro sui mari eccezion fatta per l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/stretto-kerch-tanti-perche-della-crisi-russia-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">incidente dello Stretto di Kerch del 2018</a>.</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di dire che uno degli obiettivi strategici di questo conflitto, è proprio quello di allontanare la presenza occidentale dalle basi russe nel Mar Nero e di stabilire continuità tra la Crimea e la Federazione, onde ovviare a un&#8217;altra situazione simile a quella dell&#8217;<strong><em>oblast</em> di Kalinigrad</strong>, <em>exclave</em> russa stretta tra Lituania e Polonia (e a tal proposito per capire le vere intenzioni russe verso l&#8217;Occidente bisogna <a href="https://it.insideover.com/guerra/kaliningrad-la-provincia-militare-russa-da-tenere-docchio.html" target="_blank" rel="noopener">guardare attentamente a quanto succede in quel settore</a>).</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3L5kBxR" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;incidente nello Stretto di Kerch del 2018</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3D6WrA4" target="_blank" rel="noopener">Cosa sta succedendo a Kaliningrad?</a></li>
<li><a href="https://bit.ly/36dPv8r" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;andamento delle operazioni belliche al 19 marzo</a></li>
</ul>
<hr />
<p>Ora i russi stanno dimostrando la volontà di consolidare quest&#8217;ultimo obiettivo strategico raggiunto grazie a questa guerra con un processo di “<strong>russificazione</strong>” della provincia di Kherson, che riteniamo farà da apripista per lo stesso <em>modus operandi</em> anche in quella di Zaporizhzhia e di Donetsk una volta che sarà caduta Mariupol.</p>
<p>Sebbene ufficialmente il Cremlino ha fatto sapere che non sta valutando la possibilità di formare una struttura che si occuperebbe della creazione o della riforma degli enti locali negli insediamenti liberati dell&#8217;Ucraina, si sta procedendo verso la lenta sostituzione della sovranità ucraina su quei territori. Lo scorso martedì 22 marzo, come riporta la <a href="https://tass.ru/politika/14144725" target="_blank" rel="noopener"><em>Tass</em></a>, il portavoce del presidente della Federazione Russa <strong>Dmitry Peskov</strong> aveva affermato che “nessuna struttura viene creata per questo motivo”, ma qualche giorno prima, il 17, il governatore della Crimea ed esponente del partito di governo Russia Unita, <strong>Sergey Aksyonov</strong>, <a href="https://tass.ru/obschestvo/14108475" target="_blank" rel="noopener">aveva affermato</a> che i residenti della regione di Kherson in Ucraina dovrebbero ricevere pensioni e stipendi in rubli. Aksyonov ha detto che le autorità che controllano l&#8217;<em>oblast</em> di Kherson si occupano, tra l&#8217;altro, del pagamento delle pensioni e degli stipendi, e bisognerebbe fare in modo che ciò avvenga in rubli, perchè “non abbiamo la grivnia, ma servono soldi”.</p>
<p>Questo processo potrebbe essere propedeutico, una volta terminato il conflitto, al rilascio di passaporti russi agli abitanti di quelle regioni, così come già avvenuto in passato nelle repubbliche separatiste del Donbass: un modo per “russificare” la regione sfruttando la massa di profughi che la Federazione ha accolto.</p>
<p>È <strong>prematuro</strong> per parlare di annessione degli <em>oblast</em> di Kherson, Zaporizhzhia e Donetsk nella Federazione Russa, del resto siamo ancora in un contesto bellico in cui la situazione può mutare – più dal punto di vista diplomatico che da quello delle operazioni militari – ma quanto sta accadendo nella città di Kherson non rappresenta solo una “finestra” sulle operazioni umanitarie di Mosca, volte a cercare di assicurarsi la simpatia degli abitanti offrendo, nel contempo, un ottimo spunto di propaganda internazionale, bensì un “<strong>esperimento</strong>” di occupazione che servirà per capire la reale possibilità di annessione di quei territori alla Federazione. Del resto se si ha l&#8217;intenzione di voler cambiare la valuta corrente, significa che non si parla più di occupazione, ma di conquista territoriale.</p>
<p>Ve lo abbiamo già anticipato, anche se in modo non del tutto esplicito: i russi, molto probabilmente e per le motivazioni strategiche già dette, da quei territori nel sud dell&#8217;Ucraina <strong>non se ne andranno</strong>, nonostante le clausole della prima bozza di accordo di tregua che sembra stia circolando in questi giorni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-kherson-la-russia-prepara-il-terreno-per-lannessione-alla-federazione.html">A Kherson la Russia prepara il terreno per l&#8217;annessione alla Federazione?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>In Giappone falliscono centinaia di aziende per mancanza di lavoratori</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-giappone-falliscono-centinaia-di-aziende-per-mancanza-di-lavoratori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 16:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=252617</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso anno in Giappone sono fallite quasi 500 aziende, e la causa principale di una simile catastrofe economica è da imputare alla carenza di lavoratori. Mentre in Occidente vale il problema opposto, cioè che non ci sono posti di lavoro, nello Stato nipponico vale l&#8217;esatto contrario: manca la manodopera. Un sondaggio condotto dalla società &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-falliscono-centinaia-di-aziende-per-mancanza-di-lavoratori.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-falliscono-centinaia-di-aziende-per-mancanza-di-lavoratori.html">In Giappone falliscono centinaia di aziende per mancanza di lavoratori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_5525735-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso anno in <strong>Giappone</strong> sono fallite quasi 500 aziende, e la causa principale di una simile <a href="https://it.insideover.com/societa/carenza-di-lavoro-e-popolazione-troppo-anziana-il-giappone-apre-agli-immigrati.html">catastrofe economica è da imputare alla carenza di lavorator</a>i. Mentre in Occidente vale il problema opposto, cioè che non ci sono posti di lavoro, nello Stato nipponico vale l&#8217;esatto contrario: manca la manodopera.</p>
<p>Un sondaggio condotto dalla società di ricerca privata Tokyo Shoko Research ha rilevato che nel 2019 un numero record di imprese giapponese ha dovuto abbassare le serrande e alzare la bandiera bianca. La cifra esatta ammonta a <strong>426 aziende</strong>, il 10% in più rispetto all&#8217;anno precedente e il massimo dal 2013 a oggi.</p>
<p>Il motivo numero uno che le ha spinte a prendere una decisione così drastica non è da imputare a strategie di mercato sbagliate o alle poche vendite, bensì a una totale emorragia di <strong>impiegati</strong>, la stesa di cui soffre l&#8217;intero Giappone. Analizzando nel dettaglio le statistiche, notiamo come negli ultimi sette anni Tokyo abbia dovuto fare i conti con una crescita progressiva di chiusure: nel 2013 i casi erano limitati a 271, nel 2014 a 323, nel 2015 a 340. Si è avuto un lieve calo a cavallo tra il 2016 (326) e il 2017 (317) ma nel 2018 (387) e nel 2019 (426) c&#8217;è stato un nuovo boom.</p>
<h2>Carenza di manodopera</h2>
<p>Per quanto riguarda le cause, nel 60% dei casi (conti alla mano, più di 270 aziende) la colpa è da imputare alla mancanza di successori. L&#8217;incapacità di trovare eredi è seguita da 78 imprese finite ko perché non in grado di assumere abbastanza <strong>lavoratori</strong>. In entrambi i casi si denota la mancanza di personale, sia di semplice manodopera quanto di imprenditori pronti a rilevare le attività dei vecchi proprietari.</p>
<p>Poi troviamo 44 aziende incapaci di <strong>sostituire</strong> i dipendenti che si erano ritirati o che avevano lasciato il loro posto di lavoro. Infine, 34 aziende non sono riuscite a far fronte all&#8217;aumento del <strong>costo del lavoro</strong>. Come sottolinea <em>Nhk</em>, il problema è particolarmente acuto nei settori dell&#8217;edilizia e dei servizi; queste aree, infatti, rappresentano circa la metà di tutti i fallimenti causati da carenza di lavoratori. Tokyo Shoko Research ha affermato anche che le aziende più piccole sono più vulnerabili delle altre alla carenza di lavoratori.</p>
<h2>Un problema economico ma anche sociale</h2>
<p>Nel corso del 2020 i manager dovranno affrontare un altro anno difficilissimo perché i costi per i<strong> part-time</strong> e gli altri lavoratori continueranno a salire. Ma soprattutto continuerà a scendere il numero di lavoratori disponibili abili e arruolabili.</p>
<p>Sul fronte lavoro, il Giappone è alle prese con una <strong>crisi nera</strong>, economica ma anche sociale. Intanto la popolazione è sempre più anziana, e senza ricambi è sempre più difficile far andare avanti l&#8217;inteso sistema.</p>
<p>Come se non bastasse, negli ultimi venti anni di <strong>congelamento economico</strong> del Paese, a Tokyo e dintorni molte imprese hanno sostituito i lavoratori a tempo pieno con una schiera di dipendenti a tempo parziale; personale sì regolarmente assunto, <a href="https://it.insideover.com/societa/morire-di-superlavoro-in-giappone-il-suicidio-dei-nuovi-samurai-aziendali.html">ma che si sente costretto a lavorare ore extra per il timore che la compagnia possa improvvisamente &#8220;tagliarlo&#8221;</a>. In altre parole, in Giappone ci sono sempre meno lavoratori e quei pochi rimasti lavorano troppo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-falliscono-centinaia-di-aziende-per-mancanza-di-lavoratori.html">In Giappone falliscono centinaia di aziende per mancanza di lavoratori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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