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	<title>Nucleare iraniano Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 09 Jun 2025 16:04:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nucleare iraniano Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I segreti nucleari e le infiltrazioni, su Israele l&#8217;ombra delle spie iraniane</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/i-segreti-nucleari-e-le-infiltrazioni-su-israele-lombra-delle-spie-iraniane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 16:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-1536x1023.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spionaggio iraniano opera attivamente in Israele? Nelle alte sfere di Tel Aviv la domanda è sempre più urgente e pressante, nella consapevolezza che diversi indizi convergono a palesare una maggiore vulnerabilità dello Stato Ebraico a infiltrazioni ostili della Repubblica Islamica in una fase in cui la competizione geopolitica tra le due potenze è estremamente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-segreti-nucleari-e-le-infiltrazioni-su-israele-lombra-delle-spie-iraniane.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250609113722757_4682f015dad574eabf0736d425d5f9a1-1536x1023.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spionaggio iraniano opera attivamente in Israele? <strong>Nelle alte sfere di Tel Aviv </strong>la domanda è sempre più urgente e pressante, nella consapevolezza che diversi indizi convergono a palesare una <strong>maggiore vulnerabilità dello Stato Ebraico</strong> a infiltrazioni ostili della Repubblica Islamica in una fase in cui la competizione geopolitica tra le due potenze è estremamente animata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran ha rubato i segreti nucleari di Israele?</h2>



<p>Nella giornata di sabato PressTv e altri media controllati dallo Stato iraniano hanno <strong>dato la notizia dell&#8217;acquisizione di documenti sensibili</strong> riguardanti il <strong>programma nucleare israeliano</strong> da parte dei Teheran, collegando la notizia proprio a un&#8217;operazione delle spie iraniane. Tasnim, organo ritenuto vicino al corpo dei Guardiani della Rivoluzione, ha aggiunto ulteriori dettagli collegando l&#8217;acquisizione di segreti nucleari all&#8217;infiltrazione di due cittadini israeliani, Roy Mizrahi e Almog Atias, in carcere con l&#8217;accusa di aver spiato il proprio Paese su dossier strategici.</p>



<p>Teheran non ha <strong>presentato prove di quanto affermato</strong>. <a href="https://www.timesofisrael.com/iranian-media-claims-tehran-acquired-trove-of-sensitive-israeli-nuclear-files/">Il <em>Times of Israel</em> ha ricordato che</a> &#8220;Mizrahi e Atias, entrambi 24enni e residenti a Nesher, vicino a Haifa, sono stati <a href="https://www.timesofisrael.com/two-israelis-suspected-of-collecting-intel-for-iran-near-defense-ministers-home/">arrestati</a> a fine aprile in seguito a un&#8217;indagine congiunta dello Shin Bet e dell&#8217;unità reati gravi Lahav 433 della polizia israeliana&#8221; e che &#8220;Mizrahi ha mantenuto i contatti con agenti iraniani per tutto il 2025 e ha portato a termine una serie di missioni legate alla sicurezza, alcune insieme ad Atias, pienamente consapevole di agire sotto la direzione iraniana&#8221;. </p>



<p>Il <strong>richiamo allo scenario nucleare, cuore pulsante e nervo scoperto</strong> della sicurezza nazionale israeliana, che tiene il suo armamento atomico ufficialmente inesistente sotto stretta sorveglianza, è però un indubbio strumento di pressione politica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le spie di Teheran preoccupano Israele</h2>



<p>In primo luogo, <strong>è un&#8217;operazione di guerra psicologica</strong> che a basso costo può acuire le tensioni interne allo Stato Ebraico, dove sul tema dei <strong>presunti fallimenti d&#8217;intelligence</strong> si è consumato lo strappo tra il premier Benjamin Netanyahu e il direttore uscente dello <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/bar-ha-responsabilita-per-il-7-ottobre-la-guerra-di-netanyahu-allo-shin-bet-e-senza-limiti.html">Shin Bet, Ronen Bar,</a> prossimo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/david-zini-un-messianico-nazionalista-per-guidare-lo-shin-bet-netanyahu-vuole-blindare-lintelligence.html">all&#8217;avvicendamento col generale <strong>David Zini</strong></a>, ritenuto competente sul piano militare ma acerbo su quello dello spionaggio e condizionato da una visione del mondo ultra-nazionalista. In secondo luogo, l&#8217;annuncio cade in una fase di <strong>alta marea politica per la coalizione di destra al potere</strong> a Tel Aviv e piomba come un fulmine a ciel sereno su rivalità istituzionali da tempo strutturate.</p>



<p>C&#8217;è poi, terzo elemento, <strong>la volontà iraniana di controbilanciare</strong> la sempre più attiva <strong>pressione israelo-americana</strong> che va di pari passo con le<a href="https://it.insideover.com/energia/dal-mossad-ai-falchi-usa-lasse-che-vuole-sabotare-il-negoziato-sul-nucleare-iraniano.html"> trattative tra Teheran e Washington sul <strong>nucleare</strong></a>, che l&#8217;intelligence di Tel Aviv intende far deragliare e su cui i &#8220;falchi&#8221; Usa non mollano, chiedendo la completa rinuncia da parte della Repubblica Islamica all&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio. Far supporre di aver in mano informazioni sull&#8217;atomica di Tel Aviv può apparire un controbilanciamento di queste pressioni, un <strong>campo su cui agire come leva negoziale</strong> palese.</p>



<p>Tutto questo mira a ribaltare la strategia condotta da anni da Israele contro l&#8217;Iran: <strong>portare la guerra-ombra</strong>, non dichiarata e a lungo sotterranea, nel territorio nemico dopo anni in cui erano le spie di Tel Aviv a scorrazzare liberamente sul suolo del Paese centroasiatico. <a href="https://it.insideover.com/politica/da-soleimani-a-raisi-in-iran-quattro-anni-di-morti-eccellenti.html">Dagli omicidi degli scienziati nucleari</a> all&#8217;attentato con cui a fine luglio del 2024 è stato eliminato<a href="https://it.insideover.com/guerra/luccisione-di-haniyeh-un-boomerang-per-israele.html"> il leader di Hamas <strong>Ismail Haniyeh, a Teheran</strong></a> per l&#8217;inaugurazione presidenziale di <strong>Masoud Pezeshkian,</strong> Tel Aviv ha dimostrato di saper colpire. Ora è l&#8217;Iran a voler reagire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si infiltra l&#8217;Iran</h2>



<p><a href="https://www.israelhayom.com/2025/05/21/this-is-how-iran-recruited-dozens-of-israeli-spies/ù">Israel Hayom ha studiato da vicino </a>la capacità d&#8217;infiltrazione dell&#8217;Iran nel Paese e segnalato che Teheran per portare la pressione in casa ai rivali per eccellenza &#8220;ha abbandonato le lente e dispendiose tradizioni dello spionaggio classico: niente più lunghi controlli, estenuanti addestramenti o elaborate storie di copertura&#8221;, via libera invece a &#8220;aggressive campagne di massa sui social media con cui <strong><a href="https://www.israelhayom.com/2024/10/15/supermodel-former-minister-defense-chiefs-janitor-the-israelis-who-became-spies-for-iran/">migliaia</a> di israeliani vengono contattati&#8221; </strong>con la scusa di <strong>nuove offerte di lavoro e guadagni facili.</strong> </p>



<p>Conscio della <strong>capacità di controspionaggio di Israele</strong>, che nel 2025 ha già fermato 30 sospetti per spionaggio a favore della Repubblica Islamica, &#8220;l&#8217;Iran non ha fretta e non investe molto in una singola recluta&#8221;, ma &#8220;lancia una rete ampia, sapendo che anche poche catture riuscite sono sufficienti&#8221; e che <strong>anche solo un numero ridotto di spie capaci di portare risultati</strong> <a href="https://www.firstpost.com/world/iran-says-spies-acquired-big-haul-of-sensitive-israeli-nuclear-files-13895298.html">possono creare <strong>danni e insicurezza</strong> ai rivali.</a> In quest&#8217;ottica non è nemmeno necessario che il roboante annuncio del furto di segreti nucleari israeliani da parte dell&#8217;Iran sia vero: conta il messaggio politico, cioè far sentire a Tel Aviv che gli uomini di Teheran si muovono sul suo territorio. Alimentando la sensazione d&#8217;assedio e alzando l&#8217;asticella della sfida iraniana per ridurre la pressione su altri fronti.</p>



<p><strong><em>L&#8217;intelligence è sempre più un terreno strategico di proiezione e un campo di scontro tra le grandi potenze. Su InsideOver proviamo a studiare &#8220;l&#8217;intelligenza dell&#8217;intelligence&#8221; e il suo ruolo di custode della complessità della grande politica in un mondo complesso e come paradigma di scenari in cui molto spesso non tutto è come appare. Decodificare il caos è anche la nostra missione: se vuoi sostenerla<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">, abbonati a InsideOver!</a></em></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Mossad ai falchi Usa, l&#8217;asse che vuole sabotare il negoziato sul nucleare iraniano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dal-mossad-ai-falchi-usa-lasse-che-vuole-sabotare-il-negoziato-sul-nucleare-iraniano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 14:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dai neocon ai sionisti filo-Netanyahu, dl Fronte Paydari iraniano al direttore dell'Agenzia atomica dell'Onu. Ecco gli oppositori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/iran-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><strong><em>Questo articolo è la seconda parte del rapporto realizzato da Alessandro Cassanmagnago sul nucleare iraniano. La prima può essere letta <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/chi-ha-paura-del-nucleare-iraniano-dal-1979-a-oggi-leterna-sfida-tra-teheran-e-gli-usa.html">qui.</a></em></strong></p>



<p>Nel 2025, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, si è giunti al quinto round di negoziati tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare iraniano. Questi colloqui sono guidati da figure chiave: per gli Stati Uniti, <strong>Steve Witkoff</strong>, imprenditore immobiliare e attuale inviato speciale per il Medio Oriente ; per l&#8217;Iran, il ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi</strong>. I primi incontri sono stati facilitati dalla diplomazia omanita a Mascate, con successivi segnali di apprezzamento e coinvolgimento da parte di altre <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-vendicarsi-soleimani-golfo-persico.html">monarchie del Golfo, tra cui l&#8217;Arabia Saudita e il Qatar.</a></p>



<p>Durante il suo recente tour nel Golfo Persico, il presidente Trump ha espresso ottimismo riguardo alla possibilità di un accordo nucleare con l&#8217;Iran. In una dichiarazione a Doha, ha affermato: &#8220;Siamo in negoziati molto seri con l&#8217;Iran per una pace a lungo termine. Penso che ci stiamo avvicinando a un accordo, forse senza dover ricorrere a soluzioni drastiche.&#8221;</p>



<p>Il fulcro delle discussioni attuali riguarda <strong>il livello di arricchimento dell&#8217;uranio da parte dell&#8217;Iran. </strong>Dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal JCPOA nel 2018, l&#8217;Iran ha ripreso l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, raggiungendo livelli prossimi a quelli necessari per la produzione di armi nucleari. Teheran sostiene che il programma sia esclusivamente civile, ma questa escalation è da considerarsi come una strategia di deterrenza per <strong>spingere gli Stati Uniti e i Paesi europei a tornare al tavolo dei negoziati.</strong></p>



<p>Parallelamente, gli Stati Uniti hanno intensificato le sanzioni contro l&#8217;Iran, continuando la politica di &#8220;massima pressione&#8221; già avviata durante la precedente amministrazione Trump. Questa strategia mira a costringere l&#8217;Iran a negoziare alle condizioni desiderate da Washington.</p>



<p>Attualmente, le due parti stanno cercando un compromesso tra la posizione americana, che vorrebbe uno <strong>&#8220;zero enrichment deal&#8221; (nessun arricchimento), e quella iraniana, che insiste sul diritto all&#8217;arricchimento per scopi civili.</strong> Una delle proposte in discussione prevede la creazione di un consorzio tra l&#8217;Iran e i paesi del Golfo per gestire l&#8217;uranio arricchito, sotto la supervisione degli Stati Uniti e dell&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica (AIEA).</p>



<p>Il prossimo incontro tra le delegazioni iraniana e statunitense, mediato <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html">dall&#8217;Oman,</a> è previsto per i prossimi giorni. Sarà un momento cruciale per valutare i progressi e le possibilità di raggiungere un accordo che possa soddisfare entrambe le parti e contribuire alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I nemici dell’atomo iraniano</strong></h2>



<p>Oltre agli ostacoli tecnici e diplomatici, esistono forze politiche interne ed esterne che si oppongono al raggiungimento di un accordo nucleare tra Stati Uniti e Iran. All’interno dell’Iran, l’opposizione più significativa proviene dal <strong>Fronte della Stabilità della Rivoluzione Islamica</strong> (<em>Jebhe-ye Paydari-ye Enqelab-e Eslami</em>), noto come Fronte Paydari. La loro opposizione all’accordo nucleare deriva da una visione in cui ogni apertura verso gli Stati Uniti è vista come una minaccia alla sovranità nazionale e all’identità ideologica dell’Iran. Il Fronte è inoltre in aperta opposizione politica all’attuale presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong>, che ha sconfitto i loro candidati alle recenti elezioni, e mantiene rapporti stretti con la Russia, che ha tutto l’interesse a mantenere l’Iran in una posizione di conflitto con l’Occidente.</p>



<p>Negli Stati Uniti, l’opposizione all’accordo con l’Iran è guidata da una parte significativa dell’establishment politico, composta da esponenti <strong>neoconservatori</strong>, tradizionalmente favorevoli a una strategia di confronto militare con Teheran. Tuttavia, è forse più corretto parlare, almeno in questa fase storica, di una resistenza portata avanti dai <strong>cosiddetti ambienti filosionisti, o più precisamente filo-Netanyahu</strong>: settori del Congresso e della politica statunitense, trasversali sia alla destra che a una parte della sinistra, strettamente allineati alla visione del primo ministro israeliano. Esiste una sovrapposizione significativa tra i neocon più radicali e questi ambienti filo-israeliani: entrambi promuovono un approccio intransigente, e in alcuni casi auspicano un intervento militare diretto degli Stati Uniti a sostegno di Israele, con l’obiettivo di neutralizzare il programma nucleare iraniano.</p>



<p>La posizione ufficiale del Governo israeliano, guidato da <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, è nota: opposizione totale a ogni forma di accordo che permetta all’Iran anche solo di mantenere capacità nucleari civili. Tuttavia, come spiegato in precedenti analisi (ad esempio in un contributo per <em>Osservatorio Globalizzazione</em>, <a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/i-nemici-esterni-della-democrazia-iran/">“I nemici esterni della democrazia iraniana”)</a>, le preoccupazioni israeliane vanno ben oltre il pericolo rappresentato da un’ipotetica arma nucleare. <strong>A spaventare Israele è soprattutto la forza economica e demografica potenziale dell’Iran.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Israele</h2>



<p>Con una popolazione che sfiora i 90 milioni di abitanti (circa dieci volte quella israeliana, che si aggira intorno ai 9–10 milioni), e ancora in una finestra demografica favorevole,<strong> l’Iran rappresenta un potenziale protagonista regionale di primo piano.</strong> Questa finestra, tuttavia, sta per chiudersi, e proprio per questo Teheran è spinta ad accelerare la propria crescita economica, sfruttando la disponibilità di capitale umano. Israele, in questa prospettiva, mira a ostacolare non solo il programma nucleare, ma anche il consolidamento economico iraniano, in un’ottica di contenimento strategico complessivo.</p>



<p>La strategia israeliana si basa anche sulla recente efficacia dimostrata nel colpire membri e strutture dell’“asse della resistenza” — Hezbollah in Libano, Hamas, il regime di Assad in Siria — ma rischia di sopravvalutare due fattori. Primo: <strong>la propria effettiva capacità di affrontare direttamente l’Iran</strong>. È vero che l’intelligence israeliana ha raccolto informazioni di altissimo livello sul programma iraniano, ma l’intelligence da sola non basta a garantire l’efficacia strategica o il successo militare di un’operazione. Secondo: <strong>la volontà di Donald Trump di seguire Netanyahu su questa linea</strong>. L’attuale presidente statunitense sta dimostrando un approccio più pragmatico, in linea con la sua formazione di uomo d’affari e con la propria immagine di negoziatore, già codificata nei suoi testi (e infatti Trump è autore del bestseller <em>The Art of the Deal</em>, non <em>The Art of War</em>).</p>



<p>Trump, pur avendo avvertito che l’Iran verrebbe colpito militarmente nel caso in cui producesse un’arma atomica, <strong>al momento privilegia chiaramente il negoziato.</strong> A conferma di questa linea, ha rimosso dalla sua amministrazione alcune delle figure più vicine alla visione neo-conservatrice e al blocco filo-Netanyahu; tra queste spiccava <strong>John Bolton</strong>, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale già nel primo mandato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dei Paesi europei</h2>



<p>Accanto a questi oppositori noti, vi sono anche attori meno prevedibili che, per ragioni diverse, hanno assunto una posizione critica o poco costruttiva. Tra questi, il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), <strong>Rafael Mariano Grossi</strong>, argentino, che ha adottato toni piuttosto duri nei confronti dell’Iran. Secondo alcune interpretazioni, il suo atteggiamento deriverebbe dal fatto di essere rimasto ai margini delle trattative dirette tra Washington e Teheran, in un processo in cui l’AIEA appare meno centrale rispetto al passato. Inoltre, non si esclude che <strong>Grossi stia cercando di rafforzare la propria visibilità </strong>in vista di possibili ambizioni politiche in Argentina.</p>



<p>Un atteggiamento simile è stato adottato anche dai tre principali attori europei: Francia, Germania e Regno Unito. Questi paesi, noti come gruppo E3, sono stati per anni parte attiva dei negoziati con l’Iran. Tuttavia, l’attuale processo bilaterale, mediato dall’Oman e dominato dal rapporto diretto tra Stati Uniti e Iran, li ha marginalizzati. <strong>Le critiche europee </strong>derivano dunque sia da motivazioni politiche — in particolare l’antipatia nei confronti di Trump in molte capitali europee — sia da una valutazione realistica della perdita di centralità diplomatica nel dossier iraniano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I possibili scenari</strong></h2>



<p>Cosa potrebbe dunque accadere nei prossimi giorni, nei prossimi mesi? Gli sviluppi possibili si riducono, in sostanza, a due scenari principali. Il primo, delineato nel corso di questo articolo, è <strong>quello in cui Stati Uniti e Iran riescano a raggiungere un’intesa sul programma nucleare.</strong> Tale accordo risponderebbe agli interessi di entrambe le parti: per Washington, garantirebbe la certezza che Teheran non persegua la costruzione di un’arma nucleare; per l’Iran, comporterebbe la rimozione delle sanzioni economiche e un rilancio dell’economia nazionale.</p>



<p>Il secondo scenario, di segno opposto, è <strong>quello di un mancato accordo</strong>, che potrebbe a sua volta articolarsi in due sotto scenari distinti. Il primo consisterebbe nella prosecuzione della strategia di “massima pressione” già adottata da Trump, fatta di sanzioni economiche e del proseguimento della guerra coperta che Israele conduce contro l’Iran dal 1979. Il secondo è più radicale e rischioso, e potrebbe essere definito — con un riferimento alla terminologia della Guerra Fredda — come <em>roll-back</em>: <strong>l’ipotesi di un attacco militare cinetico</strong>, condotto da Israele con il supporto degli Stati Uniti, volto a distruggere le infrastrutture nucleari iraniane e riportare il programma atomico “all’età della pietra”.</p>



<p>Questo secondo sotto scenario appare, tuttavia, improbabile per almeno due motivi. In primo luogo, l’amministrazione Trump non sembra intenzionata ad aprire nuovi fronti militari, preferendo concentrare energie e risorse sul contenimento della Cina e sulla regione dell’Indo-Pacifico. In secondo luogo, sebbene Israele appaia disposto a intraprendere un’azione di forza, <strong>le monarchie del Golfo e altri attori arabi della regione si sono mostrati freddi</strong> di fronte a tale ipotesi, temendo un’ulteriore destabilizzazione in un contesto già segnato dagli eventi del 7 ottobre.</p>



<p>In definitiva, <strong>il punto cruciale resta la questione dell’arricchimento dell’uranio</strong>: se le parti riusciranno a trovare un’intesa su questo nodo, si potrà aprire la strada non solo alla revisione del regime sanzionatorio, ma forse anche a un negoziato più ampio, capace di reinserire gradualmente l’Iran nel quadro regionale e internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dal-mossad-ai-falchi-usa-lasse-che-vuole-sabotare-il-negoziato-sul-nucleare-iraniano.html">Dal Mossad ai falchi Usa, l&#8217;asse che vuole sabotare il negoziato sul nucleare iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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