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	<title>Notre Dame Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 06 Dec 2024 23:36:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Notre Dame Archives - InsideOver</title>
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		<title>Una cattedrale e due presidenti: Macron e Trump all&#8217;ombra di Notre Dame</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/una-cattedrale-e-due-presidenti-macron-e-trump-allombra-di-notre-dame.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 23:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1142" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-600x357.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-1024x609.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-1536x914.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una cattedrale e due presidenti: Macron e Trump all'ombra di Notre Dame inaugurano il nuovo dialogo bilaterale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/una-cattedrale-e-due-presidenti-macron-e-trump-allombra-di-notre-dame.html">Una cattedrale e due presidenti: Macron e Trump all&#8217;ombra di Notre Dame</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1142" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-600x357.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-1024x609.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241206100704138_525409cc7d39c6146240f724be9bfecf-e1733528185757-1536x914.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron e Donald Trump si incontreranno per la prima volta dalla fine del primo mandato di The Donald nella giornata del 7 dicembre per l&#8217;<strong>iconico scenario della riapertura di </strong><a href="https://it.insideover.com/societa/notre-dame-un-incendio-nel-cuore-delleuropa.html"><strong>Notre Dame,</strong> </a>cinque anni e mezzo dopo il rogo del 2019 che devastò l&#8217;antica cattedrale di Parigi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo viaggio all&#8217;estero del Trump-bis</h2>



<p>Sarà il primo viaggio all&#8217;estero di Trump dopo la vittoria elettorale del 5 novembre e in vista dell&#8217;insediamento del secondo mandato, che avverrà il 20 gennaio 2025, e un momento di grande visibilità internazionale per un Macron in piena crisi politica, <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-naufraga-il-governo-barnier-ma-il-grande-sconfitto-e-macron.html">reduce della caduta del <strong>primo ministro Michel Barnier</strong></a> e del fallimento del suo esperimento di governo centrista. <strong>Al cospetto della madre delle cattedrali francesi</strong> si mescoleranno attualità e storia, politica di oggi e identità di ieri. Torna la relazione complessa tra Macron e Trump, fondata su una commistione di ammirazione e rivalità tra due <strong>personalità narcisiste e accentratrici</strong>, che dovranno convivere fino al 2027.</p>



<p>Il 20 gennaio Trump si troverà di fronte a molti scenari in cui il rapporto con l&#8217;Europa e la Francia sarà chiave. Si pensi al Libano, dove pochi giorni dopo il ritorno alla Casa Bianca di Trump avrà fine la tregua di <strong>60 giorni negoziata da Macron e Joe Biden</strong> che ha, sulla carta, imposto un cessate il fuoco tra <a href="https://it.insideover.com/guerra/__trashed.html">Israele e Hezbollah spesso calpestato dalle forze armate di Tel Aviv.</a> O all&#8217;Ucraina, dove <strong>si parla di una spinta di Trump alla trattativa</strong> che parta dalla realtà sul campo e in cui l&#8217;approccio euro-atlantico alla Russia dovrà essere bilanciato tra la spinta alla &#8220;pace attraverso la forza&#8221;, la volontà di chiudere il conflitto e la necessità di chiedere garanzie alla sicurezza per Kiev. Macron ha <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/dai-missili-di-biden-alla-svolta-atomica-di-putin-il-confine-con-lescalation-si-fa-piu-sottile.html">spinto per gli attacchi a lungo raggio dell&#8217;Ucraina</a></strong> e per il via libera di Biden, che Trump non ha commentato. Ma la realtà parla di un sostegno occidentale in bilico e di un <strong>Volodymyr Zelensky</strong> sempre più propenso all&#8217;idea di un compromesso: sapranno Trump e Macron dialogare anche su questo fronte?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno del dialogo Macron-Trump</h2>



<p>Il presidente eletto, che ha avuto da Joe Biden semaforo verde per rappresentare gli Usa alla cerimonia, <strong>troverà sicuramente modo di dialogare politicamente ai margini</strong> della storica riapertura di Notre Dame. E si potrà testare quanto, d&#8217;ora in poi, The Donald vorrà far pesare i <strong>rapporti bilaterali nella diplomazia d</strong>el suo secondo mandato. Per Trump serve capire, parafrasando <strong>Henry Kissinger</strong>, a che numero telefonare quando vorrà riferirsi all&#8217;Europa. Con la Germania in crisi politica, la Commissione Von der Leyen bis appena nata e una Francia in ambasce, <strong>è bene farsi le idee chiare fin dall&#8217;inizio</strong>.</p>



<p>Per Macron, invece, è prioritario stabilire subito un rapporto col Trump 2.0 per <strong>rafforzare la proiezione geopolitica della Francia</strong>, che vista la solitaria battaglia condotta su una difesa europea che appare invece sempre più atlantica, il tentativo per ora vano di imporre la leadership sull&#8217;Ue con la proiezione in Ucraina e le batoste ricevute nel Sahel con la fine della Françafrique, ha bisogno di certezze e le cercherà nella partnership con gli Usa. Sperando che Notre Dame garantisca per il rapporto franco-americano come fece l&#8217;invito a Trump come ospite d&#8217;onore per la <strong>parata del 14 luglio nel 2017</strong>, che portò il presidente Usa a forti elogi verso l&#8217;omologo transalpino.</p>



<p>Questo avverrà ai margini del solenne evento che ha portato Trump a Parigi, la restituzione all&#8217;umanità di Notre Dame dopo l&#8217;incendio del 2019. <strong>E c&#8217;è da sperare che, così come nel 2019 l&#8217;incendio della cattedrale di Parigi</strong> fu visto da molti profeti di sventura e l&#8217;emblema di un mondo in fiamme, la sua nuova inaugurazione possa dare un esempio di speranza in un contesto globale che nell&#8217;ultimo quinquennio pende sempre più verso la rivalità generalizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump, Macron e il &#8220;mistero delle Cattedrali&#8221;</h2>



<p>Potranno il palazzinaro di New York e l&#8217;ex alunno dell&#8217;Ecole National de Administration divenuto finanziere essere all&#8217;altezza del peso simbolico e umano dello scenario del loro primo incontro? Là dove nel 1804 <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/ei-fu-come-napoleone-parla-alleuropa-di-oggi.html">Napoleone Bonaparte</a></strong> fu incoronato imperatore, si faranno le prove generali di una nuova diplomazia. <strong>La speranza è che quel</strong><a href="https://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/10/IL-MISTERO-DELLE-CATTEDRALI-Fulcanelli.pdf"><strong> &#8220;mistero delle cattedrali&#8221;</strong> di cui parla l&#8217;omonimo saggio dell&#8217;ermetico alchimista moderno, <strong>Fulcanelli,</strong> possa ispirarli. </a></p>



<p>Scriveva Fulcanelli, pseudonimo di un autore rimasto misterioso, nel 1926 pensando all&#8217;ispirazione data da cattedrali come Notre Dame, che con l&#8217;esempio dei grandi templi gotici &#8220;l&#8217;arte e la scienza, un tempo concentrate nei grandi monasteri, fuggono dai laboratori, corrono all&#8217;edificio, si avvinghiano ai campanili, ai pinnacoli, agli archi rampanti, si sospendono alle volte, popolano le nicchie, trasformano le vetrate in gemme preziose, il bronzo in vibrazioni sonore e sbocciano sui portali con una gioiosa volata di libertà e di espressione&#8221;. Quella stessa libertà e quella stessa volontà d&#8217;espressione dovranno <strong>ispirare i decisori politici come Macron e Trump</strong> per contribuire, in futuro, a spegnere l&#8217;incendio di un mondo pieno di rivalità. </p>



<p><strong>Notre Dame</strong>, del resto, è la Chiesa intitolata alla Madonna, invocata spesso come Regina della Pace. <strong>Macron e Trump</strong> non si espongono sulla loro adesione da credenti alla confessione cristiana, ma entrambi a &#8220;Nostra Signora&#8221; hanno già in passato voluto rivolgersi. Macron nel 2021, visitando da primo presidente francese a farlo il<a href="https://it.insideover.com/politica/identita-fede-patriottismo-macron-guarda-a-destra.html"> santuario mariano di Lourdes</a>. Trump l&#8217;8 settembre scorso, giorno del Nome di Maria, in cui twittò un <a href="https://www.ncronline.org/news/reporters-inbox-why-trump-tweeting-about-virgin-mary-and-st-michael">&#8220;Happy Birthday, Mary!&#8221;</a> postando l&#8217;icona della Madonna di Guadalupe, venerata nel mondo centroamericano e latino che rappresenta un suo importante bacino elettorale. Per chi non sottovaluta il <strong>valore storico, sociale e politico dei simboli</strong> vederli incontrare a Notre Dame può apparire benaugurante. Ma solo dai fatti che seguiranno al loro dialogo li giudicheremo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/una-cattedrale-e-due-presidenti-macron-e-trump-allombra-di-notre-dame.html">Una cattedrale e due presidenti: Macron e Trump all&#8217;ombra di Notre Dame</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mattarella a Parigi: asse con Macron sui rapporti Italia-Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 08:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>“Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visita la cattedrale di Notre-Dame dopo il disastro dell’incendio del 15 aprile. È il primo capo di Stato a fare un sopralluogo della cattedrale dopo il rogo. Un’immagine forte, che indica la volontà del Quirinale di ricucire con l’Eliseo ma anche, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html">Mattarella a Parigi: asse con Macron sui rapporti Italia-Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9634710-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>“Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visita la cattedrale di Notre-Dame dopo il disastro dell’incendio del 15 aprile. È il primo capo di Stato a fare un sopralluogo della cattedrale dopo il rogo. Un’immagine forte, che indica la volontà del Quirinale di ricucire con l’Eliseo ma anche, dall’altro lato, il desiderio di Emmanuel Macron di fare asse con Mattarella dopo le tensioni ormai sempre più evidente tra Italia e Francia.</p>
<p>Il viaggio del presidente della Repubblica è caratterizzato dalla cultura. Prima la visita a Notre-Dame, che per Mattarella è soprattutto simbolo della cultura dell’Europa. Poi la visita alla tomba di Leonardo da Vinci, genio italiano che simboleggia il legame fra i due Paesi europei, come ponte della cultura di Francia e Italia.</p>
<p>Ed è proprio da queste due immagini, di Mattarella a Notre-Dame e dei due presidenti sulla tomba di Leonardo, ad Amboise, che si può capire che dietro il viaggio eminentemente “culturale” si nasconde una visita (non di Stato) dai chiari contorni politici. Perché non è un mistero che i due presidenti abbiano più di un legame che li unisce, fatto soprattutto dalla volontà di costituire un asse che travalichi il conflitto fra i due governi per superare le divergenze ormai sempre più conclamate: dall’immigrazione alla Libia, dalla politica europea e l’asse franco-tedesco all’industria. Mattarella è sempre stato l’interlocutore privilegiato di Macron in Italia, lui e Enzo Moavero Milanesi, che rappresenta alla Farnesina il braccio diplomatico del Quirinale.</p>
<p>Mattarella ha rappresentato per mesi il “pompiere” fra gli incendiari. Da una parte, Parigi ha costantemente attaccato gli interessi italiani dal Nord Africa all’Europa. E dall’altra parte, Roma ha risposto individuando nella politica del presidente francese e del suo governo la causa scatenante della crisi in Libia. Se all’escalation di Tripoli si aggiungono lo scontro sull’immigrazione clandestina, l’ingresso della gendarmerie francese in territorio italiano, lo schiaffo dei cantieri di Saint-Nazaire contro Fincantieri e la questione gilet gialli, è evidente che fra Palazzo Chigi e l’attuale establishment francese le cose non possano procedere bene.</p>
<p>E lo dimostra anche il fatto che, a livello politico, i due partiti che attualmente governano in Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle, sono all’opposizione di Macron anche alle prossime elezioni, tanto che sostengono i partiti contrari alla politica del capo dell’Eliseo anche in Francia. Con la presunta alleanza fra M5S e gilet gialli e con l’asse fra Matteo Salvini e Marine Le Pen, di fatto la maggioranza italiana è legata alla più ferma opposizione all’esecutivo francese. E a Parigi, invece, è evidente che si sia consolidato l’asse fra Macron e l’opposizione al governo giallo-verde, con il Pd che da tempo rappresenta il partito di riferimento della Francia in Italia.</p>
<p>A questa escalation, il Quirinale ha sempre risposto con il guanto di velluto. Fermezza certo, ma assoluta contrarietà all’aumento delle tensioni. Lo ha mostrato anche la telefonata fra i due presidenti quando Parigi richiamò l’ambasciatore a Roma a febbraio. L’Eliseo non si rivolse a Palazzo Chigi, ma un po’ più in là, al Quirinale. E adesso il viaggio in Francia di Mattarella rappresenta un nuovo modo per ricucire tra i due Stati.</p>
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		<title>Dopo Parigi trema anche New York: piromane arrestato fuori San Patrizio</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/dopo-parigi-trema-anche-new-york-piromane-arrestato-fuori-san-patrizio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 13:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Nonostante le urla di giubilo di una parte consistente del mondo integralista islamico, dietro al rogo di Notre-Dame non sembrano esserci dei moventi legati al terrorismo. Dalle investigazioni della polizia di Parigi non sono emerse prove, e l’assenza di rivendicazioni sui network del terrore, che talvolta mettono il cappello anche su episodi di violenza per nulla legati a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/dopo-parigi-trema-anche-new-york-piromane-arrestato-fuori-san-patrizio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1912218-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Nonostante le urla di giubilo di una parte consistente del mondo integralista islamico, dietro al rogo di Notre-Dame non sembrano esserci dei moventi legati al terrorismo. Dalle investigazioni della polizia di Parigi non sono emerse prove, e l’assenza di rivendicazioni sui network del terrore, che talvolta mettono il cappello anche su episodi di violenza per nulla legati a loro, ne è un’ulteriore conferma. Tuttavia, non è escluso che le fiamme di Parigi possano ispirare i deliri dei piromani sparsi in tutto mondo. A New York, per esempio, appena due giorni dopo il disastro di Notre-Dame, un uomo è stato arrestato appena prima di riuscire ad entrare nella cattedrale di San Patrizio a Manhattan armato di accendini e due taniche di benzina piene.</p>
<p>Stando a quanto riferisce la Nypd, il 37enne è stato fermato appena in tempo dagli agenti della Grande Mela che l’hanno preso in custodia all’esterno della chiesa: “Un individuo che cammina nei pressi di un luogo iconico come la cattedrale di San Patrizio con quattro galloni di benzina, due bottiglie di liquido per accendini e accendini, non può passare inosservato”, ha detto ai giornalisti il vice commissario di polizia John Miller. Tuttavia, come riporta la Bbc, ha aggiunto che è ancora “troppo presto” per collegare l’episodio alla matrice terroristica.</p>
<p>All’esterno della cattedrale l’uomo ha provato a spiegare agli ufficiali di essere rimasto a corto di carburante e che stava cercando una scorciatoia per raggiungere il suo veicolo rimasto in panne e rifornirlo con la benzina nelle taniche. Tuttavia, appena gli agenti si sono accorti che il suo furgone non fosse affatto a secco, l’hanno preso in custodia. L’uomo, già con precedenti penali e in stato di alterazione, ha tentato di offrire altre risposte sconnesse senza riuscire a convincere gli agenti delle sue buone intenzioni.</p>
<p>La cattedrale di San Patrizio è la sede dell’arcidiocesi cattolica romana di New York, oltre ad essere un capolavoro dello stile neogotico incastonato tra i grattacieli di Manhattan. Sebbene la sua struttura sia imponente (può ospitare fino a 3mila persone e misurata da terra fino alle guglie è alta 100.6 metri) è circondata su tutti e quattro i lati da grattacieli alti più del triplo, tra i quali il Rockefeller Center. Nei pomeriggi di sole la fiancata settentrionale della chiesa viene infatti illuminata dalla luce riflessa dalle finestre dei grattacieli.</p>
<p>Un rogo appiccato in uno dei pochi avamposti religiosi della Midtown della Grande Mela sarebbe stato devastante dal punto di vista simbolico oltre che pratico. Bisogna ricordare che nelle scorse settimane gli Stati Uniti erano già stati scossi da tre roghi appiccati all’interno di tre chiese frequentate da afroamericani nel sud della Louisiana, con il responsabile, il 21enne Holden Matthews, figlio del locale vice sceriffo, arrestato meno di una settimana fa. L’incendio della Cattedrale di Notre-Dame, ha spinto nelle ultime ore migliaia di cittadini americani ad effettuare donazioni per la ricostruzione delle parrocchie semi distrutte.</p>
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		<title>Quanto costerà la ricostruzione di Notre Dame?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 14:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
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<p>La catastrofe di Notre Dame ha lasciato attoniti la Francia, l’Europa e il mondo. Il rogo andato vicino a distruggere la cattedrale ha lasciato dietro di sé ferite che richiederanno sforzi di ampia portata per essere rimarginate. Incerti i tempi in cui tali sforzi dovranno dispiegarsi: Emmanuel Macron ha promesso che i lavori di ricostruzione di Notre Dame saranno terminati in cinque &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/quanto-costera-la-ricostruzione-di-notre-dame.html">[...]</a></p>
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<p>Ma la principale criticità riguarda i costi che dovranno essere sostenuti per riportare Notre Dame, sopravvissuta alla Rivoluzione, alla Comune di Parigi, alle guerre mondiali e all’occupazione nazista, all’antico splendore.</p>
<h2>La corsa alla generosità su Notre Dame</h2>
<p>La commozione destata dall’incendio ha scatenato una gara di solidarietà globale, con donazioni per oltre 800 milioni di euro alimentate principalmente dall’intervento di numerosi leader dell’economia francese: François Pinault, gestore del gruppo Kering che controlla tra gli altri Gucci e Balenciaga, ha annunciato di voler donare 100 milioni di euro.</p>
<p>“‘L’altro big del lusso, il gruppo Lvmh di Bernard Arnault – il miliardario più ricco di Francia, il terzo al mondo, a cui fanno capo marchi del calibro di Fendi, Christian Dior, Bulgari, Dkny, Cèline, Guerlain, Givenchy, Kenzo, Loro Piana e Louis Vuitton – ha risposto, rilanciando e raddoppiando: 200 milioni di euro”, sottolinea l’Agi. “Non si è fatto attendere l’annuncio di Total”, il colosso energetico transalpino, “di un “dono speciale” di 100 milioni di euro”. Anche il Paris Saint Germain, la squadra di calcio egemone in Francia, ha annunciato iniziative economiche a sostegno di Notre Dame.</p>
<h2>Sarebbe bastato molto meno per restaurare Notre Dame?</h2>
<p>Tutto ciò stona con la quantità relativamente modesta di fondi che sarebbero stati sufficienti per porre in essere lavori di ristrutturazione omnicomprensivi e capaci di prevenire situazioni come quella che hanno portato al rogo di Notre Dame. Una quantità di fondi al cui cospetto, tuttavia, gli impegni economici messi in campo dal governo francese negli ultimi anni sono apparsi a dir poco irrisori. E questa non è un’accusa ad Emmanuel Macron o ai suoi predecessori, ma una critica a un modus operandi in voga nella gestione dei beni culturali nei Paesi occidentali che mira a ridurre l’apporto di fondi pubblici e programmi governativi a favore dell’intervento di filantropi o mecenati. Perdendo in questo modo l’opportunità di interventi organici e strutturati.</p>
<p>Secondo il redattore capo della rivista La Tribune de l’art, Didier Rickner, “il dramma ‘si sarebbe potuto evitare’ e Notre Dame non era da considerare l’unica chiesa a rischio nel Paese”, mentre  Jean-Michel Leniaud, presidente del Conseil scientifique de l’institut national du patrimoine ed ex direttore della più prestigiosa scuola di paleografia francese, L’école de Chartres, ha affermato che “questo incendio mostra la nostra miseria e la nostra debolezza”.</p>
<p>“Prima dell’incendio i lavori di ristrutturazione erano stati stimati circa 150 milioni di euro: la somma, comunque, sarebbe bastata soltanto ad occuparsi delle operazioni strutturali e non delle singole caratteristiche della cattedrale”, sottolinea Money.it. Per avvantaggiarsi, “il governo aveva dato vita ad una vera e propria campagna volta al salvataggio delle opere francesi, tra cui appunto Notre-Dame. Un programma dal nome Loto du Patrimoine finalizzato alla vendita di 12 milioni di gratta e vinci e alla conseguente destinazione dei proventi (il 10%) alla tutela del patrimonio”.</p>
<h2>I lavori necessari</h2>
<p>All’inizio di aprile “erano stati raccolti 16 milioni di euro che però non sarebbero andati soltanto alla cattedrale ma a numerose altre opere francesi”. La raccolta messa in campo allora e le più recenti donazioni dovranno fare fronte a un piano di lavoro immenso e complicato che comporterà:</p>
<p>La ricostruzione di due terzi del tetto di Notre Dame, inclusa una sezione di circa 100 metri andata completamente distrutta.<br />
La costruzione di una nuova guglia, dopo il crollo della precedente.<br />
Il restauro delle vetrate andate danneggiate.<br />
La messa in sicurezza della struttura in pietra della cattedrale, che potrebbe essere stata indotta dalle fiamme a calcificarsi, colonna portante di tutta Notre Dame.<br />
Una pulizia dell’organo dell’organo principale da 8mila canne, ricoperto da acqua, polvere e calcinacci.</p>
<p>Un lavoro immenso che potrebbe comportare stanziamenti per miliardi di euro: quantificare con precisione i costi di ricostruzione di Notre Dame, allo stato attuale delle cose, è un’impresa impossibile, ma l’ordine di grandezza è intuibile dalla mole dei danni subiti dalla cattedrale. Danni che ci ricordano quanto avrebbe potuto essere evitato con una prevenzione più diffusa e incisiva e con una dotazione di fondi maggiore e non colpita dai tagli imposti dallo Stato francese negli ultimi anni.    Una lezione per il futuro che la Francia avrebbe voluto non dover apprendere.</p>
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		<title>Notre Dame divide gli islamici: “La Chiesa aveva bisogno di soldi”</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/notre-dame-divide-gli-islamici-la-chiesa-aveva-bisogno-di-soldi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 12:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1130" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9558122-1130x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9558122-1130x636.jpg 1130w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9558122-1130x636-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9558122-1130x636-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9558122-1130x636-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9558122-1130x636-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1130px) 100vw, 1130px" /></p>
<p>“La Chiesa cattolica aveva bisogno di tanti soldi per il restauro di Notre-Dame e ora, con il rogo, i soldi li troveranno”. Ben venga, quindi, l’incendio della cattedrale parigina – che è l’anima cattolica di un Paese intero e non solo – così si può fare un bel restyling, finalmente. Questo, in altre parole, il punto di vista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/notre-dame-divide-gli-islamici-la-chiesa-aveva-bisogno-di-soldi.html">[...]</a></p>
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<p>Le testimonianze, raccolte in un reportage de La Stampa, raccontano come si vive il post-rogo in quest’area ad appena sei chilometri dall’imponente luogo di culto. Una breve distanza separa questo quartiere dal simbolo della cristianità parzialmente carbonizzato. Eppure, secondo quanto riportato, l’atmosfera che si respira qui sembra lontana anni luce dal lutto parigino di questi giorni.</p>
<p>Per alcuni immigrati marocchini, l’incendio “è un vantaggio per Emmanuel Macron, in difficoltà con i gilet gialli. Adesso così non si parla di altro”. Sentita dal quotidiano torinese anche Leila, che commenta così l’incendio del 15 aprile: “Va bene, è triste quello che è successo. Ma non è morto nessuno e i media parlano solo di quello. Così si dimenticano i problemi economici e sociali”, afferma mentre si trova seduta di fronte ai binari di una linea ferroviaria. Un altro, invece, sembra non aver ben presente di cosa si stia parlando e commenta con un frettoloso “l’ho visto su internet”.</p>
<p>Gli immigrati del quartiere Goutte d’or sembrano divisi tra teorie cospirazioniste, indifferenza, ma anche forte solidarietà. Ahmed, 43 anni, di origini marocchine, definisce infatti una “tragedia” l’accaduto e sottolinea che “Notre-Dame non è solo una cattedrale cattolica, ma un simbolo per tutta la Francia. Attira così tanti turisti e genera posti di lavoro. E di quelli qui abbiamo più bisogno, soprattutto per i giovani. Ma poi è un luogo di culto dove si venera Gesù, che è pure un profeta per la nostra religione”.  Secondo quanto riportato da La Stampa, inoltre,  emerge tra queste persone – seppur in modo sottile – una chiara volontà di spiegare al giornalista italiano che “mica siamo contenti perché è andata a fuoco una cattedrale cattolica”.</p>
<p>Eppure, oltre alla solidarietà manifestata apertamente da alcuni esponenti del mondo musulmano francese, in rete sono rimbalzati diversi messaggi tutt’altro che generosi. “Allah è grande” inneggia via twitter, Mohammed Noura sotto la foto della cattedrale di Notre-Dame in fiamme. Come riporta Il Giornale,  poi, sono centinaia i messaggi sui social di musulmani radicali felici per le fiamme sulla cattedrale parigina. “È la vendetta di Dio (Allah) contro i razzisti colonialisti” esulta in francese un certo Walid Channouf. Anche sulla pagina Facebook di Al-Jazeera sono comparse facce sorridenti sotto le immagini dell’incendio. L’avvocato Gilles-William Goldnadel, invece, ha denunciato le parole di Lamia Bentebba, una ragazza algerina che su Twitter ha scritto e poi cancellato: “Ça me rejouis pas mais j’aime bien voir l’effet du karma”, che tradotto significa “non mi rallegra ma mi piace vedere l’effetto del karma”.</p>
<p>Le Figaro denuncia invece le reazioni di alcuni rappresentati dell’Unef, la principale associazione studentesca francese, che hanno apertamente preso per i fondelli il raccoglimento nazionale seguito all’incendio della cattedrale. “Piangete per dei pezzi di legno”, ha twittato Hafsa Askar prima di cancellare il suo profilo. E ha aggiunto: “Io me ne frego di Notre-Dame perché me ne frego della storia della Francia”.</p>
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		<title>Notre Dame, un incendio nel cuore dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/notre-dame-un-incendio-nel-cuore-delleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 07:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Notre Dame]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cattedrale di Notre Dame brucia per ore. E con l&#8217;incendio del grande tempio della cristianità francese se ne va una parte di Parigi, della sua storia e sicuramente anche della nostra. La struttura si è salvata. Il lavoro incessante di una squadra di centinaia di pompieri è riuscita a salvare il salvabile. Ma quel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/notre-dame-un-incendio-nel-cuore-delleuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190415235126_29065225-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La cattedrale di Notre Dame brucia per ore. E con l&#8217;incendio del grande tempio della cristianità francese se ne va una parte di Parigi, della sua storia e sicuramente anche della nostra. La struttura si è salvata. Il lavoro incessante di una squadra di centinaia di pompieri è riuscita a salvare il salvabile. Ma quel tetto avvolto nelle fiamme, quella guglia che collassa al centro della chiesa, l&#8217;edificio che si trasforma in un&#8217;immensa croce di fuoco, sono immagini che rimarranno scolpite negli occhi, nel cuore e nella mente dei francesi e di tutto il mondo. Tutti attoniti di fronte a un&#8217;immagine potente, simbolica, profonda.</p>
<p>La <strong>cattedrale</strong> brucia. E con essa va letteralmente in fumo una parte d&#8217;Europa. Di un continente che si è costruito anche grazie a una civiltà che ha prodotto tali concentrati di bellezza incastonati come gemme in tutto il Vecchio Continente. E che forse per troppo tempo ha quasi dimenticato cosa significasse avere certi tesori e certi simboli.</p>
<p>Con le fiamme di Notre Dame qualcosa è cambiato. E forse è proprio da lì, dalle immagini arrivate da Parigi nelle ore dell&#8217;incendio, che bisogna ripartire. Perché la possibilità di perdere la cattedrale ha fatto ricordare a tutti la necessità di non perdere i propri simboli, di non tralasciare quell&#8217;eredità del passato che forse troppo spesso la Francia e l&#8217;Europa ha dimenticato. E forse è anche da quelle fiamme che è opportuno ripartire.</p>
<p>Quel rogo ci ha fatto riscoprire fragili. E, per prima cosa, ci ha fatto capire che tutto quello che abbiamo non è certamente eterno e non può essere lasciato in balia del <strong>tempo</strong>. La cattedrale ha resistito alla furia dei rivoluzionari francesi, che consideravano la cattedrale simbolo del potere da abbattere, e al degrado dei secoli. Ma poteva non resistere a un incendio che, nel 2019, si pensava dovesse essere prevenuto in maniera decisamente più scientifica. Così non è stato. Sarà stata l&#8217;incuria, la <strong>negligenza</strong>, la mancanza di fondi: questi sono temi che solo le analisi potranno comprendere fino in fondo.E i dubbi rimarranno sempre. Ma ciò che non potrà essere rimosso è quel segnale di precarietà che ha dato il rogo di Notre Dame: nulla è per sempre. E tutti i governi che hanno fra le mani un patrimonio culturale immenso devono comprendere fino in fondo la responsabilità che hanno non solo nei confronti del loro popolo, ma anche verso il mondo.</p>
<p>Ma non è l’unico insegnamento che dobbiamo cogliere da questo rogo. Perché è un incendio che ha scosso in qualche modo tutta Parigi, che di fatto si è ricoperta legata a un<strong> filo rosso</strong> di una tradizione cristiana che sembrava aver sepolto con secoli di laicismo e battaglie rivoluzionarie o eredi di quella Rivoluzione. La cattedrale di Notre Dame ha ancora, nella sua imponenza (e impotenza), un peso importante nel cuore dei francesi. E quelle radici che spesso di tralasciano sono affiorate proprio quando uno dei loro maggiori simboli sembrava dover essere perduto per sempre. Quell&#8217;edificio che da otto secoli accompagna i parigini nella loro quotidianità e che ha segnato la storia di Francia in maniera indelebile rappresenta anche un ponte col <strong>passato</strong> che in questi tempi sembra avere sempre meno importanza.</p>
<p>E invece il passato esiste e le radici anche. E quel fumo denso che si innalzava dall&#8217;Île de la Cité e che ha coperto i cieli di Parigi sembra quasi aver voluto ricordare a tutti che c&#8217;è qualcosa che vive racchiuso nei legni e nelle pietre della Storia. Qualcosa che la Francia, come l&#8217;Europa, aveva dimenticato da tempo. Ma che invece ha forgiato millenni di civiltà di un continente che da tempo ha deciso di voler abbandonare il passato per concentrarsi esclusivamente nemmeno sul futuro, ma sul presente. Mentre l&#8217;incendio di Parigi ci ricorda che non solo esiste un passato da difendere, ma anche un <strong>futuro</strong> cui bisogna guardare e ricostruire. Pietra su pietra. Come Notre Dame.</p>
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		<title>Parigi in fiamme e Macron convoca 60 intellettuali “per riflettere”</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 17:06:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190307191413_28682733.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190307191413_28682733.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190307191413_28682733-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190307191413_28682733-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190307191413_28682733-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Emmanuel Macron non sa più che fare per fermare i gilet gialli. Ma la scelta di queste ultime ore appare non solo inutile ma anche assurda: riflettere insieme a 60 intellettuali sullo stato della Francia. Come riporta Il Corriere della Sera, il capo dello Stato incontrerà all’Eliseo una sessantina di intellettuali. L’iniziativa è stata decisa alcune settimane fa, ma oggi, dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/parigi-in-fiamme-e-macron-convoca-60-intellettuali-per-riflettere.html">[...]</a></p>
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<p>Come riporta Il Corriere della Sera, il capo dello Stato incontrerà all’Eliseo una sessantina di intellettuali. L’iniziativa è stata decisa alcune settimane fa, ma oggi, dopo che i casseurs hanno devastato Parigi lo scarso sabato, assume un connotato diverso, fatto anche di una certa ipocrisia. Perché è proprio la distanza fra Eliseo e manifestanti ad aver acceso la miccia delle proteste.</p>
<p>E l’immagine di un presidente che convoca degli intellettuali per “riflettere” sulla violenza delle ultime settimane non è certo utile alla causa di un capo dello Stato che dovrebbe, almeno in teoria, comprenderebbe cosa sta accadendo in Francia.</p>
<p>Ma Macron sembra aver intrapreso un’altra direzione. I gilet gialli, che si sono completamente distanziati dalle violenze di sabato, non sono più considerati un interlocutore. Almeno dall’Eliseo, che anzi ha messo da tempo in atto una campagna per screditare completamente il movimento di protesta, riuscendo anche nell’intento di dividere il fronte delle opposizioni. Quello che era il vero rischio dei gilet, cioè unire le opposizioni di destra e sinistra, si è infranto di fronte alle divisioni interne. E adesso l’obiettivo è distanziarsi completamente dai gilet evitando qualsiasi contatto.</p>
<p>Il problema è che il presidente francese sembra ormai completamente avulso dal contesto. Oltre alle divisioni e alla repressione (che si preannuncia durissima secondo quanto trapelato da fonti dell’Eliseo e del governo), Macron appare del tutto estraniato, quasi a voler costruirsi una realtà parallela fatta di totale esclusione del movimento di protesta dal dibattito nazionale. E un esempio è stato anche il suo viaggio sui Pirenei mentre la prefettura di Parigi segnalava che sarebbe esplosa una violenza senza precedenti.</p>
<p>Ma come funzionerà il dibattito con gli intellettuali? I pensatori e docenti universitari potranno parlare per circa cinque minuti e porre domande al presidente. E Macron rimarrà a discutere fino a tarda serata. Fra questi, come riporta Il Corriere della Sera, saranno presenti anche “economisti a lui vicini come Philippe Aghion e Jean Pisani-Ferry, sociologi come Jean Viard, Michel Wieviorka e Bruno Latour, il premio Nobel per la fisica Serge Haroche, filosofi come Marcel Gauchet, Myriam Revault d’Allonnes e Monique Canto-Sperber, e il saggista Pascal Bruckner”.</p>
<p>Ma fra gli invitati, c’è anche qualcuno che ha declinato. E uno di questi intellettuali che hanno deciso di non partecipare all’incontro con Macron, c’è proprio colui che è stato vittima della violenza dei casseurs e di un gilet giallo, tra l’altro radicale islamico: Alain Finkielkraut. Il filosofo, insultato per strada, ha fatto sapere di non essere a Parigi. Ma quella frase appare soprattutto una giustificazione per evitare di incontrare il capo dell’Eliseo.</p>
<p>Ma Finkielkraut non è il solo. Oltre al filosofo di fede ebraica c’è anche Sylviane Agacinski, un’altra filosofa che ne contesta le “modalità non soddisfacenti”. Idem per l’economista Frédéric Lordon, vicino alla sinistra radicale, che leggendo la lettera di invito all’Eliseo in una riunione con i gilet gialli, ha detto: “Preferirei addirittura cenare con François Hollande”.</p>
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		<title>Fuoco, lacrime e preghiere: Parigi si riscopre cristiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/fuoco-lacrime-e-preghiere-parigi-si-riscopre-cristiana.html</link>
		
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2019 13:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/FOTOGRAMMA_20190416121139_29067805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/FOTOGRAMMA_20190416121139_29067805.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/FOTOGRAMMA_20190416121139_29067805-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/FOTOGRAMMA_20190416121139_29067805-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/FOTOGRAMMA_20190416121139_29067805-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Mentre la cattedrale di Notre Dame bruciava e circolavano notizie sulla possibilità di perdere del tutto il grande cuore della cristianità francese, al centro di Parigi avveniva qualcosa che, per la metropoli, appare decisamente singolare. Centinaia di persone hanno iniziato a intonare canti e preghiere di fronte all’immagine delle fiamme che avvolgevano la cattedrale. Un’immagine insolita per una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/fuoco-lacrime-e-preghiere-parigi-si-riscopre-cristiana.html">[...]</a></p>
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<p>Molti si sono inginocchiati sull’asfalto, subito fuori la zona rossa imposta dalle forze dell’ordine per evitare feriti e intralci alle operazioni di spegnimento dell’incendio. Altri invece, in piedi, rosario in mano, hanno iniziato a intonare canti di chiesa. Una scena surreale, in una notte che per Parigini non poteva che definirsi tale. La grande cattedrale avvolta nelle fiamme, il mondo con gli occhi puntati sulle immagini terribili del fuoco che ardeva Notre Dame, i turisti assiepati sulle rive della Senna a guardare attoniti il disastro che stava avvenendo sotto i loro occhi, testimoni di un avvenimento a cui nessuno si augurava di assistere.</p>
<p>E nell’euforia collettiva di quegli attimi di devastazione e tormento, i canti di preghiera innalzati da quelle centinaia di persone sembravano aver fermato ancora di più le lancette dell’orologio. Il tempo, in quel momento, era sospeso. Parigi si era fermata. E la preghiera, simbolo di un qualcosa senza tempo come è la fede, schiva alla frenesia della società contemporanea, ha dato l’immagine emotiva di un sentimento che è ancora radicato in una parte della popolazione francese, che pure ha fatto della laicità il simbolo della propria cultura. E che è un vanto della Repubblica.</p>
<p>Di fronte a quella Notre Dame che la Rivoluzione francese aveva trasformato in Tempio della Ragione, la ragione è stata messa da parte. Non era il tempo della critica, dell’analisi o della protesta. Si è riscoperto il cuore. L’emozione ha preso posto del freddo raziocinio e le vie della capitale francese, per un piccolo ma tragico arco di tempo, sono diventate il simbolo di un’altra parte della Francia. Dall’incendio di Notre Dame sembra essere scaturita un’altra fiamma: è quella del cattolicesimo francese. Forse dimenticato ma che invece sembra ancora vivo. Per una volta, il lato emotivo ha preso il sopravvento sul ritmo incessante della macchina metropolitana. E proprio in quelle ore, Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi, chiedeva ai suoi parroci di suonare le campane, aprendo le chiese per chi voleva pregare. Non era il tempo delle critiche: era il tempo del cuore: il cuore di Parigi. Lo stesso che stava bruciando.</p>
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