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	<title>newsroom academy Archives - InsideOver</title>
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	<title>newsroom academy Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Responsabilità, professionalità e cuore&#8221;: il giornalismo secondo Massimiliano Menichetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/responsabilita-professionalita-e-cuore-il-giornalismo-secondo-massimiliano-menichetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-600x339.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-300x170.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1024x579.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-768x434.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1536x868.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Massimiliano Menichetti 52 anni, è responsabile di Radio Vaticana - Vatican News e sarà tra gli ospiti della prossima edizione della Newsroom Academy su come diventare reporter condotta da Daniele Bellocchio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/responsabilita-professionalita-e-cuore-il-giornalismo-secondo-massimiliano-menichetti.html">&#8220;Responsabilità, professionalità e cuore&#8221;: il giornalismo secondo Massimiliano Menichetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-600x339.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-300x170.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1024x579.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-768x434.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-1536x868.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-09-08-at-09.23.10-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><strong>Massimiliano Menichetti</strong>&nbsp;52 anni, è responsabile di <strong>Radio Vaticana &#8211; Vatican News</strong> e sarà tra gli ospiti del corso della&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html?_gl=1*lofcjm*_ga*NTE5ODk0MzQwLjE2Nzk0MDExODA.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY5NDE1ODI1MS41MzYuMC4xNjk0MTU4MjUxLjAuMC4w&amp;_ga=2.57147946.1024852444.1694072364-519894340.1679401180" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Newsroom Academy &#8220;Diventa reporter ora&#8221; di Daniele Bellocchio.&nbsp;</a></strong>Con lui discutiamo dell&#8217;attività mediatica svolta dalle testate della Santa Sede, della loro proiezione globale e del metodo che seguono per coprire le notizie per loro maggiormente interessanti. Oltre a indicare quelli che, secondo Menichetti, sono i &#8220;ferri del mestiere&#8221; del giornalista e, in special modo, del reporter.</p>



<p><strong>Con Radio Vaticana – Vatican News coprite un’ampia quantità di tematiche legate all’agenda internazionale. Quanto è importante la presenza sul campo dei media vaticani per la vostra informazione?</strong></p>



<p>La presenza sul territorio è fondamentale per poter fornire un quadro autentico degli accadimenti, per verificare, per dar voce a chi spesso non ha questa possibilità, per cercare e diffondere storie che consentono di andare oltre un’informazione di primo livello, legata essenzialmente “all’effetto notizia”. Questo accade quando ad esempio si accende l’attenzione a causa di una tragedia, un fatto grave … quella diventa la notizia per un certo periodo di tempo, dopo “esce dai radar”, un esempio vicinissimo è la guerra in <strong>Siria</strong>: un conflitto che, cambiando forma, dura da 12 anni, ma quasi nessuno ne parla più. In questo contesto bisogna considerare anche l’importanza delle reti sociali, realtà straordinarie, in alcuni casi l’unica realtà che accende una luce dove nessun giornalista può arrivare, ma questo non può sostituire, appena è possibile, “l’essere sul campo”, pena il rischio di essere vittima di manipolazioni e artefici di distorsioni. Essere sul territorio, intessere relazioni, consente di non dimenticare, di continuare a seguire, non solo di informare, ma di essere parte di un processo che mette la professione giornalistica al servizio dell’uomo e non il giornalismo al servizio di altre dinamiche.</p>



<p><strong>Comunicazione e network sono fondamentali per organizzare reportage e inchieste sul campo. Quanto è importante, per il vostro lavoro, il contatto in diverse aree del mondo con strutture e organizzazioni di matrice cattolica?</strong></p>



<p>La nostra realtà nasce e si sviluppa con questa idea. Siamo i media della Santa Sede: ogni diocesi, parrocchia, radio, quotidiano, televisione, università, scuola di comunicazione o giornalismo, associazione d’ispirazione cattolica è parte potenziale della nostra rete, una rete in costante espansione. Una delle nostre missioni è costruire legami per mettere a fattor comune esperienze, sguardi, capacità. Costruiamo progetti multi-focus come in Brasile o in Etiopia, dove la congregazione degli Scalabriniani è attivissimo nell’accoglienza dei migranti. Loro fanno parte di un progetto che riqualifica, insieme ad altri soggetti, chi arriva da altre nazioni, quindi raccontiamo in sinergia progetti sociali veri e propri modelli di integrazione e sviluppo per aziende e Paesi. Raccontare queste storie significa mostrare il lato proattivo, produttivo, di crescita di un fenomeno che spesso, nella narrazione comune, viene rappresentato come meramente problematico. Questo è possibile grazie alla rete in cui si condividono strategie, missione e costi sviluppando modelli.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover.jpg" alt="" class="wp-image-407732" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover.jpg 600w" sizes="(max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">&#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora">DIVENTA REPORTER ORA</a>&#8221; È IL CORSO DELLA NEWSROOM ACADEMY CON DANIELE BELLOCCHIO</figcaption></figure>



<p><strong>Spesso avete modo di seguire il Papa o i principali esponenti delle gerarchie vaticane in diverse aree del mondo. Quali sono i viaggi che ricordi maggiormente come professionalmente rilevanti?</strong></p>



<p>Ogni viaggio per quanto programmato ha una dimensione di sorpresa, stupore e complessità. Tutto è nell’occhio di chi guarda, nella consapevolezza di essere uno strumento al servizio di un altro. Il recente viaggio in Mongolia del Papa resterà nel mio cuore per le diversità culturali, per la testimonianza della piccola comunità cattolica, per le sfide che affronta questo popolo nomade che vive tra Russia e Cina: come il divario tra ricchi e poveri e il ruolo sullo scacchiere internazionale. Certamente uno dei viaggi per me più significativi è stato con Papa Francesco in Iraq nel marzo del 2021: un Paese devastato ancora oggi da centinaia di attentati, in cui la guerra, il terrorismo hanno scavato ferite profondissime, non solo visibili sui muri dei palazzi sventrati o crivellati dai mortai, ma nel cuore della gente. Quel viaggio, in cui il Santo Padre ha portato una luce di speranza enormemente apprezzata dagli iracheni, ha ribaltato il mio sguardo. In una Nazione in ginocchio, militarizzata, in cui i blindati si alternato ai carri armati e le strade sono presidiate dai militari in assetto da guerra, i bambini giocano tra le rovine e la polvere. Una bambina che guardavo, mentre il Papa visitava la devastazione di Mosul, camminando all’indietro sbatte contro la gamba di un militare con la cintura piena di bombe, l’elmetto con lenti infrarossi e occhiali scuri. Si guardano, lui la prende la solleva per le ascelle e si guardano per un istate prima di illuminarsi entrambi con un sorriso. In quell’immagine ho riletto l’Iraq, in cui le sfide sono enormi: economiche, politiche, sociali… Sono stato richiamato alla costruzione piuttosto che alla destrutturazione narrativa dei fatti. In quell’istantanea c’era ciò che doveva essere raccontato senza omissioni: la devastazione del Paese nelle macerie in cui i due erano, i militari a presidiare le strade, la speranza nel sorriso di una bambina: presente e futuro dell’Iraq. &nbsp;</p>



<p><strong>Vi è capitato, in passato, di trovarvi in questi viaggi di fronte a situazioni di crisi come guerre, emergenze migratorie e via dicendo?</strong></p>



<p>La nostra copertura informativa guarda al mondo intero, quindi purtroppo siamo presenti anche in territori feriti dalla brutalità dei conflitti o dal dramma di chi lascia ogni cosa per vivere. In Ucraina siamo andati diverse volte, sempre con il sostegno delle caritas o della Chiesa locale, o delle Chiese dei Paesi confinanti. Seguiamo molto da vicino i fenomeni migratori: nelle Americhe, nel Mediterraneo, la cosiddetta rotta balcanica, verso l’Australia… Siamo una realtà che complessivamente parla 51 lingue, tra scritto, audio e video, comprese due emissioni nella lingua dei segni in inglese ed italiano. La nostra comunità di lavoro è formata da giornalisti provenienti da 69 nazioni e la rete che costruiamo ci consente di allestire in breve tempo una presenza capillare quasi in tutto il mondo.</p>



<p><strong>Con il vostro gruppo editoriale, inoltre, siete anticipatori di un modo articolato di intendere la multimedialità. Quanto un approccio che unisca diversi tipi di giornalismo può aiutare a costruire reportage efficaci?</strong></p>



<p>L’informazione cambia continuamente: cambiano i linguaggi, cambiano le piattaforme, cambiano i fruitori, cambia la percezione dei contenuti. La multimedialità, in alcune aree del pianeta, è imprescindibile per realizzare una comunicazione efficace. I reportage si compongono di più elementi: visivi come le foto e i video, suoni, scrittura. Ogni elemento può essere gestito singolarmente e diventare un podcast, una video-gallery, un articolo o un racconto, ma se tutti gli elementi si combinano insieme conducono ad una realtà immersiva. La padronanza della multimedialità ideativa e compositiva non costituisce solo una tecnica strutturale, ma una forma narrativa vera e propria. Si tratta di un percorso che stiamo intraprendendo e ci sfida, ma senza dubbio è la forma che meglio descrive la realtà che stiamo presentando e condividendo. La nostra presenza sui diversi canali social è dettata anche da questo ed è costantemente in evoluzione. Ovviamente bisogna tenere presente mezzi e utenti. Basti pensare che a motivo della guerra in Europa abbiamo aumentato l’emissione delle onde corte verso l’Ucraina, per essere vicini alla popolazione. E che in alcune zone dell’Africa, Asia o Americhe, le onde corte sono l’unico modo per comunicare. Quindi il reportage, pensato multimedialmente pluripiattaforma, necessariamente dovrà essere preventivamente scritto prevedendo eventuali rielaborazioni delle acquisizioni di supporto.</p>



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<p><strong>Massimiliano Menichetti</strong>, Responsabile della testata Radio Vaticana &#8211; Vatican News, sarà tra gli ospiti del corso &#8220;Diventa reporter ora&#8221; della Newsroom Academy. Per info scrivere ad academy@ilgiornale-web.it o chiamare il numero 028566445<br><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>ISCRIVITI ORA</strong></a></p>
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<p><strong>L’inizio della Newsroom Academy si avvicina. Cosa trasmetterai agli alunni del corso nella lezione che ti vedrà intervenire?</strong></p>



<p>Spero sarà un incontro, quindi l’auspicio è costruire insieme una relazione. Vorrei provare a guardare con gli occhi di chi parteciperà alla lezione e proporre anche altri punti di vista, certamente la tecnica ha rilevanza, ma è nulla senza il cuore. Il Papa nel Messaggio per la cinquantaduesima giornata delle Comunicazioni Sociali si è soffermato proprio sul “parlare con il cuore”. Un’azione che viene dopo l’andare, il vedere, l’ascoltare. La responsabilità che abbiamo come comunicatori, come persone è costruire un mondo fraterno, in cui prevalga l’amicizia sociale e non lo scontro o logiche predatorie. Ciò che vorrei proporre è questo percorso in cui responsabilità, professionalità e cuore non siano disgiunti.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/responsabilita-professionalita-e-cuore-il-giornalismo-secondo-massimiliano-menichetti.html">&#8220;Responsabilità, professionalità e cuore&#8221;: il giornalismo secondo Massimiliano Menichetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Storytelling ed empatia: la lezione di Sara Melotti per la Newsroom Academy</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/le-immagini-hanno-il-potere-di-toccare-le-coscienze-fotogiornalismo-e-storytelling-secondo-sara-melotti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 05:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sara Melotti, 35 anni, è fotogiornalista e travel blogger e sarà tra gli ospiti della prossima edizione della Newsroom Academy</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/le-immagini-hanno-il-potere-di-toccare-le-coscienze-fotogiornalismo-e-storytelling-secondo-sara-melotti.html">Storytelling ed empatia: la lezione di Sara Melotti per la Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-scaled-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/biopicNY-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Sara Melotti,</strong> 35 anni, è fotogiornalista e travel blogger e sarà tra gli ospiti della prossima edizione della <strong><a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Newsroom Academy su come diventare reporter condotta da Daniele Bellocchio. </a></strong>Già fotografa di moda tra Stati Uniti e Regno Unito, da diversi anni viaggia il mondo in cerca di scatti e storie che meritano di essere raccontate. Con lei parliamo della sua esperienza e delle sfide che attendono la professione del reporter.</p>



<p><strong>Cosa ti ha spinta a diventare reporter? Come hai cominciato a innamorarti della professione giornalistica?</strong></p>



<p>“Dopo una carriera avviata nella fotografia di moda un giorno ho capito che stavo sprecando la mia vita contribuendo ad alimentare una macchina infernale che crea standard di bellezza tossici, irreali e irraggiungibili. Ho mollato tutto e ho iniziato a viaggiare per un progetto fotografico personale chiamato ‘<a href="https://www.questforbeauty.co/home-it">Quest For Beauty</a>’ tramite il quale fotografavo le donne che incontravo per strada chiedendo loro “cos’è la bellezza?”. &nbsp;Viaggiando la mia curiosità e l’amore per il mondo sono cresciuti esponenzialmente, ho capito che c’erano infinite storie che meritavano di essere raccontate ed ho iniziato a documentare quello che vedevo. Credo che la parola più adatta per descrivere quello che faccio sia <em>storyteller</em> più che giornalista. Non sono a caccia di notizie ma di storie e esperienze, viaggio cercando di entrare più a fondo possibile nelle culture e nelle realtà che incontro e poi le racconto nella maniera più onesta e umana possibile; racconto usando la fotografia, il video e la scrittura e lo faccio con un punto di vista molto personale, parlando anche di quello che ho sentito (interiormente) oltre che a quello che ho visto”.</p>



<p><strong>Il tuo lavoro di fotogiornalista e documentarista ti ha portato in angoli remoti del mondo a raccontare varie storie umane molto complesse. Qual è il potere delle immagini nel trasmettere messaggi e conoscenza?</strong></p>



<p>“Le immagini sono uno strumento molto potente, hanno il potere di di toccare le coscienze ma anche di plasmare e distorcere la percezione che abbiamo della realtà. Per questo chi fa il nostro mestiere ha una grande responsabilità: far vedere la realtà per quella che è. Etica ed onestà dovrebbero sempre stare alla base della documentaristica”.</p>



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<p><strong>Sara Melotti </strong>sarà tra gli ospiti del corso della Newsroom Academy &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>Diventa reporter ora</strong></a>&#8221; di Daniele Bellocchio.<br>Fotografa, documentarista, videomaker, scrittrice: spiegherà come raccontare storie oggi, tramite i social media valorizzando al massimo il racconto e le persone che si incontrano.<br><strong>Per info e domande sul corso scrivere una mail ad academy@ilgiornale-web.it o chiamare il numero 028566445</strong></p>
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<p><strong>Nei tuoi reportage hai raccontato storie complesse di profughi, problemi giovanili, dipendenze da droghe. Quali sono le esperienze che ti hanno maggiormente toccata?</strong></p>



<p>“Ogni storia lascia dei segni abbastanza indelebili, quella che mi ha lasciato dei veri e propri solchi dentro è stata l’esperienza nei campi per sfollati interni dell Kurdistan iracheno. Il focus del progetto era sugli adolescenti che, oltre ad aver perso la casa e&nbsp; membri della famiglia in seguito agli attacchi dell’ISIS, ora si ritrovano a vivere nei campi, in condizioni veramente difficili, e per colpa di una serie di assurdità burocratiche molti di loro sono impossibilitati a continuare gli studi (l’unica istruzione a cui hanno accesso è quella informale che non conseguisce titoli di studio riconosciuti dal governo). A molti di questi ragazzi è stato letteralmente strappato il futuro, di conseguenza i problemi di salute mentale divampano in maniera allarmante. Ho parlato con diversi ragazzini che hanno tentato più volte il suicidio perchè non vedono via d’uscita alla situazione in cui si trovano. Per quanto cerchi di fare il tuo lavoro e mantenere un distacco sano, a volte è molto difficile non assorbire il dolore altrui”.</p>



<p><strong>In che misura il giornalismo e il racconto dal campo possono, a tuo avviso, essere valorizzati in un’era in cui il giornalismo vive sull’onda del minuto e dei flussi di agenzia?</strong></p>



<p>“Sinceramente non so se ho una risposta. Bisogna smetterla di fare sensazionalismo e tornare a quelle che dovrebbero essere le basi del giornalismo: verità, onestà, indagine. C’è bisogno di un giornalismo lento, che si prenda il tempo di andare a fondo nelle storie (anche se ciò porta meno clicks). Finchè non cambia il business model non vedo molti modi per cui il lavoro di chi ha voglia di lavorare bene, sopratutto sul campo, possa essere valorizzato”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-407735" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-600x222.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-768x284.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a></figure>



<p><strong>Quali pensi siano i “ferri del mestiere” con cui si deve interfacciare un reporter in erba al giorno d’oggi?</strong></p>



<p>“Ripeto, io sono sono una “reporter” un po’ atipica in quanto indipendente e multimediale: lavoro principalmente con e grazie ai <strong>social </strong>(in particolar modo Instagram e Youtube) grazie ai quali posso raggiungere tantissime persone usando la forma narrativa che preferisco. Oltre ovviamente all’attrezzatura (se parliamo di reportage video o fotografico) credo che un utilizzo intelligente ed innovativo dei social, sia ormai necessario e fondamentale per un reporter freelancer oggi”.</p>



<p><strong>La Newsroom Academy mira a creare competenze e rapporti tra giovani professionisti. In che misura “fare rete” può aiutare a plasmare i reporter di domani?</strong></p>



<p>“L’esperienza è sempre la migliore maestra ma “fare rete” e confrontarsi con i propri “peers” è utile alla crescita professionale e umana, sopratutto all’inizio quando tutto è nuovo e non si sa bene in che direzione muoversi. Non sono una grande fan della competizione, credo che sul lungo termine sia molto più sano e utile supportarsi a vicenda e crescere insieme”.</p>



<p><strong>Ci sarai anche tu al corso per diventare reporter di Daniele Bellocchio. E in particolare la tua lezione si intitola proprio &#8220;Il reporter e i social media&#8221;. Puoi darci qualche anticipazione dei consigli, suggerimenti che darai agli iscritti?</strong><br><br>&#8220;Durante il mio intervento affronterò tutto quello che riguarda lo storytelling sul campo attraverso i social. Oggi il profilo instagram di un singolo individuo può bypassare i “gatekeepers” (i media) raggiungendo indipendentemente decine o addirittura centinaia di migliaia di persone; ma come si racconta una storia in maniera autentica, empatica, e allo stesso tempo capace di catturare l’attenzione di chi dall’altro lato dello schermo è già saturo di contenuti veloci e superficiali? Cercherò di rispondere a questa domanda dando anche degli strumenti pratici (sopratutto per quanto riguarda l’aspetto visivo visivo) per creare dei contenuti di spessore e che non passino inosservati.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PER INFO SUL CORSO &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora">DIVENTA REPORTER ORA</a>&#8220;: chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad academy@ilgiornale-web.it</strong></h2>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/le-immagini-hanno-il-potere-di-toccare-le-coscienze-fotogiornalismo-e-storytelling-secondo-sara-melotti.html">Storytelling ed empatia: la lezione di Sara Melotti per la Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>&#8220;Una bussola per imparare il mestiere&#8221;: Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/una-bussola-per-imparare-il-mestiere-daniele-bellocchio-racconta-il-senso-della-newsroom-academy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1181" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy, del cui prossimo corso sarà titolare</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/una-bussola-per-imparare-il-mestiere-daniele-bellocchio-racconta-il-senso-della-newsroom-academy.html">&#8220;Una bussola per imparare il mestiere&#8221;: Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1181" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58.jpeg 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-11.49.58-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/autore/daniele-bellocchio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Daniele Bellocchio</a> </strong>ha seguito, nella sua carriera, storie e avventure in molte aree complesse del pianeta. Dal Sahel a Nagorno-Karabakh, ha raccontato conflitti, crisi sociali e aree dimenticate. Il reporter lodigiano, che sarà il titolare del corso “<strong><a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Diventa reporter ora</a></strong>” della Newsroom Academy con partenza il 21 ottobre, il secondo da lui tenuto sulla professione del giornalista sul campo, racconta a <em>InsideOver </em>la sua esperienza e il senso dell’<strong>Academy</strong> come punto d’accesso a una professione che, dice, “deve continuare a esistere, per valorizzare l’informazione in un mondo in cui siamo bombardati da impulsi sempre più superficiali”.</p>



<p><strong>Daniele, che consigli darebbe il Bellocchio reporter al sé stesso, più giovane, che anni fa iniziava a intraprendere questa professione?</strong></p>



<p>“Ripeterei a me stesso quello che tanti reporter esperti, quando ero un giovane professionista alle prime armi, mi hanno ripetuto, spronandomi: credici, credici sempre. Mi direi di mettermi nell’ottica che è un mestiere difficile, che impone enormi sacrifici in termini di raccolta fonti, studio e elaborazione. Ma mi ripeterei: fallo, non è un lavoro che si improvvisa, è una professione che pretende studio e preparazione ma in cui non bisogna mai sentirsi scoraggiati e sconfitti in partenza. Insomma, farei quello che gente più esperta ha fatto con me: un invito a destrutturare il pessimismo, per insegnare che c’è ancora bisogno di reporter in questo mondo.”</p>



<p><strong>Formare i nuovi reporter è anche l’obiettivo di questa edizione della Newsroom Academy. Qual è il senso di una seconda edizione?</strong></p>



<p>“Il senso dell’Academy è in continuità con quello dell’<a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-di-reportage">edizione inaugurale</a> del corso di giornalismo di reportage. Allora era una novità, che però ha prodotto esiti encomiabili e soddisfacenti, guardando ai lavori realizzati dai corsisti. Credo che il portato maggiore dell’Academy sia il fatto che essa dà l’opportunità di entrare in un settore lavorativo di cui si parla molto spesso con romanticismo e fascino ma che rimane sempre ondivago e di cui per i neofiti è difficile capire le porte d’ingresso in una fase storicamente difficile per l’editoria”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Qui alcuni dei reportage vincitori della prima edizione del corso di reportage:<br><a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/strappati.html">Strappati</a><br><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-restauro-che-racconta-la-tragedia-del-libano.html">Sotto la polvere di una tragedia</a><br><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/con-il-vento-tra-i-capelli.html">Con il vento tra i capelli</a></p>
</blockquote>



<p><strong>E qui torniamo al pessimismo di cui parlavi&#8230;</strong></p>



<p>“L’editoria sta vivendo indubbiamente una fase di cambiamento radicale. Si parla spesso di fine del giornalismo e delle possibilità associate al fare di questa professione qualcosa di stabile. Ma l’Academy dimostra che non è vero. Bisogna però sapersi orientare”</p>



<p><strong>Insomma, il giornalismo è un mare complesso in cui bisogna navigare?</strong></p>



<p>“Esatto. L’Academy è in quest’ottica <strong>una bussola</strong> per imparare il mestiere del reporter, ora più che mai fondamentale in una fase storica in cui siamo travolti dall’informazione e abbiamo difficoltà a elaborarla. Bisogna scavare la superficialità, la natura asettica del racconto dell’altro da noi, limitato spesso a letture velocissime. L’Academy fa capire perché è necessario che ci sia chi in loco racconti gli altri e chi dia una dimensione diversa dell’altrove. Sia in realtà di crisi (guerre, carestie, sommovimenti) che laddove le storie da raccontare sono positive&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-407735" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-600x222.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-768x284.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a></figure>



<p><strong>Troppo spesso le redazioni sono state viste come un <em>sancta sanctorum </em>dai loro stessi inquilini. L’Academy spalanca le porte e spariglia le carte per tutti: quanto conta questo nel valore del corso?</strong></p>



<p>“Quello che l’Academy fa, ed è importante comprendere, è fondamentale. Infatti, in questo come altri corsi non si tratta di una mera serie di insegnamenti teorici, ma di un corso pratico che dà le chiavi per entrare in una redazione prima e gli strumenti per orientarsi nella professione poi. Con l&#8217;Academy si potranno incontrare grandi professionisti che hanno realizzato lavori importanti nel mondo dell&#8217;informazione e si potrà avere un accesso diretto al mestiere: si potranno pubblicare i lavori più interessanti che verranno realizzati. E io stesso realizzerò un reportage assieme al miglior alunno del corso. Tutto questo nel luogo dove una testata prende forma e vive quotidianamente&#8221;. </p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/CvuKzlSP0ji/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/CvuKzlSP0ji/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/CvuKzlSP0ji/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da InsideOver (@insideover)</a></p></div></blockquote> <script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<p><strong>Cosa apprenderanno gli alunni all&#8217;Academy?</strong></p>



<p>&#8220;Si darà la possibilità di sviluppare un’ampia conoscenza delle necessità di espressione nei vari registri comunicativi legati a ogni media, si insegnerà a usare i social per divulgare. Ma soprattutto a trovare le storie e a prepararsi a prendere un biglietto aereo per inseguire quella in cui più si crede. Che molto spesso si trova più vicino di quanto si creda: lo dimostra il fatto che molte delle storie nate dall’ultima Academy sono state realizzate in Italia. Sia che si voglia vivere di giornalismo seguendo il fuoco sacro della narrazione e sfidando gli scogli professionali, sia che si voglia creare un’ampia rete di contatti e professionisti del settore per raccontare come si sviluppa questo mestiere, è un’importante opportunità. E, ripeto, è fondamentale che il tutto avvenga all’interno di una redazione”.</p>



<p><strong>Altro che morte del giornalismo! C’è ancora molto da fare in questa professione, insomma…</strong></p>



<p>“L’Academy abbatte pregiudizi stereotipati sul giornalismo, destruttura i cattivi insegnamenti e i luoghi comuni che troppo spesso circolano sulla professione per raccontare la realtà dei fatti. Questo mestiere lo si può e lo si deve ancora fare: l’informazione precisa, approfondita e di qualità si può ancora fare. Un progetto avveniristico, romantico e controcorrente come InsideOver lo testimonia quotidianamente col suo lavoro”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="845" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-845x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-407926" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-845x1024.jpeg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-600x727.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-248x300.jpeg 248w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134-768x930.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/un-reporter-di-lodi-sotto-le-bombe-nel-nagorno_f89c6b94-0a00-11eb-975b-c6fd4d7fc074_936_1134.jpeg 936w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></figure>
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<p><strong>Daniele Bellocchio</strong> sarà il docente del corso per diventare reporter &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>Diventa reporter ora</strong></a>&#8220;: con lui imparerai tecniche e metodo di lavoro, scoprirai come fare un’intervista e costruire una rete di<br>contatti, come superare gli scogli più difficili, infine come scrivere il racconto. Ti seguirà passo passo nella realizzazione di un reportage che potrebbe essere pubblicato su InsideOver e ilGiornale.it.<br>Infine, potresti partire con lui per un realizzare un reportage tramite un assegnato. Quindi, che aspetti? <br><strong>PER INFO</strong>: chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad academy@ilgiornale-web.it</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/una-bussola-per-imparare-il-mestiere-daniele-bellocchio-racconta-il-senso-della-newsroom-academy.html">&#8220;Una bussola per imparare il mestiere&#8221;: Daniele Bellocchio racconta il senso della Newsroom Academy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Partire per un assegnato con un reporter: con la Newsroom Academy si può!</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 10:29:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=404284</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="563" height="310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/14702495_1106148159492737_3171298183913845900_n-1-e1493890537182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>In arrivo il nuovo corso della Newsroom Academy di InsideOver, condotto dal reporter Daniele Bellocchio da ottobre</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/diventa-reporter-ora-arriva-il-nuovo-corso-della-newsroom-academy.html">Partire per un assegnato con un reporter: con la Newsroom Academy si può!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="563" height="310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/14702495_1106148159492737_3171298183913845900_n-1-e1493890537182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>&#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Diventa reporter ora</a>&#8220;</strong> è il nuovo corso della Newsroom Academy de <em>InsideOver </em>e <em>ilGiornale.it </em>e sarà curato dal giornalista <strong>Daniele Bellocchio</strong> a partire dal prossimo 21 ottobre. </p>



<p>Si tratta del secondo corso che il reporter tiene per la Newsroom Academy dopo <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-di-reportage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quello del 2022</a>. Il corso si svolgerà, come i precedenti appuntamenti della Newsroom Academy, in presenza nella redazione de <em>ilGiornale.it</em> nella sede di via Gaetano Negri 4 a Milano e durerà fino al 2 dicembre con sei diversi appuntamenti, tutti il sabato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Realizzi un reportage e parti per un assegnato</h2>



<p>Nel corso saranno approfondite le tecniche di costruzione di un <strong>reportage</strong> insieme ad un reporter che, nonostante la giovane età, ha alle spalle numerosi e importanti servizi in aree complesse del mondo, dall&#8217;area del <strong>lago Ciad all&#8217;Afghanistan </strong>governato dai Talebani, dalla Nigeria alla Somalia (vedi <a href="https://it.insideover.com/autore/daniele-bellocchio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i reportage di Daniele Bellocchio</a>). Ai corsisti sarà quindi offerta la possibilità di entrare in&nbsp;contatto diretto con alcuni dei nomi più quotati dell&#8217;informazione nazionale: direttori di testate, autori televisivi, fotografi, documentaristi da cui &#8220;rubare&#8221; segreti, suggerimenti, tecniche per costruire un reportage oggi.  </p>



<p>Oltre agli incontri con ospiti di eccellenza, il grande valore aggiunto del corso e la pecularità della Newsroom Academy tutta è la possibilità di &#8220;far andare subito le mani&#8221;, mettendo in pratica quanto si apprende durante le lezioni. </p>



<p>Gli studenti impareranno le tecniche di realizzazione e produzione di un reportage, e come relazionarsi a redazioni televisive e giornalistiche per proporre in maniera efficace il proprio lavoro; impareranno anche quali sono gli elementi stilistici imprescindibili per comporre un testo che possa aspirare alla pubblicazione e come poi diffonderlo sui social. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="851" height="315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-407735" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1.jpg 851w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-600x222.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-300x111.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Hustle-Facebook-Cover-1-1-768x284.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px" /></figure>



<p>Nel corso dell&#8217;incontro di chiusura del 2 dicembre, sarà selezionato un lavoro tra quelli svolti che <strong>verrà pubblicato </strong>su <em>InsideOver</em> e <em>ilGiornale.it</em>. Sempre in quell&#8217;occasione,&nbsp;verrà anche scelto uno studente che partirà per un <strong>assegnato</strong> con Daniele Bellocchio per realizzare sotto la sua supervisione un reportage. Andrà sul campo con un professionista esperto che lo guiderà passo passo nella realizzazione di un lavoro a quattro mani. La cura per le nuove leve, l&#8217;attenzione verso le esigenze, le curiosità, le aspettative delle giovani promesse è infatti un tratto caratterizzante la Newsroom Academy tutta. E quale occasione migliore se non quella di poter osservare da vicino un professionista per imparare questo difficile e allo stesso tempo bellissimo mestiere?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ospiti</h2>



<p>Oltre all&#8217;impronta fortemente pragmatica e operativa, caratterizzante del corso di reportage sono anche gli ospiti provenienti da ambiti e media diversi. </p>



<p><strong>Massimiliano Menichetti, </strong>direttore di Radio Vaticana e di Vatican News; <strong>Andrea Iacobini</strong>, dal 2012 in servizio come portavoce nazionale di Unicef per l&#8217;Italia; <strong>Alessandra Frigo</strong>, autrice a&nbsp;<strong><em>Piazzapulita</em></strong>&nbsp;su La7 dopo esserlo stata in Mediaset per <em>Le Iene</em>; <strong>Lucia Cuocci</strong>, giornalista della Radio Svizzera Italiana; <strong>Sara Melotti</strong>, freelance che si occupa di documentari e fotogiornalismo. </p>



<p>Un parterre eterogeneo di professionisti del mestiere che trasmetteranno agli allievi della Newsroom Academy la loro esperienza e insegneranno ad adoperare i &#8220;ferri del mestiere&#8221; ai reporter in erba che parteciperanno alle lezioni.</p>



<p>Una volta di più la Newsroom Academy apre le sue porte a chi coltiva il sogno e la vocazione di diventare giornalisti e raccontare il mondo. Mirando a fare del corso un&#8217;opportunità di crescita, sviluppo di competenze e promozione di contatti professionali utile per tutti, docenti compresi. Contribuendo a promuovere quella necessaria contaminazione tra esperienze che è fondamentale per muoversi nel mondo del giornalismo contemporaneo.</p>



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<p><strong>Daniele Bellocchio</strong> è il docente del nuovo corso della Newsroom Academy &#8220;<a href="https://it.insideover.com/courses/diventa-reporter-ora"><strong>Diventa reporter ora</strong></a>&#8220;. Impararai tecniche e metodo di lavoro, come fare un’intervista e costruire una rete di<br>contatti, come superare gli scogli più difficili, infine come scrivere il racconto. Soprattutto realizzerai un reportage che potrebbe essere pubblicato. Inoltre, potresti essere lo studente selezionato per partire con Bellocchio per realizzare un reportage assegnato da InsideOver. Quindi che aspetti?<br><strong>Per info</strong>: chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad academy@ilgiornale-web.it</p>
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		<title>&#8220;Vi spiego perché il delitto perfetto non esiste&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/vi-spiego-perche-non-esiste-il-delitto-perfetto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 13:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/acisf.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/acisf.jpeg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/acisf-300x136.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Dall’omicidio di Serena Mollicone e Meredith Kercher al delitto di Cogne, al caso del serial killer Bilancia, a quello di Liliana Resinovich. Spesso è proprio chi per primo analizza i reperti e la scena del crimine a condizionare inevitabilmente indagini e verdetti. Ma se l’investigazione scientifica è decisiva per ricostruire i fatti e incastrare i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/vi-spiego-perche-non-esiste-il-delitto-perfetto.html">[...]</a></p>
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<p>Dall’omicidio di Serena Mollicone e Meredith Kercher al delitto di Cogne, al caso del serial killer Bilancia, a quello di Liliana Resinovich. Spesso è proprio chi per primo analizza i reperti e la scena del crimine a condizionare inevitabilmente indagini e verdetti. Ma se l’investigazione scientifica è decisiva per ricostruire i fatti e incastrare i colpevoli, a volte può anche indirizzare verso clamorosi errori giudiziari. <strong>Luciano Garofano</strong> &#8211; già comandante dei RIS di Parma, presidente dell’Accademia Italiana di Scienze forensi, consulente di serie televisive (“R.I.S.-Delitti imperfetti”) e di programmi tv (“L’altra metà del crimine”, La7d, “Quarto Grado”, Rete4), tra i super ospiti della <strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo">masterclass in giornalismo investigativo di The Newsroom Academy </a></strong>&#8211; ci ha spiegato perché non esiste il delitto perfetto, ma solo &#8220;l’indagine imperfetta&#8221; in grado di comprometterne la soluzione.</p>



<p><strong>Lei si è occupato dei più importanti, e più mediatici, casi di cronaca nera. In quali, l’investigazione scientifica è stata la chiave per la risoluzione?</strong></p>



<p>Sicuramente molti, ma tra i più noti l’omicidio di Samuele Lorenzi, il delitto di Cogne, e il caso Bilancia. Perché in entrambi è grazie a tecniche analitiche abbastanza sofisticate per l’epoca che si è arrivati a una soluzione. Nel caso di Donato Bilancia, con l’individuazione di un serial killer atipico, esterno a qualsiasi schema del cosiddetto profiling. Quello di Samuele Lorenzi, invece, è un difficile omicidio avvenuto all’interno delle mura domestiche che soltanto l’utilizzo della Bpa, la <em>Bloodstain pattern analysis</em>, cioè la scienza che studia la forma, la dimensione e la distribuzione delle macchie di sangue, ha consentito di individuare il colpevole.</p>



<p><strong>C’è un caso in particolare, dove secondo lei c’è stato un errore clamoroso e dove c’è margine per ulteriori analisi scientifiche in grado di riscrivere la verità?</strong></p>



<p>Ce ne sono tantissimi, alcuni, purtroppo, ancora oggi. Vedo commettere errori soprattutto nelle fasi iniziali, quando intervengono la prima pattuglia delle forze dell’ordine o i soccorritori. Basti pensare al caso di Liliana Resinovich. L’avvocato del marito Sebastiano mi ha incaricato di rivedere tutti gli atti e mi sono accorto che gli indumenti esterni, a differenza di quelli intimi, della signora Resinovich non erano stati analizzati. E questo, con tutto il rispetto che posso avere per gli inquirenti, è un errore, perché sugli indumenti più esterni ci possono essere le tracce di chi l’ha aggredita, di chi l’ha portata fin lì, di chi ha passato con lei gli ultimi istanti.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-681x1024.jpg" alt="" class="wp-image-391395" width="268" height="402" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-681x1024.jpg 681w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-768x1154.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-1022x1536.jpg 1022w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-1363x2048.jpg 1363w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-1703x2560.jpg 1703w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ANG_8401-scaled.jpg 1277w" sizes="auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luciano Garofano</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2>Luciano Garofano è tra i super ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass di videogiornalismo di inchiesta</a> di Alessandro Politi.
Scopri  il programma e tutti gli ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass</a></h2>
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<p><strong>Anche nei grandi casi del passato non sono mancati errori grossolani di procedura.</strong></p>



<p>Lì ancora di più, perché allora le conoscenze erano meno radicate. Pensi, per esempio, all’omicidio di Serena Mollicone: sono stati fatti tanti sbagli che, come nei casi analoghi, si pagano perché l’alterazione dei reperti e la contaminazione diffusa sono state tali da non aver consentito, poi, di dare un senso alle analisi. Altro caso eclatante è l’omicidio di Meredith Kercher, dove alcune tracce non sono state analizzate opportunamente, perché le attività di sopralluogo e di repertamento non avevano rispettato i protocolli e le buone pratiche di attività di laboratorio.</p>



<p><strong>Esiste un delitto perfetto o c’è sempre il dettaglio trascurato che tradisce il colpevole?</strong></p>



<p>Assolutamente no, non esiste. E oggi più che mai. Pensiamo alla quantità di tracce, dirette e indirette, che lasciamo di noi stessi, sia attraverso i telefoni che i vari dispositivi informatici o le autovetture munite quasi sempre di GPS e quant’altro. E se il delitto perfetto non esiste, dobbiamo concludere che allora esiste un’indagine imperfetta. Spesso la mancanza di tempestività, la non osservanza dei protocolli, la fretta di concludere e arrivare a una soluzione e il concentrarsi su un’unica pista senza fare tutte le verifiche portano a degli sbagli imperdonabili. Che, poi, si traducono in errori giudiziari.</p>



<p><strong>Qual è la traccia per eccellenza che incastra il colpevole di un delitto?</strong></p>



<p>Oggi l’errore è più difficile, perché l’informazione è tale, sia attraverso i social che le serie tv o i libri, che anche il delinquente improvvisato è sempre ben informato. Indubbiamente, le tracce biologiche sono quelle che sfuggono di più perché sono invisibili, ma anche se si provvede a lavarle, possono essere comunque evidenziate, come per esempio quelle ematiche con il luminol. Sono proprio le tracce biologiche, che più delle altre, conducono ancora a un’individuazione certa del colpevole.</p>



<p><strong>Un <em>cold case</em> del passato che le tecniche di investigazioni scientifica di oggi avrebbero risolto?</strong></p>



<p>Sono tantissimi. Bisognerebbe mettersi lì e controllare con grande pazienza solamente una cosa: tutti quei <em>cold case </em>che hanno ancora dei reperti o delle tracce non ancora analizzate e, quindi, tutte potenzialmente utili per riaprire quei casi, questo perché il Dna una volta secco si conserva. Così, potremmo anche riaffrontare casi di trenta o quarant’anni fa.</p>



<p><strong>Dalla celebre serie “R.I.S.-Delitti imperfetti” alle trasmissioni dedicate, l’analisi scientifica della scena del crimine continua ad avere successo in tv, e non solo. Perché questo aspetto, in apparenza tecnico e da addetti ai lavori, affascina così tanto?</strong></p>



<p>Perché ha costituito un’alternativa al contrasto del crimine. A un certo punto abbiamo preso coscienza che in laboratorio, con delle tecniche più o meno sofisticate, potevamo dare delle risposte fino a quel momento impensabili. La stessa cosa è accaduta con i reperti informatici. Tutto questo affascina perché attraverso delle tracce impercettibili è possibile ricostruire qualcosa che sembrava apparentemente impossibile da rilevare. Poi, lo scienziato che si mette lì al microscopio e che con grande pazienza scopre una tecnica in grado di dare una soluzione..beh ha un fascino incredibile. Ed è lo stesso motivo per cui vorrei fare in eterno questo mestiere.</p>



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		<title>&#8220;Ecco come e perché un caso diventa mediatico&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/ecco-come-e-perche-un-caso-diventa-mediatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-2048x1379.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Possono fuorviare le indagini. Condannare innocenti e assolvere colpevoli. Rovinare vite e contribuire a clamorosi errori giudiziari. Ma, a volte, i media sono decisivi per dare voce alle “tante storie che aspettano” e per dissotterrare le “tante verità che devono ancora essere trovate”. Ne abbiamo parlato con Claudio Brachino, già direttore di Videonews Mediaset e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/ecco-come-e-perche-un-caso-diventa-mediatico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/ecco-come-e-perche-un-caso-diventa-mediatico.html">&#8220;Ecco come e perché un caso diventa mediatico&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153521348_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1241889-2048x1379.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Possono fuorviare le indagini. Condannare innocenti e assolvere colpevoli. Rovinare vite e contribuire a clamorosi errori giudiziari. Ma, a volte, i media sono decisivi per dare voce alle “tante storie che aspettano” e per dissotterrare le “tante verità che devono ancora essere trovate”. Ne abbiamo parlato con<strong> Claudio Brachino</strong>, già direttore di <em>Videonews Mediaset</em> e <em>Sport Mediaset</em>, attualmente direttore de <em>Il Settimanale</em>, editorialista de<em> Il Giornale</em>, tra i super ospiti della<strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo"> masterclass in videogiornalismo investigativo di The Newsroom Academy</a></strong>.</p>



<p><strong>In che modo il giornalista d’inchiesta può aiutare ad arrivare alla verità senza invadere il campo di chi indaga?</strong></p>



<p>Un&#8217;inchiesta giornalistica seria va per la sua strada e basta. Risponde ai suoi stessi codici di verità e di onestà. Poi, certo, anche i tradizionali codici deontologici rimangono presenti, anche se certe volte, per certi temi, si può andare in un territorio delicato. Si può, insomma, spingere purché il mezzo, come si dice, non prenda il sopravvento sul fine. Il rapporto con le autorità va mantenuto soprattutto nel caso in cui la rivelazione, anche parziale, di alcune notizie, possa compromettere delle indagini o il successo di un&#8217;intera operazione, come ad esempio la cattura di un importante boss mafioso.</p>



<p><strong>Mi fai qualche esempio in cui i media hanno contribuito a svolte importanti nelle indagini?</strong></p>



<p>Il giornalismo d&#8217;inchiesta italiano raramente ha risolto dei casi importanti. Sono tantissimi i grandi misteri della storia repubblicana rimasti irrisolti: Ustica, Moro, Pasolini, Borsellino, solo per dirne alcuni. Spesso, poi, le verità giornalistiche non corrispondono a quelle giudiziarie, molte volte insoddisfacenti. Eppure, sono proprio i magistrati a riaprire i casi, nella storia di Emanuela Orlandi addirittura il Vaticano. Certo, battere il tasto su un storia, non farla dimenticare dai media e dall&#8217;opinione pubblica, continuare a scavare, crea le condizioni per arrivare alle cosiddette verità nascoste. Un caso clamoroso in cui le verità nascoste sono finite in un libro, specificamente di Nuzzi, è stato quello dell&#8217;epistolario di Ratzinger (che forse si è dimesso anche per questo). Però, più che un&#8217;inchiesta contro il potere, è stato uno scoop, una password rivelata da un complotto interno, senza togliere alcun merito ovviamente all&#8217;autore.</p>



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<p><strong>Accendere i riflettori serve per mantenere alta l’attenzione, ma ha i suoi rischi.</strong></p>



<p>Accendere i riflettori, anche per i motivi già enunciati, è sempre un merito. È il sale della democrazia, è il sale del giornalismo in una democrazia. La comunicazione, anche il suo eccesso, è sempre la vittoria illuministica della luce sul buio, sul mistero, sull&#8217;occulto in senso tecnico. Il rischio della spettacolarizzazione certo esiste, vouyerismo, processi paralleli, morbosità, narrazioni incontrollate. Un marasma da cui si esce sempre seguendo le elementari, ma essenziali, regole del buon giornalismo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-1024x694.jpg" alt="" class="wp-image-390737" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-2048x1387.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331153436528_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1240021-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudio Brachino </figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2>Claudio Brachino è tra  i super ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass di videogiornalismo di inchiesta</a> di Alessandro Politi.
Scopri la <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass</a></h2>
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<p><strong>L’interesse del pubblico per certe storie, però, precede o comunque alimenta la spettacolarizzazione dei media. Perché, e come, un caso diventa mediatico?</strong></p>



<p>Come nei romanzi d&#8217;appendice dell&#8217;Ottocento un caso diventa mediatico per la natura del tema, per la tipologia dei personaggi e per la capacità narrativa di cogliere l&#8217;orizzonte d&#8217;attesa sociologico dell&#8217;opinione pubblica, anche se la realtà offre intrighi superiori a qualsiasi mente. Poi, oggi i media sono tanti e si rincorrono ampliandosi a vicenda, dalla tv ai giornali, ai social. Ma non è vero che fuori dai media c&#8217;è il nulla. Ci sono tante storie che aspettano, tante verità che devono ancora essere trovate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/ecco-come-e-perche-un-caso-diventa-mediatico.html">&#8220;Ecco come e perché un caso diventa mediatico&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Prima viene la notizia, poi, tutto il resto: la verità dietro al lavoro d&#8217;inchiesta&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/prima-viene-la-notizia-poi-tutto-il-resto-la-veirta-dietro-al-lavoro-dinchiesta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 04:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è solo una cosa che è più ostinata dei fatti: il giornalista d’inchiesta che non si accontenta di come ci vengono raccontati. E comincia a fare domande, a scavare, a raccogliere e mettere in fila elementi che portano a una verità differente da quella ufficiale. Una verità, a volte, scomoda e che, se svelata, può &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/prima-viene-la-notizia-poi-tutto-il-resto-la-veirta-dietro-al-lavoro-dinchiesta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/press-g3f1680851_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è solo una cosa che è più ostinata dei fatti: il giornalista d’inchiesta che non si accontenta di come ci vengono raccontati. E comincia a fare domande, a scavare, a raccogliere e mettere in fila elementi che portano a una verità differente da quella ufficiale. Una verità, a volte, scomoda e che, se svelata, può dare fastidio a molti. Ma che il vero giornalista è pronto a raccontare fino in fondo, pagandone le conseguenze. <strong>Nello Trocchia </strong>&#8211; scrittore, conduttore tv, giornalista d’inchiesta, attualmente collaboratore di <em>Domani</em>, già inviato di <em>Piazzapulita</em> e tra i super ospiti della <strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo">masterclass in video giornalismo investigativo</a></strong> di The Newsroom Academy &#8211; ci ha spiegato quali sono e perché ne vale, comunque, la pena.</p>



<p><strong>Perché la migliore definizione di giornalismo è nella frase tratta dal film su Giancarlo Siani&nbsp;<em>Fortapàsc</em>: “Gianca’ ‘e notizie so’ rotture ‘e cazz”?</strong></p>



<p>Perché è una frase che riassume benissimo il senso di questo mestiere. Chi fa il giornalista con la scelta di dare la notizia si trova spesso a dare fastidio al potere, cosa che, ovviamente, porta con sé enormi problemi e ostacoli da affrontare. Quella frase, in una sintesi gergale, riesce appieno a restituire fatica, tempo, frustrazione, talvolta sofferenza, talvolta complicazioni che porta con sé questo mestiere, meraviglioso ma molto difficile. E riesce a strappare anche un sorriso. Che nel nostro lavoro non guasta mai. La serietà, lo studio e l’applicazione non devono fare mai dimenticare la capacità di ascolto, e anche di sorriso, rispetto alle storie che raccontiamo e ci portiamo addosso, ma che, per fortuna, a differenza dei nostri interlocutori non viviamo. Questo soprattutto quando interloquiamo con persone senza potere, che non hanno strumenti se non affidarsi alla penna o al microfono del giornalista.</p>



<p><strong>Quindi, le inchieste che scavano dietro alle notizie sono doppie “rotture ‘e cazz”?</strong></p>



<p>Questo è un paese che non ama il giornalismo d’inchiesta. Poi, per me esiste un solo giornalista: quello che si mette dall’altra parte rispetto ai poteri, che non accetta supinamente le verità che vengono restituite dalle fonti ufficiali, quello che mette in dubbio, che discute, che pone domande e non si adagia sulle posizioni del potere. Trovo che sia italiano e anomalo, quando ad ogni cambio di governo si ridefiniscono gli assetti del servizio televisivo pubblico, mettere tra parentesi i partiti di appartenenza dei direttori dei telegiornali o delle reti televisive: questo è la fine del giornalismo e la morte della nostra professione. Noi possiamo avere delle idee, ma il giornalista è chi ha la notizia e la pubblica, senza porsi il problema se darà fastidio alle aree politiche a cui magari può essere più vicino per ideali. Prima viene la notizia, poi, tutto il resto. E tutto il resto non può mai condizionare l’interesse pubblico della notizia.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2>Nello Trocchia è tra  i super ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass di videogiornalismo di inchiesta</a> di Alessandro Politi.
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<p><strong>Anche quando quel “resto” coincide con chi detiene il potere.</strong></p>



<p>Il giornalismo dissotterra le verità bisunte e sudice che il potere ha voluto restituire, provando a raccontare cos’è accaduto realmente in una cella di un carcere quando c’è stato un pestaggio di Stato, che era stato derubricato come una giornata di illegalità; quello che prova a porre delle domande quando c’è stato un naufragio dove sono morte delle persone; quello che ricostruisce cos’è accaduto o sta accadendo in un territorio, facendo la radiografia delle aziende che, per esempio, vengono coinvolte nella costruzione di un impianto, e se quelle sono protagoniste di scempi ambientali precedenti lo denunciano. Quello che non si accontenta delle verità ufficiali, ma le mette in discussione e verifica se la messa in discussione porta a una verità differente. Questo è il punto vero: il giornalista è chi si oppone al deposito di una verità che può essere comoda per qualcuno, ma che non corrisponde ai fatti.</p>



<p><strong>E, invece, quando si deve fermare?</strong></p>



<p>Io mi fermo quando capisco che una traccia non mi ha portato da nessuna parte. Altrimenti non ci sono altre cose che mi fermano. Uno cambia mestiere, se deve fermarsi. Poi, succede di tutto: arrivano le telefonate, le minacce, le intimidazioni, succede che i boss al telefono pianificano di spaccarti la testa, succede che ti arrivano le querele temerarie da cardinali, magistrati, ministri, sottosegretari, giudici. A me è capitato tutto quello che può succedere. Sono stato aggredito in strada, sono parte civile nei processi per aggressione da parte di clan feroci e spietati…capita. E se non si vuole che capiti, meglio cambiare mestiere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png" alt="" class="wp-image-387332" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-300x64.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-768x165.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>Perché ne vale, comunque, la pena?</strong></p>



<p>Non so se ne vale la pena. So solo che ne vale la pena se si stringe un patto con le persone e le storie che racconti. Vale la pena per loro. Vale la pena per quelle madri che ho incontrato sul Gargano e che hanno perso i figli per lupara bianca, vale la pena per le madri che ho incontrato nella Terra dei fuochi, e non c’è una parola in italiano per definire le madri che hanno perso i figli malati di tumore. Per quelli che sono stati cacciati dalle loro case dai Casamonica nell’indifferenza della politica. Per tutte le storie, gli occhi, gli incroci che ho avuto con persone che potere non avevano, ma avevano una storia da raccontare e qualcosa da denunciare. Vale la pena per i detenuti che finalmente hanno creduto nella giustizia e hanno denunciato gli aguzzini che li hanno picchiati. Vale la pena per tutti quelli che, anche se precari e senza reti di protezione, decidono di denunciare questo o quello. Tu ti metti dalla loro parte e fai un racconto di denuncia, interpreti quel senso di giustizia che spesso non può trovare sponda nel codice penale, ma nel buon senso e nell’idea di giustizia che corrisponde all’interesse pubblico. Vale la pena per loro. E per tutti quelli che ancora leggono un giornale e ancora lo comprano.</p>



<p><strong>Vale la pena, certo. Ma è un mestiere che si può imparare o no?</strong></p>



<p>Penso che avere un’interlocuzione con chi fa questo mestiere sul campo sia utile. Poi, ovviamente, la passione non si insegna a scuola e, se non ce l’hai, non ce l’avrai mai. Ma se ce l’hai e non hai gli strumenti per scrivere bene un pezzo, per girare un video, per difenderti dai mille ostacoli, per capire come fare una proposta o un&#8217;inchiesta e realizzarla, con la sola passione non vai da nessuna parte. Se hai la passione per questa professione straordinaria, meravigliosa, che è il mestiere della mia vita, devi associarla a delle competenze da acquisire. Il giornalista è un lavoro che purtroppo fanno tanti che dovrebbero fare altro. Siamo circondati da una mediocrità e da un’approssimazione indecenti che ci squalificano agli occhi delle persone. Non tutti possono fare questo mestiere. Per farlo c’è bisogno di sapere, di studiare. Non si fa un’intervista se non si ha sottomano un dossier sul soggetto, sulla persona di cui si sta parlando, perché si rischia di fare una figuraccia, oppure di mettere il microfono in bocca a uno senza sapere cosa chiedergli. Ogni cosa fatta con studio produce notizie, mentre tutto il resto è solo inchiostro su carta e bla bla bla in televisione.</p>
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		<title>“Ecco fin dove può arrivare il potere dei media&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/ecco-fin-dove-puo-arrivare-il-potere-dei-media.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 08:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1033" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-1536x826.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-2048x1101.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pressione esercitata dai media può indirizzare le indagini, anticipare svolte e colpi di scena, arrivando, a volte, persino a condizionare i verdetti dei processi. Di questo e del ruolo decisivo, nel bene e nel male, del giornalista d’inchiesta ne abbiamo parlato con Gianluca Zanella, giornalista, editor e agente letterario, che, dopo aver diretto il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/ecco-fin-dove-puo-arrivare-il-potere-dei-media.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1033" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-1536x826.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230327094820863_1c40312c054227716a8d23cb519aa479-2048x1101.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pressione esercitata dai media può indirizzare le indagini, anticipare svolte e colpi di scena, arrivando, a volte, persino a condizionare i verdetti dei processi. Di questo e del ruolo decisivo, nel bene e nel male, del giornalista d’inchiesta ne abbiamo parlato con <strong>Gianluca Zanella</strong>, giornalista, editor e agente letterario, che, dopo aver diretto il corso di giornalismo investigativo di The Newsroom Academy nell’autunno scorso, sarà tra gli ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuova masterclass</a>, tenuta da Alessandro Politi e organizzata da&nbsp;<em>Il Giornale.it</em>&nbsp;e&nbsp;<em>InsideOver</em>.</p>



<p><strong>Nei grandi casi di cronaca nera che potere hanno i media di condizionare l’attività degli investigatori?</strong></p>



<p>Il potere dei media è immenso e, fin troppo spesso, sottovalutato dagli stessi giornalisti. Con un articolo si può davvero rovinare la vita alle persone. Mi è capitato diverse volte di dover fare i conti con me stesso prima di parlare di qualcuno – anche se deceduto – in un mio articolo. E quando lo faccio, è perché ho verificato attentamente quello che vado a scrivere e sarei pronto a difendere il mio lavoro a testa alta. Venendo alla risposta: il potere dei media è talmente forte da poter, in alcuni casi, condizionare anche lo svolgimento delle indagini. Quando un caso di cronaca nera sale agli onori delle cronache – per i motivi più disparati – si innesca un meccanismo tanto umano quanto perverso: la necessità di trovare un colpevole presto e subito.</p>



<p><strong>Mi fai qualche esempio eclatante in cui è successo, in negativo.</strong></p>



<p>Di casi, in Italia, ne abbiamo purtroppo molti. Mi sto occupando del delitto di Garlasco da diversi mesi e sono fermamente convinto che qui si tratti di uno di quei casi in cui i media hanno influenzato negativamente non tanto le indagini, quanto l&#8217;andamento del processo.&nbsp;</p>



<p><strong>Cos’è che accende i riflettori su un caso e non su un altro?</strong></p>



<p>Quale sia il meccanismo non lo so. Posso fare delle ipotesi. Intanto credo di poter dire che a colpire l&#8217;immaginario collettivo sono principalmente gli episodi di sangue. Più l&#8217;omicidio è efferato, più l&#8217;attenzione del pubblico è garantita. Se ci sono dei minori coinvolti l&#8217;attenzione poi sale alle stelle (pensiamo al delitto di Cogne, a Novi Ligure, a Yara Gambirasio, alla strage di Erba). <em>Panem et circenses</em> dicevano i latini. Questo per dire che il pubblico ha bisogno di intrattenimento. E più un caso di cronaca nera è sconvolgente, più l&#8217;intrattenimento &#8211; brutto dirlo, ma è così &#8211; è garantito.</p>



<p><strong>Cosa, invece, può spegnere l&#8217;attenzione dei media?</strong></p>



<p>Una confessione. Non credo ci sia molto altro.&nbsp;</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2>Gianluca Zanella è tra  gli ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass di videogiornalismo di inchiesta</a> di Alessandro Politi.
Scopri il programma e gli altri ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass</a></h2>
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<p><strong>Quali dettagli nella “versione ufficiale” di una storia fanno capire che c’è qualcosa che non torna, e che per il giornalista c’è margine per scavare?</strong></p>



<p>I dettagli escono fuori non per magia, ma per uno studio attento, lungo e rigoroso della documentazione disponibile. È questo, a mio avviso, il primo passo necessario. Ancor prima di andare a intervistare i protagonisti delle vicende, bisogna studiare le carte. Altrimenti come puoi sperare di farli cadere in contraddizione? Per venire al margine d&#8217;azione concesso a un giornalista, se si rispettano le regole del gioco (e deontologiche) è comunque molto ampio. Se non si rispettano le regole è sconfinato, ma poi se ne pagano le conseguenze.&nbsp;</p>



<p><strong>Per fare il giornalista investigativo bisogna un po’ essere attratti da quello che non torna, da quei “pezzi” di una storia che non sono al loro posto. Quindi, giornalista d’inchiesta si nasce o no?</strong></p>



<p>Credo ci voglia un piglio innato, quindi sì, per certi aspetti ci si nasce. Di certo non basta il piglio, ci vuole tanta forza di volontà, tanta convinzione e la consapevolezza che non sempre c&#8217;è un risultato garantito alla fine del lavoro. A volte non c&#8217;è nemmeno la fine del lavoro!</p>



<p><strong>Tu hai già tenuto un corso di giornalismo investigativo organizzato da The Newsroom Academy. Perché è il posto giusto per cominciare davvero a fare questo mestiere?</strong></p>



<p>Corsi come quello che ho tenuto nel 2022 e come quello che partirà presto sotto la guida del bravo Alessandro Politi sono utili non solamente a fornire gli strumenti di base per capire come muoversi sul campo e come non incappare in problemi di natura legale; corsi come quelli della Newsroom Academy&nbsp;consentono agli iscritti di entrare in contatto con un parterre di ospiti di altissimo livello che altrimenti difficilmente avrebbero potuto avvicinare in altro modo. E il fatto che poi ci sia la possibilità di iniziare una collaborazione, beh, non è assolutamente una cosa scontata.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png" alt="" class="wp-image-387332" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-300x64.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-768x165.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>&#8220;Dal politico sotto torchio al ruolo dell&#8217;immagine: ecco i segreti del reporter&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/dal-politico-sotto-torchio-al-ruolo-dellimmagine-ecco-i-segreti-del-reporter.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Attenersi ai fatti, battere tutte le piste, ascoltare tutte le voci senza privilegiarne una, mai: sono le regole base per il giornalista d’inchiesta. Stelle polari che, però, diventano più difficili da seguire per chi si trova a rovistare nel malaffare della politica. Alessio Lasta &#8211; giornalista d’inchiesta e inviato di Piazzapulita &#8211; ci ha spiegato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/dal-politico-sotto-torchio-al-ruolo-dellimmagine-ecco-i-segreti-del-reporter.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/jovaughn-stephens-IuT4XqfabPs-unsplash-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Attenersi ai fatti, battere tutte le piste, ascoltare tutte le voci senza privilegiarne una, mai: sono le regole base per il giornalista d’inchiesta. Stelle polari che, però, diventano più difficili da seguire per chi si trova a rovistare nel malaffare della politica. <strong>Alessio Lasta</strong> &#8211; giornalista d’inchiesta e inviato di <em>Piazzapulita</em> &#8211; ci ha spiegato perché il senso del giornalismo a volte non sta nel ricorrere una fantomatica imparzialità, ma nel coraggio di farsi, all’occorrenza, “grimaldello dei cittadini” traditi dal potente di turno. </p>



<p><strong>Nelle tue inchieste hai toccato temi e contesti diversi. Come scatta l’idea di scavare in una direzione piuttosto che in un’altra?</strong></p>



<p>Io ho sempre avuto la fortuna di occuparmi di argomenti che mi interessavano. Di solito, propongo temi che sento vicini o su cui, grazie al rapporto con le fonti, posso avere notizie di prima mano. Quindi, prima cosa: coltivare il rapporto con le fonti. Poi, farsi guidare dagli interessi personali e trovare la propria forma del racconto.</p>



<p><strong>E la tua qual è?</strong></p>



<p>La mia è sempre una forma a tinte forti. In un servizio mi piace inserire dei contrasti, accostando un aspetto emozionale a uno di denuncia. Se non c’è alcun sentimento, alcuna “carnalità” anche nel modo di raccontare, non si rispetta la natura del mezzo. La televisione è pervasiva e arriva nelle case con una potenza micidiale. Ma è efficace proprio quando suscita delle emozioni forti, che, però, non devono essere fini a se stesse.</p>



<p><strong>Per esempio?</strong></p>



<p>Pensa al mio reportage per <em>Piazzapulita</em> andato in onda il 5 marzo del 2020, che ha permesso di capire quale era realmente la situazione all’interno delle terapie intensive. Ecco, questo è un classico esempio in cui l’immagine non si ferma alla funzione iconica, che è quella di far vedere qualcosa, ma ne ha anche una esplicativa, cioè di chiarire e mettere in fila i fatti. Per questo, io dico sempre che bisogna prima pensare per immagini poi per contenuti. L’immagine non può essere un corredo, ma è la forma espressiva del mezzo televisivo e comanda.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2>Alessio Lasta è tra  i super gli ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass di videogiornalismo di inchiesta</a> di Alessandro Politi.
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<p><strong>Questo vale in tutti i contesti?</strong></p>



<p>Dai miei servizi deve uscire qualcosa che emozioni, che coinvolga, in cui il pubblico possa identificarsi ma anche qualcosa che spieghi. Emozione, coinvolgimento, identificazione e spiegazione di un fenomeno: tutti questi quattro aspetti fanno parte del mio modo di fare giornalismo. Sia quando mi occupo del Covid che degli sprechi della politica.</p>



<p><strong>O quando l’anno scorso hai raccontato le prime fasi della guerra in Ucraina.</strong></p>



<p>Quando sono stato a Irpin, il mio scopo era fare vedere allo spettatore cosa era veramente la guerra, da vicino. E soprattutto in quel contesto, la potenza dell’audio, del video e la forza delle immagini difficili unite all’emozione del giornalista sono un mezzo per raccontare importante, ma non devono mai sconfinare nel protagonismo. Un pezzo anemico a me non piace perché non aggiunge nulla, però l’aspetto emotivo non può soverchiare la narrazione.</p>



<p><strong>Spesso ti occupi di politica. I giornalisti dovrebbero essere super partes, ma hanno comunque le proprie idee. Come si riesce ad essere imparziali?</strong></p>



<p>Non ho mai creduto al giornalismo imparziale e che non si schiera. È impossibile. Come diceva un grande inviato del <em>Corriere della Sera</em>, Ettore Mo: “Un racconto senza aggettivi non è mai riuscito a nessuno”. Io non mi sono mai né schierato, né messo alla coda di qualche potente. Oggi si direbbe che sono fluido: mi piacciono molte cose del centrosinistra, altre del centrodestra e del mondo cattolico, da cui provengo. Non sono vicino ad alcun partito, ma anche nel giornalista che si occupa di politica ci può essere una presa di posizione, senza che questo infici l’autorevolezza e l’imparzialità del racconto. Quando incontro il politico di turno che non ha fatto quello per cui i cittadini lo hanno eletto, e mi è capitato tantissime volte, mi schiero sempre dalla parte dei cittadini: questo non significa violare l’imparzialità richiesta al giornalista.</p>



<p><strong>Qualche aneddoto che mi puoi raccontare in merito?</strong></p>



<p>Non citerò il nome per carità di patria, ma si tratta di un politico importante, di qualche legislatura fa, a cui ho chiesto perché era favorevole alla reintroduzione del finanziamento pubblico ai partiti. L’avevo contattato moltissime volte e mi aveva dato la sua disponibilità per l’intervista, poi ogni volta non si era presentato. Quindi, mi sono messo fuori da Montecitorio, l’ho chiamato dicendogli se potevamo incontrarci per l’ora di pranzo e mi ha risposto che si trovava in Toscana. Peccato che, appena appeso il telefono, me lo sono trovato di fronte, fuori da Montecitorio. In quel momento il giornalista è legittimato a schierarsi perché è stato preso in giro, e in qualche maniera con lui è stato preso in giro anche il pubblico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png" alt="" class="wp-image-387332" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-300x64.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-768x165.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>E in quel caso come si gestisce il confronto con il politico da torchiare?</strong></p>



<p>Credo che la stella polare sia l’argomento che ti guida, come in ogni inchiesta. Se hai dalla tua la forza delle domande, allora puoi affrontare qualsiasi politico, di qualsiasi colore, soprattutto se non frequenti i politici al di là del tuo lavoro e non diventi una specie di loro sodale, cosa terribile per il giornalista. Se hai questa libertà, di cui mi pregio, allora puoi fare tutte le domande che vuoi a tutti i politici in maniera imparziale. E il confronto si gestisce con l’onestà, la forza delle tue domande, anche le più irriverenti, e la preparazione. Poi, se serve, bisogna avere l’onestà intellettuale di rinegoziare il proprio punto di vista acquisendo elementi anche dalla fonte politica. Che è giusto sentire non solo per torchiarla, ma anche per avere delle informazioni.</p>



<p><strong>Ti è mai stato chiesto, da parte di una redazione per cui lavoravi, di mollare o ammorbidire i toni di un’inchiesta per motivi di partigianeria politica?</strong></p>



<p>Ti stupirò, ma non mi è mai stato chiesto. Anche perché io mi sono occupato di politica limitatamente agli sprechi e alle condizioni di ricaduta sulla vita dei cittadini. Non ho mai seguito la politica di palazzo e posso dire che mi sono sempre sentito libero di realizzare ogni mio servizio, senza aver mai subito pressioni, né condizionamenti. A me interessa torchiare il politico nel momento in cui non ottempera agli impegni presi con i cittadini, mettendolo di fronte a dichiarazioni e promesse fatte, e poi non rispettate.</p>



<p><strong>Quanto le inchieste sul malaffare della politica, secondo te, possono poi avere un impatto sull’opinione pubblica e condizionare il consenso?</strong></p>



<p>Io credo molto nel giornalismo militante, nel senso più alto del termine. Credo in un giornalismo che non ha paura di mettere a nudo il re, di andare a fondo, anche quando questo comporta dei sacrifici, dallo studio delle carte al recuperare documenti che di solito non ci vengono messi a disposizione. Un’inchiesta sul malaffare ha senso non solo andando a prendere il politico per metterlo di fronte alle sue responsabilità. Ha senso quando raccogliamo anche altri elementi, facendo quello che Falcone chiamava “follow the money”, cioè seguire il denaro. Così, credo che il giornalismo possa cambiare l’opinione pubblica, non per condizionarne il consenso, ma per rendere note cose che il pubblico non conosceva, realizzando appieno la sua ragione d’essere. Un’inchiesta fatta bene non mira a colpire come grimaldello una parte politica. Il giornalismo deve essere il grimaldello del pubblico, dei cittadini. La forza della denuncia giornalistica sta nella misura razionale e ponderata dell’analisi. Se perdiamo di vista la forza del dato di realtà e diventiamo grancassa di una parte politica non facciamo un servizio di informazione, ma rompiamo, com’è successo, il patto sociale con il pubblico. Che poi non ce lo perdona. E recuperare questo patto sociale è la vera sfida del giornalismo di oggi.</p>
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		<title>“Così rendo il lato oscuro della mente alla portata di tutti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/cosi-rendo-il-lato-oscuro-della-mente-alla-portata-di-tutti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinapiumatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le varie sfumature del noir da sempre affascinano e catalizzano l’attenzione dell’opinione pubblica. Omicidi efferati, crimini seriali, delitti irrisolti: il lato oscuro della mente umana ‘tira’ e continua a macinare ascolti record. Non soltanto in tv, ma anche attraverso i nuovi format di informazione a tema, dai podcast ai canali social di esperti o sedicenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/cosi-rendo-il-lato-oscuro-della-mente-alla-portata-di-tutti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/cosi-rendo-il-lato-oscuro-della-mente-alla-portata-di-tutti.html">“Così rendo il lato oscuro della mente alla portata di tutti&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230317105943810_35e38170a15c8da6366f46679ba304a6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le varie sfumature del<em> noir </em>da sempre affascinano e catalizzano l’attenzione dell’opinione pubblica. Omicidi efferati, crimini seriali, delitti irrisolti: il lato oscuro della mente umana ‘tira’ e continua a macinare ascolti record. Non soltanto in tv, ma anche attraverso i nuovi format di informazione a tema, dai podcast ai canali social di esperti o sedicenti tali. Con il rischio che, in assenza di competenze specifiche, lo scopo informativo scada in criminologia spicciola. <strong>Anna Vagli</strong> &#8211; criminologa forense, giornalista, editorialista di crimine per <em>Fanpage</em> e <em>Nanopress</em> e tra i docenti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo"><strong>masterclass di video giornalismo investigativo </strong></a>organizzata da The Newsroom Academy e tenuta da Alessandro Politi &#8211; ci ha spiegato come si rendono “gli angoli più bui della psiche umana” alla portata di tutti, senza cadere in pericolose banalizzazioni del male.</p>



<p><strong>Quali insegnamenti della criminologia ti sono serviti di più nel fare la giornalista?</strong></p>



<p>Sicuramente le conoscenze investigative e quelle legate all’intuito. Insomma, applico la professione, con tutti i limiti che ovviamente ci sono, ai casi che ricostruisco nei miei editoriali. Molto spesso utilizzo anche le mie conoscenze in tema di linguaggio del corpo. Dopo essermi certificata come analista comportamentale, spesso analizzo le interviste per carpire gli stati d’animo, e gli eventuali segni della menzogna, dei personaggi di volta in volta coinvolti.</p>



<p><strong>Come si rende il lato oscuro, e complesso, della mente umana alla portata di tutti?</strong></p>



<p>Di per sé il male affascina e attira. Il segreto sta nel cercare di spiegare nella maniera più lineare possibili i concetti appresi in anni di studi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png" alt="" class="wp-image-387332" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-1024x220.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-300x64.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5-768x165.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/copertina-video-2-5.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>Perché i casi di cronaca nera ‘tirano’ così tanto in tv, e anche in formato podcast, ma meno sul web?</strong></p>



<p>In generale, penso che la cronaca nera attiri in ogni sua sfaccettatura. Siamo affascinati dal male perché ci porta ad interfacciarsi con gli angoli più bui della psiche. Quindi, penso che il pubblico ne fruisca con ogni mezzo.</p>



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<h2>Anna Vagli è tra  i super gli ospiti della <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-video-giornalismo-investigativo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">masterclass di videogiornalismo di inchiesta</a> di Alessandro Politi.</h2>
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<p><strong>Spesso, però, capita che nei programmi televisivi si degeneri in criminologia spicciola. Quando la tv esagera?</strong></p>



<p>La tv esagera quando anche chi non ha specifiche competenze si diletta in ricostruzioni azzardate. Il confine è labile e passano messaggi sbagliati. Non ci si può improvvisare detective!</p>
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